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1 908 Lonely Planet Publications Papua Persino in un paese dove l avventura è di casa come l Indonesia esiste un ultima frontiera: si chiama Papua e occupa metà della seconda isola più grande del mondo, la Nuova Guinea. Si tratta di un mondo ancora molto legato alle tradizioni, dove la modernità penetra a fatica, dove c è chi compra il cibo al supermercato e chi se lo procura usando l arco e le frecce e dove s incontrano donne che indossano il jilbab e altre che sfoggiano gonnellini hawaiani. Sotto molti punti di vista, Papua è un paese a sé, così come piacerebbe ai, i quali hanno origini assai diverse dai loro connazionali. Fino a un paio di decenni fa esistevano ancora tribù di cacciatori di teste e le sanguinose guerre tra villaggi erano eventi tutt altro che infrequenti. In seguito alla predicazione dei missionari e all intervento dell amministrazione olandese prima e indonesiana poi, questi fatti sono oggi ormai un ricordo. Oggi, un viaggio tra gli altopiani di Papua lascia ancora attoniti, ma per motivi meno foschi, come il fascino dei popoli che li abitano, la resistenza alla modernità e lo splendore dei paesaggi. Un impressione non minore sono destinate a suscitare le sue spiagge e le sue isole, così come la vita marina delle barriere coralline. La biodiversità delle acque che circondano le isole Raja Ampat è così stupefacente da lasciare a corto di superlativi sia i biologi sia gli appassionati di immersioni. Una vacanza a Papua rappresenta indubbiamente una sfida, ma tutto si trasforma in avventura e chi decida di affrontare questi luoghi verrà ripagato da quel mix di trepidazione e di entusiasmo che solo i viaggi davvero indimenticabili sanno garantire. da non perdere Un trekking tra i monti, le capanne con i tetti di paglia e la cultura unica dei popoli stanziati nella Valle del Baliem (p944) Le immersioni subacquee e lo snorkelling nelle acque delle Isole Raja Ampat (p920) Un viaggio alla scoperta delle spiagge immacolate e dei cordiali abitanti di Pulau Biak (p937) Un uscita su una longboat sul magnifico Danau Sentani (p936) e una visita ai villaggi situati lungo le sue sponde. Il Parco Nazionale del Wasur (p960) per ammirare una flora e una fauna simili a quelle dell Australia e andare alla scoperta della cultura delle popolazioni della pianura. POPOLAZIONE: 2,8 MILIONI SUPERFICIE: KMQ CIMA PIÙ ELEVATA: CARSTENSAZ (PUNCAK JAVA; 5030 M)

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3 910 lonelyplanet.com storia Si ritiene che le prime tracce di presenza umana a Papua risalgano a un periodo compreso tra e anni fa, anche se i contatti con il resto del mondo restarono quasi nulli sino alla metà del XX secolo. Il dominio olandese Nel 1660 gli olandesi riconobbero la sovranità del sultano di Tidore sulla Nuova Guinea in base agli occasionali tributi che questi riceveva da alcuni popoli stanziati sulle coste dell isola. Dal momento che Tidore era sotto la tutela degli olandesi, costoro ebbero buon gioco nel sostenere che l intera isola fosse un loro possedimento. Nel 1828 gli olandesi stabilirono una prima colonia a Lobo, sul Teluk Triton (nei pressi di Kaimana), per abbandonarla appena dieci anni più tardi. Sul finire del XIX secolo tre potenze coloniali si accordarono per spartirsi il territorio della Nuova Guinea: l Olanda ottenne tutta la metà occidentale (corrispondente al territorio dell attuale Papua), mentre la Gran Bretagna