ERRORI DI MISURAZIONE Alessandra Gatti, Istituto Comprensivo Gigatti, Piacenza

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ERRORI DI MISURAZIONE Alessandra Gatti, Istituto Comprensivo Gigatti, Piacenza"

Transcript

1 ERRORI DI MISURAZIONE Alessandra Gatti, Istituto Comprensivo Gigatti, Piacenza La narrazione è prevalentemente descrittiva. La motivazione della proposta formativa è caratterizzata dagli obiettivi di insegnamento che controllano tutto l evolversi formativo dell esperienza.la descrizione inizia con la presentazione del contesto in cui si svolge l esperienza con particolare attenzione al profilo degli alunni. E possibile seguirla ripercorrendo le modalità con cui singoli alunni o gruppi di loro reagiscono alla proposta dell insegnante cogliendone così il processo che porta alla loro valutazione finale. Nei commenti, redatti in un secondo momento dall insegnante, i passaggi più significativi oltre alla individuazione di alcuni elementi di problematicità. ELEMENTI DI CONTESTO Il CTP è collocato presso l ISTITUTO COMPRENSIVO DI FIORENZUOLA D ARDA (PC), ha una classe serale per il conseguimento della licenza media. Il Corso ha avuto a ottobre (lezioni di italiano, storia e geografia), il 20 novembre 02 avvio delle lezioni di scienze matematiche e naturali, fine novembre inizio lezioni di francese; la fine del corso è avvenuta a giugno 2003 con gli esami di licenza media. Le lezioni dell area scientifica si svolgono due volte alla settimana per 4 ore complessive (mercoledì dalle 17,30 alle 19,30 ; sabato dalle 11 alle 13) L insegnante dell area scientifica è coinvolta anche nelle lezioni di matematica e scienze di una sezione della scuola media (corso A : ). Iscritti n. 11 giovani-adulti, 4 italiani e 7 stranieri. Alunna A: 30 anni circa, Costa d avorio, ha frequentato le medie al suo paese, buona padronanza dell italiano, desidera la licenza elementare per trovare lavoro. Alunna B: 55 anni, italiana, deve conseguire sia la licenza elementare che la media per poter mantenere il posto di lavoro. Alunno C: 17 anni, italiano, ha abbandonato la scuola in 3 media; desidera riprendere gli studi per poter accedere alle superiori. Alunna D: 26 anni, Costa d avorio, diplomata al suo paese, buona padronanza dell italiano. Desidera la licenza elementare per trovare lavoro. Alunna E: 45 anni circa, italiana, ha abbandonato la scuola da bambina, quasi analfabeta, viene certificata alla fine dell anno scolastico per gravi difficoltà cognitive. Alunna F: 30 anni circa, italiana, ha abbandonato in 2 media. Desidera riprendere gli studi per arricchire la propria cultura personale Alunno G: 16 anni, Burkina Faso, licenza media nel suo paese, discreta padronanza della lingua; desidera il diploma per continuare gli studi. Alunna H: circa 16 anni, albanese, scarsissima conoscenza della lingua italiana, necessita della frequenza al corso per avere il permesso di soggiorno. Alunna I: circa 25 anni, origine croata, scuole medie al suo paese, buona padronanza della lingua italiana, desidera il diploma per trovare lavoro. 77

2 Alunna L: circa 30 anni, origine slava, laurea in ingegneria chimica; buona padronanza della lingua; desidera un diploma italiano (abbandona il corso a metà anno) Alunno M: circa 20 anni, origine indiana, dice di aver frequentato le superiori in India, in realtà non dimostra di avere conoscenze acquisite, scarsissima conoscenza della lingua italiana, difficoltà di comprensione. Desidera il diploma per trovare lavoro e per prendere la patente. L esperienza scelta è stata presentata in aula ed eseguita per le 3 lezioni successive nell aula di scienze dell istituto. L aula di scienze presenta numerosi arredi, tra cui diversi armadi appoggiati alle pareti, un lavandino, due lavagne, cattedra, banchi. L aula, pur essendo al piano sotterraneo è illuminata da numerose finestrelle. Le pareti sono tappezzate di posters e cartelloni relativi a temi scientifici; nelle vetrinette sono visibili numerosi strumenti scientifici, bilance, microscopi, vetreria varia., animali imbalsamati, modelli per lo studio di anatomia umana. Non a caso tale esperienza è stata proposta durante le prime lezioni del corso; infatti, dopo una breve fase di conoscenza dei corsisti, la raccolta delle aspettative rispetto al corso in generale e alle lezioni dell area scientifica, e la valutazione dei prerequisiti di ognuno (con la somministrazione di un test d ingresso) ho deciso di proporre un esperienza pratica che permettesse ad ogni alunno (indipendentemente dall età, dalle conoscenze prerequisite, dalla nazionalità, dalla conoscenza della lingua italiana) di partecipare concretamente ed attivamente. Sono state utilizzate in tutto 8 ore circa. Decido di alternare lezioni frontali, sempre partecipate e condivise dagli alunni, in cui utilizzo molti esempi pratici, sollecitazioni con domande, richieste di interventi, brainstorming, al LAVORO DI GRUPPO a COPPIE. La scelta della coppia è legata principalmente a due motivi: il lavoro di gruppo rispetto all individuale permette scambi relazionali, confronti, il compagno può fungere da mediatore con l insegnante, si verificano momenti di mutuo aiuto e di tutoring, inoltre il lavoro risulta più divertente; nella mia classe però, dato l esiguo numero di iscritti, non era possibile proporre gruppi più numerosi, anche perché l esperienza richiedeva un certo numero di risultati per effettuare il confronto successivo. GENESI DELL ESPERIENZA Ho deciso di proporre questa esperienza perché ritengo che sia semplice, divertente, coinvolgente, ed essendo esperienziale permetta con più facilità l apprendimento di alcuni obiettivi didattici che la mia programmazione prevedeva. Inoltre non richiede particolari conoscenze prerequisite. Ho pensato che con degli adulti, lontani dalla scuola da tempo, fosse necessario partire da qualcosa di pratico, concreto che permettesse loro di capire che la matematica non è una materia astratta ed inutile, ma vicino alla realtà quotidiana di ognuno di noi. 78

3 Desideravo anche trasmettere ai miei alunni che la fatica che stavano intraprendendo venendo a scuola per conseguire un titolo di studio poteva anche avere come secondo obiettivo, cioè quello di acquisire conoscenze spendibili nel loro futuro sia lavorativo che eventualmente scolastico. Con questa esperienza volevo conseguire tre obiettivi generali: OBIETTIVO MOTIVAZIONALE: avvicinare in maniera operativa e pratica questi adulti alla matematica (dal momento che, dalle loro dichiarazioni raccolte nella fase di accoglienza, la matematica risultava essere una materia ostica, difficile, spesso incomprensibile, distaccata dalla realtà quotidiana ). OBIETTIVI DIDATTICI: trasmettere il concetto di MISURAZIONE e tutto quello che ne consegue; in particolare potrebbero essere Esplora lo spazio di vita quotidiana e lo descrive con linguaggio corrente. Usa concetti geometrici intuitivi. Conta, misura, colloca, descrive oggetti servendosi di osservazioni ed esperienze dirette, applicando codici convenzionali di pratica comune (standard B livello 1 Area scientifica); Applica schemi personali di soluzione, scegliendo fra un repertorio di conoscenze di tipo aritmetico, grafico, geometrico, integrando con un linguaggio corrente specifico, procedure informali e formali in base alle circostanze. Utilizza analisi statistica per effettuare scelte, condividere una visione collettiva dei problemi (standard B livello 4 Area scientifica). Presentare e utilizzare il METODO SCIENTIFICO. OBIETTIVO RELAZIONALE: favorire la conoscenza, la socializzazione la collaborazione nella classe; infatti ho utilizzato la modalità di lavoro a piccoli gruppi proprio in questa fase iniziale dell anno scolastico per favorire gli scambi relazionali tra i corsisti che ancora non si conoscono bene. DESCRIZIONE DELL ESPERIENZA 1 FASE: PRESENTAZIONE DELL ESPERIENZA. Durante la lezione dedicata a questa fase ho ritenuto importante comunicare ai corsisti le motivazioni che mi hanno spinto a scegliere questa esperienza per loro al fine di accrescere la consapevolezza dei processi che intendevo innescare. Ho quindi esplicitato verbalmente gli obiettivi che intendevo perseguire cercando di spiegarmi con esempi pratici e con un linguaggio elementare. In lezioni precedenti a questa avevo già presentato a grandi linee il programma di matematica che avremmo dovuto svolgere nel corso dell anno per affrontare serenamente l esame di licenza media. Perciò avevo già avuto occasione di contrattare alcuni contenuti, soprattutto quelli relativi alla geometria. Con gli alunni si è concordato di trattare soprattutto argomenti pratici di geometria piana (tralasciando perciò tutta la geometria euclidea) relativa ad aree e perimetri, sino ad arrivare alla geometria solida per cenni. Inoltre, per analizzare la situazione 79

