Programma d'iniziativa Comunitaria LEADER II Comunicazione CEE 94/C/180/12 dell'1/7/1994 BIODIVERSITÀ E SVILUPPO RURALE. Quaderno informativo n.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Programma d'iniziativa Comunitaria LEADER II Comunicazione CEE 94/C/180/12 dell'1/7/1994 BIODIVERSITÀ E SVILUPPO RURALE. Quaderno informativo n."

Transcript

1 Programma d'iniziativa Comunitaria Comunicazione CEE 94/C/180/12 dell'1/7/1994 BIODIVERSITÀ E SVILUPPO RURALE Quaderno informativo n. 11

2

3 Programma d'iniziativa Comunitaria Comunicazione CEE 94/C/180/12 dell'1/7/1994 BIODIVERSITÀ E SVILUPPO RURALE Quaderno informativo n. 11

4 I Quaderni informativi sono una iniziativa editoriale dell, nell ambito del progetto Rete Nazionale per lo Sviluppo Rurale, finalizzata ad analizzare problematiche e a diffondere esperienze relative alle politiche strutturali e di sviluppo rurale. Il Quaderno è stato curato da Raffaella Di Napoli e da Davide Marino. Autori: Raffaella Di Napoli (Istituto Nazionale di Economia Agraria) - Introduzione, capitolo 4 (parte seconda), capitolo 1 e paragrafi 2.1, 2.3, 2.6, 2.8 (parte terza); Davide Marino (Università del Molise) - parte prima, paragrafo (capitolo 2 - parte seconda), paragrafo 3.1 (capitolo 3 - parte seconda), capitolo 1 e paragrafi 2.4, 2.6 (parte terza); Marco Genghini (Istituto nazionale per la fauna Selvatica) - capitolo 1 (parte seconda); Carmen Fanelli (Università del Molise) - paragrafi capitolo 2 - parte seconda; Paolo Foglia (AIAB) - paragrafo 2.7 (parte terza); Susanna Vituliano - paragrafo 2.9 (parte terza); Catia Zumpano (Istituto Nazionale di Economia Agraria) - paragrafo 2.2 (parte terza).

5 Indice INTRODUZIONE PRIMA PARTE - BIODIVERSITÀ E SVILUPPO RURALE 1. LA VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ FRA ECONOMIA, CULTURA E SVILUPPO LOCALE Gli aspetti ambientali, economici e culturali della biodiversità La biodiversità come risorsa per lo sviluppo dei sistemi rurali I prodotti della biodiversità SECONDA PARTE - POLITICHE PER LA BIODIVERSITÀ E LO SVILUPPO LOCALE 1. POLITICHE INTERNAZIONALI E COMUNITARIE Trattati e convenzioni internazionali Direttive e regolamenti comunitari LA BIODIVERSITÀ NELLA PROGRAMMAZIONE AMBIENTALE NAZIONALE, NELLE INIZIATIVE IN AMBITO AGRICOLO E NEI PROGRAMMI DI SVILUPPO DELLE AREE RURALI La strategia italiana in materia di biodiversità Il Documento Linee strategiche e programma preliminare per l attuazione della Convenzione sulla Biodiversità in Italia Il Rapporto Nazionale sullo stato di attuazione della Convenzione sulla Diversità Biologica Il Piano Nazionale per la Biodiversità Il Piano Nazionale sulla Biodiversità e altri strumenti e programmi a favore delle aree rurali: sinergie e integrazioni BIODIVERSITÀ E VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI La tutela della biodiversità attraverso la promozione dei prodotti di qualità IL IN ITALIA: SVILUPPO LOCALE E VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ L Iniziativa Comunitaria Le azioni LEADER e l ambiente

6 TERZA PARTE - LA COSTRUZIONE DI PERCORSI DI VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ 1. PROPOSTA PER UN PERCORSO PROGETTUALE ALCUNE ESPERIENZE E PROGETTI PER LA VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ Reintrodurre le coltivazioni agricole tradizionali per promuovere lo sviluppo economico ed occupazionale: il caso della canapa nell area del GAL Delta La valorizzazione della biodiversità nel tempo e nello spazio: il caso dell Ecomuseo dell Appennino Pistoiese Il progetto di valorizzazione del formaggio Casizolu del GAL Montiferru in Sardegna La salvaguardia della biodiversità come strumento di rilancio economico: il caso dei Presidi Slow Food Un caso di valorizzazione delle risorse genetiche delle aree rurali in Toscana: il fagiolo Zolfino del Pratomagno La diffusione della biodiversità come valore culturale a livello locale: le fattorie didattiche Il Farro della Garfagnana Il turismo verde nella riserva di Monte Rufeno Agenda 21 e la tutela della biodiversità: il caso di Roma BIBLIOGRAFIA ALLEGATI Allegato 1 - GLOSSARIO

7 Introduzione La biodiversità, nelle sue diverse forme ed accezioni, può rappresentare una risorsa per lo sviluppo locale, ed in particolare per i sistemi rurali? Come è possibile costruire percorsi di valorizzazione fondati sulla biodiversità? Su quali risorse si possono costruire strategie capaci di salvaguardare la varietà delle specie animali e vegetali presenti nelle aree rurali e nello stesso tempo di rispondere alle esigenze di sviluppo di questi territori 1? Quali politiche di sviluppo per le aree rurali possono contribuire a conseguire questo obiettivo? Cosa possono e cosa devono fare gli attori e le istituzioni locali per rispondere a tale obiettivo? Questo Quaderno Informativo è stato preparato cercando di dare una risposta concreta a questi interrogativi sulla base di tre considerazioni: la biodiversità portando in sé valori e benefici eterogenei - economici, ambientali, socioculturali non sempre facilmente separabili - può essere una risorsa funzionale allo sviluppo; nelle zone rurali questa simbiosi fra necessità ambientali, economiche e socioculturali è stata spesso realizzata attraverso la realizzazione di percorsi di sviluppo basati sulla valorizzazione delle risorse locali, specialmente quelle agroalimentari e naturali che sono il risultato della varietà animale e vegetale (biodiversità) presente in ogni territorio; affinché la biodiversità sia effettivamente utilizzata quale risorsa per lo sviluppo locale sono necessarie politiche e strumenti capaci di innescare un processo di innovazione culturale che ponga la salvaguardia dell ambiente e l uso sostenibile delle risorse come una modalità di comportamento e d azione condiviso. Il Quaderno trae spunto anche dal dibattito e dalle riflessioni sviluppate in occasione del seminario Biodiversità e sviluppo locale, organizzato dalla Rete Nazionale per lo Sviluppo Rurale in collaborazione con l Operatore Collettivo Ecosviluppo a Calasetta nel Il seminario era stato ideato con l obiettivo di ricostruire il quadro degli aspetti economici, socioculturali e normativi che influenzano la definizione e l attuazione di azioni di sviluppo basate sulla promozione della biodiversità e individuare le soluzioni organizzative e le prassi per utilizzarla come veicolo di sviluppo. Nelle aree più sviluppate le risorse ambientali sono maggiormente diffuse nelle zone rurali, sia nelle diverse componenti dei sistemi naturali (parchi, riserve, ecosistemi forestali, ecc.), sia nei sistemi biologici modificati dall uomo come gli agroecosistemi. I sistemi ru- 1) Naturalmente l accezione che si vuole dare al concetto di sviluppo travalica, come oramai conclamato anche nel contesto rurale, gli aspetti puramente economici, per estendersi alla qualità della vita e al benessere della popolazione. 5

8 Introduzione Biodiversità e sviluppo rurale rali territoriali possono essere pensati come degli ecosistemi il cui assetto è il risultato dell interazione uomo-ambiente che ha modificato alcune caratteristiche originarie delle risorse naturali ma ha anche contribuito a determinarne le specificità sia in termini di biodiversità (cioè di varietà genetiche vegetali e animali presenti) sia socioculturali (cioè l insieme delle competenze, degli usi e tradizioni che connotano le comunità locali). Le aree rurali sono sempre più soggette a fenomeni di degrado ambientale causati, nelle aree forti, principalmente dall uso intensivo per la produzione agricola e, nelle aree marginali, dal non uso in seguito a fenomeni di spopolamento e abbandono delle attività produttive. In entrambi i casi i danni legati alla perdita delle risorse naturali portano ad una riduzione della diversità a tutti i livelli: ecologica, economica, socio-culturale. Ad esempio la scomparsa di una produzione tipica che potrebbe avere uno spazio in un mercato di nicchia, si accompagna anche con la perdita di patrimonio economico e di abitudini di vita e di lavoro delle comunità locali fatte di eredità contadine e artigiane e di competenze e tecniche antiche (riduzione della diversità economica e socioculturale). La biodiversità è, perciò, una risorsa importante per lo sviluppo e il suo futuro dipende dalle dinamiche che interessano queste aree. In questa prospettiva, è fondamentale il contributo che le diverse politiche a favore di questi territori possono dare nel sostenere l avvio di processi di sviluppo finalizzati non solo alla conservazione e alla salvaguardia della biodiversità ma a promuoverne la valorizzazione attraverso un uso sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. L Iniziativa Comunitaria, pur non essendo finalizzata principalmente alla tutela e conservazione delle risorse naturali e della biodiversità, ha rappresentato una occasione per sperimentare e diffondere azioni di sviluppo sempre più attente alle problematiche ambientali nelle zone rurali, contribuendo a diffondere fra le popolazioni locali una maggiore consapevolezza delle opportunità offerte da un uso sostenibile delle risorse naturali. Nella seconda parte del Quaderno, si dedica particolare attenzione alle politiche internazionali, nazionali e comunitarie volte a salvaguardare e promuovere la biodiversità con particolare riferimento agli effetti e alle opportunità di sviluppo che queste offrono alle aree rurali. La tipologia di iniziative che possono contribuire allo sviluppo sostenibile delle aree rurali e generare ricadute positive in termini economici e sociali è sicuramente ampia: istituzione di un area protetta, bonifica e recupero delle aree dismesse, riconversione delle attività produttive agricole verso pratiche a minore impatto ambientale (tra cui quelle biologiche), promozione dell ecoturismo, valorizzazione delle produzioni tipiche, ecc. In linea generale, esse possono: variare per obiettivi generali che intendono conseguire: recupero di specie a rischio di estinzione e di siti in stato di abbandono, prevenzione di situazioni a forte rischio ambientale, conservazione di beni ambientali non ancora deteriorati, valorizzazione di risorse sottoutilizzate, ecc.; diversificarsi per strategie e strumenti adottati: incentivi (sovvenzioni, marchi di origine e qualità, investimenti pubblici diretti in campo ambientale, ecc.), deter- 6

