30 IDEE PER PADOVA Progetti di Transizione verso un nuovo modello di sviluppo

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1 30 IDEE PER PADOVA 2020 Progetti di Transizione verso un nuovo modello di sviluppo

2 30 IDEE PER PADOVA 2020 Progetti di Transizione verso un nuovo modello di sviluppo In tutto sono circa 30 spunti progettuali. Potranno essere modificati, cancellati, sostituiti, ma servono per portare la discussione su Padova 2020 nel vivo. Servono per discutere di contenuti, di progetti, servono da stimolo alla nostra creatività per trovare soluzioni nuove in questa fase di grande cambiamento. Queste 30 proposte sono solo il punto di partenza non l arrivo. SOMMARIO Energia e Ambiente 1) Certificazione Edilizia obbligatoria e Nuova Disciplina Edilizia 2) Rifiuti: ridurre la produzione totale del 50%, portare all 80% la raccolta differenziata 3) Municipalizzata ad azionariato popolare per energie pulite e risparmio energetico 4) Progetto PM10: 0 al ) Tolleranza Zero (contro gli Sprechi) Bilancio, Fisco e Finanza comunale 1) Il Bilancio in Piazza: una Consulta per la Trasparenza del Bilancio 2) Bilancio: se lo smontiamo e lo rimontiamo rimane uguale? 3) Fisco: chi inquina paga (ma in proporzione al reddito), chi lavora no 4) Il Comune come Socio: un Fondo di Investimento dei cittadini Lavoro, Impresa e Innovazione 1) Il Marchio Padova km 0 : generare occupazione, risparmiare energia 2) Non Padroni, ma Proprietari a casa nostra : i beni comuni come fonte di occupazione e di (vera) identità 3) Un Progetto Apollo per Padova 4) Microcredito per ridurre la povertà Scuola e Formazione 1) Mense scolastiche bio a km 0 2) Padova in Transizione come Area Interdisciplinare di Ricerca dell Università 3) Estendere il servizio del doposcuola Politiche per la Comunità, Tempi di Vita 1) Una Banca del Tempo in ogni Quartiere 2) Oltre il nonno-vigile: i Nonni in Servizio? 3) Servizio Civile Comunale (retribuito) per i giovani: per creare nuovi spazi di socialità 4) Centri di Aiuto allo Stile di Vita Urbanistica e Verde Pubblico 1) Basso Isonzo come Parco Agricolo e dei Nuovi Stili di Vita 2) Distretto dei creativi in zona Fiera-Via Venezia 3) Scelte Urbanistiche Partecipate: ribaltiamo l approccio 4) Un nuovo Parco per ogni Quartiere Commercio e Turismo 1) Le Mura e Prato della Valle Patrimonio dell UNESCO 2) La Fiera della Transizione 3) Pro-Loco 2.0: i turisti virtuali diventano turisti reali 4) Proteggere e promuovere il Piccolo Commercio con la Moneta Complementare 1

3 ENERGIA E AMBIENTE 1) Certificazione Edilizia obbligatoria e Nuova Disciplina Edilizia Il risparmio energetico negli edifici inciderà molto sulla quota di risparmio di CO2 che l Italia si è impegnata raggiungere firmando la Direttiva Europea , dove gli obiettivi sottoscritti sono vincolanti, pena sanzioni. Il Piano Energetico Regionale, che definisce la quotaparte degli o- biettivi nazionali che sarano a carico del Veneto, sarà approvato nel 2011 e prevederà obiettivi precisi da raggiungere anche per Padova. Misure di stimolo al risparmio energetico negli edifici diventano così improrogabili, sia per tener fede agli impegni presi, sia per creare un nuovo volano per il settore edilizio basato sulla riconversione energetica del parco immobili esistente e non sulla cementificazione di nuovo territorio. La certificazione Energetica degli edifici (residenziali, commerciali e industriali) va resa obbligatoria. L ICI e le eventuali future tasse federaliste comunali sugli immobili andranno modulate tenendo conto della classe energetica dell edificio (così come, giustamente, il bollo auto dipende dalla categoria Euro I-V dell automobile). Parimenti anche la tassa sui rifiuti dovrà anche tenere conto della classe energetica dell edificio. Si dovrà infine istituire un albo comunale dei certificatori energetici che dia più garanzia all acquirente; oggi il certificatore energetico è pagato dal costruttore/venditore, con scarse garanzie di indipendenza da parte del compratore. A Padova serve un piano edilizio comunale che, prima di altri comuni di pari dimensioni e comunque entro il 2020, conceda nuove autorizzazioni edilizie solo per edifici in Classe A o superiori. In questo modo viene