CHIUDETE ANCHE LA CAMERA TANTO FANNO TUTTO I GIUDICI

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1 \*Con: VOL. 2 I più celebri discorsi della storia: dalla seconda guerra mondiale alla ricostruzione 7,00 Venerdì 11 aprile 2014 ANNO XLIX NUMERO 86 EURO 1,30 Le buone idee che fanno guadagnare La cappa salva-vita salva i bilanci La trovata di Elica. E la Orion inventa i pavimenti che si disinfettano con la luce CLAUDIO ANTONELLI e TOBIA DE STEFANO a pagina 13 VIENI A TROVARCI ANCHE SUL SITO di MAURIZIO BELPIETRO Tempo fa proposi provocatoriamente di chiudere Montecitorio, Palazzo Madama e perfino Palazzo Chigi, delegando tutto il potere - legislativo ed esecutivo - al Quirinale. In tempi di spending review forse si può fare qualche cosa di meglio e cioè chiudere anche la presidenza della Repubblica. Tirando giù le serrande di Parlamento, governo e anche dell'edificio cheospitailcapodellostatorisparmieremmo circa 2,5 miliardi di euro l'anno, più o meno ciò che Renzi recupera da Iva e banche, con la differenza che il taglio non sarebbe una tantum, ma definitivo. Pensate un po': non esisterebbe più neppure il parametro dei 239 mila euro cui fermarsi per limare gli stipendi dei manager pubblici (a proposito, ma a 88 anni Napolitano ha ancora bisogno di un simile appannaggio? Non potrebbe fare il beau geste di rinunciarvi, accontentandosi della pensione?) e dunque i boiardi potrebbero essere pagati ancor meno e gli italiani si risparmierebbero un sacco di complicazioni burocratiche che i Palazzi del potere partoriscono ogni giorno. Proposta provocatoria? Mica tanto. Del resto a che serve il baraccone istituzionale che ci teniamo da oltre sessant'anni? In fondo ormai in questo paese decidono tutto (...) segue a pagina 5 IL POTERE DELLE TOGHE CHIUDETE ANCHE LA CAMERA TANTO FANNO TUTTO I GIUDICI Dalle campagne elettorali alla fecondazione, dai matrimoni gay alle rotte aeree, hanno sempre l ultima parola. Risparmiamo almeno i 2,5 miliardi che ci costano ogni anno governo, Parlamento e Quirinale La Procura dice sì ai servizi sociali per Berlusconi, ma il Tribunale prende tempo Un libro solleva il velo La Germania è ricca ma i tedeschi sono poveri di DANIEL MOSSERI a pagina 14 Lavoratori beffati Molto peggio dell Imu: la Tasi si mangia il «bonus» di 80 euro di FRANCESCO DE DOMINICIS Il rischio è alto: il bonus da 80 euro potrebbe essere letteralmente «mangiato» dalla stangata sulla casa. Se non è una partita di giro - la misura sbandierata dal premier Matteo Renzi per dare un po di soldi in busta paga ai lavoratori - poco ci manca.(...) segue a pagina 7 Candidature e Pd Le «veline» di Renzi fanno infuriare pure i suoi fedelissimi di ELISA CALESSI Le liste cambiano così verso che impazziscono,un po come la maionese. Dà forfait Michele Emiliano («La mia candidatura è superflua»). Si ritira Giusi Nicolini («La mia candidatura è ormai priva di significato»). Fausto Raciti si auto-congela (...) segue a pagina 8 Questione veneta Le accuse ai separatisti fotocopiate da quelle ai Serenissimi (assolti) di GILBERTO ONETO Chi ha iltempo e la pazienza di leggere le 222 pagine dell ordinanza del Tribunale di Brescia in base alla quale è stato disposto l arresto dei ventidue Serenissimi considerati terroristi pronti ad attentare all unità d Italia, ecco, chi la legge (...) segue a pagina 10 Dopo la sentenza Fecondazione, cosa cambia davvero di CATERINA MANIACI E adesso, cosa succede a chi vuole procedere alla fecondazione eterologa? Dopo la sentenza della Consulta che appunto fa cadere il divieto di accedervi, ora in Italia si torna a dieci anni fa, al 2004, prima che la legge 40 venisse promulgata, (...) segue a pagina 17 Commento Ma le leggi restano latitanti di FILIPPO FACCI L'ottimismo di derivazione renziana fa davvero miracoli. (...) segue a pagina 17 Esce il libro della Lucarelli Viola-Selvaggia e il simil Saviano di SELVAGGIA LUCARELLI «Questo dovrebbe piacerti. È un Barolo di La Morra, non so se conosci». «No,non lo conosco SentiValerio, come mai sul tuo citofono c è scritto N.S. Assicurazioni?». «Beh, mi sembra ovvio. Per depistare». «Depistare chi?». Valerio appoggia la bottiglia appena stappata sul tavolo e sospira con aria solenne. «Viola, non so quanto tu abbia capito la situazione, ma io non faccio un lavoro come un altro. Mioccupo dimalavita.non è prudente far sapere dove abito, anzi, tiprego di non confidarlo a nessuno». Non mi è chiaro a chi dovrei confidare le coordinate (...) segue a pagina 28 Prezzo all estero: CH - Fr 3.00 / MC & F / SLO

2 2 Venerdì 11 aprile 2014 il potere delle toghe PRIMO PIANO AL BUIO Il leader azzurro dovrà vidimare gli elenchi di candidati alle europee prima di conoscere il proprio destino: pessima condizione in cui fare delle scelte Il tribunale avvia il Cavaliere verso i servizi sociali Ilprocuratore generale accogliela richiesta degliavvocati, che consentirebbe all ex premier di fare campagna elettorale Ma i giudicisisono presi15 giorniditempo per decidere ::: MARCO GORRA Per conoscere il destino di Silvio Berlusconi bisognerà aspettare. Cinque giorni ad andare bene, ma potrebbero anche esserne necessari tre volte tanto. Il tribunale di Milano, infatti, si è dato un periodo tra i cinque ed i quindici giorni per rendere nota la propria decisione circa le modalità (arresti domiciliari o affidamento ai servizi sociali) con cui il Cavaliere dovrà scontare i nove mesi di pena residua comminatagli per la sentenza Mediaset. Così, in accordo ai pronostici meno ottimisti, la cruciale udienza della verità di ieri tanto della verità non è stata: poco meno di due ore per partorire il rinvio. Alla fine della giornata, il dato saliente che esce dal tribunale del capoluogo lombardo è che Berlusconi ha comunque segnato un punto a proprio favore. Il sostituto procuratore generale Antonio Lamanna, infatti, ha chiesto ai magistrati giudicanti di accogliere la richiesta della difesa dell ex premier, che aveva chiesto l affidamento ai servizi sociali. Il pg ha dunque fatto propria la proposta originaria dell Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna): Berlusconi costretto a trascorrere mezza giornata alla settimana in una struttura dell hinterland milanese (la fondazione Casa di riposo Restelli, a Rho) assistendo anziani e disabili. Un parere, quello del pg,tutt altro che scontato ed in forza del quale gli avvocati del Cavaliere guardano con un briciolo di ottimismo alla decisione del tribunale. Certo, trattandosi di giudici milanesi alle prese con Silvio Berlusconi tutto può sempre succedere, ma il collegio legale dell ex premier confida che, di fronte ad accusa e difesa che chiedono la stessa cosa, difficilmente il tribunale vorrà rovesciare il tavolo con una decisione che, ancorché legittima (il parere della procura è pur sempre obbligatorio ma non vincolante) Nicolò Ghedini [Ftg] avrebbe del clamoroso. Nonostante l assist fornito dal procuratore generale, però, le nubi sull orizzonte giudiziario di Berlusconi sono lungi dall essersi dissipate. Prima di tutto perché al momento non è dato sapere di preciso con quali modalità gli eventuali servizi sociali sarebbero concessi, e quali riflessi queste modalità potrebbero avere sulla fa- ::: PAOLO EMILIO RUSSO ROMA Innanzitutto si tira un sospiro di sollievo. Dentro Forza Italia, infatti, pochi credonoche col Cavaliere ai domiciliari il partito fosse davvero in grado di superare la soglia psicologica del venti per cento alle Europee. Una sicurezza adesso c è: in qualche modo, seppur senza mai spostarsi dalla Lombardia, il fondatore potrà dire la sua e telefonare alle trasmissioni della sera. Eppoi ci sono i videomessaggi. Non sarà il Silvio Berlusconi di sempre, ma, per quali erano le premesse, è sempre meglio di niente. «Chi parla di un presidente abbattuto e di un partito ripiegato in se stesso si sbaglia di grosso e se ne accorgerà presto», puntualizza Giovanni Toti, consigliere politico dell ex premier. Seppur, come sostiene la coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini «questo sia comunque un giorno infausto per la democrazia», il Cavaliere ha ancora qualche carta da giocarsi. «Con Berlusconi aspettiamo fiduciosi e continuiamo a lavorare ai programmi e alle liste in vista delle elezioni europee», ha aggiunto Toti. È proprio sulle liste che l ex premier è particolarmente concentrato, convinto che le candidature giuste possano aiutare gli azzurri a recuperare il gap colclamoroso 37% pidiellino di cinque anni fa. Dopo avere assecondato il desiderio di Raffaele Fitto a «dare una mano» e dimostrare la sua forza a suon di preferenze, l idea è quella di scatenare la competizione interna, invitando tutti i big a scendere in campo per Strasburgo. I contattati dalcavaliere sono quasi tutti gli ex ministri dei vari governi da lui presieduti e gli ex coordinatori regionali. C è anche il capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta, che ieri ha paragonato il Cavaliere ad Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, costretta per molti anni agli arresti domiciliari dal regime birmano cui si opponeva. Poi ci sono tutti gli europarlamentari uscenti, buona parte mosa agibilità politica cui il Cavaliere tiene assai in vista della campagna elettoraleperleeuropee. Ma anche pervia deltempismo: dopo il rinvio di ieri, l unica cosa praticamente certa è che la pronuncia del tribunale arriverà dopo la scadenza del termine (fissato al 15 aprile) di presentazione delle liste per Strasburgo. Un appuntamento cui il Cavaliere voleva arrivare sapendo di preciso quale sorte lo aspettasse e potendo conseguentemente tararci sopra profilo e strategia dei candidati. Con i tempi che si sono dati i magistrati, invece, l ex presidente del Consiglio si troverà costretto a procedere al buio, licenziando le liste di Forza Italia prima di sapere quale e quanta sarà la propria agibilità politica in vista della campagna elettorale. Che il barometro politicogiudiziario per il Cavaliere nonstiavirandoversolatempesta,ad ogni modo,lo si intuisce anche dai toni tutt altro che apocalittici delle (nemmeno moltissime) sortite degli esponenti di Forza Italia. Così, in luogo del consueto muro di dichiarazioni anti-toghe che gli azzurri alzano in difesa del leader ogni qual volta la magistratura passa il segno, ad imporsiè il basso profilo.il consigliere politico dell ex premier Giovanni Toti «prende atto» con una certa intuibile soddisfazione della pronuncia del pg e e «resta fiducioso che il tribunale di Sorveglianza saprà giudicare tenendo ben presente la statura umana e politica della persona che ha difronte». Anche Michaela Biancofiore, una che di solito non usa mezzi termini, trattiene a stento l ottimismo dicendosi «soddisfatta» della linea assunta dalla Procura e di «attendere fiduciosa» la decisione del tribunale. Meno ottimista Mariastella Gelmini, secondo cui «al di là delle decisioni che assumerà il Tribunale di Sorveglianza sul presidente Berlusconi quella di oggi (ieri, ndr) è una giornata infausta per la democrazia» dei quali hanno già iniziato a girarsi in lungo e in largo iloro collegi. «È sulla serietà dei nostri candidati e il loro radicamento che possiamo erodere consensi al Movimento 5 Stelle», ha spiegato a uno di loro. Grazie a questa foga di mettere in lista i «portatori di voti», si sono riaperte la speranze anche per Claudio Scajola. L ex ministro dell Interno e uomo forte degli azzurri in Liguria è da qualche giorno lontano dai riflettori, ma, proprio per questa ragione, potrebbe essere ripescato all ultimo secondo. Il già coordinatore di Forza Italia, del resto, si è sempre detto disponibile a candidarsi anche «in coda alla lista» e le cose potrebbero andare proprio così. Le liste sono quasi complete per il Nord Ovest, cuore del «potere» azzurro, e dove correrà proprio Toti, a buon punto nel Sud dove ci sarà Fitto, anche se non è sicuro che sia capolista. Le liste sono solo Atteggiamento di cautela anche nel Partito democratico. Il reggente Lorenzo Guerini, richiesto di un parere circa le ricadute del caso Berlusconi sul percorso delle riforme, auspica la presenza di «unclima sereno». Sulla stessa lunghez- Il partito reagisce Forza Italia respira e va allo sprint sulle liste Toti: «Il partito sta bene, ve ne accorgerete», Brunetta: «Silvio come San Suu Kyi». E Scajola pronto a tornare in campo Giovanni Toti [Ftg] da rifinire al Centro, dove le cose saranno rese più difficili dalla toscanità di Matteo Renzi, mentre restano grosse incognite per il Nord Est, dove tutti i contattati cui è stato chiesto di fare il capolista si sono sfilati. «L ultima parola spetta al presidente, che visterà il lavoro fatto finora a metàdella prossimasettimana»,garantisce un dirigente azzurro. Qualcuno nel partito si aspetta che abbia un paio di sorprese in serbo, forse imprenditori. A più avanti sono state rinviate anche le manifestazioni contro le decisioni del Tribunale di sorveglianza di Milano che i Club Forza Silvio ed alcuni coordinamenti avevano organizzato in vista del pronunciamento. La «prudenza» chiesta a tutti da Niccolò Ghedini ha già dato alcuni risultati strategici importanti. Sia l Ncd con Angelino Alfano che Fratelli d Italia con Giorgia Meloni e Guido Crosetto si sono «augurati» che all ex premier sia consentito di «fare campagna elettorale», mandano segnali distensivi che lasciano ben sperare che, in caso di voto anticipato, si possa ricostituire un fronte comune di centrodestra.

3 PRIMO PIANO Venerdì 11 aprile SCONSOLATO L ex premier potrebbe assistere gli anziani e i disabili presso la fondazione Restelli, una casa di riposo nella periferia milanese il potere delle toghe «Più che ingiustizia. È una bestialità» Berlusconi deluso e preoccupato, teme che l affidamento in prova non garantisca la piena agibilità politica. Coi fedelissimi si è sfogato: «È vergognoso rieducare un uomo che ha fatto tanto per l Italia» La parola definitiva sulla sorte di Silvio Berlusconi spetta al tribunale di sorveglianza, che si è riunito ieri. L ok all affidamento dell ex premier ai servizi sociali era stato dato, precedentemente, dal procuratore generale di Milano Antonio Lamanna. Nelle foto piccole, due delle opere che ieri mattina l artista milanese Beast ha appeso in corso di Porta Ticinese per ironizzare sulla situazione del Cavaliere [LaP/Ftg] za d onda il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nonché braccio destro del premier Graziano Delrio, secondo cui l esito della vicenda giudiziaria dell ex premier «non influirà sul cammino delle riforme». L intervista «Con Silvio in campo siamo da 24%» L ex Guardasigilli Nitto Palma: «Gli elettori vogliono vedere lui, l affidamento in prova è l unica possibilità» ::: TOMMASO MONTESANO ROMA «L unica soluzione accettabile per noi è l affidamento in prova ai servizi sociali. E ce l aspettiamo». Però Nitto Francesco Palma, presidente della commissione Giustizia del Senato, resta cauto in attesa della decisione del tribunale di Sorveglianza di Milano sulle modalità con le quali Silvio Berlusconi dovrà scontare la pena per la condanna Mediaset. Perchè anche nelcaso in cui alcavaliere fosse concesso l agognato affidamento ai servizi sociali, ricorda Palma, «bisognerà vedere il tipo di prescrizioni che il giudice imporrà: Berlusconi potrà uscire dalla Regione? Potrà lasciare il Comune di residenza?». Solo allora Forza Italia potrà organizzare la campagna elettorale per le Europee. Di certo, ammette l ex Guardasigilli, «la detenzione domiciliare non consentirebbe neanche un minima agibilità politica a Berlusconi». E voi avete bisogno del Cav. «Il nostro elettorato sa perfettamente che Forza Italia è Berlusconi. Però è chiaro che se Berlusconipotrà partecipare alla contesa per le Europee, per il partito sarebbe un vantaggio enorme. Ogni volta che Berlusconi ha preso su di sè ::: SALVATORE DAMA ROMA «No, davvero non ho nulla di cui gioire». Malgrado persino la Procura voglia evitargli gli arresti domiciliari, Silvio Berlusconi non riesce a sorridere alla notizia. Neanche un sospiro di sollievo. Un «poteva andare peggio». Questo è già il peggio, per il Cavaliere: «Ma vi rendete conto? Un uomo con la mia storia, uno che ha solo fatto del bene a questo Paese, costretto ad essere rieducato... Un ingiustizia mai vista. Una bestialità». Quelle che arrivano da Milano non sono buone notizie. Non perberlusconi, non per isuoi avvocati: «Servizi sociali non significa garanzia di agibilità politica», spiegava ieri Silvio ai fedelissimi, «il tribunale può imporre delle prescrizioni molto severe. Sottoporre ogni mio spostamento all autorizzazione. In questa situazione non è affatto scontato che io riesca a fare campagna elettorale», si lamentava un Cavaliere molto arrabbiato. Tardo pomeriggio. AlTribunale di Sorveglianza finisce l udienza sul caso numero 9, quello di Berlusconi Silvio. Il procuratore generale Antonio Lamanna viene incontro alle richieste del collegio difensivo dell ex premier e dell Ufficio esecuzione penale esterna. Il condannato può espiare la pena in affidamento ai servizi sociali. Per l accusa la situazione che emerge dal fascicolo e dalle relazioni degli esperti non richiede misure più restrittive, tipo gli arresti domiciliari. L età ha giocato a favore, anche se la legge ex Cirielli non prevede automatismi per gli over 70, ma lascia al potere giudiziario la facoltà di decidere sulle pene alternative al carcere. Berlusconi potrebbe assistere gli anziani e i disabili presso la fondazione Restelli, nella periferia milanese, una casa di riposo dove avrà l obbligo di presentarsiuna volta a settimana. Per mezza giornata. Il presidente del Tribunale di Sorveglianza si è preso unpo digiorni-dai5ai15-per assumere la sua decisione. Non è un aspetto secondario. Perché il peso della campagna elettorale, anche in situazioni drammatiche, siamo arrivati a sfiorare la vittoria». Raggiunta quale percentuale di voti Forza Italia si considererà soddisfatta? «Alla luce di tutto quello che è accaduto, inclusa l esplosione del fenomeno Renzi, ottenere lo stesso risultato delle Politiche, o addirittura qualcosa in più, sarebbe positivo». Un anno fa il Pdl incassò il 21,6%. «Qualunque risultato tra il 20 e il 24% sarebbe da accogliere con favore». Non teme la concorrenza del Ncd? Si vocifera di una decina di senatori forzisti pronti a passare con Angelino Alfano. «Io non ne ho sentore. Ove mai qualcuno dovesse avere quest idea, credo che attenderebbe l esito delle Europee per capire se suicidarsi o meno». Tra voi e il Ncd è scontro continuo. La ricomposizione è ancora possibile? «Se la legge elettorale dovesse richiedere la formazione di una coalizione, è interesse ditutto il centrodestra stare insieme. Per questo sarebbe opportuno abbassare i toni. A meno che...». Amenoche? «A meno che il Ncd, dopo aver immaginato di il graffio La balla quotidiana Titolo: «Domiciliari, l ultima di Berlusconi: Si farà operare al menisco». Catenaccio: «Cerca ilmodo dirinviare l esecuzione della pena». Con questa perla di giornalismo investigativo il Fatto quotidiano di Travaglio e Padellaro «informava» i propri lettori martedì. Poi, passati due giorni, si è capito che era una balla. Una delle tante. rappresentare il nuovo, non tolga la lettera D dal proprio simbolo per fare coalizione con Renzi». A proposito di Renzi, sulle riforme la tensione tra voi e il premier è crescente. «Sul superamento del bicameralismo perfetto, la fuoriuscita del Senato dal meccanismo della fiducia al governo e la riduzione del numero dei senatori, ci siamo e ci saremo». Dove sono i problemi allora? «Sulla composizione del Senato: così com e non va bene. Per i senatori deve essere prevista l elezione. Senza indennità». Siete pronti a convergere sul testo depositato dalla minoranza del Pd? «Sull eleggibilità del Senato la convergenza può esserci sicuramente, ma siamo pronti anche apresentare un nostro disegno di legge». Cosa non vi convince del testo attuale? «ComefailSenatoalavorarequandoisuoi componenti hanno un altro incarico? E poi c è il problema della rappresentanza». A cosa si riferisce? «Con i rapporti di forza attuali negli Enti locali, c è il rischio di avere un Senato composto da 80/90 esponenti di centrosinistra contro i 20/30 di centrodestra». dal dispositivo dell ordinanza si capirà quanta libertà le toghe lasceranno al presidente di Forza Italia per fare campagna elettorale. Se dovrà rincasare tutte le sere nottetempo, se potrà viaggiare oltre i confini della Regione di residenza per comiziare o se dovrà rimanere entro il perimetro della Lombardia. O, peggio, entro le mura di Arcore. Con l affidamento aiserviziè certo che Silvio non avrà limitazionisulle visite (esclusi pregiudicati e tossicodipendenti) e avrebbe la certezza di poter imbastire una campagna elettorale basata su videomessaggie interviste a media nazionali e locali. Sempre che il Tribunale non smentisca la procura e decida diversamente. «Prendiamo atto delparere favorevole aiservizisociali e restiamo fiduciosi che il giudice terrà ben presente la statura umana e politica della persona che ha di fronte e, soprattutto, la responsabilità verso i milioni di moderati che si riconoscono in Berlusconi». Ilconsigliere politico Giovanni Toti pensa positivo. Lo fa anche il Cavaliere, giura lui: «Non è abbattuto, è fiducioso». In realtà nessuno, sia nell inner circle sia nel partito, osa immaginare cosa accadrebbe nel caso in cui, a sorpresa, arrivassero i domiciliari. Il differimento dell ordinanza deltribunale milanese non semplifica la vita al leader azzurro. Specie nella delicata operazione didefinizione delle liste perle elezioni europee. Vanno consegnate entro il 15 aprile, quando potrebbe essere ancora incerto il destino berlusconiano. La situazione peggiore è se lui scoprisse ilgiorno dopo di non poter prendere parte alla campagna elettorale avendo, il giorno prima, deciso di tenere i figli lontani dall agone politico. Nell incertezza si vive assai scomodi. Se poi ai tormenti dell animo si aggiungono gli acciacchi fisici, buonanotte. Berlusconi ieri doveva essere presente al Tribunale di Sorveglianza. Non c era. Il Cav ha ancora il ginocchio gonfio, non riesce a camminare, con le stampelle si affatica, prevalentemente sta seduto o steso. Sta facendo fisioterapia, ma le cose non sembrano andare molto meglio. Rischia di finire sotto i ferri. L usura alla cartilagine del ginocchio potrebbe essere operata con l introduzione di una protesi. Insomma, più che da una toga, la campagna elettorale berlusconiana potrebbe essere frenata da un camice bianco. La libertà di girare le piazze italiane limitata non per sentenza ma dalla cartella clinica. Ma Berlusconi non può permettersi il lusso di fermarsi. È atteso a Roma per un nuovo incontro con Matteo Renzi per aggiornare il patto sulle riforme, in seguito alle difficoltà sopraggiunte con i nuovi meccanismi di selezione del Senato. Ma soprattutto, lo aspettano a piazza San Lorenzo in Lucina per riprendere in mano il timone di una barca alla deriva: Forza Italia. Ieri «Berlusconi ha lavorato tutto il giorno serenamente alle liste e alprogramma», racconta Toti. Le candidature non riserveranno fuori d artificio. Saranno compiute «scelte difensive», atte ad agevolare la rielezione degli uscenti. Non ci saranno nomi di grido. E soprattutto non ci sarà lui: «Senza di me in lista», riflette Silvio, «e senza di me in tv,forza Italia finirà al dieci percento». La Pascarella In lista Giusy l amica della Pascale Giusy Pascarella [web] ::: ROMA È consigliere comunale a Maddaloni, in provincia di Caserta, dove «tutti hanno aderito a Forza Italia» e da anni milita nelle file degli azzurri in Campania. Giusy Pascarella, però, è assurta alla notorietà soltanto dopo un pranzo insieme a Francesca Pascale in un ristorante del ghetto di Roma, a inizio novembre. Questa notorietà non potrà che aumentare, visto che il suo nome è comparso tra quelli dei candidati forzisti nella circoscrizione Sud per le Europee. «Ha mai visto una amica di Francesca nelle liste? Lei non siinteressa di queste cose», diceva all intervistatore del Corriere del Mezzogiorno dopo quelpranzo. Coltempo, l interesse è evidentemente cresciuto. E una delle facce nuove potrebbe essere la sua. Poco più che quarantenne, una foto con autografo delcavaliere sul profilo Facebook, la neo candidata ha conosciuto la compagna dell ex premier «nel 2008, visto che era amica della segretaria di Fulvio Martusciello», consigliere regionale e recordman di preferenze. Ai tempi la first lady era una semplice attivista e fondatrice del Club Silvio ci manchi, la consigliera di Maddaloni la aiutò nel raccogliere un numero considerevole di preferenze alle Provinciali: «Da allora ci siamo sempre frequentate», raccontava Pascarella. Dell amica sembra sapere tutto: «Francesca è felice, innamoratissima, si è sottoposta a qualche piccolo ritocco alle labbra, ma non al naso, niente di importante». E tanto per cambiare ha anche lei un cagnolino: «Dudù è identico al mio, che si chiama Minnie, che però è molto meno famoso». Mai momento fu più propizio per la sua discesa in campo: la campagna elettorale azzurra si giocherà anche su temi animalisti. P.R.

