TEST CARDIOPOLMONARE DA SFORZO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "TEST CARDIOPOLMONARE DA SFORZO"

Transcript

1 TEST CARDIOPOLMONARE DA SFORZO Mario Caputi Ordinario di Malattie Respiratorie Dipartimento di Scienze Cardiotoraciche e Respiratorie: Sezione di Malattie, Fisiopatologia e Riabilitazione Respiratoria

2 ERGOSPIROMETRIA O CARDIOPULMONARY EXERCISE TEST (CPET) Il test da sforzo cardio-polmonare è una metodica relativamente non invasiva che fornisce una valutazione delle risposte integrate dei seguenti organi ed apparati: Apparato respiratorio Apparato cardiovascolare Apparato muscoloscheletrico emopoietico neuro-psicologico Il CPET viene utilizzato in quanto i test funzionali cardiaci e polmonari a riposo non predicono e non correlano con la capacità di esercizio di un individuo

3 INDICAZIONI AL CPET Valutazione della tolleranza all esercizio e determinazione del grado di impairment funzionale (VO2 di picco) Determinazione dei fattori limitanti l esercizio Sintomi sproporzionati al grado di compromissione mostrato dalle prove funzionali cardiache e respiratorie a riposo (es: diagnosi di origine della dispnea) Determinazione della magnitudo della ipossiemia ai fini di una corretta prescrizione dell O2 terapia Valutazione pre-operatoria per LVRS e per il trapianto polmonare Corretta prescrizione dell esercizio in riabilitazione cardica e respiratoria

4 CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE al CPET Recente infarto del miocardio Aritmia non controllata e sintomatica Endocardite, miocardite e pericardite Angina instabile Insufficienza cardiaca scompensata Sospetto aneurisma dissecante Stenosi aortica severa Affezioni acute in atto che possono compromettere l esercizio o essere aggravate dall esercizio (infezioni, insufficienza renale, tireotossicosi etc.) Trombosi venosa arti inferiori Embolia o infarto polmonare in fase acuta Asma non controllato Edema polmonare Desaturazione a riposo <85% Insufficienza respiratoria

5 CONTROIDICAZIONI RELATIVE al CPET Stenosi dell arteria coronarica sinistra o suo equivalente Stenosi valvolare cardiaca moderata Alterazioni elettrolitiche Ipertensione arteriosa severa non controllata Ipertensione polmonare significativa Tachiaritmie e bradiaritmie Cardiomiopatia ipertrofica Blocco atrioventricolare di grado elevato Gravidanza complicata o avanzata Alterazioni ortopediche che compromettono lo svolgimento dell esercizio

6 CPET Esistono due tipi di CPET, il test incrementale massimale (o submassimale) e il test a carico costante I test possono essere condotti con l ausilio di un cicloergometro (da preferire) o di un treadmill L analisi dei gas espirati va eseguita preferibilmente con un sistema breath by breath e con l ausilio di un computer appositamente dedicato Il test incrementale massimale va eseguito preferibilmente con la metodica a rampa in modo da incrementare il carico di lavoro in maniera più fisiologica L analisi dei gas ematici prevede l inserimento di un catetere arterioso; alternative sono la misura della SaO2 o EGA seriali

7 TEST MASSIMALE INCREMENTALE dopo alcuni minuti di riposo 2 minuti di riscaldamento (pedalata senza carico) incremento del carico di lavoro ogni minuto (test a rampa) fino a raggiungere la massima tollerabilità dell individuo (incapacità a mantenere la pedalata a rpm) il recupero avviene in un tempo variabile tra 2 e 6 minuti la durata ottimale del test deve essere intorno a 8-12 minuti l incremento del carico di lavoro viene scelto sull età e sul grado presunto di allenamento nei pazienti con dispnea da sforzo si utilizzano incrementi tra 5 e 15 W/min al termine, si valutano i sintomi che hanno determinato la fine dell esercizio (es: scala di Borg per la fatica muscolare e la dispnea)

8 TEST A CARICO COSTANTE permette una analisi dettagliata della: cinetica della ventilazione degli scambi gassosi nei soggetti normali e nei pazienti con malattie cardiovascolari e polmonari permettendo una validazione di dati ottenuti precedentemente in un test incrementale permette una analisi dettagliata delle curve flusso-volume sotto sforzo per la valutazione della iperinflazione dinamica nella BPCO

9 TEST A CARICO COSTANTE la durata dell esercizio è di solito di 6 minuti in pazienti con malattie respiratorie croniche e risposta ventilatoria rallentata può essere allungata a 8-10 minuti il carico di lavoro influenza la risposta cardiovascolare e ventilatoria allo sforzo in genere si utilizzano carichi tra il 50 e il 70% del massimo carico sostenuto durante un test incrementale precedente per carichi di lavoro moderati, in assenza di aumento sensibile del lattato arterioso, si assiste al raggiungimento di uno stato di steady state delle variabili cardiovascolari e ventilatorie dopo alcuni minuti tali carichi possono essere sostenuti per periodi prolungati di tempo

10 ANALISI DEI DATI Numerica Grafica Solo una attenta valutazione dei dati numerici e simultaneamente dei grafici ci indicano come un dato parametro si modifica nel corso del test e ci permette di giungere ad una corretta interpretazione I dati numerici vengono comunemente confrontati con valori di riferimento di una popolazione generale sedentaria L ATS ha fortemente raccomandato l uso di almeno nove grafici per una corretta interpretazione dell andamento dei vari parametri in corso di TSCP

11 I PARAMETRI VALUTABILI CON IL CPET SONO: Determinazione non invasiva Determinazione invasiva Lavoro Work rate Risposta Metabolica VO2, VCO2, RER, SOGLIA ANAEROBICA (AT) Lattato Risposta Cardiovascolare HR, ECG, BP, polso di O2 Risposta Ventilatoria VE, Vt, FR, Riserva respiratoria Scambi Gassosi Equilibrio acido-base SaO2, VE/VCO2, VE/VO2 PaO2, P(A-a)O2 PETO2, PETCO2, Vd/Vt ph, PaCO2, HCO3- Sintomi dispnea, fatica, dolore toracico

12 WORK RATE Relazione tra consumo di O2 e lavoro svolto (VO2-WR). Esprime l incremento di VO2 per carico lavorativo (watt) svolto durante un test incrementale con step ogni minuto o con modalità a rampa. (N.B. protocolli di esercizio con incrementi lavorativi superiori e prolungati determinano brusche variazioni del VO2, rendendo meno chiara la relazione VO2 WR). La pendenza della relazione VO2-WR esprime l efficienza lavorativa aerobica. Nei soggetti sani, l andamento del VO2 per incremento di carico sviluppato è definito dalla seguente relazione: Work rate = (VO2 picco VO2 al termine della fase di riscaldamento) / Watt per minuti moltiplicato (durata dell esercizio 0.75). Dove 0.75 è un fattore di correzione che considera il ritardo fra l inizio del lavoro e l esordio della relazione lineare VO2 WR. Il valore ottenuto è di 10.2 ml di O2 / min / Watt. Superata la soglia anaerobica, soprattutto nel soggetto sano, si assiste ad un incremento della pendenza di VO2 WR dovuto al maggior coinvolgimento muscolare periferico, al reclutamento dei muscoli respiratori accessori, impegnati ad elevati livelli di ventilazione, e alla conversione metabolica di acido lattico in glicogeno, attraverso il ciclo di Cori. In definitiva, la pendenza della relazione VO2 WR dipende dal tipo di esame, dalla sua durata e dalla condizione fisica del paziente.

13 CONSUMO DI O2 (VO2) Esprime la quantità di O2 consumata dal soggetto. A riposo un soggetto sano ha un consumo di circa L/min o di circa ml /min/kg. Durante lo sforzo il VO2 può superare i 4 L/min. CONSUMO MASSIMO DI O2 (VO2Max) Esprime il massimo conumo di O2 raggiunto durante esercizio affaticante che coinvolge ampie masse muscolari. Il VO2max viene raggiunto quando il consumo di O2 non aumenta (plateau), nonostante la prosecuzione dello sforzo. Il VO2Max viene generalmente raggiunto nel soggetto sano, soprattutto se allenato, cosa che invece non si verifica nel soggetto decondizionato, nei pazienti cardiopatici e in quelli pneumopatici a causa della precoce comparsa di sintomi o per la concomitanza presenza di problemi muscolari o osteoarticolari. VO2 picco Esprime il consumo di O2 misurato al picco dello sforzo in assenza di una fase di plateau. La mancata determinazione del VO2Max non esclude che il test sia massimale, soprattutto se il paziente appare esausto, se la frequenza cardiaca e la ventilazione al picco dell esercizio sono massimali o quasi, se il quoziente respiratorio (VCO2/VO2 è superiore a 1.1. Talora il VO2 picco è più elevato nei secondi immediatamente successivi all interruzione dello sforzo

14 VCO2 Esprime la quantità di CO2 prodotta ed è espressione diretta dello stato metabolico. La VCO2 nell persona sana a riposo è di circa 0:20 L/min. Nell individuo allenato può raggiungere i 4 L/min a livelli dello sforzo massimale.

15 QUOZIENTE RESPIRATORIO (RQ o RER) Il rapporto VCO2/VO2 è conosciuto con il termine di quoziente respiratorio (RQ) o respiratory exchange ratio (RER) quando questo rapporto è misurato tramite i gas espirati. Misurato in condizioni di steady state è un indice piuttosto grossolano del tipo di nutrienti prevalentemente utilizzati; un RQ= 1 indica prevalentemente il catabolismo di carboidrati; RQ=0.7 indica una mistura di carboidrati e lipidi; RQ=0.8 indica una mistura di carboidrati e proteine. Durante test incrementale il raggiungimento di un RQ> è indice di un grado di sforzo massimale.

