Oman: il Paese dei primati investe nel futuro

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1 n. 2 Anno 5-10 febbraio 2011 ECONOMIA, NORMATIVE, OPPORTUNITÀ E OBIETTIVI ALL ESTERO PER LE IMPRESE ITALIANE Sommario OMAN Mascate, pronto a partire il nuovo piano quinquennale pag 5 GERMANIA Imprese tedesche ottimiste, nel 2011 di nuovo su livelli pre-crisi pag 9 TURCHIA Ankara: economia con il vento in poppa ma restano squilibri pag 12 Il Governo di Ankara preme l'acceleratore sulle privatizzazioni pag 15 Autostrade: KGM annuncia nuovi progetti per 83 miliardi di dollari pag 16 Saranno privatizzate 26 centrali elettriche pag 17 PORTOGALLO Lisbona, il Ceiia lancerà un prototipo di auto elettrica pag 18 AUSTRALIA Canberra e gli Stati accelerano gli investimenti minerari pag 20 Oman: il Paese dei primati investe nel futuro Mascate, la capitale, è descritta nelle classifiche internazionali come la seconda città più pulita al mondo, dopo Singapore. L'intero Paese, nelle graduatorie delle Nazioni Unite (UNDP) emerge come quello che negli ultimi 40 anni ha fatto più progressi di tutti in termini di sviluppo umano sulla base di criteri quali la scolarità, assistenza sanitaria, lotta alla povertà, tutela della donna e dell'infanzia. Eppure l'oman, rispetto ad altri stati della Penisola arabica ricchi di idrocarburi (produzione annua: 900mila barili al giorno) è ancora relativamente poco conosciuto in Europa. Tranne che da un pubblico selezionato di turisti attratti da coste e paesaggi montani di grande spettacolarità e dai consistenti residui archeologici e architettonici di quello che nel diciottesimo secolo era stato un potente emirato con possedimenti che raggiungevano il subcontinente indiano e l'africa Orientale. a pagina 2 SETTORI E AZIENDE Costruzioni Energia Infrastrutture Petrolchimica Trasporti PAESI E MERCATI Polonia Thailandia pag 21 pag 25 Oman - una spettacolare duna nel deserto CONGIUNTURA Imprese tedesche ottimiste, nel 2011 di nuovo su livelli pre-crisi Il dato emerge da un sondaggio presso le principali associazioni imprenditoriali. Grande dinamismo dell'export ma ormai riprendono anche i consumi interni e quello che più conta, gli investimenti. Tasso disoccupazione al minimo degli ultimi 20 anni a pagina 9 Realizzata dal Sole 24Ore in collaborazione con l Ufficio Sostegno Imprese della Farnesina (DGSP) -

2 Oggi, anche l'oman, analogamente ad altri Stati del Golfo, è impegnato in un massiccio programma di sviluppo delle infrastrutture e diversificazione dell'economia, con alcuni vantaggi di rilievo per le aziende interessate a operare nel Paese: sono progetti di dimensioni sostenibili, gestiti da un'amministrazione trasparente, in un contesto legale affidabile, come sottolinea nell'intervista che segue, Paolo Dionisi, Ambasciatore d'italia a Mascate. Il Ministro dell'economia, su istruzioni del Sultano, ha recentemente reso noto il prossimo Piano quinquennale di sviluppo del Paese. Quali sono le realizzazioni che possono interessare maggiormente le aziende del Sistema Italia? Le voci più significative riguardano le infrastrutture di trasporto: strade di collegamento veloce, ferrovie, potenziamento dei porti e degli aeroporti. L'opportunità è rappresentata anche dall'opera già avviata di ricostruzione dopo i grandi danni dell'uragano Gonu che tre anni fa investì il Paese. In aggiunta è previsto un potenziamento dell'intero sistema elettrico del Paese (produzione, trasporto, distribuzione) e in generale dei servizi a rete: gestione e smaltimento dei rifiuti, sistemi idrici inclusa la costruzione di nuovi dissalatori e via dicendo. È importante sottolineare che si tratta in genere di progetti consistenti, del valore di diverse centinaia di milioni di dollari che però sono affrontabili anche da imprese e operatori di dimensioni medie e mediograndi come quelle del Sistema Italia. Infatti è insediato nel Paese con un numero limitato di aziende che però operano con successo e che si sono conquistate la fiducia dei committenti locali: sono ad esempio il gruppo Federici Sterling (strade) e il gruppo Trevi (fondazioni) che hanno realizzato e stanno realizzando opere di forte impegno ingegneristico, la APS engineering (impiantistica) che è anche in gara per la raffineria di Sohar e la Idroesse di Padova (ingegneria del territorio). Un altro importante gruppo italiano sta partecipando a una gara per una delle nuove autostrade omanite. L'elenco potrebbe continuare, ma indubbiamente c'è spazio per una presenza ancora più consistente e l'ambasciata è a disposizione per fornire tutto il supporto necessario a chi intende conoscere e valutare le potenzialità di questo Paese che ha alcune caratteristiche veramente vincenti. Sono ad esempio la grande trasparenza delle gare di appalto: l'oman figura oggi al 28esimo posto nella graduatoria OMAN Ambasciata d'italia in Mascate La Cancelleria dell'ambasciata d'italia in Mascate si trova nel quartiere di Shatti al Qurum, quartiere nel quale sono situate molte Ambasciate ed alberghi. Al piano terreno vi si trovano l'ufficio Amministrativo e Notarile, il Servizio Consolare (cittadinanza, stato civile, servizio militare, servizio consolare, servizo per la protezione dei connazionali ed il registro), l'ufficio Passaporti e l'uffico Visti. Al primo piano si trovano l'ufficio dell'ambasciatore e la Segreteria, nonchè l'ufficio dell'addetto per la Difesa. Al secondo piano sono situati gli Uffici dell'addetto Commerciale Shatti Al Qurum Way 3034 House 2697, Muscat Sultanate of Oman P.O. Box 520 P.C. 115 Medinat Sultan Qaboos Tel: Fax: Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

