LA SINTESI ECONOMIA E LAVORO LA CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA. Non la stanno raccontando giusta. Una bad bank chiamata Banca Centrale ECONOMIA E LAVORO

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA SINTESI ECONOMIA E LAVORO LA CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA. Non la stanno raccontando giusta. Una bad bank chiamata Banca Centrale ECONOMIA E LAVORO"

Transcript

1 ECONOMIA E LAVORO LA SINTESI 1 LA CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA Non la stanno raccontando giusta Lo Stato non è la soluzione dei problemi, lo Stato è il problema. Così si diceva fino a ieri, con l ideologia neoliberista a permeare di sé il mondo. Oggi molti invocano lo Stato: c è qualcosa che non va in tutto questo. Secondo il Financial Stability Forum, ora trasformato in Financil Stability Board, presieduto dal governatore della Banca d Italia Mario Draghi, le perdite delle banche nel mondo, a partire da gennaio 2007 fino a febbraio 2009, sono state pari a 851,6 miliardi di dollari, con gli istituti finanziari degli Stati Uniti che si classificano al primo posto, a quota 495 miliardi di dollari. Il governo degli Stati Uniti è intervenuto dapprima con il Troubled Asset Relief Program (TARP), un piano da 700 miliardi di dollari deciso ancora nella versione liberista repubblicana, e poi con il sofisticato progetto del nuovo segretario al Tesoro Tim Geithner, denominato Public-Private Investment Program, che mira a bonificare i titoli che non si possono più chiamare tossici ma semplicemente ereditati, con un impegno di denaro pubblico stimato da un minimo di 500 miliardi a un massimo di miliardi di dollari. E non è detto che sia finita qui. Intanto però va registrato che sempre il Financial Stability Forum parla di una compensazione complessiva alle banche di 873 miliardi di dollari, pari quindi al 102% delle perdite ufficiali: negli Stati Uniti le ricapitalizzazioni sono state aiutate finora con 448 miliardi di dollari, la metà dei quali erogati dallo Stato. Le Monde dà alcune cifre più impressionanti: Citigroup ha perso 80 miliardi di dollari, ma ha ricevuto flebo di capitali per 94 miliardi; Bank of America ha accusato perdite per 41 miliardi e ha conosciuto interventi per 78 miliardi; J.P. Morgan ne ha persi 30 ma ne ha ricevuti 45 in cambio. E lo stesso vale per Wells Fargo, Morgan Stanley, e Goldman Sachs. La multinazionale delle assicurazioni American International Group (AIG) ha ottenuto finora quasi 180 miliardi di dollari, e i suoi dirigenti non hanno trovato di meglio che spartirsi un po di bonus milionari. Lasciare in mano queste decisioni ai mercati, dice Joseph Stiglitz, vuol dire solo prelevare soldi dalle tasche dei contribuenti: Argentina, Cile e Indonesia hanno speso il 40% del loro PIL per salvare le banche ai tempi delle loro crisi, mentre negli Stati Uniti il debito pubblico è salito a oltre miliardi di dollari. ECONOMIA E LAVORO 89 LA SINTESI Una bad bank chiamata Banca Centrale In poco più di un anno il bilancio della Federal Reserve è più che triplicato, arrivando a tre trilioni di dollari. Solo che l attivo in passato era composto da titoli del Tesoro e da riserve valutarie e in oro, mentre adesso è gonfio di titoli spazzatura consegnati dalle banche per ottenere liquidità. Non a caso c è chi dice che una bad bank esiste già, ed è proprio la Federal Reserve, costretta a stampare crediti elettronici invece di carta moneta. Un nuova zecca non sarebbe sufficiente. Qui c è chi dalla crisi finanziaria mondiale e dalla propria ci sta guadagnando e non poco. La strada della nazionalizzazione delle banche sarebbe forse meno costosa e i cittadini, almeno formalmente, potrebbero sentirsi partecipi e non solo defraudati.

2 RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI 2009 DIRITTI ECONOMICO-SINDACALI 90 Le avide follie dei mercati finanziari sono ancora in azione Il Regno Unito e la Germania hanno garantito il proprio sistema bancario per oltre 500 miliardi di euro; la Francia per 360 miliardi; la Spagna per 100 miliardi. A Londra si dice che le banche in questi anni sono andate in giro per il mondo a spendere e a spandere come marinai ubriachi nei porti. Non è così: i marinai buttano via i loro soldi, le banche hanno speso soprattutto quelli degli altri. Tutto era già scritto ne Il tulipano nero di Alexandre Dumas padre: la bolla sui bulbi di tulipano. I bulbi adesso sono diventati case: crescendo di valore, hanno permesso di fare debiti, e agli istituti finanziari di costruire prodotti finanziari derivati: i CDO 2 sui Collateralized Debt Obligations (CDO) apparentemente normali, i CDO 3 sui CDO 2, e così via al galoppo. Oggi i prodotti derivati in giro per la Terra sono 12 volte il Prodotto Interno Lordo mondiale. Tra quelli più diffusi ci sono i Credit Default Swaps (CDS). E qui c è qualcosa d altro che non va. I CDS sul Tesoro del Regno Unito pagano 108 punti base, mentre MacDonald s ne paga 57: questo vuol dire banalmente che nel mercato dei derivati il governo inglese è considerato come un soggetto a rischio doppio di insolvenza rispetto a una fabbrica globale di bistecche. Ecco dove mucca pazza ha trovato il suo brodo di coltura. Quando il primo ministro del Regno Unito Gordon Brown ha disperatamente deciso di nazionalizzare Northern Rock per evitarne il fallimento, ha amaramente scoperto che la banca aveva venduto mutui per 50 miliardi di sterline a uno Structured Investment Vehicle, conosciuto in gergo con l acronimo SIV, registrato come fondazione a scopo benefico per i bambini affetti dalla sindrome di Down nel piccolo paradiso fiscale dell isola di Jersey. I bambini naturalmente non hanno visto nulla, ma la Northern Rock ha potuto mettere fuori bilancio i propri mutui: il governo britannico è diventato così socio di maggioranza di una società specializzata in evasione fiscale contro lo Stato. Il nuovo presidente americano e i poteri forti A fronte di questa situazione, si capisce perché gli economisti critici della deriva neoliberista come Paul Krugman, Nouriel Roubini e Joseph Stiglitz, ma non solo, siano piuttosto impietosi nei confronti del piano Geithner, adottato dal presidente Obama, sui titoli ereditati. Il presidente viene accusato, con qualche ragione, di essersi rivelato troppo accondiscendente nei confronti di Wall Street. L Amministrazione americana poteva nazionalizzare le banche o comprare i titoli tossici e metterli in una bad bank pubblica o spingere gli investitori privati al loro acquisto, garantendoli però con fondi dello Stato. Ha prevalso questa terza ipotesi: se la cosa funzionerà, ci guadagneranno i privati; se la cosa non funzionerà, ci perderà lo Stato, e quindi i cittadini. L azione di lobby è ancora molto forte e, al solito, trasversale. Basti pensare che all origine della sregolatezza senza genio dei mercati finanziari ci sono due atti legislativi: l approvazione della legge Gramm-Leach-Bliley del 1999, che ha permesso l esercizio dell attività speculativa sia alle banche commerciali che a quelle di investimento, e l emendamento che nel 2000 ha dato legittimità al Commodity Futures Modernization Act (CFMA), con cui i derivati finanziari sono stati sottratti a ogni controllo dotato di una qualche efficacia. Sono due progetti portati avanti dal senatore lobbista repubblicano Phil Gramm, ma accettati senza batter ciglio dall Amministrazione del presidente Bill Clinton. Il primo piano elaborato dall Amministrazione Obama è stato comunque, anche simbolicamente, lo stanziamento di 787 miliardi di dollari per combattere la disoccupazione, per costruire infrastrutture materiali e immateriali, per alleggerire la pressione fiscale sui redditi medio-bassi. Una risorsa insufficiente, secondo molti osservatori, in un Paese che ha un Prodotto Interno Lordo da miliardi di dollari. Un iniziativa concreta, però, che ha tra i suoi obiettivi la costruzione di tre milioni e mezzo di posti di lavoro. Altro denaro dovreb-

