Una speranza da radicare

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1 D E L L A D I O C E S I D I C O M O ANNO XXXV 9 OTTOBRE 2010 E 1,20 37 PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO UN NOBEL CHE LASCIA PERPLESSI Si spera che il freddo resti ancora nel suo regno e ci lasci godere dei tepori dell autunno. Ma poi arriverà, e ci lamenteremo sin dalla prima gelata notturna! Faccio fatica ad immaginare quanto freddo ci sia a 196 gradi sotto zero, in quel deposito dei figli non impiantati, in attesa della morte quasi sicura. Per farne uno - e non è nemmeno certa la riuscita - se ne sacrificano tanti altri. Ve lo immaginate se qualcuno avanzasse la tesi strampalata che, per salvare un bambino dalla fame, è necessario lasciarne morire di stenti un centinaio? E la svendesse come una soluzione umanitaria? Ve lo immaginate che cosa succederebbe? Eppure a quella temperatura che, solo a dirla, vengono i brividi, ve ne sono migliaia e migliaia - c è chi dice 400 mila - sospesi in recipienti di nitrogeno liquido - quello che il dottor Jerôme Lejeune, chiamava «latte di concentramento» - senza alcuna speranza di vita. Nei giorni scorsi questi pensieri sono tornati d attualità - almeno per chi ha ancora il coraggio di pensare a 360 gradi... - in occasione della diffusione della notizia che il Premio Nobel per la medicina sarà assegnato a Robert Edwards per i suoi studi sulla fecondazione in vitro. Sono scrosciati gli applausi in ogni parte del mondo per l ottantacinquenne professore inglese, a cui andrà il premio di un milione e mezzo di dollari. Fuori dal coro, il presidente della Pontificia Accademia della Vita, mons. Carrasco de Paula, ha dichiarato che «senza Edwards non ci sarebbe il mercato di ovociti, non ci sarebbero congelatori pieni di embrioni in attesa di essere trasferiti in utero o, più probabilmente, di essere usati per la ricerca oppure di morire abbandonati e dimenticati da tutti». Come dargli torto? Come non vedere il legame strettissimo che c è tra la prassi di fecondazione in vitro ed il frigorifero degli embrioni, tra il diritto al concepimento e le pratiche di compravendita di essere umani? Mi viene in mente una parola di Gesù: «I figli di questo mondo sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché essi vi accolgano nelle dimore eterne». È un invito per noi ad usare la stessa scaltrezza delle tenebre per fare opere di luce. È un invito a impegnarci allo spasimo per difendere la vita sin dal concepimento. Chissà, è pure un augurio al Nobel per la medicina Edwards - che dicono essere in condizioni di salute non buone - perché destini il suo premio allo studio e alla guarigione dell infertilità, piuttosto che allo sviluppo dei centri di fecondazione assistita. Potrebbe trovarsi apparecchiata una cena di gala in un palazzo più ricco di quello di Stoccolma! don AGOSTINO CLERICI PRIMO PIANO LA DIOCESI RIPRENDE IL CAMMINO L assemblea del clero a Nuova Olonio e l indizione dell anno pastorale nell incontro delle comunità apostoliche in sei punti della diocesi. A PAGINA 3 PASTORALE DEL LAVORO DOPO LA CRISI IL SISTEMA NON SARÀ PIÙ LO STESSO A PAGINA 13 Una speranza da radicare VISITA PASTORALE LA PRIMA TAPPA DEL VESCOVO IN TREMEZZINA: MONS. COLETTI A GRANDOLA ED UNITI E A BENE LARIO ALLE PAGINE VALTELLINA RIFLESSIONI SULLA GIORNATA PER LA SALUTE MENTALE A PAGINA 26 LA VISITA DI BENEDETTO XVI IN SICILIA A PAGINA 5 CHIESA SIGNORE MI HAI CHIAMATA, ECCOMI! A PAGINA 9 LIVIGNO E TREPALLE IL BENVENUTO A MONS. GIUSEPPE LONGHINI A PAGINA 30 SONDRIO CONDIVIDERE IL DIRITTO AL CIBO A PAGINA 28 COMO OBESITY DAY, TROPPI CHILI NEL COMASCO Una giornata di sensibilizzazione e di educazione alla salute. Il nostro territorio vicino a stili di vita sempre più simili al modello americano. A PAGINA 15 COMO SINDROME DI DOWN, LA GIORNATA NAZIONALE A PAGINA 16 COMO 135 ANNI CON IL CAI Incontro pubblico, mercoledì 13 ottobre, in Biblioteca a Como, per commemorare l avvenimento. A PAGINA 17 PONTE CHIASSO IL SEGNO DELLA CARITÀ A PAGINA 18 COMO CON KARIBUNI UN AIUTO AL KENIA A PAGINA 19 ALBATE LA GENTE E LA SUA STORIA A PAGINA 21 CUNARDO ACCOLTO IL NUOVO PARROCO DON PAOLO BUSATO A PAGINA 25 SONDRIO VIA FRACAIOLO IN CERCA DI SICUREZZA A PAGINA 26

2 P A 2G I N A RIFLESSIONI QUATTRO LIBRI SU JOHN HENRY NEWMAN Un cercatore di verità «C Parola noi FRA 2RE 5,14-17 SAL 97 2TM 2,8-13 LC 17,11-19 osì la Natura vivente, non l Arte senza vita, traccerà il mio cammino e governerà il mio cuore.questi versi fortemente imbevuti di platonismo (sarebbero piaciuti anche al Tolstoj che si scagliava contro l arte borghese) sono stati scritti da John Henry Newman nel settembre del 1826, prima cioè del suo passaggio dall anglicanesimo al cattolicesimo, e la dicono lunga sulla complessità della sua formazione poetica e filosofica: il nuovo beato è oggi infatti considerato vicino alla filosofia aristotelica - che in realtà emerge in quegli stessi versi con il riferimento alla natura - e avrebbe dovuto dimostrarsi, nell ottica della divisione rigida in scuole di pensiero, ostile all avversario Platone. Oggi, grazie alla copiosa edizione di opere newmaniane, possiamo capire meglio la complessità della sua filosofia e gustare le sue poesie. Newman poeta è infatti il titolo del volume della Jaca Book (157 pagine), curato da LUCA OR- BETELLO, ultimo arrivato del piano editoriale delle Opere del cardinale inglese, ed è praticamente irrinunciabile per chi voglia capire meglio che cosa significhi arte per Newman. Sono presenti in questo libro tre capitoli: due di poesia pura - una raccolta delle sue liriche, il poemetto Il sogno di Geronzio - e una di ricerca dall emblematico titolo di Saggio sulla poesia. A leggere queste poesie si ha la sensazione di un uomo che tende all essenziale, il che non vuole dire solo praticità, ma aspirazione all essenza di ogni cosa e messa al bando degli orpelli e delle forme fini a se stesse: Gli elaborati trastulli dell arte di maggior fama/sono privi di vigore, freddi e muti. Nel saggio Newman non si discosta da quest idea di arte e, affrontando soprattutto la Poetica di Aristotele, attacca qualsiasi tentazione puramente formalistica della poesia e dell arte in genere. Parlare di Aristotele vuol dire affrontare l universo dei modelli filosofici. Ci può essere d aiuto un recente volume delle Edizioni il lebbroso scopre che il vero volto di Dio è quello del Padre che ama di ANGELO SCEPPACERCA QUARTA SETTIMANA del Salterio Studium (188 pagine), J. H. Newman e l abito mentale filosofico, scritto da ANGELO BOTTONE, un vero esperto sull argomento (insegna filosofia a Dublino e ha alle spalle importanti studi in proposito) che ha il merito di approfondire l ascendente aristotelico, e non solo, considerando la capacità di Newman di diventare a sua volta un produttore autonomo di pensiero e non più un pigro epigono: Newman ha sempre in mente Aristotele il quale, anche senza concordare ogni aspetto della sua dottrina, gli fornisce un tentativo coerente d integrare differenti forme di conoscenza verso un unità. Ma chi era davvero John Henry Newman? Come arrivò al cattolicesimo in un Inghilterra che aveva mostrato ampi segni d insofferenza, spesso cruenta, verso la Chiesa di Roma? E perché ha avuto un impatto non proprio morbido con alcune realtà cattoliche, compresi alcuni suoi vecchi amici convertitisi come lui? A tutte queste domande risponde il volume di PAOLO GULISANO, J. H. Newman. Profilo di un cercatore di verità (Àncora, 156 pagine), che riesce a guidare il lettore attraverso complicate divisioni religiose e drammatiche fasi storiche, senza perdere di vista l uomo Newman, immerso nella storia del suo tempo ma in grado di presentare un pensiero autonomo e indipendente, tanto da scatenare talvolta le antipatie di alcuni eccessivamente zelanti cattolici, tra cui il suo vecchio amico, come lui (anzi, grazie a lui) passato dall anglicanesimo al cristianesimo, il cardinale VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C GUARIRE E RINGRAZIARE Gesù è in cammino verso la sua passione e morte, a Gerusalemme. Per strada, fuori da un villaggio, gli vengono incontro dieci lebbrosi, ma si tengono a distanza e ad alta voce lo supplicano di compatire la loro sofferenza: Gesù, abbi pietà di noi. Gesù risponde indirizzandoli ai sacerdoti, perché ne accertino la guarigione. Gesù li tratta come se li avesse già guariti, ma essi guariranno mentre vanno al tempio. Accade allora che solo uno si divide dal gruppo e, invece di proseguire, torna indietro lodando Dio, si getta faccia a terra davanti a Gesù e lo ringrazia. Non erano dieci? E gli altri? Gesù è sorpreso che uno solo sia tornato a lodare Dio per la guarigione e abbia riconosciuto il Messia che ha misericordia della sofferenza degli uomini. Il miracolo serve a questo: portare alla lode di Dio e alla fede in Manning. Ma com era il predicatore Newman? Come faceva ad affascinare gli scettici e trascinare i fedeli, anche quando questi erano raffinati e colti docenti universitari? Lo possiamo capire leggendo direttamente alcuni dei suoi sermoni, quelli che lui stesso indicò come i più riusciti, nel volume Aprire il cuore alla verità. Tredici sermoni scelti da lui stesso (a cura di VINCENT F. BLEHL, con prefazione di Muriel Spark, Lindau, 246 pagine), dove emerge anche l altro elemento-chiave della complessa personalità di Newman, la sua capacità di entrare nel cuore degli uomini e di snidare anche i pensieri più riposti, quelli che sembrano passeggeri e senza importanza, e che invece il predicatore riesce a riportare all attenzione della coscienza, non solo dell intelligenza. C è una frase emblematica che offre l immagine perfetta dell uomo Newman: Noi cristiani siamo persone modellate in un certo stampo. Finché restiamo al suo interno, non ci accorgiamo che è uno stampo, né che è delimitato da un contorno. È quando il nostro cuore vuole riversarsi all esterno in direzione del male, che scopriamo di essere confinati e ci sentiamo in prigione. Non solo il paradiso perduto come seno materno, ma anche una poetica anticipazione delle teorie freudiane della dialettica tra coscienza e inconscio: non è male per un poeta-filosofo cristiano in anticipo sui tempi, e per questo non sempre compreso. MARCO TESTI Gesù, il Messia, il Cristo. Gesù indica un altra differenza: l unico che è tornato non è un ebreo osservante, ma un samaritano disprezzato per la scelta del monte Garizim al posto del Tempio di Gerusalemme. La lebbra, malattia allora incurabile, che segregava e confinava nel deserto, era uno scandalo e una prova della fede per uomini che si sentivano abbandonati da un Dio lontano e assente. Tentati a non credere più, si rivolgono a Gesù e pregano, gridando a voce alta, la sofferenza disperata e la loro ultima speranza. Gesù riceve la loro richiesta e dà loro il tempo di comprendere il dono e chi lo porta! mentre gli obbediscono, un passo alla volta. Si comincia con l ascolto della parola del Signore; si fa quanto dice, mettendosi in viaggio. Il risanamento avviene durante il viaggio tra la promessa di Gesù e la speranza in lui che la porta a termine. NOVITÀ IN LIBRERIA TEOLOGIA PER TUTTI a cura di AGOSTINO CLERICI Cominciamo la nostra rassegna delle novità librarie con un classico pubblicato nel 1965 e che rappresenta «una magistrale opera di sintesi che ha fatto epoca e ha procurato al suo autore - Paul Evdokimov - il titolo di dottore in teologia da parte dell Istituto ortodosso San Sergio di Parigi». Il saggio intende presentare la natura dell Ortodossia, favorendo nel lettore occidentale l intelligenza del mondo ortodosso. Costituisce quindi un quadro completo dell Ortodossia, sia pure prettamente russa, nel quale i molteplici aspetti - l uomo e il suo rapporto con Dio, l ecclesiologia, la mariologia, il diritto canonico, la liturgia, i sacramenti, l escatologia - sono equilibrati e fusi in una costruzione omogenea. PAUL EVDOKIMOV, L Ortodossia, EDB, pagine 592, euro 29,50. Ecco invece un libro più abbordabile anche dal lettore medio e soprattutto... curioso. C è la ferrovia in Vaticano? Quanto era alto Golia? Dove ci si può confessare on line? Dove è sepolto Adamo? «Chi cerca trova» l ha detto Gesù... e centinaia di altre cose che avresti voluto sapere su Dio e la Chiesa e non hai mai osato chiedere! Dagli strani costumi dei monaci che pregano sugli alberi al frate heavy-metal, dai papi dei record a quelli deposti, assassinati, eletti tre volte E poi ancora, il bancomat del Vaticano che parla latino, le curiosità della Bibbia, dei santi e delle loro (molte) reliquie, i misteri dei luoghi sacri Il volto curioso del cristianesimo presentato con ironia e stile. Una serie di curiosità che rispondono alle domande che spesso ci si pone o anche a quelle che nemmeno si immaginano. L autore è un giornalista e insegnante di Religione. GIORGIO NADALI, I monaci sugli alberi e centinai di altre cose curiose su Dio, la Bibbia, il Vaticano?, San Paolo, pagine 246, euro 14,00. Ecco un testo davvero prezioso che parla di qualcosa di cui non si parla più: le opere di misericordia corporale e spirituale. Vecchiume? Non direi proprio! L autore prende in esame le singole opere di misericordia corporali e quelle spirituali, riflette su quella che è l effettiva opera di misericordia nella preghiera della Chiesa, in particolare nell eucaristia, affronta infine il rapporto tra la misericordia e il caos che regna nella vita personale e familiare delle persone e nel mondo. Un capitolo è espressamente dedicato alla meditazione sul sacerdozio alla luce degli scandali nella Chiesa. JAMES F. KEENAN, Le opere di misericordia, cuore del cristianesimo, EDB, pagine 194, euro 18,90. Quanti fedeli identificano la salvezza promessa e realizzata da Cristo con un evento soprannaturale che ci strappa dal pericolo e dalla morte? Quante volte è accaduto e accade che l esemplificazione più immediata della salvezza venga riconosciuta nel miracolo, vero o presunto che sia? Questo volume si propone di offrire una trattazione equilibrata di salvezza e miracolo, biblicamente e teologicamente fondata, con una specifica attenzione alla dimensione esistenziale che vi è legata. RINO FISICHELLA - GIOVAN- NI IAMMARONE, Salvi per miracolo, San Paolo, pagine 102, euro 9,00. Gesù è il segno per portare il lebbroso alla paternità di Dio. Più che la guarigione, il lebbroso, che era tentato a non credere più, scopre che il vero volto di Dio è quello di un Padre che ama, è visibile in Gesù, il figlio messia e Cristo, inviato a liberare, guarire e salvare, anche dalla morte, l ultima malattia. Gesù si meraviglia che dei dieci guariti uno solo - un samaritano! - è arrivato alla fede nel Padre e in lui. La meraviglia non è nei nove spariti dalla scena, ma per quell unico tornato alla fede. Un lebbroso, il più povero tra i poveri, il più disperato tra i disperati. Francesco cambiò vita proprio incontrandone uno, abbracciandolo e baciandolo. Ringraziare è cantare e lodare per aver scampato la disperazione e perché, seguendo Gesù a Gerusalemme, alla fine si trova un padre.

3 CHIESA PRIMOPIANO 3 IL 5 OTTOBRE A NUOVA OLONIO L ASSEMBLEA DEL CLERO LE PROPOSTE PER IL CAMMINO DELLA DIOCESI Alla ripresa autunnale, dopo il periodo e le attività dell estate, ecco il tradizionale appuntamento del presbiterio diocesano a Nuova Olonio, presso la casa guanelliana Madonna del Lavoro. Un incontro di formazione teologica e di programmazione pastorale, dopo che, lo scorso 31 agosto, i preti della Diocesi hanno già vissuto un importante momento di spiritualità. Il Vescovo ha svolto, nella prima parte della mattinata, la parte di formazione, imperniata sulla questione educativa. L assemblea dei presbiteri avrebbe già dovuto confrontarsi con il Documento dei Vescovi italiani introduttivo al decennio sull educare; ma, come sappiamo, tale documento si trova ancora in fase di gestazione. Il Vescovo, pertanto, avendo fino a poco tempo fa attivamente collaborato alla sua stesura, ne ha riferito solo per sommi capi. Il fulcro del suo intervento è stato quindi il tentativo di leggere l attuale sfida educativa secondo lo schema dei quattro trascendentali della filosofia classica: educazione alla verità, come uso corretto dell intelligenza e del sapere, irriducibile alla sola conoscenza scientifica o abilità tecnologica; educazione al bene, come capacità di esercizio libero e buono della volontà, irriducibile alla semplice ricerca dell utilità o del benessere psico-fisico; educazione alla bellezza, come dimensione contemplativa della vita, estetica ed estatica al tempo stesso, irriducibile alla pura ricerca di sensazioni sempre più forti e trasgressive; infine educazione all unità-comunione, ossia al senso profondo della relazione, irriducibile a una visione puramente individuale della vita. La mattinata si è conclusa con la presentazione del progetto di formazione del clero per l anno Nel pomeriggio, poi, monsignor Flavio Feroldi, vicario episcopale per la pastorale, è entrato nel merito del prossimo cammino pastorale della nostra Chiesa. Dopo aver riferito dei principali contenuti affrontati dall Assemblea degli operatori pastorali del 25 settembre scorso, don Flavio ha indicato i contorni essenziali del cammino pastorale triennale che andiamo ad iniziare. Indicazioni pastorali che saranno più compiutamente illustrate e ufficialmente consegnate il prossimo venerdì 8 ottobre (ieri per chi legge, ndr) alle Comunità Apostoliche riunite in diversi angoli della Diocesi. Come si intende proporre quale stile abituale degli incontri sacerdotali, l assemblea si è congedata alle ore d.a.r. IL CENTRO PASTORALE CARDINAL FERRARI Lunedì 4 ottobre, a Como, presso il Centro Pastorale Cardinal Ferrari, con la Santa Messa presieduta dal Vescovo Diego, si è aperto il nuovo anno di attività del Centro. «Per me è una grandissima gioia incontrarvi in questa occasione - ha esordito monsignor Coletti -. Davvero è importante sapere che ci sono tante persone pronte, in mitezza e umiltà, a mettersi a servizio gli uni per il bene degli altri». Durante l assemblea sono state indicate alcune prospettive per rendere vivo, vivace e vitale il Centro Pastorale. Particolarmente interessanti risultano le proposte dal punto di vista culturale. Molto qualificati gli incontri organizzati nell ambito della Scuola di Formazione Socio-Politica, cui si aggiungono i programmi di molte associazioni, come l Aiart, che nel mese di ottobre prosegue con le serate di approfondimento sui mass-media. Il futuro riserva orizzonti molto ampi, con la canonizzazione del beato Luigi Guanella e l Anno Innocenziano. Nel breve termine, da segnalare, per il mese di novembre, un incontro sulla figura del card. Newman, beatificato da papa Benedetto XVI in occasione del suo ultimo viaggio in Inghilterra. Per il 2011, invece, è in programma un piccolo ciclo sull Unità d Italia, per una lettura storico-letteraria scevra dalle storture e dagli stereotipi che hanno impedito di comprendere fino in fondo fatti fondamentali come la questione romana e il rapporto Stato-Chiesa. Venerdì 8 ottobre, solennità di san Felice, primo vescovo della diocesi di Como, le comunità apostoliche si ritrovano in sei punti della vasta Chiesa di sant Abbondio (a Como-Sant Agata, Menaggio, Olgiate Comasco, Bormio, Morbegno-San Giuseppe, Canonica di Cuveglio), alle ore 20.45, per l indizione dell Anno Pastorale. «Già in passato spiega il vicario e- piscopale monsignor Angelo Riva si era soliti iniziare il cammino con il Mandato ai catechisti. Quella di venerdì 8 è una convocazione per tutti coloro che sono impegnati nella vita e nell animazione delle attività parrocchiali ma non solo». A Menaggio, dove già si trova per la visita pastorale alla Zona Tremezzina, è presente monsignor Coletti. Nelle altre realtà sarà trasmesso un videomessaggio del Vescovo. Ecco alcuni dei passaggi fondamentali del suo intervento. VENERDÌ 8 OTTOBRE L INDIZIONE DEL NUOVO ANNO PASTORALE Il nuovo Anno Pastorale sarà ancora centrato sull educare (tema scelto anche dalla Conferenza Episcopale Italiana per il decennio ). Con quali attenzioni prioritarie dovremo proseguire il lavoro avviato nel biennio ? «Innanzitutto c è una continuità con quanto abbiamo cominciato a sperimentare e proporre nel biennio che si è appena concluso. Vorrei sottolineare l importanza del fare verifica. È già stata avviata ed è indispensabile per capire al meglio l evoluzione del cammino affrontato comunitariamente. È necessario, quindi, che ci abituiamo a dedicare tempo ed energie alla riflessione su ciò che si è fatto e alla condivisione, la più ampia possibile a livello diocesano, di quanto ha funzionato, di quanto non ha funzionato e del perché non ha funzionato, andando a vedere le cause sia degli aspetti positivi, laddove le cose si sono realizzate bene e hanno raggiunto un buon risultato, sia dei momenti di paralisi, o di delusione, o di sterilità o di difficoltà a livello di applicazione di quanto ci eravamo proposti nel precedente cammino pastorale. È questo il punto sul quale vorrei che le comunità davvero si preparassero a imparare un metodo. Dobbiamo imparare il metodo sinodale, che è sempre complesso perché tenta di far lavorare attivamente tutti i soggetti coinvolti. Ma dobbiamo anche imparare il metodo di una costante, cadenzata e ben condotta verifica». Che cosa chiede alle comunità apostoliche e agli operatori pastorali che ricevono il mandato per il nuovo Anno Pastorale? «Chiedo il coraggio di continuare un lavoro che già, dal passato, mi risulta essere molto buono, ma che va proseguito con perseveranza e anche con un po di fantasia. Quella fantasia dell amore, del servizio, dell attenzione alle cose belle e preziose che ci sono messe in mano strumenti necessari per affrontare le fatiche, superare le inerzie e le difficoltà. Chiedo un grande spirito di collaborazione, una fraternità sempre più vissuta e rinnovata. Le nostre comunità, prima ancora che essere lodevoli per i risultati che raggiungono, dovrebbero essere esemplari, anche nei confronti della società civile, per quel tipo di condivisione fraterna, di affetto reciproco, di stima vicendevole che è il segno distintivo della comunità cristiana. Gesù ha detto che è da questo che tutti sapranno che siamo suoi discepoli: dall amore che avremo gli uni per gli altri. E questo amore non è un sentimento, non è un pio affetto del cuore. È una cosa molto concreta, che chiede a tutti di ripensare le proprie responsabilità, sullo sfondo di una visione fraterna dell ambiente in cui viviamo. Non una visione concorrenziale, lamentosa, polemica Le critiche, quando è necessario, è bene che emergano. Ma quello che conta è che la comunità cristiana, soprattutto nei suoi servitori, nei suoi ministeri sostantivo che indica proprio il mettersi a servizio sia connotata da questa attenzione reciproca, da questo stile di vita fraterna. Non mi stancherò mai di chiederlo alle varie comunità e a tutti i livelli (a partire dal presbiterio, dai diaconi, dalla preziosissima testimonianza che ci viene dalla vita religiosa ). Dobbiamo riqualificare la nostra comunità cristiana, al di là delle cose che facciamo e delle cose concrete che occupano le nostre fatiche: dobbiamo rilanciare questo stile di vita fraterna. Le nostre comunità, a partire dalle parrocchie, dovrebbero essere riconoscibili proprio perché dentro c è lo Spirito di Gesù, che è la nuova maniera di volersi bene fra uomini e donne che sono stati convocati dalla sua Parola e vengono animati dal suo Spirito. Poi chiedo anche che, praticamente, con pazienza e gradualità si impari a lavorare insieme, ciascuno apportando le proprie idee, i doni che ha ricevuto, la propria personalità ma ciò che è necessario è che tutto questo venga messo a disposizione e non diventi contrapposizione gelosa o sensazione di essere non valorizzati, o trascurati, o messi da parte. Bisogna che ciascuno con le proprie competenze, lavori a tale progetto di edificazione comune dell unica casa di Dio o se volete dell unico corpo di Cristo a servizio gli uni degli altri, considerandoci vicendevolmente, gli uni inferiori agli altri, sempre a disposizione per un dono di sé. Infine credo sia utile per tutti un rinnovato impegno di ascolto e di conoscenza, di riflessione e di preghiera a partire dalla Parola di Dio. È questa che ci nutre, ci permette di conoscere personalmente il Signore Gesù, avendo criteri che non dipendono da noi, ma da quello che Lui ci dice e dalla Luce che la Parola accende sul nostro cammino». ENRICA LATTANZI