4 4 Venerdì 11 aprile 2014 il potere delle toghe PRIMO PIANO IL CELESTE SI DIFENDE «Questo è un attacco per distruggere la mia persona e la mia opera. Io che ho creato un sistema virtuoso nella mia Regione» Formigoni si candida? Glisequestranoiconti Per ordine del Gip di Milano congelati beni per un valore di 49 milioni nell ambito del rinvio a giudizio nell inchiesta sulla sanità in Lombardia ::: SALVATORE GARZILLO Dal Celeste alle acque azzurre della Costa Smeralda. Segue una singolare scala cromatica la vicenda giudiziaria dell ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, a cui ieri il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Milano ha sequestrato una villa da sogno in Sardegna, 5 conti correnti, immobili a Lecco e Sanremo di cui è comproprietario con ifratelli. I beni rientrano nel provvedimento di eventuale confisca in caso di condanna - nell ambito dell inchiesta sulla sanità lombarda - che individua in «49 milioni 883mila 208» euro la cifra della presunta corruzione contestata a Formigoni, al faccendiere Pierangelo Daccò, all ex assessore lombardo Antonio Simone, e all ex ad della Fondazione Maugeri, Costantino Passerino. In dettaglio, 39 milioniriguarderebbero la corruzione per la Maugeri e 7,6 milioni le presunte mazzette intascate dal Celeste per il caso San Raffaele. Tra i beni finiti nel Fondo Unico Giustizia su ordine del giudice Paolo Guidi c è anche la villa in località Li Liccioli (Arzachena): 13 vani da 400 metri quadrati immersi in una proprietà di 10mila metri quadri, con piscina e vista mozzafiato. La villa della discordia, acquistata nell ottobre 2011 da Alberto Perego dalla Limes srl dierika Daccò, una delle figlie dell imprenditore. Secondo la Procura quella villa sarebbe stata comprata con i quasi 70 milioni guadagnati da Simone e da Daccò grazie alle consulenze per la Fondazione Maugeri, e poi rivenduta a Perego con uno sconto di1,5 milioni.«tranquillizzo tutti, non ho mai posseduto nemmeno la centesima parte di 49milionidi euro - ha commentato Formigoni, al quale è stato "risparmiato" il conto sul quale percepisce l indennità parlamentare - Su uno dei miei due conti correnti ho un attivo di 18 euro e 20 centesimi, sull altro un passivo di 75mila euro. Posseggo una Alfa Mito del 2012 per me, una Panda del 2009 e una Multipla del 2008 in dotazione ai miei collaboratori. Non ho mai posseduto una casa in Sardegna. Le proprietà immobiliari sono: un appartamento nella periferia di Sanremo di 36 metri quadri e tre appartamenti in Lecco di 400 metriquadrati complessivi, che sono stati ereditati dai miei genitori. Tutti in comproprietà con i miei due fratelli». Eppure nel provvedimento Renato Schifani [Lapr] ::: BARBARA ROMANO Presidente Renato Schifani, tra pochi giorni il tribunale di sorveglianza di Milano deciderà il futuro di Berlusconi. Che effetto avrà questo su Forza Italia? Quanti sono i senatori azzurri pronti a passare con voi? «Ho contatti disola normalità con i colleghi di Fi. Noi andiamo avanti per la nostra strada, non cerchiamo di fare campagna acquisti. Abbiamo la forza delle nostre idee». Prevede comunque una diaspora verso il Ncd? «Fi sta vivendo un momento molto difficile. Non escludo, quindi, che alcuni loro senatori possano in futuro venire con noi, perché la scommessa del Ncd è stata quella della coerenza: noi siamo rimasti dove eravamo, cioè alla guida del Paese in un momento di difficoltà. E siamo un partito che, a differenza di Fi, ha un progetto e un candidato leader». Giovanni Toti ha detto a Libero:«Dobbiamo smarcarci da Renzi, oppure resteremo fregati». Non vale anche per voi? «No, perché l elettorato di centrodestra di sequestro il gup Guidi scrive che Daccò e Simone erano «i gestori di un tesoretto (per decine di milioni di euro) che in parte, negli anni, veniva messo a disposizione di Formigoni e del suo entourage, per spese perville, imbarcazionidi alto bordo, lussuose vacanze, cene, appuntamentielettorali ecc.». Inoltre, l ex governatore «ha avuto la disponibilità di ingentisomme didenaro in contante non giustificate dai suoi legittimi introiti». La replica del senatore Ncd: «Quello che guadagna un governatore è noto. Questo è un ulteriore attacco per distruggere la mia persona, la mia opera e la Roberto Formigoni in vacanza in Sardegna nel 2010 [Web] mia memoria. Io, che ho creato una sanità virtuosa in Lombardia». E che, forse, si candiderà alle prossime elezioni europee. Per il gup, la «gestione dei finanziamenti nel campo della sanità lombarda era sotto il controllo di un tavolo di cuifacevano parte» l allora dg Carlo Lucchina «e il condivide le riforme istituzionali di questo governo, la riduzione della pressione fiscale e gli 80 euro a famiglia che verranno introdottiin busta paga da maggio, la riduzione dei costi della spesa pubblica e la semplificazione amministrativa». Ma allora perché questo elettorato dovrebbe votare voi anziché Renzi? «Perché, se è vero che Renzi sta attuando una politica non esclusivamente di sinistra anche con la riforma del lavoro, resta pur sempre il segretario del Pd, un partito lontano anni luce da noi». A furia di stare al governo col Pd e di applaudire al suo segretario, il rischio è che vi omologhiate alla sinistra. «Non saremo assorbiti dalmodello Renzi.La nostra è e sarà sempre una sana competizione all'interno di un'alleanza che deve procedere rapidamente e bene nel campo delle riforme, per poi tornare ad essere avversari alle elezioni». È possibile che sulla riforma del Senato vi accordiate con i grillini e i malpancisti di Forza Italia e Pd? «I nostri ministri hanno contribuito significativamente a realizzare il testo della riforma. Il vincolo di coalizione e di appartenenza partitica ci lega a un senso di coerenza e di responsabilità nel non porre freni al percorso di riforme istituzionali volute da Renzi, ma anche da noi». Roberto Formigoni [Fotogramma] segretario generale della Regione Lombardia (Sanese)», e Formigoni. Il quale, a chi gli chiede se al processo porterà ricevute per giustificare le presunte regalie, risponde: «Non esistono ricevute. Ma scusate, tra amici che si ospitano o si invitano a cena si fanno fatture?». Parla Renato Schifani «Molti in Fi passeranno al Ncd» «Stando al governo stiamo guadagnando consensi: noi abbiamo un leader credibile, loro no» Nulla da eccepire, quindi, su un Senato di nominati? «Su alcuni punti cercheremo di essere costruttivi, ma in una logica di modifiche concordate con i partiti di maggioranza, non con alcuni gruppi dell opposizione». Da ex presidente del Senato, crede davvero che l assemblea di palazzo Madama accetti di fare la parte del tacchino alla cena di Natale? «Non possiamo apparire come quelli che difendono sindacalmente il Senato per averne fatto parte per tantissimi anni. Bisogna guardare avanti e sforzarsi di realizzare il monocameralismo invocato da tanti, anche da noi in passato, che renderà più veloce il percorso legislativo, dando riposte più immediate ai cittadini». Alla vigilia del congresso del Ncd il tema più importante è la vostra intesa con l'udc. Morirete democristiani? «No, perché il nostro progetto non è un alleanza con altri, bensì un aggregazione dituttii moderati. Ma è anche una risposta per evitare che il voto degli elettori dell Udc possa disperdersi. Stiamo dimostrandocheilnostrocoraggiosièconsumato non solo nel distacco da FI, ma anche nella sfida di nuove avventure che offrano al Paese un nuovo progetto di centrodestra, in grado di innovare la politica e dare speranza al futuro dei nostri figli». QUATTRO QUESITI I referendum per fermare banche e Equitalia Emilio Fede [Ansa] Un Referendum dal titolo emblematico:«ci tolgono anche le mutande». È indetto dall Associazione «Alt», dal Movimento dell Italia in Mutande e dall Associazione Progetto di Vita. Tra i promotori anche Emilio Fede. Verrà presentato questa sera,all HotelVillabella di San Bonifacio (Verona). In questa occasione saranno presentati i 4 punti oggetto della raccolta firme, tra cui il più importante è il condono dei debiti riscossi da Equitalia,perché divengano contenuti di legge. Biagio Maimone, fondatore dell Associazione «Progetto di Vita», ritiene che «le persecuzioni delle società di recupero crediti e delle banche debbano essere condannate al pari dello stalking nei confronti delle donne. Tale stalking, definito stalking economico conduce all esasperazione ed al suicidio. Bisogna, pertanto, ricorrere alle firme del popolo, che è espressione di sovranità. Il popolo in uno Stato democratico decide». A partire da questa manifestazione i promotori si impegnano a creare un movimento politico, che si chiamerà «U.S.V.» (Uniti Si Vince). I promotori dell iniziativa referendum chiedono 1)il condono di tutti i debiti contratti con l agenzia delle entrate Equitalia fino al 31 gennaio 2012 e la regolamentazione del tasso di interesse applicato dall ente di riscossione e dalle banche; 2) l abolizione della segnalazione di protesto di assegno bancario o cambiario nelle camere di commercio e nelle banche dati; 3) la lotta allo stalking economico; 4) l uscita dall euro.

5 PRIMO PIANO Venerdì 11 aprile A MALI ESTREMI... Meglio dare un taglio alla Casta. Resteremo sempre sudditi, ma almeno avremo la consolazione di risparmiare il potere delle toghe Chiudiamo la politica, comandano i giudici Su Berlusconi prendono tempo, intanto si decidono le candidature. Sulla fecondazione si dimenticano di un referendum. E se uno straniero vuole investire (Fly Emirates) lo bloccano. A questo punto facciamo senza Camera, Senato e Colle: almeno risparmiamo 2,5 miliardi ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO (...) i giudici, dunque meglio cambiare la Costituzione e stabilire che la Repubblica è fondata non sul lavoro ma sulla magistratura, ordinaria, amministrativa e perfino speciale. Esagerazioni? Macché: nei fatti è già così. Prendete ciò che è successo in questi giorni, a cominciare dalla vicenda che riguarda Silvio Berlusconi. Il destino di una forza politica che è stata fino a ieri maggioranza nel Paese e ad oggi è un elemento determinante della vita politica e del processo di riforme della Repubblica è in mano alle toghe. Tocca a loro decidere per il pollice verso, ovvero per il divieto al Cavaliere (ex) di fare politica. Loro, non gli elettori saranno determinanti nella decisione che riguarderà l'uomo politico che ha guidato l'italia per anni. E, sempre loro, stabiliranno se gli italiani potranno sentire il loro leader o vederlo impegnato nella prossima campagna elettorale. Si dirà, Berlusconi è stato condannato e la giustizia fa ilsuo corso. Vero, ma chissà perché quando si tratta del leader del centrodestra è un corso che viene percorso in fretta, tanto in fretta che perfino il direttore del Fatto quotidiano ha suggerito di rallentare, rinviando ogni decisione a dopo le elezioni europee. Ma tant'è. Il Cavaliere ha quasi settantotto anni, è un pericoloso criminale e non si può lasciare a piede libero, pena ilrischio che reiteri ilreato e rivinca le elezioni. Ma non è tutto. A conferma che la nostra è una Repubblica giudiziaria ci sono altri fatti. Il primo è quello che riguarda la decisione della Corte costituzionale sulla fecondazione eterologa. Siccome il Parlamento in passato aveva approvato una legislazione restrittiva, ci hanno pensato i supremi giudici a renderla più ampia. Via i divieti e fecondazione assistita per tutti.chise ne importa delle decisioni dei rappresentanti del popolo, quelli che contano sono i rappresentanti della Consulta, i qualiormai si sono sostituiti al Parlamento, bocciando e modificando tutto ciò che non gli garba. A ciò si aggiunge che le toghe, massime o minime non fa differenza, non modificano soltanto le norme che riguardano principi etici come il dono della vita e la possibilità di procreare secondo natura, ma mettono mano anche altrove, ad esempio su coppie di fatto e matrimoni gay. Camera e Senato si attardano e non approvano la legge che consente la regolarizzazione delle unioni omosessuali (per altro provvedimento che dovrebbe essere preso al più presto,proprio per evitare che la giustizia faccia da sé)? Niente paura, ci pensa il giudice, che ordina al Comune di registrare le nozze fra due uomini celebrate all'estero. La legislazione italiana non lo consente? Fa nulla, il giudice dispone l'ordinanza e se il Comune si opporrà a decidere sarà la Corte costituzionale, cioè quelli della fecondazione eterologa e il Parlamento si adeguerà. Altra dimostrazione? La faccenda Emirates che raccontiamo oggi su Libero.Lacompagnia araba decide di scommettere sull'italia e di inaugurare un volo Malpensa-New York, ma alla concorrenza non piace, così - in barba agli inviti aglistranieri a venire a investire nel nostro paese - interviene il Tar, che sospende il volo e lascia a terra gliaerei di Dubai. E poi dicono non sia vero che la giustizia tarpa le ali all'italia. All'Alitalia no, ma alla Emirates sì. Potremmo continuare per pagine e pagine a raccontarvidisentenze che scavalcano le leggi e cambiano le carte in tavola: dall eutanasia (vedi caso Eluana) ai rapporti tra famigliari. Ma ci siamo capiti. Dunque, visto che comandano i giudici e che decidono loro sia in materia di leggi, che di politica e concorrenza, meglio darci un taglio. Resteremo sempre sudditi, maalmeno avremo laconsolazione di risparmiare due miliardi e mezzo. Giudicate voi se è poco. maurizio.belpietroliberoquotidiano.it BelpietroTweet il graffio Telegattone Crisi d ansia ieri. Calava il sole e ancora non si aveva notiziadiintervisteamatteo Renzi. Certo, il premier imperversava in tutte le reti tv, ma erano immagini di repertorio. Per fortuna poi è arrivato il Tg3 e la bersaniana Bianca Berlinguer in persona ha provveduto a fornire al popolo la sua dose quotidiana di Renzi parlante. La nazione ringrazia. Schiaffo alla compagnia di Dubai Il Tar del Lazio blocca il volo Milano-New York Malpensa è sempre più isolata. Il Tar del Lazio, infatti, ha bloccato il collegamento con New York che era operativo da ottobre. La notizia getta nella costernazione i vertici della compagnia araba e soprattutto la Sea alla ricerca di nuovi collegamenti per dare consistenza al traffico nella cattedrale del varesotto. Non a caso la stizzita dichiarazione del presidente Pietro Modiano: «È un provvedimento stupefacente e inatteso tanto più in vista di Expo, evento per il quale auspicavamo una politica di Open Sky». Ma soprattutto sono costernati i clienti che vedono sfumare la tariffa oggi più conveniente per raggiungere la Grande Mela. Applaudono Delta e American che si tolgono di mezzo un pericoloso concorrente. Esulta a gran voce Alitalia che ha presentato il ricorso insieme ad Assoaereo: si tratta dell associazione di Confindustria che rappresenta il trasporto aereo. Un semplice paravento. A scorrere l elencodegliiscrittisiscopre chesono tutte sigle legate direttamente o indirettamentelegate allaexcompagniadibandiera. Insomma ancora una volta Alitalia è riuscita a tirare un bel calcione a Malpensa togliendo una opportunità di sviluppo. Non a caso il presidente della Regione, Roberto Maroni, se la prende ancora una volta con Roma che danneggia Milano. Certo la decisione del Tar non è proprio un bel biglietto da visita alla vigilia di Expo. Soprattutto considerando che il governo italiano, non più tardi di un paio di mesi fa con Enrico Letta era andato neipaesidelgolfoasollecitareinvestimenti. È forte l impressione, infatti, che mai come negli affari gli amici vengano scelti in maniera opportunistica. Alcuni vanno bene e altri meno. Dipende dalle circostanze. Per esempio ilcartellino rosso a Emirates può essere un bel vantaggio per Etihad che sta trattando in queste ore, la partita definitiva per acquistare Alitalia. E vero che Emirates ed Etihad sono più che cugine: una Dubai e l altra Abu Dhabi Dubai. Mai come in questo caso, però, i parenti sono serpenti. Aver messo fuori gioco un avversario molto pericoloso su una rotta tanto vantaggiosa come il Malpensa-New York può essere un incentivo alla firma. Tanto più che iltar rovescia iprecedenti pronunciamenti a favore della compagnia araba, poi confermati dal Consiglio di Stato, che avevano rifiutato la procedura d urgenza richiesta da Alitalia. DA DUBAI A MILANO Sopra, hostess della Emirates; a destra, il volo atterra a Malpensa [Ftg e Ansa] La motivazione della sentenza è molto tecnica e parla delle vie del cielo che sembrano immense ma sono rigidamente regolate. La regola fondamentale è quella degli accordi bilaterali: i diversi Paesi si accordano perchè le rispettive compagnie nazionali possano volare da una città ad un altra nei diversi Stati. C è poi quella che viene definita la Quinta libertà del trasporto aereo. Consente di imbarcare passeggeri e merci negli scali intermedi. Il volo di Emirates che arrivava a New York aveva infatti origine a Dubai. La deroga deve essere concessa dal governo e dalle autorità di vigilanza e non è semplicissima da ottenere. Singapore Airlines aveva bussato per tre anni. Non avendo ottenuto risposta si era diretta verso Barcellona. Scottati, forse, da questa esperienza il Ministero dei Trasporti e l Enac erano stati generosi con Emirates concedendo il disco verde per diciotto mesi. Alitalia si è messa di traverso fin dall inizio. Sostiene che i trattati internazionali consentono di rilasciare i permessi straordinari a compagnie ben identificati: i vettori nazionali, comunitari e dei Paesi di destinazione. «In nessuno Stato è neanche ipotizzabile la concessione a compagnie extracomunitarie». Assoaereo lamenta che l'autorizzazione sia stata data «senza alcuna contropartitaperivettorinazionaliepergiunta su tratte, come Malpensa-New York, già servite da compagnie aeree sia italiane che statunitensi». La sentenza conclude Alitalia «rappresenta un passaggio fondamentale in quanto allinea l'italia agli altri Paesi, non solo europei, e fornisce una chiara risposta alle altre compagnie extracomunitarie che volessero seguire l'esempio di Emirates». Un bel messaggio a Etihad: o compra Alitalia o non metterà mai un carrello in Europa. N.SUN.