3 di Transaparency International e il risultato è che qui le gare le vince chi fa effettivamente le offerte migliori. In cambio, c'è una effettiva disponibilità dell'amministrazione a riconoscere eventuali costi aggiuntivi che possono derivare in corso d'opera per esigenze inizialmente non prevedibili. Non solo, ma l'oman è uno dei pochi Paesi della Regione con una legislazione che prevede il ricorso all'arbitrato internazionale e l'esecuzione delle relative sentenze. Infine, anche in Oman è prevista la sponsorship di un partner locale, ma con quote che possono essere di minoranza (a partire, in genere, dal 30%). Sono tutte caratteristiche che contribuiscono a limitare i rischi di chi affronta un nuovo mercato. Aggiungo che, in occasione delle gare di appalto più importanti, anche qui ci sono competitor internazionali agguerriti. Ma la pressione competitiva, inclusa quella degli operatori cinesi, è decisamente inferiore a quella che caratterizza altri Paesi della Regione. Accanto alla modernizzazione delle infrastrutture, l'oman persegue anche un obiettivo di diversificazione dell'economia? Sì. Nelle attività primarie, in particolare, accanto al petrolio e alle attività downstream, una filiera che offre importanti opportunità alle imprese italiane è quella ittica. Ci sono consistenti programmi di sviluppo dell'itticoltura, delle flotte da pesca e delle filiere a valle di conservazione e lavorazione del prodotto per le quali l'italia è in grado di fornire un apporto imprenditoriale e anche di fornitura di know how e tecnologia. Tra le filiere industriali si stanno sviluppando con successo soprattutto alcune attività chimiche e farmaceutiche. E soprattutto il Paese ha un'importante vocazione logistica a supporto di chi opera nella Regione del Golfo. Il Governo sta investendo nella modernizzazione e nello sviluppo dei porti che hanno la caratteristica importante, sotto il profilo strategico, di essere localizzati all'esterno degli Stretti; quindi con minori rischi in caso di conflitti o tensioni regionali. È stato avviato anche un potenziamento della flotta nazionale e dei collegamenti per il traffico container. Va sottolineato che la business community omanita, da un lato, è perfettamente integrata con le altre economie della Penisola arabica, in quanto il Paese è parte della Comunità Economica del Golfo (GCC: Gulf Cooperation Council). Dall'altro ha fortissimi legami anche con il subcontinente indiano. Da Mascate ci sono 12 voli quotidiani di collegamento con l'india, non solo, la OMAN La spiaggia di Duqm Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

4 consistente comunità indiana residente nel Paese è anche particolarmente qualificata sotto il profilo imprenditoriale. Del resto parliamo di un Paese che in passato spingeva le sue navi in tutto l'estremo Oriente fino ai porti della Cina meridionale, come si può vedere dai reperti marittimi recentemente esposti in occasione di una grande mostra a Mascate. Infine c'è il turismo? È una grande risorsa che sta attirando nel Paese quasi tutte le grandi catene alberghiere internazionali. Rappresenta indubbiamente un'opportunità per le imprese italiane soprattutto per quanto riguarda la fornitura di attrezzature e soluzioni di arredamento. Ma c'è di più: nel Paese è in atto un'interessante apertura verso la promozione di eventi e manifestazioni culturali. Ad esempio dispone di una propria orchestra sinfonica di ottimo livello. Sarà il primo e finora unico Paese del Golfo ad avere un grande teatro dell'opera che aprirà alla fine di quest'anno. E l'ambasciata sta attivamente collaborando con la direzione artistica omanita del teatro per farlo inaugurare con un grande concerto italiano. Operativamente quali sono le modalità di approccio a questo Paese? Occorre venire sul posto, valutare le opportunità, incontrare le controparti. L Ambasciatore italiano in Oman, Paolo Dionisi L'Ambasciata è pienamente a disposizione delle aziende e degli operatori, per mettere a frutto le eccellenti relazioni che ha instaurato con le Autorità e gli operatori locali. Particolarmente efficace potrebbe essere effettuare missioni mirate su filiere e tematiche specifiche da parte di organizzazioni imprenditoriali e di altre istituzioni del Sistema Italia. Importante non è il numero, ma la qualità dei partecipanti e delle iniziative proposte. Aggiungo che da quest'anno il Paese è più facilmente accessibile grazie all'apertura di un collegamento aereo diretto con l'aeroporto di Milano Malpensa. OMAN Il Forte di Sohar Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

