D LE INTERAZIONI TRA IL SISTEMA TERRITORIALE E QUELLO NATURALE ED AMBIENTALE

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1 D LE INTERAZIONI TRA IL SISTEMA TERRITORIALE E QUELLO NATURALE ED AMBIENTALE

2 D.1 LE RETI IDRICHE E GLI SPANDIMENTI SUL SUOLO AGRICOLO D.1.1 IL SISTEMA ACQUEDOTTISTICO Introduzione ed inquadramento generale Il territorio della provincia di Bologna è dotato di una elevata infrastrutturazione acquedottistica che permette la quasi completa copertura dei fabbisogni. L efficienza e l estensione delle reti acquedottistiche, frequentemente sovracomunali, consentono un regolare e continuativo servizio, compensando i negativi andamenti stagionali che, invece, possono mettere frequentemente in crisi i piccoli sistemi di approvvigionamento locale. La gestione delle reti acquedottistiche è affidata principalmente a tre Aziende: SEABO di Bologna, AMI di Imola e Consorzio Foscaglia-Fontanina di Finale Emilia (MO); pochi sono ormai i Comuni che gestiscono direttamente il servizio acquedotto: Granaglione, Lizzano in Belvedere, Monghidoro, Molinella. L attuale quadro gestionale dovrebbe cambiare radicalmente nei prossimi mesi a seguito dell atteso avvio dei lavori della Agenzia Territoriale di ambito Ottimale (A.T.O.) (la L.R. 25/99 definisce come Ambiti ottimali le province) per l effettiva istituzione del Servizio Idrico Integrato, Servizio che prevede la gestione unitaria, a livello provinciale, delle reti acquedottistiche e fognarie e dei relativi impianti di trattamento (potabilizzatori e depuratori). Valutazioni ed interpretazioni I volumi complessivamente prelevati assommano, per la provincia bolognese, circa 105 milioni di mc/anno, equivalenti ad una dotazione lorda pro-capite di 317 l/sec. Lo stesso volume complessivo può essere disaggregato in relazione alle diverse fonti di approvvigionamento: FONTE FALDA SORGENTE ACQUE SUPERFICIALI FONTI ESTERNE ALLA PROVINCIA VOLUME (Milioni m 3 /anno) 57,2 7,3 35,9 4,4 TOTALE 104,8 100 % Tab. D1: Origine dei volumi d acqua prelevati L attuale quadro, sostanzialmente positivo, rischia di essere compromesso nel prossimo futuro in ragione del graduale peggioramento delle acque di falda e dei mutamenti climatici registrati negli ultimi decenni che sembrano alterare, in modo negativo, il già critico regime idrico dei nostri corsi d acqua. 400

3 Agli effetti di queste probabili tendenze evolutive si deve sommare l azione da mettere in atto, sempre nel prossimo futuro, per ripristinare livelli soddisfacenti dell habitat fluviale, per mezzo di maggiori portate fluenti negli alvei, ovvero attraverso il mantenimento del Deflusso Minimo Vitale. La combinazione di questi nuovi elementi porterà ad una sensibile riduzione dei volumi prelevabili dall ambiente, che non potrà essere sufficientemente compensata dalle comunque necessarie misure di contenimento e risparmio idrico, come si può verificare dalla lettura dei Criteri e indirizzi per l uso razionale delle risorse idriche nel territorio della Provincia di Bologna, riportati nel precedente punto B.3.1. Si rende pertanto necessaria, per garantire alla nostra società la giusta quantità di acqua anche nei prossimi decenni, la realizzazione di importanti opere strutturali mirate alla: protezione delle acque di migliore qualità, destinate al consumo umano; diversificazione delle fonti in relazione ai diversi usi. Su questi punti la nuova Agenzia d Ambito, quale espressione degli Enti Locali, dovrà confrontarsi in modo da elaborare un Piano di interventi capace di affrontare le future criticità. D.1.2 IL SISTEMA DI SMALTIMENTO DELLE ACQUE REFLUE 1 La definizione Acque Reflue è stata introdotta con il D. Lgs. 152/99 che ha recepito la direttiva 91/271/CEE e che ha sostanzialmente modificato, abrogandone gran parte, le normative precedenti in materia di scarichi idrici (L. 319/76, L. 172/95, ecc.). Il Decreto ha inoltre introdotto, all art. 2, una serie di nuove definizioni fondamentali per inquadrare le problematiche degli smaltimenti delle acque di scarico e che pertanto si ritiene indispensabile riportare: acque reflue domestiche : acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi, derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche; acque reflue industriali : qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento; acque reflue urbane : acque reflue domestiche o miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato; agglomerato : area in cui la popolazione, ovvero le attività economiche, sono sufficientemente concentrate così da rendere possibile, e cioè tecnicamente ed economicamente realizzabile anche in rapporto ai benefici ambientali conseguibili, la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane verso un sistema di trattamento di acque reflue urbane o verso un punto di scarico finale; rete fognaria : sistema di condotta per la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane; 1 Il tema delle interazioni fra il sistema di smaltimento delle acque reflue e il sistema insediativo è anche trattato, in maniera più semplificata ed approssimata, nel capitolo C.1.7 e nei relativi allegati tematici 401

