ACCORDO DI COLLABORAZIONE TERRITORIALE PER LA PROMOZIONE DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO NEL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI PORDENONE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ACCORDO DI COLLABORAZIONE TERRITORIALE PER LA PROMOZIONE DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO NEL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI PORDENONE"

Transcript

1 ACCORDO DI COLLABORAZIONE TERRITORIALE PER LA PROMOZIONE DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO NEL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI PORDENONE Visto: - la L. 10 aprile 1991, n. 125 Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro ; - la L. 8 marzo 2000, n. 53 Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città ; - il D. L.gs 26 marzo 2001, n. 151 Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53"; - il D.Lgs 1 aprile 2006, n. 198 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246 ; - la L. 28 giugno 2012, n. 92 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita ; - la L.R. 9 agosto 2005, n. 18 Norme regionali per l'occupazione, la tutela e la qualità del lavoro e in particolare il Capo IV Qualità del lavoro, in riferimento all art.49 (Parità di genere) all art. 50 (Conciliazione dei tempi di famiglia, di vita e di lavoro), e all art. 51 (Responsabilità sociale dell'impresa); - le Conclusioni del Consiglio Europeo del 7/03/2011 in cui fra l altro il Consiglio ribadisce il suo impegno a promuovere un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata lungo tutto l'arco della vita; - la Comunicazione della Commissione delle Comunità Europee Europa Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - volta a promuovere politiche innovative con un impegno sinergico dell Unione Europea e dei singoli Stati per una crescita dell occupazione nei paesi dell'unione; - il Manifesto in favore del 2014 Anno Europeo della Conciliazione della Vita Professionale e Familiare approvato il 7 febbraio 2013 dal Parlamento Europeo e avente tra gli obiettivi quello di contribuire alla Strategia UE 2020, che mira a rispondere alle domande connesse alla povertà infantile o della famiglia, a portare al 75% il tasso di occupazione delle donne e degli uomini di età compresa tra e contribuire alle crescenti sfide demografiche. Richiamato: - il Protocollo d intesa tra le parti sociali della provincia di Pordenone per un nuovo sviluppo industriale, sottoscritto il 5 febbraio 2011, e in particolare la lett.f) della parte B) Innovazioni di prodotto, di processo e organizzative; - l Avviso comune delle parti sociali della provincia di Pordenone per lo sviluppo della contrattazione di secondo livello sottoscritto in data 26 settembre

2 Considerato che: - i dati relativi all occupazione femminile in provincia di Pordenone, superiori sia al dato regionale, sia nazionale, rimangono comunque inferiori rispetto al valore maschile, ad indicare che non è stato pienamente conseguito un quadro di completa parità in riferimento all accesso e alla permanenza nel mercato del lavoro locale e che permangono dei vincoli alle opportunità di occupabilità femminili; - tale quadro ha carattere strutturale e non solo congiunturale: considerando infatti solo l ultimo anno, il 2013, il tasso di partecipazione femminile è stato pari al 62,6% a fronte di un valore pari a 78,2% maschile, con un gender gap pari a 15,6 punti percentuali, il tasso di occupazione femminile è stato del 56,5% nel 2013 a fronte del 72,7% maschile, valori superiori alla media nazionale e regionale, ma con un gender gap di 16,2 punti percentuali, che il tasso di disoccupazione femminile è di 9,5% a fronte di un 6,7% maschile; - il problema dell occupabilità femminile riguarda in particolare alcune fasce della popolazione, tra cui le madri con figli in età prescolare e scolare e le persone gravate da carichi di cura. Dal 2010 sono state complessivamente oltre 300 le dimissioni di neomadri convalidate dalla Direzione Territoriale del lavoro di Pordenone (ex art.55 D.Lgs. 151/01) per difficoltà di conciliare tempi lavoro-famiglia, per impossibilità di fruire di forme di orario parziale o flessibile, per la mancanza di familiari cui affidare i figli, per il costo elevato dei servizi alternativi; - i casi monitorati, segnalati e seguiti dalla Consigliera di parità provinciale riguardano prevalentemente la difficoltà di conciliazione dei tempi vita lavoro, la scarsa conoscenza e il limitato utilizzo delle modalità organizzative previste dall art. 9 della L. 53/00, per quanto nel territorio esistano anche numerosi casi di buone prassi che possono rappresentare un volano di stimolo e innovazione per il contesto socioeconomico; - vi è l esigenza di promuovere localmente soluzioni innovative e flessibili di conciliazione che agiscano sulle molteplici dimensioni del problema e dunque siano in grado di fare leva sulla capacità di condivisione e co-progettazione delle stesse, valorizzando e potenziando le buone prassi ed i servizi già esistenti, ma anche favorendo l attivazione di nuovi servizi vicini alle esigenze delle famiglie e delle imprese, al fine di incidere efficacemente sulle opportunità occupazionali dei genitori lavoratori e in particolare delle madri; - vi è la necessità di ripensare la domanda di welfare proveniente dal mondo del lavoro in termini di opportunità di innovazione sociale ed economica, attraverso forme che includano la responsabilità sociale di impresa e lo sforzo propositivo e progettuale di soluzioni di sistema efficaci per il contesto locale e basate sulla capacità di creare reti strategiche tra tutti gli attori coinvolti dalle problematiche derivanti dalla conciliazione: privato, pubblico/privato, profit e non profit; - si evidenza la necessità, partendo da singoli casi concreti, che forze pubbliche, private e del terzo settore condividano e concorrano alla realizzazione di un sistema di welfare integrato - in un ottica di conciliazione multi dimensionale - proponendo soluzioni integrative all azione istituzionale; - l organizzazione e la flessibilità del lavoro sono elementi prioritari della conciliazione e costituiscono un tema da approfondire con tutti gli attori che agiscono nella costituenda rete. Questi elementi, attraverso forme diverse di negoziazione del rapporto di lavoro, diventano 2

3 elementi strategici per lavoratrici e lavoratori e si configurano come il primo gradino verso l introduzione del secondo welfare ; - l importanza di rilanciare la contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale che ponga al centro le forme di conciliazione e di secondo welfare, è ormai da considerare anche per l area pordenonese e regionale una leva strategica di innovazione e recupero della competitività, attraverso l adozione di pratiche organizzative flessibili volte a favorire nuova occupazione. Queste specifiche misure di innovazione determinano un valore aggiunto per le aziende favorendo la competitività del sistema economico stesso e il benessere della comunità e richiamano i principi della responsabilità sociale di impresa; - in tale contesto azioni mirate a tale sviluppo potranno costituire una opportunità di intervento nell ambito della programmazione comunitaria , proponendosi come sperimentazione locale ma in sinergia e a supporto delle politiche attive del lavoro dell amministrazione regionale previste dalla LR 18/2005. Alla luce di quanto considerato, su proposta della CONSIGLIERA DI PARITA PROVINCIALE, la PROVINCIA DI PORDENONE, CONFINDUSTRIA, CONFARTIGIANATO, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, CONFCOMMERCIO, CGIL, CISL, UIL, CCIAA nell ambito delle loro rispettive competenze sottoscrivono il presente accordo che prevede: OBIETTIVI - costituire un modello di collaborazione concreta e di lungo periodo tra i soggetti firmatari, finalizzato alla progettazione condivisa di azioni positive innovative a supporto della conciliazione vita-lavoro, della competitività del sistema economico locale, alla realizzazione delle pari opportunità; - sviluppare sul territorio progettualità condivise tra i soggetti firmatari che abbiano l obiettivo di supportare concretamente la realizzazione di sinergie, servizi, soluzioni e strumenti di secondo welfare finalizzati a rispondere in modo innovativo e flessibile alla domanda di conciliazione espressa dal contesto locale, favorendo e supportando l attuazione di politiche di conciliazione famiglia lavoro, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese; - configurarsi come un opportunità per valorizzare e rendere visibili esperienze, buone prassi, servizi a supporto della conciliazione e porsi come un importante spazio di confronto, formazione e informazione, indispensabile per mettere a sistema le iniziative esistenti e promuoverne lo sviluppo e la moltiplicazione dei risultati, attraverso azioni volte a: - promuovere misure di welfare aziendale e territoriale rispondenti alle esigenze di famiglie e imprese in un ottica di conciliazione famiglia-lavoro; - valorizzare la contrattazione di secondo livello sostenendo la flessibilità organizzativa in un ottica di maggiore attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, supportando lo sviluppo di innovatività degli strumenti/modelli di conciliazione adottati dalle imprese e dalle organizzazioni attive sul territorio provinciale; - favorire le imprese e le reti di imprese che progettino e offrano servizi di secondo welfare favorendo la conciliazione famiglia-lavoro e proponendo elementi di innovazione, miglioramento e integrazione tra i servizi di cui al punto precedente e gli interventi connessi alle politiche di welfare locale; 3

