Premessa. (I dati sono riportati separatamente visti i due target molto differenti) L'orientamento post scuola superiore R E G I O N E P I E M O N T E

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2 Premessa La Regione Piemonte attualmente mette a disposizione una guida per l'orientamento scolastico dei ragazzi delle scuole medie e delle scuole superiori e organizza con essi incontri informativi utili al processo di scelta. Pertanto è parso opportuno verificare l'effettiva utilità di questi strumenti: se i giovani li conoscono, in che misura li usano e se fanno riferimento ad altri mezzi d'informazione per l'orientamento. A tale scopo si è deciso di avviare una ricerca sul tema dell'orientamento scolastico, volta ad indagare come viene vissuto dai ragazzi questo delicato momento, quale sia l'immaginario, come vengono valutati gli strumenti di informazione messi a disposizione, in particolare quelli della Regione e gli eventuali altri mezzi utilizzati ed utilizzabili. Presenteremo qui i risultati della ricerca organizzati in due parti: L'orientamento post scuola media inferiore che prende in considerazione: la prospettiva dei ragazzi delle scuole medie la prospettiva dei genitori dei ragazzi delle scuole medie (I dati sono riportati separatamente visti i due target molto differenti) L'orientamento post scuola superiore 2

3 Obiettivi Nello specifico la ricerca si è posta i seguenti obiettivi: > Rilevare il vissuto dei ragazzi (e di una fascia di genitori) relativo al tema dell'orientamento > Approfondire quali sono i dubbi e le principali difficoltà nel processo decisionale > Individuare i bisogni e le aspettative inerenti al tema dell'orientamento e della formazione > Individuare quali sono i canali e i mezzi più utilizzati per il reperimento delle informazioni > Rilevare le principali criticità riscontrate nel reperimento delle informazioni > Esplorare nuovi canali di informazioni utili a raggiungere genitori e ragazzi Metodologia La ricerca ha utilizzato come strumento d indagine i focus group. Si è privilegiata quindi una metodologia di tipo qualitativo che consentisse un maggior approfondimento delle logiche che si vengono ad instaurare rispetto ad uno specifico argomento d indagine e perciò più adatta ad indagare tematiche delicate o aree concettuali complesse e sfaccettate. La metodologia di analisi alla base della ricerca fa riferimento al teoria sociosemiotica, un approccio che, integrando semiotica e contributi di altre discipline sociali, come antropologia e sociologia, offre la possibilità di valutare la relazione dell interlocutore con gli argomenti / temi cui è sottoposto. 3

4 Campione Sulla base degli obiettivi condivisi, l'indagine è stata strutturata in 4 focus group con target differenti. Due gruppi per rilevare il vissuto relativo all'orientamento post scuola media inferiore: un gruppo composto da ragazzi/e frequentanti la 2 e la 3 classe della scuola media, 50% maschi e 50% femmine. un gruppo composto da genitori di ragazzi/e frequentanti la 2 e la 3 media, 50% maschi e 50% femmine. Due gruppi per rilevare il vissuto relativo all'orientamento post scuola superiore: un gruppo composto da ragazzi/e frequentanti la 4 e la 5 classe dei licei, 50% maschi e 50% femmine. un gruppo composto da ragazzi/e frequentanti la 4 e la 5 classe degli istituti tecnici, 50% maschi e 50% femmine. 4

