G A Z Z E T T A S E T T IM A N A L E SCIENZA ECONOMICA, FINANZA, COMMERCIO, BANCHI, FERROVIE, INTERESSI PRIVATI

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1 L ECONOMISTA G A Z Z E T T A S E T T IM A N A L E SCIENZA ECONOMICA, FINANZA, COMMERCIO, BANCHI, FERROVIE, INTERESSI PRIVATI Anno IX - Yol. XIY Domenica 17 Settembre 1882 N. 487 QUESTIONI IMPORTANTI 1 giornali politici che si pubblicano a Genova ci inform ano di trattative avviate tra l A m m inistrazione civica di quella m etropoli del com m ercio italiano ed i rappresentanti del G overno e delle strade ferrate per definire le grandi questioni pendenti, della ferrovia perim etrale del porto, dei magazzini per m aterie infiammabili, dei bacini di carenaggio. Crediam o di non andare errati afferm ando che m ai, dalla costituzione del regno d Italia, un Com une si è trovato dinanzi a più alti e più com plicati problem i, dalla buona, o dalla cattiva soluzione dei quali può dipendere in gran parte l aum ento del traffico e quindi l im portanza del porto di Genova, che è quanto dire l im portanza del com m ercio italiano. Non sarà dunque del tutto inutile pei lettori del l eco n o m ista il conoscere nei loro particolari siffatte questioni che, giova sperarlo, verranno prossim am ente discusse in una conferenza di rappresentanti di tutte le am m inistrazioni interessate e sciolte definitivam ente, giacché oggimai i sacrifìzii com piuti, gli errori commessi ci devono avere in segnato che di chiacchiere se ne son fatte abbastanza e che è venuto il m om ento di fare e fare, presto per rip arare alm eno in parte al molto tempo perduto. Quali siano le condizioni attuali del servizio ferroviario nel porto, moltissim i tra i nostri, lettori lo sanno. T re tunnels attraversando in diversi punti il colle di S. Benigno che separa Genova dalla vicina San Pierdarena e dalla valle di Polcevera, riu n i scono il punto più occidentale del porto alle linee ferroviarie, alla littoranea di ponente ed alla transapenninica. U na piccola stazione denom inata di S. Benigno o del passo nuovo sta sulla calata all imbocco di questi tre tunnels e serve di scalo alle m erci che dal m are devono spingersi ai m ercati interni del regno od a quelli d oltr Alpe. F in o a questi ultim i anni siffatta stazione se era in certo modo capolinea pel Piem onte, punto d attacco col m are, era d altra parte lim itata al servizio d un brevissim o tratto di calata, m entre i binari troncati ad occidente dal Capo del faro non si spingevano a L evante che ad una d i stanza brevissim a, ed era quindi ristretto in angusti confini il campo utilizzabile pel com m ercio m a rittim o. Una seconda linea ferroviaria non in contatto imm ediato col porto, m a a questo raccordata nei suoi punti estrem i partiva da piazza C aricam ento, presso al centro dell arco disegnato dal porto e correndo vie cittadine, nascondendosi talvolta sotterra, arrivava a mezzo di un piano inclinato fino a raggiungere la ferrovia ordinaria poco fuori della stazione di piazza Principe. Alcuni binari di caricam ento collocati sulle calate parallele a questa linea, m uniti di piattaform e avvicinavano u n breve tratto di essa al porlo, m etten dole così al servizio del traffico speciale a quella località, ed a quello del punto franco. Con questa disposizione però del servizio ferroviario si aveva un lunghissim o tratto, anzi la più gran parte delle calate nuove e vecchie, co m p ietam ente sprovvisto di binari, si aveva la lunga strada Carlo Alberto, la via più com m erciale di Genova, ingom bra dalla strada ferrata che molto più acconciam ente avrebbe dovuto uscire all aperto sul m are e servire al rapido ed economico trasporto delle m erci dalle navi all interno, o dall interno alle navi. Colle-esigenze attuali u n porto che non abbia tutta Ja sua linea perim etrale percorsa da binari, che si incrocino, che si fiancheggino, pronti a tutte le operazioni di caricam ento e di scaricam ento, che senza posa ricevano e trasportino le m erci dal bordo ai m ercati cui sono dirette, non è che u n sim ulacro di porto, u n golfo da ricercarsi soltanto quando il fortunale im perversa, e la nave minaccia naufragio. È per questo che appena si è pensato sul serio alla sistemazione del porto di G enova, si è d eterminato in m assim a di prolungare i binari già esistenti al passo nuovo, farli correre sulla calata che fronteggia i Magazzini generali, varcare in un modo qualsiasi la D arsena per finire sulla calata del punto franco, o meglio nel seno del M andraccio, dove avrebbe trovato sede più acconcia l attuale stazione di piazza Caricam ento. Con ciò si sarebbe raggiunto lo scopo di rendere possibili operazioni di com m ercio in qualunque punto del porto, e si sarebbe soddisfatto alle incessanti dom ande del M unicipio per la rem ozione del binario da Y ia Carlo A lberto. Questo progetto così sem plice e cosi razionale però non ha potuto fino ad oggi venire attuato per una Serie di difficoltà volta a volta create dallo zelo spesso pesante degli ufficiali del Genio Civile, dalle esigenze più o meno legittim e del servizio ferroviario, dalle titubanze dei rappresentanti del M unicipio, sicché, meno un em brione di Stazione M arittim a di fronte ai Magazzini generali, siam o per quanto riguarda rim pianto ed 'il servizio dei binari al punto stesso in cui si era dieci, o quindici anni or sono. Ora però, m ercè l iniziativa del Barone A. Podestà ff. di Sindaco a Genova, iniziativa lodevolm ente se

2 594 L ECONOMISTA 17 settembre 1882 condata dali on. Baccarini, un accomodamento sem bra im m inente. La città acconsente al transito del binario di Corso nel lembo estrem o a Monte della D arsena, il Governo si mostra disposto a trasferire in un term ine fisso e relativam ente breve i binari di Yia Carlo Alberto alle calate, sicché è lecito il credere che queste lunga e intricata vertenza stia per arriv are ad una soluzione; che del resto è vivam ente reclam ata dal Commercio e dalla logica dei fatti. La seconda delle grandi questioni che in questo momento preoccupano l opinione pubblica a Genova ed alla quale il M inistro dei Lavori pubblici sem bra disposto a dare un pronto scioglimento, è quella dei bacini di Carenaggio. Il porto di Genova, già tanto im portante, ed alla vigilia di diventare, m ercè la munificenza del Duca di G a llie ra, uno dei prim i porti del M editerraneo, non ha che un solo bacino aderente alla Darsena ma capace di navi che non arrivano alla lunghezza di cento m etri. T utti i grandi piroscafi, le navi da guerra, non trovano quindi in quel porlo il mezzo per ripulire le proprie c a re n e, per raddobbarsi, e sono costretti a far rotta per Marsiglia, o per altri porti con danno gravissim o della ricchezza nazionale. Nell ultimo decennio si è cercato di dim inuire questo danno colla costruzione di un bacino galleggiante, ma il ripiego, se ha sm inuito non ha tolto il lam entato inconveniente. È bensì vero che all epoca della Convenzione tra il G overno ed il Duca di Galliera era stato pattuito che il M unicipio avrebbe costrutto a proprie spese due scali d alaggio, m a oltreché al caso pratico si è riconosciuto che tali scali non possono co n v e nientem ente sostituirsi ai bacini propriam ente detti, il M unicipio non ha mai trovato nei propri stipi i due milioni occorrenti a quest opera. In com penso però se non si lavorava in m are si lavorava molto a tavolino e colla fantasia. I progetti di bacini si moltiplicavano, sicché quando una com missione si accinse a prenderne notizia si trovò di fronte nientem eno che a 12 o 14 proposte, tutte caldeggiate da qualche piccolo o grosso nucleo di cittadini. Ora l on. Baccarini a sciogliere prontam ente il problem a avrebbe proposto di costruire un bacino che tagliasse ad angolo retto e quasi alla radice il V ecchio molo sicché in uno dei bacini si entrasse dall attuale porto, nell altro dell antiporto che risulterà dall incrociam ento del molo Lucedio col grande pennello della Cava. Una porta mobile dividerebbe i due bacini sicché all uopo si potrebbe am pliare la lu n ghezza dell uno a scapito di quella dell altro, e navi di 160 m. vi potrebbero essere convenientem ente accolte. Tali bacini sarebbero costrutti dal Governo, il quale per quote di contributo, si lim iterebbe a chiedere al Municipio il versam ento della somma che sarebbero costati gli scali d alaggio, am mettendolo poi a p artecipare negli utili dell esercizio per la parte di capitale apportato nell affare. A questa proposta pare che la Giunta di Genova sia disposta a far buon viso, soltanto ha preso tempo per studiare u n progetto venuto fuori all ultim ora e che perm ettendo di scavare i bacini a secco, avrebbe il grande vantaggio di dare l opera com piuta in mim nor tempo e con una spesa infinitam ente più leggera. Come correttivo di questi vantaggi vi è il tim ore che per clausole contrattuali e per circostanze di fatto il lavoro di questi bacini non possa essere intrapreso che fra qualche anno, nel qual caso è molto dubbio che Municipio e G overno si sentano il coraggio di attendere, tanto più che il bisogno è realm ente u r gènte e l opinione reclam a pronti provvedim enti. L ultimo grande problem a intorno al quale lavorano in questo m omento il M inistro dei Lavori pubblici ed il Municipio di Genova è quello dell im pianto nel porto d un deposito pei petroli e per le m aterie infiam mabili. A nche intorno a questi si è lungam ente discusso tra le due Amministrazioni cui spettasse T onere della costruzione: finalm ente la città per finirla e sottrarre porto ed abitati al pericolo continuo di esplosioni e di incendii, dei quali non si saprebbe calcolar la portata, si è assunta di fare a proprie spese tale deposito, con che il Governo le accordasse qualche facilitazione circa la durata, la facoltà di cederne l esercizio ecc. e soprattutto rendesse obbligatorio il deposito in quel dock di tu tte le m aterie infiammabili che stazionano nel porto. A nche su questa vertenza un accordo pare probabile ed in questo caso i detti magazzini si innalzerebbero al di là del nuovo molo e precisam ente ai piedi di quel grande masso che regge il gigantesco faro di Genova. Queste sono, in breve, le questioni, più che edilizie econom iche che attualm ente si agitano a Genova e che tengono anche preoccupato il G overno, persuaso com è che poco valgono gli sbocchi transalpini, poco i nuovi moli e le nuove calate nel porto, se poi m anca la sicurezza, o mancano tutti quei mezzi m eccanici e quegli stabilim enti che sono indispensabili ad accelerare le operazioni del traffico, e a dare alle navi il mezzo per rip arare alle sofferte avarie. Una volta com piuti questi lavori, utilizzate tutte le calate con un razionale sistem a di binari, provvisto al bisogno dei bacini ed allontanato ogni p e ricolo di incendio, il porto di Genova si troverà realm ente nelle condizioni d un grande porto di prim aria im portanza. Sarà allora che i nuovi m ercati aperti alle sue spalle potranno essere approvvigionati da noi, e che Genova sarà lo scalo naturale tra l O riente e l E uropa centrale, seppure l abituale im previdenza dei nostri reggitori non lascerà vincere il paese in una guerra di tariffe, come è accaduto finora, e come sem bra destinato ad accadere ancora per un pezzo. L E L E T T R I C I T À Le applicazioni del fluido elettrico alle varie in dustrie vanno prendendo un im portanza di giorno in giorno m aggiore ed è assai probabile che questo agente debba produrre dei cangiam enti, nella sfera degli interessi m ateriali, altrettanto valutabili quanto le applicazioni del vapore ne hanno generati. In u n precedente articolo rendem m o conto dei tentativi fatti e di quelli che si stanno facendo per applicare la trasm issione elettrica alla trazione dei convogli ferroviari. La scoperta capitale che ultim am ente si è fatta, consiste invero non già nel creare direttam ente la forza elettrica, m a nel convertire una forza m eccanica ottenuta col vapore, coll acqua, col vento, ecc. in una corrente elettrica di data tensione,

