Maestro dell'ascolto di B. FORTE, G. RAVASI, F. MONACO, G. PIANA e F. BALLABIO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Maestro dell'ascolto di B. FORTE, G. RAVASI, F. MONACO, G. PIANA e F. BALLABIO"

Transcript

1 ATTUALITÀ- CARLO MARIA MARTINI Maestro dell'ascolto di B. FORTE, G. RAVASI, F. MONACO, G. PIANA e F. BALLABIO Arcivescovo di Milano, gesuita, fine teologo e biblista, per i suoi insegnamenti spirituali e per le parole che ha saputo dire alla «città degli uomini» è diventato punto di riferimento per tanti. In migliaia hanno voluto rendergli omaggio dopo la sua morte, avvenuta il 31 agosto nella residenza dei Gesuiti, a Gallarate. Padre Carlo Maria Martini, come aveva chiesto di essere chiamato dopo la fine del servizio pastorale di arcivescovo, è stato un uomo che ha saputo ascoltare la Parola di Dio e quella degli uomini e delle donne del nostro tempo. «Un uomo creativo e aperto», ha detto il generale dei Gesuiti, padre Adolfo Nicolas. «Che proprio perché fedele alla tradizione della Chiesa si chiedeva: "Di che cosa ha bisogno la gente? Che cosa è necessario oggi? Come si può parlare ai giovani, ai non credenti, agli agnostici, agli atei? Quali sono i loro problemi?". Martini sapeva porre le domande importanti, che non hanno mai risposte definitive, perché riguardano il mistero di Dio, il mistero dei misteri, il mistero della persona umana, il mistero della storia. Questioni che restano aperte». In questo servizio, il ricordo del vescovo che ha voluto declinare l'obbedienza nella sua triplice valenza: alla Parola, al bene comune e alla verità della persona. Il cardinal Martini durante una Messa il 24 maggio (foto CATHOLIC PRESS PHOTO). Carlo Maria Martini era per formazione un biblista, un professore di critica testuale: il suo nome compare fra i curatori dell'edizione critica del Nuovo Testamento del Nestle-Aland, strumento indispensabile per lo studio e la meditazione del testo biblico. Quest'elemento biografico fa comprendere quanto il riferimento alla Bibbia sia stato in lui radicato e costante, fonte di luce sempre nuova sulle domande più varie del vivere umano e dell'agire ecclesiale. Martini non ha cercato nelle Scritture la proiezione delle proprie idee. Si è lasciato interpellare dal testo, entrando con esso in un dialogo vivo, che non ignorava né l'urgenza degli interrogativi attuali, né la libera, sorprendente novità della Parola di Dio. Soprattutto, ha saputo testimoniare che per intendere il senso profondo delle Scritture la strada maestra è vivere la vita di Gesù, entrare in sintonia col Suo cuore, custodendo così la libertà da tutto ciò che non è «il pensiero di Cristo».

2 Come notava Origene, «poteva comprendere il senso delle parole di Gesù, soltanto colui che riposò sul petto di Gesù» (In Joannem 1,6: PG 14,31). Da membro fedele della Compagnia di Gesù, Martini si era formato alla scuola di sant'ignazio, di cui fu sempre discepolo convinto. L'ispirazione ignaziana non si coglieva solo nel continuo richiamo alla presenza di Dio, misura di scelte e di comportamenti, ma in un metodo di riflessione, appreso alla scuola degli Esercizi spirituali: come ha osservato Roland Barthes, «la lingua che Ignazio vuol costituire è una lingua dell'interrogazione... Gli Esercizi sono il libro della domanda, non della risposta». È questo che li rende così attuali: ed è questo che ne fa cogliere il senso profondo nell'impegno del discernimento. La volontà di discernere non si spinge mai alla forzatura, alla violenza sul testo: Ignazio vuole a tal punto la volontà di Dio, da accettare e amare perfino il Suo silenzio: «Frutto finale e difficile dell'ascesi», osserva ancora Barthes, «è il rispetto, l'accettazione reverenziale del silenzio di Dio, l'assenso dato non al segno, ma al ritardo del segno». Come Ignazio, così il suo discepolo: Martini ha saputo interrogarsi e interrogare fino in fondo la Scrittura per leggere la vita, e la vita per interrogare la Bibbia, con un rispetto assoluto della Verità, senza affrettare la risposta, senza imporla a nessuno. L'arcivescovo di Milano al Palalido con Prodi e Monti nel gennaio 2002 (foto BELTRAMI-GUATELLI/ANSA). Proprio così, il cardinale è stato maestro dell'arte dell'ascolto: si può dire che ciò che contava per lui, più ancora che comprendere la volontà di Dio, era mettersi nelle condizioni di comprenderla. Stare «al cospetto di Dio nostro Signore e di tutti i suoi santi per desiderare e conoscere quel che sia più gradito alla sua divina bontà» (Esercizi, Seconda settimana): è questo l'atteggiamento di fondo, che traspariva da ogni sua riflessione. Come affermava il padre gesuita Michel Ledrus ( ), che Martini aveva scelto come guida spirituale negli anni romani, luce per il discernimento è la Parola rivelata, nella sua densa sobrietà: «Dio non parla con povere parole suggerite dalla razionalità umana, sia pure illuminata dalla fede: Egli, con una Parola, dice molte cose...». Questa Parola decisiva è «Cristo in Croce, icona perfetta che fa capire tutto dell'amore di Dio... la rivelazione di come l'uomo possa e quanto! essere Parola efficace di Dio». L'amore alla Sacra Scrittura e l'impegno nel discernimento delle tracce dell'eterno nel tempo aiutano a comprendere perché Martini si sentisse così legato alla Terra della Bibbia e in particolare a Gerusalemme, la città dove come dice il Salmo 87 «tutti siamo nati». Un detto rabbinico ne illumina le ragioni: «Quando Dio creò il mondo, di dieci misure di bellezza, nove le diede a Gerusalemme e una al resto del mondo; di dieci misure di sapienza, nove le diede a Gerusalemme e una al resto del mondo; di dieci misure di dolore, nove le diede a Gerusalemme e una al resto del mondo».

3 Gerusalemme è il luogo delle nove misure di bellezza: a chi, come il cardinal Martini, riconosceva la bellezza ultima e vera nel volto del Dio nascosto, amato e cercato, che si è rivelato in Gesù Cristo, Gerusalemme si offriva come patria della bellezza, il luogo dove il Dio vivente ha agito nella storia, per rendere presente in quel frammento il Tutto del Suo mistero e radunare così i pellegrini della speranza, i cercatori del Mistero. A Gerusalemme l'arcivescovo emerito di Milano amava contemplare il volto di Dio specialmente in quei luoghi dove la rivelazione dell'amore più grande si è compiuta fino alla follia dell'abbandono: il Calvario e il Santo Sepolcro. La Città Santa è stata però per lui anche il luogo delle nove misure di sapienza: è lì che il cardinale aveva ripreso i suoi studi sul testo del Nuovo Testamento, interrotti quando era stato chiamato alla cattedra episcopale. Il «genius loci», la luce e le pietre di Gerusalemme, vi rendono incomparabilmente feconda la ricerca sul testo sacro in ognuna delle sue parole. Martini al Meeting della Comunità di Sant'Egidio ad Assisi nel 1994 (foto CATHOLIC PRESS PHOTO). Il cardinal Martini andò a Gerusalemme anche per la terza ragione indicata dal racconto rabbinico, riconoscendovi per eccellenza la Città del dolore. A Gerusalemme si è sempre molto amato e perciò molto sofferto. È la città dove «muoiono i profeti» (cfr. Lc 13,33), il luogo dove Gesù si dirige perché si compia il suo destino di Redentore crocifisso. Anche oggi Gerusalemme è città del dolore: il sangue che continua a scorrere nelle sue strade, la violenza e l'odio che vi si respirano, esigono una motivazione forte per restarvi. Martini andò a Gerusalemme per continuare a servire il suo popolo e l'intera famiglia umana con la sua preghiera d'intercessione: la preghiera con la quale il credente si fa carico del peccato e della sofferenza che devasta la terra, per porre tutto sotto lo sguardo misericordioso e salvifico del Dio vivente. Proprio così l'amore a Gerusalemme era l'altro nome del Suo immenso amore alla Chiesa, che voleva fosse veramente la Sposa bella, senza macchia né ruga, del Signore Gesù. A Gerusalemme il cardinal Martini fu presenza silenziosa e discreta di uomo di preghiera, che invocava la pace e presentava al Dio dell'alleanza le necessità di tutti i suoi figli. Nell'«ombelico del mondo» la sua preghiera d'intercessione per la sua gente, per tutta la Chiesa e per la pace dei popoli divisi e contrapposti, è stato un segno lanciato a tutti. A ognuno di noi questo segno chiede di riconoscere la Gerusalemme del proprio cuore, per incontrarvi la bellezza e la sapienza di Dio e trovare così il coraggio di farsi carico della sofferenza altrui e di intercedere per la giustizia e la pace, pregando perché la Chiesa risplenda come segno di salvezza universale. Così ha fatto lo stesso cardinal Martini negli ultimi anni segnati dalla malattia, vissuti a Gallarate presso Milano, nell'infermeria dei padri gesuiti: nel silenzio della preghiera e dell'offerta, ha saputo essere lì radice nascosta, per alimentare l'albero dei costruttori di pace, operanti nella Chiesa e nella storia, di sempre nuova linfa di

