IL CONSIGLIO COMUNALE

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1 IL CONSIGLIO COMUNALE VISTA l interrrogazione posta all ordine del giorno presentata dal Gruppo Consiliare Lista per Santa Lucia in merito alla reale situazione della partecipazione comunale nella Società Asco Holding Spa; DATO ATTO che sull argomento non si rende necessario acquisire il parere dei Responsabili dei Servizi in quanto trattasi di atto a contenuto meramente politico, che non comporta aspetti tecnicogestionali; SENTITO l intervento del Sindaco che, dopo aver introdotto l argomento, constata la presenza in Sala del Presidente del Consiglio di Amministrazione di Asco Holding e Ascopiave, Dott. Salton, e del Direttore Finanziario, Dott. Gumirato, li invita a prendere posto presso i banchi consiliari per poter relazionare dettagliatamente in merito all interrogazione in oggetto; VISTO il T.U. delle leggi sull ordinamento degli enti Locali, approvato con D. Lgs n. 267; VISTO lo Statuto Comunale; VISTO il vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale; PRENDE ATTO Delle ampie ed approfondite relazioni sull argomento oggetto dell interrogazione e del successivo dibattito che evidenzia le posizioni dei vari Gruppi Consiliari, il cui testo integrale viene riportato in allegato.

2 DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 10 DEL AD OGGETTO: RISPOSTA AD INTERROGAZIONE DEL GRUPPO CONSILIARE LISTA PER SANTA LUCIA SULLA REALE SITUAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE COMUNALE NELLA SOCIETÀ ASCO HOLDING S.P.A. TESTO DELLA RELAZIONE E DELLA DISCUSSIONE RELAZIONE: IL SINDACO: Su questa voce c è la risposta diciamo all interrogazione. La parola va al Capogruppo della Lista per Santa Lucia, dottor Szumski, non prima però anche di avere invitato, mi pare siano presenti, magari chiedo al dottor Pucci se mi può gentilmente chiamare gli ospiti che abbiamo. Abbiamo con noi il dottor Salton Presidente dell Asco e il dottor Gumirato direttore dell Asco Piave, che sono con noi questa sera. Ringraziamo i presenti, appunto il Presidente e il Direttore che sono qua gentilmente questa sera per dare DISCUSSIONE: Il Capogruppo della Lista Progetto Santa Lucia, Arturo BERNARDI: Vorrei fare una mozione d ordine. La mozione d ordine è per conoscere ed avere dei chiarimenti, perché noi abbiamo.., intanto salutiamo il Presidente dell Asco Piave, non pensavamo che ci fosse la presenza del massimo vertice, ma abbiamo un interpellanza che chiede: I sottoscritti Consiglieri Comunali chiedono la convocazione dell apposito Consiglio Comunale con la presenza dei vertici di Asco Piave al fine di illustrare la reale situazione della partecipazione comunale alla compagine, e respingere le insinuazioni di gioco in Borsa da parte dell Amministrazione di Santa Lucia. Quindi parliamo di Asco Piave, questa è l interpellanza che abbiamo noi. Per sola chiarezza noi non abbiamo mai parlato di Asco Piave, ci pare tra l altro che il Comune non sia socio di Asco Piave ma sia socio di Asco Holding. All ordine del giorno, invece, troviamo un interrogazione che parla dell Asco Holding. Siccome la Asco Piave è una compartecipata della Asco Holding, che oltre all Asco Piave ha partecipazioni in Asco Trade, in Global Energy, nelle Cime Servizi, nella Coge Calore, nell Extra Energia, nell Italgas, nell Asco TLC, nella Seven Center, nella Bim Piave Nuove Energie, vogliamo capire di che cosa stiamo parlando. Prima domanda. Seconda: l interpellanza intende seguire il regolamento del Consiglio Comunale per il quale l interpellante fa l interpellanza, l interpellato risponde esso o chi per esso, e l interpellante si dichiara o meno soddisfatto? O è ammesso il dibattito su questa interpellanza? Queste sono le due cose che vorremmo fossero chiarite prima di entrare nel merito dell ordine del giorno perché ci pare che le due cose non siano la stessa roba. Il SINDACO: C è una richiesta da parte del Capogruppo della maggioranza relativamente, immagino, anche a indiscrezioni che sono uscite sui giornali di matrice politica in paese, dove si parla di una possibilità che il Comune giochi in Borsa, e quindi perda in Borsa. E, quindi, il Capogruppo ha inteso promuovere questa iniziativa affinché vi sia un chiarimento anche alla

