Misure e ruolo della felicità nel benessere degli individui

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1 - DPSS - Università degli Studi di Padova Misure e ruolo della felicità nel benessere degli individui Corso di Psicologia del Rischio e della Decisione Facoltà di Scienze Politiche - CLM Sociologia Università di Padova Anno accademico 2010/2011

2 Introduzione Il caso del Bhutan Nel 1972 il re Jigme Singye Wanchuk decise che in Bhutan per misurare il progresso ed il benessere del paese: Al posto del Prodotto Interno Lordo... sarebbe stata usata la «Felicità Nazionale Lorda» Nella stessa data fu varato un piano quinquennale così descritto dal re: «Se al termine di questo periodo la nostra gente non è più felice di ora, allora sapremo che abbiamo fallito!» 2

3 Il caso del Bhutan Quattro principi hanno caratterizzato questi interventi: Introduzione di criteri democratici e di buon governo Inclusa la riduzione dei poteri del re. Sviluppo socioeconomico stabile ed equo Il governo rinuncia ad una rapida ed immediata crescita al fine di assicurare una crescita lenta ma duratura. I frutti vanno condivisi (istruzione pubblica e copertura medica gratuite per tutti). 3

4 Il caso del Bhutan Protezione dell ambiente Riduzione delle ambizioni di crescita economica al fine di preservare la bellezza dell ambiente per le future generazioni. In particolare, sono state preservate gran parte delle foreste. Difesa della cultura Il governo si impegna a preservare i tratti distintivi della cultura tradizionale del Bhutan. Vengono promossi valori come il volontariato, la cooperazione, la tolleranza ed un buon bilanciamento tra famiglia, lavoro e tempo libero. 4

5 Il caso del Bhutan Questi principi non sono rimasti vaghi e qualitativi. Oggi in Bhutan esistono 72 diversi indicatori utilizzati per misurare il miglioramento ottenuto su ciascuno di questi obiettivi. Risultati ottenuti (nel 1972 il Bhutan era uno dei paesi più poveri al mondo): Oggi il reddito lordo pro-capite supera quello dell India. L aspettativa media di vita era 43 anni nel 1982, ora è pari a 66 anni. Le morti di neonati sono diminuite da 163 ogni nascite a 40. L alfabetizzazione è passata da 10% nel 1982 a 66% oggi. 5

6 Il caso del Bhutan Secondo dati della Banca Mondiale la qualità del governo non è ai livelli dei paesi occidentali, ma è cresciuta costantemente ed è ora superiore a quella di Cina e India. Tuttavia, non tutto è perfetto nemmeno in Bhutan! Diversi obiettivi possono essere in conflitto e richiedono di decidere cosa sacrificare. ESEMPIO: per promuovere la salute, il rispetto dell ambiente e l equità il governo ha ridotto le libertà individuali. Fumare è proibito, così come le cure mediche private. C è un codice di abbigliamento e anche per lo stile dei fabbricati. In nome dell unità culturale è stata sacrificata la libertà della minoranza Nepalese. 6

7 Il caso del Bhutan Il Bhutan resta ad oggi l unico paese al mondo che ha adottato ufficialmente la felicità delle persone come misura del benessere nazionale. Nonostante alcune scelte discutibili, la crescita ottenuta è stata sostanziale. Non potevano seguire l esempio di nessuno e questa storia resta un caso di studio affascinante. Nel 2009, David Cameron, oggi premier in Inghilterra, ha dichiarato «dovremmo pensare non solo a ciò che è giusto fare per mettere più soldi in tasca ai cittadini, ma cosa è giusto fare per mettere gioia nei loro cuori». 7

