KIL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI

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1 Gun Tso Sun Tan'Gung Haw Sun - Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan - Yukpa, Nitak Hollo Chito - Merry Keshmish - En frehlicher Grischtdaag un en hallich Nei Yaahr! - Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu - Mata-Ki-Te-Rangi. Te-Pito-O-Te-Henua - Mele Kalikimaka - La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou - Jutdlime pivd- A luarit ukiortame pivdluaritlo! - Gledileg Jol e Maori con Meri Kirihimete - Gajan Kristnaskon! Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu - Buon Natale 137 Anno 3 - n 41-1,00 Settimanale del Sabato 24 Dicembre 2007 KIL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI I S ATTUALITA KULTURA INFORMAZIONE SPORT & TURISMO Natale Non mi abbandonare dietro il muro della stalla. Non permettere che un mattino di gelo condanni la mia ora. Sono venuto a visitarti e stendere sulla tua miseria il mantello di eterna alleanza. Ho atteso che diventassi maturo per bussare alla tua porta. Tu mi aspettavi dietro il luccichio di corazze discendere la montagna al suono eccitante dei timpani e sei rimasto deluso. Non è di questo mondo il mio regno. La mia luce viene dalla notte il mio canto di battaglia è il silenzio la mia potenza farmi trovare bambino. Pio Vigo Da Ancora è giorno Trincali Editore Auguri Cine Foto Club Galatea Personale Fotografica di Seby Patané Antologia di vecchi ricordi La mostra resterà aperta fino al 31 dicembre ph Studio Consoli LA CENA DI NATALE... Un cardinale mancato di Giuseppe Contarino Pag. 3

2 2 Lunedì 24 dicembre 2007 Ufficio Marketing e Pubblicità Akis - Franco Pulvirenti - tel Grafica: MP Foto: Nuccia Leotta AKIS L artigianato siciliano a Madrid La Provincia nel contesto delle iniziative legate alla promozione del territorio va anche oltre i confini Nazionali. E come tradizione che si ripete ormai da anni e in diverse Città del Mondo, ha voluto rappresentare la Sicilia e in particolare gli artigiani siciliani di Caltagirone hanno esportato la loro arte per diffondere e far conoscere la maestria, la tradizione e la cultura della nostra Terra e dei nostri artigiani anche in Spagna. La rappresentanza giunta nella Città spagnola è stata autorevolmente accolta dai rappresentanti locali che hanno apprezzato e ringraziato la Provincia di Catania per la collaborazione. Hanno preso parte alla spedizione il Vice Presidente Vicario Dr. Pippo Cutuli, che ha portato i saluti della Provincia e del Presidente Lombardo, a testimonianza della vera promozione del nostro territorio facendo apprezzare in tutto il mondo l abilità dei nostri artigiani del calatino e in generale della nostra isola. Hanno partecipato anche il Vice Presidente del cons. Prov.le Fabio Roccuzzo, il Commissario AAPIT Dr. Antonio Belcuore. DOMENICO DI MAURO E /E IL CARRETTO SICILIANO Domenico Di Mauro nasce il 4 aprile 1913 ad Acireale dove trascorre, tranne qualche breve periodo, tutta la sua vita. Figlio di Venera Sorbello casalinga e di Stefano Di Mauro, ciabattino e barbiere ha praticato, ancora adolescente, l arte del carretto quando a 12 anni comincia a frequentare la bottega dello zio Antonio Zappalà Minicu u surdu, da tutti considerato un grande maestro del colore. Il carretto, per diversi decenni nel secolo scorso, è l unico mezzo per trasportare il vino, l olio e la farina (e gli attrezzi da lavoro) e ad Aci S. Antonio c è una fiorente tradizione di maestri carrettieri al punto che annovera, addirittura ben 25 maestri d arte, i migliori dei quali sono considerati dei veri e propri caposcuola. Ricordo, a questo proposito Antonio Pappalardo considerato il migliore in assoluto, Antonio Torrisi, maestro nell arte del disegno, Giuseppe Bottino costruttore di carretti e Gaspare Zappalà, famoso costruttore anche di altarini. Aci S. Antonio, grazie a questi maestri dell arte del carretto, è così famosa nella nostra penisola al punto che la stessa famiglia reale, il re Vittorio Emanuele III con la Regina Elena viene in visita nel paese nel 1925 per ammirarvi le tante botteghe artigianali e per conoscere soprattutto Minicu u surdu, riconoscendo pubblicamente il suo grande talento artistico. Vincenzo Di Mauro è il primo maestro carrettiere che segue l apprendistato del maestro Minicu Di Mauro che nel tempo ha avuto altre guide che non hanno lasciato però un segno profondo nella sua formazione. Nel 1934 Minicu Di Mauro lascia il paese natio per assolvere per due anni il servizio militare nel 94 fanteria in diverse città del nord del nostro paese a Fano, Pesaro, Bologna, ecc... Nel 1936 ritorna e sposa la moglie Venera Sorbello che sarà la donna della sua vita. Mettendo su famiglia si mette anche in proprio, aprendo una sua bottega da dove usciranno moltissime sue creazioni. In questo periodo, il suo carattere indipendente e libertario, incapace di sopportare le prepotenze e le angherie gli fa capire la natura autoritaria e populista del fascismo e comincia a scoprire la politica, la sua estrazione sociale e l indole lo spingono prima ad avvicinarsi e poi a far parte del movimento socialista, al quale resterà fedele per tutta la vita. Durante il fascismo vive l esperienza della militanza e rischia per le sue idee anche di andare al confino che riesce ad evitare protetto dall anonimato del piccolo paese, che in questo senso lo aiuta. Dopo l 8 settembre e l inizio della lotta di liberazione, per la grinta e per il suo carattere schietto viene eletto Sindaco ed è nominato presidente dell URRA (poi ECA) un ente che distribuisce i viveri inviati dagli americani ai bisognosi, dimostrando la sua onestà di uomo e di amministratore. Nel 1946, c è stato il Trattato di Yalta, ritorna a fare il semplice cittadino e riprende l attività di pittore, che non aveva comunque abbandonato con ulteriore intensità, anzi allarga la scelta dei soggetti dei suoi quadri privilegiando episodi anche di satira politica. Intanto, tanti anni di lavoro l hanno, per così dire, raffinato, grazie al suo talento il suo carretto è diventato una ricercata opera d arte. La sua ricerca cromatica, la sapienza del suo disegno, la sua sensibilità figurativa gli consentono di trasferire le atmosfere vive e palpitanti della Sicilia in modo sempre più plastico sulla sua tavolozza. Risale, invece, agli anni del dopoguerra il suo incontro con Carlo Levi, pittore, grande scrittore e antifascista come lui. L occasione che fa scattare una grande amicizia tra i due è una campagna elettorale per le elezioni politiche, Levi ha una grande stima per Domenico Di Mauro e gli suggerisce di praticare la pittura su tela, ma il nostro preferisce di continuare sulla sua strada. C.Levi verrà a trovarlo spesso e ogni volta che sarà a Catania una puntata nella sua bottega diventerà immancabile. La politica e la pittura il loro legame. Alla fine degli anni 50 conosce Corrado Cagli, per la mostra internazionale di pittura di Acitrezza e quella con Cagli sarà un altra amicizia significativa della sua vita. Nel 70 è invitato alla mostra internazionale dell artigianato a Firenze, accetta l invito e inizia il primo di tanti altri viaggi, Successivamente va a Milano su invito dell Unesco per dipingere le fiancate di un carretto a Piazza Duomo. All estero si reca l anno dopo, alla festa dell Umanitè di Parigi nel parco La Corneuve, qui rappresenta la Sicilia nel padiglione tourisme et travail un ente con 1200 dipendenti e 75 villaggi presenti nel mondo. In quella occasione quasi un milione di visitatori può ammirare l artista al lavoro sui portelli e sulle fiancate dei carretti, il successo è tale che il responsabile dell evento gli chiede di tornare per esporre un carro completo l anno dopo che riesce a ph Mario Musmeci esporre addirittura nel museo etnologico più importante del mondo, il Museè dell Homme di Parigi dove tuttora si trova, ottenendo un grande successo. L esperienza parigina lo segna profondamente e allarga ulteriormente i suoi orizzonti spingendolo ad arricchire il suo repertorio con soggetti di tipo classico ed operistico: la Boheme, il Lohengrin, la tradizione storica del nostro paese, la mitologia greca diventano altre possibili scelte che sollecitano il suo estro che è nello stesso tempo innocente e originale. Nel 1979 un alta personalità che gestisce i rapporti commerciali italoinglesi gli commissiona un carretto che sfilerà con due gruppi folkloristici durante una parata davanti alla regina Elisabetta e anche per l occasione invitato a Londra, a spese del governo inglese, ma preso dalle sue abitudini e dal timore per la lontananza rinuncia. Nel 1983 per la manifestazione internazionale Etna D oro la commissione nominata dal Ministro della Pubblica Istruzione gli assegna il primo premio strappandolo, addirittura ad un gigante, che si chiama R.GUTTUSO con la seguente motivazione Caposcuola, insigne maestro della pittura folkloristica, Domenico Di Mauro ha contribuito a diffondere con i suoi colori la storia di un alone di millenarie tradizioni. Della sua pittura ormai famosa, si sono frattanto interessati e s interessano in molti il poeta SALVATORE QUASIMODO, SAL- VATORE FIUME, CORRADO CAGLI, ANDREA ZAN- ZOTTO, il Prof. BARBERI SCQUAROTTI e anche un grande storico dell arte ENZO MAGANUCO che va a trovarlo spesso nella sua bottega dove si ferma a lungo fornendogli nelle tante amichevoli conversazioni, spunti, suggerimenti, consigli. A Domenico dice che deve avventurarsi nel mondo della pittura a tela, ma che non deve però allontanarsi troppo dai suoi carretti. Di Mauro non ha difficoltà ad accettare l invito, conosce bene qual è la sua vocazione, quei pannelli suscitano su di lui un attrazione irrefrenabile, il gioco delle tinte, la ricerca