3 cittadinanza per far luce su come funziona diciamo Asco, l Asco Holding alla quale noi facciamo parte, per dare appunto chiarezza su come avvengono le distribuzioni delle quote, su quale è la storia, appunto, di questo ente, di questo Consorzio. È previsto, per quanto mi riguarda, la possibilità che, una volta che il Capogruppo avrà espresso il suo intervento e che ovviamente il Presidente - o il Direttore - qualora lo ritenga opportuno, avranno chiarito questa richiesta, questa interrogazione a favore di tutto il Consiglio Comunale, ovviamente anche l intervento del Consiglio Comunale attraverso i Consiglieri. Il CONS. BERNARDI: Debbo fare appello al Segretario Comunale per chiedere se è regolare che un interpellanza parli di una società e poi la risposta parli di un altra società, perché sono società diverse. Anche se fanno parte dello stesso gruppo chi fa una interpellanza per conoscere la situazione dell Asco Piave, fa un interpellanza sulla quale il Comune di Santa Lucia non ha nessuna azione. Le azioni del Comune di Santa Lucia sono della Asco Holding, e non dell Asco Piave. Se è così, secondo me, non è possibile fare il dibattito sull Asco Piave se ci riferiamo all Asco Holding. Se ci riferiamo all Asco Holding occorre rifare un interpellanza che parli di Asco Holding. Dato che il Presidente del Consiglio ha poi affermato che nella stampa di partito, cosiddetta, è stampa signor Sindaco, è stampa a tutti gli effetti, stampa corretta politica, onorevole, non è un giornaletto da passeggio. In quel giornale nessuno di noi usa il termine gioco in Borsa. Noi scriviamo a caratteri cubatali che il Comune perde in Borsa. E se è vero, come è vero che il Comune detiene un pacchetto di numero 3 milioni e rotti di azioni, e queste azioni hanno una valutazione che nel tempo si è manifestata ridotta, almeno fino a ieri questo purtroppo è continuato, non si tratta di gioco in Borsa, si tratta di una constatazione. Il pacchetto azionario, che il Comune detiene, è un pacchetto che sta perdendo valore. Quindi, scrivere sul giornale che il Comune perde sulle azioni è dire nient altro che la verità. IL SINDACO: Segretario, se voleva intervenire. IL SEGRETARIO: ad esprimermi in termini puramente tecnici perché questa è un interpellanza, quindi ha natura politica, dunque sta a voi interpretare, soprattutto c è il Capogruppo della maggioranza che l ha formulata, quindi sta a lui a dire il senso del dibattito che intendeva promuovere questa sera in Consiglio. Il SINDACO: Prego, Assessore. L ASSESSORE RICCARDO SZUMSKI: Allora la richiesta deriva ovviamente da interventi fatti in questa sede consiliare, da interventi, articoli apparsi sulla stampa locale che riguardano la situazione, il rapporto dell Amministrazione Comunale di Santa Lucia rispetto alle partecipazioni che detiene in Asco Holding e, di conseguenza, perché Asco Holding non è quotata in Borsa, della quotata in Borsa Asco Piave. Questo per delineare esattamente com è lo stato dell arte delle partecipazioni, dei giochi, delle strategie, delle possibilità, della storia con cui si è arrivati a questa situazione e, ovviamente, per poi determinare che le posizioni che l Amministrazione ha sempre ritenuto, assieme a tutti gli altri Comuni che storicamente compongono l originariamente Bim e successivamente sono confluite in Asco Holding e detengono il controllo di Asco Piave, di avere un accordo di non vendere, se non simultaneamente, eventualmente le proprie azioni. Cioè di seguire una strategia che tutelasse le Amministrazioni Comunali e il territorio in questo campo. Una strategia che è ancora in essere, che è quella di sviluppo e di aggregazione nell ambito del nordest. Quindi, in questo senso va letta la nostra richiesta. Qui vedo i vertici di Asco Piave e i vertici di Asco Holding, che sono le medesime persone; quindi credo che ci siano tutti gli elementi per poter discutere, se si vuole fare una discussione a chiarezza. Il Sindaco ha già detto che, al termine dell intervento, è possibile che ognuno esprima le proprie posizioni, mi pare che se si vuole aprire un confronto a 360 gradi con tutti i protagonisti presenti e ognuno poi esprima le proprie

