CONVENTION ANNUALE FEDART FIDI Roma, novembre RELAZIONE DEL PRESIDENTE FEDART FIDI Fabio Petri

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1 CONVENTION ANNUALE FEDART FIDI Roma, novembre 2013 RELAZIONE DEL PRESIDENTE FEDART FIDI Fabio Petri Buongiorno a tutti e benvenuti all appuntamento annuale con la presentazione della Ricerca e la Convention di Fedart Fidi. Ringrazio gli autorevoli relatori, che siamo lieti di avere nostri ospiti, e i Confidi presenti a questa giornata di lavori, che ci vede riuniti in uno dei luoghi più suggestivi della Roma classica. Una sala che da ben tre edizioni abbiamo scelto come sede per la presentazione della nostra Indagine. Una sala che trasmette l idea della tradizione e dell innovazione. E quest anno tradizione e innovazione sono il filo conduttore della nostra Ricerca e della nostra Convention: - nella formula, che vede uniti i due eventi principali della Federazione; - nel panel dei relatori, aperto al contributo dei Confidi degli altri settori economici; - soprattutto nei temi che saranno oggetto delle sessioni. Il titolo che abbiamo scelto per l evento, I Confidi tra crisi e mutualità, racchiude perfettamente il senso di questo binomio. * * * * * Desidero aprire la mia relazione esprimendo la solidarietà mia e di tutto il sistema Fedart alla popolazione della Sardegna, che si trova in una situazione di grave difficoltà a causa del drammatico ciclone che si è abbattuto sulla Regione nei giorni scorsi. Desideriamo far sentire la nostra vicinanza devolvendo, in occasione del prossimo Natale, un contributo a favore delle imprese artigiane colpite dagli eventi atmosferici, con l augurio che il sistema produttivo sardo possa superare al più presto questa emergenza. 1

2 * * * * * Come dicevamo, la Ricerca e la Convention sono appuntamenti fissi nel calendario della Federazione e rappresentano preziosissimi momenti di confronto con i nostri interlocutori e all interno del sistema stesso. L Indagine è resa possibile dalla partecipazione di tutti i Confidi associati, che forniscono un quadro sempre più articolato di informazioni (a questo riguardo desidero rivolgere a tutte le nostre strutture un sentito e personale ringraziamento per lo sforzo che periodicamente chiediamo loro). Essa delinea una accurata raffigurazione delle principali variabili strutturali e di trend che caratterizzano il sistema, di grande utilità per la Federazione e all esterno, per percepirne tempestivamente gli orientamenti e definire le azioni da mettere in atto. La Convention rappresenta il principale momento di confronto al nostro interno e con i principali interlocutori, istituzionali e non solo. Noi come Federazione ne usciamo arricchiti di idee e di spunti di riflessione, che utilizziamo per la programmazione futura. Ci auguriamo che chi vi prende parte condivida questa percezione di utilità. Come anticipavo, quest anno abbiamo pensato di unificare questi due momenti. In una fase di grande difficoltà come l attuale, in cui alcuni punti di riferimento vacillano e occorre mettersi in discussione, ci è sembrato significativo che la rappresentazione dei principali valori del sistema fosse più che mai integrata con il dibattito sulle linee strategiche. L analisi del contesto attuale e dei trend che hanno guidato il fenomeno negli ultimi anni costituiscono un patrimonio di informazioni preziose per provare a orientare il sistema nel futuro. La Banca d Italia e l Ocse apporteranno un contributo di idee e di dati fondamentali per estendere l analisi ai fenomeni e al quadro di riferimento in cui ci stiamo muovendo. Nella 17 a edizione della Ricerca abbiamo voluto privilegiare la tempestività delle informazioni, anticipandone la diffusione a scapito della redazione cartacea.. In cartella trovate un cd contenente la relazione presentata da Fedart e gli interventi della Banca d Italia e dell Ocse. Abbiamo immaginato che il supporto digitale renda più agevole la diffusione e la consultazione delle informazioni rappresentative della nostra realtà. Ne beneficia l immediatezza e la fruibilità della comunicazione. A breve sarà comunque resa disponibile 2

