EDITORIALE G O L E M

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3 di Maria Luisa Mastrogiovanni Ancora una volta monsignor Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo di Lecce dal 1988 e capo di tutti i vescovi pugliesi (in quanto presidente della Conferenza episcopale regionale) ha gettato il suo anatema. E il suo monito ha fatto proseliti autorevoli, nientepopodimeno che Fulco Ruffo di Calabria, che l anno scorso abbiamo persino visto armato di pala, per scavarsi la fossa biologica per i propri bisogni, nella trasmissione L isola dei famosi. Il fatto: Ruppi ha invitato la troupe del film Manuale d amore2, di Giovanni Veronesi, a liberare la sua piazza, piazza Duomo, da camion e attrezzature. Il motivo probabilmente risiede negli argomenti trattati dal film che in questi giorni si sta girando nel Salento: tra gli altri, fecondazione assistita e matrimoni tra omosessuali. Infatti una scena del film, girata nella sala consiliare del municipio di Lecce, riguarda proprio il sì, celebrato con rito civile alla Zapatero, tra Fosco (Sergio Rubini) e Filippo (Antonio Albanese). Indignato si EDITORIALE Cinema gay, pillole abortive e reality-ruppi-show è dichiarato anche Severo Martini, assessore leccese alla comunicazione, marketing territoriale, turismo, forse preoccupato che il film potesse veicolare un immagine distorta della città. Però, all indomani dell uscita della fiction sul giudice Mastrangelo, anch essa girata e ambientata a Lecce (al contrario del film di Veronesi, che è ambientato in Spagna), stranamente nessuno, tantomeno Ruppi, si è indignato per l immagine con cui si rappresentava Lecce: una città di pigri e incuppinati, tanto simpatici e coloriti, ma corrotti e massoni, con una Procura dove giudici e avvocati sono tra loro mariti, mogli, figli che, alla fine della giornata, dopo aver assegnato le inchieste al giudice più compiacente, vanno tutti insieme a cenare al Circolo cittadino. Nessuno colse, o volle cogliere, meno che mai il pio Ruppi, del quale la Procura pure conserva un qualche fascicolo che lo riguarda, il lato scabroso di quel quadretto. Per Ruppi invece è scabrosa anche la sola rappresentazione cinematografica di un matrimonio gay, arte peccaminosa. E tornando indietro di qualche mese, possiamo ricordare anche un altro peccato cui sono dediti alcuni ricercatori leccesi, quello della sperimentazione della RU486, la pillola abortiva che si sperimenta con successo, tra i pochi esempi in Italia, all ospedale Vito Fazzi. Anatema anche sulla pillola, che permette a tante donne di abortire senza traumi (se possa mai essere non traumatico un aborto...) invece che con tutto il dolore che meritano. Da Roma, infine, anatema sull eutanasia (difesa da Giorgio Napolitano. Ah, che boccata d ossigeno un presidente laico!) e non ci meraviglieremmo se l arcivescovo Ruppi, con perfetto tempismo da massmediologo, conoscitore di reality show, intervenisse anche su questo. In fondo, è il capo della Chiesa pugliese, o no? Ma prima o poi ricorderà che Lecce è un capoluogo di provincia, città di uno Stato laico, non la capitale del suo impero? G O L E M Il sindaco di Casarano, il diessino Remigio Venuti, è un politico atipico: non è un grande comunicatore, si esprime con un linguaggio molto tecnico e non lo si vede spesso in piazza a offrire caffè e scambiare due chiacchiere con i compaesani. Militante comunista sin da ragazzo, sposato, medico veterinario, vicesindaco prima e da sette anni sindaco della sua città, si è trovato ad affrontare la crisi epocale del tessile, e soprattutto del calzaturiero, in quella che, della produzione manifatturiera made in Italy, è una delle tre/quattro località simbolo in Italia. La strategia di Venuti per dominare questo processo irreversibile è un esempio di lungimiranza e di convinto europeismo. Esponendosi alla critica dei compaesani, di chi avrebbe preferito interventi simbolici e immediati, ha lavorato per fare di Casarano il catalizzatore dei principali finanziamenti comunitari dell intero Salento. Consapevole che la ripresa economica non potesse prescindere da rilevanti investimenti in infrastrutture, ha messo d accordo 69 Comuni di tutti i colori politici, riuscendo ad attingere ad ingenti risorse comunitarie per la costruzione di strade e autostrade virtuali, formazione d eccellenza, servizi. Guardando al triste destino di tante micro imprese familiari del comprensorio, ha puntato tutto sulle sinergie tra imprese e su una loro forte spinta all innovazione. Anche su queste basi è nato il PIT 9 che di recente ha ammesso a finanziamento 13 consorzi di aziende che beneficeranno di complessivi 25 milioni di euro. Fiore all occhiello di questo colossale impegno di programmazione è la costituzione di Area Sistema, consorzio di 15 Comuni con Casarano capofila. In un basso Salento sottorappresentato nelle Istituzioni provinciali e regionali, l opinione del Golem è che Venuti, anche in vista della programmazione , dovrebbe promuovere un iniziativa di confronto tra personalità politiche del territorio per individuarne le concrete esigenze. Con personalità come Ria, Fasano, Casciaro, Antonica, Musio, perché non tentare dall estremo tacco d Italia un embrione del partito democratico? Il tacco d Italia Il mensile del basso Salento Anno III - n Ottobre 2006 Iscritta al numero 845 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 27 gennaio 2004 EDITORE: Nerò Comunicazione - Casarano - P.zza A.Diaz, 5 DIRETTORE RESPONSABILE: Maria Luisa Mastrogiovanni HANNO COLLABORATO: Mario Maffei, Laura Leuzzi, Marco Sarcinella, Marco Laggetta, Enzo Schiavano, Mario De Donatis, Guido Picchi, Antonio Lupo, Paolo Vincenti, Giuseppe Finguerra, Francesco Ria Francesco Barone, Antonella Coppola, Roberto Rocca FOTO: Dove non segnalato archivio del Tacco d Italia REDAZIONE: p.zza Diaz, Casarano Tel./Fax: sms: PUBBLICITÁ: - tel Unione Stampa Periodica Italiana - Tessera n STAMPA: Stab. grafico della CARRA EDITRICE Z. I. - Casarano (Le) ABBONAMENTI: 15,00 e per 12 numeri c/c n. postale intestato a Nerò Comunicazione Piazza Diaz, Casarano - IL PROSSIMO NUMERO IN EDICOLA IL 1 NOVEMBRE 2006 N. 30 Ottobre 2006 il tacco d Italia 3