4 P A 4G I N A SOCIETÀ INTERNIESTERI SINODO MEDIO ORIENTE INTERVISTA A GREGORIOS III LAHAM Gerusalemme a Roma on dimentica i suoi 20 Nanni trascorsi a Gerusalemme, Gregorios III Laham, patriarca greco-cattolico di Antiochia, Alessandria e Gerusalemme, quando dal meeting di Sant Egidio, a Barcellona, (3-5 ottobre), ha lanciato con forza il suo appello: Gerusalemme è la capitale della nostra fede. Io vi prego: ebrei, palestinesi, arabi, americani, europei, non ne fate una capitale politica! Non ne fate una municipalità, della quale voi sarete gli amministratori. Sono un arabo cristiano ha continuato - sono in piena solidarietà con i miei fratelli palestinesi. Ho sempre affermato il diritto dei due popoli, palestinese e israeliano, a una patria, a una nazione. E a partire da tutto questo, malgrado tutte le aspirazioni legittime di ebrei, cristiani, musulmani, che io dico: non usurpate il diritto di Dio su questa città. Nessun popolo ha potere su Gerusalemme, essa è l haram, il sacro. Con il conflitto israelo-palestinese questa parola di Dio su Gerusalemme è stata politicizzata ed ha perduto la sua bellezza, il suo carattere sublime e anche divino. Il Patriarca nei prossimi giorni sarà in Vaticano per partecipare al Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente (10-24 ottobre). Su questo appuntamento il Sir lo ha intervistato. Beatitudine, con questa assemblea Gerusalemme volge lo sguardo a Roma Sarà un momento storico, ne sono certo e l ho anche scritto ai re e ai leader dei Paesi arabi. Questo sinodo è anche per voi e non contro di voi. Il mio primo auspicio è che questa assemblea possa lanciare un forte appello per la pace. Ringrazio Benedetto XVI che, convocando questa assise, evidenzia il grande contributo che le Chiese orientali cattoliche hanno dato per la riunificazione con Roma. Il sinodo, inoltre, susciterà interesse per tutto l Oriente cristiano, cattolico, ortodosso, musulmano ed ebraico. Data la particolare situazione mediorientale, ravvisa il rischio che questa assemblea possa avere una valenza più politica che pastorale? Non credo. L Instrumentum laboris, che guiderà i padri sinodali, è un testo che parla anche di temi politici ma in modo pastorale, con un attenzione all uomo, ai suoi bisogni. Mi auguro, certamente, uno sforzo internazionale per la pace che possa risolvere i tanti problemi di questa regione, ampiamente descritti dall Instrumentum laboris, dall emigrazione al lavoro, dalla mancanza di sicurezza e di instabilità al rispetto dei diritti fondamentali come la libertà religiosa e di coscienza, fino ai rapporti con le altre religioni e fedi. Il conflitto israelo-palestinese, è chiaro, rappresenta il cuore di molti di queste crisi. Lo stimo- lo, anche pastorale, deve essere quello di edificare la pace e non dei muri. Comunione e testimonianza sono le parole chiave presenti nel tema del Sinodo che evidenziano due debolezze su cui le Chiese orientali sono chiamate a crescere e a lavorare. E d accordo con questa visione? Tra le Chiese orientali c è molta più comunione di quello che si pensa, ed anche con le Chiese sorelle ortodosse, alimentata da una serie di incontri, riunioni tra patriarchi e tra Chiese locali. Condividiamo l impegno pastorale nel campo dei malati, delle famiglie, dei poveri, dell istruzione. Per quanto riguarda la testimonianza? La comunione presente fa scaturire una testimonianza che deve essere fortificata per rispondere in modo adeguato alle sfide che abbiamo davanti. Il fatto di essere una minoranza all interno del mondo musulmano ed ebraico ci rafforza e ci consente di dare testimonianza ai fratelli musulmani in modo chiaro mostrando loro i valori delle fede cristiana. Così facendo è più facile parlare di libertà religiosa, di coscienza, di diritti umani. I cristiani devono essere uniti per far maturare il mondo arabo e per i tanti valori che con i musulmani condividiamo. Un Medio Oriente senza cristiani è più povero. SIR COLPO D OCCHIO C è un Nas per i sondaggi? I sondaggi sono sempre di moda. Ormai non se ne può più fare a meno. Una mania. Guai al leader politico che per dimostrare il consenso popolare di cui gode, o crede di godere, non può portare come pezza d appoggio uno straccio di sondaggio. Non sarebbe credibile. Lo stesso accade per i partiti. Ma non solo in campo politico. Giornali, imprese, associazioni, istituzioni pubbliche e private, sodalizi culturali, tutti oggi fanno - in proprio ma più spesso commissionano - sondaggi. Di conseguenza sono aumentati, e proliferano, sondaggisti di tutte le specie e di tutte le specialità, dai dilettanti fai da te ai professionisti. Sia lecito a questo punto porsi due interrogativi. Chi controlla i sondaggisti? Esiste un Nucleo antisofisticazioni per i sondaggi? Procediamo con ordine. Sapete che il sondaggista è figura abbastanza moderna. Prima non se ne avvertiva la necessità. Il termine è entrato in Zingarelli nell edizione 1997, seguito (tanto per confermare il discorso iniziale) da sondaggismo (Devoto- Oli, Garzanti), ossia la tendenza esasperata a ricorrere ai sondaggi, e da sondaggite (Devoto-Oli), parola che, seppure in tono scherzoso, esprime al meglio la mania patologica di ricorrere ai sondaggi. Dunque, riprendiamo: chi controlla i sondaggisti? Per carità, la domanda non implica necessariamente un giudizio negativo né sottende l intenzione di dare addosso a una intera categoria. Sapete però che in tutte le categorie esistono, ahimè, le pecore nere. C è chi sofistica vini, o prosciutti, o mozzarelle, e per tutti costoro ci pensano i carabinieri dei Nas. C è chi falsifica bilanci, e in questo caso intervengono, se ci pensano, i finanzieri. Di grazia, se qualche sondaggista - l inevitabile pecora nera - sbaglia, per dire sofistica i sondaggi o commette falso in sondaggio, chi ci pensa, chi interviene? Esiste un Nas per i sondaggi? Perché, parliamoci chiaro, un sondaggio può essere sofisticato in mille modi, a seconda del risultato che s intende ottenere. A incominciare dal modo con cui le domande vengono poste per finire alla scelta della tipologia o alla consistenza numerica del campione intervistato. Chi ci assicura che sono state realmente interpellate tremila o più persone, quando magari il sondaggista - per carità, la solita pecora nera - il sondaggio se lo è fatto a casa, sulla base dell intuito personale o delle risposte di familiari e parenti? E chi ci dice se tanti sondaggi presentati come genuini, siano in realtà addomesticati per accontentare desideri o interessi del committente? Sì, d accordo, a pensar male si fa male, però ci si indovina qualche volta. Andreotti, uomo saggio e di lunga esperienza, correggerebbe: quasi sempre. Chissà, sull argomento, cosa ne pensano i sondaggisti. Sarebbe il caso di fare un sondaggio PIERO ISOLA MEETING SANT EGIDIO - A BARCELLONA IL 24 INCONTRO INTERRELIGIOSO In un tempo di crisi, il coraggio della pace «I n un tempo difficile di crisi e conflitti, le religioni sono chiamate a mettersi a servizio della pace e della convivenza. E l appello che papa Benedetto XVI ha lanciato ai partecipanti al 24 Meeting per la pace che si è aperto il 3 ottobre a Barcellona su iniziativa della Comunità di Sant Egidio e dell arcivescovado di Barcellona. Al meeting sono presenti 300 rappresentanti religiosi delle grandi tradizioni spirituali mondiali mentre oltre persone si sono iscritte ai vari eventi svoltisi fino a martedì 5 ottobre in contemporanea in diversi punti della città. Importanti le rappresentanze dell Ortodossia provenienti da 11 diverse Chiese. Spicca la delegazione della Chiesa Ortodossa di Mosca, composta da 6 rappresentanti, e guidata dal Metropolita Ilarion, presidente del Dipartimento Relazioni Esterne del Patriarcato. Oltre 60 i rappresentanti delle diverse Chiese cristiane (anglicani e protestanti). L ebraismo è rappresentato da più di 20 personalità tra le quali spicca il Rabbino Capo di Israele Yona Metzger mentre l Islam religioso è rappresentato da oltre 30 personalità. Infine ci sono le grandi religioni asiatiche (Buddismo, Tenrikyo, Rissho Kosei Kai, Jainismo, Induismo). Il seme della pace radicato nel cuore degli uomini. Nel messaggio, il papa ha esortato i credenti di tutte le religioni a radicarsi nell impegno ineludibile e prioritario della preghiera. Nella preghiera ha sottolineato -, ci è data anche la possibilità di imparare il linguaggio della pace e del rispetto, fortificando quel seme di pace che lo stesso Dio ha seminato nel cuore degli uomini e che costituisce, al di là delle differenze di razza, cultura e religione, l anelito più profondo dell essere umano. Allo stesso tempo nella preghiera possiamo trovare nuove forze spirituali per non lasciarci vincere dalle difficoltà né dalle insidie del male e per non perderci d animo nella necessaria via del dialogo, che allontano definitivamente incomprensioni e diffidenze e ci permetta di continuare a costruire come fratelli e membri della stessa famiglia umana la via della convivenza armonica. Mai il nome di Dio può essere usato per giustificare la violenza. Il Meeting della Sant Egidio è costellato di segni di amicizia. Come l abbrac- cio fraterno e spontaneo tra il Metropolita ortodosso Filaret, Esarca di Bielorussia del Patriarcato di Mosca e il card. Lluis Martinez Sistach, arcivescovo cattolico di Barcellona. I due rappresentanti delle Chiese avevano appena finito la loro predicazione alla cerimonia eucaristica cattolica nella basilica di Santa Maria del Mar (alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti delle Chiese cristiane), quando si sono stretti in un abbraccio. La pace ha detto al Sir il card. Sistach a margine dell incontro è sempre necessaria. Siamo qui per lavorare, per cercare, uomini di tutte le religioni, le strade della pace e per dire che mai il nome della religione e il nome di Dio possono essere usati per giustificare odio e violenza. Per quelli che cercano le dispute ha detto il Metropolita Filaret questo spirito può sembrare follia. Ma non dobbiamo temere questo, perché la nostra testimonianza, per grazia di Dio, può essere quel debole seme che porterà frutto anche nel cuore di chi ha poca fede. Anche se il mondo attuale ci sembra un masso inamovibile, una montagna impenetrabile, noi non dobbiamo abbatterci. Questa è la promessa del Signore: Tutto è possibile per chi crede. Il ruolo delle donne. La cerimonia di apertura si è svolta nella prestigiosa sede del Palau de la Musica Catalana nel cuore del quartiere vecchio di Barcellona. Ha alternato momenti di musica, interventi e testimonianze forti sul difficile processo di pace in Terra Santa. Ma anche Cipro, Montenegro, la Repubblica di Guinea. In platea ci sono cardinali, pastori e metropoliti, rabbini e personalità del mondo arabo musulmano. Ci sono anche Presidenti, ministri e rappresentanze diplomatiche (sono 60 gli ambasciatori presenti all incontro) di molti paesi europei ed extra-europei. A moderare la cerimonia è stata chiamata Sua Altezza reale Maria Teresa, gran duchessa di Lussemburgo che ad un certo punto si lascia andare ad un accorato appello a tutte le donne che nel mondo piangono i loro figli morti nei conflitti. Chiedo a loro, chiedo a tutte le donne, di farsi la prime educatrici della pace. La pace fragile. Per motivi di salute, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant Egidio, non è presente alla cerimonia e affida la lettura del suo indirizzo di saluto al presidente della Sant Egidio, Marco Impagliazzo. Il fatto che in tanti partecipino al dialogo e alla preghiera di questi giorni scrive Riccardi - manifesta una volontà: continuare la ricerca della pace nel dialogo spirituale. Abbiamo tutti la coscienza di quanto la pace sia fragile nel mondo contemporaneo. La pace è drammaticamente fragile in tante parti del mondo. Ma non solo. E anche fragile nel cuore, nella coscienza degli uomini. Fragile da un punto di vista spirituale. Poi rivolgendosi ai leader religiosi presenti, Riccardi chiede di non rassegnarsi alla mediocrità di una vita senza speranza. Ed aggiunge: Senza speranza non sboccia la visione del futuro. Noi dobbiamo, cari amici, lavorare perché il decennio che si sta per aprire imbocchi un altra strada rispetto ai primi dieci anni del Il mondo è irriducibilmente contrassegnato dalla diversità: multipolare politicamente, ma anche multiculturale e multi religioso. Perché dialogare? ha chiesto Riccardi - Questi anni ci hanno convinto che il dialogo è qualcosa senza cui questo mondo sarebbe molto peggiore. a cura di MARIA CHIARA BIAGIONI e DANIELE ROCCHI inviati SIR a Barcellona

5 SOCIETÀ FATTIePROBLEMI 5 IL PAPA IN SICILIA DOMENICA 3 OTTOBRE / 1 La foresta che cresce Ha soprattutto cercato di radicare la speranza, Benedetto XVI a Palermo. È stata una visita breve e molto intensa, una folla grande e festosa, l incontro con la gente, con le forze vive della Chiesa, i sacerdoti e i religiosi, i giovani, le famiglie. Non ha solo detto parole di speranza, ma ha cercato di andare in profondità. Perché la speranza non è un sentimento, non è uno stato d animo, è un percorso di vita. La speranza è un percorso di vita che parte dalla realtà delle cose e porta ad intraprendere, ad operare, a vivere pienamente e testimoniare. La realtà, non solo in Sicilia, è chiara, la tentazione dello scoraggiamento, della rassegnazione, viene a chi è debole nella fede, a chi confonde il male con il bene, a chi pensa che davanti al male, spesso profondo, non ci sia nulla da fare. Nascono qui le diverse possibilità, tanto nelle scelte individuali, quanto in quelle relative al destino della società. Qui si radica l originalità sempre viva della presenza e dell opera dei cristiani, in forza della fede: Chi è saldamente fondato sulla fede, chi ha piena fiducia in Dio e vive nella Chiesa, è capace di portare la forza dirompente del Vangelo, ribadisce il Papa nell omelia della messa al Foro italico. È l esempio dei Santi, ma è anche una strada credibile nella quotidianità. Di qui un appello collettivo, che conclude la celebrazione: Popolo di Sicilia, guarda con speranza al tuo futuro! Fa emergere in tutta la sua luce il bene che vuoi, che cerchi e che hai! Vivi con coraggio i valori del Vangelo per far risplendere la luce del bene! Con la forza di Dio tutto è possibile!. Dentro questo percorso di speranza e dunque di coraggio, il Papa rilancia il non avere paura, rilancia l esempio dei Santi di oggi, a partire da don Pino Puglisi, martire della mafia, ma soprattutto testimone di una passione educativa e di una testimonianza cristiana che appunto permettono di radicare la speranza. Così si sono comportati i Santi e le Sante, fioriti, nel corso dei secoli, a Palermo e in tutta la Sicilia, come pure laici e sacerdoti di oggi a voi ben noti, come, ad esempio, Don Pino Puglisi. Siano essi a custodirvi sempre uniti e ad alimentare in ciascuno il desiderio di proclamare, con le parole e con le opere, la presenza e l amore di Cristo. Il no alla mafia, la condanna della mafia è allora un punto naturale di questo percorso, che parte da una scelta di vita. Benedetto XVI lo afferma nell appassionato incontro con i giovani, perché la mafia può fare presa, ma condanna al sottosviluppo: Insieme, sarete come una foresta che cresce, forse silenziosa, ma capace di dare frutto, di portare vita e di rinnovare in modo profondo la vostra terra! Non cedete alle suggestioni della mafia, che è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo. Lasciando Palermo il Papa ha reso omaggio a Capaci alle vittime della strage mafiosa: nonostante la potenza di fuoco della mafia si può cominciare a vincere. FRANCESCO BONINI IL PAPA IN SICILIA DOMENICA 3 OTTOBRE / 2 Il dono della forza C è quella frase del profeta Abacuc, nella prima lettura della liturgia domenicale, che ci aiuta a comprendere lo spirito con il quale il Papa si è rivolto al popolo siciliano. Abacuc implora il Signore, dice Benedetto XVI, a partire da una situazione tremenda di violenza, d iniquità e di oppressione; e proprio in questa situazione difficile e di insicurezza, il profeta introduce una visione che offre uno spaccato del progetto che Dio sta tracciando e sta attuando nella storia: soccombe colui che non ha l animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede. Spiega il Papa: colui che non agisce secondo Dio, che confida nel proprio potere, è destinato a cadere. Il giusto, colui che confida in una realtà nascosta ma solida, confida in Dio, per questo avrà la vita. Come non leggere in queste parole un messaggio per la Sicilia, per Palermo, dove, ricorda, non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni. Il pensiero del Papa va a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza di lavoro, dell incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale, a causa della criminalità organizzata. Benedetto XVI, per la prima volta in Sicilia da Papa, dice di essere nell isola per condividere gioie e speranza, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni; per dare un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani. Per dire ai giovani di non cadere nella spirale della criminalità mafiosa, di reagire, appunto, guidati dai valori evangelici. Non solo parole, ma anche gesti, come quel fermarsi, sulla strada per l aeroporto la sera di domenica, nei pressi di Capaci, là dove una lapide ricorda il sacrificio del giudice Falcone, della moglie e degli uomini della scorta. Ricorda alcune figure-simbolo, il Papa. Innanzitutto don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia 17 anni fa; ricorda, con i giovani, Rosario Livatino, il giudice ucciso a 38 anni mentre nella sua vettura andava, senza scorta, a svolgere il suo compito di magistrato. Terra di santi, la Sicilia, afferma. Per questo ai laici ripete: Non abbiate timore di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell esistenza umana, soprattutto in quelle difficili. Ed ecco che riecheggia la frase del profeta Abacuc: La fede vi dona la forza di Dio per essere sempre fiduciosi e coraggiosi, per andare avanti con nuova decisione, per prendere le iniziative necessarie a dare un volto sempre più bello alla vostra terra. Il viaggio diventa così occasione per lanciare alcuni messaggi. Così ai laici il Papa dice: non vergognatevi di dare testimonianza al Signore. Con i giovani è messaggio di speranza, di coraggio nella fede. Con loro conclude la sua giornata palermitana, una visita segnata dalla presenza di folle alla celebrazione della mattina padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, ha parlato di 200 mila persone e lungo le strade percorse dal corteo papale. Folla di giovani anche a piazza Politeama, per quella che si può benissimo definire una vera festa per il Papa. Ai giovani dice ancora di conoscere le loro difficoltà nell attuale contesto sociale: sono le difficoltà dei giovani e delle famiglie di oggi, in particolare nel Sud d Italia. E conosco anche l impegno con cui voi cercate di reagire e di affrontare questi problemi, affiancati dai vostri sacerdoti, che sono per voi autentici padri e fratelli nella fede. Voi siete segno di speranza non solo per la Sicilia, ma per tutta l Italia. FABIO ZAVATTARO Il ritorno all essenziale oltre la semplice cosmesi C è un profondo disagio nel quotidiano parlare: parole dette per evidenziare un assenso o un dissenso circa alcune posizioni di uomini di cultura, di politica, del mondo religioso. Aumenta il numero di coloro che si sentono interpreti del pensiero della gente. I professionisti della parola, gli interpreti del pensiero silenzioso, le firme che contano sembrano dettare la linea di riflessione e di interpretazione a nome di tutti e per conto di tutti. Si parla di poveri, ma a parlarne sono persone che neppure lontanamente sanno che cosa sia la povertà; si discute dei senza parola, ma di essi e dei loro silenzi pontificano quanti hanno il potere della parola. Così i problemi concreti, la loro genesi e le conflittualità che essi generano, diventano oggetto di astratte categorie (popolo, classe, organizzazioni, chiese, partiti ) che fanno discutere e promuovono dibattiti senza fine senza risolvere minimamente una piccola parte di un problema concreto. Le parole servono spesso per nascondere gli uomini che hanno problemi e per mettere in primo piano i problemi che alcuni vorrebbero che la gente avesse. Si grida alla libertà di parola, ma a parlare sono sempre gli stessi. Eppure non ci vorrebbe molto a riconsegnare la parola agli uomini reali. * * * Tutti temono, però, il potere della parola liberamente fatta circolare. La parola detta per comunicare è la parola temuta, invocata ma ignorata. E molto più facile parlare a nome di qualcuno piuttosto che permettere a qualcuno di diventare protagonista con le proprie parole che comunicano e interpellano. Mi sembra che qui si tocchi uno dei nodi della comunicazione oggi, a tutti livelli e in tutti i contesti. Ma è un nodo che occorre avere la volontà di affrontare, pena l incomunicabilità generatrice di ulteriori problemi. Credo non sia fuori luogo sapersi interrogare anche sulla realtà religiosa nella quale tanti si trovano a vivere. Alla luce di alcune analisi sulla realtà religiosa italiana, non sarebbe difficile elaborare con una certa approssimazione- un quadro che può essere così sintetizzato: la paura di perdere le persone che frequentano certi contesti religiosi fa sì che vengano elaborate proposte tese più a conservare un linguaggio e delle pratiche che sembrano più fine a se stesse c h e propositive e interpellanti. Se una persona in ricerca entrasse in certe parrocchie per cercare un FUORI dal CORO aiuto al fine di verificare il senso e la possibilità della sua ricerca, cosa troverebbe? Dall analisi di alcune ricerche, la routine delle parrocchie appare dominata da un piccolo gruppo di persone che non ha nessuna intenzione di mettere in questione orari di messe, piccole (ormai fuori dal tempo) tradizioni religiose, novene, rosari: Detto in modo diretto e senza fronzoli, la maggior parte delle parrocchie presenti sul territorio nazionale sono tutte rosari e messe per i morti : rosari e messe richieste da persone che si preparano a diventare esse stesse intenzione di una messa per morto (A. Matteo). * * * L affermazione può apparire certamente provocatoria, ma essa costringe a ripensare tante pratiche religiose che si sono cristallizzate nel tempo. Nate in precisi contesti e con specifiche finalità, esse restano tali al di là del mutato contesto. Eppure ci si aggrappa ad esse quasi per esorcizzare un necessario seppure graduale- cambiamento. Graduale non vuol dire ritocco cosmetico, semplice abbellimento esterno. Graduale, invece, perché sa ritornare all origine della proposta evangelica, colta nella sua essenzialità provocatrice perché profondamente destabilizzante tutte le presunte sicurezze strutture, pratiche, linguaggi religiosi- messe in atto per non dover ripensare la sua originalità sempre nuova. La sensazione che si ha è che in tanti contesti religiosi non si comprenda la radicale novità che si sta vivendo. Le risposte del passato hanno fatto il loro tempo. Ripeterle dispensa dal penare, allontana chi vuole ricominciare una seria ricerca, illude i vicini di essere vicini. A chi e a che cosa? Due ineludibili domande che attendono risposte. ARCANGELO BAGNI GMG 2011: MONS. CLEMENS, IRRESPONSABILE ELIMINARE OGNI RIFERIMENTO A DIO Voler eliminare ogni riferimento visibile a Dio, volerlo escludere dalla vita pubblica e rinchiuderlo nella sfera del puramente privato costituisce un progetto irresponsabile. Lo ha detto mons. Josef Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, presentando martedì 5 ottobre in sala stampa vaticana la Gmg di Madrid Soffermandosi sul messaggio di Benedetto XVI per l importante appuntamento del prossimo agosto, il relatore ha fatto notare come i riferimenti biografici del Papa, ad esempio alla situazione politica della Germania della sua gioventù, sono trasferibili alla situazione dei giovani di oggi, che, pur in diversa modalità, fanno esperienza dell essere rinchiusi, in un mondo in cui spesso prevalgono il consumismo e le relazioni personali d interesse. Nelle parole il Papa, inoltre, per mons. Clemens si riflette l esperienza di tanti giovani che sanno bene che le grandi decisioni, spesso sofferte, devono essere poi riconquistate e difese. Conosciamo tutti la difficoltà diffusa del nostro tempo di prendere e rimanere fedeli alle grandi decisioni, di legarsi per la durata di tutta una vita. E in questo contesto il Papa indica le virtù e gli atteggiamenti della fedeltà e della coerenza, della disponibilità e del servizio, come presupposti indispensabili per una vita autentica.