9 Biodiversità e sviluppo rurale Introduzione renti (Standard o limiti di legge; tasse ambientali, ecc.), sensibilizzazione (manifestazioni, campagne educative, ecc.); implicare un diverso grado di consumo delle risorse (maggiore con l utilizzazione di una specie come input per i processi produttivi e/o uso finale o minore come per l ecoturismo); avere un carattere intensivo (basato su poche specie concentrate e gestite in aree ristrette) o estensivo (ad esempio nelle aree naturali dove molte specie convivono in equilibrio fra loro). Il passaggio dalla semplice conservazione delle risorse verso una loro effettiva ed efficace valorizzazione dipende da numerosi fattori ma può contare oggi su una differenziata gamma di strumenti, la cui sola esistenza, tuttavia, non equivale a garanzia di successo nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo, ma consente perlomeno di utilizzare numerose leve per un progetto di sviluppo qualificato. Ne scaturisce che un passaggio chiave è quello della definizione delle strategie d intervento. Nella terza parte del Quaderno, perciò, si presenta un percorso utile per tradurre le idee-progetto di valorizzazione della biodiversità in processi reali. I passaggi, per tale processo, sono numerosi ma accomunati, al di là delle diverse condizioni locali, dalla centralità dell interazione tra sistema ecologico e sistema sociale. Da un lato è necessario che l interazione tra ambiente e comunità locali dia luogo ad un flusso di beni, materiali o immateriali, e/o di servizi, dall altro è necessario che tale specificità o unicità venga resa disponibile per un percorso di sviluppo. Per tradurre le infinite occasioni di interazione tra la biodiversità naturale e la specificità culturale che si possono manifestare nei diversi contesti locali, è necessario quindi per prima cosa che il valore, anche potenziale, della risorsa sia riconosciuto e assunto quale oggetto d intervento; successivamente andrà definito l approccio progettuale più funzionale alle diverse situazioni locali. Il percorso proposto, in sintesi, è articolato su quattro passaggi chiave, ossia: 1) la percezione della risorsa biodiversità; 2) il riconoscimento del suo valore complesso; 3) individuazione dell approccio funzionale; 4) Attuazione e valutazione del progetto. Questa parte conclusiva del Quaderno riporta anche alcune esperienze di valorizzazione della biodiversità, molte delle quali realizzate con l attuazione dell Iniziativa Comunitaria in Italia. Queste esperienze si differenziano per: le caratteristiche socioeconomiche, ambientali e culturali delle aree in cui sono state realizzate; gli obiettivi che si prefissavano di conseguire; la tipologia di azioni avviate e le modalità con cui sono state realizzate. Proprio queste differenze aiutano a rappresentare la molteplicità delle strategie e delle azioni che si possono attivare per valorizzare la biodiversità come veicolo di sviluppo locale.anche per questa ragione per la stesura di questa parte del Quaderno ci si è avvalsi anche della collaborazione di quanti sono quotidianamente impegnati nella realizzazione dei progetti. 7

10

11 PRIMA PARTE BIODIVERSITÀ E SVILUPPO RURALE

12 Biodiversità e sviluppo rurale parte I 1. La valorizzazione della Biodiversità fra Economia, Cultura e Sviluppo Locale Gli aspetti ambientali, economici e culturali della biodiversità Il termine di biodiversità, entrato nel linguaggio comune dopo la Conferenza delle Nazioni Unite sull Ambiente e lo Sviluppo (UNCED) di Rio 92, è la contrazione di diversità biologica, espressione con la quale si identifica la diversità della vita sulla terra. I livelli ai quali viene classificata la diversità biologica sono tre: la diversità a livello genetico; la diversità a livello degli organismi viventi; la diversità a livello ecosistemico. Secondo tale definizione, che include dalla varianza del patrimonio genetico del singolo individuo sino all insieme della varietà biologica di ecosistemi complessi, la biodiversità tende a coincidere con quello che viene definito il capitale naturale; nell analisi degli aspetti ambientali ed economici, è importante, quindi, precisare, di volta in volta, di quale segmento ci si occupa. In questa sede si farà riferimento espressamente alla biodiversità presente nelle aree rurali, sia negli agroecosistemi, che in tali aree sono risultano meno intensivi e specializzati e più vari, sia nelle aree forestali e boschive, sia, ancora, nelle aree a più alto tasso di naturalità 3. Per quanto riguarda il primo ambito, un attenzione specifica va posta sulle cosiddette Risorse Genetiche Vegetali (RGV) o animali (RGA), ossia il patrimonio genetico delle specie, razze e varietà utilizzate in agricoltura e zootecnia, di cui risultano singolarmente ricche le regioni mediterranee e il sud d Italia. Nelle sue diverse componenti la biodiversità, fornisce comunque un flusso di beni e di servizi molto articolato. Per quanto riguarda la dimensione ecologica, in generale, la conservazione della diversità delle risorse biologiche della biosfera risponde ai principi della sostenibilità ambientale dello sviluppo. Infatti, le risorse genetiche, considerati tutti i livelli e le relative funzioni cui presiedono, sono centrali per la continuazione dei cicli vitali del pianeta e per la sostenibilità dello sviluppo dell uomo. Il livello di diversità biologica, inteso sia come numero sia come varietà delle popolazioni di piante ed animali, è peraltro anche il parametro che più di ogni altro influenza la produttività netta di un ecosistema. Questo per le relazioni inter e intraspecifiche che si stabiliscono, soprattutto in termini di interdipendenza tra le sue componenti. Al livello di diversità genetica è legata anche un altra, fondamentale, proprietà degli ecosistemi, ossia la resilienza, termine con il quale si indica la capacità di un sistema di superare un evento negativo (shock o stress) recuperando le con- 2) Per un approfondimento si veda D. Marino 1998 e D. Marino - G. Cannata ) Queste si possono identificare con le aree protette (parchi, riserve naturali, zone umide). 11

13 parte I Biodiversità e sviluppo rurale dizioni di stabilità iniziale. In altri termini la diversità biologica influenza positivamente la resilienza degli ecosistemi e quindi la capacità di carico dell ambiente riguardo ai fattori di disturbo. Inoltre la conservazione di popolazioni, ad esempio, di piante nei loro habitat naturali o negli agroecosistemi consente di mantenere il processo di evoluzione garantendo un continuo adattamento delle specie, delle popolazioni e degli ecosistemi alle mutate condizioni ambientali. La conservazione della biodiversità assicura, quindi, un alto grado di resilienza a fronte delle incertezze ambientali, tra le quali primaria importanza va data ai cambiamenti ecologici. Oltre a ciò la diminuzione della variabilità genetica riduce la possibilità di innovare le tecniche produttive per un agricoltura sostenibile di fronte al più che probabile incremento della domanda di generi alimentari nei prossimi decenni ed ai cambiamenti di tipo ecologico. A molte di queste funzioni ecologiche corrispondono benefici di ordine economico. La dimensione economica della biodiversità è, infatti, direttamente connessa ai benefici derivanti dal valore d uso e non uso del capitale naturale.tali valori, secondo una tassonomia oramai consolidata presso gli economisti che si occupano d ambiente (Turner e altri, 1994), sono compresi nel cosiddetto Valore Economico Totale (VET) e possono suddividersi in valori d uso, o valori reali, e valori non di uso. I primi a loro volta si distinguono in valori d uso diretti, che di solito implicano il consumo di risorse 4 e valori d uso indiretti, in cui non vi è consumo delle risorse 5. Nella dimensione economica della biodiversità vanno considerati anche i benefici derivanti dai cosiddetti valori d opzione e di quasi opzione. Questi si riferiscono alla possibilità di un utilizzazione futura (opzione) delle risorse ambientali, resa possibile da una attuale preferenza verso la conservazione. In particolare si parla di quasi opzione quando non vi è certezza sulle effettive possibilità di utilizzo, e quindi di trasformazione in valori d uso reale, delle risorse, ma tale opzione è legata ad un mutamento del quadro delle conoscenze 6. Solitamente a completare il VET della biodiversità vengono inclusi i valori di non uso.tuttavia, passando dai valori d uso reali e diretti, attraverso quelli indiretti e d opzione, verso il valore di eredità e di esistenza decresce la tangibilità dei benefici e aumentano le difficoltà di stimare sotto il profilo quantitativo tali componenti. Queste esprimono, infatti, un sistema di preferenze che può entrare a fare parte del benessere degli individui, indipendentemente dal flusso di benefici strumentali che gli stessi 4) Ad esempio in un ecosistema forestale:legname, prodotti del sottobosco, essenze officinali e spontanee, ecc. 5) Proseguendo nell esempio il valore paesaggistico, turistico e in generale ricreativo. 6) È intuitivo che tale valore sia particolarmente importante per le risorse genetiche, visto che con lo sviluppo delle biotecnologie il processo di attualizzazione del valore potenziale di tali risorse può essere molto rapido. 12