3 1 be poi essere messo a disposizione per poter rinegoziare i mutui e per promuovere prestiti a famiglie e imprese. Di più: la manovra finanziaria per l anno fiscale 2010, che ammonta a circa miliardi di dollari, ha il proprio core business nella riforma del sistema sanitario, che inciderà per 634 miliardi di dollari all anno per un decennio e che sarà finanziabile anche grazie all aumento delle tasse ai ricchi, nella riforma scolastica e in massicci investimenti sulle fonti rinnovabili di energia, con posti di lavoro incorporati. Come dice Rossana Rossanda, il presidente degli Stati Uniti tassa i redditi più alti, estende l assistenza sanitaria e promuove un New Deal per la redistribuzione del reddito: un programma che suona per ora sconosciuto nelle contrade europee. Per non dire in Italia. Una differenza evidente. Come bambini all inseguimento delle bolle di sapone Da almeno vent anni, non esiste una governance finanziaria del mondo. L ineffabile ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, l aveva chiamata esuberanza irrazionale dei mercati. Molti anni fa, i prodotti finanziari derivati erano stati inventati per ridurre il rischio, soprattutto sulla fluttuazione dei prezzi delle materie prime agricole. Senza più alcun controllo, i nuovi stregoni si sono convinti di aver trovato un nuovo processo alchemico per trasformare il letame in oro. L illusione è stata quella di una crescita lineare, basata sulle equazioni matematiche capaci di esorcizzare i cicli dell economia. Invece si è passati di bolla in bolla, la nuova interpretazione finanziaria del ciclo economico. I mercati finanziari, dice uno che se intende, George Soros, non tendono naturalmente all equilibrio, per cui hanno bisogno come il pane di controlli e regole: le regole sono state distrutte, mentre controllati e controllori appartengono alla stessa famiglia allargata. Una bolla speculativa sugli asset è una sorta di catena di sant Antonio in cui le persone continuano a fare soldi finché ci sono altri gonzi da sfruttare. Ma dietro al susseguirsi di bolle sta la superbolla della concorrenza perfetta, su cui ha radicato le proprie certezze il fondamentalismo di mercato. Non a caso Paul Krugman ha chiamato la crisi attuale un pastiche de toutes les crises. ESISTE ANCORA L ECONOMIA REALE? ECONOMIA E LAVORO 91 LA SINTESI La politica salariale della miseria Si dice che buona parte dei guai attuali hanno la loro origine nel dominio della finanza sull economia reale. Ma esiste ancora l economia reale? Tra il 1980 e il 2006, gli asset della finanza sono passati dal 109% al 316% del valore della produzione mondiale: la maggior parte delle grandi imprese sono controllate da attori finanziari in una dimensione che vede in azione la tattica dei risultati immediati e non la strategia di lungo periodo. Circolano più soldi sul mercato speculativo delle valute in una settimana che nel commercio tra Stati per beni e servizi in un anno. L economia reale è diventata l utile strumento della finanza del debito diffuso, ma le merci possono crescere indefinitamente solo nel Paese dei Balocchi. Case, automobili, vacanze sono state incentivate e pagate con i soldi di un nuovo Monopoli. Per questo si parla oggi di sovrapproduzione: non ci sono soldi veri per gli acquisti. Al di là delle considerazioni di carattere ambientale, i Paesi emergenti potrebbero rappresentare benissimo il terreno di una nuova domanda, non fossero stati saccheggiati in questi anni dalla politica salariale della miseria, che ha trascinato con sé al ribasso la quota salariale in tutto il mondo. Non a caso, il

4 primo ministro cinese Wen Jiabao ha detto con una considerazione molto bertoldiana che la propensione a spendere della gente dipende fondamentalmente da quanti soldi ha in tasca: quindi non resta che riempirgliele. Anche se per ora di buoni sconto e non di denaro fresco. DIRITTI ECONOMICO-SINDACALI 92 RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI 2009 L illusione della forza autonoma dell economia reale Le grandi case automobilistiche americane dei SUV e affini sono ormai vicine al tracollo, nonostante gli aiuti ottenuti dal governo. Prigioniere per anni dei miti della finanza, non hanno finora avuto alcuna autonoma strategia per il futuro, che non fosse quella di chiedere soldi: General Motors e Chrysler, dopo aver ottenuto 17 miliardi di dollari, hanno chiesto al governo americano altri 22 miliardi. Il presidente Barack Obama, più impaziente rispetto ai tempi relativamente lunghi riconosciuti alle banche, ha dato loro delle scadenze ravvicinate per non finire, o forse proprio per finire, in amministrazione controllata: alla Chrysler ha imposto di sottoscrivere l accordo con FIAT, a GM di ripulirsi dagli oneri tossici. General Motors ha dipendenti in giro per il mondo e intende licenziare persone. Alla fine, ha messo in pratica il primo licenziamento ragionato: quello dell amministratore delegato Richard Wagoner, che se ne va con una pensione da 20 milioni di dollari. Su un altro versante, il capitalismo informazionale ha dato per anni l illusione di poter traghettare l economia dalla materialità delle merci all immaterialità delle reti: è stato però anche lo strumento principale della finanza senza fili. Di nuovo, la signoria del soggetto sul prodotto si è trasformata nella signoria del prodotto sul soggetto. Il capitalismo informazionale è stato anche un seminatore in proprio di disuguaglianze: a Bengaluru, il centro scientifico d eccellenza dell India, ingegneri e scienziati vivono in distretti tecnologici, attorno ai quali cresce la miseria dell esclusione. L edificio va ricostruito dalle fondamenta di una nuova economia reale, che risponda ai bisogni degli uomini, della società e della natura, non agli artifici del mercato. LA GLOBALIZZAZIONE DEI BASSI SALARI Una potente droga per l economia a debito In questi anni, con la finanza, ha vinto la globalizzazione dei bassi salari: miseri nei Paesi emergenti, poveri nei Paesi ricchi. Quindi ha vinto l ingiustizia sociale, considerata come una virtù. Paradossalmente, ma non tanto, anche un Paese ricco può essere un moltiplicatore di povertà. L immagine più emblematica sta nel cocktail da euro nel bar della City di Londra, da una parte, e nell acquisto di una casa senza riuscire a pagarla, dall altra parte. Quasi tutto il mondo adesso è in recessione, ma la recessione non è per tutti. Vi saranno 200 milioni di disoccupati, i working poors diventeranno il 45% del totale, mentre i lavori vulnerabili supereranno la quota del 50%. Si parla molto di un ritorno al keynesismo come soluzione ai guasti del neoliberismo, ma si finge spesso di dimenticare che una delle scelte più importanti del New Deal è stata la politica degli alti salari. Oggi tutto sembra in discussione, meno i bassi salari in circolazione. La sfida politica, dice l ILO, è assicurare incentivi appropriati per favorire il lavoro, l educazione e gli investimenti, evitando che le disparità di reddito diventino socialmente pericolose ed economicamente controproducenti. Il lusso, dice Giulio Sapelli, è stato l inveramento democratico della disuguaglianza. La disuguaglianza fa male a tutti Trent anni fa, la retribuzione media di un amministratore delegato era superiore di 35 volte a quella di un lavoratore dipendente, nel 2007 il rapporto era salito a 344 volte. Una cor-

5 1 sa verso il baratro. Molti, evidentemente, interpretano alla lettera l aforisma di Warren Buffett: «Dimenticate l antica massima che nulla rende vincenti come il successo: oggi la regola prevalente per i top manager è che niente rende quanto un fallimento». Oltre un certo livello, la ricchezza diventa inutile: non si può comprare il cielo, anche se c è chi è convinto del contrario. I soldi andrebbero dati a chi ha bisogno di spenderli, non a chi non sa più che cosa farsene: in questi anni è accaduto invece esattamente il contrario. Le formiche hanno mantenuto le cicale: cicale così gonfie da scoppiare. L aumento delle disuguaglianze, al contrario delle idee inscritte nel codice neoliberista, porta con sé il blocco della mobilità sociale, non la sua vivacità. Se si permetterà ai ricchi di diventare meno ricchi, anche i poveri diventeranno meno poveri. C è chi mangia nel piatto dei lavoratori Il Rapporto dell OCSE Growing Unequal?: Income Distribution and Poverty in OECD Countries sottolinea che le disuguaglianze sarebbero letteralmente esplose se i governi non avessero attuato politiche di intensificazione fiscale e di espansione della spesa pubblica, per cercare di mantenere livelli dignitosi di welfare. Ciò vuol dire però che i lavoratori si sono pagati i servizi sociali, mentre altri hanno mangiato nel loro piatto. Questo dato, in Italia, è piuttosto clamoroso. I salari dei lavoratori sono fermi da 15 anni: dal 1993 a oggi il fisco si è portato a casa euro in più per ogni lavoratore, una cifra determinata dall aumento delle entrate tributarie e dal fiscal drag. Lo Stato ha incassato così 112 miliardi di euro. Le retribuzioni nette sono aumentate di 3,5 punti percentuali in meno rispetto alle retribuzioni lorde, per cui i salari reali non hanno conosciuto alcun aumento del loro potere d acquisto. Tra il 1993 e il 2008, su 14,3 punti di maggiore produttività, solo 3,8 sono andati ai lavoratori: quindi solo il 27% della produttività reale è andato al lavoro. La CGIL chiede 100 euro in più nelle buste paga di tutti i lavoratori a partire dal 2010, da ottenere attraverso detrazioni fiscali: sembra il minimo dovuto. La globalizzazione non può più essere asimmetrica: le politiche di redistribuzione fiscale devono favorire i poveri, non i ricchi. Le ricadute della crisi sull occupazione Negli Stati Uniti, da dicembre 2007 a febbraio 2009 si sono persi quattro milioni e posti di lavoro, il tasso di disoccupazione è salito all 8,1%, ma la prospettiva è che arrivi a superare il 10% entro la fine dell anno. La crisi economica morde anche l Europa: la disoccupazione nella zona euro potrebbe salire, sempre nel 2009, fino a superare la quota del 9%. A farne le spese maggiori è il lavoro debole, quello a termine e quello intermittente, ma la chiusura di fabbriche ha cominciato a intaccare anche la zona del lavoro considerato garantito. Secondo la Confederazione Europea dei Sindacati (CES) i posti di lavoro a rischio sono molti di più, tra i cinque e i sei milioni: la crisi si è abbattuta finora sull auto e sul mattone, ma il calo della domanda ha cominciato a coinvolgere gli altri settori che producono beni di consumo. In Cina, la recessione globale ha lasciato finora senza lavoro 20 milioni di persone, che sono state costrette a tornare nelle campagne, da dove erano emigrate per trovare condizioni di vita migliori. Pure in India, molti lavoratori che si erano avventurati in città stanno tornando nelle campagne, costretti a ripercorrere a ritroso la strada dell emancipazione sociale. In Brasile il Prodotto Interno Lordo è diminuito del 3,6% nell ultimo trimestre del 2008: tuttavia, l anno nel suo complesso ha mantenuto un segno positivo. Il problema è che i posti di lavoro diminuiscono dove il Prodotto Interno Lordo scende, ma anche dove il PIL aumenta, sia pure a ritmi più lenti rispetto al recente passato. ECONOMIA E LAVORO 93 LA SINTESI