5 ECONOMIA Mascate, pronto a partire il nuovo piano quinquennale Bilancio in attivo grazie al buon andamento del prezzo del petrolio. A partire dal 2013 inizieranno i lavori per la rete ferroviaria nazionale. Grandi investimenti nel settore dei porti e aeroporti, energia, servizi idrici e smaltimento rifiuti OMAN L'economia dell'oman, grazie al favorevole andamento del prezzo del petrolio, ha fatto registrare, secondo le ultime stime rese pubbliche dal Ministero dell'economia, una crescita del prodotto interno lordo nominale pari al 23% e, in termini reali, del 6,1%. Il risultato ha consentito un ulteriore incremento della spesa pubblica pari all'11%, volta ad implementare alcuni progetti ritenuti prioritari per il Paese. Il bilancio dello Stato 2010 si troverebbe quindi con un avanzo di circa 1,4 miliardi di euro contro un disavanzo inizialmente stimato di euro 1,5 miliardi. La performance è da attribuire, principalmente, al buon andamento del prezzo del petrolio, valutato in sede di budget in 50 dollari il barile rispetto ai valori effettivi che si sono rivelati nettamente superiori (circa 80 dollari). Positivo anche l'andamento del settore 'non-oil' che farà registrare, quest'anno, un incremento del 14%. Alla luce di questi fattori prosegue la messa a punto di nuovi piani di investimenti e anche di privatizzazione dell'economia. Uno degli obiettivi è anche di attrarre capitali dall'estero. Di seguito sono indicate alcune delle iniziative più significative in vista della realizzazione del nuovo piano quinquennale. Mascate - L affascinante lobby dell Hotel Hyatt (foto AFP) Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

6 Rete ferroviaria - Il Governo ha avviato la selezione dei consulenti internazionali a cui affidare il piano di dettaglio e la procedura di gestione del progetto di costruzione di una rete ferroviaria nazionale. È in corso la valutazione delle aziende che hanno preso parte alla selezione e a breve dovrebbe essere pubblicata la short list delle aziende prequalificate. L'assegnazione dei primi contratti è prevista entro il primo trimestre Alla prima procedura è interessata la società Italferr del Gruppo Ferrovie dello Stato. I tempi previsti per l'attività di progettazione sono compresi tra i 18 ed i 24 mesi. Al termine dell'attività, indicativamente ad inizio 2013, verrà indetta la gara d'appalto per la costruzione della ferrovia che potrebbe essere assegnata a più soggetti. Il Sultanato ha in programma la realizzazione della prima rete ferroviaria nazionale (merci e passeggeri) che dovrebbe diventare operativa nel 2017, con collegamenti ad alta velocità. Il progetto dell'oman National Railway, per un valore di circa 14 miliardi di dollari, è stato predisposto dal Comitato Supremo per la pianificazione urbanistica (Supreme Committee for Town Planning - SCTP), organo presieduto dal Ministro dell'economia. La tratta già approvata si estende per circa chilometri, dalla frontiera emiratina alla città di Duqm e si svilupperà in quattro fasi: - da Sohar a Mascate (280 Km); - da Mascate a Duqm (520 Km); - da Sohar a Al Ain (150 Km); - da Sohar a Khatmat Milaha (50 Km). I lavori di costruzione inizieranno nel 2013 e, una volta completato il progetto, verranno trasportati circa 4 mila passeggeri al giorno e 14 milioni di tonnellate di merci. L'Oman National Railway è parte del più ampio progetto di costruzione del sistema ferroviario integrato del Golfo che prevede, in totale, oltre km di linea e collegherà Arabia Saudita, Oman, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrain e Qatar. OMAN Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

7 Aeroporti - È stata recentemente annunciata l'apertura della gara d'appalto per la realizzazione del nuovo terminal dell'aeroporto internazionale di Mascate, che avrà una superficie di circa metri quadrati ed un valore complessivo di 1,8 miliardi di dollari e sarà in grado di ospitare 12 milioni di passeggeri l'anno. Nella nuova struttura, che disporrà di 104 counters, è prevista anche la realizzazione di un albergo a 4 stelle con 90 camere. Il progetto sarà completato in 38 mesi. Il Sultanato ha inoltre stanziato 1,55 miliardi di euro per l'implementazione e la creazione di nuovi aeroporti nel Paese. In particolare 877 milioni sono stati destinati all'ampliamento degli aeroporti di Mascate e Salalah che hanno fatto registrare, nel primo semestre del 2010, un incremento medio dell' 11,4% (4,8 milioni di passeggeri ed un incremento del valore delle merci trasportate del 64%), mentre i rimanenti 673 milioni sono stati destinati alla realizzazione di sei nuovi scali nelle città di Sohar, Duqm, Adam, Ras Al Hadd, Haima e Shaleem. Scali marittimi e nuovi porti - Il Ministero dei Trasporti ha reso noto che procederà alla pubblicazione di una gara d'appalto per la realizzazione di sei scali marittimi, in diverse aree costiere (Lima, Dibba, Musandam, Shuwaymiya, Al Hiniyat e Salalah) per consentire l'ormeggio delle nuove imbarcazioni veloci per il trasporto di persone e autoveicoli. Le unità navali verranno fornite dal Gruppo Rodriquez-Intermarine. Nel Paese procedono anche i lavori per la costruzione del nuovo porto e polo industriale a Duqm. I contratti già assegnati ammontano a 1,8 miliardi. In particolare un contratto da 440 milioni per la costruzione del porto e delle relative infrastrutture è stato assegnato a un consorzio (guidato dal gruppo arabo CCC) e un altro da 441 milioni per la costruzione di un bacino di carenaggio e riparazione di navi (Duqm Dry Dock) è stato assegnato alla società locale Galfar in consorzio con il gruppo coreano Daewoo. L'italiana Sering si è recentemente aggiudicata la progettazione del nuovo porto della città di Shinas per 4 milioni di euro. OMAN Mascate - Un rendering dell aeroporto Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

