Imprese e reti d impresa

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Imprese e reti d impresa"

Transcript

1 Imprese e reti d impresa 4. Asimmetrie informative e azzardo morale Giuseppe Vittucci Marzetti 1 Corso di laurea triennale in Scienze dell Organizzazione Facoltà di Sociologia Università degli Studi di Milano-Bicocca A.A Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Via Bicocca degli Arcimboldi 8, 20126, Milano, Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 1/46

2 Layout 1 Caratteri del problema principale-agente in caso di azione nascosta Relazioni di agenzia con azione nascosta Opportunismo post-contrattuale e azzardo morale 2 Formalizzazione della relazione di agenzia Soluzione di first-best e assicurazione nel contratto di agenzia 3 Trade-off tra incentivi e assicurazione Contratti lineari Principio di informatività Evidenza empirica preliminare 4 Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 2/46

3 Relazioni di agenzia con azione nascosta Opportunismo post-contrattuale e azzardo morale Relazioni di agenzia con azione nascosta In una relazione di agenzia (o principale-agente), a volte l agente gode di un vantaggio informativo sulle azioni intraprese dopo la stipula del contratto; Le azioni nascoste (hidden action) possono influire sul benessere/profitti che il principale può trarre dalla relazione; Esempi: l assicurato conosce il proprio livello di attenzione verso le cose assicurate meglio dell assicuratore; il manager di un impresa conosce il proprio operato meglio della proprietà; il dipendente conosce il proprio livello di impegno meglio del suo datore di lavoro; il mezzadro conosce il proprio livello di impegno meglio del concedente. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 3/46

4 Relazioni di agenzia con azione nascosta Opportunismo post-contrattuale e azzardo morale Opportunismo post-contrattuale e azzardo morale Nei casi di azione nascosta, la parte informata (l agente) ha incentivo ad agire a proprio vantaggio e a danno della controparte (il principale) successivamente alla stipula del contratto (opportunismo post-contrattuale); Problema di azzardo morale (moral hazard) (Wilson, 1968; Arrow, 1970; Spence & Zeckhauser, 1971; Ross, 1963); Il termine ha origine negli studi assicurativi, dove indica il comportamento negligente/eccessivamente rischioso dell assicurato, che tende a far lievitare i costi dell assicuratore. Il principale ha interesse ad attuare uno schema di incentivi: tale da indurre l agente ad adottare comportamenti in linea con gli interessi del principale; che prevede tipicamente condizioni contrattuali legate a variabili correlate con le azioni nascoste dell agente. Esempi: bonus di produttività per manager e dipendenti; compensi stabiliti come quote del raccolto nei rapporti di mezzadria; franchigia nei contratti di assicurazione;... Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 4/46

5 Formalizzazione della relazione di agenzia Soluzione di first-best e assicurazione nel contratto di agenzia Verso la formalizzazione della relazione di agenzia L agente: determina, grazie al suo sforzo (e 0), il risultato (o output o performance) espresso in termini monetari (y); lo sforzo (e) comporta una disutilità per l agente; l agente viene remunerato dal principale sia w il corrispettivo monetario corrisposto sulla base del risultato e/o dello sforzo; Il principale: si appropria di tutto o parte dell output y; remunera l agente sulla base del risultato e/o dello sforzo. Sequenza temporale: 1 il principale stabilisce il contratto e lo propone all agente; 2 l agente decide se accettare o meno le condizioni contrattuali; 3 se accetta le condizioni, l agente decide l ammontare di sforzo; 4 si determina il risultato (correlato positivamente allo sforzo, ma non perfettamente determinato da questo); 5 si effettuano i pagamenti stabiliti nel contratto e le parti ottengono i rispettivi payoff. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 5/46

6 Formalizzazione della relazione di agenzia Soluzione di first-best e assicurazione nel contratto di agenzia Relazione di agenzia con due livelli di output Assumiamo che: l output può assumere solo due valori: y {0,1}; la probabilità di successo è data da: Pr(y = 1 e) = p(e): p(0) = 0; p(+ ) = 1; la probabilità cresce al crescere dello sforzo (p (e) > 0, p (0) = ) ad un tasso decrescente (p (e) < 0); l utilità: dell agente è: u(w) e del principale è: V(y w) Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 6/46

7 Grafici Formalizzazione della relazione di agenzia Soluzione di first-best e assicurazione nel contratto di agenzia p(e) 1 V 0 (a) Probabilità di successo in funzione dello sforzo u e y-w (b) Funzione di utilità di un principale risk-neutral (c) Funzione di utilità di un agente risk-adverse Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 7/46 w

8 Sforzo verificabile e soluzione di first-best Formalizzazione della relazione di agenzia Soluzione di first-best e assicurazione nel contratto di agenzia Se lo sforzo è verificabile la compensazione può essere resa contingente allo sforzo erogato; In tale caso il principale risolve un problema di massimizzazione sotto un vincolo di partecipazione dell agente: ( ) max p(e)v(1 w 1 )+ 1 p(e) V(0 w 0 ) e,w 0,w 1 ( ) s.t. p(e)u(w 1 )+ 1 p(e) u(w 0 ) e ū w 1: compenso erogato in caso di successo (y = 1) a condizione che l agente abbia effettuato almeno lo sforzo e; w 0: compenso erogato in caso di insuccesso (y = 0) a condizione che l agente abbia effettuato almeno lo sforzo e; ū: utilità di riserva dell agente (utilità derivante dalla migliore delle alternative a disposizione dell agente). Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 8/46

9 Formalizzazione della relazione di agenzia Soluzione di first-best e assicurazione nel contratto di agenzia Soluzione di first-best e ripartizione del rischio Condizione necessaria della soluzione è: V (1 w 1 ) u (w 1 ) = V ( w 0 ) u (w 0 ) (1) La (1) è la regola di Borch (1962), relativa alla ripartizione ottima del rischio tra le parti: con agente risk-neutral e principale risk-adverse: u (.) è costante e la (1) diventa: V (1 w 1 ) = V ( w 0 ) 1 w 1 = w 0 > 0 l agente assicura pienamente il principale, garantendogli sempre un reddito pari a 1 w 1 con agente risk-adverse e principale risk-neutral: V (.) è costante e la (1) diventa: u (w 1 ) = u (w 0 ) w 1 = w 0 > 0 il principale assicura pienamente l agente, garantendogli sempre un reddito pari a w 1. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 9/46

10 Formalizzazione della relazione di agenzia Soluzione di first-best e assicurazione nel contratto di agenzia Ripartizione del rischio e incentivazione in caso di agente neutrale al rischio In caso di agente risk-neutral e principale risk-adverse, nella soluzione di first-best tutto il rischio è sostenuto dall agente: remunerazione del principale costante; l agente: in caso di successo, ottiene w 1, avendo ottenuto 1 e dovendo al principale 1 w 1 ; in caso di insuccesso, sostiene interamente la perdita w 1 1 (= w 0 < 0), avendo ottenuto 0 e dovendo al principale 1 w 1 ; la soluzione equivale all acquisto anticipato da parte dell agente dell eventuale prodotto al prezzo 1 w 1; l agente acquista la proprietà anticipata e diventa titolare del reddito residuale (residual claimant). In caso di informazione asimmetrica, non esiste in questo caso un trade-off tra assicurazione e incentivazione: la parte che sostiene il rischio è la stessa che sceglie il livello di sforzo. NB: la soluzione di first-best in tal caso presuppone che l agente non sia resource-constrained. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 10/46

11 Trade-off tra incentivi e assicurazione Contratti lineari Principio di informatività Evidenza empirica preliminare Trade-off tra incentivazione e assicurazione In caso di agente risk-adverse e principale risk-neutral, nella soluzione di first-best tutto il rischio è sostenuto dal principale: remunerazione dell agente costante: w 1 = w 0; il principale: in caso di successo, ottiene un guadagno 1 w 1 ; in caso di insuccesso, sostiene una perdita w 0. In caso di informazione asimmetrica, esiste in questo caso un trade-off tra assicurazione e ripartizione ottimale del rischio: in caso di reddito fisso, l agente non ha alcun incentivo a esercitare alcuno sforzo (shirking): argmax e ( p(e)u( w)+(1 p(e))u( w) e ) ( ) = argmax u( w) e = 0 e in caso di reddito variabile, tutto o parte del rischio viene sostenuto dall agente, che, essendo avverso al rischio, avrebbe preferito non sostenerlo (NB: il principale è per ipotesi risk-neutral e quindi non sostiene costi nel sostenere il rischio) Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 11/46