incoraggiata l innovazione tecnologica e la modernizzazione delle nostre imprese che così saranno chiamate a lavorare anche nel resto d Italia. Le teorie economiche dimostrano infatti che sono le condizioni del territorio a fare da stimolo all innovazione e che possono creare un vantaggio competitivo. Per finire va implementato a Padova il programma Stop al consumo di territorio che richiederà come alternativa un Piano Casa per la riconversione energetica degli edifici e delle aree già edificate. Queste misura è tutt altro che una misura anti-sviluppo come qualcuno (per interesse) sostiene; al contrario si tratta di una misura che favorisce un edilizia ad alta intensità di lavoro e a bassa intensità di capitale che favorirà le innumerevoli piccole e medie imprese edili e impiantistiche della nostra città a discapito degli speculatori edili. 2) Rifiuti: ridurre la produzione totale del 50%, portare all 80% la raccolta differenziata La politica di gestione dei rifiuti deve avere come riferimento 2 obiettivi: aumento della percentuale di raccolta differenziata, diminuzione della quantità totale di rifiuti prodotti. Per quanto riguarda la quota di raccolta diffrenziata è possibile, utilizzando le migliori pratiche applicate già oggi su comuni di piccole dimensioni, raggiungere l 80% di raccolta differenziata a Padova entro il Il Comune di Capannori (LU) si è già posto l obiettivo Rifiuti Zero al Non adagiandosi sulle soluzioni tradizionali anche la gestione dei rifiuti è un occasione per produrre innovazione. A Padova l information technology ad esempio è ancora poco utilizzata per organizzare e gestire la raccolta dei rifiuti e facilitare la vita al cittadino, Padova deve promuovere questo strumento anche in ottica di creazione di nuovo know-how esportabile per le nostre imprese più innovative. 2

4 Ma ciò non basta, la politica di gestione dei rifiuti dei prossimi anni deve ruotare tutta attorno misure moderne ed efficaci di riduzione della quantità totale prodotta. Bisogna dunque, con il coinvolgimento dell Università, elaborare un Bilancio Comunale dei Rifiuti (analogamente a quanto si fa per i Bilanci Energetici Comunali) che faccia una mappa di quanti rifiuti vengono prodotti per ogni categoria di popolazione (famiglie, industrie, grande distribuzione, piccolo commercio, industria, agricoltura). A partire da questi dati vanno definiti meccanismi di riduzione del valore assoluto di rifiuti specifici per ogni categoria e i piani vanno implementati mediante accordi quadro con le diverse categorie. Obiettivi di riduzione della quantità totale per ogni settore vanno stabiliti di anno in anno, con lo stesso meccanismo stabilito per la riduzione delle emissioni di CO2. Entro il 2020 si potrà così diminuire del 50% la quantità di rifiuti rispetto al 2010, implementando a Padova le migliori pratiche già esistenti e avviando una lotta agli sprechi inesorabile. Il compostaggio domestico va favorito mediante uno sconto di almeno il 10% sulla tassa rifiuti per ogni famiglia che utilizza il compostatore domestico per l auto-smaltimento del rifiuto organico. Il maggior utilizzo di prodotti sfusi contribuiranno sensibilmente al raggiungimento degli obiettivi, così come politiche diffuse di Last Minute Market mediante accordi con la GDO o con cooperative nate per questo scopo, che risparmieranno i costi di smaltimento ogni anno di centinaia di tonnellate di cibo ancora edibile. Mediante il raggiungimento contemporaneo di entrambi gli obiettivi, 80% di raccolta differenziata e 50% di riduzione del valore assoluto di rifiuti entro il 2020, sarà possibile chiudere la Linea I e la Linea II del termovalorizzatore creando nuovi posti di lavoro nell industria del recupero, riciclo e raccolta differenziata. Per quanto riguarda la Linea III questa dovrà recuperare il calore per teleriscaldamento. 