8 Acqua ed energia - L'Autorita per l'elettricita e l'acqua (PAEW) dell'oman ha stanziato investimenti pari a 7 miliardi di dollari per i prossimi 5 anni per far fronte alla crescente domanda di energia. L'incremento medio della domanda d'energia nel Sultanato è pari al 10% annuo; le stime prevedono che il consumo di energia passerà dai MW del 2009 ai MW del Anche il consumo di acqua crescerà, nello stesso periodo, passando dai 145 milioni di metri cubi al giorno ai 321 milioni. La produzione elettrica, in numerosi casi, sarà associata ad impianti di desalinizzazione. Questi i progetti più significativi: - realizzazione, entro il 2011, della nuova centrale di Mirbat da 420 MW con desalinizzatore da 15 milioni di galloni d'acqua al giorno; - realizzazione entro il 2013 di due centrali da 650 MW ciascuna centrale a Barka e Sohar e di una centrale da 500 MW a Ghubra con desalinizzatore da 30 milioni di galloni giorno; - realizzazione entro il 2015 di una nuova centrale a carbone da MW a Duqm e della nuova centrale a gas della città di Sur da MW con un costo stimato di circa 1,8 mld di dollari. I progetti per la città di Sur prevedono anche la costruzione di una solare (Concentrated Solar Power), con una capacità variabile dai 100 ai 200 MW, nonchè la messa a punto di altri 5 progetti di minori dimensioni da realizzare in diverse aree rurali del Paese. Il Governo ha affidato gli studi di fattibilità a tre imprese specializzate riunite in un consorzio composto dall'americana Worley Parson (consulenza tecnica), dalla Macquaire (consulenza finanziaria) e dalla Chadbourne & Parke (consulenza legale). Ponte di collegamento con Masirah - Il Sultano ha avviato il processo di selezione per la società di consulenza che effettuerà lo studio di fattibilità di un ponte di 35 chilometri e che collegherà l'isola di Masirah alla terraferma. L'imponente opera verrà finanziata dallo Stato con consegna dei lavori prevista già nel L'obiettivo è quello di sviluppare le grandi potenzialità turistiche dell'isola garantendo, al tempo stesso, maggiore mobilità ai abitanti residenti. Il Governo ha anche annunciato la realizzazione della Batinah Expressway, un'autostrada di 275 km che collegherà Mascate al confine emiratino. Smaltimento di rifiuti Oman Environmental Service Holding Company (OESHC) ha pubblicato un rapporto da cui emerge che il Sultanato necessita di investimenti nel settore dello smaltimento dei rifiuti pari a circa 5 miliardi di euro entro il Secondo quanto emerso dallo studio in parola, vi sarebbe la necessità di creare 16 nuove discariche e 65 impianti per il riciclaggio dei rifiuti entro i prossimi 5 anni. L'Oman produce circa 1,5 mln di tonnellate di rifiuti l'anno e attualmente sono operative 350 discariche di cui 348 necessitano di importanti lavori di ristrutturazione. OMAN La spiaggia di Tiwi Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

9 CONGIUNTURA Imprese tedesche ottimiste, nel 2011 di nuovo su livelli pre-crisi Il dato emerge da un sondaggio presso le principali associazioni imprenditoriali. Grande dinamismo dell'export ma ormai riprendono anche i consumi interni e quello che più conta, gli investimenti. Tasso disoccupazione al minimo degli ultimi 20 anni GERMANIA Le imprese tedesche guardano al 2011 con ottimismo. Un recente sondaggio fra le 46 maggiori associazioni di categoria ha registrato segnali positivi riguardo all'andamento degli ordinativi per il nuovo anno e ai suoi riflessi in termini di maggiori assunzioni e investimenti delle aziende. In particolare si prevede che già nel 2011 l'industria tedesca possa recuperare i livelli di produzione industriale e di esportazioni registrati prima della crisi. L'ulteriore riduzione della disoccupazione e la fiducia di famiglie e consumatori, inoltre, dovrebbero consolidare l'aumento della domanda interna. Qualche elemento di incertezza, invece, permane in relazione alla situazione di instabilità dei conti pubblici di alcuni Paesi della zona euro e ai suoi riflessi sulla moneta unica. In questo quadro, il Governo prevede un tasso di crescita dell'1,8%, il Consiglio dei "Saggi" addirittura del 2,2%. Domanda aggregata in ripresa "Dopo le preoccupazioni per il futuro destate dalla crisi ora possiamo guardare al futuro con ottimismo" aveva anticipato il Cancelliere Angela Merkel nel suo discorso di fine anno. Rassicuranti anche i dati diffusi dall'ufficio Federale di Statistica e dal Ministero dell'economia. Il 2010 si è concluso con un tasso di crescita del PIL che, in fase di prevalutazione, viene stimato tra il 3,4% (previsione del Governo) e il 3,7% (previsione degli economisti e Istituti di ricerca del Consiglio dei Saggi ): all'incirca il doppio della media degli altri Paesi UE. Il numero dei disoccupati è sceso sotto i 3 milioni e il tasso di disoccupazione è calato al 7%: il più basso degli ultimi venti anni. La ripresa è stata trainata da un lato dalle esportazioni, tradizionale motore dell'industria tedesca: +19% da gennaio a ottobre 2010 su base annua. Angela Merkel Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

