Organo ufficiale dell'associazione BIMESTRALE N 4 - LUG/AGO 2013

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1 Poste Italiane S.p.A. Sped. Abb. Post. DL353/2003 (conv. In L. 2702/2004 n. 46) art. 1 comm. 1 AUT. GIPA/C/PD/29/2011. In caso di mancato recapito rinviare a CMP Padova per la restituzione al mittente previo pagamento resi Organo ufficiale dell'associazione BIMESTRALE N 4 - LUG/AGO 2013

2 2-3 Con il Papa a Rio de Janeiro M. Tampellini Giobbe pellegrino sofferente don D. Priori Evangelium vitae A.M. Cosentino 4-19 Da Civitavecchia a Barcellona Bambini in Missione di Pace Mijas, la Vergine della Roccia F. Anastasi 26 Siria, il dramma A. Avveduto 27 Casa Hogar G. Punzi La gioia di Credere don. A. Rizzolo 31 Danila guarita dalla fede 32 Un ultimo regalo di Gigi ai suoi bambini Direttore responsabile: Filippo Anastasi Direttore editoriale: Francesco La Palombara Caporedattore: Massimiliano Fiore Editore: U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporti Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) Redazione: Fraternità, organo ufficiale dell'associazione è iscritta al Roc n c/o Presidenza Nazionale UNITALSI in Via della Pigna 13/A Roma Tel int 222, fax , c/c postale n intestato a UNITALSI via della Pigna 13/A RM Hanno collaborato: Mons. Luigi Marrucci, Salvatore Pagliuca, Andrea Avveduto, Federico Baiocco, Mariangela Camporeale, Angela Maria Cosentino, Claudio Focolari, Maristella Giuliano, don Danilo Priori, Giovanni Punzi, Caterina Stilittano. Con approvazione ecclesiastica, rivista bimestrale, reg. n. 21 trib. Roma in data 5 gennaio 1988 Foto: > Sergio Pancaldi e Marco De Gregori COPERTINA E PAGG > ATS PAG. 26 > Marcelo Tasso Afp Photo CONTROCOPERTINA Progetto grafico: FAR 11 Stampa: Mediagraf Spa viale della Navigazione Interna Noventa Padovana (PD) Finito di stampare: settembre 2013 Questo periodico è associato all Uspi 30 Disabili al volante numero verde PELLEGRINAGGI UNITALSI progetti di carità PROGETTO BAMBINI

3 Mons. Luigi Marrucci Assistente Ecclesiastico Nazionale Salvatore Pagliuca Presidente Nazionale Il Pellegrinaggio Nazionale nel 110 anno di vita Mentre il caldo imperversa e forte è il desiderio di vacanza, ci prepariamo al Pellegrinaggio Nazionale che chiuderà il 110 anno di vita della nostra Associazione, quindi un momento di ricordo e di festa. Il ricordo dei 110 anni di storia dell'unitalsi, che si declina attraverso le storie di tanti ammalati, volontari e pellegrini che hanno condiviso il senso del pellegrinaggio quale occasione per profumare di nuova essenza il libro della propria esistenza, dando una risposta vera e concreta alla domanda di senso del dolore che deriva dalla malattia. L'esperienza dell'unitalsi è espressione armonica di un inno alla vita che conserva il suo fascino anche quando la melodia della razionalità lascia emergere i suoni cupi del dubbio. La festa, perché l'unitalsi è una esperienza di gioia. Questa gioia nasce dall'esperienza vissuta, non dal dipinto di una speranza che verrà, di un futuro migliore rispetto ad un presente limitato; è un percorso di umanità che sgorga dallo slancio del cuore, capace di trasformare le lacrime in sorriso, di trovare forze fisiche e psicologiche dalla serenità di quanti, nonostante tutto, trovano l'energia per sorridere e dire grazie. È questo il regalo quotidiano che arricchisce le pagine del libro di quest Associazione e di quanti scelgono di viverla come dimensione di impegno personale e di responsabilità collettiva. Ma il ricordo e la festa saranno all insegna della sobrietà, non ci saranno fuochi d artificio ed effetti speciali perché l attuale situazione della nostra società non fa comprendere che si spenda per arricchire la festa, ma non mancherà la solennità del momento e la sottolineatura dei tempi di incontro che sono incentrati sul nostro essere unitalsiani. Sarà un Pellegrinaggio Nazionale che andrà alla ricerca dell essenziale, di ciò che è importante e necessario per la nostra vita personale ed associativa, camminando sulle orme di Maria per raggiungere Gesù, e sottolineerà gli impegni dell UNITALSI per il futuro. Innanzitutto di continuare a costruire percorsi di incontro e riconoscimento; riconoscimento della persona, che è sempre e comunque persona, in qualsiasi condizione si trovi a vivere perché la persona non è mai tutto e soltanto ciò che fa o la condizione in cui vive, ma è prima di tutto persona, con problemi e potenzialità, risorse, volontà e capacità, che in quel momento, in quel contesto specifico sono più o meno attivate. Il bisogno di riconoscimento è il primo bisogno dei bambini; così anche per gli adulti: chi non è riconosciuto come uomo/donna diventa invisibile, marginale, muore. Questo è per l UNITALSI molto importante: riconoscere le persone nella loro complessità e globalità, non pensare a loro nei termini dei problemi che portano, ma solo e soltanto come persone da incontrare, conoscere e riconoscere. Ogni pellegrinaggio, e soprattutto il prossimo Pellegrinaggio Nazionale, sia l occasione per assaporare il gusto e la freschezza del carisma associativo unitalsiano, che vive e si alimenta del suo rapporto di reciproco scambio e dedizione con l universo della sofferenza. 1