3 la pubblicazione cartacea, che illustra in modo completo gli impatti delle strategie della Federazione e l analisi statistica dell andamento del sistema nel 2012, con il solito aggiornamento al I semestre di quest anno. * * * * * Altro elemento di innovazione è stato quello di aprire i lavori della Convention al contributo dei Confidi e delle Federazioni espressione degli altri settori economici. A nostro parere alcune tematiche, trasversali a tutto il sistema, come tali devono essere affrontate. Ne beneficia la ricchezza del dialogo, la creatività delle soluzioni concertate, la sintonia all interno di Assoconfidi. Come già saprete, per i prossimi due anni sarà Fedart a esprimere la presidenza di Assoconfidi. Sono lieto della fiducia che l associazione ha espresso nei miei confronti, ma sono consapevole della responsabilità che questo impegno porta con sé. Assoconfidi è oggi più che mai chiamata a farsi portavoce della necessità di supportare i Confidi per sostenere indirettamente le imprese minori, che costituiscono oltre il 99% del sistema produttivo italiano. Occorre attuare fin da subito un piano di azione unitario, che sappia superare le rigidità del momento e traguardare il futuro. Abbiamo bisogno dell impegno di tutti per conseguire l obiettivo comune della sopravvivenza dei Confidi e della salvaguardia della loro capacità di operare, sempre al fianco delle piccole e medie imprese. Questa esigenza va oltre la ripartizione tra i settori economici, ma anzi si caratterizza per essere condivisa tra tutto il sistema. Assoconfidi trova il suo fondamento nella capacità di dare una voce unitaria alle tematiche su cui converge la sensibilità di tutte le Federazioni. Auspico che in queste giornate di lavoro la testimonianza portata dai Confidi esterni al sistema Fedart ne rafforzi ulteriormente il percorso. * * * * * La terza componente del binomio tradizione e innovazione riguarda le prospettive stesse del sistema. Per la prima volta nella nostra storia cinquantennale dobbiamo prendere 3

4 atto di alcuni chiari segnali che mostrano incontrovertibilmente come la crisi, del sistema finanziario e creditizio prima e del sistema produttivo poi, abbia oggi contaminato i Confidi. Lo testimonia un tasso di sofferenza in rapida crescita, che nel 2012 ha raggiunto volumi così elevati di sofferenze non più compatibili con la sopravvivenza del sistema di garanzia. E allora lo sforzo deve essere bilanciato tra due finalità principali: portare comunque avanti l azione mutualistica propria del sistema e contemporaneamente fronteggiare la situazione di difficoltà che lo sta investendo. Su questo obiettivo dovrebbe confluire l attenzione dei Confidi stessi ma soprattutto delle Istituzioni pubbliche. Infatti i Confidi non possono far venire meno il supporto alle imprese associate, poiché hanno dimostrato di saper svolgere un ruolo straordinario nel favorire la sopravvivenza di molte realtà produttive. Ma anche perché si sono qualificati come lo strumento più efficiente per dare attuazione alle azioni di politica industriale delle Istituzioni locali, grazie alla loro capacità di massimizzare le ricadute positive delle risorse pubbliche destinate allo sviluppo economico e sociale del territorio. Occorre considerare che la mutualità e la sussidiarietà sono tratti centrali e peculiari del modello italiano dei Confidi. La mutualità è evidente nel fatto che le imprese italiane apportano la metà delle risorse, provenienti da soggetti privati, che confluiscono complessivamente nella filiera della garanzia a livello mondiale. La sussidiarietà si manifesta nel fatto che soggetti privati svolgono finalità di interesse pubblico, agevolata da alcune peculiarità che i Confidi hanno: la conoscenza diretta delle imprese beneficiarie degli interventi e una dimensione generalmente analoga a quella dei soggetti pubblici con cui si relazionano. I Confidi contribuiscono pertanto a perseguire gli obiettivi di politica industriale delle Istituzioni, agendo come loro strumenti nei confronti del tessuto economico locale. Fin qui la tradizione da preservare. L innovazione si riferisce invece alla ricerca di soluzioni originali per far fronte alla crisi. È in gioco la sopravvivenza del sistema dei Confidi, che vanta una storia di decenni al fianco delle PMI. È soprattutto in gioco la sopravvivenza di un milione e duecentomila imprese associate, che credono in noi e che su di noi nutrono delle aspettative. 4