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5 ANGOLO 21 Questo è uno spazio libero per chiunque abbia qualcosa da dire. Raccoglie i pensieri, i commenti, gli interventi più strani o degni di nota che i lettori lasciano sulle pagine del quotidiano on line il primo del Salento, con tre aggiornamenti al giorno sui temi più vari, dalla politica, all economia, alla cultura agli spettacoli. E, allora, l invito è aperto a tutti: fatevi sentire, partecipate alla vita del quotidiano on line. Potete commentare ogni singolo articolo e le rubriche, iscrivervi al forum e rispondere ai pensieri dei blog. 24 ore su 24. Sta nascendo la prima grande community salentina. L articolo 21 della Costituzione italiana garantisce libertà di pensiero e di espressione. E chi fa breccia nel cuore del Tacco, avrà qui un angolo per dire la sua. //Volli, sempre volli E lì sul trono di Canale 5 ad attendere frotte di corteggiatrici. E come dare torto a queste frotte, se lui, il tronista, è proprio Giorgio Alfieri? Anni 25 e corpo statuario. [ ] E, ha specificato, non si è mai innamorato, non si è mai fidanzato, ma ha avuto tante tante donne (roba da tre notti e via, parole quasi testuali) e nulla più. Anzi, no. Ha detto di un bacio, il primo bacio, ad undici anni, durato circa due ore e tanto passionale. [ ] E se ad undici anni era capace di offrire alla sua donna un bacio appassionato di due ore, a 25 anni che cosa saprà offrire il nostro Alfieri? Giorgio, ovviamente, e non Vittorio. Chè quella è un altra storia. Ma anche questa può essere poesia. Laura Leuzzi, dalla rubrica La tronista //La filosofia è morta. O forse no Dissolvendosi, la filosofia ha lasciato il campo alla scienza, cui è stato demandato il compito di dirci che cosa è la realtà e come è strutturata. Eppure, citando Wittgenstein, anche una volta che tutte le possibili domande scientifiche abbiano avuto risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppure toccati. Molti problemi che toccano la coscienza dell uomo contemporaneo, non sono risultati poi, risolvibili su un piano strettamente scientifico. Per questa funzione di raccordo interdisciplinare l approccio filosofico è sembrato il più idoneo. Marco Sarcinella dalla rubrica Il pensatoio //Primarie sì, primarie no Ha vinto Rotundo, ma perché Corvaglia ha fatto le scarpe alla Capone sottraendole voti dall ambiente margheritino; Manni si è imposto, anche se appoggiato solo da Rifondazione provinciale e regionale - dunque i rifondaroli leccesi hanno votato Rotundo; gli infiltrati della destra hanno tutti votato Rotundo perché ritenuto il candidato più debole in un eventuale scontro con la Poli o con Perrone. E così ci ritroviamo a concorrere contro il centrodestra con il candidato ideale per far vincere la destra...per colpa di una sinistra spaccata, per colpa di uno strumento, le primarie, strumentalizzato da chi vuole fare la conta dei voti (Corvaglia l ha detto chiaramente) in vista delle poltrone. Le primarie, così fatte, non sono più uno strumento di democrazia. Sara, commento al Tema del mese Le primarie, ovunque e per chiunque si facciano, sono solo un modo deleterio di aggirare questioni e litigi che possono sorgere tra le nomenklature dei diversi partiti. Non portano alla democrazia sostanziale, che è un obbiettivo della nostra Costituzione nata dalla Resistenza, ma un puro strumento consultivo, quasi sondaggistico, fuori dalla cultura e dalla storia del nostro Paese. Angelo Minenna, consigliere comunale Pdci Ugento, commento al Tema del mese, //Indulto sì! indulto no! Questione d inciucio Un terzo dei detenuti sono extracomunitari. Un terzo dei detenuti sono consumatori di quelle droghe ritenute illegali. Il restante terzo dei detenuti si divide tra i vari reati previsti dal codice. A che serve fare leggi che riempiono le carceri se poi le svuotiamo? Guido Picchi, dal blog L eretico Come ha giustamente detto Marco Travaglio nella prima puntata della trasmissione di Santoro (per il resto piuttosto deludente e demagogica), in Parlamento ci sono 85 signori condannati o rinviati a giudizio in processi penali. Serve aggiungere altro? Mario (commento al blog) //Il reality show dello sbarco in Libano 6 settembre 2006 Chissà che cosa avranno pensato i libanesi quando hanno visto sbarcare sulle loro coste i soldati italiani nei giorni scorsi. Già, perché ad attendere i nostri militari c erano decine e decine di telecamere, centinaia di giornalisti, fotoreporter, tecnici radiotelevisivi. Una volta era l esercito ad arrivare per primo. Ora la TV arriva prima di tutti e prepara il set per le riprese. Francesco Ria, dalla rubrica Ivan il matto //I mass media e l Islam contro il Papa Il dato casomai è un altro: la ricezione di questa alta lezione di teologia cattolica e, nel contempo, di esegesi della teologia coranica, è stata filtrata dai mass-media europei come la rottura del «dialogo» voluto da Giovanni Paolo II - cosa di per sé almeno in parte vera, ovviamente in un senso del tutto diverso - ma senza porre l accento sulla difesa della civiltà occidentale cristiana e laica. A dimostrazione di ciò, circola una vignetta sui siti dei fondamentalisti islamici che raffigura Giovanni Paolo II nel gesto di liberare la colomba della pace e, di fianco, un Benedetto XVI, fucile in mano, che la impallina. Pura distorsione della realtà. Cosimo Fracasso, dal blog Tamburo battente

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7 BOLLETTINO PER I NAVIGANTI Europa, la stampa se ne dimentica. E la Puglia spende comunque di Mario De Donatis* E Badaloni, un nome del giornalismo televisivo, ma anche ex Presidente della Regione Lazio, ad aprire i lavori del seminario per amministratori eletti e per funzionari. Una iniziativa, nell ambito delle giornate di studio programmate, in Sardegna, a La Maddalena dall Aiccre, per fare il punto sul grado di interesse e sulla qualità della informazione che la stampa riserva all Unione Europea. Badaloni non ha dubbi: Gli italiani hanno, ancora, un gran voglia di essere Europei, con una forte incapacità ad esserlo. Sul banco degli imputati anche i telegiornali che riservano solo il 2,34% del tempo per le attività delle Istituzioni europee. Ma è soprattutto la qualità dell informazione che, nel dibattito, richiama l interesse di molti. Non si può prescindere da un attenta e sistematica informazione per rafforzare il ruolo e l immagine dell Europa. Perché, nel caso specifico, l informazione non serve solo per annunciare i grandi obiettivi della Commissione, del Consiglio, del Parlamento europei. Né si può fermare ad evidenziare i percorsi della politica euromediterranea di Barcellona o la strategia di Lisbona. O, ancora, ad annunciare possibili ruoli dell Unione Europea nella politica estera. C è, anche, e questo è emerso chiaramente nelle altre sessioni di studio del seminario, la necessità che la stampa sia attenta alla dimensione regionale (la dimensione nella quale vengono programmate ed attivate le politiche di sviluppo comunitarie). Perché è in questa dimensione che prendono corpo le opportunità per i giovani, per le imprese. Ed è in questa dimensione che la stampa può assicurare l attivazione di una forte partecipazione democratica e di un migliore controllo sociale. Non solo per la definizione di azioni e misure, di priorità e risorse finanziarie da assicurare, ma anche per monitorare l impianto complessivo dei documenti programmatici. Per verificare se l impianto corrisponda o meno agli stessi valori e principi dell Unione Europea. Certo, dando uno sguardo a casa nostra, se la Regione Puglia si fosse dotata, per tempo, dei due organismi statutari, il Consiglio delle Autonomie locali e la Conferenza regionale permanente per la programmazione economica, territoriale e sociale, ora ci sarebbero minori preoccupazioni. I due organismi, invece, rischiano di diventare operativi ad avvenuta definizione del quadro programmatico della politica di coesione per il , con sicuri deficit di partecipazione democratica e di confronto sulle reali priorità del territorio. C è poi tutto un altro capitolo che la stampa dovrebbe curare, magari in forte connessione con gli Istituti di ricerca. E il capitolo che si riferisce alla spesa nel Mezzogiorno. Non si può rimanere legati alla politica dello spendere comunque. Perché lo sviluppo è legato allo spendere bene. Ed anche perché lo spendere comunque, sport regionale molto diffuso, che ha assorbito le migliori energie di allenatori di rango, potrebbe nascondere tacite intese per le politiche per il consenso. Il più grande tradimento per le future generazioni, allevate nelle aspettative che genera la crescita della domanda interna ed esposte ad una realtà terribile del dopo 2013, se le risorse impegnate non dovessero attivare circuiti virtuosi per lo sviluppo e l occupazione. * Presidente associazione Identità e Dialogo L O S T R A N I E R O Evviva l autunno della di Guido Picchi tarantola La lunga estate della tarantola è ormai giunta al termine. In questi tre mesi mi sono spesso domandato: che cosa penserebbero i turisti se potessero vedere le spiagge, che hanno affollato per settimane, tornate libere e al massimo splendore? Che cosa direbbero constatando che il traffico è diminuito se non proprio sparito? Che cosa ascolterebbero per non dormire la notte ora che le discoteche e i locali sono perlopiù chiusi? Quanta meraviglia li colpirebbe, infine, scoprire che per una birra e un panino è difficile spendere più di 3 euro? Non so cosa penserebbero ma so che io sono felice di potermi godere appieno questa terra per i prossimi nove mesi. N. 30 Ottobre 2006 il tacco d Italia 7