5 PARTE 1 A L'ORIENTAMENTO POST SCUOLA MEDIA INFERIORE LA PROSPETTIVA DEI RAGAZZI 5

6 1.1 a) Il vissuto dei ragazzi (La scelta) La ricerca effettuata sui ragazzi delle medie ha messo in luce come essi abbiano un'immagine piuttosto chiara del loro futuro. I ragazzi si vedono proiettati nel loro domani che descrivono con molta facilità. La scelta della scuola dopo le medie non sembra spaventarli particolarmente, ritengono di conoscere il percorso da fare e non si mostrano titubanti anche quando questo sembra presentare diverse difficoltà. Laura 2 media : Ogni volta che chiedo un'opinione a qualcuno riguardo il liceo scientifico mi dicono che mi dovrò impegnare troppo. Ma io sono sicura che costi quel che costi farò lo scientifico, non ho mai avuto dubbi!. Si è riscontrata una forte determinazione da parte dei ragazzi nel voler raggiungere i loro sogni. Essi infatti si mostrano certi del lavoro che svolgeranno da grandi: chi vuole fare il medico, chi il giornalista e chi la veterinaria. La maggior parte dei ragazzi è già molto convinta di quello che dovrà essere il proprio percorso di studi una volta usciti dalle scuole medie per arrivare all'impiego lavorativo desiderato. Valentina 2 media : Io da grande farò la veterinaria. Mi iscriverò perciò al liceo scientifico. Voglio guadagnare abbastanza soldi per aprire un maneggio con la mia migliore amica. Eleonora 3 media : Da grande io vorrò fare la giornalista, o meglio, l'opinionista. L'italiano è la mia materia preferita e visto che mi piace scrivere, dovrò fare un lavoro attinente alla scrittura, quindi farò il liceo classico. L'indagine in un secondo momento evidenzia un gap fra questa forte determinazione dei ragazzi di fronte alla scelta e il modo con cui questa invece viene affrontata: emergerà infatti come dietro ad un'apparente determinazione, si celi un'inconsapevolezza dell'offerta formativa. I ragazzi dichiarano con fermezza quale scuola frequenteranno, ma non conoscono nello specifico quello che nello specifico essa offre in termini di materie. Dalle narrazioni emerge inoltre come le motivazioni principali che spingono i ragazzi ad una specifica scelta si basino principalmente sui loro interessi e sul loro immaginario relativo alla scuola. 6

7 1.2 a) Quali le motivazioni della scelta Le motivazioni principali per cui i ragazzi scelgono una determinata scuola piuttosto che un'altra sono legate alle preferenze delle materie. La maggior parte dei ragazzi prosegue infatti gli studi orientandosi verso una scuola superiore focalizzata sulla materia preferita o nella quale si sono ottenuti i voti migliori. Carlotta 2 media : Io ho scelto di fare il liceo classico perché vado molto bene in italiano. Federica 3 media : Io ho scelto di fare il liceo scientifico perché mi piace particolarmente matematica e scienze e spero di studiarle ancora per diversi anni. Molti ragazzi affermano che la scelta del tipo di liceo dipenderà delle ore riservate alla loro materia preferita. Scarteranno dal loro percorso formativo perciò una scuola che presenterà principalmente ore di una disciplina in cui non si sentono particolarmente ferrati. Andrea 2 media : Io ho scelto di fare il liceo scientifico perché odio l'italiano, voglio evitare di passare altri tre anni a studiarlo. Un'altra motivazione risulta essere quella del futuro impiego. Alcuni di loro sono talmente certi della professione che faranno, che questa fase di scelta si dimostra assai facile per loro. Volendo fare il medico ad esempio, si iscrivono al liceo scientifico con l'intenzione poi di proseguire gli studi all'università di medicina. Carlotta 2 media : Io voglio fare la farmacista, quindi farò il liceo scientifico e poi mi iscriverò all'università e studierò medicina. Laura 2 media : Io non farò lo scientifico solo perché mi piace la matematica, ma perché voglio diventare insegnante e per diventarlo mi hanno suggerito di fare il liceo scientifico. 7