6 6 Venerdì 11 aprile 2014 i nostri soldi ITALIA TIMORI Padoan ha tempo fino al 18 aprile per trovare la quadra. Dopo la scoperta che gli 80 euro in più andranno a 6 milioni di persone e non a 10, il pasticcio è in agguato Il bonus ai più poveri lo pagano le imprese Il governo promette di aiutare anche i lavoratori a basso reddito. L ipotesi: prestiti dalle aziende o dall Inps. Bonanni (Cisl): «Temo che sia tutta una partita di giro» ::: ANTONIO CASTRO I datori di lavoro - famiglie e imprese - faranno da primifinanziatori per elargire il bonus Renzi agliincapienti (tuttiquelli che guadagnano meno di 650 euro al mese, 8mila l anno). L idea del governo, per includere (tardivamente) gli oltre 3 milioni e 900mila lavoratori a basso reddito nell operazione, è di concedere il bonus, che però viene anticipato mensilmente dal datore di lavoro. E poi l azienda, o il datore di lavoro, compenseranno ilbonus(che viene stimato tra i 380 e i 200 euro per i prossimi 8 mesi) in sede di dichiarazione dei redditi. Un pasticcio o una dimenticanza, quello degli incapienti, che è saltata fuori solo alla seconda presentazione del piano per la redistribuzione«achihasemprepagato». In verità i famosi «10 miliardi per 10 milioni di lavoratori» - annunciati il 12 marzo con ricco contributo di slide colorate - sono diventati l altro giorno 6,7 miliardi. Ora «scoperto» improvvisamente ilpopolo numeroso e variabile degli incapienti fiscali - che in un primo momento restavano fuori dal bonus renziano - si sta cercando di correre ai ripari. Ilproblemaèchetralevarie ipotesi allo studio non rientra, sembra, l aumento proporzionale del bonus al diminuire del reddito,anche perché in questo caso bisognerebbe riconoscere a chi guadagna meno di 600 euro al mese molto più dei promessi 80 euro. Ma la sostenibilità finanziaria di questa operazione è inattuabile. Perché invece del miliardo frettolosamente preventivato ne servirebbero molti di più (dai 3 ai 4 miliardi). E poi facendo leva sull anticipo da parte del datore di lavoro invece di un bonus mensile di circa 50 euro imprese e famiglie dovrebbero elargirne subito circa 200 di euro, operazione insostenibile da attuare. Il paradosso è che chi guadagna meno forse incasserà solo 50 euro. Forse. Perché individuata la copertura estemporanea bisognerà limare da altre parti per quella eventuale e strutturale. Vale a dire per gli anni futuri. Renzi ha garantito «ai profeti di sventura che il taglio di 80 euro al mese sarà confermato anche per i prossimi anni». In attesa del 18 aprile, per conoscere nel dettaglio i decreti e quindi lo strumento attuativo dell operazione Irpef, rimangono le perplessità. E le altre ipotesi in campo. Si pensa infatti a coinvolgere anche l Inps, proprio per garantire l effettiva corresponsione in bustapaga delbonus. Come? Intervenendo per decreto - è la strada più rapida e sicuro - suicontributi previdenziali. Il lavoratore ne verserà un po meno all'ente previdenziale, il datore di lavoro aumenterà il netto in busta paga e poi il Tesoro provvederà a coprire la differenza. Un modo rapido di intervenire che offre anche il vantaggio contabile dispostare l effettiva uscita(copertura del bonus), in tempi di competenza più lunghi. Ma questo provocherebbe un ammanco di gettito previdenziale per gli enti pensionistici (non c è solo l'inps ad incassare). E tutti gli istituti previdenziali utilizzano questo incasso per poi pagare le pensioni.considerato che la spesa complessiva per l Inps è di 270 miliardi grattarne via (temporaneamente) 1 non è un operazione impossibile e insostenibile. Peraltro questa ipotetica operazione costringerà poi a dicembre - a chiusura dei conti - il governo a trasferire un altro miliardo all ente. Insomma,comelagirilagiriè sempre un pasticcio monumentale. E incominciano ad accorgersene in molti. «Le misure di Matteo Renzi,volte a dare un piccolo obolo aisuoipossibilielettori», sintetizza ruvidamente Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera, «sotto forma di sgravio fiscale, non sono ancora partite e già si stanno incagliando. Troppe le critiche che vengono avanzate da studiosi indipendenti. Violento il fuoco amico che si abbatte su di lui da partediexministri(comevincenzo Visco) e colleghi dipartito. Il fatto è che quelle proposte, così come sono state comunicate al pubblico, non tengono. Introducono elementidi forte distorsione nel sistema fiscale in quanto tale. Sono state pensate in aperta violazione del principio di eguaglianza e della progressività del sistema fiscale». Brunetta, che nella sua prima vita è un economista mette in guardia Renzi e il governo sulle conseguenze non contemplate: «Una volta che dovesse essere approvata, sarebbero quelli di creare una profonda spaccatura all'interno deglistessilavoratoridipendentiche percepiscono meno di25 mila euro. Guadagnerebbero qualcosa coloro che sono al di sotto dello scaglione di 20mila euro, ma ci rimetterebbe la fascia immediatamente superiore. Resta poi tutto il tema degli incapienti. E, problema dei problemi, quello delle coperture», taglia corto Brunetta che immagina per l approntamento dei decreti un «vero e proprio percorso di guerra». Nel partito dei dubbiosi si è iscritto anche ilsegretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Il navigato sindacalista teme che si tratti di «una partita di giro», come la vicenda incapienti evidenzia. E poi c è sempre lo spauracchio della rimodulazione delle «detrazioni dei coniugi». Proprio un gran pasticcio. Giampaolo Galli (Pd) «I tagli di Renzi? Sono irrealistici Qui comandano Giavazzi&Camusso» ::: FRANCO BECHIS Giampaolo Galli [Fotogr.] Irrealistici perfino su 12 mesi, figurarsi su 6 o7 come è ora. I tagli alla spesa pubblica di Renzi sembrano una boutade a Giampaolo Galli, ex direttore generale di Confindustria e attuale deputato del Pd. Galli è ospite della web trasmissione L Abitacolo che sarà oggi sul sito Internet di Libero (www.liberoquotidiano.it). Ecco i passaggi fondamentali del colloquio avvenuto a bordo. La convince questo Def, dove il famoso contributo da 80 euro al mese viene ricavato in gran parte dai tagli alla spesa pubblica? «Miavessero chiesto alcuni mesi fa se si possono fare 10 miliardiditaglisu base annua nel giro di poco tempo, avrei detto di no. Avrei detto che se si vogliono fare, c è bisognodipiùtempo». Però ormai Renzi l ha detto. Non gli crede? «Il presidente del Consiglio si è tagliato i ponti alle spalle. Ha detto parole di fuoco su se stesso, qualora i tagli non venissero fatti e e gli 80 euro al mese non entrassero nelle buste paga dei lavoratori italiani a partire dal mese di maggio. Per certi versi questo e un metodo giusto. Perché se tu parti dai tagli e non sai qual è l obiettivo, quei tagli ti appariranno sempre troppo costosi». Gli 80 euro sono l obiettivo giusto? «Certo, lo sono. Immagino che non saranno rose e fiori. C era una discussione sul fatto che fosse meglio puntare sulla competitività interna. E quindi c era chi pensava fosse meglio intervenire sull Irap comunque ora si è scelta lo sconto Irpef e va bene così». Sembra che su questo punto tutti siano d'accordo... «Guardi, tutti d accordo più che altro sul fatto che erano insufficienti le misure che aveva preso il governo precedente e guidato da Letta. Tutti: sindacati, imprese, opinione pubblica. Ed era molto strano perché questo significa che sono tutti d accordo a voler ridurre gli spazi dello Stato e tagliare le tasse ai cittadini. Era un opinione di Confindustria fino ha qualche tempo fa, certo non dei sindacati. Oggi domina una strana compagnia, una linea Alesina-Giavazzi-Camusso. Una linea economica tipica dei conservatori, non dei progressisti». E lei non è contento? «Sì, certo. Noto che però è stata soprattutto questa linea ad essere vincente e aver messo in crisi di governo letta. Più della congiura di palazzo, della tragedia alla Riccardo III, alla Giulio Cesare e Bruto, ha contato quella linea che accusava Letta di mancanza di co- IL PRIMO MINISTRO Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nell aula del Senato durante una seduta [LaPresse] raggio». Lo dice come non la convincesse la ricetta Alesina-Giavazzi... «Per fortuna che è stata presa a piccole dosi. Loro proponevano ritagliare 50 miliardi subito. Ne ritenevo irrealistici 10 ma per fortuna il modello è stato preso a dosi più omeopatiche». D accordo con Renzi, quando dice dopo di me il diluvio? «Capisco le perplessità. Ma temo che questo sia l unico modo per tentare di fare le cose. Dopo l esperienza dell'ultimo governo di Silvio Berlusconi credo che ho si forza la mano, oppure non si riesce a fare nulla. Ridurre le tasse, liberare gli italiani dall oppressione fiscale, era il principale tema del contratto con gli italiani di Berlusconi. Non ci è riuscito». E ci riuscirà Renzi? «Quando uno fa una promessa cosìimportante e significativa, con tanta risonanza mediatica, vengono immediatamente fuori i lamenti di quelli che quella cosa non ce l hanno. Per esempio i pensionati e i lavoratori autonomi». In Parlamento passerà? «In Parlamento... Sa, il Parlamento non è questo grande ostacolo. Io perdo ore lì. Spesso si passano ore inutili, sembra un gioco a perdere i soldi del contribuente. Io non ho nessuna propensione a fare anti-politica... Però passando qualche giorno in Parlamento un po di tentazione viene a chiunque...

7 ITALIA Venerdì 11 aprile COLPA DI CHI? Delrio mette le mani avanti: «È una tassa comunale, se i cittadini non saranno contenti ne devono parlare con i loro sindaci» i nostri soldi Gli 80 euro in più se li mangia la Tasi Con l aumento del 33% delle aliquote un immobile che pagava 450 euro ne verserà 600 E la base imponibile di una casa è superiore al prezzo di mercato. Anche di 50 mila euro IL DG DELLA RAI Gubitosi, mano tesa a Matteo «La politica deve esserci. Fuori la politica dalla Rai è uno slogan, la politica deve esserci purché sia quella con la P miauscola». E così, dopo aver preso atto che il suo futuro resta all interno di Viale Mazzini - sino a quando la Rai non troverà una nuova sede - il direttore generale della tv pubblica, Luigi Gubitosi, tende la mano al governo. Con il quale dovrà iniziare a dialogare su tutto, visto che è stato tagliato fuori dal giro delle nomine. Nel mirino anche la governance (ovvero la legge Gasparri), che dovrebbe essere cambiata. Il cda della Rai, infine ha approvato all unanimità il bilancio 2013 che ha visto il ritorno all utile del gruppo, con un risultato netto positivo pari a 5,3 milioni di euro(4,3 milioni per Rai SpA), a fronte di una perdita di 244,6 milioni (245,7 milioni) dell esercizio ::: segue dalla prima FRANCESCO DE DOMINICIS (...) Il sottosegretario Graziano Delrio ha tentato di rassicurare i contribuenti. Tuttavia i dubbi restano. E la quattordicesima di Renzi potrebbe rivelarsi una presa in giro clamorosa. In questi giorni si cercano di fare simulazioni e di calcolare gli importi. Molto dipenderà dalla scelte finali dei sindaci ai quali è stato concesso dipoter alzare l aliquota base sulla Tasi dal 2,5 per mille al 3,3 per mille. Attenzione: i decimali possono ingannare. L ammontare del versamento potrebbe infatti crescere del 33%. Un esempio: un immobile che con aliquota base subirebbe un prelievo di 450 euro, con la maggiorazione pari a un terzo deliberata dal comune arriverebbe a «costare» 600 euro di Tasi. Vale a dire 150euroinpiùchenonsonoproprio bruscolini. Ecco perché il probabile inasprimento del prelievo tributario sulle abitazioni potrebbe sostanzialmente sterilizzare, in parte, l effetto dell aumento delle retribuzionifino a 25mila euro che l esecutivo, salvo sorprese, dovrebbe approvare la prossima settimana in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Ciò perché quegli 80 euro sbandierati dal premier sono il livello massimo di sgravio fiscale sulle retribuzioni: la media è più bassa. Alla fine della giostra, insomma, la faccenda si risolverebbe con una partita di giro sui bilanci delle famiglie. Con Renzi nelle vesti di chi ti frega col gioco delle Pubblica amministrazione I manager minacciano ricorsi sui tagli Il governo vuole prelevare il 6% agli stipendi sopra i 90 mila euro. Renzi: «Chi non ci sta vada nel privato» Scatta la rivolta dei funzionari e dei dirigenti pubblici. La categoria si ribella all ipotesi di incassare un giro di vite sui loro stipendi, paventato in queste ore dal governo di Matteo Renzi. Allo studio di Palazzo Chigici sarebbe un prelievo del 6% suiredditisuperiori ai 90mila euro che salirebbe addirittura fino al 18% sulle retribuzioni che sforano i 180mila euro. Pure le paghe più basse, a partire dai 70mila euro, potrebbero essere colpite con sforbiciate progressive. In buona sostanza, si tratterebbe di una operazione non troppo diversa da quella già adottata sulle cosiddette pensioni d oro. I dettagli dell operazione sono ancora poco chiari. Nel Documento di economia e finanza approvato martedì dal consiglio dei ministri si parla di un tetto sui salari che dovrebbe produrre un risparmio, per le casse dello Stato, di circa 1,5 miliardi di euro. Cifra da aggiungere ai 400 milioni risparmiati grazie al nuovo tetto massimo per i salari dei dirigenti che scende dai circa 300mila (paga delprimo presidente della Corte dicassazione) ai circa 245mila assicurati al Capo dello Stato. Se vogliono più soldi, ha detto Renzi, «vadano nel privato». Si va verso un lungo braccio di ferro tra l'esecutivo guidato dall ex sindaco di Firenze e i rappresentanti dei manager pubblici. «Ci risiamo, anche Renzi se la prende con i soliti noti: dirigenti pubblici e pensionati, gente incapace, inetta, che non vota. Costoro vanno bastonati bloccando i contratti per diecianni e tassati come mai» dice sconfortato a Libero Stefano Biasioli, segretario nazionale di Confedir, la principale confederazione nazionale dei dirigenti pubblici. Le carte bollate sono pronte. Biasioli preannuncia che valuterà «tutti gli aspetti per eventuali ricorsilegali e altri tipi diazioni forti». La categoria comincia a essere stufa. «Dispiace - aggiunge il sindacalista - che ancora una volta non ci sia stato un confronto con i diretti interessati. E poi siamo sicuri che anche i politici saranno assoggettati a questo eventuale taglio? E i dipendenti privati? O continuiamo a parlare solo e sempre dei dipendentipubblici? E siamo poi sicuri che la Corte costituzionale darà l ok a questo eventuale taglio? O finirà come con le pensioni?». Il terreno è minato e già in passato il Giudice delle leggi ha preso a bastonate analoghi interventi. Ragion per cui il presidente del Consiglio deve muoversi con attenzione se vuole evitare censure da parte dei consiglieri di palazzo della Consulta. Senza dimenticare che alla tagliola (per ora annunciata) sugli stipendidei dirigenti si aggiunge la questione dei contratti di lavoro. Il ministro per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, avrebbe fatto trapelare l ipotesi dell ennesimo blocco di contratti già scaduti dal Con buona pace della ripresa e del rilancio dei consumi. F.D.D. «tre carte». E anche se Palazzo Chigi ha cercato di metterci una pezza, il pericolo che i proprietari di casa si trovino costretti a un salasso peggiore rispetto a quello degli scorsi anni è davvero enorme. Confedilizia, in ogni caso, non ha dubbi. Gli esperti dell associazione che riunisce i proprietari di immobili hanno spulciato il Documento di economia e finanza, trovando un altra magagna. «Il Def - spiega il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani - conferma per tre anni la tassazione immobiliare nata come provvisoria con Monti e resa definitiva da Letta, pur essendo ormai opinione diffusa che la crisi non si risolve finché non riprende a funzionare l edilizia e con essa i diciotto comparti che dalla stessa dipendono». Secondo ilnumero uno dell associazione «confermare le rendite Monti impedisce la ripresa ed è una palese ingiustizia dato che può perfino capitare che la base imponibile Imu/Tasi di un immobile sia superiore al prezzo della sua aggiudicazione in un asta giudiziaria». Gli esempi parlano chiaro. A Vercelli, un appartamento con base imponibile di euro è stato aggiudicato a euro. A Taranto lo scarto è di circa 13mila euro (da a ), mentre a Torino è addirittura di oltre euro (da a ). Delrio non ci sta. «Il governo ha messo un miliardo in più» per evitare questo e per dare ai «comuni una disponibilità per fare più detrazioni e aiutare le famiglie in difficoltà.la Tasi - ha osservato ancora il sottosegretario - sarà a regime una tassa più equilibrata». Lo stesso ex sindaco di Reggio Emilia, nel suo ragionamento, è costretto ad ammettere che - nonostante gli interventi normatividipalazzo Chigio la cosiddetta moral suasion sulle amministrazioni territoriali - l ultima parola sulla Tasi (la tassa sui serviziindivisibili che ha rimpiazzato la vecchia Imu) spetta ai sindacie non al governo.«è una tassa comunale e se i cittadini non saranno contenti ne parleranno con i sindaci e gli amministratori». In buona sostanza, Delrio pensa che le detrazionipotrebbero non bastare ad alleviare la botta sui conti delle famiglie. Anche se non lo dice apertamente. Tutto questo in un quadro normativo ancora in via di definizione, quando in teoria mancano appena due mesi al primo pagamento. Il decreto legge sugli enti locali approvato ieri dalla Camera - e ora all esame del Senato che può «vistarlo» definitivamente entro il 5 maggio - stabilisce che il versamento della Tasi dovuta può essere effettuata al comune per l anno in corso in due rate di pari importo, la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. Si può pagare ilbalzello complessivamente dovuto in unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno. Ed è consentito il pagamento della Tari e della Tasi in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. Secondo le norme licenziate a Montecitorio, sono esenti dal tributo per i servizi indivisibiligli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra questi enti, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali. Sono inoltre esclusii rifugi alpini non custoditi, i punti di appoggio e i bivacchi. Sui tempi, però, la confusione è già una realtà. Molti comuni, infatti, non hanno ancora approvato le delibere sulla Tasi, quelle con le quali, tra altro, definiscono l aliquota. Ma nei comuni che non approveranno il provvedimento entro il 23 maggio, il versamento andrà fatto in un'unica soluzione il 16 dicembre, obbligando le famiglie ad andare alla cassa a ridosso di Natale. Una prospettiva che lascerebbe nell incertezza tutti i proprietari di casa fino alla fine dell anno visto che le delibere slitterebbero. Quadro che porta Maurizio Gasparri (Forza Italia) a indicare la Tasi come «una patrimoniale, quella che abbiamo sempre denunciato. Con questo governo la pressionefiscale aumenta, questa è l unica certezza». Mentre nelle file della maggioranza, Maurizio Sacconi (Nuovo centro destra) dice di essere «impegnato a tradurre in fatti i provvedimenti economici: riduzione Irpef e Job act». twitterdedominicisf