4 considerazioni e i propri punti di vista credo che questo sia il luogo più adatto. IL SINDACO: Grazie. Allora io direi di chiamare il dottor Salton. Il Cons. BERNARDI: Devo fare una dichiarazione a verbale. IL SINDACO: Sì. Il CONS. BERNARDI: Poiché l interpellanza è rivolta a conoscere l attività dell Asco Piave, ritengo illegittimo intrattenere il Consiglio su una società che non c entra con l interpellanza. Ciononostante siamo ben lieti di poter partecipare al dibattito su tutto questo ensemble, definiamolo così, che abbiamo appena descritto prima, perché non è nostra intenzione sottrarci a nessun dibattito consiliare. Ma denota, questa incongruenza, caso mai un attenzione poco opportuna o adeguata perché c è una incongruenza. Si parla da una parte di una società e si risponde per un altra. Comunque ben venga il dibattito. Il SINDACO: Prego, proceda. Il DOTT. SALTON: Giusto per approfittare dell occasione anche per spiegare un po l attività del gruppo Asco Piave che comprende la Holding detenuta da 93 Comuni, e poi tutte le altre società a cascata per filiera, filiera del gas, quindi l Asco Piave è quotata, l Asco Trade è una società di vendita di Asco Piave, e poi le altre società che citava prima anche il Consigliere, Seven Center, Global Energy, ecc. dopo ve ne parlerò. Comunque il modo, penso cruciale, sia la domanda che ci facciamo tutti, dopo al di là delle questioni interpretative sul contenuto dell interrogazione Asco Holding o Asco Piave, ma però giusto anche per chiarire, è un opportunità, insomma, per chiarire anche qual è il motivo per cui i Comuni possono partecipare a questa società in generale. Noi ci siamo preparati una nota, di modo che rimanga poi anche a beneficio di tutto il Consiglio, ma anche di chi vorrà poi prenderne visione, di come è nata e come ha ragione d essere Asco Holding. Vi ringrazio ovviamente, ringrazio il Sindaco e tutti i Consiglieri per avermi dato l opportunità di intervenire a questa riunione e, appunto, di potere esprimere alcune considerazioni in merito alla proposta di deliberazione relativa alla vendita da parte del Comune delle azioni detenute. Ecco, qui c è la diatriba: il Comune detiene le azioni di Asco Holding e non dell Asco Piave quotata. Ma dopo vi spieghiamo anche perché si è arrivati a questa struttura, Asco Holding e la quotata invece sotto. In particolare comunque intendo portare alla vostra attenzione alcune questioni sia di carattere giuridico, legate alla prospettata applicazione delle norme recentemente introdotte dalla legge Finanziaria 2008, in tema di partecipazione degli enti locali in società di capitali, sia di natura più strettamente economica legate alla natura dell investimento del Comune in Asco Holding. Comincio dalle considerazioni di natura giuridica. Allora, l art. 3, comma 27 della legge Finanziaria 2008, prevede un divieto per i Comuni di costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente o indirettamente partecipazioni anche di minoranza in tali società. Proseguendo nella lettura della norma lo stesso legislatore precisa che è sempre ammessa la costituzione di società che producono servizi di interesse generale e l assunzione di partecipazioni in tali società da parte delle Amministrazioni. La stessa relazione ministeriale, disegno della legge Finanziaria, sottolinea come la creazione di società ed enti per lo svolgimento di compiti di rilevanza pubblica è e rimane uno strumento utilissimo per perseguire maggiore efficienza a vantaggio della collettività. Lo scopo della norma introdotta dalla Finanziaria è, dunque, vietare forme di abuso tese a sottrarre, attraverso la costituzione di società di capitali, l azione amministrativa svolta dai Comuni dal rispetto