8 Dalle dichiarazioni emerge come la famiglia giochi un ruolo importante nella vita dei ragazzi, e naturalmente anche per quanto riguarda il tema dell'istruzione scolastica. Si dimostra presente nel rapporto figlio-scuola e particolarmente partecipe in quello di genitori-scuola. Oltre che da supporto svolge soprattutto il ruolo di consigliera, suggerendo al figlio verso quale strada indirizzarsi. Carlotta 2 media : Ho parlato con mia mamma delle scelte scolastiche e lei mi ha aiutata a capire la scuola giusta per me. Francesco 2 media : Io ne ho parlato con i miei genitori e con mio fratello che è più grande di me, mi sono fatto un'idea su quello che lui mi ha detto. In questa fascia d'età i ragazzi sentono i genitori come veri consiglieri, si fidano del loro giudizio e spesso seguono le indicazioni che vengono loro date. La scelta definitiva viene comunque lasciata completamente nelle mani dei figli, che si dichiarano desiderosi e in grado di decidere in prima persona cosa è meglio per loro. Oltre che i genitori le figure di riferimento sono spesso i fratelli o i cugini che frequentano già le scuole superiori, tuttavia anche in questo caso alla fine, i ragazzi si dichiarano autonomi nel decidere il loro futuro. Quando decidono la strada da affrontare, niente e nessuno li convincerà del contrario 1. Federica 3 media : Per me è stata abbastanza difficile come scelta perché tutte le mie amiche hanno scelto un altro istituto, ma io alla fine ho deciso di andare per la mia strada!. Laura 2 media : Anche se tutti mi dicono che è difficile io, costi quel che costi, farò lo scientifico!. Altro ruolo fondamentale è ricoperto dagli insegnanti che indirizzano i ragazzi verso scuole conformi alla loro resa scolastica. L'aiuto che questi offrono sul panorama scolastico delle superiori è soprattutto di carattere informativo. Offrono delucidazioni riguardo l'impegno scolastico, gli strumenti di conoscenza e le specifiche che ogni liceo o istituto tecnico richiederà allo studente. I ragazzi riconoscono la competenza dei loro insegnanti e dalle loro dichiarazioni emerge una fiducia nei suggerimenti che questi danno loro. 1 Non dello stesso parere sono i genitori. Vedi parte 1B pag. 15 8

9 Davide 2 media : Noi parliamo molto con gli insegnanti perché loro sanno effettivamente le materie che si studiano alle superiori. Andrea 2 media : Se dovessi consigliare ad un amico a chi rivolgersi per la scelta gli consiglierei di parlare con il professore della sua materia preferita. L'indagine ha inoltre evidenziato come in questo processo di scelta l'influenza arrivi molto anche dagli amici. Non tutti i ragazzi hanno esempi in famiglia o figure a loro vicine che hanno studiato e che possono prendere come modello. Alcuni di loro quindi acquisiscono le informazioni dalla sfera sociale delle amicizie. I ragazzi che hanno amici più grandi che frequentano già il liceo, si fanno consigliare e raccontare cosa si studia a scuola, le specificità delle materie e chiedono l'effettivo impegno scolastico. Federica 3 media : Io non ne ho parlato con i miei genitori, ma con gli amici della montagna che fanno già il liceo. Loro mi hanno spiegato le diverse materie che si studiano nei differenti licei. Davide 2 media : Io ne ho parlato molto con i miei amici più grandi che mi hanno parlato dei vari licei ed istituti. 1.3 a) Le principali difficoltà della scelta Come già evidenziato nei paragrafi precedenti, l'indagine svolta rileva una forte determinazione dei ragazzi delle scuole medie rispetto alla scelta scolastica. Pochi di loro si mostrano incerti. Per quasi tutti i ragazzi la strada da percorrere è chiara e non influenzabile. Ma se in un primo momento i ragazzi, si dimostrano fermi nel cosa scegliere, le difficoltà arrivano invece nel come sceglierle. Per quanto riguarda il reperimento delle informazioni relativamente alle scuole presenti sul territorio regionale, i ragazzi affermano di non essere documentati e di conoscere poco gli strumenti di orientamento a loro dedicati. Abbiamo precedentemente indicato come le scelte formative dei ragazzi si basino principalmente sui loro desideri professionali e sulla materia preferita e quindi come queste non dipendano dalla consultazione degli strumenti di 9