6 P A 6G I N A SOCIETÀ EUROPA UNA LOTTA COMUNE UE E CHIESE EUROPEE CONTRO LA POVERTÀ La crisi economica e finanziaria originatasi oltre due anni or sono negli Stati Uniti d America ed estesasi a macchia d olio fino a confini estremi del globo, ha mostrato le sue più pesanti ricadute occupazionali e sociali proprio nel 2010, proclamato Anno europeo per la lotta contro la povertà e l esclusione sociale. La coincidenza - della quale, ovviamente, si sarebbe volentieri fatto a meno - ha generato un attenzione crescente verso i temi e le iniziative promosse dall Ue, dagli Stati membri e da numerosi attori sociali nel quadro dell Anno speciale. La stessa conferenza ecumenica promossa il 30 settembre dalle Chiese europee nella sede dell Europarlamento a Bruxelles, ha registrato adesioni numerose, attente ad ascoltare la voce (testimonianze, analisi della realtà, proposte operative) di chi, sollecitato dalla fede cristiana, cerca ogni giorno di alleviare le fatiche degli ultimi, che spesso vivono ai margini del nostro tempo e delle nostre città. All incirca un anno fa, proprio a Bruxelles, era stato presentato il programma dell Anno europeo. In quella occasione le autorità comunitarie avevano diffuso alcuni studi dai quali emergeva che erano - e rimangono - circa 80 milioni le persone indigenti o alle soglie dell indigenza nei 27 Stati membri dell Unione. Le condizioni di esclusione o semplicemente il rischio di cadere nella povertà riguardano il 16-17% della popolazione comunitaria, con percentuali variabili da regione a regione e da Paese a Paese, a secondo del reddito medio pro capite, del potere di acquisto, della disponibilità di alloggi, dei servizi che il settore pubblico è in grado di fornire alla popolazione. Sempre dando inizio all Anno europeo, la Commissione Ue rendeva noto un consistente Documento quadro, nel quale erano contenuti obiettivi e priorità per questi dodici mesi. Tale documento segnalava un fronte ampio d azione, comprendente ad esempio la povertà infantile, quella all interno della famiglia, una specifica attenzione ai nuclei numerosi e alle famiglie che si prendono cura di una persona anziana o ammalata. Si faceva quindi riferimento alla necessità di garantire parità di accesso a risorse e servizi adeguati, incluso un alloggio dignitoso, nonché alla protezione sanitaria e sociale ; di favorire l accesso alla cultura e alle attività ricreative ; di promuovere l inclusione sociale degli immigrati e delle minoranze etniche. In questi primi nove mesi del 2010, e nei tre che seguiranno, sono state promosse molteplici occasioni per discutere su questi argomenti, sono state realizzate attività in grado di sensibilizzare l opinione pubblica, mentre i decisori politici si sono confrontati con i compiti che derivano alle amministrazioni pubbliche su questo versante. È evidente che parlare non basta: ma è altrettanto vero che il solo fatto di rimettere i poveri (più ancora che la povertà) al centro dell agenda degli Stati europei e dell Ue nel suo complesso è un passo essenziale per poter poi effettivamente agire al fine di contrastare gli effetti perversi della disoccupazione, della marginalità, della carenza di mezzi dei quali ogni cittadino ha diritto. Addirittura il Consiglio europeo, massimo organismo politico dell Ue, approvando nella riunione del giugno scorso la nuova strategia Europa 2020 per la crescita e l occupazione, ha assunto l impegno esplicito di promuovere l inclusione sociale, in particolare attraverso la riduzione della povertà, mirando a liberare almeno 20 milioni di persone dal rischio di povertà e di esclusione (va peraltro sottolineata una nota non trascurabile: infatti i Paesi aderenti non hanno voluto fissare né le modalità né i tempi per raggiungere tali risultati). Resta il fatto che l Anno speciale ha riproposto con vigore un problema che tocca tutta l Europa. Ci si sta rendendo conto che la povertà non è un male presente solo in Africa, India o Sudamerica, ma riguarda le periferie di tante metropoli continentali, aree geografiche depresse, intere fasce sociali, decine di migliaia di famiglie, persone che hanno avuto meno opportunità di altri, giovani che faticano a intravvedere un futuro dignitoso. Alle tante parole e alle promesse risuonate quest anno occorre far seguire i fatti: gli Stati membri e l Unione devono confermare, con leggi, iniziative politiche e investimenti, di aver intrapreso la strada della lotta alla povertà e all esclusione; ma in questa direzione c è tutto lo spazio per un azione efficace da parte della realtà economica, della società civile, del terzo settore, delle Chiese... Nessuno può permettersi di delegare ad altri la lotta alla povertà. GIANNI BORSA Chiese europee Slovenia - Spagna - Irlanda VERSO LA BEATIFICAZIONE DI DON MAJCEN Il 24 settembre, a Ljubljana Rakovnik, alla presenza dell arcivescovo della diocesi, mons. Anton Stres, è stata ufficialmente avviata l inchiesta diocesana per la beatificazione del Servo di Dio don Andrej Majcen ( ), sacerdote e missionario, patriarca dei salesiani nel Vietnam. Due giorni dopo, domenica 26 settembre, presso il santuario di Maria Ausiliatrice di Ljubljana Rakovnik, ha avuto luogo una celebrazione eucaristica per l apertura del processo. L Eucaristia è stata presieduta da mons. Hocevar, e concelebrata dai vescovi salesiani già presenti all apertura ufficiale, insieme con mons. Peter Stumpf, vescovo salesiano di Murska Sobota, Slovenia. La celebrazione di domenica 26 assume un significato particolare in coincidenza con la 141ª Spedizione Missionaria. Nella stessa giornata, infatti, a Torino nella Basilica di Maria Ausiliatrice, il rettor maggiore don Pascual Chávez consegnava il crocifisso a 42 nuovi missionari, di cui ben 10 provenienti proprio dal Vietnam, il Paese in cui don Andrej Majcen nel 1952 ha portato e coltivato il seme del carisma salesiano. UN SITO WEB PER LA VISITA DEL PAPA La Conferenza episcopale spagnola ha avviato una pagina web ufficiale (www.visitadel papa2010.org), dalla quale si può seguire tutto ciò che concerne il viaggio di Benedetto XVI a Santiago de Compostela e Barcellona, che si terrà il 6 e il 7 novembre. Nella pagina web, che si p u ò consultare in spagnolo, italiano, inglese e francese, è disponibile il p r o - gramma ufficiale, un ampia documentazione biografica sul Papa, numerosi dettagli degli altri viaggi del Pontefice in Spagna e dati riguardanti la Chiesa spagnola. La pagina web offrirà anche la possibilità di seguire in diretta la visita. Così, ad esempio, dal sito si potrà seguire la trasmissione dei principali momenti del viaggio e ci si potrà collegare ai profili creati nei social network Facebook e Twitter per essere informati di quanto sta accadendo da ora al 7 novembre. SI PREPARA L INCONTRO A ROMA CON IL PAPA Su invito della Congregazione dei vescovi, i quattro arcivescovi di Irlanda si recheranno a Roma la prossima settimana in preparazione della visita apostolica annunciata a marzo nella lettera pastorale di Benedetto XVI ai cattolici d Irlanda. Gli arcivescovi irlandesi che si recheranno la prossima settimana a Roma sono il card. Seán Brady, arcivescovo di Armagh; mons. Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino; mons. Dermot Clifford, arcivescovo di Cashel e Emly; mons. Michael Neary, arcivescovo di Tuam. SI È TENUTA A ZAGABRIA L'ASSEMBLEA PLENARIA DEI VESCOVI EUROPEI FAMIGLIA E LIBERTÀ: UN APPELLO SUL CALO DEMOGRAFICO «D emografia e Famiglia in Europa. Di questo i presidenti delle Conferenze episcopali d Europa hanno discusso a Zagabria per l assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d Europa (Ccee) che si è aperta il 29 settembre nel ricordo del card. Alojzije Stepinac e si è conclusa il 3 ottobre. NEL RICORDO DEL CARD. STEPINAC Nel dodicesimo anniversario della sua beatificazione e nel cinquantesimo della sua morte ha detto il card. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria e vicepresidente Ccee, nella conferenza stampa di presentazione dell incontro il card. Stepinac rappresenta un riferimento luminoso per la Chiesa croata e non solo. Lo sentiamo quale protettore e guida dei nostri lavori. Sempre in conferenza stampa, interpellato sulla questione dei rom, il card. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e vicepresidente Ccee, ha ribadito che si tratta di un problema che deve trovare una condivisa risposta europea alla quale anche la Chiesa ha offerto e offre il suo specifico contributo. L assemblea, alla quale è presente anche il card. Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, si è aperta con la lettura di un messaggio di Benedetto XVI, che incoraggia a proseguire importante opera svolta a suscitare nelle comunità ecclesiali il necessario impegno per libertà dei fedeli dalla intolleranza e discriminazione e per la promozione della famiglia e difesa della vita umana. Il Papa auspica che l incontro contribuisca a rinsaldare i vincoli di unità e comunione tra i vescovi europei, imprimendo ulteriore coraggioso impulso alla nuova evangelizzazione del continente. UN OSSERVATORIO SULLE DISCRIMINAZIONI Introducendo i lavori, il card. Péter Erdò, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Ccee, ha annunciato la nascita di un Osservatorio sull intolleranza e la discriminazione dei cristiani in Europa per promuovere una maggiore presa di coscienza delle forme d intolleranza e di discriminazione che alcuni cristiani in Europa subiscono. L Osservatorio, ha precisato, non vuole essere uno strumento di polemica, ma un aiuto per creare una società più rispettosa della libertà religiosa, più capace anche di capire e di accettare sia le proprie radici sia la realtà plurale attraverso una sana laicità. In definitiva, si tratta, da una parte, di un aiuto all evangelizzazione moderna, e dall altra, di un aiuto allo sviluppo per un autentica democrazia basata sull uguaglianza nel nostro continente. La vera libertà religiosa - come dice Giovanni Paolo II - è un diritto centrale, è un indicatore per la condivisione di tutti gli altri diritti. Dove sono possibili campagne di odio collettivo contro una comunità religiosa o un gruppo etnico, domani saranno possibili anche contro altri gruppi. Europa, in crisi di identità. Secondo il cardinale, l Europa attraversa oggi una crisi di identità. Ed ha aggiunto: Quando si vuole negare ad ogni costo l esistenza di Dio, come alcuni gruppi cercano di fare, si finisce sempre per negare la possibilità di fondare la vita e le strutture sociali in qualcosa di saldo. Sottolineando le difficoltà dei numerosi cristiani che cercano con la loro vita di testimoniare la fede e la speranza che abita in loro, anche attraverso un modello di vita che spesso diventa una sfida per gli altri, il card. Erdò ha spiegato che l Osservatorio nasce per sensibilizzare le persone rispetto all esistenza di questi casi di discriminazione dei cristiani in Europa. L iniziativa era stata annunciata qualche tempo fa sull ultimo numero di Litterae Communionis, in cui si apprende che il Ccee ha deciso di sostenere il lavoro dell Osservatorio sull intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa realizzato a Vienna dall Agenzia Kairós Consulting. Per coordinare il progetto la presidenza Ccee ha nominato mons. Andràs Veres, vescovo di Szombathely (Ungheria). Esiste anche un sito: ranceagainstchristians.eu. IL DIFFICILE SÌ ALLA VITA Introducendo il tema principale della riflessione di questi giorni il card. Erdò ha lanciato un appello affinché in Europa si mettano in atto politiche adeguate ai reali bisogni della famiglia. Molte le ragioni che impediscono alle persone una piena disponibilità per un sì alla vita. L organizzazione della vita urbana moderna rende difficile mantenere una famiglia numerosa. Le donne non sono abbastanza valorizzate nella loro maternità. La crisi economica e la disoccupazione entrano nelle case di tante famiglie. Non possiamo non prendere atto ha proseguito il cardinale - che ai nostri giorni lo stesso concetto di famiglia viene messo in discussione e siamo seriamente preoccupati per le minacce alla vita umana in particolare nei momenti di sua maggiore vulnerabilità, prima della nascita e quando si avvicina al suo termine. Secondo il presidente Ccee, la crisi della famiglia è soprattutto un aspetto della crisi culturale. Ciò che più manca nella nostra società e nelle nostre famiglie non sono solo le soluzioni ai problemi immediati, ha concluso, ma sopratutto l entusiasmo.

7 7 CHIESA LOCALE AGENDA del VESCOVO GIOVEDÌ 7 A Como, al mattino, consiglio episcopale; a Como, alle ore 15.30, presso il Santuario del Sacro Cuore, professioni perpetue. VENERDÌ 8 A Grandola, al mattino, incontro con il clero della Zona Tremezzina; nel pomeriggio, visita all ospedale di Menaggio; a Menaggio, alle ore 20.45, mandato agli operatori pastorali. DOMENICA 10 A Gallivaggio, alle ore 10.30, Santa Messa nella festa dell Apparizione; a Domaso, alle ore 16.00, incontro con la comunità apostolica; a seguire, alle ore 17.00, celebrazione della Santa Messa. LUNEDÌ 11 A Como, al mattino, visita alla comunità dei Comboniani (Rebbio) e celebrazione della Santa Messa; dal pomeriggio: a Caravaggio, Conferenza Episcopale Lombarda. MARTEDÌ 12 Al mattino, a Caravaggio, Conferenza Episcopale Lombarda; nel pomeriggio, a Como, udienze e colloqui personali; alle ore 20.45, Commissione Diaconato Permanente. MERCOLEDÌ 13 A Como, alle ore 10.30, in occasione del patrono dei cuochi san Francesco Caracciolo, incontro con gli studenti dell Istituto Alberghiero Casnati; a seguire, alle ore 11.00, Santa Messa; a Como, alle ore 18.30, Santa Messa in Seminario per l inizio delle attività annuali. GIOVEDÌ 14 A Como, al mattino, Consiglio Episcopale. VENERDÌ 15 A Como, al mattino, in Vescovado, incontro con i sacerdoti ordinati nell anno 1953; a Montorfano, alle ore 20.30, Santa Messa. SABATO 16 A Como, presso il Monastero della Visitazione, nel pomeriggio, professione solenne; a Solzago, alle ore 18.00, Santa Messa e conferimento sacramento della Confermazione. DOMENICA 17 A Mandello del Lario: Due Giorni Giovani. MINISTRI STRAORDINARI DELLA COMUNIONE Per i nuovi candidati al ministero straordinario della Comunione eucaristica (che fanno riferimento a Como) vengono stabiliti tre incontri necessari prima di ricevere il mandato, previsto nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell Universo, domenica 21 novembre a cura dei parroci. A questi stessi incontri possono/devono intervenire quanti avevano iniziato la preparazione la scorsa primavera per seguire quanto riguarda il rito della Comunione nelle case (13 novembre) e coloro che per ragioni diverse hanno tralasciato qualche argomento. Sabato 23 ottobre Il Signore Gesù, servo del Padre e degli uomini. La Chiesa di Cristo come comunità di servizio. La figura del ministro straordinario della Santa Comunione. Sabato 30 ottobre La visita e la cura pastorale degli infermi: i contenuti e le direttive del Rituale Romano. Come proporre i sacramenti della Penitenza e dell Unzione degli Infermi. Sabato 13 novembre La comunione Eucaristica nelle case degli infermi la Domenica e nelle feste; negli altri giorni. Temi del Lezionario Eucaristico. Gli incontri si svolgono nei giorni fissati, dalle ore alle ore 18.00, presso l Istituto Canossiano, via Balestra 10, Como. Anche a motivo dell avvicendamento di non pochi parroci, le domande pervenute entro la fine di settembre sono in numero largamente inferiore a quello dei ministri già in esercizio. Si chiede di affrettarsi con l invio della documentazione necessaria, da scrivere sul modulo consegnato all incontro dei presbiteri del 31 agosto oppure scaricabile dal sito diocesano sezione Liturgia. L ANIMA E IL SUO DESTINO Lunedì 11 ottobre, alle ore 20.30, presso la sala conferenze di Confindustria Como, in via Raimondi 1, Vito Mancuso (teologo, docente di teologia all università Vita e Salute del San Raffaele di Milano) e mons. Bruno Maggioni (docente di esegesi del Nuovo Testamento alla Facoltà Teologica dell Italia settentrionale di Milano e di Introduzione alla Teologia presso l Università Cattolica) con don Agostino Clerici (direttore de Il Settimanale della Diocesi di Como ). Tema della serata sarà: L anima e il suo destino (l esistenza e l immortalità dell anima, il suo destino di salvezza o di perdizione). DALLA Curia NOMINE E PROVVEDIMENTI don Sergio Mazzina, parroco di Talamona (So); don Remo Orsini, Vicario Foraneo Alta Valtellina Vicariato A; don Piercarlo Contini, don Franco Bernasconi, don Marco Zubiani, don Marco Folladori, don Andrea Meloni: Canonici Onorari della Cattedrale. APOSTOLATO DELLA PREGHIERA Venerdì 8 ottobre, festa di San Felice primo vescovo di Como, alle ore celebreremo in cattedrale la S. Messa d inizio delle attività , in esplicita comunione con la Chiesa diocesana, che sta avviando il nuovo anno pastorale. Giovedì 14 ottobre, alle ore 15.30, nella chiesa di Santa Cecilia iniziamo l adorazione eucaristica mensile, in collaborazione con il gruppo MITE.