16 POLSO DI O2 (O2 PULSE) Il rapporto VO2/HR è detto polso di O2 e riflette il consumo di O2 per ogni battito cardiaco; nel soggetto normale esso è utilizzato come stima di massima dello stroke volume (gittata cardiaca); nel soggetto normale il polso di O2 aumenta in maniera lineare per bassi carichi di lavoro e tende a formare un plateau ai carichi di lavoro più alti (normale limite cardiovascolare allo sforzo). I alcuni pazienti come quelli con BPCO il polso di O2 ha in genere un valore basso poiché il paziente presenta un limite ventilatorio allo sforzo anche se nei pazienti con malattia lieve esso può risultare nei limiti della norma. In realtà più che valutare il valore assoluto è importante seguire l andamento grafico del polso di O2; infatti un valore basso con un plateau precoce può indicare una compromissione della circolazione polmonare soprattutto se associata a desaturazione sotto sforzo.

17 SOGLIA ANAEROBICA (AT) Esprime il livello di sforzo o di consumo di O2 oltre il quale si evidenzia un incremento ematico di acido lattico con passaggio dal metabolismo aerobico a quello anaerobico. Essa può essere identificata in modo invasivo, mediante il monitoraggio dell acido lattico e/o dei bicarbonati standard su sangue arterioso, venoso e venoso misto, o non invasivo. DETERMINAZIONE NON INVASIVA Il metodo convenzionale per l identificazione non invasiva della soglia anaerobica si avvale dell analisi simultanea degli equivalenti ventilatori per l ossigeno (VE/VCO2) e per l anidride carbonica (VE/VCO2), del quoziente respiratorio (VCO2/VO2) e della pressione di fine respiro per l ossigeno (PET O2) e l anidride carbonica (PET CO2) durante esercizio.

18 La comparsa della soglia anaerobica si definisce quando la risposta iperventilatoria conseguente all incremento di produzione di CO2 si accompagna a un aumento di VE/VO2 e PETO2in assenza di variazione di VE/VCO2 e di PET CO2 in quanto l andamento della VE è consensuale a quello del VCO2: questa è la fase isocapnica dell esercizio in cui l acidosi respiratoria non si è ancora sviluppata. Successivamente, la prosecuzione dell esercizio e il derivante incremento della lattacidemia determinano un ulteriore aumento della VE, sproporzionato rispetto alla VCO2, che caratterizza un incremento del VE/VCO2 e un calo del PETCO2: a ciò corrisponde una VCO2 in eccesso rispetto al VO2, e il conseguimento di un quoziente respiratorio (VCO2/VO2) superiore a 1.

19 Il metodo precedentemente descritto, si basa sulla risposta ventilatoria conseguente all incremento della VCO2. Siccome tale risposta può essere alterata in presenza di disturbi del controllo del respiro e/o di patologie meccaniche polmonari, è stato introdotto un metodo alternativo definito metodo V-slope Utilizza l andamento del VCO2 e la sua relazione con il VO2 Al di sotto della soglia anaerobica esiste una relazione lineare fra VCO2 e VO2 mentre, superata la sogli anaerobica, l incremento della lattacidemia determina un addizionale VCO2 con conseguente variazione della pendenza della relazione VCO2-VO2 Il metodo V-slope esige il campionamento breath by breath. VCO VO2 La pendenza della relazione VCO2 VO2, prima della soglia anaerobica è uguale a 1 e corrisponde ad una retta parallela (linea di identità) all ipotenusa di un triangolo isoscele, raggiunta la soglia anaerobica, la relazione VCO2 VO2 si discosta dalla linea di identità e il VO2 corrispondente al punto di flessione rappresenta il valore della soglia anaerobica ventilatoria (SAV).

20 VENTILAZIONE MINUTO (VE) Esprime il volume totale di gas espirato al minuto. Un soggetto normale respira da 5 a 10 L/min a riposo. Durante lo sforzo questo valore può superare i 100 L/min e può raggiungere i 200 L/min nel soggetto allenato. VOLUME TIDAL (Vt) Esprime il volume di aria mobilizzato per ogni atto respiratorio ed è pari a 500 ml FREQUENZA RESPIRATORIA (FR) Numeri di atti respiratori in un minuto VENTILAZIONE MINUTO (VE) Esprime il volume totale di gas espirato al minuto. Un soggetto normale respira da 5 a 10b L/min a riposo. Durante lo sforzo questo valoe può superare i 100 L/min e può aggiungere i 200 L/min nel soggetto allenato

21 EQUIVALENTE VENTILATORIO PER LA CO2 (VE/VCO2) Esprime il rapporto tra i litri di ventilazione e i litri di CO2 prodotti al minuto ed è calcolato dividendo la VE per la CO2. Nelle perone sane il rapporo varia da 25 a 35 litri/litri di VCO2. EQUIVALENTE VENTILATORIO PER L O2 (VE/VO2) Esprime il rapporto tra i litri di ventilazione e i litri di O2 consumai al minuto ed è calcolato dividendo la VE per il O2. Nelle persone sane il rapporto rimane compreso nell intervallo da 20 a 30 litri/litro di O2 fino a che non sono stati raggiunti i più alti livelli di lavoro. Quando si oltrepassa la soglia anaerobica, per pareggiare la maggiore produzione di CO2 si ha anche un aumento dell equivalente ventilatorio per l O2.

22 PETCO2 Esprime la pressione di CO2 di fine espirazione misurata alla bocca e può essere considerata nel soggetto normale uguale alla pressione parziale alveolare media di CO2 (PACO2) e alla pressione arteriosa di CO2 (PaCO2). Nel soggetto normale la PaCO2 e la PETCO2 presentano un gradiente che oscilla tra 1 e 5. PETO2 Esprime la pressione di O2 nell aria di fine espirazione misurata alla bocca

23 RAPPORTO VENTILAZIONE SPAZIO MORTO E VOLUME CORRENTE (Vd/Vt) Esprime il rapporto tra la ventilazione dello spazio morto e il volume Tidal. Nel soggetto adulto il rapporto varia tra Insieme alla differenza di pressione parziale di O2 alveolare e arteriosa (PA-aO2) e quella di CO2 arteriosa e di fine espirazione (Pa-PETCO2) sono utilizzati nella valutazione del rapporto ventilazione-perfusione polmonare in esercizio e quindi contribuiscono a definire il ruolo delle patologie respiratorie vascolari e interstiziali nella genesi della limitazione funzionale o nella comparsa di sintomi. I limiti di questi parametri sono legati alla difficoltà di misurazione, che attualmente non può prescindere dalla determinazione invasiva delle pressioni parziali di O2 e di CO2 e dalla necessità di una stabilità metabolica in esercizio.

24 RELAZIONE CONSUMO DI O2 E LAVORO SVOLTO (VO2-WR) Esprime l incremento di VO2 per carico lavorativo (watt) svolto durante un test incrementale con step ogni minuto o con modalità a rampa. Protocolli di esercizio con incrementi lavorativi superiori e prolungati determinano brusche variazioni del VO2, rendendo meno chiara la relazione VO2-WR. La pendenza della relazione VO2-WR esprime l efficienza lavorativa aerobica. In soggetti sani, l andamento di VO2 per incremento di carico sviluppato è definito dalla seguente relazione: VO2-WR = (VO2 picco VO2 al termine della fase di riscaldamento) / Watt per min. per durata dell esercizio 0.75) Dove 0.75 è un fattore di correzione che considera il ritardo fra l inizio del lavoro e l esordio della relazione lineare VO2 WR. Il valore ottenuto è di ml O2/min/watt. Superata la soglia anaerobica, soprattutto nel soggetto sano, si assiste ad un incremento della pendenza di VO2 WR dovuto al maggior coinvolgimento muscolare periferico, al reclutamento dei muscoli respiratori accessori, impegnati a elevati livelli di ventilazione, e alla conversione metabolica di acido lattico in glicogeno, attraverso il ciclo di Cori. In definitiva, la pendenza della relazione VO2-WR dipende dal tipo di esame, dalla durata e dalla condizione fisica del paziente.

25 VALORI DI NORMALITA VO2 max o di picco 84% del predetto Soglia anaerobica >40% VO2 max predetto (ampio range 40-80%) Frequenza cardiaca Riserva cardiaca >90% del predetto per età <15 battiti/min Pressione arteriosa <220/90 Polso di O2 (VO2/FC) >80% del predetto Riserva ventilatoria Vemax/MVVx100: <85% Frequenza respiratoria <60 atti/min VE/VCO2 alla AT <34 Vd/Vt PaO2 P(A-a)O2 <0.28; <0.30 per età >40 anni >80 mm Hg <35 mm Hg

26 PARAMETRI COPD ILD PVD CHF OBESITY DECONDITIONATED VO2 Max / Peak 1 decreased 1 decreased 1 decreased 1 decreased 1 decreased for 1 decreased actual, normal for ideal weight AT 1 normal 2 decreased 3 indeterminated 1 normal 2 decreased 1 decreased 1 decreased 1 normal 1 normal 2 decreased PEAK HR 1 decreased 2 normal in mild PATTERNS DI RISPOSTA AL CPET 1 decreased 1 normal 2 slightly decreased 1 variable 2 normal in mid 1 normal 2 slightly decreased 1 normal 2 slightly decreased O2 PULSE 1 normal 1 normal 1 normal 1 decreased 1 normal 1 decreased 2 decreased 2 decreased 2 decreased (VE/MVV) % 1 increased 1 normal 1 normal 1 normal 1 normal 1 normal 2 increased 2 increased 2 decreased 2 increased VE/VCO2 (at 1 increased 1 increased 1 increased 1 increased 1 normal 1 normal AT) Vd/Vt 1 increased 1 increased 1 increased 1 increased 1 increased 1 normal PaO2 1 variable 1 decreased 1 decreased 1 normal 1 normal, may 1 normal increase P(A-a) O2 1variable 2 usually increased 1 increased 1 increased 1 usually normal 1 may decrease 1 normal Legenda: COPD, chronic obstructive pulmonary disease; ILD, interstitial lung disease; PVD, pulmonary vascular disease; CHF, chronic heart failure.