10 orientamento. I ragazzi in realtà scelgono una scuola di cui non dispongono conoscenze al di là degli orari e delle materie. Ci si iscrive al liceo scientifico perché piace la matematica e non perché si conosce effettivamente quello che si studia al liceo scientifico o si ha ben chiaro a quali sbocchi scolastici o professionali sia orientata la formazione scientifica. I ragazzi si dimostrano molto attratti da ciò che sembra voler dire studiare ad un liceo scientifico (sulla base delle narrazioni di amici o parenti), ma in realtà sono poco consapevoli di ciò che realmente è studiare (cosa e come) al liceo scientifico. Francesco 2 media : Io non ho le idee ben chiare sul lavoro che farò, ma penso che frequentare il liceo scientifico e poi l'università mi permetterà di avere un lavoro che mi farà vivere bene senza problemi. Secondo la visione dei ragazzi, gli strumenti di orientamento non danno alcuna informazione qualitativa sulle diverse scuole. Dai loro discorsi emerge che le guide all'orientamento e i dépliant distribuiti nelle scuole elencano principalmente elementi di tipo informativo quali materie e orari; elementi questi non sufficienti per una valutazione critica. Apparentemente non c'è differenza tra un liceo e un altro; anche in questo caso si basano sul sentito dire, su quanto hanno scelto i fratelli maggiori o gli amici, o sulla fama della scuola. I ragazzi vorrebbero invece più informazioni, sia specifiche sulla scuola, sia di ordine generale. Ad esempio vogliono sapere quali figure professionali il liceo formi, mostrando una certa confusione ed ignoranza sull'articolazione dell'offerta scolastica (il liceo non forma nessuna figura professionale, al limite è l'università). Si dichiara la necessità di avere una visione a lungo termine che dimostri una coerenza tra i desideri professionali dei ragazzi e la reale offerta scolastica che segue le scelte dell'istituto superiore. Eleonora 3 media : Le guide all'orientamento che ci danno a scuola non danno indicazioni su quello che potremo fare dopo le superiori all'università o sul lavoro. 1.4 a) La conoscenza delle opportunità del territorio Se in un primo momento lo scenario della scuola superiore appare chiaro e ben diversificato agli occhi dei ragazzi delle medie, attraverso una colloquio più approfondito emerge come questa in 10

11 realtà sia poco conosciuta. I ragazzi dimostrano una conoscenza limitata dell'articolazione dell'offerta formativa. Si è riscontrato infatti che nella mente dei giovani è presente una rappresentazione dell'offerta formativa molto semplificata caratterizzata da due macro categorie: il liceo scientifico e il liceo classico. I ragazzi sembrano orientarsi unicamente rispetto a queste due strade, non danno segnali di una conoscenza più articolata e varia. Dai loro discorsi risulta che un'attitudine alle materie scientifiche debba esclusivamente portare a un liceo scientifico, mentre per chi preferisce le discipline umanistiche la strada è una sola: iscriversi ad un liceo classico. Non esprimono soluzioni alternative o la possibilità di valutare un istituto tecnico. Questo riconferma una visione semplicistica dell'offerta; nella loro concezione infatti iscriversi ad un liceo classico eviterà lo studio della matematica, mentre studiare ad un liceo scientifico comporterà unicamente l'approfondimento di discipline legate alla matematica (non valutano il fatto che si studia anche il latino, il greco, diritto etc.). Andrea 2 media : Io ho scelto di fare lo scientifico perché odio l'italiano, voglio evitare di passare altri tre anni a studiarlo. Carlotta 2 media : A me non piace proprio la matematica quindi mi iscriverò al liceo classico. È interessante notare che alcuni ragazzi scelgono una certa scuola sulla base di alcune peculiarità quali: i laboratori opzionali, i professori, le attività extra scolastiche, il nome o il quartiere dell'istituto etc. L'interesse si sposta quindi dal tipo di scuola alla scelta della specifica sede che viene preferita a volte rispetto ad altre proprio per il tipo di ambiente, per le attività o perché lì si sono iscritti anche gli amici o il fratello maggiore. In un quadro generale i ragazzi padroneggiano i nomi dei licei e degli istituti tecnici in generale, ma al momento di indicarne i contenuti si trovano in difficoltà. Appaiono poco informati sulle diverse discipline che si studiano nelle restanti scuole e, cosa molto importante, non hanno la minima competenza sugli sbocchi professionali una volta terminato il percorso di studi. Gli istituti tecnici vengono menzionati di rado e posizionati su un piano inferiore rispetto ai licei. Davide 2 media : Io so che dopo il liceo artistico puoi fare l'architetto Tutti: Ma no! Per fare l'architetto puoi solo fare l'istituto tecnico! Al liceo artistico si disegna. 11