8 P A 8G I N A CHIESA AZIONECATTOLICA AL VIA I LAVORI PER L EDIFICIO DI CASPOGGIO-SANTA ELISABETTA RISTRUTTURARE UNA CASA, INVESTIRE SULL EDUCAZIONE all inizio degli anni No- la casa di San- Dvanta ta Elisabetta a Caspoggio, in Valmalenco (provincia di Sondrio) ospita molte attività dell Azione Cattolica della diocesi di Como: prime tra tutte i campi scuola estivi dei ragazzi e dei giovani, poi gli incontri di formazione per educatori e responsabili ed infine i Consigli Diocesani. Piano piano è divenuta un luogo significativo e LE PROPOSTE DELL EQUIPE FAMIGLIA familiare; per molti ha segnato l esperienza associativa, l appartenenza alla Chiesa diocesana, perfino la vita di fede. La casa è stata d aiuto ad altre presenze significative della diocesi, ospitando la Caritas, il Mato Grosso, il Seminario, gli Scouts ed alcuni gruppi parrocchiali. La casa di Santa Elisabetta non è dell Azione Cattolica, bensì delle suore della Congregazione delle Pie Figlie della Sa- A voi che non ci conoscete, oppure avete sentito parlare della 2 gg. Morosi o forse degli incontri per le famiglie che l anno scorso si sono svolti nella zona della Valchiavenna... o che avete partecipato ad uno dei campi diocesani per le famiglie CADIFAM... Noi coppie dell èquipe famiglia abbiamo bisogno di voi! O meglio, vorremmo che voi aveste bisogno di noi! Di noi coppie, genitori, che vivendo il Sacramento del Matrimonio nelle quotidianità, tra bellezza e fragilità, ci siamo uniti in équipe. Un insieme di famiglie che idealmente si richiama alla sensibilità di Azione Cattolica, dando centralità alla vita di fede incarnata nella propria storia, inserita nella propria Chiesa locale, ma con il bisogno di sentirsi parte di una Chiesa più grande, che affonda le radici nel Concilio. Un vita di fede che è capace di mettersi in discussione, una fede non ideologica, ma aperta alla Speranza, alla Carità, e alla condivisione. Siamo convinti che la famiglia sia soggetto creativo dell Evangelizzazione della Chiesa e - ancora di più - che si possa essere soggetto attivo solo se non si rinuncia alla formazione, in un clima di familiarità e missionarietà. Vogliamo tenere VIVO in ogni famiglia il desiderio di realizzare in pienezza il Sacramento del Matrimonio ed insieme mantenere lo sguardo attento a tutta la vita della famiglia, dalla sua nascita al suo tramonto, con forme di accompagnamento spirituale ed educativo ai fidanzati, agli sposi, ai genitori, ai figli, ai singoli in situazioni difficili e irregolari. Ma questa nostra missione la possiamo svolgere solo insieme, in èquipe: noi famiglie - che già ci siamo - e voi. L itinerario, le date e i contenuti ci sono; lo stile familiare di accoglienza, condivisione ed amicizia anche, mancate solo voi! Scegliete di scegliere, vi aspettiamo. 7 novembre 2010 oratorio di Musso (Co) 27/28/29 dicembre week end sulla neve di benessere, lavoro e spiritualità luogo e date esatte ancora da definire 6 febbraio 2011 convegno ACR sulla neve 20 febbraio 2011 assemblea diocesana AC in Como 20 marzo 2011 Mandello o Colico o altra parrocchia della sponda lecchese 22 maggio 2011 Musso cra Famiglia (familiarmente conosciute come le Suore di Mese ) che l hanno gratuitamente concessa alla nostra associazione perché fosse luogo per l educazione umana e cristiana dei ragazzi e luogo per la formazione di un laicato adulto a servizio della chiesa e della società. Il comodato affida all Azione Cattolica il compito di custodire la casa, di conservarla accogliente e funzionale, in modo che possa rispondere alle sue finalità anche nei prossimi anni. La casa sorge appena sopra l abitato di Caspoggio, immersa in un giardino nel quale l Azione Cattolica ha realizzato una cappellina attorno alla quale si stringono i ragazzi dei campi estivi per la preghiera quotidiana. C è un cuore che ha trasformato muri, impianti e arredi in un luogo di accoglienza, di cura, di impegno; cuore che viene sostenuto dal generoso impegno di responsabili ed educatori, che si succedono - triennio dopo triennio - in una storia che prosegue Oggi occorre dare avvio a significativi lavori di ristrutturazione della casa di Santa Elisabetta, indispensabili per vincere le ingiurie del tempo e sottrarla ad un lento ma inesorabile degrado. Nel fare questo, si potrà ampliare la volumetria del terzo piano, aumentando notevolmente la capacità ricettiva; si potrà migliorare l isolamento termico e ridurre i costi di esercizio; infine, ristrutturando gli impianti ed i servizi, si potrà rendere migliore la qualità dell accoglienza (con maggiore attenzione ai disabili) e la sicurezza degli ospiti. E questo l obiettivo del Comitato Santa Elisabetta, di cui parliamo più estesamente più avanti. I lavori potrebbero già iniziare a ottobre. Dunque, per proseguire nei prossimi anni la scommessa sull educazione e sulla formazione dei ragazzi e dei giovani e sul loro accompagnamento verso una vita di impegno nella società e nella chiesa, il 6 giugno 2010, proprio a Caspoggio, d intesa con il Consiglio Diocesano dell Azione Cattolica, è stato costituito il Comitato Santa Elisabetta, incaricato di raccogliere contributi e di seguire i vari interventi, dalla progettazione all esecuzione dei lavori. Si tratta di un investimento notevole pensiamo a due lotti di lavori di circa e euro rispettivamente - che la Congregazione proprietaria della struttura da sola non può sostenere. La Congregazione è però disponibile a prolungare l attuale comodato triennale gratuito per 20/30 anni. Il progetto di ristrutturazione di massima è già stato esaminato dall Ufficio Tecnico del Comune di Caspoggio che ha espresso un primo parere positivo, a giorni dovrebbero arrivare il permesso di costruire e i lavori dovrebbero iniziare con la metà di ottobre Inoltre è stata presentata una domanda alla Regione Lombardia per poter beneficiare dei contributi previsti dalla Legge Regionale 16/2008, che potrebbero coprire una parte del costo dei lavori. A questo proposito, in data 17 settembre 2010 è arrivata risposta positiva, e la regione ha stanziato 80 mila euro come contributo al progetto. Come dimostra la storia degli anni passati, sappiamo di poter contare sulla straordinaria generosità di tante persone: soci dell AC, simpatizzanti e sacerdoti. Gli incontri si svilupperanno nella giornata di domenica e non mancherà: la centralità della celebrazione della S. Messa, il pranzo e la convivialità, la formazione, il confronto di coppia (o in gruppo) e Il lavoro per il CADIFAM, la collaborazione con l Acr, la cura dei giovani sposi e dei morosi e ciò che di nuovo lo Spirito Santo potrà suggerirci Il percorso di formazione e confronto, che andrà ben declinato in stile familiare e sponsale è il seguente: Sollevati sulle sue ali (cf Dt 32,11) La storia della Salvezza come storia di alleanza tra Dio e il suo popolo A misura di Dio Per diventare con-formi a lui. Il discernimento e le virtù Per un solo Punto infinite rette La reciprocità delle vocazioni A ciascuno di noi il compito di invitare nuove coppie giovani per non fare mancare all èquipe i desideri e la bellezza dei nuovi sposi. In questi giorni è stata lanciata una lotteria a premi proprio per sostenere il progetto, abbiamo un traguardo ambizioso: riuscire a vendere biglietti! Per dare un aiuto è possibile contattare il Comitato li.it). È possibile anche sostenere il progetto con varie forme di contribuzione: - donazioni una tantum (con possibilità di benefici fiscali); - prestiti a titolo gratuito (senza interessi) ; - donazioni annuali (per sostenere il pagamento di un eventuale mutuo bancario) (con possibilità di benefici fiscali); - disponibilità a rilasciare garanzie sull eventuale mutuo bancario. ANTONELLA e STEFANO MOGAVERO per l èquipe famiglia diocesana di Ac GERMANO COLOMBO presidente Comitato Casa Santa Elisabetta

9 CHIESALOCALE 9 IL SEGNO DELLA FEDE «SIGNORE MI HAI CHIAMATA, ECCOMI» S ignore, mi hai chiamata, eccomi. Giovedì 7 ottobre, nel Santuario del Sacro Cuore a Como, è stata celebrata la solenne Professione Religiosa Perpetua di sette giovani della Congregazione delle Figlie di S. Maria della Provvidenza, alla presenza della Superiora Generale, madre Giustina Valicenti e del Vescovo di Como, mons. Diego Coletti. Per suor Arlete Alves, suor Evandra Baronio, suor Claudia Liliana Jiménez, suor Luz Maria Martìnez Sànchez, suor Victoria Pop, suor Carmen Portillo, suor Maricica Tamas e per le loro consorelle è stata una grande festa, nell attesa della prossima canonizzazione del Fondatore, il Beato Luigi Guanella, il cui carisma ha raggiunto veramente tutti gli angoli del mondo. Le nuove suore, che provengono infatti da Brasile, Colombia, Messico, Paraguay e Romania, desiderano condividere con tutta la nostra Diocesi la loro gioia e trepidazione per questo importante momento, raccontandoci la loro storia e fornendoci una testimonianza davvero preziosa di una vita donata a Dio con entusiasmo e generosità. «Mi hai sedotto, Signore, e io sono lasciato sedurre» (Ger 20,7) Sono suor Arlete, e sono nata in Brasile. Lavoravo come aiuto-infermiera presso le suore Passioniste, quando la superiora di quella casa mi regalò un libro che descriveva la vita di una religiosa che aveva dedicato tutta la sua esistenza all educazione delle giovani. Dopo la lettura di questo libro in me è sorto il desiderio di compiere qualcosa di particolare per le persone che vedevo bisognose di conoscere Gesù. Un giorno fui invitata a partecipare a un incontro vocazionale, dove ho stabilito un buon rapporto con una suora guanelliana che mi ha aiutata ha capire cosa il Signore voleva da me. Sono stata a visitare una casa di riposo e ho visto con quale semplicità le suore lavoravano; ho cominciato ad impegnarmi nel volontariato in quella casa e da quella esperienza è sorta in me la decisione di donarmi completamente al Signore per servirlo nei poveri, nei malati, nei sofferenti. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno accompagnata in questo cammino: per tutte loro avrò ogni giorno una preghiera particolare. «Ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni. Io ti amo» (Is 43,1.4) Carissimi amici che mi leggete, sono suor Evandra, e vengo dal Brasile. Il giorno della mia prima Comunione ho chiesto a Gesù: «Se Tu vuoi, aiutami a farmi suora». Dopo parecchi anni sono stata invitata a un incontro vocazionale nella Parrocchia, a cui ho risposto con tanta gioia perché capivo che questo poteva aiutarmi a comprendere cosa dovevo fare nella mia vita. Qui ho conosciuto le suore guanelliane, che ho cominciato a frequentare e ad aiutare nel lavoro apostolico con i bambini, prendendo la decisione di donare la mia vita a Dio nella Congregazione delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza. Non mi sono mancati dubbi, sofferenze, distacchi, ma ho sentito fortemente la presenza materna della Vergine Santa, alla quale ho affidato la mia esistenza. Il più bel regalo che ho ricevuto nella mia vita, è la vocazione religiosa. Ringrazio Dio per questo dono immenso, ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno aiutata ad accogliere con generosità la chiamata a dedicare tutte le mie energie al ministero dolcissimo della carità verso i più deboli e sofferenti. «Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal 2, 20) Sono suor Claudia Liliana e sono nata in Colombia. Ognuno di noi riceve da Dio una chiamata personale, una vocazione specifica; il Signore ci dà una missione nel mondo, nella società e nella Chiesa. Il mistero della vocazione di ogni uomo comincia dal momento in cui viene al mondo; poi continua nella scoperta dell amore materno e paterno, dei propri cari, degli amici, di chi la vita ci mette accanto ogni giorno, dell ambiente in cui viviamo. Ma un bel giorno ci accorgiamo che dietro tutto ciò è un Altro, che con discrezione ci chiama a vivere totalmente con Lui e per Lui. Provengo da una famiglia veramente cristiana, con forti principi e valori; ho frequentato l università e ho ottenuto la laurea in Fonoaudiologia. Dopo il terremoto del 1998 nella Regione della Zona Cafetera, aiutando le persone in difficoltà con i miei compagni della pastorale universitaria, ho sentito il desiderio di seguire più da vicino il Signore Gesù. La Provvidenza mi ha fatto incontrare una religiosa guanelliana, con cui ho parlato a lungo della donazione totale al Signore nel servizio ai poveri, e così ho deciso di farmi suora. Il Signore mi ha concesso la grazia di rispondere a questa chiamata con amore, perché quando Lui decide di chiamarci, ci dà sempre la forza e l amore necessari per potere rispondergli. «Sacro Cuore di Gesù, confido in Te» Sono suor Luz Maria, sono nata in Messico e voglio ringraziare Dio con il cuore pieno di gioia per il dono della vita, della mia famiglia e della vocazione religiosa. A 14 anni ho sentito la chiamata del Signore, ma non riuscivo a esprimere questo desiderio e continuavo a pregare per chiedere aiuto al Signore. Dopo alcuni anni, ho conosciuto un Padre guanelliano e ho cominciato a frequentare il suo gruppo giovanile e a partecipare ai ritiri spirituali vocazionali. Nel frattempo ho conosciuto le Figlie di Santa Maria della Provvidenza e, dopo aver fatto qualche giorno di esperienza nella loro casa, ho deciso di fare parte della loro Congregazione. Il giorno 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario, farò la mia Professione Perpetua, offrendomi per sempre al Signore, al servizio dei poveri e dei sofferenti ad imitazione del Beato Luigi Guanella e della Beata Chiara Bosatta. «Dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la meta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù» (Fil.3,13b.14) Sono suor Victoria e sono nata in Romania nel 1977 durante la dittatura comunista che, purtroppo, ha lasciato un impronta non da poco sull intero paese. Ho avuto un infanzia semplice, in una famiglia cattolica di rito greco e, nonostante il regime, sono stata educata a cercare la verità e vivere i valori cristiani. Ripensandoci ora, riconosco nella mia vita la mano di Dio, che ha operato in me attraverso le fatiche, i lavori anche pesanti, la povertà, guidandomi e proteggendomi sempre. Mi accorgo come tutta la mia vita si riduca a «È Dio che fa!», come diceva don Guanella, e io posso dire solo grazie a Lui che tra tante giovani ha scelto proprio me e con tanta misericordia e pazienza mi ha fatto arrivare fin qui, perché il cammino della formazione umana, vocazionale, religiosa è stato lungo, difficile e allo stesso tempo meraviglioso. Ho incontrato persone che mi hanno aiutato in questo cammino e alle quali dico grazie con tutto il cuore. La storia della mia vocazione è dunque la storia della mia vita, è cammino di fede e di abbandono nelle mani di Dio, è impegno scaturito dalla gratitudine e dalla riconoscenza, è desiderio generoso di santità e di servizio. In tutti Dio opera! A voi che leggete questa mia breve testimonianza, prometto una preghiera perché possiate sperimentare le meraviglie che il Signore opera in voi e insieme ringraziamolo, compiendo bene il nostro dovere di ogni giorno. «Ti ho amato di amore e- terno» (Ger 31,3) Mi chiamo suor Carmen e vengo dal Paraguay. Con l esperienza dell amore di Dio nel cuore, voglio condividere con voi la mia gioia e la mia gratitudine al Signore per tutto ciò che mi ha donato. Il Signore mi ha da sempre mostrato il suo amore e la sua misericordia, perché mi ha fatto nascere in una famiglia dove si vive la fede con semplicità, pregando insieme e avendo carità verso le persone che chiedono aiuto. Ho incontrato le suore guanelliane nella mia parrocchia: le aiutavo nella pastorale dei malati, partecipavo con loro alla preghiera comunitaria, Giovedì 7 ottobre, nel Santuario del Sacro Cuore a Como, è stata celebrata la solenne Professione Religiosa Perpetua di sette giovani nella Congregazione delle Figlie di S.Maria della Provvidenza, alla presenza della Superiora Generale, madre Giustina Valicenti e del Vescovo di Como, mons. Diego Coletti facevo catechesi e così senza accorgermi ho imparato a vivere la spiritualità guanelliana. Per frequentare la scuola da infermiera ho dovuto lasciare la mia famiglia e il mio paese per cercare alloggio ad Asunción, dove il Signore, nella sua bontà, mi ha fatto trovare un lavoro presso la casa per anziane sempre delle suore guanelliane. Vedendo la loro testimonianza di carità e di assistenza benevola, ho sentito nel cuore il desiderio di donarmi al Signore, servendo i poveri con lo spirito del Fondatore. Ed eccomi qui. Sono contenta di essere Figlia di Santa Maria della Provvidenza e sento in me la certezza che la Madonna veglierà sui miei passi e Dio mi darà la grazia per compiere la missione di servirlo nei poveri con amore e dedizione. Un grazie a tutte le persone che mi hanno aiutata a scoprire questo amore di Dio, perché «desidero essere segno dell amore provvidente del Padre», come diceva don Guanella, per tutte le persone che incontrerò sul mio cammino. Grazie Signore perché non finisci di stupirmi! Sono suor Maricica, vengo dalla Romania. Desidero iniziare questa mia testimonianza con un rendimento di grazie a Dio, innanzitutto per la vita, un dono grande che ho ricevuto dalla sua immensa bontà, e credo fermamente nel suo progetto che aveva su di me prima di farmi venire alla luce. Progetto che è diventato ogni giorno sempre più chiaro, per indicarmi la strada della sua sequela. Lui mi ha guidato su strade sconosciute e a volte faticose, ma ha voluto che io lo conoscessi anche attraverso queste vie per capire quello che voleva da me. Il cammino che sto percorrendo mi dà tanta pace interiore, coraggio ed entusiasmo per proseguire la strada intrapresa con Lui, per Lui e verso di Lui, che mi ha accompagnato fino a questo passo, facendomi capire quanto mi ama. Ed io desidero donargli il mio Sì per sempre, ridonandogli la mia vita come segno di gratitudine per tutto ciò che ha operato in me e per me. Mi abbandono totalmente nelle sue mani con tutta me stessa, perché Lui possa continuare la sua opera in me, modellarmi, trasformarmi, secondo il suo cuore. E a voi giovani che leggerete questa mia testimonianza, vi invito a non avere paura di rispondere alla chiamata di Dio: vi assicuro che è un avventura meravigliosa, stupenda, insostituibile, che riempie il cuore, l anima, la vita intera con la sua presenza, con la sua pace con il suo immenso amore. Abbiamo bisogno di voi per parlare di Lui, attraverso il carisma del Beato Luigi Guanella. Se il Signore vi chiama, volete venire anche voi con noi? S.F.

10 10 CHIESA VISITAP APASTORALE ASTORALE Martedì 28 settembre mons. Diego Coletti ha dato inizio alla Vistia Pastorale nella zona incontrando i rappresentanti di enti, associazioni e gruppi di volontariato N ella serata di martedì 28 settembre scorso, il nostro Vescovo ha dato inizio alla visita pastorale nella tremezzina riunendo i presidenti delle associazioni, degli enti e dei gruppi di volontariato della zona. Ci troviamo nella splendida cornice di Villa Camozzi, sede comunale di Grandola ed Uniti; alle ore 21 mons. Diego Coletti entra nella sala accompagnato da un lungo applauso dei presenti, incuriositi dall evento, e accolto da don Gigi Zuffellato, da don Gino Discacciati e da don Lorenzo Butti, parroco di Grandola. Dopo il momento iniziale di preghiera, il Vescovo ha preso la parola di fronte a ben quarantasette associazioni presenti delle sessantacinque stimate in zona. Molti quindi i partecipanti, provenienti dai diversi paesi: Grandola, Griante, Lenno, Menaggio, IL VESCOVO IN TREMEZZINA L INCONTRO CON LE ASSOCIAZIONI Mezzegra, Ossuccio, Plesio, Sala Comacina, S.siro e Tremezzo. Mons. Coletti, all inizio del suo discorso, ha posto in primo piano l importanza di queste numerose realtà nel territorio, luci in un mondo senza passioni e speranze, definendole una finestra di gratuità nella vita e specificandone le loro peculiarità. Ha poi aggiunto : Nella nostra esistenza la cosa più importante è aprire questa finestra, poiché una vita senza gratuità è una vita squallida. Ha messo in risalto il fatto che i gruppi di volontariato della zona si applicano in numerosi campi della comunità umana: dallo sport alla conservazione del territorio, dal campo sociale alle associazioni culturali, dal contesto della sanità alla protezione civile. Voi siete il sale della vita, e senza sale non c è gusto. Con queste parole si è rivolto ai rappresentanti delle associazioni, con il monito di tenere sempre alta la qualità del servizio. Continuate a lavorare e anzi, come diceva Javhé: Crescete e moltiplicatevi ; non dovete mai smettere di A Villa Camozzi, sede del Comune di Grandola ed Uniti erano rappresentati 47 realtà attive nella zona. A loro l invito del Vescovo a collaborare con le realtà parrocchiali per essere sempre più sale della terra cercare, di dialogare e non cedete mai di fronte alla desolazione e alla stanchezza. Cancellate dal vostro vocabolario la parola Ormai che è sinonimo di rassegnazione. Ha invitato i presenti a seguire un esempio illustre: Siate come Gesù che per primo ha lavato i piedi ai suoi discepoli gratuitamente; è stato lui, il figlio di Dio, che si è fatto servo degli uomini. Poi l ennesima frase ad effetto: In questo mondo senza passioni, guardandovi dico: forse non è tutto perduto perché in questo territorio sono pochi gli abitanti ma grande, in rapporto, è il numero di associazioni che si impegnano nella più vasta varietà di interessi. Il Vescovo ha poi affrontato la questione dell educazione, un problema capillare che investe la Chiesa con le sue responsabilità e risorse educative e il rapporto che essa deve avere nel perfetto equilibrio con le associazioni. È in questa prospettiva che trova posto la parrocchia, che non è soltanto un distributore di atti di culto - afferma - ma una fonte di energia, gioia e vita; essa rappresenta il pozzo di acqua fresca al quale le associazioni possono sempre e copiosamente attingere. E aggiunge: tutti voi che siete qui stasera non siete venuti per rendere conto del vostro operato, perché nessuno di voi deve rendere conto a me! Eppure, nell infinità varietà dei vostri interessi e obiettivi, siete qui. Ecco cosa vi accomuna! In questa concertazione tra parrocchia e associazioni - ha detto - deve stare a cuore il tutto, nessuno può essere escluso, è necessario collaborare insieme. Poi ci sono stati alcuni interventi tra i presenti: chi poneva domande che sollecitavano nuove discussioni, chi ammirava la particolarità dell incontro, la componente speciale di un importante confronto. Prima della chiusura della serata, un augurio a tutti: Continuate a meravigliarvi di fronte alle cose belle che fate e che costruite, come i piccoli di cui parla Gesù nel Vangelo; riuscire a meravigliarsi, ancora, è una delle tante cose belle per cui vale la pena vivere. Un fragoroso applauso nella splendida sala della villa e tanto entusiasmo hanno concluso la serata poco prima della benedizione finale. ELISABETTA ABATE ELISA DENTI LE FACCIATE DELLE CHIESE PARROCCHIALI DELLA TREMEZZINA Esse sono segno della bellezza e della necessità di Dio che dimora e vive tra le case della gente. Ma sono anche un richiamo e un invito ad aprirne la porta ed entrare nel tempio. Infatti mancano ancora una ventina di metri per incontrare Gesù, lo sposo, con alcune tappe : il Battistero, il Confessionale, l Ambone, il Tabernacolo, e finalmente la cena di festa per l incontro avvenuto, dove Gesù offre se stesso come cibo. E la Messa. In conclusione : aprire la porta delle chiese per sedersi a tavola. Quindi non basta essere i cristiani della soglia. E addirittura : bisogna dire di no ad un cristianesimo di sola facciata. Anche il Vescovo, nella sua Visita Pastorale, sta dicendo di mettere l Eucaristia al centro di ogni parrocchia e di ogni persona. Essa infatti è fonte e culmine, cioè punto di partenza e di arrivo della vita cristiana : comunione e missione. L Eucaristia non può rimanere solo di fronte o di fianco. mons. AMBROGIO DISCACCIATI