4 GMG 2013 Marco Tampellini Presidenza Nazionale Con il Papa a Rio de Janeiro Momenti di preghiera e di commozione per tanti giovani C ome ormai da tradizione, fin dalla GMG di Roma del 2000, l UNITALSI non poteva mancare al nuovo appuntamento di Rio de Janeiro che ha richiamato oltre 3 milioni di giovani per pregare tutti insieme con Papa Francesco. Come fu in occasione della GMG di Madrid, il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della CEI ci ha chiesto di essere parte attiva insieme a loro nel permettere ai ragazzi con difficoltà di partecipare a questo momento di preghiera e di condivisione. L UNITALSI, vista la lontananza e i costi che ogni partecipante doveva affrontare, ha deciso di non organizzare un proprio gruppo, ma piuttosto ha facilitato la partecipazione dei disabili che avevano piacere e desiderio di essere presenti alla GMG, aiutandoli ad integrarsi e a partire con la propria Diocesi di appartenenza. La nostra presenza a Rio de Janeiro, quindi, era piuttosto di rappresentanza e di supporto a questi ragazzi partiti con le proprie Pastorali Giovanili. L UNITALSI era rappresentata da un sacerdote, (don Sabino), da un Rappresentante della Presidenza Nazionale, (il sottoscritto), da un medico, (Chiara), da un volontario, (Gianfilippo, responsabile giovani UNITALSI), e da una disabile, (Nicoletta). Siamo partiti da Fiumicino con un volo diretto per Rio con tanta gioia nel cuore sapendo della fantastica avventura che ci aspettava. Arrivati al mattino presto abbiamo subito avuto l impatto con la bellezza del luogo e la povertà delle favelas che si affacciavano sull autostrada. Eravamo alloggiati a un passo da Casa Italia (punto di riferimento per ogni italiano partecipante alla GMG) e vicinissimi a Copacabana, la spiaggia dove si sono svolte tutte le celebrazioni principali. Sicuramente la città si era preparata e trasformata per accogliere al meglio tutti i pellegrini: poliziotti ad ogni angolo, spazzini infaticabili che ad ogni ora del giorno e della notte lavoravano per mantenere la città e la spiaggia pulite, negozianti che lustravano le vetrine. Certamente non era la Rio che tanto ci hanno raccontato con scippi, furti e violenze varie quasi quotidiane. Abbiamo quindi vissuto questo dualismo di paura di una città considerata la più violenta del Brasile e la volontà dei brasiliani di mostrarla pulita e sicura. Rio de Janeiro è conosciuta come la città in cui si fa sempre il bagno in mare, dell estate perenne, delle abbronzature e dei costumi a filo interdentale (così li chiamano gli stessi carioca!). Ovviamente i primi cinque giorni della GMG sono stati di freddo e pioggia!!! Persone del luogo ci hanno confidato che non si ricordavano di un freddo del genere (che poi la temperatura minima non è mai scesa sotto i 15 gradi ). Meglio così: meno distrazioni e più preghiera!!! Le giornate si sono svolte in serenità e senza affanni particolari. Voglio però raccontare un bell episodio che capitò poco prima della Festa degli Italiani svoltasi al Maracanazino, palazzetto dello sport al coperto situato vicino al Maracana, celeberrimo stadio di calcio. Per permettere ai disabili in carrozzina di arrivare sul palco è stato scelto di condurli nella zona VIP, l unica fornita di ascensore. Passati quindi i controlli abbiamo proceduto verso il palco quando un zelante cameriere ci ha fatti entrare in una stanza dedicata con tanti dolciumi, stuzzichini e bevande. Gli occhi dei ragazzi disabili si sono illuminati e molti dicevano: Ma tutto questo è per noi?!? Ma non è possibile! Siamo trattati meglio dei re!!!.. Ovviamente tutti abbiamo abbondantemente mangiato e bevuto, finchè non è giunta la voce che effettivamente la saletta non era per noi C è stato un fuggi fuggi generale fra le risate di tutti! È stata proprio una vera accoglienza da privilegiati! Inutile dire quanto il bilancio alla fine dell esperienza sia stato positivo sia per i ragazzi disabili che hanno partecipato, sia per i ragazzi normali che hanno avuto l esperienza di stare accanto alla realtà della disabilità e della sofferenza così tanto messa da parte nella nostra società moderna. La testimonianza dei disabili è unica e aiuta il giovane a capire ed apprendere in pieno la bellezza della vita. L UNITALSI non poteva e non può mancare alle Giornate Mondiali della Gioventù. Arrivederci a Cracovia nel 2016!! 2