3 17 settembre 1882 L ECONOMISTA 595 la quale colla velocità del fulmine si reca a distanze talvolta grandissim e, per operare lavori m eccanici, creare focolari di luce, ottenere effetti chim ici. Tali tre azioni, in apparenza diverse, sono in sostanza identiche, perchè la luce è calore visibile ossia forza; e gli effetti chim ici sono essi pure lavori m eccanici. Questi risultati sono però moltissim o differenti, nel loro aspetto sensibile, onde è che vanno segnalati partitam ente. Siffatte varie applicazioni dell elettricità si fanno ora strada per ogni dove, più o meno rapidam ente; ed in alcuni paesi la speculazione se ne è im padronita, approfittando dell allucinazione che ogni nuova scoperta produce sul pubblico. È da ram m entarsi in proposito che il fam igerato ingegnere Bontoux, direttore della caduta banca d el- Y Union générale di Parigi, aveva ideata, in principio del corrente anno, la em issione di 200 m ilioni di nuovi valori allo scopo di trasportare delle forze idrauliche, ora inattive, dai rem oti luoghi ove giacciono inutilizzate fino a dei centri industriali, che le avrebbero rivolte a benefizio delle produzioni varie. Questo progetto, che aveva certam ente una base razionale, venne disperso dalla catastrofe che piombò sull Union generale. Dalla Francia, quella che è stala chiam ata manìa elettrica, è passata in Inghilterra ; e quivi non è già rim asta allo stato di pio desiderio ma si è realizzata, per quanto racconta YEconomist, in sedici società per azioni, aventi il capitale di 2,850,000 lire sterline, ossia 71 e un quarto m i lioni di franchi, che sono stati sottoscritti in soli 15 giorni. Speculatori am ericani, inglesi, francesi, belgi, sono ora in giro per l E uropa onde prom uovere gli effetti delle nuove scoperte; e noi li abbiamo g ià in Italia. Essi insistono soprattutto per l applicazione dell elettricism o alla creazione della luce. È bisogno dunque che ci sofferm iam o alcun poco su quest argom ento. Si tratta, in sostanza, di rim piazzare il gaz, il petrolio, l olio, la stearica colla luce del fluido elettrico, la quale ha sulle altre il vantaggio di non derivare dalla com bustione ; o, per dir m eglio, di non esigere che una com bustione ed un calore insignificanti, benché la tem peratura del corpo irradiante la luce sia molto più elevata di quella che deriva dalla com bustione delle attuali m aterie illum inanti. Segue da ciò che l uso del fluido elettrico esim e dal fumo, dal puzzo, dall inquinam ento anti-ingienico dell aria degli am bienti chiusi, dal pericolo degl incendi; con di più il vantaggio della intensità e splendidezza della illuminazione, la quale com pete col bagliore del sole. Sem brerebbe dunque che i metodi vigenti di produzione della luce dovessero andare in disuso. M a, a fronte dei vantaggi suaccennati, vi sono degli inconvenienti assai gravi, che fanno tem ere che l illum inazione elettrica non possa rim piazzare i sistemi attuali se non in pochi casi speciali. L a luce elettrica è difatti diffìcile da regolare, sopratutto quando da una sola sorgente di forza m eccanica si vuol derivare un g ran num ero di sorgenti lum inose; ed è questo il caso più frequente, anzi è la condizione inevitabile sia per illum inare una città, sia per distribuire la luce ai v arii am bienti di u n edificio. Non si è esenti dal pericolo di interruzione della corrente e della luce che ne deriva, per deviazioni o per esplosioni di essa corrente. Soprattutto m anca il vantaggio economico a confronto dei mezzi ordinarii di illum inazione, quando si tratti, non già di ottenere una o poche sorgenti di luce, ma quando una forza illum inante debba sopperire ad un gran num ero di lam pade di piccola o m ediocre intensità. Q uest ultim o ostacolo è il più diffìcile da superare e si dubita anzi che riesca superabile. Ne diamo brevem ente u n cenno. La luce di una sorgente si m isura paragonandola a quella d una lam pada Cárcel che si prende 'per unità. Questa equivale ad u n becco di gaz che consum a 105 litri in un ora. La luce elettrica si produce coll arco voltaico, in cui si fa uso di due carboni, ovvero coi sistemi ad incadescenza in cui si fa uso di uno solo, od ancora di un filo di platino e simili. Nel primo sistem a il consum o di forza può variare come 15 ad 1 secondo che si produce una luce di 1850 cárcel o quella di 16 sole cárcel, in una candela Jablockoff. Nei sistemi ad incandescenza, quale il sistem a Edison, la forza necessaria per ottenere la luce di 100 cárcel che, nel metodo dell arco voltaico, varia da 0,4 di cavallo nelle grandi luci, a 6,4 pure di cavallo, nelle candele Jablockoff, diversifica da 5 a 4,7 cavalli, secondo che le lam pade sono di 3 e mezzo Cárcel, o della m età di questa forza. Il sistem a a incandescenza, sia poi quello di E dison, di Sw an, di Maxira o di L an e -F o x, è dunque m igliore, per piccole luci, di quello Jablockoff ; m a in esso pure si ravvisa la legge generale per cui, quanto più la luce è divisa, tanto più costa. Altro vantaggio dei sistemi a incandescenza essendo quello di risparm iare il consumo dei carboni che, nei sistemi ad arco v o l taico e suoi derivati, costa moltissimo, dovrà co n cludersi che, se fosse giunta l ora di sostituire la luce elettrica al gaz, sarebbero le lam pade ad incandescenza che dovrebbero preferirsi. Ciò che abbiam o osservato circa il consum o della forza, è però ben lungi dal rappresentare tutto lo svantaggio che na.sce dal m oltiplicare il num ero dalle lam pade da accendere con una corrente di data forza. Bisogna infatti m ettere in conto le derivazioni della corrente principale, il costo deile lam pade e della loro m anutenzione, che cresce col loro num ero, le canalizzazioni, ecc., ecc. Risulta insom ma dall esperienza, che dal punto di vista del prezzo, la luce elettrica, per illum inare delle città, e m aggiorm ente delle abitazioni, è da posporre alla luce del gaz. Q uesta, per giunta, si sopprim e o si attenua a piacim ento con risparm io proporzionale di spesa, m entre sarebbe diffìcile di sopprim ere od attenuare, a v o lontà dell abbonato, il dispendio della luce elettrica, economizzando d altrettanto, in corrispettivo del non approfittarne, od in m inor quantità. Q ueste avvertenze non sono fuori di luogo in Italia, perchè corrono notizie che alcune delle nostre città, non fra le m aggiori e le più intelligenti, a vero dire, stiano per stringere, o abbiano stretti, dei contratti per essere illum inate col sistem a E - dison. Non vogliamo certam ente attenuare il m erito di questo grande elettricista. L e di lui scoperte sono capitali. Ma fra la data di una invenzione e l utilità econom ica della sua applicazione pratica, corre sem pre un intervallo di tempo. Fatto si è che, fino ad ora, tranne poche strade o piazze grandiose nelle m aggiori c a pitali od edifizii sontuosi, quali YHotel de Ville ed il teatro della Varieté a P arigi, pochi altri esempii si hanno di illum inazione elettrica ; la quale, quando venne effettuata, lo fu a scopo di lusso e non di vantaggio pecuniario. Così una Cárcel del sistem a Sw an, al teatro delle Varieté, costerebbe, a quanto

4 596 L ECONOMISTA 17 settembre 1882 pretendesi, 4,6 cenles. l ora, m entre che col gaz basterebbero 2 a 5 centesim i. Laddove la superiorità dell illuminazione elettrica è incontestata lo si verifica nelle occasioni e nei luoghi che richiedono una luce intensissima. Ciò si riscontra sopratutto nell illuminazione dei fari m a rittim i. In m inor grado, ma ancora con gran v an taggio, per rischiarare dei cantieri di lavori pubblici, quando, per affrettarne l esecuzione, è necessario di operare tanto di notte che di giorno. Così pure si pratica e si trova utile di illum inare elettricam ente degli am bienti vastissim i, quali le tettoie delle grandi sta zioni ferroviarie, i locali delle officine cbe racchiudono centinaia d operai, l interno delle gallerie, per evitare l ' inquinam ento dell aria, le navi da g u erra ed anche le grandi navi di com m ercio, le fortezze e le spiaggie per scoprire gli attacchi da punti lontani, i palchi-scenici, per evitare i pericoli d incendio ed ancora per accrescere prestigio allo spettacolo in taluni istanti, ed altri pochi luoghi. Sopratutto ciò si fa opportunam ente se la forza m otrice della corrente sia gratuita, o quasi, come accade se può applicarsi il m otore acqueo. E d anzi nem m eno occorra che l energia della forza sia uguale al potere illum inante, perchè essa energia può accum ularsi, poco a poco nelle pile secondarie, coi metodi Piante, P au re, ecc. È soprattuto nei f a r i, abbiamo qui sopra osservato, che la luce elettrica è vantaggiosa, anche econom icam ente. L a forza illum inante che vi si^ concentra va difatti aum entandosi un anno dopo l altro. I prim i fari ad olio avevano il valore di 2 o 5 cento C arcel, m entre ora si è arrivati presso a 2000 e, crescendo le esigenze del com m ercio, si prevede di dovere oltrepassare, in b re v e, questa m isura. Non si arriv erà certam ente ad attraversare delle fìtte nebbie pari a quelle dei climi boreali, perchè neanche il sole può superarle ; ma si giungerà a segnalare i porti e le spiaggie pericolose a distanze sempre m aggiori. I fari illum inati a luce elettrica sono già 5 o 6 in Inghilterra, 3 in Francia, I in Russia, a O d essa, 1 in E g itto, a P orto-s aid. Essi hanno fatto buona prova, non solo dal punto di vista n a u tico, m a ancora dal lato finanziario, poiché si è esperim entato che la loro luce costa 8 volte meno che nei fari ad olio. Degli esperim enti fatti in In ghilterra, con molta accuratezza, hanno dim ostrato che, fra 1 altre m acchine, la Siem ens, grande modello, fornisce 219 Carcel utilizzate per ogni cavallo vapore di fo rz a, tra sc u ra n d o, nel calcolo, la luce diffusa non inviata all orizzonte. L am ministrazione dei fari F rancesi ha installato, da parecchi anni, tre fari elettrici; cioè due al Capo Héve ed uno a quello G ris-n ez. Essa ha esitato alquanto ad applicare questo sistema in m aggiore scala per non disperdere il capitale rappresentato dai fari attuali. Ora però si è decisa a trasform are in fari elettrici di prim ordine non m eno di 42 degli attuali ad olio. A nche noi avrem o in breve un faro elettrico che sta per installarsi nell isola del T in o, posta a ponente del golfo della Spezia. Ci sem bra opportuno che i nuovi fari di notevole rilevanza siano sistemati in questo modo. L e spese d impianto sono infatti assai m ediocri, e quelle di m antenim ento riescono molto m inori che coll antica illuminazione nella proporzione suindicata. È questa dunque una economia da fare in u n servizio m arittim o di rilevanza. Tutti gridano per l enorm ità delle tasse, di cui gli sgravii sono ancora di là da venire. Bisogna dunque accogliere con prem ura ogni possibile alleviam ento del bilancio, per quanto le economie da farsi non possano equilibrare i sem pre crescenti dispendii. L INSEGNAMENTO BELLI ECONOMIA POLITICA M entre da molte parti e da moltissimo tempo si dom andano, e talvolta si tentano, profonue e radicali riform e nella nostra istruzione secondaria; e m e n tre, appunto perchè si dom anda e si vuole troppo, non si riesce a nulla, od alm eno a poco di veram ente buono, noi vogliamo fare alcune sem plici osservazioni, le quali, sopra un argom ento che ci interessa assai, come è quello dell insegnam onto della economia politica, verrebbero a conchiudere colla dom anda di due modificazioni, certam ente non difficili ad attuarsi. Noi abbiamo due ordini di scuole secondane, le seuole tecniche e gli istituti tecnici da una p arte; i ginnasi ed i licei dall'altra. Si lamentano gravi inconvenienti nell uno e nell altro di questi due ordini di scuole ed in generale si riconoscerebbe la necessità di rendere u n po piii letteraria la coltura delle scuole ed istituti tecnici, un po più scientifica quella dei ginnasi e licei. A rdua questione, intorno alla quale qui e fuori si arrovellano molti senza ancora aver trovato una soluzione soddisfacente. A nostro avviso, se si voglia attenderò che una riform a venga radicalm ente com piuta, passeranno molti anni e molti diecine d anni od in sterili tentativi od in deboli speranze. Crediam o invece molto più saggia opera di riparare intanto ai piccoli inconvenienti che si manifestano, o il cui rim edio è conciliabile colle condizioni del tempo nostro sia intellettuali, sia so ciali. L esperienza da una parte e l esito delle discussioni che da tanto tempo si tanno sull argom ento dall altra, ci fanno sospettare che le nostre scuole secondarie sentano più che altro l influenza della epoca, ed abbiano quindi, più o meno, l im pronta le une del passato che si dilegua, le altre dell avvenire ancora lontano. Non può negarsi che 1 um a nità da qualche tempo va sem pre più perdendo di vista certi ideali, per correre incontro forse ad altri ideali, m a che però paiono ad essa della realtà. Yoglia o non voglia il sentim ento va cedendo il posto ad un concetto più positivo quello di u n razionale utilitarism o Ma anche questa meta, a.cui sem bra oggi rivolgersi con tanto ardore la società, è essa pure u n ideale? Non è qui il luogo d intavolare e svolgere la questione. Ci basti accennare qui il concetto, che i difetti dai quali riconosciam o perturbati tutti e due gli ordini delle nostre scuole secondarie, ci paiono come una conseguenza logica delle _condizioni della odierna società. Tutto è in transizione tra il vecchio ed il nuovo ; tutto il m ovim ento, è u n abbandono del passato ed una tendenza all avv en ire ; le istituzioni scolastiche più cbe le altre risentono necessariam ente di questo stato di cose. La soluzione delle questioni, che sono ad esse inerenti, va lasciata ad un epoca più tarda, quando, finito il periodo di transizione, la società si sarà finalmente avviata per una determ inata strada. Ma intanto dobbiam o rim anere inoperosi spettatori degli sterili tentativi che si fanno in u n senso o

