TEORIE DELLA COMUNICAZIONE

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1 TEORIE DELLA COMUNICAZIONE Clemente Danieli «La mente e l albero» Binazzi Tucci «Scienze sociali» AIME «Ciò che noi siamo» Ugo Fabietti «Antropologia» Avalle Maranzana «L individuo fra natura e cultura» Colli «Punto com»

2 DEFINIZIONE DAL LATINO CUM (CON, INSIEME) MUNIRE ( COSTRUIRE, LEGARE)

3 MODELLO CIBERNETICO DI SHANNON E WEAVER Claude Elwood Shannon ( ) matematico statunitense Warren Weaver ( ) SCIENZIATO E MATEMATICO STATUNITENSE)

4 Ma cos e la cibernetica? DERIVA DA UNA PAROLA GRECA CHE SIGNIFICA: GOVERNARE, DIRIGERE E UNA DISCIPLINA CHE STUDIA DISPOSITIVI ELETTRICI, ELETTRONICI O MECCANICI IN GRADO DI SIMULARE LE RAFFINATE FUNZIONI DEL CERVELLO UMANO AD ES. UN ROBOT, LO STESSO PC ALLA BASE C E LA TEORIA MATEMATICA DI TRASMISSIONE DELL IMPULSO ELETTRICO (TELEGRAFO-TELEFONO-CELL.)

5 COME SI ARRIVA ALLA COMUNICAZIONE? FURONO PROPRIO I DUE SCIENZIATI A PRESUPPORRE CHE OGNI ATTO COMUNICATIVO, UMANO E NON, SEGUISSE LO SCHEMA PRECEDENTE EFFETTIVAMENTE RISULTO TALMENTE CONVINCENTE DA ESSERE CONSIDERATO ANCORA OGGI IL MODELLO BASE DELLA COMUNICAZIONE

6

7 ELABORAZIONE DEL MODELLO CIBERNETICO ADATTATO ALLA COMUNICAZIONE UMANA PIU RICCO DI VARIABILI E IL MODELLO ELABORATO DA JAKOBSON

8 Roman Jakobson (MOSCA BOSTON 1982) LINGUISTA RUSSO NATURALIZZATO STATUNITENSE

9 IL MODELLO DI JAKOBSON CODIFICA DECODIFICA RUMORI EQUIVOCO

10 GLI ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE EMITTENTE RICEVENTE MESSAGGIO CODICE CANALE CODIFICA E DECODIFICA CONTESTO

11 EMITTENTE COLUI CHE INVIA IL MESSAGGIO POSSIEDE UN CODICE CONDIVISO CODIFICA IL MESSAGGIO

12 RICEVENTE COLUI CHE RICEVE IL MESSAGGIO POSSIEDE UN CODICE CONDIVISO DECODIFICA IL MESSAGGIO

13 MESSAGGIO IL MESSAGGIO HA SEMPRE DUE DIMENSIONI CONTENUTO DATI,INFORMAZIONI, OPINIONI RELAZIONE RICONOSCIMENTO, ACCETTAZIONE, INTERESSE OPPURE RABBIA, FASTIDIO

14 CODICE RAPPRESENTA IL LINGUAGGIO UTILIZZATO E IL SISTEMA DI REGOLE PER TRASFORMARE I SEGNI IN MESSAGGIO

15 CODIFICA E DECODIFICA DEL MESSAGGIO: il codice QUALI SONO I CODICI? OGNI LINGUA IL LINGUAGGIO MORSE LIS LINGUAGGIO MATEMATICO LINGUAGGIO INFORMATICO E INDISPENSABILE CHE RICEVENTE ED EMITTENTE CONDIVIDANO LO STESSO CODICE

16 CANALE E LO STRUMENTO UTILIZZATO PER VEICOLARE IL MESSAGGIO E PUO ESSERE UDITIVO VISIVO MOTORIO- TATTILE CHIMICO- OLFATTIVO

17 CONTESTO E REFERENTE CONTESTO IL REFERENTE E L AMBITO COMUNICATIVO REALE O VIRTUALE E L OGGETTO REALE CUI IL MESSAGGIO FA RIFERIMENTO ENTRO IL QUALE MI COSTRUISCO DELLE ASPETTATIVE

18 RUMORI-EQUIVOCI NEL MODELLO DI SHANNON E WEAVER L OSTACOLO AD UNA CORRETTA TRASMISSIONE DEL LINGUAGGIO ERA COSTITUITA DAL RUMORE CHE AVREBBE POTUTO DISTORCERE IL MESSAGGIO NEL MODELLO DI JAKOBSON C E ANCHE L EQUIVOCO NON INTERPRETARE CORRETTAMENTE E NON INVIARE CORRETTAMENTE IL MESSAGGIO SPESSO IN MANIERA INCONSAPEVOLE