5 delle regole di trasparenza anche contabile, e i vincoli di spesa applicabili alle pubbliche amministrazioni. Viceversa, la stessa norma riconosce che, vi è un ambito in cui le società dei capitali a partecipazione pubblica rappresentano lo strumento più idoneo per lo svolgimento di attività rilevanti per la collettività, ovvero quello della produzione di servizi di interesse generale. Cosa sono i servizi di interesse generale? Cosa sia un servizio di interesse generale emerge dalla prassi e dalla normativa della Comunità Europea. In particolare i servizi di interesse generale designano attività di servizio commerciali, o non, considerate di interesse generale dalle autorità pubbliche e soggette, quindi, ad obblighi specifici di servizio pubblico. Essi raggruppano le attività di servizio non economico, sistemi scolastici obbligatori, protezione sociale, ecc., nonché le funzioni inerenti alla potestà pubblica (sicurezza, giustizia, ecc.), e i servizi di interesse economico generale (energia e comunicazioni). Tra i servizi di interesse generale rientra quindi il sottoinsieme dei servizi di interesse economico generale previsti dal trattato istitutivo della Comunità Europea che possono intendersi come servizi di interesse generale remunerati dagli utenti. Cosicché non vi è alcuna preclusione di principio, rispetto al fatto che, un servizio di interesse economico generale, sia svolto tramite una società commerciale che persegua, nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico inerenti l attività svolta, lo scopo di lucro. Ciò detto pare fuor di dubbio che l attività svolta da Asco Piave rientri nell ambito dei servizi di interesse economico generale, dato il dettagliato regime normativo cui è sottoposta tanto l attività di distribuzione quanto l attività di vendita del gas. Si pensi solo al ruolo svolto dall autorità per l energia elettrica e gas nella determinazione delle tariffe di vendita del gas e nella fissazione del vincolo dei ricavi derivanti dall attività di distribuzione. I vincoli dei ricavi sarebbero i ricavi, in sostanza, proprio per l attività di gestione della rete. Ci sono delle norme particolari, fissate dall autorità, che limitano ovviamente i costi. Quindi, sia l attività di vendita che anche l attività di distribuzione sono normate da precise regole. Non è che uno possa inventarsi le tariffe a seconda del piacere, ecc. Peraltro, lo stesso affidamento da parte dei Comuni a una società per azioni del servizio di distribuzione del gas nasce da precisi obblighi derivanti dal cosiddetto decreto Letta, che è un decreto legislativo del 2000, il n. 164.E la scadenza degli affidamenti con conseguente obbligo di indire una gara per l affidamento del servizio è anch essa stabilita dalla legge. Non vi è dunque alcun obbligo giuridico per il Comune di cedere la partecipazione in Asco Holding e, conseguentemente, anche in Asco Piave. Del resto, se fosse vero il contrario, ciò condurrebbe all assurdo risultato che tutti i Comuni italiani dovrebbero vendere le partecipazioni possedute nelle imprese utilities, cosa priva di benché minimo senso e che il legislatore certo non ha voluto affermare. Infine, giova sottolineare come la circostanza che Asco Holding non svolga attività di direzione e coordinamento della propria controllata Asco Piave, non può avere alcun effetto sull analisi sopradescritta. Il fatto che Asco Holding non svolga attività di direzione e coordinamento infatti significa solo che, Asco Holding, non impartisce al Consiglio di amministrazione di Asco Piave direttive relativamente alla gestione della società. Ma non di meno resta in grado di determinare in assemblea le scelte più importanti quali, ad esempio, la nomina degli amministratori, la distribuzione degli utili, la partecipazione ad operazioni di fusione, e non ultimo il fatto che Asco Piave svolga, e debba continuare a svolgere, un servizio di interesse generale quale la distribuzione e vendita di gas. Vi sono, al contrario, considerazioni anche di carattere economico che, a mio avviso, rendono vantaggioso per il Comune mantenere la propria partecipazione in Asco Holding. Anzitutto Asco Holding è una società interamente partecipata da Comuni che hanno affidato il servizio di distribuzione del gas nel proprio territorio ad Asco Piave, nessuno dei quali da solo è in grado di esercitare una influenza dominante sulla società. Al contrario tutti i Comuni soci partecipano alla gestione di Asco Holding e hanno così voce in capitolo nel determinarne gli indirizzi tenendo conto dell interesse pubblico di cui sono portatori.