27 INTERPRETAZIONE DEL CPET 1. Risposta Metabolica 2. Risposta Cardiovascolare 3. Risposta Ventilatoria 4. Scambi Gassosi Polmonari 5. Sintomi

28 1. RISPOSTA METABOLICA Consumo di Ossigeno Produzione di CO2 Relazione VO2-Work rate Quoziente respiratorio Soglia anaerobica VO2 VCO2 VO2-WR RR o RER AT

29 RISPOSTA METABOLICA CONSUMO DI O2 (VO2) Nel soggetto normale il valore di VO2 plottato contro il lavoro svolto (Work Rate o WR) aumenta in maniera piuttosto lineare fino a raggiungere un plateau che è detto VO2max; talvolta l esercizio termina prima del raggiungimento del plateau per il sopraggiungere di sintomi e il valore massimo di VO2 raggiunto è allora detto VO2 di picco Nel soggetto con BPCO il VO2 di picco può essere: 1) nei limiti della norma (>84% del predetto) o più frequentemente 2) inferiore al valore predetto per il sopraggiungere di un limite prevalentemente ventilatorio allo sforzo fisico

30 RISPOSTA METABOLICA PRODUZIONE DI CO2 (VCO2) Nel soggetto normale il valore di VCO2 plottato contro il lavoro svolto (Work Rate o WR) aumenta in maniera piuttosto lineare fino al raggiungimento della fase di metabolismo anaerobico A questo livello si assiste ad un ulteriore incremento della VCO2; ciò è particolarmente evidente nella relazione VCO2/VO2 in cui i due valori aumentano in maniera simile e lineare fino al punto in cui la VCO2 si impenna, per il sopravvenire del metabolismo anaerobico a livello muscolare, determinando un cambio netto della pendenza della relazione.

31 RISPOSTA METABOLICA RELAZIONE VO2 -WORK RATE (VO2 -WR) Lo slope VO2/ WR riflette l efficienza della conversione metabolica dei nutrienti in lavoro meccanico e stima l efficienza meccanica del sistema muscolo-scheletrico; tale valore è indipendente da sesso, età e altezza ed è pari a ml/min per watt. Nel soggetto con BPCO lo slope VO2/ WR può essere: 1) nei limiti della norma 2) o inferiore al predetto per un inadeguato apporto di O2 ai muscoli.

32 SOGGETTO SANO: RELAZIONE VO2 - LAVORO

33 BPCO: RELAZIONE VO2 - LAVORO

34 RISPOSTA METABOLICA QUOZIENTE RESPIRATORIO (RQ o RER) Il rapporto VCO2/VO2 è conosciuto con il termine di: quoziente respiratorio (RQ) o respiratory exchange ratio (RER) quando questo rapporto è misurato tramite i gas espirati. Misurato in condizioni di steady state è un indice piuttosto grossolano del tipo di nutrienti prevalentemente utilizzati; un RQ= 1 indica prevalentemente il catabolismo di carboidrati; RQ=0.7 indica una mistura di carboidrati e lipidi; RQ=0.8 indica una mistura di carboidrati e proteine. Durante test incrementale il raggiungimento di un RQ> è indice di un grado di sforzo massimale.

35 SOGGETTO SANO: QUOZIENTE RESPIRATORIO

36 BPCO: QUOZIENTE RESPIRATORIO

37 RISPOSTA METABOLICA SOGLIA ANAEROBICA (AT) Nel soggetto normale la soglia anaerobica viene raggiunta approssimativamente al di sopra del 40% del VO2 max. La determinazione del raggiungimento della soglia anaerobica può essere: 1) invasiva (valutazione dei lattati o dei bicarbonati ematici) 2) o non invasiva (metodo del V-slope o degli Equivalenti Ventilatori).

38 Nel soggetto con BPCO la soglia anaerobica può essere nei limiti della norma precoce o addirittura non raggiunta. Il raggiungimento precoce indica un precoce inizio del metabolismo anaerobico a livello muscolare che può dipendere da diversi meccanismi che possono tra di loro sommarsi: 1) un inadeguato apporto di O2 ai muscoli, 2) un alterazione del metabolismo ossidativo muscolare 3) o un coesistente decondizionamento fisico

39 SOGGETTO SANO: SOGLIA ANAEROBICA METODO DEL V - SLOPE

40 BPCO: SOGLIA ANAEROBICA METODO DEL V- SLOPE

41 RISPOSTA CARDIOVASCOLARE a. Frequenza cardiaca HR e Relazione HR -VO2 b. Polso di O2 O2 pulse c. Risposta pressoria BPR d. Risposta ECG

42 RISPOSTA CARDIOVASCOLARE FREQUENZA CARDIACA (HR) E RELAZIONE HR-VO2 Nel soggetto normale la HR (Heart Rate) aumenta in maniera piuttosto lineare con l incremento del VO2 fino a raggiungere un valore massimo che in genere è pari a età o (età x 0.65). Al termine dell esercizio il raggiungimento del VO2 teorico, della massima frequenza cardiaca e l assenza di riserva cardiaca indicano uno sforzo massimale e un normale limite cardiovascolare allo sforzo. In genere nel paziente con BPCO la HR sale in maniera normale rispetto al VO2 sebbene, soprattutto nei pazienti più compromessi, possa esserci riserva cardiaca significativa ad indicare il sopraggiungere di un limite ventilatorio allo sforzo.

43 RISPOSTA CARDIOVASCOLARE POLSO DI O2 (O2 PULSE) Il rapporto VO2/HR è detto polso di O2 e riflette il consumo di O2 per ogni battito cardiaco; Nel soggetto normale esso è utilizzato come stima di massima dello stroke volume (gittata cardiaca); Nel soggetto normale il polso di O2 aumenta in maniera lineare per bassi carichi di lavoro e tende a formare un plateau ai carichi di lavoro più alti (normale limite cardiovascolare allo sforzo). Nel soggetto con BPCO il polso di O2 ha in genere un valore basso poiché il paziente presenta un limite ventilatorio allo sforzo, ma nei pazienti con malattia lieve esso può risultare nei limiti della norma; Più del valore assoluto è importante valutare l andamento grafico del polso di O2; infatti un valore basso con un plateau precoce può indicare una compromissione della circolazione polmonare, soprattutto se associata a desaturazione sotto sforzo.

44 SOGGETTO SANO: RISPOSTA CARDIOVASCOLARE

45 BPCO: RISPOSTA CARDIOVASCOLARE

46 RISPOSTA PRESSORIA (BPR) La pressione arteriosa sistolica aumenta in maniera lineare con l incremento dell esercizio fino a raggiungere un valore massimo, mentre la pressione diastolica si mantiene costante. Una risposta anomala può prevedere un incremento eccessivo, o una caduta della pressione con l esercizio. Un eccessivo incremento si verifica in soggetti con ipertensione; Una caduta della pressione durante esercizio è un indicazione all interruzione dell esercizio stesso in quanto essa potrebbe dipendere da scompenso cardiaco acuto, ischemia, stenosi aortica, malattia vascolare polmonare o ostruzione venosa centrale. Nel soggetto con BPCOla rispos ta pressoria è per lo più nei limiti della norma.

47 RISPOSTA VENTILATORIA Domanda e Capacità Ventilatoria Pattern e timing ventilatorio Riserva Ventilatoria Relazioni VE vs VO2 e VE vs VCO2 Equivalenti ventilatori per VO2 e VCO2 End tidal PO2 e PCO2 Tecniche emergenti per la valutazione della limitazione ventilatoria

48 RISPOSTA VENTILATORIA DOMANDA E CAPACITA VENTILATORIA La domanda ventilatoria è dipendente da diversi fattori quali la richiesta metabolica, il grado di acidosi lattica, la ventilazione dello spazio morto, decondizionamento fisico, peso corporeo etc. La VE è direttamente proporzionale a VCO2 La capacità ventilatoria è tradizionalmente misurata a riposo come Massima Ventilazione Volontaria (MVV) Oggi si tende però ad utilizzare la formula FEV1x37.5 che è più riproducibile ed attendibile della MVV Nel BPCO la domanda ventilatoria a riposo e ad ogni dato livello di esercizio è incrementata e la capacità ventilatoria è invece ridotta.

49 RISPOSTA VENTILATORIA PATTERN E TIMING VENTILATORIO L aumento di VE con l esercizio è associato sia all incremento del Volume tidal (Vt) che della Frequenza Respiratoria (FR); l incremento avviene prima a carico del Vt e poi in un secondo momento, quando l esercizio è al 70-80% del picco massimo, avviene l incremento della FR; Vt arriva ad un plateau in genere al 50-60% del valore di CV. Vt aumenta da 3 a 5 volte nei giovani e da 2 a 4 volte negli anziani; la FR aumenta 2 o 3 volte nella maggior parte dei soggetti, negli atleti anche 6 o 7 volte. Nei soggetti sani l incremento di Vt è legato alla riduzione dell End Expiratory Lung Volume (EELV) e ad un incremento maggiore dell End Inspiratory Lung Volume (EILV); l incremento della FR determina un incremento del rapporto Ti/Ttot (per riduzione progressiva del Te) da 0.4 a riposo fino a al picco di esercizio.