6 LA CRISI IN ITALIA DIRITTI ECONOMICO-SINDACALI 94 RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI 2009 Un Paese in difficoltà, nonostante l ottimismo di facciata L Italia è il Paese europeo del G7 che finora ha dato meno alla propria economia. Eppure la crisi, nonostante l irridente ottimismo di facciata espresso fino a poco tempo fa dal premier Silvio Berlusconi, sta mordendo la società, i lavoratori, il sistema industriale. Negli ultimi tre mesi del 2008, il Prodotto Interno Lordo è diminuito del 2,6%, mentre le stime per il 2009 lo danno in arretramento di oltre il 3%. Il governo italiano ha una strategia opposta a quella del governo americano: tanto quest ultima è improntata all idea di un cambiamento forte, perché niente può tornare come prima, quanto l iniziativa in Italia è dominata dalla convinzione che al massimo è necessario qualche aggiustamento, non una radicale trasformazione del sistema economico e finanziario. L azione di governo si svolge in base allo stop and go: negare inizialmente l esistenza del problema, ammetterla poi timidamente, tamponare infine le falle con molti proclami e pochi interventi concreti, spesso riciclati da altri capitoli di spesa. Da qui le concessioni con il contagocce, nei confronti delle imprese, del lavoro, degli ammortizzatori sociali. Con qualche deviazione onirica, come il Ponte di Messina. Negli Stati Uniti il presidente Barack Obama costruisce un piano da tre milioni e mezzo di posti di lavoro ispirati dall economia verde; in Italia un progetto simile è stato elaborato dalla CGIL e da Legambiente, mentre il governo guarda all indietro, a un ritorno al nucleare a cui ormai più nessuno al mondo, salvo l Iran, dedica attenzione. Ma almeno si sa che in Iran il nucleare civile è funzionale a quello militare. Lo stato dell industria in Italia L Italia, come densità dell industria sul PIL, si trova al terzo posto in Europa, dopo la Germania e l Austria, che ovviamente presenta valori in termini assoluti molto più piccoli. Siamo quindi lì, con l antica Mitteleuropa. La crisi finanziaria però ha avuto una ricaduta importante sull industria manifatturiera. Non solo per la contrazione quantitativa dei consumi, ma anche perché la carenza quasi improvvisa di liquidità ha portato con sé forti ritardi nei pagamenti dei fornitori. Da qui il credit crunch, la restrizione del credito, che gli istituti finanziari applicano regolarmente quando ci sarebbe bisogno del suo contrario. Le imprese che esportano o comunque operano sui mercati esteri, incidendo in maniera significativa sull economia, sono circa : dal 2003 le esportazioni, in rapporto al Prodotto Interno Lordo, sono cresciute più dei consumi interni. Ma, nell ultima parte del 2008 hanno cominciato a subire i contraccolpi della crisi e a perdere terreno. Solo a questo punto il governo ha dato in dotazione al Fondo di garanzia per le imprese un miliardo e 300 milioni di euro, una cifra che dovrebbe garantire liquidità per oltre 60 miliardi di euro. Gli artigiani però si sentono esclusi. Un capitalismo incestuoso La struttura del capitalismo in Italia ha due facce: quella vivace delle Piccole e Medie Imprese e quella statica, da rentier, della grande impresa, soprattutto a carattere finanziario. Il grande capitalismo, in Italia, ha una struttura da maso chiuso. L Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha portato a termine un indagine conoscitiva sui rapporti tra concorrenza e corporate governance, durata oltre un anno e resa pubblica all inizio del L analisi si è concentrata su banche, compagnie assicurative e società di gestione del risparmio. Il giudizio è sferzante: secondo l Antitrust, l azionariato di buona parte di queste aziende si condensa in un nucleo circoscritto di soci, neanche fossero un circolo privato di canottieri, uniti tra loro da patti, con intrecci radicati e incarichi

7 1 multipli in imprese concorrenti. Questo nucleo, attraverso l utilizzazione delle deleghe, è in grado di condizionare pesantemente e di guidare sostanzialmente le scelte e la partecipazione dei soci nei passaggi essenziali dell attività societaria, come l approvazione dei bilanci e la nomina degli organismi direttivi. Cercando di guardare oltre, l Antitrust dice che occorre un nuovo processo di regolazione, di autoregolazione e di modifiche statutarie. I capitalisti travestiti da manager La questione degli intrecci non riguarda solo le banche, ma anche buona parte delle grandi imprese. Tra i top manager più pagati, uno su quattro appartiene alle famiglie azioniste delle aziende. Il potere a costi minimi e a prezzi alti viene mantenuto con una soluzione molto semplice: si riduce l impegno di capitale, si rafforzano i patti di sindacato. Un istituto che, come spesso sottolinea Guido Rossi, esperto di finanza come pochi, in molti Paesi è proibito, ed è il vero cancro dell economia italiana. Molti grandi imprenditori sono concentrati su strategie di mantenimento del potere molto più che su progetti di crescita aziendale. Il Risiko è il loro gioco preferito: la contesa di territori conosciuti, non la conquista di nuovi territori. In estrema sintesi, l imperativo del grande capitalismo italiano è: azionisti poveri, manager ricchi. Ci si lamenta giustamente dei top manager delle banche americane che hanno continuato a guadagnare anche quando gli istituti da loro governati hanno cominciato a perdere in maniera eclatante, ma si dice poco o nulla dei grandi imprenditori italiani che hanno guadagnato sulle perdite delle società da loro dirette. Non c è da sorprendersi: i media indipendenti, in Italia, sono in mano a patti di sindacato o al capitalismo familiare. Il settore dell auto La filiera di auto, motori, camion, autobus e componenti coinvolge in Italia persone: , poco più di un quarto, sono occupate presso il Gruppo FIAT. A fronte del crollo del mercato, si è reso necessario un intervento dello Stato. In ritardo, ma è arrivato, sotto la voce di incentivi per la rottamazione delle auto vecchie e l acquisto di auto nuove meno inquinanti. Nonostante le difficoltà, FIAT sta intessendo rapporti di collaborazione con altre case automobilistiche. Ultimo, in ordine di tempo, il rapporto con Chrysler: l accordo prevedeva all inizio lo scambio tra il know how dell industria torinese su motori e vetture di piccola e media taglia contro una quota delle azioni dell azienda americana, il cui valore in questo periodo è poco più che virtuale. Poi, di fatto, FIAT ha acquistato Chrysler, con la robusta partecipazione azionaria dei sindacati coinvolti. Le difficoltà produttive in Italia sono però in atto da tempo. A gennaio e febbraio del 2009, dipendenti del Gruppo FIAT hanno conosciuto la cassa integrazione: un operaio di terzo livello in questi casi non arriva a 800 euro al mese. I lavoratori della FIAT di Pomigliano d Arco (Na), uno degli stabilimenti a maggiore incertezza di futuro, il 5 febbraio 2009 hanno cercato di occupare l autostrada per far sentire la loro voce sulle preoccupazioni di futuro: non risultano infatti piani di intervento sul sito da parte dell azienda. La manifestazione ha fatto notizia solo perché gli operai sono stati caricati dalla polizia. Notizia, ovviamente, alla voce scontri e ordine pubblico. Altrimenti, nessuno ne parlerebbe: gli operai non fanno audience. ECONOMIA E LAVORO 95 LA SINTESI Il contributo determinante dei migranti Nel 2007 i cittadini immigrati da altri Paesi rappresentavano il 6% della popolazione, contribuendo per l 8,8% alla formazione del Prodotto Interno Lordo. Di quello ufficiale, ovviamente, perché il sommerso ufficialmente non fa PIL. Senza di loro, addio welfare.

