Relazione del Responsabile della prevenzione della corruzione. anno 2015

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1 AZIENDA SERVIZI INTEGRATI LAMBRO Relazione del Responsabile della prevenzione della corruzione anno 2015 Predisposto dal Responsabile per la prevenzione della corruzione, ai sensi dell art.1 c.14 della legge n.190/2012 recante Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione Adottato in data 16/12/2015 con deliberazione n.139 dal CdA Pubblicato sul sito internet nella sezione Amministrazione trasparente 1

2 Indice Premessa Gestione rischi Formazione in tema di anticorruzione Codice Etico Altre iniziative Rotazione del Personale Esiti di verifiche e controlli su cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi Forme di tutela offerte ai whistleblowers Ricorso all arbitrato secondo criteri di pubblicità e rotazione Rispetto dei termini dei procedimenti amministrativi Iniziative nell ambito degli appalti pubblici Valutazione del personale: sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari nonché vantaggi economici di qualunque genere Iniziative previste nell ambito di concorsi e selezione di personale Iniziative previste nell ambito delle attività ispettive e organizzazione del sistema di monitoraggio sull attuazione del P.T.P.C Sanzioni

3 Premessa La legge n.190/2012 "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione." - pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 265 del 13 novembre 2012 ed entrata in vigore il 28 novembre ha introdotto significative indicazioni sugli obblighi di applicazione di misure preventive e repressive rispetto ai rischi di commissione dei reati di corruzione. Il Comma 34 dell articolo unico della legge prevede espressamente che le disposizioni contenute nei commi dal 15 al 33 siano applicate anche:..agli enti pubblici nazionali, nonché alle società partecipate dalle amministrazioni pubbliche e dalle loro controllate, ai sensi dell art del codice civile, limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell Unione europea. Al fine di dare attuazione alle norme contenute nella Legge n. 190/2012, l Azienda Servizi Integrati Lambro S.p.a. (di seguito abbreviata in ASIL spa) ha quindi deciso di introdurre e di implementare adeguate misure organizzative e gestionali di prevenzione della corruzione, estendendo l ambito di applicazione del modello aziendale di organizzazione e gestione ex D.Lgs. n. 231/2001 ai reati considerati dalla Legge n. 190/2012, mediante l introduzione del Piano di Prevenzione della Corruzione. Il Responsabile della prevenzione della corruzione è stato nominato con deliberazione del CdA n 28 del 9 marzo 2015 nella persona del Direttore, ing. Luigi Longhi. Il Responsabile della prevenzione della corruzione è assistito dall Organismo di Vigilanza ai sensi del D. Lgs. 231/2001, nominato, con deliberazione del CdA n 10 del 10/02/2014, nella figura del dott. Alberto Mauri. Con la medesima deliberazione del CdA n 28 del 9 marzo 2015 è stato approvato il piano triennale di prevenzione della corruzione. Il Responsabile della prevenzione della corruzione svolge le seguenti attività: a) verifica l'efficace attuazione e l idoneità del Piano di prevenzione della Corruzione ; b) verifica che, all interno dello stesso, siano previsti dei meccanismi di accountability che consentano ai cittadini di avere notizie in merito alle misure di prevenzione della Corruzione adottate e alla loro attuazione; c) propone all Amministrazione che esercita la vigilanza un idoneo sistema informativo per monitorare l attuazione delle misure sopra indicate; 3

