LIFE Project Number Mid-term Report Covering the project activities from 01/09/2012 to 31/07/2013

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LIFE Project Number Mid-term Report Covering the project activities from 01/09/2012 to 31/07/2013"

Transcript

1 LIFE Project Number <LIFE +10 ENV/IT/000394/WARBO> Mid-term Report Covering the project activities from 01/09/2012 to 31/07/2013 Reporting Date <31/07/2013> LIFE+ PROJECT NAME or Acronym <WATER RE-BORN - Artificial Recharge: Innovative Technologies for the Sustainable Management of Water Resources> Annex 31 Name of Deliverable: Report sulle caratteristiche idrogeochimiche delle risorse idriche superficiali e sotterranee, calcolo dell'indice di biodiversità e valutazione delle risposte geoelettriche ai fini della programmazione della ricarica artificiale Code of the associated action: 7 Mid-term report LIFE+

2 Analisi della biodiversità e delle caratteristiche idrogeochimiche delle risorse idriche

3

4 7.7.1 Introduzione La Prof.ssa Marilena Leis con la collaborazione del Dott. Massimo Lanfredi, del Dr. Salvatore Pepi e della Dr.ssa Elisa Rota hanno curato lo studio della biodiversità nelle tre aree di progetto. La presente relazione consiste nel monitoraggio biologico e nell analisi delle interazioni fra gestione delle acque, qualità geochimica e biodiversità, nelle tre aree selezionate per le attività dimostrative del progetto WARBO ed ubicate rispettivamente nella Pianura Friulana (Fig. 1a) e nella Pianura Ferrarese (Fig. 2 a). Nell Alta Pianura Friulana le attività sono state condotte: a) nel Comune di San Vito in Tagliamento, Provincia di Pordenone Zona Industriale Ponte Rosso ZIPR (Fig. 1b) e, per confronto, sono state eseguite analisi anche in un canale ed in una vasca di fitodepurazione ubicati all interno del Parco delle fonti di Torrate di Chions (Pn), sede delle attività sperimentali del progetto CAMI LIFE+. b) Nel Sito test di Mereto di Tomba in provincia di Udine. Nella Pianura Ferrarese le attività sono state condotte nell invaso della cava di argilla di Ponte San Pietro (Fig. 2 b). del Comune di Copparo (Copparo, Ferrara) Il monitoraggio biologico del fondale acquatico di Mereto di Tomba non è ancora stato iniziato in quanto vincolato ai tempi dell attività di ricarica artificiale, che inizierà il prossimo anno (2014) e sarà finalizzata alla verifica dei tempi necessari al raggiungimento di condizioni di adeguata biodiversità nella vasca di infiltrazione che, oltre al suolo, esplica un ruolo importante nella fitodepurazine dell invaso di infiltrazione.

5 Fig. 1 a. Aree test progetto WARBO Alta Pianura Friulana: Mereto di Tomba Udine Zona Industriale Ponte Rosso, Pordenone Parco delle Fonti Torrate Fig. 1b. Dettaglio della Zona Industriale Ponte Rosso, Pordenone Fig. 2a. Comune di Copparo, Ferrara e sua localizzazione nel Delta del Po Fig. 2b. Cava a Ponte San Pietro

6 L analisi della biodiversità in relazione alle caratteristiche chimico fisiche delle acque nei canali irrigui ha le seguenti finalità: - raccolta di dati di letteratura su problematiche di conservazione della biodiversità e individuazione delle specie a rischio di estinzione che possono essere protette all interno delle aree di progetto per una successiva messa a punto di idonee pratiche di salvaguardia dopo la riqualificazione delle acque superficiali destinate alla ricarica artificiale. - analisi dell impatto dei sistemi di gestione dei canali irrigui per la comprensione delle loro capacità autodepuranti in relazione alle acque superficiali. Le problematiche principali sono soprattutto dovute al depauperamento dei biotopi in relazione alle attività di sfalcio della vegetazione riparia ed alle pratiche gestionali che i Consorzi di Bonifica eseguono per garantire la sicurezza idraulica. Queste attività, oltre a ridurre le capacità fitodepuranti, hanno pesanti ricadute su funzioni idrobiologiche, sopravvivenza di specie vegetali ed animali sensibili e qualità del paesaggio ripariale. - realizzazione di un impianto di fitodepurazione, ispirato al modello di manutenzione gentile New Watercourse Act, che consente il regolare deflusso delle acque in un habitat favorente lo sviluppo della flora e della fauna e che, nel contempo, riduce le attività di manutenzione del fondale acquatico. In queste condizioni si garantisce il deflusso minimo vitale e si genera un canale di corrente tale da poter limitare lo sfalcio, consentendo così un risparmio sulle spese di manutenzione delle sponde oltre a permettere il confinamento delle specie infestanti a vantaggio di specie utili in sofferenza. Su queste aree sono state svolte, nell ambito delle attività di progetto, le prime campagne di monitoraggio della biodiversità e le analisi delle caratteristiche chimico fisiche, geologiche ed idrogeologiche. I risultati del progetto pilota forniranno agli utilizzatori, agli stakeholder (ARPA, Regioni, Provincie, Comuni, Consorzi di bonifica, ecc.), ai tecnici ed ai ricercatori del settore, tutte le informazioni raccolte e le procedure di acquisizione ed elaborazione dei dati, per valutare il rischio di degrado delle risorse idriche. Data la complessità degli ambienti e le problematiche delle aree di progetto molto diverse, per per ogni settore sono stati necessari approfondimenti specifici. Pertanto di seguito vengono esposte, per ogni singola area, le attività svolte, descritte dettagliatamente le caratteristiche dell area, l inquadramento geografico, geologico e biologico. Per ogni area inoltre vengono descritti la metodologia utilizzata, le modalità di campionamento ed i risultati ottenuti. Si ritiene opportuna una premessa relativa ai concetti di biodiversità e di bioindicatori ed alle metodologie che sono state di volta in volta utilizzate per la sua valutazione nelle aree finora indagate. Per poi passare a descrivere i primi risultati ottenuti.

