SHARKLIFE: Azioni urgenti per la conservazione dei pesci cartilaginei nei mari italiani LIFE 10 NAT/IT/271

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "SHARKLIFE: Azioni urgenti per la conservazione dei pesci cartilaginei nei mari italiani LIFE 10 NAT/IT/271"

Transcript

1 SHARKLIFE: Azioni urgenti per la conservazione dei pesci cartilaginei nei mari italiani LIFE 10 NAT/IT/271 MiATTM BIOLOGIA ED ECOLOGIA DEGLI ELASMOBRANCHI INTRODUZIONE La tassonomia La tassonomia è quella disciplina che consente di determinare e riconoscere una specie fra tante. Oltre ad avere un ruolo fondamentale nel riconoscimento specifico, la tassonomia è importante nei vari processi di valutazione delle risorse, perché ogni singola specie ha caratteristiche e comportamenti peculiari che richiedono considerazioni altrettanto specifiche nella stima della loro abbondanza e quindi nella gestione del loro sfruttamento. Un errore di determinazione della specie può creare seri problemi di gestione e, di conseguenza, inficiare gli sforzi che un amministrazione impiega al fine di preservare la risorsa. Da qui l importanza di investire sempre più e in maniera concreta, su questa disciplina assicurando, ad esempio, nel tempo la presenza di specialisti tassonomi in grado di garantire risposte esatte. I fossili di squalo sono 3 volte più antichi di quelli dei dinosauri, molto prima che i vertebrati si presentassero sulla terraferma. Il fossile più antico, attribuito dai paleontologi a un gruppo ancora vivente di squali, risale a circa 180 milioni di anni fa. La maggior parte dei gruppi attuali è datato mediamente a circa 100 Mda. I pesci cartilaginei sono riusciti a colonizzare tutti gli ambienti del pianeta sia marini, sia di acqua dolce, con l eccezione delle regioni polari. La tassonomia moderna riconosce oggi 10 raggruppamenti (ordini) principali in cui i pesci cartilaginei sono suddivisi. Le somiglianze e le differenze tra gli organismi consentono di riconoscere gruppi specifici ordinati gerarchicamente (classificati). Ognuno di loro è un unità del sistema detto taxon (taxa pl.). La sistematica permette poi lo studio scientifico delle differenze tra gli organismi in fase evoluzionistica (Fig. 1).

2 Fig. 1. Cladogramma degli ordini dei condroitti secondo Compagno, Fu Carl von Linné ( ) che riuscì a definire lo strumento fondamentale per lo studio delle specie producendo nel 1758 l opera scientifica Systema Naturae. Il suo lavoro aveva posto le basi della classificazione binomiale degli organismi facendo riferimento al genere e alla specie. Nel sistema linneiano la categoria al disopra del genere corrisponde alla famiglia. Le famiglie a loro volta compongono gli ordini e questi formano le classi; l insieme delle classi costituisce i phyla. Questi ultimi sono l impalcatura del REGNO che risponde al seguente schema semplificato: REGNO Phyla Classe Ordine Famiglia Genere Specie L autore del nome di una specie è colui che per primo ha descritto l organismo (es. Raja batis Linnaeus, 1758). Se il genere cambia denominazione il nome dell autore viene messo tra parentesi (es. Dipturus batis (Linnaeus, 1758)). Il precedente nome entra in sinonimia. Si arriva cosi a definire la specie nel seguente modo: l insieme di individui che hanno in comune proprietà essenziali come la forma, che costituiscono popolazioni e che si riproducono per incrocio. La specie è un unità genetica consistente in un ampio pool genico intercomunicante. Sulla base di queste considerazioni possiamo fare un bilancio delle specie di pesci cartilaginei che vivono in Mediterraneo con un raffronto a quelli che vivono in tutti i mari (vedi tabella successiva). I pesci cartilaginei del Mediterraneo, 85 specie riconosciute valide, costituiscono circa il 7% del totale (Fig. 2).

3 Fig. 2. Tavola sinottica dei condroitti che vivono in Mediterraneo secondo Serena, 2005, leggermente modificata. BIOLOGIA Una corretta gestione della risorsa presuppone una buona conoscenza della biologia della specie, in tutti i suoi vari aspetti, che vanno dal tipo di alimentazione alle modalità di accrescimento della popolazione. Una delle caratteristiche più interessanti dei pesci cartilaginei è quella di presentare un dimorfismo molto evidente, caso unico tra i pesci. Il maschio, infatti, è dotato di due strutture chiamate pterigopodi che servono per l accoppiamento tra i due sessi. Alimentazione Gli squali e le razze sono carnivori per definizione: le specie di grossa taglia spesso mangiano tutto quello che trovano, altri sono necrofagi. Questa loro condizione ci fa dire che i pesci cartilaginei, dal punto di vista alimentare, sono degli opportunisti. Esistono comunque specie molto specializzate, come ad esempio un piccolo squaletto (Isistius brasiliensis) che vive nell oceano, il quale si comporta come se fosse un parassita. Questo squaletto, infatti, si attacca alla pelle di qualsiasi pesce, compreso altri squali, inferendo ai malcapitati morsi circolari e profondi. Altre specie, come Hexanchus griseus, sono dotate di denti molariformi con i quali schiacciano le componenti dure delle prede. Lo squalo bianco e altri grandi predatori possono ingerire prede intere. Lo squalo sega individua la sua preda con il lungo rostro che utilizza come un metal detector scandagliando il fondo del mare, cosi come fanno anche gli squali martello. Gli squali di scogliera, come i carcarinidi, agiscono in cooperazione. E infine ci sono i planctofagi come lo squalo elefante e lo squalo balena i quali nuotando lentamente a bocca aperta riescono a filtrare grandi quantità di acqua e trattenere gli organismi del plancton presenti. La digestione può richiedere un lungo tempo e il cibo viene conservato nello stomaco a forma di J. I pesci cartilaginei non hanno vescica natatoria e per vincere la gravità e riuscire a nuotare nella colonna d acqua, hanno sviluppato un grande fegato che facilita il loro galleggiamento. Per far posto a questo grande fegato sono stati costretti a sviluppare un intestino di dimensioni ridotte. Pur essendo di piccole dimensioni l intestino deve comunque assicurare il processo della digestione e per questo motivo, nel corso dell evoluzione, sono state escogitate diverse soluzioni: a valve, a spirale, ad anelli sovrapposti (Fig. 3).

4 Fig. 3 Conformazione dei diversi tipi di intestine negli squali: a) ad anello; b) a spirale; c) ad anelli sovrapposti. Riproduzione I pesci cartilaginei hanno una strategia riproduttiva di tipo k. Questo significa che raggiungono la taglia di prima maturità dopo molti anni, che producono solo pochi piccoli, che hanno un tasso di accrescimento molto lento. Tutto ciò si ripercuote sull intera popolazione la quale mostra, di conseguenza, lenti tassi di incremento. La riproduzione è di tipo sessuale e prevede l accoppiamento tra i due sessi: il maschio introduce uno dei due pterigopodi nella cloaca della femmina per permettere allo sperma di transitare all interno. Dopo la copula e avvenuta la fecondazione delle cellule uovo, si sviluppano i piccoli con due principali diverse modalità: l oviparità, con produzione di capsule cornee che contengono il piccolo fino a che questo non ha raggiunto la dimensione giusta per fuoriuscire. Durante il periodo di gestazione interno alla capsula, il piccolo si nutre del sacco vitellino. Molti altri squali sono vivipari e alla nascita i piccoli sono, in un certo senso, partoriti ed hanno già la forma degli adulti. In entrambi i casi non sono previste cure parentali. Le specie ovipare generano una capsula cornea che viene prodotta intorno all uovo fecondato quando questo, proveniente dall ovidotto, passa attraverso la ghiandola del Nidam per entrare nell utero. Le capsule sono poi deposte direttamente sul fondo del mare, dove rimangono ancorate grazie al muco che le ricopre, oppure la femmina le attacca a qualsiasi substrato per mezzo dei loro lunghi cirri. Similmente ai mammiferi, la riproduzione nelle specie vivipare, prevede vari passaggi di maturazione. Nei maschi si riconoscono, in genere, quattro stadi, nell ambito dei quali gli spermatozoi acquisiscono vitalità: giovanile, subadulto, adulto, attivo. Nelle femmine si riconoscono due momenti fondamentali: uno stadio ovarico, dove l ovario si sviluppa e produce le uova da fecondare, e uno stadio uterino, dove nelle uova fecondate si sviluppa l individuo. In genere gli squali, in un determinato momento della loro esistenza e dell anno, frequentano le aree di accoppiamento e dopo un periodo più o meno lungo (anche 24 mesi) di gestazione, le femmine si spostano nelle aree di nursery dove depongono le uova o partoriscono. I giovani, via via che crescono, si spostano verso le aree di alimentazione (Fig. 4).

5 Fig. 4. Modello biologico del comportamento riproduttivo e alimentare degli elasmobranchi, secondo Cushing, 1988, modificato. Al fine di valutare lo stadio di maturità di ogni singolo individuo sono state messe appunto le scale di maturità sia delle specie ovipare, sia di quelle vivipare. Queste scale devono essere usate nei momenti di lavoro a bordo e in laboratorio nella maniera più semplice possibile. Per questo motivo sono richieste tabelle macroscopiche semplici e facili da usare. Queste tabelle devono però essere validate dall analisi istologica dei tessuti. Pertanto è utile e consigliato, utilizzare anche la corrispettiva tabella microscopica. Impiegando tutte queste conoscenze è possibile individuare la cosiddetta taglia di prima maturità applicando un modello matematico. Questo modello (ogiva) ci dice il valore della lunghezza degli individui che nel 50% dei casi presentano la maturità richiesta. Se le conoscenze sono complete è possibile ricostruire il ciclo riproduttivo che mette in relazione lo stadio di maturità dei maschi e delle femmine con l ambiente e la profondità in cui vivono (Fig. 5).