e la Germania ebbero rispettivamente il quadrante sud-orientale e quello nord-orientale (l attuale Papua Nuova Guinea). Nel 1898 gli olandesi aprirono le loro prime sedi amministrative a Fak-Fak e a Manokwari. Fatta eccezione per la creazione di qualche piccolo insediamento e per una modesta attività missionaria, l interesse olandese verso Papua restò pressoché nullo sino allo scoppio della seconda guerra mondiale. La seconda guerra mondiale Nel 1942 i giapponesi s impadronirono dell intera Nuova Guinea a eccezione della parte meridionale. La controffensiva alleata, guidata dal generale americano Douglas Mac- Arthur, ebbe inizio nel 1944 con la riconquista di Hollandia (Jayapura) nel corso della più grande operazione anfibia nel Pacifico sud-occidentale, che vide impegnati ben soldati. La resistenza giapponese fu comunque accanita e i combattimenti risultarono particolarmente sanguinosi nella zona di Sarmi e a Pulau Biak. L occupazione indonesiana Quando nel 1949 abbandonò le Indie Orientali Olandesi (destinate a dar vita all Indonesia indipendente), l Olanda pretese di conservare il possesso della propria porzione di Nuova Guinea, sostenendo la totale estraneità di quel territorio rispetto al resto dell ex colonia. Le trattative tra gli olandesi e gli indonesiani si conclusero con un nulla di fatto e il governo dell Aia iniziò a incoraggiare il nazionalismo no costruendo scuole e università per fornire alla popolazione la necessaria formazione professionale e burocratica in vista dell autogoverno. Nel 1961 venne eletto il Consiglio della Nuova Guinea, a maggioranza, allo scopo di tracciare il cammino verso l indipendenza, prevista intorno al Nel frattempo il presidente indonesiano Sukarno, sostenuto dall Unione Sovietica, stava preparando un colpo di mano. Nel corso del 1962 alcuni contingenti di marines e di paracadutisti indonesiani cercarono di infiltrarsi a più riprese sull isola per preparare un invasione terrestre, venendo a loro volta attaccati dalla popolazione locale, che consegnava i prigionieri agli olandesi. In quel periodo gli Stati Uniti si resero conto di quanto sarebbe stata rischiosa a livello d immagine la sconfitta di un proprio alleato da parte di un regime filosovietico. In seguito alle pressioni americane, il 15 agosto del 1962 gli olandesi furono costretti a siglare gli Accordi di New York, in base ai quali a partire dal 1 maggio del 1963 Papua divenne la ventiseiesima provincia indonesiana. In base agli accordi, alla popolazione na sarebbe stato riconosciuto il diritto di approvare o di respingere la sovranità indonesiana con un referendum che si sarebbe dovuto tenere entro sei anni sotto l egida dell ONU. Il dominio indonesiano risultò sgradito fin dal principio ai. La prima rivolta di un certo peso venne scatenata nel 1965 nei pressi di Manokwari dagli arfak, una tribù degli altopiani, e sancì la nascita del Movimento di Liberazione di Papua (Organisasi Papua Merdeka; OPM), un organizzazione guerrigliera tuttora in attività. Papua all epoca di Suharto In seguito a una serie di gravi disordini e a una sanguinosa repressione militare che causò migliaia di vittime, nel 1969 l Indonesia decise che il previsto voto sulla sovranità sarebbe stato limitato a poco più di mille rappresentanti del popolo di Papua. I prescelti vennero convinti con esplicite minacce a non contrastare il volere indonesiano, in quello che passò alla storia con l eufemistico nome di Atto di Libera Scelta.