8 La felicità come obiettivo di una nazione Da sempre la felicità dei cittadini è stata considerata come un obiettivo che chi governa deve perseguire: La costituzione francese afferma: «L obiettivo della società è la felicità dei cittadini». La costituzione americana promuove: «La ricerca della felicità». Bentham (1781) ha affermato che: «l obiettivo superiore del governare dovrebbe essere quello di assicurare la più grande felicità al più alto numero di persone massimizzando il piacere e minimizzando il dolore». Il problema è che ne Bentham ne i suoi successori erano in grado di suggerire una metodologia per misurare la felicità. 8

9 Misurare la felicità Negli ultimi 35 anni, economisti e psicologi hanno cercato di superare il problema della misurazione della felicità ed hanno ottenuto discreti successi in questo senso: Per farlo hanno chiesto direttamente alle persone: Quanto piacevoli o spiacevoli trovano specifiche attività svolte durante la giornata. Quanto sono soddisfatte delle condizioni generali della vita che stanno conducendo. 9

10 Cambiamento della felicità nel tempo Questi studi hanno permesso di raggiungere numerose conclusioni, ma quattro sono le più interessanti: Il livello medio della felicità (negli USA) è cresciuto molto poco negli ultimi 50 anni nonostante una crescita sostanziale dei redditi pro-capite (es., Easterlin, 1974; 2005). I ricchi sono generalmente più felici dei poveri. Cittadini di nazioni più ricche sono spesso più felici di cittadini di nazioni povere. Le percentuali di americani «molto» o «abbastanza» felici (e quella dei «non troppo» felici) non sono cambiate significativamente in 50 anni. 10

11 Previsione della felicità futura Le persone sono particolarmente scarse a prevedere ciò che le renderà felici (Kahneman & Thaler, 2006; Gilbert, 2006). Facciamo fatica a prevedere quanto a lungo saremo influenzati da comuni eventi (sia positivi sia negativi). Oppure da cambiamenti avvenuti nelle nostre vite. Le persone attaccano troppo valore ai cambiamenti immediati della loro felicità e sottovalutano la rapidità con cui sanno adattarsi agli eventi. Molti pensano che la più grande differenza nella loro vita sarebbe quella di avere più soldi. Hedonic treadmill: aumentano i salari ci abituiamo, vogliamo altri aumenti e siamo insoddisfatti! 11

12 Percezione dell ineguaglianza Nonostante un aumento delle differenze tra redditi alti e bassi negli ultimi anni gli americani non sono più insoddisfatti che in passato (Alesina, DiTella & MacCulloch, 2004). Fasce della popolazione che percepiscono un reddito inferiore non sono meno contente rispetto al passato quando la differenze con i «benestanti e ricchi» era inferiore. Gli unici ad essere scontenti dell aumento dell ineguaglianza nei salari sono proprio i ricchi! (Veenhoven, 2005). 12

13 Interventi governativi e felicità Riguardo ad interventi del governo in ambito di social welfare (pensioni, sanità e cassa integrazione pubbliche) non c è correlazione tra la percentuale di prodotto interno lordo destinata a questi scopi e la felicità, salute e longevità della popolazione (Veenhoven, 2000). Svezia e Danimarca hanno un welfare state molto generoso e i propri cittadini sono tra i più felici del mondo... Tuttavia, tra i popoli più felici ci sono anche islandesi e svizzeri i cui governi destinano ai programmi pubblici una percentuale pari ad un terzo di quella svedese e danese. Ovviamente Veenhoven si aspettava di trovare un effetto della spesa pubblica sulla felicità! 13

14 Relazione tra reddito e felicità Molto felice Abbastanza felice Non troppo felice Livello di soddisfazione in relazione al quartile di reddito (dati dal 1975 al 1992) Primo quartile Secondo quartile Terzo quartile Quarto quartile 40.78% 34.80% 29.46% 24.07% 53.14% 56.22% 58.02% 56.04% 6.08% 8.98% 12.52% 19.88% Fonte: Di Tella, MacCulloch & Oswald (2003) 14