4 d) pone in essere efficaci sistemi di raccordo tra l Amministrazione che esercita la vigilanza e la Società, finalizzati a realizzare il flusso delle informazioni, compresa l eventuale segnalazione di illeciti; e) propone la modifica del Piano, anche a seguito di accertate significative violazioni delle prescrizioni, così come qualora intervengano mutamenti nell'organizzazione o nell'attività dell'amministrazione; f) riferisce sull attività svolta almeno con periodicità semestrale e in ogni caso quanto l Organo di indirizzo politico lo richieda; g) svolge un azione di controllo e di monitoraggio dell assolvimento degli obblighi di pubblicazione dei dati indicati all art. 1, commi da 15 a 33, della Legge n. 190/12 e di quelli introdotti dal D.Lgs. n. 33/13, secondo le specifiche contenute in quest ultimo e limitatamente all attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell Unione europea, essendo stato nominato dall Organo di amministrazione altresì Responsabile della Trasparenza (D.Lgs. n. 33/13); h) cura, anche attraverso le disposizioni di cui al presente Piano, che nella Società siano rispettate le disposizioni in punto di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi di cui al Dlgs. n. 39/13, rubricato Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le Pubbliche Amministrazioni e presso gli Enti privati in controllo pubblico, a norma dell'art. 1, com-mi 49 e 50, della Legge 6 novembre 2012, n Fermo restando che il ruolo del Responsabile della prevenzione della Corruzione è di carattere prettamente preventivo, per quanto previsto dalle norme (L.190/12) il responsabile in particolare: 1. Elabora la proposta di piano della prevenzione, che deve essere adottato dall organo di indirizzo politico (Art. 1, comma 8). 2. Definisce le procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti a i rischi di corruzione ((art. 1, comma 8). 3. Verifica l idoneità e l efficacia dell attuazione del piano (Art. 1, comma 10, lett. b). 4. Individua il personale da inserire nei percorsi di formazione sui temi dell etica e della legalità (Art. 1, comma 10, lett. c). 5. Propone modifiche al piano in caso di accertamento di significative violazioni o mutamenti di organizzazione (art. 1). 4

5 6. Segnalare alla Corte dei Conti e denuncia notizie di reato all autorità. Tra le varie funzioni di cui sopra, ai sensi dunque dell art. 1 c. 14 della l. n. 190 del 2012, il Responsabile della prevenzione della corruzione entro il 15 dicembre di ogni anno ha il compito di redigere una relazione annuale che offre il rendiconto sull efficacia delle misure di prevenzione definite dai P.T.P.C. Il presente documento dovrà dunque essere pubblicato sul sito istituzionale dell ente in allegato al P.T.P.C. del prossimo anno (P.T.P.C ). Nel rispetto delle previsioni contenute nel Piano Nazionale Anticorruzione di cui alla Delibera CIVIT n.72/2013 nonché della Determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015 dell Autorità Nazionale Anticorruzione aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione, e del contenuto del nucleo minimo di indicatori sull efficacia delle politiche di prevenzione, si riportano i seguenti dati. 1. Gestione rischi Il Responsabile della prevenzione della corruzione con il coinvolgimento dei responsabili di servizio competenti per area, all interno del PTPC ha individuato le azioni idonee a neutralizzare o mitigare il livello di rischio-corruzione connesso ai processi amministrativi posti in essere dall Ente. Le misure sono state classificate in relazione alle attività e processi aziendali ritenuti a più elevato rischio di corruzione. Si tratta dei procedimenti relativi a: a. autorizzazioni, concessioni, gestione delle sanzioni, verifiche fiscali e gestione dei contenziosi; b. scelta del contraente per l affidamento di lavori, servizi e forniture, locazioni, concessione di beni e servizi, tutte le procedure successive relative alla esecuzione dei contratti ed ai relativi collaudi e liquidazioni; c. concessioni ed erogazioni di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati; d. concorsi e prove selettive per l assunzione di personale. e. conferimento di incarichi di consulenza, studio, ricerca e collaborazione; f. materie oggetto di incompatibilità, cumulo di impieghi ed incarichi. Il trattamento del rischio si è completato con apposite azioni di monitoraggio ossia la verifica dell efficacia dei sistemi di prevenzione adottati: essa è stata attuata dai medesimi soggetti che partecipano all interno del processo di gestione del rischio. 5