5 17 settembre 1882 L E C O N O M I S T A 597 nell altro? P er qnella benedetta sm ania dell ottimo, trascurerem o di intraprendere il poco bene che è p u r possibile, anzi facile? Nel campo dei nostri studi, due riform e, m odeste assai nella apparenza, ma, a nostro avviso, m olto utili, ci paiono urgenti. La prim a: in tro d u rre nei licei l insegnam ento degli elem enti di economia politica e del diritto privato. La seconda: di fare un program m a separato per l insegnam ento della economia negli Istituti tecnici, sezione fisico-m atem atica, da quello di ragioneria e com mercio, e d introdurre nella prim a di queste sezioni l insegnam ento del diritto. In appoggio di queste nostre proposte non spenderem o m olte parole, tanto ci sem bra evidente la necessità della loro attuazione. Ci facciam o, per quanto riguarda la prim a proposta, questa sola dom anda : è logico che un giovane da 18 a 20 anni, dopo a v e r percorso otto anni di scuole secondarie, ritorni a casa od entri in u n U niversità conoscendo S ocrate e P lato n e, Orazio e V irg ilio, Dante e Manzoni, ma ignorando com pletam ente che cosa sia una cam biale, che cosa sia una Cassa di risparm io, a che serva u n testam ento, quale sia il senso giuridico di un contratto? Che questo giovane da 18 a 20 anni, alla vigilia di essere soldato, elettore, consigliere com unale, assessore, sin d a co, non sia capace d intendere dopo 8 anni di studii secondari, le questioni economicogiuridiche che si sollevano ogni giorno dalla stam pa, o le intenda con m inore istruzione scientifica di quello co n,cu i le intende il suo droghiere od il suo sarto? È logico che un giovane, dopo otto anni di studi seco n d ari, non sappia prender parte ad una conversazione di persone che parlano dei più im portanti interessi pubblici, senza m ostrare la più supina ignoranza scientifica, senza sapere che. cosa sia il corso forzoso, la carta m o n e ta ta, il biglietto di banca ; senza.av er un idea dei bilanci dello Stato, ec., ec.? E logico che tutte queste cognizioni, se le h a, giuste o m e n o, dipendano tutte dall aver sentito dire? Che abbia sentito p arlare con qualche diffusione dal suo professore di storia delle condizioni econom ico-sociali dei greci e dei ro m a n i, e nulla sappia ancora di quelle dei tem pi, in cui vive? E lo ripetiam o, ci par cosi ev i dente la enorm ità di questa m ancanza, che non insistiam o. Bene inteso che basterebbe, a nostro credere, un breve c o rso, anche di un solo anno, nel q u a le, sia pure elem entarm ente, si passassero in rassegna a quei giovani le principali istituzioni econom iche e si spiegasse loro alm eno il senso delle parole più in uso! D altra parte si può fare u n altra considerazione. Questi giovani che term inano il liceo, se si inscrivono in una U niversità, possono accedere alla facoltà m atem atica, alla letteraria, alla giuridica. Ora, essi hanno avuto una suffìcente preparazione m a tem atica, u n a suffìcente preparazione letteraria, ma nessuna preparazione nè economica nè giuridica. - E g iu sto? è logico, sopratutlo? In quanto alla seconda delle nostre p ro p o ste, è d uopo notare che negli istituti tecnici si insegna la Econom ia Politica per un solo anno, nel IV, alla sezione fisico-m atem atica; per due anni, nel III e nel IV, alla sezione di C om m ercio-ragioneria; con questo che gli scolari del IV fisico m atem atica assistono alla lezione col III Com m ercio-ragioneria. O ra è evidente che l insegnante si trova in questo im barazzo: deve svolgere agli uni il program m a in modo che abbiano u n quadro ristretto, ma com pleto, della scienza, inquantochè, non avranno più occasione di studiare quel ram o dello scib ile; deve d altra parte non dim enticare che gli altri quelli di Comm erio-r agioneria studieranno ancora u n anno la Econom ia Politica, e, se proseguono gli studi in qualche istituto superiore, ne avranno uno svolgim ento anche più ampio. La conseguenza si è che v o lendo fare am bedue le cose, non può far bene nè 1 una nè l altra; ed il corso di lezioni di Econom ia teorica (com e vien chiam ata) non è, nè un breve corso completo come dovrebbe essere p e r quelli di fisico-m atem atica, nè un corso quasi preparatorio, com e dovrebbe essere per quelli di C om m ercioragioneria. Il rim edio non è diffìcile ; si dividano le due sezioni anche per questo insegnam ento e si facciano due program m i. P er ciò che riguarda poi l isegnam ento degli elem enti di diritto privato nella sezione fisico-m atem a tica degli Istituti tecnici, m ilitano le stesse ragioni che abbiam o svolte sopra p er introdurre questa m a teria nei Licei. È il caso di dire : gutta cavai lapìdem non vi sed saepe cadendo. Le riform e nella istruzione non si potranno ottenere ipso facto, -da un m om ento aifi altro, ma con piccoli, continui ed avveduti provvedim enti. Quelli a cui accennam m o qui, ci sem brano assai facili ad attuarsi. Tolti u n poco più dalla contem plazione del passato, e tratto tratto richiam ati alla vita odierna, attuale, palpitante, come si dice, i g io vani del liceo diventeranno più positivi, più m aturi, più riflessivi. Non vale il credere che lo studio della filosofia abitui a pensare ed a riflettere ; conviene dar m ateria al pensiero ed alla riflessione; ed i giovani non si abituano tanto presto a riportare 1 arte di ragionare, esercitata sulle vecchie speculazioni, nel campo della vita pratica. Ci vuol l uno e l altro. I BILANCI COMUNALI La Direzione della statistica generale presso il Ministero di agricoltura, industria e com m ercio ci ha inviato una sua im portantissim a pubblicazione nella quale si com prendono i bilanci com unali per gli anni Da essa rileviam o che tutti i com uni del Regno spesero nel 1881 circa 506 m ilioni, e che le entrate ordinarie non superarono in 323 m ilioni. Si contrassero m utui p er 31 milioni e p iù, durante il passato anno. I com uni spesero nel 1881 più di 90 milioni e mezzo per oneri patrim oniali, 4 0 milioni per l am m inistrazione, 5 3 m ilioni per la polizia e l igiene, 9 milioni per la sicurezza pubblica 8 8 milioni e mezzo per opere pubbliche, 52 milioni e mezzo per l istruzione, 4 milioni circa per il culto 2 0 milioni p er la beneficenza, 4 2 milioni per spese diverse, 106 m ilioni per contabilità speciali. I com uni urbani, quelli cioè che hanno una popolazione superiore ai 6 mila abitanti, spesero 283 milioni, e i com uni rurali 222 milioni e mezzo. Si verificò u n sensibile aum ento nelle spese dei

6 598 L ECONOMISTA 17 settembre 1882 com uni ru ra li, m entre quelle dei com uni urbani sono andate scem ando dal 1876 in qua. Le entrate totali dei com uni toscani am m ontarono l anno scorso a lire 45,020,504. Il solo dazio consumo diede ai com uni delle provinole toscane una entrata di 8,395,000 lire. Le quote m aggiori di dazio consumo, per abitante furono pagate dalla provincia di Livorno, ove giunse al per 100, di Napoli, ove giunse al 15 13, di Genova, ove giunse al Vi furono delle provincie ove la quota per abitante fu m inore di una lira. Nella provincia di Belluno arrivò appena a 30 centesim i per abitante. Nei com uni capoluoghi di provincia le quote maggiori, per abitante, furono pagate da Genova ( per abitante), Roma (24 30), F irenze (20 71), P a lerm o (2 0 46), Napoli (20 28) ed a Livorno (18 21). Il totale generale delle spese di tutti i com uni per l anno 1881 ascende a L. 505,966,761. Di queste L. 50,935,507 per oneri patrim oniali, L. 39,745,170 per m ovim ento dei capitali, L. 3 8,788,689 per spese d am m inistrazione obbligatorie, L. 1,484,421 per spese d am m inistrazione facoltative, L. 49,358,628 per spese di polizia locale ed igiene obbligatorie e L. 4,057,051 per spese uguali facoltative, L. 7, per spese di sicurezza pubblica e giustizia obbligatorie e L. 1,4 3 4,928 per spese uguali facoltative, L. 19,179,165 per spese di opere pubbliche obbligatorie e L. 1 9,268,247 per spese uguali facoltative L. 4 0,075,607 per spese di pubblica istruzione obbligatorie e L. 12,550,048 p er spese uguali facoltative L. 2,621,108 per spese di culto obbligatorie e L ire 1,240,077 per spese uguali facoltative, L ire 1 0,441,983 per spese di beneficenza obbligatorio e L ire 9,5 5 1,4 7 2 per spese uguali facoltative L ire 3 4,858,265 per spese diverse obbligatorie e L ire 7,028,321 p er spese diverse facoltative. In totale L. 343,482,513 p er spese obbligatorie e L. 56 m i lioni 56,61 4,5 6 5 per spese facoltative. Nei capoluoghi di provincia gli oneri patrim oniali che im portano m aggiori spese sono: Napoli lire 5 m i lioni 981,017, Milano L. 4,089,716, Roma L. 3 m i lioni 5 0,115, Genova L. 2,738,444 e Livorno lire 1,177,571. Molti e m inuziosi dati statistici si potrebbero trarre dalla pubblicazione ufficiale; ma questi che abbiamo raccolti ci sem brano i più im portanti. Intanto noterem o una cosa: l aum ento incessante e continuo nelle contribuzioni com unali cagionato dalle m aggiori spese che debbono sopportare le am m inistrazioni com unali. Nel 1871 le spese dei com uni del regno asendevano a 346 m ilioni; nel 1881 questa cifra era salita a 506 milioni! L ESPOSIZIONE D ÀREZZO L Esposizione di Arezzo dividevasi in quattro parti distinte: agraria, industriale, m usicale e didattica. Il Concorso agrario era regionale, ossia limitato alle sole provincie di Arezzo, P erugia, Firenze, Siena e Grosseto, eccetto per l esposizione delle m acchine, che era internazionale. In quest ultimo ram o dell industria agricola si è notato in Italia un progresso grandissim o; e se ancora le nostre m acchine per num ero e per eleganza di lavoro non vincono sem pre la concorrenza straniera, non è però lontano il giorno in cui sarem o affatto liberati da questo tributo all estero. L a m aggior parte degli espositori appartiene, e ciò è naturale ad Arezzo ed alle provincie affini. L opificio Berti lacchi e Battaglini, ohe si può dire sorto dal nulla, poiché fu im piantato nel 1876 con tre soli operai, e che ora ha vasti locali e dà lavoro a più di settanta operai ed ha già im piantato due succursali a Foiano ed a Castigliòn Fiorentino, ha esposto m acchine trebbiatrici, aratri, vom eri, torchi da vino e da olio, falciatrici, ece. L e due ditto Cosimini e Nesti, e Magni di Grosseto, il Nobili di Firenze, il Pannocchia di Livorno, il B arlucchi di Stigliano, il De M orsier di Bologna ed il V ernocchi di Faenza hanno d i m ostrato quanto l Italia abbia progredito nell in d u stria delle m acchine agrarie. La Lom bardia è r a p presentata dall Almici di M ilano, ed il Piem onte dai fratelli Borello di Asti, che hanno esposto un nuovo apparecchio idraulico elevatore. F ra tutte le m acchine esposte prim eggia però un nuovo pressa-foraggi di Th. P ilv e r che ha il vantaggio di form are autom aticam ente grosse balle cilindriche di foraggio, tutte eguali e del peso da 200 a 400 chilogram m i, sicché la grande densità le rende affatto incom bustibili. Questa m acchina fu acquistata dal m inistro.d agricoltura e com m ercio, e lodata dal Re nella breve visita fatta all Esposizione. Ma la parte più bella e più interessante della Mostra agraria è quella che concerne l industria serica, prim a fra le industrie di questa provincia. Le grandi collezioni di filati e di semi di ogni qualità e di bozzoli che vi si osservano, confermano p ienam ente quanto è stato asserito. N eppure nella Esposizione nazionale di Milano non si vide una raccolta cosi com pleta dell industria serica ; il che dim ostra che questo ram o dell operosità um ana è in continuo progresso nel nostro paese, e che se l Esposizione di Milano riuscì superiore alle nostre speranze, non raccolse però com pletam ente tutto quanto nelle varie industrie sa produrre l Italia. Compiono finalm ente la M ostra agraria molte qualità di lana e di vello, i concim i artificiali, alcune industrie di paglia, una ricchissim a collezione di olii d oliva ed altre industrie attinenti all agricoltura come fusti, contro-fusti, botti, ecc. IL MOVIMENTO COMMERCIALE DI NAPO LI L a Cam era di com mercio di Napoli ha pubblicata la «Relazione sul m ovim ento economico della provincia per gli anni 1879 e 1880,» della quale il M inistero reputa opportuno pubblicare il seguente estratto: Il movim ento com m erciale estero di Napoli, raggruppando le im portazioni e le esportazioni, ascese a 217 milioni nell anno 1879 e a 215 nel 1880, m entre nell anno 1878 tale complessivo valore era giunto appena a /2 m ilioni. G uardando però singolarm ente ciascun m ovim ento, osservasi che le im portazioni da 157 milioni nel 1878 salirono a 181 nell anno seguente, a causa principalm ente delle forti imm issioni di cereali acquistati all estero per la scarsezza dei nostri raccolti. Nel 1880 invece le importazioni scendono al disotto della cifra n o r-