8 ATTUALITÀ L A PA R T I TA A M O N O P O L I / / I N C H I E S TA Chi gestisce Parco della Vittoria IN PROVINCIA DI LECCE SONO NATI, IN QUATTRO ANNI, QUATTRO PARCHI NATURALI. MA ORA NON SI SA A CHI SPETTI LA GESTIONE. OSSIA FINANZIAMENTI, ASSUNZIONI, IN UNA PAROLA: LA POLPA. IL POTERE «In provincia di Lecce non si è mai costituito un ente gestore del parco, sebbene previsto dalla legge; il che significa: possibilità di accedere ai finanziamenti, ma difficoltà ad amministrali» zx di Laura Leuzzi La Puglia gioca a Monopoli. Per chi non lo sapesse, il gioco consiste nell accumulare capitale per acquistare terreni sui quali costruire case ed alberghi. E così, ogniqualvolta i concorrenti sostano sull altrui proprietà, sono costretti a pagare una tassa. Le partite a Monopoli si caratterizzano per la foga con la quale i concorrenti investono, acquistano e rivendono. Una corsa all ultima strada. E all ultimo parco. Il parco più ambito è parco della Vittoria. Che è molto costoso ma frutta tanti interessi a chi lo possiede. La partita a Monopoli, in Puglia, si è aperta quattro anni fa, quando nel dicembre 2002, la Regione ha istituito il primo parco naturale: Bosco e Paludi di Rauccio, un area naturale che ricade nel territorio del Comune di Lecce. Da quel momento la tematica ambientale è tornata alla ribalta. E la Regione sembra tenerla in grande considerazione. Soprattutto negli ultimi mesi, se si considerano l impegno con cui la giunta regionale si è mossa nell istituzione di nuovi parchi naturali e la soddisfazione con cui Michele Losappio, assessore regionale all Ambiente, ne ha dato, di volta in volta, comunicazione ufficiale con slogan altisonanti del tipo Tre parchi in cinque mesi. 8 il tacco d Italia N. 30 Ottobre 2006

9 ATTUALITÀ / / I N C H I E S TA L A PA R T I TA A M O N O P O L I I parchi naturali regionali della provincia di Lecce sono quattro. In ordine di istituzione, essi sono il parco Bosco e paludi di Rauccio (23 dicembre 2002), la riserva naturale orientata Palude del Conte e Duna Costiera Porto Cesareo (15 marzo 2006), il parco Porto Selvaggio e Palude del Capitano (15 marzo 2006)e il parco Isola di S. Andrea e litorale di Punta Pizzo (10 luglio 2006). (Per la differenza tra parco naturale e riserva naturale, vedi box a lato). Ma, una volta istituito il parco naturale, bisogna gestirlo. E secondo la legge (l.r. 19/97), questo spetterebbe ad un ente gestore, costituito ad hoc, il cui consiglio direttivo dovrebbe essere composto da Regione, Provincia, Comuni interessati e associazioni operanti sul territorio. A questo ente tocca elaborare dei progetti di gestione dell area naturale, potendo contare sui finanziamenti (regionali e comunitari), cui un parco può accedere dal momento della sua istituzione. Ma un tale ente, in provincia di Lecce, non si è mai costituito e la gestione di ogni parco è stata affidata al Comune di riferimento. Questo può chiedere ed ottenere i finanziamenti che, in mancanza dell ente gestore e, di conseguenza, di progetti di gesione, non potranno mai essere amministrati in maniera snella e razionale. In alcuni casi, la gestione è andata al Comune solo in via provvisoria. E provvisoria la gestione del Comune di Lecce sul parco Bosco e Paludi di Rauccio e del Comune di Gallipoli sul parco Isola di S. Andrea - Litorale di Punta Pizzo. Inoltre, attualmente, tutti i parchi della provincia ricadono nel territorio di un solo Comune; è, pertanto, semplice affidarne la gestione. Ma, nel caso di parchi che interessano più Comuni l affidamento della gestione risulterebbe più complicato. E quindi urgente stabilire a chi spettino controllo e gestione di un parco, anche perché da questo dipende il futuro dell area. Sta all ente gestore, infatti, elaborare per il parco un piano territoriale (una sorta di piano regolatore dell area), un piano pluriennale economico-sociale e un regolamento (ai sensi della l.r. 19/97) ed amministrare i finanziamenti regionali e comunitari indirizzati all area protetta; dare vita, insomma, al parco che, altrimenti, rimarrebbe praticamente abbandonato a se stesso. E la sua istituzione risulterebbe praticamente inutile. Sulla questione della gestione di un parco naturale, Comuni, Provincia e Regione hanno posizioni differenti. E fino a che le istituzioni non avranno trovato un accordo, sarà difficile vedere realizzato il sogno di Giovanni Pellegrino, presidente della Provincia, del Salento come parco. //Parco o riserva? In base alle legge regionale 19/97, si definiscono parchi naturali regionali quelle aree protette che costituiscono un sistema omogeneo quanto ad assetto naturale dei luoghi, valori artistici e tradizioni culturali delle popolazioni locali. Sono, invece, detti riserve naturali regionali i territori che presentano uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche. Tra le riserve naturali, si dicono orientate, quelle in cui, per determinate caratteristiche di conservazione ambientale, sono consentiti interventi di sperimentazione ecologica, compresi quelli rivolti al restauro o alla ricostituzione di ambienti e di equilibri naturali degradati. L albergo nel parco naturale. La vicenda dell ecomostro Orex che sta sorgendo nel parco naturale di Ugento, vista da Crazy Cat