5 FOTO 1 LA DELEGAZIONE DELL UNITALSI PRESENTE A RIO RICEVE IL SALUTO DEL PRESDENTE DELLA CEI IL CARDINALE ANGELO BAGNASCO. FOTO 2 IL GRUPPO AI PIEDI DELLA STATUA DEL CRISTO REDENTORE, UNO DEI SIMBOLI TRA I PIÙ RAPPRESENTATIVI DI RIO DE JANEIRO E DI TUTTO IL BRASILE 1 UN ESPERIENZA INDIMENTICABILE Prima di un viaggio si presentano nella testa sempre alcune domande: come sarà?! cosa farò? chi incontrerò?! Diventano le compagne di viaggio, cercando di farti immaginare quello che si vivrà. Poi si capisce che quelle domande diventano la chiave per comprendere emozioni ed "essenze" del momento. E puntuali anche questa volta non sono mancate in questa esperienza che mi ha portato a Rio de Janeiro, per partecipare allo straordinario evento tanto sentito e proclamato della JMJ. Sono stato chiamato ad essere parte della delegazione UNITALSI (1 sacerdote, 2 medici, 1 disabile, 1 volontario) come sostegno all'accoglienza dei nostri amici in difficoltà offrendogli la possibilità di partecipare senza intralci alla JMJ. Entrati nell'oratorio della Parrocchia di San Paolo Apostolo a Copacabana si viveva subito la consapevolezza che i giovani provenienti da tutta Italia si andavano ad unire a quelli di tutto il mondo per "vivere la storia". Si leggeva negli occhi di chi giungeva la felicità di chi cerca e difende la propria fede; e strano a dirsi, erano proprio dei giovani, spesso accusati di essere la parte negativa di questa società, ad essere testimoni del proprio credere come espressione di gioia. Durante le catechesi organizzate in preparazione all'incontro con Papa Francesco, si rifletteva sull'essenza, sulla ricerca di come spogliarsi delle superficialità, che spesso la quotidianità ci offre in forma gratuita, e di come accendere dentro la consapevolezza di una responsabilità che abbiamo verso noi stessi. Nonostante la vita di ognuno è sempre piena di impegni vari, bisogna onestamente arrivare a capire quanto tutti i nostri impegni non siano delle vie di fuga per evitare di considerare quanto realmente si agita dentro ognuno di noi. Dobbiamo avere il coraggio di ascoltarsi per cercare di distinguere ciò che nel nostro animo è momentaneo da ciò che è profondo e duraturo. E quale migliore occasione, quella della JMJ, per potersi far forza e dare risposta alla ricerca della propria "essenza": essere tre milioni di giovani con lo stesso orizzonte cambia la tua visione di vita e ti carica di forza per continuare a Per-CORRERE la tua strada. Alla fine con il sorriso non solo in volto ma anche nel cuore si cerca di portare a casa più emozioni possibili perché anche chi rincontrerai al tuo ritorno possa avere almeno un "assaggio" di tutto quello che si è vissuto!! Pronti ad essere missionari rivoluzionari, contro corrente!! 2 Gianfilippo Lunghi Responsabile Giovani Unitalsi 3

6 Da Civitavecchia a Barcellona dalla redazione Bambini in Missione di Pace Il saluto di Mons. Marrucci ai piccoli dell UNITALSI I bambini sono i «pellegrini di gioia e di pace», inviati dal Signore come discepoli per pregare e annunciare. Così il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e Assistente Nazionale dell UNITALSI Mons. Luigi Marrucci, ha rivolto un saluto ai mille Bambini in missione di pace partiti dal porto laziale per il pellegrinaggio a Barcellona. Con una Celebrazione Eucaristica festosa, che si è svolta nello storico cortile del Forte Michelangelo all interno del porto, Mons. Marrucci ha dato inizio alla nona edizione del pellegrinaggio dei piccoli dell Associazione. Dopo aver toccato due volte Lourdes, due volte Assisi, la Terra Santa, Parigi, Gardaland e Roma, i bambini sono salpati per Barcellona a bordo di una nave da crociera, per un esperienza inedita ed entusiasmante: molti di loro, tanti, infatti, i disabili, per la prima volta vivranno una crociera a misura di bambino e, una volta giunti a Barcellona, potranno godere dell allegria, dei colori e della magia della capitale catalana. Nell omelia, animata anche dal travestimento di un sacerdote in agnello, il Vescovo di Civitavecchia ha commentato le letture proposte dalla liturgia. Prima sollecitando i bambini ad essere portatori del messaggio di gioia e di pace, così come Isaia chiede al popolo ebraico per la ricostruzione di Gerusalemme e del suo Tempio. Poi, riprendendo il testo del Vangelo, ha rivolto loro il medesimo invito ad andare come agnelli in mezzo al mondo con due impegni: pregate il padrone della messe e accogliere l invito a diventare operai del Signore». Il pellegrinaggio, che vede la partecipazione di circa 300 bambini, 161 dei quali disabili, oltre a un centinaio di accompagnatori adulti, è un esperienza che si prefigge di aiutare i fanciulli a trovare in loro stessi la strada per costruire la pace, valorizzandone le infinite potenzialità e il contagioso entusiasmo. Tra i mille pellegrini erano presenti anche due famiglie palestinesi di Gerico accompagnate dal parroco della parrocchia del Buon Pastore, il libanese padre Mario Hadchity. Quest'ultimo, prima del viaggio in nave, ha esortato grandi e piccoli dell UNITALSI, a farsi pellegrini in Terra Santa, un modo, ha sottolineato, per essere vicini anche materialmente ai cristiani locali, che sempre più numerosi sono costretti a lasciare i luoghi santi a causa dei conflitti e delle difficoltà sociali ed economiche. FOTO 1 L'ASSISTENTE NAZIONALE MONSIGNOR MARRUCCI CELEBRA LA MESSA DI APERTURA DEL PELLEGRINAGGIO BAMBINI IN MISSIONE DI PACE FOTO 2-5 I MILLE PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO RIUNITI PRESSO IL FORTE MICHELANGELO, IL COMPLESSO ALL'INTERNO DEL PORTO DI CIVITAVECCHIA, DOVE È INIZIATA LA NONA EDIZIONE DEL PELLEGRINAGGIO 1 4