7 17 settembre 1882 L E CONO MISTA 509 m ale, lim itandosi appena a 145 milioni, e ciò perchè il rigoglioso raccolto di quell anno non solo bastò a sopperire la deficenza dell anno anteriore, ma fece sì che noi non. dom andassim o all estero i cereali in quantità molto significanti. Nelle esportazioni, le quali da lire 5 6,7 0 0 mila lire nel 1878 passarono nel 1879 a 55 e 1/2, fuvvi un aum ento ragguardevole: da 55 1 /2 m ilioni nel 1879 infatti si passa di botto a 72 milioni 700 mila lire nel ; e la spiegazione si trova nel fatto delle progredienti esportazioni dei vini napoletani per l estero, e principalm ente per la F rancia dove, per la devastatrice opera della phylloxera, il raccolto del vino scemò in proporzioni sensibilissimo. Valore del commercio speciale d importazione e d esportazione della Provincia di Napoli nell ultimo quinquennio. A n n i D ogana di N apoli 130,281, ,123, ,309, ,995, ,373,773 67,777,526 30,877,042 31,224,073 65,886,706 50,502,637 D ogana di Castellam m are I m p o r t a z i o n e 12,817,831 39,041,134 30,600,228 18,485, ,472,366 E s p o r t a z io n e 4,9 5 5, ,540, ,4 8 4, ,0 5 5, ,5 8 7,9 7 5 T o t a l e 143,099, ,165, ,792, ,480, ,846,739 72,733,359 35,4 1 7, ,7 0 8, ,9 4 1, ,0 9 0,6 1 2 Come appendice a questa parte della Relazione, la Cam era di com m ercio di Napoli riporta molto opportunatam ente i dati relativi alla funzione dei Magazzini generali di Napoli dall epoca della loro fondazione al 50 giugno Com e si vedrà dalle cifre seguenti questa utile istituzione vive vita r i gogliosa, perchè risponde ad un vero bisogno del com m ercio napolitano : Movimento dei magazzini generali di Napoli A n n i M E R C I U n ità E n tra ta U n ità U scita 1875 Q uint. 38,466 Q uint. 10, » 80,810» 72, » 154,495» 95, > 239,226» 206, » 235,608» 216, » 454,590» 456,182 Il num ero delle fedi di deposito em esse dal 1875 al giugno 1880 fu di 8,5 4 6, distribuito com e a p presso : Dal 15 marzo al 50 giugno 1875 N. 556» I o luglio 1875» 50 )) 1876» )) 1» 1876» 50 )) 1877» 1552 )) 1» 1877» 50» 1878» 1686» 4» 1878» 50» 1879» 2093» 1» 1879 )> 50 )) 1880» 2075 L e girate delle note di pegno furono com plessi vom ente 6507, cioè nel ; nel ; nel ; nel ; nel ; e nel IL COMMERCIO ITALIANO A CALCUTTA Il Console generale italiano a Calcutta, sig. cavaliere G. Gallian, inviava al nostro G overno u n suo rapporto sul com m ercio, navigazione e colonia nazionale per l anno am m inistrativo in d o -b ritàn n ico dal 1 aprile 1881 al 51 m arzo N ell interesse dei nostri com m ercianti passiamo a riassum erlo: «Il com m ercio com plessivo d im portazione e d esportazione fra Calcutta e l Italia pel suaccennato periodo fu di italiane lire m etalliche 19,766,521 con aum ento di lire 5,8 2 5,7 3 7 sul periodo antecedente, ciò che dim ostra sem pre più 1 increm ento progressivo d anno in anno dei traffici tra Calcutta e la nostra penisola. Il rapporto per farci determ i nare più precisam ente il reale m ovim ento de nostri scam bi colla capitale dell India ci fa notare altresì che le cifre su riferite sono le dichiarate in dogana, per cui sem pre inferiori al valore reale delle m erci. L e principali merci esportate dall Italia sono: Coralli p er libbre 154,259 del valore d i... rupie 1,642,225 (Valore della rupia al cambio mecw t dio L. 2.15) Conterie di Venezia per (quintali di 50 chilogr. 6,949..» 268,566 C otonerio......» 252,295 Lam etta proveniente in parte dalla Baviera, cw t » 120,656 Sale m arino, tonn » 115,081 M arm ette, cw t » 77,745 Seterie, y ards 22,859..,.» 57,992 Luppolo, cw t » 5 7,500 L anerie, y ard s 27,055..» 54, S c ia lli...» 1 1,604 V ini e liquori, galloni 5092» 55,298 V estiario, m ercerie, mode, eccetto calzetteria'...» 51,740 L e esportate da Calcutta per l Italia 783,112 pelli crude di cw t 68,124 del valore d i... Seta greggia, libb. inglesi 200,307 Seta tessuta in pezze, y ard 25,485 Cotone in massa, cw t 33,787. Iuta greggia, cw t 8 2, Indaco, cw t di Semi oleosi, di cui rupie 174,977 solo sesam e, cw t 3 1, Lacca, cw t Riso vagliato, cw t 21,747.. Tabacco in foglie, 6 12,000 libb re inglesi 6 1 2,Ó C 0... F ru tta e vegetali secchi, salati ed in conserva, cw t rupie» sono : 2,120,459 1,839,884 24, , , , , ,883 67,061 51,000 31,030 Il rapporto accenna ai nostri trafficanti che vi sarebbe molto a fare per la nostra esportazione a Calcutta in tessuti dam ascati in seta, di cotone bianchi e colorati, in vetrerie e carta.

8 600 L ECONOMISTA 17 settembre 1882 Per la carta specialm ente si raccom anda alle nostre cartiere di attenersi alle qualità scadenti che troverebbero nell India un esito ragguardevole. L e navi nazionali approdate a Calcutta furono 6 di cui 5 a vapore della Compagnia Rubattino, ed una a vela. Le partite da quel porto furono 5. Le m erci im barcate a Calcutta per porti italiani sui piroscafi Rubattino ascesero a 5665 tonnellate, m entre invece quelle im barcate a destinazione italiana su vapori inglesi furono di 10, nostro Console lam enta questa differenza a danno della nostra navigazione, attribuendone la causa alla deficienza di battelli a vapore nazionali a partenza a date fisse prestabilite sulle quali potesse far calcolo l esportatore di Calcutta. Il rapporto ci avverte pure che se i battelli italiani a Calcutta fossero adattati pel trasporto dei passeggieri di prim a classe, ciò che ora non è, meno che per un solo, il Giava, un num ero notevolissimo di viaggiatori preferirebbero la nostra bandiera per diverse ragioni. A Calcutta m anca una ditta bancaria con relazioni dirette coll Italia atta a scontare le cambiali che dall India si tirano pella somma ingente di circa fr. 59 milioni, rappresentanti le m erci che si spediscono annualm ente alla nostra penisola: epperciò il rapporto addita la creazione di cosiffatta Banca come un im portante fattore di aum ento nei traffici fra l India e l Italia. T re continuano ad essere le ditte com m erciali della non troppo rigogliosa colonia italiana di Calcutta, le quali m antengono attive relazioni comm erciali colla m ad re -p atria, cioè: G. O lcerboni e C. A. Z urini e C. D Agostino e Davis. Alla seconda delle quali devesi la considerevole im portazione in Italia della iuta, tessile che essa fornisce alla fabbrica di Ponte a M oriano presso L ucca, del sig. E B alestrieri. IL I Û 1 E I T Û POSTILE E TELEGRAFICO 11 FRANCIA Il M inistro delle poste e dei telegrafi in Francia ha pubblicato dei quadri com parativi del resultato dell esercizio nel 1877 e nel Il totale generale degli oggetti manipolati dalla posta si è elevato da 865 milioni nel 1877 a u n m iliardo e 5 50 milioni nel T utte le categorie salvo due eccezioni furono in aum ento : le lettere affrancate da 5 74 m ilioni salirono a 565; i giornali da 219 milioni a 554; le stampe sotto fascia da 161 milioni a 297; le stam pe senza busta da 14 a 50 milioni ecc. L e diminuzioni si riferiscono alle lettere tassate che da 7 milioni 789,000 nel 1877 sono cadute a 5 m ilioni 9 78,000 nel 1881, e alle cartoline postali che da 52 milioni 800,000 nel 1877 dim inuirono a 52 milioni 254,000 nel Q uesta diminuzione in se stessa non è, di grande im portanza, m a m erita però di essere rilevata di fronte all enorm e accrescim ento di tutti gli altri mezzi di corrispondenza (il 56 per cento in 4 anni). L 'aum ento del servizio telegrafico è anche più im portante avendo raggiunto il 158 per cento. Il telegrafo spedì nel ,1 7 4,0 1 0 telegram m i (7,180,000 per l interno, e 9 94,000 internazionali) contro 19,466,000 nel 1881 di cui 1 7,514,000 per l interno, e 1,952,000 internazionali. Il servizio della riscossione dei valori per mezzo della posta non com inciò che nel 1879: esso ha dato i seguenti risultati : Valori da ritirare N um ero.. A m m ontare.... fr. 425,981 9,564,798 2,937, ,175,450 Valori ritirati N um ero.. A m m ontare.... fr. 285,298 6,708,960 1,866,685 48,872,560 Il servizio dei pacchi postali venne inaugurato nel 1881: eccone i resultati dell esercizio per gli otto m esi di quell anno : M a g g i o ,676 pacchi G iugno ,778» L u g lio ,494» A g o sto ,182» S ettem b re ,718» O ttobre ,526» N ovem bre ,701» D ecem bre ,752» 4,1 8 6,8 6 9 pacchi (eolis) L A F IL O S S E R A I N F R A N C IA Dal M inistero di agricoltura in F rancia è stata recentem ente pubblicata u n interessante m onografia contenente il resoconto dei lavori della com m issione per la distruzione della filossera. La relazione c o mincia coll accennare come di tutti i mezzi su g g e riti nessuno sia nuovo, molti esperim entati non diedero successo, e molti accusano ignoranza com pleta della questione. F ra altro a titolo d ilarità, menziona come da talune si proponesse l im piego d infusione di gam beri, di spirito di vino vecchio, di prodotti della distillazione del caffè e lo innesto della vite con salice, fico od altro legno. Passando alle p roposte serie dice che il piantam ento della vite nelle sabbie m arine delle plaghe pel littorale m editerraneo costituisce centro omogeneo che si oppone alla p ro pagazione dell insetto e diede fin ad ora risultati che sem brano efficaci. Raccom anda tale pratica inquantochè vede in essa u n ausiliario dell allagam ento, per la ricostituzione di vigne francesi. T utti i terreni somm ergibili e che conservano l acqua, quelli sabbiosi adatti alla coltura delle viti offrono alla sp e culazione favorevole prospettiva di guadagno che degli esempi felici consigliano a non negligere. Parlando della vite am ericana, la raccom anda per quei terreni interam ente fillosserati, m a non cessa dal far presente ai coltivatori che adottandola dovranno cercare se non di sopprim ere intieram ente, di m enom are alm eno, sia colla scelta dei ceppi, sia cogli insettifughi, sia coi due mezzi com binati, le pullulazioni filosseriche, pericolo perm anente p er la viticoltura in generale e per la vite am ericana stessa in particolare. C onclude: 1 non essere il caso d accordare il prem io di 500 mila franchi; 2 che i mezzi rac co m andati dalla Commissione superiore per com battere la filossera nel 1882 saran n o.- 1 allagam ento il o