della luce, le stesse decorazioni pittoriche, le raffigurazioni geometriche, l impostazione della prospettiva stimolano continuamente la sua vena realistica e la sua fantasia creativa. I masciddari, (le fiancate del carretto) nel suo linguaggio pittorico, trasfigurati da una pulsione ingenua ed originale diventano un altra cosa. Dopo aver imparato dagli altri è venuto il tempo di imparare da se stessi, pennellata dopo pennellata giorno dopo giorno, con ore e ore di duro lavoro. La pittura, man mano che la si fa, dice il maestro, apre la mente. Non basta l inclinazione, questa va esercitata, curata, messa continuamente sotto esame, perché diversamente si svilisce e diventa inerte. Oggi, nonostante la sua veneranda età, novantaquattro anni, Domenico Di Mauro dipinge ancora nella sua bottega ad Aci S. Antonio, con lui dipinge il cognato Antonio Zappalà, anche lui figlio d arte e suo indispensabile collaboratore e degli apprendisti, alcuni usciti dall Accademia di Belle Arti ed altri che cercano di seguire il suo cammino. Avere degli apprendisti è per lui una delle gioie più grandi, si rende conto che la sua potrebbe essere un arte in estinzione, per questo continua una sua personale battaglia, continuare a dipingere, (ha commissioni che arrivano fino al 2010). Far spegnere questa tradizione affascinante e densa di cultura è un vero delitto, è inutile rincorrere La ville lumiere e i marciapiedi di Mont Matre o il quartiere dell Accademia di Brera nella speranza che soli in certi luoghi una persona acquista il carisma dell artista, perché non è solo nella vita avventurosa del bohèmien che si può scoprire la dimensione della creatività, ma anche a due passi dalla propria casa. Filippo Laganà UNA SETTIMANA DI STUDI PER PROMUOVERE LEGALITÀ E COSCIENZA CIVILE ATTRAVERSO IL METODO MAIEUTICO NONVIOLENTO La settimana di studi dolciani intitolata Danilo Dolci, attualità profetica, ideata e coordinata dal dirigente scolastico, Giovanni Vecchio, e dai Prof. Rosa Grillo e Sebastiano Pennisi, che si è svolta, dal 10 al 14 dicembre, presso il Liceo Scientifico Archimede di Acireale, ha più di un titolo per essere ricordata alla città. Intanto le modalità della realizzazione: una presentazione, due incontri antimeridiani destinati alle scuole di Acireale, due incontri pomeridiani rivolti alla cittadinanza. Il tutto aperto alla fruizione della documentatissima Mostra Danilo Dolci, una vita scoperta intensamente, ideata e realizzata dallo storico Natale Musarra e aperta mattina e pomeriggio. Hanno partecipato con le loro relazioni, offrendo il patrimonio prezioso delle loro competenze, ma soprattutto l esempio della loro passione civile, il prof. Sebastiano Vecchio dell Università di Palermo, con Danilo Dolci: parlare per costruire; il prof. Giuseppe Fontanelli., dell Università di Messina, con Itinerario poetico di Danilo Dolci; il prof. Giorgio Pizziolo, dell Università di Firenze, con La maieutica sociale applicata al paesaggio e all ambiente; l arch. Giuseppe Palanga con Costruire con il sole; il prof. Giovanni Vecchio con Danilo Dolci e la Sicilia; il prof. Renato D Amico dell Università di Catania con Cittadinanza e legalità. Relativamente a questo tema, che ricorreva come motivo di fondo in tutte le fasi dei lavori, nella serata conclusiva è stata illuminante la relazione dell avv. Orazio Esterini, sull impegno di Dolci contro l illegalità e la mafia e sulle connesse traversie processuali a suo carico; da lui introdotto, poi, ha concluso l incontro l imprenditore Mario Caniglia che, come usa fare, con drammatica lucidità e con la certezza di un futuro in cui si può sperare se si lavora con coraggio, ha raccontato la sua terribile esperienza di resistenza e di denuncia del racket dell estorsione nella Istituto Ricerca Medica e Ambientale, nell augurare buone feste ai lettori, ricorda che oggi costituisce un centro di riferimento per il merid i o n e d Italia nel campo dell allergologia molecolare, nella diagnosi delle farmacoanafilassi e nello studio genetico dei ritardi mentali e delle forme di autismo tramite cariotipo molecolare con CGH- ARRAY. zona di Scicli. Tutta la settimana, poi, è stata illuminata dalla presenza attiva e intensa di Daniela Dolci, figlia di Danilo Dolci e clavicembalista di livello internazionale, che ha portato la sua testimonianza e ha partecipato a tutte le fasi dei lavori, anche ai laboratori di maieutica realizzati con gli studenti, mattina e pomeriggio. Insieme al fratello Amico Dolci, maestro di flauto presso il conservatorio di Trapani e al giovane violoncellista Enrico Sorbello, ha eseguito, dopo una relazione della prof. Rosa Grillo sul tema dolciano La legge come germe musicale, sempre nel salone del Liceo scientifico Archimede, uno splendido concerto di musica barocca, che ha incantato per la bellezza del repertorio e la maestria dell esecuzione. A questo si sono aggiunti gli eccellenti apporti del prof. Sebastiano Pennisi, che ha relazionato sul significato della maieutica dolciana insieme al prof. Francesco Cappello, proveniente da Pisa e da anni attivo maieuta. Egli, inoltre, ha proiettato alcuni suoi preziosi documentari, tra cui un inedita recentissima intervista al regista Giancarlo Mingozzi a proposito, tra l altro, di un antico film sull opera di Danilo Dolci, commissionatogli dalla Rai, subito boicottato e mai avviato alla divulgazione. Da sottolineare anche la natura multimediale degli apporti: comunicazioni, laboratori, video e infine, un intenso intermezzo di recitazione di testi d autore riferiti alle lotte contadine degli anni nella Sicilia occidentale, ad opera degli artisti del Gruppo Teatro Maria Campagna di Catania. Il materiale, integralmente registrato è molto vasto; gli organizzatori si ripromettono di ricavarne gli atti in un lasso di tempo abbastanza prossimo. La manifestazione ha avuto il patrocinio del Comune di Acireale e il sostegno di alcuni centri e associazioni della città, come: il Centro di cultura per lo sviluppo dell E.A.S. e dell Università cattolica di Milano, il M.E.I.C., l Associazione antiracket AS.A.RA., il Club Unesco, l Associazione ex allievi e docenti del Liceo Archimede e il CeDoc di Catania. ph Nuccia Leotta Rosa Grillo Si effettuano corsi di specializzazione per Decoupage Decorazione Disegno Pittura ad Olio Acquarelli

3 A K IS Lunedì 24 Dicembre 2007 La trattoria di Jnnaru Un magnifico sole allieta la limpida giornata domenicale. Non si direbbe che ci troviamo nel cuore dell'inverno e che Natale è alle porte. La cornamusa di qualche montanaro sentimentale, ve nuto in città dal suo paese, porta per le vie e i quartieri i motivi delle ninareddi di un tempo: Ninu ninu lu picuraru..., E susi pastu ri..., E Maria tutta cunfusa... Il dolcissimo suono si perde in mezzo alla baraonda assordante delle strade invase dalle automobili; la semplicità, tutta agreste, di chi dà fiato all'antico strumento ille ego qui quondam modulatus avena... - contrasta con le sno bistiche esibizioni di coloro che per le strade fanno sfoggio di lun ghi pastrani di pelle lucida, di mantelline della stessa foggia di quelle degli alpini o dei carabinieri, di cappelli dalle forme più strane, di abiti dai colori bislacchi. Il bianco di un vestito si accom pagna spesso al nero del lunghissimo cappotto, per lo più di tela cerata; qualche fanciulla ripropone addirittura la tenuta delle pic - cole italiane dei tempi della G.I.L.; non sono pochi quelli che fanno eleganza col dare il bando all'eleganza - non è un bisticcio di parole -, vestendo alla Mao: sciccherie cineseggianti!!!; nei caf fé molti figli di papà - contestatori - si danno convegno sfog giando abiti volutamente sciatti e arruffatissime zazzere; schiere di ragazzine sembrano pronte ad esibirsi nel catasciò, il classico ballo della steppa: a ciò, almeno, induce a pensare il modo, tutto russo, in cui si sono acconciate. Il bel tempo invita ad uscire dalla città, a liberarsi, anche se per poco, dalla opprimente vista della serie sterminata di alveari umani, enormi, brutti, monotonamente 25 uguali. Gli agglomerati urbani, sorti a ridosso dei centri storici. non hanno un loro volto, sono impersonali, come le cose fabbri cate in serie, prive di fantasia. Giunto ad Acireale, decido di rag giungere i vicini paesi rivieraschi: Santa Tecla, Scillichenti, Stazzo, Pozzillo. Verde intenso dei Iimoneti, maestosità dell'etna, azzurro del mare: questi gli elementi dello splendido paesaggio. Ercole Patti, che è innamoratissimo di questo lembo di terra. vi trova spesso rifugio. In una pagina del suo Diario Siciliano (16 novembre 1960), egli descrive così un'alba a Pozzillo: «Un pezzetto di sole è apparso sulla linea del mare lontano. In quella luce rosea che si posa leggerissima sulle chiome più alte dei limoni e sulla antica facciata della casa, le prime voci mattutine dei contadini risuonano calme con un senso di felicità. La giornata si annunzia bella. L'Etna appare nitido in tutti i suoi contorni... L'agrumeto si stende in leg gero declivio verso il mare. A monte la mole dell'etna chiude l'oriz - zonte...». Voglia il cielo che non si riversi anche quaggiù la cata strofica colata di cemento che ha barbaramente deturpato quella incantevole zona di Acireale compresa tra il balcone del Belvedere, pulcherrimus prospectus, il più bello d'europa, e la Preula Longa, la suggestiva fascia di campagna dietro la Chiesetta dell'indirizzo, ricca, un tempo, delle mucche della massaria: che orribile vista si presenta a chi rivolga lo sguardo in alto, venendo da Santa Maria La Scala!!! A n amicu (pinsannu a Turi Fasone, compagnu di scola, dutturi, amicu di na vita) Jù tornu a gh Jaci, Turi, s iddu a vita mi duna abbentu, a la mè casa antica attagghiu a cresia vecchia i San