4 - sviluppare iniziative sperimentali che prevedano sinergie tra responsabilità sociale di impresa, conciliazione vita-lavoro e welfare aziendale; - promuovere un confronto continuo e lo scambio di informazioni e buone prassi tra i firmatari dell accordo, i loro associati e iscritti, circa le soluzioni di conciliazione previsti dalla normativa, dalle politiche comunitarie, nazionali e regionali in tema di conciliazione, secondo welfare, responsabilità sociale di impresa; - promuovere la conoscenza e l utilizzo dei congedi parentali da parte dei padri, promuovere l informazione e l utilizzo tra lavoratori, lavoratrici e imprese, in particolare tra quelle piccole e medie, delle forme di lavoro family friendly previste dall art.9 della L. 53/00 riguardanti le flessibilità dei tempi e dell organizzazione del lavoro, nonché gli strumenti e le soluzioni di conciliazione esistenti, in particolare se finanziate e sostenere la libera partecipazione al mercato del lavoro dei genitori, dei lavoratori e delle lavoratrici gravati da compiti di cura dei famigliari; OGGETTO I soggetti proponenti si accordano per collaborare ai fini del raggiungimento degli obiettivi previsti attraverso la realizzazione di: - monitoraggio in riferimento alla presenza e realizzazione di buone prassi in materia nel territorio pordenonese; - incontri quadrimestrali tra le parti firmatarie, finalizzati a: promuovere l'esistenza di buone prassi di conciliazione esistenti, promuovere il confronto tra le parti, avviare progettualità condivise riguardanti conciliazione e secondo welfare in base alle esigenze od opportunità rilevate dalle parti attraverso le proprie reti di riferimento (utenti, iscritti, associati, altri stakeholder) promuovere l integrazione delle politiche di conciliazione con gli altri strumenti della programmazione locale per attivare e supportare la sperimentazione di applicazione della contrattazione di secondo livello su forme integrative di welfare aziendale; - percorsi di informazione e formazione rivolta ai soggetti-chiave pubblici e privati del mercato del lavoro e del contesto socioeconomico del territorio pordenonese e finalizzata a diffondere la conoscenza e promuovere l utilizzo di accordi, strumenti, soluzioni, eventuali incentivi e ogni altro elemento possa essere utile per favorire e supportare l adozione di misure di conciliazione, al fine di aumentare la comprensione dei problemi di conciliazione e di garantire la diffusione di buone pratiche e sollecitare la realizzazione di momenti di confronto; - progettualità condivise sia in risposta ad avvisi, bandi pubblici comunitari, nazionali, regionali, sia con attività di fundraising volto a supportare sperimentazioni di servizi e soluzioni di conciliazione famiglia-lavoro; - scambio reciproco di informazioni, buone prassi e ogni altro elemento possa favorire l adozione e/o il rafforzamento di servizi, soluzioni, azioni positive a supporto della conciliazione dei tempi, dell innovazione, della responsabilità sociale di impresa attenta alla promozione della conciliazione famiglia-lavoro; - creazione di uno spazio web dedicato e di strumenti informativi on line volti a favorire rispettivamente la massima diffusione delle informazioni e facilitare l interazione tra i soggetti firmatari; - definizione di un programma di lavoro annuale; - monitoraggio e valutazione dell efficacia dell accordo. 4

5 RUOLI E ATTIVITA DEI FIRMATARI I soggetti sottoscrittori si impegnano, nelle attività di propria competenza, a : - rispettare le condizioni concordate e indicate nel presente accordo; - partecipare alle iniziative e attività del presente accordo, contribuendo alla definizione delle linee strategiche negli ambiti di propria competenza; - promuovere la migliore sinergia possibile tra le iniziative oggetto dell accordo e le azioni informative e formative in tema di azioni positive, buone prassi di conciliazione e di secondo welfare; - garantire una modalità operativa interna che favorisca la sinergia e la partecipazione dei soggetti aderenti all accordo prevedendo incontri periodici finalizzati alla pianificazione delle attività e condivisione delle azioni comuni, attraverso il monitoraggio dell andamento della rete e delle azioni sviluppate, lo scambio delle informazioni sui lavori in corso di attuazione e la valutazione di eventuali criticità emerse; - fornire tutti i supporti di conoscenza e di concreta collaborazione derivante da compiti istituzionali di ciascun soggetto firmatario del presente accordo; - promuovere modalità di partnership con finanziatori terzi contribuendo ad individuare altresì strategie efficaci di finanziamento e fundraising sia a livello locale, che regionale, nazionale o comunitario; Nello specifico: La Provincia si impegna a: - svolgere un ruolo di coordinamento delle attività, convocare i soggetti firmatari dell intesa con cadenza almeno quadrimestrale al fine di promuovere e definire progettualità comuni e/o per promuovere il confronto e l aggiornamento sul tema della conciliazione, del secondo welfare, della responsabilità sociale di impresa; - fornire i supporti di conoscenza e di monitoraggio circa l andamento del mercato del lavoro in ottica di genere e utilizzando indicatori di misurazione dei gender gap; - garantire la trasversalità e la sostenibilità delle azioni con specifico riferimento alla dimensione delle politiche sociali e del lavoro e assicurare un dialogo con la Regione negli ambiti di propria competenza; - favorire un più stretto rapporto con tutti i soggetti e gli strumenti della programmazione locale ed in particolare con i Piani di Zona; - monitorare lo sviluppo e il consolidamento dell accordo attraverso eventuali azioni correttive e indirizzi operativi sulla base dell analisi periodica dei risultati raggiunti dalla realizzazione dell intesa; - creare una pagina specifica all'interno del sito dell'amministrazione provinciale; - adottare un sistema di comunicazione informativo fra i firmatari del protocollo che ne faciliti l interazione e la velocità; - definire un programma di lavoro annuale da condividere con i firmatari del presente accordo. La Consigliera di parità provinciale si impegna a: 5