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8 PAGLIUCA: UN PELLEGRINAGGIO CONTRO LA LORO SOLITUDINE 1 La pace nasce stando insieme I bambini trascorrono l 84% del loro tempo da soli davanti alla televisione. Il pellegrinaggio a Barcellona ha voluto rompere la loro solitudine dovuta anche alla crisi e ai tanti problemi. Siamo convinti che la pace passi anche attraverso la condivisione e lo stare insieme. Così il Presidente Nazionale dell'unitalsi, Salvatore Pagliuca, sul pellegrinaggio Bambini in Missione di Pace a Barcellona. La prima tappa del pellegrinaggio, è stata il parcogiochi PortAventura di Salou (Tarragona), nella Costa Daurada, 100 chilometri a nord di Barcellona. La direzione del parco ha accolto i bambini con uno spettacolo musicale e una parata organizzati per loro. I piccoli hanno risposto con entusiasmo all'invito e si sono riversati con i loro cappellini colorati di Papparcobaleno, mascotte del pellegrinaggio, nelle sei aree tematiche del parco. La sera invece, spazio alla musica e alla magia, nella sala congressi del parco si è svolto lo spettacolo condotto da Elisabetta Gardini in cui si è esibita Annalisa Scarrone, cantante lanciata da 'Amici di Maria De Filippi. DON PRIORI UNA STRAORDINARIA OCCASIONE DI AMICIZIA Per i bambini - spiega don Danilo Priori, vice Assistente Nazionale dell UNITALSI - questo è stato un vero cammino ecclesiale. Sono stati i piccoli, con le loro famiglie, i veri protagonisti di questo pellegrinaggio. I bambini - prosegue don Danilo - hanno vissuto queste giornate secondo queste indicazioni: integrazione e apertura all altro, alle sue fatiche e limitazioni. Sono i tratti caratteristici di un esperienza che, di giorno in giorno, si dimostra una straordinaria occasione di amicizia. È tempo che anche le persone diversamente abili vengano inserite pienamente all interno dei cammini pastorali delle nostre Chiese perché assumano, nell ambito delle loro possibilità e capacità, ruoli e com piti che li valorizzino a pieno. Il vice Assistente Spirituale è convinto che esperienze come Barcellona servono a pacificare le persone, a renderle ancor più parte della Chiesa, perché sviluppano integrazione e collaborazione anche con la famiglia. Ne deriva la necessità di una pastorale sempre più integrata che coinvolga la pastorale familiare, giovanile, vocazionale, sociale, della salute per dare alle persone con disabilità e alle loro famiglie il ruolo che compete loro nella Chiesa. Io spero presto ma serve uno scatto in avanti nell integrare le pastorali e coordinare il lavoro delle associazioni sul territorio e nelle parrocchie. FOTO 1, 3 E 4 PICCOLI PROTAGONISTI DEL PELLEGRINAGGIO FOTO 2 PADRE MARIO HADCHITY DI GERICO 6

9 PADRE MARIO: TANTA SPERANZA Tra il migliaio di pellegrini ci sono anche due famiglie palestinesi, della parrocchia Buon Pastore di Gerico, accompagnate dal parroco, padre Mario Hadchity. Del piccolo gruppo fa parte Diana Abedrabbo, disabile di 22 anni, costretta sulla sedia a rotelle da una rara malattia genetica. La vita di Diana - ha detto il padre Basem - è stata segnata dalla malattia ma anche e soprattutto dalla speranza che nasce dalla sua grande fede». Papà Basem dice che cosa significhi, per i cristiani di Palestina, la parola pace. Per noi vuol dire molto: desideriamo la pace, ne sentiamo la mancanza dal profondo e vogliamo la pace per la nostra terra. Per noi, infatti, pace significa potersi muovere liberamente per andare a lavorare, a trovare parenti, a scuola. Una condizione di normalità ancora sconosciuta e in gran parte negata agli abitanti della Terra Santa, che i bambini di pace dell UNITALSI hanno visitato nel 2009, proseguendo il cammino iniziato nel 2004 ad Assisi, con la prima edizione del pellegrinaggio Bambini in Missione di Pace. Con questa esperienza - spiegano all UNITALSI - vogliamo far nascere nei bambini che saranno gli uomini e le donne di domani, il desiderio di pace e concordia, non solo fra i popoli, ma soprattutto e prima di tutto nei rapporti quotidiani. Non si può invocare la pace fra le nazioni e non curare i rapporti interpersonali. I sentieri di pace vanno costruiti e percorsi nel quotidiano ciascuno nella propria misura secondo età, ruolo, condizione sociale. La pace è per tutti, è di tutti nessuno escluso, è patrimonio universale è dono ed è missione. Questa è la pace che desideriamo, che professiamo e che vogliamo fattivamente. 7