4 di conoscenze in ingresso avevo somministrato a tutti gli alunni una scheda test. In questa fase penso di essermi espressa più o meno così: La prossima lezione cercheremo insieme di misurare il perimetro-contorno dell aula di scienze. Sapete cos è il perimetro? (breve spiegazione con esempi). Useremo il metro. Sapete che cos è il metro? (lo tiro fuori dalla borsa e lo mostro). Sapete perché vi propongo questa esperienza? (dialogando con loro enuncio i miei obiettivi). Sicuramente alcuni corsisti hanno compreso con chiarezza lo scopo del lavoro (formulando domande, esprimendo dubbi), per altri (lo capivo dalle espressioni del viso) risultava abbastanza oscuro ciò che dicevo e mostravano disagio e insicurezza. Da tener presente che l esperienza viene proposta all inizio dell anno scolastico, che alcuni corsisti non frequentano la scuola da tanti anni e alcuni di loro ne hanno un pessimo ricordo; in taluni casi l abbandono è stato dovuto proprio ad un brutto rapporto con la matematica (o con l insegnante che l insegnava????); per altri sono significative le difficoltà di comprensione della nostra lingua. Inoltre io spesso parlo velocemente e non sempre riesco a capire il livello di comprensione di tutti i corsisti. Dopo aver cercato di rassicurare tutti sul fatto che ognuno sarebbe stato all altezza di quanto richiesto, che io sarei sempre stata a disposizione per spiegare e aiutare, che questa sarebbe stata una esercitazione e non un compito in classe o una verifica, bensì un gioco attraverso cui imparare delle cose, che chi sbaglia non sarebbe stato giudicato o valutato e addirittura nessuno avrebbe sbagliato (concetto questo che nessuno ha compreso nel suo significato matematico), ho provato a descrivere brevemente ciò che avremmo dovuto fare nelle lezioni successive: misurare il perimetro dell aula di scienze. Mi sono chiesta che immagine di scuola avessero i miei alunni, anche perché non ho mai avuto il tempo di far confrontare la loro esperienza di scuola italiana con quella del loro paese, né all inizio dell anno scolastico né alla fine. Questo confronto sarebbe stato sicuramente arricchente dal punto di vista culturale per tutti noi. A causa di quanto sopra detto è risultato ovvia la difficoltà ad accettare la mia proposta che presupponeva il mettersi in gioco in una esperienza pratica. Per l adulto è molto più rassicurante la lezione frontale, che non li coinvolge direttamente, li lascia tranquilli nel proprio banco, lasciando ogni responsabilità all insegnante che fa la lezione. Per fortuna questo discorso non valeva per tutti i corsisti e l entusiasmo di alcuni mi ha permesso di concludere questa fase con la richiesta di portare per la lezione successiva un metro ciascuno o per lo meno uno ogni due alunni, preferibilmente quello rigido da muratore o la rondella, una calcolatrice ed un quaderno per gli appunti. Mi raccomandai anche di portare la voglia di giocare e di fare insieme garantendo loro che non si sarebbero pentiti. Dovevano fidarsi di me.. 80

5 2 FASE: PRIMA LEZIONE Dopo aver aspettato l arrivo della maggioranza dei corsisti, fatto l appello, compilato il registro, ci siamo recati nell aula di scienze.[msoffice33] Ho deciso di descrivere l aula mostrando loro i diversi strumenti e le diverse attrezzature presenti: ho aperto gli armadi mostrando loro i campioni contenuti, (animali in formalina, modellini anatomici ), microscopi, bilance, vetreria varia Dopo circa 20 minuti, decisi di riprendere il discorso relativamente alla esperienza che dovevamo realizzare. Richiamai l attenzione dei corsisti chiedendo chi avesse portato il metro e la calcolatrice. I metri a disposizione erano 4 più il mio, che porto sempre in borsa, di cui 4 di legno ed uno a rondella. La prima cosa che chiesi di fare fu sedersi nei banchi, di prendere il quaderno degli appunti ed una biro e di prestare attenzione a ciò che avrei scritto alla lavagna. Iniziai così a scrivere alla lavagna (in stampatello perché risultasse più comprensibile a tutti ) il titolo dell esperienza: RELAZIONE DI SCIENZE MATEMATICHE. Precisai che in ogni esperienza di scienze è necessario scrivere la data in cui si esegue, ed eventualmente bisognerà aggiungere le date successive dei giorni in cui continueremo il lavoro. Precisai che in realtà il lavoro parte dal calcolo del perimetro dell aula, ma che avremmo avuto l occasione di imparare anche altre cose che preferivo non anticipare per poterle scoprire insieme a loro. Chiesi quindi di ricopiare sul quaderno quanto avevo scritto alla lavagna. Quindi continuai scrivendo: MATERIALE NECESSARIO cosa mi serve Un aula Alcuni metri da muratore alunni biro, fogli, gesso, calcolatrice Infatti precisai - la relazione di una esperienza scientifica è come una RICETTA per FARE UNA TORTA ; è cioè necessario prima scegliere il tipo di torta: esempio: una crostata (TITOLO); quindi bisogna precisare il materiale necessario per realizzarla, cioè gli INGREDIENTI che vanno preparati sulla tavola prima di iniziare ad impastare. Quindi va indicato l OBIETTIVO, cioè cosa voglio realizzare (la CROSTATA DI FRUTTA). Noi cosa vogliamo fare oggi? - Qualcuno risponde : - dobbiamo misurare il perimetro dell aula - Bene, allora scriviamo. (e continuo a scrivere alla lavagna) OBIETTIVO dimostrare Voglio misurare il perimetro dell aula di scienze cosa voglio Cosa vi aspettate che succeda?, ora infatti dobbiamo scrivere le IPOTESI, tornando all esempio della torta mi aspetto che dal mio lavoro io riesca ad ottenere una buona crostata; provate a pensare cosa succederà 81

6 IPOTESI cosa penso che succeda Ora andiamo a descrivere cosa dobbiamo fare; lavoreremo in gruppi di due persone, così ci possiamo aiutare; quindi disegneremo insieme (io eseguirò alla lavagna) la piantina dell aula; sapete cos è una piantina? (questa era una parola nuova per gli stranieri che collegano il concetto di pianta a quello dell albero). Dopo aver precisato il significato di piantina-mappa ho disegnato un rettangolo alla lavagna, posizionando la porta, le finestre, la cattedra in modo che ci fossero dei punti di riferimento finestre lavagna armadi cattedra porta. Ora formiamo i gruppi. Ho scelto di invitare i corsisti a mettersi a coppie spontaneamente, anche per rispettare eventuali conoscenze che li facilitasse nel compito o in qualche modo li rassicurasse. Nonostante ciò gli alunni rimasero immobili e disorientati (ricordo che siamo all inizio dell anno scolastico e i corsisti non si conoscono ancora bene). Dovetti sollecitare ancora facendo alcune proposte. In breve formammo 5 gruppi: Alunni F B gruppo 1 (due donne italiane, che si sono conosciute a scuola) Alunni A- D gruppo 2 (due donne straniere, già amiche) Alunni C gruppo 3 (sedicenne italiano) Alunno G M gruppo 4 ( due stranieri, maschi) Alunni E H gruppo 5 (ultime due corsiste rimaste, una italiana con grosse difficoltà ed una straniera, con scarsissima conoscenza dell italiano). L alunno C decise di rimanere da solo, convinto di essere capace di fare da solo. Chiesi quindi di finire di copiare dalla lavagna la parte relativa all esecuzione, aspettando quindi la spiegazione dettagliata di quanto avremmo dovuto fare: ESECUZIONE che cosa faccio Ci dividiamo in gruppi di 2/3 persone Disegniamo la piantina dell aula e lo schema per la registrazione dei dati, in modo da avere un riferimento comune. Procediamo alla misurazione dei 4 lati, effettuando due misurazioni per gruppo e alla registrazione dei dati calcoliamo il perimetro. Ora perciò dobbiamo prendere il metro e cominciamo ad osservare questo strumento di misura Segue la descrizione dell attrezzo che avremmo utilizzato per la misurazione, il confronto di strumenti diversi (metro di legno, rondella, decimetro) utilizzabili per misurare lunghezze, ma con caratteristiche diverse. Chiedo loro di dirmi se questi strumenti vengano utilizzati in occasioni diverse o no, se li hanno mai utilizzati in qualche occasione e se ne conoscono altri. Chiedo quindi cosa significa misurare e con la tecnica del brainstorming chiedo loro di dirmi tutto quello che questa parola faceva loro venire in mente: (trascrivo sulla seconda lavagna la parola MISURARE e i loro interventi) 82

7 trovare quanto è lungo Misura Lati metro quadrato aree, spazi, volume Capacità Misurare l altezza ecc. metro, chilometro, ettometro lavoro stoffa In cucina Concludo questo intervento spiegando che misurare significa confrontare un oggetto di cui non conosco la lunghezza (o il peso o la capacità) con una misura nota, conosciuta, di riferimento. A questo proposito ho preparato alcune fotocopie (tratte da testi scolastici) che riportano le cose che ho spiegato ( gli adulti fanno molta fatica a prendere appunti ed è necessario fornire loro materiale cartaceo che faccia loro memoria di quanto si dice durante la lezione). Distribuisco i fogli e li guardiamo brevemente insieme. Ora siamo pronti per iniziare l esperienza di misurazione; invito i corsisti a prendere un metro per coppia ed un foglio per annotare le misure. Li invito quindi a procedere alla misurazione di ogni lato ( AB, BC, CD, AD come indicato dalla piantina). Il compito è di effettuare la misurazione almeno due volte per ogni lato. Non fornisco nessun altra indicazione utile ad una corretta misurazione in modo che sia via via la difficoltà incontrata nel fare a indurre e stimolare domande e richieste eventuali di aiuto o precisazioni. Prima di iniziare torno però a ricordare il problema delle ipotesi: cosa ci aspettiamo che succeda? COSA SUCCEDE? Inizialmente si ride, si scherza, difficile entrare nel compito anche perché ci si deve inginocchiare, qualcuno fa fatica, ci si scontra.. Il metro si piega, non sta teso, non ci si intende nella coppia; il gruppo 5 addirittura è fermo e non procede ad alcuna operazione, mentre l alunno C, che lavora da solo, in pochissimo tempo misura tutte le pareti. Il suo strumento di misurazione è una rondella, perciò risulta facilitato nel lavoro, in quanto non deve effettuare misurazioni parziali, né conti aggiuntivi. La difficoltà maggiore è misurare le pareti dove sono appoggiati i mobili. Lascio che il lavoro proceda senza intervenire sul metodo, ma solo per 83

