Il Mondo del Lavoro Oggi!!!

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1 Il Mondo del Lavoro Oggi!!! Quello che stai leggendo è più di un racconto. Quello che leggi è un percorso di Formazione e Motivazione. Attorno a noi ci sono troppi business che prosperano su PAURA e INSICUREZZA. Noi vogliamo business sani, che prosperino su Autostima e Responsabilità. Sii La Ricchezza Che Vuoi Vedere Nel Mondo!

2 LEZIONE 1 -Articolo 4 Sono seduto a tavola in attesa che arrivi il boss. Davanti ai miei occhi scorrono velocemente le immagini di quando poco mi trovai per la prima volta (non più di qualche minuto fa a dire il vero) davanti all imponente cancello della sua villa presidenziale. L ingresso pieno di verde, alberi e prato curati dal personale. Poi una struttura maestosa. Cammino con passo felpato perché mi sento quasi indegno di calpestare quel pavimento così lucido. L ingresso in una stanza enorme, alta. Un tavolo imbandito, delle sedie molto comode. «Prego, si sieda» dice il cameriere, «Il Presidente sta arrivando». Mi trovo in questa stanza, a questa tavola, perché sono stufo del precariato. Non parlo solo di lavoro, sono stufo della mia condizione di vita. Mi chiamo Massimo, ho 32 anni, una laurea in Economia e Commercio, precario nel lavoro e nelle relazioni. Angela, la mia ragazza, 28 anni, precaria anche le, vorrebbe che ci sposassimo. Al momento posso darle solo incertezze sulla vita, non possiamo assumerci l impegno di vivere insieme, di progettare una vita insieme, né di avere un figlio. Siamo costretti a vivere con il timore di ritrovarci senza lavoro da un momento all altro e sposarci significherebbe elevare al quadrato questa paura. Figuriamoci poi quello che dovrebbe essere il naturale sviluppo della cosa. Angela merita di più, io merito di più. Per questo oggi sono a cena con il boss della mia azienda, voglio sfruttare questa rara possibilità di parlargli per fargli capire come vive un precario, come viviamo noi che lavoriamo per lui. Noi, le persone sulle quali lui si arricchisce. Ho pensato a cosa dirgli, voglio portare la sua mente fuori da questo lusso, nella realtà, voglio portarlo a vedere il mondo reale fatto di incertezze, fatto di persone oneste che lavorano dalla mattina alla sera per mandare i propri figli a scuola. Voglio fargli conoscere la vita. Non nascondo che questo incontro mi mette ansia, attenderlo - perché lui ovviamente sentendosi migliore di me, mi fa aspettare - mi fa tormentare di domande, di insicurezze. Insomma vivo la mia condizione di precariato amplificata da quest attesa. Per fortuna ho una certezza, ho un jolly in tasca. Ho la Costituzione Italiana e appena arriva gliela sbatto avanti e gli leggo l articolo 4 «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto». Figurati se lui, uno che sicuramente è pieno zeppo di contatti politici, che sarà coinvolto in traffici leciti e illeciti con delinquenti peggiori di quelli che ti scippano la catenina per strada, può lasciarsi toccare dalla Costituzione. Cosa può fregargliene? Diritto al lavoro. Ma quale diritto? Diritto di essere sfruttati... «Buongiorno, Massimo!» la sua voce paralizza tutti i miei pensieri. Eccolo. Mi volto «Buongiorno signor De Lorenzi» in realtà non lo vedevo, come al solito è arrivato prima il suo sorriso e dopo è entrato lui nella stanza. Mi alzo in piedi per rispetto, lui si avvicina e mi invita a sedermi. «Ti chiedo scusa per il ritardo, i miei consulenti non conoscono ancora bene l arte della sintesi e mi fanno perdere sempre troppo tempo. Venendo a noi, sono contento che tu sia qui, mi auguro che tu possa crescere molto nella nostra azienda e raggiungere traguardi sempre maggiori. Il nostro successo è determinato anche dal tuo successo, dal tuo duro lavoro e dalla passione con la quale lo svolgerai, quel lavoro!» sembra di ascoltare un politico in televisione in tempi di campagna elettorale, fa la classica pausa da oratore e riprende, vuole ingannarmi mostrandosi spontaneo e disponibile, ma io non ci casco, anche se la frase successiva riesce bene a farla sembrare spontanea: «dunque dimmi qualcosa di te, come ti trovi nell azienda e se c è qualcosa che io posso fare per te. Ci sarà un motivo se da oltre un anno richiedi ai miei collaboratori un incontro con me» conclude sorridendo. Mi da del Tu. Fa l amicone di vecchia data, il tipo alla mano che si incontra al bar; solo che lui al bar non ci va a bere il caffè ma a contare i soldi: è proprietario di una catena di caffetterie il furbone! Ogni volta che mostra gioia, disponibilità o che sorride io mi innervosisco: so che è falso, è un tipo attaccato ai soldi e pronto ad usare le persone senza farsi minimamente scrupolo di nulla. So che non gli importa nulla di me o dei miei problemi, vuole solo farmi diventare una macchina efficiente, migliore, per produrgli denaro. Ho sempre schifato le