4 speranza. I giorni del lutto seguito alla sua morte, con le folle che si sono recate in duomo per l'ultimo saluto, variegate nella loro composizione di credenti e non credenti, cristiani e appartenenti ad altre religioni, di gente comune e di personalità ufficiali, hanno mostrato quanto profondamente il messaggio della sua vita abbia raggiunto la mente e il cuore di tutti. Bruno Forte Pastore sulle strade del mondo Un giorno, durante un colloquio, il cardinale Carlo Maria Martini mi confidò l'amarezza di vedere sempre più contratto lo spazio da riservare alla lettura a causa dei suoi impegni pastorali così vasti e incombenti. Ricostruì, però, con me in quel momento la lista delle riviste che cercava di seguire o almeno di sfogliare: alcune erano di esegesi o teologia, altre di informazione, molte straniere. Ricordo ancora bene che, in quella lista, oltre a Famiglia Cristiana, c'era anche Jesus, tant'è vero che mi aveva citato un servizio apparso allora in uno degli ultimi numeri. Per questo sono lieto di affidare alla rivista, di cui sono collaboratore fin dalle origini, una memoria di questa figura ecclesiale così rilevante e avvincente. Come è nello spirito di Jesus, egli si è sempre preoccupato di insediarsi nei crocevia della «città dell'uomo» srotolandovi la mappa della «città di Dio», non per sovrapporla o per proporla come antitetica ma per crearvi un'interazione feconda, un dialogo serio e pacato. Pur tenendo alta la fiaccola della trascendenza divina della fede, il cardinale non ha temuto di farla correre lungo le strade del mondo, nelle lacerazioni, controversie, sofferenze e attese della storia e della quotidianità. L'arcivescovo di Milano al Palalido con i gruppi dell'azione cattolica nel 1983 (foto E. BELLUSCHI/PERIODICI SAN PAOLO). Egli ha saputo intercettare i vari filamenti culturali, sociali, spirituali della nostra epoca travagliata e secolarizzata e li ha ritessuti nel disegno della fede cristiana il cui progetto non è alternativo e repulsivo rispetto alla vicenda umana, anzi, è destinato a incarnarsi in essa, sia pure con la sua identità e originalità, simile a un seme che opera e fruttifica, a un lievito che trasforma e trasfigura. In occasione della famosa "Cattedra dei non credenti" (dove il genitivo era soggettivo, per cui i credenti si mettevano in ascolto anche degli altri) istituzione sulla quale ritornerò, essendo idealmente l'antesignana di quel "Cortile dei Gentili" che ho costituito per il dialogo coi non credenti Martini dichiarava: «Ho pensato a coloro che non sono immediatamente presenti nel fanum, nel tempio, e ho sentito il desiderio di ascoltare altri, quanto più possibile diversi da noi. Diversi da noi, ma dotati di una tensione spirituale, carica di forza». Ebbene, vorrei ora disegnare in maniera molto libera e "impressionistica" un ritratto "culturale" del cardinale ricorrendo a una parabola indiana a lui cara, tanto che ebbe occasione di evocarla più di una volta. Essa è sostanzialmente una metafora della stessa esistenza umana, scandita in quattro stagioni fondamentali. C'è innanzitutto il tempo dell'imparare e dell'ascolto, quando si è discepoli e ci si

5 avvia, guidati per mano, lungo i percorsi del conoscere, dell'apprendere, dello studiare. Fu questa la tappa primaria di Martini, quando egli dovette seguire il lungo itinerario della formazione nella Compagnia di Gesù, un arco cronologico non breve che si assommava agli studi liceali precedenti e che sfociava nell'orizzonte della spiritualità ignaziana, per poi inerpicarsi lungo i sentieri accademici. Essi gli avrebbero offerto tutta l'attrezzatura scientifica per coltivare quella disciplina che sarebbe stata una caratteristica tipica della sua personalità, cioè l'esegesi biblica. Durante la Messa di apertura del conclave nell'aprile 2005 (foto D. SCHIAVELLA/ANSA) È stato proprio da questa tappa che è derivata spontaneamente la seconda, quella che l'apologo indiano definisce come il tempo dell'insegnamento, del comunicare ad altri ciò che si è acquisito, rielaborandolo, approfondendolo e rendendolo più personale e originale. Martini, come è noto, fu a lungo docente a Roma di Critica testuale biblica. Di questa materia divenne uno dei maggiori esperti a livello internazionale tanto da essere cooptato in un ristretto grembo di studiosi di altre nazionalità e anche di diverse confessioni cristiane per approntare il Greek New Testament, una rigorosa edizione critica del testo greco neotestamentario, recensendo e selezionando l'immenso patrimonio di papiri, codici e testi vari che ci hanno trasmesso le Sacre Scritture cristiane. Fu proprio esercitando questa disciplina che fiorì in lui non solo l'amore per la Parola divina ma per le parole umane concrete in cui essa si esprime, termini da vagliare filologicamente ma anche da riscoprire nella loro ricca potenzialità semantica. Da questa stagione, della quale anche chi scrive fu testimone come alunno, nacque quasi all'improvviso un'ulteriore attuazione della sua funzione di maestro. Dalla fine di dicembre 1979 per oltre «tre settimane di anni», come egli amava dire, fino al 2002, fu infatti pastore, padre e maestro di una delle Chiese più vaste e importanti del mondo, quella di Milano. Fu questo il centro della sua esistenza, un ministero di vescovo che alla maniera di sant'ambrogio si allargava a tutta la città, alla sua frenetica quotidianità, alla sua vivace cultura, ma anche ai suoi problemi e drammi, scanditi da anni spesso tormentati ove, nella caduta delle voci delle altre istituzioni e agenzie pubbliche, si levava alta ma pacata, severa ma serena, forte ma delicata, incisiva ma discreta la voce di questo vero maestro e guida. Una voce che risuonava anche oltre i confini della diocesi, in tante nazioni ove la sua presenza era attesa e apprezzata.

6 Fedeli in coda nel duomo di Milano rendono omaggio alla salma del cardinale (foto D. MASCOLO/ANSA). Di questa fase, la più nota e studiata, rimangono mille testimonianze: emblematico è, ad esempio, il "Meridiano" che Mondadori dedicò lo scorso anno agli scritti del cardinale ove, pur nella selezione testuale, si apriva una vera e propria mappa dell'azione pastorale, magisteriale e culturale di Martini. Ma soprattutto rimangono le molteplici iniziative attuate, a partire da quella "Cattedra dei non credenti" che creò un modello di confronto con il mondo "laico". Credenti e non credenti, pur piantati su territori differenti, erano invitati a non rinserrarsi in un isolazionismo sacrale o secolare, ignorandosi o peggio adottando l'attitudine del rigetto fondamentalistico reciproco. Sbocciava, così, a Milano, il fiore del dialogo attorno a temi capitali dell'essere e dell'esistere nei quali tutti sono coinvolti e talora persino travolti. Basterebbe scorrere i titoli di quelle "Cattedre" per scoprire un arcobaleno di iridescenze tematiche che ancora oggi costituiscono il programma sul quale si deve confrontare sia la Chiesa sia la società. Ma ormai era alle porte la terza stagione: allo scadere dei 75 anni il cardinal Martini decise che per lui come per quel testo sapienziale indiano iniziava una nuova esperienza, quella suggestivamente detta del «bosco», cioè il ritiro nel silenzio. Un silenzio non «nero», pura e semplice cancellazione di parole e di atti, ma «bianco», in cui le esperienze vissute ricevevano una nuova luce, alimentata dalla riflessione, dalla contemplazione, dalla preghiera. Fu, questo, il breve ma intenso periodo di soggiorno nella terza città amata, dopo Roma e Milano, cioè Gerusalemme. Là Martini ritrovava le radici stesse della fede limpida e profonda; là sentiva ancora echeggiare le voci dei profeti, ma soprattutto condivideva il pulsare della presenza di Cristo. Nella fascia trasversale del suo stemma episcopale sono incastonati tre cuori: potremmo idealmente immaginare che essi siano i simboli delle tre città che, nel desiderio del cardinale, avrebbero suggellato l'arco intero della sua esistenza fino a quella tomba sulle pendici del monte degli Ulivi, davanti alla valle di Giosafat, ove egli avrebbe voluto attendere la parousía, la venuta piena e definitiva del Cristo a concludere la storia.