8 incitarli a proseguire, tranquillizzandoli.l alunno C mi consegna per primo la misurazione dei 4 lati; lo invito a continuare con la seconda misurazione, ma lui obietta che i lati avranno la stessa misura, per cui gli sto chiedendo un lavoro inutile. Lo invito comunque a riprovare la misurazione. Intanto aiuto il gruppo 5, che è in maggior difficoltà. A loro mostro come si usa il metro e come devono utilizzarlo per misurare la parete. Dopo il mio intervento iniziano a giocare cioè a mettersi in gioco personalmente provando a ripetere ciò che avevo mostrato loro: stendere il metro dalla parete di fondo e poi via via continuare in misurazioni successive ripartendo dalla misura effettuata, fino al termine della stanza. Avrebbero poi dovuto sommare le misurazioni parziali, ma le due alunne non erano in grado di effettuare il calcolo (per mancanza delle conoscenze elementari di matematica e dell incapacità di usare la calcolatrice). La misurazione dura circa una mezz ora, anche se non tutti riescono ad effettuare le due misurazioni. Chiedo quindi ai corsisti di sedersi ai propri posti e di consegnarmi le loro misurazioni. Mi sembrano abbastanza soddisfatti e anche divertiti, sicuramente meno tesi. Chiedo loro di esprimere un giudizio sulla lezione vissuta. La maggioranza è soddisfatta. Chiedo anche quali sono state le difficoltà maggiori incontrate; qualcuno dice che non riusciva a leggere il metro perché non aveva gli occhiali, altri hanno avuto difficoltà a sommare le diverse misurazioni; altri non si esprimono. La lezione comunque finisce con la presentazione della prosecuzione del lavoro. La prossima volta io presenterò una tabella completa con i loro risultati e faremo delle osservazioni confrontando i diversi dati ottenuti. 3 FASE: SECONDA LEZIONE Dopo il tradizionale controllo dei presenti e la compilazione del registro scendiamo subito in aula di scienze. I corsisti si mostrano più interessati della volta precedente e più pronti a continuare il lavoro; si siedono già vicini a coppie. Appendo al muro un cartellone su cui ho trascritto le misure ottenute la volta precedente ed invito i corsisti ad osservarle. RISULTATI successo cosa è GRUPPI Lato Lato Lato Lato DA 2 p. AB BC CD Gruppo 1 7,14 6,68 7,12 7, ,15 6,67 7,12 7, Gruppo 2 7,16 6,63 7,11 6, ,21 6,63 7,14 6, Gruppo 3 7,01 7,14 7,01 7,

9 7,01 7,14 7,01 7, Gruppo 4 9,10 6,59 7,10 6, , Gruppo 5 5,43 6,58 6,43 7, ,18 3,72 6,12 4, Il compito ora è esprimere osservazioni rispetto a quanto vedono. Domando: Cosa è successo? Vi colpisce qualcosa in questa tabella? C è qualcosa che non vi aspettavate? Scatta subito il meccanismo della ricerca di chi ha sbagliato. Qualche risata e qualche scusa.. Richiamo i corsisti all IPOTESI che abbiamo formulato la volta scorsa : ci aspettiamo che le misure siano tutte uguali relativamente agli stessi lati. Perché invece le misure risultano simili, ma non uguali e addirittura in alcuni casi decisamente diverse? Perché non siamo stati capaci di misurare bene. Ma qual è la misura giusta? Se fossimo piastrellisti avremmo bisogno per forza della misura precisa dei lati della stanza per calcolare l area e acquistare il numero giusto di mattonelle. Balzano all occhio alcune misure evidentemente sbagliate, che evidenziamo nella tabella. AB BC CD DA 9,10 6,11 5,43 6,48 3,72 6,12 4,95 Dalla discussione con i corsisti si pensa che potrebbe essere stato usato male il metro o addirittura potrebbe essere stata sommata una misura in meno (errore di calcolo); qualcuno è stato più preciso, altri meno; ma anche le altre misure non sono precisamente uguali, sono simili, ma non coincidono. Li conforto sul fatto che questi risultati non dipendono solo dalle loro capacità, ma ci aprono un capitolo della matematica molto interessante che si occupa dell errore nella misurazione. Non è vero che la matematica è sempre la scienza della certezza; e questa esperienza ce lo dimostra. Decido di sintetizzare alla lavagna le seguenti osservazioni ed invito i corsisti a copiare sul quaderno degli appunti. OSSERVAZIONI Le misurazioni non sono tutte uguali; perché? 85

10 Ne deduciamo di aver commesso ERRORI di MISURAZIONE, dal momento che non può essere la parete ad aver variato la sua lunghezza. Possiamo aver commesso errori nell uso dello strumento (non lo abbiamo appoggiato bene al pavimento o ai muri di confine, non lo abbiamo tenuto parallelo alle pareti, la presenza di oggetti ci ha diminuito la precisione,..altro), possiamo aver commesso errori nella lettura della misura o nel calcolo, altro.. Non potendo rimisurare con più attenzione i lati, sarà perciò necessario elaborare i dati in modo da ridurre l incidenza di questi errori. Un corsista evidenzia che l alunno C ha però ottenuto misurazioni uguali relativamente allo stesso lato e che quindi lui è stato bravo e più preciso degli altri. Inoltre emergeva come ovvia l osservazione che lati paralleli hanno la stessa misura. AB BC CD DA Gruppo 3 7,01 7,14 7,01 7,14 7,01 7,14 7,01 7,14 Erano queste le misure giuste che risolvevano i problemi a tutti. Mi sono trovata in questa circostanza un po spiazzata, anche se già a casa avevo osservato la particolarità di questi dati conscia del fatto che quasi sicuramente erano stati volutamente ritoccati e non corrispondevano a misurazioni reali. La mia difficoltà ora era far capire che quei risultati non erano giusti, cioè non corrispondevano alla realtà. Erano stati stimati, dedotti, non misurati. E difficile far capire in una scuola, in un percorso di matematica che l errore è il risultato giusto, atteso. E una contraddizione più facile da superare per un bambino che non ha ancora pregiudizi o preconcetti che condizionano l apprendimento e la ricerca. Ho provato a spiegare loro che il successo della ricerca scientifica è spesso legato all errore, all imprevisto, all inatteso. Ho cercato inoltre di convincerli che se avessimo scelto di misurare un banco avremmo ottenuto risultati analoghi: simili fra loro, ma non tutti uguali. Nella misurazione esiste il problema dell errore che è ineliminabile direttamente. Si può aumentare la precisione, migliorare lo strumento, ma un margine di errore rimane. Se avessi avuto più tempo avrei fatto riprovare la misurazione di un altro oggetto a dimostrazione di quanto detto. Durante questa discussione ho introdotto il concetto di precisione, di approssimazione per eccesso e per difetto, di sensibilità dello strumento. Mi sono aiutata in questo discorso con alcune fotocopie. 86

11 Risulta quindi necessario ELABORARE I DATI cioè, trovare un modo per ottenere un unico dato il più possibile vicino al dato reale. Decidiamo perciò di considerare un lato per volta. Per prima cosa possiamo rappresentare le misure del lato AB in un DIAGRAMMA CARTESIANO o in un ISTOGRAMMA. A questo punto segue una breve chiacchierata che descrive ai corsisti che cos è diagramma cartesiano promettendo che questo argomento lo avremmo successivamente trattato con più calma e maggiori esempi durante l anno scolastico. Mostro loro un diagramma cartesiano ed un istogramma relativo ai dati del lato AB che avevo anticipatamente preparato per rendere visibile la variabilità delle diverse lunghezze. A questo punto chiedo ai corsisti se hanno qualche idea su come fare a ridurre l incidenza di questa variabilità. Colgo quindi questo intervento per spiegare il significato di MEDIA ARITMETICA intesa come somma di tutti i valori diviso il numero di dati; il risultato tiene automaticamente conto di tutti i valori e quindi si presuppone sia il più vicino alla realtà. Nel nostro caso possiamo decidere di togliere i valori che sono evidentemente dovuti ad un errore accidentale (cattivo uso dello strumento o errore di calcolo) e che si discostano fortemente dagli altri valori. Chiedo di prendere ancora il quaderno degli appunti e di ricopiare ciò che scrivo alla lavagna: ELABORAZIONE DATI Lato AB Dopo aver osservato i dati in tabella ed averli rappresentati con un DIAGRAMMA CARTESIANO ed un ISTOGRAMMA, decidiamo di escludere i dati evidentemente sbagliati (cioè quelli che si discostano fortemente dagli altri: 9,10-5,43) si procede nel calcolo della MEDIA aritmetica dei dati rimanenti: Per calcolare la media si devono sommare i dati (delle relative misurazioni) e si deve dividere il risultato per il numero dei dati stessi Lato BC-CD-DA Per quanto riguarda gli altri lati calcoliamo la media aritmetica (escludendo i dati evidentemente sbagliati) Dal momento che il tempo della lezione si sta concludendo chiedo agli studenti di provare a completare a casa il calcolo della media per gli altri lati. 4 FASE: terza lezione La lezione inizia con la correzione del compito che avevo assegnato; solo due o tre studenti hanno provato ad eseguire il calcolo della media, perciò copio alla lavagna lo svolgimento dell esercizio in modo che possa essere copiato o corretto da tutti i corsisti 87