50 PATTERN E TIMING VENTILATORIO Nel soggetto con BPCO può verificarsi iperinflazione polmonare dinamica a causa della limitazione al flusso espiratorio: in questo caso l aumento del Vt non può normalmente verificarsi e si assiste all aumento dell EELV e alla riduzione della capacità inspiratoria con conseguente incremento della dispnea.

51 RISPOSTA VENTILATORIA RISERVA VENTILATORIA La riserva ventilatoria equivale alla differenza esistente tra MVV e VEmax raggiunta al picco dell esercizio; la MVV può essere misurata direttamente o può essere stimata con la formula FEV1x37,5; normalmente VEmax/MVVx100 <85% con ampio range di normalità (72 ± 15). Nel soggetto con BPCO la riserva ventilatoria può essere ridotta o totalmente esaurita ad indicare un limite ventilatorio allo sforzo

52 SOGGETTO SANO: STRATEGIA VENTILATORIA

53 BPCO: STRATEGIA VENTILATORIA

54 RISPOSTA VENTILATORIA RELAZIONI VE vs VO2 e VE vs VCO2 La relazione VE -VO2 e soprattutto quella VE -VCO2 analizzano la risposta ventilatoria alla richiesta metabolica durante esercizio; nel soggetto sano all acme dell esercizio necessitano L di VE per eliminare 1 L di CO2 ed incrementi possono segnalarci la presenza di alterazioni del rapporto Vd/Vt (es. BPCO) o che il set point per la PaCO2 è basso.

55 SOGGETTO SANO: RELAZIONE VE - VO2

56 BPCO: RELAZIONE VE - VO2

57 SOGGETTO SANO: RELAZIONE VE - VCO2

58 BPCO: RELAZIONE VE - VCO2

59 RISPOSTA VENTILATORIA EQUIVALENTI VENTILATORI PER O2 e CO2 I rapporti VE/VO2 e VE/VCO2 sono detti equivalenti ventilatori e indicano quanti litri di ventilazione sono necessari per assumere rispettivamente 1 litro di O2 e eliminarne 1 di CO2; Vengono plottati contro il valore di VO2 o di Work rate.

60 Gli equivalenti ventilatori hanno un trend in discesa iperbolica fino a raggiungere un valore minimo o nadir al livello della AT; Poi aumenta prima solo VE/VO2 per l inserirsi del metabolismo anaerobico, e il conseguente incremento di produzione di CO2 e della ventilazione; Per questo stesso motivo l equivalente ventilatorio per la CO2 si mantiene invece costante; Successivamente incrementa anche VE/VCO2 per il normale compenso ventilatorio all acidosi metabolica; alti valori di VE/VCO2 al nadir indicano alterazioni di Vd/Vt e alterazioni del rapporto ventilo-perfusivo e sono la regola nel soggetto BPCO.

61 SOGGETTO SANO: EQUIVALENTI VENTILATORI

62 BPCO: EQUIVALENTI VENTILATORI

63 RISPOSTA VENTILATORIA END TIDAL O2 e CO2 (PETO2 e PETCO2) PET CO2 aumenta durante il test incrementale fino al raggiungimento della AT; dopo il raggingimento di AT si stabilizza e infine cade quando VE/VCO2 aumenta; il periodo in cui PET CO2 è stabile è detto tamponamento isocapnico. PET O2 si riduce durante il test incrementale, poi inizia ad aumentare con il raggiungimento della AT e con il susseguente incremento di VE/VO2. Una caduta di PET CO2 quando VE/VCO2 è alto indica iperventilazione mentre un valore di PET CO2 stabile quando VE/VCO2 è alto indica un incremento di ventilazione dello spazio morto.

64 SOGGETTO SANO: END TIDAL O2 e CO2

65 BPCO: END TIDAL O2 e CO2

66 RISPOSTA VENTILATORIA TECNICHE EMERGENTI PER LA VALUTAZIONE DELLA LIMITAZIONE VENTILATORIA La valutazione delle curve flusso volume del tidal volume (extfvl) durante esercizio in relazione alla curva flusso volume massimale (MFVL) è un indice visuale affidabile della relazione esistente tra domanda ventilatoria e capacità ventilatoria nel paziente con BPCO e non solo; viene valutato molto bene il fenomeno della iperinflazione dinamica

67 CURVE FLUSSO VOLUME TIDAL DURANTE ESERCIZIO vs CURVA FLUSSO VOLUME MASSIMALE: SOGGETTI SANI

68 CURVE FLUSSO VOLUME TIDAL DURANTE ESERCIZIO vs CURVA FLUSSO VOLUME MASSIMALE: BPCO

69 IPERINFLAZIONE POLMONARE DINAMICA: BPCO

70 FLUSSO LIMITAZIONE SENZA IPERINFLAZIONE: BPCO

71 SCAMBI GASSOSI POLMONARI PaO2 e PaCO2 Gradiente alveolo-arterioso di O2. P(A-a)O2 Rapporto tra volume dello spazio morto e volume tidal. Vd/Vt

72 SCAMBI GASSOSI POLMONARI GRADIENTE ALVEOLO-ARTERIOSO DI O2. PA-aO2 Il gradiente alveolo arterioso di O2 è utilizzato per comprendere i meccanismi di una caduta del livello di PaO2 durante esercizio; infatti un gradiente nella norma in presenza di una caduta di PaO2 indica una ipoventilazione o un alterata risposta della meccanica ventilatoria all esercizio; un incremento del gradiente in presenza di una caduta di PaO2 è associata ad alterazioni del rapporto V/Q, alterazioni della diffusione, shunt o ad un meccanismo misto. Normalmente il gradiente si incrementa sotto sforzo fino ad un massimo di 35 mm Hg; oltre tale valore e soprattutto al di sopra di 50 mm Hg le anomalie di scambio sono la regola. Nel paziente con BPCO è possibile mediante TSCP valutare attentamente l ipossiemia e i meccanismi sottostanti.

Dopo la ventilazione alveolare, il passaggio successivo del processo respiratorio consiste nella diffusione dell O 2 dagli alveoli al sangue e della

Dopo la ventilazione alveolare, il passaggio successivo del processo respiratorio consiste nella diffusione dell O 2 dagli alveoli al sangue e della Dopo la ventilazione alveolare, il passaggio successivo del processo respiratorio consiste nella diffusione dell O 2 dagli alveoli al sangue e della CO 2 in direzione opposta. L aria che respiriamo è una

Dettagli

Effetti dell attivita fisica. Dott. Pietro Palermo

Effetti dell attivita fisica. Dott. Pietro Palermo Effetti dell attivita fisica Dott. Pietro Palermo Perché fare attività fisica? Ad ognuno il proprio spazio Fare attività fisica non vuol dire solo evitare di ingrassare! Determinanti della Capacità di

Dettagli

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA INCAPACITA VENTILATORIA (flussi e/o volumi alterati alle PFR) INSUFFICIENZA RESPIRATORIA (compromissione dello scambio gassoso e/o della ventilazione alveolare) Lung failure (ipoossiemia) Pump failure

Dettagli

Il training fisico nel paziente scompensato

Il training fisico nel paziente scompensato Il training fisico nel paziente scompensato Il training nel paziente con scompenso cardiaco stabile: Migliora la funzione vascolare periferica, muscolare e metabolica Migliora la funzione respiratoria

Dettagli

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA ACUTA. Approccio razionale dal territorio al PS

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA ACUTA. Approccio razionale dal territorio al PS INSUFFICIENZA RESPIRATORIA ACUTA Approccio razionale dal territorio al PS Dr. Giorgio Bonari 118 LIVORNO LA RESPIRAZIONE CO2 O2 LA RESPIRAZIONE 1) Pervietà delle vie aeree 2) Ventilazione 3) Scambio Alveolare

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA PRESCRIZIONE DELL ESERCIZIO FISICO

LINEE GUIDA PER LA PRESCRIZIONE DELL ESERCIZIO FISICO LINEE GUIDA PER LA PRESCRIZIONE DELL ESERCIZIO FISICO A cura di: dr Luciano Bissolotti Prima di prescrivere un programma d allenamento è necessaria una accurata valutazione clinica. In particolare, la

Dettagli

VALUTAZIONE PREOPERATORIA

VALUTAZIONE PREOPERATORIA VALUTAZIONE PREOPERATORIA Per sottoporre il paziente ad intervento di resezione polmonare è necessario un accurato studio fisiopatologico al fine di valutare: - il rischio di complicanze cardiorespiratorie

Dettagli

PUMP FAILURE LUNG FAILURE FATIGUE MECCANISMI FISIOPATOLOGICI DELLA I.R.A. Compromissione della ventilazione. Compromissione dello scambio gassoso

PUMP FAILURE LUNG FAILURE FATIGUE MECCANISMI FISIOPATOLOGICI DELLA I.R.A. Compromissione della ventilazione. Compromissione dello scambio gassoso MECCANISMI FISIOPATOLOGICI DELLA I.R.A. LUNG FAILURE (EPA, ARDS, etc.) Compromissione dello scambio gassoso IPOSSIEMIA PUMP FAILURE (BPCO, cifoscoliosi, etc.) Compromissione della ventilazione IPOSSIEMIA

Dettagli

MISURA DELLA SPESA ENERGETICA NELL UOMO

MISURA DELLA SPESA ENERGETICA NELL UOMO MISURA DELLA SPESA ENERGETICA NELL UOMO PRINCIPI GENERALI Variazione di energia ( U)( U U = w + h lavoro calore PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE DELL ENERGIA ENERGIA nell organismo umano l energia chimica dei

Dettagli

DAVIDE GIROLA - ANGELA VENNARI CAPITOLO 1 CORONAROPATIE

DAVIDE GIROLA - ANGELA VENNARI CAPITOLO 1 CORONAROPATIE CAPITOLO 1 CORONAROPATIE INTRODUZIONE Per vivere e per svolgere la sua funzione di pompa, contraendosi e rilasciandosi ritmicamente, il muscolo cardiaco (miocardio) ha bisogno del continuo, incessante

Dettagli

CHE COS È LA BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)?