8 DIRITTI ECONOMICO-SINDACALI 96 RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI 2009 Alla determinazione del Prodotto Interno Lordo partecipano i lavoratori dipendenti, ma anche quelli autonomi. Gli imprenditori immigrati sono in crescita: erano mosche bianche, sono diventati parte integrante dell economia. Secondo il CENSIS, la spiccata voglia di intraprendere da parte dei migranti costituisce senza dubbio un opportunità da cogliere, che potrebbe portare un contributo decisivo e inaspettato al dinamismo socioeconomico dell Italia. Come tutte le realtà che si muovono verso il miglioramento della propria condizione, l immigrazione in Italia è fatta di molto lavoro, di un po di criminalità e di alcuni fenomeni di marginalità degradata, favorita dalle politiche espulsive. Puntare unicamente e ossessivamente il dito su questa fascia significa negare il valore dell immigrazione come risorsa strategica per il Paese. E negare agli immigrati ogni diritto, a partire da quello alla casa: le immagini sui ricoveri di fortuna, invece di provocare una sana indignazione, accentuano i caratteri espulsivi di un Paese eticamente allo sbando. La fabbrica del rancore La crisi di fondo, in Italia, è quella dei valori solidali. Lo scorso anno, il CENSIS aveva utilizzato il termine mucillagine per descrivere la società italiana senza futuro: un eufemismo per dire poltiglia. La situazione è peggiorata, con l enfatizzazione politica dell economia della paura. A suo modo, il governo Berlusconi applica una forma di democrazia diretta: l obiettivo è quello di codificare le pulsioni più negative presenti nella pancia della società. L esatto contrario di quello che dovrebbe fare la politica: civilizzare le pulsioni. In Italia c è oggi in atto una guerra dichiarata del potere contro gli ultimi, siano essi gli uomini e le donne dei viaggi disperati della speranza, gli immigrati relegati nelle nuove favelas, i senza dimora indigeni. L obiettivo è del tutto evidente: attrarre tutto il resto della società contro questi nemici perfetti, brutti, sporchi e, qualche volta, anche cattivi. Sottrarsi a questa deriva della società italiana è un imperativo morale, prima ancora che politico. IL LAVORO La flessibilità rassegnata La qualità del lavoro, in Italia, a parte alcune esperienze in controtendenza, sembra avviata su uno scivolo che porta verso il basso. Come differenza sostanziale rispetto al passato, il lavoro stenta a dare agli uomini e alle donne un identità sociale. L Italia è uno dei pochi Paesi industrializzati in cui i sussidi di disoccupazione non sono accessibili a tutti: questo condiziona il lavoratore tutelato a non cercare altre opportunità. Della serie: meglio meno, ma più sicuro. Allo stesso tempo, il lavoratore a tempo determinato teme il lavoro, e finisce per prenderne le distanze. Il rapporto dei cittadini italiani con il lavoro è vissuto ormai con un atteggiamento impaurito. E la flessibilità comincia a essere percepita come il male minore. Nelle persone più giovani vi è una maggiore consapevolezza, o forse una maggiore rassegnazione, verso il fatto che il lavoro a tempo determinato è diventato una specie di condizione necessaria per trovare un occupazione. Una sorta di rito di iniziazione informale. Ciò che unisce trasversalmente tutto il mondo del lavoro è, invece, la preoccupazione economica. Secondo il CENSIS, le certezze si allentano oltre la paura della flessibilità, facendola risultare come un modo per rimanere in un mercato del lavoro oggettivamente complesso e soggettivamente stressato.

9 1 Ammortizzatori sociali Nelle grandi aziende, in caso di difficoltà, i lavoratori possono usufruire della cassa integrazione ordinaria, quella straordinaria e la mobilità. Si parla, quando va bene, di 700 euro al mese. Meno bene va ai dipendenti delle piccole e medie imprese, che si devono accontentare degli strumenti ordinari. Vengono poi, a scendere, i lavoratori delle imprese con meno di 15 dipendenti; in fondo alla scala, i lavoratori atipici, che non hanno nessun paracadute, neppure tascabile. Finora è stata data loro soltanto una una tantum, inizialmente prevista del 10% della retribuzione dell anno precedente e poi generosamente portata al 20%. Il provvedimento, nella nuova formulazione, dovrebbe costare al massimo 100 milioni di euro, ma si è subito incagliato alla Camera per un errore procedurale. L errore è avvenuto ovviamente nei confronti dei precari, non dei banchieri. La CGIL ha proposto, per affrontare meglio la crisi, di estendere l indennità di disoccupazione ordinaria, di intensificare il sostegno al reddito dei lavoratori atipici, di ampliare durata e valore retributivo della cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, e dell indennità di mobilità. Il Partito Democratico ha proposto l erogazione di un assegno di disoccupazione a tutti coloro che perdono il lavoro. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al solito, ha detto che non ci sono i soldi, mentre il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, sostiene che il vero ammortizzatore sociale in Italia è il lavoro sommerso. Non ha specificato però se è compreso quello delle mafie che, sia pure ad alti rischi, danno un buon reddito a chi lavora per loro. Il lavoro femminile costretto alle opportunità mancate Il tasso di occupazione femminile in Italia è salito, tra il 2004 e il 2007, dal 45,2% al 46,6%, un incremento minimo rispetto agli obiettivi di Lisbona per il 2010, che lo hanno fissato al 60%. La media europea che ormai vi si avvicina. Si tratta, ancora una volta, dello spreco di una risorsa, che potrebbe costruire ricchezza, produrre innovazione, sostenere il reddito familiare. E migliorare i conti dell INPS. Tra gli obiettivi europei definiti a Lisbona, una parte importante era dedicata alle politiche della conoscenza e dei saperi e a politiche di promozione del lavoro femminile. Ora tutto questo rischia di essere non solo trascurato come al solito, ma vanificato dalla crisi, che è sempre anche una buona giustificazione per non fare nulla. Non si può più però parlare di ritardo, ma di occasione mancata. Il rischio è concreto: di fronte a una situazione occupazionale che si fa difficile, gli slogan facili come immigrati a casa, donne in casa possono trovare audience in un Paese ormai artificialmente alimentato dal rancore, dall intolleranza e dalla paura. LA SINTESI ECONOMIA E LAVORO 97 LA QUESTIONE SINDACALE I rapporti di forza Fino agli anni Settanta il lavoro salariato è stato la questione centrale nelle società occidentali, con gli operai allo stesso tempo nel ruolo di motore dello sviluppo capitalistico e di classe egemone dei ceti subalterni. Il sindacato è stato, con gli operai, protagonista di quella stagione. La fine del fordismo ha portato a una strategia più difensiva. In altri termini, sono cambiati i rapporti di forza. L attacco concentrico alla CGIL Ci avevano provato nel 2002 con l abolizione dell artico 18 dello Statuto dei lavoratori: se si abbatte o si incrina la forza del sindacato più grande e organizzato, il gioco è fatto. Nei rapporti di lavoro la dimensione individuale vincerà su quella collettiva. Gli era andata male, come la prima volta, nel 1994, con la legge sulle pensioni imposta dall alto. Ma adesso

10 DIRITTI ECONOMICO-SINDACALI il gioco è diventato più duttile e articolato, in base a uno schema di squadra in cui sono fondamentali i due esterni d attacco, i ministri Renato Brunetta e Maurizio Sacconi: il primo fa delle uscite apparentemente estemporanee, per vedere l effetto che fa; se le proteste non sono troppe, il secondo mira a portare a casa il risultato. Nel caso della contrattazione separata per ora hanno vinto; nel caso dell aumento dell età pensionabile per le donne nel Pubblico Impiego per ora hanno perso. Il ministro del Lavoro, quando ha visto che su questo tema si poteva riunire il sindacato, ha ordinato la ritirata, smentendo il trombettiere. Sul diritto di sciopero, la partita è ancora aperta. Tremilioniseicentoquarantatremilaottocentotrentasei persone: lavoratori, pensionati, precari hanno comunque partecipato alla consultazione indetta dalla CGIL per valutare l Accordo separato sul nuovo modello contrattuale. Sono il 71% rispetto a quanti hanno votato al referendum sul Protocollo relativo al welfare promosso nel 2007 da tutti e tre i sindacati confederali. Si tratta quindi di un risultato notevole, per la partecipazione al voto e l evidenza della posizione espressa: il 96,27% dei partecipanti si è detto contrario al nuovo modello contrattuale. La situazione complessiva, rispetto al 2002, è però cambiata: l articolo 18 era un simbolo, l opposizione politica era forte, le fabbriche non erano chiuse. Vi è poi da dire che l autonomia della CISL di Savino Pezzotta rispetto al governo era più evidente di quella mostrata finora da CISL e UIL sui temi in agenda. Oggi la CGIL, come dice Guglielmo Epifani, è in campo soprattutto per evitare l esasperazione di pochi e la rassegnazione di molti. La grande manifestazione del 4 aprile 2009 ha voluto dire anche questo. 98 RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI 2009 Al primo posto il lavoro, al secondo l economia, al terzo la finanza Il futuro è in un nuovo protagonismo del valore del lavoro. Il lavoro può essere la moneta comune per una politica dei redditi: una moneta reale, mossa dall idea di eguaglianza e di promozione delle opportunità individuali e collettive. Quando il mondo del lavoro è stato forte, ha svolto il ruolo di motore dello sviluppo sociale; quando il mondo del lavoro si è indebolito, hanno vinto gli egoismi avidi e la società si è frantumata nell esplosione della disuguaglianza. Come dice Guido Rossi, spostare oggi il centro dell economia dal capitale al lavoro non sembra più utopico, e nemmeno impossibile. Torna quindi d attualità, a quasi cento anni di distanza, il discorso visionario di John Maynard Keynes del 1928 Possibilità economiche per i nostri nipoti, in cui l economista inglese sogna una società a capitalismo comunista, che distribuisce benessere diminuendo l orario di lavoro, perché il lavoro è comunque socialmente importante. Per arrivare a questo è fondamentale superare l importanza sociale dell accumulazione di ricchezza. Occorre quindi superare il mondo costruito dalla finanza in questi anni, fondato sull avidità: si tratta di un occasione irripetibile. Rimettere al centro il lavoro significa rimettere al centro la vecchia, attuale idea, che un mondo migliore è possibile.