6 A1) Area autorizzazioni/certificazioni da parte delle Autorità pubbliche Attività di controllo e modalità di verifica dell attuazione delle misure Di seguito si riporta l elenco delle attività messe in atto da ASIL SpA: a) separazione dei compiti all interno del processo, in particolare tra chi attiva la richiesta, chi predispone la documentazione e chi la presenta alla P.A.; b) adeguato livello di formalizzazione, documentazione e archiviazione delle diverse fasi del processo; c) formalizzazione/contrattualizzazione di eventuali rapporti con soggetti esterni (consulenti esterni) incaricati di svolgere attività ausiliari alla Società, prevedendo nei contratti una specifica clausola che li vincoli al rispetto dei principi comportamentali stabiliti nel Codice etico e di comportamento, nel Modello 231 e nel PTCP che ne costituisce parte integrante. A2) Area gestione di verifiche e ispezioni da parte degli enti pubblici Attività di controllo e modalità di verifica dell attuazione delle misure Di seguito si riporta l elenco delle attività messe in atto da ASIL SpA: a) precisa separazione dei ruoli nelle varie fasi del processo (predisposizione e presentazione di informazioni, dati e documenti da fornire ai soggetti pubblici) a seguito di verifica o ispezione; b) modalità di condotta operativa da adottare nei contatti formali/informali con i diversi soggetti pubblici, conformi ai principi e alle prescrizioni contenute nel PTPC e nel Codice etico; c) precisa e trasparente tracciabilità degli atti; d) rendicontazione dei rapporti formali con i rappresentanti della Pubblica Amministrazione; e) formalizzazione di eventuali rapporti con soggetti esterni incaricati di svolgere attività a supporto della Società, prevedendo nei relativi contratti una specifica clausola che li vincoli al rispetto dei principi comportamentali stabiliti nel Modello 231, nel Piano di Prevenzione della Corruzione e Trasparenza e nel Codice etico. 6

7 B1) Area affidamento di lavori, servizi e forniture Attività di controllo e modalità di verifica dell attuazione delle misure Di seguito si riporta l elenco delle attività messe in atto da ASIL SpA: a) applicazione dei principi di proporzionalità, trasparenza, parità di trattamento e rotazione dell attività negoziale della Società; b) applicazione del criterio di rotazione degli operatori economici da invitare alle procedure di selezione; c) a conclusione dell incarico e/o a prodotto consegnato/servizio reso, la Società provvede alla qualificazione dei fornitori (affidabilità) e, in linea di principio, prendendo in considerazione come parametri i seguenti aspetti: - capacità di soddisfare pienamente le specifiche richieste in base ai rapporti contrattuali e alla qualità attesa; - chiarezza e flessibilità nella definizione e nel rispetto dei contratti di fornitura; - eventuali titoli certificativi posseduti dal fornitore o possibilità di esibire attestati di conformità e/o prove documentali di test di verifica già effettuati dallo stesso. d) controlli a campione sulle dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto notorio rese ai sensi del Dpr. n. 445/00; B1) Area selezione/assunzione e politiche del personale Attività di controllo e modalità di verifica dell attuazione delle misure Per quanto concerne il processo Gestione Risorse Umane, nelle fasi di reclutamento, trattamento accessorio legato alle performance (Valutazione e Obiettivi) e di progressioni di carriera, la Società utilizza, nella prassi, i seguenti protocolli preventivi: a) la definizione dei requisiti minimi e delle qualifiche che deve possedere il personale dell azienda; b) la selezione delle risorse viene effettuata dal CdA, nei limi-ti di rispetto del budget prestabilito e garantendo la tracciabilità e la trasparenza delle valutazioni e delle scelte operate; c) il dimensionamento e la tipologia di organico impiegato deve essere sempre congruo con quanto previsto dalla normativa in materia; d) i contratti tra la Società e il personale e i collaboratori sono definiti per iscritto in tutte le loro condizioni e termini e contengono clausole standard per il rispetto del Codice Etico, del Modello 231 e del D.Lgs. n. 231/01 ed i relativi provvedimenti in caso di mancato 7