5 Oggi più che mai dobbiamo assumere l atteggiamento proattivo che da tempo ci caratterizza. Non basta sensibilizzare i nostri interlocutori sulla necessità di agire. Occorre provare a tradurre le nostre esigenze in possibili soluzioni, per offrire loro proposte concrete su cui avviare il confronto e per velocizzare i tempi di azione. Per questa ragione abbiamo elaborato un quadro articolato di ipotesi di intervento. Auspichiamo che le Istituzioni pubbliche vogliano prendere nella giusta considerazione le nostre proposte, attuando con la massima urgenza interventi concreti che ci permettano di continuare a operare a vantaggio dello sviluppo economico e sociale del Paese. Il nostro pacchetto di azioni, condiviso con l intero Sistema dei Confidi italiani riunito in Assoconfidi, ruota intorno a tre capisaldi, ripartiti equamente tra provvedimenti con un orizzonte temporale brevissimo e altri di natura strutturale. - I primi ricomprendono iniziative volte a sostenere nell immediato la patrimonializzazione del sistema; - le azioni di più ampio respiro si concentrano sul Fondo Centrale di Garanzia, sempre più riconosciuto come l infrastruttura principale della garanzia in Italia; - il terzo filone attiene a un riordino della normativa che valorizzi l importante percorso di evoluzione che ha segnato la storia recente del nostro mondo. A questi interventi, che non possono prescindere dal sostegno delle Istituzioni, ne affianchiamo altre due, che intendiamo attivare come sistema: - un potenziamento della presenza sui temi europei, anche in vista del prossimo periodo di programmazione , - e la ricerca di una rinnovata collaborazione con il sistema bancario, che non può che fondarsi su basi diverse dal passato. * * * * * Ma andiamo per ordine, vista la complessità e la articolazione dei temi, e anche perché, come prima affermavo, non abbiamo solo problemi, ma anche soluzioni. E molto concrete. Le azioni straordinarie, incidendo sulle garanzie in essere, mirano a irrobustire i bilanci dei Confidi attraverso il rafforzamento della dotazione patrimoniale, che dovrebbe a sua 5

6 volta essere utilizzata per far ripartire l operatività e per assicurarsi un margine più ampio con cui far fronte alle sofferenze. Un primo intervento consisterebbe nel destinare una quota delle risorse del Fondo Centrale all erogazione di un contributo, il cui ammontare sarebbe determinato in funzione del volume di operatività e che dovrebbe essere impiegato per concedere nuove garanzie. Una proposta semplice e lineare, assolutamente necessaria, visti gli allarmanti dati che verranno presentati fra breve. Proposta che aveva trovato la gran parte delle forze politiche d accordo e che, presentata da alcuni parlamentari, aveva superato anche il vaglio in Commissione Bilancio del Senato. Ora però è tutto di nuovo in discussione. La seconda misura riguarderebbe una Tranched Cover, una operazione tecnicamente più complessa che nei mesi scorsi è già stata utilizzata dal legislatore principalmente a favore delle banche di maggiori dimensioni. La nostra idea sarebbe quella di replicarla, definendo però caratteristiche tali da renderla adeguata alle peculiarità dei Confidi, impostandola sul loro portafoglio in essere. Questo strumento finanziario, per le sue caratteristiche intrinseche e grazie all intervento del Fondo Centrale di Garanzia, produrrebbe un duplice risultato: una riduzione di fatto del volume di sofferenze dei Confidi e la possibilità di fissare l ammontare massimo delle perdite a loro carico per il futuro. Le azioni strutturali intenderebbero invece potenziare l operatività del Fondo Centrale in controgaranzia attraverso i Confidi, la cui maggiore presenza arrecherebbe importanti vantaggi ai vari soggetti coinvolti. Queste strutture, infatti, accrescono l efficienza nell utilizzo delle risorse pubbliche elevandone la leva, ampliano il perimetro di imprese beneficiarie degli interventi del Fondo, contribuiscono a ridurre il rischio sistemico e quello a carico di ciascun attore suddividendolo tra tre soggetti (banca, Fondo Centrale e Confidi) invece che solo tra due (banca e Fondo Centrale). La prima proposta è quella di dare piena attuazione all operatività per portafogli prevista dal Decreto Monti, strutturandoli in funzione delle caratteristiche delle imprese minori e dell operatività propria dei Confidi. In tal modo si estenderebbe l accesso alla controgaranzia anche a domande che non vi potrebbero accedere se presentate singolarmente, senza accrescere il livello di rischio complessivo a carico del Fondo. Inoltre 6