15 Relazione tra reddito e felicità Come detto, abitanti di paesi più ricchi sono anche più felici (Deaton, 2007). s 15

16 Relazione tra reddito e felicità Come detto, abitanti di paesi più ricchi sono anche più felici (Deaton, 2007). s 16

17 Relazione tra reddito e felicità Il problema è che la felicità non sembra essere collegata all aumento del reddito quando vengono condotte analisi longitudinali all interno di singole nazioni. Una caratteristica di queste misurazioni rispetto a quelle viste in precedenza è la mancanza di un termine di paragone. Ricchi e poveri possono confrontarsi, ma è difficile confrontare la propria felicità con quella delle generazioni precedenti. Questa analisi vale per USA, Svizzera e Norvegia. La felicità è diminuita nel tempo in UK, Austria, Belgio e Germania Ovest. In altri paesi, inclusa l Italia è aumentata (anche in America Latina e Europa dell Est, ma in questi casi ci sono stati cambiamenti radicali). 17

18 Relazione tra reddito e felicità Veenhoven e Hagerty (2006) suggeriscono una spiegazione metodologica per la mancata crescita della felicità in nazioni come gli USA: Mentre la crescita del benessere economico non ha un limite superiore (si può sempre fare meglio)... la felicità è misurata su una scala, quindi nazioni dove il risultato è già nella parte superiore della scala tendono a crescere meno a causa di questo limite («effetto soffitto»). Servono quindi delle serie storiche più lunghe di quelle attuali per capire se la felicità sta aumentando o meno. Resta il fatto che questi aumenti nella felicità soggettiva non sono coerenti con i miglioramenti del benessere economico (diminuzione dell utilità marginale?). 18

19 Relazione tra reddito e felicità Quindi nei paesi ricchi, c è una differenza tra diversi strati della società ma non tra diverse generazioni: Una possibile spiegazione è che l aumento generale della ricchezza abbia fatto aumentare la felicità ma che questo aumento sia stato annullato da altri cambiamenti come: Aumento dei divorzi. Aumento nell uso di droghe. Aumento della disoccupazione. Ecc. Tuttavia, la ricerca ha mostrato che l aumento della ricchezza è stato tale da poter battere l effetto di altri fattori che potrebbero ridurre la felicità (Di Tella & MacCulloch, 2008). 19

20 Relazione tra reddito e felicità Altri autori hanno proposto una spiegazione basata sul fatto che negli ultimi 30 anni in USA i salari sono aumentati principalmente per il 20% più ricco della popolazione. Essendosi arricchita solo una piccola parte della popolazione questo potrebbe aver contrastato un aumento della felicità su scala generale. Tuttavia, non è aumentato il gap di felicità tra ricchi e poveri! 20

21 Relazione tra reddito e felicità Infine, si può anche ipotizzare una spiegazione basata sul concetto di punto di riferimento (Luttmer, 2005). E possibile che le persone siano più felici quando ottengono un aumento del salario. Questo effetto però sarebbe influenzato da ciò che accade agli altri. Se altri parenti, amici, colleghi ottengono un aumento di salario allora non ci sarà nessun aumento di felicità. La felicità sarebbe influenzata dalla posizione relativa degli individui nella società (meglio di altri) piuttosto che dalla loro situazione oggettiva (più ricchi). 21

22 Relazione tra reddito e felicità Un altro aspetto importante della relazione tra reddito e felicità è quello relativo alla tendenza delle persone a credere che diventare ricche le renderà più felici. Ancora oggi, in USA, il 70% degli studenti universitari del primo anno ritengono che «fare soldi» sia uno degli obiettivi più importanti nella vita (Bok, 2010). In effetti i ricchi sono più felici, quanto meno perché possono dire di aver realizzato i propri obiettivi. 22