8 8 Venerdì 11 aprile 2014 ::: I GUAI DELLA SINISTRA ITALIA IN SICILIA ::: segue dalla prima ELISA CALESSI (...) («Sono un candidato figurativo»).e tra quelli che restano scorrono veleni. Il day after della presentazione delle liste del Partito democratico per il Parlamento europeo è a dir poco tumultuoso. Anche se Matteo Renzi guarda, dall alto dei suoi sondaggi, con indifferenza. «Questa volta», dicono i suoi, «i signori delle tessere dovranno farsene una ragione. Il Pd andrà bene perché c è Matteo, possiamo rinunciare a qualche notabilone». E dove sono rimasti, vedi in Calabria o in Campania, la strategia è stata quella di moltiplicarli e di metterli gli uni contro gli altri. Con la speranza che si ammazzino tr a loro. «Poi però voglio vedere chi porta le preferenze», commenta qualcuno della vecchia guardia. I problemi, comunque, non mancano. Intanto le liste del Sud e delle Isole sono da rifare, dopo che il sindaco di Bari e quella di Lampedusa si sono ritirati. Emiliano, poi, è su tutte le furie. Per tutta la giornata in molti hanno cercato di convincerlo a restare in lista, anche se retrocesso dal primo posto. Hanno provato moltideputati pugliesi. Ha tentato lo stesso Renzi in una lunga telefonata. Ma il sindaco di Bari non ha sentito ragioni. «Potevi dirmelo prima, Matteo. Non avrei impostato la campagna in questo modo», gli ha detto. Ma se Emiliano fa la vittima, per altri non lo è. Il vero obiettivo del sindaco dibari,spiegava ieri un renziano in Transatlantico, sono le Regionali che si svolgeranno l anno prossimo. Il suo piano era di utilizzare la corsa per le Europee da capolista come volano per la vera campagna elettorale, quella per le Regionali. Poi a ottobre, per le primarie in Puglia, si sarebbe dimesso, sostenendo di aver accettato di guidare la lista «perché il partito me l ha chiesto». Ma da semplice candidato, la giustificazione sarebbe stata meno credibile. E il volano più debole. Per questo si sarebbe sfialto. A difesa di Emiliano c è però chi ricorda che questa è la seconda volta che Renzi (o chi per lui) gli promette I MALPANCISTI Da sinistra in basso, in senso orario, Giusi Nicolini, Fausto Raciti, Michele Emiliano, Antonello Cracolici e Flavio Zanonato. Sono alcuni degli esponenti del Partito democratico che hanno ritirato o congelato la propria condidatura alle elezioni europee di maggio in polemica con le scelte di Matteo Renzi, che ha deciso di mettere cinque donne come capoliste. Tra i dissidenti, il più temuto dal premier è il sindaco di Bari Emiliano [Fotogramma] Il premier: «Adeguatevi» Emiliano guida la fronda nel Pd Trappola Europee per Renzi Il sindaco di Bari e altri dirigenti si ritirano dopo la candidatura di 5 donne capoliste E la minoranza spera che la sentenza sul Cav faccia saltare l accordo sulla legge elettorale qualcosa che poi non mantiene. Nella fase di nascita del governo si era parlato di lui come ministro. Poi come sottosegretario. E invece non ha fatto né l uno, né l altro. A metà pomeriggio, in ogni caso, Emiliano fa sapere che sosterrà Picierno, capolista al Sud, ma non sarà candidato. E in molti, ieri sera, si chiedevano se la sosterrà davvero. C è poi Nicolini, sindaco di Lampedusa, che accusa il partito siciliano di aver fatto prevalere «altre logiche» sulla sua candidatura. Intanto Raciti, segretario regionale siciliano, ieri in Transatlantico puntava il dito contro il Pd romano (leggi ilsiciliano Davide Faraone, membro della segreteria),che «ha lavorato a una lista parallela, mentre io ne facevo votare un altra agli organismi regionali, dopo averla concordata passo a passo con Roma, che sentivo mattina e sera per concordare ogni scelta». Intanto, negli stessi minuti, a molti deputati arriva un messaggio di fuoco del siciliano Antonello Cracolici, altro escluso dalla lista, che dava appuntamento per oggi in un hotel di Palermo: «Non ci fermeranno! Ti aspetto domani alle 17!». Caos c è in Campania, dove si parla di un patto tra dalemiani e bassoliniani per far eleggere Massimo Paulucci, attualmente deputato, al Parlamento Europeo. Se ce la fa, infatti, al suo posto subentra Anna Maria Carloni, prima dei non eletti alla Camera dei Deputati e, guarda caso, moglie di Bassolino. Al Nord Est, invece, è infuriato Flavio Zanonato. Doveva essere il candidato dei bersaniani, ma ora che ci sono Alessandra Moretti capolista e anche Salvatore Caronna, altro bersaniano, rischia di non farcela. Al caos liste si aggiunge la minoranza in gran fermento. L altra sera si sono riuniti. Hanno deciso di fare un iniziativa per il 25. L idea è di strutturare la corrente sul territorio e di dare battaglia su legge elettorale, riforma del Senato e lavoro. Sull Italicum, in particolare, la speranza è che l esecuzione della pena nei confronti di Silvio Berlusconi indebolisca l accordo del Nazareno, così da consentire di modificare il testo votato dalla Camera. Intanto Gianni Cuperlo, sfidante direnzi alle primarie, dà appuntamento a sabato prossimo per un altra convention dal titolo Da sinistra nel nuovo inizio. Renzi, però, non sembra preoccupato né dalle polemiche sulle liste, né dalle (varie) minoranze che si agitano. «Il Pd», ha detto ieri sera intervistato dal Tg3, «ha delle regole al proprio interno. La minoranza non va per i fatti suoi ma va dove va la maggioranza». Quanto a Forza Italia, si è detto sicuro che «manterrà gli impegni». Non ha escluso la possibilità diun incontro con l ex Cavaliere: «Non è previsto ma se ci fosse ve lo faremmo sapere». Potrebbe tenersia Palazzo Chigi«o alnazareno, visto che cisiamo trovatibene». Ma qualunque decisione deigiudicinon influirà, per quanto lo riguarda, sull accordo: «Le questioni della giustizia attengono alla giustizia.a me interessa la politica». Idemocratici spaccati su Crocetta Nel Pd siciliano c'è aria di resa dei conti. Da settimane è in atto una guerra senza esclusione di colpi fra le varie anime del partito, che ha lasciato sul campo vittime eccellenti. Chi gongola è il governatore Rosario Crocetta, che è riuscito nell' operazione di farsi benedire la sua nuova giunta regionale direttamente dalla segreteria nazionale, per bocca del renziano Faraone, incassando però come contraccolpolareazionesdegnata del segretario regionale Fausto Raciti e l'annunciata opposizione di mezzo Pd siciliano. Un paradosso tipico della Sicilia, dove Crocetta da oltre due anni balla da solo con la sua lista del Megafono, pur non avendo maiformalmente abbandonato il Pd e dove, proprio a causa delle sue scelte, i democratici isolani si sono sgretolati. Fra le vittime, le ultime in ordine di tempo sono state il deputato regionale Antonello Cracolici e il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. Quest'ultima, ieri, si è tirata fuori dalla corsa per le Europee, con una dichiarazione inequivocabile: «Nella direzione nazionale del Pd che discuteva e approvava le liste», ha detto, «sono prevalse altre logiche che hanno privato di significato la mia candidatura» Della serie, bye bye. Poche ore prima era toccato a Cracolici, decenni di militanza dal Pci al Pds, dai Ds al Pd, ed estromesso dalla lista per le Europee per far posto a Nelli Scilabra, bella studentessa universitaria, assessore alla Formazione e ultraprotetta dall'asse Crocetta-Lumia. Mossa che per qualcuno sa di rappresaglia, perché proprio Lumia pochi giorni fa era stato, a sua volta, segato dalla lista ad opera della segreteria regionale. ALBERTO SAMONÀ Dimissioni dalla presidenza Scelta Civica alla deriva: lascia anche Bombassei ::: CHIARA PELLEGRINI ROMA Continua inesorabile la transumanza all interno di Scelta Civica. Il «piccolo partito» fondato da Mario Monti perde un altro pezzo importante. Alberto Bombassei lascia la presidenza, esprimendo perplessità «sulla nuova legge elettorale» e contrarietà «al percorso con cuimatteo Renzi ha fatto cadere il governo Letta». Lo fa in una lettera indirizzata ai capigruppo del partito, al vicepresidente e al segretario. Un addio che arrivaapocomenodiseimesidalsuoinsediamento, era il17 ottobre del 2013, infatti, quando l ex premier Monti lasciava la guida del partito spiegando che undici senatori si erano espressi contro di lui sulla Stabilità, sfiduciandolo. Sono le severe le motivazioni dell addio dell imprenditore vicentino - Bombassei è presidente di Brembo azienda leader nella produzione di freni a disco - anche se non si tratta di un addio. «Una di queste», sostiene, è la già citata legge elettorale che non consentirà al partito di «difendere il suo profilo di terzietà rispetto alle coalizioni di destra e di sinistra», per non «concedere sconti ad ogni iniziativa che fosse andata contro quelli che noi riteniamo essere gli interessi del Paese». Poi rivendica per il partito un ruolo di peso all interno del governo «su un ministero di natura economica, come quello dello sviluppo econonomico o quello del lavoro». È critico nei confronti di Renzi, di cui comunque apprezza «la determinata volontà riformatrice», ma non ha gradito le modalità «con cui ha fatto cadere il governo Letta». Quindiringrazia «per ilpercorso compiuto insieme fino a qui» e precisa che «intende onorare l impegno da parlamentare della Repubblica italiana» e lo farà «se sarà possibile» all interno del partito, occupandosi «il più attivamente possibile e con maggior libertà di azione di sostenere il ruolo e lo sviluppo dell industria manifatturiera italiana». Bombassei dunque resta, a differenza di altri colleghi, come l ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, passato tra le fila del Nuovocentrodestra o l ex ministro della Difesa, Mario Mauro, che ha fondato Popolari per l Italia. La notizia è stata comunque uno scossone all interno del partito. «Una scelta che ci addolora», ha commentato Andrea Romano, presidente dei deputati di Sc. Sidice «rammaricata» Stefania Giannini, segretario politica Alberto Bombassei, ex vicepresidente di Confindustria, ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza di Scelta Civica [Fotogramma] nazionale di Scelta Civica, che ringrazia Bombassei «per il lavoro svolto, nella consapevolezza che la diversità di vedute circa alcune scelte compiute da Scelta Civica non divide le nostre prospettive diimpegno per il Paese». Linda Lanzillotta, vice presidente del Senato, comprende la decisione del presidente ma invita i colleghia restare «uniti» in vista delle elezioni europee, per la costruzione di una nuova Europa che abbia come priorità la crescita». Adesso si tratta di decidere a chi toccherà prendere il posto di Bombassei. Tra i nomi che circolano i più accreditatisono quello di Lanzillotta E di Enrico Zanetti, sottosegretarioalministero dell'economia e delle Finanze.

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10 10 Venerdì 11 aprile 2014 ITALIA ::: VOGLIA D INDIPENDENZA Arresti preventivi In venti ancora in prigione Ma i pm neanche sanno se il «blindato» può sparare VICENDE PARALLELE Qui sopra, il «tanko» usato dai Serenissimi per occupare piazza S. Marco nella notte fra l 8 e il 9 maggio Nella foto grande, il blindato artigianale sequestrato ai separatisti veneti [Lapr.] Il riflesso condizionato dei magistrati I reati dei separatisti veneti? Gli stessi dei Serenissimi (assolti) Anche al gruppo recentemente arrestato contestata la finalità eversiva e l attentato all unità dello Stato, come a coloro che davvero occuparono simbolicamente piazza San Marco nel 97. E che alla fine ne uscirono puliti ::: segue dalla prima GILBERTO ONETO (...) scopre alcune cose. Prima cosa: che certi uffici pare davvero non abbiano altro da fare. Secondo: che le accuse si fondano sul nulla: qualunque cittadino al telefono dice cose anche più cattive sul suo rapporto con lo Stato italiano. E poi, terza considerazione: che le motivazioni dell arresto sono esattamente le stesse che nel 1997 furono rinfacciate ai primi Serenissimi, quellidella simbolica occupazione del Campanile di San Marco. E dunque eccole, queste accuse: «Per il reato di cui all art. 270 bis 2 c.c.p. per avere partecipato insieme ad altre persone ad una associazione denominata L'Alleanza con il proposito del compimento di atti di violenza quali l occupazione militare di piazza San Marco in Venezia, diretti a costringere i legittimi poteri pubblici ad acconsentire all indipendenza del Veneto e di altre regioni del nord Italia, così determinando lo scioglimento dell unità dello Stato in violazione dell art. 5 della Costituzione e quindi per finalità di terrorismo e di eversione dell ordine democratico, procurandosi a tal fine la disponibilità di armi quali un carro armato [la ruspa, ndr] ed esplosivi da impiegare insieme ad altri strumenti di offesa in azioni illecite tendenti al raggiungimento delle finalità come sopra individuate». L articolo del codice penale citato dice: «Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazionichesipropongonoilcompimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni. (...) Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato (...) o che ne costituiscono l'impiego» [sempre la ruspa, Franco Rocchetta e Lucio Chiavegato [Fotogramma] ndr]. E però nel 1997 la posizione degli eversori era di certo molto più grave: c era il sequestro del traghetto e del suo equipaggio, la minaccia a mano armata, la detenzione di armi, l occupazione di proprietà altrui. C era la «depressione del sentimento nazionale», reato che per fortuna è stato nel frattempo cancellato dalla Corte costituzionale. In ogni caso, i Serenissimi erano stati poi assolti in Cassazione nel 2011, con la Suprema Corte che così ::: TREVISO A un mese e mezzo dalle elezioni europee i grillini strizzano l'occhio ai secessionistiveneti. David Borrelli, candidato pentastellato a Bruxelles, ex consigliere comunale di Treviso e storico militante dei 5 stelle - vicinissimo al "guru" Beppe e a Casaleggio - parla di "punti in comune" tra i due movimenti. Dice che sul tema dell'indipendenza le visioni sono molto differenti, ma ribadisce di essere per un federalismo spinto e sottolinea il concetto di Stati Uniti d'italia. In realtà, i venetisti di federalismo non vogliono sentir parlare scriveva nella motivazione: «Ai fini della configurabilità del delitto diassociazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, (...) occorre che ricorra una struttura organizzativa stabile e permanente che, per quanto rudimentale, presenti un grado di effettività tale da rendere possibile l attuazione del programma». Struttura organizzativa «stabile e permanente» che non c'era allora e tantomeno c è oggi. Non si vede dunque come questi imputati - che sono accusati molto nemmeno alla lontana, così come della possibilità di diventare una Regione a statuto speciale (a inizio giugno l'assemblea veneta voterà l'indizione o meno dei referendum su indipendenza e autonomia). Ma i grillini provano comunque a intercettare ivotideisecessionisti, che non parteciperanno alle elezioni di fine maggio nonostante gli oltre due milioni di voti a favore dell'indipendenza dichiarati dagli organizzatori della consultazione online. La decisione di Massimo Colomban - fondatore del colosso Permasteelisa e in passato vicino ai grillini (ultimamente è più freddo nei loro confronti) - di mettere meno dei precedenti - possano perciò essere condannati. Tenerli al fresco e imbastire processi è contro il buon senso e suona persecutorio. Anche chi ha messo in piedi l ambaradan ne è conscio,tant è che ha cominciato a liberare i pericolosi terroristi alla spicciolata: tre sono già fuori, e probabilmente il rilascio degli altri seguirà in sordina. Allora, nel 97, il pervicace motore della difesa dell unità patria era il giudice Guido Papalia: gli imputati erano stati assolti soltanto quando il caso era stato tolto dalla sua Procura. Papalia è lo stesso che aveva ordinato l assalto alla sede milanese della Lega in via Bellerio e imbastito il processo a quaranta leghisti per «associazione paramilitare e attentato all integrità dello Stato» che dura ancora oggi, diciassette anni dopo. Papalia era passato dalla Procura di Verona a quella di Brescia nel 2008; è andato in pensione lo scorso anno, lasciando in eredità al successore il posto, l inchiesta e il ruolo di ricercatore di feroci eversori. Tanto alla fine paga sempre Pantalone. ::: ALESSANDRO GONZATO BRESCIA Anche e forse soprattutto per colpa del famigerato tanko, ossia della ruspa cingolata che - secondo le ipotesi d accusa - gli indipendentisti veneti avrebbero voluto utilizzare come carro armato per occupare simbolicamente la veneziana piazza San Marco, qualche giorno fa erano finite in galera ventidue persone, e altre due erano state poste agli arresti domiciliari - ora uno è stato scarcerato, anche a un altra indagata sono stati concessi i domiciliari, dunque in cella restano in venti. Ora si viene a sapere che gli elementi di prova su cui gli arresti si sono basati non sono così solidi: la Procura di Brescia ha infatti consegnato ai Ris di Parma il cannoncino di dodici millimetri che, per i carabinieri del Ros, i venetisti volevano collegare al mezzo agricolo modificato. La magistratura vuol dunque sapere se davvero quella bocca da fuoco era in grado di sparare, o se invece da quel tubo al massimo poteva uscire qualche sputo. Il magistrato deve poi capire se il cannoncino - secondo le indagini sarebbe stato consegnato da Michele Cattaneo a Luigi Faccia (uno dei Serenissimi del '97) nel parcheggio del McDonald's di Desenzano (Brescia) - può essere considerato un arma vera e propria, o se in realtà, sia pur collegato alla ruspa cingolata (improbabile che in caso di trasferimento a Venezia le mille telecamere disseminate non l'avrebbero notata), il tubo sarebbe risultato per l appunto...solo un tubo.vien da sé che,nelcaso fosse accertato che il cannoncino non era in grado di sparare o comunque di creare un serio rischio per l incolumità di persone o cose, il capo d imputazione di fabbricazione di arma da guerra sarebbe difficile da sostenere. E per la verità, in mancanza di altri elementi più che concreti, anche la gravissima accusa di terrorismo. Intanto in queste ore è nato il comitato Patrioti Liberi proprio a sostegno degli arrestati e delle loro famiglie. Si tratta per lo più di promotori di una raccolta difondi che serviranno per affrontare le spese legali. Peraltro, i presidi fuori dalle carceri dove sono rinchiusi i venetisti continuano. L ultimo ieri sera, a Brescia, dove si trovano dietro alle sbarre Stefano Ferrari, Michele Cattaneo, Corrado Manessi, Roberto Abenie Angelo Zanardini. Martedì il tribunale del riesame di Brescia si pronuncerà sulla posizione di Franco Rocchetta, Flavio Contin, Lucio Chiavegato (che continua nel suo sciopero della fame), e Corrado Turco. Tutto questo mentre su Facebook proliferano i gruppi che si divertono a sfottere il blitz contro i Serenissimi. E stanno anche andando a ruba le magliette umoristiche realizzate dall imprenditore trevigiano Stefano Cigana (fondatore del marchio d abbigliamento Pakkiano ) che raffigurano il tanko in ognimodo possibile e sbertucciano l operazione che ha portato in galera i presunti golpisti. Stasera a Vicenza, in piazza dei Signori, Gianluca Busato, leader di plebiscito.eu, proclamerà il primo atto del piano di esenzione fiscale totale nella Repubblica Veneta: un ulteriore sfida lanciata al governo centrale. Riposizionamenti in vista delle Europee E adesso anche i grillini del Nordest strizzano l occhio agli indipendentisti a disposizione il suo hotel di lusso di Castelbrando (Treviso) per la prima grande convention dei nuovi Serenissimi, viene commentata con soddisfazione da Borrelli. «Ha fatto bene. Abbiamo incontrato spesso persone di questi schieramenti e già l'8 marzo Grillo aveva detto che tutte le Regioni, se potessero, oggi si staccherebbero da Roma». Poi il comico genovese aveva aggiunto che secondo lui per far funzionare l'italia è necessario decentralizzare i poteri e tornare agli Stati millenari, come per l'appunto la Repubblica di Venezia. L'altro giorno il leader pentastellato aveva puntato ildito contro la decisione della magistratura di arrestare gli indipendentisti veneti: «Al massimo erano da prendere per il culo in televisione», aveva detto, strappando ben pochi applausi a Nordest. Grillo aveva anche scherzato sulla possibilità di realizzare un piccolo carro armato dei 5 stelle. La sua ironia però non sembra fare molta presa tra i nuovi Serenissimi. Che vogliono l'indipendenza proprio per non avere più nulla a che fare con le questioni italiane. E tra queste, oltre alle tasse, alla burocrazia, e all'elefantiaco apparato statale, ci sono gli inciuci tra partiti e politici a caccia di voti. AL.GON.

11 ITALIA Venerdì 11 aprile ::: VOGLIA DI SEPARATISMO Reati d opinione Per un «Napolitano terùn» rinvio a giudizio per Bossi Avevano già mandato a processo Oriana Fallaci per vilipendio all islam Ora i giudici di Bergamo vogliono il Senatùr alla sbarra per una battuta il graffio ::: ANDREA MORIGI Per un termine di uso più che comune e diffuso da secoli nell Italia settentrionale, ilpiù padano dei padani, Umberto Bossi, sarà processato a Bergamo. Durante un comizio il fondatore delcarroccio aveva definito Giorgio Napolitano un «terùn», e per questo ora dovrà difendersi dall accusa dioffesa all onore e al prestigio delpresidente della Repubblica, oltre che di vilipendio al governo della Repubblica, con l aggiunta della discriminante etnica, aggravante contestata dal pubblico ministero Gianluigi Dettori. Non che le popolazioni dell Italia del Sud siano minoranze perseguitate o a rischio di estinzione, anzi. All interno della pubblica amministrazione, in particolare fra i magistrati, i settentrionali quasi non si notano. Tanto Umberto Bossi [Lapresse] che una delle battaglie della Lega riguarda proprio la selezione all interno dell ordine giudiziario. Invece di un concorso statale, sarebbe più consona all idea federalista un elezione popolare, come già accade in Paesi indubbiamente civili e nei quali la giustizia funziona, come gli Stati Uniti d America. Invece in Italia, dovei processinotoriamente si trascinano per decenni, si riesce a recuperare istantaneamente l efficienza perduta quando si tratta di reprimere i cosiddetti reati di opinione. In alcune sedi giudiziarie, inoltre, si sono specializzati nel colpire le idee politicamente scorrette. Il tribunale di Bergamo nel 2005 era riuscito nell impresa di condurre alla sbarra Oriana Fallaciper vilipendio alla religione islamica. Ma la scrittrice morì prima che il suo libro La forza della ragione fosse messo all indice. VERONA Indagini su Tosi dopo «Report» Da Report alla Procura, il passo è breve. Dopo il presunto scoop della trasmissione condotta da Milena Gabanelli sugli ipotetici rapporti del sindaco di Verona Flavio Tosi con la ndrangheta, scatta l indagine. Ad annunciarlo, al Tg regionale del Veneto, è lo stesso procuratore capo della Repubblica di Verona, Giulio Schinaia, che fino al giorno prima aveva sempre negato l'esistenza di un inchiesta. Ora, invece, l iniziativa giudiziaria è definita «doverosa» e coinvolge il primo cittadino scaligero e l ex assessore Giorlo, indicato come tramite con i mafiosi. Tosi, che aveva già denunciato l esistenza di una trappola nei suoi confronti, annuncia intanto la controffensiva con un video per smontare le accuse. Ieri, sempre a Bergamo, è stato deciso il rinvio a giudizio in riferimento alle parole che l ex leader leghista aveva pronunciato nel corso della manifestazione Berghem frecc svoltasi ad Albino bergamasco il 29 dicembre 2011: «Mandiamo un saluto al presidente della Repubblica. Napolitano, Napolitano, nomen omen: non sapevo fosse un terùn...», accompagnando l invettiva con il gesto delle corna, tipicamente meridionale. Ci sarà comunque da attendere parecchio, circa un anno, per assistere allo show della prima udienza, fissata per il 3 febbraio E non è nemmeno certo che si svolgerà entro quella data, poiché la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati non ha ancora terminato l esame della richiesta di deliberazione presentata dal tribunale di Bergamo. Nel frattempo ogni occasione sarà buona per ritardare qualsiasi decisione, che in ogni caso dovrà essere successivamente ratificata dall aula di Montecitorio. Il senatùr, attualmente presidente federale della Lega Nord, non replica, ma intanto annuncia la presentazione di una proposta di legge per sottrarre l Italia, quindi anche il Sud, al potere di Bruxelles. «No al dovere di sottomissione all Europa così come formulato nella Costituzione della Repubblica italiana», esordisce Bossi ricordando che «abbiamo sempre creduto nell importanza dell Europa dei popoli e delle reti che ne priva la libertà». Lo scopo è la modifica «degli articoli 117, 97 e 119 della Costituzione». Visto che ha intrapreso la strada delle riforme, potrebbe anche spingersi a chiedere di tutelare meglio la libertà d espressione. «Duce, duce!» eilsenatotrema Il Senato vota a favore della «ghigliottina», ovvero la chiusura anticipata della discussione generale sul ddl per il voto di scambio mafioso, e a Palazzo Madama si scatena la bagarre. La richiesta di tagliare i tempi ha provocato la reazione del Movimento 5 stelle,che già in una precedente occasione aveva occupato l Aula. Tra i senatori è quasi rissa, tanto che il vicepresidente del gruppo Gal, Vincenzo D Anna avvicinandosi ai cinquestelle grida con il braccio alzato: «Duce, duce». Si riferiva a Grillo?