12 Fornisco poi ai corsisti la fotocopia del diagramma cartesiano e dell istogramma relativo al lato AB che ho preparato sottolineando che se avessimo più tempo questi dati potrebbero essere rielaborati al computer e gli stessi grafici potrebbero essere realizzati con il programma excel. Ora distribuisco le fotocopie relative al concetto di MODA MEDIA e MEDIANA ; le leggiamo e le discutiamo insieme. A questo punto chiedo agli studenti di fare ancora una sforzo e di cercare di sintetizzare le CONCLUSIONI cioè le considerazioni generali su ciò che abbiamo imparato con questa esperienza. Dopo una breve discussione cerco di sintetizzare alla lavagna e faccio copiare CONCLUSIONI Confronto dei risultati con l ipotesie considerazioni finali. Perciò posso concludere che, attraverso questa esperienza abbiamo provato ad utilizzare uno strumento di misura: il metro; esistono metri diversi e la misurazione di una dimensione risente della sensibilità dello strumento relativa. (per oggetti piccoli es una vite, si usano strumenti precisi es. il calibro, per lunghezze grosse strumenti adeguati es la rondella e non il righello) Tanto più lo strumento è sensibile tanto meno sarà l errore. In un processo di misurazione l ERRORE è inevitabile. E necessario quindi o cercare di ridurlo (bisogna stare attenti e leggere bene la misura sulla scala, ed eventualmente procedere ad un arrotondamento dei decimali o per eccesso o per difetto, usare strumenti adeguati alla misurazione). L errore può essere SISTEMATICO ( dovuto ad imprecisione dello strumento di misura ) o ACCIDENTALE ( dovuto al caso, errore umano, disattenzione.) In ogni caso per ottenere dei dati attendibili si può procedere a ripetute misurazioni a cui far seguire un opportuna ELABORAZIONE DEI DATI attraverso cui ottenere il dato MEDIO. Esistono diverse possibilità e sono:il calcolo della MEDIA ARITMETICA, della MODA, e della MEDIANA. I dati possono essere rappresentati in tabelle e grafici di più facile lettura: GRAFICI CARTESIANI E ISTOGRAMMI. Con questa esperienza ho avuto inoltre la possibilità di lavorare concretamente e di collaborare con gli altri studenti. Alla lezione successiva ho consegnato agli studenti la relazione che io ho trascritto al computer in modo che avessero comunque una traccia completa e chiara del lavoro svolto. Inoltre i contenuti teorici, sono stati ulteriormente visti, rispiegati e utilizzati per altre esercitazioni. Per verificare l avvenuto apprendimento (METACOGNIZIONE) ho preparato un questionario che vagliasse il gradimento dell esperienza e l acquisizione dei contenuti 59 che ho somministrato alcune lezioni successive. 59 Gli alunni dovrebbero aver acquisito le competenze relative ai seguenti contenuti: 88

IT Rossella Masi, insegnante Relazione sulla visita d insegnamento Vienna, Austria 15.12. - 19.12.2008

IT Rossella Masi, insegnante Relazione sulla visita d insegnamento Vienna, Austria 15.12. - 19.12.2008 IT Rossella Masi, insegnante Relazione sulla visita d insegnamento Vienna, Austria 15.12. - 19.12.2008 Prima della visita Ho iniziato la preparazione della mia visita partecipando a quattro sessioni di

Dettagli

Sperimentazione tratta dalla tesi di Gaia Olivero dal titolo:

Sperimentazione tratta dalla tesi di Gaia Olivero dal titolo: Sperimentazione tratta dalla tesi di Gaia Olivero dal titolo: ACCESSO AI CODICI MATEMATICI NELLA SCUOLA DELL INFANZIA ATTRAVERSO UNA DIDATTICA INCLUSIVA CENTRATA SUCAMPI DI ESPERIENZA E GIOCO. Anno accademico

Dettagli

CLASSI QUARTE A e D S. Aleramo SPICCHIO

CLASSI QUARTE A e D S. Aleramo SPICCHIO CLASSI QUARTE A e D S. Aleramo SPICCHIO CLASSE QUARTA B G.Galilei VINCI INSEGNANTI: Melani Cinzia, Parri Donatella, Voli Monica, Anno Scolastico 2011-2012 COMPETENZE INTERESSATE: Raccogliere, organizzare

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

IMPARARE AD IMPARARE

IMPARARE AD IMPARARE Istituto Comprensivo "E. Q. Visconti" Roma via della Palombella 4, tel 066833114, fax 0668803438 mail: rmic818005@istruzione.it IMPARARE AD IMPARARE Il laboratorio come metodo di studio: competenze, strategie,

Dettagli

PROBLEMI DI MISURA. Graziella Marcus I.C.di Roveredo in Piano e San Quirino - PN. Classe Quinta 22/02/12

PROBLEMI DI MISURA. Graziella Marcus I.C.di Roveredo in Piano e San Quirino - PN. Classe Quinta 22/02/12 PROBLEMI DI MISURA Graziella Marcus I.C.di Roveredo in Piano e San Quirino - PN Classe Quinta 22/02/12 Panoramica progetto Descrizione generale di argomento e contenuto Obiettivi formativi (conoscenze/abilità/

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI NON DI MADRELINGUA ITALIANA. PRIMO QUADRIMESTRE L inserimento La relazione e la partecipazione Gli apprendimenti

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI NON DI MADRELINGUA ITALIANA. PRIMO QUADRIMESTRE L inserimento La relazione e la partecipazione Gli apprendimenti LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI NON DI MADRELINGUA ITALIANA PRIMO QUADRIMESTRE L inserimento La relazione e la partecipazione Gli Alunni che manifestano difficoltà di inserimento L alunno ha iniziato a frequentare

Dettagli

PERCORSO DIDATTICO INTERDISCIPLINARE PER GLI ANNI PONTE. Titolo: LOGICAMENTE

PERCORSO DIDATTICO INTERDISCIPLINARE PER GLI ANNI PONTE. Titolo: LOGICAMENTE PERCORSO DIDATTICO INTERDISCIPLINARE PER GLI ANNI PONTE Titolo: LOGICAMENTE Destinatari : alunni dell ultimo anno di scuola dell Infanzia e alunni della classe prima di scuola primaria. Risorse professionali:

Dettagli

DOL Diploma On Line Modulo di progettazione II anno Relazione finale. Pitti Floriana Classe F7 Tutor: Giovanni Di Rosa

DOL Diploma On Line Modulo di progettazione II anno Relazione finale. Pitti Floriana Classe F7 Tutor: Giovanni Di Rosa DOL Diploma On Line Modulo di progettazione II anno Relazione finale Pitti Floriana Classe F7 Tutor: Giovanni Di Rosa Realizzazione di un full adder a due bit 08/11/2010 Premessa A causa di un mancato

Dettagli

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO PER STUDENTI STRANIERI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO PER STUDENTI STRANIERI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO PER STUDENTI STRANIERI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Formattato: Rientro: Sinistro: 0 cm, Prima riga: 0 cm CM n.24/2006; Direttiva MIUR del 27.12.2012; CM n.8/2013 Intestazione

Dettagli

L alunno con ADHD: proposte operative

L alunno con ADHD: proposte operative L alunno con ADHD: proposte operative Laura Dentella Ilaria Rota Centro per l Età Evolutiva - Bergamo Il bambino con ADHD: Alla scuola dell infanzia Alla scuola primaria Alla scuola secondaria Sintesi

Dettagli

Relazione finale esperienza didattica base

Relazione finale esperienza didattica base Relazione finale esperienza didattica base I anno DOL L esperienza didattica la mia città in numeri è stata sviluppata tra i mesi di settembre e dicembre 2009, presso il liceo scientifico Galielo Galilei

Dettagli

CURRICOLO MATEMATICA OBIETTIVI E COMPETENZE

CURRICOLO MATEMATICA OBIETTIVI E COMPETENZE CURRICOLO MATEMATICA OBIETTIVI E COMPETENZE CLASSE OBIETTIVI COMPETENZE PRIMA Conoscere ed operare con i numeri Contare oggetti o eventi, con la voce e mentalmente, in senso progressivo e regressivo. Leggere

Dettagli

Allegato 2. Anna Magnani II anno Classe C2 Tutor: Isa Maria Sozzi RELAZIONE FINALE

Allegato 2. Anna Magnani II anno Classe C2 Tutor: Isa Maria Sozzi RELAZIONE FINALE Allegato 2 Anna Magnani II anno Classe C2 Tutor: Isa Maria Sozzi RELAZIONE FINALE Il progetto è stato modificato rispetto alla griglia di progettazione presentata a giugno. Il tempo che è stato possibile