8 rispetto; e) la corresponsione di indennità di qualsiasi tipo è legata alle previsioni del CCNL e alla contrattazione di secondo livello, è soggetta ad un preventivo controllo volto a valutare la qualità e l effettiva erogazione della prestazione e la conseguente congruità del corrispettivo; non è consentito riconoscere compensi in favore dei collaboratori e consulenti esterni che non trovino adeguata giustificazione in relazione al tipo di incarico da svolgere o svolto; f) in caso di rimborso spese per viaggi/trasferte ai dipendenti e collaboratori, oltre ad un autorizzazione preventiva alla trasferta da parte del Direttore e/o del Presidente del Consiglio d Amministrazione, è prevista l approvazione al pagamento da parte dello stesso, previa verifica di congruenza, completezza e correttezza delle note spese presentate; g) i sistemi premianti delle risorse interne sono basati su target di performance raggiungibili e concreti. Per quanto concerne il reclutamento, il processo di ricerca e selezione è conforme ai principi esplicitati nel Regolamento per la Ricerca e Selezione del Personale della Società. C) Altri ambiti di attività sensibili a rischio e relativi presìdi Attività sensibile Gestione del personale e/o di trattamenti previdenziali del personale. Gestione delle verifiche giudiziarie, amministrative, tributarie e previdenziali da parte di soggetti pubblici (Inps, Agenzia delle Dogane, Agenzia Entrate, relative al Tu n. 81/08, ecc.) Modalità di realizzazione del reato - Rischio di utilizzare le agevolazioni fiscali concesse dalla P.A. per l assunzione di soggetti disabili e destinarli ad un uso diverso. - Non corretta gestione previdenziale del personale - Effettuare elargizioni in denaro a pubblici funzionari per mascherare qualche scorrettezza amministrativa. - Rischio di non rispetto di leggi e regolamenti in merito al Tu n. 81/08. - Rischio di non rispetto di legge e Processi coinvolti CdA e Direzione Generale CdA, Direzione generale, area tecnica, area amministrativa, laboratorio Presidi adottati - Codice etico - La Direzione Generale si occupa della gestione del personale, ma la gestione della parte economica è di spettanza del CdA - Codice etico. - I rapporti con le varie autorità sono gestite da un unico soggetto ma è una persona diversa a seconda della tipologia della verifica in corso. Responsabile del processo CdA CdA Direzione generale Suggerimenti e spunti di miglioramento - Dichiarazione di impegno / conformità ai fini del D.Lgs. 231/01 rilasciata dal Dipendente Individuazione di un protocollo che disciplini: - i soggetti delegati ad interfacciarsi con gli organi ispettivi; - la previsione, gestione e conservazione di appositi verbali, la redazione di apposite schede di evidenza per i rapporti con 8

9 Ottenere contributi pubblici Rapporti commerciali Enti pubblici con Predisposizione di bandi di gara regolamenti. - Richiesta di contributi pubblici utilizzando informazioni e dati non veritieri - Gestione dei rapporti commerciali - Gestione dei bandi di gara in maniera non trasparente Cda / direzione generale e Settore amministrativo: i dati e le informazioni per ottenere contributi pubblici sono prevalentemente amministrativo/contabili. - CdA - Direzione generale - CdA - Direzione generale - Direzione area tecnica 2. Formazione in tema di anticorruzione Codice etico di ASIL spa Codice etico ASIL - Codice etico ASIL CdA / direzione generale CdA Direzione generale CdA pubblici ufficiali; - nel caso di verbale con criticità prevedere un flusso informativo all OdV e Resp. della funzione coinvolta. - Dichiarazione di impegno / conformità ai fini del D.Lgs. 231/01 rilasciata dal responsabile del settore coinvolto - Tracciabilità della documentazione riguardante il rapporto - Tracciabilità della documentazione riguardante il rapporto (tracciabilità flussi finanziari) - Implementare apposite procedure per la selezione dei professionisti coinvolti nella gara, anche chiamati alla direzione dei lavori. Il programma di formazione in tema di prevenzione della corruzione è stato gestito in collaborazione con l Organismo di Vigilanza, facendolo rientrare nell ambito della formazione prevista all interno del modello organizzativo 231. Il personale da coinvolgere nei percorsi formativi è stato individuato dal Responsabile della prevenzione della corruzione, tenendo presente il ruolo affidato a ciascun soggetto e le aree a maggior rischio di corruzione individuate nel P.T.P.C. Titolo dell intervento formativo Implementazione sistema organizzativo 231 data di svolgimento del corso: 21/05/2015 e 28/05/2015 Destinatari dell intervento formativo Responsabili d Area Quantità di ore erogate dall intervento formativo Due mezze giornate (8 h) Formazione in aula Ente erogatore Formawork s.r.l. Ente accreditato per i servizi di formazione della Regione Numero di dipendenti dell ente che hanno partecipato all intervento formativo 4 Lombardia 9