23 Relazione tra reddito e felicità Studi condotti da psicologi hanno mostrato che l ambizione di diventare ricchi produce maggiore infelicità e delusione (Kasser & Kanner, 2003). Una spiegazione potrebbe essere che molte di queste persone non riescono a realizzare la loro ambizione. Coloro che diventano ricchi potrebbero essere così focalizzati sul fare soldi da trascurare altri fattori della vita altrettanto importanti per essere felici. Inoltre, la felicità di queste persone potrebbe durare poco a causa della tendenza ad adattarsi alla nuova condizione («hedonic treadmill»). Risultati diversi sono stati trovati da Nickelson et al. (2003). Coloro che hanno l ambizione di fare molti soldi non sarebbero particolarmente infelici. 23

24 Variabili demografiche e felicità Anche altre variabili demografiche sembrano avere un peso relativo sulla felicità. L età, ad esempio, tende ad influenzare la felicità secondo una curva ad U, ma le differenze possono essere molto modeste. La felicità tende a scendere dall adolescenza fino a verso i 40 anni... poi gradualmente aumenta nuovamente verso l età avanzata (ovviamente controllando per l effetto delle differenze nella salute). 24

25 Variabili demografiche e felicità 25

26 Variabili demografiche e felicità Anche il genere sessuale sembra influenzare in modo relativo la felicità (Stevenson & Wolfers, 2009): Le donne caucasiche sono leggermente più soddisfatte degli uomini caucasici ma la differenza è andata diminuendo nel tempo. Ovviamente, questi risultati sono piuttosto sorprendenti visto che negli ultimi decenni le donne hanno oggettivamente ottenuto delle conquiste sociali che avrebbero dovuto migliorarne il benessere. Potrebbe essere un effetto del conflitto tra le ambizioni lavorative e gli impegni legati alla famiglia. 26

27 Variabili demografiche e felicità 27

28 Variabili demografiche e felicità 28

29 Variabili demografiche e felicità 29

30 Variabili demografiche e felicità La razza invece sembra avere un chiaro effetto sulla felicità. Gli afro-americani sono decisamente meno felici dei caucasici, nonostante la differenza si sia ridotta di metà negli ultimi tre decenni. Questa differenza si riduce però con l età. Nel caso degli afro-americani non ci sono differenze tra maschi e femmine. 30

31 Altre fonti di felicità In genere, le ricerche condotte hanno trovato che, a parte disposizioni di personalità, ci sono sei fattori che sembrano avere il massimo impatto sulla benessere soggettivo: Matrimonio. Relazioni sociali. Impiego. Salute percepita. Religione. Qualità del governo. 31

32 Altre fonti di felicità In genere, le ricerche condotte hanno trovato che, a parte disposizioni di personalità, ci sono sei fattori che sembrano avere il massimo impatto sulla benessere soggettivo: Matrimonio. Relazioni sociali. Impiego. Salute percepita. Religione. Qualità del governo. 32

33 Altre fonti di felicità In genere, le ricerche condotte hanno trovato che, a parte disposizioni di personalità, ci sono sei fattori che sembrano avere il massimo impatto sulla benessere soggettivo: Matrimonio. Relazioni sociali. Impiego. Salute percepita. Religione. Qualità del governo. 33

34 Altre fonti di felicità In genere, le ricerche condotte hanno trovato che, a parte disposizioni di personalità, ci sono sei fattori che sembrano avere il massimo impatto sulla benessere soggettivo: Matrimonio. Relazioni sociali. Impiego. Salute percepita. Religione. Qualità del governo. 34

35 Altre fonti di felicità In genere, le ricerche condotte hanno trovato che, a parte disposizioni di personalità, ci sono sei fattori che sembrano avere il massimo impatto sulla benessere soggettivo: Matrimonio. Relazioni sociali. Impiego. Salute percepita. Religione. Qualità del governo. 35

36 Altre fonti di felicità In genere, le ricerche condotte hanno trovato che, a parte disposizioni di personalità, ci sono sei fattori che sembrano avere il massimo impatto sulla benessere soggettivo: Matrimonio. Relazioni sociali. Impiego. Salute percepita. Religione. Qualità del governo. 36