3 persone ricche, perché sono avide: le schifo e le compatisco perché so bene che sono infelici, che non provano sentimenti e che moriranno soli come dei cani. Lo guardo con sfida, probabilmente nei suoi corsi di comunicazione gli hanno insegnato a notarle certe cose, si renderà conto che concentro tutto il rancore per la mia situazione nello sguardo quando gli rispondo: «beh vede, signor De Lorenzi, mi ha chiesto di parlarle di me. Sono uno dei suoi tanti impiegati, uno dei tanti precari che lavorano senza avere la certezza di nulla e le garantiscono la certezza di questa villa, delle sue macchine e dei suoi soldi». Faccio una pausa, perché anche io che non ho fatto corsi so fare l attore, mia madre guarda le soap e al suo confronto io quasi sembro spontaneo. Lui non lo da a vedere, ma scommetto che dentro è contrariato. «Entrando ho visto sua moglie. Io non posso sposarmi e sa perché? Perché ho un contratto a tempo determinato che non so se verrà rinnovato. Tutto ciò perché a lei non conviene assumermi a tempo determinato». La cosa più fastidiosa è che mentre parlo lui mi guarda con serenità, con un lieve sorriso di chi ha la soluzione in tasca. Facile avere la soluzione quando sei ricco come lui. Mi rendo conto che ora devo puntare sul carico pesante, ora devo cacciare la Costituzione e così gli dico: «Per fortuna al mondo non esiste solo la legge del più forte, esiste anche una legge equa e afferma che il lavoro è un diritto. E le sto citando la Costituzione Italiana. Signor De Lorenzi, mi chiedo come mai nella nostra carta costituente ci sia questa dicitura La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e io sono precario e tantissime altre persone sono addirittura disoccupate. Lei che è considerato da tutti un uomo di successo, sa dirmelo?». So che non è il tono con cui ci si rivolge al proprio capo, ma è la mia ultima e unica possibilità di smuovere le faccende, di scuoterlo, di cambiare qualcosa. Non può andare peggio: la mia vita è paralizzata dalla situazione in cui mi trovo. La disperazione alcune volte ci spinge a fare cose impensabili. Non ci credo ancora di aver fatto una sparata simile al mio capo, lo guardo, lui fa una breve pausa e mi risponde: «Ragazzo, da me cosa vuoi?». Strano, mi aspettavo passasse al lei, invece no; cavolo che autocontrollo: mi manda su tutte le furie, ma come si permette?! «Io ho diritto al lavoro! Dovete smetterla di tenerci in questa condizione, io ho una laurea, lo Stato italiano attesta la mia preparazione, ho diritto a guadagnare bene, a poter avere una famiglia. Voi calpestate i miei diritti..» Lui mi interrompe: «Aspetta! Non ti ho chiesto quali sono i tuoi diritti, ti ho chiesto cosa posso fare per te.» mi fissa negli occhi, il suo sguardo è cambiato, mi parla con grande serietà «Massimo, la Costituzione dice che riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto e sai cosa vuol dire? Che io che avevo un sogno ho trovato terreno fertile per farlo diventare realtà. Intende dire che se tu ti impegni, se tu ti assumi la responsabilità della tua vita, lo Stato ti offre delle leggi che ti garantiscono di poter giocare una partita ad armi pari con gli altri, di poterti mettere in gioco. Ma non dice che tu hai diritto ad un posto di lavoro. Non ho dubbi sul fatto che lo meriti, che meriti di guadagnare almeno quanto me e che la tua donna merita di poter costruire una famiglia con te. So che lo meritate, ma perché non fai nulla per far accadere tutto ciò?» Esplodo di rabbia: «cosa posso fare? Signor De Lorenzi, è facile parlare dalla sua sedia, avanti a tanti soldi e in una villa del genere, ma io cosa posso fare? Chi può cambiare la mia situazione è soltanto lei. Mi dia un aumento mi faccia un contratto a tempo indeterminato e la mia vita cambierà per sempre!» Mi sento come se avessi partorito, finalmente sono riuscito a dirglielo. Ora voglio vedere cosa si inventa, sono tesissimo, mi sto giocando tutto.

4 LEZIONE 2 Non è colpa mia! «Ascoltami Massimo, credo che tu debba imparare qualcosa che a scuola non ti hanno detto. Tu sei laureato, conosci la Costituzione e sicuramente ne capisci di economia, dal punto di vista accademico e filosofico, più di me. Io non ho titoli di studio, ho iniziato a lavorare quando ero giovanissimo senza neppure essermi preso il diploma. Il mio desiderio di essere indipendente da un punto di vista finanziario era troppo forte, non potevo spendere altro tempo a studiare. Sentivo l urgenza di fare qualcosa per me stesso». Mentre parla penso a tutto il tempo passato a studiare, a dare esami, a seguire lezioni, a cercare di capire formule matematiche con la certezza - ormai svanita che quei sacrifici sarebbero valsi il biglietto d ingresso per un posto in prima fila nel mondo del lavoro. «Quello che devi capire è che se tu non hai un piano, un obiettivo per la tua vita, ci penserà l azienda che ti assume a darti piani e obiettivi, con la differenza che questi non saranno finalizzati al tuo benessere ma a quello dell azienda. Fa una lunga pausa guardandomi fisso negli occhi, e quel silenzio fa si che le sue ultime parole riecheggino nella mia mente: «se non hai un piano ci penserà l azienda che ti assume a dartene uno non saranno finalizzati al tuo benessere ma a quello dell azienda». Mi fa male, mi fa arrabbiare, eppure stranamente, spiegata in questo modo vorrei trovarci qualcosa di intrinsecamente ingiusto, ma non ci riesco. «Lo so bene, perché ho diverse aziende e lo so benissimo, perché quando ero giovane ho lavorato nelle aziende. Ho fatto tutti i lavori ai quali tu possa pensare, dal magazziniere al dirigente. Io ho scalato il piano che la mia azienda aveva per me e sai come mi premiavano? Pagandomi bene, dandomi l auto, il telefono, i viaggi, assistenza sanitaria per i miei figli. Insomma, comprandosi la mia vita. Credevo che lavorando di più avrei guadagnato di più e invece lavorando di più facevo arricchire di più l azienda. Gli cedevo sempre più tempo e sempre di più la mia vita. Allora ho capito che non ero fatto per il lavoro dipendente, che così non mi sarei potuto arricchire e che non avrei potuto trovare ciò che cercavo più dei soldi: la libertà. E la stavo buttando per salire scale gerarchiche costruite da altri, invece di costruire ponti per me stesso! Massimo, credi che io abbia avuto una vita facile perché ora mi vedi così, anche io quando vedo un uomo muscoloso penso che per lui sia più facile che per me alzare dei pesi! Dimentico sempre che lui ha quei muscoli perché ha sollevati molti più pesi di me; probabilmente seguiva una dieta e un programma di allenamento mentre io mangiavo schifezze guardando la tv. Noi tutti vediamo il risultato, come tu oggi guardandomi non vedi una vita di fatica, di fallimenti, di rischio e di sfida che ho dovuto affrontare per raggiungere i miei traguardi.» Improvvisamente apro la bocca per controbattere, mandarlo a quel paese e dirgliene quattro a lui e alla sua filosofia da pensiero positivo spicciolo! e invece parlo e neppure mi rendo conto di ciò che sto per dire., mi viene automatico, come se il mio corpo agisse da solo: «Mi può dire quale è la cosa più difficile da fare per diventare ricco?» lui sorride, si versa da bere. «la cosa più difficile è cambiare il tuo punto di vista sulla ricchezza. Non solo sui ricchi o sul lavoro, ma sul mondo intero. E questo non significa fare qualcosa di diverso da quello che fai, ma essere qualcosa di diverso da quello che sei. Non parlo di diventare avido, cattivo o delinquente. Parlo di vedere il mondo con altri occhi, di assumerti la responsabilità della tua vita e della tua condizione attuale e futura.» Lo interrompo, devo giustificarmi: «ma cosa posso fare io? I suoi erano tempi diversi, ora c è la crisi..» «Parlavo esattamente di questo Massimo: hai visto cosa stai facendo? Stai trovando l ennesima scusa. Se sei venuto qui per convincermi che non è colpa tua che non puoi sposarti e che non hai soldi, non ci riuscirai. Io so come stanno le cose, conosco le regole del denaro e della vita. Sicuramente non è colpa tua se ti trovi in un momento di crisi economica, non è colpa tua se i tuoi genitori non ti hanno lasciato ingenti capitali, non è colpa tua l ambiente e le circostanze in cui ti trovi, tuttavia è esclusivamente RESPONSABILITÀ tua prendere in mano il timone della