9 17 settembre 1882 L ECONOMISTA 601 solfuro di carbonio il solfocarbonato di potassio. In vista della ricostituzione delle vigne francesi, conaiglia di favorire il piantam ento di viti francesi dappertutto dove possono venire difese specialm ente nei terreni sabbiosi, e delle viti am ericane, riputate re sistenti, ma queste ultim e soltanto nei dipartim enti ritenuti interam ente fillosserati. L inchiesta rivelò che la F ran cia contava prim a della m alattia 2,320,072 ettari di vigneti, ridotti ora a soli 2,007,977. La superficie di quelli invasi ma non ancora perduti è di 582,601 e tta ri; quelli d i strutti di 671,802 ettari. Sono sottoposti all allagamento.. E ttari 8,195 trattati col solfato di carbonio..» 15,933 id. col solfocarbonato di potassio» 2,809 ripiantati con viti am ericane..» 8,904 Totale E ttari 35,941 Le sovvenzioni accordate ai sindacati della difesa contro la fillossera, nei terreni sotto trattam ento, sono così rip artite: Associati Ettari Are Cent. Sovvenzione F r. 4 6, , » 1,162, La spesa però del 1881 fu di fr. 1,609,652 per sovvenzione ai com uni, ai diparltm enti, acquisti di vivaj am ericani, ecc. Il prodotto del 1881 fu di 31,138,715 ettol. di vino quello del 1880» 29,667,172 quello del 1881» 25,769,532 m en're nel 1875» 83,632,391» In presenza dei grandissim i danni occasionati dalla fillossera si deve concludere che continuam ente so r gono nuove e considerevoli piantagioni, m entre diversam ente la produzione sarebbe andata sem pre in più scem ando. T uttavia la differenza in m eno nel quinquennio è ragguardevole ; perchè la m edia della produzione dal 1867 al 1871 è stata di 54,195,388 etto litri; di 5 0,9 8 4,6 1 0 dal 1872 al ; di 3 8, dal 1877 al IL LAVORO DEI FANCIULLI NELLE MANIFATTURE IN RUSSIA Il Bullettino delle leggi pubblica una deliberazione del Consiglio dell Im pero appoggiato da S. M. l Im peratore riguardante le m isure da prendersi in vista di lim itare il lavoro dei fanciulli occupati nelle fabbriche, opificj ed altri stabilim enti industriali, e di favorire la loro istruzione com e quella degli adulti. L a deliberazione sopraccennata stabilisce in proposito le seguenti rego'e : 1 Non am m ettere al lavoro fanciulli al disotto dei dodici anni. 2 Non' perm ettere che i fanciulli dai dodici ai quindici anni lavorino più di otto ore al giorno, non com preso ben inteso quelle per la refezione, come p u re quelle destinate alle scuole, e al riposo ; nè tollerare che il lavoro continui più di quattro ore di seguito. 3 Non occupare nel lavoro i fanciulli al di sotto dei 15 anni fra le nove ore di sera, e le cinque ore elei m attino, nè la dom enica, e i giorni festivi. 4 Non im piegare i fanciulli al di sotto dei 15 anni in lavori, che per la loro natura potrebbero nuocere alla loro salute, e provocare lo spossam ento. È riservato ai m inistri delle finanze e dell interno di regolare i dettagli di quest ultim o punto stabilendo di com une accordo la lista dei stabilim enti nei quali non potrebbero essere im piegati, con l indicazione dei gradi di età concernenti la proibizione. 5 O bbligare i proprietarj di opificj, fabbriche, e m anifatture di lasciare ai fanciulli che essi occupano, e che non sono provvisti di un certificalo com provante che essi hanno term inato i corsi alm eno di una classe popolare, o del m edesim o grado, la,facoltà di frequentare le scuole alm eno per tre ore al giorno, ossia per diciotto ore la settim ana. Inoltre per la sorveglianza dell esecuzione delle suddette deliberazioni fu stabilito d istituire un ispezione speciale nelle seguenti condizioni : 1 D ividere in speciali dipartim enti i centri industriali. 2 Istituire in ciascun dipartim ento uno o più ispettori, confidandone la sorveglianza generale all ispettore in capo. S ubordinare la suddetta ispezione alla giurisdizione del dipartim ento del com m ercio e delle m anifatture (m inistero delle finanze.) 3 Subordinare direttam ente gl ispettori di dipartim ento all ispettore generale e m ettersi a riguardo delle autorità provinciali, e del distretto nei m edesim i rapporti di quelli in cui si trovano i funzionar] dei m inistero delle finanze. 4 Im porre loio: a. la sorveglianza dei suddetti regolam enti : b. la redazione col concorso della polizia locale, dei processi verbali in caso d infrazione, e la loro trasm issione alle autorità giudiziarie com petenti, c. di perseguitare davanti ai tribunali gli individui colpevoli di queste infrazioni con facoltà d ircaricare i funzionari della polizia locale. 5 Lè indicazioni dettagliate degli obblighi d e gli ispettori saranno stabilite da istruzioni speciali approvate dal m inistro delle finanze d accordo con i m inistri dell interno, e della pubblica istruzione. 6 L azione della suddetta ispezione non si estenderà agli stabilim enti industriali dello Stato, ove le sorveglianze a rignardo delle deliberazioni suddette è affidato ai funzionarj incaricati della am m inistrazione di quei stabilim enti. Il regolam ento suddetto anderà in vigore col primo maggio La situazione economica del Regno di Siam B angkok capitale del R egno è il gran centro di importazione, e di esportazione del com m ercio siam ese. 1 totale delle im portazioni durante il 1880 rappresentò un valore di 6,3 4 1,5 4 9 piastre equivalenti a lire 3 4,7 0 7,5 9 5 in oro. Se si considera la navigazione del porto di Bangkok sotto il rapporto della bandiera, troviam o che la m arina britannica vi tiene u n posto assai p reponderante, e che tende sem pre più a sostituirsi non solo alla bandiera stessa siam ese, ma anche altre bandiere estere che frequentano quei m ari.

10 602 L ECONOMISTA 17 settembre 1882 Sopra 182 navi a vapore che fecero nel 1880 la traversata fra H ongkong e Bangkok, 153 appartenevano alla m arina inglese; nella navigazione a velia superiorità appartiene, è vero, alla m arina siaa mese, che conta 138 navi contro 127 appartenenti a tutte le altre riunito, ma i legni che la com pongono sono quasi lutti vecchi, e ciascun anno ne sparisce qualcheduno o perchè incapace alla n av i gazione, oppure perchè disperso dai tifoni. I n e gozianti chinesi a cui quei legni appartengono, sono d avviso peraltro che oggi i velieri in un paese, ove il tasso del denaro versa dal 12 al 15 0 /0, riprendono appena lo spese. La G erm ania occupa il terzo posto nella statistica della navigazione del porto di Bangkok, ma la sua bandiera è caduta da 62 navi di cui sei a vapore, e 29,751 tonn. nel a 38 n av i e 15,676 tonn. nel Quanto alla bandiera francese il suo -bilancio per il 1880 sono cinque,bastim enti con una capacità totale di 1662 tonnellate. Fino a questi ultim i tempi gli scambi fra Siam e la Concineina erano per cosi dire quasi nulli, per essere i prodotti dei due paesi quasi identici. Ma dopo che saranno com piuti i lavori progettati per perm ettere alle navi di lungo corso l accesso dai canali che m ettono il gollo di Siam in comunicazione con Saigon, questa piazza potrà senza dubbio, in una certa m isura divenire per i prodotti siamesi uno scalo sim ile a quelli di K ongkong e di S ingapore. La linea telegrafica che sarà fra breve stabilita da Bangkok alla frontiera, e col legata alla rete francese di Cnmbodge perm etterà di stabilire rapporti com m erciali costantem ente fra la capitalo di Siam, e i capi luoghi della colonia francese. Alcuni geografi attribuiscono a Bangkok da 700 a 800 mila abitanti, e docum enti recenti calcolano per il regno intero una popolazione di 6,700,000 anim e di cui 2 milioni di siam esi propriam ente detti, uno e mezzo di chinesi, u n milione di lao tiani, 350,000 Cambodgiai, e il resto si compone di Pegnani, di Stiengi, di Mot ed altre tribù selvaggio che errano sulle frontiere occidentali, ed orientali del Regno. Questi 7 milioni di abitanti occupano uno spazio di circa sei milioni e mezzo di chilom etri quadrati, e la loro grande occupazione è l agricoltura. Il regno di Siam abbonda in produzione vegetale di ogni specie. L e principali sono il riso c o m une, il riso di m ontagna, il riso rosso, il riso tritato, il mais, e vari legumi che servono al n u trim ento ordinario della popolazione. La palma, il ileo, il banano, 1 arancio, il cedro il gelso il cotone, il m andorlo, il legno per tingere, l indaco, il tabacco eoe., coprono il terreno, e il caffè che i m issionari hanno recentem ente introdotto nella provincia di B atabang è divenuto uno dei primi p rodotti del paese. È stala valutata a 85 milioni di franchi l entrata annuale del reg n o ; ma questa cifra va accettata con molta riserv a; essendo difficile nei paesi orientali, studiare le sorgenti ove lo Stato toglie le sue rendite, e non è più facile essere illum inati sulle sue spese. Da lungo tempo il com mercio era stato un m o nopollo del Re, e un privilegio del grandi. I p r o dotti dell industria e dell agricoltura dovevano "loro essere consegnati a prezzi determ inati, e alla lor volta essi fornivano dei carichi alle navi delle potenze occidentali, che venivano a trafficare a Bangkok. Essi^ concedevano anche ai capitani di quelle navi il diritto di stabilire dei banchi, e dei depositi che essi erano costretti a circondare di m ura m erlate, e provviste di artiglieria al fine d im pedire il saccheggio delle m erci, e l uccisione degli im piegati. Questo modo di trafficare è stato abbandonato saranno circa sessant anni dietro i reclam i unanim i delle potenze, ed è da quell epoca che datano le tariffe d entrata, e.d i uscita, come pure il sistem a d imposte attualm ente in vigore. IL LAVORO DELLE FERROVIE INGLESI I L f f l L e cifre dei rapporti del Board of Trade riguardanti le ferrovie del Regno Unito nel 1881, hanno in molti casi raggiunto tali dim ensioni che al pari delle cifre degli astronom i, danno veram ente un idea assai im perfetta della loro vera grandezza. Poco tempo fa Sir H enry B essem er dim ostrò la difficoltà, o piuttosto l im possibilità, di farsi u n idea netta di ciò che è veram ente un bilione, e la stessa difficoltà s incontra, sebbene in m inor grado, pensando a un milione. Sicché, quando troviam o che nel 1881 i treni delle diverse Compagnie percorsero com plessivam ente 248,467,374 miglia (1 miglio = 1609 ) l im pressione che ne viene in g en e rale, alla m ente è affatto inadequata alla realtà. 11 giro del mondo, è all ingrosso, 2 4,0 0 0 miglia. I treni delle ferrovie in glesi percorsero dunque, nell anno passato, una distanza complessiva uguale a più di 10,000 viaggi intorno al globo, o p p u re, per quelli la cui mento vola al di sopra dei viaggi um ani, circa due volte e mezzo la distanza fra la terra e il sole. Su questo imm enso cammino le Compagnie trasportarono 623,048,000 viaggiatori, dei quali uccisero d i sgraziatam ente, m entre i treni erano in moto, solo 23, ossia uno sopra ogni 27 milioni, e ne ferirono 995, ossia uno sopra 600,000. Questo trasporto equivale a far viaggiare 18 volte 1' intera popolazione del Regno Unito, o una volta sola circa metà dell in tera popolazione del globo. P er questo servizio le Com pagnie ricevettero 24 milioni di lire sterline (circa 600 milioni di lire), ossia presso a poco le entrate dell Im pero g erm a n ico, o più del doppio delle entrate del Belgio. Nello stesso spazio di tempo le strade ferrate trasportarono 174 milioni di tonnellate di m inerali e 71 milioni di tonnellate di altre m erci, ricevendo da questo lato 35 milioni di lire sterline. Ecco i risultati finanziari dell anno colle cifre corrispondenti del ; N. delle m igliaia 18,175 17,933 -f- A um ento 0 dim inuz. 242 L. steri. L. steri. L. steri. M e r c i... 20,145,000 19,902, ,000 M i n e r a l i... 15,192,000 14,679, ,000 A n i m a l i... 1, ,170,000 73,000 P asse g g eri 1** classe. 3,779,000 3,944, ,000» 2»» 3,999,000 3,350, ,000» 3a». 15,266,000 14,831, ,000 Biglietti d abbonam.. 1,506,000 1,456, ,000 P o s t a , , ,000 P ìccoli pacchi ec... 2,802, , ,000 T otale delle m erci.. 36,446,000 35,761, ,000» p a s se g g ie ri.. 27,^62,000 27,200, ,000» m iscellanee.. 2,049,000 2,530, ,000 T otale g en e ra le... 66,577,000 65,492, ,065,000