Giuvanni; attrovu a jsterna, i curtigghia, i scali di petra niura.. e tanti pinseri ca mi dunanu cumpagnia. Quannu fineva la scola.. doppu menziornu - j eramu puntati - tuppuliavi a mò casa: c era na cammira frisca attagghiu d a jsterna, i seggi di zammàra, u tavulinu; jù e tu carusi cu libbri e quaderni, a pinna e u calamaru ccu l inchiostru (cchi c eranu biru, tannu!), a studiari lu scrittu di latinu e lu grecu.. e dda matematica terribbili: ma nni vinevanu discursi e fantasia di quanti biddizzi j eranu sarbati (macari ccu tantu di c runa d addàuru!) pi nu autri nt all anni c avjànu a vèniri.. E vìnniru, l anni e l anni appressu: tu sempri a gh Jaci dutturi amicu di tanti, prontu a gh iri unni c era bisognu; jù ò luntanu, prufissuri di grecu, e poi.. (comu ti diceva) vagabondo delle stelle di na città a n autra a vìdiri genti, parrari di carusi e di scola. Vineva macari u tempu d arricòggghisi nta dda casa antica, d attruvari tanticchiedda di chetu e d arriciàlu ccu picciriddi e mugghieri. Comu si nni fujeru l anni. PICCOLE COSE DI CASA NOSTRA Quod non fecerunt barbari... Mi spingo fino a Femmina morta e a Torre Archirafi, in quel di Riposto. Una spiaggia immensa, bellissima, luminosa, da dove si gode della vista dei paesi del versante, Mascali, Fiumefreddo, Fondachello, Giardini su su fino a Taormina e a Castel Mola. La limpidezza dell'aria consente allo sguardo di arrivare fino alla costa della Calabria, la mitica terra di Diego Vitrioli, il cantore in versi latini della mattanza del pesce spada sullo Stretto, Xiphias. AI ritorno, alle porte di Acireale, nei pressi della solitaria Chiesetta di Santa Maria della Neve. in con trada Grotta, mi soffermo a guardare quella che fu l'osteria di Jnnaru. Il nomignolo, di chiara derivazione presepiale. ci riporta alla classica figura del vecchio infreddolito al braciere, personifi cazione di uno dei mesi più freddi dell 'anno. È abbastanza noto il detto Jnnaru scorcia 'a vecchia o fucularu. Raccolto e lontano da gli sguardi indiscreti, il locale disponeva di una bellissima terrazza dalla quale l'avventore non era mai sazio di ammirare il suggestivo paesaggio e il mare sottostante con la Rocca delle Colombe. 'a rocca di palummi, 'u scogghiu 'nnintra e le barche multicolori fer me nel porticciolo, 'u scaru. Il vento portava, ogni tanto, le voci dei pescatori della Scalazza, ora confuse, ora ben distinte, più spesso quella poderosa del mare, flagellatore implacabile degli scogli. Da Jnnaru non mancavano il buon vino, spillato direttamen te dalla botte, l'odoroso pesce fornito da un pescatore fidato di Santa Maria La Scala, la pasta condita con la saporitissima salsa di pomodoro fresco con aglio, olio e basilico, il ragù, denso, di color rosso, le pietanze nostrali preparate alla casalinga, tra cui l'immancabile stoccu alla missinisa, piatto forte, ca teni 'u sto mucu, fatto con una miriade di piccantissimi ingredienti. Aria di casa spirava nella rustica trattoria di Jnnaru: il gatto che sgat - taiolava di qua e di là, attirato dall'odore del pesce fritto o arrosto; la semplicità delle suppellettili; la linda cucina, pulitissima. Cono scenti e amici vi si davano convegno per una allegra tavolata; i catanesi erano assidui clienti di Jnnaru; anche alle persone di alto rango piaceva consumare i buoni piatti nella ariosa terrazza. Erano ancora da venire le stucchevoli trattorie sedicenti rustiche. Que ste, frequentate solo per snob, non hanno niente a che vedere con la nostra, dignitosa e riservata come la classica fanciulla di casa, ingenua, niente affatto smaliziata, senza trucco. Oggi non c'è trattoria che non si fregi del nome di rustica. Ipocrisia bella e buona! Basta, però, un po' di naso per capire che si tratta solo di orpelli. In effetti, son poche quelle rimaste nello spirito della trat toria di Jnnaru. Se dipendesse da me, vi farei apporre una scritta arieggiante quella preparata da Ludovico Ariosto per la sua mo desta dimora: Parva sed apta simpliciter edentibus, piccola sì, ma adatta per chi voglia mangiare con semplicità. Antonio Pagano DISCORRENDO COL PROPRIO VECCHIO SCRITTOIO In una notte insonne fra borborigmi(1) di stomaco e dolenzie di vari arti, me ne stavo, al buio, a passeggiar. Da un angolo del grande salone una timida vocina si levò: Distraiti dai tuoi affanni e siediti all usuale tuo scranno Mi sorpresi alquanto nel sentir quel dolce richiamo e, facendomi più da presso, parvemi almo scrittoio sorridermi. Lieto per sì gentile invito dissi: Oh caro e amato scrittoio più non mi tieni il broncio e, perdonato, al fin, io sono? Vieni! Vieni, amato discolo scrivano a ristendere i tuoi pensieri rimati su quest asse che ti vide crescere, maturare ed il volo prendere. Tu, adunque, o generoso, mi perdoni i tanti lunghi periodi in cui ti feci negletto ed orbo di me, scegliendo altro foresto ovriere(2)? Un cardinale mancato Lo scorso 24 novembre, Benedetto XVI ha nominato ventitre nuovi cardinali.. Tra di loro, non c era l arcivescovo di Palermo. È stata una penalizzazione per lui e per la Sicilia. Il Papa si è attenuto rigorosamente a due criteri: il rispetto del numero di 120 cardinali, stabilito da Paolo VI; l esclusione dei titolari di diocesi che hanno un cardinale emerito con diritto di voto in un eventuale conclave. Palermo ha inciampato su entrambi gli ostacoli, come Washington, Varsavia e Minsk. Non è una consolazione. Entrambi i divieti non sono perentori. Papa Wojtyla non ne ha tenuto conto e il Collegio cardinalizio ha raggiunto 136 membri. Lo stesso Ratzinger ha nominato cardinale mons. Carlo Caffarra, pur essendo il suo predecessore, Giacomo Biffi, non ancora ottantenne. L esclusione dei quattro arcivescovi poteva essere evitata, anche se la decisione del Pontefice è formalmente ineccepibile.. Vi sarebbero altre persone, a me molto care, che, per la loro dedizione al servizio della Chiesa, ben meriterebbero di essere elevate alla dignità cardinalizia ha riconosciuto, peraltro, Benedetto XVI - Spero d avere in futuro l opportunità di testimoniare, anche in questo modo, ad esse e ai Paesi a cui appartengono, la mia stima e il mio affetto. A volersi attenere alle regole, il futuro, per la Sicilia, sarebbe ancora più futuro. L isola resterebbe per diversi anni senza Primate. Il cardinale emerito di Palermo, Salvatore De Giorgi, ha, infatti, 77 anni. Bisognerebbe attenderne altri tre prima di una nuova nomina. Nel prossimo biennio, sette cardinali raggiungeranno gli ottanta anni. Mons. Romeo non potrebbe essere incluso tra coloro che li rimpiazzeranno, perché sussisterebbe ancora l ostacolo De Giorgi. Saranno necessari due concistori, cioè, almeno quattro anni, ma allora l arcivescovo di Palermo diventerebbe principe della Chiesa soltanto per un triennio o forse meno, avendo l obbligo di dimettersi a 75 anni.. In una situazione più deteriore della sua si verrebbe a trovare il suo successore, condannato ad aspettare la porpora per un quinquennio. Per sette anni su dieci, Palermo rischia di essere sede cardinalizia senza cardinale, una specie di vedova bianca, sposata, ma senza sposo. Il problema andrebbe riesaminato. Lo sosteniamo non per partito preso o per rivendicazionismo siciliano, ma per generali ragioni di buon senso. Appare incongruo che un porporato, sostituito per raggiunti limiti di età, conservi la prerogativa più importante prevista dal Diritto canonico, cioè quella di eleggere il nuovo Chi ha vissuto gli anni quaranta, cinquanta, non può fare a meno di constatare che, da allora ad oggi, sono cambiate tante cose. In peggio, in meglìo? Come sempre, col susseguirsi delle generazioni e del progresso,vi sono lati negati_ vi, altri positivi. Un benvenuto, da parte delle donne, agli elettrodomestici, che fanno risparmiare tempo e fatica, alle case più comode e spaziose, col primo e secondo bagno. Ogni figlio ha conquistato la propria camera con tutti i comfort. Ciascuno possiede il suo armadio, la sua scrivania, il televisore, il computer, il termosifone o il condizionatore, fresco d'estate e caldo d'inverno. Una vera e propria isola in cui, purtroppo, i nostri ragazzi si "isolano" comunicando ben poco con la famiglia. Negli anni passati le case erano più piccole, il secondo bagno, nella maggior parte delle abitazioni, non esisteva, gli elettrodomestici dovevano ancora affacciarsi alla ribalta, mancavano i riscaldamenti centralizzati, eccetto qualche piccola stufa. Il "calore'' lo dava la famiglia. Non importava se ogni figlio non aveva la propria stanza e doveva dividere tutto con i fratelli. Non importava perché in casa si respirava un'aria d'armonia, obbedienza e rispetto. genitori, dopo avere rimboccato le coperte alla prole, andavano a letto, ma nella loro ph Gianni PIstarà camera, la luce dell'abat-jour,filtrava fino a tardi. Uno accanto all'altra affettuosamente e a bassa voce, discutevano della giornata ma soprattutto l'argomento che più stava a cuore, erano i problemi dei propri figli. A quel tempo i figli li "conoscevi" bene perché non si isolavano, di loro sapevi tutto, erano lì davanti a te, come un libro aperto. Questa, pressappoco, era la famiglia d'allora. Lungo il cammino intercorso tra ieri e oggi, abbiamo lasciato par strada molte tradizioni. Ricordo, non senza un pizzico di nostalgia, com'era bella la S.Pasqua quando le campane delle chiese si scioglievano alle undici del mattino. La gente per strada s'affannava per arrivare a casa in tempo ed ascoltare insieme alla famiglia le Insegne Luminose Cartellonistica Biglietti da visita Brochure - Stampe Digitali Adesivi - Magliette, cappellini Pontefice, privandone chi lo ha sostituito. Tuttavia, ove si volesse continuare in questa prassi, si possono immaginare almeno due correttivi. 