5 nave della tua vita e condurla durante la tempesta. Forse dovrai tenere il timone con più forza di quanto abbia fatto chi viaggiava, ai miei tempi, con il vento a favore, ma non puoi lasciare che questo ti fermi. Devi comprendere che benché lo Stato affermi che hai diritto al lavoro, alla famiglia, alla casa, devi essere tu ad assumerti la responsabilità di creare le condizioni per vivere questi diritti. Lo Stato infatti dice che hai diritto di sposarti, ma non ti trova la moglie. E tua responsabilità trovare una donna, farla innamorare e amarla. Così ti dice che hai diritto al lavoro ed è tua responsabilità trovare un modo per lavorare.» Ascolto quelle parole e le trovo di una logica inappuntabile: lo stato non ha convinto la mia fidanzata a darmi una chance, l avevo conquistata io attraverso una corte serratissima e Dio solo sa quante difficoltà avevo dovuto superare! Mi sentivo confuso: iniziavo a provare sempre meno rabbia e sempre più frustrazione. «Signor De Lorenzi, le chiedo scusa per il tono che ho usato prima. Credo di meritare una vita migliore, più serena e sono disposto a lavorare di più pur di riuscire ad avere i soldi per sposarmi e garantire una vita dignitosa alla mia famiglia. Mi aiuti». Non ci credo: stavo stringendo quello che fino a qualche minuto mi sarebbe sembrato un patto col diavolo e mi sembrava pure la cosa giusta! O quest uomo era un imbonitore professionista come non ne avevo mai incontrati oppure dovevo rivedere le mie posizioni sui padroni e operai. Lui cambia sguardo, mi fissa, fa un profondo sospiro e io mi convinco che sta per assumermi, che la mia vita sta per cambiare «Voglio aiutarti». Chiaro, secco, cristallino. Finalmente è fatta, l incubo è passato, penso, mentre immagino il volto di Angela con le lacrime di gioia agli occhi, riceve la notizia. «Ti licenzio». Chiaro, secco. Lui continua a fissarmi e io non capisco se sta scherzando oppure vuole darmi una lezione per il tono che ho usato nei suoi confronti. «In che senso scusi?» Silenzio. Rispondo al silenzio e lo guardo in attesa. Passa un secondo. Due. Lui fa un cenno di congedo e sposta il peso del piede in direzione della porta. Io traslo la mia posizione di lato alla sua e lo blocco con una protesta interrogatoria. «Ma come? Così mi aiuta? Buttandomi in mezzo ad una strada?» La mia rabbia torna aumentata a dismisura: mi viene voglia di soffocarlo con la sua stessa cravatta. «Il danno più grande che io possa farti è darti un aumento o assumerti a tempo indeterminato.» Sono troppo shockato per avvertirlo di non proseguire sulla strada dell incitamento motivazionale, ma dentro di me prego che non lo faccia. «So che vali molto e credo sia venuto il momento per te di lavorare per te stesso, di imparare a gestire i tuoi soldi e di impiegare il tuo tempo per costruire qualcosa di tuo e non per far arricchire un azienda o un altra persona. La mia delusione deve essersi fatta molto visibile perché il suo tono caloroso è calibrato allo sconforto che sento crescere dentro di me e nonostante senta il desiderio di ucciderlo voglio anche che continui a parlarmi: sarà un pezzo di merda ma è un genio nel farsi voler bene, lo stronzo! Ascoltami ragazzo, l aiuto che posso offrirti è aiutarti a far emergere il ricco che è in te, posso aiutarti a scoprire come mai fino ad oggi non hai mai guadagnato tanti soldi e come mai non li guadagnerai mai continuando così. Posso insegnarti le basi di economia del mondo reale che ti servono, lascia stare ciò che hai studiato a scuola, hai una laurea in economia ma a giudicare dal tuo conto in banca non credo i voti corrispondano alla vita vera. La prima cosa che devi capire è che esiste l Economia, quella che ti hanno fatto studiare... e LA TUA economia! Quella che NESSUNO vuole farti studiare. Sappi che questi due mondi sono scollegati, se c è crisi economica ciò non significa che il fatturato della mia azienda debba necessariamente diminuire. Se lo spread sale o scende a me non cambia nulla e neppure al tuo stipendio. Se vuoi diventare ricco devi scoprire il ricco che è in te, sarà un lavoro doloroso, difficile ma ti darà la possibilità di sentirti libero come non ti è mai capitato, ti senti pronto?» Non so cosa rispondergli, vorrei ma ho paura. Gli chiedo se intanto posso continuare a lavorare per lui, cerco di scusarmi per il mio atteggiamento, lui mi interrompe: «Non Ti sognavi di chiedermi scusa quando mi hai aggredito dandomi la colpa della tua situazione, quindi non devi