11 VISITAPASTORALE ASTORALE 11 CHIESA IL 2 e 3 ottobre mons. Diego Coletti ha iniziato la visita pastorale alla Tremezzina, incontrando i fedeli delle parrocchie di S. Siro e Margherita, Santi Vito e Gottardo, e Sant Antonio LA PRIMA TAPPA GRANDOLA ED UNITI E BENE LARIO A PIEDI TRA LE CASE E LA GENTE S abato mattina il Vescovo Diego ha iniziato la sua visita pastorale con una camminata attraverso le frazioni di Cardano e Gonte. Era stata programmata la visita alle due chiese e l incontro con alcuni infermi, ma si è piacevolmente trasformata anche nell occasione di salutare il Vescovo che passava e si fermava a scambiare due parole con chi, vedendolo, usciva di casa per salutarlo. Incontri informali, spontanei in cui il Vescovo ha confortato ed incoraggiato i fedeli. La camminata si è conclusa con la visita al centro Anffas la rosa blu e l incontro con gli ospiti, gli educatori e volontari. Questa realtà ha piacevolmente sorpreso mons. Coletti che si è trovato a suo agio per la fraterna accoglienza ricevuta e per aver avuto una guida esperta come è stata Anna Maria Bettoli ospite della struttura. Nel pomeriggio, all oratorio di Codogna l incontro con le comunità apostoliche delle tre parrocchie. Parlando all assemblea il Vescovo ha, innanzitutto, ricordato che prima di mettere insieme le cose occorre valutare bene come le persone si mettano insieme. Lo stile - ha spiegato - deve essere quello del comandamento nuovo. Forse con un po di difficoltà da parte di Accoglienza del Vescovo a Grandola alcuni ascoltatori ha spiegato che non basta un generico cercare di amare il prossimo, ma come occorra stare insieme amandoci gli uni gli altri come Lui ci ha amato. Così può nascere una comunità cristiana che conosce le persone per nome, si accorge degli altri e non li fa sentire inesistenti. Anche se questo è difficile - ha continuato il Vescovo - non è impossibile e va vissuto e raccontato con entusiasmo e non con tristezza. E nello stile di Gesù, conoscendo la sua parola, nella condivisione dei suoi progetti che il cristiano ha fede. Ma questa fede chiede un salto di qualità, quello dell amore e non della osservanza vuota. Mons. Diego Coletti lo spiega con uno dei suoi esempi invitando i presenti ad immaginare che un figlio o un nipote ci vengano incontro abbracciandoci, ci bacino e dicano: ecco ora ho fatto il mio dovere e non chiedermi altro. Come ci sentiremmo? Non di certo bene, ma è così che si comporta un L arrivo a Naggio certo tipo di cristiani nei confronti di Dio. Poi il Vescovo è salito alla Chiesa parrocchiale dei Santi Siro e Margherita accolto dalla comunità con il Sindaco, Edoardo Sangalli, che gli ha rivolto il saluto a nome di tutta la cittanidanza. Dopo aver baciato il crocifisso e asperso la gente ha presieduto l Eucarestia riprendendo il tema della qualità e non quantità della fede e dell amore fraterno. Al termine della celebrazione si è intrattenuto per un informale momento di festa sul sagrato partecipando anche ai canti del gruppo I galletti. Domenica di buon mattino si è recato a Grona incontrando la piccola comunità che lì risiede e, conversando, ha ricordato da una parte la fortuna di potersi conoscere ed aiutare tra abitanti dei piccoli paesi in confronto con l anonimato delle grandi città, ma dall altra come per questa opportunità di amarsi il Signore chiederà conto. Alle 11 l incontro con i residenti di Bene Lario che, come tradizione vuole, hanno festeggiato la prima domenica di ottobre la Madonna del Rosario. Dopo il saluto del Sindaco, Mario Abele Fumagalli, la comunità si è radunata per la celebrazione eucaristica. Nell omelia il Vescovo prendendo spunto dalla prima lettura del profeta Abacuc ha invitato a non alzare a Dio lamentele che lo incolpino per il male nel mondo perché l Onnipotente risponderebbe che nel tempo stabilito Egli fa la sua parte, ma chiede: ora vuoi fare la tua parte con la tua vita di fede? Perché Dio vuole che incontrando Gesù ci prendiamo la nostra parte di responsabilità perché, come ricordava S. Paolo a Timoteo, ci ha dato uno Spirito di fortezza e di prudenza. Questo dono ci deve fare ragionare, non stando a valle della frana, ma a monte, senza invocare un Dio miracolistico, ma attuando il progetto d amore di Gesù sul mondo. Infine nel pomeriggio di domenica il Vescovo è salito a Naggio incontrando la comunità che si è stretta numerosa attorno a Lui. Nell omelia il Vescovo ha detto che voleva parlarci di fede. La fede è il bene prezioso che S. Paolo invita Timoteo a custodire. Ma questa fede non è semplicemente accettare l esistenza di Dio o il suo essere il Creatore. Per noi la fede è in Dio Padre di Gesù il Cristo. Non si può quindi ravvivare il dono della fede se non nella conoscenza di Gesù della sua Parola, dei sentimenti del suo cuore verso Dio e l uomo. Questa è la fede da custodire e da ravvivare scoprendo che nell educare la vita cristiana ad una fede adulta si è nella gioia, non quella del mondo ma quella della vita in Gesù. Sono dunque state due giornate intense e belle: hanno offerto la possibilità di un incontro umano,fraterno e spontaneo con il Vescovo che girava a piedi tra le case, ma anche una evangelizzazione e proposta di cammino per la vita delle parrocchie invitandoci a custodire e ravvivare la fede in Dio Padre di Gesù Cristo, nell impegno di fare unità nello stile del comandamento nuovo per fare la nostra parte di amore sul male che c è nel mondo. LE COMUNITA PARROCCHIALI Il fotoracconto di Calvi-Angelini-Barelli celebrazione a Naggio S.Messa a Grandola Arrivo a Grona Celebrazione Bene Lario Il Vescovo nella chiesa di Grona La visita all Anffas

12 12 CHIESA OTTOBRE MISSIONARIO R esponsabilità : è la parola che traduce l impegno che Gesù chiede ai suoi discepoli. La responsabilità è richiesta da Cristo di fronte alla scelta di seguirlo: chi mette mano all aratro e si volta indietro non è degno di me, si legge nel Vangelo. Di fronte alla maniera di porsi nei confronti di Dio: il tuo parlare sia Sì Sì No no. Di fronte alla volontà di Dio: non chi dice Signore Signore entrerà nel regno dei cieli ma chi fa la volontà del Padre mio. Di fronte all altro e al mondo perché: devi amare gli altri come Cristo ha amato te ; per amare, Cristo ha fatto della sua vita un dono di Sé agli altri fino alla morte, e potremmo continuare perché di fronte ad ogni parola del Vangelo ci è richiesto di prendere posizione, di dire da che parte stiamo, di responsabilizzarci. In fondo se il Vangelo non mi cambia la vita vuol dire che non l ho preso sul serio: è rimasto parola vuota. Chi vuol essere mio discepolo rinneghi sé stesso ci dice Gesù: rinnegare sé stessi vuol dire smettere di essere quello che uno è, per essere, pensare e agire, secondo quello che Cristo ti indica. Direbbe San Paolo non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me. Oltre che nelle scelte Cristo mi chiede di essere responsabile nel testimoniare, rendere visibile quello che ho scelto; chi mi vede dovrebbe dire: quello ci crede davvero!. Gesù, agli apostoli che gli chiedono quando sarà la fine del mondo, risponde di non preoccuparsi di questo ma siate miei testimoni fino ai confini del mondo, ossia fate vedere con la vostra vita quello che Dio ha detto e quello che ha fatto. La responsabilità di testimoniare Cristo e il suo Vangelo è l impegno più evidente nei primi cristiani e Yaounde. Capitale del Cameroun. La vita scorre frenetica come nelle nostre città. I moto-taxi della brousse, chiamati clandestini perchè nessuno ha patente, libretto o assicurazione, qui cedono il posto agli auto-taxi gialli. Sono tanti. Onnipresenti. Ti metti sul ciglio della strada. Pochi secondi... arriva. Devi essere pronto a gridare dove vuoi andare e quanto sei disposto a pagare: Mvan, stationnement Mbalmayo, 300F! Riparte senza dire niente. Non ha accettato. Passano pochi secondi. Un altro taxi rallenta. Ci riprovo, alzando il prezzo: Mvan, stationnement Mbalmayo, 400F! Un sonoro colpo di claxon annuncia che va bene. Siamo in sei, stipati sul taxi. Perfetti sconosciuti coi quali condividi qualche chilometro. Arrivati al quartiere Mvan, si cerca il pulman per Mbalmayo. Quaranta minuti di schiacciamento. Il pulmino è stracolmo, ma, per fortuna, la strada è asfaltata. Tra palme da olio e alberi della gomma. Mbalmayo è una missione del COE (Centro Orientamento Educativo), ONG cristiana che opera nel campo dell educazione. Ci accoglie l anima e la storia del centro, Pina. Poco più tardi ci raggiunge don Adriano. Con lui ho frequentato, a Verona, il CUM, dove si formano i partenti per RESPONSABILITÀ TERZA SETTIMANA E TU, SEI MISSIONARIO? nella Chiesa: basta pensare ai martiri e alle prime comunità cristiane. Per ultimo, non perché meno importante, Cristo chiede ai discepoli di responsabilizzarsi nel proclamare il suo Vangelo. Questo è l aspetto missionario della Chiesa. Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura. San Paolo ci dice: guai a me se non predicassi il Vangelo. Vorrei sottolineare due aspetti che Paolo evidenzia quando parla del Vangelo. La gratuità: il Vangelo racconta una salvezza che ti è data gratuitamente. E poi LA TESTIMONIANZA DON CORRADO NECCHI SEMINARE RICORDI la missione. Entrambi studenti... Nonostante la diversità d età. Parroco a Milano, a 75 anni dovevo lasciare la parrocchia. Conoscevo il COE e il vescovo di qui. Mi ha detto: Dai, vieni giù! Sono solo in cattedrale... E sono qui. La presenza del COE è ben consolidata. Numerose le opere. Ma il fiore all occhiello è forse l istituto di formazione artistica. Pittura, scultura e, soprattutto, ceramica. Pezzi di qualità. Tocca ad un giovane, che ha frequentato la scuola artistica e che ora lavora al centro, farci da guida tra i laboratori dove sono esposte le realizzazioni dei ragazzi. Una serie di formelle in ceramica attira la nostra attenzione. Un centinaio di simboli. Animali e piante, soprattutto. Un gioco, all origine. Uno spaccato di cultura tradizionale, per noi. Tra gli animali, il marguià. Povero. Lui tutto vede e tutto sa. Così si perde il bello della vita che è scoperta e meraviglia. Non ha tempo per ascoltare. Il suo essere sempre in corsa è tipico di chi vuole tutto, subito. Di chi arriva subito alla meta, bruciando le tappe. Per questo è il simbolo della morte. Una vita corta, spremuta, morta prima della morte. Accanto a lui, il camaleonte. L avete mai visto camminare? E un continuo ondeggiare, avanti indietro. Passi meditati, scelti. Cambia colore, ma è sempre sé stesso. Come ogni persona: cambia col tempo, grazie alle esperienze che l hanno temprata, ma rimane sé stessa, unica. Il camaleonte è il simbolo della vita dell uomo saggio. Tra le piante, il fiore della kolà. Il frutto è grande come una piccola albicocca. Color fuxia, amarissimo. Nella stagione secca toglie la sete. Ne mordi un po e lo doni: è lo spirito di condivisione. Lo porgi all altro col gesto di stringere la mano: è lo spirito del perdono. Condivisione e perdono: forse per questo è il simbolo della divinità. E chi, più di Gesù, ha condiviso e perdonato? Il giovane si appassiona, raccontando: Quando ero piccolo, la sera, ci sedevamo tutti in cerchio. Gli anziani ci raccontavano storie di animali. Non comprendevo l universalità: la misericordia di Dio raggiunge tutti (sia il giudeo che il greco) senza fare distinzioni. Il Concilio ci dice che la Chiesa è per sua natura missionaria, non può non essere missionaria, perché se non è missionaria non è Chiesa. Ogni credente attraverso il battesimo diventa missionario; se Cristo e il suo Vangelo ti entusiasmano non puoi tenere per te questo dono! Vorrei concludere con l esempio di due cristiani che non si sono tirati indietro. Il primo è san Francesco: era cristiano ma gli mancava qualcosa e allora dà ai poveri i suoi beni e fa di Cristo e del Vangelo il centro della sua esistenza. L altra figura è quella della Madonna che di fronte alla richiesta di Dio risponde eccomi ossia io ci stò e fa della sua vita un dono a Dio e ai fratelli. Ancora oggi donne e uomini dicono il loro eccomi e si rendono responsabili di una Chiesa che sceglie, testimonia e vive la missione. don UMBERTO GOSPARINI (Fidei Donum incaricato dell apertura della nuova missione in Perù) quasi niente... Solo molto tempo dopo ho capito che quelle storie parlavano di me, della mia vita. Ogni persona si comporta come un animale particolare. Già. Ricordi d infanzia che riaffiorano quando la vita ti spinge a riflettere e a capire. Come quel figlio. Scappato di casa in cerca di libertà, si ricorda dell abbraccio disinteressato di suo padre, a casa. Una catechista mi ha scritto: I miei ragazzi hanno ricevuto la S. Cresima... Alcuni di loro non frequentano più né la chiesa né il catechismo. Normale? Ma! Resta la speranza che, prima o poi, germogli dentro di loro il seme che abbiamo gettato... Non è una magra consolazione. E qualcosa di grande. Seminare bei ricordi nel cuore delle persone. Seminare e lasciare liberi. Nell attesa che la vita ci apra INTENZIONI DI PREGHIERA Lunedì 11 Perché i genitori avvertano la responsabilità di educare i propri figli all attenzione verso i bisogni materiali e spirituali di tutto il mondo. Martedì 12 Perché la grave responsabilità che comporta l annunzio in Paesi diversi dal proprio, non diminuisca la gioia di coloro che vivono la missione in terre lontane. Mercoledì 13 Perché ogni Chiesa locale, primo soggetto di missione, senta la responsabilità di formare inviare vocazioni missionarie. Giovedì 14 Per tutti i sacerdoti, perché vivano responsabilmente il proprio ministero a servizio della missione universale della Chiesa. Venerdì 15 Perché tutti ci sentiamo in parte responsabili della sofferenza che è presente nel mondo e, per questo, ci impegnamo ad alleviarla. Sabato 16 Perché le giovani generazioni trovino comunità cristiane responsabili e capaci di essere un sicuro sostegno per il loro futuro. Domenica 17 Perché l Eucarestia che oggi celebriamo, ricordi alla nostra comunità parrocchiale il peso della responsabilità dell annuncio missionario. Il DVD con la presentazione della nuova missione diocesana e l intervista a mons. Coletti è disponibile all Ufficio Missionario: tel Ciao a tutti! Le piogge cadono, ma non a sufficienza. Si teme per la stagione secca... Camion carichi di goyave e di patate partono per il Ciad.Le prime spighe di miglio cominciano a spuntare... Mentre scrivo, sul pavimento di casa, rospini grandi come piselli saltellano qua e là. La nostra famiglia si è arricchita con l arrivo di don Alessandro. Sono i primi giorni. Sta prendendo le misure. Le scuole sono cominciate. I giovani lasciano Rhumzu per rientrare a scuola, soprattutto a Mokolo. Qualcuno partirà la settimana prossima: non hanno ancora trovato i soldi necessari per frequentare. Qualcuno resterà a casa, costretto ad abbandonare. Non si riesce ad aiutare tutti. Vedremo... a presto Corrado gli occhi e i ricordi migliori ci guidino... Alla fine della visita, il giovane ci dà la mano: Non è bene lasciarci così. Vi do il mio nome. Io mi chiamo Dieudonné. Già Dono-di-Dio. Di nome e di fatto. E bello vedere come anche piccoli incontri casuali (?) possano arricchirci e aumentare il nostro bagaglio di ricordi.

13 CHIESA PASTORALE ASTORALELA LAVORO 13 del SEGNALI DI RIPRESA E CAMBIAMENTO DOPO LA CRISI IL SISTEMA NON SARÀ PIÙ LO STESSO Èvero la crisi economica che ha investito il mondo occidentale sta lentamente risolvendosi. Si dice, se riparte la produzione, ripartirà anche la occupazione. Segnali in questo senso, se pur timidi, ci sono. Leggendo però con più attenzione i dati statistici, si nota che un giovane su tre è disoccupato, che cresce sempre più il numero degli over 50, a qualunque categoria di lavoratori appartengano, che accanto ad una assunzione a tempo indeterminato si registrano molte altre forme di assunzioni che entrano nella categoria delle assunzioni a tempo determinato. A questo scenario occupazionale si deve aggiungere che in modo deciso sono entrate a parte dei paesi produttori nazioni che possiedono grande potenzialità di manodopera a costi più bassi rispetto a quella dei tradizionali paesi industriali occidentali e sono capaci ormai di produrre beni di buona qualità tecnologica e quindi di competere a testa alta sul mercato mondiale. Da questa breve descrizione è facilmente intuibile che lo scenario produttivo e quindi occupazionale non sarà più uguale a quello precedente: la crisi porta con sé nuove problematiche che richiedono nuove soluzioni, nuovi comportamenti. E nuovi comportamenti di fronte al nuovo scenario del mondo del lavoro li deve assumere anche la comunità cristiana, incominciando dalla solidarietà. L esperienza data dal fondo di solidarietà Famiglia lavoro dice che se è importante un accompagnamento economico per chi ha perso il lavoro, altrettanto lo è quello della solidarietà. Alla perdita del lavoro una persona, in questa epoca di grande volatilità e volubilità dei posti di lavoro, si trova smarrito e in situazione di confusione circa il suo futuro; spesso si sente isolato, incapace di agganciare le varie occasioni di lavoro e, data la mole di richieste di lavoro, la sua voce di aiuto non riesce ad essere udita dalle strutture deputate ad aiutare chi sta cercando lavoro e così essa si perde nel silenzio dell indifferenza. E vero che non è compito della comunità cristiana sostituirsi all ufficio di collocamento, ma è altrettanto vero che essa è chiamata a farsi carico delle sofferenze date dalla solitudine e deve adoperarsi per far loro imboccare la strada della speranza. Il punto di partenza, per dare avvio a un cammino di speranza, è dato alle comunità cristiane, alle parrocchie dall enciclica di Papa Benedetto XVI Caritas in veritate : esso si chiama fraternità. La fraternità è una categoria di relazione purtroppo non sempre presente nelle nostre parrocchie. La crisi attuale e le parole del Papa sono occasioni forti per far ritrovare ai membri delle nostre comunità il valore della relazione di fraternità. Nelle parrocchie convivono lavoratori dipendenti, imprenditori di diverse categorie, soggetti sociali e istituzionali, SITUAZIONE FONDO FAMIGLIA LAVORO Una volta superata questa fase lo scenario produttivo e quindi occupazionale non sarà più uguale a quello precedente: la crisi porta con sé nuove problematiche che richiedono nuove soluzioni, nuovi comportamenti pagina a cura dell UFFICIO DIOCESANO DELLA PASTORALE SOCIALE E DEL LAVORO sindacalisti: perché non mettere in rete tutte queste competenze e ruoli in modo che si possano prevenire situazioni di perdita di lavoro o essere di sostegno e aiuto nel caso che il lavoro venisse a mancare, offrendo informazioni e accompagnamenti adeguati alle varie situazioni di sofferenza che si sono create? La fraternità così vissuta rigenera un altro valore spesso denunciato come mancante oggi: la responsabilità. L interagire, il confrontarsi con l altro porta ad assumere prima un impegno di pensiero e poi di azione, di una azione comune che si chiama solidarietà, quella di cui fa menzione Papa Giovanni Paolo II nella Sollicitudo rei socialis. Essa è qualcosa di più una semplice emozione, è un agire morale. E se questo agire morale trova il suo fondamento nella Parola di Dio sicuramente ogni azione compiuta sotto questa spinta porta un influsso positivo al nostro vivere sociale, anche quello del lavoro. Continua la solidarietà delle varie comunità diocesane a favore del fondo Famiglia Lavoro della Diocesi di Como tanto che al 30 settembre 2010 risultano raccolti fondi per un ammontare di ,47 euro. Grazie alla collaborazione dei rev.mi Parroci, il comitato dei garanti finora ha potuto esaminare 434 richieste di sussidio. Le richieste accettate sono state 355 per un totale erogato di ,00 euro che ha coinvolto, ad oggi, 103 delle nostre parrocchie. Restano pertanto a disposizione ancora ,47 euro per ulteriori erogazioni. Il criterio di assegnazione del sussidio alle famiglie di norma copre tre mesi al termine dei quali verrà riesaminata ogni situazione, fino ad un termine ultimo di copertura di circa un anno. Oltre al sussidio vengono indicate anche diverse e personalizzate opportunità per un possibile reinserimento del mondo del lavoro. DALLA LETTERA ENCICLICA CARITAS IN VERITATE Il capitolo terzo dell enciclica Caritas in veritate offre una interessante e provocatoria riflessione: una economia che abbia effettivamente una valenza umana non può prescindere dalla categoria del dono e dalla relazione di fraternità La carità nella verità pone l uomo davanti alla stupefacente esperienza del dono. La gratuità è presente nella sua vita in molteplici forme, spesso non riconosciute a causa di una visione solo produttivistica e utilitaristica dell esistenza. Talvolta l uomo moderno è erroneamente convinto di essere il solo autore di se stesso, della sua vita e della società. È questa una presunzione, conseguente alla chiusura egoistica in se stessi, che discende dal peccato delle origini. La convinzione di essere autosufficiente e di riuscire a eliminare il male presente nella storia solo con la propria azione ha indotto l uomo a far coincidere la felicità e la salvezza con forme di benessere materiale e di azione sociale. La convinzione poi della necessità di autonomia dell economia, che non deve accettare influenze di carattere morale, ha spinto l uomo ad abusare dello strumento economico in modo persino distruttivo. La sapienza della Chiesa ha sempre proposto di tenere presente il peccato originale anche nell interpretazione dei fatti sociali e nella costruzione della società. A lungo andare, poi, queste convinzioni hanno portato a sistemi economici, sociali e politici che hanno ingabbiato la libertà della persona e delle sue espressioni sociali che, proprio per questo, non sono state in grado di assicurare la giustizia che promettevano. In questo modo si toglie dalla storia la speranza cristiana, che è invece una potente risorsa sociale a servizio dello sviluppo umano integrale cercato nella libertà e nella giustizia. In quanto dono ricevuto da tutti, la carità nella verità è una forza che costituisce la comunità, unifica gli uomini secondo modalità in cui non ci sono barriere né confini. Lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità. La comunità degli uomini non potrà mai con le sole sue forze essere una comunità pienamente fraterna né diventare una comunità veramente universale. L unità del genere umano, una comunione fraterna oltre ogni divisione, nasce dalla con-vocazione della parola di Dio-Amore. La sfera economica, quindi, non è da considerare né eticamente neutrale né per sua natura disumana e antisociale, ma appartiene all attività dell uomo e, proprio perché umana, deve essere strutturata e istituzionalizzata eticamente. Si tratta, in definitiva, di una forma concreta e profonda di democrazia economica. La solidarietà è anzitutto sentirsi tutti responsabili (custodi) di tutti, quindi non può essere delegata solo a terzi. Accanto all impresa privata orientata al profitto, e ai vari tipi di impresa pubblica, devono potersi radicare ed esprimere anche quelle organizzazioni produttive che perseguono fini mutualistici e sociali. È dal loro reciproco confronto sul mercato che ci si può attendere una sorta di ibridazione dei comportamenti d impresa e dunque un attenzione sensibile alla civilizzazione dell economia. NOTIZIE DAL MONDO DEL LAVORO SI STA RISALENDO LA CHINA DELLA CRISI Ormai è una voce unanime: si sta risalendo la china della crisi. Nel corso dell ultima riunione del Tavolo per la competitività e lo sviluppo della Provincia di Como, organizzato dalla Camera di Commercio di Como, a cui siedono i rappresentanti politici e istituzionali, degli imprenditori e artigiani, sindacalisti, esponenti di associazioni che si interessano, secondo le loro specifiche competenze, al mondo del lavoro, sono stati letti alcuni dati confortanti, altri ancora purtroppo negativi, ma facendo una sintesi i dati positivi sono tali da dire che la situazione sta migliorando. Ad esempio: è diminuito del 3% l accesso agli uffici deputati alla ricerca del lavoro, di converso sono aumentati gli avvii al lavoro, anche se la quasi totalità è a tempo determinato. E diminuito del 16% il ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria, mentre un forte incremento lo segnala la cassa integrazione guadagni straordinaria: essa è triplicata rispetto allo scorso anno. Il settore che più ha fatto ricorso è il settore del commercio. Un dato preoccupa però gli addetti ai lavori e nello stesso tempo chi è in cerca di lavoro: l economia lariana ha indici di assunzioni inferiori alla media lombarda ed è in ultima posizione tra le province lombarde; le assunzioni sono dovute per il 75% alla sostituzione di personale che era in attività. In questo contesto si pongono attualmente le difficoltà che stanno vivendo i lavoratori della SISME di Olgiate Comasco. Un azienda che nel capo di un anno e mezzo è passata da 780 lavoratori a 670. Il fatturato dell azienda si è praticamente dimezzato. In questi giorni i lavoratori sono in agitazione: chiedono che l azienda definisca un piano industriale che garantisca la centralità della SISME olgiatese rispetto alla SISME slovacca e cinese, che dia vita a contratti di solidarietà e sviluppi nuove produzioni, così che possa essere garantito il livello occupazionale.