6 Fig. 5. Ciclo vitale degli elasmobranchi, il caso di Raja asterias, secondo Serena et al., 2009, modificato. Accrescimento Per spiegare l accrescimento di un pesce esistono due metodi principali: il metodo indiretto che richiede un campione di individui, possibilmente con cadenza mensile, in modo da poter misurare la loro lunghezza totale e riuscire in tal modo a registrare la progressione modale nell arco annuale; il metodo diretto che richiede invece di catturare vivo l esemplare per poterlo marcare con un segnale (spaghetto). All esemplare viene assegnato un codice, registrando contemporaneamente la sua lunghezza totale. Se si ha la fortuna di ricatturare lo stesso esemplare dopo un certo periodo di tempo, questo viene di nuovo misurato. In questo modo riusciamo ad avere l esatto valore dell incremento in lunghezza avvenuto. Un altro metodo diretto è dato dalla possibilità di lettura degli anelli di accrescimento che si formano nelle vertebre come accade nei tronchi degli alberi. Su una vertebra si leggono anelli opachi e anelli lucidi. Il primo tipo di anello si sviluppa nel periodo estivo, quando l accrescimento è veloce e la cristallizzazione del carbonato di calcio avviene in maniera disordinata. L anello ialino si sviluppa in inverno quando il metabolismo è rallentato e la cristallizzazione dei sali di carbonato avviene più lentamente e in modo più regolare. ARPAT insieme a ISPRA ha condotto un programma di ricerca sulla razza bianca pescata dalla marineria viareggina, a nord della Toscana. Sono stati marcati circa 2000 esemplari che ricatturati anche dopo un anno, hanno reso importanti informazioni. Queste informazioni sono tornate utili per validare, in ultima analisi, la curva di crescita della razza bianca (Raja asterias) (Fig. 6). Questo è stato possibile utilizzando l equazione di Von Bertalanffy: LT = L ( 1-e-K(t-t o ))

7 dove: LT L K t o è la lunghezza totale dell esemplare è la lunghezza che l esemplare potrebbe avere se si accrescesse all infinito è il tasso intrinseco di accrescimento è il tempo in cui l esemplare non è ancora nato Fig.6. Curva di crescita di Raja asterias. ECOLOGIA I rapporti trofici sono spiegati in maniera lineare attraverso la piramide alimentare dove il rapporto geometrico tra gli organismi è tale che la base di questa piramide è occupata da un numero grande di specie. Viceversa all apice si pongo solo poche specie, i cosiddetti predatori apicali, che di solito mostrano biomasse individuali molto grandi. La base è sostenuta dall apporto continuo dei nutrienti; molti livelli della piramide costituiscono poi, alimento per gli organismi superiori. Le pressioni ambientali, determinate soprattutto dalle attività dell uomo come la pesca, agiscono in maniera più evidente ai livelli più alti, soprattutto sui predatori apicali (Fig. 7).

8 Fig. 7. Piramide alimentare e rapporti con le principali attività umane. Il sistema che per eccellenza spiega in maniera quantitativa i rapporti trofici che si instaurano tra gli organismi è la rete trofica. Ogni freccia che collega i vari box testimonia il flusso di energia coinvolto nel rapporto diretto. I disturbi che a vario livello intervengono sulla rete sono principalmente di due tipi: ambientali e umani, vale a dire di tipo naturale e artificiale (Fig. 8). Fig. 8. Rete alimentare e maggiori pressioni antropiche. All equilibrio la piramide alimentare presenta una geometria regolare tra un gradino e l altro, cosi come la rete mantiene regolari le sue maglie. L eliminazione dei predatori apicali determina squilibrio nei livelli sottostanti la piramide e crea nella rete smagliature che nel tempo si allargano

9 fino a eliminare i normali rapporti trofici tra le specie. Nella piramide i vari livelli mostrano evidenti disomogeneità poiché alcuni gruppi hanno aumentato la loro biomassa in maniera sproporzionata (Fig. 9). Una situazione di questo tipo porta inevitabilmente a una perdita di biodiversità e probabilmente all instaurarsi di nuovi equilibri con altrettanti, nuovi, predatori apicali, magari non più ravvisabili tra i pesci cartilaginei. Fig. 9. Modello previsionale delle conseguenze della perdita dei predatori apicali sui livelli della piramide e sulle maglie della rete alimentare. Purtroppo recenti studi hanno dimostrato che in alcune aree del Mediterraneo si sono avute perdite, anche maggiori del 90%, rispetto alle popolazioni iniziali di pesci cartilaginei: Nome comune Nome scientifico Perdita percentuale Squalo martello Sphyrna spp. 99% Verdesca Prionace glauca 97% Mako Isurus oxyrinchus 99% Smeriglio Lamna nasus 99% Squalo volpe Alopias vulpinus 99% Molte specie di squali mediterranei sono a rischio di estinzione, ciò è dovuto principalmente alla pressione di pesca che in genere agisce in maniera irrazionale sulle risorse ittiche. Anche se oggi in Mediterraneo non esiste una pesca mirata agli squali questi sono catturati in maniera indiscriminata dagli attrezzi da pesca. Le normali precauzioni, messe in atto per i pesci ossei spesso, non funzionano per i pesci cartilaginei i quali rimangono sempre e comunque impigliati nelle reti dei pescatori. Infatti, i mestieri tradizionali utilizzati dai pescatori non sono selettivi per questo gruppo di pesci. Gli squali, sempre meno presenti nel pescato, costituiscono tuttavia una componente accessoria della cattura, il cosiddetto by-catch. Questo è correlato al rapido declino delle popolazioni dei pesci cartilaginei in tutti i mari del mondo. Declino che è strettamente legato al tipo di strategia

10 riproduttiva k, tipica dei pesci cartilaginei che li rende poco resilienti, incapaci di reagire nei tempi e nei modi giusti al depauperamento degli stocks. Le ragioni di questo fenomeno sono da mettere in relazione a due differenti tipi di azioni, diretta e indiretta, una delle quali è dovuta alle attività umana: 1) Indiretta (Cambiamenti climatici) Il fenomeno legato ai cambiamenti climatici in atto sta determinando modificazioni nella componente specifica di vaste aree del mediterraneo. Si sta assistendo all evento della tropicalizzazione da ovest verso est, fatto che è stato facilitato dall apertura del Canale di Suez. Anche in questo caso l uomo è intervenuto direttamente condizionando gli equilibri ambientali. In sostanza la temperatura media superficiale del bacino Mediterraneo si sta rapidamente alterando; ormai nel bacino di levante, nel periodo estivo, si raggiungono elevate temperature superficiali, fino a 30 C, confrontabili con quelle della regione tropicale. Contemporaneamente si sta verificando un evento ancora più preoccupante che è quello della Meridionalizzazione. L isoterma dei 15 C si sta spostando sempre più verso nord. Tutto questo consente alle specie provenienti dal Mar Rosso, o dalle aree subtropicali atlantiche, di trovare ottime condizioni per adattarsi e insediarsi nel bacino Mediterraneo in maniera sempre più stabile. Nel 2003, le acque dell area compresa nel cosiddetto Arco Latino, cioè le coste della Toscana, Liguria e quelle francesi, subirono una inversione termica che uccise molti organismi sessili presenti nei primi 30 metri di profondità. Questa situazione risultò particolarmente grave lungo la costa a sud di Livorno. In questo tratto di mare ARPAT, che monitora l area dal 1996, registrò questa inversione termica collegandola alla morte delle spugne, dei coralli, delle gorgonie, ecc. L European Commission, DG Joint Research Centre, IES (2006), ha comunicato che nel bacino di levante si sono avuti aumenti della temperatura media superficiale fino a 3 C negli ultimi trenta anni (Fig. 10). Fig. 10. Cambiamenti climatici del bacino mediterraneo dal 1982 al (European Commission, DG Joint Research Centre, IES, 2006).