12 Laura 2 media : Gli insegnanti dicono che, a parte il liceo scientifico e quello classico, le altre scuole sono per chi non ha voglia di studiare. 1.5 a) Gli strumenti di reperimento delle informazioni e le criticità La ricerca ha messo in luce che tra i giovani intervistati vi è una scarsa conoscenza degli strumenti offerti dalla Regione Piemonte utili al processo di scelta. I ragazzi non conoscono e non consultano i mezzi offerti dalla Regione per documentarsi sull orientamento scolastico (come il sito internet dedicato all orientamento o la guida scaricabile dal sito). Più in generale non si riscontra un atteggiamento attivo nel reperimento delle informazioni. I ragazzi vengono a conoscenza dell'offerta formativa attraverso il passaparola tra i genitori, le esperienze degli amici e i consigli degli insegnanti. Secondo quanto dichiarato i ragazzi ottengono le informazioni attraverso i seguenti strumenti: Guide all'orientamento. Vengono distribuite dalle scuole come strumento utile alla conoscenza dell'offerta formativa. Queste presentano però diverse criticità. Le guide infatti si presentano come elenchi di istituti che offrono unicamente informazioni tecniche, sembrano essere così più simili ad una guida telefonica che ad un manuale utile allo studente. In esse è indicato il nome dell'istituto, l'indirizzo, le principali materie e gli orari scolastici. A detta dei partecipanti questo strumento risulta scarno e offre una conoscenza dello scenario scolastico post medie molto limitato. I ragazzi ritengono di non essere abbastanza informati sull'articolazione scolastica e di non ricevere alcuna informazione riguardo ai futuri sbocchi professionali offerti da una scuola piuttosto che un'altra. Eleonora 3 media : Io ho consultato la guida che danno a scuola, ma non viene spiegato nulla. Ci sono solo i nomi dei vari licei, l'indirizzo e le materie principali. Non c'è scritto nulla di più. Non è indicato nulla su cosa poter fare dopo le superiori. Federica 3 media : Il libretto che hanno dato a noi non era per niente chiaro! Si vedeva che è stato scritto in fretta. 12

13 Incontri scolastici. Dal dialogo con i ragazzi è emerso che alcune scuole svolgono un programma annuale di presentazione dei licei e degli istituti tecnici con egual visibilità. Rappresentanti delle diverse scuole mostrano ai ragazzi le specificità dei singoli istituti, illustrando il programma didattico e le principali attività. Anche in questo caso però, questi incontri di presentazione sembrano aver più l'aria di una vendita promozionale delle scuole che di un percorso di orientamento; i rappresentanti di queste infatti pubblicizzano le caratteristiche delle scuole come fossero prodotti da vendere al cliente. Motivo per cui, i ragazzi dichiarano di voler vedere con i propri occhi cosa offre davvero la scuola. Per i ragazzi un'attività essenziale nella fase di orientamento scolastico sarebbe perciò la visita diretta all'interno della scuola e la partecipazione alle lezioni per un arco di tempo. Eleonora 3 media : Sarebbe utile andare a visitare la scuola direttamente. Io so che alcune scuole organizzano delle giornate in cui ti fanno seguire delle lezioni alle scuole superiori, sarebbe molto interessante!. Laura 2 media : Sarebbe bello andare a visitare le scuole per veder tutti i luoghi della scuola, i laboratori e le attività. I ragazzi delle medie si dimostrano molto interessati al dialogo con gli insegnanti. Stando a quanto dichiarato i professori potrebbero fornire ottime informazioni sulle materie da studiare. Le giornate dedicate alle lezioni-tipo all'interno dei licei quindi, servirebbero proprio per acquisire maggiori competenze sulla scuola superiore utili alla scelta formativa. Eleonora 3 media : È molto interessante parlare direttamente con i professori perché sono loro che conoscono bene le materie. Sarebbe molto utile che anche i professori delle scuole superiori venissero a parlarci dei licei. Laura 2 media : È molto utile andare a parlare con il professore della scuola alla quale ti vuoi iscrivere. Andrea 2 media : Nella mia scuola è venuto un professore che ci ha parlato delle materie da studiare alle superiori. 13