7 le commissioni sarebbero particolarmente contenute, al fine di riequilibrare il costo complessivo della controgaranzia rispetto alla garanzia diretta. L altra ipotesi consisterebbe nel destinare una quota maggiore della dotazione del Fondo Centrale alla controgaranzia intervenendo contestualmente su due normative già in vigore, così da potenziare gli effetti positivi derivanti dalla loro applicazione sinergica. La proposta mira a innalzare la quota di risorse del Fondo destinate alla controgaranzia, portandola almeno al 50%, terzo rispetto al 30 previsto oggi; parallelamente a ripristinare la percentuale di controgaranzia rilasciata dal Fondo sulle domande presentate dai Confidi al livello che era in vigore fino ad alcuni mesi fa (90%). Ciò consentirebbe di tutelare la dotazione patrimoniale dei Confidi, che garantiscono con mezzi propri la componente di finanziamento non controgarantita, e di giungere a un parziale riequilibrio, tra la copertura offerta dal Fondo alla controgaranzia dei Confidi rispetto al vantaggio offerto oggi alla garanzia diretta per le banche, incomprensibile ed inaccettabile. È evidente come le nostre ipotesi vadano ad agire su strumenti già disponibili come il Fondo Centrale e su normative attualmente in vigore come il Decreto Monti. Ciò risponde a una volontà specifica: fornire al decisore pubblico la possibilità di intervenire nel modo più veloce e semplice possibile, per ridurre i tempi tecnici e le incertezze che sarebbero inevitabilmente connesse con misure completamente nuove. Il terzo punto focale della nostra proposta riguarda il riordino della normativa di settore. Nei mesi scorsi si è svolta la consultazione pubblica sui Decreti Ministeriali di attuazione del Titolo V del Testo Unico Bancario, relativi alla nuova soglia per l iscrizione nell Albo degli Intermediari finanziari e all Organismo tenuto alla gestione dell Elenco dei Confidi minori. Riconfermiamo la nostra valutazione nel complesso positiva dei due documenti, che contribuiscono a delineare meglio alcuni aspetti della normativa e a definire più chiaramente le attività che i Confidi possono svolgere, senza generare stravolgimenti nel sistema. Tuttavia riteniamo che i due Decreti Ministeriali non possano essere considerati risolutivi rispetto all esigenza di tener conto pienamente dell andamento del mercato di riferimento e della complessiva evoluzione che nell ultimo periodo hanno interessato il sistema dei Confidi. 7