6 Ovviamente la forza deriva dall unione delle partecipazioni di ogni singolo Comune che, messe a fattor comune, permettono di avere la partecipazione di maggioranza. Non ha molto senso porre in vendita la quota del Comune di Santa Lucia di Piave da sola in quanto è molto probabile che non venga riconosciuto il giusto valore proprio perché si tratta di una sola quota, di una quota in minoranza. Avrebbe invece molto senso porre in vendita una quota di Asco Holding congiuntamente agli altri Comuni, oppure porre in vendita una parte di azioni di Asco Piave detenute da Asco Holding, in occasione delle prossime aggregazioni, al fine di massimizzarne l introito. Certamente Asco Piave è una società quotata che persegue, oltre agli obblighi di pubblico servizio stabiliti dalla normativa applicabile, il fine di creare valore per i propri azionisti e, quindi, ivi inclusa la controllante Asco Holding, e di remunerare il capitale da questi investito. A questo proposito nel corso dell esercizio 2007 Asco Holding ha pagato al Comune di Santa Lucia di Piave un dividendo ordinario pari a euro e uno straordinario pari a euro, nel 2006 un dividendo ordinario di euro. Nel 2008 sarà deliberato un dividendo di euro. Importi che costituiscono senz altro un entrata significativa per le casse del Comune, e derivano per la gran parte dal positivo risultato della gestione di Asco Piave nel corso di questi anni. Infine, mi si permetta una breve annotazione sull andamento del prezzo di Borsa delle azioni di Asco Piave. Dopo magari lo analizzeremo anche in dettaglio. L andamento del titolo è assolutamente analogo a quello delle altre multiutility quotate, e risente in modo significativo dell andamento del prezzo del dollaro sui mercati internazionali. Non di meno il prezzo attuale di Borsa è vicino al prezzo a cui le azioni sono state collocate in sede di quotazione e i risultati operativi del gruppo in termini di margine operativo e utili, rimangono assolutamente positivi. Analizzando l andamento borsistico delle utilities quotate negli ultimi 12 mesi notiamo come Asco Piave, non è vero che poi mal comune mezzo gaudio, attenzione, però insomma notiamo che Asco Piave abbia avuto la miglior performance e il titolo ha perso meno dopo A2A. Il CONS. BERNARDI: Periodo scusi (Intervento senza microfono) Il DOTT. SALTON: Dopo analizzeremo sia del periodo di inizio quotazione che anche del periodo dell anno. Allora meno A2A ovviamente perché è stata fatta un operazione importante, la fusione tra Milano e Brescia, quella che noi auspichiamo fare tra Asco Piave e Acegas-APS qui in Veneto. Certamente l investimento del Comune in Asco Holding non ha, né può avere finalità di tipo speculativo o di trading. Ragion per cui è scorretto considerare il calo del prezzo di Borsa delle azioni quale una diminuzione secca del valore del gruppo. Permettetemi anche, dopo chiudo e invece riprendiamo il discorso magari anche più dialettico, così capiamo meglio anche i numeri, un breve excursus storico del gruppo. All epoca dell entrata in vigore del decreto Letta, quindi erano gli inizi dell anno 2000, Asco Piave si poneva nel contesto Veneto alla pari delle altre utilities venete. Aveva più o meno lo stesso numero degli utenti di APS Padova, di Acegas Trieste, di AIM Vicenza e AGSM Verona. In realtà gestendo queste società e anche altri servizi le stesse erano molto più grandi di Asco Piave. In 7 anni Asco Piave, unica utilità veneta e forse italiana, ha più che triplicato il numero degli utenti gestiti direttamente. Attualmente sono quelli vecchi di Asco Piave e ne ha in gestione congiunta altri ai quali si sono aggiunti altri , quasi la settimana scorsa con l acquisizione di una società Eco lombarda. Pietra miliare intermedia di questo processo, unitamente alle acquisizioni portate avanti nel corso degli anni seguiti al 2000, è stata la quotazione in Borsa, passo naturale che ha contribuito a fare di Asco Piave un soggetto riconosciuto a livello nazionale. La quotazione ha, inoltre, permesso di attribuire un valore di mercato certo alle attività del gruppo, attribuzione di valore che faciliterà non poco le trattative relativamente agli accordi di partnership. Asco Piave può ora sedersi al tavolo delle aggregazioni venete a pieno titolo rivendicando il ruolo di catalizzatore nel settore del gas naturale, ruolo assolutamente nemmeno immaginabile agli inizi degli anni 2000.