12 Trade-off tra incentivi e assicurazione Contratti lineari Principio di informatività Evidenza empirica preliminare Azzardo morale e soluzione di second-best In caso di sforzo non osservabile, il principale deve considerare l effetto dello schema remunerativo sugli incentivi dell agente; Questo conduce alla soluzione di second-best: ( ) max p(ê)v(1 w 1 )+ 1 p(ê) V(0 w 0 ) w 0,w 1 ( ) s.t. p(ê)u(w 1 )+ ê = argmax e 1 p(ê) ( p(e)u(w 1 )+ u(w 0 ) ê ū ( ) ) 1 p(e) u(w 0 ) e Il problema è una massimizzazione sotto due vincoli: vincolo di partecipazione (individual-rationality constraint) vincolo di compatibilità degli incentivi (incentive-compatibility constraint) Il problema base ha una struttura semplice, tuttavia conclusioni generali sono difficili da ottenere (cfr. Mirrlees, 1974, 1975, 1976; Holmström, 1979; Grossman & Hart, 1983); Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 12/46

13 Trade-off tra incentivi e assicurazione Contratti lineari Principio di informatività Evidenza empirica preliminare Contratti con schemi di remunerazione lineari Contratti di incentivazione diffusi sono gli schemi di remunerazione lineare (linear contracts); Lo schema di retribuzione lineare è: w(y) = s +by s è la parte fissa indipendente dal risultato; by è la parte variabile, proporzionale al risultato (y), dove b è un parametro che misura l intensità degli incentivi (0 b 1). Appartengono a questa categoria: contratti a cottimo (piece-rate); contratti degli agenti di commercio (provvigione calcolata come fisso + percentuale sulle vendite); contratti di mezzadria;... Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 13/46

14 Trade-off tra incentivi e assicurazione Contratti lineari Principio di informatività Evidenza empirica preliminare Determinazione dell intensità ottimale degli incentivi Intensità ottimale degli incentivi tanto maggiore quanto: minore l incertezza della produzione; minore l avversione al rischio dell agente; minore il costo marginale dello sforzo; maggiore il prodotto marginale dello sforzo. Assunzione implicita di costo nullo o trascurabile di misurazione accurata dell output; In caso di output: difficile da misurare; multidimensionale e misurabile solo in alcune dimensioni schemi di remunerazione output-based potenzialmente dannosi. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 14/46

15 Trade-off tra incentivi e assicurazione Contratti lineari Principio di informatività Evidenza empirica preliminare Sulla non-ottimalità dei contratti lineari Gli schemi di incentivazione lineari sono spesso non ottimali: in molte situazioni è possibile adottare schemi migliori (Mirrlees, 1975); Perché sono così diffusi? semplicità di formulazione e applicazione. Altri schemi contrattuali possono risultare: eccessivamente complessi da formulare o applicare; estremamente dipendenti dalle ipotesi sottostanti. generano incentivi uniformi, non dipendenti dai risultati già conseguiti: i contratti lineari (che fanno dipendere il compenso dal risultato complessivo) sono ottimali in un contesto multiperiodale in cui l agente, in ogni periodo, può determinare il suo livello di sforzo osservando il risultato ottenuto fino a quel momento (Holmström & Milgrom, 1987). Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 15/46

16 Principio di informatività Trade-off tra incentivi e assicurazione Contratti lineari Principio di informatività Evidenza empirica preliminare A volte il principale può ottenere misure aggiuntive correlate all output; Quando l output non è una statistica sufficiente per lo sforzo esistono cioè variabili correlate all output che possono rivelare informazioni aggiuntive sul livello di sforzo (segnali) queste possono essere utilmente impiegate dal principale; Il principio di informatività (informativeness principle) stabilisce che, se esistono variabili collegate al risultato, che sono informative dello sforzo condizionato all output, allora è ottimale includerle nello schema di remunerazione (Holmström, 1979); Esempi: variabile indipendente dallo sforzo: ciclo economico; variabile dipendente dallo sforzo: valutazioni dei superiore o dei clienti. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 16/46

17 Evidenza empirica Trade-off tra incentivi e assicurazione Contratti lineari Principio di informatività Evidenza empirica preliminare L evidenza empirica: supporta le conclusioni dei modelli di agenzia riguardo gli effetti dei meccanismi incentivanti: nei contratti agricoli (Stiglitz, 1974; McMillan, Whalley & Zhu, 1989); nelle imprese più in generale (Lazear, 2000; Paarsch & Shearer, 2000). supporta una moderata correlazione positivi tra schemi di retribuzione incentivante dei manager e performance dell impresa (Jensen & Murphy, 1990; Gibbons & Murphy, 1992); supporta la relazione tra costi di misurazione di input e ricorso a schemi incentivanti: contratti ad elevata intensità di incentivi sono più frequenti (Brown, 1990; Drago & Heywood, 1995) quando è facile misurare la qualità del lavoro; quando il lavoratore svolge compiti standard e definiti; maggiore è la dimensione dell impresa; non supporta del tutto la relazione negativa tra incertezza e schemi incentivanti (Prendergast, 2002). Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 17/46

18 Gli strumenti contrattuali impiegati dalle compagnie di assicurazione per limitare gli effetti dell azzardo morale sono: franchigia: efficiente quando l assicurato può incidere sulla probabilità del sinistro, ma non sul suo ammontare; coassicurazione: preferibile quando l assicurato può incidere anche sull ammontare del sinistro; classe di merito: in caso di rapporto continuato. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 18/46

19 Azzardo morale dei debitori: nel finanziamento tramite ricorso all indebitamento, i creditori sono remunerati su base fissa e il debitore è residual claimant rispetto agli utili realizzati nei progetti finanziati; il debitore ha quindi incentivi di first-best a profondere sforzo (Jensen & Meckling, 1976; Innes, 1990), ma... quando il leverage (il rapporto di indebitamento) è alto, l imprenditore-debitore ha l incentivo ad investire in progetti eccessivamente rischiosi, poiché si appropria di tutti gli utili mentre sostiene solo in parte le perdite: bet with other people s money ; Azzardo morale dei depositanti assicurati; Azzardo morale delle istituzioni finanziarie too big to fail. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 19/46

20 Meccanismi di controllo dell azzardo morale dei debitori Garanzie reali ipoteche (mortgage) e pegni (collateral) e personali fideiussioni (co-signing) a salvaguardia dei crediti; Covenant sui debiti: accordi tra l impresa e i suoi finanziatori finalizzati a evitare la riduzione del valore dei debiti esistenti: attività che riducono il valore dei debiti esistenti senza aumentare il rischio d impresa. Es. covenant che pongono limiti ai pagamenti agli azionisti, sotto forma di distribuzione di dividendi o riacquisto di azioni; Es. covenant che impediscono la sottoscrizione di nuovi debiti, che diluiscono il valore dei debiti esistenti, in particolare quando i nuovi debiti sono senior o garantiti. attività che aumentano il rischio di impresa. trasferire il controllo in caso di performance deludenti Es. covenant che stabiliscono vincoli sui rapporti di liquidità, leva finanziaria, ecc.., con connessi obblighi di informazione e trasparenza. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 20/46