10 Esse sono state dirette per il 40% circa a Paesi della zona euro, ma i tassi di crescita più alti originano dalla domanda delle economie emergenti. Dall'altro, e questa è la novità, la ripresa è frutto anche di una domanda interna più vivace: i consumi privati sono aumentati dello 0,6% nel II trimestre e gli investimenti lordi addirittura del 4,7%. L'accresciuto dinamismo della domanda interna ha avuto un positivo riscontro anche sulle importazioni dall'estero, che nei mesi gennaio-ottobre 2010 sono cresciute del 19,6% su base annua. Il 2010 si concluderà positivamente anche per l'interscambio bilaterale con l'italia che si riprende in maniera decisa dai forti cali registrati nel Secondo i dati provvisori dell'ufficio Federale di Statistica, le esportazioni italiane in Germania sono ammontate nel periodo gennaio-ottobre 2010 a oltre 36 miliardi di euro (+16,2% rispetto allo stesso periodo del 2009), mentre le esportazioni tedesche in Italia sono ammontate a 47,9 miliardi di euro (+14,6%, sempre primi 10 mesi del 2010 rispetto al 2009). Le riforme hanno funzionato L'analisi delle ragioni che hanno permesso alla Germania di uscire dalla crisi meglio di tanti altri Stati e di essere il traino della crescita in Europa partono da tre constatazioni. - Le aziende tedesche hanno potuto raccogliere ora i frutti delle riforme strutturali del mercato del lavoro approvate alcuni anni fa (l'agenda 2010 del Governo Schroeder) e dell'atteggiamento delle parti sociali, che negli ultimi anni hanno costantemente contenuto gli aumenti salariali al di sotto degli aumenti di produttività della manodopera. Sono anche tali fattori che permettono oggi al Paese di avere un tasso di disoccupazione contenuto e alle imprese tedesche di essere competitive sui mercati mondiali. - I due Governi Merkel sono intervenuti con coraggio e lucidità nel momento della recessione. È stata sostenuta la congiuntura con due vigorosi pacchetti di stimolo. È stato riformato il "Kurzarbeit" (strumento simile alla nostra cassa integrazio- GERMANIA Berlino - La stazione Per iscriversi a questa newsletter compilate il modulo all indirizzo DiplomaziaEconomica/Newsletter/ Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

11 ne), al fine di fornire alle aziende uno strumento ponte che evitasse un'emorragia di posti di lavoro e permettesse alle imprese di mantenere la manodopera necessaria per il periodo post-crisi. Sono stati introdotti tagli mirati (seppur limitati) del carico fiscale e riforme dello stato sociale (ad esempio per le famiglie con figli a carico) che hanno aumentato leggermente il reddito disponibile delle famiglie. In merito, occorre sottolineare che se la Germania non avesse avuto delle finanze pubbliche solide, non avrebbe disposto di quello spazio di manovra finanziaria per adottare gran parte di questi provvedimenti (secondo i calcoli dell'ocse, i due pacchetti di stimolo sono stati pari al 3,1% del PIL tedesco nel 2008). L'esperienza tedesca conferma il principio cardine della politica economica di questo Paese, secondo il quale disavanzo di bilancio e debito pubblico contenuti sono un presupposto necessario per una crescita economica sostenibile e di lungo periodo. - La Germania investe ingenti risorse nella ricerca scientifica e tecnologica (circa il 2,8% del PIL nel 2007), di cui oltre due terzi provengono dal settore privato. Questo sforzo permette all'industria tedesca di vantare primati tecnologici in numerosi comparti industriali e di offrire prodotti innovativi che hanno successo nei mercati mondiali nonostante essi siano spesso più cari dei prodotti concorrenti. Consapevole del ruolo chiave dell'istruzione e della ricerca scientifica e tecnologica per assicurare il futuro del Paese, il Governo federale prevede un aumento di queste voci di spesa per complessivi 12 miliardi di euro fino al GERMANIA Berlino - La Porta di Brandeburgo Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

12 CONGIUNTURA Ankara: economia con il vento in poppa ma restano squilibri Il 2010 dovrebbe chiudere con un aumento annuo del PIL pari al 7,5%. Restano da sanare squilibri sul fronte della bilancia commerciale e su quello dei divari di sviluppo tra le diverse aree del Paese TURCHIA Gli ultimi dati sull'andamento dell'economia turca dimostrano che il Paese si affaccia al nuovo anno con le carte in regola e la certezza di essersi finalmente ripresa dalla crisi, come peraltro certificato anche dal recente rapporto del Fondo Monetario Internazionale. Seppur inferiore alle aspettative, il dato relativo al terzo trimestre 2010 (+5,5%), porta la crescita dell'economia turca nei primi nove mesi dell'anno all'8,9 %, una delle più alte nell'area OCSE. Se alla fine del 2010 il PIL turco risulterà aumentato del 7,5% (come nelle previsioni del FMI e della Commissione Europea) si tratterà di un successo per il Primo Ministro Erdogan che, dopo aver consolidato la sua posizione con l'esito del referendum costituzionale a fine settembre, si troverà a percorrere una strada in discesa prima delle imminenti elezioni legislative in programma per il giugno prossimo. È unanime inoltre l'opinione che la crescita economica sarà robusta anche nel 2011, ma che non potrà riprodurre gli stessi livelli del Mondo imprenditoriale ed analisti prevedono infatti una crescita tra il 4 ed il 5%, perfettamente in linea con le stime del FMI e con il Programma Economico di Medio Termine (+4,5% per il 2011). Il Primo Ministro turco Erdogan Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