10 ATTUALITÀ L A PA R T I TA A M O N O P O L I Francesca Pace, dirigente dell Ufficio Parchi della Regione Puglia E necessario stringere i tempi per l organizzazione della gestione dei parchi naturali, perché bisogna indicare, insieme ai Giovanni Pellegrino, presidente della Provincia di Lecce Abbiamo fatto bene a vincolare certe aree naturali, però ora dobbiamo proteggerle. E le esperienze di gestione in provincia di Lecce sono pessime. Nel Bosco e paludi di Rauccio, ad esempio, si è consentito, appena fuori dal perimetro dell area naturale protetta, di costruire opere idrauliche di captazione delle Gestione ai Comuni, ma sia sistema vincoli, anche gli indirizzi di sviluppo dell area. Questo è compito dell ente di gestione del parco. La legge 19/97 individuava come ente di gestione un unico organismo trasversale dove fossero presenti Comuni, Province e Regione. Ma già ai tempi dell istituzione del Bosco e paludi di Rauccio, nel 2002, l idea era che questi enti gestori fossero costituiti su base provinciale e che, dunque, ci fosse un ente strumentale per ciascuna provincia. Ma i parchi della provincia di Lecce hanno tutti piccole dimensioni e, quindi, una soluzione di questo genere sembrava sproporzionata rispetto al territorio da gestire. Si è optato, quindi, per la gestione comunale, che può avere aspetti positivi e negativi. Infatti, secondo il principio di sussidiarietà, per cui le decisioni politiche devono essere prese al più basso livello territoriale, la gestione comunale dovrebbe essere la più adeguata, in quanto la più diretta. Nello stesso tempo, però, essa rischia di isolare il parco dal resto del territorio. Esistono, poi, a livello comunale, problemi di competenze e di strutture. E necessario, quindi, che i Comuni facciano sistema. Lo stesso territorio salentino, per come è strutturato, fa pensare ad un interconnessione tra le aree naturali. Gestiscano i Comuni; la Provincia controlli / / I N C H I E S TA sorgenti sotterranee dell Idume. Poi è stata affidata la gestione al Comune di Lecce che a sua volta l ha scaricata al wwf. E si sono consentite pratiche agrarie che non hanno niente a che vedere su come si gestisce un area naturale protetta. E la Regione che politica ha seguito? Ha realizzato tutte queste microaree, per le quali la logica dell enteparco non è adeguata, perché è pensata per un area naturale protetta di grandi dimensioni, che interessi più Comuni. Non si possono costituire tanti enti-parco quante sono le piccole zone che abbiamo realizzato, né se ne può realizzare solo uno che le gestisca tutte perché le distanze che ci sono tra le aree renderebbe difficile l attività dell ente. Io proporrei una soluzione migliore: lasciare la gestione ai Comuni, attribuendo alla Provincia un potere di coordinamento. Se si deve fare manutenzione boschiva nelle pinete, ad esempio, ha senso che per ogni pineta il singolo Comune faccia l appalto? Le municipalità devono assumere maggiore protagonismo. Giuseppe Accogli, sindaco di Andrano Un area naturale protetta si porta dietro un significato culturale importante. Istituirla significa intraprendere un processo di sviluppo improntato alla salvaguardia ambientale. Gli obiettivi da conseguire sono favorire forme innovative di colture agricole, un diverso approccio verso le forme di energia alternativa, riflessioni sulla valorizzazione ambientale. Un consorzio di Comuni e più certezze Ma negli ultimi anni, ad una visione conservativa dell area protetta, si è affiancata una visione più economica, nel senso che sempre più i parchi rappresentano un valore aggiunto in termini di economia. Il protagonismo degli enti locali che ha caratterizzato la provincia di Lecce in riferimento alle aree naturali protette, per cui ogni Comune ha potuto gestire il parco naturale ricadente nel proprio territorio, viene mortificato nella legge regionale 25 del 2002, che nel consiglio direttivo dell ente parco prevede la presenza anche di Provincia, Regione, associazioni. Il problema della gestione è ancora più complesso per aree che interessano più Comuni. La mia proposta è di porre ordine. Il Consorzio di Comuni, in questo caso, può essere una soluzione, ma si faccia una modifica della legge regionale affinché si dia certezza di nomine e di responsabilità; e di dotazione finanziaria, soprattutto, perché questa è fondamentale per raggiungere l obiettivo della gestione intelligente e dello sviluppo sostenibile di un territorio. 10 il tacco d Italia N. 30 Ottobre 2006

11 Bosco e Paludi di Rauccio //Parco per 584 motivi Il parco naturale Bosco e Paludi di Rauccio si estende per 1596 ettari comprendendo un bosco a lecceta, una zona umida e due bacini costieri. Il resto del territorio è a macchia mediterranea, gariga e aree agricole. Sono state censite 584 specie vegetali. La gestione provvisoria dell area è stata affidata al Comune di Lecce (legge regionale 25/2002, istitutiva del parco). //Il primo in Puglia Il Bosco e Paludi di Rauccio è il primo parco naturale istituito in Puglia. Il percorso per la sua nascita viene intrapreso dalle associazioni ambientaliste nel L area di Rauccio è, da un lato, devastata dall abusivismo edilizio Questione di primati. Il parco naturale Bosco e Paludi di Rauccio è stato il primo ad essere istituito in Puglia costiero degli anni Ottanta (in località Torre Rinalda, Spiaggia Bella, Torre Chianca) e, dall altro, in progressivo decadimento ambientale (caccia, disboscamenti, bonifiche, incendi). Nel giugno 1995, su determinazione del commissario liquidatore dell Ersap Puglia (Ente Regionale di Sviluppo Agricolo della Puglia) del novembre 1994 e successiva convenzione, la Regione concede in gestione al Wwf di Lecce il bosco di Rauccio e l adiacente zona umida Specchia di Milogna (60 ettari) in modo che venga salvaguardata e gestita come oasi di protezione, favorendo la valorizzazione naturalistica e la costituzione di un parco naturale. Con legge regionale 25/2002 il Parco Regionale Bosco e Paludi di Rauccio diviene realtà; la gestione è provvisoriamente affidata al Comune di Lecce. Alcune associazioni ambientaliste, però, lamentano scarso interesse dell amministrazione per la valorizzazione dell area. Porto Selvaggio e Palude del Capitano 25 anni di attesa. Il parco Porto Selvaggio e Palude del Capitano avrebbe potuto essere il primo della Puglia. Alla sua storia rimarrà per sempre legato l omicidio di Renata Fonte, attivamente impegnata contro la speculazione edilizia nell area naturale //Tre in uno Il parco Porto Selvaggio e Palude del Capitano è nato dopo 25 anni di attesa (legge regionale 6/2006). Esteso per circa mille ettari, comprende tre siti (Sic), Torre Uluzzo, Torre Inserraglio e Palude del Capitano, e numerose aree archeologiche; la gestione è affidata al Comune di Nardò. Vi si riscontra un rilevante fenomeno carsico rappresentato da varie risorgive a forma di dolina, piene d acqua salmastra, le spunnulate. Quanto a vegetazione, è segnalata la presenza, unica in Puglia, dello Spinaporci. //Un percorso intermittente Il parco di Porto Selvaggio sarebbe potuto essere il primo in Puglia. Nel 1980, infatti, la Regione emana una legge (n. 21) in cui definisce l area parco naturale attrezzato (si dicono così i parchi che sorgono nel territorio urbano, dotati di servizi) ed invia la documentazione al Ministero dell Ambiente, che la rigetta ritenendola incompleta. Dal 1997 (legge 19) l iter per la nascita del parco naturale riprende, ma nel 2004 ha una nuova battuta d arresto: la Regione emana uno schema di disegno di legge che declassa l area naturale protetta ad area attrezzata al servizio delle aree protette dell area jonico-salentina di Lido Pizzo e Porto Cesareo. L intervento di Comune ed associazioni blocca il provvedimento. //Un eroina per l ambiente Resta indelebilmente legata alle vicende di quest area naturale la scomparsa di Renata Fonte, uccisa mentre rincasava nel Colpevole di essersi impegnata nel difendere dalla lottizzazione e dalla speculazione edilizia il parco naturale di Porto Selvaggio e di aver guidato il Comitato per la salvaguardia del parco naturale di Porto Selvaggio. Il risultato delle sue lotte è stata l emanazione della legge di tutela del parco da parte della Regione. Gli esecutori del suo assassinio furono arrestati ma il vero mandante pare non essere mai stato identificato. Palude del Conte - Porto Cesareo //I migratori sotto le campanelle La riserva Palude del Conte e Duna Costiera Porto Cesareo (istituita con legge regionale 5/2006) si estende per 600 ettari ed è suddivisibile in due zone, caratterizzate la prima (la zona Sic Palude del Conte/Duna di Punta Prosciutto) da un rilevante valore naturalistico, paesaggistico e storico-culturale, la seconda da una significativa presenza di attività antropiche. La gestione della riserva è affidata al Comune di Porto Cesareo. L area presenta una vasta depressione retro-dunale dove sono presenti specie vegetali rare come l Orchidea e la Campanella palustri. Inoltre è un luogo di sosta per migratori acquatici. // Prototipo? Fuori dal parco La perimetrazione originaria dell area naturale, risalente al 2003, includeva un area dell estensione totale di 1164 ettari. Ma durante la conferenza dei servizi (Bari, 12 dicembre 2005), il Comune di Porto Cesareo e la Provincia propongono una riperimetrazione dell area naturale, che esclude dal perimetro il comprensorio Prototipo, ovvero l area occupata dalla pista di collaudo della Fiat, di proprietà della società Prototipo Spa, e altre aree esterne alla pista. La proposta di riperimetrazione viene accettata da Michele Losappio, assessore regionale all Ambiente, ed è così che l estensione della riserva si riduce dagli originali 1164 ettari a poco più di 600 ettari. Ma non era proprio Giovanni Pellegrino a sognare un grande parco Salento? Ambiente e uomo. Il parco di Porto Cesareo si caratterizza per una forte contrapposizione tra zone di elevato valore naturalistico e zone fortemente antropizzate