11 Al livello fisiologico il cambiamento climatico può determinare il fenomeno dell asincronia. In questo caso i maschi e le femmine, di una stessa specie, possono raggiungere la condizione di maturità riproduttiva in tempi differenti. Ciò potrebbe non consentire alla popolazione di riprodursi in maniera appropriata e quindi di reintegrare eventuali perdite dovute, ad esempio, alla pesca; nel tempo questo porterà ad una inevitabile riduzione di certi organismi. 2) Diretta (Impatto antropico) La presenza dei predatori influenza non solo la popolazione delle prede, determinando mortalità, ma conseguentemente anche tutta la comunità. Ciò induce un comportamento antipredatore nelle prede che richiede un forte dispendio di energia. Questi rapporti che insorgono tra predatore e preda, determinano due principali effetti legati all ecologia della popolazione delle prede: a) Effetto cascata (top down effect) In una rete trofica semplificata le specie, i generi e le famiglie e le interazioni che tra loro si instaurano, mostrano rapporti a cascata che possono essere riassunti secondo il seguente schema: Predatori principali Predatori secondari Predatori sulle specie all interno del genere Predatori sulle specie all interno delle famiglie Tale modello è riscontrabile in varie situazioni, dai mari polari dove si hanno rapporti trofici stagionali a cascata quando viene a mancare una determinata preda, a quelli delle acque temperate della piattaforma continentale, quando si verifica un sovrasfruttamento di una specie; lo sfruttamento eccessivo di una specie di squalo può avere ripercussioni sui mesoconsumatori e, a cascata, sugli organismi dei livelli sottostanti la rete trofica. L esempio dei mari del Nord Caroline è molto chiaro. Il tasso di cattura elevato dello squalo pinna nera ha determinato nel tempo la sua scomparsa in termini di numero e biomassa. Ciò ha influito positivamente sulla crescita della biomassa di un altro pesce cartilagineo, la rinoptera, che prima costituiva preda dello squalo. La popolazione di rinoptera è cresciuta tanto fino a mettere in crisi la pesca della capasanta. Infatti, in breve tempo la capasanta, in qualità di preda della rinoptera, ha subito un declino vertiginoso che ha portato al fallimento delle numerose imprese che vivevano di questa risorsa. La scomparsa dei predatori apicali, come abbiamo visto, comporta la perdita di geometria regolare nella piramide e nella rete alimentare, ciò non significa che nel tempo non si possa raggiungere un nuovo equilibrio dell ecosistema pur privo degli storici predatori. Lungo le coste bulgare del Mar Nero è stato osservato che il sovrasfruttamento di grandi pesci pelagici ha indirizzato la pesca a sfruttare intensivamente altre specie di minori dimensioni, fino al crollo dell economia della pesca. La scomparsa dei normali rapporti trofici tra predatori e prede ha determinato, in questo mare, la comparsa di varie specie di meduse che alternativamente invadono la colonna d acqua, a testimonianza dell assenza di predatori specifici di questi organismi in grado di regolare gli equilibri. b) Effetto rischio (Risk effect)

12 L effetto dei grandi predatori come tonni, squali e mammiferi marini, sul comportamento dei mesoconsumatori, non è stato ancora ben valutato. Di fatto, quando vengono a mancare i cosiddetti top predators (TPs), si hanno incrementi nelle popolazioni delle prede in termini di numero e di biomassa. Tale situazione può generare a sua volta importanti fenomeni di competizione. La considerazione degli effetti di rischio pone domande interessanti, attinenti la comprensione delle conseguenze ecologiche che si hanno in seguito alla rimozione dei predatori apicali. Molti studi rivelano che il comportamento degli antipredatori si sviluppa attraverso le specie che hanno caratteristiche differenti e vivono in ambienti molto vari. In tal senso gli effetti di rischio dovrebbero essere inerenti al ruolo ecologico che hanno i predatori apicali. Una perdita di diversità nei predatori qualche volta potrebbe avere effetti positivi sulla componente delle prede. Gli effetti di rischio possono essere particolarmente importanti quando i mesoconsumatori sono in grado di transitare da un habitat all altro con diverso rischio di predazione. In tali situazioni la perdita dei predatori apicali potrebbe favorire la riduzione o l eliminazione degli spazi utilizzati come rifugio dalle varie specie, poiché non ve ne è più la necessità. Ma in relazione all aumento dei mesoconsumatori, la perdita dei rifugi può incidere contestualmente sulla risorsa specifica delle varie popolazioni. Al fine di spiegare questo concetto possiamo considerare due ambienti caratterizzati da scarse risorse (a) e da abbondanti risorse (b). Su entrambi questi ambienti viene esercitata una determinata pressione di pesca e, ovviamente, in entrambi i casi si assiste al declino dei predatori apicali. SCARSE RISORSE (Perdita di TPs) AMBIENTI PERICOLOSI AMBIENTI SICURI MESOCONSUMATORI Aumentano Diminuiscono (in seguito a fenomeni di competizioni che prima non c erano) RISORSE Diminuiscono (in seguito all aumento dei mesoconsumatori) Aumenta la loro disponibilità poiché i mesoconsumatori sono diminuiti in seguito a fenomeni di competizione ABBONDANTI RISORSE (Perdita di TPs) AMBIENTI PERICOLOSI AMBIENTI SICURI Aumentano decisamente Diminuiscono decisamente in seguito a fenomeni di competizioni che prima non c erano Diminuiscono decisamente (in seguito all aumento dei mesoconsumatori) Aumenta decisamente la loro disponibilità poiché i mesoconsumatori sono diminuiti in seguito a fenomeni di competizione Dimostrato che la perdita dei predatori apicali determina situazioni a rischio per l intero ecosistema, occorre approfondire la nostra riflessione ed estendere le considerazioni anche agli equilibri che regolano la nostra esistenza. Al fine di evitare situazioni di non ritorno, la FAO ha predisposto un percorso di gestione dell ecosistema attivando Piani di Azione per la conservazione degli organismi più a rischio come gli squali. CONSERVAZIONE

13 In considerazione delle caratteristiche biologiche i pesci cartilaginei, in genere, soffrono in maniera particolare le attività umane legate principalmente alla pesca. In tal senso e per molte specie, si assiste a preoccupanti fenomeni di perdita della biodiversità e della consistenza degli stock. Queste perdite hanno assunto, negli ultimi anni, situazioni insostenibili tanto da far dichiarare lo stato di allerta e in alcuni casi affermare l avvenuta estinzione di una specie in una determinata area. Questo box cerca di mettere in evidenza il percorso che vari enti istituzionali e molte ONG hanno intrapreso da anni, al fine di garantire la conservazione di queste specie facendo riferimento, in alcuni casi, anche agli habitat che queste frequentano. Vi sono molte convenzioni e accordi che mirano alla conservazione dei pesci cartilaginei e una tra le più significative è sicuramente la Convenzione di Washington del 1973 (CITES) che vieta la detenzione e il commercio delle specie protette. La Convenzione che ci riguarda più da vicino è forse quella di Barcellona del 1995, relativa al protocollo ASPIM, che considera le Aree Particolarmente Protette e la Diversità biologica in Mediterraneo. A Catania nel 2003 sono state indicate le raccomandazioni per i Piani di Azione che i Paesi membri dovrebbero adottare in ambito mediterraneo. Nel 1994 la nona Conferenza delle Parti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie selvatiche in pericolo (CITES), ha adottato una risoluzione relativa allo status del commercio degli squali. Successivamente la FAO, con l intento di implementare tale azione, ha dato il via a una serie di iniziative ponendo il tema alla discussione del COFI (Conference of FIshery) del 1997, dove una consultazione di esperti si è confrontata su aspetti legati alla conservazione e alla gestione degli squali. Di fatto tutto il processo fa riferimento alla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 dove la comunità scientifica si espresse a favore di azioni concrete che minimizzassero la perdita di biodiversità, facendo riferimento a tre principali obiettivi: 1) Tasso di sfruttamento degli stocks di squali 2) Protezione delle specie a rischio di estinzione 3) Protezione degli habitat Questo percorso ha consentito alla FAO di lanciare l IPOA-Sharks (International Plan Of Action for the Sharks) vale a dire il Piano di Azione Internazionale per la Conservazione e la Gestione degli Squali in tutti i mari del mondo. L obiettivo principale dell IPOA-Sharks è quello di garantire la conservazione e un oculata gestione degli squali per un loro uso sostenibile nel tempo. Anche questo processo deve tener conto dalla politica relativa all approccio precauzionale verso un uso corretto dello sfruttamento delle risorse naturali. A tal fine la FAO, come politica di base, produce da sempre tutta una serie di documenti che vanno dalle sinopsis molto dettagliate, alle guide tassonomiche di campo, ai Tecnical Paper che affrontano i vari aspetti matematici per attuare una corretta gestione della risorsa. Questa impostazione di lavoro si esplica poi non solo in ambito FAO, ma anche all interno dei Sub-Committee dello Scientific Advisory Commitee (SAC) del GFCM (Commissione Generale della Pesca in Mediterraneo). Il SAC, che in definitiva costituisce l organo tecnico nel quale si sviluppano le discussioni e dove sono fornite le raccomandazioni di intervento, è strutturato in quattro Comitati, i quali, spesso, organizzano Work-Shop tematici: 1) Statistica e Informazione