37 Altre fonti di felicità Matrimonio: Persone sposate tendono a vivere più a lungo. Hanno minore probabilità di essere depresse, di suicidarsi o di avere problemi di salute. Tuttavia, spesso le unioni migliori si giovano del fatto che i coniugi, soprattutto giovani, sono più felici fin da prima di sposarsi. Non è chiaro quanto a lungo durino gli effetti benefici del matrimonio sul benessere percepito. Alcune ricerche mostrano effetti a lungo termine (Frey, 2008), ma la maggioranza suggerisce che l effetto duri solo 2 o 3 anni dopo il matrimonio (Clark, 2006). 37

38 Altre fonti di felicità Qual è l effetto di avere figli? Alcuni dati mostrano che coppie che decidono in modo consapevole di non avere figli sono tanto felici quanto quelle che hanno figli. Altri studi suggeriscono addirittura che avere figli induce un aumento delle tensioni, della depressione e dello stress emozionale rispetto a coppie senza figli. Gilbert (2006) mostra che avere figli produce una riduzione della felicità che dura fino alla loro adolescenza e si riduce progressivamente dopo che escono di casa e nascono dei nipoti. Esistono però anche dati contrari (Glenn & McLannahan, 1981; Nomaguchi & Milkie, 2003). 38

39 Altre fonti di felicità Relazioni sociali: Sia persone introverse sia persone estroverse affermano di essere più felici quando sono in compagnia rispetto a quando sono da sole. Relazioni sociali ed altre relazioni con le persone sono il fattore che contribuisce maggiormente alla percezione di benessere (Diener & Biswas-Diener, 2008). In particolare, sembra importante il ruolo di un amicizia molto stretta (anche se non ha lo stesso impatto di un coniuge quando il matrimonio funziona; Demir & Lesley, 2007). Come per il matrimonio anche le amicizie sono un supporto nei momenti di difficoltà. 39

40 Altre fonti di felicità Impiego: I primi dati suggerivano una scarsa relazione della soddisfazione lavorativa con il benessere generale di una persone. Dati più recenti invece mostrano che la soddisfazione sul lavoro correla con una maggiore felicità. Ancora una volta la direzione della relazione è però incerta. Sicuramente, persone più felici sanno trarre maggiore soddisfazione dal proprio lavoro. Helliwell et al. (2008) hanno mostrato che la fiducia nella dirigenza ha un effetto sulla felicità significativamente superiore rispetto allo stipendio. 40

41 Altre fonti di felicità Impiego: Più chiara è la situazione quando si analizza la condizione di perdita del lavoro. In questi casi le persone tendono a soffrire di una prolungata situazione di stress (Clark & Oswald, 1994; Winkelmann & Winkelmann, 1998). Perdere il lavoro può incidere per almeno 6 punti su una scala di 100 punti (0 = per niente soddisfatto della vita). Coloro che perdono il lavoro hanno più probabilità di suicidarsi, essere depressi o abusare di alcol e droghe. Certamente c è un effetto dovuto alla perdita dello stipendio, ma molto più importante è risultata la perdita di autostima e la paura di perdere il rispetto altrui. Non basta quindi fornire ingenti benefits economici. 41

42 Altre fonti di felicità Salute percepita: Una differenza del 20 percento nella percezione di quanto si è in salute può portare ad una riduzione del 6% della felicità. Inoltre, le valutazioni dei medici sembrano correlare in modo molto modesto con la felicità dei loro pazienti (Okun & George, 1984). La differenza potrebbe essere dovuta al fatto che la salute percepita include anche altri fattori come: stress. isolamento sociale. depressione. 42