7 Il cardinale durante il Meeting della Comunità di Sant'Egidio a Milano nell'ottobre 1993 (foto F. TAGLIABUE/PERIODICI SAN PAOLO). Invece lo attendeva la quarta stagione di quella parabola, ossia il tempo «del mendicante», segnato idealmente dalle parole che Gesù rivolge a Pietro, il primo degli apostoli: «Quando eri giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, tenderai le tue mani e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi» (Giovanni 21,18). Sono stati gli ultimi anni in cui la malattia lo aveva reso «mendicante», cioè bisognoso degli altri, soprattutto di coloro che erano stati l'ideale grembo delle sue origini, cioè i gesuiti. È così che scelse come spazio estremo di attesa del momento dell'incontro pieno e diretto con Dio, «faccia a faccia», come scriveva l'apostolo Paolo, la comunità religiosa di Gallarate. Il suo non fu un crepuscolo appannato e inerte; la sua voce, ormai flebile, risuonava ancora, la sua parola continuava a essere per molti, cristiani e non, un punto di riferimento, le sue parole scritte attraverso i tasti lievi di un computer o attraverso le mani di chi gli era accanto continuavano a consolare ma anche a provocare, a dare fiducia ma anche a inquietare le coscienze torpide. Egli rimaneva ancora una presenza insostituibile, il cui vuoto sarà avvertito a lungo. C'era un testo della tradizione ebraica particolarmente caro al cardinal Martini, al punto di averne fatto il titolo di una delle "Cattedre dei non credenti". È un passo del libro biblico dell'esodo che suona così: «Chi è come te fra gli Dei?» (15,11). Si tratta di una solenne, potente professione di fede nell'onnipotente Salvatore. Ebbene, curiosamente il midrash, cioè la resa esplicativa della tradizione giudaica, offre una sorprendente e fin sconcertante variante. Mi kamoka ba-'elim, «chi è come te fra gli Dei?», si trasforma in un mi kamoka ba-'illemim, «chi è come te fra i muti?». Dio conosce anche i silenzi abissali, e Giobbe ne è un testimone attonito e urlante. Martini ha saputo presentare sia il Dio glorioso del Sinai e della Pasqua, ma anche, soprattutto con la sua vicenda finale, anche il Dio muto del Calvario che non risponde neppure al Figlio. Ha indicato a uomini e donne di buona volontà il Dio della parola luminosa, e il Dio silenzioso che molti credono sia assente o inesistente, mentre è solo un mistero altissimo da scoprire. Gianfranco Ravasi Profeta nella città dell'uomo Come risulta dai ritratti più informati e fedeli del cardinal Martini che sono stati proposti nelle settimane scorse da chi lo ha conosciuto per davvero, e dunque non

8 dalle caricature abbozzate da osservatori improvvisati e superficiali, egli fu prima di tutto ed essenzialmente un uomo di Dio. Un religioso nel senso alto e pregnante della parola. Un uomo di Chiesa nel quale il carisma cioè la sensibilità al primato dello Spirito che, nella sua sovrana libertà e nella sua sorprendente creatività, soffia dove vuole un po' ovunque fa premio sull'istituzione ecclesiastica che pure ha servito con fedeltà e con amore. Una Chiesa semmai che, proprio in quanto docile allo Spirito del suo Signore, fosse libera, povera, sciolta (aggettivo a lui caro e piuttosto inusuale nel qualificare la Chiesa), tutta protesa alla testimonianza e all'annuncio della Parola. In coerenza con quel suo ingresso a Milano, quando attraversò a piedi la città con il Vangelo tra le mani. Come gli raccomandava Giuseppe Dossetti: portare agli uomini il Vangelo e solo il Vangelo. Lì c'è tutto, dunque non un programma fondamentalista ma proprio il suo contrario, il massimo dell'apertura a tutta la pienezza dell'umano. In Terrasanta durante un pellegrinaggio nel 1992 (foto E. BELLUSCHI/PERIODICI SAN PAOLO). Su queste basi, si spiega perché Martini, religioso e profondamente gesuita (anche se da buon pastore, custode e garante dei più diversi carismi che arricchiscono la Chiesa, con discrezione, non marcava tale sua peculiare spiritualità ignaziana che pure lo informava nell'intimo), non mostrasse particolare passione per la politica. Sbagliano perciò clamorosamente quanti gli hanno affibbiato etichette politiche: uomo di sinistra, progressista, antiproibizionista, cattolico democratico. Persino la definizione di pacifista non gli si confà, piuttosto quella di uomo di pace. Altre erano le cose (e le connesse iniziative da lui poste in atto) che lo facevano vibrare: lo studio e la diffusione dell'accostamento popolare alla Parola di Dio, il dialogo ecumenico e interreligioso, il fraterno confronto con agnostici e non credenti, le situazioni umane e sociali segnate da fragilità, il discernimento cristiano verso il portato della scienza e della cultura moderna. Intendiamoci: a Martini non sfuggiva affatto il valore e la nobiltà della politica. In cento e una occasione mise a tema il suo nesso con la virtù cristiana per eccellenza, cioè la carità. A valle della riflessione che propose alla diocesi sul «farsi prossimo» varò le scuole di formazione politica che poi assursero a modello e ispirarono centinaia di esperienze analoghe nelle Chiese d'italia nella seconda metà degli anni Ottanta, quando già si presagiva il collasso del sistema politico del primo tempo della Repubblica e segnatamente della Democrazia cristiana. Martini fu sempre fermo e rigoroso nella cura per le distinzioni tra valori ultimi e valori penultimi, tra religione e politica, tra Chiesa e partiti. Dissentiva dalla confusione dei piani largamente praticata soprattutto in Italia. La giudicava nociva, anacronistica, provinciale. Egli era già oltre, quando ancora la Chiesa italiana si attardava sullo schema dell'unità politico-partitica dei cattolici di cui pure manifestamente si erano esaurite le ragioni storiche. Neppure si riconobbe

9 nell'improvviso rovesciamento dell'approccio: un attivismo e una interlocuzione diretta delle gerarchie con il potere politico a scavalco delle tradizionali e autonome mediazioni di partito. All'opposto la sua sensibilità per la distinzione di campi e responsabilità lo conduceva in coerenza con un Concilio che aveva riservato al laicato una dignità e un protagonismo senza precedenti nella secolare storia della Chiesa, chiamandolo addirittura vocazionalmente all'impegno secolare-civicopolitico in senso lato a stimolare, valorizzare e in concreto scommettere sull'autonoma responsabilità dei laici cristiani politicamente impegnati. Senza interferenze o surroghe. In questa luce additava ai fedeli figure esemplari quali Giuseppe Lazzati, Giorgio La Pira, Aldo Moro. Sono testimone di infinite circostanze nelle quali egli non solo apprezzò ma anzi incoraggiò il laicato, compreso quello statutariamente più organico al vescovo, a spingersi avanti, a prendersi le sue responsabilità, persino a esplorare vie nuove. Riservandosi poi il ruolo di pastore, solo se e quando fosse strettamente necessario, per intervenire e magari correggere, dunque impegnando il meno possibile l'autorità della Chiesa e propiziando invece il libero dispiegamento di una vera opinione pubblica dentro la comunità cristiana su terreni ove per definizione la congetturalità e il pluralismo rappresentano la regola. Con l'effetto di far crescere la maturità all'interno e di accreditare all'esterno l'immagine, più appropriata, di una Chiesa come comunità viva e pensante, la cui parola pubblica non fosse affidata sempre e solo al Papa e ai vescovi. Dunque, non si impicciava di politica, nel senso che istituiva una "zona di rispetto" tra la Chiesa e le parti politiche, ma, attenzione, era invece sensibile e sommamente interessato a questioni specifiche di natura civico-politica, quelle circa le quali avvertiva un nesso più esplicito con la parola e la logica evangelica di una speciale considerazione per i soggetti e le condizioni di fragilità. Penso ai detenuti a lui così cari, ai malati, agli immigrati. In questi casi, la sua sollecitudine non fu solo pratica, ma anche, diciamo così, tesa allo scavo teorico. Penso alle sue riflessioni sulla giustizia e sul senso della pena, sulla concreta organizzazione sanitaria, sulle vie per l'integrazione e la integrabilità, compresi i profili della interculturalità, di cui non gli sfuggiva la complessità. Si pensi alla sua apertura critica al dialogo con l'islam (vi dedicò un discorso durante la festa di Sant'Ambrogio) con un anticipo di circa dieci anni rispetto all'esplosione del problema. Il registro dei suoi interventi riguardo alla politica fu essenzialmente profetico, cioè contrassegnato da radicalità evangelica e massima libertà di giudizio. Un registro per definizione scomodo rispetto a chi detiene il potere, chiunque esso sia. Dunque affrancato da ogni calcolo di convenienza. Compresa la cura ossessiva di non essere bollato come uomo di parte. Mi spiego: in un discorso alla città di sant'ambrogio egli distingue tra neutralità, imparzialità, equidistanza della Chiesa. La cui parola trascende le logiche di parte, è parola altra e diversa dalle parole della politica. Ma in concreto non di necessità e sempre ha da essere equidistante. Cioè tutta compresa dal calcolo troppo umano del bilancino. Che finisce per farla insipida, pavida, incline alla «cultura dell'ovvio», alla mera retorica, grigio doroteismo. L'opposto della sovrana libertà e della cristallina chiarezza del linguaggio evangelico, con i suoi sì sì, no no. La trasparenza e la nettezza, proprie del registro profetico, non indulgono alla semplificazione ma, all'opposto, rinviano alla consapevolezza della complessità dei problemi e delle soluzioni tipiche della politica. Provo a esemplificare. Primo: l'ancoraggio a valori quali la vita, la libertà, la giustizia, la solidarietà, la pace si associa a un pensoso realismo cristiano, alla lucida consapevolezza che quei benivalori ci saranno compiutamente accessibili solo oltre il tempo; che il male e il peccato, il conflitto e il dolore incombono sulla vita e sulla storia. In Martini si rinviene una spietata onestà intellettuale nella lettura della realtà e delle sue contraddizioni. Non c'è traccia di ingenuo irenismo e di facile ottimismo. La speranza cristiana fondata sulla Risurrezione è cosa affatto diversa, che confida sulla salvezza come destino ultimo affidato però allo "scatto" della Grazia, non a noi. Secondo esempio: l'enfasi sui principi non negoziabili non esonera dalla creatività e dalla fatica della mediazione politica per insediarli nella città dell'uomo. Specie