7 Faccio un esempio. Un ipotetica fusione che si fosse svolta, e ci sono le documentazioni perché poi abbiamo fatto anche delle offerte a suo tempo alle altre municipalizzate, sette anni una ipotetica fusione con Acegas APS, cioè la società municipalizzata dei Comuni di Padova e Trieste, sarebbe risultata così: i 2/5 a Trieste, 2/5 a Padova, 1/5 ad Asco Piave. Tre anni fa, è una proposta concreta, 1/3 a Trieste, 1/3 a Padova, 1/3 ad Asco Piave. Oggi con i valori di Borsa noi capitalizziamo circa dai 50 ai 70 milioni di euro più di Acegas APS, oggi se facciamo una fusione con Acegas APS 1/4 a Trieste, 1/4 a Padova, una metà invece ad Asco Piave. Quindi, noi ci rendiamo perfettamente conto che tutto questo sarà prodromico ovviamente ad un qualche tipo di accordo con un big del gas, là dove la risalita lungo la filiera del gas non si concluda in maniera positiva. Rimarrà comunque l opera di una società veneta che sarà riuscita ad attribuire al Veneto, in questo accordo, un peso specifico ed una certa entità senz altro superiore a quello attualmente detenuto dalle ex grandi banche venete in UniCredit, tanto per citare qualcosa di diverso di noi veneti che ci facciamo perdere le occasioni. Poi parleremo anche delle fiere. Tutti noi sappiamo qual era il peso di Cassamarca, CariVerona nel nostro territorio prima della fusione con UniCredit. Sappiamo anche quale sarebbe stato il peso delle stesse se prima di confluire in UniCredit avessero costituito un soggetto veneto unico. Ecco, qui chiudo e adesso parliamo invece delle quotazioni. Mi permetto anche di chiudere con un altra riflessione, questa è assolutamente mia personale: dobbiamo evitare noi di perdere anche altre occasioni ancora, noi veneti, nel senso che abbiamo perso le banche, l ultima l abbiamo persa qualche mese fa. Ovviamente le banche gestiscono ancora il territorio, gestiamo anche magari il ricavato del territorio, però i cervelli e le decisioni stanno da un altra parte. Abbiamo perso le fiere, la fiera di Padova è stata comprata dai francesi. Avevamo avuto la possibilità di costituire una grande fiera veneta con un polo di attrazione, quale poteva essere la città di Venezia, non è stato fatto. Se perdiamo anche le utilities a noi cittadini veneti non ci rimane altro che pagare le bollette, senza decidere le strategie delle nostre società. Altra questione importante, prima di passare proprio ai numeri, come chiedeva anche il Consigliere, è quella che la forza che ha mantenuto Asco Holding, quindi Asco Piave, dall aggregazione dei Comuni viene poi facilmente traguardata anche sulla qualità del servizio che noi andiamo a fare. Cito sempre un caso: Asco Piave ha portato il gas, Asco Piave quindi ancora prima di diventare Asco Piave e di costituire la Holding, ecc. l Asco Piave in generale ha portato il gas anche a Montaner. Ha fatto 15 chilometri di strada per allacciare, probabilmente saranno dieci famiglie. Quindi, quell investimento avrà un ritorno, un payback forse in qualche era geologica. Però è stato fatto perché? Perché la società è posseduta dai Comuni e questa è una variabile imprescindibile, ed è per quello che noi abbiamo voluto costituire la Asco Holding, per non perdere la maggioranza quindi dei Comuni nella società quotata. L Asco Holding ha il 60% della società quotata e quindi le strategie, le decisioni vengono prese dall Asco Holding, quindi vuol dire dai Comuni. E questo per non perdere la filosofia sociale che ha sempre guidato l attività di Asco Piave. Altro esempio di filosofia sociale: nessun imprenditore privato, a meno che non fosse un pazzo, avrebbe dato avvio, mollato gli ormeggi di Asco TLC. Asco TLC ha un patrimonio oggi di quasi 12 milioni di euro, e quindi Asco TLC ha cablato l intera Provincia di Treviso, o quasi tutta la Provincia di Treviso, a vantaggio delle imprese e anche dei cittadini. Ovviamente questo è stato possibile attraverso il sacrificio