4 fognature separate : rete fognaria costituita da due condotte, una che canalizza le sole acque meteoriche di dilavamento e può essere dotata di dispositivi per la raccolta e la separazione delle acque di prima pioggia, l altra che canalizza le altre acque reflue unitamente alle eventuali acque di prima pioggia; scarico : qualsiasi immissione diretta tramite condotta di acque reflue liquide, semiliquide e comunque convogliabili nelle acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci previsti all articolo 40; acque di scarico : tutte le acque reflue provenienti dallo scarico; trattamento appropriato : il trattamento delle acque reflue urbane mediante un processo, ovvero un sistema di smaltimento, che dopo lo scarico garantisca la conformità dei corpi idrici recettori ai relativi obiettivi di qualità, ovvero sia conforme alle disposizioni del D.Lgs. 152/99; trattamento primario : trattamento delle acque reflue urbane mediante un processo fisico ovvero chimico che comporti la sedimentazione dei solidi sospesi, ovvero mediante altri processi a seguito dei quali il BOD5 delle acque reflue in arrivo sia ridotto almeno del 20% prima dello scarico e i solidi sospesi totali delle acque reflue in arrivo siano ridotti almeno del 50%; trattamento secondario : trattamento delle acque reflue urbane mediante un processo che in genere comporta il trattamento biologico con sedimentazioni secondarie, o un altro processo in cui vengano rispettati i requisiti di cui alla tabella 1 dell allegato 5 del D.Lgs. 152/99; stabilimento industriale o, semplicemente, stabilimento : qualsiasi stabilimento nel quale si svolgano attività commerciali o industriali che comportino la produzione, la trasformazione, ovvero l utilizzazione, delle sostanze di cui alla tabella 3 dell allegato 5 del D.Lgs. 152/99 ovvero qualsiasi altro processo produttivo che comporti la presenza di tali sostanze nello scarico; La maggior parte delle informazioni relative allo smaltimento delle acque reflue sono dedotte dall azione amministrativa in materia di autorizzazioni allo scarico svolta dalla Provincia di Bologna e dalla conseguente gestione del Catasto degli Scarichi di competenza. La Regione Emilia Romagna, con apposite normative e direttive (L.R. 3/99, L.R. 22/2000 e D.G.R. n. 651/2000), ha delegato alla Provincia il rilascio delle autorizzazioni per i seguenti tipi di scarico: acque reflue industriali che non recapitano in reti fognarie; acque reflue industriali assimilate alle domestiche che non recapitano in reti fognarie; reti fognarie (acque reflue urbane). L Amministrazione provinciale ha inoltre ritenuto opportuno, in assenza di una specifica ulteriore indicazione della Regione, valutare ed autorizzare, in caso di richiesta degli interessati, anche gli scarichi delle acque meteoriche di dilavamento delle aree esterne degli stabilimenti industriali. 402

5 Per quanto riguarda i sistemi di convogliamento e trattamento delle acque reflue urbane è importante ricordare che il D.Lgs. 152/99 definisce le dotazioni infrastrutturali minime alle quali ogni agglomerato urbano, in base alla propria consistenza in Abitanti Equivalenti, deve essere adeguato ed i corrispondenti tempi di adeguamento e più precisamente: Realizzazione di reti fognarie: entro il per agglomerati superiori a A.E.; entro il per agglomerati compresi tra e A.E.; Realizzazione di trattamento secondario degli scarichi delle reti fognarie: entro il per agglomerati superiori a A.E.; entro il per agglomerati compresi tra e A.E.; Realizzazione di trattamento appropriato degli scarichi delle reti fognarie (vedi D.G.R. n.651/2000 punto 7): entro il per agglomerati inferiori a A.E.. La Legge 388/2000 (legge finanziaria 2001) ha inoltre imposto alle A.T.O, ove costituite, ovvero alle Province, la definizione dei Programmi Stralcio per l adeguamento delle infrastrutture idroigieniche ai requisiti richiesti dal D.Lgs. 152/99. In ottemperanza alla Legge Finanziaria ed in seguito alla ricognizione delle informazioni conosciute sulle infrastrutture esistenti, recependo altresì gli interventi proposti dagli attuali Enti Gestori dei servizi di pubblica fognatura e depurazione, la Provincia di Bologna ha predisposto ed approvato, con delibera di Consiglio N 72 del , il Programma-Stralcio degli interventi di cui agli artt. 27, 31 e 32 del D.Lgs. 152/99 in materia di fognatura e depurazione (art. 141 della L. 388/2000). Infine si ritiene importante richiamare l attenzione sul notevole numero di immissioni da scolmatori di piena, manufatti caratteristici delle reti fognarie miste che costituiscono la tipologia di convogliamento di acque reflue più diffusa sul territorio provinciale, che, come recenti indagini di ARPA hanno ormai accertato, unitamente agli scarichi delle acque meteoriche di dilavamento delle superfici impermeabilizzate, costituiscono, al verificarsi di eventi atmosferici di certa intensità, punti di diffusione di inquinanti nelle acque superficiali o sul suolo. In merito a questo dato di fatto si ricorda il D.P.C.M Disposizioni in materia di risorse idriche che invita, per le nuove urbanizzazioni e per i rifacimenti di quelle preesistenti, l adozione di norma, salvo ragioni tecniche, economiche ed ambientali contrarie, di sistemi separati (acque bianche e acque nere) per il convogliamento delle acque reflue urbane verso i corpi ricettori. 403