14 Test di orientamento. Alcune scuole organizzano dei test di orientamento allo scopo di capire il profilo attitudinale dello studente principalmente sulla base delle competenze acquisite. Il risultato di questi test risulta spesso poco attendibile. In primo luogo perché il risultato dipende dalla modalità con cui il ragazzo risponde alle domande del test (seriamente / per scherzo / copiando le risposte dall'amico etc.). In secondo luogo, e qui indichiamo la criticità maggiore, è uno strumento che indirizza lo studente verso un area, ma non fornisce giudizi qualitativi. Al ragazzo non viene designato un profilo delle proprie attitudini o specificato il reale talento. Semplicemente lo si indirizza verso una strada che potrà verificarsi col tempo errata giacché il ragazzo non vi ha riscontrato nessuna passione e attitudine. Federica 3 media : Nella mia scuola ci hanno fatto fare un test di orientamento che ci indicava per cosa eravamo maggiormente portati. Web. L'indagine ha riscontrato come il Web venga usato pochissimo dai ragazzi per orientarsi in questa fase di scelta. Più in generale è interessante notare come Internet non venga percepito come strumento utile a reperire informazioni credibili, soprattutto trattandosi di scuola. Francesco 2 media : Su Internet a volte mettono delle notizie false, non è come poi si rivela effettivamente nella realtà. Dai discorsi dei ragazzi emerge come il Web sia considerato uno strumento ancora molto legato al divertimento e alla socializzazione fra coetanei. Internet funge da informatore solo per la consultazione dei siti delle scuole superiori. I ragazzi perciò si affidano a questo mezzo solo per conoscere indirizzi, orari e principali discipline delle scuole, non per raccogliere pareri. In particolare i partecipanti dichiarano di non conoscere gli strumenti on line messi a disposizione dalla Regione Piemonte (il sito dedicato all'orientamento) e di fare un uso molto limitato della Rete (solo per determinate occasioni e spesso supervisionati dai genitori). Eleonora 3 media : Io consulto Internet per vedere i siti delle scuole. Ho guardato quello del Liceo Gioberti per vedere le materie e le attività. Laura 2 media : I siti delle diverse scuole hanno dei limiti, presentano solo le materie e gli orari; non danno un giudizio sulla scuola. 14

15 PARTE 1 B L'ORIENTAMENTO POST SCUOLA MEDIA INFERIORE LA PROSPETTIVA DEI GENITORI 15

16 1.1 b) L'immaginario relativo al tema dell'orientamento vissuto dai genitori L'indagine ha messo in luce quanto la famiglia sia rilevante nel percorso di scelta dei ragazzi. I genitori si sentono molto coinvolti da questo aspetto della vita dei loro figli: vanno a visitare le scuole superiori insieme, leggono le guide all'orientamento con loro e spesso li aiutano a ponderare le decisioni. Stefania: Mia figlia mi fa leggere la guida abbiamo guardato insieme le materie. Patrizia: Siamo andati insieme a vedere la scuola. Elisabetta M.: Nella scuola di mia figlia sono venute le diverse scuole a presentarsi, è stato molto utile per noi genitori. Le famiglie si dichiarano i primi consiglieri dei propri figli e talvolta sembrano avere l'intenzione di condizionare la scelta se questa si rivela inappropriata per i ragazzi. Succede che i ragazzi manifestino una propensione verso una disciplina che, a detta dei genitori ma soprattutto dei professori, non sembra essere adeguata alle loro capacità. In questo caso, la famiglia tenderà a consigliare al ragazzo una strada alternativa per non creare false aspettative e per non far vivere al figlio una delusione. Luisella: Mia figlia vorrebbe fare il classico, ma parlando con i professori, a tutti non sembra molto adatto a lei. Vorrei capire qual è la scuola più adatta lei e non farle fare una scuola non adeguata. Voglio evitarle una delusione!. Patrizia: Mio figlio vorrebbe fare il classico, ma io non lo vedo adatto, perché vedo che studia con fatica a scuola. Vorrei che frequentasse una scuola che sia una via di mezzo; che lo faccia maturare, ma nella quale lui riesca a studiare. Alcuni genitori si dichiarano preoccupati che le scelte dei figli siano influenzate da desideri passeggeri e che questi non siano veramente consapevoli di quello che andranno a studiare alle superiori. Temono che non sappiano realmente valutare le proprie capacità e che si indirizzino 16