1) Si potrebbe, a esempio, nominare il nuovo cardinale e consentirgli di partecipare al conclave assieme all emerito. 2) Si potrebbe procedere alla nomina del subentrante, sospendendo il diritto di partecipare al conclave, ma conferendogli tutti gli altri, necessari per non fare scadere la sua autorevolezza e il suo prestigio. Un eventuale Motu proprio in tal senso non potrebbe non essere condiviso da tutti, perché non danneggia nessuno e metterebbe fine a quella che viene percepita come una ingiustizia. Nel caso specifico dell arcivescovo di Palermo c è uno spiacevole risvolto. Qualche giornale ha fornito, per la sua mancata nomina, una spiegazione salottiera Anni fa, l ex Nunzio apostolico in Italia, insieme con il cardinale Sodano, organizzò un inedito sondaggio tra i vescovi italiani, riguardante la sostituzione del cardinale Ruini alla presidenza della CEI per raggiunti limiti di età. Tale iniziativa venne ritenuta inopportuna. E non gliela avrebbero perdonata. Mons. Romeo ha chiarito la sua posizione e, comunque, la sua perfetta buona fede. Taluni mass media, però, hanno riproposto l episodio nel tentativo di fargli fare la figura del ragazzo sorpreso con le mani nella marmellata e messo con la faccia a muro. La ricostruzione risulta offensiva, tanto per mons. Romeo, che ha alle spalle decenni di attività diplomatica di altissimo profilo, quanto per la Santa Sede, che, come una vecchia comare, avrebbe coltivato una specie di vendetta a orologeria. L illazione, tra l altro, risulta smentita dai fatti. Se avesse avuto un minimo di fondamento, mons. Romeo non sarebbe mai diventato arcivescovo di Palermo. Ci si attende che il Papa, riconsideri, dall alto della sua saggezza, regole da altri promulgate ed elimini l insorgere di possibili situazioni di disagio in tutto il mondo. Non si tratterebbe di uno sconvolgimento delle attuali disposizioni, ma di interpretarle con ragionevolezza. Giuseppe Contarino Tu scendi dalle stelle... (ieri e oggi) campane suonare a festa che annunciavano ai cattolici la Risurrezione di Gesù. Quasi tutti i bambini, per quella occasione, indossavano vestitini rigorosamente nuovi (la risurrezione, si sperava, ad una nuova vita).con l'avvento della S.Pasqua celebrata a mezza notte,i piccoli non ascoltano lo sciogliersi delle campane suonare a festa perché dormono già da un pezzo. Da bambina, con l'avvicinarsi del S.Natale, ricordo che volevo curare personal_ mente l'allestimento del Presepe. Un rito sacro e religioso che ci ricorda la nascita di GesÙ,il"Salvatore". In quel periodo le figure del Bambinello,dei pastori,di Giuseppe e Maria, erano di terracotta, di fattura un pò grezza ed avevano una sola facciata. Dopo l'epifania le riponevo con cura in una scatola di cartone per riprenderle l'anno successivo. Un personaggio caratteristico che faceva da cornice al Presepe, era l'immancabile zampognaro. Per noi, bambini di città, rappresentava una figura importante. Col suo gilet in pelle di capra, la camicia a quadri felpata e le grosse mani rose dal freddo delle alture, sembrava uno dei pastorelli di terracotta che si era staccato dal Presepe, prendendo corpo e vita. Lui stava seduto di fronte alla piccola stalla dove il bue e l'asinello riscaldavano il Bambinello, mentre con la bocca gonfiava lo strumento. Gonfiava talmente tanto che l'otre, mano a mano,diventava sempre più grande, persino più grande di lui. Noi bambini assistevamo a quella magia con tanto di occhi sgranati per la paura che da un momento all'altro volasse dalla finestra insieme alla sua cornamusa. Pare che il Presepe, sostituito in molte case dal pagano abete,in alcune famiglie resista ancora e da lontano molto lontano echeggia il suono flebile di una zampogna: TU SCENDI DALLE STELLE " Per info: Maria Dorata Ti nni jsti.. e fu comu llampu: scinnìu a tò varca nta ddu ciumi niuru d u vecchiu dimonio con occhi di bragia. Ora cca sugnu, e vardu na tavula janca di marmuru cc u tò nomu e a tò fotografia. Avi quattr anni ca chiù non ti vju. Mi nesci cori di na tò palora. Rosario Musmeci Sì! Ed anco se d anni onusto non disdegno moderne tecnologie e, agevolmente reggo il pondo di questo mostro dell informatica(3). Scrivi, e scrivi ancor! Di poesia e prosa e, anch io, con siffatto modus tuus operandi mi sento rinascere e rivivere e mi par di non essere più inutile per te! Glossemi: (1) borborigmi gorgogli intestinali (2) ovriere qsp luogo di lavoro (3) informatica qui si indica il computer Salvatore Guglielmino

4 4 Lunedì 24 dicembre 2007 Pillole Acesi ph Nuccia Leotta Turi Consoli Acireale - E stato presentato il programma delle iniziative natalizie, promosso dal Comune di Acireale. Contestualmente è stato inaugurato in piazza Duomo dal sindaco Nino Garozzo e benedetto da don Roberto Strano, arciprete parroco della ph Studio Consoli Cattedrale, lo spettacolare Presepe Siciliano. Un Natale sobrio, ha detto il indaco, ma sicuramente accattivante che permetterà agli acesi e ai visitatori di trascorrere momenti lieti, di assoluta serenità. Il ph Studio Barbagallo Centro Culturale P.Vincenzo Lombardo E stata inaugurata la settima edizione della mostra di presepi artistici La Stella di Betlemme, organizzata dall associazione culturale Gruppo Liberi Artisti con il patrocinio della Città di Acireale. Le tecniche di rappresentazione spaziano dalla prospettiva al diorama, per passare al tutto intorno, con scenografie ambientate nelle tradizioni popolari napoletane e siculo arabe. POPOLARI UDEUR - I Popolari UDEUR della Provincia di Catania si sono dati appuntamento per discutere de LA POLITICA DEL FARE Sviluppo, Ambiente, Formazione, Legalità, le linee programmatiche che il partito adotterà nel Congresso Nazionale del febbraio prossimo. Una serie di conferenze svolte in ogni provincia per ascoltare le istanze e le emergenze della società locale anche in vista degli appuntamenti elettorali della prossima primavera. Presenti il Sen. Nuccio Cusumano Presidente Commissione Agricoltura del Senato, il vicesegretario regionale On. Nino Gazzarra e il segretario provinciale Angelo Moschetto. Queste iniziative ha detto l On. Angelo Moschetto - permetteranno al partito del campanile, in tempi brevi, di essere interprete delle aspettative dei cittadini in risposta a quei disagi che un sistema disattento oggi pone. Telethon La raccolta di fondi a favore di Telethon. Associazione Vivaisti Il Comitato produttori di palme e l associazione vivaisti esportatori hanno tenuto un interessante convegno su Il futuro delle aziende vivaistiche alla luce delle nuove restrizioni sulla movimentazione delle palme. Scenari, prospettive, soluzioni. Al convegno, presente l ass.reg. La Via hanno partecipato anche il dott. Raciti dell Osservatorio per la malattie delle piante e il dott. Mario Faro (nella foto) Archimede L associazione degli ex alunni dell Archimede ha presentato il nuovo anno sociale con le relazioni della prof.ssa Rosa Grillo e dei prof.ri Gregorio Monaco e Maria Laudani (nella foto i relatori con il presidente prof. Arcangelo Blanco ed il prof. Giovanni Vecchio). K A IS Immutato nei secoli il fascino del Presepe della Grotta. Nonostante vari problemi e l urgenza di nuovi restauri, l opera settecentesca continua ad attirare numerosi visitatori Il Presepe della Grotta di Acireale, nonostante i suoi 255 anni di età, mantiene inalterato il suo fascino. L artistico presepe, che è allestito com è noto in una grotta lavica naturale all interno della chiesa di Santa Maria della Neve (lungo la strada provinciale che porta alle frazioni marinare del comune acese), venne fatto costruire infatti nel 1752 dal sacerdote Mariano Valerio. Nel 1820 la chiesetta venne ampliata e alla fine del XIX secolo venne temporaneamente chiusa per una discordia sulla sua proprietà. Ma dal 1900 in poi il Presepe, man mano arricchito di nuove statue, venne allestito ogni anno nel periodo natalizio e successivamente smontato. Questi annuali traslochi delle statue, però, a poco a poco crearono dei danni alle statue stesse, che cominciavano a risentire pure degli acciacchi dell età. Per cui, agli inizi degli anni 80, si rese necessario effettuare un accurata opera di restauro, che venne curata dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania. Finiti i restauri, nel 1984 il Presepe venne allestito in pianta stabile, con l intento di tenerlo ph Studio Barbagallo Natale è momento di riflessione, di affetti familiari per cui si è voluto segnare tra gli aspetti principali il ceppo natalizio, che per tradizione nella nostra città è acceso dal vescovo e dal primo cittadino, e il presepe: la natività che è segno della famiglia ma che è il segno del Natale ad Acireale. Un presepe tutto siciliano, dove gli antichi mestieri isolani accompagnano le prime ore di vita di Gesù. Mastodontico l effetto scenografico: oltre 70 personaggi in terracotta (alti circa un metro e 20 centimetri), piante del luogo, paesaggi ricreati con costruzioni in mattone e legno, tutto ricreato in uno spazio di poco superiore ai 300 metri quadrati. L opera è stata realizzata da Terracotta Anicito e divenuta già meta, a poche ore dalla inaugurazione di numerose comitive di turisti. Acireale - Oasi Cristo Re - I dipendenti dell opera pia Cristo Re di Acireale hanno manifestato silenziosamente in piazza Duomo per chiedere lo stato dei rapporti economici tra Amministrazione comunale e Oasi Cristo Re, anche la fine di spettanze e stipendi arretrati. Nel corso di un incontro costruttivo e cordiale, abbiamo spiegato ai dipendenti dell Oasi Cristo Re come questa Amministrazione comunale sia la prima a versare somme consistenti all opera pia dicono all unisono il sindaco Nino Garozzo e l assessore Pietro Filetti -. Questa Amministrazione comunale, infatti, ha nel corso degli anni diminuito un debito