19 JAKOBSON HA POI ELABORATO LE FUNZIONI DELLA LINGUA DI JAKOBSON REFERENZIALE (INFORMARE) ESPRESSIVA (IDEE,SENTIMENTI ECC.) POETICA (FORMA ESPRESSIVA) PERSUASIVA o CONATIVA (CONVINCERE QC.) FÁTICA (CONTROLLARE IL CANALE) METALINGUISTICA (RAGIONARE SULLA LINGUA)

20 DUE NOTE A MARGINE SUL MODELLO DI JAKOBSON LE FUNZIONI SOLO RARAMENTE SONO MOLTO CHIARE PERCHE NELLA COMUNICAZIONE UMANA SONO CONTEMPORANEAMENTE E NON UNA ALLA VOLTA FUNZIONE APPARENTE E REALE MOLTO SPESSO VI E UNA FUNZIONE APPARENTE, SPESSO INFORMATIVA, ED UNA REALE CHE SPIEGA IL VERO PERCHE DI QUELLA INFORMAZIONE

21 SPOT PLASMON

22 LE FUNZIONI DI JAKOBSON NELLA PUBBLICITA NEL FILMATO DELLA PUBBLICITA PLASMON ABBIAMO TUTTE LE FUNZIONI DI JAKOBSON FUNZIONE REFERENZIALE- INFORMATIVA FUNZIONE ESPRESSIVA/EMOTIVA FUNZIONE FATICA FUNZIONE ESTETICA FUNZIONE PERSUASIVA/CONATIVA FUNZIONE METALINGUISTICA MELA ROSSA BIMBI BIMBI e COLORI BELLEZZA DEI BIMBI ACQUISTO DEL PRODOTTO TESTO DELLA CANZONE

23 LIMITI DEL MODELLO DI JAKOBSON MODELLO TROPPO LINEARE PER SPIEGARE LA COMUNICAZIONE UMANA CHE APPARE INVECE MOLTO PIU COMPLESSA E COSI CHE NEGLI ANNI 70 VIENE ELABORATO UN NUOVO MODELLO COMUNICATIVO CON ELEMENTI AGGIUNTIVI

24 MODELLO PSICOSOCIOLOGICO + FILTRI CHE INFLUENZANO SIA LA CODIFICA CHE LA DECODIFICA EMOZIONALI PERSONALI/SOGGETIVI CULTURALI ESPERIENZIALI MOTIVAZIONALI DECISIONALI INCONSCI CONSAPEVOLI FEEDBACK CHE AGISCE IN TEMPO REALE

25 FEEDBACK E LA CELEBRE «INFORMAZIONE DI RITORNO» FONDAMENTALE NELLA COMUNICAZIONE TRAMITE IL QUALE L EMITTENDE DECIDE ATTIMO PER ATTIMO IL PROSIEGUO DELLA CONVERSAZIONE FEEDBACK ERRATI PROVOCANO FRAINTENDIMENTI O ATTEGGIAMENTI DIFENSIVI DA PARTE DELL INTERLOCUTORE VALE SEMPRE LA PENA DI CHIARIRE ANCHE VERBALMENTE DI AVER COMPRESO IL MESSAGGIO

26 INTANTO in CALIFORNIA NASCE LA FAMOSA SCUOLA DI Palo Alto CUI APPARTENGONO GLI STUDIOSI DEL MENTAL RESEARCH INSTITUTE CHE E UN CENTRO DI RICERCA E TERAPIA PSICOLOGICA fondato da DONALD DeAVILA JACKSON nel 1959

27 PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE NEL 1967 VIENE PUBBLICATO IL LIBRO Paul Watzlawick (1921 Austria-2007 Stati Uniti) PSICOLOGO-FILOSOFO Janet Beavin Bavelas Donald deavila Jackson ( ) PSICHIATRA STATUNITENSE

28 LE IDEE BASILARI DELLA PRAGMATICA FEEDBACK RETROAZIONE,INFORMAZIONE DI RITORNO, AGISCE IN ITINERE CIRCOLARITA LA COMUNICAZIONE E È UN PROCESSO CIRCOLARE IN CUI SI HA UNA CONTINUA INTERAZIONE TRA EMITTENTE E RICEVENTE OGNI COMUNICAZIONE = UN COMPORTAMENTO E VICEVERSA