17 verso scuole con programmi scolastici complessi e non di reale interesse da parte dei ragazzi. In questo quadro la famiglia dà consigli ai figli cercando di dar loro una visione a lungo termine. Patrizia: Noi genitori lo indirizziamo guardando non solo la sua fantasia, ma tenendo conto di quel che realmente sa fare. Mi sento di doverlo ancora proteggere!. Monica: Mia figlia vuole fare la veterinaria, ma io le ho detto che per farlo dovrà studiare tantissimo e di pensarci bene. Elisabetta M.: Mia figlia vorrebbe fare il medico, ma io sto cercando di farle cambiare idea perché devi studiare per tantissimi anni. Tuttavia la scelta finale spetta unicamente ai figli. I genitori danno suggerimenti e aiutano nel reperimento delle informazioni, ma in ogni caso la decisione definitiva viene lasciata ai ragazzi. Questi valutano con i propri strumenti e risultano completamente autonomi e liberi di decidere del proprio futuro. Mariella: Io lascio mio figlio libero nella scelta!. Elisabetta: Io non vedo un liceo classico indicato per mio figlio, ma se lui vuole fare quello è giusto che segua la sua volontà. Quando i figli dichiarano di voler iscriversi ad una determinata scuola e mostrano un vero interesse verso una disciplina la famiglia segue il volere del ragazzo. I genitori sono consapevoli che i figli non stanno affrontando una scelta irreversibile, che hanno davanti a sé ancora molto tempo per decidere del proprio futuro ed eventualmente di cambiare idea. Si dichiarano quindi pronti ad incoraggiarli nuovamente qualora la decisione scolastica si fosse rivelata sbagliata. Irma: Io non mi preoccupo più di tanto perché so che hanno ancora tempo per cambiare idea. Hanno ancora davanti a sé cinque anni. Mariella: Secondo me non bisogna avere questa pura che facciano la scelta sbagliata perché tanto entro il 30 gennaio del primo anno delle superiori hanno ancora la possibilità di cambiare 17

18 scuola senza perdere l'anno. Non dobbiamo caricarli di aspettative e chiedere loro di pianificare il loro futuro. Non stanno facendo una scelta irreversibile. Elisabetta: Io ho parlato con mio figlio del fatto che potrà non farcela, ma gli ho detto comunque di provarci, se poi vedremo che non sarà la scelta giusta per lui ci penseremo in futuro, deciderà poi lui come comportarsi di conseguenza. Dall'indagine emerge che nella prospettiva dei genitori l'aspetto importante non è tanto quale ambito disciplinare approfondire alle superiori, ma continuare gli studi iscrivendosi in primo luogo ad un liceo. La maggior perte dei genitori sottolinea l'importanza di frequentare un liceo affinché i figli abbiano una formazione completa. Mariella: L'importante per me è che i ragazzi studino e che facciano un liceo. Stefania: Se fai il liceo devi continuare gli studi l'università, altrimenti non ha senso. Patrizia: Il liceo apre la mente! È vero che è vago, perché se non ti iscrivi all'università dopo non ha molto senso, ma è molto importante la cultura che ti offre. Dall'immagine che i genitori hanno della scuola superiore, emerge nuovamente una visione limitata della formazione, già riscontrata nei ragazzi. La ricerca ha riconfermato che per la maggior parte delle persone la scuola superiore è divisa in due categorie: una categoria, potremmo dire, superiore quella dei licei e una categoria inferiore quella degli istituti tecnici. Gli intervistati esprimono chiaramente il desiderio che i propri figli studino ad un liceo (classico, scientifico, o artistico, basta che si tratti di un liceo), per uscire dalla scuola secondaria con un livello culturale, riconosciuto dai partecipanti di maggior rilievo rispetto a quello inferiore degli istituti tecnici. Mariella: Solo la scuola per geometri ti dà la qualifica, le altre scuole non danno una preparazione adeguata. Usciti dagli istituti tecnici i ragazzi vanno a fare gli operai. Bisogna perciò incoraggiarli a frequentare un liceo. 18