14 Biodiversità e sviluppo rurale parte I ne traggono.tali valori esprimono un atteggiamento meno utilitarista e antropocentrico riferendosi, in misura non indifferente, a un sistema etico, che assegna importanza al fatto di lasciare alle generazioni future la possibilità di disporre delle risorse (valore di eredità) o assegna alle specie e alla loro organizzazione biologica un valore intrinseco, indipendentemente dall uso umano (valore di esistenza). In definitiva, pur rientrando nel VET, perché concorrono a definire la funzione di benessere di un individuo o di una società, alcuni valori attengono anche, e forse più correttamente, un profilo etico-politico; in questo senso la biodiversità è strettamente correlata a uno dei principi cardine del concetto di sostenibilità, ossia l equità intergenerazionale; lasciare alle generazioni future un capitale naturale, non inferiore a quello attuale è, infatti, una delle opzioni di fondo della sostenibilità nella sua versione forte 7. In poco più di quarant anni la campagna si è anche verbalmente smarrita, scomparsi gli uomini che frequentavano boschi e campi, conoscevano alberi erbe fiori e animali. Con la fine della civiltà contadina e delle comunità rurali si sono estinte le parole popolari della flora e della fauna. La parola generica - fiore o albero o pianta o erba - ha sostituito centinaia di denominazioni cinquant anni fa ancora ben vive sulla bocca dei nostri nonni contadini che sapevano i nomi di erbe fiori e piante, i nomi degli uccelli e di tutti gli animali e gli insetti, di tutte le cose viventi che avessero a che fare con l ambito dei loro interessi pratici e del loro mondo concreto... L agonia e la morte delle cose cammina di pari passo con l oblio del nome che le designa (G.L. Beccaria, I nomi del mondo, 1995). Esiste un ulteriore livello di espressione della biodiversità, particolarmente importante nelle aree rurali, ossia la relazione tra diversità biologica e diversità culturale. La cultura materiale dell uomo è, infatti, molto diversificata in relazione agli usi ed alle funzioni delle risorse naturali. Ci si riferisce ai valori etici, sociali, religiosi, simbolici che le risorse naturali assumono per le diverse culture materiali del pianeta, concorrendo peraltro alla loro definizione. La relazione è comunque biunivoca: da un lato l uomo definisce il proprio universo di riferimento, anche, sulla base delle risorse disponibili, dall altro modifica le stesse risorse attraverso l uso e la conseguente selezione. Il processo accentua la diversità sia a livello biologico (ad esempio diversificando il patrimonio varietale delle piante coltivate), ma anche rispetto ai valori che assumono tali risorse nella società. 7) La distinzione tra sostenibilità debole e forte si basa sulla sostituibilità tra capitale umano e capitale naturale. Ambedue le versioni si basano sul principio del capitale costante, ma, a differenza della prima, la sostenibilità forte non ammette che la diminuzione del capitale naturale possa essere bilanciata da un aumento di quello umano. 13

15 parte I Biodiversità e sviluppo rurale Il territorio è un opera d arte: forse la più alta, la più corale che l umanità abbia espresso.a differenza delle molte opere artistiche (in pittura, in scultura, in architettura) o tecniche che sono prodotte dall uomo plasmando materia inanimata, il territorio è prodotto attraverso un dialogo, una relazione fra entità viventi, l uomo stesso e la natura, nel tempo lungo della storia. È un opera corale, coevolutiva, che cresce nel tempo Il territorio nasce dalla fecondazione della natura da parte della cultura. L essere vivente che nasce da questa fecondazione ha carattere, personalità, identità, percepibili nei segni del paesaggio (Alberto Magnaghi, Il progetto locale, 2000). In definitiva i danni legati alla perdita delle risorse genetiche sono tanto ambientali, quanto economici, quanto, ancora, culturali. La scomparsa di informazioni utili (i geni) porta ad un restringimento delle possibilità di adattamento delle colture all ambiente. In qualche modo s interrompe il processo di coevoluzione che, anche se mediante tecniche più sofisticate, ancora oggi corrisponde al modello della nascita dell agricoltura e dell adattamento uomo-piante. Inoltre con la scomparsa di una specie o di una varietà si disperde anche la conoscenza degli usi, l accumulazione di competenze che è anch essa un risultato del processo coevolutivo. Infine interrompendo tale processo dinamico in cui muta il patrimonio genetico, ma anche le capacità umane di utilizzarlo, si perde il valore di opzione legato a queste risorse e quindi una parte del patrimonio disponibile per il futuro per la ricerca biologica, farmaceutica, medica (Myers, 1992). La complessità dei valori della biodiversità si può rappresentare tramite il diagramma della Figura 1, che descrive quello che è stato definito come il Valore Complesso della Biodiversità (VCB) (Cannata, Marino, 2000). Tale definizione vuole rimarcare che, contrariamente ad atteggiamenti deterministici che propongono di definire, in modo separato, le singole componenti del valore delle risorse naturali, il VCB, in un ottica olistica, è superiore alla somma delle sue parti. È evidente che il Valore Complesso della Biodiversità attiene aspetti tra loro correlati e che possono assumere valenze differenti. Così, ad esempio, i valori ecologici possono considerarsi anche economici nella misura in cui forniscono il supporto per la vita e, tramite i cicli biologici, rendono possibili i cicli di produzione e consumo.allo stesso modo i valori etici e culturali, entrando a far parte della funzione di benessere individuale e collettiva, possono essere espressi in termini economici attraverso la valutazione delle preferenze individuali. Tanto più manifeste saranno tali preferenze, tanto maggiore sarà la cosiddetta disponibilità a pagare (DAP), tanto più sarà il grado di tangibilità della risorsa. È chiaro come le singole componenti del VCB possano variare nel tempo e nello spazio. Una stessa risorsa assume un ruolo ed un valore differente sotto ogni profilo - 14

16 Biodiversità e sviluppo rurale parte I Figura 1 - Il Valore Totale della Biodiversità e le sue componenti BIODIVERSITÀ Dimensione ecologica Dimensione economica Dimensione etica e culturale Ruolo e funzionamento degli ecosistemi; Produttività netta; Resistenza, capacità di carico; Valori d uso diretti (consumo) indiretti (non di consumo) Valore di eredità di opzione; di quasi opzione Valore di esistenza Patrimonio culturale dell umanità Benefici dello sviluppo Benefici della conservazione VALORE TOTALE DELLA BIODIVERSITÀ ambientale, economico, sociale - in relazione alla sua scarsità/abbondanza, alla sua qualità, al suo contributo alla qualità della vita delle popolazioni interessate, ai benefici economici connessi, al suo ruolo culturale, al valore etico che gli attribuisce la società. Tutti parametri che variano appunto nel tempo e nello spazio in funzione dell organizzazione sociale. Un passaggio chiave diviene, quindi, la comprensione dei meccanismi naturali, sociali, economici ed istituzionali attraverso cui la società locale percepisce la biodiversità quale risorsa per uno sviluppo sostenibile. 1.2 La biodiversità come risorsa per lo sviluppo dei sistemi rurali Sinora sono stati analizzati i diversi valori - ecologici, economici e sociali, etici - della biodiversità e quali possano essere i benefici derivanti dalla conservazione e dall utilizzo delle diverse risorse racchiuse in tale concetto. In questo paragrafo del Quaderno cercheremo di capire come tali benefici possano essere funzionali allo sviluppo rurale. Innanzi tutto è necessario prendere le mosse da una definizione di Sviluppo Rurale; quella che viene proposta racchiude in sé le diverse dimensioni - economiche, sociali ed ambientali - dello sviluppo; secondo Robertson (1993) infatti, lo sviluppo rurale è: - un processo di cambiamento conservativo che mira a migliorare la qualità della vita della comunità rurale mediante azioni sostenibili, endogene e locali 15