8 La Legge Quadro ha certamente rappresentato un passaggio fondamentale nella nostra storia: è stato il primo intervento normativo esplicitamente rivolto ai Confidi e che quindi ha attribuito piena rilevanza giuridica a un fenomeno che fino ad allora esisteva solo nell esperienza concreta o in alcuni tratti di normative rivolte ad altri. Tuttavia, a nostro parere oggi la disciplina destinata ai Confidi, prima fra tutti questa legge, non rispecchia più completamente le caratteristiche e l operatività del sistema. Occorre aprire una riflessione più articolata sull assetto normativo primario che regola il settore e definire un quadro di regole unitario, coerente con le caratteristiche assunte dal sistema e dunque rispondente alle sue attuali esigenze. Un intervento in grado soprattutto di garantire la sostenibilità del modello Confidi italiano, con tutte le sue positive peculiarità. La nostra idea è quella di utilizzare lo strumento della Legge Delega, che consentirebbe da un lato una riflessione più meditata rispetto agli isterismi che spesso caratterizzano la normativa d urgenza e dall altro di poter individuare alcuni principi cardine che distinguano il sistema dei Confidi e che ne tutelano i tratti peculiari rispetto alle banche e agli altri intermediari finanziari. La proposta di intervento che abbiamo elaborato si sostanzierebbe in tre finalità strategiche, tese a favorire l accesso al credito delle PMI: - la valorizzazione del ruolo dei Confidi, - la semplificazione degli adempimenti - il contenimento dei costi. I principi a cui dare attuazione riguarderebbero principalmente il rafforzamento e una maggiore pervasività dei principi di proporzionalità e di specificità, una più ampia tutela del carattere accessorio della garanzia e l eliminazione delle duplicazioni. In questo siamo affiancati da un partner straordinario: Unioncamere. Le Camere di Commercio sono da sempre vicine al sistema dei Confidi. Storicamente intervengono per accrescere i volumi operativi delle nostre strutture, privilegiando forme tradizionali di sostegno, ma anche innovazioni come Tranched Cover o partecipazione al capitale sociale. Negli ultimi due anni la Federazione, attraverso Assoconfidi, e Unioncamere ha avviato una proficua collaborazione in risposta alla comune volontà di far evolvere le modalità di 8

9 sostegno verso forme più innovative e più adeguate a ottimizzare l utilizzo efficiente delle risorse pubbliche, massimizzando i benefici alle imprese. Il progetto di riordino della normativa, che ci vede impegnati congiuntamente, è l evoluzione naturale di questo percorso. E su questo la nostra proposta ha già raccolto il favore di alcuni parlamentari che se ne sono fatti promotori attraverso la presentazione di una proposta di Legge Delega al Governo recante disposizioni per la riforma del sistema dei Confidi Il nostro auspicio è quello di poter contare su un ampio gruppo di soggetti disponibili ad avviare questo fondamentale percorso. * * * * * Altro snodo della strategia futura di Fedart per far fronte alla crisi del sistema riguarda il rafforzamento del ricorso ai programmi europei. Il tema del credito e della garanzia assumono infatti una dimensione sempre più sovranazionale. In passato alcune strutture, anche attraverso il coordinamento della Federazione, hanno maturato esperienze positive nell utilizzo delle risorse europee, ultimo esempio l ATI Italia costituita dai Confidi Fedart per l utilizzo dei Fondi FEI-UE, iniziative che hanno dimostrato una grande efficacia nel sostenere l accesso al credito delle imprese. Oggi la sfida è quella di replicare quei buoni risultati. In questo momento si sta concludendo la lunga fase di definizione delle misure, che ci ha visto impegnati come Assoconfidi nel supportare l azione di rappresentanza svolta da AECM. La nostra Associazione europea ha assunto un ruolo determinante per portare avanti le esigenze delle PMI e per contribuire a definire programmi commisurati alle loro caratteristiche specifiche. Ad AECM siamo legati dalla condivisione degli obiettivi e vogliamo dare un nuovo corso alla relazione che ci unisce, consolidando ulteriormente la partnership strategica. La partecipazione del Segretario Generale alla nostra Convention, vuole attestare questo percorso. 9