6 - monitorare e promuovere le buone prassi esistenti e diffondere la conoscenza delle azioni e degli interventi avviati promuovendo e realizzando in collaborazione con i soggetti del territorio le attività necessarie per favorire lo sviluppo del sistema di conciliazione; - come da suo mandato, a collaborare con aziende, parti sociali, istituzioni per promuovere e attuare politiche e progetti per le pari opportunità sul lavoro, per conciliazione e gli impegni di lavoro e familiari, per istituire appositi organismi e presentare progetti di flessibilità; - come da sua mandato garantire che i principi di uguaglianza e pari opportunità nel mondo del lavoro siano rispettati: parità di trattamento nell accesso al lavoro, nella formazione, nella progressione di carriera, nella retribuzione e nello svolgimento del rapporto di lavoro; - collaborare all organizzazione e intervenire in percorsi informativi rivolti ai soggetti firmatari, loro iscritti e associati, al fine di acquisire competenze ed informazioni utili allo sviluppo di azioni positive per la conciliazione dei tempi lavoro-famiglia; - collaborare all organizzazione e intervenire in percorsi di divulgazione e conoscenza sui temi dei diritti del lavoro e della tutela alla maternità e della parità, con particolare riferimento al rientro al lavoro dopo la maternità; - fornire informazioni alle parti firmatarie e loro iscritti/associati per l elaborazione di progetti di flessibilità a favore della conciliazione e nell eventuale accesso ai finanziamenti dedicati, tra cui quelli previsti ex art. 9 L. 53/2000; - coadiuvare le parti firmatarie nell attività di elaborazione di proposte progettuali di azioni positive in particolare relative al tema della conciliazione, ivi compresa la redazione di atti accordi e contratti aventi per oggetto le pari opportunità e le buone pratiche; - fornire, previa richiesta, i dati di cui dispone sull andamento del mercato, con particolare riferimento all occupazione femminile; - informare sulle novità legislative regionali, nazionali, europee in tema di conciliazione, discriminazione e parità di genere; - promuovere momenti di confronto, a partire dall analisi condivisa dei dati disponibili e sulle possibili sperimentazioni. Le rappresentanze datoriali, ovvero: Unindustria, Confartigianato, Confcommercio-Ascom, Confcooperative, Legacoop si impegnano a: - promuovere e diffondere presso le imprese la conoscenza e l attuazione degli interventi a supporto della conciliazione dei tempi attraverso la contrattazione di secondo livello e forme di secondo welfare; - sensibilizzare le proprie imprese associate a promuovere l attenzione alla domanda di conciliazione dei tempi come parte della responsabilità sociale di impresa; - valorizzare e promuovere le imprese e le reti di impresa che agiscono nella logica di una contrattazione di secondo livello favorevole all adozione di prassi a favore della conciliazione lavoro-famiglia; - fornire i supporti di conoscenza utili alla formulazione di progettualità di welfare a supporto della conciliazione dei tempi lavoro-famiglia; - partecipare ai momenti di incontro, scambio e progettualità promossi nell ambito della presente intesa; - fornire gli accordi di secondo livello (aziendali/territoriali) stipulati, nell ambito dei quali si sia dato impulso alla promozione della conciliazione famiglia lavoro; 6

7 - promuovere momenti di confronto, a partire dall analisi condivisa dei dati disponibili e sulle possibili sperimentazioni; - promuovere verso i propri associati e verso i soggetti firmatari dell accordo buone prassi, soluzioni e strumenti e servizi di conciliazione innovativi. La CCIAA anche attraverso il Comitato Imprenditoria Femminile (istituito da Unioncamere con il ruolo specifico di sviluppare la cultura d impresa presso le donne), si impegna a: - promuovere la conoscenza e l attuazione degli interventi a supporto della conciliazione dei tempi attraverso la contrattazione di secondo livello e forme di secondo welfare; - sensibilizzare le imprese del territorio a promuovere l attenzione alla domanda di conciliazione dei tempi come parte della responsabilità sociale di impresa; - valorizzare e promuovere le imprese e le reti di impresa che agiscono nella logica di una contrattazione di secondo livello favorevole all adozione di prassi a favore della conciliazione lavoro-famiglia; - fornire i supporti di conoscenza utili alla formulazione di progettualità di welfare a supporto della conciliazione dei tempi lavoro-famiglia; - partecipare ai momenti di incontro, scambio e progettualità promossi nell ambito della presente intesa; - promuovere momenti di confronto, a partire dall analisi condivisa dei dati disponibili e sulle possibili sperimentazioni; - promuovere verso le imprese del territorio e verso i soggetti firmatari dell accordo buone prassi, soluzioni e strumenti e servizi di conciliazione innovativi. Le OO.SS., ovvero CGIL, CISL, UIL si impegnano a: - promuovere e diffondere presso lavoratori e lavoratrici la conoscenza e l attuazione degli interventi a supporto della conciliazione dei tempi attraverso la contrattazione di secondo livello e forme di secondo welfare; - promuovere l attenzione alla famiglia come parte della responsabilità sociale di impresa; - valorizzare e promuovere una contrattazione di secondo livello favorevole all adozione di prassi utili alla conciliazione lavoro-famiglia, - fornire i supporti di conoscenza utili alla formulazione di progettualità di welfare a supporto della conciliazione dei tempi lavoro-famiglia; - partecipare ai momenti di incontro, scambio e progettualità promossi nell ambito della presente intesa; - sostenere politiche di genere nella contrattazione territoriale/aziendale, stante il fatto che la contrattazione nazionale affronta le materie che contraddistinguono per ostacoli generali alla uguaglianza di opportunità, mentre la contrattazione decentrata consente di articolare interventi più aderenti alla realtà lavorativa in cui si trovano ad operare le/i lavoratrici/lavoratori; - fornire gli accordi di secondo livello (aziendali/territoriali) stipulati, nell ambito dei quali si sia dato impulso alla promozione delle pari opportunità; - promuovere momenti di confronto, a partire dall analisi condivisa dei dati disponibili e sulle possibili sperimentazioni; - coinvolgere le proprie strutture interne per collaborare all attuazione del protocollo, trasmettendo e diffondendo le informazioni. 7

8 VALIDITA E DURATA DELL INTESA Le parti firmatarie concordano di attribuire al presente Accordo una validità di tre anni dalla sottoscrizione con possibilità di proroga. Le parti firmatarie verificheranno con cadenza annuale lo stato di attuazione del presente Accordo. DISPOSIZIONI FINALI Il presente Accordo prevede la possibilità di ampliare la sottoscrizione ad altri soggetti territoriali che si riconoscano negli obiettivi e nell oggetto dell intesa. Ogni azione che comporti costi, dovrà essere preventivamente concordata tra le parti. Letto e sottoscritto Pordenone, / /2014 Provincia di Pordenone Consigliera provinciale di parità di Pordenone Confindustria Confartigianato Confcommercio Confcooperative Legacoop CCIAA CGIL 8

9 CISL UIL 9

10 Elenco firmatari ATTO SOTTOSCRITTO DIGITALMENTE AI SENSI DEL D.P.R. 445/2000 E DEL D.LGS. 82/2005 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI Questo documento è stato firmato da: NOME: GIANFRANCO MARINO CODICE FISCALE: MRNGFR48R19B180S DATA FIRMA: 15/07/ :31:36 IMPRONTA: C2F0E7B9909E260F2553A3B4967BE1F8A43476BE5B FE503CB1785CAB8 A43476BE5B FE503CB1785CAB8931FE2D83F16CE B2EF671A62 931FE2D83F16CE B2EF671A620DC82F9B69AB3ACB0B35F591885CFFA5 0DC82F9B69AB3ACB0B35F591885CFFA58BE1876CBF397A37AC9775EF8C531954

RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO

RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO ACCORDO PER LA VALORIZZAZIONE DELLE POLITICHE TERRITORIALI DI CONCILIAZIONE FAMIGLIA LAVORO E DELLE RETI DI IMPRESE Premesso che: La Comunicazione della Commissione

Dettagli

Reti per la Conciliazione. Obiettivi del progetto

Reti per la Conciliazione. Obiettivi del progetto Promuovere azioni e interventi di conciliazione vita-lavoro significa facilitare la vita di lavoratori/trici con famiglia individuando soluzioni famigliari, territoriali e aziendali che consentano alle

Dettagli

PIANO TRIENNALE 2014-2016 DELLE AZIONI POSITIVE DEL COMUNE DI JESI

PIANO TRIENNALE 2014-2016 DELLE AZIONI POSITIVE DEL COMUNE DI JESI PIANO TRIENNALE 2014-2016 DELLE AZIONI POSITIVE DEL COMUNE DI JESI Il presente Piano di Azioni Positive si inserisce nell'ambito delle iniziative promosse dal Comune di Jesi per dare attuazione agli obiettivi

Dettagli

REGIONE TOSCANA PREAMBOLO

REGIONE TOSCANA PREAMBOLO REGIONE TOSCANA L.R. 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere B.U. Regione Toscana 06 aprile 2009, n. 11 PREAMBOLO Visto l articolo 117, terzo, quarto e settimo comma della Costituzione; Visto l articolo

Dettagli

COMUNE DI PAGLIETA Provincia di Chieti

COMUNE DI PAGLIETA Provincia di Chieti COMUNE DI PAGLIETA Provincia di Chieti PIANO TRIENNALE DI AZIONI POSITIVE per la realizzazione delle pari opportunità tra uomo e donna 2010/2012 PIANO TRIENNALE AZIONI POSITIVE 2010 2012 Fonti normative:

Dettagli

VERBALE DI ACCORDO IN TEMA DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI

VERBALE DI ACCORDO IN TEMA DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI VERBALE DI ACCORDO IN TEMA DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E LAVORO, PARI OPPORTUNITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE D IMPRESA il 19 aprile 2013, in Roma tra l Associazione Bancaria Italiana e (omissis) Premesso

Dettagli

Piano di Azioni Positive della Provincia di Matera

Piano di Azioni Positive della Provincia di Matera PROVINCIA DI MATERA COMITATO UNICO DI GARANZIA Piano di Azioni Positive della Provincia di Matera Triennio 2011-2014 1 PIANO DI AZIONI POSITIVE DELLA PROVINCIA DI MATERA (ART. 48 D.LGS. 198/06) PREMESSA

Dettagli

Reti per la Conciliazione. Obiettivi del progetto

Reti per la Conciliazione. Obiettivi del progetto Promuovere azioni e interventi di conciliazione vita-lavoro significa facilitare la vita di lavoratori/trici con famiglia individuando soluzioni famigliari, territoriali e aziendali che consentano alle

Dettagli

ACCORDO DI COOPERAZIONE

ACCORDO DI COOPERAZIONE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA BASILICATA ACCORDO DI COOPERAZIONE tra COMITATO UNICO DI GARANZIA e CONSIGLIERA DI PARITÀ REGIONALE ACCORDO DI COOPERAZIONE tra Il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità,

Dettagli

Approvato con Deliberazione di G.P. n. 293 del 29/11/2005. Visto:

Approvato con Deliberazione di G.P. n. 293 del 29/11/2005. Visto: PROTOCOLLO DI INTESA TRA LA PROVINCIA DI RIMINI, L AZIENDA USL, DELEGATA ALLA GESTIONE DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI MINORI, E GLI ENTI AUTORIZZATI PER L ATTIVITA RELATIVA ALL ADOZIONE INTERNAZIONALE Approvato

Dettagli

Fondo Sociale Europeo: Asse E una linea di finanziamento per le Pari Opportunità nel mondo del lavoro

Fondo Sociale Europeo: Asse E una linea di finanziamento per le Pari Opportunità nel mondo del lavoro Fondo Sociale Europeo: Asse E una linea di finanziamento per le Pari Opportunità nel mondo del lavoro Linea 3 - possibilità alle aziende che vogliano sperimentare formule di conciliazione dei tempi La

Dettagli

Disegno di Legge per le politiche di genere e la conciliazione vita - lavoro

Disegno di Legge per le politiche di genere e la conciliazione vita - lavoro Disegno di Legge per le politiche di genere e la conciliazione vita - lavoro «Certo caro Socrate ci hai plasmato, come uno scultore, dei bei Governanti». «Ma caro Glaucone, se è per questo anche delle

Dettagli

Intesa 2 sottoscritta il 25 ottobre 2012 in sede di Conferenza Unificata Ministro Pari opportunità, Regioni e Autonomie locali

Intesa 2 sottoscritta il 25 ottobre 2012 in sede di Conferenza Unificata Ministro Pari opportunità, Regioni e Autonomie locali Roma, 7 maggio 2013 Intesa 2 sottoscritta il 25 ottobre 2012 in sede di Conferenza Unificata Ministro Pari opportunità, Regioni e Autonomie locali E la naturale prosecuzione degli interventi previsti da

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CITTADINANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO SOMMARIO

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CITTADINANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO SOMMARIO PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CITTADINANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO SOMMARIO TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI OGGETTO PRINCIPI E OBIETTIVI art. 1 Oggetto e principi art. 2 Obiettivi TITOLO II

Dettagli

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE Premessa CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE La formazione è una delle leve cardine per il rilancio di un'efficace politica di sviluppo, dei diritti

Dettagli

(sperimentazione dell art. 14 del D. Lgs. 10.09.03 n 276)

(sperimentazione dell art. 14 del D. Lgs. 10.09.03 n 276) CONVENZIONE QUADRO PER L INSERIMENTO DI LAVORATORI DISABILI DEBOLI tra la Provincia di Savona e le Associazioni Datoriali, Sindacali e Cooperative della provincia di Savona (sperimentazione dell art. 14

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE

PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE Allegato A alla delibera di Giunta n del. PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE PREMESSO CHE: Il 10 dicembre 1997, nell ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti

Dettagli

ALLEGATOA alla Dgr n. 1562 del 31 luglio 2012 pag. 1/8

ALLEGATOA alla Dgr n. 1562 del 31 luglio 2012 pag. 1/8 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATOA alla Dgr n. 1562 del 31 luglio 2012 pag. 1/8 PROTOCOLLO D INTESA TRA Regione del Veneto Ministero dell'istruzione,dell'università e della Ricerca - Ufficio Scolastico

Dettagli

Rapporto sulla implementazione della Carta

Rapporto sulla implementazione della Carta Rapporto sulla implementazione della Carta Il Rapporto sul grado di implementazione degli impegni assunti con la sottoscrizione della Carta per le Pari Opportunità e l Uguaglianza sul lavoro è un rendiconto

Dettagli

AZIONI A SOSTEGNO DELLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE TRA FAMIGLIA E LAVORO

AZIONI A SOSTEGNO DELLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE TRA FAMIGLIA E LAVORO AZIONI A SOSTEGNO DELLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE TRA FAMIGLIA E LAVORO PREMESSO: - che occorre una azione sinergica, a tutti i livelli, tra le iniziative legislative, le politiche sociali e quelle contrattuali

