Anno 60 - N. 35 settimanale della Diocesi di Jesi euro 1 Domenica 13 ottobre 2013

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1 Voce della 6 V 1953 v della 2013 Vallesina Anno 60 - N. 35 settimanale della Diocesi di Jesi euro 1 Domenica 13 ottobre 2013 Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi contiene IP CHIESA 5 STORIA OTTOBRE: GIORNATA DEL MALATO Papa Francesco ad Assisi: undici gli appuntamenti Papa Bergoglio ha dedicato una intensa giornata al Patrono d Italia e incontra 80mila persone, i poveri per primi 150 mo della deputazione di storia patria delle Marche Nel 1863 Vittorio Emanuele II si fermò nel palazzo dell attuale prefettura per le consultazioni SABATO 19 OTTOBRE: al Centro Pastorale di via Lotto l Assemblea diocesana per tutti i fedeli La vocazione laicale per una pastorale condivisa Nel depliant di invito è detto che la finalità generale è vivere un esperienza significativa di Chiesa diocesana, come chiesa sinodale e missionaria, proseguendo l esperienza del Intervista a don Mariano Piccotti, vicario per la pastorale della diocesi. Chi è invitato all Assemblea? Abbiamo chiesto, come lo scorso anno, alle parrocchie e alle associazioni e commissioni di delegare alcune persone. Ma tutti siamo chiamati: anche i preti, i diaconi, i religiosi e le religiose, e quanti tra i laici vogliono esserci. Proseguiamo così in modo più concreto il rinnovamento della vita e della missione ecclesiale, come abbiamo ripreso dal Concilio e come il papa Francesco ci sta dicendo coni suoi gesti. Quale è la differenza con l assemblea dello scorso anno? Sono almeno tre le differenze. La prima è la gestione in famiglia dell incontro. Non abbiamo cercato relatori di grido, come qualcuno vorrebbe. Ma con l aiuto mio e del Vescovo e dei 10 gruppi faremo discernimento. Questo è il secondo Quest anno la Messa diocesana del malato sarà celebrata nella chiesa di Sant Antonio Abate (Minonna), domenica 13 ottobre, alle 16. Presiederà la celebrazione il vescovo Gerardo. Sono invitati i volontari dell Unitalsi, dell Avulss, delle Conferenze di San Vincenzo de Paoli e coloro che si dedicano al servizio e all assistenza ai malati aspetto: fare discernimento comunitario, cioè leggere insieme e interpretare la vita pastorale e trarne delle indicazioni condivise. Il terzo aspetto è la volontà di convergere in un area di particolare importanza, sulla quale vorremmo lavorare, di più tutti insieme, per i prossimi tre anni. Il Papa ripete come slogan che la chiesa è di tutti e che la chiesa non è una ong o una azienda. Ma che cosa significa concretamente qui da noi essere chiesa prima che lavorare per la chiesa? Sarà proprio l intervento di partenza del Vescovo che, a partire da quanto stiamo vivendo e facendo, ci metterà a fuoco il sensus ecclesiae. Che tutti siamo chiesa è ormai evidente. Noi abbiamo ripetuto spesso l urgenza della corresponsabilità. Ma poi ognuno ha il suo ministero e il suo carisma da mettere in comune. E qui nascono le difficoltà in ordine sia alla appartenenza, sia alla collaborazione a diversi livelli. Le nostre parrocchie, pur vivaci, debbono far emergere la fede vissuta e testimoniata e quindi trasmessa. Non bastano le tante attività, che pure stentano a trovare responsabili motivati e preparati. Perché la sottolineatura della vocazione laicale? Perché il versante missionario della Chiesa è particolarmente vissuto dai laici nei loro luoghi di vita. Non basta che un laico dia una mano in parrocchia, anche se questa partecipazione comunitaria è importante. Occorre che insieme ci sollecitiamo e ci prepariamo ad entrare da semplici battezzati nelle dinamiche culturali e sociali del nostro territorio. Direi anche nelle dinamiche educative, che raccolgono un po tutto, come ha esortato il nostro Vescovo. Proprio in questo tempo di crisi e nella centralità della famiglia, dobbiamo focalizzare il valore della vocazione laicale. La tensione pretelaico non ha più senso, soprattutto non è né conciliare, né evangelica. Sarà allestita una mostra nel corridoio del Centro Pastorale che renda conto di quanto nelle parrocchie e nelle aggregazioni si sta facendo per comunicare Tra noi e verso il mondo (giornalini, siti e altro ). La relazione iniziale dalle 10 alle 11 sarà trasmessa in diretta Radio Duomo (95,2 mhz). ADESSO CHE ABBIAMO UNA CERTA STABILITÀ POLITICA, DOBBIAMO METTERE MANO ALLA DIFESA E AL RECUPERO DELLE AZIENDE La nostra debolezza espone le industrie allo shopping straniero Se vogliamo tirarci su per un istante, pensiamo alla diminuzione della bolletta del gas e della luce, ai 1400 operai dell Ilva periferica che tornano al lavoro, all Eni e alla Fiat-Chrysler che tengono bene sul mercato e anche all intesa presso l Onu sulla crisi siriana e al fatto che Usa e Iran sono tornati a parlarsi dopo oltre 30 anni. E penso soprattutto alla nostra recuperata stabilità politica dopo il voto parlamentare della settimana scorsa. Punto e basta, per ora. Perché di contro, solo per considerare un aspetto della nostra economia, impressiona la vivacità, quasi la cupidigia, con cui alcune nazioni fanno shopping delle nostre industrie. La Francia in testa. È di questi giorni il rischio concreto che ci attente - forse il fallimento dell Alitalia perché lo straniero se la compri poi con quattro soldi. E la Spagna si sta prendendo Telecom. Sono questi gli ultimi e più clamorosi acquisti da parte degli altri in terra italiana. Ma sono semplicemente la punta di un iceberg che non da oggi ruba il meglio di quanto valorosi imprenditori hanno creato negli ultimi 60 anni. È che, non reggendo noi alla concorrenza, ci siamo visti deprezzare veri e propri gioielli della nostra economia. Così negli ultimi anni sono finiti oltralpe Gucci, Bulgari, Valentino, Parmalat (anche se dopo la sua grande crisi era stata meravigliosamente risanata da Enrico Bondi), la Ducati, l Eridania, la Bnl e l appetito, qua e là, della Credit Agricol su diversi versanti della nostra attività creditizia, in vista anche di eventuali scalate. Per non dire delle crisi o perdite più remote come Olivetti, l industria chimica, la Falk, la Breda, Montecatini, la farmaceutica E poi: che fine farà tutta l Ilva se continuiamo con questo tira e molla e con la minaccia dell Europa che ha iniziato nei confronti dell Italia una procedura di infrazione per l inquinamento a Taranto e dintorni? Insomma gli investimenti stranieri in Italia, in generale, non sono caratterizzati da vere e proprie creazioni di nuove industrie, ma dall acquisto di quelle decotte che però, con una robusta puntura finanziaria, possono essere recuperate e questo ci sta bene o di quelle ottime che garantiscono all estero fior di guadagni a scapito della nostra Italia. E questo non ci sta bene. Se a questo fenomeno impressionante aggiungiamo le decine di migliaia di industrie piccole e medie che sono state costrette a chiudere i battenti per la crisi che ormai ci perseguita da oltre cinque anni, mentre altri paesi cominciano a camminare un pochino o anche bene, non si riesce proprio a vedere come in tempi ragionevoli possiamo ridare un po di lavoro ai tanti disoccupati, più che raddoppiati dal 2008 ad oggi. Vogliamo ancora provare a tiraci su con un altra riflessione? Ecco: anche di fronte agli acquisti a man bassa degli stranieri verso le nostre imprese, ci sono industriali italiani che non solo si difendono, ma che, a loro volta, riescono a fare buoni acquisti all estero. Così c è da incoraggiarsi delle iniziative di Luxottica, di Barilla, di Ferrero, di Fincantieri e della Fiat. Le statistiche ci dicono che negli ultimi anni abbiamo acquistato all estero oltre 1400 imprese con centomila posti di lavoro. Insomma, siamo sì, e non poco, terra di conquista, ma c è chi ancora fa del suo meglio per sviluppare anche all estero il proprio impegno. Viene da pensare che questo lodevole sforzo sarebbe meglio investirlo in Italia, ma le regole della concorrenza portano proprio a questi giochi. Rimane il grande punto interrogativo: perché in Europa c è chi va bene e chi, comunque, riprende ad incrementare il prodotto interno lordo mentre noi ancora arretriamo? A me pare che la prima risposta vada ricercata nella sempre minacciata instabilità politica, nella burocrazia e nella mala vita organizzata, realtà che poi si riversano nella disaffezione degli investimenti creativi stranieri e nella fuga di chi può. Persone e industrie. Vittorio Massaccesi

2 2 v V della 13 ottobre 2013 DEL PIÙ E DEL MENO La lingua dell integrazione di Giuseppe Luconi Il naufragio dell imbarcazione nelle acque di Pantelleria, costato la vita a più di trecento profughi, ha commosso il mondo ma ha anche alimentato l annosa disputa tra chi ritiene che debba essere data ospitalità a tutti gli extracomunitari che approdano sulle nostre coste e chi vorrebbe invece che venisse limitato o bloccato il loro accesso sul suolo italiano. Una disputa che, vista la rigidità delle posizioni contrapposte, andrà avanti ancora per molto tempo. Ed è tuttora ancora ben radicato il problema dell integrazione, che, dove le condizioni lo permettono o la favoriscono, avviene per via spontanea, naturale, senza traumi o contraccolpi. Credo che questo avvenga nella maggioranza dei casi. Negli altri casi la convivenza è difficile perché in parte giustificata dal comportamento non irreprensibile di alcuni extracomunitari e in parte originati da diffidenze, timori. Leggo sui giornali (vedi la festa di sabato scorso alla «Federico II» per i suoi quarant anni) che anche nella nostra città ci sono genitori jesini che, per evitare ai loro figli la frequenza scolastica in classi con forte presenza di figli di extracomunitari, hanno preferito iscriverli in scuole più lontane dalla loro abitazione ma senza stranieri. Mi vado convincendo che a favorire l integrazione siano anche i figli degli immigrati. E che questo avvenga attraverso la conoscenza della lingua italiana, che i piccoli, frequentandola, assimilano più facilmente dei genitori. Ne ho avuto un esempio domenica scorsa, nella mia solita uscita mattutina. Scendendo le scalette del sottopasso di via Marconi ho incrociato una famiglia di colore. Davanti il padre, seguito dai due figli (sugli otto dieci anni), seguiti a loro volta dalla madre. Padre e figli molto ben vestiti vestiti, all italiana (una volta, li si sarebbero detti «i vestiti buoni», «della festa»). La donna, invece, indossava il vestito largo e lungo fino a terra e in testa un foulard che le lasciava scoperto soltanto il viso: come nel suo Paese d origine, appunto. Lei, con voce robusta, stava parlando ai figli in tono deciso. Non conoscendo la sua lingua, non avevo capito una parola. Più che rimproveri, mi sembravano raccomandazioni. Ma ecco che, in chiusura del suo discorso, dopo un attimo di pausa, chiese ai figli, con energia e chiarezza: «Capito?». Domandava ai figli se avevano capito quello che lei aveva detto e lo chiedeva in italiano. L unica spiegazione che sono riuscito a darmi è che i figli, nati o comunque cresciuti nel nostro Paese, frequentando i coetanei italiani, a scuola e fuori, hanno imparato la nostra lingua, che conoscono più della lingua dei loro genitori. Da qui la domanda della madre: «Capito?», come a dire: «avete capito quello che vi ho detto nella mia lingua?». Foto Paola Cocola Poco c è mancato che ci scappasse il morto (eccellente, anzi eccellenza!). Ore 15,30 di domenica 29 settembre: al telefono il vescovo Gerardo chiede se la cosa si faceva. Lui era mezzo sballottato e trascinato da una tromba d aria e d acqua in una piazzola della superstrada. Poi l abbiamo visto approdare sano e salvo con la sua Panda alla Romita di Cupra, insieme al centinaio di coraggiosi che hanno sfidato cielo plumbeo, fulmini, grandine e pioggia scrosciante: il tutto, guarda un po!, dopo quasi un mese di cielo bellissimo! Così che abbiamo dovuto fare un bell atto di fede francescana per unirci al Poverello che, nel suo Cantico, loda l Altissimo per onne [ogni] tempo! E comunque la cosa è andata, tutto secondo il programma già indicato nei numeri precedenti di Voce: dopo gli onori di casa fatti da fra (che il 26 ottobre diventerà padre ) Michele, si sono alternati culturaesocietà VIII GIORNATA DEL CREATO: OLTRE CENTO PERSONE ALLA ROMITA Con l acqua del coppo e del cielo! canti, letture bibliche, riflessioni, testimonianze. Significativa dal punto di vista ecumenico la presidenza fraterna dei tre P: prete, pastore, pope (particolarmente numerosa la comunità ortodosso-rumena). Ad essi alla fine si è aggiunto il vescovo Gerardo che ha salutato i presenti e benedetto la maiolica (acquistata per l occasione in Assisi) raffigurante s. Francesco attorniato dalle creature. Poi in processione (altra sfida alla pioggia!) nel sentiero scivoloso e in discesa, in mezzo al bosco, dove l icona è stata fissata accanto alla superstite (delle quattro originarie) cannella della fonte. Qui però l acqua, un tempo dotata di qualità curative, oggi neppure è potabile. Piccolo, ma inequivocabile segno del degrado di quella splendida casa donata a noi dal Creatore. E al cui amore e rispetto la famiglia (tema di quest anno) dovrebbe educare le nuove generazioni. Anche nel loro interesse. Nella prima foto il Vescovo con il Pastore e il Pope; nella seconda alcuni della comunità ortodosso-romena; nella terza immagine, il Vescovo benedice l immagine di San Francesco. Auguri agli sposi Maria e Lorenzo Congratulazioni Sara Sara Salvoni si è laureata in Giurisprudenza il 7 ottobre 2013 all Università di Macerata. Congratulazioni dalla mamma Giannetta, dai fratelli Silvia, Simone e Serena, da babbo Costantino e da tutti i suoi familiari e gli amici. Caparbietà e dolcezza, semplicità e sicurezza ti distinguono così da volare alto al di sopra di ogni avversità. Laurea in giurisprudenza So dottore e me canzoni co la legge ciò passado tutte s ore ciò moscado nt i libbroni! Volìo esse n avvocàdo dal primo sgarbo c ho pijado A fregatte nte la vida muntibe te se rgira e po ce prôa: -Finalmente so dottore ammò sci che me ce trôa! M.G.G. Domenica 15 settembre, nella chiesa Madonna del Divino Amore, Maria Gabrielloni e Lorenzo Latini della comunità ecclesiale di Jesi, si sono uniti in matrimonio manifestando il loro consenso davanti al sacerdote don Claudio Procicchiani, che ha presieduto la santa Messa, concelebrata dal parroco don Mario Massaccio, e animata dai canti di giovani e adulti del Cammino Neocatecumenale e dagli Scout d Europa, di cui fanno parte anche Maria e Lorenzo. La Liturgia, che ha coinvolto nella festa i fedeli della parrocchia, è stata vissuta con intensa commozione e con gioia dai familiari e dai tanti amici degli sposi. Il Celebrante, prima della Benedizione finale, ha pregato così: Effondi, Signore, su Lorenzo e Maria lo Spirito del tuo amore perché diventino un cuore solo e un anima sola: nulla separi questi sposi che tu hai unito e, ricolmati dalla tua benedizione, nulla li affligga. Per Cristo, nostro Signore. Amen. Auguri, Lorenzo e Maria, per un cammino sereno e felice, di quella felicità che nasce dall amore di Cristo riversato nei vostri cuori, da annunciare ai fratelli con la testimonianza di una vita di fede. Maria Crisafulli RadiODuomo SenigalliainBlu 95,2Mhz Tutte le mattine alle 7,06 e in replica alle 24,00 il pensiero del giorno del vescovo Gerardo Rocconi Giornale radio alle 12,30 e alle19,03 Il Palazzo e dintorni il giovedì alle 12,45 e alle 19,20