10 dentro società abitate dal pluralismo delle concezioni etiche e rette da ordinamenti democratici, ove, piaccia o non piaccia, si delibera sulla base della regola della maggioranza. C'è un testo di Martini, al tempo in cui si avviava in Parlamento la discussione sulla fecondazione assistita, nel quale egli distingue tre livelli: quello dei principi etici, quello dei principi costituzionali e quello della mediazione legislativa. Un'articolazione di livelli tra loro connessi, ma anche distinti con i quali deve misurarsi anche il legislatore cristiano. A dire la complessità di un compito che meriterebbe più comprensione e sostegno, più accompagnamento nell'ardua ricerca e meno richiami disciplinari. Terzo esempio: in un'altra circostanza pur senza fare nomi di parti politiche tuttavia facilmente riconoscibili per la loro ostentata compiacenza verso le gerarchie Martini sostenne la tesi che, dal punto di vista cristiano, il fondamento e il metodo dell'azione politica contano più dei contenuti. Traduzione: la rassicurazione circa specifiche istanze di valore pur care alla coscienza cristiana con le quali si immagina di accaparrarsi il consenso cattolico non sono ciò che conta di più. È decisamente più importante una complessiva visione della politica come attività contrassegnata da una sua immanente e organica valenza etica. Sia nel fine, il bene comune e non la cura di interessi particolari e persino confessionali; sia nei mezzi che non sono machiavellicamente indifferenti sotto il profilo morale; sia nei comportamenti soggettivi dei politici che devono corrispondere alla dignità e all'onore di chi riveste ruoli di pubblica rappresentanza della comunità. Un rilievo, questo, che fece arricciare il naso a chi, dentro la Chiesa, dava facile e frettoloso credito alle lusinghe di formazioni politiche la cui visione complessiva della persona e della società non era esattamente conforme a una ispirazione cristiana. Quarto e ultimo esempio: una idea mite del diritto. Martini aveva il culto della libertà, egli era agli antipodi dello Stato etico. Non ignorava una valenza pedagogica della legge, ma non vi faceva soverchio affidamento. Pensava che, al fine di assicurare la qualità etica della convivenza, sono piuttosto decisive la coscienza morale personale e collettiva, l'ethos di una comunità. Di riflesso e conseguentemente, egli era convinto che i cristiani dovessero soprattutto testimoniare e praticare l'esigente etica delle Beatitudini e che semmai dal crogiuolo ardente di coscienze e comunità informate a quello spirito sortisse poi è lecito sperarlo, ma nessuno può esserne sicuro un consenso etico-sociale che, a sua volta, a valle e attraverso le mediazioni politiche e le procedure democratiche appropriate, potesse elevare il tenore etico della società. Diffidava cioè dell'impazienza con la quale i cattolici talvolta si illudono di fare buoni o addirittura cristiani gli uomini e le comunità facendo ricorso agli strumenti del potere e della legge, esercitando pressioni dall'esterno su partiti, parlamenti e governi. Sono solo esempi che tuttavia ci conducono a tre conclusioni: Martini era alieno dalla politica come competizione tra schieramenti, ma non dalla politica come attività volta alla edificazione della polis, cui sapeva assegnare il giusto posto, misurando il suo valore e, insieme, il suo limite; era consapevole di quanto essa fosse opera impegnativa e complessa e dunque era immune da toni sentenziosi e pretese indebite verso chi vi si dedicava, ma piuttosto si disponeva a illuminarne, correggerne e sostenerne l'azione; riservava a sé e alla Chiesa la sola ma decisiva parola di cui essa è depositaria e competente: la parola profetica del Vangelo e delle esigenze etiche a essa strettamente connesse. Né una parola di più, né una di meno. Franco Monaco Credente «eticamente sensibile» Le questioni morali, in particolare quelle «eticamente sensibili» come oggi vengono comunemente definite con una dizione in verità discutibile hanno costituito per il cardinale Martini motivo di grande interesse, sia per i loro

11 importanti risvolti culturali che per le loro immediate e significative ricadute in campo pastorale. Numerose sono state le occasioni convegni, omelie, interviste, saggi in cui egli è intervenuto su tali questioni, aprendo interrogativi e offrendo spunti di riflessione, con grande finezza intellettuale e con un atteggiamento problematico volto a sollecitare la ricerca, al di fuori di preclusioni ideologiche e di rigide chiusure confessionali.le questioni morali, in particolare quelle «eticamente sensibili» come oggi vengono comunemente definite con una dizione in verità discutibile hanno costituito per il cardinale Martini motivo di grande interesse, sia per i loro importanti risvolti culturali che per le loro immediate e significative ricadute in campo pastorale. Numerose sono state le occasioni convegni, omelie, interviste, saggi in cui egli è intervenuto su tali questioni, aprendo interrogativi e offrendo spunti di riflessione, con grande finezza intellettuale e con un atteggiamento problematico volto a sollecitare la ricerca, al di fuori di preclusioni ideologiche e di rigide chiusure confessionali. Le tematiche affrontate fino agli ultimi tempi, quando la malattia lo andava lentamente ma inesorabilmente consumando appartiene a quest'ultima fase il dialogo con Ignazio Marino (cfr. Credere e conoscere, Einaudi, Torino 2012), spaziano dagli inizi e dalla fine della vita umana diagnosi preimpianto, cellule staminali embrionali, fecondazione artificiale, eutanasia, accanimento terapeutico, testamento biologico, ecc. alle complesse dinamiche della sessualità e del suo esercizio, fino all'omosessualità e alle coppie di fatto (per non citarne che alcune tra le più rilevanti). Ma, al di là dell'arco assai ampio di problemi analizzati, ciò che soprattutto colpisce è il metodo rigoroso con cui il cardinal Martini si è accostato a essi. Un metodo che unisce una grande attenzione ai contributi della scienza, di cui riconosceva i meriti indiscussi (soprattutto quelli acquisiti in campo biomedico), all'esigenza di andare oltre il dato scientifico per aprirsi a un «ampio sapere di fondo», che conferisce alle questioni riguardanti la vita umana il loro ultimo significato. La grande capacità di ascolto, che nasceva da un profondo rispetto delle competenze di ogni genere con le quali il cardinal Martini amava confrontarsi ho avuto io stesso la fortuna di sperimentarlo in qualche circostanza gli ha permesso di inoltrarsi in diversi campi del sapere, afferrandone dal di dentro i significati e, nello stesso tempo, di non rinunciare a far valere la propria competenza di uomo della Parola, che guarda alla vita come «all'esperienza di un senso donato, che dischiude alla coscienza una promessa che la interpella, sollecitandola all'impegno e alla decisione di sé nella relazione con l'altro» (Credere e conoscere, p. 5). In questo contesto vanno inserite le sue prese di posizione sui vari temi dell'etica pubblica, e in particolare della bioetica, dove, pur rilevando la fondamentale importanza di una riflessione morale ancorata a valori irrinunciabili a questo riteneva dovesse riferirsi in maniera prioritaria la riflessione della Chiesa egli non disdegnava di misurarsi anche con la casistica concreta, aprendo il confronto con il mondo laico con una attitudine dialogica che gli è stata unanimemente riconosciuta. Il cardinal Martini benedice i pellegrini riuniti nella valle dello Wadi Qelt, durante un viaggio in Terrasanta nel 1992 (foto E. BELLUSCHI/PERIODICI SAN PAOLO). Il modello teorico di riferimento è stato per lui, su questo terreno, quello di un'etica

12 duttile, preoccupata anzitutto della tutela della dignità della persona e del rispetto e della promozione dei suoi diritti e attenta a valutare, di volta in volta, le conseguenze positive e negative delle azioni; a soppesarne, in altri termini, i benefici e i danni (o i rischi), facendo spazio a una forma di discernimento che prendeva in seria considerazione tanto le condizioni concrete e le intenzioni dei soggetti implicati quanto le ricadute di ordine sociale. Un modello di etica, dunque, che, appoggiandosi su argomentazioni razionali, aveva come riferimento il bene possibile, talora il male minore, e che lo ha condotto, di fronte ad alcune questioni come quelle della contraccezione, della fecondazione artificiale e dei diritti delle coppie di fatto sia eterosessuali che omosessuali ad auspicare una maggiore prudenza della Chiesa nell'intervenire e una più profonda attenzione alla complessità delle situazioni, nonché al rispetto della coscienza di chi è in esse direttamente coinvolto. Non sfuggivano certo al cardinal Martini le ambiguità dell'odierno progresso tecnologico in campo biomedico. Consapevole dell'enorme potere acquisito dall'uomo, grazie al possesso di strumenti sempre più sofisticati in grado di decidere della vita e della morte, e convinto dell'impossibilità che la legge, anche la migliore, fosse in grado di prevedere tutta la ricca gamma dei casi umani, egli non ha mancato di sottolineare la necessità di un «supplemento di saggezza», che consentisse di far fronte alla varietà delle situazioni in modo proporzionato alle esigenze reali delle persone e al bene dell'intera famiglia umana. Ma ciò che soprattutto emerge dall'insieme del suo insegnamento in questo campo è un sentimento di profonda fiducia nell'uomo e nella vita. Una fiducia radicata in una fede viva che si fondava sull'autorevolezza della Parola. E ricavava da essa la forza per muoversi senza paura né soggezione anche all'interno delle vicende umane più complesse e più drammatiche, con una grande libertà interiore, con quella parresìa che è dono dello Spirito. Giannino Piana La cattedra di un cristiano in dialogo La parola di Dio come lampada. E la speranza di incontrare sul cammino persone pensanti. Solo in seguito si porrà la questione se siano credenti o no. Così Carlo Maria Martini ha portato la questione della fede sulla scena pubblica, nel confronto con le ragioni di chi crede diversamente o non crede per nulla, traendo la fede cristiana fuori dall'intimismo, dal moralismo, dalla ghettizzazione. Da rettore del Pontificio istituto biblico, il gesuita Martini, insieme al tedesco Kurt Aland, allo scozzese Matthew Black e allo statunitense Bruce Metzger, giunge all'esperienza ecumenica di compilare il testo critico del Nuovo Testamento greco. Leggendo le parole della Scrittura e intuendo il mistero divino, Carlo Maria Martini capisce di più sé stesso, i suoi problemi, le sofferenze e le gioie della vita. Se la Bibbia è la parola di Dio si chiede perché ciascuno non deve cercare di leggerla per intero? Da vescovo di Milano, nella sua prima lettera pastorale mette in risalto la dimensione contemplativa della vita, alla ricerca di un senso più profondo dell'essere umano, per un ritorno alle radici dell'esistenza. Un rimando alle tradizioni religiose dell'oriente a partire da una coscienza della propria identità che è così certa e serena da lasciarsi volentieri arricchire dai tesori degli altri. La sua seconda lettera, che attira le simpatie dei protestanti italiani, si intitola In principio la Parola. Nella convulsa e problematica Milano degli anni '80, l'arcivescovo scommette sulla Bibbia per un benefico rinnovamento dei modi di pensare, di parlare, di comunicare della sua gente. In occasione del 25 anniversario della dichiarazione conciliare Nostra aetate (1965) la diocesi di Milano promuove un incontro tra il cardinale e il rabbino capo