4 lonelyplanetitalia.it 911 un destino nel nome Quando all inizio del XVI secolo i portoghesi incrociarono sulle loro rotte commerciali la Nuova Guinea e battezzarono le isole circostanti con il nome di Ilhas dos Papuas (isole dei capelli crespi), dal termine malese papuwah. Nel 1545 i marinai spagnoli coniarono il nome Nuova Guinea, mentre gli olandesi chiamarono Nuova Guinea Olandese la parte occidentale dell isola che entrò a far parte dei loro possedimenti coloniali. Negli anni 50 e 60, quando questa regione si stava preparando a ottenere l indipendenza, i leader locali scelsero come nome della loro futura nazione Papua Occidentale. Nel 1962 l annessione all Indonesia portò con sé anche il nome scelto da Sukarno Irian Barat (Irian Occidentale), un espressione biak utilizzata per indicare la Nuova Guinea che significa paese caldo che sorge dal mare. Nel 1973 il nome Irian Barat venne trasformato in Irian Jaya (Irian Vittorioso). Per molti, la parola Irian simboleggia l indesiderata dominazione indonesiana e i nazionalisti più accesi continuano a chiamare la loro terra Papua Occidentale. Nel tentativo di assecondarne i sentimenti, nel 2000 il presidente riformista indonesiano Abdurrahman Wahid ribattezzò la regione Papua. Appena tre anni più tardi, Megawati Sukarnoputri sembrò dimenticare i buoni propositi del suo predecessore, annunciando il progetto di dividere la provincia di Papua in tre parti da denominare Irian Jaya Barat (Irian Jaya Occidentale), Irian Jaya Tengah (Irian Jaya Centrale) e Irian Jaya (zona orientale). In seguito a violente proteste, nel 2007 il territorio occidentale divenne autonomo con il nome di Papua Barat (Papua Occidentale). Oggi Papua è formata da una provincia piccola, Papua Barat, e da una molto più grande, ancora denominata Papua. Per quanto riguarda il nome Papua Occidentale, esso continua ad avere un significato solo formale per i funzionari indonesiani e uno molto più profondo per gli indipendentisti. Nel corso dei tre decenni successivi Papua vide un costante afflusso di lavoratori indonesiani la maggior parte dei quali giunse nel corso delle cosiddette transmigrasi supportate a livello centrale ai quali si aggiunsero immigrati spontanei attirati dalle enormi opportunità economiche offerte da questo territorio. Le sporadiche azioni di guerriglia messe in atto dalle forze dell OPM (scarse di numero e dotate di armi quasi primitive) venivano di solito seguite da dure rappresaglie da parte delle forze militari indonesiane, che non escludevano bombardamenti e mitragliamenti a bassa quota di villaggi abitati da civili. Il governo di Jakarta investì poco o nulla nello sviluppo economico e culturale di Papua, limitandosi a trasferire sull isola funzionari e forze di sicurezza e interessandosi solo allo sfruttamento delle risorse naturali come il petrolio, i minerali e il legname pregiato. La Primavera di Papua Il periodo di reformasi (riforme) che fece seguito alla caduta di Suharto indusse molti abitanti di Papua a credere che l indipendenza della loro terra così come quella di Timor Est fosse ormai vicina. Nel giugno del 2000 i 2500 delegati del Congresso del Popolo di Papua si radunarono a Jayapura per dichiarare che Papua non riconosceva più la sovranità indonesiana e affidare a un gruppo ristretto chiamato Presidio del Concilio di Papua il compito di ottenere l appoggio dell ONU per indire un referendum sull indipendenza di Papua. Purtroppo, quella che alcuni giornalisti definirono Primavera di Papua ebbe vita breve. Il secondo semestre del 2000 fu caratterizzato da una presenza sempre più massiccia delle forze di sicurezza indonesiane e da duri attacchi alle dimostrazioni a favore dell indipendenza. Nel novembre del 2001 il leader del Presidio del Concilio di Papua Theys Eluay venne assassinato da alcuni soldati dell esercito indonesiano (per ulteriori informazioni in merito, v. lettura p934). Autonomia e diritti umani Nel novembre del 2001 venne anche approvato uno Statuto di Autonomia Speciale, che voleva essere la risposta di Jakarta al diffuso malcontento degli abitanti dell isola. Il provvedimento principale consisteva nel trattenere a Papua una percentuale di gran lunga maggiore rispetto al passato (tra il 70 e l 80%) del gettito fiscale locale e in investimenti più consistenti nell ambito dell educazione e della salute. In realtà, molti abitanti di Papua respingono il concetto stesso di Autonomia Speciale, a cui preferirebbero la totale indipendenza. Inoltre la messa in