3 jesi v 13 ottobre 2013 V della 3 scusateilbisticcio (ghiribizzi lessicali) PeterPun (con la u) PARALLELISMI CONVERGENTI (Dante e Ginettaccio) Questo paragrafo è rimandato al prossimo numero, visto che il Caimano (vedi sotto) si è pappato lo spazio disponibile. INSIEME NELL ABISSO (reminiscenze suggestive) Lunedì 2 ottobre 2013 ore E così il Cavaliere, poco cavallerescamente, ha potenzialmente innescato una crisi di governo dagli effetti devastanti (anche nei suoi riguardi). Il fatto ha indotto qualche commentatore a rispolverare un detto di sapore biblico che, nella vulgata corrente, suona come segue: Ora che son finiti i giorni miei, muoia Sanson con tutti i Filistei! In realtà, per gli innamorati della cultura classica, verrebbe a taglio anche un altra, non ugualmente celebre ma altrettanto incisiva, espressione sallustiana: Dal momento che mi vedo spinto nel baratro dagli avversari che mi accerchiano, spegnerò il rogo che dovrebbe bruciarmi scatenando una catastrofe. Si tratta di individuare il personaggio storico a cui Sallustio attribuisce questa fiera affermazione: Giugurta? Annibale? Catilina? *** Soluzione del gioco precedente: Siderale e sidereo derivano dal sostantivo latino sidus eris (= stella, astro). Siderurgico, invece, deriva per quanto riguarda la parte iniziale della parola dal greco sìdēros (= ferro). Assiderato potrebbe, in teoria, derivare anch esso da sìdēros; intendendo: colpito da un freddo tagliente come una lama di ferro. In realtà, deriva da sidus (già visto), inteso qui come stagione. PS Siccome, alle nostre latitudini, l inverno è la stagione che può maggiormente colpire l individuo, qui sidus equivale a stagione fredda, inverno. lacitazione A cura di Riccardo Ceccarelli Senza memoria non c è futuro Speranza e futuro presuppongono memoria. La memoria dei nostri anziani è il sostegno per andare avanti nel cammino. Il futuro della società, e in concreto della società italiana, è radicato negli anziani e nei giovani: questi, perché hanno la forza e l età per portare avanti la storia; quelli, perché sono la memoria viva. Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa. Papa Francesco, dal messaggio alla 47a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, 11 settembre lapulce Scoperte Coi primi frescolini autunnali, siamo tornati alle vecchie usanze anche per quanto attiene l abbigliamento, muliebre in particolare. Che invece nel periodo della bella stagione esibisce sempre nuove, sorprendenti scoperte (non limitate alle sole sbarbine, ma estese altresì a mammine-sprint trenta-quarantenni). Dal celeberrimo ombelico al sole del recente passato, si è giunti (passando per la spalla sensuale, ripresa dalla famosa Flora di Tiziano) alla esposizione dei fianchi opimi in grazia dei dilaganti mini-pantaloni del Quale altra scoperta ci riserverà l estate 2014? GUARDA CON OCCHI NUOVI PIAZZA DELLA REPUBBLICA, GIÀ PIAZZA DEL PLEBISCITO La sua bellezza, continua trasformazione Questa piazza ebbe tanti nomi, tra cui Piazza della Morte, per la Confraternita che gratuitamente dava degna sepoltura ai poverissimi, poi Piazza del Plebiscito, per l annessione al sabaudo Regno d Italia (1). Una piazza amata moltissimo dai cittadini di Jesi e dei Castelli, ovvero dei tanti Comuni limitrofi che, fino alla prima metà del XIX secolo, furono assoggettati a vincoli economici e politici dal libero Comune di Jesi. Orbene questa piazza rappresenta il fulcro della città moderna, dagli ultimi quattro secoli. Tentiamo di interpretarne la poetica, ovvero il modo di intenderne l arte, attraverso alcuni schemi, anche paesaggistici, intendendo con questa parola i paesaggi che si imparano a gustare attraverso l interiorità (2), ovvero i paesaggi dell anima. Uno dei massimi movimenti artistici del secolo scorso, più squisitamente italiano fra tutte le altre avanguardie artistiche, fu la pittura Metafisica di cui Giorgio de Chirico ne fu il leader con Alberto Savinio e con Carlo Carrà, poi con Giorgio Morandi e altri, con loro le rappresentazioni superano la realtà, andando in qualche modo «oltre», ci mostrano una nuova dimensione del reale. Da ciò il termine «metafisica» usato per definire questo tipo di espressione artistica; secondo me Jesi con il suo vuoto cittadino, ovvero con la sua piazza principale, esprime questo valore: quando muta di sera e nelle varie ore del giorno chiassosa incarna nella sua essenzialità un valore prettamente umano, ma proprio per questo ultramondano, che fu ben espresso dalla metafisica (3) dechirichiana. All inizio quel vuoto mi inquietava e mi intrigava, perché assomigliava alla mentalità orientale, come citava dallo zen Bruno Munari (4), il mutamento Frasassitours SASSO di Serra S. Quirico (AN) T. 0731/85017 Fax 0731/ E.Mail: Licenza n del Polizza Ass. RC Mondial Assistance Cremona Sagra del Torrone Rovereto Natale dei Popoli Sanremo Nizza - Montecarlo Torino Luci d artista e Mercatini di Natale Bressanone e Val Gardena MERCATINI DI NATALE A: 24 novembre Dicembre 2013 Dal 6 all 8 dicembre e 8 dicembre Dal 14 al 15 dicembre è l unica costanza della realtà, per lui artista, designer e filosofo del novecento, il progetto non era mai congelato in un risultato univoco, ma operava in divenire; diviene più importante il processo, che si può modificare, che non il prodotto finito. Una delle caratteristiche pregnanti del Giappone e della mentalità zen è il vuoto centrale, mentre in occidente al centro della stanza ci si è sempre messo il tavolo! Il tempo ha fatto sì che questa Piazza diventasse un esempio da capire. Le città, i paesaggi, come le opere d arte, possono essere interpretate con modalità non solo storiche, o sociologiche, od urbanistiche, ma anche antropologiche, psicologiche, artistiche, filosofiche, riuniscono differenti suoni. Ogni jesino, ogni associazione o gruppi di amici possono usare, argomentare, con la piazza attraverso le seggiole, messe lì dal Comune, oppure con le feste pubbliche, per un uso creativo e liberante dello spazio comune. La piazza si veste di palchi, di tavoli, finanche di una sola sedia, per raccogliere firme, ascoltare concerti, oppure di gruppetti di seggiole rimangono lì per qualche ora o per tutta la notte a rappresentare conversazioni, affetti, umori. È in continua trasformazione, un working in progress alla maniera dello scrittore James Joyce, perciò rivela la natura interna e segreta di situazioni personali, che, pur se al momento sono circoscritte nello spazio, assumono significati speciali, perché visibili a tutti. Questo ne fa la sua bellezza, la sua utilità, il suo modo di farci pensare e addirittura di pensarsi essa stessa come un tutto, un entità comune. È un modo di vivere il pubblico e il cittadino: un grande spazio a disposizione individuale e perciò un grande spazio condiviso con intelligenza. Talvolta brontoliamo del nostro vivere insieme, ci sembra troppo poco o troppo, tuttavia stiamo molto bene in questa città più che vivibile, ci sentiamo accolti da questa piazza che ci lascia con un vuoto da riempire, insieme o da soli, un po come la metafisica che è la scienza attraverso la quale riusciamo a cogliere il significato oltre le cose, oltre gli oggetti. Senz altro è un luogo che ci aiuta a non aver paura del vuoto, dell horror vacui, infatti le anime semplici se ne impossessano senza remore: le auto fanno lì mostra di se stesse, i soli, coloro i quali non si fanno dirigere, i bambini ci giocano felici. Negli anni settanta del secolo scorso nella Ramblas di Barcellona, la massima arteria pedonale della città, c erano le seggiole spostabili, purtroppo sono state bullonate, fissate per sempre in una posizione definita, quelle sedie mobili, che erano diventate un po il simbolo della città, ognuno poteva prenderle dalla catasta, come talvolta succede qui. Quasi una caratteristica del senso dell ospitalità, per il turista, per il passante, o per chi ha voglia di sedersi, come fanno gli habitué. Altrimenti il movimento umano sarebbe fermato nella fissità e perderebbe un po di freschezza. Vi racconto lo stupore di un amico, un visitatore comasco, che ci disse:-che piazza stupenda! Con i bambini che giocano! Non sono tante le piazze d Italia dove i bambini possono sentirsi sicuri e felici, non ho mai visto una piazza così bella! A me sembrava un aspetto di vita normale, anzi un po dimesso, ma lui aggiunse: -Da noi, a Como, è impossibile vedere i bambini giocare, sono pochissimi, inquadrati, nascosti. Tutti sono ricchissimi e in piazza non c è nessuno e nessuno si sognerebbe di poterne godere in questo modo!- E assessore ai servizi sociali, a lui Jesi è sembrata una città ricca sul serio perché gli anziani, i bambini e tanti altri si godono in libertà e in santa pace uno spazio pubblico! Questa è vita cittadina e gioia di vivere. Luigina Lampracrescia V. Cinti, Vivere a Jesi nell 800, Bergamo, 1982; S. Settis, Futuro del classico, Torino, 2004; M. De Micheli, Le avanguardie artistiche del 900, Milano 1986; B. Munari, Da cosa nasce cosa, Bari, 1981 A richiesta, senza impegno, i programmi dettagliati oppure consultate il sito internet Delegazione ASSONAUTICA Autoscuole CORINALDESI s.r.l. Point AUTOMOBIL CLUB d ITALIA Autoscuole Scuola Nautica Corsi di recupero punti per patenti Corsi di Formazione Professionale CQC per merci pericolose A.D.R. per Autotrasportatori Studi di consulenza Automobilistica e nautica Jesi, Via Mura Occidentali, 31 - tel c.a. - fax Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel fax Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel sede Consorzio Autoscuole Corinaldesi Jesi, Via Marx, Zipa - operazioni collaudi Senigallia, via R. Sanzio, 71 - tel Altre sedi: Falconara M.ma (Corinaldesi - Adriatica - Falconarese) - Ostra - Marina di Montemarciano - Marzocca di Senigallia

4 4 v V della 13 ottobre 2013 La fede nei profughi di Remo Uncini Sono secoli che proclamiamo le beatitudini ma i poveri sono tutt altro che beati, i pacifici non sono per niente beati, i perseguitati continuano a essere perseguitati. La realtà è opaca e contraddice le nostre certezze. E la fede appare inutile, non modifica nulla, non solo non muove le montagne, ma nemmeno un sasso. È una certezza inutile, dicono alcuni, consolatoria, dicono altri, che apre spazi accanto alla realtà, spazi in cui, ignorando la realtà, ci si rifugia. Ecco come prendono concretezza le obiezioni contro la fede. Le parole del profeta Abacuc si riferiscono al settimo secolo avanti Cristo. «Perché mi fai vedere iniquità e resti spettatore dell oppressione? Ho davanti rapine e violenze e ci sono liti e si muovono contese». Sono passati secoli ma Dio non è scaduto. Innanzi tutto non ogni fede è fede. Noi siamo così abituati a collocare e a diluire la specifica fede cristiana dentro la generica fede delle religioni (o della religione) o anche la semplice fede di ordine morale e psicologico, da dimenticare che la fede cristiana ha come suo oggetto proprio l impegno che Dio ha preso. Egli ha fissato una scadenza, anzi, dice al profeta: «Scrivila sulla tavoletta, questa promessa, per non dimenticartene». La mia fede non è la fede in Dio, ma la fede nel Dio che mi ha assicurato che questo mondo di violenze, di rapine, di oppressione e di disumanità finirà e se la fine indugia devo attenderla perché verrà, non tarderà. Il Dio in cui credo è un Dio che ha stretto un nodo così profondo e inscindibile con la mia preoccupazione dentro la storia, con i miei scandali di fronte ai fatti, da non mettermi fuori dall oppressione. Capita così che voltando le spalle alle tragedie ce ne dimentichiamo ritrovandoci nelle più pure oasi spirituali dove si canta «amore» e ci sembra di amare dove si canta «pace» ci sembra di essere in pace. Si crede in Dio guardando la cronaca dei delitti, anche dei delitti di questi giorni. Dei morti di Lampedusa, degli immigrati che fuggono dai loro paesi in guerra, e invece di trovare la pace di un accoglienza, trovano la solitudine del mare, che devono attraversare e finiscono per essere inghiottiti dalle acque. Si parla di Dio col giornale sotto gli occhi perché è questo il mondo su cui Dio vuole che ci impegniamo. È su questo mondo che Dio ha firmato la cambiale col profeta Abacuc e con tutti i profeti. La nostra fede è fede? I profeti ci insegnano a pregare in modo tutt altro che mellifluo e spirituale: «Mi fai vedere l iniquità e resti spettatore» Ecco una preghiera inconsueta, quasi un rimprovero. «Tu, o Signore, mi fai vedere il trionfo dei violenti e mi parli della condanna dei violenti; mi dici che i potenti saranno deposti dai troni e invece ci sono ancora.» Ecco un modo di pregare, vero. La fede passa attraverso lo scandalo non accanto, sopra, sotto, ma attraverso lo scandalo. Questo scandalo lo viviamo anche noi oggi, anzi ne siamo consapevoli. Non possiamo dire che i credenti sono non violenti mentre i cattivi sono i violenti. Qui non si capisce più nulla! Crediamo di non sapere dove sono le meccaniche della violenza. Però assistiamo alla violenza che fanno gli altri. Viviamo nello scandalo. Abitare dentro lo scandalo significa abitare nel luogo in cui Dio ci ha dato appuntamento. Fuori non c è. E aver fede che significa, allora? Significa esser certi che questo scandalo finirà. Essere consapevoli che è un fatto soggettivo e vivere di questa certezza, impegnandosi. La violenza non è solo quella che insanguina le piazze. Oggi lo sappiamo meglio di ieri. È quella che si organizza nascostamente dietro le ombre della legalità. Credere a questo vuol dire spendersi per scoprire l illegalità che si ammanta di legalità. Dobbiamo pregare: Signore aumenta la nostra fede perché ci scoraggiamo. Non siamo soli nel percorrere le strade che portano all accoglienza del giusto che, debole e indifeso, attraversa il nostro mare per la disperazione di chi non ha più patria, sicurezza e lavoro. di Riccardo Ceccarelli Fibrillano i governi, restano o passano. Da anni però si ripetono le stesse litanie o se volete gli stessi proclami. Tagli alle spese, riduzione della spesa pubblica, caccia gli evasori. Da cinquant anni e più ascoltiamo la stessa sinfonia. Anche se eseguita da suonatori diversi (ma poi non tanto). Riduzione degli sperperi, come la cancellazione degli enti inutili: mai eseguite o con risultati trascurabili. Impossibile poi mettere un tetto a stipendi faraonici. Fatto il decreto di riduzione, ci si è messa la Corte costituzionale con sentenza n. 223 dell 11 ottobre 2012, a dire che il taglio agli stipendi dei magistrati e alle retribuzioni dei dirigenti pubblici che superano i 90mila euro era anticostituzionale, anzi gli stessi magistrati si sono aumentati lo stipendio, perche secondo la Corte questa indennità (aumento) costituisce compenso all attività dei magistrati di supplenza alle gravi lacune organizzative dell apparato della giustizia. L indennità corrisponde ad un sesto della busta paga. La percepiscono tutti. E non sono stipendi da fame, come non sono da fame le loro pensioni. E non solo le loro. Ad esempio, non è da fame la pensione di chi percepisce 90mila euro al mese: li prende Mario Sentinelli ex dirigente Telecom. Anche per lui la Corte costituzionale ha detto che non si può far niente. Non si possono tagliare, sono diritti acquisiti o meglio privilegi acquisiti. I tagli di conseguenza, Nelle Marche le Delegazioni e i Volontari FAI organizzano otto itinerari, ognuno dei quali con caratteristiche e particolarità storico-artistiche originali e inediti. Ogni itinerario verrà presentato dai volontari, che oltre a distribuire le mappe, spiegheranno le tappe e le curiosità delle passeggiate. In particolare il gruppo Fai Jesi e Vallesina segnala la proposta in città Le stanze del Giani che permette di visitare lo studio del sindaco nella attualità TASSE PER TUTTI, STIPENDI E PENSIONI D ORO PER POCHI Il fiume può straripare andando a toccare privilegi acquisti, non si faranno mai. Si faranno magari sulle pensioni, anche minime su queste la Corte non interviene ma non sui pensionati d oro, quelli cioè sopra i 90mila euro lordi annui; è vero sono pochi, circa 33mila, ma pesano molto sul sistema pensionistico. Il valore totale dei loro assegni sfiora i 3,3 miliardi di euro. Non poca cosa per il drappello dei fortunati che da soli incassano l 1,2% dell intero monte pensioni italiano che viaggia a quota 265 miliardi. Pochi ma ad alto peso specifico. Tutto questo lo si può trovare su internet. Provare e leggere per credere. Poi ci sono altri sperperi. Me lo ricorda un ritaglio di giornale che ho conservato, da Italia Oggi del 13 settembre, C è chi tira la cinghia e chi spreca allegramente. Ne riporto alcune righe: «Il governo italiano ha finanziato con 2,5 milioni di euro il progetto Baalbek per la gestione dei rifiuti. In Libano. Sempre il nostro governo ha annullato di recente il debito del Marocco per un valore di 15 milioni di euro. Sei milioni di dollari sono stati invece regalati ai paesi del Pacifico per sostenere la sfida contro il riscaldamento globale.[ ] Poi ci sono i fondi che non vengono gestiti dallo stato italiano, ma passano attraverso gli organismi europei. Tra il 2007 e il 2013 l Europa ha regalato all Egitto un miliardo per promuovere il sostegno dei dritti umani. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. [ ] L Unione Europea è capace persino di finanziare la formazione di registi arabi. Sei milioni sono stati regalati alla Mauritania per potenziare i trasporti. Tredici milioni all Algeria per la tutela delle sue coste. Chiudiamo in bellezza. All inizio dell anno il Parlamento europeo ha stanziato un premio di 3 milioni di euro per ogni paese membro dell Unione europea che incoraggi l uso degli insetti in cucina. Perché gli insetti costano poco, non inquinano, sono ricchi di sali minerali e proteine e possono dare un contributo a risolvere il problema della scarsità alimentare. Speriamo che anche i ristoranti del Parlamento europeo, concludeva Pierluigi Magnaschi, si adeguino al più presto». Di questo passo forse il premio se lo aggiudicherà l Italia, considerato che tra una tassazione sempre in crescita (TARES, IMU, IVA) la disoccupazione (al 40% tra i giovani) e la mancanza di certezze per il domani, per molti non ci saranno alternative. Già da qualche anno cuochi e riviste si stanno sbizzarrendo sull entomofagia. Per non arrivare a questo, se si tagliassero i privilegi ai già ricchi che li fanno diventare ancor più ricchi, forse non si sarebbe pensato ad un premio per incentivare l uso degli insetti in cucina. Non si vuole ridurre i ricchi in povertà e far diventare ricchi i poveri, si vuole soltanto che non siano solo e sempre questi a pagare per tutti. Se nella storia spesso è stato così, non è detto che debba esserlo per sempre. Le acque di un fiume in piena quando straripano producono danni a volte irreparabili. Per tutti. Una chance alla speranza però va lasciata. Il 13 ottobre a Jesi con Le stanze del Giani I miei tre lettori (più o meno affezionati) hanno avuto poche occasioni, in queste settimane, di esternarmi di persona le loro ormai consolidate rimostranze. Succede che gli argomenti scelti non siano all altezza delle loro aspettative; o che gli stimoli che mi propongono rimangono sterilizzati nella tastiera del mio computer e non trovano la dignità di stampa. Quando li incontro, sottolineo che qui, in queste righe, siamo in terre elementari e dobbiamo rimanere, io e loro, dentro questi confini. Ho scritto bene: confini, visto che si tratta di comunque di terre, anche se elementari e dunque caratterizzate da elementi semplici. Ma è diverso tempo che non li residenza municipale, il Palazzo Mancinelli, il Palazzo Franciolini; la bottega del liutaio; la collezione di vasi da farmacia e il Teatro Pergolesi e le sale pergolesiane con una esposizione di costumi di scena. I luoghi saranno aperti dalle 10,30 alle 16 con orario continuato mentre l ufficio del Sindaco dalle 12 alle 16. Accoglienza al FAIMarathon ore 10:30 sotto il loggiato di Palazzo Magagnini in Piazza della Repubblica. Sarà possibile iscriversi alla FAIMarathon fino alle 11,30. T E R R E L E M E N T A R I N come network. N come nostalgia di Silvano Sbarbati incontro e confesso qui, pubblicamente, che ne sento la mancanza. Al punto tale che sono tentato di non scrivere, di lasciare bianco questo spazio (sempreché la direttrice me lo permetta ) in modo tale che loro tre ci mettano quello che preferiscono. A loro rischio e pericolo, aggiungo, e con mia evidente curiosità. Mi piacerebbe leggere i miei tre lettori. Non si può, lo so bene, ma una volta tanto lasciatemi pensare che sia possibile, visto come i social network ci abituano alla scrittura di tutti e di tanti e sempre e comunque. So per certo che i miei tre lettori non hanno nulla in comune con i social network ; facebook o twitter per loro sono parole inglesi e non quel mondo di parole e immagini e faccine e video che molti abitano molte ore al giorno. Invece, i miei tre lettori li incontro per strada, in carne ed ossa e le faccine me le fanno davvero. Siamo fuori tempo, forse. Ma forse io e loro tre, in quanto gruppo, potremmo considerarci un social network. Social lo siamo, network pure, perché quando ci incontriamo e ci parliamo e ci diciamo le cose come ce le diciamo noi, in fondo facciamo un lavoro di rete. Esagero a dire che noi quattro siamo un social network umano, che potreste incontrare lungo corso Matteotti a Jesi, salutandolo e invitandolo a prendere un caffè o un aperitivo? Oppure è solo un pensiero terra terra nei confini di queste terre elementari? In sincerità quanto scritto è un invito ai miei tre implacabili ma cari lettori: caffè o cappuccino? Ho un po di nostalgia