11 17 settembre 1882 L ECONOMISTA 603 Da queste cifre si vede che i prodotti della prim a e della seconda classe continuano a dim inuire, ma la dim inuzione è più che com pensata dall aum ento sulla terza classe. Come è prevedibile, lo stesso si osserva nel num ero dei viaggiatori: così m entre il num ero dei viaggiatori di prima classe fu inferiore di 7 7 4,0 0 0 a quello corrispondente del 1880, e il num ero dei viaggiatori di seconda classe inferiore di 360,000 a quello del 1880, la terza classe p re senta un aum ento di 2,497,000. Il num ero dei portatori di biglietti d abbonam ento crebbe di 36,278, giungendo a 338,432, ossia a quasi tre volte il n u mero del nostro esercito perm anente., Notizie economiche e finanziarie I prodotti delle dogane del m ese di agosto ascesero a 13 m ilioni, superando notabilm ente la media m ensile del bilancio, ancorché siano stati inferiori di oltre 4 00 m ila lire a quelli dellp stesso mese dell anno scorso. Si nota con compiacenza un a u m ento di quasi 230 mila lire nei sali e di oltre 160 mila nella tassa di fabbricazione, sem pre ne! m ese di agosto di quest anno, posto a confronto coll agosto del Si prevede una forte ripresa nel valore dell argento, le monete da L. 5 di questo m etallo facendosi di giorno in giorno più rare sì in Italia che all estero. Infatti nei pagam enti che si ponno fare tanto coll uno quanto coll' altro metallo, la m oneta che corre è l oro. L a Banca N azionale del Regno d Italia riceve in pagam ento ed eseguisce il cambio dei biglietti già consorziali provvisori, anticam ente bancari, quando si trovino in buono stato. Riceve inoltre i biglietti quando sieno d an n eg giati o laceri per presentarsi al cambio alla Tesoreria centrale, facendo per questi redigere ai p re sentatori la domanda relativa su apposito m odulo. La D irezione generale del dem anio e delle tasse al quesito se le licenze per vendita di polveri piriche per le quali è dovuta la tassa speciale di L. 10 debbano ritenersi soggette alla tassa di bollo che è pure dovuta per tutte le altre licenze e patenti, e viene soddisfatta m ediante apposizione della m arca da bollo di una lira, ha risposto in senso affermativo, non essendovi ragione alcuna per am m ettere all esenzione del bollo le suindicate licenze che la legge contempla nelle sue disposizioni tassative. A vvicinandosi l epoca della ripresa dei cambi in m oneta si annunzia che la Banca Nazionale intende rid u rre la propria circolazione da a 400 milioni. L e ultim e situazioni inviate al M inistero del com m ercio dalle Società di credito ordinario e dalle Banche popolari recavano che I attivo e il passivo bilanciavasi nella somma complessiva di 1 m iliardo e circa 670 milioni. Esistono ora nel Regno 173 Banche popolari e 417 Società di credito ordinario. Sono legalm ente abilitate a fare operazióni di credito ordinario 43 istituti, che chiusero i loro u l timi conti coll attivo e il passivo corrispondente di L. 3 3,2 36, I direttori delle principali B anche consultati dall on. Magliani, furono invitati a precisare quali p erturbazioni potranno essere-prodotte sul m ercato monetario in seguito al ripristino della circolazione metallica. Avendo essi manifestato dei pareri diversi furono invitati a stendere una relazione scritta. Il M inistro del Tesoro ha indirizzato la seguente circolare alle reg ie prefetture, Intendenze di finanza e Camere di com m ercio : O ltre ai controllori ed agli aggiunti-controllori di tesoreria, furono istituiti col regio decreto del 10 gennaio corrente anno, n. 6 posti d ispettori del Tesoro. La missione e le attribuzioni di questi funzion ari, alla cui nom ina già si è proceduto in persona dei signori Mandai ti cav. Giuseppe, Biagini cav. Gustavo, Fedreghini cav. Luigi, G uerriero cav. P la cido, Rossi cav. Cesare e Rosati cav. G iovanni, si trovano indicate nel suddetto reale decreto o rg an i co e nelle istruzioni del 6 luglio ultim o, già com unicate a codesto on o rev o le, ufficio. 11 sottoscritto crede ora opportuno avvertire come tra gli incarichi degli ispettori stessi va specialm ente notata la parte che si riferisce alla ripresa dei pagam enti in valuta metallioa. Intorno a ciò si richiam a in singoiar modo l attenzione delle Cam ere di com mercio del regno, le quali, per l autorità che esercitano e por gli interessi gravissim i che sono chiam ale a tutelare, possono grandem ente agevolare 11 compito degli ispettori del tesoro, porgendo loro tutte quelle indicazioni e quei suggerim enti che sem brassero opportuni. Egli perciò fa appello alla cooperazione delle sullodate Camere di Com m ercio, ed a quelle pure delle regie P refettu re o delle Intendenze di finanza, con la preghiera di prestare la m aggiore assistenza agli Ispettori del Tesoro in tuttociò che loro o c corresse per il disim pegno dello funzioni ad essi dem andate. F u definita la questione fondam entale intorno alla tariffa dei dazi d im portazione dell Italia al Giappone, e se ne fissò-il lim ite al 40 per cento sul valore. Il consiglio di vigilanza per la Stanza di com pensazione di Milano ha preso testé le disposizioni necessarie per poter com inciare le operazioni fin dal 9 ottobre prossim o. La sede di Milano della Banca Nazionale che ne assunse l esercizio, ha messo a disposizione del consiglio, locale e personale per il funzionam ento. F inora hanno fatto dom anda per essere inscritti quali soci della Stanza di com pensazione 34 fra Stabilim enti e Ditte, ma vi potranno partecipare pure quelle ditte che ne faranno dom anda alla Cam era di Com m ercio. La quota d entrata per ora è di lire 30 per socio più un percentuale sull am m ontare delle operazioni finali : però il consiglio di vigilanza per aum entare il num ero dei soci procura di ottenere dalla Banca Nazionale delle facilitazioni che gli p ermettano di stabilire condizioni più vantaggiose. La missione m andata ad Àssab dall on. Baccarini sotto la direzione del com m endatore Dionisio ha riportato scoraggianti im pressioni e giudica che quella spiaggia non si possa adattare in qualsiasi modo all uso cui si vorrebbe destinata.

12 604 L ECONOMISTA 17 settembre 1882 Si sta organizzando una società di colonizzazione in Assab. La sua sede sarebbe in Napoli ; il capitale di lire 300,000 con facoltà di aum entarlo a un m i lione ; le azioni di lire 230 ciascuna, oppure di lire 100. La durata della Società sarebbe di anni 30, epoca concessa dal governo per le franchigie doganali sul territorio di Assab. La Società farebbe queste operazioni : 1. Incettare le m erci che scendono dall Abissi nia, Bogos, Tigrè, ecfc. ecc., sm erciandole sui grandi m ercati europei. 2. Incettare le grandi quantità di m adreperla che si pescano nelle isole adiacenti ad Assab, e la ottima tartaruga che trovasi in quantità. 3. Im portare in Africa tutto quanto abbisogna agli indigeni, come riso, granaglie, ferri, tessuti di cotone bianco, verde, giallo, specchi, vetri, sapone, conterie di Venezia, ecc., ecc. Intraprendere le costruzioni che il governo intende eseguire ad A ssab, come il porto, banchine, fabbricati, strade, ottenendo dal Governo la preferenza a parità di condizioni. 4. A ssicurarsi della fornitura delle navi che stazionano nella rada di Assab o di qualunque siasi altra fornitura governativa o privata. 5. O ttenere possibilmente dal Governo un sussidio annuale, oppure una garanzia dal 5 al 6 0 /0 d interesse sul capitale impiegato. Il nostro inviato straordinario e m inistro plenipotenziario a M adrid, conte Greppi, inviò al governo un rapporto sulla nuova legge doganale spagnuola, dal quale si rileva che i dazi superiori al ì o 0 Q furono ridotti fin dal 1 agosto al 3. Gli altri diritti straordinari dal 20 per cento in su sa ranno ridotti negli anni successivi. P er tutte le partite riguardanti le m aterie primo il nuovo dazio riform ato sarà fra breve soggetto ad un altra sensìbile dim inuzione se verrà approvato il progetto di legge che le concerne e che fu rinviato alla prossima sessioue parlam entare. Il Comizio agrario mantovano prom osse una sottoscrizione tra i proprietari della provincia par sperim entare la coltivazione d una pianta succorina, l A m bra prim aticcia, e ricercare se vi fosse modo d'im piantare una raffineria in grande. M entre l a l levam ento deile piante procedeva, si pensò a m ettere in ordine un laboratorio per l estrazione dello zucchero e far seguire subito all esperim ento agrario l industriale. Le cose procedevano bene e il m inistero d agricoltura e com m ercio avrebbero anche prom esso l aiuto del governo. Nel corso del mese, alla raffineria di zuccheri di S. M artino, presso V erona, com ìnceranno, con apposite m acchine e in separato stabilimento, gli esperim enti per l estrazione dello zucchero dalla barbabietola. L a E. Scuola superiore d agricoltura in Milano si aprirà nel nuovo anno scolastico col 6 prossimo novem bre. Il corso è diviso in tre anni ed ba per iscopo : o ) Di svolgere e perfezionare l insegnam ento secondario agronomico che si dispensa negli istituti tecnici e nelle scuole speciali. 6) Di procurare ai giovani, i quali si applicano all ag ricoltura, quelle cognizioni pratiche di agronom ia e di industrie agricole che corrispondono allo stato attuale della scienza; c) Di prom uovere il progresso dell agricoltura per mezzo di ricerche sperim entali. Le iscrizioni si riceveranno alla D irezione della Scuola dal 15 ottobre in avanti. Il Congresso orticolo riunitosi a Torino a p provò il seguente ordine del giorno: 1 Di rivolgere preghiera alle Società di orticoltura e di agricoltura, ai comizi agrari del Regno perchè eseguiscano nei loro giardini o terreni estesi esperim enti di acclimazione, ecc. (come nelle proposte del relatore). 2 Invitare il Governo e la Federazione orticola a stabilire in ogni Esposizione nazionale prem i speciali, affinchè anche i privati si dedichino agli studi di nuove piante in Italia, o alla fecondazione, ecc. (com e sopra). 3 Di rivolgere dom anda al Governo perchè voglia continuare ad accrescere, a mezzo dei suoi agenti consolari, una bene intesa im portazione di sèmi, specialm ente di piante orticole e li distribuisca quindi alle Società e privati, e pubblichi ogni anno u n dato statistico. È ssegnato nn prem io di lire 1000 sulle rendite dell istituto Aldini V aleriani di Bologna per qpplicaeioni chimico-industriali in genere, e più specialm ente per quelle che m eglio rispondano alle condizioni naturali ed ai precipui bisogni industriali del paese. Le premiazioni saranno riferibili: 1 a pura in venzione; 2 a perfezionam enti, o in fatto economico o dal lato igienico; 3 a distinta esecuzione che gareggi con quanto di meglio si fa, sia in Italia che all estero, sull oggetto presentato al concorso. La Banca popolare di Codogno in seguito ad accordi presi colla Banca Nazionale del Regno d Italia è considerata bancabile fin dal 1 settem bre p. p. Ciò v arrà ad accrescere e facilitare i rapporti col fertile circondario di Codogno, la cui banca è già molto sviluppata ed ha un attivo di L. 4,129,006 contro un passivo di 4,048,657 ed ebbe in questo anno un utile da gennaio a tutto agosto di L. 91,588. Dalla situazione del m ovim énto generale dei pacchi postali nell interno del regno d Italia nel mese di luglio p. p. togliamo che ne vennero impostati e ricevuti 217,129, di questi vennero ricapitali a domicilio 27,297. Il num ero dei pacchi impostati nel 1 sem estre essendo stato di 1,106,404, di quelli ricevuti 1,183,324 e di quelli ricapitati a domicilio 154,334, ne viene che nei sette mesi furono im postati 1,306,032, ricevuti 1,400,453 e ricapitati a domicilio 181,631. L e provincie che diedero luogo ad u n m aggior movim ento sono: Milano, Napoli, Roma, Torino, F i renze e così di seguito. Il movim ento dei pacchi negli uffici di confine nel mel m ese di luglio fu di 9618 in partenza, 19,236 in arrivo e 764 in transito. E cco poi il riassunto dei prim i 6 m esi: in partenza 56,036, in arrivo 109,732 in transito 4,696. Il m aggior m ovim ento fu per Modane, poi Chiasso, poi Ala, ecc. L a Camera sindacale degli agenti di cambio di P arigi ha stabilito che fino a nuov ordine e per eccezione i titoli del debito austriaco convertito 5 per