14 E Como 15 CRONACA DI P R O V I N C I A SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 9 OTTOBRE OTTOBRE Obesity day. Troppo chili nel Comasco... Una giornata di sensibilizzazione e di educazione alla salute. Il nostro territorio vicino a stili di vita sempre più simili al modello americano di MARCO GATTI I mpara a volerti bene! Fai il primo passo. Una giornata per sensibilizzare la cittadinanza rispetto ad una corretta e sana alimentazione. È questo il senso dell Obesity Day, programmato per domenica 10 ottobre e promosso dall Asl di Como in collaborazione con l associazione Comocuore. Per l occasione medici dietologi, biologi, nutrizionisti e dietisti del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell ASL della Provincia di Como, sotto la guida del prof. Alfredo Vanotti, saranno a disposizione, con alcuni gazebo in piazza Volta, dalle 9 alle 13, per fornire informazioni e suggerimenti sui problemi legati all obesità e al sovrappeso, ma anche per effettuare una valutazione della composizione corporea e per consigliare un sano stile di vita. Perché una giornata che metta a tema l obesità? Lo abbiamo chiesto proprio al dott. Alfredo Vanotti, responsabile del Servizio Nutrizione Clinica e Dietetica dell Asl di Como. «Iniziative come questa - spiega Vanotti - si rendono estremamente necessarie per richiamare all attenzione tematiche di evidente attualità. Sovrappeso e obesità appaiono, oggi, condizioni molto diffuse e in costante espansione. Troppo facilmente prese sottogamba. Le patologie legate all obesità stanno prendendo piede in forma esponenziale. Per questo è importante intervenire con informazioni adeguate e pertinenti. Sia di carattere preventivo sia in merito alle azioni da intraprendere per ritrovare una adeguata forma fisica. Se pensiamo, ad esempio, all uso indiscriminato e improprio, assai diffuso oggi, delle diete comprendiamo quanto sia essenziale dotare la popolazione di nozioni corrette perché possa davvero preservare al meglio il proprio organismo Un urgenza informativa che appare evidente proprio in una città come Como, caratterizzata da un tasso di obesità di qualche punto percentuale sopra la media rispetto al dato nazionale. L ultima indagine di sorveglianza nutrizionale effettuata dall Asl di Como tre anni fa (la prossima porterà la data del 2012) ha fornito il seguente responso: il 36,4% della popolazione comasca è sovrappeso (la media nazionale è del 35,3%) mentre è obeso il 12,7% (la media nazionale è attestata sul 9%). «Sono numeri che ci avvicinano a modelli americani - prosegue Vanotti - e sono, in particolar modo, il frutto di una scarsa propensione al movimento. Del resto il territorio in cui viviamo non ci favorisce. Le difficoltà cronicamente connesse ai trasporti hanno reso la macchina uno strumento quasi indispensabile. Perdiamo molto, troppo tempo per spostarci in auto, e davvero poco per muoverci. L obesità, inoltre, è un stato che aumenta con l età. Il 49,43% dei comaschi oltre i 60 anni è sovrappeso, e il 13,39 obeso. Ma non destano meno preoccupazione anche i dati relativi fasce di età più basse. In genere a quarant anni un maschio su due è sovrappeso o obeso. Per le femmine lo scatto avviene invece con la menopausa, tra i 50 e i 60 anni. Se ci fermiamo ad analizzare la fascia d età che va dai 40 ai 49 anni notiamo che tra i maschi è sovrappeso il 48%, mentre per le femmine si è fermi al 19%. Per loro, come detto, il balzo in avanti si ha con QUANDO LA TAVOLA INCONTRA LA SOLIDARIETÀ la menopausa». «Un altro dato interessante a nostra disposizione - prosegue Vanotti - riguarda uno studio effettuato a distanza di 10 anni su 110 individui di caratteristiche simili. Dal raffronto di alcuni parametri si è notato come la circonferenza della vita sia aumentata, nell arco di un decennio, del 5,8%. È la conferma di come, a poco a poco, nella nostra società vada aumentando la pancia, con tutti i rischi connessi a questo stato. Con specifico riferimento ai bambini l ultima indagine di sorveglianza nutrizionale effettuata (nel 2006, la prossima sarà nel 2011, ogni 5 anni, come da prassi, per i più piccoli) ha rivelato che all epoca il 24% dei bimbi di 9 anni fosse sovrappeso e circa il 10% obeso». LE DIETE Sovrappeso e obesità: lo specchio di uno stile di vita figlio della prosperità e del benessere. Ma quando i chili diventano L associazione Famiglie in Cammino e il Gas Sant Agata collaborano alla rassegna Oltre Lo Sguardo promossa dal Coordinamento Comasco per la Pace. Nell ambito della rassegna presso l oratorio di Sant Agata sono stati programmati tre film con a tema il cibo e la solidarietà. Il primo si terrà domenica 10 ottobre. Titolo della rassegna sarà Cibo e oltre. Quando la tavola incontra la solidarietà. Ecco il programma delle tre serate previste presso il salone oratorio della parrocchia di S. Agata, in via Cetti, alle ore 21: domenica 10 ottobre Lezioni di cioccolato, un film di Claudio Cupellini. Commedia: durata 99 min. - Italia Interverrà un rappresentante di Garabombo, Commercio Equo e Solidale; domenica 24 ottobre Sideways, un film di Alexander Payne. Commedia, durata 124min. - USA Interverrà un rappresentante del Circolo Terra e Libertà, organizzatore Lar io Critical Win; domenica 7 novembre, ore 18.00, parrocchia San Bartolomeo, via Rezia 4, documentario sul ProgettoMonopolis, percorso di integrazione sociale e sviluppo di comunità in via Milano Alta - a seguire happy hour. Alle 21.00, come da programma, la proiezione del film: Soul kitchen Un film di Fatih Akin. Commedia, durata 99 min. - Germania Interviene un rappresentante dell Associazione Incroci, Volontari mensa del povero. troppi, i vestiti eccessivamente stretti ecco che si fa largo il senso di colpa, il desiderio di dimagrire, di ritrovare la forma. L altra faccia di questo modo di vivere, improntato su modelli molto più vicini alla riduzione del danno che alla prevenzione è dato dal crescente affermarsi della moda delle diete. «Una moda sempre più diffusa - ci spiega sempre il prof. Vanotti -, applicata troppo spesso in modo improprio. Un dato interessante da segnalare, accanto all esponenziale ricorso alle diete negli ultimi anni, è il fatto che a seguirle sono sempre di più persone che non ne hanno necessità, cioè normopeso. Anche qui la conferma arriva da uno studio effettuato nel 2008 su 50 farmacie della provincia di Como. Dall indagine emergeva che, tra le persone che si erano recate nelle farmacie comasche per acquistare prodotti da banco per dimagrire, il 46% fosse normopeso, dunque non necessitasse alcun tipo di particolare trattamento. Paradossalmente oggi ci troviamo con più gente a dieta tra i normopesi che tra gli obesi. Studi recenti effettuati a livello lombardo ci dicono infatti che a fronte di circa 400 mila persone normopeso a dieta, ve ne siano solo 200 mila obese che stanno seguendo specifici trattamenti». «Le diete fai da te - aggiunge Vanotti - rappresentano un grave rischio per la salute. Chi decide di ridurre il proprio peso deve farlo affidandosi, necessariamente, alla guida di dietologi esperti, senza improvvisare nulla. Comprendo, ovviamente, come non tutti i sovrappeso possano rivolgersi a dei professionisti, ma già sarebbe un passo importante mettere in pratica consigli di carattere generale diffusi, attraverso i mass media, da dietologi e dietisti portatori di una cultura adeguata in materia. Purtroppo, invece, molte volte non succede così e ci si affida a slogan o promesse facili». UN SANO STILE DI VITA Un quadro a tinte fosche, dunque, quello che emerge dai dati del Servizio Nutrizione Medica e Dietetica dell Asl di Como. Cosa fare, però, per invertire la tendenza? I consigli del medico sono sempre gli stessi, il punto, però, è quello di decidere di applicarli con continuità. «La prima regola - continua Vanotti - è il movimento. Un movimento costante, regolare e corretto. Non bastano gli spostamenti che accompagnano la nostra vita quotidiana. Occorre svolgere esercizio fisico con continuità, anche solo per mezz ora al giorno. Può essere sufficiente il camminare a passo veloce, ma anche, per chi può, correre o eseguire, se il tempo fuori non lo permette, della cyclette. Indagini recenti hanno confermato come l attività sportiva, tra i bambini, pur di grandissima importanza, non sia sufficiente a combattere l obesità infantile, se non accompagnata da un movimento regolare e quotidiano e un alimentazione sana. Tre ore di attività sportiva la settimana (equivalenti ai classici allenamenti di calcio) permettono di bruciare qualcosa come 150 calorie circa, ben poco se si pensa che questa quantità calorica si recupera semplicemente mangiando mezzo panino Questo conferma la necessità di sollecitare i nostri bambini a muoversi ogni giorno. Lo stesso vale per gli a- dulti». E l alimentazione? «Non vi sono cibi tabù nella nostra dieta. Il punto è di conoscerne il diverso apporto calorico e assumerli con giudizio, senza saltare i pasti né mangiare al di fuori degli orari canonici, magari davanti al televisore o al computer. Si pensi che saltare un pasto a pranzo abbassa il metabolismo di circa il 25-30%, ciò significa che alla sera tutto quello che si andrà ad assumere verrà accumulato. Per queste ragioni non mangiare diventa doppiamente deleterio». Movimento, costanza, alimentazione sana e equilibrata. Le regole ferree per combattere con la bilancia e fare un regalo a noi stessi. Riusciremo davvero a fare il primo passo?

15 16 CRONACA Como L INIZIATIVA DI DOWNVERSO Imparare, un diritto per tutti! U DOVE TROVARCI Domenica 10 ottobre potrete incontrare i volontari dell associazione e acquistare i messaggi di cioccolato durante tutta la giornata, dalle 8 alle 19. I banchetti saranno allestiti a Como, in piazza S. Fedele, a Rovellasca, nel parco comunale dalle 8 alle 19, a Cantù in via Matteotti. Un banco sarà presente anche a Maslianico nel piazzale della chiesa di S. Teresa in concomitanza con le celebrazioni. na scuola di qualità è un diritto, anche per gli alunni con la sindrome di Down. E questo lo slogan che domenica 10 ottobre, sarà al centro della Giornata Nazionale delle persone con la Sindrome di Down (S.D) che a Como, vedrà i volontari dell associazione Down- Verso allestire banchetti informativi nelle piazze per distribuire i messaggi di cioccolato, con l obiettivo di promuovere l integrazione scolastica e sostenere i progetti dell associazione. A lanciare il tema è stato a livello nazionale il Coordinamento delle associazioni che si occupano di persone con la S. D., preoccupate per le possibili conseguenze dei tagli attuati con il nuovo anno scolastico sugli insegnanti di sostegno. Una situazione che potrebbe avere delle ricadute anche nel comasco. Quello scolastico è uno dei settori in cui da anni è attiva l associazione comasca, nata nel 1999 per volere di un gruppo di genitori che hanno sentito l esigenza di creare sul territorio un punto di riferimento per le famiglie di persone affette con la sindrome di Down. Dal 2001 con il lancio del progetto Evviva, l associazione collabora, tramite una psico-pedagogista, con alcune scuole della provincia per aiutare i docenti a favorire una vera integrazione e valorizzare le abilità di bambini e ragazzi. Effettivamente ci spiega Francesca Zappa, responsabile del progetto rispetto all anno scorso, riscontro una maggior fatica nell avviare il percorso con le scuole perché c è ancora un po di incertezza su quelle che saranno le forze a disposizione dei singoli istitui. In alcuni casi vi è stata una riduzione del monte ore per gli insegnanti di sostengno, in altri, invece, non sono ancora state effettuate le nomine degli insegnanti di sostegno o sono avvenute da poco, così non abbiamo potuto iniziare la collaborazione già nel mese di settembre per impostare il lavoro prima che l anno scolastico avesse inizio. Solo nelle prossime settimane potremmo avere un quadro più chiaro della situazione. Difficoltà a cui in molti casi si riesce a far fronte grazie all impegno del personale docente e dei direttori scolastici. In generale continua Francesca Zappa posso dire che le scuole in cui mi ho avuto l ooportunità di lavorare sono state sempre molto attente ai bisogni dei bambini cercando di sfruttare al meglio le risorse a disposizione. Ho visto in alcuni istituti un grande impegno per favorire una corretta integrazione e credo che qualche passo in avanti sia stato fatto. Attualmente sono dodici tra bambini e ragazzi ad essere seguiti all interno del progetto Evviva. Non solo per loro, ma per molti altri studen- L ASSOCIAZIONE Sono diversi gli ambiti in cui l associazione DownVerso è attiva. Uno dei progetti di punta è sicuramente la collaborazione con l Ospedale S. Anna dove è attivo, con il contributo dell associazione, un ambulatorio specialistico per la sindrome di Down (S. D). Durante gli orari di visita dell ambulatorio alcune mamme dell associazione sono sempre presenti per attività di ascolto e condivisione. Dalla collaborazione con l Azienda Ospedaliera è stato organizzato, per il quinto anno consecutivo, un ciclo di incontri sulla S. D. rivolto a genitori e operatori sanitari. Da circa un anno è attiva una collaborazione anche con l ospedale Valduce. Altro ambito centrale per DownVer-so è il progetto tempo libero che grazie al lavoro di diversi volontari permette di organizzare momenti di socializzazione e svago. Per informazioni: ; ti, i volontari di DownVerso saranno nelle piazze. Perché imparare, oggi più che mia, deve essere un diritto di tutti. MICHELE LUPPI Aism: una mela per la vita Due giorni per combattere la sclerosi multipla. Sabato 9 e domenica 10 ottobre tornerà Una mela per la vita. 4 milioni di mele saranno distribuite da AISM per sostenere la ricerca sulla sclerosi multipla e il programma sanitario e sociale AISM Giovani oltre la SM. In Italia, sono 60 mila le persone con sclerosi multipla: oltre sono giovani «Una mela per la vita vuole essere anche un momento per dimostrare ai nostri giovani con SM che non sono soli e che tante persone, sono con loro. - dichiara Bruna Muscionico, presidente della Sezione AISM di Como. I fondi raccolti con Una mela per la vita ci hanno permesso di finanziare le attività di segreteria sociale, le consulenze, il servizio di riabilitazione, l assistenza ospedaliera e domiciliare, i servizi di trasporto, il supporto psicologico e il Centro diurno.quest anno ci stiamo impegnando nell implementare i servizi di assistenza alle persone con Sclerosi Multipla e ai loro famigliari, ad aumentare le attività di sensibilizzazione sulla patologia a fare formazione e supervisione dei volontari, incrementare i contributi alla FISM, il tutto con una particolare attenzione per i giovani. Nella nostra città, le persone con sclerosi multipla sono circa 400. In un anno i volontari dedicano 3500 ore alle persone con sclerosi multipla per realizzare i servizi sociosanitari e le numerose attività di socializzazione. Cogliamo l occasione di Una mela per la Vita per invitare i cittadini a dedicare un po del loro tempo libero al volontariato: veniteci a trovare presso la nostra Sede in via Pasquale Paoli. Le attività da portare avanti sono molte. Abbiamo bisogno anche di tutti voi. L AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO I Donatori del Tempo hanno promosso un incontro pubblico lunedì 11 ottobre alle ore allo Yacht Club di Como, in viale Puecher, 8, sul tema: L Amministratore di sostegno: una protezione giuridica per il malato di Alzheimer Interverrà: il dott. Francesco Sbarbaro, Ufficio per la Promozione delle tutele e dell Amministratore di Sostegno - A.S.L. della Provincia di Como. Introdurrà l avv. Giovanni Raite, presidente Centro Donatori del Tempo. LO SCORSO 3 OTTOBRE TUTTI IN CAMPO CONTRO LA SLA Promuovere la tutela, l assistenza e le cure dei malati di sclerosi laterale amiotrofica garantendone la dignità personale per una migliore qualità di vita, informare i pazienti e i loro familiari sulla malattia, sulle possibilità di cura e d assistenza e organizzare la formazione di gruppi di supporto ai malati, sono gli obiettivi dell AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) che anche a Como è attiva con una propria Sezione formata da un gruppo di volontari che domenica 3 ottobre, in occasione della Giornata Nazionale della SLA sono stati presenti in Piazza Boldoni a Como e a Gravedona per raccogliere fondi da devolvere alla ricerca scientifica per sconfiggere una malattia neurologica a causa della quale muoiono in Italia circa tre persone ogni giorno. La sclerosi laterale amiotrofica, chiamata SLA, o anche morbo di Lou Gehrig (dal nome del giocatore statunitense di baseball che fu la prima vittima accertata di questa patologia), malattia di Charcot (dal nome del neurologo francese che per primo la identificò e la descrisse nel 1869) o malattia dei motoneuroni, è una malattia degenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. La morte di queste cellule avviene gradualmente nel corso di mesi o anche di anni e in tale arco di tempo i motoneuroni rimasti, almeno in parte, sostituiscono nelle proprie funzioni quelli distrutti. La malattia inizia quando la perdita progressiva dei motoneuroni supera la capacità di compenso dei motoneuroni superstiti, fino ad arrivate ad una progressiva paralisi, ma con un risparmio delle funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinteriali (vescicali ed intestinali). In Italia si contano circa sei ammalati ogni abitanti e diversi pazienti abitano proprio in provincia di Como. Generalmente questa malattia colpisce persone adulte, d entrambi i sessi, in un età compresa tra i 40 e i 70 anni. I sintomi iniziali sono talmente impercettibili che spesso sono ignorati, variano da persona a persona ma, comune a tutti, è la progressiva perdita di forza che può interessare tutti i movimenti volontari. Nella maggior parte dei casi l indebolimento riguarda prima i muscoli delle mani e dei piedi, delle braccia o delle gambe, per poi estendersi successivamente agli altri muscoli del corpo, e porta generalmente a far cadere oggetti, ad inciampare frequentemente o a compromettere semplici attività del vivere quotidiano come vestirsi, lavarsi, girare la chiave nella serratura. Altre manifestazioni possono essere la difficoltà nel parlare, nel masticare, nel deglutire. All inizio può anche essere colpito un lato del corpo più dell altro e oltre alla debolezza si possono avvertire rigidità (spasticità) e contrazioni muscolari involontarie (fascicolazioni) anche dolorose (crampi muscolari). Quando sono coinvolti i muscoli respiratori possono comparire affanno anche dopo sforzi lievi e difficoltà nel tossire. Negli ultimi anni le ricerche sulla malattia, contratta anche da sportivi famosi, si sono moltiplicate e la speranza di trovare presto un rimedio si fa sempre più concreta, ma purtroppo ancora oggi la SLA è una malattia a prognosi infausta e la morte avviene per arresto respiratorio, quando la muscolatura della gabbia toracica non è più in grado di effettuare l espansione. Solo una minima percentuale dei pazienti sopravvive all insufficienza respiratoria acuta e in questi casi il malato non può più comunicare verbalmente, ha una totale paralisi del corpo, deve essere sottoposto a tracheotomia e ventilazione meccanica 24 ore il giorno e non essendo in grado di alimentarsi autonomamente i medici spesso raccomandano il posizionamento di una gastrostomia percutanea (PEG) la quale riduce il rischio di soffocamento e di polmonite che può derivare dall inalazione di liquidi nei polmoni. Domenica 3 ottobre i volontari delle varie Sezioni provinciali e regionali dell AISLA allestiranno stand in circa 40 piazze italiane per distribuire materiale informativo sulla malattia e dare vita all iniziativa Quello buono sostiene la ricerca. Con un contributo minimo di 10 euro sarà possibile aggiudicarsi una delle bottiglie di pregiato vino Barbera d Asti DOCG create per l occasione in edizione limitata. Tutti i fondi ricavati dalla giornata saranno destinati al finanziamento del progetto di ricerca e studio preclinico finalizzato all identificazione di trattamenti farmacologici combinati in grado di rallentare la progressione della malattia nei pazienti che ne sono affetti. PAOLO BORGHI