3) Municipalizzata ad azionariato popolare per energie pulite e risparmio energetico Più di un secolo fa le municipalizzate erano nate per portare a tutti i cittadini servizi ai quali da soli non avrebbero potuto accedere (acqua, luce prima, gas poi). Oggi per lo stesso motivo c è bisogno di nuove municipalizzate che portino ai cittadini i servizi moderni: 1) energia pulita e a basso costo, 2) risparmio energetico. Vediamo come. Il Comune potrà investire in questo vendendo parte delle sue quote nelle vecchie municipalizzate ed entrando in società con i cittadini mediante l istituzione di una Nuova Municipalizzata pubblico-privata partecipata da 2 soci: il Comune e un Fondo Privato. Quest ultimo sarà una public company ad azionariato diffuso di proprietà dei cittadini padovani. Il Fondo da Statuto inizialmente deve essere composto per almeno il 90% da cittadini residenti a Padova (max 2% di quote per socio), successivamente non si potrà scendere comunque sotto il 70% di quote detenute da cittadini padovani. In questo modo la Nuova Municipalizzata, essendo finanziata direttamente dai cittadini, non dovrà ricorrere alla raccolta di capitale in Borsa che non è adatto per aziende municipalizzate. La quotazione in Borsa infatti fa finire le azioni per lo più a fondi di investimento internazionali che non hanno legami con la nostra città, finendo così per fare scelte che si ripercuotono sulla nostra comunità con l unico criterio della massimizzazione del profitto di breve termine. La Nuova Municipalizzata farà inizialmente 2 cose: 3

5 1) Bolletta fotovoltaica: dal gli analisti sono concordi nel prevedere che in Italia il fotovoltaico diventerà conveniente anche senza bisogno di incentivi, a causa dell aumento del costo dell energia elettrica di rete e della diminuzione del costo degli impianti solari. Da quel momento nasceranno in molte città nuove società elettriche solari che non venderanno più l impianto solare al cittadino ma invece installeranno a loro spese gli impianti sui tetti di famiglie e imprese sostenendo tutti i costi di investimento e manutenzione, e facendo profitto facendo pagare al cittadino (o all impresa) la bolletta a fine mese come una normale società elettrica, con la differenza che invece la società solare venderà energia pulita, a prezzo bloccato per almeno 25 anni, e a prezzo più basso rispetto al prezzo della elettricità di rete. Grazie a questa impresa Padova diverrà la prima città italiana ad utilizzo massiccio di energia fotovoltaica e i cittadini, azionisti di questa nuova società a- vranno un doppio vantaggio. 2) Vendita di risparmio energetico (formula ESCO: Energy Service Company ): la Nuova Municipalizzata venderà interventi di risparmio energetico, sostenendone tutti i costi e facendo profitto trattenendo una parte del risparmio in bolletta che l intervento effettuato genererà per il cliente (famiglia, negozio, impresa). In particolare la nuova società potrà fare interventi estesi su tutti gli edifici pubblici comunali, senza far spendere neanche un Euro al Comune di Padova (quindi senza far sforare il Patto di Stabilità), ma anzi facendo risparmiare al Comune fino al 25-30% delle spese correnti per riscaldamento, illuminazione, elettricità, condizionamento; questi soldi (non abbiamo fatto i conti ma siamo di sicuro sopra il Milione di Euro all anno) risparmiati ogni anno dal Comune potranno essere liberati e utilizzati per altri scopi (o potranno essere restituiti ai cittadini togliendo finalmente un po di tasse). 4) Progetto PM10: 0 al 2020 Il PM10, le polveri sottili, sono uno dei più grossi problemi delle città della Pianura Padana, inclusa la nostra. Finora nessuna città è riuscita a risolvere e nemmeno a contenere il fenomeno, fonte di malattie per la popolazione, di bassa qualità della vita e di danno economico. Il piano PM10:0 al 2020 può essere il Progetto Apollo di Padova. Con il Progetto Apollo l uomo è andato sulla Luna. Il fatto di aver posto un obiettivo ambizioso e condiviso ha mobilitato i migliori cervelli le migliori energie, la capacità di lavorare in squadra e alla fine l uomo ce l ha fatta. Non solo, i benefici collaterali del progetto sono stati tanti, numerose sono state le innovazioni che dobbiamo agli scienziati e alle imprese che hanno partecipato al Progetto Apollo. Il Progetto Apollo infine è stato uno dei volani per il boom economico degli Stati Uniti negli anni 60. Tutto questo, mutatis mutandis, può essere di ispirazione. A Padova bisogna definire, senza possibilità di tornare indietro, un obiettivo preciso e vincolante. Lo slogan PM10: 0 al 2020 significa: 0 giorni all anno con tassi PM10 superiori alla norma entro il Come raggiungerlo? Padova deve lanciare un Bando Internazionale, una Call for Proposal dando l obiettivo PM10:0. Con questo Bando si richiedono soluzioni di sistema che portino al raggiungimento dell obiettivo, e in cambio si mettono a disposizione le risorse della città a condizioni da stabilirsi (tram, sistema di trasporto pubblico, gestione delle telecamere di accesso, gestione dei parcheggi, strade). In questo modo i più prestigiosi e innovativi gruppi internazionali vorranno cimentarsi con questa sfida, 4