43 Altre fonti di felicità Salute percepita: Un risultato sorprendente che emerge dalla percezione della propria salute è quanto rapidamente le persone riescano a superare situazioni di grave malattia o disabilità. Anche coloro che rimangono quadriplegici a causa di incidente recuperano il loro livello di felicità precedente in circa un anno (Brickman et al., 1978; Riis et al., 2005). Non è così per chi soffre per: dolori cronici depressione AIDS o cancro Il fatto è che queste patologie ricordano costantemente al paziente la sua condizione, mentre in altri casi prima dell incidente vengono sopravvalutati alcuni aspetti. 43

44 Altre fonti di felicità Religione: I credenti riportano un grado di felicità superiore ai non credenti. Questo in parte dipende dal fatto che la religione permette di entrare in una comunità sociale che garantisce delle relazioni con altri individui. Indipendentemente di ciò, una forte convinzione religiosa può portare a guadagnare fino a 3,5 punti percentuali nella scala del benessere soggettivo (Layard, 2005). La religione permette alle persone di credere che la loro vita e il loro lavoro hanno un preciso scopo che ne aumenta il valore anche durante le difficoltà. 44

45 Altre fonti di felicità Qualità del governo: Molti dati sostengono l importanza di questa variabile sulla felicità delle persone, ed in particolare l effetto dovuto al fatto di vivere in una democrazia. Le democrazie con i più alti valori di benessere e felicità sono quelle in cui questa forma di governo è presente da almeno 80 anni. Paesi dell est europeo hanno sperimentato un decremento del benessere percepito appena insediata la democrazia e successivamente un inversione di tendenza (Inglehart et al., 2008). La libertà economica è particolarmente importante nei paesi poveri. La libertà individuale è invece più rilevante nei paesi ricchi. 45

46 Altre fonti di felicità Anche partecipare ad attività di volontariato produce un aumento della felicità (Frey & Stutzer, 2005). Dunn et al. (2008) hanno chiesto a due gruppi di persone di spendere una somma di soldi (consegnata loro dagli sperimentatori) durante la giornata. Il primo gruppo doveva spendere i soldi per pagare bollette, fare la spesa o farsi un regalo. Il secondo gruppo doveva spendere soldi comprare un regalo per un altra persona o per fare una donazione. Ad alcuni è stata data una somma di $5 ad altri una somma di $20. 46

47 Emozione come guida per la decisione Risultati: 1 Diff happiness Spende per sè 47 Spende per altri

48 Confronto tra nazioni Nazione Valutazione della propria vita 1. Danimarca Finlandia Svizzera Olanda Norvegia Svezia Australia Canada Nuova Zelanda Belgio 7.26 Gli Stati Uniti sono al 15 posto (7.11); l Italia è al 18 posto (6.85) Scala a 11 punti (0-11): 0 = Insoddisfazione assoluta; 5 = Indifferente; 11 = Soddisfazione assoluta 48

49 Confronto tra nazioni Ci sono scale diverse che misurano altri aspetti che influenzano la felicità ed il benessere. In generale, le nazioni scandinave, la Svizzera e l Olanda sono le nazioni in cima alla lista. Incoraggiante è il gran numero di persone in tutto il mondo (avanzato) che affermano di essere «molto» o «abbastanza» soddisfatte della propria vita. In particolare, in quasi nessuna nazione la soddisfazione media è inferiore al punto medio della scala (ovverosia inferiore a 5). 49

50 Confronto tra nazioni Nazione Benessere soggettivo x Aspettativa di vita 1. Svizzera Islanda Costa Rica Canada Danimarca Svezia Lussemburgo Irlanda Olanda Norvegia 57.5 Gli Stati Uniti sono al 14 posto (56.9); l Italia è al 17 posto (54.6) Dati dei primi anni 90 50

51 Confronto tra nazioni Ci sono scale diverse che misurano altri aspetti che influenzano la felicità ed il benessere. In generale, le nazioni scandinave, la Svizzera e l Olanda sono le nazioni in cima alla lista. Incoraggiante è il gran numero di persone in tutto il mondo (avanzato) che affermano di essere «molto» o «abbastanza» soddisfatte della propria vita. In particolare, in quasi nessuna nazione la soddisfazione media è inferiore al punto medio della scala (ovverosia inferiore a 5). 51