17 parte I Biodiversità e sviluppo rurale di rianimazione, riproduzione, integrazione e crescita dell economia integrata del mondo rurale... in una logica di attivazione e autosviluppo. In definitiva l autore sembra suggerire che lo sviluppo sarà tanto più forte quanto più inciderà sull autonomia e sull attivazione dell economia e della società a livello locale. È chiaro che in questo contesto le comunità rurali porranno l accento anche sugli aspetti ambientali e cercheranno di impiegare le proprie risorse in processi sostenibili. Il quesito posto in apertura di questa sezione del Quaderno allora può essere riformulato e diviene: qual è il contributo che i valori della biodiversità, e i benefici ad essi connessi, possono portare ad uno sviluppo sostenibile nelle aree rurali? Il punto di partenza per rispondere a questo quesito diviene allora il ruolo che la biodiversità, nelle sue diverse componenti, riveste nei sistemi rurali. Anche se nelle aree e nell economia rurale la componente meramente agricola va perdendo, in particolare nei paesi e nelle regioni più sviluppate, è indubbio che vi sia una relazione molto stretta tra sviluppo rurale e sviluppo dell agricoltura.tale relazione va posta in un più ampio quadro del rapporto tra sistema ambientale e sistema sociale, in cui si possono individuare: l ambiente (scenari ecologici, disponibilità di risorse naturali); la popolazione (sviluppo demografico); la tecnologia; l organizzazione sociale. Tutti questi elementi sono legati tra loro in un sistema che è definito dalla struttura delle relazioni interne tra i suoi elementi (Figura 2). Figura 2 - Componenti di un sistema rurale Tecnologie disponibili Risorse naturali Agricoltura Sviluppo demografico Scenari ecologici 16

18 Biodiversità e sviluppo rurale parte I Si può dunque affermare che le aree rurali ed agricole siano dei sistemi, perché: hanno una struttura complessa e sistemica, data da alcune componenti (risorse) e dalle relazioni (scambi di materia, energia, informazioni) che si instaurano tra loro; mostrano un organizzazione interna (autorganizzazione), che varia in funzione del loro grado di sviluppo; hanno un proprio comportamento (conservazione, riproduzione, autoregolazione, ciclo di vita), e, secondo la teoria dei sistemi, tendono all equilibrio ed alla riproduzione del sistema stesso, in risposta a cambiamenti (di natura climatica, demografica o tecnologica), sono sistemi aperti (relazioni esterne, presenza di istituzioni, tra cui il mercato). In altre parole, la grande diversificazione dei sistemi agricoli e rurali è interpretabile come una strategia di risposta a modificazioni (biologiche, economiche, culturali) indotte rispetto ad un equilibrio preesistente. Considerando che organizzazione sociale e tecnologia si possono racchiudere nel concetto di cultura, si può affermare che questa sia lo strumento del generale processo di adattamento degli esseri umani al loro ambiente. Se l agricoltura può essere letta come un processo di coevoluzione tra l uomo e le piante domesticate, una relazione simbiotica che ne aumenti le capacità adattive alterandone alcune caratteristiche originarie (Giusti, F., 1996), la biodiversità agroalimentare può essere interpretata quale il risultato (o se si preferisce un indicatore) del processo coevolutivo tra uomo e ambiente nelle aree rurali: le relazioni tra diversità ambientale e culturale producono una grande diversità di Prodotti Locali, che sono quindi definibili come quelli connessi - in senso ambientale, socioeconomico, storico - a un territorio specifico e sono contraddistinti da tre fattori: Ambiente; Materie prime; Cultura materiale. I primi due sono quelli che connotano la vocazionalità di un territorio a produrre un prodotto locale e specifico, i secondi due esprimono invece la tradizionalità del processo produttivo. La combinazione dei tre fattori determina che i prodotti locali siano risorse - endogene e specifiche - del territorio stesso.tali risorse possono essere potenziali (vocazionalità) o reali (tradizionalità). Ma l esistenza di risorse potenziali o reali può bastare affinché esse stesse siano funzionali ad un processo di sviluppo? In genere c è bisogno di un altro passaggio chiave. Infatti, in modo generico, le risorse si possono definire come un insieme di elementi (naturali o antropici, materiali o immateriali) che costituiscono un patrimonio e connotano in maniera specifica un territorio (esprimono l identità territoriale). Il concetto di risorsa è un concetto relativo: può avere valore in se, o come parte di un sistema, in funzione della capacità del sistema di utilizzarla (ritenerla utile per i propri obiettivi di sviluppo). In questo senso 17

19 parte I Biodiversità e sviluppo rurale le risorse variano nel tempo e nello spazio, dipendendo dai modelli sociali e culturali dello sviluppo, dalla capacità tecnologica di utilizzarle. Allora la biodiversità agroalimentare diviene una risorsa endogena se inserita in un sistema (agricolo e rurale) specifico, in un contesto culturale a sua volta particolare in grado di riconoscerla in quanto tale e di utilizzarla. Ripercorrendo quanto detto avremo: l ambiente seleziona e offre risorse (genetiche); l uomo le utilizza, le modifica, le seleziona; la relazione tra risorse e uso da parte dell uomo codifica la cultura materiale; il processo è coevolutivo (dinamico); il processo crea valori: materiali e di scambio (soddisfacimento di bisogni, mercantili e di scambio), culturali (simbolico-religiosi, linguistici, della conoscenza, dell informazione), sociali (organizzazione e coesione sociale, tecnologia); ecologici. In definitiva riconoscere, conservare, utilizzare, le proprie risorse in termini di biodiversità è funzionale al processo di sviluppo delle società locali in quanto i valori che si creano, sono, oltre che economici, ambientali, sociali, culturali.tali valori divengono a loro volta risorse, patrimonio dell identità locale, elementi intorno cui costruire le componenti non meramente reddituali dello sviluppo. Il riconoscimento della biodiversità come risorsa contribuisce a ridefinire l azione della società locale nel suo produrre e strutturare il territorio, richiedendo anche agli operatori locali una maggiore attenzione verso forme di gestione sostenibili e di costruzione di buone relazioni con l ambiente (e di conseguenza di buoni equilibri ecosistemici). In questa prospettiva, lo sviluppo sostenibile di un area viene identificato non solo in una ottica eco-compatibile - che può essere identificata con i limiti ammissibili di consumo delle risorse e di sfruttamento di un territorio e con il sostegno ad azioni di superamento del degrado ambientale - ma in relazione anche agli effetti sulla qualità della vita, del paesaggio, dei processi di autodeterminazione delle comunità locali. 1.3 I prodotti della biodiversità Nelle aree rurali le risorse genetiche, sotto il profilo economico, rappresentano una delle risorse più importanti perché possono fornire benefici economici a molteplici livelli: dal singolo gene all ecosistema naturale e protetto; si possono individuare cinque tipologie principali (Marino, Salvioni, 1996) che, concorrono a determina- 18

20 Biodiversità e sviluppo rurale parte I re il ruolo che le risorse fitogeniche possono svolgere quale fattore di sviluppo a livello locale: beni e servizi reali forniti dagli ecosistemi naturali (parchi); beni e servizi reali forniti dagli ecosistemi forestali; beni e servizi reali degli agroecosistemi estensivi, o condotti con tecniche a basso impatto ambientale, delle aree rurali; il valore d opzione delle RGV delle aree naturali e degli ecosistemi forestali; il valore d opzione delle RGV agricole presenti nelle aree rurali. Tenendo in considerazione come nelle aree rurali il territorio sia diversificato in componenti naturali, agricole, antropiche, i valori d uso, i prodotti ed i servizi ottenibili possono essere schematizzati come nella tabella 1. Tabella 1 - Prodotti e servizi della biodiversità nelle aree rurali Produzione di alimenti Servizi Risorse Usi ricreativi e altre materie prime ambientali genetiche e culturali Ecosistemi naturali * *** ** ** Ecosistemi forestali ** ** ** ** Agroecosistemi *** * *** * * interazione debole; ** interazione media; *** interazione forte. Fonte: Marino, Allo stesso modo se ci rifacciamo al concetto di Valore Economico Totale, in precedenza esposto possiamo osservare come un ecosistema complesso, come ad esempio le aree umide, possa fornire un flusso di beni e di servizi del quale beneficia l intero territorio e le sue comunità. Possono essere beni materiali o servizi in grado di produrre reddito in modo diretto, o si può trattare di beni pubblici ed esternalità che comunque influiscono sullo sviluppo attraverso il loro apporto ala qualità della vita. È importante sottolineare che diversi di questi benefici, pur essendo dovuti all azione conservativa delle comunità locali, sono goduti da fasce di popolazione molto più ampie, giustificando così l intervento pubblico nel trasferire risorse finanziarie agli attori locali (tabella 2). Essendo il concetto di biodiversità così ampio sono molti anche i settori privati dell economia che sono potenzialmente e di fatto interessati nello sviluppo di attività basate sulla risorsa biodiversità. L IUCN (1997) ha dedicato una piccola guida al rapporto tra Business e Biodiversity, anche nel tentativo di far comprendere come l impatto della Convenzione sulla biodiversità 8 possa essere positivo, a patto che l uso della biodiversità sia sostenibile. 8) Per l analisi di questa si rimanda ai capitoli successivi. 19

David Bianco - Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale

David Bianco - Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell Abbadessa Parchi e Riserve dell Emilia Romagna David Bianco - Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale Che cosa fa un Parco naturale?