13 Focus sulle infrastrutture In un quadro macroeconomico sostanzialmente positivo si presenteranno numerose opportunità anche per operatori/investitori stranieri nel settore delle infrastrutture. In particolare proseguiranno il programma di realizzazione dei poli ospedalieri cui sono già interessate alcune tra le più grandi aziende italiane e il processo di privatizzazioni con particolare riguardo alla rete autostradale che sarà ceduta in un unico pacchetto e a impianti di produzione di energia elettrica. Infine, la Turchia potrà verosimilmente contare anche nel prossimo futuro su una consistente solidità del sistema finanziario e su una buona gestione della spesa pubblica. Restano però alcune debolezze strutturali che impediscono al Paese di accreditarsi presso gli investitori internazionali allo stesso livello di altre economie emergenti. Il primo punto è rappresentato dal divario in continua crescita tra esportazioni e importazioni, che si è ridotto in un aumento del deficit delle partite correnti dal 2,3% del PIL nel 2009 al 6% (previsto) nel Il dato è una conseguenza di diversi fattori tra cui: - forte dipendenza della crescita economica dall'aumento dei consumi interni; - forte dipendenza dalle importazioni di energia; - scarsa propensione all'esportazione: assieme alla Polonia, la Turchia è infatti l'unico Paese europeo in cui il tasso di crescita delle esportazioni risulta inferiore alla crescita del PIL. Lo squilibrio commerciale è stato finora finanziato con l'afflusso di capitali in buona parte speculativi, attirati dall'elevato livello dei tassi di interesse. Ciò che in un certo senso testimonia la fiducia che gli investitori ripongono nel Paese, ma il rovescio della medaglia è rappresentato da almeno due fattori frenanti: - elevata parità della Lira turca a scapito della competitività delle esportazioni; - effetto negativo dell'elevato costo del denaro sugli investimenti. Gli ultimi dati relativi all'afflusso dall'estero di investimenti diretti, cioè quelli finalizzati a impieghi produttivi, mostrano invece un calo del 17,9% nei primi dieci mesi del Il calo diventa del 31,9% se depurato del settore immobiliare, dove invece l'afflusso di capitali stranieri è aumentato del 36,5 per cento. TURCHIA Istanbul - Il ponte Fatih Sultan Mehmet (foto Wikipedia) Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

14 Squilibri sul fronte occupazione Un secondo problema strutturale è rappresentato dal tasso ufficiale di disoccupazione che dopo, aver superato il 14% nel gennaio 2010, è gradualmente sceso all'11,3% nel mese di settembre. Si stima che nel 2011 continuerà a situarsi tra l'11 ed il 12%. Lo scenario occupazionale turco rimane però caratterizzato da una crescente esclusione delle donne dalla forza lavoro (come conseguenza anche dell'abbandono delle campagne verso i maggiori poli industriali, dove alle donne è riservata la gestione della casa e della famiglia) e dall'occupazione in nero. Infine restano aperti nel Paese importanti squilibri geografici in termini di sviluppo che potrebbero essere superati solo con un maggiore apporto di investimenti. Il problema emerge con particolare evidenza nel sud-est del Paese dove i tassi di disoccupazione raggiungono in alcune Province livelli fino al 21%. Un indicatore significativo è rappresentato dal ridotto numero di aziende che figurano tra le prime mille del Paese in termini di fatturato, situate nell'area: se a Gaziantep sono ancora 32, a Kahramanmaras scendono a 16. Soprattutto il resto dell'est e del sud-est del Paese è un territorio pressochè vergine dal punto di vista industriale. Un'opportunità di cambiamento è ora rappresentata dalla nuova apertura verso i mercati mediorientali e la Siria, ma per attrarre capitali e attività qualificate servono grandi investimenti nella rete di distribuzione elettrica, nella rete stradale, nella formazione professionale, e in tutte le altre infrastrutture necessarie ad attrarre risorse umane qualificate (istruzione, sanità, tempo libero). In questo contesto il Governo di Ankara dovrà anche fronteggiare una serie di riforme che, ad oggi, sono state continuamente rimandate per il loro elevato costo sociale. Tra le più importanti, quella del sistema fiscale (che privilegia attualmente la tassazione indiretta) e quella del mercato del lavoro. L'appuntamento elettorale del 2011 non facilita il compito. In cambio il Governo di Ankara cercherà di concentrarsi su alcuni interventi politicamente meno dolorosi, ma in grado di dare un contributo effettivo alla competitività del Paese: una spinta all'innovazione tecnologica per aggiungere valore alle esportazioni, incentivi alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, maggiori investimenti in infrastrutture (trasporti, energia, pubblica amministrazione, istruzione). TURCHIA Antalya - Le cascate Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

15 Il Governo di Ankara preme l'acceleratore sulle privatizzazioni Apre la lista Turkish Airlines con un pacchetto pari al 49,12% del capitale. Ma i partner straneri non potranno superare il 40%. In programma anche cessione di pacchetti Halkbank e Turk Telekom TURCHIA L'Autorità turca per le privatizzazioni (OIB) ha avviato la gara per la scelta della società di consulenza che assisterà il Governo nel processo di privatizzazione futura della Turkish Airlines. La gara è rivolta a banche d'investimento, organizzazioni finanziarie, società e consorzi esperti nel settore dell'aviazione, in quello delle privatizzazioni, delle fusioni, delle acquisizioni e delle offerte pubbliche. Il servizio di consulenza richiesto è mirato ad affiancare l'autorità turca nella determinazione (e nella successiva preparazione) della strategia da mettere in atto per realizzare il processo di privatizzazione della compagnia aerea con la vendita di quel 49,12% di quota della Compagnia rimasto sotto il controllo statale dopo le parziali privatizzazioni del 1990 e del La quota massima di proprietà straniera (diretta o indiretta) non potrà eccedere il 40 per cento. Turkish Airlines è attualmente in continua crescita: nel 2009 ha prodotto un utile di 389 milioni di euro; trasporta annualmente circa 25 milioni di passeggeri con voli diretti verso 127 destinazioni internazionali e 37 nel territorio turco. L'Autorità per le privatizzazioni ha anche preannunciato l'imminente avvio delle procedure per la vendita al pubblico delle azioni dello Stato nella Halkbank e in Turk Telekom. Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