5 chiesa v 13 ottobre 2013 V della 5 PAPA FRANCESCO AD ASSISI: UNDICI GLI APPUNTAMENTI DI PAPA BERGOGLIO NELL INTENSA GIORNATA DEDICATA AL PATRONO D ITALIA Predicate il Vangelo e, se fosse necessario, con le parole Un Papa di nome Francesco ad Assisi, la cittadina dell omonimo Santo. Un Papa che per la prima volta nella storia della Chiesa si chiama Francesco e un Papa Francesco che per la prima volta nella sua vita si reca in pellegrinaggio ad Assisi. Infine, un Papa che assomiglia a San Francesco ancor più nei fatti che nella parola del nome assunto. E quindi, proprio per questo, molto gli assomiglia. È quanto basta per radunare più di fedeli ad Assisi attorno a una visita pontificia che ha il sapore dell evento storico. Undici gli appuntamenti di Papa Bergoglio nell intensa giornata dedicata al Patrono d Italia: l abbraccio, di primo mattino, ai bambini disabili dell istituto Serafico, la sosta di preghiera a San Damiano, l incontro nella Sala della Spoliazione in Vescovado, la preghiera davanti alla tomba del Santo, la Santa Messa in piazza San Francesco, il pranzo con i poveri della Caritas, la visita all Eremo delle Carceri, l incontro col clero nella Cattedrale di San Rufino, la preghiera davanti al Crocifisso di San Damiano nella chiesa di Santa Chiara, l incontro con i giovani a Santa Maria degli Angeli e la visita al Tugurio di San Francesco a Rivotorto. Due, in particolare, i momenti nei quali lo aspettava un maggior afflusso di pellegrini: la Santa Messa alle 11 nella piazza antistante l ingresso alla Basilica Inferiore e alle il bagno di folla con i giovani che l hanno atteso fin da prima del sorgere del sole a Santa Maria degli Angeli. A sette mesi di distanza dall elezione del nuovo Papa, che ogni giorno ha gli occhi del mondo intero puntati benevolmente e attentamente su di sé, forse un po tutti avevamo caricato la sua venuta ad Assisi come una sorta di punto della situazione o di momento culmine nel quale capire ancora più in profondità chi egli sia. Papa Francesco ad Assisi, proprio nel luogo legato al Santo di cui ha scelto il nome, immaginavamo fosse l occasione di una sorta di proclama delle sue intenzioni, della sua missione, del suo stile. E, invece, oserei dire, dal Papa abbiamo avuto un altro grande dono: capire meglio, in profondità, chi è invece San Francesco d Assisi. Questo è quanto è emerso piuttosto fortemente dall omelia della Santa Messa celebrata nella piazza antistante la Basilica Pontificia, dinanzi alla grande folla che aveva sfidato la pioggia dell aurora, comprensiva di più di mille giornalisti accreditati da tutto il mondo. Francesco è spesso associato alla pace - ha detto il Papa - ma pochi vanno in profondità. Molti, infatti - ha poi affermato - hanno una visione sdolcinata della pace e di San Francesco, ma - ha ribadito - questo San Francesco non esiste. Applausi scroscianti, quasi la gente avesse da tempo intuito l inconsistenza di tali sanfranceschi surrogati e deludenti e aspettasse qualcuno che riportasse la vera immagine del Santo. Ma il Papa continua e va a scardinare la cosa con più precisione: non esiste nemmeno il Francesco di un armonia panteistica delle energie del cosmo. Altro lungo applauso. Ripenso alle interviste che avevo poc anzi fatto a qualcuno in piazza, prima della Messa, soprattutto a qualche giovane: mi piace San Francesco perché era libero, sganciato dalla Chiesa incoerente, e perché faceva i fatti, stava coi poveri invece di andare sempre in chiesa, amava la natura, nella quale c è Dio. Niente di più distorto. Dalle parole di Papa Francesco brilla il vero volto di quel Francesco che è stato definito lungo la storia un alter Christus (un altro Cristo) e totus catholicus (tutto cattolico), un Santo innamorato pazzo di Gesù Cristo e totalmente sottomesso alla Chiesa, dal Papa al più poverello dei sacerdoti. Questo il messaggio forte di Papa Bergoglio tra le pietre assisane nel giorno in cui l Italia festeggia il suo Patrono: il Poverello d Assisi è un cristiano e un portatore sì della pace, ma della pace che viene da Cristo Risorto. Altri hanno costruito un falso Francesco, questa la monizione. L hanno costruito in tanti, questo falso Francesco, dai film che lo ritraggono come spensierato giovane in leggiadra corsa sui campi di girasoli e papaveri alle più recenti forme di distorsione della sua immagine che in convegni, libri, siti internet e quant altro lo propongono come facile aggancio con le più svariate visioni new-age dell era attuale. Quanti sanno, invece, che Francesco nella sua vita ha più pianto che riso? Quanti sanno che scrisse l ultima parte del Cantico delle creature dopo una notte insonne a causa della cauterizzazione col fuoco degli occhi tra il viavai dei topi sul suo corpo? Quanti sanno della sua radicale scelta di vivere il Vangelo alla lettera in totale fedeltà alla Chiesa? Quanti nominano la sua profonda devozione per la Croce e la passione di Cristo? O per la Madonna, Madre di Dio? Quanti hanno piena consapevolezza che egli amava sì la natura, che chiamava fratello e sorella, ma semplicemente perché in essa vedeva l amore Dio, di cui essa porta significazione? All incontro con i giovani, nel tardo pomeriggio, a Santa Maria degli Angeli, ugualmente sono venute parole forti, che incoraggiano a seguire l esempio del giovane Francesco che seguì la sua vocazione con coraggio e radicalità. Oggi, nell epoca della cultura del provvisorio nessuno è più capace di fare scelte forti come fece il Santo di Assisi: sembra che niente sia definitivo. Ci si sposa e si dichiara candidamente che durerà finché ci si ama. Ma Gesù - tuona il Papa davanti alla folla dei ragazzi - non ci ha salvato provvisoriamente, ci ha salvato definitivamente!. Non mancano le uscite che strappano una risata: una donna - racconta il Papa - mi diceva che suo figlio ha trent anni e ancora non si sposa. La sua risposta? Signora, non gli stiri più le camicie!. O le accuse dirette a certi programmi televisivi che insegnano ai ragazzi che l amore dura solo finché dura, poi una va da una parte e l altro dall altra, dimenticando che col matrimonio si diviene una sola carne e una sola vita. Oggi la società privilegia purtroppo più i diritti dell individuo che quelli della famiglia. Idem per i sacerdoti: il Papa riferisce di un giovane che gli disse un giorno che voleva fare il prete, ma solo per dieci anni. Non si deve aver paura, invece, di fare passi definitivi. I cristiani devono essere come San Francesco servitori del Vangelo: se non riesco ad essere servitore del Vangelo la mia vita non vale niente. Così risponde il Papa alle domande che gli pongono alcuni giovani, ma poi è lui a farne un paio a loro: Voi giovani volete rassegnarvi di fronte al male? No! gridano i ragazzi. Dio è più grande del male, ci credete o no? Sì rispondono. Ma Papa Francesco vuole un sì più forte: Si!!! con un boato esplodono i giovani. Non manca una davvero particolare espressione che il Papa attribuisce a San Francesco: Egli disse una volta ai suoi frati: predicate sempre il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole!. Ma come? Non è con le parole che si predica? No, si predica con l esempio, con i fatti, innanzitutto con quelli. Questo quanto emerso dai due principali appuntamenti con il Papa ad Assisi: la Santa Messa e l incontro con i giovani, ma anche presso i disabili dell Istituto Serafico la sua presenza è stata forte e commovente. Per non parlare del fatto che in una visita di tale portata, il Pontefice non pranza come ospite al Sacro Convento, tra le autorità, ma con i poveri della Caritas diocesana assieme a Padre Vittorio Viola che, chiacchierando con lui, tiene in braccio un bambino. Ricordo il suo sguardo, mentre mi passava vicinissimo dopo la Messa, sulla papamobile. Tenevo premuto il dito sulla macchina fotografica per ritrarlo il più volte possibile in quel fortunato passaggio. Ma poi ho smesso. Ho staccato l occhio dall obiettivo e l ho guardato in faccia con i miei stessi occhi: mi è rimasto dentro quel suo sguardo proteso come un Padre su ciascuno, attentissimo, accesissimo, nonostante il leggero rossore di una febbre che girava voce l avesse preso. Eppure era lì, era nientemeno che il Papa, ma appariva davvero come il servitore dei Vangelo, lì a disposizione di ciascuno di noi. Fotoservizio Diego Mecenero

6 6 Vv della 13 ottobre 2013 psicologiaesocietà IL CONSULTORIO LA FAMIGLIA PER I BAMBINI Trasformazioni familiari GdPGdPGdPGdPGdPGdPGd i miei genitori si separano!! Centro promozionale famiglia Consultorio la famiglia Per info ed iscrizione rivolgersi al Consultorio La Famiglia di Jesi p.zza Federico II, Percorso per bambini dai 6 ai 12 anni, figli di genitori separati o divorziati Il 30 ottobre prenderà l avvio presso il Consultorio La Famiglia di Jesi un Gruppo di Parola per i bambini dai 6 ai 12 anni figli di genitori separati o divorziati. La nuova iniziativa si inserisce nel periodo problematico della separazione e del divorzio. Dalla rottura coniugale, che porta con sé sentimenti di rabbia, aggressività, frustrazione, smarrimento, sensi di colpa, è necessario ripartire prendendosi cura dei possibili effetti negativi sui figli. La ricerca conferma, infatti, che le difficoltà non elaborate nei bambini implicati nella separazione permangono anche nel lungo periodo. Ai genitori, coinvolti nelle vicende personali, potrebbe risultare difficile riconoscere la sofferenza e il disorientamento dei figli e sostenerli in questo travagliato periodo. Per i bambini, il Gruppo di Parola è una valida risorsa e una grande opportunità per vivere meglio le trasformazioni familiari conseguenti la separazione. In Italia, i Gruppi di Parola sono una realtà piuttosto recente: sono stati introdotti per la prima volta nel 2006 dalla professoressa Costanza Marzotto dopo le esperienze già realizzate in Canada e in Francia con il nome di Groupes confidences dalle mediatrici familiari Lorain Fillion, che ha ideato questo intervento, e Marie Simon. Il Gruppo di Parola è uno luogo e un tempo dedicato ai bambini, figli di famiglie divise, nel quale i ragazzi possono mettere parola sul dolore, esprimere le emozioni, i dubbi, avere informazioni in un contesto neutro di scambio tra pari, attraverso il gioco e il disegno. Nel gruppo i bambini hanno la possibilità di esprimere i loro vissuti e, attraverso il confronto e il rispecchiamento, trovare soluzioni ai problemi della riorganizzazione familiare, fare tesoro delle reciproche esperienze e uscire dal sentimento di solitudine che spesso li colpisce. Alcuni studi hanno dimostrato che l esperienza di un Gruppo di Parola permette ai bambini di acquisire maggiore autostima e un valore più positivo di sé. Il percorso è strutturato in 4 incontri della durata di 2 ore ciascuno, con cadenza settimanale in orario preserale e nell ultima ora del quarto incontro è prevista la presenza di mamma e papà per uno scambio tra genitori e figli. Per l iscrizione è necessario il consenso di entrambi i genitori. Il modulo potrà essere richiesto alla segreteria del centro La Famiglia (tel Inoltre, il Consultorio, da sempre attento e sensibile alle problematiche della famiglia, ha in agenda un interessante programma che prevede, a partire da questo autunno, la Scuola per genitori separati, e la seconda edizione del gruppo di ascolto per separati: Ricomincio da me. La mente e l anima Ho letto i suoi articoli sull utero in affitto. Non si offenda, ma io penso che lei la faccia un po troppo facile. Per me invece è importante sapere che mio figlio è del mio stesso sangue, e per fare questo io sono disposto a provare tutte le strade che la scienza oggi ci mette a disposizione. Anche la fecondazione assistita. Perché no? ( ) Remo Accennavamo, qualche settimana fa, a quanto spesso, quando pensiamo a un figlio, ci facciamo prendere dal bisogno di avere un figlio del nostro stesso sangue. Mi ripromettevo di tornarci, e lei, Remo, ce ne dà l occasione. Volevo ritornarci perché credo sia importante che sviluppiamo la capacità di riflettere anche su quei pensieri che ci appaiono scontati. Ovvii. Pensieri che coltiviamo nella nostra mente senza neanche farci caso. Il bisogno di avere un figlio del nostro stesso sangue è uno di questi. Al punto che sempre più spesso quando una coppia non riesce a rimanere incinta, dopo aver fatto tutti gli accertamenti clinici, si rivolge a un centro per la fecondazione assistita. Ricorrendovi anche più d una volta se i vari tentativi non danno buon esito. Nonostante i costi: non solo in termini di soldi, ma anche e soprattutto in termini di salute per la donna stessa, che si vede sottoposta a veri e propri bombardamenti ormonali (che stimolino un iperproduzione di ovuli). Un figlio... tutto nostro di Federico Cardinali Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per o o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.za Federico II, JESI AZIENDA SERVIZI ALLA PERSONA Maternità e infanzia L Azienda Servizi alla Persona procederà all assegnazione di contributi finalizzati al sostegno della maternità e dell infanzia calcolato su base mensile, valutato lo stato di bisogno e di abbandono. Il beneficio ha una durata annuale (1 gennaio-dicembre 2013) e prevede un contributo mensile pari a 120 euro per i minori e 70 per le madri o gestanti. Gli importi verranno erogati a seguito di una graduatoria sulla base dell Isee in ordine progressivo, dal più basso al più alto, con priorità per i beneficiari il cui genitore (madre) si trovi nella condizione di non coniugata e non convivente con altri. Le domande di contributo, in forma di dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà, devono essere redatte sugli appositi moduli da riconsegnare entro il 4 novembre. La modulistica è scaricabile sulla rete civica comunale oppure può essere ritirata presso i Comuni dell Ambito sociale. Per quanto riguarda Jesi è reperibile presso la portineria del Comune in piazza Indipendenza e al Centro servizi per l integrazione sociale al cortile ex Appannaggio. Presso quest ultimo Centro ci si potrà rivolgere il martedì e mercoledì mattina ed il giovedì pomeriggio per la compilazione dei moduli. L intervento è attuato con un contributo dalla Provincia, cofinanziato in quota parte dai Comuni. Un figlio del nostro stesso sangue. Convinti che soltanto così quel figlio sarà davvero nostro. Nostro? Due pensieri vorrei condividere in proposito. Con una premessa, però. Che queste mie considerazioni vogliono essere soltanto dei pensieri sui quali riflettere, insieme, convinto che poi ciascuno deve seguire la strada che sente più sua nelle scelte di vita. Compresa, naturalmente, la strada che vuole seguire per diventare genitore. La prima riflessione. Nonostante quello che di solito pensiamo, non è il legame di sangue che ci fa sentire nostro un figlio. È un vero e proprio mito questo. Uno dei tanti che ci vogliamo raccontare. L anno scorso è uscito un film, in Francia: Il figlio dell altra. È la storia di due bambini, uno di genitori arabi, l altro di genitori ebrei, che nascono nella stessa clinica e che, nella confusione di un bombardamento, vengono scambiati nella culla: il bambino arabo crescerà come figlio della famiglia ebrea, e il bambino ebreo con la famiglia araba. La cosa si scopre al momento della visita medica per il servizio di leva. È chiaro che la regista, Lorraine Levy, qui prende a pretesto questa storia per evidenziare le assurdità di un conflitto tra due popoli, che ancora non riesce a trovare vie di soluzione. Ma storie come questa, storie di scambi di neonati in culla, non sono solo frutto della fantasia di qualche scrittore o regista. Sono anche cronache vere di vita vissuta. Non è il legame di sangue che ci rende genitori o figli. Il patrimonio genetico con il quale nasciamo è soltanto una dimensione dell essere umano. È il legame affettivo, che nasce nella relazione, che fa sì che questo bambino diventi nostro figlio e noi diventiamo i suoi genitori. E questa strada ha bisogno di essere percorsa sia Un bene più profondo Caritas Jesi è il progetto di servizio civile che permetterà alla Caritas Jesina di accogliere presso la propria sede quattro giovani, dai 18 ai 28 anni, motivati a svolgere un servizio nel settore dell assistenza al disagio adulto. L impegno, che sarà quello di 30 ore la settimana, dalle 9.00 alle 14.00, dal lunedì al sabato, verterà principalmente ad essere da sostegno al servizio mensa, distribuzione viveri, centro di ascolto, osservatorio povertà/risorse, accanto a volontari ed operatori con esperienza pluriennale. Oltre il servizio quotidiano, il progetto prevede un monte orario di circa 120 ore di formazione obbligatoria che potrà avere anche carattere residenziale e regionale. Si ricorda che il Servizio Civile Volontario - che nasce dall esperienza in Italia dell Obiezione di Coscienza e viene oggi regolamentato dalla legge n.64 del ha tra le sue finalità la difesa dei cittadini e del territorio-ambiente, la promozione della cultura della nonviolenza, la difesa della patria con colloqui con lo psicologo in presenza di un legame biologico, sia quando questo viene a mancare. Tra genitori e figli è necessario che si attivi un processo che potremmo chiamare di adozione reciproca. È nella condivisione del tempo, nella cura, nelle attenzioni che man mano ci si scambia; è nella vita di ogni giorno, che ci vede crescere insieme; nel piacere e nella fatica condivisi, nei momenti di luce e nei tempi bui; nelle notti insonni e in quelle di piacevole riposo che si apprende a diventare genitori di questo bambino e figli di questi genitori. Nei giochi e nelle liti. Tu sei mio figlio e Tu sei mio padre/tu sei mia madre sono parole che nascono piano piano. Perché sono parole che non hanno le radici su un certificato anagrafico, né su una provetta di DNA. Sono parole che nascono nel cuore di un essere umano quando questi ha la possibilità di vivere in uno scambio di affetto e di amore. Poi c è un altro pensiero. Forse ancora più difficile da coltivare. Ci dicevamo in altre occasioni che un figlio non è un oggetto, una cosa. Ma è un soggetto. Un individuo che, proprio come tale non appartiene ad altri che a se stesso. Non appartiene neanche ai suoi genitori. Perché ognuno nasce e viene al mondo con un suo progetto di vita. Non sempre così facile da ritrovare. E da realizzare. Compito di noi adulti i genitori in prima fila, poi tutti gli altri è di aiutare un bambino in questa realizzazione. È bello poter dire Tu sei mio figlio, così com è bello sentirsi chiamare babbo o mamma. Ma queste parole non parlano di appartenenza. Né di legame di sangue. Parlano di condivisione e di progettualità. CARITAS JESI: BANDO DI SERVIZIO CIVILE Un bene più profondo mezzi ed attività non militari, la realizzazione dei principi costituzionali di solidarietà sociale, la cooperazione e la pace tra i popoli. Inoltre la Caritas, come Ufficio Pastorale, con il suo metodo e la sua identità, richiede di operare con un stile in cui si riconosca l amore cristiano verso il prossimo. A quanti vorranno partecipare al bando si richiede di condividere finalità e obiettivi del progetto; questi verranno valutati ed esaminati durante il percorso di selezione e permetteranno di dar vita alla graduatoria finale degli idonei. Quanti fossero interessati potranno rivolgersi alla referente del servizio civile M.Sofia Rossetti presso la sede Caritas di Jesi, via San Giuseppe 27, tel o tramite Si consiglia di prendere visione dei seguenti siti internet dove si potranno trovare le informazioni Il bando scade il 4 novembre. Maria Sofia Rossetti referente SCV Caritas Jesi e Coordinatrice Servizi