che tutti i Comuni hanno fatto insieme rinunciando a dei dividendi, però aiutando il territorio a crescere eliminando il digital divide. Queste operazioni, dico, non sarebbero possibili se Asco Piave, anche la quotata, non fosse detenuta dalla maggioranza dei Comuni. È vero che poi i tempi possono anche cambiare, le situazioni possono cambiare. Potrebbe anche darsi che fra qualche mese diventerebbe opportuno, magari anche necessario, perdere questa maggioranza in favore delle aggregazioni con le altre municipalizzate venete. Però questo tutto sommato farebbe ancora rivalutare la nostra partecipazione mantenendo, come dico, questa componente sociale che diventa per noi irrinunciabile. Noi parlo amministratori di enti locali e, soprattutto, cittadini veneti.

8 Intervento senza microfono Il DOTT. SALTON: E molto simile. Per rispondere anche al Consigliere, che ho visto era documentato, rispetto ai multipli dei mercato delle società municipalizzate italiane, allora Asco Piave è assolutamente in linea per quanto riguarda le V.s.b.a. Ciò vuol dire il valore della società sul margine operativo lordo. Dico la media nazionale varia da un 7 e mezzo, i moltiplicatori di Borsa, a un 7 e 3, noi abbiamo un 9 e 7, Acegas ha un 7 e 8 tanto per dire. Altro indicatore che potrebbe essere interessante è il price earning Quindi vuol dire il rapporto fra la capitalizzazione di Borsa e l utile realizzato. Allora noi abbiamo un rapporto che è in media fra tutte le società utilities quotate, vuol dire Enia, Era, Iride, Acegas e ACSM, la media è data - nel 2008 attenzione questa è prospettica , la punta mediana, noi siamo Cito Acegas APS perché l ho citata prima, è un 32.4, che vuol dire che o ha pochi utili rispetto alla capitalizzazione. Andiamo all andamento del titolo della quotazione ad oggi. Questi sono dati però mi scusi al 22 aprile INTERVENTO: Resta simile a quello di oggi. Intervento senza microfono INTERVENTO: Tra 1 e 55 e 1 e 56 Il DOTT. SALTON: No, ma ha chiuso in rialzo adesso. Ha chiuso stasera in rialzo. Il CONS. BERNARDI: (Intervento senza microfono) Il DOTT. SALTON: Adesso spieghiamo anche perché. Ha scontato ovviamente la distribuzione del dividendo, come tutti i titoli. Cioè, quando si distribuisce il dividendo si sconta, ma stasera ha chiuso in rialzo. Allora facciamo l andamento del titolo Asco Piave dalla quotazione ad oggi. Allora, dalla quotazione ad oggi - 22 aprile - Asco Piave ha perso il 14.2%. Questo non significa che i cittadini che hanno sottoscritto le azioni hanno perso il 14.2%, primo perché sono stati distribuiti i dividendi e anche un ricco dividendo pari al 5.7% della capitalizzazione. Secondo: perché hanno ricevuto un azione gratuita ogni 15 azioni possedute, che incide questo per un altro 7 e mezzo per cento. E poi avevano uno sconto del 3%, quindi hanno ancora guadagnato. Però, rimanendo asettici per non parlare del cittadino che ha sottoscrizione le azioni, parliamo dell andamento dei titoli in generale Asco Piave ha perso il 14.2% e l indice Standard & Poor s ma anche il Mibtel ha perso il 17.7% dal momento della nostra quotazione ad oggi. Quindi, chi avesse investito anche in qualche altra azione o in diverse altre azioni forse avrebbe perso di più che avere investito in Asco Piave. Acegas APS, l andamento delle ex municipalizzate e la quotazione ad oggi. Allora, A2A ha perso 8.9%, meno di noi sicuramente. ACSM di Como ha perso il 35.8%, Acegas ha perso il 35.5%. Il CONS. BERNARDI: Guardi che l Acea non ha perso niente in un anno e mezzo, Presidente. (Intervento senza microfono) Il DOTT. SALTON: No, dalla nostra quotazione. Il CONS. BERNARDI: No, lei ha detto che in un anno e mezzo ha perso, io le dico che l Acea (Intervento senza microfono) Il DOTT. SALTON: No, no, scusi dalla quotazione di Asco Piave sto dicendo. Dopo parliamo anche della Interventi sovrapposti IL SINDACO: Consigliere Bernardi, scusi lasci finire.