16 CRONACA Como 17 IL 13 OTTOBRE IN BIBLIOTECA COMUNALE A COMO 135 anni con il Cai di Como A sinistra una vecchia foto do Capanna Como, primo rifugio del CAI di Como(1892). Qui sotto il logo del Cai. Più in basso in piccolo un primo piano di Doug Scott L anniversario di fondazione della Sezione comasca sarà celebrato con un ospite d eccezione: il noto alpinista Doug Scott L a sezione di Como del Club Alpino Italiano festeggia i 135 anni di vita con un appuntamento del tutto particolare. Venerdì 13 ottobre, alle ore 21, presso la Biblioteca Civica di Como (piazza Venosto Lucati 1) avrà luogo un incontro sul tema: Vita e difficoltà. Everest parete sud-ovest, con la partecipazione di Doug Scott,, classe 1941, negli anni Settanta e Ottanta uno dei migliori alpinisti estremi britannici, e ancora oggi considerato uno degli alpinisti d alta quota di maggior successo di tutti i tempi. Alpinista, esploratore, è stato il primo inglese a scalare l Everest nel 1975 realizzando una superba prima nella parete sud-ovest. Eccetto questa ascensione con ossigeno, Doug Scott è stato uno dei pionieri dello stile leggero in Himalaya. Ha realizzato 45 spedizioni sulle più alte montagne del mondo e raggiunto 40 cime, la metà delle quali attraverso nuovi itinerari o per la prima volta in stile alpino. Un ospite d eccezione per commemorare un traguardo storico della sezione comasca del Club Alpino Italiano. Per risalire agli albori di questa avventura occorre compiere un lungo balzo indietro nel tempo, e precisamente fino al lontano È in quell anno, infatti, che il sodalizio prende vita, in maniera autonoma, per opera di 16 benemeriti cittadini. Il percorso che porta alla nascita della sezione locale è ben narrato dalle cronache dell epoca. È il Corriere del Lario che ne descrive i primi passi Sappiamo - scrive il cronista in data sabato 4 aprile che nel giorno 9 corrente a mezzodì, in altra delle sale del Casino Sociale, graziosa- mente concedute dalla onorevole Direzione, si terrà un adunanza allo scopo di introdurre anche fra noi l utile e bella istituzione dei Club Alpini. Un passo salutato con plauso dallo stesso giornale Noi - prosegue la cronaca del Corriere - abbiamo altre volte espresso il desiderio che siffatta istituzione abbia ad avere vita qui come l ebbe e l ha altrove, imperocchè giudichiamo che l escursioni e gli studi montanistici, che essa promuove, e per così dire, ne sono lo scopo, giovano così a fare meglio conoscere le bellezze e le ricchezze del paese come nell avviare maggiormente la gioventù verso quelle utili ed insieme dilettevoli esercitazioni che ne sviluppino il fisico non meno del morale La citata riunione, ripresa dal giornale nei giorni successivi, sarà soltanto la prima di un articolato percorso che porterà alla sua effettiva nascita soltanto nel mese di luglio. Il Club Alpino Comasco - recita il Corriere del Lario del 14 luglio è definitivamente costituito. Nella seduta del dì 11 corr. ne venne eletta la Direzione composta del Presidente, signor Bernardo Dürer e dei Direttori signori: Rubini ing. Giulio - Bernasconi sac. Giuseppe - Corti ing. Santiago - Sildo dott. Bernardo - Stampa avv. Pietro e Negretti Angelo. La costituzione della sezione locale non aveva, però, completato l iter per il suo riconoscimento a livello nazionale. Ed ecco che, dopo lunghe insistenze da parte degli amici della Sezione CAI di Milano, in data 29 maggio 1875 il Club Alpino di Como delibera, nella sua assemblea straordinaria del 29 maggio 1875, di aggregarsi al Club Alpino Italiano, diventando così a tutti gli effetti una sua sezione. Si dà così avvio alle pratiche per il suo riconoscimento presso la sede di Torino. Riconoscimento che arriva in data 12 ottobre Ne fa menzione il giornale L Alpinista, organo ufficiale del CAI, anno 2, pag. 45, che pubblica: Costituzione di una nuova Sezione - Il presidente del C.A.I., giusta l autorizzazione avuta dalla Sezione Centrale, ha approvata la costituzione di una Sezione del Club Alpino Italiano in Como dall anno Il presidente G. SPEZIA. Primo presidente della sezione di Como del Club Alpino Italiano sarà l ing. Giulio Rubini. Inizia così il cammino di una sezione che ha saputo rendere onore alle vette del Lario e non solo, allevando centinaia di amanti della montagna. Tra le note da registrare anche la nascita, tra le principali società sportive d Italia, anche quella legata al CAI di Como, in data M. Ga. TAVERNOLA NUOVI LABORATORI IN VILLA BELLINGARDI La darsena dei giovani Nuovi laboratori al via nell ambito della Darsena dei giovani, l avveniristico progetto dedicato ad adolescenti e giovani adulti attraverso la proposta di attività concrete incentrate sul temi forti della cultura e del lavoro. La sede in a Tavernola, in Villa Bellingardi. - Project-band - Laboratorio Musicale con i Sulutumana È iniziato martedì 5 ottobre 2010 dalle alle 19 presso Villa Bellingardi. Sarà condotto dalla band dei Sulutumana e si rivolge a ragazzi di età compresa tra i 14 e i 20 anni. Durata: 25 ore suddivise in 10 incontri di 2 ore e 30 minuti ciascuno. Costo: euro 25 - Laboratorio di fotografia corso base con Stefania Pifferi. Inizierà martedì 12 ottobre 2010 dalle alle presso Villa Bellingardi. Si rivolge a giovani tra i 15 e i 30 anni Durata: 7 incontri di 2 ore ciascuno. Costo: euro Laboratorio di fotografia corso avanzato con Stefania Pifferi. Inizierà lunedì 11 ottobre 2010 dalle alle presso Villa Bellingardi. Si rivolge a giovani tra i 15 e i 30 anni con competenze tecniche di base acquisite. Durata: 8 incontri di 2 ore ciascuno. Costo: euro L avventura del giornale corso di giornalismo con Laura d Incalci e Monica Molteni È iniziato martedì 5 ottobre 2010 dalle alle 18,00 presso Villa Bellingardi. Si rivolge a studenti universitari e delle superiori. Attestato di partecipazione con il 75% di frequenza. Durata: 80 ore. Costo: Euro 25,00 La moda: raddoppio e comunicazione di sé corso moda con Barbara Maiocchi È iniziato lunedì 8 novembre 2010 dalle 20 alle 23 presso Villa Bellingardi. Si rivolge a ultimo anno licei e scuole di moda/universitari/ adulti con diploma (max 10%). A fine corso: attestato di frequenza e stage aziendali e/o supporto per creazione impresa Figura traguardata: Stylist - Consulente immagine - Personal shopper. Costo: 80 euro. Per saperne di più: - informazioni e iscrizioni: segre Villa Bellingardi via Polano, 55 Tavernola, Como Tel: UN CORSO PER ASSISTENTI FAMILIARI CON COMOCUORE L associazione Comocuore Onlus organizza un nuovo corso gratuito di formazione per Assistenti familiari aperto a italiani e stranieri in regola con il permesso di soggiorno. Al termine del corso - che si terrà nella sede di ComoCuore, in via Rovelli n. 8 - verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Per informazioni e iscrizioni chiamare lo CON COMOCUORE A PADOVA IN VISITA ALLA MOSTRA DA CANOVA A MODIGLIANI L associazione Como Cuore Onlus organizza - per i propri associati - nella giornata di sabato 23 ottobre, una gita in pullman a Padova con visita guidata alla mostra Da Canova a Modigliani e alla Cappella degli Scrovegni. Informazioni e prenotazioni in sede (Via Rovelli 8, Como, tel e sul sito internet org.

17 18 CRONACA Como CARITAS PARROCCHIALE DI PONTE CHIASSO Il segno della Carità CAVALLASCA: SALUTE SENZA ETÀ. SECONDO CICLO Caritas parrocchiale: un esperienza profonda di servizio, di condivisione, di incontro con i bisognosi, di apertura al prossimo. L amore del prossimo - leggiamo nella Deus Caritas est - radicato nell amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l intera comunità ecclesiale. «È qui - spiegano alcuni esponenti della Caritas parrocchiale di Ponte Chiasso, riferendosi alla citazione di cui sopra - la radice del nostro operare. Da sempre la nostra comunità ha voluto cercare le vie per dare concretezza a queste parole». Un servizio in una terra di frontiera, quello condotto dalla Caritas della parrocchia Beata Vergine Immacolata di Ponte Chiasso, nato su iniziativa e sostegno di don Renzo Beretta agli inizi degli anni Ottanta e che oggi si incontra mensilmente per fare il punto della situazione e per crescere nella carità. Alla scuola di don Renzo - leggiamo in una brochure che sintetizza l attività caritatevole della parrocchia negli anni abbiamo imparato che l ascolto della Parola non può non portare all ascolto delle necessità dei fratelli. La lettura dei bisogni del nostro quartiere ha subito portato all occhio l esigenza degli anziani e dei ragazzi in età scolare. È nato il progetto di visitare a turno gli anziani settimanalmente, facendosi carico dei loro bisogni, ed il progetto di doposcuola in oratorio per aiutare i ragazzi a studiare e favorire la loro crescita umana e cristiana. Inoltre la collocazione geografica del nostro quartiere ha determinato, verso la fine degli anni Ottanta, l arrivo di persone in fuga da guerre, persecuzioni, genocidi, sprovviste di tutto. Di fronte a queste tragedie il nostro parroco don Renzo ancora una volta, col vangelo in mano, si è interrogato su cosa il Signore chiedesse a questa comunità cristiana e ci ha invitato, secondo le nostre possibilità, a rispondere a queste emergenze. È nato il centro di accoglienza che, a rotazione, ospitava i vari senza tetto, dando loro un pasto caldo e un letto. Parallelamente veniva elargito a coloro che non potevano essere ospitati il sacchetto di cibo e la coperta. Erano decine e decine. Le risorse venivano dalla generosità di tante persone. La comunità era coinvolta invitando tutti a fare la spesa per i più poveri. In seguito, dopo la scomparsa di don Renzo, con don Carlo Riva, tra il 2004 e il 2008 si è introdotto il pacco viveri. La raccolta è fatta in parrocchia e la generosità delle persone si esprime anche con offerte in denaro. L aumento delle richieste di aiuto ha portato la Caritas parrocchiale a chiedere aiuto anche al Banco alimentare in grado di offrire, mensilmente, prodotti alimentari per chi ha bisogno. Proprio l 11 ottobre la Caritas parrocchiale avrà un incontro con il Banco per associarsi formalmente ad esso e poter così estendere il proprio servizio ai più poveri. A breve dovrebbe partire anche il progetto scuola in cui verranno coinvolti, nella raccolta di viveri, gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado dell Istituto Comprensivo Como nord. A conferma dell impegno della Caritas di Ponte Chiasso appaiono interessanti alcuni dati riferiti all attività svolta anno Quest anno sono assistite 61 famiglie per un totale di 140 persone. Circa una ventina le famiglie che, settimanalmente, ricevono il pacco viveri. Complessivamente quest anno sono stati 574 i pacchi viveri distribuiti: nel dettaglio: 930 litri di latte, 784 chili di pasta, 307 chili di riso, 742 chili di pelati, 630 chili di tonno, 305 litri d olio. L acquisto degli alimenti e il pagamento delle bollette per assistiti in grave difficoltà è possibile grazie alle offerte dei parrocchiani. Sulla scorta del buon succeso ottenuto lo scorso anno il Comune di Cavallasca - assessorato ai Servizi Sociali, propone il secondo ciclo del percorso Una salute senza età. Nove appuntamenti, gratuiti, con esperti del settore, per conoscere meglio se stessi, il proprio corpo, i disagi e le difficoltà spesso connessi al trascorrere del tempo. Di seguito il calendario degli incontri, che si svolgeranno in Villa Imbonati. venerdì 15 ottobre, ore Star bene con il cuore. L infarto, come prevenirlo, come curarlo. Incontro pubblico A cura dell associazione Comocuore sabato 16 ottobre, ore 9.00/12.00 Mattina di misurazione fattori di rischio: colesterolo, pressione, glicemia A cura dell associazione Comocuore giovedì 21 ottobre, ore 15 Incidenti domestici: meglio prevenire Dipartimento medico di prevenzione medica dell Asl provincia di Como L annuale Festa della Comunità onorando Maria con la quale tradizionalmente la parrocchia di san Fedele in Como inizia, o meglio riprende il suo cammino dopo le vacanze estive si è celebrata sabato 18 e domenica 19 settembre ed ha coinciso con l inizio ufficiale del ministero di don Nicholas Negrini, il giovane sacerdote di Caspoggio che il vescovo ha destinato quale vicario parrocchiale nella comunità di S. Fedele, a Como. Non è stato un incontro a sorpresa, perché nei mesi estivi don Nicholas con la simpatia e l entusiasmo che lo contraddistinguono aveva già avuto modo di Farsi conoscere sia dai giovani (visite A sorpresa ai campi estivi, uno dei quali, tra l altro svoltosi proprio nella sua Caspoggio), che dagli adulti durante la giornata di preghiera, fraternità e programmazione tenutasi a Tavernerio all inizio di settembre. Ma noi del Centro Città, che amiamo le Cose ufficiali abbiamo pensato che l occasione più logica per accogliere il nuovo vicario in forma appunto Ufficiale, fosse la Festa di settembre. Attorno a don Nicholas si è stretta quindi la Comunità tutta in particolare domenica 19 durante la santa Messa solenne delle ore 10 celebrata in una basilica stracolma di persone (presente una folta delegazione di Caspoggio) presieduta da don Nicholas e concelebrata dal parroco e dai sacerdoti suoi collaboratori tra i quali mons. Lorenzo Calori che dopo 34 anni (e 82 di età!!!) come prevosto di Olgiate Comasco viene destinato dal vescovo ad un nuovo incarico tra noi e. ma, anche se don Lorenzo si è subito Messo al lavoro, in ossequio al principio dell ufficialità l accoglienza per lui è fissata domenica 31 ottobre prossimo in occasione della solennità patronale di san Fedele, S. FEDELE: LA RIPRESA DEL CAMMINO La giornata è proseguita poi presso l oratorio di sant Eusebio (luogo dove fra l altro don Nicholas andrà ad abitare) con il pranzo comunitario e il pomeriggio di Giochi insieme, complice la bella giornata di sole che ha fatto dimenticare la serata di sabato dove, a causa del maltempo, non si è potuta svolgere la tradizionale processione con il simulacro della Madonna. Benvenuto don Nicholas e auguri da parte della comunità sia per il lavoro che svolgerai tra noi, sia per gli studi musicali ai quali i tuoi superiori ti hanno destinato. Durante le messe abbiamo pregato perchè il Signore ti conceda il dono di essere ascoltato, aiutato e amato soprattutto dai giovani e dai ragazzi. Sii per loro pastore saggio e guida sicura: ne hanno bisogno! LUCIANO CAMPAGNOLI venerdì 29 ottobre, ore 15 Le protesi in ortopedia Dott. Francesco Floris, specialista in ortopedia e medicina dello sport venerdì 5 novembre, ore 15 La piramide alimentare lombarda A tavola per star bene, sul filo della tradizione. Dott. Alfredo Vanotti, responsabile Servizio Nutrizione Clinica e Dietetica Asl provincia di Como venerdì 12 novembre, ore 15 Il Parkinson: perché. Come riconoscerlo, come curarlo Dott. Mario Guidotti, primario dell U.O. Neurologia dell Ospedale Valduce di Como Tolmino Franzoso, coordinatore Associazione Italiana Parkinsoniani Como giovedì 18 novembre, ore 15 L aria che uccide. Respirazione e inquinamento. Come ci possiamo difendere? Dott. Antonio Paddeu. Primario Riabilitazione Cardiorespiratoria Paola Giancola, ospedale Felice Villa di Mariano Comense sabato 27 novembre, ore 10 La cataratta: per saperne di più Dott. Daniele Baricci, medico oculista venerdì 3 dicembre, ore 15 Non autosufficienza. Cosa fare quando le forze non ci sono più? Cosa ci dice la legge, a chi rivolgersi. I nostri diritti Alfredo Puglia, segretario generale Federazione Nazionale Pensionati Cisl Como GITA D AUTUNNO ANTEAS L ANTEAS, Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la Solidarietà, organizza per martedì 26 ottobre una visita guidata al Duomo di Modena e alla Torre Ghirlandina; la gita proseguirà con la visita al museo Ferrari, il pranzo a Montecchio Emilia e la visita presso un caseificio dove si produce il Parmigiano Reggiano. Quota di partecipazione: 60 euro; per iscritti ANTEAS e FNP 53 euro. La quota comprende: viaggio, pranzo, visita guidata di Modena, visita museo Ferrari e caseificio, assicurazione. Iscrizioni entro il 20 ottobre con acconto di 10 euro. Per informazioni ed iscrizioni: ANTEAS e FNP Cisl Como - Numero Verde tel , e- mail: - ETSI presso Viaggi Plinio Como tel A MONTE OLIMPINO L UMANITÀ DI CRISTO La parrocchia di Monte Olimpino ha voluto inaugurare quest anno la settimana di preparazione alla Festa della Madonna del Rosario regalandoci, domenica scorsa, una serata indimenticabile. L attrice Ilaria Bodero Maccabeo, accompagnata dal musicista Isidoro Taccagni, è comparsa nella nostra chiesa, come già aveva fatto a Sant Abbondio, in una luce suggestiva e ci ha offerto una esposizione del testo di Erri de Luca In nome della Madre senza un attimo di interruzione, calandoci nel mistero di una maternità eccezionale, ma sottolineando con una bravura da strappare le lacrime la bellezza di una vita che nasce. Cristo era il Salvatore destinato all umanità, ma prima era il figlio che una mamma attende con difficoltà, trepidazione e gioia. Ogni donna, che abbia vissuto l esperienza della maternità, deve essersi sentita domenica sera vicina alla Vergine; per tutti è stato toccante sentire come Dio ha voluto essere uno di noi e quale Suo immenso dono sia la vita. Il testo è splendido e Ilaria Bodero è stata una Vergine credibile, coinvolgente e commovente, grazie anche alla scelta dei brani musicali eseguiti in modo perfetto. Un grazie di cuore a Don Tullio e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento. Maria Rosaria Di Gioia, presidente parrocchiale di Azione Cattolica