29 Assiomi della comunicazione ASSIOMA = VERITÀ INDIMOSTRABILE PERCHÉ PALESEMENTE VERA

30 PRIMO ASSIOMA NON SI PUÒ NON COMUNICARE

31 SECONDO ASSIOMA LA COMUNICAZIONE PREVEDE UN CONTENUTO E UNA RELAZIONE VEDI TABELLA ACCORDO/DISACCORDO

32 SECONDO ASSIOMA CONTENUTO RELAZIONE ACCORDO ACCORDO ACCORDO DISACCORDO DISACCORDO ACCORDO DISACCORDO DISACCORDO

33 TERZO ASSIOMA Punteggiatura (paraverbale) LA COMUNICAZIONE E LA PUNTEGGIATURA DELLA SEQUENZA DI EVENTI

34 QUARTO ASSIOMA OGNI COMUNICAZIONE HA DUE FORME POSSIBILI linguaggio verbale linguaggio non verbale

35 QUINTO ASSIOMA TRA I 2 INTERLOCUTORI SI STABILISCE UNA RELAZIONE SIMMETRICA ENTRAMBI GLI INTERLOCUTORI SONO SULLO STESSO PIANO O COMPLEMENTARE TRA GLI INTERLOCUTORI VI È DISLIVELLO: A=POSIZ. SUPERIORE B=POSIZ. INFERIORE A SOLO SE B

36 LA TEORIA SISTEMICA ANCHE QUESTA TEORIA DERIVA DAL MENTAL RESEARCH INSTITUTE DI PALO ALTO IN COSA CONSISTE? OGNI FENOMENO VA INTERPRETATO ALL INTERNO DEL CONTESTO-SISTEMA VEDI LA TEORIA DEL DOPPIO LEGAME DI BATESON

37 DOPPIO LEGAME DI BATESON CONTRADDIZIONE FRA LIVELLO ESPLICITO DELLA COMUNICAZIONE E LIVELLO IMPLICITO (PARAVERBALE, POSTURA, ECC. ) QUESTA SITUAZIONE CREA FORTE DISAGIO NELL INTERLOCUTORE IL QUALE NON SA DECIDERE A QUALE LIVELLO CREDERE

38 ANCORA UNA TEORIA LA PSICOLOGIA UMANISTICA PERSONALITA = TUTTO NON SCOMPONIBILE CARL ROGERS (UNIONE MENTE-CORPO, CONSCIO- INCONSCIO)

39 CARL ROGERS (Stati Uniti ) Ha scritto questo bellissimo libro

40 Cosa voleva dire? TERAPIA OVVIAMENTE SI RIFERISCE AD OGNI POSSIBILE TERAPIA PSICOLOGICA CLIENTE PERCHE NON SI TRATTA DI PAZIENTI MA DI CLIENTI CHE HANNO MOTIVAZIONI E BISOGNI

41 LA NON-DIRETTIVITA NELLA COMUNICAZIONE (SOPRATTUTTO IN QUELLA EDUCATIVA E DI AIUTO) IL PAZIENTE VIENE POSTO IN UNA CONDIZIONE PARITARIA A QUELLA DEL TERAPEUTA QUEST ULTIMO DIVENTA SEMPLICEMENTE IL FACILITATORE LA RELAZIONE TERAPEUTICA SI BASA SU TRE CARATTERISTICHE EMPATIA RICONOSCIMENTO POSITIVO INCONDIZIONATO GENUINITÀ

42 COMUNICAZIONE E LA PERSONALITA PER ROGERS LA STRUTTURA DELLA PERSONALITÀ SI COMPONE DI TRE TIPI DI SÉ: IL SÉ ORGANISMICO IL SÉ PERCEPITO IL SÉ IDEALE

43 IL SÉ ORGANISMICO (O SÉ REALE) COINCIDE CON L ORGANISMO REALE IN TUTTE LE SUE PARTI È IN TOTALE CONTATTO CON LA TENDENZA ATTUALIZZANTE E QUINDI CON I REALI BISOGNI DELL INDIVIDUO TENDENZA ATTUALIZZANTE E LA CONTINUA TENSIONE ALL ADATTAMENTO

44 IL SÉ PERCEPITO NASCE QUANDO IL BAMBINO COMINCIA A PERCEPIRE L EFFETTO CHE LE RELAZIONI HANNO SU DI LUI

45 IL SÉ IDEALE I GENITORI GLI NEGANO UN ESPERIENZA INDICATA COME CATTIVA E IL BAMBINO PENSA DI NON VOLERE PIÙ QUESTA ESPERIENZA, ALTRIMENTI COMPROMETTEREBBE IL RAPPORTO CON COLORO AI QUALI È AFFIDATA LA SUA ESISTENZA

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