6 consapevoli che anche solo lo studio e la progettazione di un impresa simile diventeranno una grossa opportunità: tutte soluzioni e il know-how generato potranno essere proposti anche alle altre città del Nord-Italia, senza pensare alle inquinatissime città della Cina e dei Paesi Emergenti. Al Bando potrebbe partecipare anche un Consorzio padovano, che riunisca le imprese supportate dai migliori cervelli dell Università dando impulso all innovazione tecnologica (=posti di lavoro di qualità) della nostra città e regione. E prevedibile che piste ciclabili, aumento delle linee del tram, pay-per-use, pedonalizzazione totale del centro storico, utilizzo solamente di vetture elettriche in car-sharing nel centro- storico, saranno parte della soluzione complessiva. 5) Tolleranza Zero (contro gli Sprechi) Sono molte le azioni virtuose che è possibile mettere in atto per ridurre lo spreco. In materia di rifiuti, come già detto, la raccolta differenziata spinta consente di recuperare materiali che altrimenti andrebbero perduti. La parola d ordine è dunque riciclare. I vestiti usati vengono recuperati ancora in percentuali esigue, eppure 600 mila tonnellate, circa 10 kg a testa, sono prodotte in Italia ogni anno. Una parte minima viene riciclata, il restante viene gettato. Se la raccolta differenziata di abiti usati fosse potenziata, oltre ad incrementare un economia dal valore sociale si risparmierebbero in Italia 36 milioni di euro che corrispondono ai costi di smaltimento. Su questo problema ci sono già numerose iniziative da potenziare e promuovere tra cui la raccolta con cassonetti dislocati sul territorio gestita da cooperative sociali che prevede il riciclaggio, il riutilizzo, il recupero e lo smaltimento. In parte questi prodotti alimentano i mercatini dell usato, il resto viene venduto a basso prezzo sul mercato africano. Purtroppo non vengono gettati nella spazzatura solo i vecchi vestiti ma anche gli alimenti. Si rimane allibiti nell apprendere che le eccedenze agricole sono lasciate sui campi a marcire dai produttori che non le raccolgono perché fuori misura e dunque invendibili, quando invece un mercato parallelo per questi prodotti potrebbe essere organizzato. Un altra grossa parte delle eccedenze alimentari vanno a finire nella spazzatura di casa, circa 20 milioni di tonnellate che potrebbero dar da mangiare a più di 40 milioni di persone. Si arriva insomma a buttar via il 3 per cento del pil, circa 515 euro all anno per famiglia. Un paradosso definito dai ricercatori scarsità dell abbondanza. Il Last Minute Market LMM) è una metodologia da introdurre e diffondere a Padova. Il Last Minute Market che riunisce una quarantina di progetti diversi è il prodotto di una nuova intelligenza ecologica rivolta a razionalizzare i consumi, evitare il cattivo uso delle eccedenze e ridurre lo spreco, una soluzione concretamente attuabile. La percentuale più alta dello spreco riguarda i prodotti freschi, per i quali esistono procedure per il ritiro e la consegna ai LMM. Progetti simili coinvolgono già importanti catene di supermercati ma anche comuni che puntano ad una riduzione di rifiuti e sprechi. Altre iniziative comunali di lotta allo spreco da valutare per Padova sono il recupero delle eccedenze alimentari da parte delle associazioni nei mercati di quartiere e supermercati e la distribuzione nelle mense delle eccedenze messe a disposizione dagli ambulanti 5