7 vitaecclesiale v 13 ottobre 2013 V della 7 LA CHIESA LOCALE IL DIARIO DEL VESCOVO GERARDO Giovedì 10 ottobre Visita Pastorale a Pianello Vallesina Ore 10: Visita agli ammalati Ore 18: S. Messa e adorazione Ore 21.15: Incontro con operatori della Liturgia Venerdì 11 ottobre Ore 10: Visita Pastorale a Pianello V. Visita agli ammalati Ore 21.15: Parrocchia S. M. Kolbe, incontro con i fidanzati Sabato 12 ottobre Ore 10.30: S. Maria Nuova, benedizione Ore 16: Visita pastorale a Pianello V. S. Messa e S. Unzione Ore 18.30: S. M. Kolbe, S. Messa e Cresima Domenica 13 ottobre Ore 8.30: Visita past. a Pianello, S. Messa Ore 11: Parr. Madonna del Divino Amore, S. Messa e Cresima Ore 16: Parr. S. Antonio Ab, S. Messa per malati Ore 21: Episcopio, incontro a carattere vocazionale Lunedì 14 ottobre Visita Pastorale a Pianello Vallesina Ore 10: Visita agli ammalati Ore 16: Il Vescovo è a disposizione per colloqui Ore 21.15: Incontro con associazioni caritative Martedì 15 ottobre Ore 10: Visita Pastorale a Pianello V. Visita agli ammalati Ore 15: Il vescovo riceve in Duomo Ore 21.15: Visita Pastorale a Pianello V. Incontro con il Consiglio pastorale Mercoledì 16 ottobre Ore 18.30: Parr. S. Francesco di Paola, S. Messa nella Memoria di S. Margherita M. Alacoque Ore 15: Visita pastorale a Pianello, incontro con diversamente abili Ore 21: Parr. S. Maria del Cammino, catechesi per Milizia Immacolata a cura di don Corrado Magnani Dal Vangelo secondo Luca 17,11-19 Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un samaritano. Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a rendere gloria a Dio, all infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e va ; la tua fede ti ha salvato!». È bello tenere il conto aperto Dieci persone colpite dalla lebbra, e per questo escluse dalla comunità civile e religiosa, si fidano della parola di Gesù a distanza (versetto 12). Vanno dai sacerdoti del tempio, incaricati di verificare l avvenuta guarigione. Lungo la strada si accorgono di essere guariti dalla lebbra. Ma uno solo dei dieci, un samaritano (e per questo un rinnegato, secondo la cultura ebraica) torna indietro a lodare Dio e ringraziare Gesù. Uno solo mostra riconoscenza, cioè riconosce che ciò che gli è capitato è dono. Forse che per gli altri la guarigione era una cosa dovuta? Gesù apprezza la persona capace di stupirsi, di lasciarsi sorprendere, e quindi di ringraziare. La riconoscenza per eventi e grazie straordinarie ci può essere facile. Ma per i piccoli miracoli (= atti d amore, gesti di comunicazione di vita) quotidiani, offerti dalla vita, la gratitudine non scatta. Li diamo per scontati, per diritti acquisiti o per merito sul campo. LA FEDE È STUPORE CHE SUSCITA GRATITUDINE. Se tutto è grazia, tutto dev essere rendimento di grazia. Il credente cristiano non è colui che chiede grazie. È colui LA PAROLA DELLA DOMENICA 13 OTTOBRE A DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Dal Vangelo secondo Luca (21, ) che rende grazie. (Non per nulla eucaristia significa azione di grazie ). Dio non aspetta da noi ringraziamenti alla maniera dei cosiddetti benefattori che ci vogliono con il cappello in mano e la testa bassa. Il modo più vero per dire grazie al Signore è abitare la vita (d. Ciotti) e celebrarla con gioia e stupore; cioè godere con animo grato dei piccoli e grandi doni che la vita offre a tutti, anche a chi la vita sembra un continuo calvario. Allora ciò che è importante è non essere distratti o sbadati, ma attenti e vigilanti; cercare le tracce di Dio nelle crepe ruvide della vita. Dio è sempre sulla nostra strada e passa attraverso la trama dei nostri fatti quotidiani. Occorre saper scoprire e accettare con gioia le improvvisazioni sul tema di Dio, anche nei doni abituali. Alla radice di tutto questo rendere grazie c è una condizione esistenziale necessaria: Riconoscere di essere debitori alla Vita (a Dio) e decidere di rimanerci sempre. Dire grazie suppone la consapevolezza serena di non bastare a sé stessi e che non ci si è fatti tutto da sé. Dire grazie è non pretendere e non cercare forzosamente di raggiungere il pareggio con Dio; quindi di non mettere mano ai soldi (= moltiplicare preghiere, prestazioni religiose...) per chiudere di fatto il rapporto con Lui: come a dire: Siamo pari, io non ti devo più nulla. Dire grazie è accettare gioiosamente che la propria vita sia legata ad un Altro e questa dipendenza non procura per nulla sensi di colpa o senso di sudditanza. È veramente cosa buona e giusta rendere grazie cioè chiedere a Dio la garanzia che il nostro debito con Lui rimanga aperto. È bello che con Dio la nostra partita non finisca, come si dice tra giocatori di carte, pari e patta. C è una sola cosa peggiore del non avere nulla nella vita: È NON AVER PIÙ NULLA PER CUI DIRE GRAZIE. Perché questo significherebbe che nessuno ci pensa, si ricorda di noi, ci ama così come siamo e ci accoglie. I debiti di soldi con i nostri simili vanno pagati. Ma con Dio È BELLO TE- NERE SEMPRE IL CONTO APERTO. Lui è contento di questo e non ci perde niente. A noi ci viene come guadagno: gioia, fiducia in noi stessi, speranza, certezza di essere amati; e la vita non è più una tassa da pagare ma diventa un dono amabile da vivere. Giovedì 17 ottobre Ore 15: Parr. Santa Maria del P. Incontro con Cresimandi Venerdì 18 ottobre Visita Pastorale a Pianello Vallesina Ore 16: Il vescovo è a disposizione per colloqui Ore 21.15: Incontro con le famiglie Sabato 19 ottobre Dalle ore 9: Assemblea Diocesana Ore 21: Parr. Divino Amore, Veglia missionaria Domenica 20 ottobre Ore 9: Visita ai partecipanti al Conv. Reg. Vincenziani Ore 10: Pianello V. S. Messa per ragazzi e genitori Ore 11.30: Par. S. M. Kolbe, S. Messa e Cresima Ore 21: Seminario, chiusura corso di cristianità OGGI SPOSI 12 ottobre: Riccardo Mingo e Larisa Tinta a Montecarotto;13 ottobre Michele Santelli e Beatrice Paolucci a S. Giuseppe. APOSTOLATO DELLA PREGHIERA: 16 OTTOBRE Missionari della preghiera L Apostolato della Preghiera da molti decenni è presente in tutto il mondo e opera anche nella Diocesi di Jesi. Il gruppo, di cui tutti possono far parte, di ogni età e condizione, prega e fa pregare i fratelli mediante l Offerta delle azioni, delle gioie e delle sofferenze di ogni giorno in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria di Dio Padre. Il 16 ottobre alle 17,30, a San Francesco di Paola, l Apostolato della preghiera inaugurerà il nuovo Anno sociale celebrando la festa di Santa Margherita Maria Alacoque, Patrona dell associazione, con il seguente programma: ore 17,30: incontro del gruppo con l assistente don Vittorio Magnanelli e la presidente Lucina Longhi per una breve riflessione sulle intenzioni di preghiera del mese di ottobre, seguita dal dialogo sul programma annuale. Ore18,30: la Santa Messa, presieduta dal vescovo Gerardo e concelebrata dal parroco, don Vittorio Magnanelli. L incontro è aperto a tutti i fedeli e ai gruppi ecclesiali. Maria Crisafulli Per informazioni sull Apostolato della Preghiera: telefonare a Lucina Longhi (tel. 0731/53191). 11 ottobre: al Ferrini per l Anno della Fede Si parlerà dell Anno della Fede venerdì 11 ottobre dalle 16,30 presso la sala della chiesa dell Adorazione. L insegnante Jole Ciarmatori presenterà le motivazioni per le quali papa Benedetto aveva indetto l Anno della fede nel cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II. 12 ottobre: parrocchia di San Giuseppe Con il mese di ottobre riprendono le attività dei gruppi parrocchiali a San Giuseppe. I primi a partire saranno il catechismo e l Azione Cattolica dei Ragazzi (Acr) sabato 12 ottobre. I bambini delle elementari si ritroveranno in parrocchia per il primo incontro del catechismo alle ore 14.30, mentre quelli delle medie per l Acr dalle ore fino alle 17. Nel fine settimana successivo, quello del 19 e 20 ottobre invece, sarà la volta dell Agesci con l uscita dei Passaggi. Voce dellavallesina SETTIMANALE DI ISPIRAZIONE CATTOLICA DELLA DIOCESI DI JESI FONDATO NEL 1953 Direttore responsabile Beatrice Testadiferro Comitato editoriale: Vittorio Massaccesi, Giuseppe Quagliani, Antonio Lombardi Responsabile amministrativo Antonio Quaranta Proprietà: Diocesi di Jesi Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del Composizione grafica Giampiero Barchiesi Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola Spedizione in abbonamento postale Associato alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Questo numero è stato chiuso in redazione martedì 8 ottobre alle 19 e stampato alle 7 del 9 ottobre. Ai sensi dell articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali e per conformarsi ad obblighi di legge. Questo giornale è stampato su carta riciclata. Piazza Federico II, Jesi An Tel , Fax c/c postale Codice fiscale ABBONAMENTO ANNUO 35 EURO DI AMICIZIA 50 EURO SOSTENITORE 100 EURO

8 8 Vv della 13 ottobre 2013 regione SOCIETÀ SAN VINCENZO DE PAOLI: a Jesi il Convegno Regionale Marche 2013 Con il desiderio di adeguarsi all oggi Sarà la città di Jesi ad ospitare, il 20 ottobre, il Convegno Regionale della Società San Vincenzo de Paoli che annualmente si tiene nelle varie sedi delle conferenze vincenziane della regione Marche. E ben a ragione se si tiene conto che l ultimo anno di ospitalità era stato il 1956 e che a Jesi sono radicate da decenni quattro conferenze che riescono a coprire in larga parte i disagi materiali e morali di molti cittadini usufruendo anche di un banco alimentare. All importante convegno sarà presente anche Claudia Nodari, la presidente nazionale della sezione italiana della Società San Vincenzo che, come noto, ha un organizzazione internazionale. L invito è partito dalla presidente del consiglio centrale Jesi-Ancona- Senigallia Maria Teresa Spuri Cirilli, coadiuvata dal delegato regionale Salvatore Mirabelle e dal gruppo dirigente che ha sede a Jesi. Il convegno si svolgerà nella sala maggiore del Palazzo della Signoria dalle 9 alle 16.30, seguito dalla celebrazione della S. Messa 1. OGNI LUNEDÌ ORE 21: INCONTRO SULLA PARO- LA ASCOLTATA. Dopo aver partecipato alla Messa festiva, possiamo risuonare e interiorizzare quanto il Signore ci ha fatto conoscere. Comunicare la fede fa crescere la consapevolezza e la missionarietà. All incontro sono invitati i parrocchiani, tutti quelli che hanno frequentato gli EVO e quanti vogliono. 2. UNA VOLTA AL MESE: PREGHIERA DEL CUORE. Il terzo incontro si svolgerà giovedì 24 ottobre dalle ore 18 (messa e adorazione per chi vuole) poi dalle 19 alle 22. Aperto a tutti. 3. UNA VOLTA AL MESE: ANDAR PER CATTEDRALI. NOTIZIARIO VINCENZIANO: il grazie alla Fondazione Carisj Un aiuto concreto alle famiglie Il Consiglio Centrale della Società di San Vincenzo de Paoli di Jesi, Ancona e Senigallia, ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi per l avvenuta erogazione del contributo di tremila euro accordato con lettera del 29 giugno 2012, a fronte dell avviso 2012, per Assistenza, volontariato, filantropia e beneficenza. Come da statuto, la somma sarà utilizzata dalla Conferenze vincenziane per sollevare e alleviare stati di bisogno, povertà, emarginazione e indigenza. Nel corso dell anno 2012 sono state assistite, complessivamente, per casi diversi, 823 persone e 210 nuclei familiari, per un totale di euro ,66. I soci vincenziani delle tre Diocesi di Jesi, Ancona e Senigallia, nel 2012, sono stati 84. La festa liturgica di San Vincenzo de Paoli è stata celebrata, come da calendario, il giorno 27 settembre. I vincenziani di Jesi si sono ritrovati presso la Parrocchia di Santa Maria del Piano, ove è stata celebrata l Eucaristia, alle 18, presieduta dal vescovo don Gerardo. All omelia, commentando le letture bibliche del giorno, in particolare la pagina del vangelo di Matteo sul giudizio finale, il vescovo ha sottolineato la perfetta identità del volto di Cristo con quello dell umanità sofferente. Il Consiglio, intanto, sta organizzando il Convegno Regionale delle Marche, che si svolgerà quest anno a Jesi, domenica 20 ottobre nel ricordo del bicentenario della nascita del Beato Federico Ozanam, fondatore insieme ad altri amici universitari, della prima Conferenza di carità, sorta a Parigi nell anno 1833, nucleo originario di quella che nel 1845 sarebbe diventata la Società di San Vincenzo de Paoli. La prima Conferenza nata Jesi risale all anno 1898 Il Convegno avrà sede presso il Palazzo della Signoria. È assicurata la presenza del Vescovo, delle autorità civili e della signora Claudia Nodari Gorno, presidente della S. Vincenzo italiana. La San Vincenzo nel mondo ha sede centrale a Parigi; opera in 148 Paesi con circa soci vincenziani. a.m. alle 12 nel Santuario della Madonna delle Grazie e con un intervallo per il pranzo. Il bicentenario della nascita del beato Federico Ozanam, professore universitario e fondatore a Parigi, negli ultimi decenni dell Ottocento, delle prime conferenze di carità ispirate alle attività di aiuto sociale promosse nel seicento dal santo sacerdote Vincenzo de Paoli, farà da sfondo alla riflessione. Si tratta di adeguare lo spirito vincenziano alle necessità dei nostri tempi, sforzandosi di cogliere gli aspetti precipui delle povertà emergenti, adattando ad esse metodi e soccorsi attuali e promuovendo, come si è fatto in anni recenti, campagne a favore della scolarità per i ragazzi, i detenuti, gli anziani, della solidarietà tra famiglie, dell educazione giovanile. L intervento delle autorità civili e religiose sui temi proposti e il dialogo con i partecipanti al convegno saranno di stimolo per un proficuo scambio di idee e di esperienze e per un maggiore slancio verso gli impegni futuri. IL PROGRAMMA DEL CENTRO DI SPIRITUALITÀ SUL MONTE CASTELPLANIO Tempo per pregare e per stare insieme Il prossimo incontro sarà domenica 27, con partenza alle ore 15 da Macine. Andiamo a Fabriano. Guida storico artistica e spirituale. Vespro. Mangiamo insieme quello che ci siamo portati. La domenica è un tempo di libertà, di immersione nella natura e nell arte e anche nella compagnia. Tutti possono partecipare, anche una tantum. 4. ESERCIZI SPIRITUALI NEL TEMPO ORDINARIO (evo). La nuova edizione del percorso inizierà il 25 ottobre a Castelplanio alle ore 21. Tutti possono venire anche solo per conoscere, in questa serata, il progetto. Info: Tel Anniversario Mario Venanzi Lo ricordano con immutato affetto la moglie Marisa, i figli Massimo e Monica, le nipoti Elena, Maria e Maja. Anche se sono passati alcuni anni dalla scomparsa di Mario, l esempio della sua vita e del suo stile sono nel cuore dei suoi familiari e alla sua sposa. La Santa Messa del settimo anniversario sarà celebrata il 14 ottobre alle 18,30 presso la parrocchia di San Giuseppe. Giornata Missionaria: offerte dalla Diocesi La terza domenica di ottobre i fedeli sostengono le missioni. Le offerte raccolte durante le sante messe sono consegnate in curia con destinazione Giornata Missionaria Mondiale. Pubblichiamo l elenco delle somme pervenute alla cancelleria vescovile entro il 31 gennaio 2013 relative alla Giornata del Castelbellino, S. Benedetto: 530 euro - S. Marco 80 Nostra Signora di Lourdes, Pantiere 50. Castelplanio, S. Sebastiano 100. Cupra Montana, S. Leonardo S. Lorenzo S. Salvatore 40. Jesi Casa di Riposo 100; Cattedrale S. Pietro A. 800; Divino Amore 115; Regina della Pace 1400; S. Antonio Abate 372; S. Francesco d Assisi 330; S. Francesco di Paola 500; S. Giuseppe 350; S. Lorenzo Mazzangrugno 100; S. Lucia 30; S. Maria del Piano 200; S. Mass. Kolbe 1250; S. Pietro Martire 1485; Sacro Cuore Coppetella 20; Santuario delle Grazie 400. Monte Roberto S. Apollinare 75; S. Silvestro Papa 55. Maiolati Santa Maria delle Moie 500; S. Stefano-S. Rocco 100. Monsano S. Pietro Apostolo 20; Poggio S. Marcello 80; Rosora S. Maria degli Angeli 120; S. Michele Arcangelo 110. Santa Maria Nuova Sacra Famiglia Collina 155; San Marcello 30; San Paolo di Jesi 185; Diversi Totale Le offerte raccolte per le Pontificie Opere e i Lebbrosi sono in totale 540 euro. Nel dettaglio: Cupra Montana. S. Leonardo 100 euro; Jesi Chiesa Divino Amore 50; Jesi Ospedale Civile 30; Jesi S. Mass. Kolbe 300; Santa Maria Nuova Sant Antonio di Padova 60. Le offerte raccolte per l Infanzia Missionaria sono in totale euro. Nel dettaglio: Castelbellino S. Benedetto: 100 euro; S. Marco 40; Nostra Signora di Lourdes Pantiere 30. Castelplanio S. Sebastiano 40; Cupra Montana. S. Leonardo 250; S. Lorenzo 50; S. Salvatore 60. Jesi Cattedrale S. Pietro A. 290; Chiesa Divino Amore 125; Regina della Pace 50; S. Antonio Abate 74; S. Francesco di Paola 200; S. Giuseppe 100; S. Lorenzo Mazzangrugno 15; S. Lucia 10; S. Mass. Kolbe 900; S. Pietro Martire 50; S. Sebastiano 250; Sacro Cuore Coppetella 20. M. Roberto S. Apollinare 20; S. Silvestro Papa 85. Moie 500. Monsano S. Maria 120; S. Pietro Apostolo 20. Poggio S. Marcello 30. Rosora S. Maria degli Angeli 30; S. Michele Arcangelo 10. S.M. Nuova S. Antonio di Padova 370; Sacra Fam. Collina 40. S. Marcello 30. S. Paolo di Jesi 100. Le offerte raccolte per l Università Cattolica sono in totale euro. Castelbellino - S. Benedetto: 75 euro; S. Marco 30; Pantiere 40. Castelplanio S. Sebastiano 40. Cupra Montana S. Leonardo 200; S. Lorenzo 50. Jesi Cattedrale S. Pietro A. 145; Chiesa Divino Amore 65; Ospedale Civile 155; Regina della Pace 50; S. Antonio Abate 77; S. Francesco di Paola 70; S. Giuseppe 50; S. Lorenzo Mazzangrugno 25; S. Lucia 10; S. Maria del Piano 50; S. Pietro Martire 100; S. Sebastiano 50; Sacro Cuore Coppetella 10. M. Roberto S. Apollinare 20. Maiolati S. M. delle Moie 20. Monsano S. Pietro Apostolo 20. Poggio S. Marcello 30. Rosora S. Maria degli Angeli 25; S. Michele Arcangelo 20. Santa Maria Nuova S. Antonio di Padova 60; Sacra Famiglia Collina 48. S. Marcello 30. S. Paolo di Jesi 30. Le offerte raccolte per Terra Santa sono in totale euro. Nel dettaglio: Castelbellino S. Benedetto 60 euro; S. Marco 30; Pantiere 50. Castelplanio S. Sebastiano 90. Cupra Montana S. Leonardo 200; S. Lorenzo 50; S. Salvatore 25. Jesi Cattedrale S. Pietro A. 100; Chiesa Divino Amore 85; Ospedale Civile 276,30; Regina della Pace 100; S. Antonio Abate 105; S. Francesco di Paola 240; S. Giuseppe 100; S. Lorenzo Mazzangrugno 20; S. Lucia 30; S. Maria del Piano 50; S. Mass. Kolbe 250; S. Pietro Martire 200; Sacro Cuore Coppetella 20. M. Roberto S. Silvestro Papa 45. Moie 210. Monsano S. Pietro Apostolo 20. Poggio S. Marcello 30. Rosora S. Maria degli Angeli 20; S. Michele Arcangelo 20. Collina 89. S. Marcello 30. S. Paolo di Jesi S. Paolo Apostolo 40. Le offerte raccolte per la Carità del Papa sono in totale di 2.578,30 euro. Nel dettaglio: Castelbellino S. Benedetto 200 euro; S. Marco 50; Nostra Signora di Lourdes Pantiere 50; Castelplanio S. Sebastiano 90. Cupra Montana S. Leonardo 200; S. Lorenzo 50; S. Salvatore 25. Jesi Cattedrale S. Pietro A. 100; Chiesa Divino Amore 85; Ospedale Civile 276,30; Regina della Pace 100; S. Antonio Abate 105; S. Francesco di Paola 240; S. Giuseppe 100; S. Lorenzo Mazzangrugno 20; S. Lucia 30; S. Maria del Piano 50; S. Mass. Kolbe 300; S. Pietro Martire 200; Sacro Cuore Coppetella 10. M. Roberto S. Apollinare 30. Moie 40. Monsano S. Pietro Apostolo 20. Poggio S. Marcello 30. Rosora S. Maria degli Angeli 15; Santa Maria Nuova S. Antonio di Padova 62. Santa Maria Nuova Sacra Famiglia Collina 35. S. Marcello 30. S. Paolo di Jesi S. Paolo Apostolo 35. Le offerte raccolte per i Migranti sono in totale euro. Nel dettaglio: Castelbellino S. Marco 30 euro; Nostra Signora di Lourdes Pantiere 30; S. Sebastiano 40. Cupra Montana. S. Leonardo 150; S. Lorenzo 50; S. Salvatore 25. Jesi Cattedrale S. Pietro A. 175; Chiesa Divino Amore 80; Ospedale Civile 85; Regina della Pace 100; S. Antonio Abate 61; S. Francesco di Paola 95; S. Lorenzo Mazzangrugno 15; S. Lucia 10; S. Maria del Piano 50; S. Mass. Kolbe 300; Jesi S. Pietro Martire 50; Moie 40. Monsano S. Maria 50; S. Pietro Apostolo 20. Poggio S. Marcello 30. Rosora S. Maria degli Angeli 25; S. Michele Arcangelo 25. Santa Maria Nuova S. Antonio di Padova 65; Sacra Famiglia Collina 40. S. Marcello 30. S. Paolo di Jesi S. Paolo Apostolo 35.