7 7.7.2 La biodiversità Il termine biodiversità, oggi utilizzato anche in campi diversi da quello strettamente scientifico, è stato coniato nel 1988 dall'entomologo americano Edward O. Wilson, ed è la traduzione dall inglese biodiversity, a sua volta abbreviazione di biological diversity. Secondo ISPRA CATAP Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Coordinamento delle Associazioni tecnico scientifiche per l'ambiente ed il Paesaggio nel Glossario Dinamico pubblicato nel 2012 quale definisce come biodiversità la varietà degli organismi viventi presenti nell ambiente. La biodiversità può essere descritta in termini di geni, specie o ecosistemi. Ogni giorno vengono segnalate nuove specie e, ad oggi, sono state descritte più di 2 milioni di specie viventi a fronte di milioni di specie estinte (fossili) e numerose ricerche indagano gli ambienti estremi per scoprire nuove specie che, si stima, ammontino a decine di milioni. Nei 3 miliardi e mezzo di anni di evoluzione gli studi paleontologici segnalano più di specie di diverse di Batteri, specie di Protisti, specie di Funghi, specie di Piante. Altrettanto diversificata è la fauna per la quale sono segnalate circa 1 milione e specie di cui invertebrati e vertebrati che comprendono un 16.59% di anfibi, 8.36 % di pesci, % di uccelli, % di rettili e % di mammiferi. La biodiversità viene descritta utilizzando degli indicatori, introdotti nel 1993 dall OCSE Organization for Economic Cooperation and Development, attraverso la definizione di protocolli rapidi e agevoli con cui caratterizzare la varietà degli organismi e presentare le tendenze generali sullo stato della biodiversità in Europa, in modo da stabilire la risposta degli ecosistemi agli impatti naturali ed antropici e verificare se alcune azioni di mitigazione possono avere ricadute efficaci. Per uniformare i parametri descrittivi la metododlogia dell OCSE individua due grandi categorie: a) indicatori di stato e/o impatto Indice di Biopotenzialità Territoriale (Btc), b) indicatori di risposta. Numerose Convenzioni Internazionali sono state dedicate alla biodiversità. La prima, nota come Convenzione di Ramsar, fu firmata in Iran il 2 febbraio 1971 ed è relativa alle zone umide di interesse internazionale ed alla tutela degli uccelli acquatici. In Italia, ai sensi della Convenzione di Ramsar, sono stati riconosciuti e inseriti nell'elenco d'importanza internazionale 50 siti. Altrettanto importante è la Convenzione di Washington del 1973, disciplinata in Europa dal Regolamento UE 338/97 che definisce misure per la protezione delle specie della fauna e della flora selvatiche ed assicura la loro conservazione, controllandone il commercio secondo le disposizioni stabilite. Seguono altre Convenzioni dedicate ad ambienti specifici, fra cui di grande rilievo possono essere citate la Convenzione di Barcellona del 1978, emendata nel 1995, che diventa la Convenzione per la protezione dell'ambiente marino e la regione costiera del Mediterraneo, la Convenzione di Berna del 1979, la Convenzione di Bonn del 1983, la Commissione per le Risorse Genetiche per il Cibo e l'agricoltura del Il proliferare delle convenzioni produce una parcellizzazione delle comptenze per cui, nel 1992, si consacra il termine Bioversità grazie al trattato internazionale sottoscritto a Rio de Janeiro, ratificato fino ad oggi da 192 Paesi, noto universalmente come Convenzione sulla diversità biologica Convention on Biological Diversity (CBD) che è stato finalizzato alla tutela specifica della diversità biologica, all uso durevole dei suoi elementi ed alla equiripartizione dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche. L'Italia ha ratificato la Convenzione sulla Biodiversità con la legge 124 del 14 febbraio 1994, grazie alla quale è stata adottata una Strategia Nazionale per la Biodiversità in termini di: conservazione della diversità biologica, considerata a tutti i livelli, ovvero di geni, di specie, di comunità e di ecosistemi; utilizzazione durevole, o sostenibile, dei suoi elementi;

8 giusta ed equa ripartizione dei vantaggi che derivano dallo sfruttamento delle risorse genetiche e dal trasferimento delle tecnologie ad esso collegate. Tali strategie accolgono le linee guida definite nel giugno 1992 a Rio de Janeiro (Brasile). Nel 2001 il Consiglio dell Unione Europea di Goteborg ha ribadito la necessità di intraprendere azioni concrete per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010, impegno successivamente condiviso e rafforzato dal Summit mondiale per lo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg del 2002, anche attraverso il raggiungimento dell Obiettivo 2010 con l adozione azioni mirate ad una significativa riduzione della perdita di biodiversità. L anno 2010, dichiarato dall'onu Anno Internazionale della Biodiversità (sito: ha posto le basi per nuove misure mirate allo sviluppo sostenibile, alla protezione e conservazione degli innumerevoli ecosistemi interattivi del pianeta (Sito World Wide Fund for Nature, WWF, https://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=999). Alla luce di queste convenzioni il progetto WARBO vuole anche contribuire alle sollecitazioni internazionali dell Assemblea Generale dell ONU (Risoluzione A/RES/65/161) che ha dichiarato il decennio Decennio della Biodiversità ai fini della sensibilizzazione della perdita di specie, sottospecie o varietà, i cui danni posso essere classificati come di seguito: danni ecologici, cioè tali da alterare negaivamente la funzionalità degli ecosistemi danni culturali, perché si perdono conoscenze e tradizioni umane legate alla biodiversità danni economici, perché le risorse genetiche ed il loro potenziale di sfruttamento economico, vengono drasticamente ridotti (http://www.fao.org/biodiversity/en/) Inoltre il quarto rapporto di valutazione dell Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) del 2007 e una moltitudine di studi successivi affermano che anche i cambiamenti climatici stanno producendo alterazioni significative sulle comunità vegetali e animali, biodiversità e servizi ecosistemici. Alla luce di questi scenari quindi il progetto WARBO, oltre alla valorizzazione delle risorse idriche in termini quantitativi e qualitativi, nella consapevolezza che la sostenibilità ambientale nelle aree di progetto richiede miglioramenti volti ad attenuare gli effetti negativi prodotti dai cambiamenti climatici sulla biodiversità, vuole anche progettare interventi che, in accordo con quanto dichiarato da Pearson et al. (2003) e Thomas et al. (2004) vadano nella direzione del mantenimento di ecosistemi sani, in un buono stato di salute, contribuendo a mitigare gli effetti degli estremi climatici. Per questo motivo il progetto ha posto grande attenzione all individuazione dei fattori di stress, in modo da suggerire, agli enti gestori del territorio, strategie idonee a salvaguardare gli habitat delle aree di progetto Organismi bioindicatori La direttiva quadro sulle acque stimola programmi di conservazione e riqualificazione degli ecosistemi acquatici, che devono essere monitorati con metodologie sensibili e sostenibili e in grado di definire lo stato di salute dei corpi idrici e le ricadute in termini di biodiversità (Consiglio U.E. 18 dicembre, 1995; Water Researc Center, 1996; Unione Europea, 2000). Questa visione ecosistemica del monitoraggio necessita di parametri significativi rappresentati dai bioindicatori, ovvero organismi capaci di fornire informazioni sulla qualità dell ambiente (Turner, 1989). La prima definizione è di Iserentant & De Sloover (1976) che li definiscono come organismi o sistemi biologici