21 Problemi di agenzia nell impresa manageriale e teorie manageriali dell impresa Nell impresa padronale, proprietario e manager coincidono; manageriale (Berle & Means, 1932) si assiste alla separazione di proprietà e controllo problemi di agenzia tra proprietari e management. Le teorie manageriali dell impresa (Baumol, 1959; Williamson, 1963; Marris, 1964) nascono per analizzare gli incentivi all azzardo morale del management e le soluzioni di second-best individuabili: stessa ipotesi fondamentale: il gruppo dirigente massimizza la propria utilità sotto un vincolo di profitto minimo; differenze: obiettivi di manager e azionisti. Es. obiettivo dei manager in Baumol (1959): massimizzazione dei ricavi; Williamson (1963): massimizzazione dell utilità personale funzione di stipendi, sicurezza, potere decisionale, prestigio, posizione sociale; strumenti utilizzati nel conseguimento. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 21/46

22 Forme di azzardo morale del management Tirole (2006) elenca le seguenti forme di azzardo morale: 1 Sforzo insufficiente, soprattutto nella forma di non efficiente allocazione tra i vari compiti; 2 Investimenti stravaganti: pet project e investimenti fatti al solo fine di estendere il potere in attività non core dell impresa a danno degli azionisti (Jensen, 1988; Shleifer & Vishny, 1997); 3 Strategie di trinceramento: azioni che mettono in sicurezza la posizione del management a danno degli azionisti Gamble for resurrection: attività molto rischiose che possono risollevare l impresa e l immagine del management in crisi; Resistenza a scalate ostili (hostile takeover); Pressioni politiche per modificare il quadro normativo per limitare l attivismo degli azionisti. 4 Self-dealing behavior: auto-concessione di benefit e compensi; assunzioni, distribuzione di benefit e scelta dei fornitori sulla base di rapporti di parentela o amicizia. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 22/46

23 Problemi nel governo societario 1 Assenza di trasparenza su compensi e benefit (perks) dei manager. Es. piano di pensionamento dell ad di General Electric, Jack Welch, che gli assicurava nel milioni di dollari l anno, oltre al mantenimento di molti dei benefit, e che emerse solo l anno successivo nel processo di divorzio con la moglie. 2 Livelli fuori controllo dei compensi (Hall & Liebman, 1998; Hall & Murphy, 2002). Es. negli USA negli anni Settanta le remunerazioni dei primi 100 manager erano in media pari a 39 volte quelle medie dei loro dipendenti. Nel 2004 il multiplo ha superato mille. 3 Collegamento debole o inefficace tra compensi e performance: Compensi dei manager spesso stabili o crescenti a fronte di risultati deludenti dell impresa; Manager spesso in grado di uscire in tempo. Es. Nel 2001 Larry Ellison, ad di Oracle, guadagnò 706 milioni di dollari vendendo le sue stock option immediatamente prima dell annuncio di previsioni negative. Liquidazioni d oro (golden parachutes). Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 23/46

24 Problemi nel governo societario 4 Manipolazioni contabili (Es. Enron nel 2001; Parmalat nel 2003) aumentano artificialmente gli utili e il prezzo delle azioni della società, e quindi il valore dei compensi dei manager. proteggono i manager contro la possibilità di licenziamenti o scalate ostili; migliorano le condizioni di accesso al credito dell impresa ed evitano la rottura dei covenant sui debiti. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 24/46

25 Problemi di agenzia e corporate governance Nella visione ristretta ( shareholder view, contrapposta alla stakeholder view ), la corporate governance studia i modi con cui i finanziatori delle società (shareholder e debtholder) possono tutelarsi al fine di ottenere un rendimento dal loro investimento (Shleifer & Vishny, 1997). Premessa della moderna corporate governance: i corporate insider non agiscono necessariamente nell interesse dei finanziatori; Problemi di agenzia esistenti: nel modello anglosassone: manager forti vs. azionariato disperso; nel modello europeo: azionista di maggioranza vs. azionisti di minoranza. Rimedi al problema di azzardo morale del management: 1 Schemi di incentivi basati sulla performance; 2 Monitoraggio da parte di proprietari, potenziali proprietari e creditori, sotto la minaccia di licenziamento o istanza di fallimento della società e successiva eventuale bancarotta. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 25/46

26 Incentivi monetari Struttura dei compensi dei manager Stipendio, fisso seppure soggetto a rinegoziazione saltuaria; Compensi legati agli utili (earnings-related compensation): bonus, in genere legati ai risultati annuali dell impresa; altri compensi variabili collegati ai target di medio termine (3/5 anni). Incentivi legati alle azioni (stock-related compensation): azioni della società; phantom stock (o shadow stock), unità di valore che corrispondono ad un equivalente numero di azioni; stock option, cioè opzioni call, ovvero diritti di acquisto delle azioni della società ad un determinato prezzo di esercizio (strike price) entro un certo periodo o a una data prefissata; Stock Appreciation Rights (SAR), come le stock option ma senza la necessità per il titolare di acquisto del sottostante per ottenere gli eventuali guadagni. Tra l inizio degli anni 1980 e la fine degli anni 1990 la sensibilità delle remunerazioni dei manager ai corsi azionari è cresciuta di dieci volte (Hall & Liebman, 1998; Hall, 2000). Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 26/46

27 Design degli incentivi monetari dei manager Bonus e incentivi stock-based come complementi più che sostituti: Bonus basati su valori contabili vs. incentivi stock-based basati su valori di mercato; Bonus legati alla performance di breve termine vs. incentivi stock-based legati alla performance di medio e lungo termine. Stock option vs. azioni: Vantaggi: stock option creano incentivi maggiori perché forniscono un reddito solo in caso siano in the money, cioè quando, essendo opzioni call, il prezzo dell azione sul mercato sia maggiore dello strike price; Problemi: con stock option out of the money, cioè quando, essendo opzioni call, il prezzo dell azione sul mercato è minore dello strike price incentivi distorti all adozione di progetti estremamente rischiosi in condizioni avverse (gambling for resurrection); la proprietà è spinta alla rinegoziazione con strike price più basso, ma tale possibilità è anticipata dal manager, che quindi non è incentivato. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 27/46

28 Design degli incentivi monetari dei manager In base al principio di informatività, i compensi dei manager dovrebbero essere: depurati da fattori che sono fuori il loro controllo (es. il ciclo economico); basati sulla performance relativa (yardstick competition), per migliorare la capacità di determinare l apporto del manager alla produzione dei risultati (rinvio ai tornei). Bertrand & Mullainathan (2001) mostrano che: i compensi dei CEO sono nella realtà molto collegati a fattori fortuiti; nelle imprese governate meglio i compensi dei CEO sono meno collegati a fattori casuali. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 28/46

29 Incentivi impliciti Incentivi impliciti dei manager: in caso di performance buone, possibilità di assunzione in società più prestigiose; in caso di performance deludenti, rischio di: controllo più stretto da parte del Consiglio di Amministrazione (CdA); rimozione da parte del CdA, spesso sotto pressione degli azionisti; scalate ostili (hostile takeover); guerra di deleghe (proxy fight); istanza di fallimento e successiva eventuale bancarotta; controllo più stretto da parte dei creditori. Evidenza empirica di correlazione negativa tra performance delle imprese, misurata sulla base dei valori di mercato o di bilancio, e turnover dei manager (Kojima, 1997; Subramanian et al., 2002). Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 29/46

30 Monitoraggio Monitoraggio dell attività del top management attuato da organi: interni all impresa Consiglio di Amministrazione (CdA); Assemblea degli azionisti; Collegio sindacale; esterni all impresa: Società di audit (revisione di bilancio) (es. le big four : Deloitte, Ernst & Young, KPMG, PricewaterhouseCoopers); Agenzie di rating (le big three : Moody s, S&P, Fitch); Banche e altri creditori. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 30/46

31 Consiglio di Amministrazione Il Consiglio di Amministrazione (board of directors) è un organo collegiale che: nomina e licenzia i manager, a cui è demandata la direzione quotidiana dell azienda; stabilisce la remunerazione dei manager (compensation committee); si occupa delle scelte strategiche e delle decisioni non delegabili. I senior (o top) manager fanno parte del CdA. All interno del CdA si distinguono: Presidente (chairman), in genere nominato tra gli amministratori non esecutivi; Amministratori esecutivi (executive directors), che sono anche manager della società; Amministratori non esecutivi (non-executive directors), che non fanno parte del management; Amministratori indipendenti (independent directors), amministratori non esecutivi con requisiti tali da garantire che operino nell esclusivo interesse della società. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 31/46