7 Esistono inoltre Empori della Solidarietà dove molti indigenti possono fare la spesa senza pagare, realtà gestite da associazioni selezionate tramite bandi pubblici. Questa è l assistenza ai poveri efficace, partecipata e sostenibile nel lungo termine con la quale rispondere a misure demagogiche come la Social Card. Il Banco Alimentare è anch esso un meccanismo virtuoso che coinvolge realtà regionali ed enti caritativi, raggiunge un milione mezzo di bisognosi. Nella giornata della colletta alimentare sono coinvolti 8 mila supermercati e 110 mila volontari, un iniziativa di sensibilizzazione che raggiunge il 15 per cento del totale del cibo recuperato. Un ridistribuzione di alimenti attuata dal banco alimentare per un valore complessivo annuale di 170 milioni di euro. 10 mila tonnellate provengono da eccedenze ed errori produttivi dell industria, packaging danneggiati o nuovi prodotti che non hanno riscosso successo. Tutte queste sono misure da coordinare e introdurre a Padova non solo come strumento di solidarietà che fa fronte alle necessità dei poveri ma anche come modo per evitare sprechi di denaro. Data la natura interdisciplinare da cui è caratterizzata la lotta agli sprechi così come qui sopra descritta, è possibile ipotizzare un Assessorato per la Lotta agli Sprechi. BILANCIO, FISCO E FINANZA COMUNALE 1) Il Bilancio in Piazza: una Consulta per la Trasparenza del Bilancio Il Bilancio previsionale 2011 del Comune di Padova è di 517 Milioni di Euro. Quanti nostri cittadini lo sanno? Quanti cittadini hanno un idea anche vaga di come è strutturato il bilancio comunale? Quanti convegni pubblici si fanno per discutere il Bilancio Comunale? Eppure questo dovrebbe essere il tema cardine della discussione politica nella Polis. Eppure si parla di come vengono spesi i soldi dei cittadini. Eppure il modo in cui ogni anno entrano ed escono circa 500 Milioni di Euro dalle casse del nostro Comune ha un incidenza fortissima e immediata sulla vita di tutti noi e dei nostri figli. Il tema viene solamente discusso da iniziati in maniera tecnicistica, accentuando l asimmetria informativa tra tecnocrati e cittadini (e più grande è l asimmetria informativa sui temi della città, minore è la democrazia). Perfino dentro i Partiti, soggetti che proprio su questi temi dovrebbero essere la cinghia di trasmissione tra Comune e cittadini, si rinuncia a discutere in profondità di tutto ciò. A Padova è urgente e necessaria un opera massiccia di vera e proprio educazione civica incentrata sul Bilancio Comunale e le sue voci, entrate e uscite. Il bilancio Comunale va messo in Piazza, senza alcun timore. Oggi utilizzando anche i moderni strumenti informatici è possibile fare tutto questo con costi molto contenuti. I costi di un bilancio partecipato sono in realtà un investimento, perchè verranno recuperati nel tempo grazie alla maggior efficienza di spesa generata dal maggior controllo dei cittadini sul bilancio stesso. 6

8 I dati di bilancio non solo dovranno essere accessibili dal cittadino (cosa che in parte già accade), ma dovranno essere attivamente divulgati, cioè letteralmente tradotti e spiegati con un linguaggio che sia comprensibile da tutti i cittadini maggiorenni di ogni estrazione culturale. Una Consulta per la Trasparenza del Bilancio con rappresentanti di tutte le fasce sociali, di tutti i quartieri, di tutte le età deve essere istituita per dare al comune un interlocutore, in rappresentanza della cittadinanza sul tema della trasparenza del Bilancio comunale che faccia da stimolo e da controllo dell operato comunale in tema di Bilancio Partecipato. La Consulta si fa Garante verso i cittadini del fatto che i dati del bilancio comunale forniti sono corretti, sono accessibili e sono comprensibili per tutti i cittadini. La Consulta, come soggetto indipendente, deve anche provvedere ad identificare e mantenere aggiornati i costi standard, adeguati alla realtà della città di Padova, che serviranno ai cittadini per valutare la congruità, l equità e l eticità di spese ed investimenti effettuati. Tale misura si impone anche come misura anti-corruzione perché faciliterà la messa in evidenza di possibili spese gonfiate. I membri della Consulta inoltre provvedono a diffondere i dati presso i gruppi sociali di cui sono rappresentanti e diventano essi stessi quindi promotori di trasparenza. Grazie a questo lavoro metodico sulla trasparenza e sull accessibilità dei dati di bilancio il dibattito politico attorno a questo importante tema potrà essere facilitato e potenziato. 