Dettagli

Piano di Azioni Positive 2013-2015 approvato dal Comitato Unico di Garanzia con propria deliberazione n. 2 del 15 maggio 2013

Piano di Azioni Positive 2013-2015 approvato dal Comitato Unico di Garanzia con propria deliberazione n. 2 del 15 maggio 2013 Premessa Il Piano delle Azioni Positive - PAP, è documento programmatico redatto a norma dell'art. 48 del D.Lgs. 198/2006 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell art. 6 della legge

Dettagli

L ATI composta da Associazione Nuovi Lavori e BIC Puglia s.c.a.r.l., nell ambito del progetto URLO Una rete per le opportunità, PROMUOVE

L ATI composta da Associazione Nuovi Lavori e BIC Puglia s.c.a.r.l., nell ambito del progetto URLO Una rete per le opportunità, PROMUOVE L ATI composta da Associazione Nuovi Lavori e BIC Puglia s.c.a.r.l., nell ambito del progetto URLO Una rete per le opportunità, PROMUOVE un PROTOCOLLO D INTESA tra CONSIGLIERA PARITÀ PROVINCIALE DONNE

Dettagli

Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare

Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare Primo incontro dei partner di progetto 17-18 ottobre 2014 Borgo Pio, 10, Roma Illustrazione del progetto: motivazioni,

Dettagli

Tempi di vita e tempi di lavoro. La conciliazione fa bene all azienda

Tempi di vita e tempi di lavoro. La conciliazione fa bene all azienda Tempi di vita e tempi di lavoro La conciliazione fa bene all azienda La conciliazione da impulso allo sviluppo Ci sono tanti modi per crescere in competitività. Ma c è una leva, in particolare, che costituisce

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. tra

PROTOCOLLO D INTESA. tra PROTOCOLLO D INTESA tra L AUTORITÀ DI GESTIONE DEL PROGRAMMA OPERATIVO INTERREGIONALE ATTRATTORI CULTURALI, NATURALI E TURISMO (POIN) e LE PARTI ECONOMICHE E SOCIALI ED IL PARTENARIATO ISTITUZIONALE 1

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Pari Opportunità

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Pari Opportunità Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Pari Opportunità Regione Calabria Le politiche conciliative nel Por Calabria FSE 2007/2013: la strategia del dual approach per garantire il gender mainstreaming

Dettagli

07. Valorizzazione delle Risorse Umane e delle Politiche per l Occupazione

07. Valorizzazione delle Risorse Umane e delle Politiche per l Occupazione 07. Valorizzazione delle Risorse Umane e delle Politiche per l Occupazione Sostegno alle Università 1. Finanziamento del Corso di Laurea Specialistica in Comunicazioni Visive e Multimediali (IUAV) La Camera

Dettagli

A relazione dell'assessore Giordano: Premesso che:

A relazione dell'assessore Giordano: Premesso che: REGIONE PIEMONTE BU26 28/06/2012 Deliberazione della Giunta Regionale 11 giugno 2012, n. 18-3996 Approvazione dello schema di Protocollo d'intesa tra la Citta' di Torino, la Fondazione Torino Smart City,

Dettagli

ACCORDO DI PROGRAMMA PER L ATTIVAZIONE DI UNA RETE DI COMUNI AMICI DELLA FAMIGLIA

ACCORDO DI PROGRAMMA PER L ATTIVAZIONE DI UNA RETE DI COMUNI AMICI DELLA FAMIGLIA Forum Lombardo delle Lombardia FeLCeAF Associazioni familiari ACCORDO DI PROGRAMMA PER L ATTIVAZIONE DI UNA RETE DI COMUNI AMICI DELLA FAMIGLIA La crisi in atto ormai da alcuni anni porta al contenimento

Dettagli

PIANO AZIONI POSITIVE TRIENNIO 2014-2015-2016 (approvato con atto di G.C. n. 117/2013)

PIANO AZIONI POSITIVE TRIENNIO 2014-2015-2016 (approvato con atto di G.C. n. 117/2013) CITTA DI CAIAZZO Provincia di Caserta Piazzetta Martiri Caiatini, n. 1 C.A.P. 81013 CAIAZZO Tel. 0823.61.57.28 Fax 0823.86.80.00 info@comune.caiazzo.ce.it www.caiazzo.gov.it PIANO AZIONI POSITIVE TRIENNIO

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO E LA CRESCITA DELLE IMPRESE A PREVALENTE PARTECIPAZIONE FEMMINILE E DELLE LAVORATRICI AUTONOME PREMESSO CHE

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO E LA CRESCITA DELLE IMPRESE A PREVALENTE PARTECIPAZIONE FEMMINILE E DELLE LAVORATRICI AUTONOME PREMESSO CHE PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO E LA CRESCITA DELLE IMPRESE A PREVALENTE PARTECIPAZIONE FEMMINILE E DELLE LAVORATRICI AUTONOME PREMESSO CHE l Unione Europea incoraggia la partecipazione delle donne

Dettagli

Il marchio di genere

Il marchio di genere Il marchio di genere Iniziative intraprese ai fini della RSI Assessorato al Welfare I Piano di azione Famiglie al futuro II Piano di azione Famiglie al futuro Marchio Famiglie al futuro Bozza Linee guida

Dettagli

LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro. Materiale propedeutico al seminario territoriale

LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro. Materiale propedeutico al seminario territoriale LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro Materiale propedeutico al seminario territoriale Il contesto OBIETTIVO REGIONE LOMBARDIA Costruire un Welfare in grado di porre al centro

Dettagli

COMUNE DI ISTRANA AREA AMMINISTRATIVA

COMUNE DI ISTRANA AREA AMMINISTRATIVA COMUNE DI ISTRANA AREA AMMINISTRATIVA TEL: 0422/831825 Via S. Pio X n. 15/17 31036 ISTRANA (TV) C.F. 80008050264 FAX 0422/831890 P.I. 00389970260 --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------www.comune.istrana..tv.it

Dettagli

DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE N. 20 DEL 25.06.2014 Anno 2014 giorno 25 mese giugno alle ore 8.30 sede di Via dell'artigliere n. 9 a seguito di regolare convocazione si è riunito il C.d.A. dell'esu

Dettagli

Azienda Sanitaria Locale della provincia di Como allegato A pagine 5 deliberazione n.

Azienda Sanitaria Locale della provincia di Como allegato A pagine 5 deliberazione n. Azienda Sanitaria Locale della provincia di Como allegato A pagine 5 deliberazione n. del In ottemperanza alla DGR X/1081 del 12/12/2013 e del Decreto n. 2058 dell 11/3/2014, questa ASL pubblica il seguente

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA

PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE TRA Provincia di Lucca Prefettura di Lucca Procura della

Dettagli

Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità

Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità Dott.ssa Serenella Martini Dipartimento per le Pari Opportunità Presidenza del Consiglio

Dettagli

COMITATO TECNICO SCUOLA E UNIVERSITA

COMITATO TECNICO SCUOLA E UNIVERSITA Emilia Gangemi COMITATO TECNICO SCUOLA E UNIVERSITA Linee di indirizzo 12 dicembre 2012 Il quadro disegnato dai dati più recenti, tra cui le indagini ISTAT, in merito al mercato del lavoro nel Lazio non

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

40 6.4.2009 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGE REGIONALE 2 aprile 2009, n. 16

40 6.4.2009 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGE REGIONALE 2 aprile 2009, n. 16 40 6.4.2009 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGE REGIONALE 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere. Il Consiglio regionale ha approvato Il Presidente della Giunta promulga la