32 Consiglio di Amministrazione: guardiano o compagno di merenda? Il CdA può non svolgere efficacemente la sua funzione di vigilanza sull operato dei manager (Tirole, 2006) per: Assenza di indipendenza: CEO a volte anche Presidente; Amministratori esecutivi in evidente conflitto di interesse; Amministratori non esecutivi spesso non indipendenti perché: condividono la rete sociale con i manager; sono corrotti dai manager; siedono in più CdA, spesso di società legate da relazioni di affari (interlocking directorates). Attenzione insufficiente: amministratori indipendenti spesso sovra-impegnati; Mancanza di incentivi: Assenza di schemi incentivanti nella retribuzione; Bassa possibilità di essere citati in giudizio dagli azionisti; A volte prevista assicurazione contro la responsabilità civile (directors and officers (D&O) insurance policies). Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 32/46

33 Consiglio di Amministrazione: guardiano o compagno di merenda? Ruolo di sorveglianza del CdA: meno effettivo nel sorvegliare sull efficienza degli investimenti nelle fasi di crescita; più effettivo nel caso di imprese e manager under-performing. Correlazione positiva osservata tra: diminuzione del prezzo delle azioni e frequenza delle riunioni del CdA (Vafeas, 1999); diminuzione del prezzo delle azioni o degli utili e aumento la frazione di amministratori indipendenti (Hermalin & Weisbach, 1988). Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 33/46

34 Limiti al monitoraggio attivo degli azionisti Proprietà dispersa delle azioni con costi di coordinamento per il controllo: Problema sentito in particolare nei paesi anglosassoni, caratterizzati da proprietà più dispersa; Mediana della percentuale di azioni in mano ai tre più grandi azionisti della società (La Porta et al., 1998) in: Regno Unito: 15%; Francia: 68%; Germania: 50%. Problemi di agenzia e mancanza di incentivi nel caso di: fondi di investimento e fondi pensione; azionisti con ottica speculativa di breve periodo. Possibilità di collusione degli azionisti di maggioranza con il management per estrarre rendite dall impresa (rent extraction) a danno degli azionisti di minoranza. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 34/46

35 Mercato per il controllo societario: takeover Acquisizioni societarie (takeover): In Giappone e in Europa continentale, acquisizioni in genere negoziate con il management (friendly takeover); Nei Paesi anglosassoni, scalate ostili (hostile takeover) più frequenti, viste come una delle modalità di controllo indiretto del management. Esplosione delle scalate ostili e dei leveraged buyout (LBO) negli USA negli anni 1980 con un picco nel (es. Holmström & Kaplan, 2003): numero delle fusioni e acquisizioni (Mergers & Acquisitions, M&A) molto alto rispetto alla norma (143 delle 500 imprese di Fortune acquisite negli anni 1980); delle 3336 transazioni avvenute nel 1986, 40 furono ostili, cioè osteggiate dal CdA, mentre 110 consensuali; molte public company, cioè società le cui azioni sono scambiate sul mercato e la proprietà delle stesse è diffusa, tornano privately held company attraverso LBO. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 35/46

36 Leveraged buyout LBO: acquisizione di una società da parte di una proprietà concentrata, che per finanziare l operazione emette debito (prestiti o obbligazioni) usando come collaterale anche gli asset della società target dell operazione; Si parla di MBO (Management Buyout) quando all operazione partecipa il management della società target; Data l alta leva finanziaria (rapporto debt/equity pari a 20 in alcuni LBO negli 1980), obbligazioni emesse sotto l investment grade (junk bond); Su 122 grandi MBO completati negli anni 1980 (Kaplan & Stein, 1993): di 41 completati tra il 1980 e il 1984, solo uno fallì sui suoi debiti; di 81 completati tra il 1985 e il 1989, 22 fallirono. Questi ultimi erano caratterizzati da: prezzi delle azioni alti rispetto alla liquidità nella società target; posizioni più piccole e più garantite delle banche; utilizzo massiccio di junk bond per il finanziamento; pagamenti più consistenti agli intermediari e al management. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 36/46

37 Vantaggi e svantaggi delle scalate Vantaggi: controllo indiretto sull operato del management e del CdA; possibilità di ricambio del management. Svantaggi: incentivo per il management a focalizzarsi sui risultati di breve periodo perdendo di vista quelli di lungo periodo; possibilità per investitori di estrarre rendite dalla società sfruttando la difficoltà di coordinamento degli azionisti. Giuseppe Vittucci Marzetti Imprese e reti d impresa 37/46

DOMANDE di RIEPILOGO

DOMANDE di RIEPILOGO DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez 3 Aspetti organizzativi dell impresa Natura e forme istituzionali Quali sono le caratteristiche dell impresa come istituzione gerarchica

Dettagli

Contratto di agenzia

Contratto di agenzia Contratto di agenzia Se l azione e non è osservabile (verificabile), il contratto di first best non è più utilizzabile. La scelta ottimale dell agente con salario fisso è esercitare sforzo nullo; La soluzione

Dettagli

Come si giudica la governance?

Come si giudica la governance? Corso di Governance e Gestione del Rischio Modulo II Il mercato per il controllo: l OPA Come si giudica la governance? Un sistema di CG potrebbe essere giudicato in base a 3 elementi (Macey): La capacità

Dettagli

Esempi di domande per l esame di Economia Monetaria

Esempi di domande per l esame di Economia Monetaria Esempi di domande per l esame di Economia Monetaria. Supponete che la funzione di utilità di un agente sia u x. La remunerazione è rappresentata da un prospetto incerto, che prevede un reddito di 800 nel

Dettagli

Dividendi e valore delle azioni

Dividendi e valore delle azioni Dividendi e valore delle azioni La teoria economica sostiene che in ultima analisi il valore delle azioni dipende esclusivamente dal flusso scontato di dividendi attesi. Formalmente: V = E t=0 1 ( ) t

Dettagli

Moral hazard e incentivi

Moral hazard e incentivi Moral hazard e incentivi Da: Milgrom e Roberts Capitolo 6 1 Ricorda: Adverse selection. Informazione rilevante, acquisita prima o subito dopo l inizio della transazione, non viene trasmessa. Causa danno

Dettagli

Il dibattito sui sistemi di remunerazione dei manager

Il dibattito sui sistemi di remunerazione dei manager Il dibattito sui sistemi di remunerazione dei manager Volterra, 19.6.2014 Prof. Roberto Barontini Istituto di Management Scuola Superiore Sant Anna E-mail r.barontini@sssup.it Matematica Statistica Storia

Dettagli

Moral hazard e incentivi

Moral hazard e incentivi Moral hazard e incentivi Da: Milgrom e Roberts Capitolo 6 1 Ricorda: Adverse selection. Informazione rilevante, acquisita prima o subito dopo l inizio della transazione, non viene trasmessa. Causa danno

Dettagli

Il rosa e il grigio. MILENA VIASSONE Ricercatore di Economia e gestione delle imprese Università di Torino SEDE DI CUNEO

Il rosa e il grigio. MILENA VIASSONE Ricercatore di Economia e gestione delle imprese Università di Torino SEDE DI CUNEO Il rosa e il grigio GOVERNANCE AZIENDALE E PROCESSI DECISIONALI: QUALE POSTO PER LE DONNE? I RISCHI DELLE DISCREZIONALITÀ MANAGERIALE E GLI STRUMENTI DI CORPORATE GOVERNANCE MILENA VIASSONE Ricercatore

Dettagli

AI SOCI DELLA SEZIONE LOMBARDIA

AI SOCI DELLA SEZIONE LOMBARDIA AI SOCI DELLA SEZIONE LOMBARDIA Milano, 22 marzo 2011 MT/dg Caro Socio, un gruppo di ricercatori dell area Finanza dell Università di Ferrara (facoltà d economia) in collaborazione con il Master CFO ANDAF-UNIFE