6 scusarti di nulla adesso: mi hai chiesto aiuto e io voglio dartelo. Stai attento a quello che chiedi la prossima volta, perché potresti riceverlo. Ti ho licenziato perché ho imparato molto dalla vita e vorrei insegnare qualcosa a te, se vuoi accettare dovrai seguirmi. Se vuoi imparare ad essere ricco devi imparare ad essere libero e per esserlo devo licenziarti. Se accetti fatti vedere domani alle 19:00 nel mio ufficio». LEZIONE 3 - La luce Corro da Angela, voglio spiegarle la situazione, ci provo, non ci riesco. In realtà non è chiara neppure a me. Non capisco cosa è successo: sono andato per chiedere un aumento e un posto fisso e mi ritrovo licenziato con il mio capo che vuole insegnarmi a vivere. Angela è imbestialita, non riesce a credere che io sia stato così idiota da rovinare quel poco che avevo. Dice che non potevo permettermi di rischiare, non avrei mai dovuto farlo. Esco da casa sua e vado a fare una passeggiata, è sera, guardo i fari delle macchine e ogni luce mi entra negli occhi come lo sguardo del signor De Lorenzi. Mi tornano in mente le sue parole, non riesco a capirle, non capisco perché mi parlava sempre di libertà, mi risuona continuamente nella testa quella parola licenziato. Sono confuso, in testa ho un caos, credo che i miei neuroni abbiano vissuto un esplosione come quella del big bang. Cosa nascerà da questo caos primordiale? Non lo so. A casa sprofondo nel letto, non riesco a dormire, non trovo la posizione giusta. Mi giro e rigiro nel letto. Le orecchie mi fischiano, gli occhi mi fanno male. Il suo sguardo è fisso avanti a me, inizio a provare fiducia verso di lui, sento qualcosa che mi dice che aveva ragione. Poi la paura mi assale, mi torna in mente Angela, mi ripeto che ho ulteriormente rovinato la mia vita. Sono al buio, malinconico, con una piccola luce fissa avanti agli occhi, è la speranza che mi ha acceso il signor De Lorenzi. Sorrido al pensiero che il mio sogno di sposarmi e avere una famiglia inizia a diventare quasi blando, inizio a desiderare una vita come quella che ho visto oggi, inizio a desiderare questo per la mia famiglia. Mi sento quasi di poterci riuscire. Intanto mi addormento. LEZIONE 4 -Sicurezza e Libertà Sono le sette meno un quarto, sono fuori l ufficio del signor De Lorenzi, la sua segretaria mi ha fatto accomodare in una stanza d attesa dove c è una musica di sottofondo, è musica classica, non so quale perché non mi è mai piaciuta e dunque non l ho mai ascoltata. La calma di quella musica mi agita, sembra quasi che non gliene importi dei miei problemi. Ho passato una giornata d inferno, Angela non si è fatta sentire e non ho avuto il coraggio di parlare con mia mamma e spiegarle la situazione. Alle sette e tre minuti il signor De Lorenzi mi fa chiamare dalla sua segretaria, entro nel suo ufficio, è a telefono. Mi ricorda molto la scena del film Wall Street, quando Bud Fox ottiene l appuntamento con Gordon Gekko, entra nel suo ufficio e lo trova a telefono. Vivo un esperienza molto simile, mi sento come Bud e avanti a me so di avere un vero Gordon Gekko, un vero esperto di finanza, spero onesto a differenza del protagonista del film. Il signor De Lorenzi liquida i suoi interlocutori telefonici, mi saluta con il suo solito sorriso, «sono contento che tu abbia scelto la Libertà». «Ecco, signor De Lorenzi, proprio riguardo questo vorrei dirle alcune cose. Non so bene quali parole usare ma... vede... sinceramente non so quale è la scelta giusta, non capisco cosa intenda lei con libertà, ma so che la mia ragazza non ha affatto apprezzato ciò che è successo e io stesso ho paura di perdere quel poco che avevo». «Ascolta Massimo, quando dicevo che per diventare ricco devi prima di tutto essere qualcosa di diverso intendevo proprio questo.

7 Prima di dirti quali azioni devi intraprendere, occorre che io ti dica quali valori devi assumere, o meglio, è bene che io ti provochi affinché tu possa scoprire quali sono i tuoi valori. E bene che tu sappia ciò che cerchi, altrimenti non saprai mai se l hai trovato oppure no. E non saprai neppure dove cercarlo. Massimo tu cerchi la sicurezza o la libertà?». Non so perché ma quella parola sicurezza la sento molto cara, la libertà è bellissima, la immagino celeste, infinita, spaziosa... ma un po mi fa paura. Non so cosa voglio, rimango in silenzio, De Lorenzi mi guarda e continua: «se vuoi la sicurezza allora ti consiglio di andare in carcere. E il posto più sicuro che conosca, per il resto anche se ti dovesse assumere una banca... di questi tempi... non sarei convinto che hai un posto di lavoro sicuro. L unica sicurezza che hai lavorando da dipendente è che non diventerai mai ricco. Qualsiasi cosa tu faccia nella vita comporta un rischio e qualsiasi cosa bella tu compia prevede un prezzo da pagare. Se vuoi provare l ebbrezza di correre in moto devi avere i soldi per comprarla e devi correre il rischio di fare incidenti e pagare le multe. Così se vuoi correre nella tua vita, se vuoi accelerare e sentirti libero, devi correre il rischio di cadere e farti male e devi avere il potere di comprarti questa libertà.» Lo interrompo, non posso credere a quello che mi sta dicendo: «intende dire che con i soldi si può comprare tutto? Lei crede che con i soldi può comprare l amore di un figlio o di una moglie? può comprare la felicità?» lui guarda un attimo il notiziario, al telegiornale c era un signore in giacca e cravatta che stava parlando molto bene di un politico. Con lo sguardo rivolto verso di lui mi domanda: «secondo te crede veramente in ciò che dice? Ti sembra un uomo degno di stima quello di cui lui sta tessendo le lodi?» Gli rispondo immediatamente di no. Lui prosegue: «se lui avesse soldi a sufficienza per vivere bene non sarebbe costretto a dire quelle fesserie. Ecco perché non è libero. Con i soldi non puoi comprare la libertà ma puoi evitare di scendere a compromessi. Non puoi comprare l amore di una donna, ma puoi evitare di sentirti in colpa perché non la riesci a portare a cena. E non venirmi a dire che la felicità è altro. Perché noi non siamo fatti per vivere di rinunce, non siamo fatti per vivere mortificandoci, non siamo fatti per questo. Siamo fatti per vivere al massimo, siamo fatti per vivere i sogni, i desideri, le ambizioni. Pensaci, Massimo, la società ci ha dato dei modelli di ricchi disegnandoli come persone tristi, povere d animo, sole. Come nessuno vorrebbe essere. Vecchi depravati e falsi. Animali immorali e delinquenti. La verità è che se non hai soldi non puoi fare beneficenza, se non hai soldi non puoi risolvere i problemi di fame, di salute o di altro. Occorrono soldi per investire nella ricerca per combattere le malattie, per costruire scuole lì dove mancano. Occorrono soldi per creare sviluppo e benessere nei territori. I soldi fanno bene, sono una bella cosa, ma nessuno te lo dice. Se lo tengono per loro perché finché sarai povero sarai controllabile, sarai nel sistema e dunque potrai essere gestito a loro piacimento. Liberati, liberati adesso. Ecco cosa intendo per libertà, intendo proprio questo: diventare padroni della propria vita. Poi sarai libero anche di indossare lo stesso jeans strappato, comprato al mercato delle pulci a 2 euro. Ma lo farai con libertà e non perché è il massimo che puoi permetterti. Lo farai sapendo che non sei in questo sistema che è stato creato apposta per rendere povere le persone. Diventa libero, figlio mio, è il più grande insegnamento che posso darti. Il tuo nome dice già tutto, Massimo. Alza i tuoi standard!». Mi rendo conto che non battevo ciglia da qualche minuto, i miei occhi erano spalancati, le sue parole scorrevano dentro me e tracciavano solchi. «Per oggi abbiamo finito. A domattina. Alle 5:30 nello studio a casa mia. Puntuale». Non so se ho capito bene: «Alle 5:30 di mattina?». Lui mi guarda con aria di sufficienza: «i soldi non dormono mai Buddy». Dopo averlo detto mi strizza l occhiolino: almeno un pensiero in comune l avevamo avuto!