10 IL CARD. SISTACH: GRAZIE DI ESSERE QUI Dopo due giorni trascorsi al parco divertimenti PortAventura di Salou (Tarragona), nella Costa Daurada, i giovani pellegrini sono arrivati nella città catalana per partecipare alla Santa Messa celebrata nella Basilica di Santa Maria del Mare dall Arcivescovo metropolita di Barcellona, il Cardinale Lluis Martìnez Sistach, che ha accolto i mille partecipanti al pellegrinaggio UNITALSI Bambini in Missione di Pace. Una Basilica piena di colori nella quale sono risuonati i canti dei bambini, guidati dalla loro mascotte Papparcobaleno e preghiere per la pace in diverse lingue, anche in arabo, letta da una ragazza palestinese di Gerico. Il Cardinale, nell omelia, ha invitato i bambini e le loro famiglie a guardare a Maria che con il suo si a Dio ci ha insegnato ad amare il mondo e a portare la pace. I bambini hanno donato al Cardinale una stola dell UNI- TALSI, in segno di amicizia e di ringraziamento per l accoglienza ricevuta ed hanno intronizzato sull altare la statua del Bambino dell Ara Coeli. Sono state portare sull altare anche le conchiglie simbolo del pellegrino. "La gioia dei bambini in questa Basilica - ha detto l Arcivescovo di Barcellona - è un messaggio per tutti i bambini che soffrono la guerra nel mondo. Con la pace si guadagna tutto, con la guerra si perde tutto", ha aggiunto parafrasando le parole di Giovanni Paolo II. Quindi, rivolgendosi alle madri e ai responsabili del mondo, ha detto: "Non vogliamo la guerra, non abbiamo messo al mondo figli per portarli alla guerra ma per farli vivere felici e farli realizzare come persone". ''Siamo in una chiesa sperduta, antica, bella, - ha osservato il Cardinale Sistach - e celebriamo la messa, la cena pasquale di Gesù, per la pace del mondo. Maria è segno di pace e di amore nel mondo e per tutti; fu mamma di Gesù, principe della pace. L annunciazione fu un momento importante per storia dell umanità: Maria aveva molta fiducia in Dio, per Dio nulla è impossibile. Cari bambini, ha concluso il Cardinale, dobbiamo avere fiducia in Dio perché è onnipotente e ci ama moltissimo da sempre, gratuitamente. La risposta di Maria fu un grande sì. Ogni giorno anche tutti noi diciamo sì a Dio e a quello che ci chiede. L'avventura per la vostra missione di pace sia feconda e bella''. Durante la liturgia, una delegazione di pellegrini ha portato fino all'altare una conchiglia, simbolo del mare, nella quale è stato deposto il Gesù Bambino della chiesa Regina Coeli di Roma. Davanti all altare è stata adagiata una corona del rosario, a lato alcune riproduzioni di coralli, per rievocare l'ambiente marino. FOTO 1 L'ARCIVESCOVO DI BARCELLONA, IL CARD. SISTACH FOTO 2 IL BAMBINELLO DELL'ARA PACIS PORTATO IN PROCESSIONE FOTO 3 LA SANTA MESSA NELLA BASILICA S. MARIA DEL MAR A BARCELLONA Subito dopo la messa i bambini, divisi in gruppi, hanno cominciato la visita alla città e ai suoi luoghi simbolo come la cattedrale, il centro storico e le Rambla

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12 Volontà e amore per far avverare un sogno I sogni si avverano basta volerlo, fortemente, e affidarsi con speranza a Colui cui nulla è impossibile!così è stato per la carovana dei Bambini di Pace dell UNITALSI (un migliaio di persone tra volontari, genitori e bambini disabili e non) che si è ritrovata il 6 luglio, dalle varie regioni italiane, nel porto di Civitavecchia per salpare sulla nave Grimaldi, alla volta della città di Barcellona. Il Pellegrinaggio speciale, giunto alla sua nona edizione e organizzato dalla Presidenza Nazionale UNITALSI, ha ben presto riempito di vivaci colori e allegria la bella imbarcazione, addobbata con i fiori e gli striscioni inneggianti l evento. E c eravamo anche noi, come sempre: un bel gruppo della sottosezione di Isola di Capo Rizzuto partiti con un pullman di 56 persone che da Reggio C. ha raccolto diversi amici di Crotone, Cosenza, Catanzaro a rappresentare la Calabria. Il pensiero di questo viaggio con le carrozzine che dovevano raggiungere la nave e poi i parchi di Port Aventura e la città di Barcellona, all inizio mi creava una certa ansia:certo le barriere esistono e le difficoltà a superarle anche; non è facile per una carrozzina entrare nella cuccetta di una nave, tanto meno nel bagno ma l Associazione è lì per questo, perché ogni barriera venga abbattuta, o superata, con le braccia e la schiena dei volontari che diventano il gradino in più di un pullman poco adatto, di un bagno troppo stretto, con l organizzazione puntigliosa dei referenti regionali e nazionali, attenti ad ogni bisogno, armati di grande pazienza, disponibilità e larghi sorrisi, ora nell aiutare a trasportare i bagagli, ora nell indicare le varie tappe, ora nel modificare un menu E poi, la fatica, gli ostacoli scompaiono come d incanto, grazie ai bravissimi animatori dell UNITALSI, instancabili, fantasiosi, sorridenti e allegri, che per tutto il giorno di navigazione hanno coinvolto piccoli e grandi, disabili e non, in canti, balli di gruppo, giochi trasformando il ponte 11 in un parco divertimento. Pian piano, adulti e bambini, partiti da sconosciuti, hanno cominciato a familiarizzare, a fare amicizia, a socializzare - Mia figlia ha problemi di comunicazione, ma appena è salita su questo pullman ha aperto la bocca in un sorriso e ora parla con tutti disinvoltamente - mi ha confidato meravigliata una giovane mamma, con le lacrime agli occhi! È un miracolo! Sì, il miracolo della solidarietà, del dono, della condivisione Sono i ricordi più belli Tante regioni, dal Sud al Nord, isole comprese, ma anche altre etnie provenienti dalle 10