Dettagli

FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA

FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA PROF.SSA MARIA ALESSANDRA ROSSI ALESSANDRA.ROSSI@UNISI.IT Determinanti dell innovazione: Corporate governance SCHEMA DELLA LEZIONE Perché la corporate

Dettagli

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA PROF.SSA MARIA ALESSANDRA ROSSI ALESSANDRA.ROSSI@UNISI.IT Il problema dell investimento innovativo SCHEMA DELLA LEZIONE Cosa si intende per investimento

Dettagli

Finanza Aziendale. Corporate Governance & Finanza Aziendale

Finanza Aziendale. Corporate Governance & Finanza Aziendale Finanza Aziendale Corporate Governance & Finanza Aziendale BMAS Capitolo 11 Copyright 2003 - The McGraw-Hill Companies, srl 1 Argomenti trattati Introduzione al problema della governance Il processo di

Dettagli

Imprese e reti di imprese

Imprese e reti di imprese Imprese e reti di imprese 3. Asimmetrie informative e selezione avversa Giuseppe Vittucci Marzetti 1 Corso di laurea triennale in Scienze dell Organizzazione Facoltà di Sociologia Università degli Studi

Dettagli

LEVERAGED BUYOUT IL LEVERAGED BUYOUT. TECNICA FINANZIARIA PER ACQUISIRE IL CONTROLLO DI UNA SOCIETA (società obiettivo o target o oldco)

LEVERAGED BUYOUT IL LEVERAGED BUYOUT. TECNICA FINANZIARIA PER ACQUISIRE IL CONTROLLO DI UNA SOCIETA (società obiettivo o target o oldco) LEVERAGED BUYOUT 1 TECNICA FINANZIARIA PER ACQUISIRE IL CONTROLLO DI UNA SOCIETA (società obiettivo o target o oldco) UNA PARTE ASSAI NOTEVOLE DEI FONDI NECESSARI PER PAGARE IL PREZZO AI VECCHI AZIONISTI

Dettagli

Gestione Finanziaria delle Imprese. Acquisition & Mezzanino

Gestione Finanziaria delle Imprese. Acquisition & Mezzanino GESTIONE FINANZIARIA DELLE IMPRESE L acquisition finance e il debito mezzanino L acquisition finance Sostegno finanziario alle operazione di acquisizione di aziende da parte di investitori finanziari o

Dettagli

ESERCITAZIONE 1. 15 novembre 2012

ESERCITAZIONE 1. 15 novembre 2012 ESERCITAZIONE 1 Economia dell Informazione e dei Mercati Finanziari C.d.L. in Economia degli Intermediari e dei Mercati Finanziari (8 C.F.U.) C.d.L. in Statistica per le decisioni finanziarie ed attuariali

Dettagli

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente 1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente

Dettagli

1. OPA e tutela degli investitori 2. Il procedimento nell OPA volontaria 3. OPA obbligatoria. 2002 Marco FUMAGALLI

1. OPA e tutela degli investitori 2. Il procedimento nell OPA volontaria 3. OPA obbligatoria. 2002 Marco FUMAGALLI 1. OPA e tutela degli investitori 2. Il procedimento nell OPA volontaria 3. OPA obbligatoria OPA e tutela degli investitori 1. OPA E TUTELA DEGLI INVESTITORI Importanza per il sistema economico del buon

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 2

Economia monetaria e creditizia. Slide 2 Economia monetaria e creditizia Slide 2 Le attività e i mercati finanziari Oltre alla moneta, un altra istituzione consente di ridurre i costi di transazione negli scambi: i mercati Si tratta dei contesti

Dettagli

Economia aziendale. Cap. 2 Soggetto economico e modelli di governance

Economia aziendale. Cap. 2 Soggetto economico e modelli di governance Economia aziendale Cap. 2 Soggetto economico e modelli di governance DEFINIZIONI DI AZIENDA Definizione tradizionale: Sistema di operazioni economiche finalizzate all acquisizione,produzione ed erogazione

Dettagli

Moral hazard e incentivi

Moral hazard e incentivi Moral hazard e incentivi Da: Milgrom e Roberts Capitolo 6 1 Ricorda: Adverse selection. Informazione rilevante, acquisita prima o subito dopo l inizio della transazione, non viene trasmessa. Causa danno

Dettagli

Base Target High Dividend Scheda Sintetica - Informazioni specifiche

Base Target High Dividend Scheda Sintetica - Informazioni specifiche 1 di 8 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali caratteristiche del fondo interno. INFORMAZIONI

Dettagli

Economia e gestione delle imprese

Economia e gestione delle imprese Prof. Antonio Renzi Economia e gestione delle imprese Parte sesta Governo delle imprese e assetti proprietari 1 Argomenti 1. Gli assetti proprietari 2. Proprietà e organo di governo 3. La struttura dell

Dettagli

Marketing e Direzione d Impresa Lezione 3 Corporate Governance. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.3641 Stanza 1S-28

Marketing e Direzione d Impresa Lezione 3 Corporate Governance. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.3641 Stanza 1S-28 Marketing e Direzione d Impresa Lezione 3 Corporate Governance Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.3641 Stanza 1S-28 La struttura piramidale 20% A B C D E 51% 51% 51% 51% A possiede indirettamente

Dettagli

Economia Pubblica Informazione incompleta e Azzardo morale

Economia Pubblica Informazione incompleta e Azzardo morale Economia Pubblica Informazione incompleta e Azzardo morale Giuseppe De Feo Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Secondo Semestre 2014-15 Outline Asimmetrie Informative Giochi

Dettagli

Fallimenti del mercato

Fallimenti del mercato Fallimenti del mercato Il mercato fallisce quando non è in grado di raggiungere un ottimo socialmente soddisfacente in termini di efficienza ed equità Potere di mercato Esternalità Beni pubblici Asimmetria

Dettagli

Base Target 04/2022 Scheda Sintetica - Informazioni specifiche 1 di 8

Base Target 04/2022 Scheda Sintetica - Informazioni specifiche 1 di 8 Scheda Sintetica - Informazioni specifiche 1 di 8 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

Strumenti derivati. Strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento del prezzo di un attività sottostante Attività sottostanti:

Strumenti derivati. Strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento del prezzo di un attività sottostante Attività sottostanti: Strumenti derivati Strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento del prezzo di un attività sottostante Attività sottostanti: attività finanziarie (tassi d interesse, indici azionari, valute,

Dettagli

Analisi dei flussi rilevanti e incentivi alla creazione di valore

Analisi dei flussi rilevanti e incentivi alla creazione di valore Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Analisi dei flussi rilevanti e incentivi alla creazione di valore Capitolo 19 Indice degli argomenti 1. Condizioni per un sano sviluppo

Dettagli

Dipartimento delle Scienze Giuridiche (DSG) PRIMO MODULO

Dipartimento delle Scienze Giuridiche (DSG) PRIMO MODULO Dipartimento delle Scienze Giuridiche (DSG) Master IL NUOVO DIRITTO SOCIETARIO Aspetti giuridici ed economici, con particolare riferimento alla governance societaria Allegato 1 Programma didattico-scientifico

Dettagli

Sandro Brusco (Stony Brook) Fausto Panunzi (Bocconi) INFORMAZIONE ASIMMETRICA

Sandro Brusco (Stony Brook) Fausto Panunzi (Bocconi) INFORMAZIONE ASIMMETRICA Sandro Brusco (Stony Brook) Fausto Panunzi (Bocconi) INFORMAZIONE ASIMMETRICA Introduzione - 1 Una delle idee più importanti della teoria economica è che i mercati sotto alcune condizioni- allocano i beni

Dettagli

Assemblea degli Azionisti 4 aprile 2012

Assemblea degli Azionisti 4 aprile 2012 Assemblea degli Azionisti 4 aprile 2012 Conversione obbligatoria delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni ordinarie e conseguenti modifiche statutarie (Punto 5 dell Ordine del Giorno) 5) Conversione