9 usati per valutare una modificazione generalmente degenerativa della qualità dell'ambiente. Successivamente il termine è stato ampliato e può comprendere comunità, popolazioni o gruppi di specie con comportamento analogo (gruppo ecologico), specie particolarmente sensibili (specie indicatrici), oppure una porzione di organismo, come organi, tessuti, cellule o anche una soluzione di estratti enzimatici. Successivamente (Corona et al., 1997) definiscono i bioindicatori come specie animale, pianta o fungo particolarmente sensibile a cambiamenti apportati da fattori inquinanti all ecosistema che possono subire modificazioni più o meno marcate del proprio stato naturale in presenza di condizioni climatiche estreme, come uno stress climatico, o in presenza di sostanze tossico nocive di origine naturale e/o antropica. Le comunità di organismi caratteristici di diversi livelli trofici dell ecosistema acquatico forniscono quindi indicazioni sullo stato di salute delle matrici ambientali (suolo, aria ed acqua) in cui essi vivono, ed eventuali modificazioni possono essere correlate a problematiche di inquinamento (Goldsmith, 1991). Nel corsi d acqua lo stato ecologico utilizza come bioindicatori le comunità di macroinvertebrati (insetti, crostacei, nematodi, platelminti, irudinei e oligocheti) comunemente presenti nei corsi d acqua (legge 152/99) che sono caratterizzati da capacità di risposta differenziata alle alterazioni chimiche e fisiche dell ambiente di vita (Hellawell, 1991). I macroinvertebrati che vivono nei fondali acquatici sono facilmente riconoscibili, hanno dimensioni generalmente superiori al millimetro e permettono di individuare gli effetti di alterazioni dell ambiente in quanto, essendo stabilmente presenti in acqua, avendo un ciclo vitale normalmente superiore allanno e non essendo soggetti a migrazioni, la loro presenza è un valido indicatore della qualità e della salubrità dell ambiente (Iserentant & De Sloover, 1976). La riduzione o addirittura la morte di questi organismi fornisce quindi indicazioni sulle condizioni chimico fisiche di un corso d'acqua (temperatura, quantità di ossigeno, torbidità dell'acqua, ecc.) ma soprattutto su alterazioni ed impatti, in caso di immissione di sostanze inquinanti. L attenzione dei ricercatori è focalizzata sulle specie particolarmente sensibili che, necessitando di condizioni adeguate per sopravvivere, forniscono indicazioni in base alla loro presenza o assenza ed anche in relazione al numero di individui presenti, per cui le percentuali e i reciproci rapporti di abbondanza sono indici di eventuali impatti. Campionature stagionali e ripetute negli anni consentono di stimare le risposte alle modificazioni dei sistemi ambientali e di valutare incrementi o diminuzioni nelle pressioni antropiche. Fondamentale è quindi riuscire a valutare le tipologie di specie più sensibili ed a stabilire alterazioni delle loro abbondanze relative, in quanto, al mutare delle condizioni, si allontanano, presentano danni o muoiono, mentre quelle che riescono a resistere (come la maggior parte dei Coleotteri e delle loro larve) (Grillas, 1996) aumentano notevolmente di numero a causa della diminuzione dei predatori e dell'aumentata disponibilità di cibo (Buffagni, 1995). Un ambiente alterato è quindi caratterizzato da un numero ridotto di specie e da una non equa ripartizione degli esemplari tra le varie specie. Buoni bioindicatori di acque dolci sono i macroinvertebrati, spesso utilizzati a livello di comunità, tra cui Molluschi gasteropodi e bivalvi e Crostacei, che possono essere impiegati per il monitoraggio di fiumi, laghi e corsi d acqua minori, in particolare per la classificazione dei livelli trofici e per la stima dell inquinamento delle acque da metalli, erbicidi ed insetticidi. Altri buoni bioindicatori che possono essere utilizzate come gli altri macroinvertebrati acquatici sono anche le comunità di insetti acquatici o le specie che hanno lo stadio larvale a vita acquatica (per esempio Chironomidi, Odonati ecc.) che consentono stime del livello trofico di corpi idrici e il loro stato di inquinamento e rappresentano dei veri e propri segnali viventi dello stato di salute dell ambiente (Ghetti, 1997).

10 Bioindicatori acquatici esaminati nel presente studio Nel presente studio sono stati effettuati campionamenti attivi e passivi, per avere una visione completa delle caratteristiche qualitative dell ambiente: sono stati prelevati gli invertebrati, identificate le specie presenti, analizzate le densità nel sito in esame, analizzati i parametri chimico fisici dell acqua ed infine valutate le correlazioni tra le densità e la qualità dell acqua (McKenzie et al., 1990). I risultati sono riportati nel paragrafo Gammaridae Gammarus pulex (Amphipoda Crustacea), conosciuto come gambero d acqua dolce è un crostaceo anfipode che vive preferibilmente in acqua dolce (Hendrik, 1969). I maschi adulti di G. pulex possono raggiungere una lunghezza di 21 mm, mentre le femmine di 14 mm (Fig. 3a e b). Fig. 3a. Anatomia generale a)

11 Fig. 3b. Gammarus pulex. Esemplari adulti, maschio (trasparente) e femmina (giallo marrone). b) Il colore del corpo è per lo più trasparente, ma talvolta ha tonalità giallo marroni (Pinkster, 1970). Gli occhi di G. pulex sono in grado assicurare al crostaceo una visione completa che gli permette di scorgere con abilità i propri predatori. Le antenne, usate come organi sensoriali, vengono utilizzate per la ricerca del cibo (Agrawal, 1965). Il torace dispone di sette paia di appendici, due utilizzate per afferrare il cibo (gnatopodi), gli altri per spostarsi sul fondale (pereopodi) o muoversi in qualsiasi direzione, in tutti gli ambienti che possono costituire un habitat favorevole per vita e riproduzione (Clemens, 1950). G. pulex vive preferibilmente in corsi d acqua con corrente moderata, ma è presente anche in laghi e stagni, vicino ai bordi ricchi di vegetazione dove si nasconde e si nutre di materiale animale e vegetale in decomposizione. L ambiente ideale per G. pulex sono acque purissime e ricche di ossigeno, possibilmente con fondale ghiaioso e vegetazione (Bengtsson, 1982) e la specie è molto sensibile alle acque inquinate o poco ossigenate (Aliyev, 1991). G. pulex si trova comunemente in quasi tutta l Europa ed è assente in Norvegia, in parte della Scozia ed in Irlanda (David, 2007), anche se è stato introdotto nel 1950 a Lough Neagh (Irlanda del Nord), dove si sta sostituendo al G. duebeni (Fig. 4) (Carter e Murphy, 1993).

12 Fig. 4. Gammarus duebeni, adulti. In Gran Bretagna G. pulex è uno delle due specie più comuni del genere Gammarus, insieme a G. lacustris (Fig. 5), diffuso in Scozia. G. pulex è una delle specie incluse in una delle maggiori opere di Carlo Linneo Systema Naturae, pubblicata per la prima volta nel 1735, che segna il punto di partenza per la nomenclatura zoologica (Kenney et al., 2009). Fig. 5. Gammarus lacustris, adulto. Il genere Gammarus insieme a Corophium, altro anfipode, sono stati oggetto di studio come organismi bioindicatori. Attraverso prove sperimentali è stata valutata l idoneità delle due specie

13 ad indicare la qualità di ambienti marini costieri e salmastri, e sono state messe a punto tecniche analitiche idonee al confronto dei risultati e all utilizzo su scala nazionale (Prato et al., 2006) Daphniidae Daphnia pulex (Cladocera Crustacea) è un piccolo (da 0.2 a 5 mm) crostaceo planctonico, noto comunemente come pulce d acqua. La divisione del corpo in segmenti, tipica dei crostacei, in questo genere è quasi impercettibile. Il capo è fuso e ricurvo sul corpo, da cui è separato da un incavo ben visibile (Fig. 6). Fig. 6. Daphnia pulex, adulto. Nella maggior parte delle specie il resto del corpo è ricoperto da un carapace con un apertura ventrale da cui si dipartono 5 o 6 paia di zampe. Gli occhi composti, il secondo paio di antenne e una coppia di setae addominali costituiscono le parti più prominenti del corpo. In molte specie il carapace è traslucido o quasi, rendendo questi animali perfetti per l osservazione al microscopio, grazie al quale è possibile vedere anche il battito del cuore. Anche a bassi ingrandimenti è possibile osservare il meccanismo di nutrimento, il movimento dei giovani immaturi all'interno del corpo della madre, gli occhi mossi dai muscolo ciliare e i corpuscoli del sangue pompati nel sistema circolatorio dal cuore. D. pulex è sensibile all intossicazione da alcool e questo la rende un eccellente soggetto per lo studio degli effetti della depressione del sistema nervoso, a causa dell esoscheletro trasparente che rende possibile osservare la frequenza cardiaca alterata (Damasio et al., 2008). D. pulex si ciba raramente di piccoli crostacei e rotiferi e solitamente si nutre per filtrazione, cibandosi di alghe unicellulari, protozoi e batteri, convogliati verso il tratto digestivo dal battito delle zampe che produce una corrente costante attraverso il carapace. Le particelle di cibo intrappolate si trasformano in un bolo alimentare che si muove lungo l apparato digestivo fino all'ano, situato sulla superficie ventrale dell appendice terminale, mentre il nuoto è assicurato dal secondo paio di antenne, di solito più lunghe del primo paio. La riproduzione avviene per partenogenesi, solitamente a partire dalla primavera fino alla fine dell estate (Fig. 7).