14 2) Economia e Scienze Sociali 3) Valutazione degli stocks 4) Ambiente marino ed Ecosistemi Nell ambito di queste Commissioni è stata prodotta e adottata una guida di campo e il database MEDLEM che raccoglie e organizza le informazioni sui grandi squali, due importanti e utili strumenti di lavoro. L Unione Europea con il suo Piano di Azione per la conservazione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse nel Mediterraneo, che si attua attraverso programmi di ricerca quali il MEDITS (MEDiterranea Trawl Survey), sta contribuendo in maniera determinante alla raccolta delle informazioni di base. Queste ultime sono poi condivise e discusse nelle riunioni di coordinamento e soprattutto all interno dello STECF (Comitato Tecnico Scientifico ed Economico della Pesca). Ciò ha consentito all UE, nel 2009, di formulare ufficialmente il Piano di Azione Europeo per la conservazione e la gestione degli squali. Un ruolo fondamentale in tutto questo processo lo sta svolgendo l UNEP con il RAC/SPA di Tunisi, avendo attivato il Piano Mediterraneo con un primo momento di applicazione, nel 2003, di un documento condiviso tra i vari esperti mediterranei del settore. Nel 2009, tramite il coordinamento dell IUCN-SSG (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources-Shark Specialist Group), il RAC/SPA ha pubblicato un aggiornamento del Piano di Azione Mediterraneo. L azione dell UNEP RAC/SPA, che fa riferimento alla Convenzione di Barcellona, non si è limitata alla produzione del Piano Mediterraneo, ma sta operando anche su ogni singolo Stato membro in modo da mettere in condizione il Paese di adottare un proprio Piano di Azione. Fino a questo momento sono stati prodotti i Piani per la Libia, la Slovenia, la Croazia, la Bosnia Erzegovina e il Montenegro. Altre pubblicazioni, sempre dell UNEP, mirate alla conservazione degli squali, riguardano la normativa, la pesca sportiva, ecc. La più importante Organizzazione non Governativa IUCN, ha lo scopo di supportare attivamente la conservazione della biodiversità e l uso sostenibile delle risorse. E composta da sei Commissioni, una di queste (SSG) si occupa espressamente di squali. Il principale obiettivo di questa Commissione è quello di raccogliere le informazioni sullo stato di sfruttamento e di conservazione degli elasmobranchi nei mari di tutto il mondo, compreso quelli italiani. In particolare gli obiettivi dello Shark Specialist Group sono: 1) Sviluppare una rete di esperti regionali con relativo coordinamento 2) Assistere i Piani Regionali e lo sviluppo delle iniziative Al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati per la produzione dei Piani di Azione, IUCN ha intrapreso un lungo percorso di concertazione al livello mondiale, iniziando dalla 24 Conferenza della NAFO tenutasi a Santiago di Compostela (Spagna) nel Relativamente al Mediterraneo, nel 2003 IUCN ha organizzato un Work Shop a San Marino convocando gli esperti del settore e producendo un attenta valutazione dello stato di conservazione partendo dalle conoscenze fino all ora disponibili. Alla fine dello stesso anno, in Nuova Zelanda, fu fatta una valutazione globale dello stato di conservazione degli squali che vivono nei mari del nostro pianeta. L atto finale della valutazione si realizzò nel 2005 a Peterboroug (Inghilterra) che portò alla pubblicazione, nel 2007, della Red List degli squali che vivono nel bacino Mediterraeno. Il lavoro dello Shark Specialist Group dell IUCN ha permesso di valutare oltre 70 specie di elasmobranchi che vivono in Mediterraneo. Tra questi, ventuno specie, 10 batoidei e 11 squaliformi, sono state considerate in pericolo o fortemente in pericolo di sopravvivenza. Le cause di questa

15 situazione sono imputabili principalmente all attività di pesca, in particolare la pesca a strascico, incide sulla perdita di questi pesci per circa il 38%, mentre i palangari arrivano al 36%. La restante percentuale è da imputare ad altri tipi di pesca. Oggi si sta pensando di attivare un nuovo aggiornamento di questa Lista Rossa. Il 2006 è stato un anno importante perché le varie ONG hanno realizzato un azione risolutiva unendo le forze di tutti. L obiettivo era quello di creare importanti presupposti per bandire, a livello mondiale, la pratica del finning, in merito alla quale i pescatori catturano gli squali, tagliandoli le pinne e rigettandoli in mare ancora vivi. Il commercio delle pinne di squalo va ad alimentare il mercato orientale sviluppando un giro di interessi enorme difficilmente gestibile. Shark Alliance, raggruppando le varie ONG, sta producendo importanti azioni al livello comunitario e ministeriale che mirano a creare coscienza del problema indicando soluzioni valide per evitare o perlomeno mitigare questa pratica assurda. Spesso assistiamo a vere e proprie mattanze di squali al solo scopo di tagliare le pinne per le zuppe degli orientali. Gli squali privati delle pinne e gettati nuovamente in mare, vanno incontro a sicura morte! L European Elasmobranch Association (EEA), che raggruppa gli specialisti di squali europei e non solo, ha recentemente pubblicato un documento che fa il punto della situazione sul finning, ma soprattutto analizza i retroscena e fornisce indicazioni gestionali che mirano a un razionale sfruttamento di questi pesci senza necessariamente scadere in pratiche medioevali. Nel 2009 il Ministero dell Ambiente e del Mare (MiATTM) ha dato il via a un processo che con buona probabilità porterà alla formulazione di un Piano di Azione per la conservazione dei pesci cartilaginei nei mari italiani. Questo programma si chiama ELASMOIT e ha raccolto moltissime informazioni sull argomento grazie al coinvolgimento dei maggiori esperti italiani. ELASMOIT è stato propedeutico per iniziare un tavolo tecnico, condotto dal MiATTM e dal MiPAAF al fine di impostare il percorso definitivo che dovrà condurre il nostro Paese alla formulazione del Piano di Azione nazionale. Il MiPAAF, da parte sua, ha attivato un programma di elaborazione dati, ELASMOSTAT, che attraverso l utilizzo delle informazioni raccolte in oltre 25 anni di trawl surveys sulle risorse demersali e pelagiche, mira a valutare lo stato di sfruttamento di questi pesci. I risultati di questo programma implementeranno il percorso del P. di A. nazionale. Per la formulazione di questo Piano tornerà utile qualsiasi informazioni reperibili, prima fra tutte il dataset proveniente dal programma MEDLEM (MEDiterranean Large Elasmobranchs Monitoring). Bibliografia essenziale Ekman, S Zoogeography of the Sea. Sidgwick and Jackson, London. 417 pp. Compagno, L.J.V Sharks of the world. An annotated and illustrated catalogue of shark species known to date. Vol. 2. Bullhead, mackerel, and carpet sharks (Heterodontiformes, Lamniformes and Orectolobiformes). FAO Species Catalogue for Fishery Purposes. No 1, Vol. 2. Rome, FAO. 269 pp. Cushing, D.H The Provident Sea. Cambridge University Press, 329 pp. Serena, F Field identification guide to the sharks and rays of the Mediterranean and Black Sea. FAO Species Identification Guide for Fishery Purposes. Rome, FAO. 97p. 11 colour plates + egg cases.

16 Serena F., Mancusi C., Barone M. (eds) Field identification guide to the skates (Rajidae) of the Mediterranean Sea. Guidelines for data collection and analysis Biol. Mar. Mediterr., 17 (Suppl. 2): 204 pp.

Il Progetto LIFE+ del mese

Il Progetto LIFE+ del mese Il Progetto LIFE+ del mese LIFE10 NAT/IT/000279 Beneficiario Coordinatore: CTS - Centro Turistico Studentesco e Giovanile Via Albalonga n. 3 00183 Roma (RM) Tel.: 06-64960300/1/2 Fax: 06-64960366 Contatto:

Dettagli

Riduzione della mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale LIFE12NAT/IT/000937

Riduzione della mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale LIFE12NAT/IT/000937 Riduzione della mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale LIFE12NAT/IT/000937 Azione C1 Riduzione delle catture accidentali di tartarughe marine nella pesca con i palangari:

Dettagli

CONSERVAZIONE DEGLI ECOSISTEMI MARINI E PESCA ARTIGIANALE SOSTENIBILE IN MEDITERRANEO

CONSERVAZIONE DEGLI ECOSISTEMI MARINI E PESCA ARTIGIANALE SOSTENIBILE IN MEDITERRANEO Newsletter n. 1 Presentazione del progetto ECOSAFIMED Obiettivi e risultati Intervista con il direttore del progetto Eventi ECOSAFIMED 1 2 3 5 CONSERVAZIONE DEGLI ECOSISTEMI MARINI E PESCA ARTIGIANALE

Dettagli

La salute del Mare Nostrum

La salute del Mare Nostrum La salute del Mare Nostrum Romualdo Gianoli Contaminazione delle acque, inquinamento, degradazione degli habitat, coste sacrificate a una urbanizzazione massiccia e costante. Sono i problemi che oggi vive

Dettagli

Monte D'Oro: Uscita Sea Life-16 aprile 2012

Monte D'Oro: Uscita Sea Life-16 aprile 2012 Monte D'Oro: Uscita Sea Life-16 aprile 2012 n Lunedì 16 Aprile, con grande entusiasmo tutta la scuola Monte D'Oro parte alla scoperta del mondo sottomarino. La meta è lo SEA LIFE Aquarium vicino a Gardaland-Peschiera.

Dettagli

nessun Paese del Mediterraneo ha finora preso provvedimenti in materia di istituzione di zone economiche esclusive all'interno di questo bacino;

nessun Paese del Mediterraneo ha finora preso provvedimenti in materia di istituzione di zone economiche esclusive all'interno di questo bacino; La III e XIII Commissione, la pesca rappresenta nel bacino del Mar Adriatico e per le comunità italiane che vi si affacciano un'importante economia diretta oltre che un consistente indotto formato dal

Dettagli

INCONTRI CON IL MARE

INCONTRI CON IL MARE INCONTRI CON IL MARE Progetti didattici per le scuole 2011-2012 2012 Fondazione Cetacea Onlus Centro di Educazione Ambientale Via Torino 7/A- 47838 Riccione Tel.0541/691557-fax 0541/475830 www.fondazionecetacea.org

Dettagli

Principali pericoli per i Cetacei nel Mare Adriatico. Blue World Insititution

Principali pericoli per i Cetacei nel Mare Adriatico. Blue World Insititution Principali pericoli per i Cetacei nel Mare Adriatico Blue World Insititution Un mare allungato, semi chiuso, connesso al resto del Mediterraneo dal Canale di Otranto, largo 70 km Il ricambio dell acqua

Dettagli

il Krill Letterio Guglielmo CNR - IFA

il Krill Letterio Guglielmo CNR - IFA il Krill Letterio Guglielmo II Krill (Euphausia superba) è il più abbondante crostaceo del mondo. Nonostante sia lungo 65 mm esso costituisce la principale fonte di alimento per una grande varietà di animali

Dettagli

COMPETENZE SPECIFICHE

COMPETENZE SPECIFICHE COMPETENZE IN SCIENZE DISCIPLINA DI RIFERIMENTO: SCIENZE TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE FISSATI DALLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2012. SCIENZE TRAGUARDI ALLA FINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