8 LEZIONE 5 - Cara mamma, sono libero! Non me lo sarei mai aspettato: mi sono alzato dal letto pieno di energia. Non mi capitava più da anni, forse da quando mi ero innamorato. E proprio vero, quando abbiamo un obiettivo, no scopo per la nostra vita, tutto è diverso: si libera un energia nell aria che ti spinge ad agire. Erano ormai anni che la mattina non riuscivo a staccarmi dal letto, indipendentemente all orario a cui andavo a dormire la notte. Stamattina mi sono alzato con una forza diversa, come se fossi già pronto ad affrontare la giornata. Adesso sono in macchina, ho mandato un messaggio di buongiorno ad Angela. Sto guidando e per radio trasmettono una delle mie canzoni preferite non è tempo per noi del grande Liga. Sono un suo fan, lo adoro, anche per la sua storia personale. Ora ci penso è per la prima volta ascolto questa canzone come se avessi accanto il mio amico Luciano, mi viene da dirgli: vero, ci hanno concesso solo una vita... e ora faremo in modo che sia tempo per noi! Sì, la mattina è decisamente iniziata con il piede giusto, questa volta divento ricco, è l opportunità della mia vita. Sono finalmente avanti ai cancelli della villa del signor De Lorenzi. Sono le 5:25, le guardie mi fanno entrare, un guardiano mi accompagna nello studio. Lui è lì, con un libro di storia tra le mani, sta leggendo. «Accomodati!» dice senza alzare gli occhi. Mi siedo. Continua a leggere. Prende un segnalibro in oro, lo pone nel libro e lo richiude. «Ciao Massimo, come stai?». «Alla grande signor De Lorenzi, alla grande!». Sorride: «sembra che tutto ti vada bene, allora ci penso io a scombinarti un po l ordine. Voglio chiederti una cosa. Torna a quando avevi dieci anni, come immaginavi le persone ricche?». Inizialmente avevo un completo vuoto mentale, poi abbassai lo sguardo... i ricchi erano cattivi! Sì, lo ricordo bene e ne sono certo: i ricchi erano davvero cattivi quando ero piccolo, mia mamma era casalinga e mio padre operaio. Ero capitato in una classe di figli di papà, tutti bambini che vestivano firmati, abitavano nei posti più esclusivi della città. Organizzavano le feste nelle loro ville e non mi invitavano. D altronde il figlio di un operaio cosa avrebbe potuto regalare al figlio di un medico? Ecco, ora che ricordo bene, mi torna in mente il dolore che provavo a vedere come mi trattavano. Erano cattivi, basavano tutto sui soldi e i loro genitori facevano schifo come loro. Ho sofferto tantissimo, spesso piangevo tra le braccia di mia mamma e le dicevo che non avrei mai voluto essere come loro, non sarei mai voluto diventare ricco. Per me essere ricco significava essere come quei bastardi, essere una persona vuota di valori, priva di emozioni e di amore. E queste erano le cose più importanti che i miei genitori mi avevano trasmesso. Mia mamma per non farmi sentire inferiore ai miei compagni di classe non faceva altro che ripetermi che loro erano infelici, che in quelle famiglie si litigava sempre. Mi diceva che pensavano solo ai soldi, non sapevano avere amici, non sapevano voler bene alle persone e mi diceva che i soldi sono una cosa brutta perché rendono le persone disoneste. L occasione fa l uomo ladro mi ripeteva sempre mia mamma. E poi quando io volevo qualcosa che non potevamo permetterci mi diceva che avrei dovuto studiare, laurearmi e poi lavorare sodo e forse un giorno - con onestà e sacrificio - l avrei ottenuta. Quel giorno non è mai arrivato, sono sempre stato studioso, lavoratore e non ho mai ottenuto nulla di ciò che volevo. Oggi mi ritrovo a non riuscire neppure a metter su famiglia e non perché sono ricco e non so amare, al contrario: perché non ho soldi. Racconto questo al signor De Lorenzi che intanto mi guarda, ha le mani posate sul suo panciotto e si dondola sulla sua immensa poltrona in pelle. Mi dice: «Massimo, è troppo facile fare soldi onestamente per essere così stupidi da infrangere la legge. Fare soldi è diretta conseguenza delle tue azioni. Saper amare, essere vero con i tuoi amici invece è diretta conseguenza della persona che sei. Esistono operai che rubano i cacciavite nella mia fabbrica, questa è disonestà. Ci sono persone veramente cattive che sono povere. Ciò non significa che tutti i poveri lo siano, semmai lui sfrutta la povertà come scusa per essere cattivo.

9 In realtà i soldi e il potere sono una lente d ingrandimento di ciò che sei. Un delinquente povero può spaccarti una birra in testa, uno ricco può compiere una truffa nei confronti dei propri soci. Cambiano gli importi e gli articoli dei Codici che vengono violati, ma non cambia l essenza della persona che rimane un misero delinquente. Un povero onesto sarà una persona che vive la sua vita secondo le leggi e le sue regole morali, un ricco onesto sarà una persona che paga regolarmente i propri dipendenti, che paga regolarmente le tasse e che si impegnerà - evitando pubblicità - a fare beneficenza. Non usare questo come alibi per non essere ricco. I genitori dei tuoi compagni di classe erano persone di successo nel mondo del lavoro ma probabilmente non avevano lo stesso successo nelle relazioni e nel mantenere una famiglia. E importante che tu capisca che immagine hai dei ricchi perché se pensi che guadagnare molto manderà a rotoli la tua famiglia, ti farà litigare con i tuoi amici e con la tua ragazza, molto probabilmente la tua mente farà di tutto per sabotare qualsiasi azione atta a guadagnare. E continuerai a rimanere così. Per questo motivo ti ho detto che prima di intraprendere delle azioni concrete e fare qualcosa di diverso rispetto ad oggi, se vuoi diventare ricco, allora devi essere qualcosa di diverso. Devi cambiare ciò che pensi del denaro, della ricchezza e di te stesso. Ti senti all altezza e degno di guadagnare le cifre che guadagno io? Riesci ad immaginare il tuo conto corrente con oltre 1 milione di euro sopra? Pensaci ragazzo. Quando ti sentirai pronto, quando avrai un immagine corretta della ricchezza e del tuo valore, torna a trovarmi». LEZIONE 6 - Impara a guardare Avevo preso sul serio quello che mi aveva detto il signor De Lorenzi. Avevo preso sul serio questa sfida con me stesso. Ho quindi aspettato diversi giorni prima di tornare da lui. Sono stato a riflettere, ho pensato e ripensato a ciò che mi aveva detto. In realtà ripensando a quelle persone che mi hanno fatto soffrire da piccolo non li collegavo più alla ricchezza. Mi sembravano persone infelici e basta. Ormai per me la ricchezza significava altro, significava successo personale e quindi era una parola piena di valori. Così sono pronto, è venuto il momento di tornare a lezione, fisso l appuntamento con De Lorenzi, questa volta ci vediamo a pranzo, mi ha detto che lui prende un insalata perché deve tenersi leggero, ma che sono libero di mangiare tutto ciò che voglio. Un po imbarazzato ordino anche io un insalata, pur sapendo che non mi sazierà mai. Confido in lui, mi auguro di essere nutrito mentalmente, almeno! Appena ci sediamo a tavola, senza neppure salutarmi, mi domanda: «Massimo, cosa vedi?» io non capisco: «in che senso?» «diamine, guardati intorno, dimmi cosa vedi!». Mi guardo attorno, osservo ciò che mi circonda «vedo lampadari, bicchieri, posate, persone in piedi, cibo... non capisco, cosa dovrei vedere?». Lui è molto serio, il suo sguardo è tremendo, difficile da reggere, è come se stesse per svelarmi un segreto di stato. «Ascolta Massimo, il mondo è come lo vedi. Io attorno a me vedo tovaglie prodotte da aziende che hanno dato lavoro a moltissime persone, vedo cibo coltivato che fa guadagnare ingrossi, trasportatori e coltivatori. Vedo business, vedo persone che parlano di affari, vedo soldi che si muovono, opportunità che passano avanti ai miei occhi. Guarda quel piatto di pesce, è il prodotti di una filiera che parte dalla pesca, passa per la costruzione di navi, di porti, di infrastrutture stradali per trasportare il pesce appena pescato. Qualsiasi cosa intorno a te è business, tu non fai soldi perché non li vedi. Buon appetito».