12 S. Andrea e Punta Pizzo Il corridoio di Danzica. Punta della Suina, originariamente esclusa dal perimetro del parco, vi è stata poi inserita //L ultimo arrivato Nata per ultima (legge regionale 20/2006), l area si può suddividere in due zone, l isola di S. Andrea e il litorale di Punta Pizzo. Nella prima, disabitata e rocciosa, con steppe salate di Salicornia, nidifica il Gabbiano corso. Nel litorale di Punta Pizzo, con diversi ambienti di notevole importanza, il Cavaliere d Italia. Problemi di salvaguardia sono rilevati nel turismo balneare, nella navigazione da diporto, nella bonifica e nelle costruzioni abusive. La gestione del parco è affidata provvisoriamente al Comune. //21 anni per un parco senza macchie Le associazioni ambientaliste hanno spinto, dal 1985, per una perimetrazione omogenea, e non a macchia di leopardo, del Parco naturale vasto 684,60 ettari. Nell agosto 2003, invece, il Comune approva la perimetrazione di 670 ettari, che esclude dall area da vincolare il corridoio di Punta della Suina e altre piccole aree, la quale viene approvata in sede di pre-conferenza dei servizi (una sorta di riunione preliminare della vera e propria conferenza di servizi). Nell ottobre 2004, la Regione vara il disegno di legge per l istituzione del parco, avviando le procedure istitutive mai portate a compimento dalla giunta Fitto. Con la giunta Vendola, il percorso riprende. Una nuova battuta d arresto viene imposta da Michele Losappio, assessore regionale all Ambiente, che lo scorso 7 marzo 2006, decide di non procedere dopo che il Tar di Lecce si è espresso favorevolmente nei confronti di alcuni imprenditori che a Punta Pizzo vorrebbero avviare attività che la Regione giudica incompatibili con la salvaguardia ambientale. Si tratta di quattro società difese dallo studio Pellegrino, tra cui, oltre alla Torre Pizzo Investimenti (che nell area vorrebbe realizzare una struttura ricettiva da 1750 posti letto) e alla Immobiliare Sant Anna (richiedente la concessione per una struttura da 440 posti), anche la Diana, azienda faunistico-venatoria che conta tra i propri soci proprio Giovanni Pellegrino, proprietaria di terreni che, in parte, ricadono nell area del parco e sui quali il Tar di Lecce, lo scorso 21 dicembre, ha ripristinato l esercizio della caccia. Ma nel maggio 2006 l iter riprende ad opera della Quinta Commissione regionale (Ambiente e Territorio) che apporta delle modifiche alla perimetrazione e vi include le zone originariamente tagliate fuori. Litorale di Ugento //Il litorale eterogeneo Il tratto costiero del Comune di Ugento presenta una elevata eterogeneità ambientale: 13 habitat d interesse comunitario e valli carsiche che solcano il territorio, dette Gravinelle. Di rilevanza ambientale sono anche le Macchie e il Canale di Rottacapozza, una delle più estese macchie rimaste nel Salento. //Parco ed ecomostro di pari passo Nel 2000, la Comunità europea definisce psic (proposto sito di importanza comunitaria) l area detta Litorale di Ugento, vasta 1000 ettari. Nel 2001 il Comune di Ugento ne propone l inserimento tra le da aree tutelare; nel 2003, la Regione accetta la proposta ma inserirà l area tra quella contemplate nella 19/97 solo due anni dopo (legge 17/2005). Intanto, parallelamente al percorso di istituzione del parco naturale, prosegue, proprio dentro il futuro parco, quello per la realizzazione di una struttura turistico-ricettiva, detta Orex, da 800 posti letto, su un area di 160mila metri quadrati. Il piano di lottizzazione della zona è regolarmente inserito del prg (piano regolatore generale) del 2000, come insediamento dei servizi turistici. Nel 2002 una perizia presentata dal Anche i pesci parlano. Il comitato di associazioni ambientaliste si oppone alla costruzione dell albergo nel litorale di Ugento Comune, rivede il perimetro della zona sotto tutela, escludendo proprio l area nella quale ricade l albergo, in quanto terreno utilizzato a seminativo; una sorta di zona franca da vincoli. Il 26 giugno 2006 la Regione stila un disegno di legge istitutiva del parco naturale. La conferenza dei servizi dovrà istituire ufficialmente l area. Ma quella che si è tenuta a Bari lo scorso 18 settembre, è invece terminata con un nulla di fatto. Il Comune di Ugento ha, infatti, presentato una nuova perimetrazione che esclude dai confini dell area diverse zone interessate da progetti di nuovi insediamenti abitativi. La motivazione apportata dal Comune è stata la necessità di tutelare gli interessi di chi aveva avviato l iter per la realizzazione di nuove strutture urbane prima del 26 giugno scorso (data del disegno di legge) e di evitare contenziosi tra questi e il Comune (che sarebbe costretto a Lavori no-stop. Procede celermente la costruzione della struttura turistico-ricettiva Orex, nel bel mezzo del parco naturale di Ugento pagare risarcimenti per milioni di euro). Il coordinamento delle associazioni Pro-parco (presidente Cosimo Pierri) si è opposto alla nuova proposta, impedendo di raggiungere l unanimità dei consensi. Le parti interessate torneranno a confrontarsi il prossimo 2 ottobre. //Ultim ora: Orex da 800 a 1600 posti letto? Carlo Catino, consigliere di opposizione (Ds) del Comune di Ugento, ha presentato richiesta formale al Comune per entrare in possesso della documentazione inerente al progetto della struttura turistico-ricettiva Orex, relativa all arco di tempo dal 2005 ad oggi. Catino non ha ancora ricevuto alcun documento da parte del Comune. I dubbi del consigliere Ds nascono dal fatto che voci non ufficiali riferiscono di una variante al progetto della struttura e, in particolare, di un raddoppiamento dei posti letto da 800 a 1600.