10 L avvio della programmazione per il prossimo periodo costituisce certamente un opportunità importante, che dobbiamo valorizzare al massimo. A nostro parere i nuovi programmi offrono ampi spazi di intervento ai Confidi, che potranno beneficiare di una assoluta coerenza tra le finalità del sistema e gli obiettivi di Cosme e Horizon Le stesse considerazioni valgono anche per la SME Initiative, che può contare sulla partecipazione del FEI e di altri soggetti istituzionali accanto all Unione Europea. Un contributo significativo affinché il nostro Paese possa beneficiare al massimo dei vantaggi provenienti dalle misure europee dovrà giungere dalle Istituzioni nazionali: Regioni, Ministero, Cassa Depositi e Prestiti. Auspichiamo che questi soggetti sapranno contribuire fattivamente ad agevolare l accesso delle PMI agli interventi comunitari, svolgendo al meglio la loro funzione specifica di veicolo delle risorse europee sul territorio, trasferendo al tessuto produttivo i vantaggi che ne derivano e soprattutto semplificandone i meccanismi di accesso. Ci auguriamo che quanto prima possano finalmente essere superate anche alcune rigidità della legislazione europea. Si pensi ad esempio alla normativa sugli aiuti di Stato. È un controsenso sostenere che i pochi spiccioli di contributi europei concessi alle imprese minori attraverso una garanzia spesso rilasciata a prezzi di mercato possano alterare la concorrenza tra i Paesi membri. Ribadiamo con forza la richiesta che venga riconosciuta un esenzione per le imprese minori da un inutile appesantimento burocratico che, rendendo più gravoso l accesso a queste risorse da parte delle nostre imprese, rischia di ostacolare la ripresa economica dell Italia. Connessa alla programmazione europea si apre infine per il sistema un altra importante opportunità: l avvio dell operatività sui nuovi strumenti finanziari, come i minibond, le cambiali finanziarie e altri ancora. Per le imprese questi strumenti potrebbero costituire una valida alternativa per accedere più agevolmente alle risorse europee e nazionali, mentre i Confidi potrebbero rafforzare la propria posizione di partner strategici per i soggetti interessati a misurarsi con queste nuove possibilità, mettendo a loro disposizione il know how e un canale privilegiato di interlocuzione con le Istituzioni europee. L ingresso in questo tipo di operatività potrebbe costituire parimenti una utile occasione per i Confidi stessi, che in tal modo potrebbero sperimentare una modalità alternativa per 10

11 potenziare la loro redditività e dunque sopperire in parte alla disintermediazione da parte delle banche. Sotto questo profilo una strada parallela agli strumenti europei sarebbe offerta dalle altre attività, diverse dalla garanzia, che la normativa riserva agli intermediari finanziari e che i Confidi con questo status possono svolgere in via residuale. Un valido esempio potrebbe essere quello del microcredito, ossia del finanziamento diretto di piccola entità, spesso molto al di sotto di 25 mila euro, a favore di soggetti che per varie ragioni sono classificati come svantaggiati. Non solo perché i Confidi potrebbero applicare una politica di differenziazione delle attività, ma soprattutto perché le finalità di tali programmi sarebbero particolarmente coerenti con la mission del sistema stesso. Riconfermo la ferma volontà della Federazione ad assumere un ruolo centrale e di proposta su questo ambito di attività, che a nostro parere rappresenta uno delle più importanti opportunità che i Confidi hanno oggi a disposizione per far fronte al calo di operatività dovuta alla crisi e alla difficile relazione con il sistema bancario. * * * * * La relazione con il sistema bancario, che voglio esaminare in conclusione e non a caso, è senza dubbio il tema più delicato tra quelli che verranno affrontati in queste tre giornate. Un anno fa, in occasione della Convention di Palermo, consapevoli delle difficoltà che alcune banche stavano vivendo, sostenevamo che fosse necessario attendere il configurarsi di un quadro più positivo per rinsaldare la relazione, nonostante che le scelte strategiche di alcuni soggetti rischiassero di mettere in discussione la partnership. Auspicavamo che, una volta ritrovato un qualche equilibrio, si potesse rifondare una relazione su basi diverse dal passato con il sistema bancario. A conferma del nostro fattivo impegno, avevamo delineato un percorso e presentato proposte concrete. Manifestavamo tutta la nostra preoccupazione riguardo a certi atteggiamenti. Atteggiamenti che, però, sembrano essere rimasti invariati. Vogliamo essere molto chiari. Dopo aver beneficiato dei Confidi per un lungo periodo, dapprima come veicolo commerciale verso le imprese retail, poi come strumento di copertura dei rischi durante l avvio della crisi, negli ultimi due anni le banche sembrano 11