10 LEZIONE 7 - L ambiente è inquinato Ho raccontato ad Angela tutto quello che sto vivendo. Ho notato che lei non riesce proprio a capire, è bloccata dalla paura. Il discorso sulla sicurezza e sulla libertà è quanto mai giusto. Angela cerca la sicurezza, l hanno convinta che quella è sinonimo di felicità e così lei vive nel sistema, non riesco a farle aprire gli occhi e questo mi dispiace molto. Ho anche parlato con mia madre, non accetta questa mia scelta, voleva fare causa al signor De Lorenzi perché mi ha licenziato. Dice che mi sta sfruttando. I miei amici mi prendono in giro per quello che faccio, dicono che sono diventato completamente pazzo e che mi faccio raggirare come un calzino da De Lorenzi. Su questo ho riflettuto in questi giorni e ho deciso di mandare una al mio mentore: buongiorno signor De Lorenzi, la ringrazio per il tempo che mi dedicherà leggendo questo messaggio, voglio scriverle una riflessione che ho fatto: le persone che abbiamo intorno a noi e che influenzano la nostra vita spesso sono come delle ancore che ci tengono fermi e non permettono alla nostra nave di partire. Mi rendo conto che continuando a frequentare solo gli amici che vogliono parlare di calcio non riuscirò mai a vedere il mondo come me l ha fatto vedere lei. Massimo Al mattino, verso le quattro mi arriva la sua risposta: Buongiorno Massimo! Complimenti! Hai fatto un passo importante, festeggialo. Ti sei reso conto che l ambiente ti influenza. Ti svelo un segreto: tu sei la media delle ambizioni, convinzioni, credenze, valori e redditi delle 5 persone che frequenti di più. Tienilo a mente per qualsiasi obiettivo tu voglia raggiungere nella vita. Un abbraccio. LEZIONE 8 - Il tuo obiettivo Ormai ho un certo rapporto con il signor De Lorenzi. In azienda nessuno capisce perché sono diventato amico di uno che mi ha licenziato. Non importa, so quale è l ambiente in cui voglio stare e da cui voglio lasciarmi influenzare. Con il signor De Lorenzi mi sentivo spesso, gli mandavo o messaggi per evitare di disturbarlo. Oggi devo incontrarlo alle 15:00, mi preparo, indosso il vestito migliore e più elegante, metto più soldi possibili nel portafogli e vado da lui. Faccio così perché ho deciso che cercare di comportarmi da ricco mi aiuterà sicuramente a raggiungere il mio obiettivo. Quando entro nel suo ufficio mi saluta con il suo classico sorriso, apre una cartella, tira fuori un foglio:

11 LEZIONE 9 - Impara a vendere! Ero tornato a casa. Seduto al tavolo in cucina, con una luce puntata su di me, tenevo la testa fra le mani. Il mio capo penzolava sopra quel foglio, quasi fosse un secondo lampadario che però non emetteva luce, al contrario: proiettava ombra. Guardavo quel foglio e fissavo la frase Gli ostacoli non mi fermano. Ogni ostacolo si sottomette alla rigida determinazione. Chi guarda fisso verso le stelle non cambia idea. Mi soffermavo su ogni parola cercando di assaporare e sentire dentro di me tutta la carica di energia e di emozioni che poteva scatenarmi ogni singola parola. Quando mi sono sentito stracolmo, pieno di vita e pronto ho compilato il foglio. L obiettivo era di guadagnare euro al mese entro sei mesi a partire da oggi. Volevo farlo perché mi avrebbero permesso di avere del capitale da investire e da far fruttare e poi un altra parte per far vivere bene la mia famiglia. Ho fotocopiato quel foglio, prima di scriverci sopra, e sulla copia ho scritto che l obiettivo mio è guadagnare euro al mese entro 5 anni a partire da oggi. Ricordo che il signor De Lorenzi mi disse che quando fissi un obiettivo e dai una scadenza temporale, è come se avessi girato una clessidra, il tempo inizia subito a scorrere e tu devi agire subito. L ho chiamato e gli ho chiesto un appuntamento. Ora sono da lui. Mi fa attendere più del solito, entro e mi dice che ha avuto una giornata difficile, sbuffa, fa uscire tutto il grigio che ha dentro, poi sorride e torna sereno. «Oggi ti svelo l abilità più importante che hanno tutte le persone ricche. E una cosa che devi imparare se vuoi diventarlo anche tu. Altrimenti lascia stare». Mi fissa, con lo sguardo di quando sta per dirmi una cosa veramente importante: «devi imparare a vendere». Storco subito la fronte, le mie sopracciglia quasi si accavallano: «io sono laureato in economia, non voglio andare a fare il venditore!». Lui sorride, come se gli avessi detto una stupidaggine, mi domanda: «ci hai mai provato con una ragazza?» so già dove vuole arrivare: «mi piaceva!» sorride di nuovo. «i clienti devono piacerti. Ciò che voglio farti notare è che tu per piacere a lei non le hai raccontato i tuoi difetti peggiori, semmai quelli buffi. Le hai raccontato cose di te per sembrare un bravo ragazzo, per piacerle. Ti sei venduto a lei. Ripensa a tutte le volte in cui hai provato a convincere una persona. Hai venduto un idea o hai venduto un altra persona se stavi tentando di convincere Tizio che Caio è davvero in gamba. Quando sei venuto a chiedermi un aumento hai - in maniera orribile - tentato di vendere te stesso. Ecco, puoi diventare ricco vendendo tre cose: I. Vendendo te stesso II. Vendendo un tuo sogno III. Vendendo il sogno di un altro L abilità in comune è quella di saper vendere. Ciò che vendi poi non importa, puoi sceglierlo tu. Sceglilo ora» non so che sguardo ho adesso, ma mi sento davvero spaccato a metà, De Lorenzi mi ha nuovamente aperto un mondo. Sono confuso, gli chiedo: «come faccio a scegliere? Come si vende un sogno?» Lui si aggiusta sulla sedia, guarda in basso, raccoglie il respiro, raccoglie le forze e probabilmente anche le idee: «tu sei fallito come professionista perché non ti sapevi vendere, altrimenti saresti riuscito a convincermi ad assumerti o a pagarti di più. Se invece avevi un sogno, come me, avresti potuto fare un azienda per vendere il tuo sogno. Facebook vende il sogno di un mondo di persone connesse tra loro. Un posto dove puoi stare costantemente in contatto con i tuoi amici e condividere con loro esperienze ed emozioni. Zuckerberg ha deciso di vendere il suo sogno e ne è valsa la pena. Se tu hai un sogno puoi fare la sua stessa cosa. Se non hai un sogno, o non sai come costruire un azienda per venderlo allora puoi entrare in un Network Marketing. Le altre 4 persone importanti che ci sono nella tua vita molto probabilmente ti consiglieranno di stare alla larga dai sistemi piramidali ma se mi lasci essere la quinta persona che influenzerà i tuoi risultati sappi che il Network Marketing è uno strumento e solo questo: non devi credere agli invasati che sembrano entrati in una setta, ma neppure agli ignoranti che non lo conoscono.