13 / / I N C H I E S TA ATTUALITÀ L A PA R T I TA A M O N O P O L I //Saranno parchi Bosco di Tricase. Il Bosco di Tricase si estende per 1,5 ettari ed è l unica stazione, in Europa occidentale, della Quercia Vallonea. I problemi di salvaguardia riguardano principalmente il degrado della vegetazione, a causa di attività antropiche incontrollate. L iter per la realizzazione del parco è in corso. In preconferenza dei servizi, che si è svolta lo scorso maggio, tutti i soggetti sono stati concordi sulla perimetrazione proposta dal Comune. Un parco per Melendugno e Vernole. Lo scorso 9 agosto 2006, l associazione Italia Nostra sezione Sud Salento (presidente Marcello Seclì) ha inviato una lettera a Regione e Provincia, in cui ha proposto l istituzione di un parco nel territorio dei Comuni di Melendugno e Vernole. Quest area avrebbe, secondo l associazione, tutti i presupposti per diventare parco naturale: numerosi habitat prioritari, rare specie di piante, fauna stanziale e migratoria. Né la Provincia né la Regione hanno risposto. Marcello Seclì, presidente provinciale di Italia Nostra-Sud Salento Il futuro vede verde // A scuola di accoglienza picco di nuove iniziative, frutto di tanti progetti, piani, programmi e azioni di sostegno, è forse perché abbiamo condotto un buon dialogo, ogni anno, con i circa seimila giovani. E quest anno abbiamo già stipulato con il Provveditorato agli Studi di Lecce, e più segnatamente con Antonio Campanelli, una convenzione secondo la quale dal prossimo anno scolastico, tutte le scuole, dovendo allestire i programmi formativi, avranno l obbligo di contemplare il programma per l accoglienza turistica. Se così accadrà, si potrà parlare con serietà di beni culturali, di tutela del mare, di tutela dell ambiente. La scuola può dare una mano notevole. Per la destagionalizzazione è necessario aumentare i posti letto e ridurre i prezzi. Quando non dieci ma mille saranno gli alberghi in questo territorio, si avrà la destagionalizzazione ed un numero tale di turisti che potranno venire in Salento non per 20 giorni ma per sei mesi. Questo progetto non costa nulla e permette di coinvolgere un numero di persone così elevato che altrimenti non si potrebbe raggiungere. Costa, presidente dell Ordine dei Dottori commercialisti della Provincia di Lecce Noi salentini siamo molto indietro in tema di turismo. Le necessità che emergono in questo settore sono la professionalità, la predisposizione ad accogliere l ospite, la consapevolezza che queste attività, come tutte quelle in un paese ad economia matura, non vanno esercitate in modo improvvisato. Per raggiungere questo fine non basta l impegno delle istituzioni, ma ci vuole un impegno corale. E la scuola è in grado, per vocazione, di collaborare a questo riguardo. Noi dottori commercialisti, che siamo i tecnici delle aziende, dieci anni fa provammo a parlare di cultura di impresa alle scuole. E se oggi in questa provincia c è un // L ambientalismo che si insegna a scuola Gabriella Casavecchia, docente al liceo classico di Gallipoli, come assessore alla Cultura nella passata giunta Venneri, si è fatta promotrice, per l anno scolastico 2003/2004, di un progetto di educazione ambientale, che ha coinvolto tutte le scuole, di ogni ordine e grado, del Comune di Gallipoli. Ecco il suo resoconto di quell esperienza. Nell anno scolastico 2003/04, come assessorato alla Pubblica istruzione del Comune di Gallipoli, proponemmo a tutte le scuole del territorio comunale, il progetto Polìtes (cittadini), in collaborazione con l associazione Messapia, l Ordine dei commercialisti e con la partecipazione del CSA (Centro Servizi Amministrativi). Scopo del progetto, che ha interessato docenti ed alunni, era la sensibilizzazione verso alle tematiche ambientali. E il resoconto che posso trarne è certamente positivo, sia per adesioni che per risultati raggiunti. Questo è il segno che la scuola può ancora fare tanto per l ambiente. N. 30 Ottobre 2006 il tacco d Italia 13

14 ATTUALITÀ L A PA R T I TA A M O N O P O L I // Camper, il Salento impari dalla Croazia Pinuccio Giuri, membro dell associazione Camper caravan club Salento, illustra le proposte dell associazione per uno sviluppo concreto del turismo salentino. Lo sviluppo ambientale che le istituzioni prevedono per il territorio della provincia di Lecce andrebbe accompagnato da una crescita dei servizi offerti ai turisti. E questa la posizione dell associazione provinciale dei camperisti Camper caravan club Salento, presieduta da Franco Sambati, che conta 120 membri, (in provincia di Lecce oltre alla Camper Caravan club Salento è attiva l associazione Giovani camperisti. Circa 50 camperisti non sono associati. Ndr). Il modello di sviluppo del territorio dovrebbe andare nella direzione del turismo sociale e sostenibile, un mondo che spesso non viene preso in considerazione dalle istituzioni ma che, invece, coinvolge migliaia di persone e permette all intero di territorio di vivere; i camperisti, infatti, nei loro spostamenti muovono l economia di un luogo, acquistando i generi di prima necessità e vivendo gli spazi. Eppure in Salento ci sono meno di 1500 posti per i camper. Quello che noi vogliamo proporre a Regione e Provincia è una revisione del piano turistico regionale che costringa i Comuni a realizzare aree di sosta per camper e, magari, ad aumentare le sanzioni per chi è abusivo. Sono necessari più servizi e, nello stesso tempo, più regole. In Emilia Romagna, / / I N C H I E S TA in Toscana e anche in altri paesi come la Croazia, le aree di parcheggio e di sosta per i camper sono collocate vicino ai parchi e sono dotate di rubinetti per l acqua e fossa biologica per scaricare i bagni chimici. Nel Salento vigono, invece, condizioni di inciviltà. Nardò ha recentemente realizzato due zone di sosta per i camper; nel Salento ce ne sono in tutto una decina, ma sono tutte private. Un carico d acqua costa 15 euro. Un intero giorno in campeggio, 120 euro. Bisognerebbe facilitare questo tipo di turismo, invece di allontanarlo. L istituzione dei parchi naturali può essere una grande ricchezza per il territorio; allora cerchiamo di sfruttarla al meglio, fornendo almeno i servizi necessari. Più servizi ai camperisti. L associazione Camper caravan club Salento in un viaggio in Libia Dacci oggi il nostro Tacco quotidiano l unico quotidiano on-line del Salento 14 il tacco d Italia N. 30 Ottobre 2006

15 QUESTIONE DI LOOK L A C I T T À I N V I S I B I L E FOTOPROTESTA Presicce. Ma quale riposo per gli anziani? Costruita a partire dal 1975 la casa di riposo di via Molise a Presicce non è mai stata utilizzata. Eppure, date le dimensioni potrebbe essere di sollievo a tanti anziani del territorio, se non per il riposo, almeno per diventare un contenitore per attività ricreative e culturali. Invece, con il passare degli anni, il suo stato di conservazione è andato sempre peggiorando ed ora essa è praticamente inutilizzabile. Vetri rotti, infissi scardinati, ringhiere pericolanti ed erbacce incolte per il giardino. Per aprirla al pubblico bisognerebbe ristrutturarla da cima a fondo. Ancora una volta con fondi pubblici, ovviamente. Che cosa ci faceva Alessandra Pizzi, assessora tecnica alla Cultura al Comune di Gallipoli, alle Primarie del centrosinistra per il Comune di Lecce lo scorso 17 settembre? E per chi avrà votato? Per il suo candidato preferito o per quello considerato più debole, in modo da rendere più semplice alla destra la sfida elettorale amministrativa del prossimo anno? In effetti una terza ipotesi c è: non può essere che sotto sotto, nel petto della nostra, batta un cuore rosso Rotundo? La casa di riposo di Presicce. Costruita e mai utilizzata Ph. Roberto Rocca di Enzo Schiavano Il basso Salento e la linea gotica di Pellegrino Casarano. Una linea immaginaria che parte da Nardò e arriva ad Otranto, passando per Galatina e Maglie. L ha tracciata il presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, ridisegnando la geografia della provincia salentina. Il senatore, nonostante le promesse fatte all indomani della sua elezione, si è completamente dimenticato del Sud Salento dove vivono migliaia di cittadini che hanno legittimi diritti di essere rappresentati nella sua giunta. E notorio, infatti, che l esecutivo provinciale è formato da personalità politiche tutte originarie, e sottolineo tutte, della parte geografica a nord della linea immaginaria di cui dicevo all inizio. Eppure Pellegrino, prima delle elezioni, si era spinto a dichiarare che riteneva giusta e realizzabile la proposta, lanciata da questo giornale, di un assessorato del basso Salento. Poi, sempre al Tacco e dopo il verdetto delle urne, aveva rivelato di aver cambiato idea sull assessorato, dichiarando di essere pronto a delegare alle associazioni, unioni o consorzi di Comuni poteri che sono propri della Provincia. Passata l euforia della vittoria, però, sono venute meno le promesse affossate dai diktat dei partiti. Neanche la consolazione di un rappresentante del Capo di Leuca in giunta (in verità, all inizio un assessore c era, ma fu silurato dopo pochi mesi). Pellegrino, forse per salvare la faccia, si inventò la delega al consigliere del Sud Salento, consegnata ad Antonio Musio (Margherita) da Tricase. La delega, però, oltre ad essere indefinita, non ha alcun potere. Si tratta di un autentica presa in giro. Il presidente, nella recente operazione di rimpasto, ha avuto l occasione di eliminare quest ingiustizia, ma non è riuscito a trattenere la sua repulsione verso le personalità politiche del Sud Salento. Certo, ci possono essere le pressioni dei partiti che condizionano le scelte, ma è inconcepibile che il Capo di Leuca continui ad essere clamorosamente ignorato. N. 30 Ottobre 2006 il tacco d Italia 15