Dettagli

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Capitolo 17 Indice degli argomenti 1. Rischio operativo e finanziario

Dettagli

Gli strumenti derivati

Gli strumenti derivati Gli strumenti derivati EMM A - Lezione 6 Prof. C. Schena Università dell Insubria 1 Gli strumenti derivati Derivati perché il loro valore deriva da quello di altre attività dette beni/attività sottostanti

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA. Analisi Finanziaria. A.a. 2008/2009. Assetti proprietari e costo del capitale

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA. Analisi Finanziaria. A.a. 2008/2009. Assetti proprietari e costo del capitale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Analisi Finanziaria A.a. 2008/2009 Assetti proprietari e costo del capitale Gian Marco Chiesi Marco Tronchetti Provera GPI 60% (60%) [60%] Catena di

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA. Analisi Finanziaria

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA. Analisi Finanziaria UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Analisi Finanziaria A.a. 2008/2009 Assetti proprietari e costo del capitale Gian Marco Chiesi Marco Tronchetti Provera GPI 60% (60%) [60%] Catena di

Dettagli

Esame preliminare delle decisioni di finanziamento

Esame preliminare delle decisioni di finanziamento PROGRAMMA 1) Nozioni di base di finanza aziendale - Valore: Valore attuale Valutazione delle obbligazioni e delle azioni, Valore attuale netto ed altri criteri di scelta degli investimenti Esame preliminare

Dettagli

Marketing e Direzione d Impresa Corporate governance, coalizioni. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.

Marketing e Direzione d Impresa Corporate governance, coalizioni. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299. Marketing e Direzione d Impresa Corporate governance, coalizioni Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.3641 Stanza 1S-28 L interlocking delle società quotate Max 68!! 2 L interlocking delle società

Dettagli

Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI

Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI Nicola Meccheri (meccheri@ec.unipi.it) Facoltà di Economia Università di Pisa A.A. 2011/2012 ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI: ASPETTI INTRODUTTIVI

Dettagli

Simona Catuogno I piani di stock option. Governance, valuation e accounting

Simona Catuogno I piani di stock option. Governance, valuation e accounting A13 492 Simona Catuogno I piani di stock option Governance, valuation e accounting Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A B 00173

Dettagli

Selezione avversa, screening e segnalazione

Selezione avversa, screening e segnalazione Selezione avversa, screening e segnalazione Il modello principale agente è uno strumento fondamentale per analizzare le relazioni economiche caratterizzate da problemi di asimmetrie informative un primo

Dettagli

Parte prima 3. Gli assetti proprietari delle imprese italiane

Parte prima 3. Gli assetti proprietari delle imprese italiane Parte prima 3. Gli assetti proprietari delle imprese italiane 3.1. I modelli capitalistici diffusi nel contesto internazionale 3.2. Il modello di capitalismo italiano 3.1 I modelli capitalistici diffusi

Dettagli

NATURA E CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

NATURA E CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI CHE COS È IL SISTEMA FINANZIARIO? È l insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari Il suo funzionamento avviene in un contesto di regole e controlli: la quarta componente strutturale

Dettagli

La concentrazioni bancarie: Cause ed effetti

La concentrazioni bancarie: Cause ed effetti La concentrazioni bancarie: Cause ed effetti 1.1 Motivazioni legate al valore Le concentrazioni bancarie possono massimizzare il valore delle banche fuse principalmente in due modi: a) aumentando il loro

Dettagli

Politica economica: Lezione 16

Politica economica: Lezione 16 Politica economica: Lezione 16 II canale: M - Z Crediti: 9 Corsi di laurea: Nuovo Ordinamento (DM. 270) Vecchio ordinamento (DM. 590) Politica Economica - Luca Salvatici 1 Tipi di beni Beni di ricerca

Dettagli

DOMANDE di RIEPILOGO

DOMANDE di RIEPILOGO DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez2 Nuove teorie dell impresa La teoria manageriale Quali problemi fondamentali delle moderne organizzazioni delle imprese non sono stati

Dettagli

Obiettivi aziendali e compiti della finanza

Obiettivi aziendali e compiti della finanza Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Obiettivi aziendali e compiti della finanza Capitolo 1 Indice degli argomenti 1. Creazione di valore come idea guida 2. L impresa come

Dettagli

2010 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale

2010 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale 2010 Direttive concernenti il mandato di gestione patrimoniale Preambolo Le seguenti direttive sono state adottate dal Consiglio di amministrazione dell Associazione svizzera dei banchieri allo scopo di

Dettagli

L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) REGOLAMENTO N. 39 DEL 9 GIUGNO 2011 REGOLAMENTO RELATIVO ALLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE NELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

Dettagli

Le linee guida della bozza di regolamento. Open Hearing 27 ottobre 2010

Le linee guida della bozza di regolamento. Open Hearing 27 ottobre 2010 La nuova disciplina in materia di offerta pubblica di acquisto Le linee guida della bozza di regolamento Open Hearing 27 ottobre 2010 Obiettivi della nuova regolamentazione A. RAFFORZARE LA TUTELA DEGLI

Dettagli

Dipartimento delle Scienze Giuridiche (DSG)

Dipartimento delle Scienze Giuridiche (DSG) Dipartimento delle Scienze Giuridiche (DSG) Master IL NUOVO DIRITTO SOCIETARIO Aspetti giuridici ed economici, con particolare riferimento alla governance societaria Allegato 1 Programma didattico-scientifico

Dettagli

DE LONGHI S.P.A. DOCUMENTO INFORMATIVO

DE LONGHI S.P.A. DOCUMENTO INFORMATIVO DE LONGHI S.P.A. DOCUMENTO INFORMATIVO SUL PIANO DI COMPENSI BASATO SU AZIONI (PHANTOM STOCK OPTION PLAN) PROPOSTO ALL APPROVAZIONE DELL ASSEMBLEA DEI SOCI DEL 22 APRILE 2008 (redatto ai sensi dell art.

Dettagli

Introduzione. di Daniel Pittino, Riccardo Vigan, Alessandro Zattoni. Introduzione

Introduzione. di Daniel Pittino, Riccardo Vigan, Alessandro Zattoni. Introduzione di Daniel Pittino, Riccardo Vigan, Alessandro Zattoni Introduzione I compensi dei top manager costituiscono da tempo oggetto di dibattito da parte di addetti ai lavori e opinione pubblica, sia in Europa

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

Economia pubblica. Alberto Zanardi

Economia pubblica. Alberto Zanardi Università di Bologna Scuola di Economia, Management e Statistica Corso di laurea CLEF Economia pubblica a.a. 2013-14 14 (8 crediti, 60 ore insegnamento) Le asimmetrie informative Alberto Zanardi Carenze

Dettagli

Elementi di Corporate Governance

Elementi di Corporate Governance Elementi di Corporate Governance Direzione d impresa Ing. Marco Greco 9 ottobre 2009 Definizione Il sistema di strutture, processi e meccanismi che regolano il governo dell impresa, ossia la direzione

Dettagli

Imprese e reti d impresa

Imprese e reti d impresa Imprese e reti d impresa 3. Asimmetrie informative e selezione avversa Giuseppe Vittucci Marzetti 1 Corso di laurea triennale in Scienze dell Organizzazione Facoltà di Sociologia Università degli Studi

Dettagli

2. METODOLOGIA E CARATTERISTICHE DEL CAMPIONE

2. METODOLOGIA E CARATTERISTICHE DEL CAMPIONE 2. 2.1 METODOLOGIA Il metodo di selezione delle aziende adottato per Executive Compensation è basato su un modello di campionamento strutturato in funzione di alcune caratteristiche proprie dell azienda.