Dettagli

PIANO DI AZIONI POSITIVE (PAP)

PIANO DI AZIONI POSITIVE (PAP) COMUNE DI ARNAD Frazione Closé, 1 11020 ARNAD (AO) C.FISCALE e P.IVA 00125720078 COMMUNE D ARNAD 1, hameau de Closé 11020 ARNAD (Vallée d Aoste) TEL. 0125966121-089 FAX 0125966306 e-mail: info@comune.arnad.ao.it

Dettagli

Convenzione per programmi di inserimento lavorativo in cooperative sociali

Convenzione per programmi di inserimento lavorativo in cooperative sociali Convenzione per programmi di inserimento lavorativo in cooperative sociali la Provincia di Rimini la Azienda Unità Sanitaria Locale di Rimini le Associazioni imprenditoriali provinciali di Rimini: Confindustria

Dettagli

LE PARI OPPORTUNITÁ IN EUROPA

LE PARI OPPORTUNITÁ IN EUROPA LE PARI OPPORTUNITÁ IN EUROPA Il principio della parità fra donne e uomini è sempre stato uno dei cardini della costruzione dell Europa unita. I suoi aspetti essenziali sono infatti espressi già nel Trattato

Dettagli

COMUNE DI CARTIGLIANO Provincia di Vicenza -------

COMUNE DI CARTIGLIANO Provincia di Vicenza ------- N.97 reg COPIA DI IMMEDIATA ESEGUIBILITA COMUNE DI CARTIGLIANO Provincia di Vicenza ------- VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE Oggetto: APPROVAZIONE PIANO TRIENNALE DELLE AZIONI POSITIVE IN

Dettagli

da una parte dall altra

da una parte dall altra Area Generale di Coordinamento 17 - Istruzione, Educazione, Formazione Professionale, Osservatorio Regionale Settore 03 - Politiche Giovanili e del Forum Regionale della Gioventù Agenzia Nazionale per

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PREMESSO CHE

PROTOCOLLO D INTESA PREMESSO CHE REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI PROTOCOLLO D INTESA Tra la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e l Agenzia Nazionale per i Giovani in relazione alle attività e

Dettagli

Milano 16 Dicembre 2014. A cura del Comune di Milano - DC Sport benessere e qualità della vita - Servizio qualità della vita

Milano 16 Dicembre 2014. A cura del Comune di Milano - DC Sport benessere e qualità della vita - Servizio qualità della vita Milano 16 Dicembre 2014 A cura del Comune di Milano - DC Sport benessere e qualità della vita - Servizio qualità della vita 31 marzo 2014 5 maggio 2014 4 giugno 2014 Sottoscrizione accordo per la valorizzazione

Dettagli

CONVENZIONE DI COOPERAZIONE TRA PREMESSO

CONVENZIONE DI COOPERAZIONE TRA PREMESSO CONVENZIONE DI COOPERAZIONE TRA LA REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA (di seguito denominata Regione) nella persona dell Assessore regionale al lavoro, università e ricerca Alessia Rosolen, domiciliata

Dettagli

Piano di azioni positive per il triennio 2013/2015

Piano di azioni positive per il triennio 2013/2015 COMUNE DI VANZAGHELLO PROVINCIA DI MILANO Piano di azioni positive per il triennio 2013/2015 Il Decreto Legislativo 11 aprile 2006 n. 198 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell art.

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 02-04-2009 REGIONE TOSCANA. Cittadinanza di genere.

LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 02-04-2009 REGIONE TOSCANA. Cittadinanza di genere. LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 02-04-2009 REGIONE TOSCANA Cittadinanza di genere. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA N. 11 del 6 aprile 2009 Il Consiglio regionale ha approvato Il Presidente

Dettagli

Sfide e prospettive nella risposta ai nuovi bisogni sociali: lavoro, sviluppo e secondo welfare

Sfide e prospettive nella risposta ai nuovi bisogni sociali: lavoro, sviluppo e secondo welfare Sfide e prospettive nella risposta ai nuovi bisogni sociali: lavoro, sviluppo e secondo welfare Franca Maino Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare Università degli Studi di Milano Laboratorio

Dettagli

Cittadinanza di genere

Cittadinanza di genere Proposta di legge n. 290 Cittadinanza di genere SOMMARIO PREAMBOLO TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI OGGETTO, PRINCIPI E OBBIETTIVI art. 1 Oggetto e principi art. 2 Obbiettivi TITOLO II AZIONI PER LA CONCILIAZIONE

Dettagli

ASILI NIDO E OPPORTUNITA' REGIONALI

ASILI NIDO E OPPORTUNITA' REGIONALI ASILI NIDO E OPPORTUNITA' REGIONALI A cura della Commissione Provinciale Pari Opportunità 17 maggio 2012 Le politiche di Le politiche per la rappresentano un importante fattore di innovazione dei modelli

Dettagli

ALLEGATO 1 SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO TER- PREMESSO:

ALLEGATO 1 SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO TER- PREMESSO: ALLEGATO 1 SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO TER- RITORIALE DEL SISTEMA AMBIENTALE E CULTURALE DI [INSERIRE DENOMINAZIONE SAC] PREMESSO: che il Programma Operativo (PO)

Dettagli

Colmare il divario di retribuzione tra donne e uomini. http://ec.europa.eu/equalpay

Colmare il divario di retribuzione tra donne e uomini. http://ec.europa.eu/equalpay Colmare il divario di retribuzione tra donne e uomini Sommario Cos è il divario di retribuzione tra donne e uomini? Perché persiste il divario di retribuzione tra donne e uomini? Quali azioni ha intrapreso

Dettagli

ACCORDO VOLONTARIO DI AREA PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL DISTRETTO FAMIGLIA NELLA VALLE DEI LAGHI

ACCORDO VOLONTARIO DI AREA PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL DISTRETTO FAMIGLIA NELLA VALLE DEI LAGHI ACCORDO VOLONTARIO DI AREA PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL DISTRETTO FAMIGLIA NELLA VALLE DEI LAGHI TRA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, LA COMUNITA DELLA VALLE DEI LAGHI, IL COMUNE DI VEZZANO, IL COMUNE DI

Dettagli

Contrasto al lavoro sommerso

Contrasto al lavoro sommerso Contrasto al lavoro sommerso Nell ambito della L.R. n.30 del 13/08/2007 Norme regionali per la sicurezza e la qualità del lavoro è stato finanziato il progetto regionale Contrasto al lavoro sommerso e

Dettagli

La pubblicazione del testo non ha carattere di ufficialita' Sommario

La pubblicazione del testo non ha carattere di ufficialita' Sommario LEGGE REGIONALE 23 luglio 2012, nlegge REGIONALE 23 luglio 2012, n. 23 Integrazione delle politiche di pari opportunita di genere nella Regione. Modifiche alla Legge regionale 5 agosto 1996, n. 34 Norme

Dettagli

MANUALE PER LA REDAZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELLE AZIONI POSITIVE

MANUALE PER LA REDAZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELLE AZIONI POSITIVE MANUALE PER LA REDAZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELLE AZIONI POSITIVE a cura della Consigliera di Parità Avv. Maria Francesca Siclari INDICE Perché fare un piano triennale Premesse legislative Linee guida