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE Il Libro Bianco sul Welfare presentato dal Ministro del Lavoro si muove su uno scenario

Dettagli

i dossier USA, GIAPPONE E EUROPA: POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO www.freefoundation.com www.freenewsonline.it 6 marzo 2013 a cura di Renato Brunetta

i dossier USA, GIAPPONE E EUROPA: POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO www.freefoundation.com www.freenewsonline.it 6 marzo 2013 a cura di Renato Brunetta 357 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com USA, GIAPPONE E EUROPA: POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO 6 marzo 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Usa: il «sequestro» Cosa è successo negli

Dettagli

L OSSERVATORIO. 29 Luglio 2013 CATEGORIA: ECONOMIA L INCIDENZA DEI PROBLEMI PSICOLOGICI E PSICOSOMATICI EVIDENZE PSICOLOGICHE 29% 23% 42%

L OSSERVATORIO. 29 Luglio 2013 CATEGORIA: ECONOMIA L INCIDENZA DEI PROBLEMI PSICOLOGICI E PSICOSOMATICI EVIDENZE PSICOLOGICHE 29% 23% 42% L OSSERVATORIO L INCIDENZA DEI PROBLEMI PSICOLOGICI E PSICOSOMATICI EVIDENZE PSICOLOGICHE Problemi di condotta Iperattivita' 42% 31% Problemi con i propri POVERI pari 24% CHE LAVORANO 17% Difficolta' diffuse

Dettagli

La grande disuguaglianza? Oxfam Italia Elisa Bacciotti 13 maggio 2014

La grande disuguaglianza? Oxfam Italia Elisa Bacciotti 13 maggio 2014 La grande disuguaglianza? Oxfam Italia Elisa Bacciotti 13 maggio 2014 Una emergenza? L estrema diseguaglianza economica, rapidamente crescente, è stata citata dal World Economic Forum s Global Risk Report

Dettagli

DOCUMENTO PER IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO ON.LE JOLE SANTELLI

DOCUMENTO PER IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO ON.LE JOLE SANTELLI DOCUMENTO PER IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO ON.LE JOLE SANTELLI Premessa I Trattamenti Pensionistici In Italia, come anche in tutti i paesi maggiormente industrializzati, alla precarietà del mercato del

Dettagli

UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO?

UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO? 478 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO? 24 giugno 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Una bolla pronta a scoppiare? Le parole di un esperto

Dettagli

(LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL L ENORME SCANDALO DELLE BANCHE PRIVATE

(LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL L ENORME SCANDALO DELLE BANCHE PRIVATE (LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL TRADUTTORE, MICHELE ORINI) L ENORME SCANDALO DELLE BANCHE PRIVATE Vicenç Navarro 2/10/2014 Una

Dettagli

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa Economia La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA Così come in una famiglia, anche in una economia si devono affrontare molte

Dettagli

Le slide che Renzi non vi farà vedere sui due anni di governo di Giulio Marcon

Le slide che Renzi non vi farà vedere sui due anni di governo di Giulio Marcon Le slide che Renzi non vi farà vedere sui due anni di governo di Giulio Marcon Ci sono delle slide che Renzi in occasione dei due anni dall insediamento del suo governo (22 gennaio 2014) non vi farà certamente

Dettagli

Tratterò un argomento che riguarda, in questo momento particolare, il rapporto delle piccole e

Tratterò un argomento che riguarda, in questo momento particolare, il rapporto delle piccole e Parlamento della Padania Sarego, 4 febbraio 2012 On. Maurizio Fugatti Grazie, buongiorno a tutti. Tratterò un argomento che riguarda, in questo momento particolare, il rapporto delle piccole e medie imprese

Dettagli

GLI EFFETTI DELLA CRISI ECONOMICA SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI ALL'INTERNO DELL'UNIONE EUROPEA. Prof.

GLI EFFETTI DELLA CRISI ECONOMICA SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI ALL'INTERNO DELL'UNIONE EUROPEA. Prof. GLI EFFETTI DELLA CRISI ECONOMICA SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI ALL'INTERNO DELL'UNIONE EUROPEA Prof. Daniel Navas Vega 1 SCHEMA LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI? LE CARATTERISTICHE DELLO

Dettagli

LA DEMOLIZIONE ITALIANA A CONVEGNO

LA DEMOLIZIONE ITALIANA A CONVEGNO Associazione Nazionale Demolitori Italiani LA DEMOLIZIONE ITALIANA A CONVEGNO Parma, 26 novembre 2005 Trascrizione dell intervento dal titolo: IL MERCATO DELLE DEMOLIZIONI ANNI 2000: DAL RECUPERO ALLA

Dettagli

5 - Previsioni BASE. 6.- Tre mosse per archiviare la crisi

5 - Previsioni BASE. 6.- Tre mosse per archiviare la crisi 1 2 3 INDICE 5 - Previsioni BASE 5.1 - Previsioni dell Economia Italiana 2014-2018 dopo Legge di Stabilità e Riforme Strutturali 5.2 - e se il cambio non scendesse e rimanesse all 1,33 del 2014? 6.- Tre

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO

MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO Intervento Roberto Albonetti direttore Attività Produttive Regione Lombardia Il mondo delle imprese ha subito negli ultimi anni un accelerazione impressionante:

Dettagli

IN PIAZZA PER COSTRUIRE IL FUTURO Roma, 3 marzo 2012 Intervento di Domenico Pesenti, segretario generale Filca-Cisl

IN PIAZZA PER COSTRUIRE IL FUTURO Roma, 3 marzo 2012 Intervento di Domenico Pesenti, segretario generale Filca-Cisl IN PIAZZA PER COSTRUIRE IL FUTURO Roma, 3 marzo 2012 Intervento di Domenico Pesenti, segretario generale Filca-Cisl Grazie a tutti Voi per essere qui dalle fabbriche del Legno, del Cemento, dei materiali

Dettagli

Sistema paese e sicurezza economica. Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma

Sistema paese e sicurezza economica. Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma Sistema paese e sicurezza economica Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma I nostri temi Invece di un sistema-paese, un paese diviso e gravato da varie forme di insicurezza economica In che senso

Dettagli

Sulla disoccupazione, tuttavia, ci sarebbe qualcosa da aggiungere. In questi giorni sentiamo ripetere, dai giornali e dalle tv, che il tasso di

Sulla disoccupazione, tuttavia, ci sarebbe qualcosa da aggiungere. In questi giorni sentiamo ripetere, dai giornali e dalle tv, che il tasso di ECONOMIA Disoccupazione mai così alta nella storia d Italia La serie storica dell Istat si ferma al 1977, ma guardando i dati del collocamento e i vecchi censimenti si scopre che nella crisi del 1929 e

Dettagli

Dal financial al social verso nuovi modelli di Economia

Dal financial al social verso nuovi modelli di Economia Dal financial al social verso nuovi modelli di Economia Vedano Olona 20 3 2012 "Quando una persona viene al mondo è un albero di possibilità, di tante possibili vite; tanti rami, tanti bivi: di questo

Dettagli

29 Il Sistema Monetario

29 Il Sistema Monetario 29 Il Sistema Monetario LA MONETA Si definisce moneta l insieme dei valori utilizzati in un sistema economico dagli individui (famiglie, imprese) per acquistare beni e servizi. La moneta ha tre funzioni

Dettagli

Il rilancio parte da sinistra

Il rilancio parte da sinistra Il rilancio parte da sinistra Come fare ridere i poveri senza fare piangere i ricchi Luglio 2013 UNA CRISI CHE VIENE DA LONTANO La crisi economica e sociale del paese non nasce nel 2011, ne nel 2008. Ha

Dettagli

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza Dopo aver letto attentamente il seguente articolo giornalistico, Il rischio debito affonda le Borse, il candidato risponda ai seguenti quesiti tenento conto che la risposta corretta è una soltanto. FRANCOFORTE.

Dettagli

Mutui inaccessibili, tassazione alle stelle, mercato dell affitto proibitivo, boom di sfratti e nessun piano di edilizia sociale.