9 indiocesi v 13 ottobre 2013 V della 9 PARROCCHIA SANT ANTONIO ABATE: OTTO COPPIE CELEBRANO IL LORO 40 ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO Ogni sera, tra di voi, ci sia sempre la pace L amore è più difficile nei momenti difficili che in quelli facili. Non so chi abbia pronunciato questa frase, certamente, però, una persona con alle spalle una lunga esperienza matrimoniale; lustri e lustri trascorsi assieme in un susseguirsi di eventi felici a momenti di dolore. Potrebbe essere questo il quadro che ha fatto da sfondo alla vita di ben 8 (otto) coppie residenti nell area geografica posta sotto la giurisdizione spirituale della Parrocchia di S. Antonio Abate; queste si sono ritrovate domenica scorsa nella loro chiesa per festeggiare assieme un traguardo significativo del comune cammino: il 40 anniversario del loro matrimonio. A quindici anni dall aver festeggiato le cosiddette nozze d argento e dieci anni prima del prestigioso traguardo rappresentato da quelle d oro, Bruno Campanelli e Cesarina Gardoni, Santi Ciriaci e Adriana Marcelloni, Giancarlo Crudeli e Elda Orlandini, Olivio Montesi e Ivana Baioni, Tersilio Pesaresi e Rita Piersigilli, Aureliano Spurio e Luciana Coppari, Pietro Squadroni e Cardina Coppari, Nello Zingaretti e Lina Jencinella hanno festeggiato assieme le Nozze di smeraldo, vale a dire i 40 anni di vita coniugale. Visibilmente commosse le otto coppie hanno preso posto - a due a due - sulla prima fila di panche; alle loro spalle figli, nipoti e parenti. Davanti a loro il parroco, don Giuseppe Quagliani, che nell omelia ha fatto riferimento alle parole pronunciate dal Santo Padre, Papa Francesco, in occasione della Sua visita ad Assisi (santuario da Lui visitato per la prima volta nella sua vita, dirà successivamente). Il 4 ottobre, ricorrenza di San Francesco, Patrono d Italia, papa Bergoglio si è rivolto alle coppie di coniugi dicendo loro, in estrema sintesi, che, se nel corso di un intera giornata tra i due ci sono stati screzi e litigi, una volta arrivata la sera questi dovevano cedere il posto alla pace. A quella pace, diciamo noi, che favorisce l unione e la crescita delle famiglie. La cerimonia a S. Antonio Abate si è conclusa con la deposizione, da parte delle 8 mogli, di una rosa rossa di fronte la statua della Madonna; questo prima della recita collettiva ed esclusiva da parte dei festeggiati di una preghiera di ringraziamento all Altissimo. Conclusa la cerimonia religiosa le otto coppie hanno voluto mantenere fede a quanto recitato poco prima, vale a dire di non rimanere estranei gli uni agli altri; tutti e 16 i protagonisti della domenica speciale e solo loro si sono ritrovati attorno ad un tavolo del ristorante Mirage di Senigallia per consumare lo speciale pranzo delle Nozze di Smeraldo. Sedulio Brazzini INCONTRO LAURETANO ASSOCIAZIONE APOSTOLATO VOCAZIONALE DELLA MAMMA E DELLA FAMIGLIA Preghiamo, solo la grazia di Dio cambia il cuore Quest anno l Associazione Apostolato Vocazionale della mamma e della famiglia (AVMF) ha compiuto 40 anni: nasceva il 2 febbraio 1973, festa della Presentazione di Gesù al Tempio, a Penna San Giovanni (MC) per opera di padre Umberto Bastianelli, instancabile cappuccino che ha sparso preziosi semi di preghiera per le vocazioni, responsabilizzando le mamme e la famiglia al compito di guidare cristianamente i figli nella crescita e nella scelta vocazionale. Così, come annualmente avviene, il 15 settembre a Loreto c é stato l incontro di preghiera di numerose persone iscritte all Associazione o anche non iscritte, che hanno capito l importanza di ritrovarsi davanti a Gesù Eucarestia e alla Madre sua, per supplicarli di muoversi a compassione del proprio gregge che ha bisogno, per non disperdersi, della guida di pastori santi e santi sacerdoti. Dopo la festosa, reciproca accoglienza fra padre Umberto e i pellegrini, la Cripta del Pellegrino si è riempita di voci oranti e di canti; la corale di Fermo, formata da elementi molto bravi e preparati, ha accompagnato le varie fasi dell Adorazione Eucaristica, che ha visto alternanza di invocazioni, preghiere di lode, di ringraziamento e di intercessione, canti e sottofondo musicale. Nei momenti di Adorazione silenziosa, ognuno dei presenti ha aperto il proprio cuore a Gesù, vivo nell Ostia, e a Maria, che sempre è accanto al Figlio e a tutti noi suoi figli in Cristo, con speranza e con fede. La preghiera della mamma, recitata da tutta l assemblea, senza dubbio è stata accolta dal nostro Padre Celeste: l abbiamo rivolta a Lui con Gesù e Maria. La testimonianza di fra Sergio Lorenzini, da poco sacerdote, ci ha commosso e riempito di gioia. Davanti a Gesù, centro di ogni nostro operare, ci ha invitato a trovare il tempo per pregare nelle nostre case, perché la necessità delle vocazioni nella Chiesa di oggi è urgente. Quando ci chiediamo che cosa possiamo fare, preghiamo: è solo la Grazia di Dio che cambia il cuore di una persona. Una vocazione nasce quando cambiano i nostri occhi e i nostri cuori: costringiamo con la preghiera Gesù a cambiare i cuori di tanti giovani. Una vocazione nasce quando si sperimenta in fondo al cuore la presenza di Gesù risorto come lo abbiamo qui davanti, Gesù dice: vieni con me! Gesù sussurra: vieni con me! Gesù chiama ancora oggi, in questo mondo pieno di rumori, frastuoni e idoli fuorvianti. Il Signore dice pregate e otterrete, preghiamo con fiducia in questo momento difficile e vedremo rifiorire le vocazioni, perché Gesù vivo davanti a noi ha la capacità di toccare i cuori. Preghiamo perché Dio scelga anche fra i nostri figli, non solo tra quelli degli altri, consapevoli che quello che il Signore chiede e dà è sempre la cosa più bella per ciascuno. Lui ci conosce in profondità e la strada che prepara è la migliore per la persona. Grazie a fra Sergio per la sua generosità, tutte noi mamme e simpatizzanti dell Associazione continueremo a stargli accanto con le nostre preghiere, così come lo faremo per tutti i sacerdoti. Ringraziamo per il caloroso saluto che ci ha rivolto il Vescovo di Loreto mons. Giovanni Tonucci che ha concelebrato la Santa Messa sul piazzale della Basilica ed ha esortato tutti i presenti (eravamo tanti, compresi cinque gruppi di bande musicali) a fidarsi di Dio Padre e ad affidarsi alla Sua misericordia. Nel recitare quotidianamente la preghiera della mamma ci ricorderemo anche di padre Umberto, perché il Signore gli conceda di seguire ancora a lungo con l entusiasmo e la perseveranza che lo hanno sostenuto in questi 40 anni, la preziosa opera che lo Spirito di Dio gli ha affidato. Lo ringraziamo per l esempio di fede e speranza in Dio, per la sollecitudine e la convinzione con cui sostiene l Associazione e perché ci sprona alla preghiera che fa bene ad ognuno di noi ed è fonte di abbondanti grazie. Pierina e Stefano Fantini DOPO IL 28 CORSO CURSILLO UOMINI DELLA DIOCESI DI JESI A MAIOLATI SPONTINI Tutti siamo missionari e profeti in casa Ancora una volta la Casa Paolo VI ha ospitato un gruppo di uomini, laici e sacerdoti, i quali hanno generosamente offerto al Signore un po della loro vita personale per accogliere nella grande famiglia dei cursillisti i nuovi fratelli. Sono stati strumenti nelle mani del Signore, docili alla sua Parola, per facilitare ai nuovi l incontro con Lui e per rafforzare la loro fede, testimoniata dall amicizia sincera e dalle vivenze. La chiusura del Cursillo, guidata dal Rettore Nicola Rocchetti, con la gradita presenza del vescovo mons. Gerardo Rocconi, ha visto un nutrito numero di vecchi cursillisti, anche della Diocesi di Senigallia: essi hanno accolto con gioia e affetto fraterno gli uomini scesi dal Colle, commossi da ciò che lo Spirito aveva operato in loro nei tre giorni. Molte Diocesi del territorio 5, dell Italia e di altre nazioni erano presenti nelle numerose intendenze pervenute a sostegno spirituale del Cursillo. Le testimonianze dei fratelli hanno toccato con commozione sempre nuova vari e precisi punti di riferimento per il quarto giorno: la scoperta o riscoperta dell Amore di Dio e del suo perdono, l innamoramento del Signore, col quale si è vissuti a tu per tu per tre giorni e che va comunicato alla gente, il colloquio cuore a cuore davanti a Lui, la certezza di averlo sempre accanto nelle strade della vita piene di dossi e buche, l amicizia con Lui e l amicizia forte con i fratelli in Lui, il proposito di continuare nel cammino faticoso, ma dolce, perché certi della Sua fedeltà all Amore donato. Il canto corale del Magnificat è stato il ringraziamento a Dio che anche oggi compie meraviglie nei suoi figli. Il messaggio del nostro Vescovo ha preso spunto dal Vangelo del giorno (Lc.16,19-31). In particolare riferendosi all esortazione di Abramo: hanno Mosè e i Profeti: ascoltino loro, don Gerardo ci ha detto che tutti possiamo essere i profeti che rendono attuale la parola di Dio e la portano ai fratelli. Nel mondo odierno, superficiale e distratto, c é bisogno di chi, con la propria vita controcorrente, e con scelte ben precise, porta gli altri a porsi domande. Ci avviciniamo al mese missionario di ottobre: è bene ricordare che la missione è ovunque, a noi viene chiesto di essere profeti e missionari a casa nostra. Il Crocifisso consegnato e baciato, le parole attestanti la fiducia di Dio nell uomo e dell uomo in Dio, hanno gioiosamente avviato alla conclusione questo rientro, terminato con il festoso canto Vittoria. De Colores! Pierina Belardinelli

10 10 v V della 13 ottobre 2013 indiocesi SAN FRANCESCO D ASSISI: LA SETTIMANA FRANCESCANA CON LITURGIE, INCONTRI, TESTIMONIANZE Per una Chiesa credibile è urgente convertirsi Nell anno ventesimo della sua conversione, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola, per rendere a Dio lo spirito della verità, là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia. Quando vi fu condotto, per dimostrare che, sul modello di Cristo, egli non aveva nulla in comune con il mondo, si prostrò con fervore di spirito, tutto nudo sulla nuda terra. Così disteso sulla terra, dopo aver deposto la veste di sacco, sollevò la faccia al cielo, totalmente intento a quella gloria celeste, mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro, perché non si vedesse... Volle di certo essere conforme in tutto a Cristo crocifisso che, povero e dolente e nudo, rimase appeso alla croce. Così le Fonti francescane descrivono gli ultimi istanti di vita di Francesco che la sera del 3 ottobre 1226 passò dalla terra al Cielo. Nell Anno della fede, in cui lo spirito Santo ha donato alla Chiesa Papa Francesco, animato dalla fiducia La vicenda artistica e quella umana dell artista jesino non possono essere disgiunte. Mite, giusto, senza quel fastidioso clamore che grava spesso sui mediocri, si muove con leggerezza e lievità nella vita come nell arte. La sua produzione pertanto è sincera, frutto di uno studio razionale e di una espressività mai sopra le righe. Questo lo eguaglia a certi poeti apparentemente appartati, legati alla dimensione delle cose quotidiane ma mai vernacolari. Magrini è un poeta del ricordo, del verso leggero, di un immaginario che si potrebbe cogliere nel codice visivo di ognuno di noi. Ciononostante, l apparente facilità non inganni. Basterebbe la visita alla sua ultima fatica, la Via crucis nel piccolo scrigno di Santa Caterina alle Valche. Non solo un doveroso grazie per averci restituito almeno per poche settimane un tempietto caro a lanieri e lavandaie, autentico capolavoro, ma nella divina misericordia e dalla solidarietà concreta a favore dei poveri e degli ultimi, in un momento storico tanto difficile, la parrocchia di San Francesco d Assisi ha voluto celebrare con particolare solennità la festa del Santo progettando una Settimana francescana. Il 1 ottobre padre Pierpaolo Fabbri ha offerto ai fedeli una forte testimonianza della sua esperienza di vita eremitica e la sera del 3 ottobre, durante la Messa, i laici dell Ordine Francescano Secolare (Ofs) hanno rievocato il Transito di Francesco. Il parroco, padre Silvio, ha detto: «Perché tanta sicurezza di andare in Paradiso? Non sono i meriti, le fatiche e le privazioni che gli danno sicurezza. Questa gli viene dal Vangelo che dà la certezza che Dio, Padre misericordioso, ci ama e perdona tutti i peccati. Francesco esorta i frati a dare il meglio di sé per far crescere i doni di Dio; e anche noi dobbiamo far fruttare i talenti a servizio degli altri. Chi riceve per una serie di figurazioni (stazioni), in cui l artista staziona e con pochi cenni si limita ad evocare il mistero. Magrini mostra la sua maturità in un operazione di poche battute, quasi un elementare sgocciolamento, per narrare la passione del mistero e il mistero della passione. Il foglio bianco, appeso come un lenzuolo delle lavandaie, e poi grumi di colore. E ancora un foglio, una crocefissione a carboncino, elementare e intenso, momento discreto di una ricerca che molto umilmente e in modo dignitoso, ora volge il suo sguardo dolce e lucido verso l infinito cristianamente inteso. Gabriele Bevilacqua Foto Vincenzoni La mostra a Santa Caterina alle Valche è aperta sino al 13 ottobre ed è visitabile tutti i giorni, compresi i festivi, dalle ore 17 alle 20. il Vangelo non può tenerlo per sé, deve annunciarlo. Il Papa dice: Il cuore riceve il sangue e lo distribuisce a tutto il corpo. Che la nostra vita sia un dono per il Signore e per i fratelli». Grande festa la sera del 4 ottobre in onore del Padre della Famiglia francescana cui appartengono i Frati, le Sorelle Clarisse e i fedeli laici del Terzo Ordine (Ofs). Nella chiesa di San Francesco d Assisi, gremita di fedeli provenienti da varie parrocchie, la Fraternità del Terzo Ordine dei Cappuccini di San Pietro Martire si è incontrata con la Fraternità Ofs dei Frati Minori, per partecipare insieme alla Messa solenne, presieduta dal Vescovo Gerardo e concelebrata da padre Silvio Capriotti, dei Minori, e dal padre cappuccino Benedetto Giacobbi, con l assistenza dei diaconi Emilio Capogrossi, Guido Gianangeli, Antonio Quaranta. Al canto corale Alto e glorioso Dio... i Celebranti si avviano verso l altare, preceduti dalla Croce e da tre giovani laici in prima fila... Una festa nella Festa: Roberta Amico Garbuglia, Francesco Marra e Martina Salvatori, proclamate le letture bibliche, chiedono al Ministro della Fraternità, Angela Sagramola, di essere ammessi, secondo la Regola francescana, alla Professione solenne nel Terzo Ordine, che accoglie i fedeli laici, uomini e donne chiamati a vivere nel mondo le beatitudini evangeliche. Il Vescovo Mons. Gerardo Rocconi in data 26 settembre 2013, festa dei Santi Cosma e Damiano, ha nominato il diacono Emilio Capogrossi Direttore dell Ufficio Missionario Diocesano. Non possiamo non esprimere la nostra viva gratitudine e riconoscenza a don Francesco Sabbatini per il servizio svolto per tanti anni nel Gruppo missionario diocesano a vantaggio di tutti i Missionari del Mondo. Gli auguriamo ogni bene per la sua salute e lo accompagniamo con le nostre preghiere certi di essere contraccambiati. Don Luigi Carrescia è partito per il Brasile come Fidei Donum il 15 novembre In seguito alla sua partenza è stato nominato direttore dell ufficio missionario don Francesco Sabbatini parroco di San Antonio da Padova in Santa Maria Nuova. Don Francesco in tutti questi anni ha espresso e si è prodigato al massimo per tenere vivo l aspetto missionario della chiesa jesina. Certo, eravamo più giovani e ci si riuniva una volta al mese per un incontro di formazione spirituale e per poter organizzare e mantenere le nostre iniziative. Ci impegnavamo molto per la Mostra Missionaria durante il mese di dicembre fino ai primi di gennaio, don Francesco ci ha sempre spronati e aiutati a superare i momenti di stanchezza, dicendoci che se pur poco quello che facevamo era sempre un apertura del Il messaggio è per tutti Invitando i fedeli a meditare la parola illuminante del Vangelo (Mt 11,25-30), il Vescovo ha sottolineato che il Signore rivela la verità ai piccoli nel dialogo con lo Spirito Santo: «Le motivazioni della scelta fatta da questi nostri fratelli non sono frutto della mente ma del cuore in ascolto dello Spirito. La Croce di Cristo non ha senso per la logica del mondo, non sta in piedi..., ma Gesù ha detto: Chi vuol essere mio discepolo, prenda la sua croce e mi segua. Val la pena seguire Gesù che è venuto per servire? Voi che chiedete la Professione francescana siete in prima fila, ma il messaggio è per tutti. Quando Francesco capisce il senso delle parole del Crocifisso di san Damiano, Va e ripara la mia casa che è tutta in rovina, prende coscienza che il rinnovamento della Chiesa comincia dalla sua conversione. È urgente convertirsi; per una Chiesa credibile abbiamo bisogno di cristiani convinti». Manifestata la volontà di consacrarsi al servizio di Dio, nell Ofs, ogni candidato viene accolto dal Ministro: Ti ricevo in questo Ordine francescano: la tua incorporazione in esso è motivo di gioia e di speranza per i fratelli. Con la Conferma del Vescovo il rito è compiuto. La Festa di san Francesco che amava pregare cantando le lodi del Signore, si è conclusa a tarda sera con l inaugurazione dell organo della parrocchia che, ben restaurato, ha risposto fedelmente alla mistica ispirazione e alla singolare professionalità del Maestro d organo, il francescano padre Armando Pierucci, originario di Moie e da anni residente a Gerusalemme dove è organista della basilica del Santo Sepolcro. Fra i brani di sua composizione, magistralmente eseguiti nel concerto, ricordiamo: Carillon, Elevazione, Rondò (Dal Callido verde,1988); Danza degli ombrellini (Dalla Suite Ecumenica, 2010); e con il solo pedale: Crocifissioni, di un realismo travolgente. Da notare in padre Pierucci il forte slancio mistico e l impegno per l Ecumenismo, che si sono manifestati nella creazione, a Gerusalemme, della Scuola di Musica Magnificat, dove studiano circa 250 ragazzi seguiti da 28 professori: allevi e docenti di diverse etnie, lingue e religioni. Maria Crisafulli Foto Fantini e Cognigni FINO AL 13 OTTOBRE A SANTA CATERINA Giannetto Magrini, arte e fede AVVICENDAMENTO DEL DIRETTORE DELL UFFICIO MISSIONARIO Con affetto a don Francesco cuore verso coloro che non conoscevano Gesù. Parecchi anni fa ebbe un incidente stradale e decise di destinare la somma ricevuta come risarcimento per comperare una jeep in una missione di Fr Jhon Guria, gesuita nel cuore dell India, per aiutare gli intoccabili, che vivono ai margini della società e che possono solo riscattarsi grazie all educazione. Ha sempre partecipato agli incontri della commissione regionale, convegni nazionali ai quali andavamo anche noi con lui. Grazie a lui ogni martedì santo si organizza la Via Crucis, per la diocesi alla presenza del nostro vescovo. Don Francesco ha sempre operato con umiltà e semplicità manifestando una fede grande e un grande amore per la missione. Noi tutti del gruppo missionario lo ringraziamo per i suoi insegnamenti e la profonda amicizia che ci lega a lui. Affettuosamente Il gruppo missionario La veglia Missionaria Diocesana Alla veglia missionaria di sabato 19 ottobre alle 21 presso la chiesa della Madonna del Divino Amore accoglieremo le testimonianze di don Marco Micucci di ritorno dalla Gmg in Brasile e di un giovane missionario Saveriano, padre Serge Tchatche, che proviene dal Camerun ed è in Italia da quattro anni.