CHE COS È LA BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)? CHE COS È LA BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)? La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è un quadro nosologico caratterizzato dalla progressiva limitazione del flusso aereo che non è completamente

Dettagli

Corso integrato: Monitoraggio e valutazione III Dott.ssa Silvia Pogliaghi

Corso integrato: Monitoraggio e valutazione III Dott.ssa Silvia Pogliaghi Corso integrato: Monitoraggio e valutazione III Dott.ssa Silvia Pogliaghi Contenuti formativi L obiettivo del corso è l acquisizione di conoscenze e competenze di misura, monitoraggio e valutazione degli

Dettagli

Pressione Positiva Continua CPAP

Pressione Positiva Continua CPAP FADOI ANIMO Bologna, 17 maggio 2010 La ventilazione non invasiva Pressione Positiva Continua CPAP Dott. G. Bonardi Pneumologia e Fisiopatologia Respiratoria Medicina Generale Az.Ospedaliera Ospedale Civile

Dettagli

Riabilitazione Respiratoria. Linee guida American Thoracic Society Luglio 07

Riabilitazione Respiratoria. Linee guida American Thoracic Society Luglio 07 Riabilitazione Respiratoria Linee guida American Thoracic Society Luglio 07 Definizione (American Thoracic Society) La riabilitazione polmonare è attività terapeutica multidisciplinare basata EBM, rivolta

Dettagli

ATTIVITA SPORTIVA NELLA RIABILITAZIONE

ATTIVITA SPORTIVA NELLA RIABILITAZIONE ATTIVITA SPORTIVA NELLA RIABILITAZIONE Sala Farnese Palazzo d Accursio Bologna, 16 Giugno 2012 Gianfranco Tortorici U.O. Cardiologia Ospedale Maggiore, Bologna MORTALITA IN ITALIA (ISTAT) 2% 3% 5% 5% 9%

Dettagli

Valvulopatie. Stenosi Mitralica Insufficienza Mitralica

Valvulopatie. Stenosi Mitralica Insufficienza Mitralica Valvulopatie Stenosi Mitralica Insufficienza Mitralica Stenosi Mitralica:Eziologia Patologia ormai rara nei paesi sviluppati:nella quasi totalità dei casi è di origine reumatica. Predilige il sesso femminile

Dettagli

MEDICINA DELLO SPORT LEZIONE 2 FISIOPATOLOGIA DELL APPARATO CARDIOVASCOLARE

MEDICINA DELLO SPORT LEZIONE 2 FISIOPATOLOGIA DELL APPARATO CARDIOVASCOLARE MEDICINA DELLO SPORT LEZIONE 2 FISIOPATOLOGIA DELL APPARATO CARDIOVASCOLARE ANATOMIA DEL CUORE Il cuore è un organo cavitario dell app. cardiovascolare situato nella cavità toracica tra i due polmoni e

Dettagli

BPCO in medicina generale. Dal sospetto alla diagnosi, alla stadiazione di malattia

BPCO in medicina generale. Dal sospetto alla diagnosi, alla stadiazione di malattia BPCO in medicina generale. Dal sospetto alla diagnosi, alla stadiazione di malattia BPCO: Definizione quadro caratterizzato da persistente ostruzione al flusso aereo la riduzione del flusso è di solito

Dettagli

Linee guida in ecocardiografia

Linee guida in ecocardiografia Linee guida in ecocardiografia Maria Cuonzo Cardiologia Utic Ospedale M. Sarcone Terlizzi Poche metodologie hanno subito una applicazione così vasta ed una diffusione cosi capillare nella pratica clinica

Dettagli

19/01/12 ASL 04. La ventilazione in SLEEP APNEA -BILEVEL. Sestri levante 21-10-2011. Pellegrina Moretti

19/01/12 ASL 04. La ventilazione in SLEEP APNEA -BILEVEL. Sestri levante 21-10-2011. Pellegrina Moretti ASL 04 La ventilazione in SLEEP APNEA -BILEVEL Sestri levante 21-10-2011 Pellegrina Moretti BILEVEL OBIETTIVI:migliorare ventilazione alveolare migliorare ossigenazione arteriosa prevenire atelettasia

Dettagli

PAZIENTE CON INFLUENZA A (H1N1) SOSPETTA O CERTA E SEGNI DI SCOMPENSO CARDIORESPIRATORIO. Diagnosi di ALI o ARDS da virus H1N1

PAZIENTE CON INFLUENZA A (H1N1) SOSPETTA O CERTA E SEGNI DI SCOMPENSO CARDIORESPIRATORIO. Diagnosi di ALI o ARDS da virus H1N1 PAZIENTE CON INFLUENZA A (H1N1) SOSPETTA O CERTA E SEGNI DI SCOMPENSO CARDIORESPIRATORIO SpO2 < 90% con O 2 in maschera a 10 l/min Acidosi respiratoria con ph < 7.25 Evidenza clinica di imminente distress

Dettagli

Andamento della pressione

Andamento della pressione Il gradiente pressorio per la circolazione sanguigna è generato dalla pompa del cuore Vasi di trasporto veloce a bassa resistenza Vasi di resistenza Vasi di capacitanza Legge di Poiseuille: P = GS x R

Dettagli

ALTITUDINE E MALATTIE RESPIRATORIE

ALTITUDINE E MALATTIE RESPIRATORIE CLUB ALPINO ITALIANO COMMISSIONE INTERREGIONALE MEDICA VFG 2 CONVEGNO INTERREGIONALE MONTAGNA PER TUTTI: PROBLEMATICHE MEDICHE Centro di Formazione per la Montagna Passo Pordoi 9-10 ottobre 2004 ALTITUDINE

Dettagli

K.B.: respiro corto e tosse. Dr. Paolo Pretto Servizio Pneumologico Aziendale Azienda sanitaria dell Alto Adige

K.B.: respiro corto e tosse. Dr. Paolo Pretto Servizio Pneumologico Aziendale Azienda sanitaria dell Alto Adige K.B.: respiro corto e tosse Dr. Paolo Pretto Servizio Pneumologico Aziendale Azienda sanitaria dell Alto Adige K.B. Uomo di 40 anni, agricoltore, fumatore (25 packyears), giuntoci alla prima osservazione

Dettagli

Sabato 21 Febbraio 2015 TITOLO DEL CORSO: Novità nella gestione e nella terapia di alcune patologie croniche

Sabato 21 Febbraio 2015 TITOLO DEL CORSO: Novità nella gestione e nella terapia di alcune patologie croniche AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO MEDICI DI MEDICINA GENERALE Sabato 21 Febbraio 2015 TITOLO DEL CORSO: Novità nella gestione e nella terapia di alcune patologie croniche Responsabile del corso Dr. : Tesei Fiorenzo

Dettagli

Cardiomiopatia Ipertrofica. www.anestesia.tk

Cardiomiopatia Ipertrofica. www.anestesia.tk Cardiomiopatia Ipertrofica Malattia miocardica primitiva Geneticamente determinata Ampio spettro di presentazione morfologica, fisiopatologica, i i molecolare l Prevalenza 1/500 della popolazione generale

Dettagli

Le Prove di funzionalità respiratoria (PFR) e i parametri valutativi in pneumologia. B. Macciocchi V. Cilenti P.Scavalli

Le Prove di funzionalità respiratoria (PFR) e i parametri valutativi in pneumologia. B. Macciocchi V. Cilenti P.Scavalli Le Prove di funzionalità respiratoria (PFR) e i parametri valutativi in pneumologia B. Macciocchi V. Cilenti P.Scavalli Test di funzionalità polmonare Indagano: La Ventilazione: Prove di Funzionalità Respiratoria

Dettagli

Risposte fisiologiche in diversi sport ciclici

Risposte fisiologiche in diversi sport ciclici Risposte fisiologiche in diversi sport ciclici Fisiologia della prestazione sportiva Università degli Studi di Verona Scienze Motorie aa 2012-1013 1 Le caratteristiche fisiologiche non sono le uniche

Dettagli

Insufficienza respiratoria

Insufficienza respiratoria Table of Contents Insufficienza respiratoria... 2 L'ipossiemia... 2 L'ipercapnia...5 La ventilazione... 7 I due tipi di insufficienza respiratoria...8 Diagnosi e terapia dell'insufficienza respiratoria

Dettagli

Trasporto O 2 nel sangue

Trasporto O 2 nel sangue Trasporto O 2 nel sangue 97% legato all Hb nei globuli rossi 3% fisicamente disciolto, determina il valore di po 2 Trasporto O 2 nel plasma Trasporto O 2 legato ad Hb SaturazioneHb 97% 0.3 ml/100ml 19.4

Dettagli

Come si fa e come si legge un cateterismo cardiaco destro: esempi pratici. Francesca Luisi U.O. di Pneumologia e UTIR Ospedale San Giuseppe Milano

Come si fa e come si legge un cateterismo cardiaco destro: esempi pratici. Francesca Luisi U.O. di Pneumologia e UTIR Ospedale San Giuseppe Milano Come si fa e come si legge un cateterismo cardiaco destro: esempi pratici Francesca Luisi U.O. di Pneumologia e UTIR Ospedale San Giuseppe Milano INDICAZIONI AL CATETERISMO CARDIACO DESTRO INDICAZIONI

Dettagli

VALVULOPATIE ANATOMIA VALVOLARE Le valvole cardiache sono le strutture che separano fra di loro le camere cardiache (atri e ventricoli) e queste ultime dai grandi vasi (aorta ed arteria polmonare). Le