Mutui inaccessibili, tassazione alle stelle, mercato dell affitto proibitivo, boom di sfratti e nessun piano di edilizia sociale. SCHEDA STAMPA DATI Mutui inaccessibili, tassazione alle stelle, mercato dell affitto proibitivo, boom di sfratti e nessun piano di edilizia sociale. È STATO MESSO A DURA PROVA IL BENE PIÙ AMATO DAGLI ITALIANI

Dettagli

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica MODULO 2 - La spesa pubblica LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA L insieme dei mezzi monetari che lo Stato e gli altri enti pubblici erogano per il raggiungimento dei fini di pubblico interesse costituisce

Dettagli

Alla ricerca del rendimento perduto

Alla ricerca del rendimento perduto Milano, 10 aprile 2012 Alla ricerca del rendimento perduto Dalle obbligazioni alle azioni. La ricerca del rendimento perduto passa attraverso un deciso cambio di passo nella composizione dei portafogli

Dettagli

QUANTITATIVE EASING I principali commenti delle testate internazionali e nazionali

QUANTITATIVE EASING I principali commenti delle testate internazionali e nazionali a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia Berlusconi Presidente Il Popolo della Libertà 864 QUANTITATIVE EASING I principali commenti delle testate internazionali e nazionali

Dettagli

BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI PRESTITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE

BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI PRESTITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI PRESTITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE Ad aprile continua la flessione della domanda di credito da parte di famiglie e imprese: -3% i prestiti, -9% i mutui richiesti dalle famiglie;

Dettagli

COSA BOLLE SUL FRONTE SVIZZERO (Chi ci guadagna e chi ci perde)

COSA BOLLE SUL FRONTE SVIZZERO (Chi ci guadagna e chi ci perde) 861 COSA BOLLE SUL FRONTE SVIZZERO (Chi ci guadagna e chi ci perde) 19 gennaio 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia Berlusconi Presidente Il Popolo della Libertà EXECUTIVE

Dettagli

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Economia > News > Italia - lunedì 13 gennaio 2014, 16:00 www.lindro.it Segnali positivi Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Antonio Forte La

Dettagli

Il Piano Finanziario Parte 2: Equilibrio e Investimento

Il Piano Finanziario Parte 2: Equilibrio e Investimento Il Piano Finanziario Parte 2: Equilibrio e Investimento Non aspettare, il tempo non potrà mai essere " quello giusto". Inizia da dove ti trovi, e lavora con qualsiasi strumento di cui disponi, troverai

Dettagli

Gli incentivi non mettono in moto l automobile

Gli incentivi non mettono in moto l automobile 115 idee per il libero mercato Gli incentivi non mettono in moto l automobile di Andrea Giuricin Il rallentamento economico e la crisi finanziaria hanno avuto un forte impatto su uno dei settori più importanti

Dettagli

INTERVISTA 1 DI DEBORA ROSCIANI A MAURIZIO ZORDAN, FOCUS ECONOMIA, RADIO24

INTERVISTA 1 DI DEBORA ROSCIANI A MAURIZIO ZORDAN, FOCUS ECONOMIA, RADIO24 25 ottobre 2013 INTERVISTA 1 DI DEBORA ROSCIANI A MAURIZIO ZORDAN, FOCUS ECONOMIA, RADIO24 Audio da min. 12:00 a 20:45 su http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&idprogramma=focuseconomia&date=2013-10-25&idpuntata=gslaqfoox,

Dettagli

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI Aggiornamento del 29 maggio 2015 I CONTENUTI IL SISTEMA ECONOMICO LA FINANZA PUBBLICA LA SANITA IL SISTEMA ECONOMICO LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI IL PIL PIL: DINAMICA E PREVISIONI NEI PRINCIPALI PAESI UE

Dettagli

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo L IFAD in breve Lo scopo dell IFAD La finalità del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) è mettere gli uomini e le donne poveri che vivono nelle aree rurali in condizione di raggiungere

Dettagli

Il comportamento economico delle famiglie straniere

Il comportamento economico delle famiglie straniere STUDI E RICERCHE SULL ECONOMIA DELL IMMIGRAZIONE Il comportamento economico delle straniere Redditi, consumi, risparmi e povertà delle straniere in Italia nel 2010 Elaborazioni su dati Banca d Italia Perché

Dettagli

Corso di. Economia Politica

Corso di. Economia Politica Prof.ssa Blanchard, Maria Laura Macroeconomia Parisi, PhD; Una parisi@eco.unibs.it; prospettiva europea, DEM Università Il Mulino di 2011 Brescia Capitolo I. Un Viaggio intorno al mondo Corso di Economia

Dettagli

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula.

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. E possibile approfondire il tema consultando il sito La

Dettagli

CAPITOLO 5 PP. 229-281

CAPITOLO 5 PP. 229-281 CAPITOLO 5 PP. 229-281 Il Secondo dopoguerra L Italia esce sconfitta dalla 2ª G.M. ma profondamente rinnovata: Passa da una strategia di sviluppo c.d. ISI, ISI = Industrializzazione Sostitutiva di Importazioni;

Dettagli

LAVORO: IRES-CGIL, IN 5 ANNI SALARI HANNO PERSO 1.900 EURO

LAVORO: IRES-CGIL, IN 5 ANNI SALARI HANNO PERSO 1.900 EURO LAVORO: IRES-CGIL, IN 5 ANNI SALARI HANNO PERSO 1.900 EURO (ANSA) - ROMA, 19 NOV - Le retribuzioni di fatto reali hanno perso tra il 2002 e il 2007, 1.210 euro, ma se a questo aggiungiamo la perdita derivante

Dettagli

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi. BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI PRESTITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Dettagli

Quel buco nero chiamato fiscal cliff

Quel buco nero chiamato fiscal cliff Quel buco nero chiamato fiscal cliff Nell agenda del rieletto presidente Obama è sicuramente l argomento più importante da affrontare entro la fine dell anno. Il punto da cui dipenderà buona parte dell

Dettagli

1. Il rinnovo del CCNL delle Imprese di Assicurazione avviene:

1. Il rinnovo del CCNL delle Imprese di Assicurazione avviene: 1. Il rinnovo del CCNL delle Imprese di Assicurazione avviene: SUL PIANO GENERALE. in una fase storica mondiale di grandi cambiamenti e grandi tragedie. Pensiamo solo alla rapida evoluzione tecnologica,

Dettagli

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di Gli indici per l analisi di bilancio Relazione di Giorgio Caprioli Gli indici di solidità Gli indici di solidità studiano il rapporto tra le parti alte dello Stato Patrimoniale, ossia tra Capitale proprio

Dettagli

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43 RAPPORTO BANCHE SOMMARIO E CONCLUSIONI 3 LA CONGIUNTURA BANCARIA IN EUROPA 7 L attivo bancario 8 Gli impieghi 8 I crediti deteriorati 14 I titoli in portafoglio 17 Le azioni e partecipazioni 19 Le passività

Dettagli

Scheda 3 «Eco-innovazioni»

Scheda 3 «Eco-innovazioni» Scheda 3 «Eco-innovazioni» UNA PANORAMICA DEL CONTESTO NAZIONALE GREEN JOBS Formazione e Orientamento UNA PANORAMICA DEL CONTESTO NAZIONALE Secondo una indagine fatta nel 2013 dall Unione Europea sulla

Dettagli

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo L IFAD in breve Lo scopo dell IFAD La finalità del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) è mettere le popolazioni rurali povere in condizione di raggiungere una maggiore sicurezza alimentare,

Dettagli

Sistemi di welfare 3. LE DISUGUAGLIANZE DI GENERE. mlpruna@unica.it. A.A. 2014-2015 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione

Sistemi di welfare 3. LE DISUGUAGLIANZE DI GENERE. mlpruna@unica.it. A.A. 2014-2015 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione A.A. 2014-2015 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione Sistemi di welfare 3. LE DISUGUAGLIANZE DI GENERE Maria Letizia Pruna SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro mlpruna@unica.it

Dettagli

Rassegna stampa - TENDERCAPITAL

Rassegna stampa - TENDERCAPITAL Rassegna stampa - TENDERCAPITAL Rassegna del 22/05/2014 INDICE TENDERCAPITAL 21/05/2014 Fondi & Sicav È sempre grande America 21/05/2014 Fondi & Sicav Nel complesso benino 21/05/2014 Fondi & Sicav Il vero

Dettagli

La crisi dei mercati e l impatto sull economia reale: evoluzione e prospettive

La crisi dei mercati e l impatto sull economia reale: evoluzione e prospettive La crisi dei mercati e l impatto sull economia reale: evoluzione e prospettive MUTUI SUBPRIME Casus belli LA LEVA/LEVERAGE utilizzata dalle banche RISCHIO POTENZIALE > PATRIMONI DISPONIBILI (fonte R&S

Dettagli

LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002

LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002 Convegno LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002 Finanziamenti alle Imprese: nuove politiche di prezzo e nuove strategie commerciali delle Banche Perché la disciplina sul capitale di vigilanza delle banche

Dettagli

Germania: il modello da seguire?