10 D.Lgs. 231/01 L.190/2012 Personale dipendente Mezza giornata (4 h) Dott. Alberto Mauri (OdV 12 data di svolgimento del corso: 15/10/2015 ASIL spa) 3. Codice Etico In relazione al Codice Etico, elemento di applicazione delle disposizioni dell'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, il CdA di ASIL SpA, con deliberazione n 28 del 9 marzo 2015, ne ha approvato la revisione, finalizzata principalmente ad accogliere le disposizioni del Piano Nazionale Anticorruzione. La pubblicizzazione dei nuovi contenuti, oltre che tramite il sito web della società, è avvenuta: - per gli stakeholders esterni mediante la modifica del format della modulistica utilizzata per l acquisto di beni e servizi; - per i dipendenti dell azienda durante l apposito corso di formazione. Denunce delle violazioni al codice etico Nel corso del 2015 non sono pervenute denunce di violazioni del codice etico. Attività dell ufficio competente ad emanare pareri sulla applicazione del codice etico All OdV non è stata richiesta l emanazione di alcun parere sull applicazione del codice etico. 4. Altre iniziative 4.1 Rotazione del Personale Come previsto nel piano nazionale anticorruzione, in ragione delle ridotte dimensioni della società e del numero limitato di personale operante al suo interno, si ritiene che la rotazione del personale causerebbe inefficienza e inefficacia dell azione amministrativa tale da precludere in alcuni casi la possibilità di erogare in maniera ottimale i servizi ai cittadini. Pertanto, risulta inopportuno applicare la rotazione del personale. 10

11 4.2 Esiti di verifiche e controlli su cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi Il D.Lgs. n. 39/2013 recante Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190 ha disciplinato: a) particolari ipotesi di inconferibilità di incarichi dirigenziali/funzionari responsabili di posizione organizzativa in relazione all attività svolta dall interessato in precedenza; b) situazioni di incompatibilità specifiche per i titolari di incarichi dirigenziali/funzionari responsabili di posizione organizzativa; c) ipotesi di inconferibilità di incarichi dirigenziali/funzionari responsabili di posizione organizzativa per i soggetti che siano stati destinatari di sentenze di condanna per delitti contro la pubblica amministrazione. Con riferimento alle suddette ipotesi ed alle ulteriori disciplinate dal testo di legge (incarichi a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati dalle pubbliche amministrazioni, incarichi a soggetti che sono stati componenti di organi di indirizzo politico etc), l ente ha verificato l insussistenza di ipotesi di inconferibilità/incompatibilità a mezzo della richiesta di apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione resa dall interessato nei termini e alle condizioni dell art. 46 del d.p.r. n. 445 del 2000 e pubblicata prontamente nella sezione Amministrazione trasparente. 4.3 Forme di tutela offerte ai whistleblowers In riferimento alla comunicazione delle misure per la tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito, durante il corso di formazione del 15/10/2015 i dipendenti sono stati adeguatamente informati dell iter amministrativo da seguire per effettuare la segnalazione e delle forme di tutela e anonimato ad essi riconosciuti anche attraverso la possibilità di ricorrere in giudizio nei confronti del dipendente che ha operato la discriminazione e dell amministrazione per ottenere un provvedimento giudiziale d urgenza finalizzato alla cessazione della misura discriminatoria e il risarcimento del danno conseguente alla discriminazione. Non sono tuttavia pervenute segnalazioni di illecito. 4.4 Ricorso all arbitrato secondo criteri di pubblicità e rotazione 11