11 vallesina V della ottobre 2013 v ANCONA: AVVIATE LE CELEBRAZIONI PER IL CL ANNIVERSARIO DELLA DEPUTAZIONE STORIA PATRIA DELLE MARCHE Quando si trattò per il passaggio dei beni dello Stato pontificio Sabato 5 ottobre, presso le magnifiche sale della Prefettura di Ancona, Palazzo del Governo, si è svolta la cerimonia inaugurale delle manifestazioni che intendono ricordare il CL anniversario dell istituzione della Deputazione Storia Patria delle Marche. Le Poste Italiane, in una sala attigua, avevano anche organizzato un ufficio temporaneo destinato alla diffusione di un Annullo Speciale Figurato con la distribuzione di cartoline legate alla storia della Deputazione, con francobolli a valenza regionale e unitaria. La manifestazione ha visto la presenza di mons. Edoardo Menichelli, Vescovo di Ancona; delle più alte cariche militari della Regione di ogni arma, dei rappresentanti degli enti locali, numerosi docenti universitari, tra questi il prof. Gianfranco Paci dell Università di Macerata, rappresentanti delle Soprintendenze archivistiche e storici legati a tutto il territorio marchigiano. L introduzione è stata del presidente della Deputazione prof. Gilberto Piccinini, poi ha preso la parola S.E. il Prefetto di Ancona dott. Alfonso Pironti. Dopo il cordiale saluto, il prefetto Pironti ha portato il proprio contributo a vantaggio della valorizzazione delle istituzioni e un elogio alle persone appassionate di Storia locale che spontaneamente si occupano di valorizzare il territorio e i suoi personaggi. S. E. il Prefetto ha inoltre ricordato il decreto del Luglio 1863 con il quale era istituita la Deputazione per le Marche per distacco dalla Deputazione fiorentina che precedentemente comprendeva la Toscana, le Marche e l Umbria. Nei prossimi mesi ci saranno altre celebrazioni in tutto il territorio nelle quali si cercherà di ricordare i personaggi più importanti della nostra storia regionale. Il Prefetto ha ricordato che la Deputazione promuove studi, ricerche storiche e intende diffondere attraverso esse l interesse per la storia patria. La conoscenza del patrimonio storico è, purtroppo, appannaggio di pochi, è ristretta agli addetti ai lavori, quindi sono meritevoli coloro che si prodigano per la diffusione e il ricordo dei fatti. Il Prefetto ha poi ricordato che la Deputazione fu istituita da re Carlo Alberto nel 1833, successivamente le Deputazioni si diffusero in tutta la nazione aiutando il processo unitario. Il prof. Gilberto Piccinini, prima di entrare nel merito, ha dato lettura di un argomentata lettera del Presidente del Senato Pietro Grasso, nella quale ha spiegato le conosciute ragioni per cui non ha potuto essere presente, ma ha elogiato: il metodo scientifico nel reperire notizie; la conservazione degli archivi; lo studio della letteratura; la scrittura delle biografie degli uomini illustri; azioni che servono a sacralizzare e custodire la storia locale, base di quella nazionale. Tra le numerose ed autorevoli lettere di saluto, sono giunte anche quelle del senatore Riccardo Nencini e dell on. Irene Manzi, entrambi componenti della Commissione cultura. La giornata si è fregiata anche del ricevimento della Targa del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano che resterà a ricordo del CL della Deputazione. Il prof. Piccinini ha trattato tre argomenti legati alla fondazione della Deputazione e alla cerimonia in Prefettura: prima ha ricordato che 150 anni fa nel palazzo dell attuale prefettura si fermò Vittorio Emanuele II per le consultazioni, mentre lo stesso re preferì risiedere a Villa Colonnelli di Posatora, dove il sovrano poteva ricevere segretamente tutti coloro che auspicavano l unità nazionale. Vittorio Emanuele incontrò il segretario del Cardinale Antonucci per trattare il passaggio dei beni dallo Stato pontificio alla Stato piemontese. Il Card. Antonucci era stato il precettore, a Torino, del re. Il prof. Piccinini ha sostenuto che in questo CL di vita della Deputazione, si può ricostruire anche questo aspetto storico poco conosciuto, il rapporto tra il Re e il Card Antonucci, fino all ingresso del re nella basilica di Loreto, sia pure con il peso della scomunica ricevuta da Pio IX. Altro argomento ricordato dal prof. Piccinini è stato la supplica al re dei nuovi italiani, il 30 ottobre 1860, di elevare una deputazione patria con il compito di promuovere i caratteri fondamentali della regione degni di essere collocati nel pantheon nazionale, almeno due grandi personaggi simbolo delle Marche: Giacomo Leopardi e Gioacchino Rossini. Terzo argomento trattato dal prof. Piccinini è stato quello sulla valutazione tra carattere privatistico e pubblico della Deputazione di Storia Patria, quest ultimo ruolo è evidenziato anche dall attività sulla toponomastica. Dopo il ricordo del Prof. Werther Angelini, docente universitario ed ex Presidente della Deputazione, è stato ricordato che attualmente la Deputazione è formata da quaranta Soci e dieci Corrispondenti. È stata espressa preoccupazione per il forte calo degli studi storici, specialmente nel mondo universitario, infatti negli atenei ci sono contrazioni delle cattedre di Storia e delle scienze sussidiarie della storia. Infine il prof. Andrea Giardina, Presidente della Giunta Centrale per gli Studi storici, ha tenuto la prolusione: Storia patria, storie patrie. La lettura argomento è stato affrontato con un tema di storia antica: la Guerra sociale combattuta nelle Marche tra il 91 e l 88 a. C. tra due schieramenti gli Italici contro i Roma. In sintesi, il prof. Giardina ha sostenuto che in Italia non era possibile identificare una patria ab origine. In Italia, grazie alla presenza di tante comunità autonome, di tante piccole patrie non si riesce a trovare elementi di unità nazionale assoluti; oltre Roma ogni località ha i suoi personaggi, le sue storie i suoi elementi di riferimento. Infine, il Prefetto dott. Alfonso Pironti ha consegnato gli attestati di nomina ai nuovi Soci e Corrispondenti della Deputazione di Storia Patria per le Marche. Marco Palmolella Nella foto da sinistra il prefetto Alfonso Pironti, al centro il prof. Giardina e a destra il prof. Gilberto Piccinini. Altro che se mi sarebbe piaciuto venire a teatro! mi ha detto risentita una signora che abita a Jesi, non proprio nel centro storico Ma non so dove parcheggiare. C è divieto dappertutto: in piazza della Repubblica, piazza Colocci, piazza Federico II, Corso Matteotti e vie laterali. Ammesso, e per niente concesso, che si trovi un parcheggio in basso, a Largo Baccio Pontelli o al Viale della Vittoria, per arrivare a teatro, Pergolesi o Moriconi che sia, ci si deve arrampicare. Non tutti se la sentono!. Non è la prima volta che raccolgo un reclamo del genere: sono anni, anzi, decenni che lo sento ripetere da tanti. La questione non è di poco conto, eppure sembra passare in sottordine. Perché le sere in cui c è spettacolo il centro dovrebbe essere drasticamente interdetto al parcheggio se i negozi sono chiusi né vi è carico o scarico delle merci? E perché, nonostante la protesta sia diffusa, di vecchia data e levata ad alta voce non si è ancora trovata una soluzione al problema? Eppure i due teatri sono fiore all occhiello di Jesi; eppure si tiene moltissimo alla loro attività e ci si propone di favorirla ed agevolarla anche con una adeguata accoglienza. Siamo dunque portavoce di una petizione corale, da rivolgere alle autorità competenti perché provvedano a risolvere una situazione che dissuade non pochi dalla frequentazione dei due teatri. Lo richiedono non solo anziani, asmatici e cardiopatici, ma anche normalissimi signori che desidererebbero non arrivare ansimanti a teatro e signore che non vorrebbero ritrovarsi con i tacchi distrutti dall arrampicata. Augusta Franco Cardinali spigolando A teatro, a piedi e in salita Rosora: torna la tela San Cristoforo Torna a Rosora la tela San Cristoforo della fine del 1500 attribuita popolarmente al pittore arceviese Ercole Ramazzani. Era stata prelevata dal Museo Diocesano di Jesi negli anni 70 La popolazione di Rosora è in festa per questo ritorno. Sarà esposta in questi giorni di ottobre11, 12, 13 nella chiesa S. Michele di Rosora. La Tela apparteneva ad una chiesa dedicata a questo Santo sita in via Fondiglie nella Contrada San Cristoforo. La chiesa è stata demolita. Fin dal 1100 abbiamo notizia (ed è la prima testimonianza del culto al Santo nelle Marche) negli Annali Camaldolesi, di questa Chiesa con annessa una piccola abbazia derivante dal Sant Elena durante la sua espansione nei versanti della Vallesina per disboscare e dissodare terre. La tela, molto bella, anche se incompleta per motivi della committenza, centra la sua attenzione sul dialogo tra il gigante buono ed il bambino che reca sulle spalle, così come vuole la leggenda medievale sul Santo di Jacopo da Varazze. Negli archivi Parrocchiali abbiamo trovato una Mappa del 1779 con descrizione delle piantagioni del colle S. Cristoforo e con indicazione della chiesa mediante un crocetta rossa. La visita alla Tela è accompagna da un depliant con l immagine del Santo e la narrazione su questa antica Via Fondiglie del territorio di Rosora con tutti i riferimenti storici rinvenuti. don Giuliano Gigli, parroco

12 12 v V della 13 ottobre 2013 arte SERRA SAN QUIRICO: Concerto dedicato a don Mauro Costantini a dieci anni dalla scomparsa Sul più antico organo della Vallesina Mercoledì 25 settembre si è tenuto a Serra San Quirico il decimo appuntamento con la XIX rassegna organistica Suoni dal passato, organizzata come ogni anno dall Associazione Organistica Vallesina olus, di Staffolo, in collaborazione con Le Marche a Serra San Quirico. Il concerto, che si è svolto nella chiesa di Santa Lucia, aveva un duplice scopo: far conoscere la musica ed onorare la memoria di don Mauro Costantini, parroco di Serra San Quirico. Don Mauro nasce a Sasso, frazione di Serra San Quirico, l 8 ottobre 1958; studia al seminario di Camerino poi in quello regionale di Fano e infine presso l università Gregoriana a Roma. Ordinato Sacerdote il 6 giugno 1982, diventa parroco di San Quirico in Serra San Quirico nel giugno del 1987, continuando nel frattempo ad essere segretario e docente all Istituto Teologico Marchigiano. A Serra San Quirico don Mauro è parroco, insegnante di religione nella Scuola media Domenico Gaspari e trova anche il tempo per interessarsi attivamente alle varie iniziative culturali e sociali, promuovendole e sostenendole con intelligenza e dedizione. Preso dagli impegni, spesso non trova tempo di pensare a se stesso: il 23 settembre 2003 viene ricoverato presso l ospedale di Fabriano, dove muore due giorni dopo. La chiesa di Santa Lucia risale almeno al 1276, anno a cui risalgono le prime notizie; dal 1289 la chiesa è affidata alle cure dei monaci silvestrini. Ricostruita nel 1650, la chiesa di Santa Lucia è in stile barocco. L interno, a navata unica, è adorno di altari dorati, stucchi e tele. La navata ospita sei cappelle e sette altari; va segnalato l altare maggiore in marmi policromi pregiati, fatto costruire nel 1739 dai Silvestrini, ed opera di Giovanni Fabbri da S. Ippolito. Le tele dell abside rappresentano il martirio di Santa Lucia; quella al centro è opera di Pasqualino Rossi, le altre sono probabilmente opera di pittori della scuola bolognese. L organo, posto in cantoria sopra la porta d ingresso, è stato costruito nel 1676 da Giuseppe Maria Testa e restaurato nel 2007 dalla ditta Pinchi di Foligno. Si tratta del più antico organo della Vallesina, e l Ensemble Rosantico, che si pone l obiettivo di esplorare l elemento femminile nella musica, si è esibita in un repertorio ad hoc per questo strumento. Alla voce dell organo, suonato da Riccardo Sabatini, si sono unite le voci del flauto dolce, suonato da Emanuela di Cretico, e della viola da gamba, suonata da Enrica Sabatini. Enrica Sabatini, concertista e danzatrice pesarese, si diploma in viola da Gamba al conservatorio di Parma; è specializzata nel repertorio musicale rinascimentale e barocco e tiene corsi annuali e stage di danza antica. Emanuela di Cretico, concertista, si è diplomata in flauto dolce presso il Conservatorio di Bologna; insegna flauto dolce e storia della musica presso la scuola di musica dell Associazione Musicale Au lòs di Rimini, di cui è direttore artistico; insegna ocarina e flauti popolari presso la scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli. Riccardo Sabatini, concertista solista e accompagnatore all organo e al clavicembalo, si è diplomato al Conservatorio di Pesaro in organo e composizione organistica, per poi perfezionarsi in organo e in clavicembalo; restauratore di organi antichi e docente di Tecnologia degli Strumenti Musicali al Conservatorio di Pesaro, è autore di alcuni importanti restauri, tra i quali va ricordato quello dell organo doppio costruito nel 1790 da Gaetano Callido per la cattedrale di Macerata. Il programma, dal titolo Quiete e vertigine, affetti ed effetti tra rinascimento e barocco si propone di indicare due aspetti opposti dell animo umano. Nella musica, i diversi stati d animo sono identificati da specifiche figure musicali (figurae o licentiae) contraddistinte da anomalie nel contrappunto, negli intervalli e nell andamento armonico, va riazioni appositamente studiate per suscitare una particolare suggestione. Questo tipo di musica nasce intorno al 1600, con Monteverdi, quando si inizia a dare risalto ai valori espressivi del testo, accostando la musica alla retorica, entrambe capaci di muovere l animo (Athanasius Kircher Musurgia universalis 1650) Marina De Luca Sulle orme di Spontini a Santa Maria del Piano Questa settimana la rassegna Suoni dal passato, curata dall Associazione Organistica Vallesina Onlus fa tappa a Jesi, presso la chiesa di Santa Maria del Piano, dove già si è svolto, il 15 giugno, il Concerto dell Aurora e dove il 10 ottobre alle si esibirà il giovanissimo Matteo Borlenghi. La chiesa di Santa Maria del Piano è quanto resta di un antichissima abbazia benedettina, risalente al VII-IX sec. d. C., costruita forse sui resti di un antico tempio pagano dedicato a Minerva. Dopo numerosi rifacimenti, la chiesa assume la forma attuale e viene infine restaurata nel L organo, opera di un anonimo del XVIII sec. viene restaurato nel 1788 da Luigi Crudeli di Recanati. All organo è però legato un grande nome: quello di Gaspare Spontini. Nel periodo in cui Luigi Crudeli si occupava del restauro dell organo, il futuro compositore era ospite dello zio paterno, don Giuseppe Spontini, parroco a Santa Maria del Piano. Si deve al Crudeli la scoperta delle attitudini musicali del giovane Gaspare, che su questo organo apprende i primi rudimenti musicali, come testimoniato anche da un graffito, con la sua firma, sulla cassa lignea dello strumento. Matteo Borlenghi nasce nel 1996 a Busseto (PR); attualmente risiede nel pesarese e frequenta i corsi di Pianoforte e di Organo presso il conservatorio di Pesaro. Ha partecipato a diverse rassegne, tra cui I concerti del Sabato del Conservatorio Rossini di Pesaro, Voci e organi dell Appennino organizzata dal M Vladimir Matesic e Vespri d organo per l accademia Gerardeschi di Pistoia. Borlenghi è organista per le parrocchie di Colbordolo, Montefabbri, Talacchio e San Giorgio, della diocesi di Urbino, Urbania e Sant Angelo in Vado. m.d.l. I CONCERTI DELLA 46 STAGIONE LIRICA DI TRADIZIONE E DELLA 13 EDIZIONE DEL FESTIVAL PERGOLESI SPONTINI In omaggio a Verdi e a Wagner Non è stata impresa da poco organizzare quest anno la Stagione Lirica e il Festival Pergolesi Spontini, non solo a causa dei condizionamenti causati dalla difficile situazione economica. Inevitabile tener conto anche di importanti anniversari. Impossibile dimenticare la ricorrenza del bicentenario della nascita di Verdi e di Wagner, ai quali sembrava opportuno aggiungere quello appena trascorso, ma passato quasi sotto silenzio, della nascita di F. Liszt. Tutto poi avrebbe dovuto avere a denominatore sia Pergolesi e Spontini, sia Franco Corelli al quale, nella ricorrenza del decennale della sua scomparsa, si intendeva dedicare la Stagione Lirica. Incastonando e contaminando gli eventi sono state trovate per le manifestazioni da apprestare alcune soluzioni essenziali, ma intelligenti e a volte singolari che per qualità hanno retto il confronto con quelle di passate Stagioni. Il concerto Viva V.E.R.D.I, innanzi tutto per il quale il 4 ottobre sono stati ascoltati al Pergolesi alcuni duetti per basso e baritono a tema patriottico tratti da opere di Verdi e illustrati da una originale mise en espace di Matteo Mazzoni con video scenografie di Benito Leonori. Proiezioni video e luci psichedeliche sono ormai espedienti scenografici di largo uso e consumo in concerti di musica leggera. Mai però simili tecnologie erano state usate per un concerto di musica lirica, almeno al Pergolesi. L accostamento di canto, musica e immagini è risultato affascinante e non privo di spettacolarità. Segnalabili in particolare le video scenografie del Don Carlo (richiamavano il convento diroccato di S. Giusto dove si svolge l azione), o di Attila dove i riferimenti a Svoboda sono apparsi evidenti nel modo di plasmare e lumeggiare pieghe e rugosità di un materiale semplice da far apparire come antiche mura, cumuli di pietre o rovine prosciugate dal tempo. Interessanti anche i riferimenti pittorici riservati al Falstaff. I due protagonisti, il baritono Julian KIm e il basso Luca Tittoto, già ascoltati nel 2012 ne I Puritani, sono stati anche questa volta fervidamente applauditi in duetti di impegnativa interpretazione tratti da Attila, Don Carlo (replicato come bis), Simon Boccanegra e Falstaff. Luca Tittoto ha affrontato Verdi per la prima volta, ma con sicurezza, proprietà ed energia espressiva. Eccezionale la bravura del ventiquattrenne Julian Kim: una voce smagliante, potente ma flessibile e usata con rara intelligenza interpretativa. La Filarmonica Marchigiana, diretta Il baritono lian KIm dal giovane M Giancarlo Sagripanti ha brillato anche nell esecuzione delle sinfonie del Nabucco e de I Vespri Siciliani. Vivo apprezzamento ha manifestato il pubblico che ha tardato ad uscire dal teatro perché avrebbe desiderato vedere e ascoltare di più. E questa può in effetti risultare l unica nota di insoddisfazione. Orazio Sciortino (a sinistra) a fianco di Luca Butini, assessore alla Cultura Nei salotti dell ottocento Si è entrati nel clima del Festival il giorno successivo, 5 ottobre, con un concerto pianistico di Orazio Sciortino, a tema L opera: parafrasi di Verdi e Wagner. Di queste pagine, spesso eseguite nelle serate musicali dei salotti dell 800, sono autori F. Listz e Carol Tausig, suo allievo, compositore e pianista polacco ammiratissimo da Brahms e da Wagner. Nel cuore del concerto altri compositori sono apparsi: Rossini e Spontini, trasfigurati in una Improvvisazione trapunta di effetti speciali di staccato. In prima esecuzione assoluta, espressamente commissionata per il Festival, è stata aggiunta una composizione dello stesso Sciortino: Sur le tombeau de Pergolesi, un omaggio a Pergolesi strutturato secondo un modello adottato in passato da diversi musicisti, Ravel fra questi. Prima dell esecuzione Orazio Sciortino ha spiegato brevemente la genesi della sua composizione. Fin da bambino ha confessato di essere rimasto affascinato dalla figura di Pergolesi: una breve vita, una produzione artistica straordinaria, uno straordinario lirismo. Ha tradotto queste sue impressioni in un epigramma musicale, quasi una fantasia in cui affiorano, appena riconoscibili, diverse citazioni pergolesiane. Lo stile è essenziale, di una cristallina astrazione. Verdi e Wagner sono stati messi a confronto da parafrasi con dissimili caratteristiche. Alla delicatezza del Salve Maria da I Lombardi alla prima Crociata hanno fatto seguito la pagina tenebrosa del Miserere da Il Trovatore e quella, brillante e vivida del Rigoletto. Alla trasognata parafrasi del Tristano e Isotta è stata accostata la tempestosa, corrusca visione della Cavalcata delle Valchirie. Orazio Sciortino tutto ha descritto con una esposizione d ampio respiro, ma priva di enfasi, con squisita sensibilità, con tecnica magistrale. Ci si aspettava un bis; che è stato il finale de Il Cavaliere della rosa di R. Strauss, non meno calorosamente applaudito. Fotoservizio Augusta F. Cardinali