Dettagli

LEGGE REGIONALE 11 dicembre 2013, n. 39

LEGGE REGIONALE 11 dicembre 2013, n. 39 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 166 del 17-12-2013 41605 LEGGE REGIONALE 11 dicembre 2013, n. 39 Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, forestale e zootecnico. IL

Dettagli

Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi. Tra

Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi. Tra Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi Tra Il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con sede in Via Cristoforo Colombo, 44, 00187

Dettagli

Piani di Gestione dei Siti Natura 2000

Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 Piani di Gestione Individuazione delle misure di conservazione per i siti protetti della Rete Natura 2000 Indicazioni sulla gestione degli habitat e delle specie

Dettagli

ISTRUZIONE TECNICA SETTORE TECNOLOGICO. Indirizzo Agraria, Agroalimentare, Agroindustria

ISTRUZIONE TECNICA SETTORE TECNOLOGICO. Indirizzo Agraria, Agroalimentare, Agroindustria ISTRUZIONE TECNICA SETTORE TECNOLOGICO Indirizzo Agraria, Agroalimentare, Agroindustria L indirizzo è finalizzato all acquisizione, per il settore agrario integrato, di un complesso di competenze relative

Dettagli

La gestione Rete Natura 2000. in Liguria. Paola Carnevale Regione Liguria - Settore Progetti e programmi per la tutela e la valorizzazione ambientale

La gestione Rete Natura 2000. in Liguria. Paola Carnevale Regione Liguria - Settore Progetti e programmi per la tutela e la valorizzazione ambientale La gestione Rete Natura 2000 in Liguria Paola Carnevale Regione Liguria - Settore Progetti e programmi per la tutela e la valorizzazione ambientale La Rete Natura 2000 in Liguria 1 r. b. alpina (14 siti

Dettagli

WORKSHOP CLASSIFICARE PER INNOVARE LA GESTIONE DELLE AREE PROTETTE Un contributo italiano al processo di classificazione NOTE INTRODUTTIVE

WORKSHOP CLASSIFICARE PER INNOVARE LA GESTIONE DELLE AREE PROTETTE Un contributo italiano al processo di classificazione NOTE INTRODUTTIVE WORKSHOP CLASSIFICARE PER INNOARE LA GESTIONE DELLE AREE PROTETTE Un contributo italiano al processo di classificazione NOTE INTRODUTTIE Le presenti note intendono richiamare il quadro problematico di

Dettagli

Il carattere multifunzionale dell agricoltura: approcci teorici e ruolo delle family farms. Leonardo Casini

Il carattere multifunzionale dell agricoltura: approcci teorici e ruolo delle family farms. Leonardo Casini Il carattere multifunzionale dell agricoltura: approcci teorici e ruolo delle family farms Leonardo Casini Questo è probabilmente l ettaro di terra più costoso del mondo: Burgundy, Vigneto Romanée Conti:

Dettagli

L INEA e RURALAND. una finestra sul mondo rurale

L INEA e RURALAND. una finestra sul mondo rurale L INEA e RURALAND una finestra sul mondo rurale RURALAND costituisce una esempio di comunicazione ed educazione istituzionale che sviluppa i temi dello sviluppo rurale, lo sviluppo sostenibile della biodiversità

Dettagli

TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ

TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ Dossier n. 68 Ufficio Documentazione e Studi 23 dicembre 2014 TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ AGRARIA E ALIMENTARE PREMESSA La tutela e la salvaguardia delle risorse genetiche per l alimentazione

Dettagli

Capitolo 3 Caratterizzazione delle aree protette

Capitolo 3 Caratterizzazione delle aree protette Piano di gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali Bacino del fiume Lemene Capitolo 3 Bacino del fiume Lemene INDICE 3. CARATTERIZZAZIONE DELLE AREE PROTETTE... 1 3.1. AREE PER L ESTRAZIONE

Dettagli

ADATTAMENTO IN AGRICOLTURA: COME RACCOGLIERE LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SINTESI DELL INTERVENTO

ADATTAMENTO IN AGRICOLTURA: COME RACCOGLIERE LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SINTESI DELL INTERVENTO ADATTAMENTO IN AGRICOLTURA: COME RACCOGLIERE LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici Roma, 12-13 settembre 2007 SINTESI DELL INTERVENTO ADATTAMENTO IN AGRICOLTURA:

Dettagli

La politica di sviluppo rurale e il PSR 2007-2013 della Lombardia

La politica di sviluppo rurale e il PSR 2007-2013 della Lombardia La politica di sviluppo rurale e il PSR 2007-2013 della Lombardia Roberto Pretolani Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano La politica

Dettagli

PER UN AGRICOLTURA IN GRADO DI RICONCILIARE ECONOMIA ED ECOLOGIA

PER UN AGRICOLTURA IN GRADO DI RICONCILIARE ECONOMIA ED ECOLOGIA PER UN AGRICOLTURA IN GRADO DI RICONCILIARE ECONOMIA ED ECOLOGIA Ottobre 2012 Foto archivio CREDIA WWF, Franco Ferroni CAMBIARE LA PAC PER UN AGRICOLTURA IN GRADO DI RICONCILIARE ECONOMIA ED ECOLOGIA Crisi

Dettagli

Genova, Villa Bombrini, 19 marzo 2015 AUTORITA DI GESTIONE DEL PSR

Genova, Villa Bombrini, 19 marzo 2015 AUTORITA DI GESTIONE DEL PSR Genova, Villa Bombrini, 19 marzo 2015 AUTORITA DI GESTIONE DEL PSR Presentazione I finanziamenti per il mondo rurale : brevissima storia di un cambiamento Il PSR 2014/2020: come è nato e a che punto siamo

Dettagli

Il ruolo delle foreste nella Strategia Nazionale per la Biodiversità

Il ruolo delle foreste nella Strategia Nazionale per la Biodiversità Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Le risorse forestali nazionali e i servizi eco-sistemici Il ruolo delle istituzioni ROMA - 6 dicembre 2011 Il ruolo delle foreste nella Strategia

Dettagli

Progetto FA.RE.NA.IT

Progetto FA.RE.NA.IT Progetto FA.RE.NA.IT W kh R i Workshop Regione Molise M li Stato di attuazione delle misure del S di i d ll i d l PSR e prospettive future in Molise p p f Dott. For. Nicola Pavone Dott For Nicola Pavone

Dettagli

MANIFESTO del Terzo Settore per la sostenibilità PREMESSA

MANIFESTO del Terzo Settore per la sostenibilità PREMESSA MANIFESTO del Terzo Settore per la sostenibilità PREMESSA Il Gruppo tematico Politiche ambientali e educazione chiede a tutte le realtà del Terzo Settore di impegnarsi per un futuro sostenibile e propone:

Dettagli

Turismo sostenibile. rielaborazione da fonti ENEA a cura di Ing. Elisa Poggiali Gruppo di Coordinamento Agenda 21 "Terre di Siena"

Turismo sostenibile. rielaborazione da fonti ENEA a cura di Ing. Elisa Poggiali Gruppo di Coordinamento Agenda 21 Terre di Siena Turismo sostenibile rielaborazione da fonti ENEA a cura di Ing. Elisa Poggiali Gruppo di Coordinamento Agenda 21 "Terre di Siena" LE CRITICITA' DI UNO SVILUPPO TURISTICO INSOSTENIBILE Le condizioni di

Dettagli

Il ruolo delle aree protette nel rilancio e nella valorizzazione del territorio appenninico

Il ruolo delle aree protette nel rilancio e nella valorizzazione del territorio appenninico Giornata Mondiale della Terra Il ruolo delle aree protette nel rilancio e nella valorizzazione del territorio appenninico Economie e identità locali, dinamiche demografiche e servizi ecosistemici nelle

Dettagli

Strategia dell UE per la biodiversità fino al 2020

Strategia dell UE per la biodiversità fino al 2020 Dicembre 2011 IT Strategia dell UE per la biodiversità fino al 2020 Biodiversità In Europa quasi un quarto delle specie selvatiche è attualmente minacciato di estinzione. La biodiversità, ossia la straordinaria

Dettagli

Seminari locali destinati agli Enti gestori delle aree SIC/ZPS

Seminari locali destinati agli Enti gestori delle aree SIC/ZPS Buone pratiche di gestione e conservazione degli habitat agricoli Stefania Mandrone ISPRA Settore Gestione Agroecosistemi Seminari locali destinati agli Enti gestori delle aree SIC/ZPS L Aquila 7 Marzo

Dettagli

4.6 La sostenibilità: prendersi cura della vita del pianeta

4.6 La sostenibilità: prendersi cura della vita del pianeta 4.6 La sostenibilità: prendersi cura della vita del pianeta Definendo lo sviluppo come un concetto dinamico, implicante trasformazioni qualitative più che quantitative della società, allora lo studio del

Dettagli

Progetto Api per la Biodiversità Bees for Biodiversity

Progetto Api per la Biodiversità Bees for Biodiversity Progetto Api per la Biodiversità Bees for Biodiversity Premessa L ape mellifera (Apis mellifera) è un insetto autoctono, suddiviso originariamente in numerose sottospecie, in Africa, gran parte dell Europa

Dettagli

La Rete Natura 2000 in Sicilia: tra tutela e sviluppo PALERMO, 28 NOVEMBRE 2007

La Rete Natura 2000 in Sicilia: tra tutela e sviluppo PALERMO, 28 NOVEMBRE 2007 La Rete Natura 2000 in Sicilia: tra tutela e sviluppo PALERMO, 28 NOVEMBRE 2007 I Siti Natura 2000: esperienze a confronto Dott. Giorgio Occhipinti Task Force Rete Ecologica Regione Siciliana Il Piano

Dettagli

DIPARTIMENTO DI SCIENZE INTEGRATE PIANO DI STUDI DI GEOGRAFIA BIENNIO

DIPARTIMENTO DI SCIENZE INTEGRATE PIANO DI STUDI DI GEOGRAFIA BIENNIO ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE STATALE ABBA - BALLINI Via Tirandi n. 3-25128 BRESCIA tel. 030/307332-393363 - fax 030/303379 www.abba-ballini.it email: info@abba-ballini.it DIPARTIMENTO DI SCIENZE INTEGRATE