13 della città. Quell'incontro con rav Giuseppe Laras rafforza nel cardinale la convinzione di un intrinseco rapporto tra i cristiani e la fede ebraica. L'anno successivo, durante una manifestazione contro l'antisemitismo, esorta a essere per il popolo ebraico, per la sua cultura, per i suoi valori, per la sua ricchezza umana e spirituale, per la sua storia, per la sua straordinaria testimonianza religiosa. Da membro della Pontificia commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l'ebraismo, invita gli studenti cattolici a recarsi a Gerusalemme per studiare l'ebraico e il giudaismo postbiblico. Sarà presidente onorario dell'international Council of Christians and Jews, con sede presso la Martin Buber House a Heppenheim (Germania), un organismo che raccoglie trentotto associazioni di dialogo ebraico-cristiano sparse in tutto il mondo. Fin dal suo arrivo a Milano, l'arcivescovo stabilisce rapporti con le altre comunità cristiane presenti sul territorio, all'inizio dell'anno invita i loro rappresentanti nella sua casa per lo scambio di auguri, offre luoghi di culto agli ortodossi copti, eritrei e romeni. Accoglie e implementa l'impostazione sinodale dell'arcidiocesi che, con lui, giunge al 47 Sinodo. Riceve la visita del primate anglicano, l'arcivescovo George Carey; del catholicos degli armeni Karekin I, del patriarca ecumenico Bartolomeo I e di altri personaggi dell'ecumene cristiana. Il suo è un atteggiamento di accoglienza, ascolto, dialogo, fraternità secondo lo spirito delle Beatitudini. Si reca a Barcellona e a Madrid per presentare l'assise ecumenica che avrà luogo nel Inaugura così la presidenza del Consiglio delle Conferenze episcopali europee che manterrà fino al 1993, stringendo una collaborazione con la Conferenza delle Chiese (ortodosse ed evangeliche) d'europa, presieduta all'epoca dal patriarca ortodosso russo Aleksej II. Insieme guidano la prima Assemblea ecumenica europea di Basilea su pace, giustizia e salvaguardia del creato. Un'Europa chiamata a respirare con la forza dei suoi due polmoni, orientale e occidentale, due organi in un corpo solo. Insieme al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro inaugura, presso la Casa alpina di Motta di Campodolcino (Sondrio), il Centro ecumenico europeo per la pace. In quell'occasione invita i cristiani d'europa ad aprire la porta del cuore affinché pace, giustizia, solidarietà e un mondo migliore non siano più sogni e utopie, ma speranze basate sul dono dello Spirito. La struttura ospita gli incontri residenziali di Lettura ecumenica della Parola. Memorabile resta il suo discorso nel Tempio valdese di Milano il 24 gennaio 1998 in occasione dell'inaugurazione del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano. Un eminente pastore della Chiesa cattolica romana, definita spesso magistra oltre che mater, mette il proprio seggio episcopale a disposizione di persone che non hanno una fede religiosa. Nasce così la "Cattedra dei non credenti" su cui salgono persone di scienza e di fede, teologi e filosofi, persone dotate di una tensione spirituale le cui ragioni sono di stimolo ai credenti nel ripensare la propria fede. Tra gli altri, vengono affrontati argomenti come il silenzio di Dio di fronte alla Shoah ('93), o il rapporto tra fedi e violenza ('96). Nel frattempo il cardinale, in un suo celebre discorso alla città in occasione della festa di Sant'Ambrogio, pone a tema il rapporto con i musulmani. A partire dall'ismaele biblico, evidenzia le differenze tra le due fedi, riconosce i valori storici dell'islam, la sua presenza in Europa, delinea l'atteggiamento della Chiesa tra dialogo e annuncio del Vangelo. Qualche anno dopo, la diocesi di Milano ospita il VII Incontro internazionale per la pace Uomini e religioni promosso dalla Comunità di Sant'Egidio. Per Martini l'incontro con diversi percorsi religiosi è un grande aiuto per evitare di ripiegarsi su sé stessi e divenire più capaci di cogliere la complessità della vita e del mondo. Per questo suo modo di pensare la Chiesa, il cardinale viene apertamente contrastato sia sul piano politico che su quello ecclesiale, ma chi vive nella diocesi di Milano oggi fa esperienza di un rapporto più intenso ed esteso con la Scrittura anche grazie al nuovo Lezionario, di un magistero che non è alternativo bensì complementare con quello di Roma, di una più grande libertà e di una chiamata a

14 una maggiore responsabilità nella vita delle comunità pastorali. Fabio Ballabio

RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria

RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sugli dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare i contenuti

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA Istituti Comprensivi di Udine allegato al Piano dell Offerta Formativa CURRICOLO VERTICALE Redatto sulla base delle Nuove Indicazioni Nazionali 2012 e I.N. 2007, in sintonia con le Raccomandazioni del

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA DIREZIONE DIDATTICA II CIRCOLO - MONDOVI Insegnanti: CRAVERO ELENA FIORENTINO STEFANIA SALVAGNO MARIA ANNO SCOLASTICO 20-20 Traguardi per lo sviluppo delle competenze

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA L I.R.C., come ogni altra materia curricolare, contribuisce allo sviluppo delle competenze per l apprendimento

Dettagli

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione Cari fratelli e sorelle, all avvicinarsi della Giornata

Dettagli

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Istituto Comprensivo Giulio Bevilacqua Via Cardinale Giulio Bevilacqua n 8 25046 Cazzago San Martino (Bs) telefono 030 / 72.50.53 - fax 030 /

Dettagli

INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2010

INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2010 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE G.Galilei www.istitutocomprensivosgt.it CURRICOLO D ISTITUTO a. s. 2012 / 2013 CLASSE : 5 anni SCUOLA INFANZIA Consapevolezza ed espressione culturale / imparare a imparare.

Dettagli

ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011

ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 FINALITA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI Acquisire atteggiamenti di stima e sicurezza di se e degli altri Scoprire attraverso i racconti

Dettagli

Unità Pastorale Cristo Salvatore. Proposta di itinerari per l iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi

Unità Pastorale Cristo Salvatore. Proposta di itinerari per l iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi Unità Pastorale Cristo Salvatore Proposta di itinerari per l iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi 2 3 Introduzione LE DIMENSIONI DELLA FORMAZIONE CRISTIANA In qualsiasi progetto base di iniziazione

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Il bambino osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, come dono di Dio Creatore. RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO PRIMARIA

Dettagli

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Istituto Comprensivo G Pascoli - Gozzano Anno scolastico 2013/2014 Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola

Dettagli

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I NUCLEI FONDANTI Dio e l uomo 1. Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre e che fin dalle origini ha voluto stabilire un alleanza con l uomo. 2. Conoscere Gesù di Nazareth, Emmanuele

Dettagli

Curricolo verticale di Religione Cattolica

Curricolo verticale di Religione Cattolica Curricolo verticale di Religione Cattolica Classe Prima Primaria Indicatori Obiettivi di apprendimento 1. DIO E L UOMO 2. LA BIBBIA E LE ALTRE FONTI 3. IL LINGUAGGIO RELIGIOSO 1.1 Scoprire che la vita,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI PETRITOLI CURRICOLO IN VERTICALE DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2013/2014 SCUOLA DELL INFANZIA.

ISTITUTO COMPRENSIVO DI PETRITOLI CURRICOLO IN VERTICALE DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2013/2014 SCUOLA DELL INFANZIA. Campi di esperienza IL SE E L ALTRO ISTITUTO COMPRENSIVO DI PETRITOLI CURRICOLO IN VERTICALE DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2013/2014 SCUOLA DELL INFANZIA Traguardi per lo sviluppo delle Obiettivi

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di OSPITALETTO SCUOLA PRIMARIA A. CANOSSI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di OSPITALETTO SCUOLA PRIMARIA A. CANOSSI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di OSPITALETTO SCUOLA PRIMARIA A. CANOSSI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE VERTICALE ANNO SCOLASTICO 2015/2016 CLASSE PRIMA L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali

Dettagli

Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA

Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA Orientamenti pastorali per il triennio 2016/2019 Che cosa ci chiede oggi il Signore? Che cosa chiede alla chiesa pistoiese?

