ANALISI DELLA POTENZA DELL ATLETA: LA VALUTAZIONE FUNZIONALE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ANALISI DELLA POTENZA DELL ATLETA: LA VALUTAZIONE FUNZIONALE"

Transcript

1 ANALISI DELLA POTENZA DELL ATLETA: LA VALUTAZIONE FUNZIONALE

2 Significato, scopi e vie della valutazione funzionale La prestazione viene influenzata e condizionata, quindi determinata, da una serie di fattori che intervengono in maniere quantitativamente diversa in relazione alla particolare attività sportiva presa in considerazione. Si tratta di fattori anagrafici (età), antropometrici (statura, peso, biotipo: fibre bianche o rosse), psicologici (attitudine, motivazione), ambientali (temperatura, umidità, altitudine, visibilità), coordinativi, organico-funzionali (caratteristiche meccanico-muscolari di forza e velocità, caratteristiche metaboliche) e di fattori specifici di ogni sport (attrezzi da gara, mezzi di gara, tattica di gara). L intervento di questi differenti fattori, e il ruolo da essi svolto, può essere sintetizzato in un unica formula: Prestazione = Potenza / Costo Energetico La Potenza è la diretta espressione delle qualità organico-funzionali, nonché delle caratteristiche anagrafiche, antropometriche e motivazionali. La Potenza rappresenta l elemento che condiziona la prestazione in modo più o meno positivo, nel senso che tanto maggiore è la potenza che un atleta è in grado di sviluppare, tanto migliore sarà il risultato, mentre il costo energetico rappresenta l elemento che condiziona la prestazione in modo più o meno negativo, nel senso che tanto maggiore è il suo valore tanto peggio sarà il risultato. Il Costo energetico è infatti l espressione di tutti quei fattori che si oppongono alla prestazione, condizionando il rendimento (percentuale dell energia sviluppata che viene realmente utilizzata per la produzione di un lavoro meccanico). Questi fattori, oltre che da quelli ambientali, sono essenzialmente rappresentati, a seconda dell attività considerata: dalle capacità coordinative, che si esprimono nell acquisizione di una perfetta tecnica nell esecuzione del gesto specifico. Il miglioramento della prestazione si può ottenere sia con un aumento della potenza sia con una riduzione del costo energetico, quindi: Massima performance = massima potenza erogabile / minimo costo energetico ottenibile. La Valutazione dei diversi fattori predisponenti deve sempre avvenire nei periodi che precedono le gare, rappresentando, in tal modo, uno dei presupposti fondamentali per l ottimizzazione della prestazioni sportive. La valutazione funzionale dell atleta Si occupa, per l appunto, di fornire indicazioni relativamente allo stato e all evoluzione del fattore organico-funzionale.

3 La finalità che si propone questa moderna disciplina scientifica è, ovviamente, l ottimizzazione della performance sia nello sport di alto livello che nello sport amatoriale o nell attività ludicoscolastica. Il ruolo e l importanza che una corretta programmazione dell allenamento ha nello sviluppo delle capacità funzionali rimangono immutati. Il livello delle prestazioni, infatti, ha determinato un miglioramento e una trasformazione delle tecniche di allenamento che, in generale, hanno riguardato, negli ultimi anni, sia la quantità che l intensità del carico. A ciò si deve aggiungere il costante tentativo da parte dell allenatore di ottimizzare ulteriormente l allenamento attraverso l individualizzazione del carico, adeguando questo alle caratteristiche funzionali dell atleta (in particolare per ciò che concerne le capacità di risposta di quest ultimo, sia in termini di recupero che di adattamento organico). Pertanto, l allenamento rappresenta il fattore fondamentale per ottenere elevate prestazioni! Principi dell allenamento L allenamento sportivo è un processo pedagogico multilaterale, diretto all educazione globale dell atleta, all assimilazione di un ampio spettro di conoscenze, abilità e capacità, all aumento delle capacità del lavoro muscolare dell organismo, all assimilazione della tecnica degli esercizi sportivi e dell arte di gareggiare. Un carico sportivo multilaterale precoce agevola la maturazione nervosa e lo sviluppo della muscolatura, predispone ad una maggiore capacità di carico per la costruzione a lungo termine della prestazione nello sport ad alto livello. MODELLO FUNZIONALE DELL ALLENAMENTO Una volta definito il cosa si deve allenare, cioè l obiettivo da seguire, assume una fondamentale importanza il come ciò deve avvenire: in altri termini quali sono i mezzi ei metodi più idonei a raggiungere gli obiettivi prefissati.