Dettagli

La Politica Agricola Comune, i Programmi di Sviluppo Rurale e la Rete Natura 2000 Stato attuale e quadro post 2013

La Politica Agricola Comune, i Programmi di Sviluppo Rurale e la Rete Natura 2000 Stato attuale e quadro post 2013 La Politica Agricola Comune, i Programmi di Sviluppo Rurale e la Rete Natura 2000 Stato attuale e quadro post 2013 Luigi Servadei Ministero Luogo e delle datapolitiche Agricole, D.G. Sviluppo Rurale Rete

Dettagli

Gestione forestale e mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente nei siti Natura 2000

Gestione forestale e mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente nei siti Natura 2000 Accademia Italiana di Scienze Forestali - Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Valutazione ambientale dei progetti di interventi selvicolturali e dei piani di gestione forestale AMATRICE -

Dettagli

UN FUTURO DA COLTIVARE PER LE AREE METROPOLITANE

UN FUTURO DA COLTIVARE PER LE AREE METROPOLITANE ROMA UN FUTURO DA COLTIVARE PER LE AREE METROPOLITANE Relatore: Claudio Destro - Presidente Confagricoltura di Roma I nuovi orizzonti dell agricoltura multifunzionale di Roma Milano, 6 settembre 2015 Evoluzioni

Dettagli

Capitolo POLITICA DI SVILUPPO RURALE

Capitolo POLITICA DI SVILUPPO RURALE Capitolo POLITICA DI SVILUPPO RURALE 4.1 Dallo sviluppo agricolo allo sviluppo rurale Le zone rurali (che costituiscono circa l 80% del territorio comunitario) sono generalmente caratterizzate da una prevalenza

Dettagli

Proposta di legge regionale:

Proposta di legge regionale: Proposta di legge regionale: Norme in materia di tutela della biodiversità e dei prodotti agroalimentari di qualità e tradizionali del territorio regionale dall emissione deliberata in ambiente di organismi

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE AGRICOLTURA BIOLOGICA: CERTIFICAZIONE DI QUALITA DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI ENTE DI FORMAZIONE: CO.S.P.A. Cooperativa Servizi Professionali Agroalimentari F.I.P.A. Federazione

Dettagli

Gestione delle avversità in agricoltura biologica

Gestione delle avversità in agricoltura biologica Gestione delle avversità in agricoltura biologica Anna La Torre Consiglio per la ricerca in agricoltura e l analisi dell economia agraria Centro di ricerca per la patologia vegetale «Noi ereditiamo la

Dettagli

DA LUOGHI A DESTINAZIONI TURISTICHE

DA LUOGHI A DESTINAZIONI TURISTICHE DA LUOGHI A DESTINAZIONI TURISTICHE 1 marzo 2008 IL CONTESTO STORICO Negli ultimi 20 anni l industria turistica ha aumentato la sua complessità. Dagli anni 90 fenomeni innovativi hanno modificato la natura

Dettagli

Portale Regionale del Prodotto Tipico e Biologico

Portale Regionale del Prodotto Tipico e Biologico Portale Regionale del Prodotto Tipico e Biologico Legge Regione Umbria n. 21 del 20/08/2001 Disposizioni in materia di coltivazione, allevamento, sperimentazione, commercializzazione e consumo di organismi

Dettagli

Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario e forestale

Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario e forestale LEGGE REGIONALE 22/04/2002, N. 11 Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario e forestale Art. 1 (Finalita ) 1. La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia favorisce e promuove, nell ambito

Dettagli

AREA AMBIENTE E TERRITORIO DELL AGRICOLTURA ITALIANA A NEI PSR: STATO DELL ARTE E. Intervento di Annalisa Saccardo Cagliari 3 luglio 2009

AREA AMBIENTE E TERRITORIO DELL AGRICOLTURA ITALIANA A NEI PSR: STATO DELL ARTE E. Intervento di Annalisa Saccardo Cagliari 3 luglio 2009 AREA AMBIENTE E TERRITORIO LO SVILUPPO DELL AGRICOLTURA ITALIANA A BASSO IMPATTO AMBIENTALE NEI PSR: STATO DELL ARTE E PROSPETTIVE Intervento di Annalisa Saccardo Cagliari 3 luglio 2009 LA NUOVA PROGRAMMAZIONE

Dettagli

La prima certificazione per la tutela della biodiversità in agricoltura. www.biodiversityfriend.org

La prima certificazione per la tutela della biodiversità in agricoltura. www.biodiversityfriend.org La prima certificazione per la tutela della biodiversità in agricoltura www.biodiversityfriend.org Nel corso del 2010, dichiarato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale della Biodiversità, WBA onlus

Dettagli

Alimentazione e stili di vita. L azione educativa della Scuola

Alimentazione e stili di vita. L azione educativa della Scuola Alimentazione e stili di vita. L azione educativa della Scuola Prof. Alessandro Vienna Roma, 20.02.13 La Scuola come volàno per l Educazione alla Salute e al Benessere La scorretta alimentazione è stata

Dettagli

SINTESI DEI RISULTATI ED INDICAZIONI PER LE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE DELLE COLTURE ENERGETICHE POLIENNALI

SINTESI DEI RISULTATI ED INDICAZIONI PER LE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE DELLE COLTURE ENERGETICHE POLIENNALI SINTESI DEI RISULTATI ED INDICAZIONI PER LE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE DELLE COLTURE ENERGETICHE POLIENNALI 8. SINTESI DEI RISULTATI ED INDICAZIONI PER LE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA DIFFUSIONE

Dettagli

LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (V.I.A.) Ing. Serena Conserva Roma, marzo 2008

LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (V.I.A.) Ing. Serena Conserva Roma, marzo 2008 LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (V.I.A.) Ing. Serena Conserva Roma, marzo 2008 Definizione La Valutazione di Impatto Ambientale rappresenta una procedura tecnico-amministrativa volta alla formulazione

Dettagli

Le misure dello sviluppo rurale a favore della biodiversità

Le misure dello sviluppo rurale a favore della biodiversità ECORICE e le prospettive future Le misure dello sviluppo rurale a favore della biodiversità Mario Perosino Regione Piemonte Direzione Agricoltura mario.perosino@regione.piemonte.it ECORICE e le prospettive

Dettagli

Il progetto LIFE+ MGN: dal Modello alla Governance

Il progetto LIFE+ MGN: dal Modello alla Governance CONVEGNO INTERNAZIONALE DARE VALORE ALLA NATURA I Servizi ecosistemici per nutrire il pianeta venerdì 12 giugno 2015 EXPO 2015 - MILANO Il progetto LIFE+ MGN: dal Modello alla Governance Prof. GIUSEPPE

Dettagli

PSR 2014-2020: le prospettive provinciali

PSR 2014-2020: le prospettive provinciali PSR 2014-2020: le prospettive provinciali Incontro con il partenariato PSR: fra competitività e diversificazione Stella Caden Servizio Agricoltura - PAT Trento, 6 marzo 2014 Fasi principali della Programmazione

Dettagli

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio Allegato A) Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio A.1 Settore economico A.2 Settore tecnologico Il presente allegato è stato redatto con riferimento alle

Dettagli

D I C H I A R A Z I O N E D INTENTI

D I C H I A R A Z I O N E D INTENTI D I C H I A R A Z I O N E D INTENTI E PROGRAMMA DI AZIONE P E R L A R E A L I Z Z A Z I O N E D I A T T I V I T À F I N A L I Z Z A T E A L L A C O N S E R V A Z I O N E D I O R S O L U P O L I N C E (Ursus

Dettagli

La proposta legislativa COM (2014) 180 Riforma del Reg.UE 834/2007

La proposta legislativa COM (2014) 180 Riforma del Reg.UE 834/2007 La proposta legislativa COM (2014) 180 Riforma del Reg.UE 834/2007 Anabio e la Cia ritengono fondamentale approvare al più presto la Proposta di regolamento per la produzione e l etichettatura dei prodotti

Dettagli

progetto impresa ISTRUZIONI PER LA REDAZIONE

progetto impresa ISTRUZIONI PER LA REDAZIONE progetto impresa ISTRUZIONI PER LA REDAZIONE 02 EDIZIONE 2008/2009 Per presentare il vostro progetto d impresa cooperativa dovete compilare una scheda di partecipazione. 6 Si tratta di una griglia standard,

Dettagli

VADEMECUM CONSUMO SOSTENIBILE

VADEMECUM CONSUMO SOSTENIBILE VADEMECUM CONSUMO SOSTENIBILE INDICE PREMESSA I PRODOTTI ALIMENTARI PRODOTTI BIOLOGICI PRODOTTI LOCALI BENI DI CONSUMO 2 PREMESSA Ogni giorno, tutti noi consumiamo una quantità di prodotti per soddisfare

Dettagli

Programma degli interventi

Programma degli interventi Allegato 1 alla Delib.G.R. n. 46/8 del 22.9.2015 Programmazione Unitaria 2014-2020. Strategia "Creare opportunità di lavoro favorendo la competitività delle imprese". Programma di intervento 3: Competitività