14 Fig. 7. Daphnia pulex, ciclo biologico. Gli embrioni crescono all interno del corpo della madre e le dafnie neonate per diventare adulti maturi devono effettuare diverse mute in circa due settimane. Le femmine mature, in condizioni ideali, sono capaci di riprodursi ogni 10 giorni ed il processo riproduttivo continua fino a quando le condizioni ambientali sono favorevoli. All avvicinarsi dell inverno o al mutare delle condizioni ambientali, la produzione di femmine partenogenetiche cessa e sono generati i maschi (Amodei, 1993), che generalmente sono solo la metà della popolazione totale e in alcune specie sono del tutto assenti. I maschi sono molto più piccoli delle femmine e presentano un appendice addominale specializzata utilizzata durante l accoppiamento per attaccarsi alla femmina, aprire il suo carapace ed inserire una spermateca per la fecondazione delle uova. Le uova fecondate sono dette uova invernali e presentano un rivestimento detto efippio che le preserva e le protegge fino alla primavera, quando opportuni stimoli, in particolare il fotoperiodo, favoriscono la schiusa e fanno ripartire il ciclo partenogenetico. Le dafnie non vivono più di un anno e la durata della vita è ampiamente dipendente dalla temperatura (Marchetti et al., 1991). Le dafnie possono essere usate in alcuni ambienti per testare gli effetti tossici di molteplici contaminanti a livello ecosistemico. Sono infatti indicatori biologici particolarmente utili a causa del loro breve ciclo vitale e della loro capacità riproduttiva. Le specie più impiegate a tale scopo sono D. magna (Fig. 8) D. pulex e Ceriodaphnia dubia (Fig. 9). Spesso si cerca di reintrodurne colonie in natura perché questi cladoceri, oltre a fornire nutrimento agli organismi d acqua dolce, si nutrono di materiale organico filtrando e pulendo l acqua (Suter, 2001).

15 Fig. 8. Daphnia magna. Fig. 9. Ceriodaphnia dubia Culicidae Culex pipiens (Linnaeus, 1758) (Diptera Culicidae) (Fig. 10) è la zanzara più comune appartenente al genere Culex nell emisfero boreale. La specie è presente in varie sottospecie (ad esempio C. pipiens pipiens e C. pipiens molestus) che possono essere distinte tra loro soltanto attraverso analisi al microscopio dell apparato riproduttore. La femmina di C. pipiens punge l uomo e altri animali a sangue caldo per nutrirsi del sangue, indispensabile per la produzione delle uova, ed è dotata di sensori che le permettono la localizzazione delle prede captando, le emissioni termiche, la CO 2, stimoli chimici e, in particolari circostanze anche la luce (Tremblay 1991). Le antenne delle femmine sono sottili, mentre quelle dei maschi sono piumose. Il corpo è lungo da 5 a 7 mm; l addome, di colore bruno, nella femmina aumenta di dimensioni quando l insetto si nutre di sangue. Le ali si estendono leggermente al di fuori dell addome e sono coperte e bordate di squame (Galun et al., 1993). La specie frequenta di preferenza acque piuttosto calde e stagnanti, ma si può trovare anche in ambienti forestali ombrosi, all interno di pozze e canali ricchi di foglie morte e in luoghi umidi. Il pasto di sangue serve alla femmina per produrre una quantità ottimale di uova (fino a circa 200 per ogni deposizione) e se non trova sangue a sufficienza può nutrirsi di nettare, ma in queste condizioni non riesce a produrre più di una ventina di uova. Le uova sono deposte raggruppate in strutture a piattaforma dette a navicella, simili a piccole zattere con i bordi sopraelevati, sulla superficie di acque stagnanti, anche in volumi molto ridotti di acqua. Dalle uova che riescono a sopravvivere alla predazione da parte di pesci e anfibi escono le larve, che completano il loro sviluppo in acqua (Becker et al., 2003). Le larve (Fig. 11) sono parte dello zooplancton e si sviluppano attraverso mute successive, la quarta delle quali che porta alla formazione della pupa, lunga da 0.8 a 1.2 cm (Fig. 12). Le larve e le pupe devono periodicamente stare in superficie per respirare attraverso tubi respiratori, che fino alla terza muta è situato in posizione opposta rispetto alla testa, quindi l animale respira con la testa rivolta verso il basso mentre nella pupa è situato parte dorsale del cefalotorace, dove sono presenti due cornetti respiratori: è quindi in grado di vivere in ambienti molto poveri di ossigeno. Le larve nuotano effettuando caratteristici movimenti a scatti. Predatori delle larve sono piccoli pesci, in particolare la specie alloctona Gambusia affinis (Országh et al., 2006).

16 Fig. 10. Culex pipiens, femmina adulta. Fig. 11. C. pipiens: larve. Fig. 12. C. pipiens: pupa.

17 Corixidae La famiglia di insetti acquatici Corixidae (Leach, 1815) appartiene all ordine dei Rincoti, sottordine Heteroptera (Fig. 13) e costituisce l unica rappresentante della superfamiglia Corixoidea. Fig. 13. Corixa punctata, adulto I Corissidi hanno dimensioni medie o piccole, con corpo oblungo, da 1.5 a 15 mm. Il loro aspetto generale è molto simile a quello delle notonette. La pigmentazione è caratterizzata da strie o bande trasversali sul pronoto e sulle emielitre, il capo è grande, largo quanto il pronoto o poco più, con profilo frontale triangolare. Gli occhi sono molto grandi e gli ocelli in genere assenti, le antenne molto brevi, composte di quattro segmenti. L apparato boccale è atipico rispetto al tipo pungente succhiante rappresentativo dei Rincoti: i Corissidi non hanno la capacità di pungere, in quanto gli stiletti mandibolari e mascellari sono adatti a tagliare. Il rostro è formato da un solo segmento, è molto breve e in apparenza fuso con il capo. Il torace mostra un pronoto grande, spesso prolungato posteriormente fino a ricoprire il mesoscutello. Le zampe costituiscono l elemento morfologico caratterizzante della famiglia. Quelle anteriori sono relativamente brevi e hanno i tarsi (detti palae o pale) formati da un solo segmento largo e appiattito, adatto a raschiare e scavare, fornito di una sola unghia e di una frangia di setole lunghe e fitte (Hogan, 2008). Le zampe mediane sono relativamente lunghe e sottili, spesso percorse da peli, con tarsi formati da un solo segmento e provvisti di due unghie piuttosto lunghe. Le zampe posteriori sono marcatamente natatorie, con articoli appiattiti, percorse da dense frange di setole e con tarsi composti da due segmenti. Le ali sono ben sviluppate, ricoprenti interamente l addome, quelle posteriori sono talvolta ridotte. L addome ha un profilo concavo ed insieme alle ali forma una cavità che costituisce una riserva d aria per respirare sott acqua (Fig. 14). Gli ultimi tre uriti dell addome sono asimmetrici. Una particolarità dei maschi di molte specie della famiglia è quella di emettere suoni, da cui il nome comune di cicala d acqua (Riccardi et al., 2000).