2) Bilancio: se lo smontiamo e lo rimontiamo rimane uguale? Di solito in regime di ordinaria amministrazione si prevedono piccoli aggiustamenti e adeguamenti delle voci di bilancio anno su anno, che in definitiva lasciano la struttura portante dei capitoli di spesa in gran parte nella sostanza inalterata. In una fase di Transizione come l attuale verso un Nuovo Modello di Sviluppo è doveroso mettere in discussione fin dalle sue radici la struttura portante del Bilancio Comunale. O adesso o mai più. E solo fingendo (inizialmente) che ogni singola voce possa essere messa in discussione, solo fingendo che ogni voce possa essere eliminata, drasticamente ridotta o drasticamente aumentata che è possibile immaginare un nuovo modello. In realtà sappiamo bene che tutto ciò non è vero, ci sono voci difficilmente modificabili (costo del personale, trasferimenti da stato e Regione, pagamento di mutui, etc..) e ci sono vincoli esterni da rispettare (ad esempio il Patto di Stabilità o le nuove procedure in discussione sul federalismo). Ciononostante non è ipotizzabile avviare una fase di Transizione a Padova se non si prova anche solo come esercizio inizialmente teorico a smontare pezzo per pezzo il bilancio comunale degli ultimi anni, frutto di una fase storica e di un modello di sviluppo ormai al tramonto, per poi ricostruirlo secondo nuovi criteri che siano moderni e in linea con il cambiamento di paradigma in corso. E possibile fare 2 esempi che dimostrano come questo esercizio potrebbe portare a facilitare decisioni politiche a prima vista molto complesse. Primo esempio. I bilanci comunali (incluso quello di Padova) dopo diversi decenni di entrate economiche derivate da concessioni edilizie per nuove costruzioni e nuove opere sono talmente dipendenti da questa voce economica, addirittura per le spese correnti, che così come sono struttu- 7

9 rati ora è praticamente impossibile immaginare una politica di Stop al Consumo di territorio così necessaria. Secondo Esempio. E difficile immaginare oggi a Padova una politica di riduzione della quantità di rifiuti e dell aumento del riciclo se il bilancio della nostra città fa ricavi anche (tramite i dividendi APS) con gli incentivi CIP6 per le fonti assimilate alle rinnovabili ; cioè il bilancio di Padova sta in piedi anche grazie agli incentivi per le tonnellate di rifiuti bruciati ogni anno dal nostro termovalorizzatore. Limitandosi a guardare la cosa da un punto di vista puramente di bilancio questo significa che il bilancio della città ha bisogno di non diminuire il volume di rifiuti bruciati per continuare a incassare incentivi CIP6 (per inciso pagati comunque da tutti i cittadini attraverso la bolletta elettrica) e questo rappresenta un vincolo all avvio di politiche di riduzione dei rifiuti. Da questi esempi emerge chiaro che politiche ambiziose che vanno in direzione della salute e della qualità dei cittadini dipendono da scelte di non ordinaria amministrazione sul Bilancio comunale, come riuscire a sostituire le entrare da nuove urbanizzazioni o da dividendi APS inquinati da contributi CIP6 dell inceneritore con entrate diverse o con risparmi di spesa. Si propone dunque di avviare una vera e propria opera di smontaggio, analisi e rimontaggio del bilancio, eseguito da una commissione ad hoc con il mandato di digerire la questione e proporre con una certa libertà nuove soluzioni di politica economica comunale da discutere poi in forme partecipate con i cittadini. Questa commissione, libera di generare soluzioni innovative, porterebbe di sicuro ad alcune interessante innovazioni. Anche qui facciamo un paio di esempi di possibili soluzioni rispetto agli esempi sopra citati: Prima soluzione. Le entrate da nuove urbanizzazioni potrebbero non essere più necessarie per il bilanci comunale generando risparmi di spesa grazie al coinvolgimento di ESCO (Energy Service Companies) che a spese loro eseguano interventi di risparmio energetico sugli immobili comunali, tagliando così sensibilmente la bolletta del Comune di Padova. I risparmi conseguiti consentirebbero, senza incidere sul bilancio, di eliminare le entrare da nuove