Dettagli

Finalità (tratte dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione)

Finalità (tratte dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione) CURRICOLO DI MATEMATICA SCUOLA PRIMARIA Finalità (tratte dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione) Le conoscenze matematiche contribuiscono

Dettagli

SCUOLA ANNA FRANK - VIA VALLAURI 24

SCUOLA ANNA FRANK - VIA VALLAURI 24 SCUOLA ANNA FRANK - VIA VALLAURI 24 L INSEGNAMENTO DELL ITALIANO COME L2 Esperienza di intervento in una classe 5^ (ins. Adele Bongioanni e Pinuccia Stroppiana). Analisi della situazione iniziale e interventi

Dettagli

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE INTRODUZIONE AL QUESTIONARIO Questo questionario viene usato per scopi scientifici. Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Dopo aver letto attentamente

Dettagli

CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO

CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO E' un percorso educativo e didattico perseguito nei tre ordini di scuola che rende più organico il lavoro compiuto dai docenti; sono state condivise le mete comuni ed è in

Dettagli

sostegno ed inclusione scolastica Istituto Professionale di Stato F. Martini per l Enogastronomia e l Ospitalità Alberghiera

sostegno ed inclusione scolastica Istituto Professionale di Stato F. Martini per l Enogastronomia e l Ospitalità Alberghiera sostegno ed inclusione scolastica Istituto Professionale di Stato F. Martini per l Enogastronomia e l Ospitalità Alberghiera IL SOSTEGNO Chi fa il docente di sostegno non fa ore di sostegno come le galline

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

IT Questionario per insegnanti di lingue Analisi dei dati

IT Questionario per insegnanti di lingue Analisi dei dati IT Questionario per insegnanti di lingue Analisi dei dati Tu 1. Hanno risposto 32 insegnanti: 15 insegnano nella scuola secondaria inferiore, 17 in quella superiore. 2. Di questo campione, 23 insegnano

Dettagli

Laboratorio di robotica: proposte per alcune attività didattiche di Cristana Bianchi Descrizione dell unità di lavoro e apprendimento L unità di lavoro viene programmata e realizzata con l intento di introdurre

Dettagli

La fattoria delle quattro operazioni

La fattoria delle quattro operazioni IMPULSIVITÀ E AUTOCONTROLLO La fattoria delle quattro operazioni Introduzione La formazione dei bambini nella scuola di base si serve di numerosi apprendimenti curricolari che vengono proposti allo scopo

Dettagli

LIQUIDI, SOLIDI, PARALLELISMO, ANGOLO, PERPENDICOLARITÀ percorso interdisciplinare scienze\matematica, classe terza o quarta della scuola primaria

LIQUIDI, SOLIDI, PARALLELISMO, ANGOLO, PERPENDICOLARITÀ percorso interdisciplinare scienze\matematica, classe terza o quarta della scuola primaria LIQUIDI, SOLIDI, PARALLELISMO, ANGOLO, PERPENDICOLARITÀ percorso interdisciplinare scienze\matematica, classe terza o quarta della scuola primaria Antonella Martinucci, Antonio Moro, Rosanna Nencini, 2012

Dettagli

Progetto: Orientare gli adolescenti oggi: uno strumento contro la dispersione

Progetto: Orientare gli adolescenti oggi: uno strumento contro la dispersione Progetto: Orientare gli adolescenti oggi: uno strumento contro la dispersione Aspetti generali Le attività di orientamento svolte dalle scuole secondarie di primo e di secondo grado si caratterizzano per

Dettagli

Relazione finale Progetto : NOI, AMICI SPECIALI ins. Gallo Maria classe L1

Relazione finale Progetto : NOI, AMICI SPECIALI ins. Gallo Maria classe L1 Relazione finale Progetto : NOI, AMICI SPECIALI ins. Gallo Maria classe L1 Quando si è trattato di definire un progetto da realizzare per la conclusione del primo anno DOL ho cercato d focalizzare le caratteristiche

Dettagli

Anno Scolastico PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) TRA. ISTITUTO COMPRENSIVO GRAMSCI Via Matteotti 51, Camponogara VE

Anno Scolastico PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) TRA. ISTITUTO COMPRENSIVO GRAMSCI Via Matteotti 51, Camponogara VE Anno Scolastico PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) TRA ISTITUTO COMPRENSIVO GRAMSCI Via Matteotti 51, Camponogara VE SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CONSIGLIO di CLASSE E GENITORI dell

Dettagli

competenze trasversali che permettano loro di affrontare con maggiore serenità

competenze trasversali che permettano loro di affrontare con maggiore serenità Il percorso in quinta elementare La proposta di lavoro è finalizzata a sostenere gli alunni nella fase di passaggio alla scuola media. È necessario infatti un azione orientativa che aiuti gli alunni a

Dettagli

introduzione alla StatiStica

introduzione alla StatiStica 36 lezioni digitali aritmetica 1 - unità 7 introduzione alla StatiStica tempi In aula: circa 9 ore luoghi contenuti digitali Aula con lavagna LIM o PC con videoproiettore Aula multimediale Per alcune attività

Dettagli

Obiettivo Principale: Spiegare come la stessa cosa possa essere realizzata in molti modi diversi e come, a volte, ci siano modi migliori di altri.

Obiettivo Principale: Spiegare come la stessa cosa possa essere realizzata in molti modi diversi e come, a volte, ci siano modi migliori di altri. 6 LEZIONE: Algoritmi Tempo della lezione: 45-60 Minuti. Tempo di preparazione: 10-25 Minuti (a seconda che tu abbia dei Tangram disponibili o debba tagliarli a mano) Obiettivo Principale: Spiegare come

Dettagli

IL RIGHELLO NELLA FASE MANIPOLATIVA

IL RIGHELLO NELLA FASE MANIPOLATIVA IL RIGHELLO NELLA FASE MANIPOLATIVA Premessa In questa prima esperienza vederemo come i risultati ottenuti dimostrino come sia naturale e spontaneo per quasi tutte le bambine e i bambini prendere il righello,

Dettagli

Progetto Europeo: SELL La voce degli studenti dell'italiano L2

Progetto Europeo: SELL La voce degli studenti dell'italiano L2 Progetto Europeo: SELL La voce degli studenti dell'italiano L2 Intervista iniziale Raccolta delle storie di vita Nome dell'apprendente Pablo sesso: m Data di nascita Paese di provenienza Brasile Nome dell'interprete

Dettagli

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 MATEMATICA. Traguardi per lo sviluppo delle competenze

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 MATEMATICA. Traguardi per lo sviluppo delle competenze PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 MATEMATICA Le conoscenze matematiche contribuiscono alla formazione culturale delle persone e delle comunità, sviluppando le capacità di mettere

Dettagli

Corso DOL _ I anno _ Classe G3 RELAZIONE FINALE: ALLA SCOPERTA di MIRO GIOCANDO CON PUNTI, LINEE E SPAZI. Maria GRECO. corsista:

Corso DOL _ I anno _ Classe G3 RELAZIONE FINALE: ALLA SCOPERTA di MIRO GIOCANDO CON PUNTI, LINEE E SPAZI. Maria GRECO. corsista: Corso DOL _ I anno _ Classe G3 RELAZIONE FINALE: ALLA SCOPERTA di MIRO GIOCANDO CON PUNTI, LINEE E SPAZI corsista: Maria GRECO Per concludere questo primo anno di corso DOL ho scelto di realizzare come

Dettagli

Modulo 3. Stili a confronto

Modulo 3. Stili a confronto Modulo 3 Stili a confronto FINALITÀ Il ciclo di attività si propone di incrementare nei ragazzi la conoscenza di sé attraverso l auto-consapevolezza dei propri stili di apprendimento e di lavoro, e di

Dettagli

5.4. Il PIM nella scuola secondaria di II grado

5.4. Il PIM nella scuola secondaria di II grado 5.4. Il PIM nella scuola secondaria di II grado Percorso didattico: Accogliere e orientare Autore Corrado Marchi e Franca Regazzoni Scuola Scuola secondaria di secondo grado Classi Prima, terza, quarta

Dettagli

le figure geometriche piane.

le figure geometriche piane. Il progetto sperimentale nella classe terza: le figure geometriche piane. In classe terza si è deciso di continuare con l approccio laboratoriale allo studio della geometria e quindi il progetto è stato

Dettagli

Corso di formazione Formazione personale Docente su Didattica per competenze e Prove Invalsi USR LAZIO Febbraio/Ottobre 2016

Corso di formazione Formazione personale Docente su Didattica per competenze e Prove Invalsi USR LAZIO Febbraio/Ottobre 2016 Corso di formazione Formazione personale Docente su Didattica per competenze e Prove Invalsi USR LAZIO Febbraio/Ottobre 2016 I.C. MILANI TERRACINA DIPARTIMENTO di MATEMATICA UNITA DI APPRENDIMENTO TEMATICA

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI TRESCORE CREMASCO PROGETTAZIONE ANNUALE DI SCIENZE CLASSI 1 a, 2 a, 3 a, 4 a, 5 a ANNO SCOLASTICO 2015/16 COMPETENZE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI TRESCORE CREMASCO PROGETTAZIONE ANNUALE DI SCIENZE CLASSI 1 a, 2 a, 3 a, 4 a, 5 a ANNO SCOLASTICO 2015/16 COMPETENZE ISTITUTO COMPRENSIVO DI TRESCORE CREMASCO PROGETTAZIONE ANNUALE DI SCIENZE CLASSI 1 a, 2 a, 3 a, 4 a, 5 a ANNO SCOLASTICO 2015/16 COMPETENZE SPECIFICHE DELLA DISCIPLINA: 1. L alunno sviluppa atteggiamenti