Dettagli

Tetralogia di Fallot

Tetralogia di Fallot Tetralogia di Fallot Mortalità 0-5% - sindromici,, anomalie associate Reinterventi 10% (?) - Insufficienza polmonare - Stenosi residue / ricorrenti - DIV residuo - Endocarditi - Aritmie (blocco AV 2%)

Dettagli

Zhepyr BioHarness 3.0

Zhepyr BioHarness 3.0 Zhepyr BioHarness 3.0 CHE COSA È BIOHARNESS 3.0 CHE COSA È Body Sensor Network Sensore indossabile Non invasivo Multiparametrico Algoritmi di calcolo Fornisce Carico dell atleta Stato psicofisico Preparazione

Dettagli

GESTIONE DEI PAZIENTI CON INFLUENZA DA VIRUS A/H1N1 RICOVERATI CON SINDROMI GRAVI E COMPLICATE

GESTIONE DEI PAZIENTI CON INFLUENZA DA VIRUS A/H1N1 RICOVERATI CON SINDROMI GRAVI E COMPLICATE GESTIONE DEI PAZIENTI CON INFLUENZA DA VIRUS A/H1N1 RICOVERATI CON SINDROMI GRAVI E COMPLICATE (aggiornamento del 9 ottobre 2009) PREMESSA La Circolare ministeriale del 1 ottobre 2009 definisce la gestione

Dettagli

Il paziente cardiopatico-respiratorio PRINCIPALI PATOLOGIE

Il paziente cardiopatico-respiratorio PRINCIPALI PATOLOGIE -respiratorio PRINCIPALI PATOLOGIE CARDIOPATIE NON OPERATE IMA Cardiopatia ischemica post-ima Scompenso cardiaco Arteriopatia obliterante cronica periferica Valvulopatia CARDIOPATIE CHIRURGICHE Cardiopatia

Dettagli

L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati

L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati ANTIPERTENSIVI (1) L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati E uno dei maggiori problemi clinici dei tempi moderni. 1. Molte volte chi è iperteso lo scopre occasionalmente

Dettagli

Si parla di insufficienza respiratoria quando il polmone non è in grado di procedere ad un adeguata ossigenazione del sangue arterioso o non è in

Si parla di insufficienza respiratoria quando il polmone non è in grado di procedere ad un adeguata ossigenazione del sangue arterioso o non è in 14 Aprile 2009 Ossigenoterapia e Ventiloterapia Prof. Lorenzo Corbetta (Firenze) lorenzo.corbetta@unifi.it it www.med.unifi.it DEFINIZIONE Si parla di insufficienza respiratoria quando il polmone non è

Dettagli

Corso Sorveglianza e prevenzione della malnutrizione nelle strutture assistenziali per anziani L ATTIVITA FISICA NELL ETA AVANZATA

Corso Sorveglianza e prevenzione della malnutrizione nelle strutture assistenziali per anziani L ATTIVITA FISICA NELL ETA AVANZATA Corso Sorveglianza e prevenzione della malnutrizione nelle strutture assistenziali per anziani L ATTIVITA FISICA NELL ETA AVANZATA GOTTIN Maurizio - Responsabile SSD Medicina Sportiva ASL TO4 Referente

Dettagli

Considerazioni energetiche sull attività motoria

Considerazioni energetiche sull attività motoria Considerazioni energetiche sull attività motoria [La maggior parte dei dati, figure e tabelle riportati nel seguito sono tratti da: R. Margaria, Fisiologia muscolare e meccanica del movimento, Mondadori,

Dettagli

MALATTIE DELL APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

MALATTIE DELL APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO MALATTIE DELL APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO Sintomi e segni legati all apparato cardiocircolatorio: - dispnea, tachipnea - dolore precordiale (=in regione del cuore) - dolore toracico, dolore alla spalla

Dettagli

Apparato Cardiocircolatorio 2 cuore

Apparato Cardiocircolatorio 2 cuore Apparato Cardiocircolatorio 2 cuore Il cuore Fisiologia cellulare e generale (4.3 pg 127) Il cardiomiocita Elettrofisiologia: canali ionici, PDA Contrattilità: calcio, miosina. Diversi tipi di cardiomiociti

Dettagli

La terapia medica per la DE è sicura? Francesco Varvello

La terapia medica per la DE è sicura? Francesco Varvello La terapia medica per la DE è sicura? Francesco Varvello vietati ai cardiopatici inducono dipendenza pericolosi per il cuore sostanze dopanti sono stati segnalati gravi eventi cardiovascolari, inclusi

Dettagli

Importanza della Riabilitazione Cardiologica

Importanza della Riabilitazione Cardiologica Prevenire lo scompenso e le sue recidive Sessione II - Prevenzione, Terapia e Riabilitazione dello Scompenso Cardiaco Importanza della Riabilitazione Cardiologica Prevenire lo scompenso e le sue recidive

Dettagli

La sincope: Modalità di codifica

La sincope: Modalità di codifica GIAC Volume 6 Numero 3 Settembre 2003 NOTE DI ECONOMIA SANITARIA La sincope: Modalità di codifica a cura di AIAC e Medtronic G Ital Aritmol Cardiostim 2003;3:152-157 S econdo il recente accordo Stato-Regioni,

Dettagli

SUUNTO ON. How Not. Rely on Luck WHEN OPTIMIZING YOUR TRAINING EFFECT. GUIDA ALL ALLENAMENTO

SUUNTO ON. How Not. Rely on Luck WHEN OPTIMIZING YOUR TRAINING EFFECT. GUIDA ALL ALLENAMENTO SUUNTO ON How Not to Rely on Luck WHEN OPTIMIZING YOUR TRAINING EFFECT. GUIDA ALL ALLENAMENTO SUUNTO IN Come non lasciare al caso L'OTTIMIZZAZIONE DELL'EFFETTO DI ALLENAMENTO. INDICE 5 INTRODUZIONE 6 PROGRAMMAZIONE

Dettagli

Indicatori di qualità dell assistenza ospedaliera per la popolazione anziana residente nel Lazio

Indicatori di qualità dell assistenza ospedaliera per la popolazione anziana residente nel Lazio LAZIOSANITÀ AGENZIA DI SANITÀ PUBBLICA Indicatori di qualità dell assistenza ospedaliera per la popolazione anziana residente nel Lazio Anno 2005 Regione Lazio Indicatori di qualità dell assistenza ospedaliera

Dettagli

Scompenso cardiaco cronico: conoscerlo per aiutare il tuo cuore a farti vivere meglio

Scompenso cardiaco cronico: conoscerlo per aiutare il tuo cuore a farti vivere meglio Scompenso cardiaco cronico: conoscerlo per aiutare il tuo cuore a farti vivere meglio Scompenso cardiaco cronico: che cosa e? Il tuo medico ti ha detto che sei ammalato di scompenso cardiaco.... Ma che

Dettagli

03/03/2009. -Diuretici -Morfina -Inotropi

03/03/2009. -Diuretici -Morfina -Inotropi Insufficienza cardiaca in cui il cuore non è più in grado di assicurare un apporto di ossigeno adeguato alle esigenze dei tessuti 6 Congresso Nazionale Emergenza Urgenza - Qualità e Prospettive in Emergenza

Dettagli

2010 The Yearofthe Lung

2010 The Yearofthe Lung World SpirometryDay2010 Progetto LIBRA, l anno del polmone e il World Spirometry Day L. Corbetta 2010 The Yearofthe Lung 15/10/2010 Prof. Lorenzo Corbetta lorenzo.corbetta@unifi.it 2 WSD Yearofthe LungWeb

Dettagli

INSUFFICIENZA CARDIACA

INSUFFICIENZA CARDIACA INSUFFICIENZA CARDIACA Stato fisiopatologico in cui il cuore non riesce a pompare sangue in quantità adeguata alle richieste metaboliche dell organismo, oppure può farlo solo con un aumento della pressione

Dettagli

Scompenso cardiaco / Insufficienza cardiaca. Definizioni:

Scompenso cardiaco / Insufficienza cardiaca. Definizioni: Scompenso cardiaco / Insufficienza cardiaca. Definizioni: Scompenso cardiaco: Stato fisiopatologico nel quale il cuore è incapace di pompare sangue nella misura dei bisogni metabolici in condizioni di

Dettagli

L APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO

L APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO L APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO L' APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO è un sistema complesso costituito dal cuore e da una serie di condotti, i vasi sanguigni dentro i quali scorre il sangue. Il modo più semplice

Dettagli

Dimensioni, aree e volumi intracavitari Massa e stress parietale Funzione globale Segmentazione e funzione regionale Funzione ventricolare dx

Dimensioni, aree e volumi intracavitari Massa e stress parietale Funzione globale Segmentazione e funzione regionale Funzione ventricolare dx CORSO DI ECOCARDIOGRAFIA di I Livello 23-24-25 Gennaio 2014 Palermo Grand Hotel Piazza Borsa PRIMO GIORNO 23 GENNAIO 2014 8,30 Registrazione dei partecipanti e consegna del materiale didattico ECM Presentazione

Dettagli

La Riabilitazione Respiratoria:

La Riabilitazione Respiratoria: Azienda S. Camillo Forlanini Dipartimento di Malattie Polmonari L ASSISTENZA RESPIRATORIA DOMICILIARE ROMA AGENZIA DI SANITA PUBBLICA DEL LAZIO La Riabilitazione Respiratoria: Angelo Sbrocca Unità Operativa

Dettagli

SOSTITUZIONE VALVOLARE AORTICA

SOSTITUZIONE VALVOLARE AORTICA SOSTITUZIONE VALVOLARE AORTICA CHE COS E LA VALVOLA AORTICA La valvola aortica e' posta tra il ventricolo sinistro e l'arteria aorta. Il ventricolo sinistro e' la parte del cuore che ha il compito di pompare