urbanizzazioni e consentirebbero maggiore libertà per adottare una politica di Stop al consumo di territorio. E tutto questo per altro senza distruggere né economia né occupazione, ma solamente spostando investimenti e posti di lavoro dalla costruzione di nuovi edifici a interventi di risparmio energetico. Seconda soluzione. Nel 2010 il Comune di Padova ha ricavato circa da contributi in Conto Energia per impianti fotovoltaici pubblici installati. Grazie all installazione di ulteriori nuovi impianti FV (peraltro già in previsione), finanziati con mutui bancari che coprono fino al 90% dell intero investimento, sarebbe possibile arrivare di fatto a bilanciare la mancanza di entrate da contributi CIP6. Questo consentirebbe di avviare una politica di riduzione dei rifiuti senza incidere sul bilancio comunale. 3) Fisco: chi inquina paga (ma in proporzione al reddito), chi lavora no E difficile fare ipotesi al 2020 su quali saranno le leve della fiscalità comunale in un momento di discussione in Parlamento sulla possibile riforma federale del fisco. Si può ipotizzare tuttavia che la libertà di manovra per il Comune dovrebbe, almeno in teoria, aumentare. L attenzione data alla politica fiscale comunale deve dunque aumentare di conseguenza. L obiettivo deve essere quello di spostare, gradualmente e in maniera sostenibile, la tassazione dal lavoro (IRPEF comunale) ai consumi, e in particolare ai consumi che più scaricano le esterna- 8

10 lità sulla collettività. Pensiamo ad esempio al trasporto privato in città, chi ne fa uso scarica i costi degli effetti collaterali dell uso dell automobile in città sulla collettività e in questo momento non paga per questo. La nuova politica fiscale dovrà essere a saldo zero per il bilancio comunale. La nuova politica fiscale tuttavia non dovrà pesare sui redditi bassi, che senza misure compensative dovrebbero sopportare in % il peso maggiore del nuovo sistema fiscale (le tasse sul lavoro sono progressive e dipendono dal reddito, per chi le paga, le tasse sui consumi potrebbero non esserlo). Per evitarlo, 2 strade vanno esplorate, dove la soluzione potrebbe essere un mix di entrambe: - man mano che si sposta ed estende la tassazione sui consumi inquinanti si cancella l IRPEF comunale ad iniziare dai redditi bassi e via via estendendosi a quelli medi; - la tassazione sui consumi inquinanti deve essere progressiva e proporzionale al reddito. Anche in questo caso è possibile fare qualche esempio di tasse sui consumi che permetterebbero progressivamente la riduzione e cancellazione dell IRPEF comunale: - entrata in centro storico a pagamento per i mezzi a motore privati (con tariffa in proporzione al reddito); - tariffa rifiuti in funzione dei rifiuti effettivamente prodotti e non della cubatura - detassazioni della tariffa rifiuti ad esempio per l utilizzo del compostatore domestico - ICI e tasse comunali sugli immobili in funzione della classe energetica certificata L azione di riduzione della tassazione dovrà invece venire mediante politiche di riduzione degli sprechi così come sopra già descritto. Un ulteriore beneficio verrebbe dal fatto che la tassazione sui consumi non sarebbe evadibile, a differenza come purtroppo è noto di quella sui redditi. Un fisco verde di questo tipo può dunque anche diventare una forma efficace di lotta all evasione fiscale. 4) Il Comune come Socio: un Fondo di Investimento dei cittadini A Padova c è tanta ricchezza accumulata negli anni che la crisi economica ha sì eroso pesantemente negli ultimi anni, ma che in buona misura è ancora intatta. Solo una parte trascurabile di questa ricchezza è reinvestita localmente. Titoli di Stato, Fondi obbligazionari, Fondi Azionari sono tutte forme di investimento che tramite le banche raccolgono i soldi dei padovani e finiscono per creare nuova economia quasi esclusivamente altrove, molto spesso addirittura fuori dal nostro Paese. Quasi sempre i cittadini addirittura non sanno dove finiscono i loro soldi, e si rendono inconsapevolmente così complici e soci di aziende di armi, gioco d azzardo, multinazionali spregiudica, etc.. Quanti di noi ad esempio senza saperlo hanno finanziato con i loro risparmi la costruzione della piattaforma Deepwater Horizon di British Petroleum che ha causato nel Golfo del Messico il più grave disastro petrolifero della storia? Probabilmente tutti noi padovani che hanno almeno qualche risparmio in un fondo azionario visto che la BP è presente in tutti i portafogli azionari del pianeta. 9