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13 ITALIA Venerdì 11 aprile ::: LE BUONE IDEE CHE BATTONO LA CRISI Con i soldi della Borsa ha puntato sulla ricerca Elica mette sotto la cappa la recessione italiana La società marchigiana, dopo il 2008, ha diversificato nel mondo: ora il 90% del fatturato. E adesso con «Snap» lancia l accessorio da cucina salva-vita ::: TOBIA DE STEFANO Facile darsi delle arie quando sei leadermondiale deltuo settore o quando fai il 90% del fatturato all'estero mentre l'italia soffre le pene dell'inferno. Più difficile pensare che nonostante i ricavi in aumento e una crescita superiore alla media nei Paesi emergentisiaancorailcasodirischiare, diversificare e investire nellungo periodo. Ecco. Se si vuol davvero entrare nel cuore di Elica (oltre 18 milioni di cappe e motori l'anno, dipendenti e otto stabilimenti tra Italia, Polonia, Messico, Germania, India e Cina) e capire perché l'azienda ha vinto la sfida con gli anni bui, che sono iniziati nel 2008 e sembrano non finire più, bisogna partire da qui. Dalla ricerca e dallo sviluppo (ogni anno l'azienda ci investe il 4% dei circa 400 milioni che fattura), dal coraggio di puntare gran parte della liquidità arrivata grazie alla quotazione in Borsa del 2006 per aggredire i consumatori messicani, per esempio, e dall'obiettivo di lanciare entro la fine dell'anno un nuovo prodotto ("Snap") a prezzo contenuto (299 euro) che monitora la qualità dell'aria in casa e quando c'è qualcosa che non va la riporta ai livelli standard. A 360 GRADI «E' una nuova sfida - sottolinea l'ad del gruppo Giuseppe Perucchetti - che va in continuità con il nostro business principale. Noi produciamo e commercializziamo cappe da cucina a uso domestico e adesso guardiamo al trattamento dell'aria a 360 gradi». Come funziona? «Semplice, il meccanismo è legato a tre sensori che percepiscono umidità, odori, fumi e temperatura dell'aria in un qualsiasi ambiente dell'abitazione. Quando i livelli scendono sotto una soglia minima "Snap" provvede a riportarli entro i limiti. E' possibile collegarlo via wireless alla cappa della cucina, ma può essere usato anche in tutti gli altri ambienti. Del resto, come tutti i nostri prodotti parliamo di un oggetto di design che arreda la casa. Arriveremo sul mercato entro fine anno a 299 euro e nello stesso momento usciremo anche con i diffusori di flagranza per living room e cucina a 69 euro. Insomma, abbiamo pensato a qualcosa che fosse accessibile a tutti». Perucchetti parla dal Salone del Mobile di Milano, dove lo stand di Elica fa bella mostra di sé.cisonoclientiefornitori,addettidella comunicazione e curiosiche fotografano le cappe più avveniristiche, ma è inutile nascondersi che, numeri alla mano, l'italia è un mercato che soffre.«se lei osserva ilnostro perimetro - continua l'ad - vedrà che dal 2009 a oggi anche in Italia non abbiamo perso fatturato. Certo se parliamo di crescita tout courtnon c'è paragone rispetto al più 15%, per esempio, degli ultimi mesi in America del Nord. Ma parlare dell'italia concentrandosi solo sui numeri è limitativo. Si guardi intorno, siamo al "Salone del Mobile", è qui che nascono le idee e i progetti più innovativi. Insomma, la nostra creatività fa ancora la differenza e per un'azienda come Elica che punta tantissimo su design e innovazione questo è fondamentale». LUCIDA FOLLIA Design, innovazione, certo, ma alle volte per fare impresa ci vuole anche una buona dose di lucida follia. Quella di Ermanno Casoli, di mestiere faceva il veterinario nelle Marche a Fabriano, che nel1970, quasi per scommessa con l'amico Vittorio Merloni (Indesit), ha fondato la prima Elica. DUE CHOC «Guardi - spiega Francesco, il figlio del fondatore diventato amministratore delegato nel 1990 (dopo essere entrato in azienda a soli 16 anni) e oggi presidente del gruppo - se devo indicarle due date simbolo della storia di Elica non ho dubbi. Le parlo del 1978: la morte di papà e la capacità di superare quello choc. E del 1993: Il business della salute Il brevetto Orion elimina le epidemie: i pavimenti si autosanificano con la luce ::: CLAUDIO ANTONELLI Orion è una ditta di Calenzano (Fi) che produce veicoli speciali e detiene la principale quota di mercato nell'assemblaggio di ambulanze. Negli ultimi anni, mentre l'italia viveva la crisi, ha scommesso su un brevetto. Ha partecipato alla ricerca della Next Technology di Prato, società partecipata al 40% dal Miur e specializzata in nano-strutture. Ne è nata Pure Health, divisione che di fatto produce superficiche siauto-sanificano da sole semplicemente a contatto con la luce. Ovviamente la prima destinazione è stata all'interno delle ambulanze, poi ilsistema ha cominciato a prendere piede anche in altri ambienti che tutti i giorni devono "combattere" contro i batteri. «Il nostro sistema, rivoluzionario nel campo della sanificazione degli ambienti sanitari e non, prevede Orion è un azienda di Calenzano (Firenze) leader nell assemblaggio di ambulanze [u.s] un incendio distrusse completamente uno dei nostri stabilimenti.riuscimmo a ripartire in tre mesi. Fu la dimostrazione che grazie allo spirito disacrificio e alla capacità di fare squadra eravamo in grado di andare oltre qualsiasidifficoltà». Quindi l'italia per voi resta importante? «Assolutamente. Noinon saremmo quello che siamo senza Fabriano, senza le conoscenze e le competenze delle persone che lavorano nella nostra sede principale, nelle nostre desi nelle Marche e nel mondo. Detto questo, saremmo miopi se non vedessimo che all'estero imparano in fretta. In quanto a tecnologia e capacità di lavoro alcune realtà asiatiche non sono seconde a nessuno. Morale della favola: se il nostro sistema Paese non svolta il mercato Italia rischia di scomparire o quasi». Ed Elica? «Uno dei nostri punti di forza - interviene Perucchetti - è quello di essere globali ma localizzati. Cioè? La nostra presenza nei mercati emergenti non si limita alla mera vendita. In Giappone, Cina, India abbiamo stabilimenti, sigliamo joint venture con società del posto, monitoriamo le tendenze e ideiamo per loro prodotti ad hoc. Internazionalizzazione, certo, ma senza mai dimenticare che ogni Paese ha le sue peculiarità». l'inserimento all'interno di un sub strato di una molecola particolare: il biossido di Titanio», spiega a Libero Andrea Sacerdoti, Area Manager - Pure Health di Orion srl. «Tale molecola nano strutturata e inserita dentro la mescola di PVC, Resine e Vetroresine permette alle superfici (pareti e pavimento) di essere auto-sanificate grazie all'azione combinata di una lampada a spettro completo la quale attiva il biossido di Titanio». Quest'ultimo rilascia radicali liberi che in massimo un'ora e mezza decompongono i micro batteri in acqua e anidride carbonica. Recentemente a Roma è stata inaugurata una clinica veterinaria che utilizza ilsistema Pure Health, ma ilbrevetto potrebbe essere destinato a ospedali, laboratori, centri di lavorazioni alimentari, palestre, celle frigo e asili nido. «L'investimento iniziale è più alto», conclude Sacerdoti, «ma il sistema oltre a evitare la trasmissione di certe malattie siammortizza perché consente di risparmiare su tutti gli interventi di sanificazione. Tra l'altro frutto di agenti chimici». Non male se si pensa che ogni anno più di 4 milioni di pazienti nella Ue contraggono un'infezione in ospedale. LE MARCHE DEL SUCCESSO La cappa Snap, ultima invenzione di Elica. A sinistra lo stand al Salone del Mobile [u.s] UNIONCAMERE 278mila Pmi crescono all estero e salvano l Italia Le 278mila imprese racchiuse nei 100 distretti italiani riescono a tenere a galla l economia tricolore grazie all export. Dal rapporto annuale di Unioncamere diffuso ieri si evince che queste aziende soffrono meno la crisi. Sono anche quelle che grazie al legame col territorio, alla riconoscibilità e alla qualità del made in Italy riescono a non delocalizzare e in alcuni casi ad aumentare i livelli occupazionali. Quasi il 60% ha aumentato la quota di export negli ultimi tre anni, permettendo così al saldo commerciale di superare i 77 miliardi. Per il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, «qualità e genialità, tradizione sono inimitabili: un valore che la globalizzazione esalta anzichè distruggere».

14 14 Venerdì 11 aprile 2014 ÜBER ALLES ::: I CONTI DELLA CANCELLIERA ESTERI La cura Merkel ha regalato milioni di poveri alla Germania Un libro rivela l altra faccia del boom occupazionale tedesco: un Paese in cui il 16% dei cittadini vive in condizioni economiche precarie. Ma la Cancelliera vuole esportare il modello Schröder a tutta la Ue ::: DANIEL MOSSERI BERLINO Sorpresa: un basso livello di disoccupazione non basta per definire «ricca» una nazione. Seconda sorpresa: la Germania è un Paese povero. O meglio, è un Paese dove la percentuale di persone a rischio povertà non solo è alta ma non è sostanzialmente mai scesa. Da anni leggiamo che nella «locomotiva d Europa» il Pil è in crescita costante, la disoccupazione in calo permanente, l export brucia un record dopo l altro e le entrate fiscali corrono allegre, fregandosene della crisi chehacolpitoilrestodell Europa. Ebbene, nella Repubblica federale tedesca il 16% dei cittadini è a rischio povertà (un dato appena inferiore alla media dell Ue a 28, quella perintendersi che comprende anche Romania e Bulgaria). E il numero dei tedeschi che ha bisogno di un pasto caldo fornito dai centri di assistenza «è raddoppiato negli ultimi cinque anni». Sono solo alcuni dei dati che si leggono in Ricca Germania. Poveri tedeschi un libro-inchiesta dipatricia Szarvas, giornalista economico-finanziaria con all attivo collaborazioni con la Cnbc a Londra e Francoforte e con il canale all-news tedesco N24. Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio: illibro sottotitolato Il lato oscuro del benessere non è un pamphlet ideologico destinato a lasciare il tempo che trova, ma un opera di ricerca approfondita, la cui serietà è stata certificata da Hans-Werner Sinn, il presidente dell istituto di ricerca congiunturale Ifo di Monaco di Baviera che si è scomodato a scrivere la prefazione. Ai suoi lettori, Szarvas spiega che la crescita degli ultimi tre lustri in Germania non è servita a rafforzare la classe media del Paese ma che, al contrario, i contratti atipici e i lavori a tempo determinato hanno contributo «ad assottigliare la colonna vertebrale del Paese. In quindici anni - rivela - oltre 4,2 milioni di persone hanno abbandonato la classe media e la maggior parte è finita fra gli working poor, lavoratori sottopagati che stentano ad arrivare alla fine delmese». Da cuiilsuo avvertimento: «La ricetta che la Merkel impone da anni all Europa non va presa per oro colato: lo stesso modello tedesco presenta dei problemi». La giornalista nata a Vienna nel1970 guarda indietro per ritrovare la causa di un malessere odierno: è l Agenda 2010 dell ex cancelliere socialdemocratico Gerhard Schröder, un mix di tagli alle tasse e al sistema di sicurezza sociale che, avviato nel 2002, ha permesso nel giro di un decennio di dimezzare il tasso dei senza lavoro dall 11 al 5,5%. In molti hanno riconosciuto proprio all ex cancelliere il merito di aver rilanciato la corsa del sistema produttivo tedesco in un periodo in cui la Repubblica federale era indicata come il «malato d Europa». «Io sono di stretta fede capitalista e credo che l Agenda 2010 abbia giovato alla Germania», spiega Szarvas, «ma siamo passati da una mancanza totale di riforme a un eccesso, i cui effetti si vedono oggi». Schröder ha avuto il merito di tenere basso il costo del lavoro permettendo livelli di produttività competitivi anche durante la crisi, «ma oggi la Cina sta rallentando e noi con lei: l export non basta più e serve stimolare la domanda interna», misura che sia l Ue che l Ocse sollecitano a Berlino da mesi. E da brava giornalista, invece che dare risposte si mette a fare domande: «Visto che la disoccupazione è bassa e il costo del denaro irrisorio, perché i tedeschi non si comprano tutti una casa come fanno gli italiani? Perché il mercato dell auto non tira? Perché non raccontiamo a tutti che abbiamo sì creato 3,5 milioni di posti di lavoro in dieci anni ma che il numero delle ore lavorate è al livello del 1991?». Le risposte sono nel libro: con i contratti atipici e i minijob (lavori da 400 euro almese molto diffusiin Germania) si è contribuito a creare una classe dilavoratori malpagati. Così è scesa la conta dei disoccupati, «ma abbiamo la quantità, non certo la qualità». Szarvas non dimentica la politica. parla delle riforme «eccessive» proprio con il loro inventore. E scrive: «Durante l intervista ho l impressione che il cancelliere senta di essere stato imbrogliato dal settore privato», visto che nelle sue intenzioni i contratti atipici dovevano essere solo base per il pieno reintegro dei disoccupati nel mondo del lavoro. Abusando anche di strumenti immaginati solo per far fronte ai picchi di lavoro, «le imprese tedesche hanno fatto dumping salariale rispetto al resto d Europa», producendo in sostanza a costibassissimi grazie alle sovvenzioni di uno Stato che preferisce pagare un lavoro atipico anziché erogare un indennità di disoccupazione. Concordi con la scrittrice, sia l ex cancelliere sia il suo ex ministro dell Interno Otto Schilly affermano che l Agenda 2010 «deve essere rivisitata, riformata». Ecco perché, voce fuori dal coro, la giornalista saluta i primi passi del governo di Große Koalition (aumento delle pensioni e reddito minimo per legge) quale rettifica degli eccessi precedenti. E se il reddito minimo porterà alla chiusura di qualche azienda, «tanto meglio:chi vive di sussidi non deve stare sul mercato. Sul lungo periodo avremo posti di lavoro più sani e sostenibili». Senza dimenticare, aggiunge, che il reddito minimo colma un vuoto legislativo: alcuni Paesi europei hanno protestato negliscorsi mesicon l Ue proprio per la capacità delle aziende tedesche di vendere alcuni prodotti «a prezzi stracciati». Meglio allora l Italia dei cittadini «ricchi» proprietari di case o la Germania dei«poveri» tutelati però da uno Stato sociale generoso? «Purtroppo non ci sono ricette che vanno bene per tutti». ::: MAURIZIO STEFANINI Una bomba, per fortuna senza vittime,è esplosa a Atene,davanti alla sede della Banca di Grecia. Il giorno prima, la Grecia era stata paralizzata da uno sciopero generale di 24 ore indetto dai due maggiori sindacati del Paese contro una politica governativa accusata di «portare alla messa in mobilità e ai licenziamenti di migliaia di lavoratori, a ulteriori riduzioni delle pensioni e alla distruzione dello stato sociale»: anche se, a dir la verità, non è che le persone di ciascuna delle due marce indette dagli stessi sindacati ad Atene e Salonicco rappresentasse proprio una folla oceanica. Pure il giorno prima era stato pure annunciato il ritorno dei bond greci sul mercato, dopo quattro anni di estromissione, con un asta dititoli quinquennali sottoposta alle normative britanniche, appunto per rassicurare gli investitori. Il giorno stesso c era stato il collocamento: 3 miliardi di euro di cui il vicepremier Evangelos Venizelos ha potuto annunciare entusiasta in tv che la domanda era stata «almeno otto volte» superiore all offerta, 20 miliardi, «con un tasso inferiore alle stime preliminari». Rendimento al 4,75%, quando fonti del ministero delle Finanze greco alla vigilia dell asta avevano definito «eccellente» un qualsiasi risultato inferiore al 5,30%, e contro il 6,1% del 2010, ::: LA SCHEDA L AUTRICE Patricia Szarvas, giornalista economica, è l autrice di Ricca Germania. Poveri tedeschi. Il lato oscuro del benessere (Ube, Università Bocconi Editore, 15 euro; 8,99 l e-book): un inchiesta sul boom occupazionale tedesco e ciò che ha comportato per la gente comune. AFFAMATI La Szarvas racconta come oggi in Germania esistano almeno 900 centri di distribuzione viveri rispetto ai soli 35 del il numero dei tedeschi che hanno bisogno di un pasto caldo al giorno è raddoppiato in 5 anni, arrivando a 1,5 milioni. RIFORME Con le riforme dell ultimo governo Schröder il Paese si è lasciato alle spalle il periodo dello Stato sociale basato sui sussidi. Il risultato è non solo nei dati che tutti ammirano (crescita Pil e occupazione) ma anche nell alto numero di impieghi poco retribuiti e nell aumento dei «working poor» Alla vigilia del viaggio ad Atene Bomba di benvenuto ad Angela L ordigno contro la Banca centrale. Proprio il giorno dopo che un bond greco tornava sui mercati prima che la tempesta sul debito greco si scatenasse. E il tasso sui decennali grazie al boom del collocamento è sceso al 5,75%, mentre solo due anni fa stava al 44%. Ma bisognapurericordarecheperilgiornodopo quello dell attentato, ciò oggi, era attesa la visita della cancelliera tedesca Angela Merkel, l antipatia per la quale in questo momento è probabilmente la cosa che più unisce i greci al di là delle divisioni ideologica, dai comunisti a Alba Dorata passando per Syriza, Pasok e Nuova Democrazia. Insomma, non è che sia difficile immaginare l obiettivo simbolico cui gli attentatori possano aver puntato. Semmai, c è l imbarazzo della scelta. L ordigno, composto da almeno 75 chili di esplosivo, è stato posto in una Nissan, parcheggiata davanti all edificio che ospita la Banca Centrale, poco distante dagli uffici della troika -Ue-Bce-Fmi. La deflagrazione è stata udita in una vasta area della capitale. Alcuni testimoni avrebbero verso le 5 del mattino locali, le 4 italiane, una persona parcheggiare l autobomba e quindi allontanarsi di corsa dal veicolo. Poco dopo vi sono state due telefonate anonime al sito dinotizie Zougla e al giornale Efymerida ton Syndakton,in cui l interlocutore ha detto che «in una strada tra le vie di Panepistimiou e Stadiou c è un auto con dentro 75 chilogrammi di dinamite che esploderà fra 45 minuti». Poco prima delle Non sono solo gli immigrati stranieri (nella foto una manifestazione davanti alla porta di Brandeburgo a Berlino) che fanno la fame in Germania: nella locomotiva economica del continente le persone che si rivolgono ogni giorno ai 900 centri di distribuzione viveri sono ormai 1 milione e mezzo. Secondo l Ufficio federale di statistica il numero degli aventi diritto al reddito minimo garantito dal programma «Sozialhilfe» è aumentato del 3,3% nel 2012 rispetto al 2011, passando da 332mila a 343mila. Problemi anche nel ceto medio: secondo uno studio della fondazione Bertelsmann Stiftung, se nel 1997 circa il 65% dei cittadini tedeschi poteva considerarsi parte della «middle class», la percentuale è scesa al 58% nel 2012 [Lapresse] 6, dopo che la polizia aveva già bloccato l area, è avvenuta l esplosione. Si voleva dunque fare effetto, cercando però di evitare una strage. Nessuna rivendicazione, finora. Ma le indagini si starebbero già indirizzando verso Christodoulos Xiros, uno degli ex capi diquel «17 novembre» che fu un po l omologo greco delle Brigate Rosse, e che si rese responsabile di ben 23 omicidi tra 1975 e A differenza delle Br, e assomigliando in ciò forse agli anarchici di fine 800, il «17 novembre» faceva anche scoppiare bombe. Evaso dal carcere in gennaio, Xiros è al primo posto nella lista dei sospettati proprio perché secondo la polizia, che ha subito isolato il luogo, è uno dei pochi ad avere le conoscenze tecniche per questo genere di attentati. «L obiettivo evidente era di cambiare l immagine del Paese e la sua agenda», ha detto il portavoce del governo Simos Kedikeglou alla rete televisiva Skai. «Ma non permetteremo agli aggressoridi raggiungerlo». La collocazione dei bond è solo il primo passo di un piano più ampio che dovrebbe consentire al paese di raccogliere 5 miliardi entro fine anno, risanando così se non proprio tutto il bilancio per lo meno una gran parte. «È un passo decisivo nella strada che ci sta portando fuori dalla crisi», ha detto un portavoce del governo.