13 jesi v 13 ottobre 2013 V della 13 JESI: 40 ANNI D ISTRUZIONE ALLA SECONDARIA FEDERICO II Esempio di società multietnica Esattamente 40 anni fa, il 5 ottobre del 1973, veniva inaugurata la scuola secondaria di primo grado Federico II, oggi divenuta istituzione per il quartiere. A ricordarlo una vecchia foto raffigurante l evento, ritrovata quasi per caso dalla professoressa Carboni, insegnante della scuola stessa. A pochi giorni dal suo compleanno, l istituto ha deciso di festeggiare tanta storia ed evoluzione con una cerimonia promossa dalla preside Maria Costanza Petrini alla quale hanno preso parte il sindaco Massimo Bacci, gli insegnanti e gli studenti. Tutto ha inizio con l ingresso, nell aula magna, di una grande torta accompagnata dalla musica d insieme della piccola Orchestra, formata da alcuni studenti frequentanti l indirizzo musicale della scuola. Introduce la cerimonia la preside, entrata da pochi mesi nell incarico ma già ben inserita in questa realtà jesina per lei nuova, raccontando di un istituto, con tre sezioni, dodici classi per 270 studenti e facente parte della rete Cti, centro territoriale per l integrazione, a cui sono legate 14 scuole. Una realtà esempio di società allargata, con una composizione multietnica caratteristica dell istituto, che ha svolto un ruolo molto importante nell integrazione. «Una varietà culturale che costituisce una ricchezza per la scuola -sottolinea la dott. Petrini - in quanto stimolo per gli studenti, ma soprattutto per il corpo docenti molto professionale nell affrontare con brillanti innovazioni situazioni spesso di frontiera». Il Sindaco ha riconosciuto il valore che la scuola assume nel quartiere, e più in generale nell educazione. «L istruzione dovrebbe essere centrale nell agenda governativa ha detto il Sindaco ed il comune di Jesi ha investito tante risorse nelle scuole con gli ultimi provvedimenti, a partire dalla riforma delle mense, fino ad arrivare al Patto della scuola. Un progetto che prevede la distribuzione omogenea su tutta la rete scolastica cittadina della presenza straniera per non oltre il 30%. Un provvedimento molto importante per l efficace inserimento degli studenti con culture diverse nei vari poli cittadini, al fine di garantire agli studenti gli stessi servizi in maniera adeguata». La cerimonia si conclude con un brindisi in memoria di quelle figure portanti che hanno fatto la storia dell istituto, tra cui il prof. Paolo Gigli, scomparso poco tempo fa, al quale è stata intitolata la stessa aula magna, scelta per l evento. Un notevole spazio viene lasciato anche al ringraziamento delle famiglie, molto presenti anche in ruoli di responsabilità, come il consiglio d istituto, che riserva un attenzione stratificata a tutte le attività promosse. La volontà è quella di valorizzare il quartiere nel segno che la cultura sia l unico aggancio per un futuro più sostenibile. 40 anni di continuità nell educazione e nella formazione di ragazzi inseriti in una realtà sempre più varia e complessa, 40 anni d istruzione alla socialità e alla cooperazione per una realtà sempre in evoluzione. Fotoservizio Manuela Bocchini ABBECEDARIO DELLA NUTRIZIONE E SALUTE LETTERA P. il nostro abbecedario si arricchisce ancora di vocaboli. Siamo alla lettera P. Per noi questa lettera corrisponde a Peso. PESO Qual è il peso ideale? Quanto dovrei pesare? Potrò tornare ai chili di qualche anno fa, quando ad esempio indossato quel preciso abito? Queste sono solo alcune delle domande che più spesso sentiamo risuonare. Il peso ideale altro non è che un astrazione che condiziona sicuramente la vita di molti. Odio&Amore è il rapporto con il peso corporeo! Tutti siamo attenti al peso tanto che spesso ci ritroviamo a salire in bilancia in orari improponibili (all alba!) nella speranza di trovare scritto un numero che ci gratifichi, oppure siamo attenti al peso della pasta, riso o pietanza per comporre equilibrati menù come il nutrizionista suggerisce. In realtà noi siamo piuttosto per Amore, amore per se stessi e per la propria salute perché il giusto peso permette di mantenere la salute. Inoltre porzioni moderate, sobrie e corrette soddisfano il palato, solleticano le papille senza appesantire la digestione né affaticare inutilmente il nostro corpo. Il peso corporeo da un punto di vista matematico è un numero che può essere espresso in grammi o in kilogrammi e lo strumento usato per rivelarlo è la bilancia. È preferibile descrivere il peso come una situazione di equilibrio dinamico tra ciò che introduciamo (cibo liquido e solido) e cioè che spendiamo (attività celebrale, attività manuale). Il solo parametro del peso non è indicativo di nulla. È bene metterlo in relazione all altezza, misurata in metri, e arrivare al calcolo del proprio Indice di Massa Corporea (IMC). Ecco la formula: IMC peso(kg)/altezza 2 (m). Se il valore è compreso tra 18.5 e 25 siamo NORMOPESO. È facile capire che questo valore è meno attendibile della valutazione della massa corporea, cioè la determinazione della massa grassa in contrapposizione con la restante massa magra. Bioimpedenzometria è l esame che rivela i parametri di ognuno e che viene tranquillamente eseguito in regime ambulatoriale. Altro parametro che è indice di buona salute è la circonferenza vita. L eccesso di grasso viscerale è considerato un indicatore attendibile di rischio cardiovascolare e secondo recenti studi epidemiologici aumenta di oltre il doppio il rischio d infarto al miocardio. I dati prudenziali ci indicano così di mantenere un girovita di 88 cm per le donne e di 102 cm per gli uomini. Consiglio: mantenere il girovita in zona sicurezza. Per raggiungere i valori riportati non dobbiamo pensare ad inasprimenti della dieta, ulteriori restrizioni quanto piuttosto a diventare più attivi. Solo così infatti si riesce a perdere peso, a ridurre la circonferenza e a mantenere la massa magra integra e tonica a discapito della massa grassa che inesorabilmente andrà scomparendo. Agnese Testadiferro e Letizia Saturni PARABREZZA WIDE ANGLE SCREEN TOUCH PAD 7 DISPLAY PANORAMICO HD 12 FUNZIONI DI SICUREZZA ATTIVE Citroën C4 Picasso/Citroën Grand C4 Picasso 1.6 VTi 120. Consumo su percorso misto: 6,9 l/100 Km. Emissioni di CO2 su percorso misto: 159 g/km. 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14 14 Vv della 13 ottobre 2013 paginaperta JESI IL PALAZZO E DINTORNI La Casetta dell acqua Dopo Moie e dopo Monsano siamo arrivati anche noi a metter su la Casetta dell acqua. Lo dobbiamo all iniziativa di un privato Giannetto Albanesi supportato da una rete ad ampio raggio. È in via Gallodoro, nel piazzale antistante il Brico. Perché questa Casetta? Perché si vuole soprattutto scoraggiare l acquisto dell acqua minerale nei supermercati e nei negozi in genere, quell acqua che ci viene data in bottiglie di plastica da un litro e mezzo o misure minori. Così ridurremo i tanti rifiuti di plastica perché la Casetta vuole che siamo noi a portare la bottiglia. Di vetro o di plastica che sia. E ne possiamo prendere quanti litri desideriamo in una sola volta. Insomma, perdiamo solo lo stesso tempo che ci è necessario quando andiamo per gli acquisti in genere. E poi l acqua della Casetta costa molto di meno di quella dei negozi: centesimi 5 al litro contro i centesimi nei supermercati. Un risparmio netto medio di 25 centesimi. Ma, si dirà, chi mi assicura che trattasi di acqua garantita per la salute?. Certo, non è la cosiddetta acqua minerale, ma quella del nostro acquedotto che offre garanzie totali. Provare per credere. Inoltre - se lo desideriamo, la Casetta, sempre al prezzo di 5 centesimi al litro, dà pure acqua pubblica frizzante. A chi piace l acqua gassata, si offre l occasione di risparmiare veramente tanto. E sono garantiti periodici controlli. Fra qualche mese, una volta sperimentata questa novità e calcolato l uso che verrà fatto dai cittadini, se la sperimentazione funzionerà, l amministrazione o lo stesso Albanesi se ne avrà convenienza dovrebbero provvedere a piazzare altre Casette: una per rione in modo da facilitare l accesso. Non nego che chi ha problemi particolari sia ancora costretto ad acquistare acqua lievissima, depurata al massimo di sali ed altro. Ma, secondo me, dovrebbero essere eccezioni segnalate esplicitamente dal medico. Perché quando vedo tanti carrelli carichi di decine di bottiglie di acqua minerale, mi sembra che stiamo proprio esagerando. Siamo presi più dalla moda, dal far vedere che noi a tavola apriamo la bottiglia di plastica dell acqua minerale tanto famosa (perché pubblicizzata mattina, giorno e sera), piuttosto che dagli effettivi vantaggi della nostra salute e del nostro portafoglio. v.m. ROSORA: DALL 11 AL 13 OTTOBRE LA FESTA DELLA SAPA Antichi sapori al castello A Rosora, balcone della Vallesina, da cui è possibile ammirare tutta la valle dai monti al mare, da venerdì 11 a domenica 13 ottobre si terrà la 19 Festa della Sapa per riscoprire le antiche tradizioni. La manifestazione è organizzata dalla locale Pro Loco e dal Comune. Il programma prevede per venerdì 11 alle 20 l apertura delle cantine con piatti tipici, alle 22 nel centro storico i gruppi itineranti, alle 22,30 in piazza Ligalive Tributo a Ligabue. Sabato 12 alle 18 apertura delle cantine e del Borgo Medievale con le botteghe e i mastri artigiani all opera; alle 19 degustazione vini locali con la partecipazione dei Sommeliers Ais; alle 22,30 in piazza il cantante Stefano Ligi propone un Tributo a Rino Gaetano, alle 22 per il centro storico La Martinicchia. Sabato 12 ottobre alle 20,30 e domenica 13 alle 19 nella Chiesa di S. Michele avrà luogo la presentazione della tela San Cristoforo attribuita al pittore arceviese Ercole Ramazzani, di proprietà della parrocchia di Rosora ma dal 1970 circa nel Museo Diocesano di Jesi, ed ora restituita alla Parrocchia proprietaria. Domenica 13 alle 12 apertura delle cantine con piatti tipici; alle 15 apertura del Borgo Medievale con le botteghe e i Mastri artigiani all opera; alle 15:30 esibizione gruppi dell ente Polio S. Floriano di Jesi. Alle 16 la degustazione di vini locali e il Gruppo Folcloristico Li Matti De Monteco ; alle 16,30 in piazza spettacoli itineranti con gruppi folcloristici. Alle 20,30 direttamente da Zelig Circus ospite d eccezione Paolo Cevoli. Da visitare la Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo ricostruita nel 1793 sul luogo in cui sorgeva una precedente chiesa romanica del XII secolo inglobando anche parte di quello che doveva essere l antico Cassero. In detta Chiesa vi si conserva un bellissimo Crocefisso ligneo del 600, ritenuto miracoloso, opera artigiana di Pier Domenico Neofrischi, morto a Rosora nel In occasione della festa della sapa viene esposta, nella Chiesa, una statua di donna che si trova nella soffitta della canonica di Rosora, e che il parroco don Giuliano Gigli, ha tirato fuori leggendo Piene di grazia i volti della donna nell arte di Vittorio Sgarbi; al capitolo XV ha trovato Sante da vestire, vedendo che la scultura lignea del manichino che trovavasi nella soffitta avevano le caratteristiche descritte da Sgarbi ha pensato che la statua può essere una Madonna o un Angelo dell annunciazione. Nell ambito della manifestazione potranno essere degustati i piatti tipici dei nostri nonni, tutte le ricette e i dolci, conditi con la Sapa, caldarroste e vin brulè. Ingresso Libero. Con Girolio d Italia, la manifestazione organizzata dall Associazione Nazionale Città dell Olio in collaborazione con i coordinamenti regionali, l oro giallo è protagonista di un viaggio nel gusto e nelle produzioni tipiche locali che toccherà 16 regioni italiane. L edizione 2013 sarà dedicata al tema della Dieta Mediterranea. Dal 20 settembre SAN PAOLO DI JESI: OTTOBRE PER GIROLIO D ITALIA Piantine d ulivo per le famiglie al 21 dicembre la carovana del gusto di Girolio 2013 attraverserà lo Stivale - partendo dalla Sicilia risalendo fino al Trentino Alto Adige e riscendendo fino in Puglia - e farà tappa nelle principali piazze d Italia. È un progetto di valorizzazione della Dieta Mediterranea simbolo del made in Italy nel mondo e strumento di promozione dello stile di vita e della cultura alimentare del territorio. È previsto un ricco programma di eventi: convegni scientifici e divulgativi dedicati al tema di questa edizione, degustazioni di olio nuovo in abbinamento ai piani della tradizione e ad altri prodotti dell eccellenza enogastronomica locale, mostre dedicate alle civiltà dell olivo, visite ai frantoi, eventi musicali, antichi mercatini, spettacoli di piazza, manifestazioni folkloristiche, corsi di cucina con olio extravergine, il coinvolgimento delle scolaresche in percorsi di conoscenza del mondo dell olio extravergine e la premiazioni dei migliori oliveti. Tutti gli eventi collegati al Girolio d Italia saranno consultabili attraverso l applicazione per smart-phones scaricabile dal sito che permetterà di scoprire le eccellenze del territorio italiano attraverso la geo-localizzazione degli olivi secolari, gli itinerari legati alla rappresentazione dell olivo e dell olio nell arte e nella cultura, i ristoranti dell olio e i produttori di eccellenza. L appuntamento regionale dall 11 al 13 ottobre è a San Paolo di Jesi. Sabato 12 ottobre al- mattino presso il Frantoio Oleario B. ROSINI di Via Peschereccia l apertura della tappa GirOlio d Italia 2013 Alle 10,30 con la cerimonia istituzionale dell Alzabandiera e l Inno nazionale a cura della Mini Banda Musicale Amici della Musica di San Paolo di Jesi, saranno presenti gli alunni della scuola primaria L. Scuppa» di San Paolo di Jesi. Sarà benedetto l Oleificio Rosini all inizio attività olearia. Nel pomeriggio alle 16 inaugurazione dei locali del Circolo Ricreativo «Boria Olinto» a via Borgo S. Maria,1; a seguire il convegno Olio extra vergine d oliva tra tecnologia e qualità con il sindaco Sandro Barcaglioni, l assessore Angelo Zannotti, il coordinatore regionale dell Associazione Nazionale Città dell Olio Massimiliano Cesaroni, il presidente della Sezione centro-est dell Accademia dei Georgo li Natale Giuseppe Frega, il rappresentante della Cciaa di Ancona Evasio Sebastianelli, il nutrizionista Roberto Ceci, il tecnico dell Assessorato regionale all agricoltura Franco Capponi. Le famiglie di San Paolo riceveranno una piantina di ulivo. notiziebrevi Morro d Alba, 11 ottobre I Gre delle Marche presentano il progetto: La Canapa, un opportunità per l agricoltura marchigiana : venerdì 11 ottobre alle 17, presso l Auditorium di Santa Teleucania in piazza Tarsetti. Seguirà la cena in piazza Barcaroli, una rara occasione per gustare i prodotti a base di Canapa con la possibilità di gustare un menù 100% cruelty free. oppure al n ) Famiglie al Museo Il Museo Tattile Statale Omero di Ancona aderisce al - Giornata Nazionale delle famiglie al Museo - promossa da KAT (Kidsarttourism. com) prevista per il 13 ottobre proponendo il laboratorio Tatto con-tatto ritratto. Tante facce tutte diverse: dall arte greca a quella del novecento. Il laboratorio si svolge dalle 17,30 alle 19,30. Prenotazione obbligatoria: tel ,