Dettagli

Europa, sostegno ed. ecomusei. Interessa? Partecipazione e reti. Con chi? In che ambiti? Con chi? Punti critici

Europa, sostegno ed. ecomusei. Interessa? Partecipazione e reti. Con chi? In che ambiti? Con chi? Punti critici Europa, sostegno ed Partecipazione e reti ecomusei Interessa? Cagliero, Maggi, Retilunghe. Gli ecomusei e l integrazione europea In che ambiti? Con chi? Cagliero, Maggi, Retilunghe. Gli ecomusei e l integrazione

Dettagli

Struttura, obiettivi e strategia dei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000. Fulvio CERFOLLI, PhD

Struttura, obiettivi e strategia dei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000. Fulvio CERFOLLI, PhD Struttura, obiettivi e strategia dei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 Fulvio CERFOLLI, PhD Che cos e un PIANO DI GESTIONE di un sito Natura 2000? E uno strumento di pianificazione del territorio

Dettagli

5.3.3.1.1 Misura 311 - Diversificazione in attività non agricole. Diversificazione in attività non agricole. Codice di Misura 311

5.3.3.1.1 Misura 311 - Diversificazione in attività non agricole. Diversificazione in attività non agricole. Codice di Misura 311 5.3.3.1.1 Misura 311 - Diversificazione in attività non agricole Misura Diversificazione in attività non agricole Codice di Misura 311 Reg CE 1698/05 art. 52, lettera a) punto i); art. 53 Orientamenti

Dettagli

Formazione Ambientale: le esperienze del progetto LIFE MAESTRALE

Formazione Ambientale: le esperienze del progetto LIFE MAESTRALE XXIII Congresso della S.It.E. Ancona, 16-18 settembre 2013 Formazione Ambientale: le esperienze del progetto LIFE MAESTRALE Fusco S. 1, Iannotta F. 1, Izzi F. 2, Stanisci A. 1 1 Dipartimento di Bioscienze

Dettagli

Strategia territoriale per le aree dell arco alpino

Strategia territoriale per le aree dell arco alpino Strategia territoriale per le aree dell arco alpino Documento di sintesi I cantoni alpini intendono rafforzare l area alpina quale spazio vitale, economico e culturale poliedrico, caratterizzato dalla

Dettagli

LA FATTORIA GLOBALE DEL FUTURO

LA FATTORIA GLOBALE DEL FUTURO LA FATTORIA GLOBALE DEL FUTURO Progetti per modelli di produzione di cibo, identitari, sostenibili e duraturi. La professione dell agronomo per la responsabilità sociale nello sviluppo sostenibile e nel

Dettagli

Aiutare le popolazioni povere delle aree rurali a sconfiggere la povertà. Sintesi operativa Quadro strategico dell IFAD 2011-2015

Aiutare le popolazioni povere delle aree rurali a sconfiggere la povertà. Sintesi operativa Quadro strategico dell IFAD 2011-2015 Aiutare le popolazioni povere delle aree rurali a sconfiggere la povertà Sintesi operativa Quadro strategico dell IFAD 2011-2015 1 Il quarto Quadro strategico del Fondo regioni, di insicurezza alimentare

Dettagli

COMPETENZE SPECIFICHE

COMPETENZE SPECIFICHE COMPETENZE IN SCIENZE DISCIPLINA DI RIFERIMENTO: SCIENZE TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE FISSATI DALLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2012. SCIENZE TRAGUARDI ALLA FINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

Dettagli

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Carlo Zaghi Dirigente Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali

Dettagli

PSR 2014-2020 Guida alla consultazione online del Programma di Sviluppo Rurale della Provincia Autonoma di Trento

PSR 2014-2020 Guida alla consultazione online del Programma di Sviluppo Rurale della Provincia Autonoma di Trento PSR 2014-2020 Guida alla consultazione online del Programma di Sviluppo Rurale della Provincia Autonoma di Trento L agricoltura trentina prende quota! I 5 passi per consultare facilmente online il PSR

Dettagli

La Strategia Nazionale per la Biodiversità: un percorso condiviso e partecipato BOZZA

La Strategia Nazionale per la Biodiversità: un percorso condiviso e partecipato BOZZA La Strategia Nazionale per la Biodiversità: un percorso condiviso e partecipato BOZZA Stesura 8 marzo 2010 Sommario Premessa... 3 Struttura della Strategia... 5 Visione e tematiche cardine... 5 Obiettivi

Dettagli

AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA NICOLA ROMANO

AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA NICOLA ROMANO AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA NICOLA ROMANO quando tradizione, passione e innovazione diventano sapere d impresa 1 L azienda agricola L azienda agricola biologica Nicola Romano si trova nel Parco Nazionale

Dettagli

Andando Verso il Nuovo. Piano di Sviluppo Rurale della Toscana 2014 2020.

Andando Verso il Nuovo. Piano di Sviluppo Rurale della Toscana 2014 2020. Andando Verso il Nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Toscana 2014 2020. Report - Attività Professionale Periodo di Spesa 2007 2013. Fondo F.E.A.S.R. Codice Fiscale e P.IVA 02035130513 - Via C. Concini

Dettagli

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti *

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * PREMESSA La breve riflessione che segue si colloca nell ambito degli attuali orientamenti di riforma, di conseguenza considera suo principale punto

Dettagli

TAVOLO INTERREGIONALE PER LO SVILUPPO TERRITORIALE SOSTENIBILE DELL AREA PADANO-ALPINO-MARITTIMA. Agenda di Bologna

TAVOLO INTERREGIONALE PER LO SVILUPPO TERRITORIALE SOSTENIBILE DELL AREA PADANO-ALPINO-MARITTIMA. Agenda di Bologna TAVOLO INTERREGIONALE PER LO SVILUPPO TERRITORIALE SOSTENIBILE DELL AREA PADANO-ALPINO-MARITTIMA Agenda di Bologna 27 gennaio 2012 1. L area Padano-Alpino-Marittima è caratterizzata da una notevole varietà

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO. relativa ad orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO. relativa ad orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 5.7.2005 COM(2005) 304 definitivo 2005/0129 (CNS) Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale

Dettagli

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti L EUROPA E LE RISORSE AMBIENTALI, ENERGETICHE E ALIMENTARI BOLOGNA, 16 MARZO 2015 LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA Silva Marzetti Scuola di Economia, Management e Statistica Università

Dettagli

1.3 Educazione Ambientale

1.3 Educazione Ambientale 1.3 Educazione Ambientale La definizione di Educazione Ambientale e soprattutto l individuazione delle professionalità ad essa legate sono da anni al centro di molti dibattiti; spesso all interno di dichiarazioni

Dettagli

LINEE PROGRAMMATICHE PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI PIEMONTESI

LINEE PROGRAMMATICHE PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI PIEMONTESI LINEE PROGRAMMATICHE PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI PIEMONTESI Premessa La Regione Piemonte considera la qualità delle produzioni uno degli strumenti fondamentali per favorire il consolidamento

Dettagli

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) FEASR 2014 2020

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) FEASR 2014 2020 PROGRAMMAZIONE 2014 2020 Valutazione Ambientale Strategica Programma Operativo Regionale FESR Programma di Sviluppo Rurale FEASR Forum Pubblico e prima Conferenza di Valutazione Il Programma di Sviluppo

Dettagli

ALCUNE IDEE PER UN PARCO DA VIVERE

ALCUNE IDEE PER UN PARCO DA VIVERE ALCUNE IDEE PER UN PARCO DA VIVERE A 25 anni dall istituzione del Parco e 10 dalla Legge Regionale sulle Aree Protette, Legambiente propone al Parco e agli enti locali alcune di iniziative per rafforzare

Dettagli

Regolamento CE 1257/99 PSR Regione Liguria - Misura 3.3

Regolamento CE 1257/99 PSR Regione Liguria - Misura 3.3 Regolamento CE 1257/99 PSR Regione Liguria - Misura 3.3 Progetto Dimostrativo: La Diversificazione Delle Produzioni Agricole Del Parco Nazionale Delle Cinque Terre Con Il Metodo Dell Agricoltura Biologica:

Dettagli

Osservazioni al Documento Strategico Verso il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020

Osservazioni al Documento Strategico Verso il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 COORDINAMENTO FEDERPARCHI REGIONE EMILIA - ROMAGNA Osservazioni al Documento Strategico Verso il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Abbiamo preso visione del Documento Strategico Verso il Programma

Dettagli

ACCORDO AGROAMBIENTALE D AREA PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA MONTI SIBILLINI / PSR 2007-2013 REGIONE MARCHE

ACCORDO AGROAMBIENTALE D AREA PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA MONTI SIBILLINI / PSR 2007-2013 REGIONE MARCHE PARCO NAZIONALE COMUNITA MONTANA COMUNITA MONTANA COMUNE COMUNE COMUNE COMUNE DEI MONTI SIBILLINI DI CAMERINO DEI MONTI AZZURRI SAN GINESIO CESSAPALOMBO FIASTRA PIEVEBOVIGLIANA ACCORDO AGROAMBIENTALE D

Dettagli

19 Febbraio 2014 Bregnano, centro polifunzionale

19 Febbraio 2014 Bregnano, centro polifunzionale Fase 2 La valle del Lura: co-progettare il paesaggio Elementi emersi dal percorso partecipativo: Presentazione e discussione di indicazioni per la revisione del progetto 19 Febbraio 2014 Bregnano, centro