5 912 lonelyplanet.com atto di questi provvedimenti ha provocato numerose critiche, relative in particolare all assenza di benefici concreti e immediati per la popolazione, visto che la maggior parte dei fondi scompare nelle tasche di uno stuolo sempre più folto di burocrati. Nel frattempo le azioni dell OPM non hanno conosciuto soste e le proteste indipendentiste hanno registrato un continuo aumento. A Papua il tema dei diritti umani sembra suscitare meno scalpore rispetto alle altre regioni dell Indonesia, nonostante il gran numero di torture, stupri e omicidi documentato dalle Nazioni Unite, dal Dipartimento di Stato americano e da organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch. Ancora oggi a chi espone la bandiera con il sole del mattino, simbolo dell indipendenza di Papua, vengono regolarmente comminate condanne sino a dieci anni di carcere. Sebbene negli ultimi anni nelle città la qualità della vita sia sensibilmente migliorata, il livello di povertà di Papua continua a essere doppio rispetto alla media nazionale. La percentuale di malati di AIDS è la più alta di tutta l Indonesia ed è in costante crescita. Se la maggior parte degli abitanti di Papua vorrebbe liberarsi dal dominio indonesiano, l indipendenza sembra una possibilità ogni giorno più remota, anche per il fatto che il numero di abitanti non autoctoni ha ormai superato il milione di persone. Clima In linea generale, la stagione più secca è compresa tra maggio e novembre, anche se nel corso dell anno si registrano precipitazioni di diversa intensità. Il periodo compreso tra dicembre e aprile è caratterizzato da una quantità di pioggia doppia rispetto agli altri mesi, fatto che rende gli spostamenti più faticosi e talora poco gradevoli, ma non impossibili. Sorong e le isole Raja Ampat, situate sulla punta occidentale del cosiddetto Vogelkop, rappresentano la classica eccezione alla regola, dal momento che ricevono le precipitazioni maggiori tra aprile e settembre. Solo la parte più meridionale della regione può contare su una vera e propria stagione secca: per esempio, nei mesi compresi tra giugno e ottobre a Marauke cadono meno di 50 mm di pioggia. Le zone meno elevate registrano temperature considerevoli ed elevate percentuali di umidità in tutti i mesi dell anno, mentre in collina e in montagna il clima è più fresco e le notti possono essere molto fredde. natura In considerazione del fatto che la Nuova Guinea è rimasta unita all Australia sino a anni fa, la flora e la fauna terrestri di Papua presentano vistose differenze rispetto al resto dell Indonesia. A Papua vivono infatti marsupiali come il canguro arboricolo, il wallaby, il bandicoot, il cusco, l opossum I Top Five i libri L ultima tribù di Tim Flannery (TEA, Milano 2003) si tratta di una sorta di diario di viaggio scritto da uno studioso di mammiferi che narra le sue ricerche compiute a Papua e a Papua Nuova Guinea, inserendo piacevoli e divertenti osservazioni e affascinanti approfondimenti sulle popolazioni e sull ambiente. Under the Mountain Wall di Peter Matthiessen (1987) questo libro descrive la vita quotidiana dell autore durante il suo soggiorno nel 1961 presso i kurulu stanziati nella Valle del Baliem. The Lost World of Irian Jaya di Robert Mitton (1983) questa raccolta di lettere, diari, cartine e fotografie è stata pubblicata dopo la morte dell autore, avvenuta nel Le sue pagine contengono una critica molto dura alla forzata modernizzazione a cui sono stati costretti i popoli di Papua. Poisoned Arrows di George Monbiot (1989) questo libro narra un interessante viaggio compiuto nelle zone più selvagge di Papua alla scoperta della realtà nascosta della transmigrasi e del movimento di resistenza anti-indonesiana. The Open Cage di Daniel Start (1997) questo libro consente di rivivere l esperienza dell autore come ostaggio del Movimento di Liberazione di Papua, sullo sfondo di un approfondita descrizione del contesto che ha portato alla situazione attuale.

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