Dettagli

Documento informativo sul Piano di Incentivazione Monetario Triennale 2013-2015 basato anche su strumenti finanziari di Parmalat Group

Documento informativo sul Piano di Incentivazione Monetario Triennale 2013-2015 basato anche su strumenti finanziari di Parmalat Group Documento informativo sul Piano di Incentivazione Monetario Triennale 2013-2015 basato anche su strumenti finanziari di Parmalat Group (redatto ai sensi dell art. 84-bis del Regolamento Emittenti Consob

Dettagli

Gli Autori. Simbologia. Presentazione. Introduzione INDICE XIII XVII XIX

Gli Autori. Simbologia. Presentazione. Introduzione INDICE XIII XVII XIX INDICE XIII XV XVII XIX Gli Autori Simbologia Presentazione Introduzione 3 Parte prima: Corporate Finance e creazione di valore 5 Capitolo 1 Introduzione alla Corporate Finance: significato, ruolo ed obiettivo

Dettagli

Sociologia dell organizzazione Sociologia economica e dell organizzazione

Sociologia dell organizzazione Sociologia economica e dell organizzazione Corso di laurea SAM Corso di laurea ORU Sociologia dell organizzazione Sociologia economica e dell organizzazione Professor Lorenzo Bordogna Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare Università degli

Dettagli

Indice. Prefazione, di Tancredi Bianchi XIII. Presentazione della seconda edizione, di Giancarlo Forestieri XVII

Indice. Prefazione, di Tancredi Bianchi XIII. Presentazione della seconda edizione, di Giancarlo Forestieri XVII Prefazione, di Tancredi Bianchi Presentazione della seconda edizione, di Giancarlo Forestieri XIII XVII Parte prima Il mercato, le istituzioni e gli strumenti di valutazione 1 Il sistema finanziario e

Dettagli

Appendice 17A L approccio del valore attuale rettificato per valutare i leveraged buyout 1

Appendice 17A L approccio del valore attuale rettificato per valutare i leveraged buyout 1 Appendice 17A L approccio del valore attuale rettificato per valutare i leveraged buyout 1 Introduzione Il leveraged buyout (LBO) è l acquisizione, da parte di un piccolo gruppo di investitori, di un azienda

Dettagli

Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985):

Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985): Sull uso delle Garanzie. Tassonomia Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985): a) Un mutuatario può impegnare come garanzia ( interna all impresa) un cespite che viene utilizzato nel

Dettagli

Lezione 7. L intermediazione monetaria e creditizia

Lezione 7. L intermediazione monetaria e creditizia Lezione 7. L intermediazione monetaria e creditizia Il ruolo delle banche nel sistema finanziario Nella realtà i mercati non sono perfettamente concorrenziali e non vale il teorema di Modigliani-Miller.

Dettagli

Lezione 3. Struttura e ruolo del sistema finanziario

Lezione 3. Struttura e ruolo del sistema finanziario Lezione 3. Struttura e ruolo del sistema finanziario Tavoletta di argilla della terza dinastia reale sumera della città di Ur, datata 2046 A.C., con la quale si registra il pagamento al palazzo reale dell

Dettagli

DOMANDE PER LA PREPARAZIONE DELL ESAME DI STRUMENTI FINANZIARI

DOMANDE PER LA PREPARAZIONE DELL ESAME DI STRUMENTI FINANZIARI DOMANDE PER LA PREPARAZIONE DELL ESAME DI STRUMENTI FINANZIARI Cap. 1. La moneta e i bisogni di pagamento 1) Si illustrino i problemi che incontrano gli scambisti nel regolamento di uno scambio monetario.

Dettagli

PIANO DI PARTECIPAZIONE AZIONARIA A FAVORE DI DIPENDENTI DEL GRUPPO PRYSMIAN DOCUMENTO INFORMATIVO

PIANO DI PARTECIPAZIONE AZIONARIA A FAVORE DI DIPENDENTI DEL GRUPPO PRYSMIAN DOCUMENTO INFORMATIVO PIANO DI PARTECIPAZIONE AZIONARIA A FAVORE DI DIPENDENTI DEL GRUPPO PRYSMIAN DOCUMENTO INFORMATIVO (ai sensi dell articolo 114-bis del D. Lgs. 58/98 e dell articolo 84-bis, comma 1, del Regolamento adottato

Dettagli

I titoli obbligazionari. Giuseppe G. Santorsola EIF 1

I titoli obbligazionari. Giuseppe G. Santorsola EIF 1 I titoli obbligazionari Giuseppe G. Santorsola EIF 1 Titoli a reddito fisso Tutte le caratteristiche relative al profilo di rischio e rendimento (durata, diritto alla remunerazione e al rimborso del capitale)

Dettagli

La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento

La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento CAPITOLO 7 La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento 7.1 Gli strumenti finanziari 7.2 Il capitale netto 7.3 Il debito 7.4 Titoli ibridi 7.5 Scelte di finanziamento 7.6 Il processo

Dettagli

UBI PRAMERICA SGR S.p.A. appartenente al gruppo bancario UNIONE DI BANCHE ITALIANE

UBI PRAMERICA SGR S.p.A. appartenente al gruppo bancario UNIONE DI BANCHE ITALIANE UBI PRAMERICA SGR S.p.A. appartenente al gruppo bancario UNIONE DI BANCHE ITALIANE Offerta pubblica di quote dei Fondi comuni di investimento mobiliare di diritto italiano armonizzati e non armonizzati

Dettagli

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QD. Il fondo interno è un fondo obbligazionario flessibile.

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QD. Il fondo interno è un fondo obbligazionario flessibile. Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AL PIANO DI STOCK GRANT 2012 PER IL TOP MANAGEMENT DEL GRUPPO FERRAGAMO, REDATTO AI SENSI DELL ART. 114 DEL D. LGS.

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AL PIANO DI STOCK GRANT 2012 PER IL TOP MANAGEMENT DEL GRUPPO FERRAGAMO, REDATTO AI SENSI DELL ART. 114 DEL D. LGS. DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AL PIANO DI STOCK GRANT 2012 PER IL TOP MANAGEMENT DEL GRUPPO FERRAGAMO, REDATTO AI SENSI DELL ART. 114 DEL D. LGS. 58/98 E DELL ART. 84- DEL REGOLAMENTO N. 11971 APPROVATO

Dettagli

Vittoria Cerasi. Università di Milano-Bicocca. Università Cattolica S. Cuore 16 Aprile 2010

Vittoria Cerasi. Università di Milano-Bicocca. Università Cattolica S. Cuore 16 Aprile 2010 Compensi dei manager: teoria e applicazione al settore bancario Vittoria Cerasi Università di Milano-Bicocca ECRIRE-Economia della CRIsi e della REgolamentazione - Università Cattolica S. Cuore 16 Aprile

Dettagli

Pontedera, 3 marzo 2009 (con integrazioni a seguito dell assegnazione di nuove Opzioni avvenuta in data 15 gennaio 2009)

Pontedera, 3 marzo 2009 (con integrazioni a seguito dell assegnazione di nuove Opzioni avvenuta in data 15 gennaio 2009) DOCUMENTO INFORMATIVO IN MERITO AL PIANO DI COMPENSI BASATI SU AZIONI (STOCK OPTIONS) APPROVATO DALL ASSEMBLEA DEI SOCI DEL 7 MAGGIO 2007, REDATTO AI SENSI DELL ART. 84-BIS DEL REGOLAMENTO N. 11971 APPROVATO

Dettagli

Introduzione. sponsorizzato dal CREDIF (Centro Studi e Ricerche sul Credito e la Finanza, Università di Bologna).

Introduzione. sponsorizzato dal CREDIF (Centro Studi e Ricerche sul Credito e la Finanza, Università di Bologna). Introduzione Numerosi studi dimostrano l importanza dell attività di investimento in capitale di rischio (private equity) per lo sviluppo economico di un paese, selezionando imprese a rapida crescita,

Dettagli

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica Capitolo 17 I mercati con informazione asimmetrica Introduzione L incertezza sulla qualità e il mercato dei bidoni I segnali di mercato Il rischio morale Il problema agente-principale L informazione asimmetrica

Dettagli

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QF

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QF Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

19.4. La riserva di elasticità

19.4. La riserva di elasticità INTRODUZIONE ALLA FINANZA 1.OBIETTIVI AZIENDALI E COMPITI DELLA FINANZA, di M. Dallocchio e A. Salvi 1.1. Creazione di valore come idea-guida 1.2. Creazione di valori per l impresa o per gli azionisti?