che aveva superato i cinque miliardi di lire, debito che contiamo di azzerare il prossimo anno. Tutto ciò, nonostante molte delle somme versate dal Comune siano praticamente somme della Asl che deve, a propria volta, al Comune di Acireale, circa 2 milioni e 300 mila euro dicono i due amministratori. Abbiamo rassicurato i dipendenti sul fatto che il Comune entro il 15 gennaio e grazie a due mandati emessi il 4 e il 10 dicembre, verserà la somma complessiva di 310 mila euro assicurando il pagamento delle loro spettanze dicono ancora Garozzo e Filetti -. Questo abbiamo fatto, perché ci siamo trovati nelle condizioni di dare delle risposte concrete a dei nostri concittadini dipendenti dell opera pia, assicurando un Natale sereno e di fatto recuperando somme di antica scadenza. Fermo restando, che ogni ente deve pensare da sé ad assicurare gli stipendi ai propri dipendenti. Negli anni compresi tra il 2005 e il 2007 il Comune di Acireale ha versato all opera pia Oasi Cristo Re oltre 2 milioni 300 mila euro. Nelle foto di Studio Consoli due momenti curati da Turi Pittera del CineCircolo AciClub e il Torneo di Calcetto della BNL. Verde Pubblico Sempre a proposito di verde pubblico si segnala il solito intervento ritornello dell assessore Licciardello: la situazione economica dell ente ( comune-n.d.r.) non ha permesso a giunta e consiglio di attenzionare questo aspetto.mi auguro che si dal prossimo anno.nel frattempo si perdono le occasioni: i due alberelli che la Scuola Media Galileo Galilei, con l ausilio e la vanga nelle mani dell assessore ha provveduto a piantare davanti alla fine dell anno scolastico scorso (giugno 2007!) al Palasport di corso Italia, nei pressi di Piazza Livatino, per mancanza di acqua non hanno più vita Gli studenti, nel corso di un incontro a scuola hanno stigmatizzato, negativamente e ben a ragione, l operato dell assessore e dell amministrazione. LIONS E stato presentato dal Lions e dal Circolo ex alunni del Collegio Pennisi il libro Diagnosi del presente di Pietro Barcellona. All incontro era presente l autore (nella foto con Giuseppe Grasso Leanza). Acireale - Piano del Paesaggio E stato presentato a Palazzo di Città, a cura degli ing.ri Salvatore Barbagallo e Pier Lombardo, il cosiddetto Piano del Paesaggio, strumento qualificante per il rilancio del territorio attraverso nuove opportunità di crescita ed una visione concreta delle linee di sviluppo. Area COM L area Com, recentemente inaugurata, sarà abilitata anche a posteggio gratuito (salvo posteggiatori abusivi) per circa 500 autovetture e sede, il sabato, di parte del mercatino. Non lo sappiamo e, quindi, ce lo chiediamo: Servizi igienici? Fontanelle di acqua potabile? Se sono di competenza dell ass. ai LL.PP. possiamo metterci il cuore in pace. Se ci dovesse pensare l ass. Nino Garozzo, allora.qualche speranza c è ancora. AST - Trasporto Pubblico - Le aziende di trasporto che effettuano servizio pubblico internamente al territorio comunale hanno rinnovato, secondo le nuove procedure di legge, il contratto di servizio di durata triennale. Tra queste anche l Ast, il cui vicepresidente Marco Forzese, ha colto l occasione per comunicare il rinnovo del parco vetture che svolgono il servizio nel territorio comunale. Nei prossimi mesi primaverili, l azienda sostituirà infatti i vecchi autobus con macchine che consentiranno l accesso ai portatori di handicap e dalle ridotte emissioni inquinanti. E un nostro impegno migliorare la qualità dei servizi, specialmente in una città come Acireale, realtà di primo piano nella realtà regionale. Il sindaco Nino Garozzo: Siamo lieti e ringraziamo il vicepresidente Forzese per le novità, soprattutto in considerazione del fatto questa Amministrazione ritiene il trasporto pubblico all interno del centro storico particolarmente significativo, tanto più se i bus impiegati saranno ecologicamente compatibili. Con Forzese ci siamo dati appuntamento a gennaio, perchè con l apertura del Com intendiamo rimodulare il tragitto delle circolari interne, affinché il vecchio piano venga aggiornato con nuovi percorsi collegati con gli ampi parcheggi che insistono nella cintura del centro storico: diverranno, quindi parcheggi scambiatori. L occasione è buona per chiarire che la collocazione delle strisce blu in corso Umberto, non fa venire meno la nostra volontà di un assetto diverso: oggi le strisce blu danno ordine al disordine che si era creato, ma non ce la sentiamo di eliminare la sosta nell attuale assenza di un parcheggio funzionante ed adeguatamente collegato con il centro commerciale naturale di Acireale. Solo dopo l avvenuta consegna del Com (entro il mese di gennaio) rimodulando le circolari interne, potremo pensare ad un assetto diverso, in termini di eventuale sosta, in corso Umberto. Anche a noi le strisce blu nel basolato non piacciono, ma la segnaletica non può essere apposta solo in senso verticale ma anche orizzontale. Non lo diciamo noi, ma è imposto dal Codice della strada. Peccato, ci permettiamo di scrivere, noi che da sempre abbiamo creduto in una Città, specie i due corsi principali, libera da auto e bus urbani. Peccato avere sporcato il bel basolato. Una caduta di stile che non ci saremmo mai aspettato dopo tante dichiarazioni! Peccato, peccato davvero. aperto al pubblico per tutto l anno. Ma la cosa non è durata molto, ed al momento attuale il Presepe è visitabile solo nel periodo natalizio. Con i medesimi restauri, venne pure consolidata la grotta in pietra lavica che lo ospita. A distanza di circa vent anni da tali restauri, ci si è però accorti che i lavori non sono stati eseguiti a regola d arte, perché detti restauri sono stati di tipo sostitutivo e non conservativo. Ragion per cui i materiali del Settecento sono andati dispersi, per essere sostituiti con altri stoffe, maschere di cera, strutture portanti non originali e non del tutto conformi ai criteri costruttivi dell epoca. L argomento è stato anche oggetto di una interessante conferenza organizzata un paio di settimane fa dalla Fidapa di Acireale. Ciò nonostante, però, il Presepe continua ad essere meta di visitatori attenti ed interessati, che restano estasiati dalle statue a grandezza naturale e dai visi in cera che hanno delle espressioni talmente reali da sembrare vive. Tra esse si distinguono soprattutto quelle del personaggio detto u maravigghiatu da stidda e del vecchietto u zu Innaru che si riscalda con la brace del focolare. Inoltre la Madonna è rappresentata con un atteggiamento forse unico nel suo genere, e cioè nell atto di sostenere tra le braccia il Bambin Gesù. Allo stato attuale, il Presepe è gestito dalla parrocchia S. Maria degli Angeli, con la collaborazione della cooperativa parrocchiale Il Pellicano, della cooperativa sociale Promozione (che dopo il periodo natalizio dovrebbe assicurare l apertura del Presepe per tutto l anno) e dell associazione culturale Terre d Aci, che ne cura la promozione. Ed è proprio il parroco di S. Maria degli Angeli, don Giuseppe Russo, a parlarci della necessità di nuovi restauri sia alle statue del Presepe, sia alla grotta lavica ed alla chiesa che lo ospitano. Infatti qualche anno fa ci sono state nella grotta delle infiltrazioni di acqua piovana che per fortuna si sono poi fermate da sole, senza nessun intervento. Ma la situazione rimane precaria e quando c è maltempo continua a piovere sull altare, per cui sarebbe quanto mai opportuno un intervento straordinario delle autorità competenti, dal momento che alla manutenzione ordinaria provvede già la stessa parrocchia. De Maria Antonio augura Buone Feste I FEDERICIANI CONCERTO DI MUSICA CLASSICA Mauro Coco flauto Jessica Seminara - viola Davide Sciacca - chitarra Comm. Don Salvatore Pappalardo lettore Nico Zangle poeta Chiesa S.Maria la Nova via Scalazza ACITREZZA Domenica 30 Dicembre 2007 ore 19 dal Centro Fodere di Franceschino Santo Via Tarelli, s.n. (uscita svincolo autostradale) Tel./fax:

5 A K IS Lunedì 24 DIcembre IL BELLO DELLE COSE Via Veronica 58 (c/o Scuola Elem.) ACI S. ANTONIO Mobiletti per la casa Etnico Tappeti Bigiotteria Profumi Cosmetici Decoupage Bomboniere e tanto altro RIAPRE IL CAFFE DEL CORSO Gestione Gucciardello MIC di Rosario Basile Via Dante Alighieri 42 Aci S. Antonio Stabil.: via Penninazzo 75 Viagrande Telef fax Circonvallazione ACI S. ANTONIO dal Il messaggio del Santo Natale possa sempre accompagnarci oltre che in questo giorno, anche nel tempo a venire. Per un Natale foriero di speranza per ogni cittadino, si formulano sereni auguri! Auguri Stefano Finocchiaro Fabrizio Maccarrone Commissario Territoriale Democrazia Cristiana Via Tarelli, s.n. (uscita svincolo autostradale) Tel./fax:

6 6 Lunedì 24 Dicembre 2007 Ufficio Marketing e Pubblicità Akis - Franco Pulvirenti - tel Grafica: MP AKIS In occasione del Santo Natale, come primo cittadino, della comunità che mi onore di guidare, sento di esprimere e rivolgere un abbraccio non solo simbolico ai miei concittadini. Il Natale e le feste in genere, sono momenti nei quali il mondo intero si ferma sul significato della vita, per questo motivo rivolgo alla gente che leggerà queste mie, un energico forza stimolandola ad affrontare sempre con piglio giusto i problemi che la quotidianità presenta. Un saluto particolare a chi soffre, agli anziani ed ai piccoli, quest ultimi nostri cittadini del domani. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti coloro di buona volontà, agli altri amministratori, agli impiegati comunali ed alle loro famiglie. Mi auguro, infine, che tutti possano avere elementi per gioire e stare bene, almeno durante questo caldo periodo dell anno. Ascenzio Maesano Sindaco di Aci Catena IL PRESEPE DELLA FARMACIA CIPRIANI Buone Feste Ai lettori, agli sponsor e ai nostri collaboratori