11 Quasi solo gli investimenti in immobili rimangono nel territorio padovano, ma sono investimenti improduttivi, che non generano nuove imprese o nuova occupazione: sono per lo più rendite che non generano frutto per la comunità. Bisogna dunque porsi l obiettivo di creare dei meccanismi virtuosi, attraenti e convenienti attraverso i quali i consistenti patrimoni dei padovani vadano a finanziare nuove attività nella città. Stiamo parlando di diverse decine di Miliardi di Euro, si potrebbe finanziare interamente Padova 2020 e probabilmente anche Padova 2040! Un corto circuito di questo tipo, con i soldi dei padovani che vengono investiti direttamente su Padova, sarebbe un volano fortissimo per un cambio di marcia, per un nuovo, sano, sviluppo locale che farebbe uno scudo contro le imprevedibili turbolenze dell economia globalizzata (e abbiamo visto quanto violente possono essere le tempeste globali). Soldi locali per attività, utili, locali per creare occupazione e benessere locali. Tutto questo ottenuto senza porsi aprioristicamente contro i processi di un economia aperta e globalizzata ma semplicemente organizzando un sistema alternativo, basato sulla libera scelta del cittadino, più attraente, più conveniente, più equo. Questa è la ricetta per correggere la globalizzazione dal basso e per creare nuova, stabile occupazione di ualità. Facciamo un ultima premessa e poi vediamo come tutto ciò può essere realizzato. Non solo i cittadini padovani, anche il Comune possiede un patrimonio ed è dunque anche un Investitore; basti ricordare l ampio portafoglio di partecipazioni societarie o gli investimenti effettuati in titoli di diversa natura, a volta azzeccati (obbligazioni, azioni, immobili), a volte meno (l avventura degli investimenti in Hedge Funds Lehman Brothers prima del crack del 2008). Si aggiunga che sia i cittadini sia il Comune oggi si trovano in difficoltà ad allocare i propri risparmi in una fase in cui il mercato immobiliare si è sgonfiato, l investimento azionario è più rischioso che in passato, e quello obbligazionario è poco attraente nella fase attuale di rialzo dei tassi di interesse. Saranno dunque proprio gli anni entro il 2020 la fase ideale in cui il Comune potrà proporre ai cittadini un investimento alternativo e attraente per entrambi. Comune e cittadini si metteranno in società, diventeranno soci in attività che nello stesso tempo siano di vero beneficio per la comunità e possano generare un ritorno economico equo, a basso rischio e costante nel tempo. Ci guadagnerebbe la comunità e l economia cittadina, ci guadagnerebbe il Comune (anche nel suo ruolo di investitore), ci guadagnerebbero due volte i padovani, come cittadini e come investitori. Il Comune di Padova dovrà promuovere la nascita di un Fondo di Investimento ad Azionariato Popolare. Per Statuto questo Fondo dovrebbe avere una % molto alta di azionisti residenti a Padova(almeno 90%), nessuno dei quali potrebbe detenere più del 1%-2% delle azioni totali. Questo Fondo dovrebbe avere 2 caratteristiche: dovrebbe dotarsi di meccanismi di Governance democratici e trasparenti (non serve inventare niente, già ci sono ampi esempi in giro per il mondo), e dovrebbe per Statuto mettere un tetto massimo al rendimento che produrrà per i suoi soci (ad esempio potrebbe essere il 4%-5% indicizzato all inflazione), gli eventuali extra-profitti dovrebbero essere reinvestiti. Questo Fondo diventerebbe socio del Comune (il Comune con quote di minoranza molto basse) in attività economiche di pubblica utilità che vedrebbero i cittadini doppiamente coinvolti nel processo decisionale, come cittadini e come azionisti del Fondo. Queste attività economiche non dovendo generare per Statuto profitti troppo elevati (abbiamo ipotizzato il 4%-5% annuo massimo) potranno permettersi di non avere il profitto di breve termine come unico obiettivo e avranno una concreta valenza sociale. 10

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