12 Esistono delle aziende che hanno un sogno e che vogliono condividerlo con più persone possibili, dunque sono disposte a formare gratuitamente chiunque per insegnargli a vendere e ad essere un leader. In un azienda di Network Marketing puoi imparare a vendere te stesso e il tuo prodotto, vieni seguito e puoi imparare tutte le abilità di cui ha bisogno un imprenditore. Lì trovi un ambiente motivante e di persone che ottengono risultati. Se non hai un tuo sogno o non hai abilità e capitali per realizzarlo è la scelta migliore. Se vuoi creare tu l azienda e il sogno fa pure: dovrai solo darti da fare molto di più. Adesso decidi quale è la scelta migliore per te, scegli cosa vuoi vendere ed inizia a vendere. Non tornare finché non avrai provato a vendere qualcosa ad almeno dieci persone. E sappi che dovrai trovare tu quelle persone.» CAPITOLO 10 - Fallimento n. 1 Torno da De Lorenzi, come gli ho scritto nel messaggio sono fortemente demotivato. Avevo visto un offerta, la possibilità di partecipare ad un colloquio. Mi sono promesso che il giorno dopo mi sarei presentato e invece era troppo tardi. Sold out! Vado da De Lorenzi e gli dico: «mi sembra impossibile quello che mi è successo, è evidente che il mondo ce l ha con me. Questa non può che chiamarsi sfortuna! Mi sono impegnato a cambiare, a pensare in modo diverso e poi appena trovo l opportunità cosa mi succede? Per qualche ora la perdo! E assurdo.» Lui sprofonda in una delle sue classiche risate, questa mi irrita, lui ride ancora di più. Mi innervosisco, diventa serio: «Questa è la tua vera prima lezione, Massimo. Cosa puoi imparare da quello che è successo?» Ci penso, in realtà sono stato io stupido a non sbrigarmi. «che devo agire subito?» sorride, non più per prendermi in giro, perché è contento che ho capito: «bravo. A presto!» Fallimento n. 2 Passarono due mesi di tentativi, azioni, piani di marketing: passai in rassegna ben dieci network marketing differenti per trovare il mio, nel mentre lavoravo a rimborso spese presso un agenzia immobiliare e nei ritagli di tempo cercavo di piazzare spazi pubblicitari sulla rivista di un mio amico. Era stato un mese intenso, fatto di alti e bassi dal punto di vista emotivo ma quegli sforzi finalmente stavano per ripagare: nell agenzia immobiliare presso cui collaboravo avrebbero venduto una casa ed io avevo contribuito a trovare il cliente. Non stavo più nella pelle: le provvigioni di vendita erano pari al 2% del valore d acquisto dell immobile e io ne avrei guadagnato secco il 20% per il contributo. La proposta d acquisto era stata fissata a euro e ciò significava una fetta per me di 400 con una sola vendita: non molto, ma qualcosa che mi dava la forza di continuare a crederci! Avevo chiesto un appuntamento al mio mentore il giorno previsto per l accettazione della proposta, volevo festeggiare con lui il mio primo guadagno da venditore, e invece, poco prima del nostro appuntamento, avevo ricevuto dall agenzia un sms che mi informava che la trattativa era saltata. Non stavo in me dalla delusione. Il signor De Lorenzi mi ricevette in quel momento e io sbottai: «Stavolta davvero non ce la faccio più! Lo ammetta, è sfortuna. Non è possibile: ho agito subito! Ho collaborato per due agenzie di vendita contemporaneamente, iniziato altre tre attività differenti e sono fallito in tutte e cinque le iniziative! Ma come è possibile!? All università ho sempre studiato che devo diversificare per abbassare il rischio, ora mi metto in cinque settori e mi vanno male tutti e cinque!? Non ce la faccio, questa strada non fa per me. La ringrazio per le belle parole ma davvero non posso continuare così!» De Lorenzi mi guarda, irrigidisce lo sguardo: «Non farti più vedere. Vattene!». «Come?» Domando io. «se vuoi mollare esci da questa stanza e non entrare più. Ho speso del tempo con te, perché credo che puoi farcela. Io credo in te, ma se non ci credi tu per primo non servirà a nulla tutto quello che fai.»