Dettagli

GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza

GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza ECOLOGIA I 9 marzo 2013 Mariella Nicastro Parco Regionale della Valle del Lambro CHE COS E L ECOLOGIA Se lo chiedete a tre professori,

Dettagli

Pesci PHYLUM CHORDATA

Pesci PHYLUM CHORDATA Zoologia ed elementi di Ecologia delle acque Corso di Laurea in Sc. e Tec. per la Cons. delle Foreste e della Natura - Sede di Cittaducale Docente S. Adriani a.a. 2014/2015 Testo di riferimento: Hickman

Dettagli

ACCIUGHE AL COLLASSO La pesca eccessiva

ACCIUGHE AL COLLASSO La pesca eccessiva ACCIUGHE AL COLLASSO La pesca eccessiva L acciuga o alice (Engraulis encrasicolus) è il pesce azzurro per eccellenza e può senza dubbio essere considerata l oro blu del nostro mare. Non a caso è anche

Dettagli

Laboratorio BIOLOGIA. La sensibilità della pelle. Ricorda che:

Laboratorio BIOLOGIA. La sensibilità della pelle. Ricorda che: Hai bisogno di: 3 stuzzicadenti un cronometro una piuma un cubetto di ghiaccio un guanto da cucina un compagno un fazzoletto per bendare gli occhi un quaderno e una penna La sensibilità della pelle la

Dettagli

LA CONSERVAZIONE DELLO SCOIATTOLO COMUNE IN ITALIA

LA CONSERVAZIONE DELLO SCOIATTOLO COMUNE IN ITALIA LA CONSERVAZIONE DELLO SCOIATTOLO COMUNE IN ITALIA AZIONI PREVISTE DAL PROGETTO LIFE+ EC-SQUARE LIFE09 NAT/IT/000095 Progetto finanziato dalla Commissione Europea tramite lo strumento finanziario LIFE+

Dettagli

VERBALE DELLA RIUNIONE INTER-AC 23 GIUGNO 2015, Albert Borschette Conference Center, Bruxelles

VERBALE DELLA RIUNIONE INTER-AC 23 GIUGNO 2015, Albert Borschette Conference Center, Bruxelles Prot.: 94/REL Roma, 9 luglio 2015 VERBALE DELLA RIUNIONE INTER-AC 23 GIUGNO 2015, Albert Borschette Conference Center, Bruxelles Partecipanti: La delegazione MEDAC era composta dal Presidente Giampaolo

Dettagli

Ente Regionale Parco dei Monti Aurunci

Ente Regionale Parco dei Monti Aurunci 1 Ente Regionale Parco dei Monti Aurunci Presidente: Giovanni Ialongo Direttore: Giuseppe Marzano Responsabile del Servizio Naturalistico, studi e ricerche e tutela della biodiversità: Lucio De Filippis

Dettagli

AWARE Shark Conservation

AWARE Shark Conservation Distinctive Specialty Course Guida per Distinctive Specialty Course Instructor Guide Product No. 72004I (Rev. 04/12) Version 1.02 PROJECT AWARE Guida per Distinctive Specialty Course Instructor Guide Ringraziamenti

Dettagli

Università degli Studi di Ferrara

Università degli Studi di Ferrara Al MAGNIFICO RETTORE SEDE Iniziative di Internazionalizzazione di Ateneo Anno 2011 Scheda per la presentazione del progetto La sottoscritta Dr Ursula Thun Hohenstein chiede l assegnazione di un contributo

Dettagli

DIETA. Tartarughe marine nel Mar Mediterraneo:

DIETA. Tartarughe marine nel Mar Mediterraneo: Riduzione delle catture accidentali di tartarughe con il palangaro derivante: la situazione in Italia e all estero Linnaeus, 1758 Chelonia mydas Linnaeus, 1758 crostacei meduse Susanna Piovano Università

Dettagli

RILEVAMENTI ED ANALISI DEI DATI FAUNISTICI ED AMBIENTALI

RILEVAMENTI ED ANALISI DEI DATI FAUNISTICI ED AMBIENTALI RILEVAMENTI ED ANALISI DEI DATI FAUNISTICI ED AMBIENTALI Riferimenti normativi e tecnici. Gli INDIRIZZI REGIONALI PER LA PIANIFICAZIONE FAUNISTICO VENATORIA PROVINCIALE (allegato 6 INDIRIZZI PER LA GESTIONE

Dettagli

www.vivereiparchi.eu Tel: (+39) 345 7796413 E-mail: vivereiparchi@gmail.com

www.vivereiparchi.eu Tel: (+39) 345 7796413 E-mail: vivereiparchi@gmail.com VITE INVISIBILI IL VIAGGIO MICROSCOPICO IN UNA GOCCIA D'ACQUA E' vero che una goccia d'acqua di lago può superare in biodiversità una intera foresta?... Le popolazioni microscopiche che colonizzano una

Dettagli

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA LA DIVERSITÀ BIOLOGICA Partiamo da noi Cosa conosco di questo argomento? Cosa si intende con biodiversità? Ma quante sono le specie viventi sul pianeta? ancora domande Come mai esistono tante diverse specie

Dettagli

PIANO ISS LEGGERE L AMBIENTE. Organismi modello: drosophila melanogaster

PIANO ISS LEGGERE L AMBIENTE. Organismi modello: drosophila melanogaster PIANO ISS LEGGERE L AMBIENTE Organismi modello: drosophila melanogaster PRESIDIO Liceo Scientifico A: Genoino Cava de Tirreni ( Salerno) PROGETTAZIONE Le attività sperimentali con Drosophila Melanogaster

Dettagli

IL REGNO DEGLI ANIMALI

IL REGNO DEGLI ANIMALI STITUTO COMPRENSIVO COMPLETO STATALE DI MALEO SCUOLA PRIMARIA DI MALEO CLASSE 5^B DOCENTE: RAFFAELLA CECCONI IL REGNO DEGLI ANIMALI l regno animale è costituito da circa 1 milione e mezzo di specie viventi,

Dettagli

Concetti di ecologia applicata

Concetti di ecologia applicata Settore Politiche per l Agricoltura e Gestione Faunistica CORSO PER L ABILITAZIONE ALLA CACCIA AL CINGHIALE IN FORMA COLLETTIVA I Modulo Parte generale Concetti di ecologia applicata Adriano Martinoli,

Dettagli

Recupero, esame critico, omogeneizzazione ed analisi di serie storiche secolari italiane di dati meteorologici

Recupero, esame critico, omogeneizzazione ed analisi di serie storiche secolari italiane di dati meteorologici Recupero, esame critico, omogeneizzazione ed analisi di serie storiche secolari italiane di dati meteorologici M. Maugeri 1, M. Brunetti 2, L. Buffoni 3, F. Mangianti 4, F. Monti 1, T. Nanni 2, R. Pastorelli

Dettagli

I_I15.e Isole, mare e cibo (un cluster di EXPO2015)

I_I15.e Isole, mare e cibo (un cluster di EXPO2015) PoliCulturaExpoMilano2015 I_I15.e Isole, mare e cibo (un cluster di EXPO2015) Versione Estesa Paolo Paolini, HOC-LAB (DEIB, Politecnico di Milano, IT), da una intervista a Prof. Vincenzo Russo Professore

Dettagli

La cheppia (Alosa fallax), tra Adda e Po.

La cheppia (Alosa fallax), tra Adda e Po. Dipartimento V Agricoltura ed ambiente rurale U.O. Ambiente rurale e gestione faunistica La cheppia (Alosa fallax), tra Adda e Po. A cura di Simone Rossi Citazione bibliografica consigliata: Rossi S. (2014).

Dettagli

Apparato Riproduttore

Apparato Riproduttore Apparato Riproduttore LA RIPRODUZIONE. Ogni essere vivente può creare un altro essere vivente, ed è possibile grazie alla RIPRODUZIONE. La riproduzione è possibile grazie all APPARATO RIPRODUTTORE. A differenza

Dettagli

Organismi Geneticamente. Vademecum sugli OGM Cosa sono e quali sono le loro caratteristiche ed effetti

Organismi Geneticamente. Vademecum sugli OGM Cosa sono e quali sono le loro caratteristiche ed effetti Organismi Geneticamente Modificati Estratto da FederBio 2014 Vademecum sugli OGM Cosa sono e quali sono le loro caratteristiche ed effetti In Italia è vietata la coltivazione di OGM, anche se non ne è

Dettagli

Il ruolo delle foreste nella Strategia Nazionale per la Biodiversità

Il ruolo delle foreste nella Strategia Nazionale per la Biodiversità Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Le risorse forestali nazionali e i servizi eco-sistemici Il ruolo delle istituzioni ROMA - 6 dicembre 2011 Il ruolo delle foreste nella Strategia

Dettagli

i nostri amici DELFINI testo e illustrazioni di Giovanni Bearzi

i nostri amici DELFINI testo e illustrazioni di Giovanni Bearzi i nostri amici DELFINI testo e illustrazioni di Giovanni Bearzi CON LE TUE MATITE COLORATE PUOI RENDERE QUESTO LIBRO ANCORA PIÙ BELLO! QUESTO LIBRO APPARTIENE A i nostri amici DELFINI Testo e illustrazioni:

Dettagli

Variabilità delle comunità autotrofe planctoniche nelle aree al largo dell Adriatico meridionale

Variabilità delle comunità autotrofe planctoniche nelle aree al largo dell Adriatico meridionale Workshop finale VECTOR Sede centrale CNR, Roma, 18-19 ottobre 2010 Variabilità delle comunità autotrofe planctoniche nelle aree al largo dell Adriatico meridionale F. Cerino a,1, F. Bernardi-Aubry b, J.