13 17 settembre 1882 L ECONOMISTA 605 cento fiorini in carta, godimento al febbraio, e all agosto, potranno circolare senza essere n in n iti di cuponi. Nella seduta ebdom adaria del 50 agosto il consiglio d am m inistrazione dei credito fondiario a Parigi ha autorizzato per 10 m ilioni 665,000 franchi di nuovi prestiti, di cui nove m ilioni 4 51,000 franchi in prestiti fondiari e un milione e 254,000 in prestiti a com uni. Un gruppo di capitalisti viennesi ha. sollecitato l autorizzazione per fondare a V ienna una società di assicurazione del bestiam e col capitale di un milione di fiorini diviso in 10 mila azioni. Il bilancio sem estrale della B ankverein di Vienna accusa un movim ento di quasi il nove per cento per anno che proviene esclusivam ente dalle operazioni in corso. I profitti provenienti da affari sindacali non figurano nel bilancio. Il 16 e il 17 agosto a Seratoga si riu n ì il congresso dei banchieri am ericani. I principali argomenti trattati furono la situazione finanziaria d e gli Stati-U niti, la proroga della legislazione sulle banche, il movim ento più favorevole dell opinione a vantaggio delle banche, la legislazione m onetaria ec. La Compagnia Catalana di vapori transatlantici spagnuoli che ha sede principale in Barcellona ha stabilita una linea regolare m ensile di vapori fra N uova O rleans ed il porto di Genova onde attivare m aggiorm ente l im portazione del cotone ed altri generi. L e partenze da N uova-o rleans per Genova a - vranno Inogo dal 15 al 18 d ogni mese com inciando dal p. v. ottobre col vapore di prim a classe Castilla. L a Compagnia farà anche gli scali di A vana e quelli della Spagna se lo crederà conveniente. Gli agenti a N uova-o rleans sono i signori G. Corrai e C., ed in Genova i signori Schiaffino e Solari. Il grande avvenim ento della settim ana scorsa fù la emissione delle prim e 250,000 obbligazioni di P an am a; diciamo p rim e, perchè questa em issione, al dire della stessa compagnia sarà seguita da molte altre a brevi intervalli. Un anno è appena trascorso dacché la com pagnia si costituì ed em ise le sue azioni di capitale alia sottoscrizione pubblica, che già rico rre al credito. Questo fatto non è tale, certo, da ispirare molta fiducia negli azionisti della compagnia del Canale interoceanico, che fin dal suo n a scere ebbe a com battere contro difficoltà serie, create dal governo degli Stati Uniti, ii quale appoggiandosi sulla dottrina di M onroe, poco benignam ente vedeva introm ettersi negli affari am ericani gli europei, malgrado che questi all opera loro unissero capitali o c correnti. La em issione alle 250,000 obbligazioni ebbe luogo il 7 corrente. L e 250,000 obbligazioni furono offerte alla pubblica sottoscrizione al tasso di 421,50 nette di sconto, o a 4 3 7,5 0 pagabili come segue: fr. 50 alla sottoscrizione; 80 alla ripartizione; 100 dal 25 al 51 ottobre; 100 dal 25 novem bre al 1 dicem bre e 107,50 dal 10 al 15 gennaio T utti i titoli sono rim borsabili alla p a r i, ossia a 500 lire nel periodo di 75 anni. Il capitale rappresentato da queste obbligazioni deve servire, dicesi, a riscattare le azioni della ferrovia del Panam a : 105 milioni di franchi per acquistare azioni da 100 dollari ciascuna form anti u n capitale di 54,237,500 franchi! E la differenza di 70 circa milioni e che deve serv ire? Al 1 settem bre il bilancio settim anale delle Banche di Francia e d Inghilterra dava in confronto del precedente le seguenti variazioni : Banca di F rancia Aumenti Anticipazioni..... Fr. 2,033,564 Sconti ed interessi...» 696,331 Diminuzioni Incasso metallico...fr. _ 413,038 Portafoglio commerciale...» 147,517,674 Circolazione biglietti...» 87,268,740 Conti correnti del Tesoro.» 51,937,633 Conti correnti particolari.» 1,461,305 Il bilancio non è lusinghiero, m a non è cattivo. L a dim inuzione del Portafoglio fa presupporre che nessuna modificazione verrà introdotta nel tasso dello sconto, a m eno che la Banca d Inghilterra non Io im ponga coll elevare il suo. Banca d I nghilterra Aumenti Circolazione biglietti... Ls. 13,515 Conti correnti del T esoro...» 43,155 Portafoglio ed anticipazioni..» 397,861 Diminuzioni Conti correnti particolari.... Ls. 438,194 Fondi pubblici...» 275,000 Incasso metallico...» 118,061 Riserva biglietti...» 222,755 Bilancio senza variazioni di qualche im portanza. La proporzione dell incasso cogl im pegni rim ane invariata al 39 per cento. RIVISTA DELLE BORSE Firenze, 16 Settembre. D urante la settim ana la politica non è rim asta del tutto estranea sull andam ento delle borse. La speranza di un successo soddisfaciente e definitivo per gl inglesi nei com battim enti che ebbero luogo sabato e domenica scorsa fra le truppe britanniche e quelle di A raby, aveva fatto subitam ente rip rendere oltre i vari fondi di S ato, anche i titoli del canale di Suez e della Banca ottom ana. Ma le notizie venute in seguito incerte e contradittorie sull esito di quei scontri, avendone dim inuita oltrem odo l im portanza, ebbero per effetto di ricondurre la calm a negli a f fari, e di determ inare un lieve movim ento di re a zione su taluni di quei valori, che stante le pretese vittorie inglesi, si erano spinti un po troppo in avanti. Più lardi i m ercati si fecero u n po più sostenuti, e questo prova che in generale la speculazione non dubitava punto che 1 esito finale della cam pagna egiziana non fosse per essere favorevole agl inglesi. Il telegrafo ci ha già annunziato che W o lseley dopo vivo com battim ento si è im padronito di T el-el-k ebir. La situazione m onetaria si p resentà oggi un po meno favorevole di quello che era

14 606 L ECONOMISTA 17 settembre 1882 otto giorni indietro; ciò naturalm ente spinse gli operatori ad agire con molta riserva per tim ore che i riporti nella liquidazione della fine mese possano essere troppo elevati. O ltre il rincaro del lasso dello sconto deliberato dalla Banca dell im pero germ anico e da quella di A sterdam, il denaro a Londra fu ricercatissim o tanto che sul m ercato libero dello sconto le cambiali a 3 mesi non ebbero denaro a meno di 3 1/8 per cento. A nche I ultima situazione delle Banche associate di N uova Y ork indica un ulteriore peggioram ento, però tutto considerato, essa è m i gliore di quello che era 1 anno scorso alla stessa epoca. La diminuzione della riserva è di 1,325,000 dollari, ciò che la m ette a 250,000 dollari sotto il minimo legale di 25 per cento dei depositi netti. Non bisogna però dim enticare che le banche associate sono stabilim enti che quantunque uniti da un vincolo com une, sono distinti l uno dall altro ; essi sono oltre quaranta, e se la riserva di alcuni fra essi è scesa di tanto che essi debbano sospendere gli sconti, gli altri possono trovarsi in buonissima situazione e avere una riserva più che sufficiente. L anno scorso il deficit della riserva era quattro volte m aggiore dell attuale e si protrasse oltre ad m i mese. P el m om ento, dunque, nessuna minaccia d oltre Atlantico, al m ercato monetario europeo. A Londra la liquidazione quindicinale non è riuscita come si sp e ra v a, i riporti- essendo stali più tesi che nella liquidazione di agosto. I pessimisti d i cono che il denaro sulla piazza va restringendosi e che non è impossibile, com e anche lo faceva prevedere ieri u n telegram m a da Londra, che la Banca d Inghilterra elevasse di un altro punto il suo sconto.. A- P arigi la situazione m onetaria è eccellente, ma si temo che avverandosi un nuovo rialzo nello sconto da parte della Banca inglese, anche la Banca di Francia per tutelare le sue riserve, faccia altrettanto. Le Borse germ aniche e austriache trascorsero abbastanza ferm e, o le italiane al contrario in gran calma, e con idee di deprezzamento. Rendite francesi. Il 5 0/0 rim ane presso a poco sui prezzi precedenti, cioè fra 116,45 e 116,55; il 3 0 /0 parim ente oscillò fra 83,45 e 83,35 e il 3 0 /0 am mortizzabile da 83,60 indebolivasi a 8 3,4 5.. Consolidati inglesi. Invariati fra 99 11/16 e 9 9 3/4. Rendila turca. A L ondra da 12 1/2 declinava intorno a 12 e a Napoli venne trattata a 12,50 circa. Valori egiziani. La nuova rendita egiziana da 61 3/8 a 78 e il Canale di Suez da 2690 saliva a Rendita italiana 5 0 / 0. Sulle varie piazze italiane si trattò presso a poco ai corsi di chiusura d e ll ottava passata cioè fra 90,60 e 90,70 in contanti, e fra 90,80 e 9 0,9 0 per fine m ese. A Parigi da 89,50 indietreggiava a 89,25 ; a L ondra invaviata fra 88 1 /8 e 88 1 /4 e a Berlino da 89,60 cadeva a 8 9,2 5. Rendita 3 0 /0. Si aggirò con qualche affare fra 54,70 e 54,80. Prestiti pontificj. Il Rolhscild ebbe qualche operazione fra 9 2,8 0 e 92,35 e il cattolico e il Blount trascorsero nom inali il prim o a 93,10 e il secondo a 91,55. Valori bancarj. E bbero in generale affari molto lim itati e prezzi incerti. La Banca Nazionale italiana invariata fra 2198 e ; la Banca Naz. Toscana fu trattata intorno a ; il Credito Mobiliare invariato fra 798 e ; la Banca G enerale da 585 cadeva a 577 ; la Banca di Milano meno sostenuta fra 630 e ; il Banco di Rom a invariato a 651; la Banca Romana offerta a 1085; e la Banca di T o rino senza variazioni fra 725 e 727. Regìa tabacchi. Le azioni ebbero qualche ricerca fino a 692 e le obbligazioni in oro nominali a 521. Valori ferroviari Con poca richiesta e prezzi generalm ente deboli. Si contrattarono le azioni m e ridionali fra 460 e ; le rom ane a ; le com plem entari a ; le obbligazioni m eridionali a 2 7 8,5 0 ; e le nuove sarde a 273. Credito fondiario. Roma ebbe qualche affare a 451 ; Milano a 5 0 0,5 0 ; Torino a 495 e Napoli a 477. Oro e cambi. I napoleoni restano a 2 0,3 5 ; il F rancia a vista a 1 0 1,3 0 e il Londra a 5 mesi a 25,57. NOTIZIE COMMERCIALI Cereali. Il ribasso è sempre la nota dominante dei mercati specialmente all estero. Troviamo infatti che a Nuova York i grani rossi d inverno ribassarono a doli. 1,9 1/2 lo staio, i gran turchi fino a cent. 87 e la farina rimase invariata fra doli. 4,8 e 5 al barile di 88 cbilogr. E questa stessa corrente di ribasso 1 abbiamo riscontrata in Algeri a Smirne a Odessa, a Londra, a Galatz, a Pesi e a Trieste. A Pietroburgo i grani rimasero invariati a rubli 14 al cetwert ; la segale ribassò a 9,20 e 1 avena rialzò a 5,50. In Francia il raccolto del grano non è stato molto soddisfacente e si crede che raggiungerà dai 112 ai 115 milioni di ettolitri, ma si opina però che per ragione della qualità difettosa bisognerà dedurre il 5 o il 10 per cento. A Parigi i frumenti valgono attualmente fra fr. 26 e 26,50 al quint., e per i quattro mesi da novembre sono stati quotati a fr. 25,80. In Italia va accentuandosi il sostegno segnatamente per i grani e per i granturchi, ed è opinione dei più che debba piuttosto prevalere una certa tendenza al rialzo inquantochè la Francia, la Spagna e l Egitto faranno non poche richieste, avendo avuto raccolti poco soddisfacenti. I prezzi della settimana sono stati i seguenti : A Livorno i grani gentili bianchi realizzarono da_ L. 25 a 27 al quintale ; e i gentili rossi da L. 24,25 a 26. A Bologna i frumenti ottimi stentarono a realizzare L. 24,50 al quintale ; i granturchi nuovi fecero da L.' 17 a 17,50, e i risoni offerti a L. 20. A Ferrara i grani si venderono La L. 24 a 25, i granturchi a L. 18 e le avene a L. 17 il tutto al quintale. A Verona i frumenti ceduti da L. 21,50 a 23,50 al quintale, i granturchi da L. 18,50 a 19,50, e il riso da L. 33 a 42. A Milano il listino segna da L. 22,50 a 26 per il grano; da L. 18 a, 20 per i granturchi e per la segale, e da L. 26 a 36,50 per il riso fuori dazio. A Novara i risi nostrali si venderono da L. 23,70 a 26,10 al- 1 ettolitro ; e i bertone da L. 20,25 a 23,35. A Torino i grani fecero da L. 22 a 26,75 al quintale; il granturco da L. 19 a 21,50 e il riso bianco fuori dazio da L. 27,50 a 37,75. A Genova i grani nostrali realizzarono da L. 24 a 26,50 al quintale; e i grani esteri da L. 19,50 a 21,50 all ettolitro. In Ancona si fecero i medesimi prezzi dell ottava scorsa. A Napoli le bianehette di Puglia si venderono ha L.^26,25 a 27 al quintale, e le majoriche a L. 25,75 e a Bari le bianehette ottennero da L. 24,50 a 25 e le rossette da L. 23 a 23,25 il tutto al quintale.