13 Mi sento più vittima che colpevole, ho la coscienza a posto: «ma come è possibile che?» mi interrompe: «tu dici che sei entrato in cinque settori e ti sembra impossibile che sia fallito in tutti e cinque!? A me sarebbe parso impossibile il contrario! Hai ricevuto una splendida lezione, Massimo. Hai imparato che devi focalizzarti. La ricchezza è come una torta, si compone di ingredienti, non puoi buttarli tutti insieme e frullarli. Occorre seguire scrupolosamente la ricetta. Decidi di fare una cosa e focalizzati solo su quella.» Fallimento n. 3 Sono passati tre mesi dall ultimo incontro. Vado da De Lorenzi, stufo delle attese, stufo di attendere lui e di attendere il momento in cui arrivino i primi guadagni. Entro nel suo ufficio mentre sta incontrando delle persone. Lui si alza in piedi, mi viene vicino e mi chiede cosa sia successo: «sono entrato in quell azienda di Network Marketing che mi ha detto lei da ben tre mesi e non ho ancora visto un euro, sono stufo di partecipare a quegli stupidi eventi dove mi dicono tutti che guadagnano! Io non ho visto un euro!» Mi guarda, mi chiede di aspettare: «No, non aspetto ancora. Devo aspettare per sentirmi dire cosa? Che devo aspettare ancora? Vuole dirmi che ho sbagliato ancora qualcosa?». Si gira, torna a posto. Ho i nervi alle stelle, mi avvicino e gli chiedo ancora cosa devo aspettare questa volta. «Niente. Hai tutto; ma non sai usarlo. Scommettiamo? Dimmi la verità, hai seguito tutto, esattamente tutto quello che ti hanno insegnato? Hai seguito pedissequamente la ricetta?» gli dico la verità: «no, alcune cose mi sembrano davvero stupide e inutili, credo si possa fare meglio in meno tempo!». Sorride: «Hai ragione. Eppure non sei riuscito a fare nulla lo stesso con quel tempo in più. Hai bisogno di fare proprio quegli errori che hai voluto evitare. Vedi, ci sono cose che posso insegnarti e cose che posso solo farti imparare, ma tu non vuoi seguire la ricetta così come è scritta: vuoi subito mangiare la torta prima che lieviti E per questo che preferisco lavorare con le donne. Gli uomini hanno un eccesso di ego, pensano di essere più furbi degli altri, di avere il metodo per far più velocemente. Torna indietro, segui esattamente i passi indicati, sbaglia, fallisci, impara, sbaglia di nuovo, impara ancora, sbaglia meglio e guadagna! Poi torna a sbagliare. Ricordati di sbagliare, è molto importante! Altrimenti non riuscirai ad imparare ed a migliorarti.» Fallimento n. 4 E passato un altro mese, da tutta questa storia ho guadagnato poco più di cinquanta euro. Ora, di nuovo, devo iniziare da capo. Ho fallito nuovamente, chiamo De Lorenzi, cosa potrà inventarsi questa volta? Gli racconto la situazione. Mi aspetto una risposta incredibile come al solito. Ma credo che le abbia esaurite tutte, ci manca solo che mi dice che ho fatto bene a fallire. Ormai non vedo altre possibilità. «Massimo, questo è davvero un buon fallimento! Bravo!» non credo alle mie orecchie. Me l ha detto sul serio. Come ho fatto per mesi a fidarmi di questo scemo!? Ma è possibile dire ad una persona che fallisce per la quarta volta che finalmente ha fatto un buon fallimento?. No, non voglio crederci. «Bravo, hai agito subito, ti sei focalizzato e hai rispettato il piano. Hai fallito, anche questo fa parte del piano. Molto bene, questa è l ultima prova che devi affrontare, se continuerai, se persisterai e se accetterai che anche nella peggiore salita prima o poi arriverai all ultimo gradino da salire... ti garantisco che otterrai risultati!» poi mi invita a casa sua a cena, per la prima volta c è anche la sua famiglia. Li conosco, sono persone semplici, mi raccontano le loro origini e i loro sacrifici, i tanti momenti bassi e il continuo desiderio di andare avanti. Mi dicono che solo se hai un grande motivo per agire riesci a superare le difficoltà. Tutte cose che non molto tempo fa avrei bollato come filosofiaspicciolalavitarealeèaltracosa. Passo la notte a pensare a cosa voglio veramente nella vita. Ho scritto sul soffitto quella frase di Leonardo Da Vinci «Gli ostacoli non mi fermano. Ogni ostacolo si sottomette alla rigida determinazione. Chi guarda fisso verso le stelle non cambia mai idea», la fisso ogni sera prima di addormentarmi.

14 CAPITOLO 11 Per Te, TUTTO inizia ORA! Il giorno dopo mi sveglia un sms del Signor De Lorenzi; mi dice che per un po non potrà più seguirmi. Ci rimango male, anche se mi spiega che la Sua presenza è richiesta all estero in una filiale dell Est che rischia di chiudere e molte famiglie rischiano di ritrovarsi senza un lavoro; se penso a come è iniziata tutta questa storia mi viene da sorridere, e forse sarò scemo ma mi sento speciale a sapere che l uomo che mi ha licenziato per aiutarmi corre dall altra parte del mondo per salvare il posto di lavoro ad altri in cui forse non vede quello che ha visto in me. Il testo dell SMS terminava così: «Adesso inizi veramente. Hai dedicato tempo a fallire, ora inizi a costruire la tua ricchezza e soprattutto la tua libertà. Sono fiero di te, festeggia questo tuo primo successo. Non sei ancora ricco, hai moltissima strada avanti a te. Dovrai fallire ancora e forse perderai tutto il capitale che stai per accumulare. Ma ciò che nessuno potrà mai toglierti, è ciò che stai per diventare. Nessuna tempesta potrà sradicare il tuo nuovo modo di vedere il mondo più bello, pieno di possibilità e di opportunità per tutti. Nessuna crisi potrà spazzare via la tua conoscenza in ambito finanziario, forse dimenticherai come fare gli integrali o come studiare i flussi economici delle macro zone continentali, ma saprai sempre come costruirti una rendita e guadagnare abbastanza per poterti sposare e vivere libero da questo sistema che ci vuole poveri. Sono fiero di te, Massimo. Sei una delle imprese che mi sono riuscite meglio! ;)». Ti lascio con orgoglio, ma non ti lascio da solo: in allegato a questo messaggio troverai il biglietto da visita di una persona per me molto importante: è un Coach molto valido, gli ho parlato di Te e lui mi ha detto che è disposto a NON OFFRIRTI nulla di particolare se non quello che offre a tutti: una Sessione di Coaching a Tu per Tu; se vorrai servirtene, dì che ti mando io: Lui capirà! La persona che ti ha dato questo ebook può metterti in contatto con il coach in questione. Contattala adesso, ti servirà molto!!! La sfida più grossa che hai è sfidare la tua insicurezza e la tua pigrizia. Sono la tua insicurezza e la tua pigrizia che definiscono e limitano chi sei. Se vuoi cambiare chi sei, devi tenere testa alla tua insicurezza e alla tua pigrizia. Sono loro che ti mantengono piccolo. Sono loro che ti negano la vita che vuoi. Non c'è nessuno che ti ostacola, tranne te e i tuoi dubbi!!! È facile rimanere lo stesso Il difficile è cambiare!!! La maggior parte della gente sceglie di restare nello stesso modo per tutta la vita. Se affronterai l'insicurezza e la pigrizia, troverai la porta per la libertà. Contatta adesso la persona che ti ha regalato questo ebook.

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