16 INVESTIMENTI Autostrade: KGM annuncia nuovi progetti per 83 miliardi di dollari Il programma include 24 autostrade e raccordi per un totale di circa chilometri. I contratti saranno su base BOT per attrarre capitali privati TURCHIA Punta a raccogliere capitali privati anche la Direzione Generale per le Autostrade (KGM) di Ankara che prevede di dare attuazione a ben 24 progetti infrastrutturali che saranno realizzati secondo le modalità build-operate-transfer (BOT). Si tratta di un totale di chilometri di strade per un costo stimato di 83 miliardi di dollari, ivi inclusi i costi di esproprio. Questi sarebbero i progetti in cantiere: autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir (421 chilometri), autostrada Marmara Nord (414 chilometri), autostrada Ankara-Nigde (342 chilometri), autostrada Ankara- Samsun con tratto Ankara-Kirikkale-Delice (112 chilometri) e tratto Delice-Samsun (320 chilometri), autostrada Aydin-Denizli-Burdur, con tratto Aydin-Denizli (175 chilometri) e tratto Denizli-Burdur (155 chilometri), autostrada Kinali-Tekirdag- Çanakkale-Balikesir (370 chilometri), Tunnel di Sabuncubeli (4 chilometri), autostrada Ankara-Izmir (535 chilometri), autostrada Afyonkarahisar-Antalya-Alanya (490 chilometri), autostrada Sivrihisar-Bursa (202 chilometri), autostrada Sanliurfa-Habur inclusa la strada collegamento Diyarbakir (445 chilometri), autostrada Gerede-Merzifon-Gürbulak con tratto Gerede-Merzifon (357 chilometri) e tratto Merzifon-Gürbulak (908 chilometri), autostrada Bozuyuk-Afyonkarahisar (85 chilometri), autostrada Afyonkarahisar- Nigde (425 chilometri), autostrada Düzce- Zonguldak (90 chilometri), autostrada Alanya-Mersin (250 chilometri), autostrada Delice-Sivas-Refahiye (540 chilometri), autostrada Nevsehir-Diyarbakir (650 chilometri), autostrada Diyarbakir-Gürbulak (460 chilometri), autostrada Sivas-Malatya (230 chilometri), autostrada Trabzon-Malatya (540 chilometri), autostrada Sanliurfa-Akçakale (50 chilometri), autostrada Rize-Diyarbakir (560 chilometri), autostrada Pasinler-Turkgozu (250 chilometri). La mappa delle autostrade turche Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

17 ENERGIA Saranno privatizzate 26 centrali elettriche Il programma suddiviso in nove portafogli che andranno da 365 a Megawatt. Inclusi impianti idroelettrici in Turchia centrorientale e a gas nella zona settentrionale del Paese Dopo la privatizzazione della rete di distribuzione elettrica, il Governo turco si sta ora preparando ad un imponente giro di privatizzazioni degli impianti per la produzione di energia. La manovra riguarderà 15 centrali termoelettriche e 26 centrali idroelettriche dell'azienda statale Electricity Generation (EÜAS) che coprono il 39% del potenziale elettrico complessivo della Turchia. Inizialmente saranno privatizzati 4 impianti termoelettrici, mentre le restanti centrali termoelettriche e quelle idroelettriche saranno vendute successivamente secondo un programma suddiviso in 9 tranche a seconda della localizzazione degli impianti. In pratica verranno messi in vendita altrettanti portafogli elettrici con un potenziale produttivo che varierà, a seconda dei casi tra i 365 e i Megawatt. Gran parte degli impianti idroelettrici di elevata potenza si trova nella Turchia centrale e orientale, mentre i 15 impianti termoelettrici (che impiegano principalmente gas naturale) sono nelle zone occidentali. Delle 26 centrali idroelettriche incluse nella lista delle future privatizzazioni, 12 hanno una capacità che supera i 100 Megawatt, generano annualmente 850 milioni di kwh e sono localizzate principalmente nell'anatolia centrale e orientale. I 4 impianti che il governo programma di vendere per primi sono quelli di Hamitabat, Kangal, Seyitömer e Soma A-B. La centrale di Hamitabat si trova nella provincia nordoccidentale di Kirklareli e funziona a gas naturale, mentre gli impianti di Kangal (nei pressi della città di Sivas), Seyitömer (presso Kütahya) e Soma A-B (a Manisa) usano carbon fossile (lignite). Il mercato dell'elettricità turco appare interessante per gli investitori, visti gli elevati tassi di crescita del consumo energetico e la tendenza all'ulteriore aumento. È anche quello che cresce più velocemente tra i Paesi dell'europa centrale e orientale, dell'africa e del Medio Oriente. In particolare, si prevede che la domanda interna di elettricità aumenterà ad un ritmo più sostenuto di quello del PIL reale a causa del sostenuto sviluppo demografico del Paese, dei processi di urbanizzazione e industrializzazione in atto e della crescita economica. Nonostante ciò, i livelli di impiego di energia elettrica pro capite in Turchia (6 produttore di elettricità in Europa) sono al di sotto di quelli degli altri Paesi europei. Secondo l'agenzia Internazionale per l'energia, il consumo medio pro capite nell'area OCSE è pari a kwh, ammonta a kwh in Turchia. TURCHIA La Ataturk dam Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