12 percepire questi soggetti solo come un ostacolo alla libera fissazione del prezzo per l impresa. Per questa ragione preferiscono adottare una politica di disintermediazione dei Confidi, sostituendo la loro garanzia con quella del Fondo Centrale. A nostro avviso è ben poco lungimirante il tentativo di rafforzare l operatività in garanzia diretta del Fondo Centrale ampliando gli importi massimi garantiti o limitando la riserva a favore della controgaranzia. È ampiamente comprovato che l operatività del Fondo in controgaranzia produce maggiori vantaggi per il sistema Paese: accresce l efficienza nell utilizzo delle risorse pubbliche e genera un minore tasso di sofferenza rispetto alla garanzia diretta. Per questa ragione gli interventi su questo strumento dovrebbero trovare il sistema bancario alleato dei Confidi, nel perseguire il comune interesse di massimizzare il portafoglio dei crediti garantiti, nell interesse delle imprese ma a favore delle banche stesse. Ancora una volta lo affermiamo con forza: serve ritrovare una ragione di reciproco interesse per rifondare la partnership! Serve tornare a dare valore alla garanzia dei Confidi. Accedere a questo strumento significa accedere anche e soprattutto a quella componente immateriale e relazionale che rappresenta il reale valore aggiunto del sistema rispetto ad altre forme di mitigazione del rischio. Serve superare questa fase critica trovando uno spazio di reciproca convenienza. È oggi fondamentale individuare utili premesse per rifondare la collaborazione tra banche e Confidi. Una collaborazione che va incentrata su nuovi obbiettivi e su reciproche utilità. Non possiamo permetterci di assistere al paradosso di richieste di garanzie da parte di alcune banche più elevate del finanziamento stesso, o all applicazione di tassi di interesse a due cifre. Serve fare chiarezza su quale filosofia le banche intendono impostare la relazione con i Confidi. La filosofia non può essere la mera traslazione del rischio, in cui la banca richiede la garanzia solo sulle operazioni peggiori e non valorizza la componente qualitativa tipica del Confidi. 12

13 Serve, infine, differenziare. Non tutte le strutture si trovano in una situazione di difficoltà. Anzi, molti Confidi esprimono tuttora un quadro di equilibrio patrimoniale e finanziario, hanno raggiunto standard elevati di professionalità, di competenze operative e organizzative, che consentono loro di erogare servizi di elevata qualità alle imprese e di essere partner affidabili per le banche. Questo è il nostro invito. Siamo fiduciosi che un riscontro positivo non mancherà. Nell interesse di quel 99% del tessuto produttivo italiano composto da imprese di minori dimensioni. E sempre con il comune obiettivo di contribuire fattivamente alla ripresa del Paese. * * * * * Mi avvio alle conclusioni affrontando il binomio crisi e mutualità dal punto di vista interno. Abbiamo costituito a tal proposito Fedart Servizi. I servizi rappresentano infatti uno degli obiettivi strategici della Federazione, accanto alla rappresentanza e ai progetti di sistema. Anche essi infatti rispondono alla finalità di operare secondo una logica di mutualità: questa volta interna, appunto. Fedart ha infatti voluto sedimentare le competenze all interno del sistema, al fine di promuovere lo sviluppo delle strutture associate e di condividere le best practice. Fedart Servizi ha sostenuto investimenti specifici in termini di professionalità, risorse umane e organizzazione, per offrire un piano completo di servizi in grado di soddisfare le principali richieste dei Confidi. In particolare ha strutturato un team di esperti, dotati di una professionalità altamente qualificata e di una pregressa esperienza consolidata sulle principali materie su cui verte l attività di servizio e consulenza ai singoli Confidi. Una scelta strategica che ha segnato una svolta nelle modalità di interrelazione della Federazione con i soggetti del territorio. Ciò ha innanzitutto favorito la predisposizione di servizi pensati specificamente sulla base delle peculiarità dei soggetti destinatari, utili a disseminare in tutto il sistema un know how condiviso e in grado di rafforzare le economie di scala e di scopo. 13