19 1.2 b) Le principali difficoltà della scelta La difficoltà maggiore per gli intervistati è sicuramente quella di capire le reali potenzialità dei loro figli. Al momento della scelta, abbiamo visto, come la decisione definitiva venga lasciata completamente nelle mani dei ragazzi che si sentono responsabili del proprio futuro professionale. I genitori temono che il loro figli valutino però erroneamente le proprie abilità e che facciano la scelta sbagliata. La difficoltà maggiore per i genitori in questo caso, è quella di dover sostenere il figlio sia umanamente, quando questo perde autostima in se stesso, sia economicamente al momento di ricomprare il materiale didattico per una nuova scuola. Stefania: Io ho paura che non sappiano realmente valutare le loro potenzialità e capacità. Una delle preoccupazione primarie per gli intervistati è quella di capire se le scelte dei figli siano influenzate o meno da variabili non propriamente didattiche, come ad esempio gli amici o le attività extra scolastiche. Alcuni genitori dichiarano che a determinare la scelta dei figli sono state proprio il fatto che in quella scuola si è iscritto l'amico, o per via delle informazioni suggerite da una persona esterna, o perché a frequentarla è la sorella, o ancora perché la scuola offre attività pomeridiane interessanti. Questo, ancora una volta, dimostra una mancata capacità dei ragazzi di valutare l'offerta scolastica e pone i genitori in difficoltà nell'avere una visione oggettiva della scuola al quale il figlio vorrebbe iscriversi. Irma: I ragazzi spessono non scelgono sulla base di quello che vorrebbero realmente fare, ma scelgono sulla base delle attività sportive che la scuola offre, in base agli orari (se si va il sabato ad esempio). Stefania: Mia figlia ha scelto di frequentare quella scuola perché la frequenta la sorella; bisogna stare attenti a queste scelte condizionate dall'esterno. Monica: A volte scelgono quella determinata scuola perché si sono già iscritti gli amici. Come già emerso dalle dichiarazioni dei ragazzi, molti studenti sono attratti da quello che vuole dire studiare in un determinato liceo piuttosto che in un altro, ma non conoscono 19

20 approfonditamente quello che i licei in genere offrono a livello formativo. Si fanno perciò influenzare dalla materia preferita o dalle attività extra scolastiche; identificando così la singola materia con l'intera specificità disciplinare. Secondo la visione dei genitori, i figli non hanno la piena consapevolezza di quello che andranno a studiare alle superiori e se questo sarà coerente con la professione che desiderano fare. Elisabetta: La mia paura più grande è che non scelgano coerentemente con quello che vogliono realmente fare nella vita. Un discorso a parte dovrebbe essere affrontato per il problema del ri-orientamento delle scuole superiori, espresso spontaneamente dai genitori in questa fase di indagine. È stato infatti riscontrato come i genitori vivano male il passaggio dei figli dalle scuole medie a quelle superiori in quanto non sembra esserci, dalle loro dichiarazioni, un collegamento tra le due tipologie di scuola. Una volta che i ragazzi si sono iscritti alla scuola superiore le famiglie si sentono completamente sole e abbandonate nella fase di sostegno per quanto riguarda la rivalutazione del panorama scolastico. Susanna: Per me è molto importante il problema del ri-orientamento una volta entrati alle superiori. Lì le famiglie vengono abbandonate e lasciate completamente sole. Se i ragazzi hanno sbagliato scuola o non hanno più voglia di studiare nessuno li aiuta. Esiste un servizio offerto dal comune dedicato al ri-orientamento dei ragazzi, ma questo si costituisce unicamente da 3 o 4 incontri e poi il ragazzo viene lasciato solo. Se il momento dell'orientamento alle medie viene vissuto positivamente dai genitori che si sentono supportati dalla scuola, non lo stesso si può dire nei primi anni delle superiori. In questa seconda fase lo studente non viene aiutato a valutare le proprie facoltà e le famiglie non possiedono mezzi di supporto per sostenere le scelte dei figli. Il problema nasce quando lo studente frequenta una scuola per cui non ha le capacità didattiche necessarie e si trova costretto a cambiar scuola. In questo quadro, la scuola non offre sostegno al ragazzo che deve nuovamente valutare le scelte formative precedentemente analizzate. Il ragazzo dovrà calibrare questa volta i desideri professionali con quello che realmente riuscirà a raggiungere. 20

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