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA IST. COMPRENSIVO VIA MEROPE a.s 2014-15 - RELIGIONE

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA IST. COMPRENSIVO VIA MEROPE a.s 2014-15 - RELIGIONE DATTICA IST. COMPRENSIVO VIA MEROPE a.s 2014-15 - RELIGIONE Scoprire che per la religione cristiana Dio è creatore e Padre e che fin dalle origini ha voluto stabilire un alleanza con l uomo. Comunicazione

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA (Classe 1ª)

SCUOLA PRIMARIA INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA (Classe 1ª) SCUOLA PRIMARIA INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA (Classe 1ª) L'alunno sa riconoscere i dati fondamentali della vita e dell'insegnamento di Gesù a partire da un primo accostamento al testo sacro della Bibbia

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA Per sviluppare una competenza di area occorre in primo luogo promuovere l acquisizione delle relative conoscenze e abilità in modo che esse

Dettagli

COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA. Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità

COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA. Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità PRINCIPI GENERALI DELLA COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA Preambolo Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità Dio ci ama e ci salva L'azione dello Spirito Una storia di grazia PRINCIPIGENERALIDELLACOMUNITÀ

Dettagli

(Decreto del Presidente della Repubblica n. 350 del 21 luglio 1987)

(Decreto del Presidente della Repubblica n. 350 del 21 luglio 1987) Programma di Insegnamento della Religione Cattolica nella Scuola Media (Decreto del Presidente della Repubblica n. 350 del 21 luglio 1987) 1. Natura e finalità. 1. L'insegnamento della religione cattolica

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE

SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/16 INSEGNANTI: Chirico Cecilia Calì Angela Bevilacqua Marianna CLASSE PRIMA Competenze Disciplinari Competenze

Dettagli

Diocesi di Savona Noli Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro Giustizia e Pace Salvaguardia del Creato

Diocesi di Savona Noli Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro Giustizia e Pace Salvaguardia del Creato Diocesi di Savona Noli Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro Giustizia e Pace Salvaguardia del Creato 30/11/2014 1 IL DISCERNIMENTO Adattamento de Il discernimento. Una comunità cristiana

Dettagli

QUANTE EMOZIONI GESU

QUANTE EMOZIONI GESU SCUOLA DELL INFANZIA SACRA FAMIGLIA La Spezia PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2014-2015 QUANTE EMOZIONI GESU Al centro di qualsiasi programmazione nella scuola dell Infanzia ci deve

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA PRIMO CICLO D ISTRUZIONE

SCUOLA DELL INFANZIA PRIMO CICLO D ISTRUZIONE APPENDICE: INTEGRAZIONI ALLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO DELLA SCUOLA DELL INFANZIA RELATIVE ALL INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA (DPR 11 FEB- BRAIO 2010) SCUOLA DELL INFANZIA Le attività

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016 ISTITUTO COMPRENSIVO CARLO DEL PRETE DI CASSOLNOVO VIA TORNURA 1 27023 CASSOLNOVO (PAVIA) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016 SCUOLA PRIMARIA DI CASSOLNOVO:Fossati, Gavazzi e

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA ELABORATO DAI DOCENTI DELLA SCUOLA PRIMARIA DIREZIONE DIDATTICA 5 CIRCOLO anno scolastico 2012-2013 RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA TRAGUARDI DI COMPETENZA DA SVILUPPARE AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA

Dettagli

Curricolo di Religione Cattolica

Curricolo di Religione Cattolica Curricolo di Religione Cattolica Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sugli elementi fondamentali della vita di Gesù

Dettagli

Io sono dono di Dio. Progetto educativo Di Religione Cattolica. Servizio Educativo San Michele Arcangelo Villanova del Ghebbo

Io sono dono di Dio. Progetto educativo Di Religione Cattolica. Servizio Educativo San Michele Arcangelo Villanova del Ghebbo Io sono dono di Dio Progetto educativo Di Religione Cattolica Servizio Educativo San Michele Arcangelo Villanova del Ghebbo Anno scolastico 2014 2015 PREMESSA L insegnamento della Religione Cattolica nella

Dettagli

DIÖZESANSYNODE SINODO DIOCESANO SINODA DIOZEJANA

DIÖZESANSYNODE SINODO DIOCESANO SINODA DIOZEJANA DIÖZESANSYNODE SINODO DIOCESANO SINODA DIOZEJANA Preparazione biblica al Sinodo Diocesano Elaborata da Michele Tomasi Il sinodo diocesano è un percorso comune di tutta la comunità cristiana della diocesi.

Dettagli

MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO I. C.

MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO I. C. MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO I. C. Via D Avarna RMIC8FY006 - Distretto 24 - Via D Avarna 9/11 00151 Roma - C.F. 97714020589 Tel. /

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ ANNO SCOLASTICO 2015/2016 www.ic2sassuolonord.gov.it CURRICOLO IRC 6 11 anni Diocesi di Reggio Emilia

Dettagli

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 I. Vieni Signore Gesù!. Così la chiesa ha ripetuto spesso nella preghiera di Avvento. Così la chiesa, le nostre comunità, ciascuno di noi ha predisposto il cuore

Dettagli

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 PREMESSA L Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.) fa sì che gli alunni

Dettagli

PIANI DI STUDIO D ISTITUTO INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA AS 2012

PIANI DI STUDIO D ISTITUTO INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA AS 2012 PIANI DI STUDIO D ISTITUTO INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA AS 2012 CURRICOLO DI BASE PER IL PRIMO BIENNIO DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE ABILITA Scoprire che gli altri sono importanti per la vita. Saper

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA. Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria

RELIGIONE CATTOLICA. Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare i contenuti

Dettagli

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria CURRICOLO DI I.R.C. al termine della classe prima della scuola primaria...2 CURRICOLO DI I.R.C. al termine della classe seconda della scuola primaria...4

Dettagli

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare

Dettagli

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Traguardi per lo sviluppo delle competenze L alunno riflette su Dio Creatore e Padre significato cristiano del Natale L alunno riflette sui dati fondamentali

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 Obiettivi formativi Verranno valutati: il comportamento, la partecipazione e l interesse, la responsabilità nei confronti dei

Dettagli

RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA

RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA 1 - IO NELLA CLASSE 1. Presentarsi nella propria particolarità 2. Capire che ognuno ha un posto 3. Comprendere che in classe non si è soli Presentazione degli insegnanti

Dettagli

Strumenti della MP I Centri d ascolto del Vangelo

Strumenti della MP I Centri d ascolto del Vangelo Strumenti della MP I Centri d ascolto del Vangelo Roma, 15 giugno 2013 p. Pasquale Castrilli OMI Schema 1. La Missione in Italia oggi 2. Il Centro d ascolto (CDA) strumento di annuncio 3. Icone bibliche

Dettagli

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO SOLIMENA DE LORENZO NOCERA INFERIORE ANNO SCOLASTICO 2013 2014 PROGETTAZIONE CURRICOLARE DI RELIGIONE

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO SOLIMENA DE LORENZO NOCERA INFERIORE ANNO SCOLASTICO 2013 2014 PROGETTAZIONE CURRICOLARE DI RELIGIONE SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO SOLIMENA DE LORENZO NOCERA INFERIORE ANNO SCOLASTICO 2013 2014 PROGETTAZIONE CURRICOLARE DI RELIGIONE SEZIONE A COMPETENZA EUROPEA : Competenza sociale e civica ; Imparare

Dettagli

Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese

Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese RIFERIMENTI LEGISLATIVI DAGLI ORIENTAMENTI PER IL CONTRIBUTO AI PIANI PERSONALIZZATI DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DI INSEGNAMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ORZINUOVI ANNO SCOLASTICO 2012-2013 PROGRAMMAZIONE di RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO ORZINUOVI ANNO SCOLASTICO 2012-2013 PROGRAMMAZIONE di RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE di RELIGIONE CATTOLICA 1 QUADRIMESTRE COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ATTIVITÀ 1. L alunno riflette su Dio creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare

Dettagli

Nuove figure di catechista in un mondo che cambia : identità,, spiritualità, competenze,

Nuove figure di catechista in un mondo che cambia : identità,, spiritualità, competenze, Parrocchia Santi Filippo e Giacomo Capua 15 dicembre 2008 Incontro di formazione e condivisione di esperienze dell equipe equipe degli animatori di catechesi Riflessione su : Nuove figure di catechista

Dettagli

Programmazione Didattica Scuola Primaria

Programmazione Didattica Scuola Primaria DIREZIONE DIDATTICA DI NAPOLI 5 E. MONTALE Viale della Resistenza 11K-80145 NAPOLI tel. e fax 081/5430772 Codice fiscale: 94023840633 Cod. Mecc. : NAEE005006 E-MAIL: naee005006@istruzione.it Web:www.5circolo.it

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA Anno Scolastico 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA DELLA SCUOLA PRIMARIA

SCUOLA PRIMARIA Anno Scolastico 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA DELLA SCUOLA PRIMARIA Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale di Calolziocorte Via F. Nullo,6 23801 CALOLZIOCORTE (LC) e.mail: lcic823002@istruzione.it - Tel: 0341/642405/630636

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE a. s. 2014-2015

PROGRAMMAZIONE ANNUALE a. s. 2014-2015 Scuola Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE FRATELLI CASETTI CREVOLADOSSOLA (VB) WWW.iccasetti.gov.it PROGRAMMAZIONE ANNUALE a. s. 2014-2015 RELIGIONE CATTOLICA COMPETENZE CHIAVE - competenze sociali

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Traguardi Obiettivi di apprendimento Contenuti

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Traguardi Obiettivi di apprendimento Contenuti RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Scoprire nell'ambiente i segni che richiamano ai cristiani e a tanti credenti la presenza di Dio Creatore e Padre Descrivere l'ambiente di vita di Gesù nei suoi aspetti

Dettagli

Inserto. Diocesi. insieme. Pastorale Scolastica e Insegnamento della Religione Cattolica RELIGIONE A SCUOLA. PERCHÉ?