18 Fig. 14. Corixa punctata, adulto sulla superficie dell acqua. L organo sonoro è costituito da un area zigrinata del capo nella zona clipeale labiale e da una o due file di dentelli che percorrono la faccia anteriore dei tarsi anteriori su cui vengono sfregati i tarsi per produrre i suoni. I Corissidi hanno un regime dietetico misto, sia zoofago sia fitofago, ma sono fondamentalmente detritivori. Si nutrono di detriti animali o vegetali rinvenuti nella melma dei fondali, di zooplancton e alghe. Sono in grado di assumere alimenti solidi che masticano sfruttando setole disposte nella faringe (Servadei, 1972). Il loro habitat è prettamente acquatico: vivono in acque per lo più stagnati di vario tipo, alcune specie anche in semplici pozzanghere. In generale colonizzano ambienti d acqua dolce, ma alcune specie si rinvengono in acque salmastre. Nuotano immersi usando le zampe posteriori come remi, con una propulsione a scatti veloci. A differenza delle notonette, i Corissidi nuotano normalmente con il dorso rivolto verso l alto. Gli adulti sono spesso in grado di volare, migrando da un sito ad un altro, talvolta anche a grande distanza e sono attirati dalla luce. Le femmine depongono le uova isolate o in gruppi, fissandole al substrato con un breve pedicello. La famiglia è cosmopolita ed è presente in tutte le regioni zoogeografiche (Alcaraz et al., 2006). Una delle specie più comuni della famiglia è Corixa punctata MATERIALI E METODI Campionamento, conservazione e determinazione della fauna I campioni sono stati raccolti utilizzando un retino per il prelievo del materiale sul fondo ed un setaccio con imbuto per raccogliere il materiale (circa 2.5 gr a campione) (Fig. 15) in un contenitore graduato di plastica (Kartel) da 250 ml, opportunatamente siglato. Il campione è stato sospeso in 240 ml di acqua e 10 ml di soluzione acquosa di formaldeide al 37%, per conservare il materiale fino alla determinazione degli esemplari, che è avvenuta nel Laboratorio di Ecologia Applicata all Ambiente Terrestre del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell Università di Ferrara. In ogni punto i campioni sono stati presi in triplicato. In laboratorio ogni campione è stato versato su filtro di nylon (0.44 x 0.77 mm) ed è stato lavato con acqua. Il sorting di tutta la fauna è stato effettuato tramite uno stereomicroscopio LEICA Zoom 2000 (Leica

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013 Implementazione di un modello dinamico 3D densità a dipendente all'interno di un sistema Web-GIS per la gestione e il monitoraggio della qualità delle acque di falda per un comparto di discariche Prof.

Dettagli

il Krill Letterio Guglielmo CNR - IFA

il Krill Letterio Guglielmo CNR - IFA il Krill Letterio Guglielmo II Krill (Euphausia superba) è il più abbondante crostaceo del mondo. Nonostante sia lungo 65 mm esso costituisce la principale fonte di alimento per una grande varietà di animali

Dettagli

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano (Fabio Musmeci, Angelo Correnti - ENEA) Il lago di Bracciano è un importante elemento del comprensorio della Tuscia Romana che non può non

Dettagli

QUALITÀ DELLE ACQUE POTABILI. Elena Pezzetta ARPA FVG Laboratorio Unico Multisito Anna Lutman Laboratorio Unico Multisito - Udine

QUALITÀ DELLE ACQUE POTABILI. Elena Pezzetta ARPA FVG Laboratorio Unico Multisito Anna Lutman Laboratorio Unico Multisito - Udine AMBIENTE, SALUTE E QUALITÀ DELLA VITA 148 QUALITÀ DELLE ACQUE POTABILI La maggior parte dei grandi acquedotti attingono e distribuiscono acqua di elevata qualità (nitrati inferiori a 10 mg/l). Solo alcune

Dettagli

Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile (GrussTI) Coordinamento: Cancelleria dello Stato, Bellinzona Presentazione a cura di Sabrina Caneva

Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile (GrussTI) Coordinamento: Cancelleria dello Stato, Bellinzona Presentazione a cura di Sabrina Caneva Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile (GrussTI) Coordinamento: Cancelleria dello Stato, Bellinzona Presentazione a cura di Sabrina Caneva Sviluppo sostenibile e gestione responsabile delle risorse

Dettagli

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Le correnti marine sono masse d acqua che si spostano in superficie o in profondità negli oceani: sono paragonabili a enormi fiumi che scorrono lentamente (in media

Dettagli

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Carlo Zaghi Dirigente Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

Extatosoma tiaratum. Generalità

Extatosoma tiaratum. Generalità Extatosoma tiaratum Tassonomia Dominio: Eukaryota Regno: Animalia Sottoregno: Eumetazoa Ramo: Bilateria Phylum: Arthropoda Subphylum: Tracheata Superclasse: Hexapoda Classe: Insecta Sottoclasse: Pterygota

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

Le spiagge e i banchi sabbiosi della laguna di Marano e Grado

Le spiagge e i banchi sabbiosi della laguna di Marano e Grado DIREZIONE CENTRALE INFRASTRUTTURE, MOBILITÀ, PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, LAVORI PUBBLICI, UNIVERSITÀ SERVIZIO TUTELA DEL PAESAGGIO E BIODIVERSITÀ CON LA COLLABORAZIONE DEL SERVIZIO CACCIA E RISORSE ITTICHE

Dettagli

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti L EUROPA E LE RISORSE AMBIENTALI, ENERGETICHE E ALIMENTARI BOLOGNA, 16 MARZO 2015 LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA Silva Marzetti Scuola di Economia, Management e Statistica Università

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

Il clima degli ultimi 50 anni in Veneto

Il clima degli ultimi 50 anni in Veneto Abano Terme, 27 29 Aprile 2007 Il clima degli ultimi 50 anni in Veneto Adriano Barbi, Alessandro Chiaudani, Irene Delillo ARPAV Centro Meteorologico di Teolo Sabato 28 Aprile 2007 In collaborazione con

Dettagli

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali -

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - (tratto dalla relazione di Martino Buzzi del 17.09.06) Lo stagno: un angolo di natura Avere uno stagno nel proprio

Dettagli

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Denominazione: Mercurio II Solfato soluzione 200 g/lin acido solforico diluito 1.2

Dettagli

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme

Dettagli

Le problematiche del turismo: uno sguardo interdisciplinare. Roberto Furlani WWF Italia Ufficio Turismo

Le problematiche del turismo: uno sguardo interdisciplinare. Roberto Furlani WWF Italia Ufficio Turismo Roberto Furlani WWF Italia Ufficio Turismo Secondo l Organizzazione Mondiale per il Turismo, le Alpi accolgono ogni anno il 12% circa del turismo mondiale. Parallelamente le Alpi rappresentano anche uno

Dettagli

Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione

Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione Linea 1 Nella linea 1 sono state impiantate due prove di confronto parcellare nei due siti sperimentali di Antria e Marciano. Il materiale

Dettagli

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA)

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA) La Valutazione di Impatto Ambientale e lo Studio di Impatto Ambientale VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA) http://people.unica.it/maltinti/lezioni Link: SIAeVIA

Dettagli

Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi. Tra

Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi. Tra Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi Tra Il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con sede in Via Cristoforo Colombo, 44, 00187

Dettagli

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello

Dettagli

Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile

Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile Come ottenere energia rinnovabile e compost dai rifiuti organici Un percorso di educazione ambientale alla scoperta dell impianto di compostaggio

Dettagli

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento

Dettagli

TECNICHE DI BASE PER LA SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UNA MISCELA

TECNICHE DI BASE PER LA SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UNA MISCELA TECNICHE DI BASE PER LA SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UNA MISCELA CENTRIFUGAZIONE La centrifugazione è un processo che permette di separare una fase solida immiscibile da una fase liquida o due liquidi

Dettagli

Diversità tra i viventi

Diversità tra i viventi Diversità tra i viventi PROPRIETÀ della VITA La CELLULA CLASSIFICAZIONE dei VIVENTI Presentazione sintetica Alunni OIRM Torino Tutti i viventi possiedono delle caratteristiche comuni Ciascun vivente nasce,

Dettagli

MODELLI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL'ARIA IMPIANTO DISCARICA DI COLLE FAGIOLARA (COLLEFERRO)

MODELLI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL'ARIA IMPIANTO DISCARICA DI COLLE FAGIOLARA (COLLEFERRO) MODELLI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL'ARIA IMPIANTO DISCARICA DI COLLE FAGIOLARA (COLLEFERRO) 1. INQUADRAMENTO TERRITORIALE E METEOROLOGICO Colleferro è un comune di oltre 22.000 abitanti che si trova