18 AUTO Lisbona, il Ceiia lancerà un prototipo di auto elettrica Il progetto rientra in un'iniziativa "di Sistema" che coinvolge fornitori di componenti, servizi e infrastrutture. Guida l'intera operazione il Centro di Eccellenza e Innovazione nell'industria dell'auto. Obiettivo: 6500 vetture prodotte già nel 2012 PORTOGALLO Il Portogallo avvierà la produzione di un prototipo di automobile elettrica a partire dal La vettura, attualmente denominata Mobicar verrà sviluppata dal CEIIA (Centro para a Ecelencia e Inovasao na Industria Automovel). Per il suo sviluppo sono stati stanziati 12 milioni di euro, di cui il 40% è costituito da fondi comunitari erogati attraverso il programma nazionale QREN ed il 60% frutto di contributi privati. L'assemblaggio dei primi esemplari di automobili elettriche progettate dal CEIIA è stato affidato alla Vendas Novas Automoveis, industria situata nel centro del Paese che produce carrozzerie per il gruppo automobilistico giapponese Isuzu. Nel 2011 saranno prodotti i primi 350 veicoli che saranno sottoposti ad appositi test di affidabilità, mentre la produzione industriale vera e propria potrebbe essere avviata nel 2012 con la realizzazione di esemplari. Il progetto Mobicar non riguarda solo i veicoli, ma l'intera filiera del "sistema" auto elettrica, incluse le infrastrutture e i servizi. Quindi, accanto a CEIIA e ad altre 21 aziende coinvolte nella produzione delle auto, include altre 50 entità pubbliche e private operanti in diversi settori che si occuperanno della produzione della componentistica e della realizzazione delle infrastrutture necessarie alla ricarica delle batterie dei veicoli e alle connesse attività di ricerca e sviluppo. Mobicar si inserisce infatti nel più ampio progetto Mobi-E, lanciato dal Governo portoghese nel 2009 e volto a promuovere la mobilità elettrica privata attraverso azioni che favoriscano l'adozio- La Mobi.E Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

19 ne di veicoli elettrici. Nel quadro di quest'ultimo progetto, sono già stati realizzati 104 punti per la ricarica di autoveicoli elettrici, dei quali il 50% situati a Lisbona, mentre gli altri sono stati distribuiti in 25 città di tutto il Paese. Obiettivo del Governo è di realizzare punti di ricarica entro la fine del 2011, prima cioè dell'auspicata circolazione dei primi veicoli elettrici 'made in Portugal'. Il CEIIA (www.ceiia.com), che ha assunto la guida dell'intera operazione, è un polo di eccellenza nel settore della ricerca ed innovazione automobilistica che ha sede nella città di Maia a cui partecipano aziende, Associazioni, Università, Centri di R&S e Enti pubblici. Si propone la missione di offrire competenze e servizi alle imprese portoghesi impegnate nel settore della mobilità sostenibile, al fine di promuovere la loro internazionalizzazione e favorirne la crescita in termini di capacità di esportazione dei propri prodotti e servizi ad alto valore aggiunto. Per quanto riguarda la progettazione di automobili elettriche, il CEIIA ha iniziato a prender parte a diversi progetti internazionali e a collaborare - inter alia - con il gruppo Pininfarina. Ciò ha consentito la formazione di una task force di ingegneri altamente qualificati nel campo del design automobilistico. Una collaborazione proficua è stata poi quella sviluppata negli scorsi anni con l'impresa norvegese Ebil Norge, nell'ambito di un progetto di mobilità elettrica denominato Buddy. A partire da quell'occasione, infatti, sono state numerose le PMI lusitane che hanno acquisito uno specifico know how in materia e che parteciperanno ora al progetto Mobicar. Tra queste figurano la V Iberia (gestione dei fornitori nella costruzione di prototipi), Yasaki Saltano (cablaggio), Ropicò (pannelli esterni), IETA (componentistica per carrozzerie), Forma3D Ipetex (componenti degli interni), Robertrnica (componenti elettronici), Pamela (illuminotecnica) e Usimeca IMFU (lavorazione di stampi). PORTOGALLO Lisbona - Il Primo Ministro portoghese Socratés fa il pieno a un auto elettrica all inaugurazione di una stazione di ricarica Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

20 INVESTIMENTI Canberra e gli Stati accelerano gli investimenti minerari Tom Albanese, chief executive del gruppo minerario Rio Tinto, ha annunciato un piano di investimenti per un ammontare di 11 miliardi di dollari australiani. In particolare, parte degli investimenti saranno mirati all'incremento da 230 a 330 milioni di tonnellate annue della capacità di estrazione dai giacimenti di ferro nella regione di Pilbara nel Western Australia. Il tutto nell'ambito di un piano pluriennale con scadenza 2016, che prevede, per quest'obiettivo, un esborso di 13,3 miliardi. Anche Fortescue Metal Group ha recentemente annunciato l'intenzione di avviare un piano di sviluppo mirato ad aumentare l'estrazione dei suoi giacimenti nella regione da 55 a 155 milioni di tonnellate di ferro annue. Il piano di Fortescue dovrebbe essere completato entro il 2014, per un costo stimato di 8,4 miliardi. L'Australian Bureau of Agricultural and Resource Economics (ABARE: ha recentemente stimato (dati al 31 ottobre 2010) in 72 il numero dei progetti di investimento in campo energetico e minerario ad uno stadio di sviluppo avanzato (ovvero in costruzione o con una decisione finale d'investimento già presa), per un investimento complessivo di circa 133 miliardi, ed in 304 i progetti in fase di valutazione, con un ulteriore esborso di 248 miliardi. Nell'ambito di questi ultimi va segnalato il recente via libera da parte del Governo statale del Queensland ad un Progetto di estrazione e liquefazione del gas naturale da 35 miliardi promosso da ConocoPhillips e Origin Energy e da realizzarsi nei pressi di Gladstone. AUSTRALIA La miniera aurifera di Boddington Diplomazia Economica Italiana - n febbraio

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