18 CRONACA Como 19 Villa del Grumello ha ospitato lo scorso fine settimana il congresso nazionale della Karibuni Onlus, l associazione nata nel 2005 a Como in seguito ad un viaggio fatto da un gruppo di amici che per la prima volta andavano in Kenya ed alla conoscenza, attraverso un parroco locale, di numerose realtà che hanno indotto questi concittadini ad iniziare una collaborazione sempre più stretta con la Diocesi di Malindi ed al coinvolgimento in Italia di tante persone, aziende, associazioni. L associazione è attualmente presieduta dall imprenditore Gianfranco Ranieri, responsabile dei progetti in Kenya, coadiuvato dai vicepresidenti Carlo Peverelli, medico, responsabile dei progetti medicosanitari ed Enzo Pomentale, avvocato, responsabile delle attività sul territorio ed eventi. L occasione del congresso è stata quella di conoscere maggiormente questa realtà comasca, ora diffusa in tutta Italia, che in questi ultimi cinque anni si è concentrata sulle attività di sviluppo scolastico, soprattutto partendo dall infanzia, e da progetti sanitari. Per questo sono state realizzate scuole ed asili a Watamu, Gede, Jamba, Marafa, Gias, Malanga, Langobaya, Mida tutti villaggi in un raggio massimo di 70 km da Malindi, strutture sanitarie a Gede presso una scuola di Disabili. A Marafa è stato attrezzato il reparto di maternità e costruito ex novo un reparto di pediatria con 12 UN CONVEGNO SVOLTOSI A VILLA DEL GRUMELLO Con Karibuni un aiuto al Kenia Un associazione nata cinque anni fa sulla scorta di un viaggio condotto da un gruppo di amici in terra africana di LUIGI CLERICI posti letto perfettamente attrezzato. A Malindi è stato attrezzato il reparto di fisiatria del locale ospedale nonché costruita una struttura sportiva presso la Barani school sponsorizzata dalla Famila Schio basket, società sportiva veneta che milita nella serie A femminile e che più volte ha dato vita ad accesi confronti con il Pool Comense, ed, in collaborazione con AMREF, nella regione del Kajado, sono stati realizzati 10 pozzi d acqua e 10 serbatoi di quasi litri che danno acqua potabile ad almeno persone. A Mida è stato realizzato il primo progetto agricolo su oltre m 2 con l obiettivo di creare le basi per un graduale autofinanziamento delle varie strutture. Se i risultati di Mida saranno soddisfacenti è intenzione dell associazione di dedicarsi allo sviluppo di progetti agricoli e di allevamento. «Stiamo già pensando a creare le basi perché i nostri ragazzi più grandi uscendo dalla scuola possano imparare un lavoro e poter vivere, poi, con dignità e soddisfazione nel loro Paese - sottolinea Gian-franco Ranieri, presidente di Karibuni -. Per questo insieme al Vescovo di Malindi abbiamo organizzato una scuola per parrucchiere a cui accederanno 30 ragazze per corso con l obiettivo di insegnare loro un lavoro e alle migliori offrire anche la possibilità di un microcredito per aprire una attività propria. Attraverso la creazione di progetti agricoli e di allevamento ogni comunità, attraverso comitati appositi, potrà avere supporto alimentare in caso di emergenza, mentre obiettivo base è quello di realizzare produzioni ad hoc per ogni zona, con culture intensive e ben seguite anche attraverso la visita di agronomi italiani, per ottenere prodotti che possano dare il maggior reddito possibile. Per ogni progetto sono stati redatti piani di costo con relative possibilità di ricavo in modo da arrivare entro tre anni alla totale autonomia gestionale. «Solo nella zona di Marafa e Giis prevediamo coltivazioni per ananas, piante di pomodori, piante di anguria, manioca, manghi ed altro a seconda delle disponibilità delle comunità. Lo stesso pensiamo di realizzare a Malanga e Langobaya dove vorremmo a- prire anche un allevamento di capre e galline». Karibuni (parola che in lingua swaili vuol dire benvenuto) ha ancora diversi progetti da completare. A Mida mancano 4 aule per la scuola primaria; a Marafa le cucine, attualmente per l ospedale, oltre al rifacimento di tutti i servizi. A breve inizierà un collegamento con l ospedale di Locri attraverso computer ed elettrocardiografo già donati, per l analisi in diretta di patologie cardiovascolari. All ospedale locale sarà fornito un continuo riassortimento di medicinali base, mentre gli operatori prevedono la necessità di un ulteriore ampliamento del reparto maternità già insufficiente. Infatti il parroco locale, le ostetriche, le autorità sanitarie hanno fatto una massiccia campagna di informazione per spingere le mamme a partorire in ospedale e non come d uso nelle capanne, il risultato è stato superiore alle aspettative e quindi è indispensabile un allargamento del reparto. In queste settimane, infine, si stanno completando i lavori per la nuova chiesa parrocchiale, voluta da una famiglia di soci che abitano ad Udine, e che è già stata consacrata dal vescovo di Malindi. Una Chiesa che, per le realtà locali, non è solo un centro spirituale, ma realmente è il punto di incontro per tutta la comunità religiosa, un centro sociale per riunioni, sedi dei vari comitati locali, un centro veramente vivo di aggregazione. E poi ancora pozzi, acquedotti, banchi ed attrezzature scolastiche come si può ben intuire le occasioni di impegno non mancano di certo. Per sostenere Karibuni si può aderire annualmente all associazione versando la quota di 50 euro. Altra opportunità molto importante è il sostegno a distanza dei bambini dell asilo di Mida, scuola totalmente sostenuta da Karibuni che attualmente ospita circa 160 bambini. Il sostegno prevede il pagamento annuale della retta scolastica, libri di testo e materiali didattico, divisa scolastica (obbligatoria), tre pasti al giorno. Parte di quanto versato serve per coprire anche il costo scolastico per i bimbi che ancora non hanno un sostegno a distanza, per il pagamento degli insegnanti e per le spese di manutenzione e gestione della scuola, la parte mancante è coperta da Karibuni. Alla famiglia che sottoscrive questo sostegno, che può essere disdetto con tre mesi di anticipo, giungerà la foto del bimbo/a, la pagella scolastica ed informazioni periodiche sullaostato sanitario e della famiglia. Il costo è di 300 euro all anno, 250 totalmente deducibili e 50 di adesione obbligatoria all associazione. E anche prevista la possibilità di aderire a singoli progetti che periodicamente vengono prodotti e che vanno dalla costruzione di aule, acquisto di banchi scolastici, pozzi d acqua I progetti vengono seguiti personalmente da responsabili dell associazione che periodicamente si recano in Kenya e da referenti fissi locali per progetti scolastici inseriti in parrocchie. Con il Vescovo di Malindi mons. Baldacchino ed i parroci delle varie parrocchie c è una comunicazione costante. Tutte le iniziative vengono documentate ai donatori, attraverso foto e contratti. Per scoprire come partecipare ai diversi progetti promossi da Karibuni, aderire all associazione o aver maggiori informazioni si può consultare il sito web: LO SCORSO 17 SETTEMBRE, PRESSO L ISTITUTO DON GUANELLA Con l Unitalsi una serata sull Alzheimer La sera di venerdì 17 settembre presso la sala Arcobaleno del istituto Don Guanella di Como si è tenuto il secondo incontro d aggiornamento della sezione Unitalsi del capoluogo lariano. L argomento trattato era di attuale e precipua importanza. Difatti il tema era Alzheimer bisogna conoscerlo. La serata, sebbene piovosa ed allietata da tuoni e lampi, è stata seguita da un buon numero di convenuti tra cui parecchi giovani. Il dibattito è stato introdotto da don Omar Corvi direttore spirituale della sezione provinciale di Como, poi la parola è passata al dott. unitalsiano Bellissimo Giuseppe ed è proseguito con il valido apporto delle due infermiere professionali signora Lucia Migliorini e signorina Elisa Valli. Per parlare di questa grave patologia si è impiegato circa una mezz ora. L esposizione è stata semplice, cioè con parole e concetti indirizzati verso un pubblico digiuno di nozioni scientifiche ma attento ed estremamente interessato verso un problema ormai sempre più diffuso nelle nostre famiglie. Difatti l Alzheimer rappresenta il 60% di tutte le demenze. Colpisce in maniera ubiquitaria,non vi sono cause scatenanti né per etnia né per condizioni socio-economiche. Trattasi di una malattia neurologica degenerativa dove i neuroni, cellule elementari del cervello (più neuroni lavorano assieme costituendo nuclei specializzati per funzioni motorie ed ideative ), subiscono un cambiamento strutturale, perdendo in tal modo la loro capacità operativa. Questi agglomerati neuronali si atrofizzano sostituendosi con sostanza fibrosa amorfa,quasi come tessuto inerte. Il processo può impiegare un tempo variabile più o meno rapido. Tale morbo è una sindrome complessa detta anche delle quattro A. Amnesia: perdita della memoria ragion per cui ci si ricorda il passato remoto e vengono cancellati i fatti recenti anche di un ora prima. Afasia: perdita della parola,dapprima non si sa dare il nome di un oggetto, poi addirittura si passa a non riuscire più a fare un discorso finito con un senso anche semplice. Agnosia:non si è più consci di se stessi, ragion per cui non ci si riconosce più e si perde ogni connessione con l ambiente che ci circonda, ragion per cui si piomba in un proprio mondo sconclusionato ed irreale dove è difficile entrarvi e capirlo. Aprassia: si perde il coordinamento dei movimenti e la finalità di questi, ragion per cui si compiono azioni senza senso tipo mettersi prima i pantaloni e poi le mutande. Uscire in piena estate con il cappotto ed in inverno con una maglietta. Questa escalation sintomatologica porta irrimediabilmente il paziente all impossibilità sia di provvedere a se stesso che ad alimentarsi. Terapie vere e proprie non vi sono. Alcuni farmaci vengono somministrati per rallentare il decadimento fisicocognitivo, altri sono solo sintomatologici diretti all ansia e alla depressione che conseguono. L importante è supportare il paziente obbligandolo a svolgere una qualche attività sia fisica che manuale come l artitera-pia mediante disegno o creazioni con legno, argilla. Utile è la PET terapia cioè quella di affiancare il malato ad un piccolo animale domestico quale un cane o un gatto. Il dover più o meno accudire a queste bestiole affettuose aiuta il paziente a prendersi involontariamente miglior cura di sè. Ma soprattutto è importante il supporto tecnico da parte degli operatori socio- sanitari alla famiglia del paziente dato che prendersi a lungo cura di questi pazienti delicati e bisognevoli è snervante ed induce il più delle volte ad un esaurimento consequenziale. La serata è terminata dopo una serie di domande degli interessati e di risposte dei relatori. Molto incisivo è stato l intervento di un signore, unitalsiano e nel contempo associato ad un gruppo volontari di Como (centro donatori del tempo di via Mazzini 9, telefono Como) i quali da tempo si dedicano al supporto logistico, pratico, psicologico ed anche legale dei malati e delle famiglie affetti da tale malattia. Ricordiamoci che per combattere un nemico bisogna prima conoscerlo. Questa serata ci ha permesso di fare più chiarezza su una morbosità dei tempi nostri dato che è certo che l invecchiamento sempre più diffuso della popolazione coincide con la maggior frequenza dell evento (in Italia ne sono affetti mentre nel mondo 18 milioni).

19 20 CRONACA Bassa&territorio BULGORELLO È SCOMPARSO IMPROVVISAMENTE LA SCORSA SETTIMANA A Dio don Mario Fiorani Qui accanto don Mario ritratto in una recente immagine mentre parla dal pulpito Èmorto don Mario Fiorani, parroco di Bulgorello e collaboratore a Cadorago. E morto all improvviso; Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell ora che non immaginate il Figlio dell uomo verrà. Quante volte ha spiegato queste parole evangeliche e ieri pomeriggio il Figlio dell Uomo è venuto per lui, è venuto all improvviso, mentre riposava di pomeriggio. Nato a Monteolimpino nel 1958, nel giorno in cui moriva Pio XII, amava dire, si diplomò all Istituto Tecnico Leonardo da Vinci di Como per poi prestare servizio militare nell artiglieria di montagna a Vipiteno e al termi- Nato a Como nel 1958, era stato ordinato sacerdote nel Era quindi stato vicario di Monte Olimpino ( ), parroco di Palanzo ( ), collaboratore a Fino Mornasco ( ). Dal 2006 era parroco di Socco e Bulgorello di VIRGINIO CASTELLI ne entrare come disegnatore tecnico in un industria meccanica della zona Ȧttraverso alcuni suoi commilitoni si avvicina al movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione per poi entrare in seminario nel Ordinato sacerdote nel 1990 è nominato vicario nella sua nativa Monte Olimpino; contemporaneamente inizia ad insegnare Religione Cattolica presso l Istituto tecnico Magistri Cumacini di Como. Nel 1994 viene nominato Parroco di Palanzo e vi rimane fino al 2001, quando viene spostato a Fino Mornasco in qualità di collaboratore del prevosto don Armando Bernasconi, al quale è sem- pre stato legato da un affetto paterno. Qui a Fino ha curato particolarmente la visita alle persone anziane ed ammalate; ha iniziato un Gruppo Famiglia, la Catechesi familiare. Nel 2006 gli vengono affidate le parrocchie di Bulgorello e Socco, poi Socco passa alla plebana di Fino e don Mario resta a Bulgorello collaborando con il parroco di Cadorago. A Bulgorello da pochi mesi aveva iniziato a restaurare l interno della Chiesa e nel corso dei lavori, durante la scrostatura delle pareti, vedendo apparire antichi affreschi settecenteschi, gioiva e diceva spesso alla sua gente: Vedrete, vedrete quando riaprirò la Chiesa non la riconoscerete più! Come un bambino si trasformava; era contendo di abbellire la chiesa della sua parrocchia. Ora don Mario la sua amata chiesetta, quando sarà finita, la vedrà solo da lassù! MADONNA ADDOLORATA Luisago: una comunità in festa Quest'anno la Festa patronale della Madonna Addolorata, tradizionalmente celebrata la seconda domenica di ottobre, assume un tono di particolare solennità. Nel quarantesimo anniversario dell' apertura al culto della chiesa (era il 10 ottobre 1970), dopo i recenti lavori di rinnovo delle vetrate e di altri arredi cultuali, si è voluto dare completezza con la solenne celebrazione della dedicazione della chiesa e dell'altare. È certamente uno dei momenti più solenni di una Comunità l'essere radunati come Chiesa viva, per dedicare a Dio l'edificio che Una settimana di celebrazioni in preparazione alla festa patronale, quarantesimo anniversario dell' apertura al culto della chiesa richiama la sua presenza tra gli uomini e che sta in mezzo alle abitazioni dove ognuno vive la sua storia di creatura amata e salvata da un Dio che è tenacemente innamorato dell'essere fatto a sua immagine e somiglianza. La chiesa richiama alla mente di ogni uomo, che Dio non se ne sta nella sua perfetta beatitudine trinitaria, ma si accompagna con l'uomo di ogni tempo, sostenendolo nelle prove e nelle fatiche, consolandolo nei dolori, rallegrandosi nelle gioie. Più di duemila anni fa' Dio ha posto la sua tenda in mezzo a noi attraverso la persona di Gesù Cristo; ancora oggi Egli non disdegna di rimanere con i suoi figli e la chiesa di ogni paese ricorda all'uomo frettoloso e distratto che in quel luogo ogni giorno Egli è lì in paziente, reale, silenziosa, attesa di incontrare chiunque desideri vivere l'esperienza del meraviglioso abbraccio del Suo amore che vivifica e rinnova il cuore affaticato ed afflitto. Ma è soprattutto la Domenica, giorno del Signore, che la Comunità vive il mo- mento più alto del suo essere Chiesa in cammino, quando radunata in S. Assemblea celebra e canta le meraviglie di Dio che si fa a lei incontro nella Parola e nell'eucarestia e la conferma suo popolo santo Ċhiediamo a Dio che questo momento importante della Dedicazione produca in tutta la Comunità un profondo rinnovamento spirituale così da essere sempre più sale della terra e luce del mondo. La settimana si è presentata particolarmente ricca di appuntamenti così suddivisi: lunedì 4 ottobre catechesi sul rito della Dedicazione tenuta da don Simone Piani, liturgista e coadiutore a S. Agata in Como; martedì 5 veglia di preghiera alle reliquie che sono state poste nell'altare; mercoledì 6 S.Messa di Dedica-zione presieduta da mons. Diego Coletti, vescovo di Como e concelebrata dai sacerdoti legati a Luisago; giovedì 7 ore S.Rosario e benedizione eucaristica; venerdì 8 ore S. Rosario e benedizione eucaristica; domenica 10 ore 10 S.Messa solenne ore celebrazione di preghiera, ore 15 incanto dei canestri, pesca di beneficenza, giochi per i bambini. Per finire: lunedì 11 ore S. Messa per tutti i defunti della parrocchia. CON IUBILANTES GLI ORDINI ITINERANTI L associazione culturale Iubilantes propone per martedì 12 ottobre, alle ore 21.00, presso la sala Direzione della Casa Divina Provvidenza di Como (via T. Grossi 18, ampio parcheggio interno), un incontro dal titolo Gli Ordini itineranti: un sistema nuovo nella Chiesa e nella società medioevali, a cura di Grado Giovanni Merlo, ordinario di storia del Cristianesimo all Università Statale di Milano. La partecipazione è aperta a tutti; è gradito un piccolo contributo a sostegno delle attività di Iubilantes, in particolare le adozioni a distanza di ragazzi e anziani assistiti dalla Caritas Georgia. Per informazioni: Iubilantes, tel Grande successo domenica scorsa 3 ottobre a Camnago Volta per il primo degli incontri del ciclo Genitori protagonisti. Educarsi ed educare a vincere le sfide del quotidiano e Giocare per crescere, organizzati dalla Circoscrizione 4, con la collaborazione del CIF (Centro Italiano Femminile) Provinciale di Como, dello Sportello Scuola & Volontariato, della Parrocchia di S. Cecilia e il contributo dell Amministrazione Comunale di Como. Oltre 230 genitori con i loro bambini hanno partecipato gli uni all incontro con la psicopedagogista Lucia Todaro sull importante tema della resilienza (ovvero la capacità di saper resistere e superare positivamente i periodi difficili della vita), gli altri ai laboratori creativi A che gioco costruiamo?, tenuti da Matteo Balestrini. La partecipazione ai laboratori e agli incontri è gratuita. Per informazioni ed iscrizioni: Roberto Todeschini tel ; GENITORI PROTAGONISTI GRANDE SUCCESSO A CAMNAGO

20 CRONACA Como&territorio 21 AGORÀ INCONTRI CULTURALI ALBATESI Albate, la gente e la sua storia IL LIBRO DI LUNARDON ALL ACCADEMIA CARDUCCI Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno, l associazione culturale A- gorà Incontri Culturali Albatesi, con il contributo della Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù, ripropone l interessante corso di storia locale dal titolo Albate, la gente e la sua storia, che prenderà il via martedì 12 ottobre, dalle alle 22.30, presso la Sala della Comunità (via S. Antonino 45) ad Albate. Gli incontri saranno tenuti da Franca Aiani, curatrice delle pubblicazioni dell Associazione Agorà sulla storia di Albate e impegnata da molti anni nel volontariato sociale Il 12 ottobre riparte il tradizionale corso di storia locale che tanto interesse ha riscosso anche in passato con il C.I.F., Centro Italiano Femminile e con lo Sportello Scuola & Volontariato, che cita una frase dello storico comas-co Benedetto Giovio per illustrarci le motivazioni di questa iniziativa: «non conoscere le vicende della propria comunità è come non conoscere se stessi». «A grande richiesta abbiamo deciso di riproporre questo piccolo corso per la conoscenza della storia locale, rivolto principalmente agli adulti, ma anche ai ragazzi di Albate e di tutta la città e dintorni - spiega Franca Aiani. Crediamo infatti che questo possa costituire una preziosa occasione sia di crescita culturale - per l acquisizione di informazioni legate a usi, tradizioni, avvenimenti di rilevanza storica verificatisi sul nostro territorio - ma soprattutto di promozione umana e sociale, attraverso lo sviluppo e il potenziamento del senso di appartenenza alla comunità locale. In altre parole, dalla conoscenza della storia e delle caratteristiche del luogo in cui viviamo, possiamo acquisire una maggiore consapevolezza dei suoi valori, sentircene più partecipi quali attori protagonisti e condividerli con gli altri, andando perciò ad innescare un processo di effettiva crescita umana e sociale che va contro la triste tendenza allo sfilacciamento dei rapporti umani e delle relazioni interpersonali. Inoltre conoscere il passato è un mezzo per comprendere meglio il presente e costruire un ponte di solidarietà intergenerazionale che passa attraverso la conoscenza e il rispetto di chi ci ha preceduto». Accanto alle lezioni di analisi ed approfondimento dei diversi argomenti con proiezione di immagini a cura di Luigi Zanfrini, sono previste anche visite guidate alla scoperta del territorio. Per informazioni: Franca Aiani, telefono ; agoral S. F. Sabato 16 ottobre, presso l Aula Magna dell Accademia G. Carducci di viale Cavallotti 7, a Como, alle ore 17, mons. Giorgio Pusterla presenterà Ho trovato il cielo sulla terra, poichè il cielo è Dio, Dio è nella mia anima (B. Elisabetta della Trinità) di Antonio Lunardon, edizioni Eldorado. Contestualmente Gaetano Tozzo Editore presenterà Vento dell est, svantaggiati in Italia e in Svizzera (romanzo). La serata sarà allietata dal prof. Pierfranco Vaghi con sonate di organo. L ingresso è libero. LA TRADIZIONALE FESTA MISSIONARIA GUANELLIANA Insieme per volare oltre i confini del modo I nsieme per volare oltre i confini del mondo è il titolo della tradizionale festa mismissionaria organizzata dal Centro Missionario Guanelliano che si è tenuta domenica 3 ottobre presso la Casa Divina Provvidenza di Como. Uno slogan significativo che richiama alla mente due dimensioni fondamentali della fede e della vita cristiana, secondo il messaggio di don Luigi Guanella: l unità nella comunione, evocata dalla parola insieme, e l apertura missionaria, ricordata dal verbo volare. Giunto quest anno alla sua tredicesima edizione, l appuntamento è diventato una festosa consuetudine della prima domenica di ottobre per i per i volontari, i parenti e gli amici dei missionari guanelliani che operano a Nnebukwu, Owerri e Ibadan (Nigeria), ad Abor (Ghana), a Kinshasa e al Plateau de Bateke (Repubblica Democratica del Congo), oltre che in America Latina, USA, India, Filippine e Palestina. Ad aprire la festa è stata la S. Messa, presieduta dal confratello nigeriano padre Christopher Obiagba, accompagnata dalla corale di Civello, che aveva già cantato nello stesso Santuario in occasione della S. Messa trasmessa da RAI 1 lo scorso febbraio. Al termine, dopo il saluto e i ringraziamenti di don Remigio Oprandi, superiore provinciale, don Adriano Folonaro e Silvio Verga, rispettivamente direttore e responsabile del Centro Missionario Guanelliano, nell Auditorium don Guanella si è fatto il punto sulla situazione dell attività guanelliana nel continente nero. Una presenza in crescita, in grado di incidere sempre più concretamente nel tessuto sociale delle comunità in cui opera, costantemente a fianco dei più poveri e abbandonati. Un momento molto intenso sono state le testimonianze dei giovani del Servizio Civile dello scorso anno sociale e dei volontari in servizio la passata estate a Kinshasa (RD Congo, Abor (Ghana) e a Ibadan (Nigeria) per il tradizionale August Camp, accompagnate dalla proiezione di immagini e filmati. L intermezzo conviviale ha permesso di stringere ancora di più i rapporti tra volontari, famiglie e amici delle Missioni, grazie agli ottimi piatti valchiavennaschi preparati dai Cooperatori di Chiavenna, guidati da Davide Marone. A seguire, è stata ripercorsa la storia de L Opera Don Guanella: 18 anni in Africa, con le immagini di tre DVD realizzati dal regista Massimo Troiani. La conclusione della giornata è stata una preghiera all urna del Beato Guanella nel Santuario del Sacro Cuore, in vista della sua prossima canonizzazione. S.F. CON MONDO TURISTICO VISITA GUIDATA A VILLA CARCANO DI ANZANO DEL PARCO L Associazione Culturale Mondo Turistico propone per sabato 9 ottobre una visita guidata a Villa Carcano di Anzano del Parco. L appuntamento con la guida è fissato per le ore davanti alla villa (Via Piave 4 - vicino al Municipio). Villa Carcano è un altra bella proprietà della Brianza da poco aperta al pubblico. La villa fu costruita nel per il marchese Alessandro Carcano, in stile neoclassico, su progetto dell architetto Leopoldo Pollack. Il suo parco si estende lungo i fianchi di una collina con una splendida vista sul lago di Alserio e sul Pian d Erba; sullo sfondo la corona delle Grigne e del Resegone. Una passeggiata in questo moderno paradiso terrestre rilassa e riappacifica con quella verde Brianza tanto amata dai romantici. La quota di partecipazione è di 15 euro (ingresso incluso). Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel ; FINESTRA SUL CAMPIONATO UN COMO IN CRISI CERCA TRE PUNTI CON IL GUBBIO Dovrà assolutamente cambiare registro il Como della coppia Brevi-Garavaglia che domenica affronterà al Sinigaglia il Gubbio. I lariani, infatti, devono assolutamente muovere la classifica, anzi sarebbe meglio dire vincere, dopo la pesante sconfitta rimediata domenica scorsa in quel di Sorrento. Un 3-0 frutto di una magistrale prova della compagine campana e di un Como dove davvero tutto è andato storto. Un gol subito nel primo tempo (calcio di punizione messo a segno da Togni al 28 ) e due nella ripresa (doppietta di Pignalosa al 9 ed al 20 ) cui si deve aggiungere l infortunio subito da Christian Maggioni (risentimento muscolare). Per gli azzurri si è trattato della prima sconfitta, netta, subita lontano dallo stadio casalingo in una partita che ha visto il Como combinare qualcosa solo nella prima parte del match. Deludente la prova del bomber Cozzolino che, nella ripresa, è stato sostituito da Bardelloni ma questo non ha influito sull attacco del Como che è rimasto abulico a fronte di un Sorrento padrone del campo. Come detto domenica con il Gubbio dell ex Lamanna (il portiere di Lurate Caccivio picchiato selvaggiamente insieme ai genitori due settimane fa al termine della partita, persa dalla sua squadra, ad opera dell Alessandria e che, a causa di una brutta ferita all occhio, vede la sua carriera non certo appesa ad un filo ma quasi) per il Como occorre una prova di carattere che permetta agli azzurri di sfatare il tabù Sinigaglia di questo inizio di campionato. Infatti la classifica incomincia a destare qualche preoccupazione. In virtù della sconfitta con il Sorrento il Como resta sul fondo della graduatoria del girone A con soli sei punti all attivo per un penultimo posto occupato in coabitazione con Monza e Spezia. Dietro c è solo il Verona con un punto in meno. Nel frattempo, in attesa di chiarire le voci su una probabile cessione della società da parte della coppia Di Bari-Rivetti agli imprenditori campani guidati dal farmacista di Sapri, Sergio Fortunato, sono stati effettuati i sorteggi del prossimo turno di Coppa Italia Lega Pro. Il Como affronterà la Pro Patria. il prossimo 13 ottobre (orario ancora da definire) sul campo di Busto Arsizio. Nel turno successivo gli azzurri, se passeranno, dovranno affrontare la vincente della sfida tra Pro Vercelli ed Alessandria. L.CL.

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