Dettagli

Strategia dell UE per la biodiversità fino al 2020

Strategia dell UE per la biodiversità fino al 2020 Dicembre 2011 IT Strategia dell UE per la biodiversità fino al 2020 Biodiversità In Europa quasi un quarto delle specie selvatiche è attualmente minacciato di estinzione. La biodiversità, ossia la straordinaria

Dettagli

S.C. Igiene degli alimenti di origine animale. Requisiti igienico-sanitari applicati al settore della pesca

S.C. Igiene degli alimenti di origine animale. Requisiti igienico-sanitari applicati al settore della pesca Requisiti igienico-sanitari applicati al settore della pesca La Spezia 20 ottobre 2009 Requisiti : Strutturali (Strutture ed attrezzature) Funzionali Requisiti strutturali : n Applicabili a tutte le imbarcazioni

Dettagli

La risorsa idrica sotterranea tra pressione antropica e salvaguardia ambientale

La risorsa idrica sotterranea tra pressione antropica e salvaguardia ambientale La risorsa idrica sotterranea tra pressione Marco Petitta Società Geologica Italiana Dipartimento di Scienze della Terra Università di Roma La Sapienza Compiti del geologo (idrogeologo) sul tema acqua

Dettagli

ANALISI DEL PEGGIORAMENTO AVVENUTO SUL VENETO DAL 7 AL 10 SETTEMBRE 2010 A cura di Alessandro Buoso Una pubblicazione di SERENISSIMAMETEO.

ANALISI DEL PEGGIORAMENTO AVVENUTO SUL VENETO DAL 7 AL 10 SETTEMBRE 2010 A cura di Alessandro Buoso Una pubblicazione di SERENISSIMAMETEO. AVVENUTO SUL VENETO DAL 7 AL 10 SETTEMBRE 2010 A cura di Alessandro Buoso Una pubblicazione di SERENISSIMAMETEO.EU Tra le giornate di martedì 7 e venerdì 10 Settembre 2010, il Veneto è stato interessato

Dettagli

Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico

Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico Marco Glisoni Maria Lisa Procopio Incontro formativo Progetto APE settembre 2014 Il Piano d Azione Nazionale per il GPP Piano d azione per la

Dettagli

Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti. Charles Darwin (1809-1882)

Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti. Charles Darwin (1809-1882) Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti Charles Darwin (1809-1882) L evoluzione secondo LAMARCK (1744-1829) 1. Gli antenati delle giraffe

Dettagli

Fasce di rispetto attorno ai punti di prelievo

Fasce di rispetto attorno ai punti di prelievo Corso di Idrogeologia Applicata Dr Alessio Fileccia Fasce di rispetto attorno ai punti di prelievo Le immagini ed i testi rappresentano una sintesi, non esaustiva, dell intero corso di Idrogeologia tenuto

Dettagli

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi Appendice III (articolo 5, comma 1 e art. 22 commi 5 e 7) Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi 1. Tecniche di modellizzazione 1.1 Introduzione. In generale,

Dettagli

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Francesco Comiti, Daniela Campana Libera Università di Bolzano Sustainable use of biomass in South

Dettagli

UN ANNO DI MONITORAGGIO CLIMATICO A PERUGIA IN 100 ANNI DI CONFRONTO

UN ANNO DI MONITORAGGIO CLIMATICO A PERUGIA IN 100 ANNI DI CONFRONTO Con il patrocinio di energia UN ANNO DI MONITORAGGIO CLIMATICO A PERUGIA IN 100 ANNI DI CONFRONTO Dopo un anno di monitoraggio climatico nella città di Perugia, effettuato grazie alla rete meteo installata

Dettagli

.2Modulo 2 di 4 Modifiche in atto. Gli impatti. Progetto RACES Kit didattico sul cambiamento climatico http://www.liferaces.

.2Modulo 2 di 4 Modifiche in atto. Gli impatti. Progetto RACES Kit didattico sul cambiamento climatico http://www.liferaces. .2Modulo 2 di 4 Modifiche in atto. Gli impatti Progetto RACES Kit didattico sul cambiamento climatico http://www.liferaces.eu/a_scuola 2Modifiche in atto. Gli impatti Il riscaldamento globale Evidenze

Dettagli

Università di Roma Tor Vergata

Università di Roma Tor Vergata Università di Roma Tor Vergata Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria Industriale Corso di: TERMOTECNICA 1 IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE Ing. G. Bovesecchi gianluigi.bovesecchi@gmail.com 06-7259-7127

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

La Strategia Nazionale per la Biodiversità

La Strategia Nazionale per la Biodiversità La Strategia Nazionale per la Biodiversità Sommario Premessa... 4 Il percorso della Strategia... 8 L attuazione della Strategia... 9 Durata, monitoraggio e valutazione dell attuazione della Strategia...

Dettagli

LO SVILUPPO SOSTENIBILE Il quadro generale di riferimento LA QUESTIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE La questione ambientale: i limiti imposti dall ambiente allo sviluppo economico Lo sviluppo sostenibile:

Dettagli

LA VALUTAZIONE PUBBLICA. Altri ponti. di Pierluigi Matteraglia

LA VALUTAZIONE PUBBLICA. Altri ponti. di Pierluigi Matteraglia LA VALUTAZIONE PUBBLICA Altri ponti di Pierluigi Matteraglia «Meridiana», n. 41, 2001 I grandi ponti costruiti recentemente nel mondo sono parte di sistemi di attraversamento e collegamento di zone singolari

Dettagli

Cos'è e come funziona una discarica.

Cos'è e come funziona una discarica. Cos'è e come funziona una discarica. La discarica di rifiuti è un luogo dove vengono depositati in modo non differenziato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane. La

Dettagli

PCB NEI MOLLUSCHI BIVALVI

PCB NEI MOLLUSCHI BIVALVI PCB NEI MOLLUSCHI BIVALVI I. SCARONI, G. CASTELLARI, D. PANNIELLO, A. SANTOLINI, D. FOSCOLI, E. RONCARATI, P. CASALI ARPA EMILIA-ROMAGNA SEZ. RAVENNA Il destino e gli effetti dei PCB nell ambiente sono

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali ENERGIA 269 ENERGIA Il ricorso all utilizzo di fonti rinnovabili sovvenzionate comporta dei potenziali impatti ambientali. Fra questi, vi sono l alterazione dei corsi d acqua a causa delle derivazioni

Dettagli

Il CLIMA del Friuli-Venezia Giulia

Il CLIMA del Friuli-Venezia Giulia Il CLIMA del Friuli-Venezia Giulia Estratto: B) SUDDIVISIONE CLIMATICA DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA pag.2 C) VALORI MEDI pag. Livio Stefanuto OSMER Osservatorio Meteorologico Regionale ARPA Friuli-Venezia

Dettagli

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante.

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante. Ozono (O 3 ) Che cos è Danni causati Evoluzione Metodo di misura Che cos è L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere

Dettagli

VOCE DI CAPITOLATO "RISANAMENTO DI MURATURE IN DETERIORA- MENTO DA SALI -

VOCE DI CAPITOLATO RISANAMENTO DI MURATURE IN DETERIORA- MENTO DA SALI - VOCE DI CAPITOLATO "RISANAMENTO DI MURATURE IN DETERIORA MENTO DA SALI RIDUZIONE DEI SALI A LIVELLI DI SICUREZZA MEDIANTE ESTRAZIONE CON IMPACCO " DESCRIZIONE LAVORI E VERIFICA La seguente Tabella

Dettagli

Allegati alla Parte III (All.ti I-XI) Monitoraggio e classificazione delle acque in funzione degli obiettivi di qualità ambientale

Allegati alla Parte III (All.ti I-XI) Monitoraggio e classificazione delle acque in funzione degli obiettivi di qualità ambientale Allegato 1 (1276) Monitoraggio e classificazione delle acque in funzione degli obiettivi di qualità ambientale Il presente allegato stabilisce i criteri per il monitoraggio e la classificazione dei corpi

Dettagli

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE?