Dettagli

La semplificazione della ventilazione non invasiva

La semplificazione della ventilazione non invasiva Intelligent Ventilation La semplificazione della ventilazione non invasiva La vostra idea di ventilazione non invasiva Desiderate un ventilatore non invasivo che offra le prestazioni di un dispositivo

Dettagli

Donna di 52 anni, fumatrice di 30 pack/years

Donna di 52 anni, fumatrice di 30 pack/years Donna di 52 anni, fumatrice di 30 pack/years A.P.R.: - ha sofferto di non precisati episodi di tosse con sibili da bambina scomparsi nell età adulta. - Riferisce da circa 5 anni tosse produttiva con episodi

Dettagli

LA RIABILITAZIONE DELLA PARALISI POLIOMIELITICA E DELLA SINDROME POST POLIO

LA RIABILITAZIONE DELLA PARALISI POLIOMIELITICA E DELLA SINDROME POST POLIO CONVEGNO INTERNAZIONALE MALCESINE 2010 LA RIABILITAZIONE DELLA PARALISI POLIOMIELITICA E DELLA SINDROME POST POLIO D. M. Fisioterapista LINO FIA Il trattamento è rivolto a pazienti: in fase di stabilizzazione

Dettagli

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: SCINTIGRAFIA MIOCARDICA DA SFORZO O

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: SCINTIGRAFIA MIOCARDICA DA SFORZO O INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: SCINTIGRAFIA MIOCARDICA DA SFORZO O CON STRESS FARMACOLOGICO Per la diagnosi e il trattamento delle seguenti patologie è indicato effettuare una scintigrafia

Dettagli

Il Progetto DIABETICI IN PALESTRA : prescrizione dell esercizio fisico nel paziente diabetico

Il Progetto DIABETICI IN PALESTRA : prescrizione dell esercizio fisico nel paziente diabetico Convegno Regionale Impegno per la Salute 3 Novembre 2013, Santa Maria di Sala Il Progetto DIABETICI IN PALESTRA : prescrizione dell esercizio fisico nel paziente diabetico Franco Giada M.Vettori, A.Cosma,

Dettagli

Insufficienza mitralica

Insufficienza mitralica Insufficienza mitralica Cause di insufficienza mitralica Acute Trauma Disfunzione o rottura di muscolo papillare Malfunzionamento della protesi valvolare Endocardite infettiva Febbre reumatica acuta Degenerazione

Dettagli

METABOLISMO E SISTEMI ENERGETICI

METABOLISMO E SISTEMI ENERGETICI METABOLISMO E SISTEMI ENERGETICI 1 Obiettivi della lezione 1) Capire come l organismo converta il cibo che ingeriamo in ATP per fornire ai muscoli l energia che essi necessitano per contrarsi. 2) Esaminare

Dettagli

1.1 Apparato circolatorio 1.1.1 CUORE

1.1 Apparato circolatorio 1.1.1 CUORE 1.1 Apparato circolatorio L apparato cardiocircolatorio è assimilabile ad un circuito idraulico, in cui la pompa è il cuore, arterie e vene sono le condutture ed il liquido circolante è il sangue. La circolazione

Dettagli

FOTO FONDO NATURALE DA ACQUISTARE A 300 DPI > regìa. MEdIcIna DeLLO SPORT & CHinesiTerapia

FOTO FONDO NATURALE DA ACQUISTARE A 300 DPI > regìa. MEdIcIna DeLLO SPORT & CHinesiTerapia FOTO FONDO NATURALE DA ACQUISTARE A 300 DPI > regìa MEdIcIna DeLLO SPORT & CHinesiTerapia FOTO MF_regìa 300 DPI NB.LE FOTO DELLO STUDIO CFSPORT SONO REALIZZATE DA MONICA F. VALUTATE SE MANTENERLE... centro

Dettagli

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO CARDIOCIRCOLATORIO

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO CARDIOCIRCOLATORIO APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO TURBE del SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI APP. CARDIOCIRCOLATORIO OBIETTIVI Cenni di ANATOMIA e FISIOLOGIA dell APP. CARDICIRCOLATORIO il

Dettagli

PATOLOGIE MEDICHE in EMERGENZA

PATOLOGIE MEDICHE in EMERGENZA PATOLOGIE MEDICHE in EMERGENZA COSA SONO, COME SI RICONOSCONO, COME SI OPERA Patologia Ischemica (Infarto) Cuore (infarto) Cervello (Ictus) Scompenso Cardiaco Difficoltà Respiratorie Shock Che cosa sono,

Dettagli

Croce Rossa Italiana LE FUNZIONI VITALI XI CORSO BASE PRIMO SOCCORSO ASPIRANTI VOLONTARI

Croce Rossa Italiana LE FUNZIONI VITALI XI CORSO BASE PRIMO SOCCORSO ASPIRANTI VOLONTARI Croce Rossa Italiana FUNZIONI VITALI LE FUNZIONI VITALI XI CORSO BASE PRIMO SOCCORSO ASPIRANTI VOLONTARI Croce Rossa Italiana FUNZIONI VITALI La vita di un organismo è assicurata da TRE funzioni essenziali

Dettagli

Corso Preparatori Atletici Professionisti 2007. Adattamento aerobico. Simone Germano

Corso Preparatori Atletici Professionisti 2007. Adattamento aerobico. Simone Germano Corso Preparatori Atletici Professionisti 2007 Adattamento aerobico Simone Germano Adattamento aerobico Alcune precisazioni. Capacità aerobica: E la capacità di sopportare il più a lungo possibile uno

Dettagli

Scompenso Cardiaco in pediatria

Scompenso Cardiaco in pediatria - Disease management in primary care - Workshop per pediatri, medici di medicina generale e cardiologi DI ANTONIO SCORLETTI Classificazione di Ross I Classe II Classe III Classe IV Classe -Asintomatico

Dettagli

Comitato Locale Catania Hinterland

Comitato Locale Catania Hinterland Comitato Locale Catania Hinterland LEZIONE N 6 Apparato respiratorio Turbe del respiro Apparato cardiocircolatorio Turbe del sistema cardiocircolatorio LA CELLULA nucleo ribosomi citoplasma mitocondrio

Dettagli

Introduzione. Introduzione 7

Introduzione. Introduzione 7 Introduzione In Italia angina e infarto uccidono più uomini di qualsiasi altra malattia e le donne ne sono colpite sei volte più del tumore al seno. Alla base di queste patologie c è una malattia delle

Dettagli

FISIOPATOLOGIA RESPIRATORIA E CPAP CPAP E PAZIENTE ALI/ARDS

FISIOPATOLOGIA RESPIRATORIA E CPAP CPAP E PAZIENTE ALI/ARDS FISIOPATOLOGIA RESPIRATORIA E CPAP CPAP E PAZIENTE ALI/ARDS Enrico Arditi Insufficienza respiratoria PaO2 minore di 55-60 mmhg. Con FiO2 0.21 PaCO2 normale o aumentata Direzione flusso lavoro per vincere:

Dettagli

Tabacco, alcool, droghe

Tabacco, alcool, droghe Tabacco e prestaziome Tabacco, alcool, droghe Essere in pieno possesso delle proprie capacità cardio respiratorie e muscolari è indispensabile per la pratica di uno sport, qualunque esso sia. Alcune sigarette

Dettagli

MasterScreen CPX. Prove da Sforzo CardioPolmonari da JAEGER L Esperienza che conta

MasterScreen CPX. Prove da Sforzo CardioPolmonari da JAEGER L Esperienza che conta MasterScreen CPX Piccolo, leggero e compatto nel design Respiro per respiro Intrabreath incluse curve Flusso-Volume durante l esercizio Espandibile per l utilizzo in telemetria ECG Integrato Valutazione

Dettagli

L apparato cardiocircolatorio

L apparato cardiocircolatorio L apparato cardiocircolatorio L apparato cardio-circolatorio E costituito da tre strutture diverse: Il cuore I vasi sanguigni Il sangue Il cuore Funziona come una pompa premente (ventricoli) e aspirante

Dettagli

AMBULATORIO DI CARDIOLOGIA PEDIATRICA ULSS 16 Padova - Distretto 2. Relazione dei primi 18 mesi di attività

AMBULATORIO DI CARDIOLOGIA PEDIATRICA ULSS 16 Padova - Distretto 2. Relazione dei primi 18 mesi di attività AMBULATORIO DI CARDIOLOGIA PEDIATRICA ULSS 16 Padova - Distretto 2 Relazione dei primi 18 mesi di attività Per cardiopatia congenita si intende comunemente una importante anomalia strutturale del cuore

Dettagli

Principi Di Emodinamica

Principi Di Emodinamica Principi Di Emodinamica L Emodinamica studia le relazioni esisten3 nel sistema cardiovascolare tra: pressione volume flusso resistenza Relazione tra flusso, pressione e resistenza L intensità del flusso

Dettagli

Jacuzzi, la nuova forma del benessere

Jacuzzi, la nuova forma del benessere 1 Sasha 2.0 2 SAUNA 5.1 CENNI STORICI E SUA DIFFUSIONE NELLE DIVERSE CULTURE E COSTUMI L utilizzo della sauna si perde nella notte dei tempi. Attualmente si indica con il termine sauna quella pratica in

Dettagli

L apparato circolatorio. l attività sportiva. Scuola Media Piancavallo 1

L apparato circolatorio. l attività sportiva. Scuola Media Piancavallo 1 L apparato circolatorio e l attività sportiva a.s. 2004/2005 1 L apparato cardiocircolatorio Se riempiamo una vetta contenente del sangue e la mettiamo in una centrifuga, possiamo osservare che si separano