16 ATTUALITÀ R I TO R N O S U I B A N C H I D I S C U O L A ANNO ACCADEMICO 2006/07: RIPARTE L UNIVERSITÀ POPOLARE DI CASARANO. L UNICA IN PUGLIA. PER APRIRSI LA MENTE. MA ANCHE PER FARSI NUOVI AMICI Ippazio Ghilardi Popolari per scelta di Laura Leuzzi Che cosa spinge un pensionato di 68 anni che ha trascorso la vita a lavorare, prima da commerciante e poi da artigiano, a frequentare un corso di informatica? Forse non solo il fatto di trovare in casa un vecchio computer del figlio, con memoria ridotta e pochi programmi. Ma anche la voglia di sentirsi vivo e l aver capito che non si finisce mai di imparare. Poi, è sempre piacevole trovare occasioni per incontrare gente nuova e svagarsi un po. Del resto il nostro ne è convinto - la vita è una conoscenza continua. Il pensionato sessantottenne in questione si chiama Ippazio Ghilardi ed è di Casarano. Assieme ad altre 129 persone, l anno scorso, ha ceduto alla tentazione di ritornare sui banchi di scuola, come ai vecchi tempi. Solo che, stavolta, ha optato per una scuola nuova, la neonata Università popolare, unica in Puglia, con sede a Casarano (via Ugo Bassi). Ippazio aveva sentito in giro dell apertura dell Università e dopo averci pensato su ed essersi chiesto Perché no?, ha vinto i tentennamenti ed ha preso la sua decisione. E così, eccolo a frequentare il corso di informatica per pensionati, 40 ore in tutto per padroneggiare i programmi Word, Excel, Paint e Internet. Col tempo ci ho preso gusto racconta ed ho iniziato a cambiare, via via, tutti i pezzi del computer che avevo in casa. Prima ho sostituito il monitor, poi la tastiera. Ora ho un computer nuovo di zecca. Grazie alle conoscenze che ha acquisito in informatica, oggi Ippazio si sente al passo coi tempi. Certo, ormai il corso-base non gli basta più. Se per l anno accademico alle porte, l Università dovesse proporre un corso di informatica, lo frequenterei, ma solo se fosse di livello avanzato. Ma la scoperta dell interesse per l informatica non è tutto; l Università popolare ha risvegliato in lui anche la sopita passione per l arte. Per il prossimo anno, il mio programma è questo: frequentare un corso di pittura e scultura. // Perché popolare L Università popolare di Casarano è nata l anno scorso da un idea di Cosimo Scarcella, docente al liceo classico, che poi ne è divenuto il presidente. L idea che la anima è la necessità di colmare quelle lacune che le scuole e le amministrazioni non possono colmare e di fornire conoscenze, più che titoli di studio. Il «Ippazio Ghilardi, 68 anni, ha seguito il corso base di informatica: Col tempo ci ho preso gusto ed ho iniziato a cambiare tutti i pezzi del computer che avevo in casa» sistema delle Università popolari (da non confondere con le Università della terza età, che rappresentano solo una parte di quelle popolari; queste ultime, infatti, 16 il tacco d Italia N. 30 Ottobre 2006

17 ATTUALITÀ R I TO R N O S U I B A N C H I D I S C U O L A Cosimo Scarcella, presidente dell Università popolare di Casarano possono essere frequentate da tutte le fasce di età) è già molto sviluppato in Europa. In Italia invece se ne contano solo 23. Quella di Casarano è l unica in Puglia; è associata UNIEDA (Unione Italiana di Educazione degli Adulti) ed iscritta all albo regionale delle Università della terza età. Per il primo anno accademico (2005/06) ha proposto cinque corsi: due corsi di informatica destinati uno a pensionati ed occupati (una semplice alfabetizzazione informatica, con diploma di frequenza finale) ed uno a disoccupati, che ha rilasciato diplomi riconosciuti dal Ministero del Lavoro; un corso per assistente geriatrico, uno per guida turistica del Salento e uno in PNL (programmazione neuro-linguistica, ovvero lo studio dell avanguardia del linguaggio - come spiega Scarcella che conia parole nuove a seconda delle nuove necessità di comunicazione ). I corsi istituiti vengono scelti in base alle esigenze del territorio dice il presidente dell Università - e, pur non rilasciando titoli, ma semplici attestati di frequenza, forniscono competenze che hanno molto peso all interno di un curriculum vitae. L Università popolare dev essere un punto di incontro tra la gente in cerca di occupazione e le esigenze di amministrazioni ed aziende. Ecco perchè popolare, perché è radicata nel territorio e tra la gente, e perché di questa ascolta le necessità, non agendo, come le accademie, dall alto. E importante continua dare ascolto alla gente; noi siamo pronti ad istituire nuovi corsi anche ad anno accademico iniziato, se ci viene richiesto. // Costi e finanziamenti Per legge regionale (n. 14 del 26 luglio 2002) l Università popolare si autofinanzia per i primi due anni di vita. Quella di Casarano si sostiene grazie alle quote associative: 20 euro annui per i soci ordinari e quote più alte per i soci fondatori, Cosimo Scarcella, Remigio Venuti, sindaco di Casarano, Claudio Pedone, assessore comunale alla Cultura, e Antonio Memmi, assessore ai servizi sociali; sono soci fondatori anche quattro istituti scolastici di Casarano (liceo classico, liceo scientifico, istituto professionale ed istituto industriale), che versano 250 euro annui, e quattro associazioni di volontariato ( Primavera e vita, Amici del presepe, Senza frontiere e Pro loco), che contribuiscono con 50 euro all anno. Altra fonte di entrata, per l Università, sono le quote di iscrizione ai corsi: 20 euro per corso, con la possibilità di frequentarne solo uno o anche tutti. L amministrazione comunale di Casarano contribuisce all attività dell istituto, sostenendo il mantenimento della sede (affitto e spese correlate). Dopo i primi due anni di autofinanziamento, l Università «Al suo primo anno di vita, l Università popolare ha proposto cinque corsi di 40 ore l uno. I 130 iscritti, di ogni età, hanno gradito. E quest anno si studierà giapponese cinese, arabo e russo» ha la possibilità di presentare una apposita richiesta di finanziamento alla Regione Puglia, corredata da una dettagliata documentazione del lavoro svolto fino ad allora (programmi dei corsi, dispense e sussidi didattici prodotti, frequenze, ecc). Questa, dopo aver valutato l attività della scuola, può deliberare di rimborsare all Università il 50 per cento delle spese sostenute. Campanello d inizio Per l anno accademico alle porte (che partirà il prossimo novembre con cerimonia di inaugurazione ufficiale) l Università ha in serbo delle novità. Verranno riproposti anticipa Scarcella i corsi di informatica già attivati l anno scorso e, qualora ne avessimo esplicita richiesta, anche gli altri tre. Il corso di guida turistica, che nel passato anno accademico si è interessato principalmente degli aspetti naturalistici del territorio, sarà ampliato da approfondimenti sui beni archeologici e culturali. Inoltre, daremo molto spazio alle lingue straniere, che in una terra come il Salento, diventano sempre più essenziali. Verranno attivati certamente corsi di giapponese, arabo, russo, cinese, oltre ad un corso di inglese. Le attività turistico-ricettive hanno sempre più bisogno di personale che sappia accogliere i clienti. Ma in cantiere ci sono molte idee, come il corso di pittura, scultura e cartapesta, che coinvolgerà il reparto di Pediatria dell ospedale Ferrari di Casarano, o il corso di fotografia e quello sui problemi di formazione-lavoro. Con la possibilità, in ogni momento, di attivare nuovi corsi, dietro richiesta degli iscritti. N. 30 Ottobre 2006 il tacco d Italia 17