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO DI PARMA

GRUPPO DI LAVORO DI PARMA ATTIVITÀ DI ANALISI QUESITI INVALSI GRUPPO DI LAVORO DI PARMA Coordinamento prof. P. VIGHI ANALISI QUESITI RELATIVI A: FASCICOLO somministrato nella 2^ classe PRIMARIA a.s. 2013-2014 FASCICOLO somministrato

Dettagli

Classi 1 A 1B 1C Scuola Aurelio Saffi di Siena LA POSTA DEL CUORE

Classi 1 A 1B 1C Scuola Aurelio Saffi di Siena LA POSTA DEL CUORE Classi 1 A 1B 1C Scuola Aurelio Saffi di Siena LA POSTA DEL CUORE All inizio del mese di Febbraio abbiamo chiesto ai bambini di procurarsi delle buste da lettera nuove. Quando tutti le hanno portate a

Dettagli

REPORT FINALE REFERENTE PER LA VALUTAZIONE

REPORT FINALE REFERENTE PER LA VALUTAZIONE Unione Europea Fondo Sociale Europeo Con l Europa investiamo nel vostro futuro Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Direzione Didattica Statale, 1 Circolo, Nocera Superiore (SA) -

Dettagli

Azione 1 Italiano come L2- La lingua per studiare. Disciplina: Lingua italiana IL DIARIO

Azione 1 Italiano come L2- La lingua per studiare. Disciplina: Lingua italiana IL DIARIO Azione 1 Italiano come L2- La lingua per studiare Disciplina: Lingua italiana IL DIARIO Livello: A2 Gruppo 12 Autori: Bombini Lucia, Dal Pos Claudia, Galet Daniela, Pradal Paola Anna, Simionato Francesca

Dettagli

Progetto m@t.abel DIARIO DI BORDO E ANALISI DIDATTICA. Silvia Porretti e Nicoletta Oreggia. I.T.C.G. Ruffini Imperia 11/03/08 06/05/2008

Progetto m@t.abel DIARIO DI BORDO E ANALISI DIDATTICA. Silvia Porretti e Nicoletta Oreggia. I.T.C.G. Ruffini Imperia 11/03/08 06/05/2008 Progetto m@t.abel DIARIO DI BORDO E ANALISI DIDATTICA Titolo attività Pivot è bello Docenti Silvia Porretti e Nicoletta Oreggia classe scuola II A IGEA I.T.C.G. Ruffini Imperia Data inizio esperienza Data

Dettagli

Collegio dei docenti dell Istituto Comprensivo E. Mattei Meolo. Criteri di valutazione. del comportamento e degli apprendimenti degli alunni

Collegio dei docenti dell Istituto Comprensivo E. Mattei Meolo. Criteri di valutazione. del comportamento e degli apprendimenti degli alunni Collegio dei docenti dell Istituto Comprensivo E. Mattei Meolo Criteri di valutazione del comportamento e degli apprendimenti degli alunni Con questo documento il Collegio dei Docenti dell Istituto Comprensivo

Dettagli

Scuola Elementare Statale Ferrante Aporti. Via Mantegna, 10 20154 Milano (MI) BRAIN BULDING

Scuola Elementare Statale Ferrante Aporti. Via Mantegna, 10 20154 Milano (MI) BRAIN BULDING Scuola Elementare Statale Ferrante Aporti Via Mantegna, 10 20154 Milano (MI) BRAIN BULDING RILEVAZIONE BISOGNI Il progetto nasce dalla crescente consapevolezza e interesse del gruppo docenti della nostra

Dettagli

8. Credi che le materie scolastiche che ti vengono insegnate ti preparino per questo lavoro? No.

8. Credi che le materie scolastiche che ti vengono insegnate ti preparino per questo lavoro? No. Intervista 1 Studente 1 Nome: Dimitri Età: 17 anni (classe III Liceo) Luogo di residenza: città (Patrasso) 1. Quali fattori ti hanno convinto ad abbandonare la scuola? Io volevo andare a lavorare ed essere

Dettagli

DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO

DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO Comprendente: UDA CONSEGNA AGLI STUDENTI PIANO DI LAVORO SCHEMA RELAZIONE INDIVIDUALE STRUMENTI DI DIDATTICA PER COMPETENZE: FORMAT UDA Pag 1 di 13 UDA UNITA DI APPRENDIMENTO

Dettagli

Titolo dell'attività (max 255 caratteri, spazi compresi) Sintesi dell'attività (max 1000 caratteri, spazi compresi)

Titolo dell'attività (max 255 caratteri, spazi compresi) Sintesi dell'attività (max 1000 caratteri, spazi compresi) RIFLESSIONE SULLA PROGETTAZIONE Titolo dell'attività (max 255 caratteri, spazi compresi) Fare Scienze con un approccio innovativo: l Apparato Circolatorio. Sintesi dell'attività (max 1000 caratteri, spazi

Dettagli

Come coinvolgere i bambini in un indagine statistica organizzata dalla SIS sul tema: Che cosa significa per te la scuola?

Come coinvolgere i bambini in un indagine statistica organizzata dalla SIS sul tema: Che cosa significa per te la scuola? VERSIONE PROVVISORIA Come coinvolgere i bambini in un indagine statistica organizzata dalla SIS sul tema: Che cosa significa per te la scuola? Quando ho letto il bando di concorso proposto dalla Società

Dettagli

Come imparare a disegnare

Come imparare a disegnare Utilizzare la stupidità come potenza creativa 1 Come imparare a disegnare Se ti stai domandando ciò che hai letto in copertina è vero, devo darti due notizie. Come sempre una buona e una cattiva. E possibile

Dettagli

CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI

CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI Progetto in rete I CARE CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI ISTITUTO COMPRENSIVO DI CURNO SCUOLA PRIMARIA DI CURNO GIOCHI LOGICI MATEMATICI REFERENTE: Ins. EPIFANI VINCENZA Tempi : II QUADRIMESTRE Classe

Dettagli

Indicazioni 0perative PDP alunni stranieri Allegato 5

Indicazioni 0perative PDP alunni stranieri Allegato 5 Anno scolastico 2014/2015 Indicazioni 0perative PDP alunni stranieri Allegato 5 Gli alunni stranieri per i quali si prevedere la progettazione di un Piano Didattico Personalizzato sono quelli non ancora

Dettagli

Giornale degli Alunni della Scuola Media "Virgilio" Via Trebbia - CREMONA. Sono in terza media Che cosa provo? Preoccupazione, gioia, speranza,

Giornale degli Alunni della Scuola Media Virgilio Via Trebbia - CREMONA. Sono in terza media Che cosa provo? Preoccupazione, gioia, speranza, Noi in poche pagine Giornale degli Alunni della Scuola Media "Virgilio" Via Trebbia - CREMONA XVI EDIZIONE ~ ANNO 2014-2015 9 ottobre 2014 SOMMARIO SPECIALE CLASSE 3^B Ø RIFLESSIONI DEI PRIMI GIORNI DI

Dettagli

Compito di prestazione e Valutazione delle competenze

Compito di prestazione e Valutazione delle competenze Allegato 2 - Borgosatollo ISTITUTO COMPRENSIVO DI BORGOSATOLLO VIA ROMA 42 25010 BORGOSATOLLO (BS) TEL. 030/2501557 fax 030/2508868 email : icborgosatollo@provincia.brescia.it Compito di prestazione e

Dettagli

La dispersione scolastica in Liguria

La dispersione scolastica in Liguria La dispersione scolastica in Liguria Ricerca quali-quantitativa sulla dimensione del rischio e l esperienza della dispersione Presentazione dei risultati Genova 8 novembre 2012 1 Metodologie dell indagine

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA ALBERT SABIN C.so Vercelli 157 10155 Torino PROGRAMMAZIONE DI ISTITUTO PRIMA DISCIPLINA: MATEMATICA

DIREZIONE DIDATTICA ALBERT SABIN C.so Vercelli 157 10155 Torino PROGRAMMAZIONE DI ISTITUTO PRIMA DISCIPLINA: MATEMATICA DIREZIONE DIDATTICA ALBERT SABIN C.so Vercelli 157 10155 Torino PROGRAMMAZIONE DI ISTITUTO PRIMA DISCIPLINA: MATEMATICA COMPETENZE CONTENUTI METODOLOGIE LOGICA INTRODUZIONE AL PENSIERO RAZIONALE: * INSIEMI

Dettagli

1. Come è nata l esperienza

1. Come è nata l esperienza Storia di una collaborazione di Maurizio Cattaneo, docente di sostegno pedagogico e Antonella Frezza, docente di matematica Rivista del Servizio di sostegno pedagogico della Scuola media, no. 12, marzo

Dettagli

Lezione 2: 24/02/03 SPAZIO E GEOMETRIA. VERBALE (a cura di Carla Ivaldi e di Maria A. Mazzotta)

Lezione 2: 24/02/03 SPAZIO E GEOMETRIA. VERBALE (a cura di Carla Ivaldi e di Maria A. Mazzotta) Lezione 2: 24/02/03 SPAZIO E GEOMETRIA VERBALE (a cura di Carla Ivaldi e di Maria A. Mazzotta) ore 8.50-9.00 Sintesi della lezione numero 1 La discussione avvenuta nella lezione precedente ha messo in