7 A K IS Lunedì 24 Dicembre Il Volley Acicatena espugna l ostico campo del Volley Acireale. UN PICCOLO GESTO FA GRANDE UN BAMBINO L Archigen Pallanuoto Acicastello, che da sempre è stata un punto di riferimento nell ambiente sportivo regionale e nazionale, negli ultimi anni, di pari passo con il raggiungimento di risultati tecnici sempre più prestigiosi, si è distinta nel promuovere manifestazioni, iniziative rivolte al sociale. In occasione delle ultime festività pasquali, la Pallanuoto Acicastello ha lanciato la proposta di una raccolta fondi per sostenere il CO.P.E., organismo di volontariato non governativo, nato a Catania nel 1983 con l intento di promuovere il progresso materiale, sociale, culturale e morale delle comunità dei paesi emergenti. Uno dei primi grandi risultati che ha raggiunto questa associazione di volontariato, di ispirazione cristiana, è stato nel 2004 la nascita nel villaggio di Nyoholo in Tanzania di un centro che si occupa di 20 bambini, alcuni di essi afflitti da AIDS, denominato nella lingua locale Sisi Ni Kesho, che significa Noi siamo il futuro. L iniziativa Un piccolo gesto fa grande un bambino promossa dalla Pallanuoto Acicastello ha avuto un grande successo, con circa U PANZARUCCUTU Grande impresa del Liberamente Acicatena che espugna il difficile campo acese nel primo derby della stagione pallavolistica di serie D femminile girone D e porta a casa 3 punti d'oro. Le catenote tornano alla vittoria per 3-1 sulla Pallavolo Acireale giocando sul parquet del Liceo Scientifico acese in una partita importante anche per la classifica, che vede così, le ragazze di Mister Franco Pennisi da sole al terzo posto. La partita era molto sentita da entrambe le squadre, ed il folto pubblico presente in palestra ha assistito ad un incontro combattuto fino alla fine. L incontro non inizia nel migliore dei modi per le catenote, che subivano nel primo parziale ( perso col punteggio di ) le acesi a causa dell emozione provocata da un derby acceso sin dall inizio. Il 2 set inizia con un cambio tattico dettato da mister Franco Pennisi che cambia di ruolo la centrale Luisa Condorelli inserendola di mano in modo da avere più palloni da giocare, ed è tutta un altra partita. Il 2 set è vinto dal sestetto catenoto per constatando la duttilità di Condorelli, la migliore in campo, nel giocare in qualsiasi ruolo. Vincono anche il 3 set per e il 4 col punteggio di Da considerare l'ottima prova dell'altra centrale Mery Pulvirenti ritornata ai suoi livelli dopo qualche partita giocata non bene; dell opposto Vale Quattrocchi che continua a dare prova del suo carattere non mollando mai e della schiacciatrice Sara Grasso che ultimamente continua a crescere sia in difesa che in attacco, offrendo il proprio contributo alla vittoria della partita. "E' stata bellissimo vincere il derby ad Acireale - ha dichiarato al termine dell'incontro mister Pennisi - le ragazze sono state fantastiche, il merito della vittoria è solo loro. E' stata una partita complicata tatticamente, giocata ben al di sotto del nostro potenziale, ma torniamo a casa con 3 punti importantissimi in un girone equilibrato dove non ci sono squadre a punteggio pieno. Sono molto soddisfatto delle ragazze e penso che continuando così potremmo arrivare molto in alto " Una bella realtà quella della pallavolo femminile catenota, che smaltita l euforia per la meritata vittoria, si metterà subito a lavoro non lesinando risorse per preparare la prossima partita di campionato. Appuntamento quindi alla palestra comunale di Acicatena in via Europa alle ore 17 per tifare tutti assieme Liberamente Acicatena. Angelo Battiato 130 sottoscrizioni da parte dei cittadini castellesi e 1000 euro devoluti al CO.P.E. al fine di provvedere all acquisto di materiale didattico e sanitario. Un contributo importante nell ambito dei vari progetti portati avanti dal CO.P.E., organismo riconosciuto dal Ministero Affari Esteri, come programmi d insegnamento, istruzione professionale, artigianale ed artistica. La comunità castellese è stata sensibile a problematiche così attuali, come la lotta all AIDS e la tutela dei bambini ed ha contribuito con grande generosità alla raccolta fondi patrocinata dalla Pallanuoto Acicastello. Le foto che ritraggono i giovani della Casa dei bambini con le magliette della squadra gialloblù confermano che la scelta fatta dalla società castellese verso i valori della solidarietà e Il Pranzo di Natale Aperitivo dello Chef a base di succo d arancia e spumante siciliano Ostriche e Yogurt all ananas e cozze gratinate al forno Sviste o non sviste 16 Acireale: Ancora una volta torniamo a parlare dei lavori che stanno riguardando la nuova pavimentazione dei marciapiedi di corso Umberto. Nel numero 134 avevamo segnalato la mancata rimozione di quel che restava di un apparecchiatura adibita al rilascio dei taglianti di parcheggio. Con piacere adesso riferiamo che, notata la svista, l inutile apparecchiatura è stata finalmente tolta. Ma se da un lato (del marciapiedi) si provvede ad eliminare quello che non serve più, dall altro lato (del marciapiedi) si continuano a fare dei vistosi errori (orrori), cioè si lascia nel bel mezzo del marciapiedi un palo della segnaletica (foto) che, come abbiamo avuto modo di dire in un altro intervento per un altro palo, dovrebbero essere spostati tutti a muro, in modo da risultare meno invadenti e dare un tocco di pulizia in quello che viene considerato il salotto della città. Ma purtroppo non finisce qui. Notiamo infatti che non solo si sta lasciando il palo che vediamo nella foto in questa posizione, ma anche un altro che si trova poco distante non è stato spostato, inoltre si sta lasciando al suo posto la bacheca che veniva utilizzata per esporre le locandine dei film dell ex cine-teatro Sa.Ba (chiuso ormai da anni). Insomma si va avanti con i suddetti lavori senza pensare che nell occasione si potevano sistemare alcune cosette che certamente non vanno bene, come ad esempio queste. P.S. Ancora una nota positiva, invece, per quanto riguarda l illuminazione della Cattedrale, la quale finalmente è stata ulteriormente potenziata con la collocazione di un potente faro che ne illumina la facciata. Per completare l opera occorrerebbe un ultimo sforzo: illuminare la cupola che sta Giuseppe Bella dietro i due campanili. della vicinanza verso i piccoli, i più deboli, è quella vincente. Per questo motivo l Archigen Pallanuoto Acicastello continuerà ad essere impegnata non solo in vasca ma anche in azioni e iniziative di legalità e di sostegno presso l opinione pubblica di quegli organismi come il CO.P.E. che si occupano dei problemi del terzo mondo perché, come recita la Dichiarazione Universale dei diritti dell uomo nel primo articolo, tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti, sono dotati di ragione, di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Giuseppe Bonaccorso Pennette al salmone e zucchine Fusilli con salsiccia e radicchio Sogliole alla mugnaia e kiwi Sorbetto al Limone Involtini di carne alla messinese e carciofi gratinati Panettone e Spumante Vini Bianchi e/o Rossi dalla Cantina Gambino RADIO ETNA ESPRESSO La foto simpatica CONSEGNA DIPLOMI DI BENEMERENZA Una serata all insegna di sentimenti forti quali lo spirito di solidarietà e di fraternità nei confronti del prossimo, in particolare della Settimana di chi soffre. Da sempre in linea con questi valori essenziali, nel servizio disinteressato nei confronti della comunità, il Gruppo Fratres di Acicastello ha voluto ringraziare tutti coloro che da diversi anni sostengono le iniziative dell associazione con Marcello Muscuso conferendo loro dei diplomi di benemerenza come segno di riconoscimento per aver superato le dieci donazioni di sangue. E una storia che parte da lontano quella della Fratres di Acicastello che nei suoi 31 anni di presenza attiva all interno della comunità castellese ha attraversato momenti di luci e ombre, continuando però ad esser sempre fedele ai suoi principi. Dal 20 marzo del 1976, data della sua affiliazione, lo storico presidente Santo Leonardi ha messo tutto il suo impegno affinché il Gruppo Fratres diventasse una solida realtà del territorio castellese. Così oggi, dopo la sua scomparsa avvenuta l anno scorso, il nuovo presidente Carmelo Seminara continua con grande determinazione l attività del gruppo Fratres organizzando con maggiore periodicità raccolte di sangue e cercando di sensibilizzare e avvicinare le persone alla donazione. Sabato 1 dicembre il presidente Seminare ha dunque consegnato diplomi di benemerenza a 33 donatori residenti nel Comune di Acicastello, sottolineando l importanza di questo riconoscimento che deve essere nel contempo un invito a proseguire in questo gesto di solidarietà attraverso la donazione del sangue. Alla serata erano presenti anche il presidente della Misericordia, Marina Leonardi, e alcuni rappresentanti della Fratres, come il presidente regionale Rosaria Falzone e il presidente provinciale Giuseppe Faraci. La donazione del sangue è importante perchè non c'è l'autosufficienza nel nostro territorio, ha affermato il presidente regionale Falzone, vedo però che la gente percepisce la donazione come un evento traumatico e occasionale, invece la mia esperienza insegna che il sangue serve soprattutto per i talassemici che hanno bisogno di trasfusioni periodiche.. E' importante, ha sottolineato il sindaco Raimondo, che entri nel cuore della gente la donazione, è un atto grande perchè ci spogliamo di egoismo e protagonismo e doniamo agli altri una goccia di sangue. Non costa nulla ma è così tanto importante per gli altri. Io da anni dono il sangue e mi dà tanta felicità. Spero che la gente si sensibilizzi, voglio dedicare uno spazio, come simbolo della donazione, proprio a Santo Leonardi, che è stato il precursore di questo grande atto di generosità. Intanto con l ultima raccolta sangue dell anno 2007, svoltasi domenica 9 dicembre davanti la Chiesa di San Mauro, il Gruppo Fratres ha ottenuto un importante risultato superando l obiettivo delle 150 sacche. Un traguardo speciale, auspicato fin da inizio anno dal presidente Seminara, a testimoniare l impegno e l opera di una associazione di volontariato sempre disponibile ai problemi ed ai bisogni dei cittadini del nostro territorio. G.B. AK AKIS: Anno III, numero 41 del 24 Dicembre 2007, in vendita a Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania GIORNALE Sede e Redazione Akis: via M. di Casalotto Aci S.Antonio - Tel.- Fax e.mail: - Site: DEL TERRITORIO Tipografia-Litografia: ITALGRAFICA - via F. Guglielmino, 40/A - ACICATENA (CT) - Tel Distribuzione e arretrati: ISIL DELLE ACI Elaborazione grafica, fotomontaggi e impaginazione: MP Graphic di Maurizio Pagano - Tel Pubblicità e Redazionali:

8 8 Lunedì 24 dicembre 2007 AKIS La libreria di AKIS Continua dal numero scorso Non mancavano ottimi parroci e sacerdoti, ancorati ad una persistente tradizione culturale, che mal comprendevano questi giovani che, seguendo la legge scout (punto 4), si dichiaravano "amici di tutti e fratelli di ogni altro scout", "quale che sia il Paese. la classe sociale e la confessione religiosa cui l'altro appartiene" CBaden-Powell, Scoutismo per ragazzi): fratello persino di "scismatici", di "eretici" C come allora si diceva),... di non cristiani...? Il Concilio V aticano II era di là da venire e non era stata ancora promulgata la Unitatis redintegratio (1964) né la Nostra aetate (1965)! Non tutti sapevano che Baden Powell, figlio di un pastore protestante, era spirito profondamente cristiano, pur rimanendo aperto a tutte le confessioni religiose, in una visione moderna, nella quale la religione scaturisce da una convinzione interiore e va vissuta giorno per giorno, che sembra anticipare la Dignitatis humanae del Concilio Vaticano II, nel cui ambito lo scoutismo cattolico trae la sua linfa dalla propria fede. Ma sin d'allora avevamo dalla nostra l'illuminato vescovo della diocesi, l'indimenticabile mons. Salvatore Russo, che in una "Esortazione al Clero" pubblicata sul "Bollettino Diocesano" dell' aprile-maggio 1945, rintracciata dagli infaticabili curatori, disponeva che "almeno nei centri più importanti" venissero istituite "le associazioni... degli Esploratori". Il volume che presentiamo contiene i ricordi del primo trentelidio, quello della fondazione e della piena affermazione dell'acireale lo, che, col prestigio raggiunto in campo nazionale, ha dato allo scoutismo un assistente regionale Cmons. Catania) ed un capo, quale Pippo Scudero, eletto dal Consiglio Generale dell' AGESCI nel 1996 CP. Scudiero, "Ho conosciuto il capo scout"). Dopo una importante raccolta documentaria, in una scansione per decenni vengono descritte la storia interna e le manifestazioni del Gruppo nel decennio, sia in sede, sia attraverso le escursioni ed i vari campi mobili, in Italia ed all' estero, gli interventi nelle calamità che halido afflitto la nostra Italia, cui segue la documentazione delle manifestazioni degne di rilievo. Ampi affreschi del primo decennio ( ) sono negli scritti di Saro Russo "Agli albori dello Scoutismo ad Acireale " e di Franco Cortegiani, "In giro per Italia ed Europa ( )", in cui sono descritti l'origine, lo sviluppo e le attività, sin dal primo campo di Fondachello, che porteranno alla presentazione ufficiale del Movimento, ormai solidamente radicato, alla cittadinanza, in una grande manifestazione al Belvedere; nello stesso anno il primo raduno nazionale, a Roma, con la marcia lungo l'appia antica fino a Castel Gandolfo, per l'incontro con Pio XII e, due anni dopo, nel 1948, il campo a Malta, che per la prima volta consentiva di confrontarsi con altri popoli e con altre culture. Malta è, ormai, una meta "dietro l'angolo", raggiungibile da Catania in quarantacinque minuti di volo ed in un'ora e mezza di aliscafo da Pozzallo, basta la sola carta d'identità; ma allora, nel dopoguerra, ci si imbarcava a Siracusa, su navi che non si presentavano appena uscite dal cantiere navale; era necessario munirsi di passaporto e del visto che le autorità inglesi, le quali dominavano ancora sull'isola, non concedevano volentieri agli italiani, memori forse della canzone che, rivendicando Tunisi, "nostra, sponde, monti e mar", proclamava "Malta, baluardo di italianità"; a La Valletta ogni discorso da pronunciarsi doveva essere sottoposto al visto della censura. Ma l'accoglienza degli scouts malte si fu entusiasta ed il viaggio un enorme successo, come documentano i fogli del Times of Malta del 7 e dello agosto 1948, e La Sicilia del IO settembre, fortunosamente e fortunatamente rintracciati dai curatori; la visita, con altrettanto entusiasmo, di lì a poco, ricambiata. Nel corso del trentennio a Malta si ritornerà ancora nel 1959, nel 1965 (AGI) e nel Inframmezzati agli incontri fraterni non mancheranno episodi gustosi, come allorché, nel corso di quest'ultimo viaggio, due rovers (che credo di intravedere fra i presenti e che per dovere di privacy non nomino;... chi ne abbia vaghezza potrà trovare i nomi nel volume!) si arrovellavano per far capire che si era rotto quello che allora veniva denominato "primus", dal nome della ditta che lo produceva e sul quale contavano per assicurarsi un pasto, tra "excuse me", "jìre... far foodn e "kaputt" da un lato e "please!?", "J do not understand' dall'altro; la salvezza arriva con la domanda che desolatamente si pongono "ma possibili ca 'nta stu paisi non canusciunu a spiritera?", la quale apre un largo sorriso sul volto dell'interlocutrice: "00.oh, yes,... spiritera!" ("Il campo mobile dei rovers a Malta, ovvero: storia di una spiritera n, di Saro Scuderi). Sin dall' inizio gli scouts sono sempre presenti ove urge il bisogno ed il terremoto di Linera del 1952 (come, nel 1968, quello più devastante della Valle del Belice) li vede pronti a portare il proprio aiuto, nello spirito di servizio che li contraddistingue: ne danno atto i mass-media ed in particolare La Sicilia (del 4 aprile 1952). Il secondo decennio ( ) è quello del Jamboree - il grande raduno in cui periodicamente si incontrano gli scouts di tutto il mondo - in Canada, del 1955 (l'8 ), e del Jamboree del Giubileo nel magnifico parco naturale di Sutton Coldfield, al centro della Gran Bretagna, due anni dopo, entrambi descritti da Mario Murabito, della "Celebrazione del 50 dello Scoutismo", del Centenario dell'unità d'italia, e del XXV di sacerdozio di mons. Catania. La maturità e la rilevanza raggiunte dallo scoutismo acese trovano il loro riconoscimento nell'organizzazione del 5 Campo Regionale Esploratori a Linguaglossa ("5 Campo regionale esploratori a Linguaglossa", auspice il dinamico don Biagio, divenuto, frattanto, assistente regionale, nel 1964, descrittoci da Nino Leotta. Un avvenimento - che definirei "speciale" per la nostra Acireale - maturava alla fine del decennio. Nel 1964 don Biagio "ritiene maturi i tempi perché anche le ragazze potessero far parte del mondo scout": nasce l' A.G.!. - Associazione Guide Italiane, su impulso di Tecla Catania e di lolanda Pettinato che nell'estate avevano frequentato un campo scuola a Villa Torlonia a Roma, e le prime guide del reparto S. Agnese pronunciano la solenne promessa nei locali del cinema Maugeri, non senza qualche timore da parte delle madri: "mi raccumannu Padre Catania!". La sede sempre a S. Sebastiano, ma curando che le riunioni di reparto e di squadriglia si tengano in giorni differenti da quelle dei ragazzi, "per non fare confusione": brillantemente lo ricorda Mariella Rossi, fra le prime aderenti ("1964 -Nasce l'agi ad Acireale"). Segue 3 Gaetano Nicastro Nefelia e la profezia di Diana Nei locali del Chiostro ex Istituto Gulli e Pennisi si è svolta la presentazione del libro Nefelia e la profezia di Diana. Davanti ad un folto pubblico e con un atmosfera affascinante il giovanissimo autore Luz Fragalà ha presentato la prima opera della sua trilogia, Nato nel 1988, maturità classica nel 2006, Santo Fragalà studia veterinaria alla facoltà di medicina di Messina. Sin da bambino la sua fantasia lo ha condotto alla composizione di storie fantastiche, ambientate in terre popolate da strane creature leggendarie. L autore, durante la serata, ha voluto precisare che il libro è stato scritto con carta e penna per poter interagire con la storia stessa. Quest opera è indirizzata soprattutto ad un utenza giovane, essendo un genere fantasy, ma l autore non ha nascosto che sarebbe opportuno che lo leggessero anche gli adulti per poter tornare bambini e rivivere le sensazioni di un mondo magico per poi interagire con quello reale, cercando di migliorarlo. In questo, credo, che l autore sia stato abbastanza chiaro; infatti, il suo libro tende a ritornare al passato, alle radici ed ai valori di un tempo, come l amore verso i genitori e la famiglia, che, secondo lui, sono stati offuscati da una fitta nebbia ( nefelia in greco), che potrebbe essere stata causata dalla tecnologia o dal consumismo moderno. Inoltre il libro invoglia il lettore a credere di più in se stesso e ad esaltare le proprie qualità. Entrando nell atmosfera magica di Nefelia il lettore sarà trascinato da nani, fate, gnomi, centauri, fauni, satiri e folletti, creature di Dio e da altre creature senza spirito, come arpie, banshee e sirene, nate dalle faville lanciate da Lucifero allorquando venne cacciato dal Paradiso, rifugiatesi nelle viscere della terra. Le creature disobbedienti furono chiamate uomini ed ebbero una vita piena di