9 Il DOTT. SALTON: Acea di Roma ha perso il 15.8%. Il CONS. BERNARDI: Non è che posso annotarmi 1 chilometro IL SINDACO: Deve avere pazienza di ascoltare anche il Presidente, mi scusi. Il CONS. BERNARDI: Sì, sì, per l amor di Dio, ma a sentire tutte cose che a me risultano non vere. IL DOTT. SALTON: Lei ha un dato che è diverso dal mio. Adesso le spiego qual è. IL CONS. BERNARDI: Questo qua, no bugie! (Intervento senza microfono) Il DOTT. SALTON: Io ho detto dalla data di quotazione di Asco Piave, vuol dire 12 dicembre 2006 ad oggi confrontati sempre dal 12 dicembre tutti gli altri titoli. Allora, noi abbiamo perso il 14.2% come le dicevo prima, A2A ha perso 8.9%, Acea ha perso il 15.8%, quindi l unica è A2A che ha perso meno di noi. Gasplus ha perso il 16.2%, Iride ha perso il 23.7%, Era ha perso il 27.8%, Acegas APS il 35.5%. Questo è dall andamento della nostra quotazione. Andamento del titolo invece Acea dalla sua quotazione ad oggi invece qui ha guadagnato, Acea dalla sua quotazione, quindi dal luglio 1999 Acea ha guadagnato il 40.9%. Il CONS. BERNARDI: Il 300% Presidente (Intervento senza microfono) IL DOTT. SALTON: 40.9 Il CONS. BERNARDI: (Intervento senza microfono) IL DOTT. SALTON: Guardi, questi fonte Medio Banca, le assicuro che IL CONS. BERNARDI: Borsa italiana, questo è il dato (Intervento senza microfono) Il DOTT. SALTON: 40.9%, non so dopo voi come fate il calcolo, però, per l amor di Dio! Il CONS. BERNARDI: La valutazione a tre anni fa era esattamente 3.650, oggi è Il DOTT SALTON: Luglio 9. Da luglio 99, parliamo Acea è stata quotata luglio 99. Confusione Il CONS. BERNARDI: In 5 anni questa ha aumentato di tre volte il valore (Intervento senza microfono). Confusione Il DOTT. SALTON: Sì, però se uno in fase di quotazione ha guadagnato il 40%. Andiamo avanti. Andamento del titolo Acegas dalla quotazione ad oggi, quotazione che è avvenuta nel febbraio 2001, ha perso il 43.7%. Lo Standard & Poor s dalla quotazione di Acegas ad oggi, cioè da febbraio 2001 ha perso il 16%, quindi ha perso molto più del Andamento dell ACSM di Como dalla quotazione ad oggi, ha perso il 19.2%, quotazione che è avvenuta nell ottobre 99. Andamento della A2A dalla quotazione ad oggi che è avvenuta nel luglio 98, questa ha guadagnato il 161%, punto 2%, l indice Standard & Poor s invece ha perso il Enia, che si è quotata poco dopo di noi, quindi nel luglio 2007 Enia ha perso l 8.1%. La quotazione di Era dalla data di quotazione giugno 2003 ad oggi ha guadagnato il 94%.

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