13 case-famiglia UNITALSI, ben presto sono diventate un unica famiglia; la gioia e la spontaneità dei piccoli sono sempre una grande lezione per noi adulti! E diventano contagiose Ambasciatori di Pace autentici, veri, unici come ha affermato il Presidente Nazionale dell UNITALSI, Salvatore Pagliuca - chi meglio dei bambini può farsi portatore di Pace? Ecco il senso di questo pellegrinaggio-tour nelle principali città europee E neanche la pioggia improvvisa caduta sulle Rambla ha fermato la marcia della Pace di giovedì 11 luglio: lungo la famosa strada di Barcellona, sotto la pioggia, la bandiera dell arcobaleno di 300 metri, si è snodata insieme ai bambini, alle carrozzine, ai volontari, ai pagliacci, agli abili trampolieri della compagnia dei Folli, colorando la città, attirando i presenti al grido di Pace, che si univano via via al nostro rumoroso corteo. Non si può descrivere la gioia di certi momenti se non si vivono di persona.oggi è facile per i nostri giovani raggiungere con voli low-cost le mete turistiche più disparate, ma queste famiglie, questi bambini, questi ragazzi in difficoltà non potrebbero mai farlo da soli ed è una grande soddisfazione leggere sui loro volti la gioia di poter salire sulla giostra più spericolata, di sguazzare felici nel parco acquatico, cantare ed esibirsi nelle kermesse serali o farsi fotografare vicino al loro beniamino di turno (e ce n erano tanti: Bonolis, Marco Carta, Annalisa, mago Schizzo ) Così come è stato bello vedere i piccoli e i loro genitori osservare a bocca aperta, sorpresi dall imponenza e dalla ricchezza di particolari, la stupenda Sagrada Familia o commuoversi durante la Celebrazione Eucaristica sulla nave, quando hanno potuto toccare e baciare teneramente l Ospite Speciale di questo Pellegrinaggio che ha viaggiato con noi, il Bambinello dell Ara Coeli di Roma; a Lui sono state affidate sicuramente tante intenzioni di preghiera, ma soprattutto il grazie per questa meravigliosa avventura con l UNITALSI. È in queste occasioni che si realizza il percorso tracciato da Papa Francesco fin dall inizio del Suo Pontificato: sfidare le prassi consolidate dell assistenzialismo e della commiserazione con gesti concreti di vicinanza fisica alle persone con disabilità, superando paure e incertezze per mettere al centro la persona, valorizzare le risorse a discapito delle debolezze, alzare lo sguardo oltre le apparenze per cogliere il vero senso della vita. E in questo percorso l UNI- TALSI è inserita da anni, nel suo essere ecclesiale, si propone come strumento efficace di una Chiesa accogliente e aperta a tutti, come Papa Francesco ce la sta indicando, una Chiesa che sappia incarnare lo spirito del Buon Samaritano che, non solo si ferma per soccorrere, ma si fa carico della persona in difficoltà, se ne prende cura fino in fondo. Non semplice occasionalità, o volontarismo del tempo in più, ma uno stile di vita cristiana autentico, come Gesù che si fa medico, custode, compagno del proprio fratello, ne condivide il percorso anche se accidentato, lo sgombera degli ostacoli, contribuendo ad abbattere ogni barriera fisica o mentale che sia, e questo non per lo spazio di una settimana, ma 365 giorni all anno! E allora dai, vai UNITALSI, prossima tappa Praga, e noi speriamo di esserci ancora! Un grazie di cuore a quanti ci hanno creduto e sostenuto perché tutto ciò si realizzasse:avete donato gioia e sorrisi indimenticabili a persone che dalla vita hanno ricevuto tutt altro, avete ridato nuovo vigore e coraggio a quei genitori che ora sanno di non essere più soli e di poter ancora sorridere alla vita, nonostante tutto.. Insieme, abbiamo seminato nei cuori di tutti germi di speranza e di Pace e abbiamo il dovere di continuare a farlo, sempre, nei luoghi in cui quotidianamente viviamo. Grazie. Caterina Stillitano Presidente della sottosezione di Isola Capo Rizzuto 11