Dettagli

WORKSHOP CLASSIFICARE PER INNOVARE LA GESTIONE DELLE AREE PROTETTE Un contributo italiano al processo di classificazione NOTE INTRODUTTIVE

WORKSHOP CLASSIFICARE PER INNOVARE LA GESTIONE DELLE AREE PROTETTE Un contributo italiano al processo di classificazione NOTE INTRODUTTIVE WORKSHOP CLASSIFICARE PER INNOARE LA GESTIONE DELLE AREE PROTETTE Un contributo italiano al processo di classificazione NOTE INTRODUTTIE Le presenti note intendono richiamare il quadro problematico di

Dettagli

IL BOOM DELL'ALLEVAMENTO DEL TONNO ROSSO NEL MEDITERRANEO

IL BOOM DELL'ALLEVAMENTO DEL TONNO ROSSO NEL MEDITERRANEO CAMPAGNA PESCA: NUOVO RAPPORTO DEL WWF IL BOOM DELL'ALLEVAMENTO DEL TONNO ROSSO NEL MEDITERRANEO La più grave minaccia per una specie già in pericolo Sommario: Negli ultimi anni l'allevamento del tonno

Dettagli

Ecologia e conservazione della Lepre in Italia

Ecologia e conservazione della Lepre in Italia Ecologia e conservazione della Lepre in Italia Alberto Meriggi e Francesca Meriggi Dipartimento di Scienze della Terra e dell Ambiente Università di Pavia Premessa Declino generale della lepre in tutta

Dettagli

unità B3. Le teorie sull evoluzione

unità B3. Le teorie sull evoluzione documentazione fossile è provata da embriologia comparata anatomia comparata biologia molecolare L evoluzione avviene per selezione naturale microevoluzione può essere macroevoluzione speciazione allopatrica

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO T: ANARDI SCUOLA PRIMARIA S. MARIA DELLE GRAZIE ANNO SCOLASTICO 2013/2014 - CLASSE III D IPERTESTO. Il mondo della natura

ISTITUTO COMPRENSIVO T: ANARDI SCUOLA PRIMARIA S. MARIA DELLE GRAZIE ANNO SCOLASTICO 2013/2014 - CLASSE III D IPERTESTO. Il mondo della natura ISTITUTO COMPRENSIVO T: ANARDI SCUOLA PRIMARIA S. MARIA DELLE GRAZIE ANNO SCOLASTICO 2013/2014 - CLASSE III D IPERTESTO Il mondo della natura Non viventi Viventi animali piante funghi invertebrati vertebrati

Dettagli

King County, Washington

King County, Washington CITTA' E CAMBIAMENTI CLIMATICI : Misure, Politiche, Strumenti King County, Washington Climate Change Plan Alessandro Penzo n mat: 272307 Inquadramento geografico Evoluzione delle politiche climatiche...

Dettagli

Strategia per l ambiente marino

Strategia per l ambiente marino Strategia per l ambiente marino Questo prodotto è stato realizzato dall Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) per il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio

Dettagli

uccelli Ichthyaetus audouinii (Payraudeau 1826) regno animale fam. Laridae sinonimo Larus audouinii ( Payraudeau 1826)

uccelli Ichthyaetus audouinii (Payraudeau 1826) regno animale fam. Laridae sinonimo Larus audouinii ( Payraudeau 1826) uccelli Ichthyaetus audouinii (Payraudeau 1826) sinonimo Larus audouinii ( Payraudeau 1826) regno animale fam. Laridae Fonte immagini Sub Rimini Gian Neri -www.biologiamarina.org Questo bel gabbiano, chiamato

Dettagli

INVECCHIAMENTO come PROCESSO FISIOLOGICO INVECCHIAMENTO DOVUTO ALL INSORGENZA DI PATOLOGIE. - malattie cardiovascolari - cancro

INVECCHIAMENTO come PROCESSO FISIOLOGICO INVECCHIAMENTO DOVUTO ALL INSORGENZA DI PATOLOGIE. - malattie cardiovascolari - cancro INVECCHIAMENTO come PROCESSO FISIOLOGICO INVECCHIAMENTO DOVUTO ALL INSORGENZA DI PATOLOGIE - malattie cardiovascolari - cancro Il processo di BIOSENESCENZA implica le caratteristiche seguenti: 1. è deleterio

Dettagli

Analisi statistica inverni in Pianura padana in presenza del Nino

Analisi statistica inverni in Pianura padana in presenza del Nino Analisi statistica inverni in Pianura padana in presenza del Nino In questa ricerca puramente statistica abbiamo pensato di mettere a confronto tutti gli inverni del passato concomitanti alla presenza

Dettagli

La gestione integrata degli ecosistemi costieri e marini del Mediterraneo

La gestione integrata degli ecosistemi costieri e marini del Mediterraneo Progetto LIFE NATURA Co.Me.Bi.S. La gestione integrata degli ecosistemi costieri e marini del Mediterraneo Integrated management of coastal and marine ecosystems of the Mediterranean Simona Clò Responsabile

Dettagli

Convenzione per l esecuzione di campagne di. monitoraggio dell ittiofauna nell ambito del Progetto Life

Convenzione per l esecuzione di campagne di. monitoraggio dell ittiofauna nell ambito del Progetto Life CENTRO DI RICERCA INTERDIPARTIMENTALE SULLE TECNOLOGIE E L IGIENE DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI DELLE PICCOLE SPECIE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA Convenzione per l esecuzione di campagne di monitoraggio

Dettagli

Kit Educativo Campagna Mr.Goodfish - Modulo 1 - Pagina 9 MODULO 1 IL MARE COME ECOSISTEMA GUIDA DOCENTI

Kit Educativo Campagna Mr.Goodfish - Modulo 1 - Pagina 9 MODULO 1 IL MARE COME ECOSISTEMA GUIDA DOCENTI Kit Educativo Campagna Mr.Goodfish - Modulo 1 - Pagina 9 MODULO 1 IL MARE COME ECOSISTEMA Mappa del modulo GUIDA DOCENTI Argomenti La vita nell ambiente marino: organismi, habitat ed ecosistemi. Catene

Dettagli

La gestione Rete Natura 2000. in Liguria. Paola Carnevale Regione Liguria - Settore Progetti e programmi per la tutela e la valorizzazione ambientale

La gestione Rete Natura 2000. in Liguria. Paola Carnevale Regione Liguria - Settore Progetti e programmi per la tutela e la valorizzazione ambientale La gestione Rete Natura 2000 in Liguria Paola Carnevale Regione Liguria - Settore Progetti e programmi per la tutela e la valorizzazione ambientale La Rete Natura 2000 in Liguria 1 r. b. alpina (14 siti

Dettagli

Presentazione dei Progetti LIFE Natura e Inf-Natura

Presentazione dei Progetti LIFE Natura e Inf-Natura Kick-off meeting LIFE+ 2010 Roma, 14 Novembre 2011 Presentazione dei Progetti LIFE Natura e Inf-Natura Stefano Grignolio Astrale-Timesis Progetti LIFE NAT e INF 2010 11 progetti NAT 1 progetto INF-NAT

Dettagli

Il Progetto LIFE+ del mese

Il Progetto LIFE+ del mese Il Progetto LIFE+ del mese LIFE09 NAT/IT/000190 Beneficiario coordinatore: Università degli Studi di Genova Via Balbi, 5 16126 Genova (GE) Referente progetto: Mauro Taiuti Tel.: +39 01020991 Fax: +39 010

Dettagli

APPARATO SESSUALE MASCHILE E FEMMINILE

APPARATO SESSUALE MASCHILE E FEMMINILE APPARATO SESSUALE MASCHILE E FEMMINILE ANATOMIA 2 Il corpo umano è costituito da organi ed apparati uguali tra maschi e femmine ad esclusione dell apparato riproduttivo. L apparato riproduttivo è composto

Dettagli

LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE DEI SISTEMI NATURALI

LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE DEI SISTEMI NATURALI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE DEI SISTEMI NATURALI Allegato 1 ORGANIZZAZIONE GENERALE: Ai sensi del vigente ordinamento, le attività formative che dovranno essere acquisite dagli studenti sono distinte

Dettagli

Stefano Cataudella Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Stefano Cataudella Università degli Studi di Roma Tor Vergata Conferenza per la conservazione della biodiversità. Ricerca applicata, strumenti e metodi Stefano Cataudella Università degli Studi di Roma Tor Vergata FISH HERIES Source: The state of World Fisheries

Dettagli

Università Politecnica delle Marche Dipartimento di Scienze della Vita e dell Ambiente MASTER INTERNAZIONALE DI PRIMO LIVELLO IN.