Dettagli

EMOCLINIC SYMPOSIUM Sulle sponde del Ticino Il PAZIENTE CRITICO CPAP/NIV STRESA 9 MAGGIO 2014 CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA VCO CPSE MIRELLA CERUTTI

EMOCLINIC SYMPOSIUM Sulle sponde del Ticino Il PAZIENTE CRITICO CPAP/NIV STRESA 9 MAGGIO 2014 CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA VCO CPSE MIRELLA CERUTTI EMOCLINIC SYMPOSIUM Sulle sponde del Ticino Il PAZIENTE CRITICO CPAP/NIV STRESA 9 MAGGIO 2014 CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA VCO CPSE MIRELLA CERUTTI NIV: Non invasive ventilation Definizione: forma di ventilazione

Dettagli

VENTILAZIONE MECCANICA NON INVASIVA NEL DISTRETTO DI SASSARI: RIORGANIZZAZIONE DEI PROCESSI DI MONITORAGGIO

VENTILAZIONE MECCANICA NON INVASIVA NEL DISTRETTO DI SASSARI: RIORGANIZZAZIONE DEI PROCESSI DI MONITORAGGIO Distretto di Sassari Direttore Dott. N. Licheri VENTILAZIONE MECCANICA NON INVASIVA NEL DISTRETTO DI SASSARI: RIORGANIZZAZIONE DEI PROCESSI DI MONITORAGGIO Distretto di Sassari 1 VENTILAZIONE MECCANICA

Dettagli

Il test cardio-polmonare (TCP) nella valutazione pre-operatoria

Il test cardio-polmonare (TCP) nella valutazione pre-operatoria IV Corso Avanzato di Fisiopatologia Respiratoria AIPO Roma 13-15 Dicembre 2004, Scuola dello Sport Il test cardio-polmonare (TCP) nella valutazione pre-operatoria Angelo Corsico Clinica Malattie Apparato

Dettagli

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO CROCE ROSSA ITALIANA GRUPPO DI TRENTO APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO V.d.S. I.P. Franco Onere CORSO PER ASPIRANTI VOLONTARI DEL SOCCORSO Il sistema circolatorio è preposto alla circolazione del sangue ed

Dettagli

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva. I protocolli riabilitativi: il punto di vista del fisioterapista

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva. I protocolli riabilitativi: il punto di vista del fisioterapista 18-19 ottobre 2007 Corso per medici, infermieri e fisioterapisti La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva I protocolli riabilitativi: il punto di vista del fisioterapista Ft. Bori Francesco DIPARTIMENTO

Dettagli

Teoria di riferimento per il funzionamento del Contropulsatore Aortico. Sergio del Rosso, Luigi Grisoni

Teoria di riferimento per il funzionamento del Contropulsatore Aortico. Sergio del Rosso, Luigi Grisoni Teoria di riferimento per il funzionamento del Contropulsatore Aortico Novara, Maggio 2012 Sergio del Rosso, Luigi Grisoni Le componenti del sistema Le prestazioni della terapia sono soggette e alle caratteristiche

Dettagli

Piano della Prevenzione 2010-2012 RER

Piano della Prevenzione 2010-2012 RER LA PRESCRIZIONE DELL ESERCIZIO FISICO COME STRUMENTO DI PREVENZIONE E TERAPIA La realtà di Parma RELATORE: Alberto Anedda Responsabile ff Unità Operativa Complessa di Medicina dello Sport AUSL PARMA Piano

Dettagli

MISURE NON INVASIVE DURANTE VENTILAZIONE POLESE GUIDO U.O.C. PNEUMOLOGIA OSPEDALI RIUNITI BERGAMO

MISURE NON INVASIVE DURANTE VENTILAZIONE POLESE GUIDO U.O.C. PNEUMOLOGIA OSPEDALI RIUNITI BERGAMO MISURE NON INVASIVE DURANTE VENTILAZIONE POLESE GUIDO U.O.C. PNEUMOLOGIA OSPEDALI RIUNITI BERGAMO INSUFFICIENZA RESPIRATORIA Insufficienza del polmone Insufficienza della pompa Insuff. scambio dei gas

Dettagli

APPUNTI SINTETICI DI TEORIA

APPUNTI SINTETICI DI TEORIA APPUNTI SINTETICI DI TEORIA In ogni attività fisica o sportiva vi sono varie modalità per produrre l energia necessaria alla contrazione muscolare; inoltre, a seconda del tipo di gesto compiuto, variano

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA FORO ITALICO DOTTORATO DI RICERCA IN

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA FORO ITALICO DOTTORATO DI RICERCA IN UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA FORO ITALICO DOTTORATO DI RICERCA IN Aspetti biomedici e metodologici delle attività fisiche preventive e adattate Coordinator: Prof.ssa Laura Guidetti XXIII CICLO TESI DI

Dettagli

Esami funzionali esemplificativi Ossigenoterapia e ventiloterapia Endoscopia toracica

Esami funzionali esemplificativi Ossigenoterapia e ventiloterapia Endoscopia toracica LEZIONI E SEMINARI MALATTIE DELL APPARATO DELLAPPARATO RESPIRATORIO ANNO ACCADEMICO 2009 2010 Esami funzionali esemplificativi Ossigenoterapia e ventiloterapia Endoscopia toracica Prof. Lorenzo Corbetta

Dettagli

Da un caso clinico considerazioni sulla fisiologia/fisiopatologia respiratoria

Da un caso clinico considerazioni sulla fisiologia/fisiopatologia respiratoria 1 Da un caso clinico considerazioni sulla fisiologia/fisiopatologia respiratoria Marco Confalonieri Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia Struttura Complessa PNEUMOLOGIA-UTIR Azienda Ospedaliero-Universitaria

Dettagli

indice PARTE PRIMA LA FISIOLOGIA DELL ESERCIZIO Sezione 1 Nutrizione: le basi della prestazione fisica Sezione 2 Energia per l attività fisica

indice PARTE PRIMA LA FISIOLOGIA DELL ESERCIZIO Sezione 1 Nutrizione: le basi della prestazione fisica Sezione 2 Energia per l attività fisica indice Introduzione Uno sguardo al passato Le radici storiche della fisiologia dell esercizio, XXIII Intervista al Dr. Charles Tipton PARTE PRIMA LA FISIOLOGIA DELL ESERCIZIO Sezione 1 Nutrizione: le basi

Dettagli

IL CUORE. Alessia Natale Aurora Salubro Alessandro Debernardi Alessio Ienopoli. Che cosa è? INDICE

IL CUORE. Alessia Natale Aurora Salubro Alessandro Debernardi Alessio Ienopoli. Che cosa è? INDICE IL CUORE Alessia Natale Aurora Salubro Alessandro Debernardi Alessio Ienopoli INDICE IL CUORE : Funzione IL CUORE : Struttura del miocardio VALVOLE CARDIACHE : spiegazione principali valvole cardiache

Dettagli

STUDIO DELLE VALVULOPATIE AORTICHE

STUDIO DELLE VALVULOPATIE AORTICHE AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA U.O. Ambulatori Cardiologici Specialistici di Screening e Pre-ospedalizzazione STUDIO DELLE VALVULOPATIE AORTICHE Federica Sambugaro VALVOLA AORTICA Aspetto normale Parasternale

Dettagli

QUALITA DELLA VITA e PATOLOGIE CRONICHE:ATTUALITA E PROSPETTIVE

QUALITA DELLA VITA e PATOLOGIE CRONICHE:ATTUALITA E PROSPETTIVE QUALITA DELLA VITA e PATOLOGIE CRONICHE:ATTUALITA E PROSPETTIVE INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E QUALITA DI VITA Dr Rolando Negrin U.O.C.Pneumologia O.C.Vicenza 26-10-2013 La Sclerosi Laterale Amiotrofica(SLA)

Dettagli

Medical prac/ce work shops : Incontri di formazione e conoscenza per lo studio medico : Il Cardiopa+co con Comorbilita

Medical prac/ce work shops : Incontri di formazione e conoscenza per lo studio medico : Il Cardiopa+co con Comorbilita Circolo cuoreinsalute MIP «Medico In Pra+ca» Medical prac/ce work shops : Incontri di formazione e conoscenza per lo studio medico : 24 giugno 2015 Gravesano Osteria del Reno Il Cardiopa+co con Comorbilita

Dettagli

Scheda di Patologia SCOMPENSO CARDIACO

Scheda di Patologia SCOMPENSO CARDIACO Scheda di Patologia SCOMPENSO CARDIACO DEFINIZIONE Si definisce scompenso cardiaco la condizione in cui il cuore è incapace di pompare un flusso di sangue adeguato alle necessità dell organismo. Ciò produce

Dettagli

1. Ipertensione Arteriosa: definizione, classificazione, complicanze. 2. Diabete Mellito: classificazione, segni clinici, complicanze. 3.

1. Ipertensione Arteriosa: definizione, classificazione, complicanze. 2. Diabete Mellito: classificazione, segni clinici, complicanze. 3. 1. Ipertensione Arteriosa: definizione, classificazione, complicanze. 2. Diabete Mellito: classificazione, segni clinici, complicanze. 3. Disfunzioni della tiroide: ipotiroidismo ed ipertiroidismo. 4.

Dettagli

ANALISI DELLA POTENZA DELL ATLETA: LA VALUTAZIONE FUNZIONALE

ANALISI DELLA POTENZA DELL ATLETA: LA VALUTAZIONE FUNZIONALE ANALISI DELLA POTENZA DELL ATLETA: LA VALUTAZIONE FUNZIONALE Significato, scopi e vie della valutazione funzionale La prestazione viene influenzata e condizionata, quindi determinata, da una serie di fattori

Dettagli