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE? RISORSE ENERGETICHE ENERGIA 2 AREA 9 FONTI DI ENERGIA E INDISPENSABILE ALLA VITA SULLA TERRA ELEMENTO INDISPENSABILE PER SVILUPPO SOCIALE ED ECONOMICO FINO AD ORA: CONTINUO INCREMENTO DI PRODUZIONE E CONSUMO

Dettagli

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 COMUNE DI TERRALBA (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 Ordinanza Sindacale n. 41/2012 Prot. n. 12292 ORDINANZA SINDACALE (Adozione misure

Dettagli

IL TEMPO METEOROLOGICO

IL TEMPO METEOROLOGICO VOLUME 1 CAPITOLO 4 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE IL TEMPO METEOROLOGICO 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: tempo... Sole... luce... caldo...

Dettagli

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO: ASPETTI DI MAGGIOR RILIEVO E RICADUTE OPERATIVE

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO: ASPETTI DI MAGGIOR RILIEVO E RICADUTE OPERATIVE DATI E INFORMAZIONI DI INTERESSE AMBIENTALE E TERRITORIALE Terza sessione: IL CONTESTO NORMATIVO, L ORGANIZZAZIONE, GLI STRUMENTI LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO: ASPETTI DI MAGGIOR RILIEVO E RICADUTE OPERATIVE

Dettagli

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ LE SOLUZIONI AMBIENTALI INTEGRATE DI UN GRUPPO LEADER SOLYECO GROUP ha reso concreto un obiettivo prezioso: conciliare Sviluppo e Ambiente. Questa è la mission

Dettagli

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Denominazione: Catalizzatore Kjeldahl(Se) pastiglie 1.2 Nome della societá o ditta:

Dettagli

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA? Cos è la Produzione Integrata (PI). Con questo scritto desidero fare una cronistoria sulla produzione integrata, un sistema di lotta iniziato negli anni 80, dove un ticinese nella persona del Dott. Mario

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

2. L INQUINAMENTO ATMOSFERICO

2. L INQUINAMENTO ATMOSFERICO 2. L INQUINAMENTO ATMOSFERICO L aria è una miscela eterogenea formata da gas e particelle di varia natura e dimensioni. La sua composizione si modifica nello spazio e nel tempo per cause naturali e non,

Dettagli

FONDO MUTUALISTICO ALTRI SEMINATIVI

FONDO MUTUALISTICO ALTRI SEMINATIVI PREMESSA Si assiste sempre più spesso ad andamenti meteorologici imprevedibili e come tali differenti dall ordinario: periodi particolarmente asciutti alternati ad altri particolarmente piovosi. Allo stesso

Dettagli

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio 1 lezione: risorse energetiche e consumi Rubiera novembre 2006 1.1 LE FONTI FOSSILI Oltre l'80 per cento dell'energia totale consumata oggi nel mondo è costituita

Dettagli

REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI

REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI Presentazione per le scuole primarie A cura di Enrico Forcucci, Paola Di Giacomo e Alessandra Santini ni Promuovere la conoscenza e la diffusione delle energie provenienti

Dettagli

RICOSTRUZIONE DEI TREND DI PIOVOSITA E TEMPERATURA NEGLI ULTIMI 80 ANNI IN SICILIA. PRIMI RISULTATI

RICOSTRUZIONE DEI TREND DI PIOVOSITA E TEMPERATURA NEGLI ULTIMI 80 ANNI IN SICILIA. PRIMI RISULTATI Giuseppe Basile (1), Marinella Panebianco (2) Pubblicazione in corso su: Geologia dell Ambiente Rivista della SIGEA - Roma (1) Geologo, Dirigente del Servizio Rischi Idrogeologici e Ambientali del Dipartimento

Dettagli

#$%&$'%'&%% ($)&*$%% +* ($) % //(*%(*" ))*))( *!* %*& ($,0$. *%

#$%&$'%'&%% ($)&*$%% +* ($) % //(*%(* ))*))( *!* %*& ($,0$. *% !" " //(*%(*" ))*))( *!* *(*/-*%(*2,&2 %*&!" #$%&$'%'&%% ($)&*$%% +* ($) %,%,-.%*" ($)&*$/% ')( ($,0$. *% ($,1% 2 ...4 #$%...4 &...5...6...7...8 Le aree estrattive provinciali... 8 Il contesto territoriale...

Dettagli

MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE VOLUME 1 CAPITOLO 2 ... ... ... ... ... ...

MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE VOLUME 1 CAPITOLO 2 ... ... ... ... ... ... VOLUME 1 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE ACQUE INTERNE 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: valle... ghiacciaio... vulcano... cratere...

Dettagli

USO DELLE RISORSE E FLUSSI DI MATERIA

USO DELLE RISORSE E FLUSSI DI MATERIA CAPITOLO 11 USO DELLE RISORSE E FLUSSI DI MATERIA Introduzione La conoscenza delle quantità di risorse utilizzate in un dato sistema socio-economico e più in generale di quelle necessarie al suo funzionamento

Dettagli

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo Le forze inorganiche creano sempre solo l inorganico. Mediante una forza superiore che agisce nel corpo vivente, al cui servizio sono le forze

Dettagli

Meteo Varese Moti verticali dell aria

Meteo Varese Moti verticali dell aria Movimento verticale dell aria Le masse d aria si spostano prevalentemente lungo direzioni orizzontali a seguito delle variazioni della pressione atmosferica. I movimenti più importanti sono però quelli

Dettagli

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Obiettivi: - evitare o ridurre il fenomeno della sciamatura - conservare le api nell alveare o nell apiario (sciamatura temporanea) I metodi sono diversi

Dettagli

Domanda di autorizzazione allo scarico in corpo ricettore diverso dalla fognatura. .Sottoscritt.. nato a... il. residente/ con sede a... Via.. n..

Domanda di autorizzazione allo scarico in corpo ricettore diverso dalla fognatura. .Sottoscritt.. nato a... il. residente/ con sede a... Via.. n.. DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE CHE NON RECAPITANO NELLA RETE FOGNARIA (La domanda dovrà essere compilata su carta legale o resa legale). Al Signor Sindaco del Comune

Dettagli

P R E S E N T A ZI ONE

P R E S E N T A ZI ONE Continuing Education Seminars LA PIANIFICAZIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO NEL CONTESTO NAZIONALE ED EUROPEO 15 e 22 Maggio - 12 e 19 Giugno 2015, ore 14.00-18.00 Aula A Ingegneria sede didattica - Campus

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

n 6 di mercoledì 20/05/2015 Sommario settimana dal 20/05/2015 al 26/05/2015 Riassunto

n 6 di mercoledì 20/05/2015 Sommario settimana dal 20/05/2015 al 26/05/2015 Riassunto Fattori comprensoriali comuni Fonti di approvvigionamento idriche Sommario settimana dal 20/05/2015 al 26/05/2015 Riassunto Fiume PO portata presso località Pontelagoscuro - Fiume PO livello presso opera

Dettagli

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO Comune di CORI (Lt) Assessorato all RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO pagina 1 SOMMARIO Premessa... 3 1 Principi generali: Cos è il Compostaggio... 4 2 Cosa mettere nella