Germania: il modello da seguire? Daniel Gros Germania: il modello da seguire? Negli ultimi dieci anni l economia europea ha visto svariati rovesciamenti di fronte: la Germania, ad esempio, da malato d Europa ne è diventato il modello.

Dettagli

Trasporto pubblico, servono 40 mld per colmare il gap con gli altri paesi Ue

Trasporto pubblico, servono 40 mld per colmare il gap con gli altri paesi Ue Rassegna Stampa del 3 aprile 2015 Trasporto pubblico, servono 40 mld per colmare il gap con gli altri paesi Ue E' QUANTO EMERGE DALL ANALISI CONDOTTA A LIVELLO MONDIALE DALLA SOCIETÀ GLOBALE DI CONSULENZA

Dettagli

Il rapporto strutturale sul sistema economico produttivo della provincia di Bologna

Il rapporto strutturale sul sistema economico produttivo della provincia di Bologna Il rapporto strutturale sul sistema economico produttivo della provincia di Bologna Gian Carlo Sangalli Presidente Camera di Commercio di Bologna IL SISTEMA ECONOMICO PRODUTTIVO BOLOGNESE E E IN UNA FASE

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. La seconda distorsione era relativa alle c.d. imprese familiari.

COMUNICATO STAMPA. La seconda distorsione era relativa alle c.d. imprese familiari. COMUNICATO STAMPA Il Dipartimento delle Finanze pubblica le statistiche sulle dichiarazioni delle persone fisiche (IRPEF) relative all'anno d'imposta 2009, a soli cinque mesi dal termine di presentazione

Dettagli

Rapporto dell ILO sul mondo del lavoro 2013: scenario UE

Rapporto dell ILO sul mondo del lavoro 2013: scenario UE Rapporto dell ILO sul mondo del lavoro 2013: scenario UE International Institute for Labour Studies Nella UE, mancano quasi 6 milioni di posti di lavoro per tornare alla situazione occupazionale pre-crisi

Dettagli

Macroeconomia. quindi: C

Macroeconomia. quindi: C Macroeconomia. Modello Keynesiano Politica economica è interna. Quindi le uniche componenti che ci interessano per la domanda aggregata sono il consumo, gli investimenti e la spesa pubblica. (.) D = C

Dettagli

Crescita della produttività e delle economie

Crescita della produttività e delle economie Lezione 21 1 Crescita della produttività e delle economie Il più spettacolare effetto della sviluppo economico è stata la crescita della produttività, ossia la quantità di prodotto per unità di lavoro.

Dettagli

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici Giorgio Ricchiuti Cosa abbiamo visto fin qui Abbiamo presentato e discusso alcuni concetti e fenomeni aggregati: 1) Il PIL, il risparmio e il debito pubblico.

Dettagli

IL MURO DEL GIOCO - scenario degli interessi

IL MURO DEL GIOCO - scenario degli interessi Il Giocatore è solo accessorio al sistema, anche se è l unico che paga e quindi lo mantiene. 1 di 9 Quale è il punto d arrivo dei soldi dei giocatori? Che bisogna fare per far spendere di più il giocatore?

Dettagli

IL MODELLO IS-LM IN ECONOMIA APERTA

IL MODELLO IS-LM IN ECONOMIA APERTA IL MODELLO IS-LM IN ECONOMIA APERTA 1 I MERCATI DEI BENI IN ECONOMIA APERTA Economia aperta applicata a mercati dei beni: l opportunità per i consumatori e le imprese di scegliere tra beni nazionali e

Dettagli

Rapporto sul mondo del lavoro 2014

Rapporto sul mondo del lavoro 2014 Rapporto sul mondo del lavoro 2014 L occupazione al centro dello sviluppo Sintesi del rapporto ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO DIPARTIMENTO DELLA RICERCA I paesi in via di sviluppo colmano il

Dettagli

Nota. Incontro con il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. On. Stefania Giannini

Nota. Incontro con il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. On. Stefania Giannini Nota Incontro con il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca On. Stefania Giannini Roma, 28 maggio 2014 Premessa Come è noto le Province si occupano del funzionamento, della manutenzione

Dettagli

RISPARMIARE NON BASTA!

RISPARMIARE NON BASTA! RISPARMIARE NON BASTA! 2015-02-03 Introduzione Una piccola nota per comprendere come il problema del credit crunch, ovvero della mancanza di credito per le aziende, sia anche legato alle scelte di investimento

Dettagli

a cura della CGIL e dell IRES CGIL di MESSINA

a cura della CGIL e dell IRES CGIL di MESSINA a cura della CGIL e dell IRES CGIL di MESSINA Presentazione dei dati del 4 Studio sullo stato dell occupazione nella provincia di Messina a cura della CGIL e dell IRES CGIL di MESSINA 1 Nell ormai consueto

Dettagli

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 Si può essere quotati in Borsa e avere un ottica di lungo periodo? E come recuperare un merito creditizio

Dettagli

SEGRETO N.2 Come usare l'effetto leva per ritorni del 100%

SEGRETO N.2 Come usare l'effetto leva per ritorni del 100% SEGRETO N.2 Come usare l'effetto leva per ritorni del 100% Risparmiare in acquisto è sicuramente una regola fondamentale da rispettare in tutti i casi e ci consente di ottenere un ritorno del 22,1% all

Dettagli

CREDITO E FINANZA: ISTRUZIONI PER L USO

CREDITO E FINANZA: ISTRUZIONI PER L USO www.momentumborsa.it Pierluigi Lorenzi Muoversi nel mercato finanziario per uscire dalla crisi CREDITO E FINANZA: ISTRUZIONI PER L USO 2 CREDITO E FINANZA: ISTRUZIONI PER L USO Muoversi nel mercato finanziario

Dettagli

DAILY REPORT 18 Agosto 2014

DAILY REPORT 18 Agosto 2014 DAILY REPORT 18 Agosto 2014 Ecco qua alcune tabelle per valutare il Sistema Italia, in un momento in cui vediamo i nostri Titoli di Stato comprati come non mai, quasi si intravedesse la luce in fondo al

Dettagli

REGIONE LIGURIA Commissione Regionale Artigianato

REGIONE LIGURIA Commissione Regionale Artigianato REGIONE LIGURIA Commissione Regionale Artigianato OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SULL ARTIGIANATO E LA PICCOLA IMPRESA IN LIGURIA L Osservatorio Congiunturale sull Artigianato e la Piccola Impresa in Liguria

Dettagli

ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2

ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2 ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2 CAPITOLO 10 Crescita: i fatti principali 1) Spiegate cosa si intende per convergenza nella teoria della crescita e mostrate il grafico con cui si rappresenta. 2) Spiegate

Dettagli

Osservatorio 2. L INDUSTRIA METALMECCANICA E IL COMPARTO SIDERURGICO. I risultati del comparto siderurgico. Apparecchi meccanici. Macchine elettriche

Osservatorio 2. L INDUSTRIA METALMECCANICA E IL COMPARTO SIDERURGICO. I risultati del comparto siderurgico. Apparecchi meccanici. Macchine elettriche Osservatorio24 def 27-02-2008 12:49 Pagina 7 Osservatorio 2. L INDUSTRIA METALMECCANICA E IL COMPARTO SIDERURGICO 2.1 La produzione industriale e i prezzi alla produzione Nel 2007 la produzione industriale

Dettagli

Nei prossimi anni ingenti capitali saranno destinati al settore della green economy ; solo in Italia già oltre 3 miliardi di Euro nel 2010.

Nei prossimi anni ingenti capitali saranno destinati al settore della green economy ; solo in Italia già oltre 3 miliardi di Euro nel 2010. Note sul Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili (PAN). Nei prossimi anni ingenti capitali saranno destinati al settore della green economy ; solo in Italia già oltre 3 miliardi di Euro nel

Dettagli

Ripresa in vista ma a passo lento: previsioni CSC per l Italia nel biennio 2013-2014

Ripresa in vista ma a passo lento: previsioni CSC per l Italia nel biennio 2013-2014 Ripresa in vista ma a passo lento: previsioni CSC per l Italia nel biennio 2013-2014 Indagine Confindustria sul mercato del lavoro nel 2012 Francesca Mazzolari In Italia segnali di fine caduta e ripresa

Dettagli

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale IFFI 10 edizione VALORIZZARE L IMPRESA E ATTRARRE GLI INVESTITORI La liquidità dei mercati finanziari per lo sviluppo delle imprese Le scelte per la media impresa tra debito e capitale MILANO, 11 Novembre

Dettagli

Chi siamo In cosa crediamo In chi crediamo

Chi siamo In cosa crediamo In chi crediamo Le priorità per il 2014-2019 Chi siamo Siamo la più grande famiglia politica europea, ispirata da una visione politica di centrodestra. Siamo il Gruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo.