Dettagli

PROGETTO ORTO CLASSI COINVOLTE: I A I F SCUOLA SECONDARIA DOCENTE: PROF.SSA ANGELA ZAMPEDRI DISCIPLINA: TECNOLOGIA ANNO SCOLASTICO 2011 2012

PROGETTO ORTO CLASSI COINVOLTE: I A I F SCUOLA SECONDARIA DOCENTE: PROF.SSA ANGELA ZAMPEDRI DISCIPLINA: TECNOLOGIA ANNO SCOLASTICO 2011 2012 PROGETTO ORTO CLASSI COINVOLTE: I A I F SCUOLA SECONDARIA DOCENTE: PROF.SSA ANGELA ZAMPEDRI DISCIPLINA: TECNOLOGIA ANNO SCOLASTICO 2011 2012 INDICE MOTIVAZIONI 2 OBIETTIVI 2 COMPETENZE SPECIFICHE 2 COMPETENZE

Dettagli

MODULO 3: ORIENTAMENTO AL LAVORO

MODULO 3: ORIENTAMENTO AL LAVORO Area economico - giuridica Disciplina: diritto - economia Gruppo: Pordenone Docente: Valeria Laura Valleriani Istituto: I.S.I.S. di Spilimbergo (PN) MODULO 3: ORIENTAMENTO AL LAVORO Classe 3B IPSC (14

Dettagli

Questionario Insegnante Matematica

Questionario Insegnante Matematica Anno Scolastico 2014-2015 Questionario Insegnante Matematica ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO Il presente questionario è rivolto agli insegnanti di Italiano e Matematica delle classi del

Dettagli

PROGETTO ACCOGLIENZA

PROGETTO ACCOGLIENZA CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE PER L ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE IN ETÀ ADULTA c/o CASA CIRCONDARIALE LA DOGAIA (PRATO) ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE G. B. MAZZONI (PRATO) PROGETTO ACCOGLIENZA Il Progetto

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO 3 VICENZA DIPARTIMENTO DI MATEMATICA SCIENZE - TECNOLOGIA CURRICOLO D MATEMATICA - SCUOLA PRIMARIA

ISTITUTO COMPRENSIVO 3 VICENZA DIPARTIMENTO DI MATEMATICA SCIENZE - TECNOLOGIA CURRICOLO D MATEMATICA - SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO 3 VICENZA DIPARTIMENTO DI MATEMATICA SCIENZE - TECNOLOGIA CURRICOLO D MATEMATICA - SCUOLA PRIMARIA Fine classe terza COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Competenza matematicoscientifica COMPETENZE

Dettagli

AUSILI DIDATTICI. OBIETTIVI EDUCATIVI e DIDATTICI TRASVERSALI

AUSILI DIDATTICI. OBIETTIVI EDUCATIVI e DIDATTICI TRASVERSALI Programmazione di Matematica Anno Scolastico 2015/2016 5ACAT IIS Cigna-Baruffi-Garelli 1) Contesto della classe: classe discretamente collaborativa e disciplinata. Non ho eseguito test di ingresso. 2)

Dettagli

Scuola dell infanzia paritaria Rosa Gattorno P.O.F. Piano dell offerta formativa A.S. 2014/2015

Scuola dell infanzia paritaria Rosa Gattorno P.O.F. Piano dell offerta formativa A.S. 2014/2015 Scuola dell infanzia paritaria Rosa Gattorno P.O.F. Piano dell offerta formativa A.S. 2014/2015 MANEGGIARE CON CURA PREMESSA: In questo nuovo anno scolastico è nostra intenzione lavorare con i bambini

Dettagli

L UNITÀ APPRENDITIVA COOPERATIVA METACOGNITIVA

L UNITÀ APPRENDITIVA COOPERATIVA METACOGNITIVA L UNITÀ APPRENDITIVA COOPERATIVA METACOGNITIVA La progettazione dell insegnante è un lavoro molto impegnativo che richiede tempo e accuratezza: una buona programmazione semplifica molto il lavoro di gruppo

Dettagli

Il numero di ferro. Introduzione

Il numero di ferro. Introduzione Il numero di ferro Introduzione Una competenza fondamentale che si dovrebbe acquisire attraverso lo studio della matematica è quella di costruire modelli che permettano di interpretare la realtà, cogliendo

Dettagli

DALLE FINALITÀ AL CURRICOLO

DALLE FINALITÀ AL CURRICOLO Anno Scolastico 2011-2012 DALLE FINALITÀ AL CURRICOLO I rapidi cambiamenti sociali, culturali, economico-politici della società odierna impongono alla scuola un radicale mutamento della mentalità e della

Dettagli

PIANO DI PROGETTO/PROGRAMMAZIONE DIDATTICA

PIANO DI PROGETTO/PROGRAMMAZIONE DIDATTICA 1 di 8 Anno scolastico: PIANO DI PROGETTO/PROGRAMMAZIONE DIDATTICA Materia: 2013/14 Fisica Data: Classe: 1A I Insegnante: Barbara Baiguini La presente programmazione fornisce linee guida generali. È suscettibile

Dettagli

Fare geometria come e perchè

Fare geometria come e perchè Fare geometria come e perchè La matematica non è una materia, è un metodo. Non è uno scaffale del sapere, quello che contiene formule, costruzioni mentali, astrazioni, che sembrano nascere le une dalle

Dettagli

Gruppo per la Collaborazione tra Scuola e Famiglie GENITORI RAPPRESENTANTI NELLA SCUOLA Incontri formativi novembre 2013

Gruppo per la Collaborazione tra Scuola e Famiglie GENITORI RAPPRESENTANTI NELLA SCUOLA Incontri formativi novembre 2013 Gruppo per la Collaborazione tra Scuola e Famiglie GENITORI RAPPRESENTANTI NELLA SCUOLA Incontri formativi novembre 2013 Breve saluto con tre slides. Chi siamo: fondamentalmente siamo genitori per genitori

Dettagli

UNITA DI APPRENDIMENTO per la scuola primaria Denominazione Che ora è? Il tempo e gli strumenti per misurarlo. Costruiamo ll orologio.

UNITA DI APPRENDIMENTO per la scuola primaria Denominazione Che ora è? Il tempo e gli strumenti per misurarlo. Costruiamo ll orologio. UNITA DI APPRENDIMENTO per la scuola primaria Denominazione Che ora è? Il tempo e gli strumenti per misurarlo. Costruiamo ll orologio. Prodotti Competenze mirate (Competenze chiave europee e competenze

Dettagli

Le abilità sociali e le regole. La scuola diventa autorevole

Le abilità sociali e le regole. La scuola diventa autorevole Le abilità sociali e le regole La scuola diventa autorevole Il perché delle regole e delle abilità sociali? Le abilità sociali permettono di mettere in atto tutti quei comportamenti che fanno sì che si

Dettagli

INSEGNANTE NORMALE. mi devo occupare in prima persona e nella mia attività di alunni disabili

INSEGNANTE NORMALE. mi devo occupare in prima persona e nella mia attività di alunni disabili INSEGNANTE NORMALE mi devo occupare in prima persona e nella mia attività di alunni disabili il mio mestiere è condurre e favorire apprendimento, crescita e autonomia, attraverso opportune mediazioni didattiche,

Dettagli

Prot.n.8095/C12 Tarcento, 17 ottobre 2014

Prot.n.8095/C12 Tarcento, 17 ottobre 2014 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca ISTITUTO COMPRENSIVO DI TARCENTO Viale G. Matteotti, 56 33017 Tarcento (UD) Cod. fisc. 94071050309 - Tel. 0432/785254 Fax 0432/794056 segreteria@ictarcento.com

Dettagli

PRIMO ISTITUTO COMPRENSIVO di PALAZZOLO S/O via Zanardelli n.34 Anno scolastico 2014/2015

PRIMO ISTITUTO COMPRENSIVO di PALAZZOLO S/O via Zanardelli n.34 Anno scolastico 2014/2015 PRIMO ISTITUTO COMPRENSIVO di PALAZZOLO S/O via Zanardelli n.34 Anno scolastico 2014/2015 CURRICOLI DISCIPLINARI SCUOLA DELL INFANZIA e PRIMO CICLO di ISTRUZIONE Percorso delle singole discipline sulla

Dettagli

Abilità Contenuti Metodologie Strumenti Verifiche Possibili raccordi con altre discipline Contare oggetti.