18 CULTURA N U O V I C O N T E N I TO R I C U U R A L I Oggi sposi. Ippolito Chiarello durante la piece teatrale Teatro a Lecce. Arriva Chiarello NASCONO UN NUOVO CONTENITORE CULTURALE E UNA NUOVA STAGIONE TEATRALE. IL CINEMA DEI SALESIANI DIVENTA TEATRO di Giuseppe Finguerra C è un nuovo contenitore culturale, a Lecce. Una nuova stagione teatrale, nuovi laboratori, un idea nuova di teatro. Si rompe il monopolio ad oggi di fatto detenuto da Koreja. Da quest anno, infatti, l ex oratorio dei Salesiani, da sempre adibito a cinema, apre anche al teatro. E l arte della recitazione diventa, così, ancora più presente nei vicoli di una città da sempre affascinata dalla scena. Il cineteatro dei Salesiani è gestito, sin dalla sua riapertura dopo anni di inattività (nel 1995), dalla compagnia DBd Essai che ha scelto di selezionare, per il contenitore culturale, solo film prime visioni d essai. Ma oggi l offerta culturale della ex sala parrocchiale diventa ancora più completa. Protagonista del cambiamento, Ippolito Chiarello, figura eclettica da palcoscenico, che dopo dieci anni di collaborazione con la Compagnia teatrale Koreja, ha deciso di procedere in solitario. E, nella sua ricerca di una nuova casa, si è imbattuto proprio nella compagnia DBd Essai. Che, grazie a lui, cambia volto. L apporto di Chiarello sarà fondamentale per il cineteatro di via Salesiani, che, con i tanti progetti già in cantiere e i tanti laboratori che stanno per prendere il via, si prepara a diventare un punto di ritrovo «Il cineteatro DBd Essai di Lecce amplia la propria offerta culturale. E dalla prossima stagione non sarà solo cinema, ma anche teatro, grazie a tanti nuovi progetti firmati Ippolito Chiarello. Che rompe il monopolio di Koreja» per artisti ed appassionati; e anche per giovani aspiranti attori, visto che molte delle attività previste si rivolgeranno proprio ai giovani. Insomma, le porte del cineteatro rimarranno aperte, non solo ogni giorno, come già avviene, ma ad ogni ora. E la città imparerà a vivere un rapporto ancora più stretto con la struttura. Così, almeno, immagina il futuro prossimo dell ex oratorio lo stesso Chiarello, che ci ha spiegato da vicino i progetti teatrali che stanno per vedere la luce. E poi ci ha raccontato della sua nascita come attore, della sua vecchia passione per il teatro e di quella nuova per il cinema. 18 il tacco d Italia N. 30 Ottobre 2006

19 CULTURA N U O V I C O N T E N I TO R I C U U R A L I «E diventato una star in Albania, dove il suo film ha registrato il massimo incasso nella storia del cinema del paese delle aquile. E stato testimonial di Sky Discovery real time. A lui Dario Fo ha chiesto di curare la sua autobiografia ufficiale» Dopo un periodo di tempo trascorso a cercar casa, l ha finalmente trovata? Ippolito Chiarello Dopo numerosi appelli, mi hanno risposto gli amici del DBd Essai. Ho iniziato con loro una collaborazione che permetta di allargare l offerta culturale del DBd Essai Cineteatro in Lecce, fino ad ora incentrata sulla programmazione cinematografica. Prossimamente inizieranno i laboratori teatrali, ne sono previsti tre con un target ben definito: Arrivano i mostri, per i ragazzi dagli otto ai 13 anni, condotto da Cecilia Maffei e Graziana Arlotta; Fuoriscena indirizzato a chi è alla prima esperienza teatrale; Inscena, per chi voglia affinare gli aspetti tecnici. I laboratori dureranno sette mesi e alla fine del corso io e gli allievi trascorreremo una settimana in una masseria a Frigole, per lavorare in modo intensivo sulle esperienze acquisite. Il mio lavoro fa conoscere l arte del teatro e aiuta anche a conquistare sicurezza nella capacità espressiva, sulle scene e nella vita. Ognuno di noi ha il suo modo di comunicare. Io cerco di far venir fuori dalle persone proprio questo lato. L arte e la tecnica conseguono con la pratica e le altre esperienze. Dopo molti anni di attività con la Compagnia teatrale Koreja, ha deciso di proseguire da solo. Quanta importanza ha avuto quell esperienza? I dieci anni di vita professionale con la Compagnia Koreja sono stati fondamentali. Ho contribuito a costruire i Cantieri teatrali Koreja con le braccia e con le idee nel momento di transizione da Aradeo a Lecce. I Cantieri Koreja sono diventati un riferimento culturale importante per il territorio. Ma io percepivo la dimensione della Compagnia, per quanto diventata grande nel tempo, piccola e ristretta. E così ho deciso di iniziare un percorso mio e solitario, lasciando i Cantieri. Ho cercato un nuovo luogo da costruire, muovendomi nelle due direzioni per me importanti: il teatro ed il cinema. Chiarello non è solo teatro. Qual è il suo rapporto con il cinema? Il cinema è il mio nuovo grande amore. Ho lavorato come attore in film diretti da Edoardo Winspeare, in La leggenda di Al, John e Jak di Massimo Venier, con Aldo Giovanni e Giacomo. In Albania sono diventato un celebrità in una maniera del tutto fortuita. Nel 2001 mi trovavo sull altra sponda dell Adriatico per tenere un corso della durata di un mese all Accademia dell Arte di Tirana. Coinvolto da un regista locale, ho interpretato il ruolo del protagonista nel film Tempo d amore, tratto da una telenovela molto seguita in quel paese. Il film ha sbancato i botteghini schipetari, risultando il campione d incassi della storia del cinema albanese. Più recentemente sono stato testimonial in tre spot della campagna pubblicitaria della Sky Discovery Real Time. Gli spot, prodotti nel Salento con il supporto della Prometeo Video di Tricase, mi hanno visto protagonista sia come attore sia nella produzione. Ho lavorato anche come autore. Ho scritto e diretto il cortometraggio Fumo, sulla musica del gruppo Psycho Sun, realizzando per loro anche un videoclip, About your man. Più di recente, ho diretto Sound Res I giorni del suono, un documentario che ha come protagonisti sei musicisti di fama internazionale, che vivono insieme per una settimana in una casa, e da questa convivenza nasce una nuova musica. Parliamo del tuo vecchio amore, il teatro. Com è nata questa passione? Per caso. A 16 anni ho esordito in un recital di parrocchia a Corsano. Dopo è stata gavetta. Ho lavorato in compagnie vernacolari e filodrammatiche. Sono un autodidatta e non credo che nella formazione di un artista le scuole siano sufficienti. I corsi o i laboratori teatrali aiutano a scoprire il teatro, ad affinare la tecnica, ma non bastano per trasformare un attore in un artista. È necessario l incontro con persone eccezionali. Nel mio caso, sono state Dario Fo e Carmelo Bene. Ho conosciuto Dario Fo a Milano, dove ho vissuto per un paio d anni, a partire dal Ho seguito il suo teatro da vicino, scrivendo il mio saggio di laurea. Un lavoro apprezzato dal giullare che, subito dopo aver ricevuto il premio Nobel, mi ha chiesto di curare la sua biografia ufficiale. Nella mia formazione è stato importante anche Carmelo Bene. Con nostalgia ricordo il suo ultimo spettacolo, la Lectura Dantis a Otranto. Il legame ideale con lui è così forte che ogni anno il primo settembre festeggio insieme ad altri amici il compleanno del maestro. Quali sono i tuoi attuali impegni sulla scena teatrale? Lavoro insieme a Luigi Bubbico su un nuovo spettacolo che ha un titolo provvisorio, Donne du du du, in cui recito, canto e ballo. È una ricerca nel teatro comico e musicale, che trae spunto dalla canzone d autore di Giorgio Gaber e dall avanspettacolo. Parla di vicende legate all amore e al rapporto di coppia, trattate in modo molto divertente ma anche molto profondo. N. 30 Ottobre 2006 il tacco d Italia 19

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