Problematiche di approvvigionamento e commercializzazione delle aziende di prima trasformazione del comparto oleario

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1 Panel agroalimentare Indagini monografiche Panel Agroalimentare Ismea Problematiche di approvvigionamento e commercializzazione delle aziende di prima trasformazione del comparto oleario Novembre 2006 Introduzione Attraverso le aziende del Panel Industria Agroalimentare Ismea afferenti al settore della produzione dell olio è stata condotta un indagine sulle problematiche affrontate nelle fasi di approvvigionamento della materia prima e di commercializzazione della produzione aziendale (per maggiori approfondimenti sul Panel Ismea si rimanda alla Nota metodologica). Nel presente report si riportano i principali risultati dell analisi campionaria, il cui field di lavoro è conciso con il primo semestre del Composizione e caratteristiche del Panel Risultati dell indagine per settore Approvvigionamento Il campione utilizzato per l indagine è composto da 60 frantoi, ripartiti territorialmente sulle due aree geografiche del Paese in cui si realizza la maggior produzione di olio, con l 80% nel Sud e nelle Isole ed il restante nel Centro (tabella 1). Per quanto concerne la stratificazione per dimensione aziendale (1), il campione risulta quasi esclusivamente costituito da imprese di piccole dimensioni, rispecchiando la realtà produttiva che è caratterizzata da un elevata percentuale di lavoratori stagionali. Tabella 1 - Composizione del campione (numero aziende) Dimensione (n. addetti) Area Totale Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole Totale L acquisto di materia prima da parte delle 60 aziende del campione è costituito per il da e per il 10% da. Poco rilevante risulta l incidenza della produzione propria sulla percentuale di materia prima impiegata nel processo produttivo (5%), mentre è da sottolineare la consistenza del fenomeno della lavorazione in conto terzi (come affermato dalla metà degli operatori intervistati), che, nella quasi totalità dei casi, è realizzata per conto di singoli produttori di olive o semilavorati (grafico 1). Per quanto concerne la fornitura delle olive, i frantoi si rivolgono principalmente alle singole aziende agricole (5) ed, in misura quasi simile, ai conferimenti dei soci produttori, nel caso di organizzazioni in forma cooperativa. Anche l olio sfuso è prevalentemente acquistato presso le singole aziende agricole che effettuano la prima trasformazione (3 dei casi), ma risulta interessante anche l equipartizione al tra le forniture da parte di soci conferenti, di cooperative e di intermediari commerciali (grafico 2).

2 Grafico 1 Approvvigionamento della materia prima 10% produzione propria 5% conto terzi Base di riferimento: aziende del comparto oleario (60 casi) Grafico 2 Tipologia di fornitori della materia prima singole aziende agricole 3 5 soci conferenti cooperative, associazioni intermediari comm. altre industrie Base di riferimento: aziende che acquistano (30 casi) e (6 casi) L offerta di risulta molto frammentata, poiché dall indagine emerge che i frantoi si approvvigionano da un numero piuttosto elevato di fornitori (il 97% ha dichiarato di riferirsi a più di 50 fornitori) e i tre principali fornitori hanno un incidenza sull approvvigionamento complessivo mediamente pari ad appena il 10% (come ha affermato il 90% degli intervistati). Per quanto concerne le forniture di si evidenzia, invece, una maggiore concentrazione dell offerta, poiché nel dei casi l approvvigionamento è mediamente riconducibile a 5 fornitori (grafico 3). I rapporti esistenti tra i frantoi e gli operatori a monte della filiera sono di natura strettamente locale; solo nel caso delle forniture di l approvvigionamento può avvenire anche fuori dal territorio regionale. Nella stragrande maggioranza dei casi e per entrambe le tipologia di materia prima acquistata si tratta di rapporti di fornitura non contrattualizzati, che avvengono sulla base di accordi verbali.