Abilità Contenuti Metodologie Strumenti Verifiche Possibili raccordi con altre discipline Contare oggetti. MATEMATICA NUCLEO TEMATICO: I NUMERI Classe prima Abilità Contenuti Metodologie Strumenti Verifiche Possibili raccordi con altre discipline Contare oggetti. Inglese (concetto di grande e piccolo; Costruire

Dettagli

Piano didattico personalizzato

Piano didattico personalizzato Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Dante Alighieri Via Falck n 110 20099 Sesto S. Giovanni (MI) Telefono: 02 36 57 471 Fax: 02 36 57 47 36 E-mail: segreteria@comprensivodante.it

Dettagli

I. C. I. NIEVO CAPRI. Modello di PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO Anno Scolastico

I. C. I. NIEVO CAPRI. Modello di PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO Anno Scolastico I. C. I. NIEVO CAPRI Scuola secondaria di I grado Classe Coordinatore di classe 1. DATI RELATIVI ALL ALUNNO: Modello di PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO Anno Scolastico Cognome e nome Data e luogo di nascita

Dettagli

Situazione problematica rivolta alla classe 1^B Scuola Secondaria di 1 Grado-Bartolo da Sassoferrato-IC Sassoferrato- Prof. Ottavi

Situazione problematica rivolta alla classe 1^B Scuola Secondaria di 1 Grado-Bartolo da Sassoferrato-IC Sassoferrato- Prof. Ottavi Situazione problematica rivolta alla classe 1^B Scuola Secondaria di 1 Grado-Bartolo da Sassoferrato-IC Sassoferrato- Prof. Ottavi Contesto La situazione problema è rivolta ad una classe prima della scuola

Dettagli

VALORE VACANZA 2012 I RISULTATI DELL INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION

VALORE VACANZA 2012 I RISULTATI DELL INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION VALORE VACANZA 2012 I RISULTATI DELL INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION Il presente report sintetizza i risultati dell indagine di customer satisfaction, condotta dall Ufficio II della Direzione Centrale

Dettagli

Oltre il muro: i disturbi sensoriali come chiave di lettura dei comportamenti problematici nelle esperienze di integrazione scolastica

Oltre il muro: i disturbi sensoriali come chiave di lettura dei comportamenti problematici nelle esperienze di integrazione scolastica Oltre il muro: i disturbi sensoriali come chiave di lettura dei comportamenti problematici nelle esperienze di integrazione scolastica Dott.ssa Chiara Pezzana Dott.ssa Lorenza Fontana (ANGA Novara Onlus)

Dettagli

Capitolo 7 2 LE PRATICHE QUOTIDIANE DI VALUTAZIONE. Negli Stati Uniti si considera che ogni ragazzo abbia delle abilità diverse rispetto gli altri, e

Capitolo 7 2 LE PRATICHE QUOTIDIANE DI VALUTAZIONE. Negli Stati Uniti si considera che ogni ragazzo abbia delle abilità diverse rispetto gli altri, e Capitolo 7 2 LE PRATICHE QUOTIDIANE DI VALUTAZIONE. Negli Stati Uniti si considera che ogni ragazzo abbia delle abilità diverse rispetto gli altri, e siccome la valutazione si basa sulle abilità dimostrate

Dettagli

IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento

IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento Riflessioni su tempo, sviluppo, regole, autonomia, fiducia, sostegno Dr.ssa Nadia Badioli IL SENSO DEI COMPITI STRUMENTO PER: incentivare

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA DI BRA 1 CIRCOLO. Progettazione annuale anno scolastico 2015/16 classi quinte

DIREZIONE DIDATTICA DI BRA 1 CIRCOLO. Progettazione annuale anno scolastico 2015/16 classi quinte DIREZIONE DIDATTICA DI BRA 1 CIRCOLO Progettazione annuale anno scolastico 2015/16 classi quinte Le cose che noi scegliamo di insegnare e il modo in cui noi scegliamo di valutare riflettono l idea che

Dettagli

Traccia per Focus Group

Traccia per Focus Group Traccia per Focus Group Introduzione per i docenti Gentili docenti, un ringraziamento anticipato, e non di circostanza, per la vostra collaborazione all'attività di approfondimento della sperimentazione.

Dettagli

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : MATEMATICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : MATEMATICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA 1. OBIETTIVI SPECIFICI DELLA DISCIPLINA PROGRAMMAZIONE PER COMPETENZE Le prime due/tre settimane sono state dedicate allo sviluppo di un modulo di allineamento per

Dettagli

RELAZIONE SUL PERCORSO ESPERIENZIALE (prof. Trinchero)

RELAZIONE SUL PERCORSO ESPERIENZIALE (prof. Trinchero) RELAZIONE SUL PERCORSO ESPERIENZIALE (prof. Trinchero) Ins. Margherio Guglielmina. Scuola Primaria di Mazzè. Classe Seconda. Anno scolastico 2013-2014 Gli incontri con il prof. Trinchero sono stati molto

Dettagli

Considerazioni iniziali Il Paracadute

Considerazioni iniziali Il Paracadute Angela Turricchia Leopoldo Benacchio Grazia Zini Considerazioni iniziali Leonardo da Vinci è universalmente riconosciuto come eccelso pittore, ma anche come ingegnere, come costruttore, architetto, anatomista

Dettagli

Il volume e la capacità: un percorso, tanti sentieri. Antonella Vieri I Circolo Sesto Fiorentino

Il volume e la capacità: un percorso, tanti sentieri. Antonella Vieri I Circolo Sesto Fiorentino Il volume e la capacità: un percorso, tanti sentieri Antonella Vieri I Circolo Sesto Fiorentino VOLUME è la MISURA DELLA QUANTITA DI SPAZIO OCCUPATO DA UN CORPO Conservazione della quantità attraverso

Dettagli

Concorso educativo per la Scuola Primaria

Concorso educativo per la Scuola Primaria Concorso educativo per la Scuola Primaria anno scolastico 2015-2016 GUIDA E MATERIALI DI LAVORO PER L INSEGNANTE Progetto didattico e testi: Maria Corno Progetto grafico e realizzazione editoriale: Noesis

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO P.STRANEO Via P.Sacco 11 Tel. 0131/346280 Fax 0131/ 346315 15100 ALESSANDRIA

ISTITUTO COMPRENSIVO P.STRANEO Via P.Sacco 11 Tel. 0131/346280 Fax 0131/ 346315 15100 ALESSANDRIA ISTITUTO COMPRENSIVO P.STRANEO Via P.Sacco 11 Tel. 0131/346280 Fax 0131/ 346315 15100 ALESSANDRIA Piano di lavoro di Matematica e Scienze Classi III ANNO SCOLASTICO 2014-15 OBIETTIVI EDUCATIVI GENERALI

Dettagli

STIMA PIU CHE PUOI Un gioco per diventare abili stimatori

STIMA PIU CHE PUOI Un gioco per diventare abili stimatori ISTITUTO COMPRENSIVO DI MONTALE ISTITUTO COMPRENSIVO B. da Montemagno DI QUARRATA a.s. 2012-2013 GRUPPO DI RICERCA-AZIONE DI MATEMATICA STIMA PIU CHE PUOI Un gioco per diventare abili stimatori Classi

Dettagli

PAOLO COLOSSO LE MIE ESPERIENZE CON IL PERSONAL COMPUTER COME RAGAZZO DIVERSAMENTE ABILE - 1 -

PAOLO COLOSSO LE MIE ESPERIENZE CON IL PERSONAL COMPUTER COME RAGAZZO DIVERSAMENTE ABILE - 1 - PAOLO COLOSSO LE MIE ESPERIENZE CON IL PERSONAL COMPUTER COME RAGAZZO DIVERSAMENTE ABILE - 1 - Indice: 1. Presentazione di me stesso. 2. Come ho imparato ad usare il p. c. 3. Che programmi ci sono nel

Dettagli

DOL DIPLOMA ON LINE Palermo, 28/12/2009 ESPERTI IN DIDATTICA ASSISTITA DA TECNOLOGIE Maria Elisa Meschisi Classe E11

DOL DIPLOMA ON LINE Palermo, 28/12/2009 ESPERTI IN DIDATTICA ASSISTITA DA TECNOLOGIE Maria Elisa Meschisi Classe E11 DOL DIPLOMA ON LINE Palermo, 28/12/2009 ESPERTI IN DIDATTICA ASSISTITA DA TECNOLOGIE CORSISTA : Maria Elisa Meschisi Classe E11 RELAZIONE FINALE 2 ANNO DI CORSO PROGETTO: UN MARE DI PAROLE IMPARIAMO A

Dettagli

Dott.ssa Erica Menotti, Presidente AIDAI ONLUS REGIONE LAZIO Psicoterapeuta Familiare

Dott.ssa Erica Menotti, Presidente AIDAI ONLUS REGIONE LAZIO Psicoterapeuta Familiare GRUPPO DI PARENT TRAINING PER GENITORI DI BAMBINI CON DDAI NELLA REGIONE LAZIO Dott.ssa Erica Menotti, Presidente AIDAI ONLUS REGIONE LAZIO Psicoterapeuta Familiare Una presa in carico globale Come molti

Dettagli

Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza

Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza Lezione 1: Cosa significa confrontare due lunghezze? Attività n 1 DOMANDA N 1 : Nel vostro gruppo qual è la matita più lunga? DOMANDA N

Dettagli

UN CORSO DI STENOGRAFIA ONLINE CHE, IN BRASILE, È UN GRANDE SUCCESSO

UN CORSO DI STENOGRAFIA ONLINE CHE, IN BRASILE, È UN GRANDE SUCCESSO 1 UN CORSO DI STENOGRAFIA ONLINE CHE, IN BRASILE, È UN GRANDE SUCCESSO Ad opera di: Waldir Cury Stenografo-revisore in pensione dell Assemblea Legislativa dello Stato di Rio de Janeiro Professore di Stenografia

Dettagli

Protagonisti le bambine e i bambini della classe dei Delfini

Protagonisti le bambine e i bambini della classe dei Delfini grafica di Gianluigi Protagonisti le bambine e i bambini della classe dei Delfini Anno scolastico 2010_ 2011 Perché questa scelta? Il libro è un contesto abitato dai bambini sin dalla più tenera età; è

Dettagli