14 MILLE PALLONCINI VOLANO CON MESSAGGI DI SPERANZA La pace tra noi ragazzi ci dev essere sempre. Non ci devono essere esclusi, non ci devono essere forme di razzismo verso i disabili, ne discriminazione. Mary, 15 anni, di Fasano (Brindisi), è convinta che la pace si costruisca quotidianamente, stando insieme e includendo chi è diverso e potrebbe essere discriminato. Il vero messaggio di pace - le fa eco Desiree, 9 anni, di Napoli - è conoscere tante persone nuove come è accaduto in questi giorni e riuscire a condividere tutto con loro. Mary e Desiree, assieme a centinaia di bambini e ragazzi, tra cui diversi disabili, hanno partecipato al pellegrinaggio dell'unitalsi Bambini in Missione di Pace a Barcellona. E questa sera, assieme a tutti gli altri compagni di viaggio, hanno lanciato un palloncino verso il cielo affidandogli il proprio desiderio di pace. In mille, tra bambini, educatori e famiglie, si sono radunati al tramonto a Parc Guell. Qui si è svolta la Processione Eucaristica, seguita da un momento di preghiera. Al termine, il lancio dei palloncini di pace verso il cielo. Vorrei la pace in tutto il mondo, chiede Jacopo, 5 anni, di Pisa. Ci dovrebbero essere più pellegrinaggi come questo: ho visto posti che non avevo mai visto e vorrei ripetere l'esperienza, è il desiderio di Alfio, 12 anni, di Napoli. Un pensiero poi alle persone che vivono in terre ferite da conflitti: Noi adulti - afferma il parroco di Gerico, Mario Hadchiti, in pellegrinaggio - facciamo crescere realtà segnate da muri, ma un giorno questi muri dovranno cadere. Ora siamo in cammino verso un ponte di pace. La fede ci fa vedere che l altro è uguale a me. 12

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16 UN CORTEO COLORATO SOTTO LA PIOGGIA Pensi a Barcellona e ti immagini il sole, la spiaggia e il mare poco distanti dal centro storico della città. Ed è stato così, fino alla fatidica marcia della pace, quando la capitale della Catalogna è stata battuta dal maltempo e dall indesiderata compagnia della pioggia. Così, con un po di titubanza, i ragazzi dell animazione del pellegrinaggio, non si sono rassegnati e insieme ai bambini hanno sfilato per la pace. Il risultato è stato un coloratissimo corteo, con in testa la mascotte del pellegrinaggio, il Papparcobaleno che ha unito come per magia i cori, le voci e i volti dei mille partecipanti. E davvero, malgrado il maltempo, non sono mancate allegria ed emozione tra i partecipanti, protagonisti per così dire privilegiati di un evento che ha coinvolto grandi e piccoli, i bambini con difficoltà accompagnati dai loro fratellini e dagli amici più cari. Quando hanno scelto Barcellona, gli organizzatori del pellegrinaggio Bambini in Missione di Pace, non credo avessero previsto un accoglienza simile, che ha permesso lungo le Rambla di distendere una bandiera della pace lunga più di 100 metri, scortata da trampolieri e la mascotte del pellegrinaggio, il Papparcobaleno. L entusiasmo e la gioia dei bambini e dei giovani, protagonisti di una generazione che non si rassegna a vedersi rubare il futuro e la speranza e anzi in grado di rivendicare la volontà di trasmettere agli altri quella gioia che nasce dall incontro, dallo stare insieme. In fondo lo spirito e il tema guida del pellegrinaggio Bambini in Missione di Pace, non è che questo, l impegno a condividere la bellezza e la speranza di un incontro. Dobbiamo saper incontrarci. Dobbiamo edificare, creare, costruire una cultura dell'incontro. Lo chiede Papa Francesco in un recente video messaggio inviato ai cattolici dell'argentina in occasione della Festa di San Gaetano di Thiene. Come ha osservato il Pontefice occorre uscire ad incontrarci, incontrarci con i più bisognosi, ovvero con quelli che hanno più bisogno di me. Con quelli che stanno passando un brutto momento, peggiore di quello che sto passando io". "C è sempre qualcuno che se la passa peggio", come ha sottolineato Papa Francesco - l incontro moltiplica la capacità di amare. L'incontro con l'altro ingrandisce il cuore. Ed è lo spirito principe del pellegrinaggio dei bambini, perché nasce per incontraci e per farlo bisogna avere coraggio, quel coraggio che sa trasmettere l UNITALSI e dalla sua più giovane rappresentanza associativa. A Barcellona non è stata soltanto una festa multicolore, ma è stato un incontro, dove ammirare tanti, tantissimi bambini, italiani, spagnoli francesi e palestinesi usciti dalle mura delle proprie case, per stare insieme, per giocare e vivere le bellezze della loro età e della loro non semplice vita. Massimiliano Fiore Caporedattore di Fraternità 14

17 IL PAPPAGALLO MASCOTTE In testa al corteo un pappagallo colorato, mascotte del pellegrinaggio. Subito dopo uno striscione con su scritto Bambini in Missione di Pace, mentre lungo tutta la Rambla, nel cuore di Barcellona, un lenzuolo multicolore di 150 metri, tenuto sollevato da centinaia di bambini e animatori, invita gli abitanti della città catalana a scendere in piazza per diffondere la pace. Si sta concludendo con una lunga marcia per la pace, da piazza della Catalogna a piazza Colombo, il pellegrinaggio Bambini in Missione di Pace, promosso dall'unitalsi per l'inclusione di bambini disabili e non. Mille circa i partecipanti, oltre 160 i disabili. Con palloncini, cappellini a forma di pappagallo, bandiere e giocolieri, tutti i pellegrini gridano in coro pace, pace. L'elemento più importante per difendere i nostri valori - afferma il Presidente dell'unitalsi, Salvatore Pagliuca - è la pace; i nostri bambini testimoniano l'attaccamento alla vita e quindi alla pace. La società apprezza solo chi è bello e forte, i nostri disabili dimostrano invece che il mondo è un mosaico, l'integrazione rende bello il disegno del mosaico. Alla nostra società, aggiunge Pagliuca, manca la capacità di accorgersi che esistono le persone. La politica è disattenta, perché' il mondo della disabilità non porta voti. Ha una visuale miope, ma questo mondo invece può portare benefici a tutti. 15