52 Confronto tra nazioni Verrebbe però da chiedersi come mai così tante persone sono felici nonostante ci sia 1 miliardo di persone che vivono con meno di 1$ al giorno e un altro miliardo di persone che sono sotto il livello di sussistenza minimo. La probabile spiegazione è che le persone hanno una tendenza all ottimismo e all essere felici rafforzata dalla loro abilità di adattarsi anche a situazioni molto difficili. 52

53 Campionamento di esperienze Tutti i dati visti fino ad ora sono stati raccolti chiedendo alle persone quanto sono soddisfatte della loro vita in generale (benessere percepito). Altri ricercatori hanno chiesto alle persone di giudicare quanto si sentono felici in diversi momenti della giornata. In generale, le persone riportano di essere felici mentre stanno facendo le attività più diverse... In media solo il 34% delle persone risponde di essere infelice in un particolare momento della giornata. 53

54 La maggioranza delle esperienze che danno piacere avvengono al di fuori della sfera lavorativa: Relazioni intime, socializzazione, cene, sport, pregare, ecc.... Durante le attività giornaliere la maggior parte delle persone vive il lavoro come stressante o monotono... Lo stress e la negatività del lavoro sono aumentati nel tempo: Dal 1955 al 1991 la percentuale di americani che preferisce il tempo libero al lavoro è passata da 49% a 68%. Fonte: Kahneman, Krueger, Schkade, Schwarz (2004).

55 Campionamento di esperienze La maggior parte delle ricerche che hanno utilizzato il campionamento di esperienze hanno permesso di confermare i risultati relativi all effetto di specifici fattori sul benessere percepito: Fattori come: matrimonio, reddito, qualità del governo, ecc. In particolare, è stato possibile dimostrare che le differenze di benessere percepito legate al reddito sono piuttosto basse. Passare la notte insonne ha molto più effetto sulla felicità provata il giorno dopo rispetto ad avere pochi soldi. 55

56 Campionamento di esperienze In altri casi, però, i risultati ottenuti con il campionamento di esperienze non coincidono con quelli ottenuti misurando il livello generale di benessere della propria vita. ESEMPIO: Quando si chiede il grado di soddisfazione generale persone sposate affermano di essere più felici di persone divorziate o single. Questo risultato si inverte quando la misurazione viene fatta attraverso il campionamento di esperienze (ovverosia facendo la media della felicità registrata per i diversi eventi campionati). Come mai i risultati sono diversi? 56

57 Campionamento di esperienze Una spiegazione può derivare dalla tendenza delle persone a sopravvalutare l importanza di alcuni fattori quando viene loro chiesto di dare una valutazione globale. Chi non è sposato potrebbe sopravvalutare l effetto dell essere solo in confronto con chi non lo è... Nel del campionamento di esperienze le risposte sono legate maggiormente a situazioni specifiche ed è più difficile che ci sia la sopravvalutazione di fattori ritenuti «importanti» da un punto di vista globale. In questo caso, non saranno più sottovalutati il piacere di avere più tempo per stare con gli amici ed il fastidio di occuparsi di faccende domestiche! 57

58 Conclusione: come trarre beneficio da queste ricerche? I risultati sembrano mostrare, tra le molte cose, che persone più felici tendono ad essere di maggiore aiuto agli altri e a trarre soddisfazione dal comportamento altruista e dal cooperare. L ostacolo al raggiungimento di un mondo in cui tutti sono felici ed aiutano il prossimo è soprattutto dato dal fatto che le persone sono piuttosto scarse nel capire ciò che le renderà felici. Cosa dovrebbero fare coloro che gestiscono la cosa pubblica? Accettare l opinione della maggioranza, anche se potrebbe essere sbagliata? In caso contrario, come sviluppare delle condizioni che permettano di raggiungere una maggiore felicità? 58

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