15 sport/tempolibero v 13 ottobre 2013 V della 15 DA JESI A ISTANBUL. MANCINI HA FIRMATO CON IL GALATASARAY Al via la nuova avventura del Mancio Dopo le esperienze italiane e la significativa parentesi inglese con il Manchester City terminata lo scorso 13 maggio 2013, con un esonero inaspettato, Roberto Mancini ha deciso di intraprendere una nuova avventura in un campionato mai allenato e mai giocato prima, il campionato turco. Infatti, l allenatore ex-manchester ha firmato un contratto triennale che lo legherà al Galatasaray, campione in carica della massima serie calcistica turca, e percepirà la cifra di 3,5 milioni all anno più eventuali bonus. Il tecnico jesino ha discusso della trattativa proprio in un hotel di Jesi, trovando un accordo con il presidente turco Unal Aysal il 30 settembre. Il contratto, oltre a eventuali bonus legati ai risultati che verranno raggiunti nell attuale stagione, contiene anche una clausola rescissoria particolare per la nazionale italiana; se Mancini venisse chiamato ad allenare la nazionale nel 2014, il club turco dovrà concedere allo jesino la libertà di scegliere se restare o prendere il posto dell attuale CT della nazionale Prandelli. Già dopo due giorni dall ingaggio il Mancio si è trovato davanti una delle big italiane, la Juventus. Una sfida un po speciale per Roberto che, racconta il padre Aldo, come tutti i ragazzini, simpatizzava per queste grandi squadre della serie A. Buono il debutto di Mancini, visto il pareggio conquistato allo Juventus Stadium, seguito, purtroppo da una prima delusione in campionato, infatti, la squadra turca è uscita sconfitta dalla trasferta contro la quarta in classifica Akhisar Belediye. Per Mancini si prospetta una dura sfida, condizionata anche dalle brutte prestazioni della squadra a inizio stagione, 13esima a 7 giornate dall inizio del campionato, quando ancora il Galatasaray era allenato da Fatih Terim. Una nuova avventura per uno jesino doc, come Mancini, che sarà certamente seguita da tutta la città alla quale il Mancio rimane fortemente legato, una città che ad ogni suo ritorno e ad ogni sua avventura lo sostiene con affetto. Riccardo Gigli Nella foto Roberto Mancini a Manchester ospita la scuola calcio Junior Jesina intitolata al padre Aldo per una 4 giorni full immersion di calcio ad altissimo livello e di lingua inglese. Dopo il primo scambio del 2012 tra l Academy del Manchester City e la Scuola dello sponsor Cat Impianti di Mirko Panzarea che aveva visto i coach inglesi venire in Italia per stage tecnici e scambi di esperienze, quest anno Roberto Mancini ha organizzato un evento unico per i ragazzi italiani, lo scorso mese di aprile. A MOIE CORSO DI DORATURA E DECORAZIONE DEL LEGNO A bottega presso il Maestro Artigiano Si svolgerà dal 14 al 27 ottobre a Moie, presso la Bottega del Maestro Artigiano Virgilio Contadini, il Corso di Doratura e Decorazione del legno. L iniziativa, giunta al terzo anno consecutivo, è un percorso formativo teorico-pratico che offre le tecniche e i segreti della doratura a foglia, della laccatura con terre e della decorazione a grottesche, con programmi personalizzati base e avanzato- in moduli da 20/30/40 ore. I corsi sono aperti a tutti e sarà possibile scegliere, nei diversi moduli di lavoro, di apprendere, consolidare praticare la tecnica desiderata: doratura a missione e a guazzo e loro decorazioni, come la tecnica del gesso inciso, a rilievo e la bulinatura; la decorazione del legno a grottesche e finto marmo. Una stimolante opportunità per chi, per passione o professione, vuole imparare partendo da zero, o perfezionare tecniche già usate per il proprio mestiere. Le lezioni teorico-pratiche si svolgeranno da lunedì a domenica, mattino e pomeriggio, con orari personalizzati. Virgilio, con l aiuto e l accoglienza di sua moglie Patrizia, metterà disposizione la sua esperienza pluridecennale nel settore, per insegnare trucchi e segreti del proprio mestiere di doratore e decoratore del legno. «La proposta spiega il Maestro Contadini- ha sempre raccolto molte adesioni da varie regioni italiane: Valle d Aosta, Veneto, Friuli e Abruzzo; diverse anche le presenze da Nuova Zelanda, Lituania, Israele. È possibile alloggiare nelle varie strutture ricettive di Moie e della zona.» Per Info: tel , BASKET LEGA GOLD: ripartito il progetto Teammates Fileni Bpa a Torino contro un altra favorita L avventura della Fileni Bpa nella rinnovata Lega Gold Adecco è iniziata con una sconfitta casalinga per mano della corazzata Verona, passata domenica scorsa al PalaTriccoli per 87 a 74. Troppo forti i veneti per gli arancio-blu, imprecisi al tiro ed con un Maggioli a mezzo servizio. Verona è una squadra importante ed esperta aveva detto a fine partita coach Piero Coen (nella foto di Candolfi) Dei momenti veramente decisivi non ci sono mai stati in questa gara. Siamo stati timidi nei tentativi di rimonta. Abbiamo sbagliato tiri facili, pagando cara la nostra gioventù. La classifica, dopo il primo turno, vede Brescia, Veroli, Napoli, Barcellona, Trapani, Verona, Trento, Torino con due punti, le altre a zero. Due momenti importanti e di grande valore avevano animato l assemblea del circolo Acli della parrocchia San Giuseppe di Jesi, che si era svolta venerdì 4 ottobre presso i locali parrocchiali. Prima di iniziare la seduta, i partecipanti avevano voluto ricordare le vittime della strage di Lampedusa, dove oltre trecento profughi africani erano annegati al largo dell isola mentre cercavano di raggiungere l Italia ed una vita migliore. Primo momento della serata era stato l intervento sull anno della Fede di don Gabriele Ruzziconi, assistente spirituale provinciale dell Acli. Don Gabriele aveva parlato del rapporto tra il cristiano e la Fede, testimoniata non solo con le parole ma anche con le opere, mettendo in pratica gli insegnamenti di Gesù. Avere Fede non è solo sapere a memoria le preghiere ed i passi del Vangelo ma dare sapore alla propria vita ed al mondo intero, illuminandolo con la propria testimonianza aveva detto l assistente provinciale - Avere fede significa mettersi al servizio ed amare i nostri fratelli come ha fatto Gesù. Avere fede significa morire per loro ma soprattutto far morire l uomo egoista e superbo che c è in ognuno di noi. Significa gioire con chi gode e soffrire e stare accanto a chi è in difficoltà. Don Ruzziconi aveva accennato spesso durante il suo intervento a Papa Francesco e ai suoi primi mesi di pontificato, che si sono distinti per i frequenti richiami alla povertà e al suo stile di vita sobrio, che deve fungere da esempio per tutti i cristiani ed in particolare per i religiosi, invitati a Oggi, domenica 13 ottobre, gli arancio-blu sono di scena a Torino (ore 18) contro una delle novità della Lega Gold. I piemontesi sono da annoverare sicuramente tra i favoriti per la promozione, vista la grande campagna acquisti. Sotto la Mole sono arrivati giocatori di grande talento come Stefano Mancinelli, Valerio Amoroso e Massimo Chessa. In panchina siede un coach navigato ed esperto come Stefano Pillastrini. Mercoledì 2 ottobre è stata presentata la nuova stagione del progetto Teammates, l iniziativa con la quale l Aurora Basket instaura collaborazioni con società marchigiane. Per l annata 2013/14 sono nove i club che hanno aderito: Amatori Falconara, Don Leone Ricci Chiaravalle, Maior Senigallia, Robur Osimo, Timberwolf Cingoli, Amatori San Severino, Basket Vadese, Montemarciano e Aesis 98 Jesi, realtà del campionato Dng in cui militano cinque ragazzi della prima squadra. Il progetto Teammates, coordinato da Marco Raffaeli, raccoglie ben mille ragazzi. Giuseppe Papadia AL CIRCOLO ACLI DI S. GIUSEPPE CON L ASSISTENTE PROVINCIALE Il sapore della propria vita puzzare dell odore delle loro pecore. All incontro era presente anche il presidente dell U.s. Acli provinciale, Silvano Zagaglia, che aveva consegnato alla signora Ada Braconi, moglie di Dino Bolletta una targa del Consiglio Nazionale U.s. Acli per riconoscenza a Dino per la grande generosità e testimonianza nello sport in mezzo ai giovani. Un momento carico di ricordi e commozione, come racconta Fabio Piattella, consigliere provinciale Acli ma soprattutto grande amico di Dino Bolletta: «Dino riusciva a trasmettere ai giovani, con semplicità, il senso del dovere e la serenità di vivere. Anche con la malattia cercava di essere presente e collaborare a tutte le iniziative. A Dino va tutta la riconoscenza di tanti, non solo giovani ma di tutta la parrocchia, perché era sempre pronte ad aiutare tutti con il sorriso sulle labbra. Che il Signore lo ricompensi accogliendolo in Paradiso». Giuseppe Papadia

16 16 v V della 13 ottobre 2013 JESI: le proposte dell agenzia Jes! per imprese creative Luoghi cittadini dimenticati Avete una risposta su come superare la crisi? Proposte innovative, idee e voglia di fare? Allora basta con le vecchie e superate agenzie interinali. Adesso a Jesi c è JES! L AGENZIA INTERSTIZIALE!!!... «perché ha un ruolo attivo di relazione con il territorio, alla ricerca di vuoti economici, sociali e urbani perché si colloca nella fenditura tra creatività e lavoro perché mira a colmare la distanza tra artisti, artigiani, tecnici e imprenditori» si legge sul sito: «Cresce il numero dei visitatori sul sito della nostra Agenzia e anche di quelli che vengono da noi e ci chiedono aiuto per realizzare i loro progetti - ha sottolineato Federico Bomba, uno dei fondatori dell Agenzia I giovani hanno bisogno di spazi per realizzare le loro imprese creative». Dopo la collaborazione con il comune di Jesi, l Agenzia Interstiziale Jes ha vinto anche il bando della Regione Marche per la realizzazione di progetti a favore dell intervento I luoghi dell animazione, contenuto nell Accordo I giovani c entrano. L Agenzia segue un format innovativo per proporsi, organizzando periodicamente Jes!Day: cioè giornate che si aprono con riflessioni pubbliche su un tema di interesse sociale, durante le quali vengono presentate le proposte dell Agenzia, per poi terminare con concerti di giovani musicisti. Così, alla riapertura delle attività dopo la pausa estiva, ecco il terzo Jes!Day organizzato per sabato 5 ottobre. «Il focus di questo Jes!Day 3 è proprio il recupero di spazi urbani, prima chiusi e spesso abbandonati, che con la collaborazione dell Amministrazione comunale sono stati riaperti e rivalutati attraverso l organizzazione di mostre e di eventi» ha spiegato Simona Cardinali, componente dello staff dell Agenzia. Anche l assessore alla cultura Luca Butini si dimostra soddisfatto del progetto: «Continuiamo a ricevere segnali di partecipazione da parte dei giovani e allo stesso tempo rispondiamo alle loro esigenze di spazio riscoprendo le risorse del territorio e creando luoghi dove sia possibile lo scambio di idee». Il programma previsto per il 5 ottobre è iniziato alle 16:00 in Piazza Federico II, con un incontro pubblico dei componenti delle varie associazioni cittadine, che hanno raggiunto uno luogo segreto dedicato alla progettazione partecipata della nuova casa delle culture. A seguire alle 18:00, presso la Chiesa di San Bernardo si è tenuto un incontro sul tema del recupero degli spazi urbani: How to generate a wave? Come generare un onda collettiva in grado di alimentare i processi di rigenerazione urbana richiesti dalla cittadinanza. Sono intervenuti gli esperti Marco Barbariol e Marco Svara dell ass. MANIFETSO2020 e Claudio Farina di Salone Gemma Faltwerksalon. E poi, accanto alla mappatura delle professionalità del territorio (aperta e consultabile sul sito dell Agenzia) anche quella dei luoghi cittadini da riabilitare e ripensare creativamente, presentata da Danila Marasca e Tonidigrigio, responsabili del progetto. «Ma il 5 ottobre è stata anche la Giornata Nazionale del Contemporaneo e allora spazio all arte contemporanea con l inaugurazione de I luoghi del contemporaneo : cinque edifici del centro storico jesino che ospiteranno temporaneamente le opere di famosi e giovani artisti». A Palazzo dei Convegni, dal 5 al 10 ottobre, hanno esposto pittori, scultori e fotografi da Natino Chirico a Fabrizio Maffei. A Palazzo Pianetti, presso la Galleria d Arte Contemporanea, la mostra Autòmata dell artista recanatese Niba, curata dalla prof. Rosa Maria Albino; «Niba è una giovane artista, nota a livello internazionale per le sue riflessioni sui corpi mutanti, influenzate dal mondo globalizzato delle correnti neogotiche, postpunk e fetish degli anni 90». Il Chiostro di Sant Agostino ospiterà fino al 13 ottobre le presenze d artista di Chris Rocchegiani, Lisa Gelli e Luca Poncetta. Il titolo Pre_senza è la loro originale e personale concezione del rapporto complesso e labile fra il tema della presenza e dell assenza: durante il sonno la riflessione aperta da Poncetta, del rapporto fra la vita e la morte, intese oltre che in senso fisico anche come attività di pensiero, le opere pittoriche e tridimensionali di Rocchegiani e quelle suscitate dall ambiente domestico con la rappresentazione di oggetti di uso comune per le opere di Gelli. Giancarlo Bassotti, responsabile dell ass. Inchiostro simpatico, che ha collaborato all evento, ha sottolineato come «sia importante riscoprire luoghi cittadini altrimenti dimenticati e destinarli all esposizione aperta di opere artistiche di alta qualità». Ma anche dal punto di vista musicale non mancheranno sorprese. Il Mercato delle Erbe diventerà il palcoscenico per concerti organizzati in collaborazione con HotViruz e Circolo Culturale Reasonanz. Iscra Bini attualità LA TELA DEL DUBBIO DI S. TOMMASO RITORNA A SAN PIETRO APOSTOLO In uno sguardo che prende gli occhi In molti considerano la piccola chiesa di S. Pietro Apostolo un vero gioiello storico e architettonico nel centro di Jesi, vuoi per la voluttuosità delle linee architettoniche e la luminosa scalinata, per la storia che trapela dalle sue pietre e dagli scavi archeologici recentemente resi fruibili, vuoi ancora per la varietà di testimonianze che la pietà popolare e il genio artistico hanno saputo distribuirsi sulle sue pareti, nei suoi altari e nelle sue decorazioni. Facendo seguito all attenzione che da sempre la comunità parrocchiale ha avuto nel valorizzare una tale eredità si è finalmente concluso lunedì 7 ottobre il restauro di un altra delle preziose tele che sovrastano gli altari laterali: quella del dubbio di S. Tommaso. In occasione dell Anno della fede, che la Chiesa Cattolica celebra nel , la comunità Parrocchiale ha infatti voluto lasciare questo segno con un progetto partito ormai più di 3 anni fa su proposta dal parroco don Cristiano Marasca. Nell anno in cui i credenti vengono invitati a riappropriarsi del contenuto della loro fede, il riportare in luce la bellezza di una scena evangelica come quella del dubbioso Tommaso, rappresentata in questa tela del XVI/XVII secolo, ha voluto sottolineare l importanza di partire dai propri dubbi per cercare risposte in un percorso che ci accomuna all apostolo nel desiderio di toccare con mano, quasi testandola personalmente, la veridicità di quanto professato. L opera, di autore ignoto, che misura 225 x155 cm, è l unica sopravvissuta all incendio della chiesa del 1720 cui ha fatto seguito la costruzione del presente edificio. Prima del restauro la tela riportava molte parti mancanti, bombature e pieghe. Il manufatto, in origine più grande, rovinato dal fuoco, è risultato ritagliato su tutti e quattro i lati, rattoppato sul retro in diversi punti insieme a numerosi interventi non ortodossi. La complessa operazione di restauro è stata magistralmente condotta dall Officina di Restauro di Oriana Capitani, sconosciuta a molti, ma con sede in Jesi, già restauratrice di fiducia della Diocesi di Ancona-Osimo. Da Mannucci a D Addario. Dalla genialità informale di Mannucci alla libertà dalle mode contemporanee di D Addario. In sostanza, una sorta di reazione rigorosa, equilibrata e libera alle libertà informali. Nella mostra, allestita presso lo studio 2G di piazza Pergolesi in un pomeriggio di fine di settembre, il rigore algido e l equilibrio dei segni e delle forme impressi nello spazio grafico e aereo delle opere, catturano il respiro. Lo sospendono in un istantaneo stupore. Smarriscono il pensiero lentamente e piacevolmente nel percorso e nel tempo di un volo fantasioso e infinito, intrappolato dai dettami del sentire stesso dell artista. Amico di grandi Maestri - Pericle Fazzini, Ivo Pannaggi, Edgardo Mannucci - Salvatore D Addario ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all estero. Sue Torna a catturare lo sguardo la straordinaria bellezza di un opera poco conosciuta e stimata Il risultato del lungo e meticoloso lavoro, ampiamente documentato e che in futuro sarà presentato al pubblico con un evento ufficiale, va molto al di là di quanto era intuibile dall osservazione dell opera nello stato pietoso in cui si trovava. Le figure sembrano quasi emergere dal buio della stanza all apparire del Cristo e sul volto di tutti si coglie lo stupore di fronte al gesto, vero cuore dell opera, del Risorto che quasi con forza afferra la mano dell apostolo e la indirizza verso il costato, in uno sguardo che cattura gli occhi di chi osserva la scena con una forza quasi magnetica e che trascina lo spettatore dentro la scena nel condividere l esperienza dell Apostolo in questa sorta di esperienza liminale di passaggio dall incredulità alla fede. L operazione di restauro è stata possibile soprattutto grazie al contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi, che, per l ennesima volta, si è dimostrata sensibile nella valorizzazione e nella custodia del patrimonio artistico sul territorio e dalle offerte dei parrocchiani per la parte restante con una raccolta che sarà promossa sabato 12 e domenica 13 ottobre prossimi. NELLE OPERE DI D ADDARIO ALLO STUDIO 2G La libertà dalle libertà informali opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private. La mostra, realizzata con il patrocinio del Comune di Jesi, è aperta tutti i giorni dalle 18 alle 20. Foto e testo di Paola Cocola

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