Dettagli

La crisi del sistema. Dicembre 2008 www.quattrogatti.info

La crisi del sistema. Dicembre 2008 www.quattrogatti.info La crisi del sistema Dicembre 2008 www.quattrogatti.info Credevo avessimo solo comprato una casa! Stiamo vivendo la più grande crisi finanziaria dopo quella degli anni 30 La crisi finanziaria si sta trasformando

Dettagli

La notizia presentata come sintesi dello studio è stata che gli italiani risparmiano di

La notizia presentata come sintesi dello studio è stata che gli italiani risparmiano di 1 di 5 11/09/2011 14:52 LA RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE ITALIANE A cura di Roberto Praderi. Come nelle elaborazioni precedenti ci siamo basati su documenti ufficiali, in questa facciamo riferimento allo 2

Dettagli

ITALIA S.P.A. uno Stato Patologico Avanzato in vendita di Gianni Cavinato L Italia è in vendita! Noi no!!!

ITALIA S.P.A. uno Stato Patologico Avanzato in vendita di Gianni Cavinato L Italia è in vendita! Noi no!!! ITALIA S.P.A. uno Stato Patologico Avanzato in vendita di Gianni Cavinato L Italia è in vendita! Noi no!!! A comprare il nostro Paese sono pronte le maggiori istituzioni finanziarie internazionali che,

Dettagli

LA QUESTIONE MERIDIONALE

LA QUESTIONE MERIDIONALE ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI Centro Linceo Interdisciplinare Beniamino Segre I LINCEI PER LA SCUOLA Lezioni Lincee di Economia Roma, 9 febbraio 2011 LA QUESTIONE MERIDIONALE Anna Giunta agiunta@uniroma3.it

Dettagli

IL QUADRO DEL CREDITO IN UMBRIA

IL QUADRO DEL CREDITO IN UMBRIA IL QUADRO DEL CREDITO IN UMBRIA Perugia, 24 ottobre 2014 In collaborazione con Impieghi: il quadro al 30/06/2014 (dati in mln di e composizione %) IMPIEGHI (in milioni di euro) 1 - IMPRESE 2 - FAMIGLIE

Dettagli

Cos è Etico nella Finanza Etica?

Cos è Etico nella Finanza Etica? Università degli Studi di Trento Educazione alla Finanza Etica, Responsabile e Felice Trento 28 novembre 2009 Struttura dell Intervento Cosa vuol dire finanza etica? Il ruolo del sistema finanziario Finanza

Dettagli

L economia italiana 169

L economia italiana 169 L economia italiana 169 3.8 Debito pubblico: perché no?! il rapporto tra il disavanzo pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 3%;! il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto

Dettagli

Agosto 2012. Osservatorio Cerved Group sui bilanci 2011

Agosto 2012. Osservatorio Cerved Group sui bilanci 2011 Agosto 2012 Osservatorio Cerved Group sui bilanci 2011 Aumentano le imprese con Ebitda insufficiente per sostenere oneri e debiti finanziari Alla ricerca della marginalità perduta Sintesi dei risultati

Dettagli

Alleanza contro la povertà

Alleanza contro la povertà Documento costitutivo della Alleanza contro la povertà - Tavolo regionale della Sardegna Le articolazioni regionali della Sardegna delle organizzazioni nazionali che aderiscono all Alleanza contro la povertà

Dettagli

Cerimonia di Consegna dei Premi Leonardo 2014. Roma, Palazzo del Quirinale - 27 Aprile 2015

Cerimonia di Consegna dei Premi Leonardo 2014. Roma, Palazzo del Quirinale - 27 Aprile 2015 Cerimonia di Consegna dei Premi Leonardo 2014 Roma, Palazzo del Quirinale - 27 Aprile 2015 Discorso del Vice Ministro allo Sviluppo Economico, Carlo CALENDA Signor Presidente della Repubblica, Autorità

Dettagli

COME CRESCERE IL MICROCREDITO IN ITALIA

COME CRESCERE IL MICROCREDITO IN ITALIA COME CRESCERE IL MICROCREDITO IN ITALIA 61 di TEODORO FULGIONE * Intervista ad Alessandro Luciano capo del progetto Monitoraggio delle politiche del lavoro con le politiche di sviluppo locale dei sistemi

Dettagli

Energia e trasporti: il ruolo del metano

Energia e trasporti: il ruolo del metano Metano e trasporti per il governo della mobilità Energia e trasporti: il ruolo del metano di Edgardo Curcio Presidente AIEE Parma, 16 marzo 2010 Centro Congressi Paganini Indice della presentazione 1.

Dettagli

CAPITOLO 18 L investimento

CAPITOLO 18 L investimento CAPITOLO 18 L investimento Domande di ripasso 1. Nel modello neoclassico dell investimento, le imprese traggono vantaggio dall aumentare la propria dotazione di capitale se la rendita reale del capitale

Dettagli

U.D.A.I. - Unione Degli Avvocati d Italia Aderente alla Consulta per la Giustizia Europea dei diritti dell Uomo Sezione di Barletta Andria Trani

U.D.A.I. - Unione Degli Avvocati d Italia Aderente alla Consulta per la Giustizia Europea dei diritti dell Uomo Sezione di Barletta Andria Trani U.D.A.I. - Unione Degli Avvocati d Italia Aderente alla Consulta per la Giustizia Europea dei diritti dell Uomo Sezione di Barletta Andria Trani CONVEGNO NAZIONALE Crisi economica e mercato del credito:

Dettagli

Evasione Fiscale. Equità Sociale. Evasione Contributiva. Sicurezza sui Luoghi di Lavoro

Evasione Fiscale. Equità Sociale. Evasione Contributiva. Sicurezza sui Luoghi di Lavoro Evasione Fiscale Equità Sociale Evasione Contributiva Sicurezza sui Luoghi di Lavoro Appunti della Camera del Lavoro di Brescia su equità sociale, evasione fiscale e contributiva, sicurezza sul lavoro

Dettagli

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SUL CUNEO FISCALE E NESSUNO VI HA MAI SPIEGATO

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SUL CUNEO FISCALE E NESSUNO VI HA MAI SPIEGATO 760 TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SUL CUNEO FISCALE E NESSUNO VI HA MAI SPIEGATO 10 Settembre 2014 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà

Dettagli

WARREN MOSLER LE SETTE INNOCENTI FRODI CAPITALI

WARREN MOSLER LE SETTE INNOCENTI FRODI CAPITALI WARREN MOSLER LE SETTE INNOCENTI FRODI CAPITALI PRIMA FRODE Il governo (quello sovrano, non quello che ha rinunciato alla sovranità come il nostro) spende ciò che raccoglie con tasse e prestiti. FALSO!

Dettagli

BANCHE CENTRALI: LA RISPOSTA ALLA CRISI. BCE E FED A CONFRONTO

BANCHE CENTRALI: LA RISPOSTA ALLA CRISI. BCE E FED A CONFRONTO 866 BANCHE CENTRALI: LA RISPOSTA ALLA CRISI. BCE E FED A CONFRONTO a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente Forza Italia EXECUTIVE SUMMARY

Dettagli

Servizi sociali per tutti

Servizi sociali per tutti Servizi sociali per tutti Servizi sociali per tutti 4 Una voce che conta per i lavoratori e le lavoratrici dei servizi sociali d Europa La FSESP è la Federazione sindacale europea dei lavoratori dei servizi

Dettagli

Mercato e crediti: evoluzione e prospettive Fiorenzo Dalu

Mercato e crediti: evoluzione e prospettive Fiorenzo Dalu Mercato e crediti: evoluzione e prospettive Fiorenzo Dalu Milano, 14 aprile 2011 La crisi finanziaria e i suoi riflessi sull economia reale La crisi internazionale Riflessi sull economia Italiana 2008

Dettagli

Fondo Monetario Internazionale e Italia

Fondo Monetario Internazionale e Italia Fondo Monetario Internazionale e Italia (analisi della Public Information Notice del 13/11/2003) Antonio Forte Tutti i diritti sono riservati INTRODUZIONE Nell ambito della funzione di sorveglianza svolta

Dettagli

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Relazioni monetarie e finanziarie si stabiliscono anche tra i residenti di un paese e i non-residenti. Le transazioni internazionali necessitano di istituzioni

Dettagli

Introduzione alla gestione del risparmio, dopo l'era dei BOT

Introduzione alla gestione del risparmio, dopo l'era dei BOT Introduzione alla gestione del risparmio, dopo l'era dei BOT A cura del Dott. Antonio Natale Hotel Ristorante Cala Moresca - 8 maggio 2010 TITOLI DI STATO E finita un epoca Due scenari per i prossimi anni

Dettagli

Rischio povertà. Una soluzione: dare dignità al mercato

Rischio povertà. Una soluzione: dare dignità al mercato Rischio povertà. Una soluzione: dare dignità al mercato Leonardo Becchetti, Angela Schito - 15/04/2009 (BENE COMUNE:NET) Una delle conseguenze della crisi che stiamo vivendo riguarderà senza dubbio le

Dettagli

Protezione sociale e agricoltura

Protezione sociale e agricoltura 16 ottobre 2015 Giornata mondiale dell alimentazione Protezione sociale e agricoltura Sasint/Dollar Photo Club Sasint/Dollar Photo Club per spezzare il ciclo della povertà rurale 16 ottobre 2015 Giornata

Dettagli