Dettagli

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

ASTALDI SOCIETÀ PER AZIONI DOCUMENTO INFORMATIVO PIANO DI INCENTIVAZIONE ASTALDI S.P.A. 2013-2015 CON ASSEGNAZIONE GRATUITA DI AZIONI

ASTALDI SOCIETÀ PER AZIONI DOCUMENTO INFORMATIVO PIANO DI INCENTIVAZIONE ASTALDI S.P.A. 2013-2015 CON ASSEGNAZIONE GRATUITA DI AZIONI ASTALDI SOCIETÀ PER AZIONI DOCUMENTO INFORMATIVO AI SENSI DELL ART. 84-BIS, COMMA 1, DEL REGOLAMENTO ADOTTATO DALLA CONSOB CON DELIBERA N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999, COME SUCCESSIVAMENTE MODIFICATO E INTEGRATO,

Dettagli

saipem Documento Informativo

saipem Documento Informativo saipem Documento Informativo REDATTO AI SENSI DELL ART 114-BIS DEL D.LGS. N.58/1998 (TUF) E DELL ART 84-BIS REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 del 1999 COME SUCCESSIVAMENTE INTEGRATO E MODIFICATO (REGOLAMENTO

Dettagli

Struttura e funzionamento dei mercati di borsa Le operazioni di finanza mobiliare Appendice: L OPA Olivetti Telecom

Struttura e funzionamento dei mercati di borsa Le operazioni di finanza mobiliare Appendice: L OPA Olivetti Telecom Università degli Studi di Ancona Facoltà di Economia Giorgio Fuà Corso di laurea specialistico: FINANZA, BANCHE E ASSICURAZIONI (Classe 19/S) Percorso: Borsa e Mercati Struttura e funzionamento dei mercati

Dettagli

DESCRIZIONE SINTETICA DELLA STRUTTURA DEL FONDO CHIUSO MC 2 IMPRESA.

DESCRIZIONE SINTETICA DELLA STRUTTURA DEL FONDO CHIUSO MC 2 IMPRESA. DESCRIZIONE SINTETICA DELLA STRUTTURA DEL FONDO CHIUSO MC 2 IMPRESA. MC2 Impresa è un Fondo Comune d Investimento Mobiliare chiuso e riservato (ex testo unico D.Lgs 58/98) costituito per iniziativa di

Dettagli

LIUC Anno Accademico 2007/2008 F83102 Economia e Tecnica dei Mercati Finanziari Dott. Marco Fumagalli. Take Home Exam Data di consegna 20.12.

LIUC Anno Accademico 2007/2008 F83102 Economia e Tecnica dei Mercati Finanziari Dott. Marco Fumagalli. Take Home Exam Data di consegna 20.12. LIUC Anno Accademico 2007/2008 F83102 Economia e Tecnica dei Mercati Finanziari Dott. Marco Fumagalli Sistema Finanziario Take Home Exam Data di consegna 20.12.2007 1 Individuare, all interno dell appendice

Dettagli

Obiettivi, Valori e Risultati

Obiettivi, Valori e Risultati Corso di Analisi Strategiche Obiettivi, Valori e Risultati Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N. L obiettivo primario dell impresa è la massimizzazione del profitto nel lungo termine. Il valore si

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 26 Il sistema finanziario Il sistema finanziario fa in modo che

Dettagli

UNIVERSITA DI BOLOGNA CLAMFIM- EPELM 2012/2013 CORPORATE GOVERNANCE

UNIVERSITA DI BOLOGNA CLAMFIM- EPELM 2012/2013 CORPORATE GOVERNANCE UNIVERSITA DI BOLOGNA CLAMFIM- EPELM 2012/2013 CORPORATE GOVERNANCE Esame a libri chiusi. Si può usare una calcolatrice.tempo a disposizione: 1 ora Nome: ID: Data: 9 Aprile 2013 MULTIPLE CHOICES (1 Punto

Dettagli

Lezione 1. Dove eravamo rimasti Dove andremo Aspetti di teoria dell informazione e dell incertezza

Lezione 1. Dove eravamo rimasti Dove andremo Aspetti di teoria dell informazione e dell incertezza Lezione 1 Dove eravamo rimasti Dove andremo Aspetti di teoria dell informazione e dell incertezza Scopo delle lezioni di questo sottoperiodo è approfondire il ruolo di limiti informativi a livello macroeconomico

Dettagli

La gestione della raccolta bancaria (parte II) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2011/2012

La gestione della raccolta bancaria (parte II) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2011/2012 La gestione della raccolta bancaria (parte II) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2011/2012 Le funzioni d investimento delle passività bancarie Esistono diverse tipologie

Dettagli

REGOLAMENTO DEL PIANO DI STOCK OPTION BANCA INTESA S.P.A.

REGOLAMENTO DEL PIANO DI STOCK OPTION BANCA INTESA S.P.A. REGOLAMENTO DEL PIANO DI STOCK OPTION BANCA INTESA S.P.A. (Testo approvato dal Consiglio di Amministrazione con delibera del 17 dicembre 2002 e modificato con delibere del 10 febbraio 2004 e 26 aprile

Dettagli

LE STRUTTURE FINANZIARIE DEI PRINCIPALI PAESI INDUSTRIALIZZATI

LE STRUTTURE FINANZIARIE DEI PRINCIPALI PAESI INDUSTRIALIZZATI Corso di Economia finanziaria LE STRUTTURE FINANZIARIE DEI PRINCIPALI PAESI INDUSTRIALIZZATI Dott.ssa Arianna Moschetti Sommario Cosa si intende per sistema finanziario Sistemi Bank o Market oriented Sistema

Dettagli

Investi con Me - Obbligazionario Flessibile Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7

Investi con Me - Obbligazionario Flessibile Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ai sensi dell articolo 114 D.Lgs. 58/1998

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ai sensi dell articolo 114 D.Lgs. 58/1998 Cobra Automotive Technologies S.p.A. Drive Rent S.p.A. (società appartenente al Gruppo KME Group S.p.A.) COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ai sensi dell articolo 114 D.Lgs. 58/1998 I CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE

Dettagli

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QS. Data di istituzione e inizio operatività del fondo interno: 15/03/2014

Codice della proposta di investimento e del fondo interno: QS. Data di istituzione e inizio operatività del fondo interno: 15/03/2014 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 7 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

ELICA S.p.A. DOCUMENTO INFORMATIVO IN MERITO AL PIANO DI STOCK GRANT 2010

ELICA S.p.A. DOCUMENTO INFORMATIVO IN MERITO AL PIANO DI STOCK GRANT 2010 ELICA S.p.A. DOCUMENTO INFORMATIVO IN MERITO AL PIANO DI STOCK GRANT 2010 Redatto ai sensi dell articolo 114 bis del decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998 e dell articolo 84 bis del regolamento

Dettagli

Il punto sulla diffusione dei piani di incentivazione equity-based

Il punto sulla diffusione dei piani di incentivazione equity-based Il punto sulla diffusione dei piani di incentivazione equity-based EY Global Share Plan Survey Page 2 Quali strumenti? 75% 60% 45% 44% 30% 15% 30% 26% 32% 21% 21% 15% 27% 0% Market value option plan Discounted

Dettagli

20. Piani di stock option

20. Piani di stock option parte straordinaria bilancio capogruppo BILANCIO consolidato BILANCIO di sostenibilità RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI NOTIZIE PRELIMINARI 20. Piani di stock option Piani posti in essere da Pirelli & C.

Dettagli

Corso di FINANZA AZIENDALE AVANZATA

Corso di FINANZA AZIENDALE AVANZATA Corso di FINANZA AZIENDALE AVANZATA anno accademico 2007/2008 modulo n. 1 Lezioni 6 Corso di FINANZA AZIENDALE AVANZATA Teoria delle opzioni e struttura finanziaria LE OPTION Contratto a termine mediante

Dettagli