Dettagli

PIANO TRIENNALE DI AZIONI POSITIVE IN MATERIA DI PARI OPPORTUNITA ANNI 2013-2015

PIANO TRIENNALE DI AZIONI POSITIVE IN MATERIA DI PARI OPPORTUNITA ANNI 2013-2015 COMUNE DI FIUMEFREDDO DI SICILIA Provincia di Catania PIANO TRIENNALE DI AZIONI POSITIVE IN MATERIA DI PARI OPPORTUNITA ANNI 2013-2015 Approvato con Delibera di G.M. nr. 178 del 20.12.2013 1 FONTI: Legge

Dettagli

COMUNE DI PAU PROVINCIA DI ORISTANO

COMUNE DI PAU PROVINCIA DI ORISTANO COMUNE DI PAU PROVINCIA DI ORISTANO "Paese dell'ossidiana" PIANO DI AZIONI POSITIVE 2015/2017 Art. 48 D. Lgs. 11.04.2006, n. 198. L adozione del Piano Triennale di azioni positive risponde ad un obbligo

Dettagli

INTESA TRA. Provincia di Mantova rappresentata dall Assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Carlo Grassi

INTESA TRA. Provincia di Mantova rappresentata dall Assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Carlo Grassi INTESA PER L INTEGRAZIONE DELLE POLITICHE TERRITORIALI E DELLE AZIONI PER CONTRASTARE LE CONSEGUENZE SULL OCCUPAZIONE E SUL SISTEMA PRODUTTIVO DELLA CRISI ECONOMICA nell ambito territoriale del distretto

Dettagli

PIANO DI AZIONI POSITIVE

PIANO DI AZIONI POSITIVE PIANO DI AZIONI POSITIVE TRIENNIO 2013-2015 PIANO DI AZIONI POSITIVE (ART. 48, COMMA 1, D. LGS. 11/04/2006 N. 198) PREMESSA Le azioni positive sono misure temporanee speciali che, in deroga al principio

Dettagli

COMUNE di LENTATE SUL SEVESO

COMUNE di LENTATE SUL SEVESO COMUNE di LENTATE SUL SEVESO Provincia di Monza e della Brianza PIANO DELLE AZIONI POSITIVE Triennio 2015/2017 Riferimenti normativi: - Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198 «Codice delle pari opportunità

Dettagli

Protocollo d intesa per il Registro Provinciale Co-Manager

Protocollo d intesa per il Registro Provinciale Co-Manager Protocollo d intesa per il Registro Provinciale Co-Manager Provincia autonoma di Trento - Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili Provincia autonoma di Trento - Agenzia del Lavoro

Dettagli

VIENE STIPULATO IL SEGUENTE PROTOCOLLO D INTESA

VIENE STIPULATO IL SEGUENTE PROTOCOLLO D INTESA PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DI UN PARTENARIATO PUBBLICO / PRIVATO A FAVORE DELLA MOBILITA EUROPEA GEOGRAFICA E PROFESSIONALE DEI LAVORATORI NELL AMBITO DEL PROGRAMMA COMUNITARIO EURES (EUROPEAN

Dettagli

PIANO ANNUALE DI AZIONI POSITIVE dell ISPRA ANNO 2010

PIANO ANNUALE DI AZIONI POSITIVE dell ISPRA ANNO 2010 PIANO ANNUALE DI AZIONI POSITIVE dell ISPRA ANNO 2010 Con il presente piano si definiscono le modalità operative di dettaglio, i soggetti coinvolti e le responsabilità individuate per l attuazione del

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A ottobre 2011, la Commissione europea ha adottato alcune proposte legislative per la politica di coesione 2014-2020 La presente scheda

Dettagli

Proposta per un Piano di Azioni Positive nel Gruppo Ferrovie dello Stato

Proposta per un Piano di Azioni Positive nel Gruppo Ferrovie dello Stato Proposta per un Piano di Azioni Positive nel Gruppo Ferrovie dello Stato Roma 21 giugno 2006 PREMESSA Fin dalla loro costituzione i Comitati per le pari Opportunità del Gruppo Ferrovie dello Stato hanno

Dettagli

Piano triennale 2013-2015 di azioni positive per la realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra donne e uomini

Piano triennale 2013-2015 di azioni positive per la realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra donne e uomini Piano triennale 2013-2015 di azioni positive per la realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra donne e uomini PREMESSA Il presente Piano di Azione Positive per il triennio 2013/2015,

Dettagli

TRA PREMESSO. che la causa alla base della violenza contro le donne è la discriminazione che nega pari diritti a uomini e donne;

TRA PREMESSO. che la causa alla base della violenza contro le donne è la discriminazione che nega pari diritti a uomini e donne; PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE. TRA L Amministrazione Provinciale di Cuneo,

Dettagli

QUALI PROGETTI E QUALI RISULTATI

QUALI PROGETTI E QUALI RISULTATI FONDO CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO I progetti della cooperazione 16 Maggio 2012 - ore 9..00 Palazzo Cisterna Sala Consiglieri Via Maria Vittoria 12 - Torino QUALI PROGETTI E QUALI RISULTATI

Dettagli

La violenza nei confronti delle donne

La violenza nei confronti delle donne Palmanova, 07 aprile 2015 Le molteplici forme della violenza: disparità e discriminazioni in ambito lavorativo Intervento di Chiara Cristini Referente per la pari opportunità La violenza nei confronti

Dettagli

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 24 DEL 16 GIUGNO 2008

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 24 DEL 16 GIUGNO 2008 REGIONE CAMPANIA - Giunta Regionale - Seduta del 11 aprile 2008 - Deliberazione N. 661 - Area Generale di Coordinamento N. 18 - Assistenza Sociale, Attività Sociali, Sport, Tempo Libero, Spettacolo N.

Dettagli

VADEMECUM FACCIAMO AFFARI DI FAMIGLIA, NOI CONCILIAMO!

VADEMECUM FACCIAMO AFFARI DI FAMIGLIA, NOI CONCILIAMO! VADEMECUM FACCIAMO AFFARI DI FAMIGLIA, NOI CONCILIAMO! La Cooperativa Sociale Centro Progetti educativi, in un ottica di Responsabilità Sociale d Impresa, promuove il proprio progetto intitolato Affari

Dettagli

PROTOCOLLO D'INTESA TRA. Regione del Veneto

PROTOCOLLO D'INTESA TRA. Regione del Veneto REGIO NE DELVENETO CONFINDUSTRIA Veneto PROTOCOLLO D'INTESA TRA Regione del Veneto Ministero dell'istruzione,dell'università e della Ricerca - Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto (di seguito denominato

Dettagli

Allegato A COMUNE DI ALANO DI PIAVE Provincia di Belluno PIANO TRIENNALE DI AZIONI POSITIVE PER LE PARI OPPORTUNITÀ 2015-2017 (ART. 48, COMMA 1, D.LGS. 11/04/2006 N. 198) Il Decreto Legislativo 11 aprile

Dettagli

Protocollo di Intesa per la realizzazione di una casa per la semiautonomia per donne e minori

Protocollo di Intesa per la realizzazione di una casa per la semiautonomia per donne e minori In data 26 Settembre 2008 è stato firmato il seguente protocollo: Protocollo di Intesa per la realizzazione di una casa per la semiautonomia per donne e minori Tra Solidea, Istituzione di genere femminile

Dettagli

La violenza sulle donne nei luoghi di lavoro. Proposta di Intesa

La violenza sulle donne nei luoghi di lavoro. Proposta di Intesa La violenza sulle donne nei luoghi di lavoro Proposta di Intesa 27 novembre 2012 LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI CGIL, CISL, UIL PREMESSO - che l espressione violenza nei confronti delle donne designa ogni