18 FESTA DELLA PACE Continuate a portare il messaggio di pace, sperando che qualcuno vi ascolti. Così Paolo Bonolis ai bambini in Missione di Pace con l UNITALSI a Barcellona. Anche il conduttore televisivo partecipa alla festa di chiusura del pellegrinaggio, in Catalogna per lanciare un messaggio di pace. Sul palco, allestito a piazza Colombo, anche il cantante Marco Carta. La pace è un concetto che tutti i bambini portano con se' - ha osservato Bonolis a margine della manifestazione - preoccupa poi che vengano allevati a perdere il concetto della pace, perché la pace, secondo gli adulti, non conviene. La speranza è che i bambini non cambino, ma la natura umana recita la poesia al contrario. Bonolis, che non si professa credente, crede però nelle persone, nell'amore e negli altri : Non c è differenza tra chi è cristiano e chi no, ma tra chi pensa a se' e chi pensa anche agli altri. E con 5 figli - ha concluso - non posso non essere sensibile verso i bambini: con i figli cominci a vivere pensando al concetto di noi e non più di io. FOTO 1 E 2 SUL PALCO ALLESTITO PER LA FESTA CONCLUSIVA, PAOLO BONOLIS INSIEME A SALVATORE PAGLIUCA FOTO 3 LO SCAMBIO DI MAGLIETTE TRA SUOR PAOLA E UNA RAPPRESENTANTE DEL BARCELLONA CALCIO 1 16

19 2 AI BIMBI UNA MAGLIA SPECIALE DONATA DAI GIOCATORI DEL BARCELLONA Una maglia del Fc Barcellona, autografata da tutti i giocatori della squadra, è stata donata ai bambini dell'unitalsi da Pilar Guinovart i Masip, membro della Giunta direttiva del Barcellona calcio. L'omaggio è stato consegnato dalla rappresentante dei Blau Grana durante la festa di chiusura del pellegrinaggio Bambini in Missione di Pace, che ha condotto mille bambini nella città catalana. A riceverla sul palco suor Paola D'Auria, tifosa della Lazio. Si tratta di una maglietta speciale: sulla schiena, al posto del numero, la scritta Bambini in Missione di Pace. Barcellona

20 CARD. TURKSON SENZA GESÙ NON C È LA PACE Invito tutti i bambini, impegnati in questo pellegrinaggio per la pace, a farsi missionari, a comunicare la gioia di credere e confidare in Gesù, Salvatore degli uomini, perché' solo così sarete missionari di pace. È Gesù infatti il Principe della pace e senza di Lui non c è pace vera e duratura nel mondo. È quanto afferma, in un messaggio rivolto ai bambini e alle famiglie che hanno partecipato al pellegrinaggio dell UNITALSI Bambini in Missione di Pace, il Cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace. Il messaggio è stato letto sul palco della festa di chiusura del pellegrinaggio a Barcellona dal sottosegretario del Pontificio consiglio, Flaminia Giovanelli. Turkson ai bambini in Missione di Pace ripete le parole di Papa Francesco: non abbiate paura di andare controcorrente e incoraggia i bambini che devono lottare contro la malattia o le avversità a non aver paura se il mare è agitato, a resistere, a non vergognarsi delle loro fragilità, che sono tali in apparenza, e a mantenere viva la loro speranza. Esorta poi i ''bambini più fortunati a non vergognarsi del bene, ad avere coraggio di fare il bene e di esprimere il loro affetto e la loro solidarietà ai loro piccoli amici. 1 D ELPIDIO: UN MESSAGGIO IMPORTANTE Il nostro è un impegno importante, un messaggio di pace annunciato dai bambini e diffuso anche da tanti personaggi dello spettacolo e dello sport, che abbiamo pensato di rendere itinerante con i pellegrinaggi», ha dichiarato il vice Presidente UNITALSI, Dante D Elpidio. A Barcellona - ha aggiunto D Elpidio - stiamo vivendo tanti momenti per pregare e per vivere degli incontri gioiosi e intensi: questo è il messaggio che vogliamo lanciare, continuando a proporlo anche in futuro. CARD. SISTACH: ARRIVEDERCI "Dite il vostro grande sì ogni giorno al Signore, per i fratelli e per la pace nel mondo. Grazie per la vostra testimonianza così importante anche per noi adulti. Così l Arcivescovo metropolita di Barcellona, il Cardinale Lluis Martìnez Sistach, ha salutato i mille partecipanti al pellegrinaggio, riuniti nella Portal de la Pau piazza della Pace, dove a pochi metri spicca la statua di Cristoforo Colombo, realizzata in onore del grande navigatore genovese. FOTO 1 DA DESTRA: IL SOTTOSEGRETARIO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE, FLAMINIA GIOVANELLI, IL CARDINALE SISTACH E IL VICE PRESIDENTE NAZIONALE DANTE D'ELPIDIO 18

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