15 17 settembre 1882 L E C O N O M I S T A C07 01/ di oiiva. =Il movimento segnato nella settimana è il seguente: A Messina con pochi affari i bruciabili pronti, furono quotati a L. 79,08 i 100 chilogrammi. A Bari affari scarsi e tendenza al ribasso nelle qualità comuni. I sopraffini ottennero da L. 126 a 128 al quintale, i fini da L. 86 a 124 secondo inarca, _e i mangiabili da L. 82 a 83. _ A Napoli i Gallipoli per ottobre si quotarono a Ducati 27,60 per salma e i futuri a Due e i Gioia pei ottobre a Due. 73,50 per botte, e i futuri a J/ ' A Firenze gli olj acerbi si venderono da U 74 a 80 per soma di chil. 61,2000; e le altre qualità mangiabili da L. 66 a 72. A Livorno gli olj di Firenze, e di Lucca realizzarono da L. 120 a 125 al quintale sul posto. A Genova i Sassari si venderono da L. 120 a 150 al quintale ; i Toscana da L. 125 a 170; Riviera da L. 300 a 140, e i Romagna da L. 95 a 115 e a Diano Marina si pratico da L. 165 a 175 al quintale; per i sopraffini pagliarim ; da L. 150 a 160 per i fini e da L. 120 a 145 per i mangiabili. Uve. In alcune località la vendemmia è già cominciata, e i prezzi praticati furono i seguenti : A Castelponzone furono contrattate da L. 11 a 35 al quintale; a Casalmaggiore da L 16 a 18 per le uve scelte ; a Cremona si fece L. 18 per le qualità migliori, e da L. 10 a 15 per le altre; a Brescia auaìche partita fu venduta da L. 14 a 15 ; e a 'Bologna si conclusero vendite da L. 12 a 16 per le uve di pianuia, e da L. 20 a 24 per quelle colte ai primi di ottobre. 1. ^ste. ' settimana passò in generale affatto insignificante. I bisogni dei torcitoi essendo sodisfatti per le molte transazioni, avvenute per 1 addietro, o il lavoro della fabbrica essendo piuttosto limitato sembra che la speranza di un risveglio vada ognora piu allontanandosi. A Milano le greggie classiche 12/13 si venderono da L. 60 a 61 ; dette di primo e second ord. da L. 56 a 54; gli organzini strafilati 18/20 classici, da L. 69 a 70; detti di 1» ordine da L. 66 a 67 e le trame_ classiche a due capi 24/26 da L. 64 a 65. A Torino si vendè qualche partita di greggie a capi annodati 11/14 a L. 61,50. A Lione movimento assai limitato, ma con prezzi però sostennti. Gli organzini italiani 22/24 di prim ordine si venderono a ir. 69 le greggie 10 U di prim ord. a capi annodati a fr. 62 e le trame 24/25 di 2 ord. a fr Caffè' In seguito agli aumenti ottenuti dall articolo sui mercati esteri, anchi i nostri si fecero più attivi. A_ Genova ebbero speciale preferenza il Rio e il Portoricco. I prezzi correnti su questa piazza per ogni 50 chilogr. al deposito sono di L. 42 a 46 per il Bahia; di L. 60 a 70 per il Costarica; di L. 54 a 58 per il Giamaica; di L. 145 a 155 per il Moka; di L. 80 a 105 per il Portoricco ; di L. 50 a 80 per il Rio, e di L. 32 a 62 per il Santos. - In Ancona il Rio fu venduto da L. 250 a 280 al quintale e il Poi to ricco da L. 315 a 33d. A Trieste il Rio realizzò da fior. 48 a 62 ogni 100 chil. A Marsiglia il Santos fu venduto a fr. 52 ogni 50 chilogr. e il Rio da fr. 52 a 84, A Londra mercato calmo e in Amsterdam il Giava buono ordinario fu quotato a eents. 28. Zuccheri. Senza notevoli variazioni, ma piuttosto pesanti. In Germania le barbebietole soffrirono dimolto per la cattiva temperatura e pel freddo ed umidità che ne arrestò lo sviluppo. La prima fab- brica tedesca ha aperto la campagna giovedì, 31 u. s.- il martedì prossimo altre fabbriche entrarono in attività, _e se il tempo si facesse più favorevole, la maggioranza delle fabbriche sarebbero in attività alla metà di settembre. NeH Austria-Ungheria e nel Belgio si è dispiacenti del ritorno del tompo freddo e pto- vioso, ma non si hanno ancora seri giudizi per il risultato della prossima raccolta. In Russia si è molto I soddisfatti delle apparenze deba raccolta poiché si ebbero tre settimane di tempo caldo e secco. I prezzi praticati nell ottava furono i seguenti: A Genova i raffinati della Ligure Lombarda realizzarono da L. 142 a 142,50 al quint.; i Guadalupa greggi secondo gettito da L. 64,50 a 65,75 e gli Egitto da L. 66,50 a 67. In Ancona i piles austriaci sostenuti da L. 149 a 150 al quint. A Trieste i pesti austriaci fecero da fior. 32 a 34. A Parigi gli ultimi prezzi quotati furono di fr. 59 per i rossi N. 88, di fr. 64 per i bianchi N. 3 e di f. I l i per i raffinati scelti e in Amsterdam di fior. 29 al quint. ner i Giava N. 12. Metalli. - Un po di ripresa nello stagno, ma compratori riservatissimi, fermo il rame, calmo il piombo; e invariati gli altri metalli. A Genova si praticarono i seguenti prezzi : Acciaio di Trieste da L. 60 a 64; ferro nazionale Fra da L. 22 a. 22,50 detto inelese m verghe L. 20; detto da chiodi in fasci da L. 22,50 a 24.50; le lamiere inglesi assortite da L. 30 a 38; il ferro vecchio dolce da L. 8 a 11, il rame da L.150 a 220 ; il metallo giallo da L. 130 a 133 ; lo stagno da L. 290 a 300; lo zinco da L. 33 a 60; il piombo Pertusola da L. 38 a 38,50; la ghisa Eglinton L. 9; il bronzo da L. 140 a 145 e le bande stagnate per ogni cassa da L. 25 a 26 per IC e L. 34 per IX. Petrolio. L articolo rimase invariato nella maggior parte dei mercati. A Genova si venderono da 65 mila casse e da 5 ai 600 barili ai seguenti prezzi: iuori dazio barili L. 18,75 al quint.; e con dazio da L. 64,75 a. 62; e le casse fuori dazio da L. 19,75 a 20, e con dazio da L. 58 a 58,50. A Trieste i baìili pronti oscillarono fra fior. 9 a 10 al quintale. In Anversa gli ultimi prezzi quotati furono di fr. 17*3 8 a 17 3/4 ogni 100 chil. al deposito e a Nuova York e a Filadelfia di eents a Carboni minerali. Grli arrivi di carboni inglesi in Italia sono in qtiesti ultimi giorni diminuiti sensibilmente, e i nostri svali non presentano più l attività delle settimane precedenti. A Genova per ogni tonnellata al vagone si praticarono i seguenti prezzi Newcastle Hastings da L. 28 a 29; Uartley Hebburn da L. 26 a 27; Cardift da L. 30 a 31 ; Scozia da L. 25 a 26; Liverpool da L. 24 a 25; Washington da L. 25 a 26 ; Coke Garesfield da L. 44 a 45 e Coke da gas inglese da L. 39 a 40.. Zolfi. In ribasso e sen affari. A Messina gli ultimi prezzi quotati furono di L. 10,23 a 11,19 sopra Girgenti; di L. 10,75 11,40 sopra Catania, e di Ij. 10;31 a 11,38 sopra Licata. A Genova gli zolfi greggi si venderono da L. 14 a 16 e i macinati da L. 18 a 19 per i Sicilia e da L. 20 a 21 per i Komagna # ' estrazioni >tito 5 p. c. città di Napoli (obbligazioni 500 oro). 14 estrazione, 16 giugno

16 608 V ECONOMISTA 17 settembre Rimborso, a Napoli, Casssa comunale. Prestito 4 p. c. città di Napoli 1871 (obbligazioni da L. 250 oro). 43a estrazione, 14 agosto L N » 1000» » 500» Vennero estratte 10 obbligazioni da L. 400, 2 da L. 300, e 202 rimborsi a L Avv. Giulio Franco Direttore-proprietario. ' Credito Fondiario della Cassa di Risparmio di Cagliari (cartelle 5 p. c. di L. 500).' Estrazione 1 agosto N Rimborso, in L. 500 per cartella, dal 1 ottobre 1882, dalla sede del Credito Fondiario in Cagliari e dalle sedi delia Banca Nazionale di Genova, Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, nonché dalle Agenzie del Credito Agricolo Industriale Sardo in Sardegna e dall Agenzia del Banco di Cagliari in Iglesias, a richiesta dei possessori. Billi Cesare gerente responsabile STRADE FERRATE ROMANE AVVISO L Amministrazione delle Strade Ferrate Romane volendo procedere alla costruzione del piazzale e dei fabbricati occorrenti allo impianto della stazione di GALLESE al kil. 73,591,20 della linea ROMA-ORTE, apre una gara e schede segrete fra coloro che volessero concorrere all accollo di tali lavori. Il capitolato registrato a Firenze il 5 corrente al N ed al quale sono unite tre tavole di disegni, sarà ostensibile dal dì 8 andante nell Ufficio dell Ingegnere Ispettore Capo della terza sezione del mantenimento, situato alla stazione centrale di Roma. Ogni concorrente per essere ammesso alla gara dovrà depositare nella Cassa Centrale della Amministrazione in Firenze, o presso il Gestore di Roma a titolo di cauzione provvisoria, L m denaro, o in rendila del valore corrispondente al corso del giorno in Cartelle del Debito Pubblico Italiano al Portatore, od in Titoli della già Società delle Strade Ferrate Romane direttamente garantiti dallo Stato. Ogni concorrente dovrà presentare alia Direzione generale la sna offerta firmata redatta in carta da bollo da 1 lira, con la indicazione del ribasso offerto, non più tardi delle ore 12 meridiane del giorno 23 andante.. k a busta sigillata contenente l'offerta dovrà, oltre la firma del concorrente portare l indicazione esterna: Offerta per la costruzione della stazione di Gallese. Insieme all offerta^ quei concorrenti che non avessero in corso o già eseguiti dei lavori per conto dell Amministrazione, dovranno presentai un certificato di idoneità di data recente e r i lasciato da un ingegnere Capo delle Ferrovie «lia n e, o del Genio Civile, o di Ufficio Tecnico Provinciale. L Amministraziope si riserva piena libertà di scegliere fra gli offerenti quello che crederà pieferibile, sotto tutti i rapporti, quand anche questi non avesse offerto il maggior ribasso, e ciò senza alcun obbligo di dichiararne i motivi; essa si riserva del pari la facoltà di rifiutare anche tutte le offerte, volendo restare perfettamenle libera. L aggiudicazione definitiva dell accollo s intende però subordinata alla sanzione del R. Governo. (o. 3,074) Firenze, 6 settembre La Direzione Generale. Firenze, Tipografìa dei fra te lli Jìencini, "Via del Castellacelo, 0

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