Dettagli

NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA

NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA Conoscere per governare 13 novembre 2013 Sala Polifunzionale Via Santa Maria in Via, 37 R o m a I servizi per la prima infanzia: il punto sulle Intese e il Piano di Azione

Dettagli

ALLEGATO alla delibera C.P. nn. 76/67066 del 13-9-2012

ALLEGATO alla delibera C.P. nn. 76/67066 del 13-9-2012 INDICE ALLEGATO alla delibera C.P. nn. 76/67066 del 13-9-2012 L.R. 1/2000 e successive modifiche Indirizzi provinciali per lo sviluppo, il consolidamento e la qualificazione dei servizi educativi rivolti

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO PER LA REALIZZAZIONE DI APPALTI PUBBLICI CHE FACILITINO INSERIMENTI LAVORATIVI DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO

LINEE DI INDIRIZZO PER LA REALIZZAZIONE DI APPALTI PUBBLICI CHE FACILITINO INSERIMENTI LAVORATIVI DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO Città di Minerbio Provincia di Bologna LINEE DI INDIRIZZO PER LA REALIZZAZIONE DI APPALTI PUBBLICI CHE FACILITINO INSERIMENTI LAVORATIVI DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO Approvato con deliberazione

Dettagli

LINEE COMUNI DI INTERVENTO tra

LINEE COMUNI DI INTERVENTO tra LINEE COMUNI DI INTERVENTO tra COMUNI EST MILANO - CGIL CISL UIL - AFOL EST MI ASSOLOMBARDA, COLDIRETTI, CONFCOMMERCIO, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI, CONFEDERAZIONE NAZIONALE ARTIGIANATO E PICCOLA

Dettagli

COMMISSIONE CONSILIARE III. Sanità e Assistenza. Seduta del 28 settembre 2011 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MARGHERITA PERONI

COMMISSIONE CONSILIARE III. Sanità e Assistenza. Seduta del 28 settembre 2011 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MARGHERITA PERONI COMMISSIONE CONSILIARE III Sanità e Assistenza Seduta del 28 settembre 2011 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MARGHERITA PERONI Argomento n. 4 all ordine del giorno: ITR N. 3113 Bando per l'accesso alla "Dote

Dettagli

ACCORDO VOLONTARIO DI AREA PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL DISTRETTO FAMIGLIA NELLA COMUNITA' ROTALIANA KÖNIGSBERG

ACCORDO VOLONTARIO DI AREA PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL DISTRETTO FAMIGLIA NELLA COMUNITA' ROTALIANA KÖNIGSBERG ACCORDO VOLONTARIO DI AREA PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL DISTRETTO FAMIGLIA NELLA ROTALIANA KÖNIGSBERG TRA LA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, LA COMUNITA ROTALIANA KÖNIGSBERG, IL COMUNE DI LAVIS, IL COMUNE

Dettagli

SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI

SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI Allegato A SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI Il giorno., dell anno. alle ore., presso la sede

Dettagli

COMUNE DI POLLENA TROCCHIA

COMUNE DI POLLENA TROCCHIA COMUNE DI POLLENA TROCCHIA PIANO DI AZIONI POSITIVE TRIENNIO 2015-2017 i (Approvato con deliberazione di Giunta Comunale n. 13 del 26.02.2015) PREMESSA Le azioni positive sono misure temporanee speciali

Dettagli

IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE

IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE Il progetto In Pratica Idee alla pari e alcuni esempi di pratiche realizzate e di esperienze regionali di successo IRS Istituto per la Ricerca

Dettagli

con la collaborazione delle Parti Sociali

con la collaborazione delle Parti Sociali LEGGE 28 marzo 2003, n.53 Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, Art.

Dettagli

PIANO TRIENNALE DEGLI OBIETTIVI E DELLE AZIONI POSITIVE PARI OPPORTUNITA Legge 125/1991, d.lgs. n.196 del 2000, Legge 246/2005, d.lgs.

PIANO TRIENNALE DEGLI OBIETTIVI E DELLE AZIONI POSITIVE PARI OPPORTUNITA Legge 125/1991, d.lgs. n.196 del 2000, Legge 246/2005, d.lgs. PIANO TRIENNALE DEGLI OBIETTIVI E DELLE AZIONI POSITIVE PARI OPPORTUNITA Legge 125/1991, d.lgs. n.196 del 2000, Legge 246/2005, d.lgs. 198/2006 Dal maggio 2007, l Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale

Dettagli

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Patto europeo per la salute mentale e il benessere CONFERENZA DI ALTO LIVELLO DELL UE INSIEME PER LA SALUTE MENTALE E IL BENESSERE Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Slovensko predsedstvo EU 2008 Slovenian Presidency

Dettagli

Servizio Politiche attive per il Lavoro Servizio Formazione professionale. Titolo. Parti. Tra

Servizio Politiche attive per il Lavoro Servizio Formazione professionale. Titolo. Parti. Tra Servizio Politiche attive per il Lavoro Servizio Formazione professionale Protocollo Titolo CONVENZIONE QUADRO PER L INSERIMENTO LAVORATIVO NELLE COOPERATIVE SOCIALI DEI LAVORATORI DISABILI CON GRAVI DIFFICOLTA

Dettagli

2.13 POLITICHE DI WELFARE AZIENDALE IN UN SISTEMA DI WELFARE CONDIVISO

2.13 POLITICHE DI WELFARE AZIENDALE IN UN SISTEMA DI WELFARE CONDIVISO 2.13 POLITICHE DI WELFARE AZIENDALE IN UN SISTEMA DI WELFARE CONDIVISO 19.06.2013 INTRODUZIONE AL PROGETTO Molte delle buone pratiche messe in atto dalle imprese per migliorare il benessere dei propri

Dettagli

TRA PREMESSO. che il fenomeno della violenza nei confronti delle donne rappresenta un tema di grande attualità e particolare gravità;

TRA PREMESSO. che il fenomeno della violenza nei confronti delle donne rappresenta un tema di grande attualità e particolare gravità; PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE TRA l Amministrazione Provinciale di Vercelli,

Dettagli

PIANO DI AZIONI POSITIVE PER IL TRIENNIO 2012 2014. Premessa

PIANO DI AZIONI POSITIVE PER IL TRIENNIO 2012 2014. Premessa PIANO DI AZIONI POSITIVE PER IL TRIENNIO 2012 2014 Premessa Nell ambito delle finalità espresse dalla L. 125/1991 e successive modificazioni ed integrazioni, ossia favorire l occupazione femminile e realizzare

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

Protocollo d intesa tra Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Consiglio nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali (CNOAS)

Protocollo d intesa tra Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Consiglio nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali (CNOAS) Protocollo d intesa tra Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Consiglio nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali (CNOAS) L'AUTORITÀ GARANTE PER L'INFANZIA E L ADOLESCENZA E IL CONSIGLIO

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA tra la Rete di scuole per la sicurezza della provincia di Treviso e gli altri soggetti del territorio

PROTOCOLLO D INTESA tra la Rete di scuole per la sicurezza della provincia di Treviso e gli altri soggetti del territorio PROTOCOLLO D INTESA tra la Rete di scuole per la sicurezza della provincia di Treviso e gli altri soggetti del territorio VISTO l accordo regionale (delibera della Giunta Regionale n. 1789/2006) stipulato

Dettagli