Dettagli

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Dipartimento Paesaggio, pianificazione territoriale e protezione civile Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Gianpietro Bara Presidente FODAF Lombardia

Dettagli

dello specifico ciclo produttivo ed una maggiore sensibilizzazione sulla rilevanza delle attività agricole nell ecosistema naturale ed ambientale e

dello specifico ciclo produttivo ed una maggiore sensibilizzazione sulla rilevanza delle attività agricole nell ecosistema naturale ed ambientale e Nel periodo 2000-2010 1 in Italia è stata registrata una riduzione dell 8% della Superficie Agricola Totale (che include i terreni produttivi e quelli non produttivi di un azienda agricola), una riduzione

Dettagli

Capitolo 5 MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI DEI SITI PREVISTE DALLE NORMATIVE

Capitolo 5 MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI DEI SITI PREVISTE DALLE NORMATIVE Capitolo 5 MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI DEI SITI PREVISTE DALLE NORMATIVE 5.1 Normativa Nazionale Le Linee Guida per la gestione dei siti della Rete Natura 2000 del D.M. 3 settembre 2002 lasciano ampie

Dettagli

La RSA: introduzione metodologica

La RSA: introduzione metodologica La RSA: introduzione metodologica Cos è la RSA La Relazione sullo Stato dell Ambiente (RSA) è uno strumento di informazione con il quale le Pubbliche Amministrazioni presentano periodicamente ai cittadini

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 10.06.2004 COM(2004)415 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Piano d azione europeo per l agricoltura biologica

Dettagli

GAL Oltrepo Mantovano Piano di Sviluppo Locale (sintesi)

GAL Oltrepo Mantovano Piano di Sviluppo Locale (sintesi) GAL Oltrepo Mantovano Agricoltura e Ambiente Un binomio tra sostenibilità e produttività per migliorare lo sviluppo delle aree rurali dell oltrepòmantovano 1 1. Il Gruppo di Azione Locale (GAL) Oltrepò

Dettagli

Azioni di conservazione. Pagina 1

Azioni di conservazione. Pagina 1 realizzabili (= Prati Pr 1 Tutelare i prati da fieno e gestire i prati con modalità attente alle esigenze di tutela della fauna senza costo; a carico dei privati che accedono ai fondi PSR Pr 2 Controllare

Dettagli

IL PANORAMA NORMATIVO IN AGRICOLTURA BIOLOGICA

IL PANORAMA NORMATIVO IN AGRICOLTURA BIOLOGICA IL PANORAMA NORMATIVO IN AGRICOLTURA BIOLOGICA Con il contributo di: Dipartimento 7 Agricoltura e Risorse Agroalimentari AIAB CALABRIA Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Calabria cofinanziato

Dettagli

realizzazione Interventi su impianti produttivi aziendali Aziende agricole beneficiarie n. Investimenti nelle aziende agricole (piantagioni agricole)

realizzazione Interventi su impianti produttivi aziendali Aziende agricole beneficiarie n. Investimenti nelle aziende agricole (piantagioni agricole) Cod. misura Codice tipologia Misura FEOGA Tipologia di progetto Indicatore di realizzazione a a01 Interventi su impianti produttivi aziendali Investimenti nelle aziende agricole (piantagioni agricole)

Dettagli

Intervento alla Tavola Rotonda «Quali strumenti per una governanceefficace delle relazioni tra sistema agro-forestale e territorio?

Intervento alla Tavola Rotonda «Quali strumenti per una governanceefficace delle relazioni tra sistema agro-forestale e territorio? Convegno CATAP Riflessi della nuova Politica Agricola Comune 2014-2020 sull ambiente e sul paesaggio in Italia. Roma, 19 giugno 2014 Intervento alla Tavola Rotonda «Quali strumenti per una governanceefficace

Dettagli

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 808/2014 DELLA COMMISSIONE

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 808/2014 DELLA COMMISSIONE L 227/18 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 31.7.2014 REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 808/2014 DELLA COMMISSIONE del 17 luglio 2014 recante modalità di applicazione del 1305/2013 del Parlamento europeo

Dettagli

Consorzio di bonifica Brenta: approvato il Bilancio Ambientale

Consorzio di bonifica Brenta: approvato il Bilancio Ambientale Consorzio di bonifica Brenta: approvato il Bilancio Ambientale Per il terzo anno il Consorzio Brenta arriva al prestigioso traguardo dell approvazione del Bilancio Ambientale, introdotto in modo innovativo

Dettagli

Incertezze e rischi dovuti ai mutamenti climatici e prospettive per il settore agricolo in Italia

Incertezze e rischi dovuti ai mutamenti climatici e prospettive per il settore agricolo in Italia Incertezze e rischi dovuti ai mutamenti climatici e prospettive per il settore agricolo in Italia Squilibri degli assetti idrogeologici, criticità nella disponibilità e nella qualità del suolo Criticità

Dettagli

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Dipartimento Paesaggio, pianificazione territoriale e protezione civile Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Gianpietro Bara Presidente FODAF Lombardia

Dettagli

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Premessa La Carta di qualità di cui si parla in questa scheda è stata elaborata da ONG e associazioni di 5 regioni italiane nel corso del

Dettagli

GRUPPO AZIONE LOCALE BASSO TIRRENO COSENTINO Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013 PSR 2007-2013 - ASSE 4 APPROCCIO LEADER

GRUPPO AZIONE LOCALE BASSO TIRRENO COSENTINO Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013 PSR 2007-2013 - ASSE 4 APPROCCIO LEADER GRUPPO AZIONE LOCALE BASSO TIRRENO COSENTINO PSR 2007-2013 - ASSE 4 APPROCCIO LEADER Programma di Sviluppo Locale BASSO TIRRENO COSENTINO SCHEDA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ALLA PRESENTAZIONE DI PROGETTI

Dettagli

PROGETTO CORSO DI FORMAZIONE ZOOTECNIA NEVIO LAVAGNOLI ***

PROGETTO CORSO DI FORMAZIONE ZOOTECNIA NEVIO LAVAGNOLI *** PROGETTO CORSO DI FORMAZIONE ZOOTECNIA NEVIO LAVAGNOLI *** 1. Soggetti Promotori Dipartimento di Scienze Ambientali e Facoltà di Scienze e Tecnologie dell Università di Camerino (UNICAM-DSA e UNICAM-FST)

Dettagli

Strumenti per l attuazione delle Reti Ecologiche nella pianificazione regionale piemontese

Strumenti per l attuazione delle Reti Ecologiche nella pianificazione regionale piemontese Direzione Programmazione Strategica, Politiche Territoriali ed Edilizia Settore Pianificazione territoriale e paesaggistica WORKSHOP Strumenti per la realizzazione delle Reti Ecologiche: dalla pianificazione

Dettagli

Struttura e scelte del nuovo PSR

Struttura e scelte del nuovo PSR Incontro tecnico Sostenibilità ambientale dell'azienda agricola di domani Le misure del nuovo PSR Venerdì 12 settembre 2014 Ore 9,45 Tecnopolo di Reggio Emilia Piazzale Europa, 1 - Reggio Emilia Struttura

Dettagli

Il Piano di Sviluppo Rurale 2014 2020 per il miglioramento dei boschi

Il Piano di Sviluppo Rurale 2014 2020 per il miglioramento dei boschi Franco Licini Direzione opere pubbliche, difesa del suolo, economia montana e foreste Il Piano di Sviluppo Rurale 2014 2020 per il miglioramento dei boschi IL VALORE DEL BOSCO PER IL PAESAGGIO Giovedì

Dettagli

DISTRETTO NEORURALE DELLE TRE ACQUE DI MILANO Agricoltura, ambiente e turismo tra Villoresi, Ticino e Naviglio Pavese

DISTRETTO NEORURALE DELLE TRE ACQUE DI MILANO Agricoltura, ambiente e turismo tra Villoresi, Ticino e Naviglio Pavese DISTRETTO NEORURALE DELLE TRE ACQUE DI MILANO Agricoltura, ambiente e turismo tra Villoresi, Ticino e Naviglio Pavese Manifesto per l adesione delle aziende Il Distretto Neorurale delle tre acque di Milano

Dettagli

Ambienti rurali costieri

Ambienti rurali costieri Lo Specchio rurale A cura di Sandro Gentilini Paesaggio rurale Appunti didattici (Coltivi ai margini della laguna di Grado in località Belvedere) Introduzione Aspetti ecologici Aspetti paesaggistici Aspetti

Dettagli

La Direttiva Quadro sulle Acque e la Nuova Cultura dell Acqua

La Direttiva Quadro sulle Acque e la Nuova Cultura dell Acqua RIASSUNTO Il fatto che più di un miliardo di persone non abbiano diritto all acqua potabile e che più di due miliardi non godano di servizi igienici adeguati, unitamente al degrado dell ecosistema acquatico

Dettagli

La ricerca nel settore agro-alimentare in Italia e in Puglia. Valenzano, 27 febbraio 2006 Massimiliano Schiralli

La ricerca nel settore agro-alimentare in Italia e in Puglia. Valenzano, 27 febbraio 2006 Massimiliano Schiralli La ricerca nel settore agro-alimentare in Italia e in Puglia Valenzano, 27 febbraio 2006 Massimiliano Schiralli Competitività e conoscenza Una delle priorità dell Unione Europea, sancita durante il Consiglio

Dettagli