3 Grafico 3 Numerosità dei fornitori della materia prima ol t r e % f oni t or i 3 % ol t r e Base di riferimento: aziende che acquistano (30 casi) e (6 casi) Il prezzo pagato ai fornitori di olive viene fissato in base al prezzo di liquidazione della cooperativa (5) oppure in base alle quotazioni dei principali mercati di riferimento (30%), talvolta con aggiustamenti alla consegna in base alla qualità; nel caso dell, invece, la liquidazione dei fornitori avviene perlopiù sulla base dei listini di mercato con il prezzo fissato al momento del contratto (o accordo verbale). La qualità è il fattore che maggiormente incide sulla scelta dei fornitori sia per le olive sia per l (rispettivamente 6 e 80% dei casi) soprattutto nel caso di aziende che aderiscono a specifici disciplinari di produzione (DOP, IGP, biologico); seguono i volumi della fornitura, nel caso delle olive, e la possibilità di garantire forniture costanti nel tempo, nel caso dell (grafico 4). Grafico 4 Fattori critici in fase di approvvigionamento volume della fornitura 1 costanza della fornitura livello di prezzo 40% tempi di dilazione dei pagamenti rispondenza a standard qualitativi 6 80% canale tipico nel territorio affidabilità altro non so, n.r. 1 Base di riferimento: aziende che acquistano (30 casi) e (6 casi)

4 Commercializzazione Per quanto concerne la fase della commercializzazione si evidenzia che le vendite delle aziende considerate sono ripartite quasi equamente tra ed olio confezionato; solo nel 2% dei casi il fatturato aziendale deriva da servizi di molitura, compresi nella categoria altro del grafico 5. Grafico 5 Incidenza dei diversi prodotti sul fatturato aziendale 5 olio confezionato 55% altro 2% Base di riferimento: aziende del comparto oleario (60 casi) Dall analisi dei questionari, inoltre, emerge: un elevata frammentazione dei clienti per l olio confezionato, poiché tutti gli operatori hanno dichiarato di rivolgersi ad oltre 50 acquirenti; nel caso dell si evidenzia, al contrario, una certa concentrazione degli acquirenti, poiché oltre la metà degli intervistati ha affermato di rivolgersi mediamente a 5 clienti ed il 25% di indirizzare la propria produzione a meno di 3 clienti (grafico 6); dal punto di vista geografico, i mercati di sbocco presentano una certa dispersione sul territorio nazionale sia per l sia per quello confezionato; per quest ultima tipologia si osserva anche una buona apertura verso i Paesi dell Unione Europea (30% dei rispondenti). Grafico 6 Numerosità dei clienti di 4-10 clienti clienti 1-3 clienti 25% oltre clienti Base di riferimento: aziende che vendono (32 casi)

5 I principali canali di sbocco per l prodotto dai frantoi sono rappresentati dall intermediazione commerciale (grossisti, importatori esteri o esportatori nazionali) e dall industria di seconda trasformazione (imbottigliatori/confezionatori (2) ); una percentuale residuale è destinata alla vendita diretta al consumatore (grafico 7). Per quanto concerne l olio confezionato, i frantoi si rivolgono principalmente ed in via diretta (canale corto) al consumatore (67% dei rispondenti); seguono per importanza i punti vendita del dettaglio tradizionale o specializzato (3), la GDO (24%) ed il canale della ristorazione (21%). Il prezzo risulta il principale fattore di criticità per la fase della commercializzazione, sia per l sia per quello confezionato, indicato rispettivamente dal e dal 48% dei rispondenti; seguono, per importanza, la rispondenza a determinati standard qualitativi (34 e 3 dei casi) e la solvibilità dei clienti, indicata nella categoria altro dagli operatori che vendono olio confezionato (grafico 8). Grafico 7 Canali di commercializzazione dell olio prodotto dai frantoi industria di seconda trasf. intermediari comm. 5 5 GDO 24% dettaglio trad./spec. 3 horeca vendita diretta altri 21% 67% olio confezionato Base di riferimento: aziende che vendono (32 casi) e olio confezionato (33 casi)

6 Grafico 8 Fattori critici nella fase di commercializzazione Livello di prezzo 48% Rispondenza a standard qualitativi 34% 3 Volumi e continuità delle forniture Potere contrattuale degli acquirenti Modalità di pagamento Modalità di ritiro Altro Non ci sono particolari fattori critici 1 12% 1 15% 30% olio confezionato Base di riferimento: aziende che vendono (32 casi) e olio confezionato (33 casi) NOTE (1) Per quanto concerne la stratificazione del campione per dimensione aziendale si specifica che, ai fini dell indagine, è stata utilizzata una classificazione diversa da quella prevista dal decreto MAP del 18/04/2005 e, pertanto, si considerano piccole le imprese fino a 9 addetti, intermedie quelle con addetti e grandi le imprese con 30 e più addetti. (2) Non si considera l industria di raffinazione poiché gli operatori inclusi nel campione non producono olio lampante. Ismea Direzione Mercati e Risk Management Unità operativa Osservatori e Panel Maria Ronga (+39)

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