15 ESTERI Venerdì 11 aprile ::: I CONTI DELL EUROPA Mosca chiede colloqui Putin all Occidente: «Volete l Ucraina? Pagate i suoi debiti» Lettera del Cremlino a 18 leader europei: «Kiev ci deve 16 miliardi di dollari Basta coi prezzi di favore». Il rischio: che chiudano i rubinetti anche a noi ::: FAUSTO CARIOTI Giuseppe Guarino «Un nuovo trattato continentale per uscire dalla crisi dell euro» «Verso un nuovo Trattato Europeo». Giuseppe Guarino, a 91 anni «e mezzo», come sottolinea con sottile autoironia, non ha perso né la vivacità intellettuale né la voglia di andare controcorrente. Ieri alla Fondazione Luigi Einaudi il decano dei costituzionalisti italiani - ed ex ministro della Prima Repubblica - ha radunato un variegato popolo di intellettuali e anche euro-delusi, proprio per proporre una nuova carta per l Europa in crisi finanziaria. Spiega Guarino - che ha studiato a fondo il Trattato, i codicilli e le postille di questa gabbia burocratica e normativa che oggi viene confusa con il progetto europeo - che la soluzione non è uscire dall Europa, ma abbandonare temporaneamente l euro, aggregarsi (per fare massa critica) con i Paesi come Francia, Spagna, Portogallo e Grecia. Dare vita a una nuova valuta e poi affrontare da altri presuppostie diverso «peso» politico, le trattative per definire le strategie per superare la crisi, riappropriarsi della sovranità politica e fiscale ed evitare questo veloce declino. Guarino non è nuovo a posizioni tanto nette. Da anni studia e approfondisce l avvitamento del progetto europeo. Proprio ieri ha presentato il volume: Cittadini europei e crisi dell euro (Editoriale Scientifica), che rappresenta la summa teologica del pensiero del giurista prestato all approfondimento degli effetti dei Trattati (europei) sulla vita di tutti noi. Tanto più che a fine maggio il voto per il rinnovo del Parlamento europeo rischia di partorire un paradosso, come ha sintetizzato moderando il convegno ildirettore de Il Messaggero Virman Cusenza: «Gli euroscettici saranno probabilmente il partito trasversale più numeroso a Bruxelles». Insomma, potrebbero crearsi le condizioni politiche per rivedere l impianto giuridico di un «Europa che affronta erroneamente la crisi imponendo il rigore contabile di bilancio». Gisueppe Guarino [Ftgr] Ilsuccesso elettorale degli euroscettici, euro-oppositori in Francia - con l avanzata del Fronte nazionale di Marine Le Pen - ha messo in moto un fronte, anche italiano, di rinnovatori. E forse la proposta di Guarino (declinata recentemente in altri modi anche da altri intellettuali), potrebbe oggi superare le aulee accademiche per arrivare sui banchi della politica. Prima in Italia e poi, forse, anche a Bruxelles e Strasburgo. E proprio da questa riflessione nasce la volontà di dare una nuova «anima» all Europa. E di approntare un nuovo documento per l Europa. Certo l Italia da sola - pur dall alto onorifico della presidenza del semestre - non avrà la forza di imporre una sterzata tanto radicale. Però Però si potrebbe - proprio come suggerisce Guarino da tempo -fare «massa critica» e riportare sotto il mantello politico decisioni amministrative, finanziarie e burocratiche che un sistema europeo robotizzato ha creato e che oggi si auto governa e impone limiti e vincoli. Se ne avesse voglia il professor Guarino potrebbe serenamente assurgere a leader italiano del «fronte del Rinnovamento» europeo. Di certo il testardo lavoro di analisi e studio dei testi e dei trattati europei, offre a molti una base di discussione per riparlare dell Europa dell euro nell era della crisi. E magari iniziare a coagulare il malcontento in una proposta concreta che possa far risorgere il sogno di un Europa unita. Magari non solo dal rispetto matematico dei vincoli di bilancio (che strozzano), ma anche da quello più filosofico e politico. L idea stessa di un Europa unità sì, ma con un anima politic a e non solo finanziaria. L idea di proporre una ricetta esclusivamente rigorista che non tenga conto dei tempi globali, tanto mutati nel volgere solo di qualche anno, va contro forse gli stessi principi fondatori. Forse... An. C. Putin attraversa i saloni del Cremlino. Il presidente russo ha avvisato l EuropeachesevuoleKiev deve pagare [Lapresse] Soldi e pari dignità politica nel decidere il futuro della Crimea e del resto dell Ucraina. Questo chiede il presidente russo Vladimir Putin in una lettera inviata a Matteo Renzi e agli altri capi di Stato e di governo dei Paesi europei che importano il gas di Gazprom attraverso l Ucraina. I soldi (tanti) dovrebbero andare a Kiev, che potrebbe cosìpagare i suoidebiti nei confronti di Mosca. La lettera, apparsa ieri sera sul sito del Cremlino, già da qualche ora era diventata di pubblico dominio in tutto il continente tramite gli uffici digazprom, che avevano provveduto a diffonderla. Una procedura quantomeno originale (come se l Eni divulgasse nelmondo i comunicati stampa di Giorgio Napolitano), che se non altro toglie dubbi, casomai ci fossero ancora, sulla contiguità tra la gestione di Gazprom e le direttive politiche del Cremlino. In mancanza di questi interventi, è la minaccia niente affatto velata di Putin, Mosca smetterà di pompare gas nelle condutture ucraine, con i rischi per l Europa che è facile immaginare. Il blocco delle forniture all Ucraina è senza dubbio «una misura estrema», scrive Putin. Il leader russo assicura di essere «pienamente consapevole» del fatto che una simile mossa aumenta il rischio che l Ucraina sottragga il gas che transita nel proprio territorio, e che quindi, in parole povere, l Europa resti al freddo il prossimo inverno. La Ue infatti compra dalla Russia il24% delgasche brucia ogni anno (per l Italia la quota sale al 30%) e la metà di questo flusso passa proprio per le tubature ucraine. «Ma il fatto che i nostri partner europei si siano ritirati unilateralmente dagli sforzi concertati per risolvere la crisi ucraina, e persino dal sedersi al tavolo con la parte russa, lascia la Russia senza alternative», ammonisce Putin. La soluzione c è, dice il leader russo, e per i Paesi europei consiste nel non seguire le indicazioni di Washington (ovviamente non citata), che vuole isolare Mosca sotto l aspetto politico ed economico. «C è una sola via d uscita dalla situazione che si è venuta a creare», avverte Putin. «Noi riteniamo che sia d importanza vitale svolgere, senza ritardo, consultazioni a livello di ministri dell Economia, delle Finanze e dell Energia pertrovare azioniconcertate per stabilizzare l economia ucraina e assicurare la consegna e il transito del gas naturale russo nelrispetto deitermini e delle condizionipreviste dal trattato». Riconoscere ilruolo di Mosca come interlocutore significherebbe, in sostanza, accettare l annessione della Crimea e sconfessare la linea atlantica, che prevede di mantenere un cordone sanitario (decisamente più teorico che reale, almeno al momento) attorno alla Russia. Questa richiesta politica è affiancata da una economica. Putin assicura che la Russia è pronta a fare la propria parte per «stabilizzare e far ripartire l economia ucraina. Non, però, in modo unilaterale, ma a condizioni paritarie con i nostri partner europei». A questo scopo, conclude la lettera, occorrerà mettere nel conto gli investimenti, i contributi e le spese che la Russia ha affrontato perlungo tempo aiutando l Ucraina. Diquanti soldi si tratta? Mercoledì il premier russo Dmitry Medvedev aveva annunciato che il debito complessivo di Kiev nei confronti di Mosca ammonta a 16,6 miliardi di dollari, dei quali 2,2 sono dovuti proprio al mancato pagamento delle forniture di gas. Se l Ucraina continuerà a non pagare, le autorità russe hanno già fatto sapere che Gazprom le fornirà ilgas solo su base mensile, dietro pagamento anticipato. Per scongiurare il rischio temuto dagli europei, si legge nella lettera di Putin, bisognerebbe mettere l Ucraina in condizione di non prelevare gas dalle condutture dirette verso gli altri Paesi (e che, attraverso il Tarvisio, arrivano anche in Italia). Cioè bisognerebbe pompare nel prossimo futuro 11,5 miliardi di metri cubi di gas neisitidistoccaggio ucraini, e questo richiederebbe il pagamento di circa 5 miliardi di dollari. Insomma,toccaaipaesidellaUe,che sinora nei confronti dell Ucraina hanno prodotto «solo promesse alle qualinon ha fatto seguito alcuna azione concreta», mettere mano al portafogli. La Russia è convinta di avere già dato abbastanza, vendendo per anni gas all Ucraina a un prezzo scontato, senza che il contratto fosse onorato dall acquirente. Ovviamente (ma questo Putin non lo dice) la mancata fornitura di gas all Europa avrebbe effetti negativi anche sulla Russia, che tiene moltissimo ai soldi che incassa dalla vendita del gas e alla propria immagine difornitore affidabile. La situazione politica e militare èinfasedistallo.ancoraieriilsegretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha ribadito che «conditio sine qua non» per avviare un dialogo con la Russia è che Mosca ritiri i circa soldati ammassati lungo il confine orientale. Intanto il governo ucraino ha fatto sapere di essere pronto a ordinare l uso della forza contro i «terroristi» filorussi che hanno occupato l edificio dei Servizi di sicurezza a Lugansk. Nella mattinata era stata offerta l amnistia ai separatisti che avessero deposto le armi.

16 16 Venerdì 11 aprile 2014 ESTERI IERI IL VOTO ANCHE IN KERALA L India decide il futuro dei Gandhi È partita ieri la lunga maratona elettorale indiana con il supergiovedì: il voto in 14 stati, fra cui la capitale Nuova Delhi, Uttar Pradesh, Kerala, Maharashtra e Orissa. Sono in tutto 814 milioni gli indiani chiamati alle urne per questa lunga tornata elettorale che si è aperta il 7 aprile e proseguirà a tappe nei diversi stati fino al 12 maggio. I risultati saranno resi noti il 16. Sono in gioco alcuni Stati stati chiave, a partire dall Uttar Pradesh, lo Stato che manda più deputati alla «Lok Sabah». Qui si sono formate lunghe code di elettori ai seggi. Molti i musulmani che si sono recati al voto; per loro, l imperativo è sbarrare la strada al partito nazionalista hindu Bharatiya Janata (Bjp) di Narendra Modi. Il Bjp è in testa a tutti i sondaggi e potrebbe scalzare dal potere il Partito del Congresso che candida Rahul Gandhi (nella foto, la madre Sonia) [Ap] Altro che Bush Gli ispanici lo hanno votato Obama li caccia dagli Usa Secondo il «New York Times», Barack è il presidente che ha deportato più immigrati clandestini latinos. Espulsi anche se non socialmente pericolosi ::: GLAUCO MAGGI Obama ha vinto la rielezione nel 2012 soprattutto grazie ai votidegliispanici, assicurandosene il 71% contro il 27% per Romney. Eppure, le cifre sulle deportazioni di clandestini attuate da quando è alla Casa Bianca mostrano che il presidente ha calcato la mano anche più di George Bush, espellendo molti più irregolari accusati di aver commesso reati minori. Da un analisi del New York Times su 3,2 milioni di casi di espulsioni dell ultimo decennio emerge che dei due milioni di deportati sotto Barack, due terziriguardano gente che era stata fermata dalla polizia per infrazioni stradali (compresi i casi di guida senza patente o in stato di ebbrezza) mentre il20% circa, ossia circa 394mila individui, era stato coinvolto in crimini più seri, compresi i reatilegati allo spacciodidroga.ildeportatoreincapo, come viene accusato dai gruppidi sinistra, sta ora però frenando leggermente la sua attività direpressione, come ilwashington Times, testata conservatrice, ha rilevato ieri, pubblicando le ultime cifre ufficialidelle deportazioni. Anche se la legge federale vieta a chi non ha un regolare visto di residenza di vivere in America, nella realtà la grandissima maggioranza di irregolari viene scoperta soltanto se colta in flagranza di reato: le polizie statalie cittadine, infatti, non hanno l autorità di contestare a chicchessia di essere nel Paese senza permesso, una prerogativa che hanno solo gli agenti federali della Homeland Security, ilministero della Sicurezza Nazionale responsabile della immigrazione. E questo personale è dislocato di solito solo lungo i confini con il Messico, con pochissime altre pattuglie al nord, di fronte al Canada. Non a caso,anche perfar vedere alla opposizione repubblicana e alla parte di opinione pubblica esasperata per la presenza di11,5 milioni di irregolari che non è tenero nella protezione dei confini e nella repressione del rato di clandestinità, Obama ha concentrato l azione di «sigillo» del Paese nelle aree vicine al Rio Grande, il fiume che separa Messico e Stati Uniti. Dall esame dei rapporti ufficiali, ottenuti dal quotidiano di New York grazie alla legge sulla Libertà di Informazione che obbliga le amministrazioni a rilasciare gli atti pubblici, i maggiori incrementi di deportazioni nel tempo si sono registrati a carico di immigranti illegali che avevano commesso infrazioni stradali: questi casi si sono quadruplicati dai 43mila dei primi cinque anni digeorge W. Bush ai 193mila della presidenza Obama dal 2009 a ::: ALESSANDRO CARLINI È ufficiale: ieri è stato annunciato (come anticipato il 29 marzo da Maurizio Stefaninisu queste pagine) che sarà ilnunzio apostolico a Caracas, Aldo Giordano, a seguire a nome del Vaticano le trattative in Venezuela tra il governo e l opposizione, che si sono aperte tra mille difficoltà e dopo molti morti negli scontri di piazza. Il presidente Nicolas Maduro ha così accettato di incontrare i rappresentanti dell opposizione: sarà di sicuro una mediazione lunga e difficile ma ci sono i presupposti perché si raggiunga un accordo. La benedizione del Vaticano potrebbe essere proprio determinante. Non è l unico mediatore di peso, c è anche infatti l Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) che da tempo era alla ricerca di una soluzione. ::: LA SCHEDA I DATI Da un analisi del New York Times su 3,2 milioni di casi di espulsioni dell ultimo decennio in Usa emerge che dei due milioni di deportati sotto Obama, due terzi riguardano gente che era stata fermata dalla polizia per infrazioni stradali mentre il 20%, circa 394mila individui, era stato coinvolto in crimini più seri. RIPENSAMENTO Dal 1 ottobre 2013 scorso all 8 marzo, poco più dei primi 5 mesi dell anno fiscale 2014, la Agenzia dell Immigrazione ICE ha espulso persone, pari a una media quotidiana di 814. Al passo attuale, a fine anno ci saranno 325mila «rimozioni». Nel 2013 l ICE aveva deportato clandestini al giorno, il 20% più di adesso, e nell anno precedente Obama è fra i presidenti Usa il più grande nemico dei clandestini [Lap] oggi. Nello stesso periodo gli allontanamenti collegati ai reati di «ingresso» o «reingresso» irregolare sono triplicati sotto Obama a oltre 188mila, riporta il Times. Un ulteriore inasprimento rispetto all era Bush, che nel 2004 ottenne il 40% del voti dei Latinos per la sua rielezione grazie alla politica «compassionevole» di quando era stato governatore del Texas, concerne le incriminazioni formali: nell ultimo anno del presidente repubblicano più di un quarto dicoloro che erano stati fermati senza una storia criminale alle spalle era stato rilasciato. Nel 2013, più del 90% delle persone nella stessa situazione sono state incriminate per «ingresso illegale». La posizione di Obama verso A scendere in campo nel delicato ruolo difacilitatori del dialogo insieme al Vaticano ci sono anche tre Paesi dell Unasur, e cioè Brasile (la «potenza» del Sudamerica), Ecuador (nazione politicamente molto vicina alchavismo) e Colombia (paese confinante con il Venezuela, che invece simpatizza per gli oppositori). Il luogo prescelto per i colloqui, che vengono trasmessi in diretta sulla tv pubblica, è il palazzo presidenziale Miraflores a Caracas. Dopo icolloqui preliminaritra il presidente Maduro e i delegati dell alleanza antichavista Mud(Mesade unidad democratica),ilgoverno ha ufficialmente invitato la Santa Sede a partecipare quale terza parte. L invito l immigrazione è sempre stata strumentale al vantaggio politico che poteva trarne. Quando Camera e Senato erano entrambi controllati dai democratici nel primo biennio della sua presidenza, infatti, Obama non spinse per la riforma pro-ispanici pur avendo i voti. Ha preferito tenere la questione calda per la sua conferma nel 2012, e infatti nel 2011 ha firmato un ordine esecutivo, in barba alla legge federale e tra gli applausi degli attivisti favorevoli alla sanatoria, che difatto ha bloccato le deportazioni dei giovani irregolari sotto i 30 anni. La mossa dibarack, combinata alla ottusa obiezione delgop a ogniapertura ragionevole al tema dei clandestini, ha portato alla umiliante sconfitta di Romney nel Come anticipato da «Libero» Maduro chiama il Papa per trattare con l opposizione Mons. Parolin [Lap] porta la firma del ministro degli esteri Elias Jaua ed è indirizzato al segretario di Stato ed ex nunzio apostolico a Caracas, cardinale Pietro Parolin. Nella lettera, veniva chiesto a «sua Santità, il Papa Francesco» didesignare una persona quale «testimone in buona fede» (garante) del negoziato. Entrambe le parti si erano infatti riferite al ruolo del Vaticano come mediatore. Ma alcuni gruppi d opposizione più radicale, come il partito del leader incarcerato Leopoldo Lopez, hanno scelto la via del boicottaggio: non ne vogliono sapere di arrivare a patti. É invece molto agguerrito ma anche pronto al confronto Henrique Capriles, Dire fascista ai Le Pen non è reato Dare della «fascista» alla leader del Fronte nazionale francese non è un insulto. Lo ha stabilito il tribunale di Parigi che ieri era chiamato a decidere sul ricorso presentato da Marine Le Pen contro il leader del Fronte di Sinistra, Jean-Luc Mélenchon, che durante la campagna 2012 aveva usato quel termine. I legali di Mélenchon avevano sostenuto che l appellativo non andava considerato un insulto, ma una caratterizzazione politica. Il tribunale ha accolto questa impostazione. La Casa Bianca odia l informazione La Casa Bianca ha vinto il poco ambito «Jefferson Muzzle», premio che ogni anno il Thomas Jefferson Center for the Protection of Free Expression conferisce per il «peggior accesso» dato alla stampa. Il centro, impegnato nella tutela della libertà di espressione, ha in effetti inserito non solo la Casa Bianca ma gran parte del governo federale nella lista con cui ogni anno stigmatizza quelli che definisce gli affronti al primo emendamento.l amministrazione Obama è stata criticata per la prassi adottata di vietare ai fotografi indipendenti l accesso a moltissimi eventi del presidente che vengono coperti solo da fotografi ufficiali. Allarme a Bengasi: chiude l aeroporto Sono stati sospesi tutti i voli nazionali da e per l aeroporto internazionale Benina di Bengasi, nella Libia orientale. «I voli nazionali sono stati sospesi a causa del peggioramento della situazione della sicurezza», ha detto il direttore dell aeroporto, Ibrahim Farkach, all agenzia di stampa libica Solidarity Press. Farkach non ha indicato quando lo scalo tornerà a riprendere la normale attività. La scorsa settimana gruppi della società civile a Bengasi avevano annunciato una campagna di disobbedienza per protestare contro la situazione della sicurezza in città. l oppositore più moderato di Maduro, che ha tuonato: «Miraflores tremerà». «Diremo al governo la verità in modo da far aprire gli occhi al Paese e vedremo finalmente il cambiamento», ha aggiunto l ex candidato presidenziale. Per lui il dialogo che faticosamente si sta mettendo in moto in queste ore rappresenta «un opportunità storica» e ha respinto le critiche di chi gli aveva chiesto di non scendere a patti con gli avversari politici. La rivolta «anti-bolivariana», contro l erede di Hugo Chavez, è stata affrontata con una dura repressione da parte delle autorità, che contestano a loro volta la legittimità delle «guarimbas», le barricate che bloccano le strade sia di Caracas sia di altre città del Paese. Il bilancio è stato di almeno 39 morti negli scontri. Sono molti i nodi da sciogliere. C è per esempio da capire quale ruolo avranno i giovani del movimento studentesco, che ormai da due mesiogni giorno scendono in piazza per protestare contro Maduro.