14 Il background di conoscenze proprie di cui Fedart si è dotata è stato fondamentale anche per acquisire e far acquisire ai Confidi una progressiva indipendenza da consulenze esterne, potenziando attraverso queste la crescita delle professionalità all interno delle strutture. Ma la soluzione si è dimostrata vincente anche per conseguire l obiettivo della sostenibilità economica e finanziaria del sistema. Infatti, mettendo in sinergia i costi generalmente sostenuti per tali consulenze, spesso ripetute su più Confidi, con le risorse del Fondo Interconsortile destinate a questo ramo di attività, riteniamo che la Federazione potrà portare le strutture a dimezzare gli investimenti in questo ambito. La Federazione ha ottenuto riscontri positivi e per questa ragione si è data l obiettivo di rafforzare ulteriormente questa area di attività. L idea è duplice: da un lato, valorizzare la mission del Fondo Interconsortile di operare a favore dello sviluppo degli associati e, dall altro, quello di ampliare la gamma di servizi messi a disposizione. La Federazione, attraverso Fedart Servizi, porrà particolare attenzione nello strutturare specifici percorsi di assistenza in risposta a nuove esigenze che a breve si configureranno per tutto il sistema: l iscrizione nel nuovo Albo dei Confidi intermediari finanziari e nell Elenco tenuto dall Organismo previsto dall art. 112-bis del Testo Unico Bancario. * * * * * In conclusione, il titolo della Convention è di per sé espressivo delle criticità con cui il sistema si sta confrontando, ma anche del forte impegno a salvaguardare l attuale modello di Confidi. È oggi più che mai fondamentale tutelare i valori di riferimento che rendono il sistema unico nel panorama mondiale: l azione mutualistica di supporto reciproco, la capacità delle strutture di porsi al fianco delle imprese minori, la sussidiarierà come fattore moltiplicativo delle azioni di politica industriale poste in essere dalle Istituzioni pubbliche. 14

15 È necessario che i soggetti pubblici riconoscano il contributo centrale che i Confidi possono offrire per l uscita del Paese dalla crisi e per una ripresa stabile e duratura dell economia. È di prioritaria importanza far convergere urgentemente l azione di tutti gli interlocutori nel sostenere questo mondo, così come è già avvenuto correttamente per il sistema bancario in una situazione analoga. Su questo aspetto un doveroso ringraziamento va alle Associazioni di categoria artigiane promotrici di Fedart, che in questa difficile fase stanno supportando la Federazione come non mai. La loro presenza negli organi dirigenti della Federazione si è rivelata di grande efficacia: ha rafforzato il nostro essere squadra e il senso di muoverci tutti all unisono verso un obiettivo comune. E al riguardo abbiamo testato e apprezzato il loro impegno nel rafforzare le nostre proposte di intervento, che anche in questi giorni abbiamo presentato a tutti i livelli nell ambito della discussione sulla Legge di Stabilità. Il nostro auspicio e il nostro appello è quello di dare compiuta realizzazione alla sussidiarietà tra le risorse pubbliche e quelle private, che il sistema dei Confidi ha dimostrato di saper attivare, massimizzando l efficienza e l efficacia degli interventi pubblici e ampliando il perimetro delle imprese beneficiarie. Ci aspettiamo delle risposte vere dalla discussione parlamentare in atto sulla Legge di Stabilità e più in generale sui principali snodi prima affrontati. I primi segnali di attenzione stanno finalmente arrivando e per la prima volta, dopo molti anni, si coglie una effettiva volontà del Governo e del Parlamento di intervenire in modo concreto per supportare il sistema dei Confidi e rafforzarne la patrimonializzazione, come da noi proposto. Ma la strada è ancora lunga è irta di difficoltà, sia per la natura dei provvedimenti proposti, sia per le modalità attuative ad oggi per nulla chiare, sia per i canali di provenienza delle risorse, in parte diversi da quelli da noi indicati. Vigileremo attentamente e saremo come sempre propositivi, al fine di favorire la concretizzazione di un intervento che possa supportare il Sistema dei confidi e quindi le imprese. 15

16 Oggi siamo al capolinea e, come vedremo dai dati, il tempo delle attese è purtroppo esaurito!! Restiamo fiduciosi ma occorrono risposte rapide e concrete. Fabio Petri 16

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