Dettagli

VALUTAZIONE QUALITA ARIA

VALUTAZIONE QUALITA ARIA COMUNE di CASTELLARANO (loc. Roteglia) Provincia di REGGIO EMILIA VALUTAZIONE QUALITA ARIA STUDIO DI RICADUTA INQUINANTI riferito all attività svolta da COTTO PETRUS S.r.l. Roteglia Castellarano (RE) Luglio

Dettagli

unità B3. Le teorie sull evoluzione

unità B3. Le teorie sull evoluzione documentazione fossile è provata da embriologia comparata anatomia comparata biologia molecolare L evoluzione avviene per selezione naturale microevoluzione può essere macroevoluzione speciazione allopatrica

Dettagli

QUALITÀ E TRATTAMENTO DELL ACQUA DEL CIRCUITO CHIUSO

QUALITÀ E TRATTAMENTO DELL ACQUA DEL CIRCUITO CHIUSO QUALITÀ E TRATTAMENTO DELL ACQUA DEL CIRCUITO CHIUSO (PARTE 1) FOCUS TECNICO Gli impianti di riscaldamento sono spesso soggetti a inconvenienti quali depositi e incrostazioni, perdita di efficienza nello

Dettagli

LUNGO IL PO, IN VIAGGIO DALL ARCHITETTURA ALLA NATURA Progetti fra Terre e Acque per riscoprire il Paesaggio zero Ippolito Ostellino

LUNGO IL PO, IN VIAGGIO DALL ARCHITETTURA ALLA NATURA Progetti fra Terre e Acque per riscoprire il Paesaggio zero Ippolito Ostellino LUNGO IL PO, IN VIAGGIO DALL ARCHITETTURA ALLA NATURA Progetti fra Terre e Acque per riscoprire il Paesaggio zero Ippolito Ostellino L esperienza di lavoro intorno ai fiumi, ed in particolare nel caso

Dettagli

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC?

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC? La PAC che verrà: Smart change or business as usual? La posizione ufficiale IFOAM EU sulla prossima riforma PAC 2014 2020 Alessandro Triantafyllidis, IFOAM EU Group Siamo a metà dell attuale periodo di

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/01/09 Denominazione commerciale: SILIFIM ROSSO ALTE TEMPERATURE

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/01/09 Denominazione commerciale: SILIFIM ROSSO ALTE TEMPERATURE Pagina: 1/ 5 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Denominazione commerciale: SILIFIM ALTE TEMPERATURE Articolo numero: art.01004/01004a Utilizzazione della Sostanza / del

Dettagli

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua.

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua. La DIGESTIONE Perché è necessario nutrirsi? Il corpo umano consuma energia per muoversi, pensare, mantenere la temperatura costante, ma anche solo per riposarsi. Il consumo minimo di energia è detto metabolismo

Dettagli

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Marco Citterio, Gaetano Fasano Report RSE/2009/165 Ente per le Nuove tecnologie,

Dettagli

Resistenza agli erbicidi e colture OGM I problemi legati al glifosato

Resistenza agli erbicidi e colture OGM I problemi legati al glifosato Introduzione 1 Resistenza agli erbicidi e colture OGM I problemi legati al glifosato Luglio 2011 Il glifosato è la sostanza attiva utilizzata in molti erbicidi venduti su scala mondiale, compreso l'ormai

Dettagli

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE

OO.PP. Puglia 2008. Unità Misura. Prezzo DESCRIZIONE IG 01.001 IG 01.002 IG 01.003a Approntamento dell' attrezzatura di perforazione a rotazione compreso il carico e lo scarico e la revisione a fine lavori. Per ogni approntamento dellattrezzatura cad 667,35

Dettagli

IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar

IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar Pozzoli depurazione s.r.l. via M.Quadrio 11, 23022 Chiavenna SO P.IVA: 01263260133, REA: 61186, Telefono 0343 37475 (3

Dettagli

Impianti di depurazione delle acque reflue: Cicli di trattamento appropriati e criteri di dimensionamento. Dr. Ing. Luigi Petta ENVIS Srl

Impianti di depurazione delle acque reflue: Cicli di trattamento appropriati e criteri di dimensionamento. Dr. Ing. Luigi Petta ENVIS Srl Impianti di depurazione delle acque reflue: Cicli di trattamento appropriati e criteri di dimensionamento Dr. Ing. Luigi Petta ENVIS Srl Via Fanin,, 48 40127 Bologna Tel. 051 4200324 luigi.petta petta@envis.itit

Dettagli

EFFICIENZA E AUTOGESTIONE ENERGETICA A SCALA DI EDIFICIO

EFFICIENZA E AUTOGESTIONE ENERGETICA A SCALA DI EDIFICIO Forum Internazionale Green City Energy MED LO SVILUPPO DELLE SMART CITIES E DEI GREEN PORTS NELL AREA MEDITERANEA Convegno La produzione di energia rinnovabile nella Smart City Sessione Integrazione dei

Dettagli

Previsione di impatto acustico relativa a:

Previsione di impatto acustico relativa a: PROVINCIA DI MODENA COMUNE DI FIORANO M. Previsione di impatto acustico relativa a: nuovo capannone uso deposito ditta Atlas Concorde Spa ubicato in Via Viazza I Tronco - Fiorano M. (MO) Settembre 2012

Dettagli

212312 Tween 20 QP 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato

212312 Tween 20 QP 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Denominazione: Tween 20 1.2 Nome della societá o ditta: PANREAC QUIMICA, S.A. E 08110

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO LA NOSTRA VISIONE COMUNE Noi, governi locali europei, sostenitori della Campagna delle Città Europee Sostenibili, riuniti alla conferenza di Aalborg+10, confermiamo la nostra

Dettagli

MODENA E IL SUO CLIMA

MODENA E IL SUO CLIMA Comune di Modena - SERVIZIO STATISTICA: note divulgative Pagina 1 di 2 MODENA E IL SUO CLIMA Modena, pur non essendo estranea al fenomeno del riscaldamento generalizzato, continua ad essere caratterizzata

Dettagli

ALLENARSI CON LA FASCIA CARDIO

ALLENARSI CON LA FASCIA CARDIO ALLENARSI CON LA FASCIA CARDIO Come effettuare il monitoraggio dei nostri allenamenti? Spesso è difficile misurare il livello di sforzo di una particolare gara o sessione di allenamento. Come vi sentite?

Dettagli

POWERED BY SUN LEAF ROOF

POWERED BY SUN LEAF ROOF POWERED BY SUN LEAF ROOF DALLA COPERTURA COME PROTEZIONE... [...] essendo sorto dopo la scoperta del fuoco un principio di comunità fra uomini [...] cominciarono in tale assembramento alcuni a far tetti

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI PAOLA BULBARELLI MARIA CRISTINA

Dettagli

Annuario dei dati ambientali

Annuario dei dati ambientali Annuario dei dati ambientali CAPITOLO IV RADIAZIONI NON IONIZZANTI Autori: Giovanni FINOCCHIARO Coordinatore: ha fornito contributi: Patrizia VALENTINI ISPRA 2 IV. LA PERCEZIONE DEI CITTADINI EUROPEI E

Dettagli

Convegno ARPAER-OGER-Provincia Piacenza CAMBIAMENTO CLIMATICO, ACQUE E DISSESTO IDROGEOLOGICO. GEOFLUID, Piacenza - 1 ottobre 2014

Convegno ARPAER-OGER-Provincia Piacenza CAMBIAMENTO CLIMATICO, ACQUE E DISSESTO IDROGEOLOGICO. GEOFLUID, Piacenza - 1 ottobre 2014 CAMBIAMENTO CLIMATICO, ACQUE E DISSESTO IDROGEOLOGICO Il cambiamento climatico ed il suo impatto ambientale-territoriale su risorsa idrica e rischio Idrogeologico Carlo Cacciamani Direttore Arpa, Servizio

Dettagli