17 ATTUALITÀ Venerdì 11 aprile Dopo la sentenza della Consulta Fecondazione, si cambia. Ma non è per tutti Torna la facoltà di congelare embrioni e avere diagnosi pre-impianto.resta il divieto per coppie omo, single e coppie fertili in cui l uomo è malato ::: segue dalla prima CATERINA MANIACI (...) quando sipotevano congelare gliembrioni,effettuare diagnosi pre-impianto e concepire figli con la fecondazione eterologa, ossia con il seme di un donatore o gli ovociti di una donatrice. Secondo alcuni espertidel settore, i centri di fecondazione assistita, in Italia, sono pronti per la procreazione eterologa. «Non cisono ostacoli: le procedure sono uguali per la donazione interna alla coppia (omologa) o esterna (eterologa)». Lo ha dicharato anche Laura Rienzi, presidente della Società italiana di embriologia riproduttiva (Sierr), durante una conferenza stampa organizzata ieri a Roma dall associazione Luca Coscioni. La Rienzi non ha negato, però, qualche difficoltà di ordine pratico legato all accesso alle cellule congelate. «Dovremmo sicuramente consultare gli avvocati per chiarire i dettagli», ha ammesso. Gli strumenti, però, ci sono tutti, perchè, sempre secondo l embriologa, l Italia «è leader nel congelamento degli ovociti. Dunque se agli spermatozoi si può già accedere perchè esistono banche europee (e si costituiranno facilmente banche italiane), questo sarà possibile presto anche per gli ovociti grazie ainostri biologi che, insieme ad altri colleghi europei, hanno messo a punto la vitrificazione degli ovociti che permetterà di attivare banche, di facilitare l ovodonazione e renderla meno costosa». Ma come accedere alla donazione degli ovuli? Nella pratica, secondo l esperta, la via più semplice potrebbe essere quella di usare, attraverso la donazione, gli ovociti delle donne che ne hanno congelati in sovrannumero durante cicli di fecondazione - «con i necessari controlli e valutazioni» - o quelli conservati in banche europee. Procedure che icentri avvieranno, però, solo dopo aver consultato gli avvocati. In effetti, passando dalla teoria alla pratica, i problemi ci sono. Perchè la legge 40 vieta la commercializzazione di gametimaschili e femminili, chi offre sperma o ovociti lo deve fare a titolo gratuito. In realtà in tutta Europa viene riconosciuto aidonatoriun compenso o una sorta dirimborso-spese. In questi dieci anni ai 354 centri (148 pubblici e 206 privati) è stato vietato il congelamento dei gameti, quindi oggi nelle biobanche si trovano materiali «vecchi» e comunque in quantità molto inferiori rispetto alla richiesta. Bisognerà ricreare delle scorte: se non ci saranno problemi per le banche dello sperma, molto complesso sarà il reperimento degli ovociti, che richiede una forte stimolazione ormonale delle donatrici. Ed è difficile pensare che sarà fatto solo «per donazione». E dunque, quando si potrà davvero accedere all'eterologa? Subito, secondo gli avvocati che hanno presentato i ricorsi, già tra un mese, dopo la pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale. Ma è legittimo Una dottoressa del Centro per la fecondazione assistita di Napoli al lavoro [Ansa] chiedersi se ci si potrebbe trovare davanti ad un vuoto normativo, con la necessità di una nuova legge per poter riattivare le tecniche, così come ha dichiarato il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin. Ora, comunque, sololecoppie eterosessuali, sposate o stabilmente conviventi, con una sterilità accertata da documenti medici, possono accedere alle cure. Non potranno quindi diventare genitori con gameti di donatori coppie omosessuali, donne single, ma neanche coppie fertili, se non nel caso in cui l'uomo sia portatore di malattie sessualmente trasmissibili, come l Hiv o l epatite C. I limiti di età restano quelli stabiliti di età previsti dalla legge 40, cioè l accesso alle cure entro l età fertile. Il giorno dopo la decisione della Corte Costituzionale non siplacano le polemiche e le contrapposizioni. «Si snatura il concetto e l esperienza di paternità e di maternità». Così la Cei, la ::: LA SCHEDA DEFINIZIONE La fecondazione eterologa è l unione artificiale del seme e di un ovulo quando uno dei due è di un donatore esterno alla coppia. Si chiama fecondazione omologa quando l unione è sempre creata in laboratorio ma ovulo e spermatozoi appartengono alla coppia di genitori. La tecnica prevede che, dopo un ovulazione provocata dagli ormoni, gli ovuli vengano prelevati e fecondati in provetta. L embrione viene poi impiantato nell utero I VIAGGI Secondo i dati raccolti dalla Società europea di riproduzione assistita (Eshre) nel 2010 le coppie italiane avevano il primato in Europa (sono il 31%) per i viaggi ai centri esteri di procreazione assistita, e sempre secondo un altra indagine del 2010, condotta in 36 centri stranieri dall Osservatorio sul turismo procreativo, sono state oltre le coppie italiane che si sono recate all estero per poter ricorrere alla fecondazione eterologa. Per il 48% la meta preferita è la Spagna Conferenza episcopale italiana, commenta con una nota la decisione della Consulta. Per la Cei inoltre «si determina un pericoloso vuoto normativo nel quale rischia di essere legittimata ogni tecnica di riproduzione umana». Tra i sostenitori della sentenza e delle sue conseguenze sulla legge 40 c è poi chi già pensa a allargare ulteriormente gli orizzonti e consetire l uso della eterologa anche per gay e single, come fa ad esempio il professor Umberto Veronesi. Mentre si fa strada l ipotesi che migliaia di coppie potrebbero ora chiedere allo Stato il risarcimento per i dannicausati dai divieti della legge 40, come hanno annunciato gli avvocati Gianni Baldini e Filomena Gallo. FORTI CRITICHE DALLA CEI AL COMUNE DI GROSSETO La Procura ricorre contro le nozze gay riconosciute La decisione con la quale il Tribunale di Grosseto ha disposto la trascrizione, nei registri di stato civile del Comune, di un matrimonio contratto all estero fra persone dello stesso sesso, continua a suscitare reazioni e polemiche. Intanto il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, annuncia che impugnerà la sentenza emessa dallo stesso tribunale: «Per fortuna esiste una sentenza della Cassazione che dice chiaramente che non si puo'fare.stiamo predisponendo le motivazioni della nostra impugnazione in appello che sarà fatta il prima possibile». Invece, il Comune di Grosseto, «che a suo tempo ha scelto di non opporsi al ricorso presentato dalla coppia dopo il rifiuto dei nostri uffici, si adeguerà da subito alle decisioni del tribunale senza alcuna opposizione». Lo spiega il sindaco di Emilio Bonifazi, commentando l atto con cui il tribunale di Grosseto ha ordinato la trascrizione nel registro di stato civile il matrimonio celebrato a New York fra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci. La decisione, invece,«suscita gravi interrogativi e non poche riserve» da parte della Cei. Lo sottolinea una nota della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana. «Con tale decisione - viene rilevato dai vescovi - rischia di essere travolto uno dei pilastri fondamentali dell istituto matrimoniale, radicato nella nostra tradizione culturale, riconosciuto e garantito nel nostro ordinamento costituzionale». Il tentativo di negare la realtà del matrimonio tra un uomo e una donna per via giudiziaria - conclude la Cei - «rappresenta uno strappo, una pericolosa fuga in avanti di carattere fortemente ideologico». Beatrice Lorenzin [Lapr.] Il commento Ma sono sempre le leggi a restare latitanti ::: segue dalla prima FILIPPO FACCI (...) Sulla Stampa èuscitounarticolo di Fabio Martini che si presta a più di un equivoco, forse per via dei titoli: «Si è conclusa la stagione delle crociate dei valori», «Nell'Italia che cambia lo scontro sui temi etici passa in secondo piano». In pratica si parte dall'apparente riserbo della Chiesa sulla fecondazione eterologa (dopo che la Consulta ha tolto il divieto) esipresumechecisiastatauna «rottamazione delle ideologie» e che la Chiesa abbia taciuto perché è cambiato il mondo: «La crisi economica ha scombussolato la gerarchia deivalori e delle priorità, e le questioni etiche appaiono meno urgenti di quelle legate alla sopravvivenza, allavoro, alfuturo» dice il sociologo Domenico De Masi, mentre secondo ilpiddino Giorgio Tonini «Papa Bergoglio a sua volta ha favorito il primato delle questioni economiche e sociali, ha relativizzato le questioni eticamente sensibili, ha riproposto l'autonomia della politica». Insomma: la gente è senza lavoro, il Papa è meno ideologico e poi c'è Renzi, il ritorno della politica: questa la nostra sintesi brutale. Peccato che, a nostro dire, non stia in piedi. La gente è ancor meno disponibile a discutere di principi come aveva fatto dopo l'11 settembre, senz'altro; ma l'articolo della Stampa parla di "sordina ai crociati dei valori" e di un loro "declino" come se si stessero ritirando di buon grado, come se fossero dei perdenti ormai fuori dal tempo: il dettaglio che sfugge, però, è che non solo restano vincenti, ma potrebbero anche riposarsi sugli allori. E' vero, il discorso parte dalla sconfitta della Chiesa (eccetera) sulla fecondazione eterologa: ma viene dopo dieci anni di una legge unica al mondo e che non è stata sconfitta dall'autonomia della politica, ma, ancora una volta, dalla supplenza della magistratura. La Stampa, in un riquadro affianco all'articolo, affianca altre tre "battaglie" tra quelle che sarebbero passate "in secondo piano": vediamole una per una, dunque. Prima battaglia, le unioni civili: non ci sono. Manca una legge, ci sono solo degli statuti regionali dal valore simbolico. In compenso le unioni ci sono, e da un pezzo,inaustria,belgio,croazia,danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Svezia, Grecia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Svizzera, Andorra e Liechtenstein. In moltipaesi c'è anche il matrimonio gay. Tra i paesi che non regolamentano le unioni civili, invece, spiccano l'italia, il Vaticano e i paesimusulmani o ex comunisti. Nota: ogni volta che se n'è parlato, in Italia, anche di recente, la Chiesa ha fatto un baccano d'inferno. Seconda battaglia, testamento biologico ed eutanasia: non ci sono né uno né l'altro. Il centrodestra stava per varare una legge peggiorativa che per fortuna è annegata nell'inefficienza parlamentare e nelle crisi di governo. In Italia il fine-vita è risolto di nascosto o, se diviene fatto pubblico, da sentenze della magistratura. Nota: ogni volta che se n'è parlato, in Italia, anche direcente, la Chiesa ha fatto un baccano d'inferno. Terza battaglia: l'aborto. Quello c'è, ma solo grazie a una battaglia referendaria promossa negli Annisettanta. La legge è intoccabile perché funziona (nel senso: gli aborti calano ogni anno) ma è sottopostaaverieproprisabotaggi. L'Italia è uno degli ultimi paesioccidentali in cui è stata introdotta la pillola Ru486 (22 anni dopo la Francia, dopo di noi solo Lituania e Polonia) la quale pillola resta di complicata reperibilità. Le campagne di contraccezione da noi non esistono, la Chiesa non gradisce, e a farne le spese sono le categorie che abortiscono in maggioranza: le ignoranti e le immigrate. Impossibile poi tacere su quell'autentica truffa da codice penale che è l'obiezione di coscienza, esercitata da circa l'80 per cento dei ginecologi (soprattutto in Campania, Basilicata e Sicilia) nonostante l'85 per cento degli italiani sia favorevole alla Legge 194. Naturalmente ogni volta che se ne riparla, in Italia, anche direcente, la Chiesa ha fatto un baccano d'inferno. Sul fatto che sia cambiata la sensibilità degliitaliani, infine, è pure lecito dubitare. Chi non ha mai perso di vita i sondaggi, nel decennio passato, sa bene che le opinioni della Chiesa e quelle della maggioranza degli italiani non si sono mai davvero incrociate. Testamento biologico, Legge 194, aborto, coppie di fatto, divorzio breve, laicità dello Stato: su questi temi la maggioranza degli italiani (anche di centrodestra, con differenze minime) la vedeva in maniera diametralmente opposta alle opinioniecclesiastiche, che pure erano piuttosto rumorose e sponsorizzate, come detto. Un'altra opinione purtroppo condivisa, a destra come a sinistra, era che i temi etici non spostassero un voto che fosse uno. Allora come oggi. oggiche la situazione resdta quella descritta: sicché dovete dirmi, dunque, in che termini "si è conclusa la stagione delle crociate deivalori" e in che modo "lo scontro sui temi etici passa in secondo piano". Forse nei termini che, sparite le crociate sui valori, sono rimasti i valori: ma - non so i vostri - non sono i miei.

18 18 Venerdì 11 aprile 2014 ATTUALITÀ TRASFERITI FRA GLI ALTRI PROVENZANO, RIINA, I FRATELLI GRAVIANO Cambio di carcere per 200 boss al 41 bis Sono circa 250 i carcerati in regime di 41 bis trasferiti dagli istituti di pena in cui erano detenuti. Si tratta di boss di mafia, ndrangheta, camorra e sacra corona unita. Il provvedimento riguarda anche Bernardo Provenzano (nella foto, il giorno della cattura), Totò Riina, i fratelli Graviano e Leoluca Bagarella. L iter per il trasferimento è stato avviato a febbraio con il parere favorevole della direzione nazionale antimafia. Bernardo Provenzano è stato trasferito il 6 aprile dall Ospedale Civile di Parma, dov era ricoverato dal giugno del 2013, al penitenziario di Milano Opera. Alla richiesta di chiarimenti del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il Dap ha scritto: «Il trasferimento è parte di una più generale movimentazione disposta da questa Direzione Generale che ha riguardato circa 250 detenuti, ristretti in regime di 41 bis e reclusi nel medesimo penitenziario da oltre cinque anni».[lapresse] Cattivi esempi Partite vietate ai genitori-hooligan L ultimo episodio nel Padovano: due adulti si sono presi a testate durante la sfida calcistica fra i figli di 12 anni Il questore valuta il Daspo, provvedimento pensato per gli ultras da curva. Ma già applicato ad altri papà esagitati ::: GIORDANO TEDOLDI Genitori hooligan. Proprio loro, che dovrebbero dare l esempio, insegnare ai figlioli che giocano a calcio sotto iloro occhia comportarsi da uomini, non reagire alle provocazioni, tenere i nervi saldi, usare la testa solo sul pallone e riflettere prima di fare sciocchezze. Macché. Per dire: sabato scorso, ai bordi di un campetto a Busa di Vigonza (Padova), due papà si sono addirittura presi a cornate. Una testata, proprio come fanno i bulli, per dare il via a una rissa che ha fatto scoppiare in lacrime i ragazzini, tuttisui12 anni, che disputavano l incontro Vigontina-Curtarolese, categoria esordienti. Per entrambi i genitori - avvisa il questore di Padova - potrebbe ora scattare il Daspo, il divieto d accesso alle manifestazioni sportive per due anni, provvedimento che siamo abituatia veder usato contro gli ultras più scalmanati delle serie maggiori, quelli che si massacrano in curva, magari in partite dove la posta in gioco è alta e i nervi sono a fior di pelle, un derby decisivo,non certo una sfida tra neoadolescenti. Ma tant è: si vede che han preso dai padri. Tornando nel Padovano: la rissa è cominciata per l intemperanza del padre di un giocatore della Curtarolese che ha cominciato a insultare l'arbitro, papà di un altro ragazzino in campo. Dopo venti minuti di offese, il presidente della Vigontina e un dirigente della Curtarolese vanno dall esagitato per chiedergli di darsi un calmata. Ma quello, una vera furia, nel frattempo aveva attaccato briga con un altro spettatore, papà di un giocatore avversario del figlio. I due dirigenti sportivi non fanno in tempo a intervenire che la discussione tra i papà-hooligans degenera e partono le testate, scatenando la rissa bloccata solo dall intervento dei carabinieri. Ennio Marini, presidente della Vigontina, uno dei due dirigenti testimoni, al Corriere ::: ALBERTO SAMONÀ ::: LA SCHEDA GENITORI BULLI Di genitori pronti a prendersi a botte per la partitella di un figlio è piena la cronaca. L ultimo caso risale a sabato: siamo nel Padovano, precisamente a Busa di Vigonza. Qui due papà si sono letteralmente presi a cornate. Come fanno i «bulli» prima di una rissa. Ora rischiano il Daspo IL DASPO Il Daspo è l acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, è una misura prevista dalla legge (13 dicembre 89) per contrastare la violenza negli stadi. Vieta al soggetto ritenuto pericoloso di accedere in luoghi in cui si svolgono determinate manifestazioni sportive del Veneto sidice favorevole all applicazione del Daspo: «I problemi li creano i genitori. I bambini, soprattutto a quell età, vogliono solo giocare a calcio. È vergognoso». E non è il primo caso: nel maggio 2011 ci fu il caso del torneo giovanile Eurosporting, in provincia di Jesolo, in cui a passare alle vie di fatto fu un genitore della Fidene di Roma che insultò, minacciò e persino prese a sputi due donne, responsabilidel campo sportivo, dopo aver già minacciato e spintonato l arbitro, reo diaver sospeso l incontro peridisordinisulle gradinate. L uomo, 48 anni (e non sentirli...), fu sanzionato proprio con il Daspo dalla questura di Venezia. E ancora: nel novembre dello stesso anno, a Varese, durante l incontro Sumirago Boys-Vedanese del campionato juniores provinciale, il padre di un ragazzino della Vedanese diede in escandescenze, primainsultando igiovanigiocatori della Sumirago, poi sferrando calci e pugni agli spettatori che gli avevano detto di calmarsi. Nella rissa una donna cadde giù da una piccola tribuna spezzandosi una gamba, altri ebbero bisogno di cure mediche, investiti dalla violenza del genitore-ultrà, che peraltro aveva già precedenti con la polizia.anche in quel caso la questura di Varese fece ricorso al Daspo. E però proprio ieri ecco un altro caso, che tra l altro smentisce la visione un po consolatoria secondo la quale i ragazzini sarebbero sempree comunque animecandide: a Civita Castellana (Viterbo) i carabinieri hanno chiesto il Daspo per un padre che,anziché vergognarsi e intervenire per fermare il figlio, giocatore della Real Boccea di Roma, il quale gridava «sporco negro» alportiere avversario del Civita, è sceso in campo per dargli manforte e ha aggredito anche lui il giovanissimo portiere di colore. Ma a cercare i precedenti di casi di genitori inferociti per una partitella tra i figli in un campetto di provincia, si stenderebbe un elenco lunghissimo. E bene fece l allora ministro degli Interni, Maroni, che nel 2010 avanzò la proposta di introdurre ildaspo contro giocatori e genitori che dagli spalti incitano i ragazzi a «spezzare le gambe» agliavversari. Uomini frustrati, falliti, che vigliaccamente scaricano la loro aggressività sui figlidi12 anni, e che evidentemente sarebbero ben felicise i figlistessi diventassero delle bestie come loro. Ancor meglio del Daspo, sarebbe la rivolta dei bimbi in campo contro i loro patetici genitori. La rivolta dei pulcini. «Un esodo biblico alla volta delle coste italiane». Non usa mezzi termini il capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, per descrivere la nuova ondata di sbarchi in Sicilia. Che si tratti di un emergenza senza precedenti è anche confermato dalle cifre da capogiro che danno la misura di un fenomeno che, evidentemente, l Italia non può più fronteggiare coi mezzi abituali: nel 2012 gli immigrati sbarcati sulle coste italiane erano stati «appena» , mentre lo scorso anno il numero è salito a , con un incremento vertiginoso di ben il 224 per cento. Quattromila profughi, poi, sono arrivati nelle ultime quarantotto ore e oltre un migliaio sono quelli soccorsi nella sola notte scorsa. Se da un lato, grazie alla missione «Mare nostrum» sono state salvate tantissime vite, sono stati assicurati alla giustizia diversi scafistie sono aumentate le condizionigenerali di sicurezza, questo non ha impedito le partenze dalle coste del Nord Africa, che si susseguono a ripetizione. Segno evidente del fatto che, per mettere un freno al traffico di esseri umani, occorra con urgenza una strategia politica della Ue e del nostro Paese, che si affianchi in funzione preventiva all operazione, messa in atto dalla Marina italiana. Grazie a «Mare nostrum» sono stati18mila i migranti assistiti, con una media di 110 persone salvate al giorno ed è di 66 il numero di scafisti finiti in manette con l accusa di far parte di organizzazioni internazionali chegestiscono questiviaggi, già a partire dall Africa sub sahariana. La facile previsione delle scorse settimane, intanto, è diventata realtà e l Italia - al di là della gestione delle operazioni di soccorso - sembra continuare ad assistere impotente: dalle coste libiche e dagli altri porti nordafricani, infatti, le notizie che arrivano riferiscono di svariate decine di migliaia di altri profughi pronti a imbarcarsi. Numeri, peraltro, in vertiginoso aumento, in previsione delle condizioni meteo favorevoli con l approssimarsi della stagione estiva. Rettifica La giornalista per errore fra i «furbetti» Nell ambito di un articolo a firma di Franco Bechis, pubblicato su «Libero» del 17 gennaio 2012, in cui si faceva riferimento a una serie di soggetti, denominati «Furbetti del mattone», che avrebbero acquistato da enti pubblici immobili ad un prezzo vile, veniva citata, tra costoro, anche la dr.ssa Vanjia Luksic, individuata quale giornalista ceca e corrispondente delle testate giornalistiche «L Express» e «Le Soir». All esito di un più accurato approfondimento, si precisa che la dr.ssa Luksic è una giornalista di nazionalità belga che per errore è stata inserita nell elenco del succitato articolo, poiché la stessa ha effettivamente acquistato un immobile, ma da privati contattati attraverso una agenzia e versando un prezzo del tutto congruo rispetto ai valori di mercato. Tanto si riporta per dovere di cronaca, esprimendo rammarico da parte della direzione del giornale e dell autore dell'articolo per l'erronea informazione nei confronti della collega Vanjia Luksic. Emergenza immigrazione Quattromila sbarchi in poche ore, è iniziata l invasione Secondo gli ultimi dati dal 2012 al 2013 gli extracomunitari arrivati sulle nostre coste sono aumentati del 224% Soccorsi della Guardia Costiera [Ansa] Sul fronte degli arrivi, le navi della Marina militare continuano a lavorare senza sosta: la fregata «Euro» ieri ha soccorso 450 persone, la «Zeffiro» 150, ilpattugliatore «Foscari» 220 e la corvetta «Urania» un centinaio. E ancora, il pattugliatore «906» della Guardia costiera ha portato in salvo 365 immigrati. La stessa nave ha caricato anche 103 profughi provenienti da vari Paesi dell Africa centrale, individuatida un aereo della Marina, mentre si trovavano a bordo di un barcone, e altre 92 persone imbarcate su un gommone fatiscente. Il mercantile «Dobrota» ha soccorso, infine, 200 migranti, accompagnati al porto di Siracusa. Intanto, sempre ieri sono stati trasbordati a terra, al porto di Catania, 300 immigrati salvati la notte precedente dalla petroliera «Nord Farer» battente bandiera di Singapore.I profughi avevano navigato per 48 ore su tre barconi ed erano stati soccorsi mentre si trovavano a 120 miglia a sud-est di Lampedusa. Tra loro c era anche il cadavere di un uomo, morto durante la traversata, su cui sarà effettuata l autopsia.