12 La società non ha avuto alcuna necessità di ricorrere all arbitrato. 4.5 Rispetto dei termini dei procedimenti amministrativi I termini dei procedimenti amministrativi sono quelli indicati nella Carta dei servizi di ASIL SpA, che, in base alle verifiche condotte nell ambito degli audit del sistema qualità sono rispettati, ad esclusione dei tempi di evasione di alcuni pareri per le autorizzazioni allo scarico di utenti produttivi (cfr. verbale del riesame della direzione del 15/03/2015). L incremento del numero di pratiche sottoposte al parere di ASIL SpA, le complicazioni connesse alle nuove disposizioni normative ed un conseguente aggravio di lavoro ha generato difficoltà nel rispettare i tempi previsti nella Carta dei Servizi. Si segnala però che la percentuale del numero di superamenti del limite stabilito è stata inferiore a quella dell anno precedente. Nella riunione di riesame della direzione del 12/03/2015, rilevata questa problematica, si è verbalizzata la necessità di monitorare con maggiore frequenza gli indicatori di questo processo e di sensibilizzare il personale coinvolto, allo scopo di ridurre il numero di pratiche evase oltre i termini previsti. 4.6 Iniziative nell ambito degli appalti pubblici Al fine di creare un efficace sistema di monitoraggio dei rapporti tra la società e i soggetti che con essa stipulano contratti, con riferimento alle acquisizione di lavori, servizi e forniture, è stato stilato con cadenza semestrale (entro il 30 giugno ed entro il 31 dicembre) l elenco degli affidamenti assegnati nel semestre di riferimento, indicando altresì per ciascun contratto: - la tipologia - l importo contrattuale - i tempi di attuazione del contratto - l importo liquidato - il nominativo o ragione sociale del soggetto affidatario - la data di sottoscrizione del contratto 4.7 Valutazione del personale: sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari nonché vantaggi economici di qualunque genere Il sistema di valutazione del personale si applica in ASIL spa a tutti i livelli professionali, 12

13 sebbene con modalità diversificate. Per tutti i livelli, il raggiungimento degli obiettivi viene supportato dalla compilazione di apposite schede di valutazione. La valutazione della produttività è stata effettuata con cadenza prevista (annuale), sulla base degli obiettivi assegnati a livello di area e individuale. Il processo di valutazione, comprensivo delle fasi di confronto sindacale, è risultato conforme a quanto stabilito dal CCNL. 4.8 Iniziative previste nell ambito di concorsi e selezione di personale Per quanto concerne il reclutamento, il processo di ricerca e selezione del personale è risultato conforme ai principi esplicitati nel Regolamento per la Ricerca e Selezione del Personale della Società (es: rispettare pari opportunità tra lavoratori e lavoratrici, fornire adeguata pubblicità della ricerca di personale, adottare meccanismi trasparenti per verificare il possesso dei requisiti professionali ed attitudinali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire ). Tutte le fasi della procedura sono monitorate costantemente dal Responsabile del Piano di prevenzione della Corruzione. Spetta alla stessa figura la responsabilità della verifica dell applicazione di quanto previsto dal Regolamento interno in materia di reclutamento personale. Compete altresì al Responsabile suddetto la verifica sull insussistenza di cause di inconferibilità ed incompatibilità, sta-bilite dal Dlgs. n. 39/13, operate attraverso l accertamento della produzione da parte dei candidati di apposita dichiarazione sostitutiva all atto del conferimento dell incarico. Le norme previste dal Regolamento interno in materia di reclutamento del personale, il sistema delle deleghe e delle procure e la vigilanza effettuata sul loro rispetto da parte del Responsabile del Piano di prevenzione della Corruzione si ritengono sufficienti a garantire la necessaria sicurezza relativamente al verificarsi di reati di corruzione nell ambito dei processi di reclutamento. 4.9 Iniziative previste nell ambito delle attività ispettive e organizzazione del sistema di monitoraggio sull attuazione del P.T.P.C. Data l esiguità del personale di ASIL SpA, il Responsabile della prevenzione della corruzione, al fine di monitorare costantemente l andamento di attuazione del Piano, non ha individuato referenti interni ma utilizza l ausilio dell OdV, nominato nella persona del dott. Alberto Mauri. La presente relazione verrà trasmessa al CdA ai fini della sua approvazione. 13

14 Come previsto dal Piano Nazionale Anticorruzione, il presente documento sarà pubblicato sul sito istituzionale di codesta società entro il 15 gennaio Sanzioni Nel corso dell anno non è stata irrogata alcuna sanzione. IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Ing. Luigi Longhi 14

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