Inserto. Diocesi. insieme. Pastorale Scolastica e Insegnamento della Religione Cattolica RELIGIONE A SCUOLA. PERCHÉ? Inserto insieme Diocesi Pastorale Scolastica e Insegnamento della Religione Cattolica RELIGIONE A SCUOLA. PERCHÉ? INSERTO Il Servizio Diocesano per la Pastorale Scolastica e il Servizio Diocesano per l

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DELL ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARBONERA PER LA SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DELL ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARBONERA PER LA SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE DELL ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARBONERA PER LA SCUOLA PRIMARIA DI RELIGIONE CATTOLICA Tenuto conto dei traguardi per lo sviluppo delle competenze e degli obiettivi di apprendimento al termine

Dettagli

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità Programmazione IRC 2014-2015 1 INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità della Chiesa, sia perché

Dettagli

DISCIPLINA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA

DISCIPLINA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA CLASSE PRIMA SCOPRIRE CHE PER LA RELIGIONE CRISTIANA DIO E' CREATORE E PADRE E CHE FIN DALLE ORIGINI HA VOLUTO STABILIRE UN'ALLEANZA CON L'UOMO CONOSCERE GESU' DI NAZARETH, EMMANUELE E MESSIA, CROCIFISSO

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA Unità di Apprendimento - Anno Scolastico 2014-2015

RELIGIONE CATTOLICA Unità di Apprendimento - Anno Scolastico 2014-2015 Natura e finalità RELIGIONE CATTOLICA Unità di Apprendimento - Anno Scolastico 2014-2015 L insegnamento della religione cattolica si inserisce nel quadro delle finalità della scuola e contribuisce alla

Dettagli

Conoscere l ambiente geografico, storico, culturale della Palestina al tempo di Gesù.

Conoscere l ambiente geografico, storico, culturale della Palestina al tempo di Gesù. RELIGIONE CATTOLICA CLASSE I U A OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI CONTENUTI/ ATTIVIT À COMPETENZE PERIODO UA n 1 Unici e speciali Cogliere la diversità tra compagni ed amici come valore e ricchezza.

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO MAFFI PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA Ins. Marina Striolo Marianna Chieppa Cinzia Di Folco ANNO SCOLASTICO 2015/2016 L IRC, come le altre discipline scolastiche della

Dettagli

CURRICOLO DALLA SCUOLA DELL INFANZIA ALLA SCUOLA SECONDARIA DI 1 GRADO RELIGIONE

CURRICOLO DALLA SCUOLA DELL INFANZIA ALLA SCUOLA SECONDARIA DI 1 GRADO RELIGIONE CURRICOLO DALLA SCUOLA DELL INFANZIA ALLA SCUOLA SECONDARIA DI 1 GRADO RELIGIONE SCUOLA DELL INFANZIA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola dell Infanzia IL SE E L ALTRO IRC:

Dettagli

COMUNICARE LA FEDE OGGI Quando e come confessarmi? Riflessioni di Monsignor R. Martinelli

COMUNICARE LA FEDE OGGI Quando e come confessarmi? Riflessioni di Monsignor R. Martinelli Parrocchia S.Maria della Clemenza e S. Bernardo COMUNICARE LA FEDE OGGI Quando e come confessarmi? Riflessioni di Monsignor R. Martinelli Si consiglia una lettura graduale, riflettendo su una o due domande

Dettagli

Programmazione annuale

Programmazione annuale Istituto Comprensivo Bassa Anaunia Denno AREA RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA PRIMARIA Programmazione annuale Anno scolastico 2012/13 Docenti: SP BORGHESI PATRIZIA GRANDI MARISA LEONARDI VIOLA ZUECH GIUDITTA

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE di EDUCAZIONE RELIGIOSA anno scolastico 2009-2010

PROGRAMMAZIONE ANNUALE di EDUCAZIONE RELIGIOSA anno scolastico 2009-2010 PROGRAMMAZIONE ANNUALE di EDUCAZIONE RELIGIOSA anno scolastico 2009-2010 DIO DIPINGE I COLORI DELLA VITA CHE DONO LA FESTA... HO UN AMICO DI NOME GESU A CHIESA COME SEGNO VIVENTE D 但 MORE Insegnanti: Cambareri

Dettagli

(Decreto del Presidente della Repubblica n. 204 del 08 maggio 1987)

(Decreto del Presidente della Repubblica n. 204 del 08 maggio 1987) Specifiche e autonome attività d'insegnamento della Religione Cattolica nelle Scuole Pubbliche Elementari (Decreto del Presidente della Repubblica n. 204 del 08 maggio 1987) 1. Natura e finalità. 1. L'insegnamento

Dettagli

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 Introduzione unitaria: «Ecco ora il momento favorevole» (2Cor 6,2) Santi nel quotidiano Orientamenti per il triennio

Dettagli

Istituto Comprensivo n. 15 Bologna Scuola primaria statale Casaralta e Succursale Casaralta. Programmazione annuale IRC a.s.

Istituto Comprensivo n. 15 Bologna Scuola primaria statale Casaralta e Succursale Casaralta. Programmazione annuale IRC a.s. Classi 1^B-1^C- 2^A-2^B- 3^A-3^B- 4^A-4^B-4^C-5^A-5^B Insegnante Londino Irene Natura e finalità dell insegnamento della religione cattolica L insegnamento della religione cattolica si inserisce nel quadro

Dettagli

CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI

CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI Traguardi per lo sviluppo delle competenze Obiettivi di apprendimento Contenuti A. IL SE E L ALTRO: Scopre nel Vangelo la

Dettagli

Sintesi e prospettive. L insegnamento della religione una risorsa per l Europa

Sintesi e prospettive. L insegnamento della religione una risorsa per l Europa DOCUMENTO FINALE Sintesi e prospettive L insegnamento della religione una risorsa per l Europa Introduzione La Chiesa cattolica d Europa avverte l esigenza di conoscere meglio e riflettere sulle molteplici

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE CATTOLICA I.C. Gozzi-Olivetti PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2012/2013 Insegnanti: Tanja Lo Schiavo Andrea Musso Silvia Trotta 1 Istituto Comprensivo Gozzi Olivetti PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE

Dettagli

La Santa Sede CELEBRAZIONE EUCARISTICA A CONCLUSIONE DEL «FAMILYFEST» OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II. Domenica, 6 giugno 1993

La Santa Sede CELEBRAZIONE EUCARISTICA A CONCLUSIONE DEL «FAMILYFEST» OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II. Domenica, 6 giugno 1993 La Santa Sede CELEBRAZIONE EUCARISTICA A CONCLUSIONE DEL «FAMILYFEST» OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II Domenica, 6 giugno 1993 1. Che il Signore cammini in mezzo a noi (Es 34, 9). Così prega Mosè, presentandosi

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DIPARTIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DIPARTIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA Liceo Artistico E. Catalano Palermo PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DIPARTIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2010/2011 Palermo, settembre 2010 Programmazione dipartimento Religione Cattolica a.s. 2010-2011

Dettagli

Religione Cattolica Classe 1 A.S. 2007/2008

Religione Cattolica Classe 1 A.S. 2007/2008 Religione Cattolica Classe A.S. 007/008 O.S.A. U.A. O.F. Contenuti Dio Creatore e Padre di tutti gli uomini Nuova scuola, nuovi compagni, io in crescita insieme agli altri Le bellezze della natura sono

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA Scuole dell Infanzia Gianni Rodari Istituto Comprensivo Crespellano R E L I G I O N E C A T T O L I C A Anno scolastico 2014-2015 Insegnante: Calì Angela PREMESSA Insegnare

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO

DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO INSEGNANTI: CATERINA PIRROTTA ANTONELLA BORDONARO CLASSE I OBIETTIVI GENERALI Portare il bambino alla scoperta di se stesso in rapporto con gli altri. Far scoprire

Dettagli

PIANO DI LAVORO INDIVIDUALE a.s. 2014-15 Disciplina: RELIGIONE Prof. Sergio Garavaglia Classe 2 A

PIANO DI LAVORO INDIVIDUALE a.s. 2014-15 Disciplina: RELIGIONE Prof. Sergio Garavaglia Classe 2 A LICEO SCIENTIFICO STATALE "Donato Bramante" Via Trieste, 70-20013 MAGENTA (MI) MPI: MIPS25000Q - Tel.: +39 02 97290563/4/5 Fax: 02 97290566 Sito: www.liceobramante.gov.it - E-mail: mips25000qistruzione.it

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA 1. DIO E L UOMO CLASSE PRIMA 1.1 Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre 1.2 Conoscere Gesù di Nazareth come Emmanuele, testimoniato

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA. Conoscere Gesù di Nazaret, Emmanuele e Messia, crocifisso e risorto e come tale testimoniato dai cristiani.