Università Politecnica delle Marche Dipartimento di Scienze della Vita e dell Ambiente MASTER INTERNAZIONALE DI PRIMO LIVELLO IN. Università Politecnica delle Marche Dipartimento di Scienze della Vita e dell Ambiente MASTER INTERNAZIONALE DI PRIMO LIVELLO IN Biologia Marina REGOLAMENTO Art. 1 Istituzione del corso di Master L Università

Dettagli

Riassunto Esecutivo Concorrenza fra mammiferi marini e industria peschiera: cibo su cui riflettere di Kristin Kashner e Daniel Pauly Maggio 2004

Riassunto Esecutivo Concorrenza fra mammiferi marini e industria peschiera: cibo su cui riflettere di Kristin Kashner e Daniel Pauly Maggio 2004 Riassunto Esecutivo Concorrenza fra mammiferi marini e industria peschiera: cibo su cui riflettere di Kristin Kashner e Daniel Pauly Maggio 2004 [page break] Sono gli attuali modi di gestire le risorse

Dettagli

Alimentazione e stili di vita. L azione educativa della Scuola

Alimentazione e stili di vita. L azione educativa della Scuola Alimentazione e stili di vita. L azione educativa della Scuola Prof. Alessandro Vienna Roma, 20.02.13 La Scuola come volàno per l Educazione alla Salute e al Benessere La scorretta alimentazione è stata

Dettagli

Vivere serenamente e responsabilmente la propria sessualità

Vivere serenamente e responsabilmente la propria sessualità Vivere serenamente e responsabilmente la propria sessualità La mini guida di Onda sulla contraccezione Testi a cura della Dott.ssa Nicoletta Orthmann Coordinatore Scientifico di Onda Qual è il ruolo della

Dettagli

Scuola Media Piancavallo www.scuolapiancavallo.it pagina 1 di 5

Scuola Media Piancavallo www.scuolapiancavallo.it pagina 1 di 5 L Africa è il terzo continente della terra per superficie. Ha una forma simile a un triangolo, le coste sono poco articolate. A ovest è bagnata dall Oceano Atlantico, a sud è bagnata dall Oceano Indiano

Dettagli

Gocce al veleno. Analisi sulla presenza di insetticidi neonicotinoidi nell acqua di guttazione del mais. greenpeace.it.

Gocce al veleno. Analisi sulla presenza di insetticidi neonicotinoidi nell acqua di guttazione del mais. greenpeace.it. Gocce al veleno Dicembre 2013 Analisi sulla presenza di insetticidi neonicotinoidi nell acqua di guttazione del mais greenpeace.it 2 Gocce al veleno - Dicembre 2013 Sintesi del rapporto DRIPPING POISON

Dettagli

Policy La sostenibilità

Policy La sostenibilità Policy La sostenibilità Approvato dal Consiglio di Amministrazione di eni spa il 27 aprile 2011. 1. Il modello di sostenibilità di eni 3 2. La relazione con gli Stakeholder 4 3. I Diritti Umani 5 4. La

Dettagli

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

Vertebrati. Agnati. Gnatostomi. Agnati Gnatostomi

Vertebrati. Agnati. Gnatostomi. Agnati Gnatostomi Superclasse Agnati Gnatostomi Classe Condroitti Osteitti Anfibi Rettili Uccelli Mammiferi La classificazione dei vertebrati. Immagini 172, 173, 174 e 175). Vertebrati I Vertebrati sono organismi al culmine

Dettagli

COLMARE IL DIVARIO TRA SCIENZA E PRODUTTORI

COLMARE IL DIVARIO TRA SCIENZA E PRODUTTORI Ottobre 2012 Marcia 2014 COLMARE IL DIVARIO TRA SCIENZA E PRODUTTORI COME RAFFORZARE LA COOPERAZIONE TRA CERCATORI E PRODUTTORI? Settore Europeo della produzione di molluschi LA CONSTATAZIONE 2 LE PROPOSTE

Dettagli

Gestione forestale e mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente nei siti Natura 2000

Gestione forestale e mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente nei siti Natura 2000 Accademia Italiana di Scienze Forestali - Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Valutazione ambientale dei progetti di interventi selvicolturali e dei piani di gestione forestale AMATRICE -

Dettagli

Chi dovrebbe avere. il diritto di pescare. Una domanda dei Verdi al Parlamento europeo. Photo Jillian Pond

Chi dovrebbe avere. il diritto di pescare. Una domanda dei Verdi al Parlamento europeo. Photo Jillian Pond Chi dovrebbe avere il diritto di pescare Una domanda dei Verdi al Parlamento europeo. Photo Jillian Pond TROPPE NAVI PROFITTI RIDOTTI DISASTRO AMBIENTALE Il sovrasfruttamento degli stock ittici dell'unione

Dettagli

VALUTAZIONE ED ANALISI DI REPTILE SCAN : SOFTWARE PER LA GESTIONE DELL ALLEVAMENTO DEI RETTILI, NELLO SPECIFICO DI OFIDI.

VALUTAZIONE ED ANALISI DI REPTILE SCAN : SOFTWARE PER LA GESTIONE DELL ALLEVAMENTO DEI RETTILI, NELLO SPECIFICO DI OFIDI. VALUTAZIONE ED ANALISI DI REPTILE SCAN : SOFTWARE PER LA GESTIONE DELL ALLEVAMENTO DEI RETTILI, NELLO SPECIFICO DI OFIDI. Supporti avanzati per la gestione dell allevamento. BOCCOLI MICHELE INTRODUZIONE:

Dettagli

unità B1. La biosfera e gli ecosistemi

unità B1. La biosfera e gli ecosistemi La biosfera La biosfera La biosfera La biosfera include composti da ecosistemi comunità include composti da ecosistemi comunità composte da composte da popolazioni singoli composte da composte da organismi

Dettagli

Le bovine hanno un potenziale riproduttivo largamente in eccesso di quello normalmente realizzato con i normali accoppiamenti.

Le bovine hanno un potenziale riproduttivo largamente in eccesso di quello normalmente realizzato con i normali accoppiamenti. Le bovine hanno un potenziale riproduttivo largamente in eccesso di quello normalmente realizzato con i normali accoppiamenti. Due particolarità degli ovari: presenza di relativamente alto numero di follicoli

Dettagli

Apparato scheletrico. Le funzioni dello scheletro

Apparato scheletrico. Le funzioni dello scheletro Apparato scheletrico Le funzioni dello scheletro Lo scheletro ha la funzione molto importante di sostenere l organismo e di dargli una forma; con l aiuto dei muscoli, a cui offre un attacco, permette al

Dettagli

BIODIVERSITÀ DEI SUOLI ITALIANI: IL CONTRIBUTO DEGLI ACARI ORIBATEI

BIODIVERSITÀ DEI SUOLI ITALIANI: IL CONTRIBUTO DEGLI ACARI ORIBATEI Università degli Studi di Siena Dipartimento di Biologia Evolutiva BIODIVERSITÀ DEI SUOLI ITALIANI: IL CONTRIBUTO DEGLI ACARI ORIBATEI Massimo MIGLIORINI, Fabio BERNINI Gli Acari sono un gruppo di aracnidi

Dettagli

Embrio transfer per una fertilità migliore

Embrio transfer per una fertilità migliore TECNICA Embrio transfer per una fertilità migliore Le bovine moderne, a causa delle grandi quantità di latte prodotte, sono molto sensibili alle temperature elevate, che inducono un innalzamento di quella

Dettagli

INQUINAMENTO IDRICO. Belotti, Dander, Mensi, Signorini 3^A

INQUINAMENTO IDRICO. Belotti, Dander, Mensi, Signorini 3^A INQUINAMENTO IDRICO Belotti, Dander, Mensi, Signorini 3^A L inquinamento idrico è la contaminazione dei mari e delle acque interne superficiali (fiumi e laghi) e di falda tramite l immissione, da parte

Dettagli

Controllo del peso dell uovo nei Riproduttori

Controllo del peso dell uovo nei Riproduttori Ottobre 2014 Controllo del peso dell uovo nei Riproduttori Ali Yavuz, Senior Technical Service Manager and Dr. Antonio Kalinowski, Nutritionist Sommario Il controllo del peso dell uovo nella fase tardiva

Dettagli

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Le correnti marine sono masse d acqua che si spostano in superficie o in profondità negli oceani: sono paragonabili a enormi fiumi che scorrono lentamente (in media

Dettagli

Riproduzione molecolare. Riproduzione cellulare. Riproduzione degli organismi. Gametogenesi (femminile e maschile) Fecondazione

Riproduzione molecolare. Riproduzione cellulare. Riproduzione degli organismi. Gametogenesi (femminile e maschile) Fecondazione ARGOMENTO STRUTTURA CELLULARE CONCETTO DI REGOLAZIONE GENICA REGOLAZIONE GENICA PROCARIOTI REGOLAZIONE GENICA EUCARIOTI trascrizione e maturazione RNA trasporto nucleo-citoplasma sintesi proteica via secretiva

Dettagli

LA CONSERVAZIONE DELLO SCOIATTOLO COMUNE IN ITALIA AZIONI PREVISTE DAL PROGETTO LIFE+ EC-SQUARE

LA CONSERVAZIONE DELLO SCOIATTOLO COMUNE IN ITALIA AZIONI PREVISTE DAL PROGETTO LIFE+ EC-SQUARE LA CONSERVAZIONE DELLO SCOIATTOLO COMUNE IN ITALIA AZIONI PREVISTE DAL PROGETTO LIFE+ EC-SQUARE Scopriamo come difendere l ambiente dalle specie introdotte. E capiamo perché farlo è un ottima idea Lo scoiattolo

Dettagli

I.C. A. Manzoni di Ornago ARTROPODI A.S. 2010/2011 Eleonora Parenti & Giorgia Terranova

I.C. A. Manzoni di Ornago ARTROPODI A.S. 2010/2011 Eleonora Parenti & Giorgia Terranova LE LORO CARATTERISTICHE Gli artropodi sono forniti di un esoscheletro (cioe' uno scheletro esterno) composto da una proteina dura, la chitina. Anche se gli artropodi hanno un esoscheletro le altri parti

Dettagli

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo La dieta, il microbiota intestinale e la salute digestiva sono intrecciati fra loro. Questi legami e il potenziale benefico dei probiotici