6 Allegati e fonti Negli allegati tematici vengono riportate alcune elaborazioni di sintesi relative alla situazione nota al 30 settembre 2001, e più precisamente: Tab. D Quadro di sintesi dei sistemi di trattamento delle acque reflue urbane Tab. D Valutazione sulle classi di potenzialità delle reti fognarie Tab. D Quadro di sintesi degli scarichi censiti nella Provincia di Bologna Alcune elaborazioni grafiche dei dati sopra elencati: Gra. D Scarichi di acque reflue urbane Gra. D Classi di potenzialità delle reti fognarie numero delle emissioni Gra. D Classi di potenzialità delle reti fognarie abitanti equivalenti serviti Gra. D Sistemi di trattamento degli scarichi finali numero delle emissioni Gra. D Sistemi di trattamento degli scarichi finali abitanti equivalenti serviti D.1.3 SPANDIMENTO LIQUAMI ZOOTECNICI Dall anno 1995 sono pervenute a quest Amministrazione n. 955 pratiche volte ad ottenere l Autorizzazione o il Nulla Osta all utilizzo in agricoltura dei liquami zootecnici suddivise come appare nella Tab. D degli allegati tematici; esse riguardano tutto il territorio provinciale ed è possibile svolgere alcune considerazioni in merito alla realtà zootecnica della Provincia di Bologna suddividendo i dati in due principali aggregazioni. Tipologia degli allevamenti e delle aziende L'allevamento bovino e suino costituisce una percentuale preponderante sulla totalità della produzione zootecnica; infatti tali allevamenti rappresentano complessivamente il 91,93% del totale. Nell allevamento suino la produzione di animali destinati alla macellazione avviene all interno di complessi zootecnici nei quali sono presenti anche strutture dedicate alla rimonta ; al contrario negli allevamenti bovini i complessi produttivi sono distinti tra quelli dedicati alla produzione di latte e carne e quelli dedicati alla rimonta. I rimanenti allevamenti sono da considerarsi presenze marginali sul territorio, rispetto al totale, sia per la consistenza numerica, sia per la presenza di aziende. Un particolare accenno merita l'allevamento avicolo che risulta essere maggiormente concentrato nel territorio imolese. Relazione degli allevamenti con il territorio agricolo La Legge regionale 50/95 stabilisce che ogni allevamento deve avere a sua disposizione una determinata superficie di terreno per spandere i liquami zootecnici prodotti. L'elaborazione dei dati contenuti nelle domande pervenute è stata effettuata utilizzando i dati originali, a parte quello relativo al Peso Vivo di ogni animale il quale è stato ottenuto artificialmente in sede di elaborazione. 404

7 I risultati provenienti dagli allevamenti bovini, evidenziano che la produzione di liquame (deiezioni liquide) nell allevamento bovino risulta essere inferiore rispetto a quella del letame (deiezioni solide) indipendentemente dalla sua tipologia produttiva. Ciò lascia presupporre una tipologia di allevamento quasi esclusivamente dedicata all'utilizzo di lettiera, sia nella produzione lattifera che nell allevamento da carne e che gli allevamenti di bovini da carne siano costituiti dalla riconversione di allevatori lattiferi verso questa tipologia produttiva, senza modifiche strutturali né dei fabbricati, né delle tecniche. Questa differenza ha una importanza fondamentale ai fini dell utilizzo nel terreno, in quanto in termini di apporto di azoto, tra liquame e letame esiste una differenza notevole, sia a livello di percentuale di contenuto che a livello di utilizzazione da parte delle coltivazioni, senza contare l'azione e l'apporto migliorativo che il letame svolge su tutte le caratteristiche del terreno agricolo. Allegati e fonti Negli allegati tematici vengono riportate alcune elaborazioni di sintesi: Tav D Spandimenti dei liquami zootecnici Tab. D Suddivisione delle aziende per specie allevata ed attitudine dell allevamento, Tab. D Numero di capi per specie allevate, Tab. D Effluenti prodotti e quote di azoto apportato nei terreni autorizzati. 405

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