RELIGIONE CATTOLICA. Conoscere Gesù di Nazaret, Emmanuele e Messia, crocifisso e risorto e come tale testimoniato dai cristiani. RELIGIONE CATTOLICA Classi 1 che fin dalle origini ha voluto stabilire un alleanza con l'uomo Identità personale relazione con l'altro: la famiglia, gli amici, la scuola, il mondo. Racconto biblico della

Dettagli

TEMATICHE PER L ESAME DI BACCALAUREATO IN TEOLOGIA PER L ANNO ACCADEMICO 2010-2011

TEMATICHE PER L ESAME DI BACCALAUREATO IN TEOLOGIA PER L ANNO ACCADEMICO 2010-2011 TEMATICHE PER L ESAME DI BACCALAUREATO IN TEOLOGIA PER L ANNO ACCADEMICO 2010-2011 TEMATICA FONDAMENTALE La Rivelazione cristiana di Dio: - L idea di rivelazione nel Concilio Vaticano I e nel Concilio

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA

SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE ALLA FINE DELLA SCUOLA PRIMARIA 1) L alunno riconosce che Dio si è rivelato attraverso Gesù, stabilendo con l

Dettagli

CURRICOLO RELIGIONE CLASSE 1^

CURRICOLO RELIGIONE CLASSE 1^ CLASSE 1^ Dio e l uomo Classe 1^ Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore. Gesù di Nazareth. La Bibbia e le, leggere e saper riferire circa alcune pagine bibliche fondamentali i segni cristiani

Dettagli

I Quaresima B. Padre, tu che ci doni il tuo Figlio come Vangelo vivente, fa che torniamo a te attraverso un ascolto rinnovato della tua Parola, pr.

I Quaresima B. Padre, tu che ci doni il tuo Figlio come Vangelo vivente, fa che torniamo a te attraverso un ascolto rinnovato della tua Parola, pr. I Quaresima B Padre buono, ti ringraziamo per aver nuovamente condotto la tua Chiesa nel deserto di questa Quaresima: donale di poterla vivere come un tempo privilegiato di conversione e di incontro con

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO LEONARDO SCIASCIA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE

ISTITUTO COMPRENSIVO LEONARDO SCIASCIA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE ISTITUTO COMPRENSIVO LEONARDO SCIASCIA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE L insegnamento della Religione Cattolica non si può ridurre ad una

Dettagli

Monza Ascensione del Signore Santissima Trinità d Amore

Monza Ascensione del Signore Santissima Trinità d Amore Lettera ai Sacerdoti, ai Membri dei Consigli pastorali parrocchiali, ai Membri dei Consigli per gli Affari economici, ai Membri del Consiglio pastorale decanale del Decanato di Monza Carissimi, è ancora

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO BRISIGHELLA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE

ISTITUTO COMPRENSIVO BRISIGHELLA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE ISTITUTO COMPRENSIVO BRISIGHELLA A.S. 2015/2016 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA PRIMARIA INTRODUZIONE L insegnamento della Religione Cattolica non si può ridurre ad una semplice

Dettagli

L ESSERE OPERATORE CARITAS MI AIUTA A VIVERE CON E PER CRISTO? DOTT.SSA LAURA SALVO PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA DOCENTE ISSR RICERCATRICE ITCI

L ESSERE OPERATORE CARITAS MI AIUTA A VIVERE CON E PER CRISTO? DOTT.SSA LAURA SALVO PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA DOCENTE ISSR RICERCATRICE ITCI L ESSERE OPERATORE CARITAS MI AIUTA A VIVERE CON E PER CRISTO? DOTT.SSA LAURA SALVO PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA DOCENTE ISSR RICERCATRICE ITCI VIVERE CON E PER CRISTO Evangelizzare significa: Convertire Portare

Dettagli

DELEGATE DIOCESANE USMI

DELEGATE DIOCESANE USMI DELEGATE DIOCESANE USMI 24-25 GENNAIO 2015 Lo Statuto USMI definisce con la parola animatrice l identità, la fisionomia e il cuore del compito della delegata diocesana. Così recita: la delegata diocesana

Dettagli

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE Parrocchia S. Biagio in Ravenna Anni: 2014-2015 e 2015-2016 PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE PER L INIZIAZIONE CRISTIANA Che cos è l iniziazione cristiana? È l introduzione

Dettagli

3. Rito della benedizione senza la Messa

3. Rito della benedizione senza la Messa 3. Rito della benedizione senza la Messa INIZIO 500. Quando la comunità è già riunita, si può cantare il Salmo 33 (34) o eseguire un altro canto adatto. Terminato il canto, tutti si fanno il segno della

Dettagli

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC A.S. 2008-2009 IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) PREMESSA Il percorso didattico

Dettagli

Schema del cammino GG e giovani

Schema del cammino GG e giovani Schema del cammino GG e giovani Professione di fede GIOVANISSIMI La dignità della persona umana La vocazione cristiana Una chiesa di discepoli GIOVANI Una chiesa di inviati Prima, seconda e terza superiore

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2015-2016 Scuola Primaria I.C. G.B. Grassi - Fiumicino

PROGETTAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2015-2016 Scuola Primaria I.C. G.B. Grassi - Fiumicino PROGETTAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2015-2016 Scuola Primaria I.C. G.B. Grassi - Fiumicino Docenti : STRANIERI Adriana... OCCHIUTO Letizia... CONSOLI Francesca... ASSANTE Rosy... MENGONI

Dettagli

DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO TRE ANNI QUATTRO ANNI CINQUE ANNI

DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO TRE ANNI QUATTRO ANNI CINQUE ANNI APPENDICE: INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA DELL INFANZIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA COMPETENZA CHIAVE EUROPEA RELIGIONE CATTOLICA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO TRE ANNI QUATTRO ANNI CINQUE

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA PARROCCHIALE Madonna di Fatima Via Don Pietro Cozza GAZZOLO D'ARCOLE (VR) IRC: I DONI DI DIO

SCUOLA DELL INFANZIA PARROCCHIALE Madonna di Fatima Via Don Pietro Cozza GAZZOLO D'ARCOLE (VR) IRC: I DONI DI DIO SCUOLA DELL INFANZIA PARROCCHIALE Madonna di Fatima Via Don Pietro Cozza GAZZOLO D'ARCOLE (VR) IRC: I DONI DI DIO ANNO SCOLASTICO 2014-2015 L insegnamento della Religione Cattolica, IRC, nella scuola dell

Dettagli

Classe prima,seconda,terza,quarta, quinta.

Classe prima,seconda,terza,quarta, quinta. DIREZIONE DIDATTICA 1 CIRCOLO MARSCIANO Piazza della Vittoria,1 06055- MARSCIANO (PG)- C.F.800005660545 Centralino/Fax 0758742353 Dirigente Scolastico 0758742251 E.mail:pgee41007@istruzione.it Sito Web:

Dettagli

Illustri Autorità, Professori e Alunni,

Illustri Autorità, Professori e Alunni, Roma, 11 novembre 2010 Inaugurazione anno accademico Celebrazione eucaristica Omelia di monsignor Fernando Filoni Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Vaticano Illustri Autorità,

Dettagli

Carta di Fondazione, Statuto e Direttorio

Carta di Fondazione, Statuto e Direttorio Carta di Fondazione, Statuto e Direttorio Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII CARTA di FONDAZIONE Testo approvato dal Pontificio Consiglio per i Laici il 25 marzo 2004 1) Il carisma della Comunità

Dettagli

ISTITUTO MAGISTRALE GUACCI. INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA Piano di Studio. Classe 2 sez B Liceo Linguistico Anno scolastico 2015/2016

ISTITUTO MAGISTRALE GUACCI. INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA Piano di Studio. Classe 2 sez B Liceo Linguistico Anno scolastico 2015/2016 ISTITUTO MAGISTRALE GUACCI INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA Piano di Studio Classe 2 sez B Liceo Linguistico Anno scolastico 2015/2016 PROFILO GENERALE L insegnamento della religione cattolica (IRC)

Dettagli

Programmazione di religione cattolica

Programmazione di religione cattolica Programmazione di religione cattolica Istituto Comprensivo P. Gobetti Trezzano sul Naviglio Anno Scolastico 2012/2013 INSEGNANTE: Franca M. CAIATI Obiettivi specifici di Apprendimento Questi obiettivi

Dettagli

LA FAMIGLIA VIVE LA PROVA Riflessioni tratte dalla terza catechesi di preparazione al VII incontro mondiale delle famiglie Milano 2012.

LA FAMIGLIA VIVE LA PROVA Riflessioni tratte dalla terza catechesi di preparazione al VII incontro mondiale delle famiglie Milano 2012. LA FAMIGLIA VIVE LA PROVA Riflessioni tratte dalla terza catechesi di preparazione al VII incontro mondiale delle famiglie Milano 2012. II INCONTRO DI PASTORALE FAMILIARE 23.11.2013 [13] Un angelo del

Dettagli

PREMESSA ALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA CIRCOLO L. DA VINCI Anno scolastico 2012/2013

PREMESSA ALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA CIRCOLO L. DA VINCI Anno scolastico 2012/2013 DIREZIONE DIDATTICA STATALE LEONARDO DA VINCI Via Virgilio, 1 Mestre (VE) Tel. 041/614863 Fax 041/5346917 Cod. Fisc. 82011580279 * * * * * PREMESSA ALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI CIRCOLO L. DA VINCI

Dettagli

٠ Accoglienza ٠ Missione ٠ Internazionalità

٠ Accoglienza ٠ Missione ٠ Internazionalità ٠ Accoglienza ٠ Missione ٠ Internazionalità Dallo statuto leggiamo: Art. 1 L AMI è composta da laici, diaconi, presbiteri che docili all azione dello Spirito Santo intendono vivere una medesima vocazione

Dettagli

Sono parole che volentieri riprendo con voi, sicuro che aiuteranno la nostra fede e la nostra vita anche per il futuro.

Sono parole che volentieri riprendo con voi, sicuro che aiuteranno la nostra fede e la nostra vita anche per il futuro. Ci ritroviamo in Cattedrale per celebrare la santa Messa di ringraziamento per il dono di Papa Benedetto XVI ed anche per pregare per la Chiesa chiamata, per la responsabilità dei cardinali, ad eleggere

Dettagli