19 ATTUALITÀ Venerdì 11 aprile Il delitto di Brembate di Sopra Ora c è pure la prova scientifica Il killer di Yara è figlio dell autista Gli esami sul dna dell uomo di Gorno confermano la compatibilità al 99,9% coi codici genetici dell assassino Ma dopo 3 annidierrorie 3,5 milioni spesiper effettuare 18mila test, ilcolpevole resta un fantasma ::: ALESSANDRO DELL ORTO Tre anni di misteri, dubbi, perplessità, abbagli, rabbia. Sfiga. E poi solo ipotesi, maledette ipotesi, se e ma e ma e se. Tre anni di niente e ora, toh, la prima certezza. Che non è una novità, anziprobabilmente è solo un modo per tenere aperto il caso, ma almeno è qualcosa di concreto. Giuseppe Guerinoni, l autista di Gorno scomparso nel 1999 all età di 61 anni, è al 99, % il padre del killer di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni sparita a Brembate Sopra (Bergamo) il 26 novembre 2010 e ritrovata morta tre mesi dopo in un campo nelvicino paese di Chignolo d Isola. Tradotto, l identità del padre del bastardo è certa. A dirlo è il risultato - appena consegnato al pm di Bergamo Letizia Ruggeri - delle analisi genetiche effettuate sul dna (prelevato dalfemore) di Guerinonidopo la riesumazione della salma avvenuta il marzo 2013 su richiesta del genetista forense Giorgio Portera, consulente della famiglia Gambirasio: il codice genetico coincide quasi totalmente con quello del materiale biologico proveniente da una macchia di sangue (l assassino si era ferito con un coltellino, forse neltentativo di tagliare gli slip della vittima) ritrovata sul corpo diyara. Rispetto a prima è solo una questione di particolari, piccoli numeri, che però almeno sono qualcosa: il precedente raffronto effettuato su un estratto di saliva ricavata da un bollo di una vecchia patente di guida dell autista di Gorno diceva che l indice di compatibilità era al 99, %.«Un dettaglio ininfluente - spiega la dottoressa Marina Baldi, biologa, specialista in Genetica Medica e responsabile del Laboratorio Genoma di Roma - perchè in queste situazioni dopo il 99 per cento si è sempre di fronte a una certezza. Il problema resta arrivare al killer o a sua madre (è un figlio illegittimo di Guerinoni n.d.r.) e a questo punto, onestamente, mi sembra davvero difficile. Non è più una questione di tecnologia, ma di indagini». ::: LA SCHEDA KILLER SENZA NOME L ultima analisi sul dna relativo al caso di Yara Gambirasio non lascia adito ad alcun dubbio: l autista di Gorno (Giuseppe Guerinoni morto nel 1999) è il padre del presunto killer della 13enne uccisa a Brembate di Sopra (Bergamo) il 26 novembre del Questo il riscontro che emerge nella relazione dell anatomopatologa Cristina Cattaneo, la stessa che aveva eseguito l esame sulla salma della giovane vittima. PATERNITA PROVATA La relazione, consegnata al pm di bergamo Letizia Ruggeri, dimostra che la probabilità che Guerinoni sia il padre del cosiddetto «Ignoto 1» è del 99, %. Insomma una paternità praticamente provata scientificamente. L analisi era stata chiesta dal consulente della famiglia Gambirasio per accertare senza ombra di dubbio la relazione tra «Ignoto 1» e il dna del presunto killer trovato sugli indumenti di Yara. Il problema è che nulla si sa dell identità del presunto killer della minorenne LA VITTIMA La piccola Yara è scomparsa nel tardo pomeriggio del 26 novembre 2010 nel tragitto che dalla palestra di Brembate portava alla sua abitazione. Il suo corpo fu poi trovato esattamente tre mesi dopo in un campo di Chignolo d Isola, a pochi km da dove era scomparsa e da dove viveva con la famiglia CHI È GIUSEPPE GUERINONI Già,indagini che fin dall inizio non sono state all altezza tra situazioni sfavorevoli (la telecamera davanti alla palestra bruciata da un fulmine quattro mesi prima e mai sistemata; il corpo di Yara sepolto e conservato dalla neve per tre mesi), disorganizzazione e disaccordi (tra Polizia e Carabinieri), tentativi random cui è stato dato troppo peso (i cani molecolari: uno andò diritto verso il cantiere, l altro dalla parte opposta e venne poi portato sulposto dopo essere stato caricato su un furgoncino) ed abbagli Il timido che amava la discoteca e le cure termali Giuseppe Guerinoni [Ftg] Yara Gambirasio [Fotogramma] Giuseppe Guerinoni, il padre del killer di Yara Gambirasio, era nato nel 1938 ed è morto nel Sposatosi nel 1963 dopo aver prestato servizio militare a Roma, padre di tre figli (due maschi e una femmina), lavorava come conducente di autobus in Valle Seriana, amava la discoteca e, prima del matrimonio, era solito trascorrere due settimane l anno a Salice Terme per sottoporsi a cure termali. L ipotesi che abbia avuto un quarto figlio (illegittimo) era stata avvalorata mesi fa da un ex collega: «Aveva avuto una relazione con una donna molto più giovane di lui, tra il 1962 e il Un giorno Guerinoni mi disse del fattaccio: aveva messo nei guai una ragazza con cui aveva una relazione». giudiziari (il marocchino Mohamed Fikri, unico indagato, fu arrestato il 4 dicembre 2010 su una nave in viaggio per Tangeria causa di un intercettazione telefonica mal tradotta: in quei giorni si credeva di aver risolto il caso, invece il ragazzo è risultato estraneo alla vicenda e la sua posizione è stata definitivamente archiviata lo scorso agosto). L unica pistaconcretaintreannièstata quella del dna, nata più per casualità che preciso fiuto investigativo.tutto ha avuto inizio con l analisi del profilo genetico dei frequentatori della discoteca Sabbie Mobili,a duepassi dal luogo del ritrovamento di Yara. Un giovane abitudinario del locale che si era trasferito in Perù (la cui madre aveva lavorato come domestica a casa Gambirasio) aveva punti di contatto con il dna dell assassino: risalendo ai parenti, si è finiti allo zio. Giuseppe Guerinoni, appunto. Per giungere a questo punto sono stati esaminati 18 mila profili genetici. Costo dell operazione: tre milioni e mezzo di euro. Tre milioni e mezzo (e qui si potrebbe aprire un difficile e delicato dibattito etico: vale la pena spenderetanto denaro per un caso in cui purtroppo, ormai, non è più una questione di vita o di morte?) per non arrivare all assassino, ma solo a una certezza: il mostro è di origini bergamasche. È bergamasco. E va cercato tra i bergamaschi. Un dettaglio non di poco conto per la gente delposto, non certo omertosa (come qualcuno ha cercato di far credere), ma anzi ricca di valori, serietà, impegno, determinazione e soprattutto orgoglio. Quell orgoglioche-mistoallacomprensibile rabbia del momento - portò qualcuno (per fortuna pochi), dopo la notizia dell arresto del marocchino Fikri, a reagire sfociando nel razzismo.ecco, ora va rivisto tutto. Dopo tre anni di nulla, la prima certezza: il bastardo che ha ammazzato Yara va cercato in casa. Ma chissà se a questo punto, dopo tre anni di illusionie fallimenti, sarà ancora possibile trovarlo. Il Pontefice incontra quattro ex prostitute Ieri mattina in Vaticano, Papa Francesco ha incontrato quattro giovani straniere (una cilena, una della Repubblica Ceca, un ungherese e un argentina), ex prostitute, che attualmente vivono sotto protezione. Il pontefice - che ha particolarmente a cuore questo tema - si è intrattenuto con loro, ascoltando le loro storie e incoraggiandole a superare i traumi. Secondo alcuni testimoni si è trattato di un «incontro toccante». Concluso il colloquio, Bergoglio si è recato nella Casina Pio IV per parlare ai partecipanti alla conferenza internazionale contro la tratta degli esseri umani. Mafioso latitante arrestato in Belgio Il mafioso latitante Getano- Trainito è stato arrestato ieri in Belgio a Liegi dalla polizia belga su segnalazione della Squadra mobile di Caltanissetta e dell Interpol. Ricercato da sette mesi, Trainito, 51 anni, esponente di spicco e killer dell organizzazione mafiosa della «Stidda» di Niscemi, detto «occhio di vetro» perchè è guercio, deve scontare una pena definitiva di 14 anni, 3 mesi e 12 giorni di cella per omidicio e altri reati. Era irreperibile dal 9 settembre Affiliato al clan Russo, è stato uno dei protagonisti della guerra combattuta negli anni 90 dalla «Stidda» e da Cosa nostra in provincia di Caltanissetta. Sprangate tra parenti Cinque in manette Rissa a colpi di spranga tra familiari. È accaduto a Santa Flavia nel palermitano, dove ieri i carabinieri hanno arrestato 5 persone. Tutti dovranno rispondere di rissa aggravata. I cinque sono stati sorpresi all interno di un deposito di automezzi, mentre erano intenti a picchiarsi armati di spranghe e coltelli. Alla base della furiosa lite vecchi dissidi familiari di natura economica. Solo l intervento dei carabinieri ha evitato il peggio e ha permesso di bloccare i familiari. Per due di loro è stato necessario il ricorso alle cure mediche. Evasione da 250 milioni di euro C è la camorra dietro al mercato dei dvd pirata Una megatruffa con evasione fiscale per oltre 252 milioni di euro, su materiale informatico, cd e dvd vergini, è stata scoperta e smantellata ieri dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, in collaborazione con la GdF e la Siae. Il successo dell operazione è il frutto di «un attività di intelligence attenta e raffinata» hanno detto gli investigatori, «che ha individuato ingenti quantitativi di supporti audiovisivi vergini e altro materiale informatico», destinati ad alimentare il mercato italiano in totale evasione fiscale e dei compensi dovuti per copia privata. Le indagini, avviate dagli uomini della GdF di Fiumicino, partono da una pregressa attività investigativa su clan camorristici che avevano il controllo della pirateria audiovisiva partenopea, per svilupparsi attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e controlli presso le aziende, volti a ricostruire minuziosamente i canali diapprovvigionamento del materiale informatico. Durante il blitz sono stati sequestrati oltre 23 milioni di cd/dvd «vergini» oltre a 500mila euro in contanti utilizzati per pagamento - in nero - del materiale sequestrato. La DDA ha emesso un decreto di sequestro preventivo d urgenzaper l equivalente somma sui beni nella disponibilità degli indagati. In particolare: 164 conti correnti, 46 obbligazioni finanziarie, 34 titoli al portatore, 8 cassette di sicurezza, 38 fondid investimento, 56 auto e moto di lusso, uno yacht di 15 metri e 71 prestigiose proprietà immobiliari e terriere. Lo scandalo dei Parioli Baby squillo, chiesto il processo per otto persone Ieri la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di otto persone per lo sfruttamento delle due ragazzine fatte prostituire in un appartamento ai Parioli. I reati contestati sono sfruttamento della prostituzione, cessione didroga, estorsione, detenzione dimateriale pedopornografico e prostituzione minorile. Il procuratore aggiunto, Maria Monteleone, e il sostituto, Cristiana Macchiusi, hanno chiesto il processo per Mirko Ieni, ritenuto il «gestore» del giro di baby squillo, Nunzio Pizzacalla (per entrambi l accusa è sfruttamento della prostituzione minorile), Mario De Quattro (per tentata estorsione), la madre di una delle adolescenti, e iclientiriccardo Sbarra (accusato dipossesso di materiale pedopornografico), Marco Galluzzo (accusato di aver ceduto cocaina in cambio delle prestazioni), Francesco Ferraro e Gianluca Sammarone. L udienza del giudice dell udienza preliminare, Costantino del Robbio, sarà fissata subito dopo Pasqua, probabilmente il 23 o il 24 aprile. Con la richiesta di rinvio a giudizio, ieri, si è dunque conclusa la prima tranche dell inchiesta giudiziaria sulle baby squillo romane. Nel frattempo i magistrati di piazzale Clodio proseguono gli accertamenti sul giro di clienti delle minori. Fino a questo momento sono una cinquantina quelli identificati, ed accusati di prostituzione e molti di loro hanno già fatto agli inquirenti proposte di giudizio con riti alternativi (abbreviato, patteggiamento) a quello ordinario. Una volta formalizzate, le richieste saranno valutate dai magistrati.

20 Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro 6.641,97-1,33% grafica a cura di centimetri.it , ,49 107,56 $ +0,53% +0,10% -0,66% -0,29% 1,3867 ::: Intervento Fondazione Carige Allearsi o scomparire ::: GIORGIO OLDOINI In questi giorni, molti opinionisti si occupano di Banca Carige nel tentativo, fin troppo scoperto, di influenzare le scelte dei potenziali azionisti. Vorrei ricordare luci ed ombre di un Piano che aveva l'obbiettivo di creare un gruppo bancario tra le "top ten", con il cervello a Genova. La vera spina nel fianco è sempre stato il comparto assicurativo: gli interventi per il risanamento sono costati oltre 900 milioni. I principali rilievi hanno riguardato la sottostima delle Riserve sinistri ed alcune operazioni in apparente conflitto. In un periodo come questo, non saràfacile vendere le società a prezzi remunerativi. Nel 1995 "Carige" venne quotata sulla base dello schema classico: rivalutazione dei valori storici e offerta al mercato per acquisire la liquidità destinata alla crescita. In quegli anni, il valore di una banca lo misuravi sul numero degli sportelli, che erano assegnati ai vari Istituti sotto l'attenta regia della Banca d'italia. Nessuno poteva prevedere lo sviluppo informatico che oggi impone un target di almeno il 30% di sportelli "on line" e la svalutazione di parte degli avviamenti. Una situazione che ha riguardato i principali Istituti di credito italiani. In ogni caso, per assorbire il costo di questi "intangibles", sarebbero stati necessari utili e flussi di cassa adeguati. Il successivo ciclo economico, tuttora in atto, è stato caratterizzato dalla cosiddetta economia di "carta", durante la quale il sistema delle imprese non ha prodotto utili reali. Hanno resistito gli istitutipiù capitalizzati, in grado di assorbire le sofferenze: un prezzo immenso pagato alpaese dal sistema bancario. I "write off" operatidall'attuale dirigenza, potrebbero consentire l'emergere di utilità nei prossimiesercizi. I dirigenti e il personale della banca, il cui livello di preparazione è il risultato di una scuola che ha radici lontane, rappresentano il patrimonio aziendale a garanzia del recupero nel breve periodo. Ma l'asset più importante è una clientela fidelizzata, che ha resistito alle lusinghe deicompetitori in questo periodo di transizione. La Fondazione Carige ha svolto un ruolo essenziale nel processo di trasformazione dell'ente e l'ha fatto in totale sintonia con il consiglio della banca guidato da Berneschi, il "direttore storico" capace di grandi disegni. Secondo la legge Amato, la percentuale della partecipazione doveva essere molto modesta. Per superare i limiti della normativa, fu approvato uno Statuto che limitava i diritti di governance. Si trattò di una soluzione "tecnica", adottata senza rilievi da parte del ministero, che non risolveva il problema di fondo, quello di diversificare il portafoglio. Gli amministratoripensavano di essere nelgiusto, considerata la serie storica di dividendi distribuiti. Bisogna inoltre considerare che l'entità del capitale di rischio nelle mani della Fondazione, non avrebbe potuto garantire da eventuali scalate ostili. Si pose allora la scelta tra ilfare cassa e mantenere il controllo: si optò per la seconda soluzione, aggregando i francesie altri soggettiminori. La Fondazione è arrivata a indebitarsi per sottoscrivere gli aumenti di capitale che si rendevano necessari. Da ultimo, ha dovuto autorizzare l'aumento di capitale, che aveva in precedenza cercato di subordinare al "previo" realizzo di asset patrimoniali. Secondo alcuni analisti, il valore effettivo della banca sarebbe pari a 3/4 volte la capitalizzazione di borsa. Il rinvio al 30 giugno della tempistica di realizzazione, rappresenta un corretto tentativo per non decidere tutto con l'acqua alla gola. In questa fase potrebbero prevalere interessi di natura speculativa e tuttavia, come ha dichiarato il Sindaco di Genova, si spera venga fuori qualche operatore in grado didare stabilità e diesercitare un'opa, che porterà modesti vantaggi agli azionisti di vecchia data. La Fondazione dovrà ora decidere se entrare in qualche nocciolo duro o realizzare al meglio i propri diritti e gli stessi titoli. Il parere del procuratore Ue Chi diventa avvocato in Spagna può esercitare anche in Italia La Corte di giustizia europea apre le porte della professione ai laureati in giurisprudenza che ottengono la qualifica in un altro Paese Ue: «Anche se lì c è una normativa più favorevole, non c è abuso» ::: ANTONIO SPAMPINATO L Europa non ha frontiere. Per confermare quello che dovrebbe ormai essere una verità lapalissiana c è voluto l intervento della massima autorità del diritto dell Unione, la Corte di giustizia. Non una sentenza, ma un autorevole parere. Almeno per ora. La vicenda su cuiè stato scomodato Nils Wahl della Corte dell Unione europea riguarda la contestata possibilità per un laureato in giurisprudenza di acquisire il titolo di avvocato in Spagna, per alcuni ritenuta una comoda scorciatoia. Wahl non entra nel merito su quale sia il Paese che premia con i sudati o meno galloni di azzeccagarbugli e quale sia quello di provenienza del laureato. Secondo il procuratore Ue il fatto semplicemente non costituisce un abuso del diritto.se un cittadino sceglie di acquisire il titolo di avvocato in un altro Stato membro dell Unione europea per beneficiare diuna normativa più favorevole, è liberissimo di farlo. Una vittoria a tutto tondo per i due cittadini italiani che hanno portato fino nei palazzi della Corte le loro pretese. Laureati in giurisprudenza in Italia, i due si sono iscritti all ordine degli avvocati in Spagna. Pochi mesi dopo l iscrizione, hanno presentato domanda per essere inseriti nell ordine degli avvocati di Macerata. Ma la rapidità con cui gli avvocati sono rietrati in patria, ha insospettito i colleghi che hanno preferito chiudere le porte dell ordine. La vicenda, com era prevedibile aspettarsi, è finita in tribunale. Dal gustoso sapore forense la motivazione che Wahl ha portato per giustificare il suo parere. Ma vale la pena riportarla. Secondo l avvocato generale, «la direttiva sul diritto di stabilimento degli avvocati non ammette la prassi di uno Stato membro di rifiutare, con la motivazione dell abuso del diritto, l iscrizione all albo degliavvocati», nella sezione speciale riservata agli avvocati che hanno ottenuto la qualifica all estero, di cittadini di tale Statomembroche,pocodopo aver ottenuto iltitolo professionale in un altro Stato membro, ritornino nel loro Stato membro di origine. Il logo della Corte di giustizia europea nei nuovi uffici in Lussemburgo [Ansa] ::: GIULIANO CAZZOLA Caro direttore, ho letto con attenzione ed interesse l'intervista di Libero a CesareDamiano, presidente dellacommissionelavoro della Camera, a proposito della conversione in legge deldecreto in cui sono raccolte alcune norme deljobs act tra cuila riforma deicontrattiatermineelasemplicazionedell'apprendistato. A me non piace Matteo Renzi: del suo governo, non condivido né la legge elettorale né le sgangherate iniziative dicarattere istituzionale, a partire dallo svuotamento delle Province per arrivare al superamento delsenato. Eppure, con ildecreto Poletti, l'esecutivo ha mandato un segnale di innovazione. La sinistra del Pd ha rivolto al provvedimento delle critiche non infondate. Un contratto a termine con siffatte regole - ricordiamo alcune considerazioni a suo tempo svolte proprio da Cesare Damiano - cannibalizzerà il contratto di inserimento (non più unico ) a tutele crescenti: una proposta (sulla quale si è cimentata tutta l'intellighentja della sinistra) e, a parole, presentata ancora come il pezzo forte del jobs act. In effetti, le conseguenze che deriverebbero da una riforma del contratto a termine come quella prefigurata nel testo iniziale del decreto (e quindi con un regime di acausalità per tutti i 36 mesi, BIOLOGICO Nasce il colosso della certificazione Fusione fra Ccpb e l Istituto Mediterraneo di Certificazione (Imc): nascerà una realtà unica a livello nazionale e internazionale nel campo della certificazione biologica. «È la prima volta - avverte una nota - che due societàditaleimportanzadecidono di unire le forze per garantire la tutela di tutti i sistemi produttivi che credono nell attività di ispezione e certificazione come elemento di qualificazione dei propri servizi e dei prodotti». Il settore di intervento più importante sarà ovviamente l agricoltura. Ma non solo. Peggio di prima Riforma del lavoro, la sinistra si smentisce I contratti a termine potrebbero cannibalizzare gli indeterminati. E Renzi non se ne vergogna anche se le proroghe dovessero ridursi a 6) finirebbero per fare di questa forma contrattuale il modello standard nelle assunzioni, perché nessun datore di lavoro sensato utilizzerebbe l'oggetto misterioso del contratto unico (per ora vagamente confinato, ai fini di una eventuale sperimentazione, nel disegno di legge delega), ancorchè depotenziato nei primi anni di validità, per quanto riguarda la tutela del licenziamento. Ma la novità sta proprio in questa inversione delle parti: argomenti fino a poco tempo fa consideratiineccepibilie politicamente corretti, da un angolo di visuale della sinistra, oggi vengono contraddetti non già da un governo dell'ex Cav(il centro destra, anche quello nuovo,che ora si inorgoglisce, non aveva mai osato tanto) ma da un esecutivo che si propone dirappresentare il cambiamento. Nei giorni scorsi, a quanti lamentavano che la liberalizzazione dei contratti a termine avrebbe favorito la precarietà, il ministro Giuliano Poletti ha ricordato che già adesso il 70% delle assunzioni avviene con questa forma contrattuale (anche se, in termini di stock, i dipendenti a termine sono soltanto il 13,8% del totale, assolutamente in linea con quanto avviene nella Ue). Più recentemente, il ministro ha sottolineato che, grazie alle modifiche introdotte neldecreto, il governo vuole ridurre il contenzioso. Proposito lodevole, perché, nella sua genericità, il causalone sottoponeva le imprese alla roulette russa dei tribunali. Ma quando mai un ministro di sinistra, per giunta ex Pci, si sarebbe permesso dicriticare l'invadenza deigiudici del lavoro anziché apprezzare il loro modo (sbrigativo?) di fare giustizia in favore del lavoratore contraente più debole del rapporto? In occasionedi un'intervista televisiva ilministro Giuliano Poletti ha spiegato che, stante l'attuale normativa dei 12 mesi acausali, le aziende licenziano prima di raggiungere quel limite, mentre con la nuova disciplina sarebbero invogliate, se il lavoratore lo merita, ad andare avanti per tutto il triennio, a conclusione del quale diventerebbe più probabile l'assunzione in via definitiva. Da questa analisi, se messa a confronto con il pregiudizio verso i datori alla base delle norme della legge Fornero, emerge una differente visione del mondo e dei rapporti sociali. Del resto, come insegna l'esperienza, proprio perché garantirebbe meglio le imprese nei confronti delle scorribande giudiziarie, il contratto a termine liberalizzato non cannibalizzerebbe soltanto i contrattia tempo indeterminato, ma anche quelli atipici, caratterizzati da minori tutele per i lavoratori e divenuti più rischiosi da applicare e gestire.

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