Dettagli

PROGETTO CORSO DI FORMAZIONE ZOOTECNIA NEVIO LAVAGNOLI ***

PROGETTO CORSO DI FORMAZIONE ZOOTECNIA NEVIO LAVAGNOLI *** PROGETTO CORSO DI FORMAZIONE ZOOTECNIA NEVIO LAVAGNOLI *** 1. Soggetti Promotori Dipartimento di Scienze Ambientali e Facoltà di Scienze e Tecnologie dell Università di Camerino (UNICAM-DSA e UNICAM-FST)

Dettagli

Zanzare: un esempio di lotta guidata

Zanzare: un esempio di lotta guidata Zanzare: un esempio di lotta guidata A. Drago Nell estate 1998 il Comune di Legnaro è stato oggetto di un interessante esperienza nell ambito della quale è stato applicato alla disinfestazione pubblica

Dettagli

I_I06.e Cibo: biodiversità, sostenibilità e tradizione

I_I06.e Cibo: biodiversità, sostenibilità e tradizione PoliCulturaExpoMilano2015 I_I06.e Cibo: biodiversità, sostenibilità e tradizione Versione estesa Paolo Paolini, HOC-LAB (DEIB, Politecnico di Milano, IT), da una intervista a Dott.ssa Antonia Trichopoulou

Dettagli

TECNICHE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO

TECNICHE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO Per conto di AICQ CN 1 - Autore Giovanni Mattana - Consigliere di Giunta AICQ CN Presidente della Commissione UNI per i Sistemi di Qualità La norma è intesa come un supporto per la Iso 31000 e fornisce

Dettagli

Una pesca sostenibile per il futuro del mare

Una pesca sostenibile per il futuro del mare Una pesca sostenibile per il futuro del mare Contatti : Giorgia Monti, responsabile campagna Mare, 345.5547228 giorgia.monti@greenpeace.org Serena Bianchi, ufficio stampa Greenpeace, 342.5532207 serena.bianchi@greenpeace.org

Dettagli

Action Plan Italia. Piano di azione per ovviare alle carenze del sistema italiano di controllo della pesca

Action Plan Italia. Piano di azione per ovviare alle carenze del sistema italiano di controllo della pesca Action Plan Italia Piano di azione per ovviare alle carenze del sistema italiano di controllo della pesca Genesi del provvedimento Il 17 dicembre 2012 la Commissione europea richiama l Italia sulle sue

Dettagli

LA RILEVAZIONE DEI DATI STATISTICI

LA RILEVAZIONE DEI DATI STATISTICI LA RILEVAZIONE DEI DATI STATISTICI 0. Introduzione La statistica è la disciplina che studia i fenomeni collettivi allo scopo di metterne in evidenza le regolarità. Il vocabolo Statistica deriva dal latino

Dettagli

La psicologia sociale evoluzionistica. Dalla selezione sessuale ai processi cognitivi di tipo sociale

La psicologia sociale evoluzionistica. Dalla selezione sessuale ai processi cognitivi di tipo sociale La psicologia sociale evoluzionistica Dalla selezione sessuale ai processi cognitivi di tipo sociale La psicologia sociale evoluzionistica La prospettiva evoluzionistica, facendo riferimento ai concetti

Dettagli

Capitolo 3 Caratterizzazione delle aree protette

Capitolo 3 Caratterizzazione delle aree protette Piano di gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali Bacino del fiume Lemene Capitolo 3 Bacino del fiume Lemene INDICE 3. CARATTERIZZAZIONE DELLE AREE PROTETTE... 1 3.1. AREE PER L ESTRAZIONE

Dettagli

I TRAPIANTI. - Questi appunti sono destinati a fare chiarezza su un argomento i trapianti che si presta

I TRAPIANTI. - Questi appunti sono destinati a fare chiarezza su un argomento i trapianti che si presta I TRAPIANTI - Questi appunti sono destinati a fare chiarezza su un argomento i trapianti che si presta facilmente ad amplificazione e distorsione da parte dei mass-media. - Per trapianto si intende la

Dettagli

IL MERCATO DEL NOLEGGIO DI MACCHINE E ATTREZZATURE PER LE COSTRUZIONI IN ITALIA

IL MERCATO DEL NOLEGGIO DI MACCHINE E ATTREZZATURE PER LE COSTRUZIONI IN ITALIA IL MERCATO DEL NOLEGGIO DI MACCHINE E ATTREZZATURE PER LE COSTRUZIONI IN ITALIA Studio generale 2008 a cura di Federico Della Puppa con la collaborazione di Dem.Co Indice Risultati principali, 3 Presentazione,

Dettagli

Indice. n IntroduzIone...5. n LA.dIGeStIone...7. n IL.SeCondo.CerVeLLo...11

Indice. n IntroduzIone...5. n LA.dIGeStIone...7. n IL.SeCondo.CerVeLLo...11 3 Indice n IntroduzIone...5 n LA.dIGeStIone...7 n IL.SeCondo.CerVeLLo...11 n L APPArAto.dIGerente...15 Stomaco... 18 Intestino... 23 Ghiandole salivari... 29 Fegato... 30 Cistifellea... 32 n Le.CoMPLICAnze.deLLA.dIGeStIone...

Dettagli

Diversità tra i viventi

Diversità tra i viventi Diversità tra i viventi PROPRIETÀ della VITA La CELLULA CLASSIFICAZIONE dei VIVENTI Presentazione sintetica Alunni OIRM Torino Tutti i viventi possiedono delle caratteristiche comuni Ciascun vivente nasce,

Dettagli

COSTI DEL DEGRADO A LIVELLO NAZIONALE

COSTI DEL DEGRADO A LIVELLO NAZIONALE COSTI DEL DEGRADO A LIVELLO NAZIONALE 8.2 Cost of degradation 8.2.1 INFORMAZIONE UTILIZZATA Fonti di informazione I datasets su cui sono state effettuate le successive elaborazioni sono stati forniti da:

Dettagli

ANALISI E MODELLAZIONE DI CARATTERISTICHE BIOGEOCHIMICHE ED ECOLOGICHE IN ACQUE COSTIERE DEL NORD ADRIATICO

ANALISI E MODELLAZIONE DI CARATTERISTICHE BIOGEOCHIMICHE ED ECOLOGICHE IN ACQUE COSTIERE DEL NORD ADRIATICO UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE Sede Amministrativa del Dottorato di Ricerca XIX ciclo del Dottorato di Ricerca in Metodologie di Biomonitoraggio dell'alterazione Ambientale ANALISI E MODELLAZIONE DI

Dettagli

Proposte metodologiche per la raccolta, conservazione e gestione del germoplasma

Proposte metodologiche per la raccolta, conservazione e gestione del germoplasma Proposte metodologiche per la raccolta, conservazione e gestione del germoplasma G. Bacchetta 1, V. Carasso 2, A. Congiu 1, G. Fenu 1, E. Mattana 1 1 Dipartimento di Scienze Botaniche, Università degli

Dettagli

MArine Coastal Information SysTEm Un sistema gestionale a supporto dei Parchi Marini

MArine Coastal Information SysTEm Un sistema gestionale a supporto dei Parchi Marini MArine Coastal Information SysTEm Un sistema gestionale a supporto dei Parchi Marini Sara Venturini,, Giorgio Fanciulli, Sara Costa, Paolo Povero AZIONE 6 AMP PORTOFINO - DISTAV Genova, 27 Marzo 2013 Sottoprogetto

Dettagli

INTERAZIONI TRA POPOLAZIONI COMPETIZIONE COMPETIZIONE INTERSPECIFICA COMPETIZIONE INTERSPECIFICA 2

INTERAZIONI TRA POPOLAZIONI COMPETIZIONE COMPETIZIONE INTERSPECIFICA COMPETIZIONE INTERSPECIFICA 2 Tipo di interazione Specie 1 Specie 2 Natura dell interazione Commensalismo + 0 Popolazione 1, commensale, avvantaggiata, popolazione 2 non influenzata Protocooperazione + + Interazione favorevole ad entrambe

Dettagli

Riprende a crescere il pescato professionale nel Lario dopo il calo del 2008. I numeri del pesce catturato tra il 96 e il 2010

Riprende a crescere il pescato professionale nel Lario dopo il calo del 2008. I numeri del pesce catturato tra il 96 e il 2010 Il primo giornale online della provincia di Lecco Merateonline > Cronaca > Lecchese Scritto Giovedì 05 maggio 2011 alle 16:09 Riprende a crescere il pescato professionale nel Lario dopo il calo del 2008.

Dettagli

UN GIORNO IN RIVA ALLO STAGNO

UN GIORNO IN RIVA ALLO STAGNO Classe terza Caspoggio UN GIORNO IN RIVA ALLO STAGNO LO ZIO DI MARCO E SARA È UN FOTOGRAFO NATURALISTA E DEVE PREPARARE UN SERVIZIO FOTOGRAFICO SULLO STAGNO PER UNA RIVISTA CHE SI OCCUPA DI NATURA. LO

Dettagli

-La crisi della diversità

-La crisi della diversità -La crisi della diversità La diversità culturale e la diversità biologica sono legati strettamente. Ovunque le comunità locali hanno sviluppato il proprio sapere, hanno trovato il modo di ricavare i mezzi

Dettagli

Centro studi, sviluppo e promozione della formazione aziendale. Direttore : Giuseppe Martini. La costruzione del PEG. Procedura operativa

Centro studi, sviluppo e promozione della formazione aziendale. Direttore : Giuseppe Martini. La costruzione del PEG. Procedura operativa .. Centro studi, sviluppo e promozione della formazione aziendale Direttore : Giuseppe Martini La costruzione del PEG Procedura operativa Dispensa realizzata per il Comune di COMO ago 2000 Riproduzione

Dettagli