sofferenze, quelle che continuarono sulla retta via furono chiamate elfi e a loro fu data in dono la pratica della magia. Dall unione di quest ultimi nacque la razza dei mezz elfi, creature capaci di preferire al male degli uomini il bene degli elfi. Lucifero, dopo aver rinforzato il suo regno, contrastò ancora Dio e interruppe l equilibrio fra tutte le creature divine; inoltre rese gli uomini crudeli e meschini, istigandoli a combattere contro il popolo magico e i loro stessi simili. Quindi Dio concesse ai suoi popoli una terra promesse: Nefelia, il regno della magia. In seguito furono strette delle alleanze fra questi popoli, ma non tutti le rispettarono La rinascita di un demone, l avventura di cinque ragazzi, che saranno vincolati dalla profezia su cui si basa la salvezza dei maghetti e del genere umano, condurranno il lettore alla scoperta di incredibili storie, seguendo Luz nella fitta Nefelia di misteri. Alla presentazione di Acireale era presente la prof.ssa Nives Leonardi, assessore alla Cultura del Comune. Il libro è stato, poi, presentato l indomani ad Aci S.Antonio. ph Nuccia Leotta Giuseppe Finocchiaro SOGNI Meteore elettrizzanti nuvole cerulee profumanti il sorriso. Sedentarie illusioni scavate nella memoria decollanti il presente. Alimentatori del sorriso. Scroscianti sinfonie inarrestabilmente caotiche. Piogge simulanti rinascite. Asfissianti rimorsi sommersi dall apatico presente, colmo di ripetute preoccupazioni prive d emozioni! Maria Grazia Falsone Personale di Michele Pennisi Molto partecipata da un foltissimo pubblico di visitatori si è tenuta nell antisala consiliare del Palazzo di Città la personale fotografica di Michele Pennisi. Dopo molte ricerche di cartoline e foto di Acireale datate fine Ottocento e primi del Novecento, l autore ha voluto fare rivivere in queste immagini (trasportate anche in un libro fotografico) luoghi trasformati dal tempo, attraverso la rielaborazione delle stampe con una grafica a sfumatura pittorica che sottolinea la nostalgia del passato. Siamo proprio diversi l uno dall altro Ogni individuo possiede caratteristiche uniche e tipiche come altezza, peso, postura, quantità di peli, forma del naso, tratti somatici e perfino anche il modo di pensare. Alcune caratteristiche come ad esempio, il colore degli occhi ed i tratti fisiognomici sono presenti anche in altri soggetti della stessa famiglia, mentre altre caratteristiche come la colonna vertebrale e le ghiandole mammarie, sono in comuni con altre specie della classe dei mammiferi. Tutti questi caratteri sono trasmessi biologicamente, di generazione in generazione, attraverso specifiche unità d informazioni, definite geni, costituiti da specifici tratti di DNA; si tratta quindi di caratteri ereditari. I geni contengono perciò tutte le istruzioni per sintetizzare proteine, enzimi, assemblare cellule, formare tessuti e organi per comporre infine l organismo completo nella sua integrità biologica. Quindi i geni vengono trasmessi dai genitori ai figli durante la riproduzione all atto della fecondazione. Nell uomo esistono circa geni, ognuno dei quali contiene centinaia, migliaia o addirittura milioni di nucleotidi legati in modo lineare complessamente avvolti a costituire la cromatina nucleare. All interno del nucleo di ogni nostra cellula vi sono circa 3 miliardi e 200 milioni di nucleotidi. Tuttavia ognuno di noi rispetto ad un altro individuo differisce per almeno tre milioni di questi nucleotidi. Sono proprio queste differenze a rendere ciascuno di noi diverso da un altro soggetto ed inoltre a rischio di contrarre una determinata malattia i cui sintomi possono insorgere in epoca infantile, giovanile o senile, oppure di essere protetto rispetto ad una data patologia. Ricordiamo che i geni sono apportatori di vita ma anche di malattie! Quantunque la natura chimica dei geni sia stata definita soltanto tra il 1930 e 1940, l esistenza dei essi e dei vari modi con cui vengono trasmessi alla discendenza è si deve straordinaria all intuizione dell abate Gregorio Mendel che risale al lontano ed allora non esisteva di certo la biologia molecolare. Il genoma di un individuo si può assimilare ad un manuale di istruzioni ed ciascun gene costituisce una o più istruzioni. Ognuno di noi possiede una copia di questo manuale molecolare in ciascuna delle cellule che in numero di trilioni, ossia milioni di bilioni (ove un bilione equivale a 1000 miliardi), compongono il nostro corpo organismo. Il genoma umano con i suoi geni sono organizzati nella cellula in 23 molecole differenti denominati cromosomi, ognuno dei quali può contenere diverse migliaia di geni. L informazione genetica varia da individuo a individuo in conseguenza di tre fattori che intervengono nella formazione dell uovo o dello spermatozoo: il primo, il numero dei diversi tipi di gameti (uovo o spermatozoo) possibili in ogni individuo, che ammontano a ; il secondo, il numero di varianti di DNA chiamate tecnicamente microsatelliti e che i carabinieri del RIS conoscono bene; e il terzo, il numero d interscambi che avviene tra i cromosomi materni e paterni chiamato crossino-over che avviene durante la formazione dei gameti che porta a delle differenze del figlio rispetto ai genitori ha il naso del padre e gli occhi della madre. Ne segue che il numero effettivo di combinazioni di geni diventa così elevato da superare qualsiasi ampiezza immaginabile di popolazione. Ogni individuo, quindi, ha un proprio genotipo, cioè una propria esclusiva costituzione genetica, diversa da quella di ogni altro, ovviamente con l eccezione dei gemelli monozigoti. Pertanto è praticamente nulla la possibilità che una stessa combinazione sia trasmessa in due gravidanze successive. Ammettendo che si verifichi un solo crossing-over per cromosoma e che nei genitori circa il 10% dei geni presenta una variazione, il numero delle combinazioni zigotiche sarebbe superiore a 6 X 1043, numero che è di gran lunga più elevato rispetto al numero di tutte le persone vissute fino ad oggi sulla terra! Ecco perché ogni persona è diversa da un altra ed ecco perché la prova del DNA inchioda il colpevole. Siamo veramente diversi l uno dall altro ed il casino che esiste al parlamento ne è un chiaro esempio! Ma meglio tutti diversi che tutti uguali. Giovanni Tringali, direttore scientifico dell I.R.M.A. Antonio Nicoloso ci ha lasciati Il 24 settembre del 1974 si era calato dentro il Cratere Centrale Lo scorso sabato 15 dicembre, si sono svolti i funerali di Antonio Nicoloso esperta guida e profondo conoscitore dell Etna. Chi ha frequentato il vulcano negli ultimi 40 anni ha certamente sentito parlare di questo personaggio ed in molti l hanno conosciuto ed apprezzato per le sue grandi dote umane. Il personaggio Nicoloso è entrato nella cronaca per un evento straordinario che lo ha reso famoso in tutto il mondo: il 24 settembre 1974 si calò per 200 metri nella voragine del Cratere Centrale dell Etna. Di questa temeraria impresa ne parlarono i giornali di tutto il mondo. La sua vita è stata una continua simbiosi con l Etna rinsaldata nei momenti in cui il vulcano tuonava a faceva sentire la sua energia alle genti dell Etna ed ai turisti che per tanti anni hanno trovato in lui ottima e sicura giuda. Per tanti anni ha calpestato il tefra delle parti sommitali dei crateri ed il binomio Nicoloso-Etna era un binomio inscindibile da tempo entrato nella consuetudine dei frequentatori e degli appassionati. Quello che è stato inconsueto fu la discesa all interno delle viscere della grande voragine Aiutato dalla corda mi calo per i duecento metri che separano la superficie dalla piattaforma in fondo al cratere e, arrivato lì, comincio la mia passeggiata in un paesaggio verdognolo e crepato d ogni parte, tra le bianche fumarole, infossando nella cenere fino alle caviglie, verso la bocca che vomita fuoco e fiamme. Ma, a una trentina di metri da essa, accade una violenta esplosione, si sprigiona tra i fragori una colonna di fumo e sabbia nera, da sopra pensano che io sia morto e cercano di recuperarmi tirandomi con la corda di sicurezza. Mi tirano su un paio di metri e faccio segno di lasciarmi andare. Tra il fumo e i gas acidi e solforosi, i miei occhi gonfi non sono più in grado di vedere niente. Tento di dirigermi verso la bocca che dista una trentina di metri, ma sono costretto a fermarmi e tornare sui miei passi, sono entrato in una sacca di gas velenosi, mi getto giù strisciando perché i gas salgono verso l alto. Malgrado lo scafandro, però, i gas entrano lo stesso. Non ho più fiato, sono sfasato, stordito rassegnato a morire. Poi d istinto mi riprendo un pochino, recupero e, sempre faccia in giù, tento di strisciare verso la parete dalla quale pende la scala a pioli. Arrivo ad afferrare la scala, mi aggrappo, comincio a salire qualche piolo. È un inferno, la scala si gira e rigira su se stessa continuamente, ogni volta urto contro la parete, continuano a sprigionarsi i gas. L operatore marziano in superficie sviene. Continuo la risalita: cinquanta metri, cento metri, centocinquanta. Sono allo stremo, senza ossigeno. A una quarantina di metri dall arrivo sto per lasciarmi andare e ripiombare giù. Vistomi in difficoltà, alcune guide si vestono, scendono e riescono a trascinarmi in superficie. Ma prima di riemergere ho già ripreso il mio sangue freddo, mi rianimo, esco fuori con un sorriso". Antonio ci ha lasciato in punta di piedi in una gelida serata di dicembre in cui il termometro a Nicolosi segnava zero gradi, senza clamore e senza telecamere. Addio Antonio, gli amici ti vogliono ricordare con quel sorriso. Sull Etna hai cercato i confini dell anima ed ora ogni cosa sull Etna parla di te. Giovanni Tringali

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