4 Per capire come si deve operare si necessitano informazioni sempre più precise sui fenomeni fisiologici (acuti e cronici) che si verificano in risposta allo stimolo allenante. Spetta al fisiologo fornire tali informazioni. L allenamento è regolato dal principio del sovraccarico secondo il quale, stressando con continuità e intensità progressivamente crescente un sistema biologico, si determina in questo una risposta acuta prima e un adattamento dopo: l allenamento, pertanto, segue la sindrome generale di adattamento di Hans Seyle (1950). Questo Autore spiegava la Risposta fisiologica e l adattamento allo stress in 3 fasi: 1. Reazione di allarme (aggiustamento); 2. Resistenza (adattamento o supercompensazione); 3. Esaurimento (superallenamento). La reazione di allarme è la risposta iniziale e transitoria allo stimolo stressante che mobilita diversi sistemi funzionali, in particolare attraverso l azione di numerosi ormoni, al fine di permettere all organismo di combattere o scappare. In ambito sportivo, questa si traduce in tutta quella serie di risposte, note sotto il nome di aggiustamenti 8per esempio l incremento della frequenza cardiaca) che durante la gara o la seduta di allenamento, forniscono all organismo la possibilità di produrre l energia (ATP) che permette ai muscoli di contrarsi, sviluppando la forza e la velocità richieste per tutto il tempo necessario. Lo sviluppo della resistenza consiste nella realizzazione di tutta quella serie di modifiche stabili, sia morfologiche che funzionali, cui va incontro l organismo per opporsi alle ulteriori applicazioni degli stimoli stressanti. Si tratta delle risposte note con il nome di adattamenti (per esempio il cuore d atleta) che, specifiche per ogni tipo di stress, quindi di disciplina sportiva, sono l obiettivo finale di ogni allenatore. È proprio sugli adattamenti che si basano le possibilità dell atleta di ottenere più elevate performance agonistiche. L esaurimento consiste nella sopravvenuta incapacità dell organismo di sopportare gli stimoli stressanti, nel caso specifico i carichi allenanti, con conseguente mancato adattamento ad essi. Ne consegue, in ambito sportivo, l assenza di ulteriori miglioramenti della prestazione o, nel peggiore dei casi, un peggioramento della stessa con sviluppo di una vera e propria sindrome patologica nota come superallenamento. Con tale termine si vuole indicare una condizione di squilibrio tra l allenamento e il recupero, tra lo sforzo e la capacità di sopportazione dello sforzo, tra lo stress e la tolleranza allo stress. Sta alla bravura dell allenatore far compiere la quantità e l intensità ottimale di lavoro senza oltrepassare né la possibilità di tolleranza all esercizio proprie dell atleta, né le sue capacità di recupero; ciò al fine di ottenere gli adattamenti (supercompensazione) e di evitare l esaurimento (superallenamento). Nella stesura di un programma di allenamento è quindi necessario fare sempre in modo che i carichi di lavoro somministrati siano effettivamente in grado di determinare la reazione biologica

5 acuta (aggiustamenti) ricercata, in modo tale che si instaurino gli adattamenti voluti senza condurre l atleta in uno stato di superallenamento.

6 Parametri della valutazione funzionale PARAMETRI MECCANICO-MUSCOLARI La finalità del sistema neuromuscolare è quella di produrre una tensione (forza) che serve a far muovere a una determinata velocità il corpo o un oggetto oppure, al contrario, a stabilizzare gli stessi contro delle forze opponenti. Da un punto di vista meccanico i parametri che esprimono le caratteristiche muscolari sono essenzialmente la forza prodotta dal muscolo e la velocità con la quale questo si accorcia. Peraltro queste qualità sono espressione di specifiche caratteristiche neuromuscolari quali il tipo di neurone motore (e quindi la fibra), la modalità di stimolazione muscolare, la dimensione del muscolo ecc. I Parametri che possono essere studiati al fine di valutare le caratteristiche muscolari concernono, anche direttamente, il sistema neuromuscolare e, indirettamente, l espressione esterna del suo funzionamento. Tra i parametri diretti vi sono: L attività elettrica del muscolo, rilevabile mediante elettromiografia, analizzata sia nella sua globalità; (elettromiografia integrata) che nelle sue varie componenti (ampiezza e potenza del segnale, spettro di frequenza); La tipologia istologica, biochimica o meccanica, delle fibre muscolari, rilevabile mediante biopsia muscolare; Le dimensioni della massa muscolare, nonché le sue caratteristiche biochimiche, rilevabili mediante RM e spettroscopia in RM. Questi parametri non sono di pratica e diffusa utilizzazione nella valutazione funzionale per le difficoltà tecniche che comporta il loro rilievo. Al contrario di ampio impiego sono i test che analizzano i parametri indiretti: la forza (nelle sue varie espressioni) e la rapidità. La Forza, che in fisica si definisce come il prodotto di una massa per un accelerazione, in fisiologia si può identificare come la capacità di vincere una resistenza o di opporsi ad essa attraverso la contrazione della muscolatura. Possiamo distinguere 3 forme fondamentali della forza: forza massimale, forza veloce, forza resistente. La Rapidità può essere definita come la capacità di eseguire un azione motoria in un tempo minimo. Una qualsivoglia azione presuppone il coinvolgimento integrato del sistema neuromuscolare e prevede differenti tappe rappresentate da:

7 1. Eccitazione del recettore da parte di uno stimolo esterno; 2. Passaggio dello stimolo nella rete nervosa afferente; 3. Registrazione ed elaborazione dello stimolo in entrata in corrispondenza delle aree cerebrali proposte (aree postcentrali e/o arre sensitive specifiche); 4. Elaborazione della risposta o dell azione motoria spontanea in corrispondenza delle aree cerebrali preposte (circonvoluzioni precentrali); 5. Passaggio del segnale nella rete nervosa efferente, centrale e, successivamente, periferica; 6. Trasmissione del segnale dalla rete nervosa al muscolo; 7. Attivazione del muscolo e produzione di energia meccanica. Le prime tre fasi possono non considerarsi obbligatorie nel senso che l elaborazione di un azione motoria non rappresenta, necessariamente, la risposta ad uno stimolo esterno, potendo costituire un semplice atto spontaneo. Velocità e Rapidità: A differenza della velocità, che appare come un parametro essenzialmente espressivo della tipologia delle unità motorie nonché della loro modalità di attivazione (in altri termini, delle caratteristiche temporali del segnale efferente e della risposta del muscolo), la rapidità è un parametro maggiormente indicativo dell efficienza temporale globale del sistema neuromuscolare. Tale parametro esprime anche la velocità di risposta ad uno stimolo esterno o, più semplicemente nel caso di un azione motoria spontanea, la velocità di conduzione tra elaborazione del programma motorio e la sua effettuazione. Vi sono discipline nelle quali le caratteristiche di rapidità appaiono come un fattore determinante la prestazione. Tali caratteristiche, peraltro legate prevalentemente a doti naturali di tipo psicomotorio sono in piccola parte suscettibili di miglioramento con l allenamento, tendono a esprimersi compiutamente esclusivamente durante la gara. Ciò è probabilmente legato al fatto che solo l impegno agonistico garantisce quella tensione psicofisica in grado di sollecitare la massima espressione di queste qualità. Tale parametro, pertanto, appare di difficile misura e in questo campo l indagine scientifica si dimostra spesso insufficiente. PARAMETRI METABOLICI ANAEROBICI ALATTACIDI La funzione del metabolismo anaerobico alattacido è quella di produrre grande quantità di energia in tempi brevissimi. Ne risulta che i parametri normalmente utilizzati per studiare tale entità consistono essenzialmente nel rilievo, diretto, della capacità del muscolo di produrre energia chimica utilizzando fonti energetiche immediate e in quello, indiretto, della capacità di produrre una potenza meccanica di alto grado. La seconda è ovviamente correlata alla prima attraverso la mediazione del rendimento meccanico del muscolo. I Parametri diretti consistono essenzialmente nella misura di: Capacità ATPasica e CPasica della fibra muscolare, attraverso biopsia muscolare; Entità dei depositi di ATP e CP endomuscolare e spettroscopia in RM;

8 Tipo di fibre muscolari, attraverso biopsia muscolare; Capacità di attivazione delle Miochinasi (2ADP = ATP + AMP) e dell adenilato deaminasi. Tale capacità viene valutata attraverso il rilievo, nel sangue, dell ammoniaca e delle xantine. I parametri indiretti meccanici Più utile per una valutazione routinaria delle caratteristiche metaboliche anaerobiche alattacide è sicuramente il rilievo di parametri indiretti di tipo meccanico quali il lavoro, espresso generalmente in Joules, e la potenza, espressa in Joules per secondo, cioè Watt. Il presupposto sulla base del quale si utilizzano tali indicatori è che l energia metabolica prodotta dal muscolo si converte in energia meccanica. I parametri meccanici sono di estesa utilizzazione sia perché di pratico rilievo, sia perché comunque efficaci in una valutazione longitudinale (cioè nello stesso soggetto nel tempo), sia perché, per finire, essi costituiscono il reale ed effettivo risultato dell energia metabolica consumata. Essi, cioè, indicano la vera capacità dell atleta di effettuare una prestazione utilizzando le fonti energetiche coinvolte. Normalmente la misura viene effettuata in Test della durata di 5 o 10 secondi, tale cioè da coinvolgere in misura principale, anche se non esclusiva, il metabolismo anaerobico alattacido. PARAMETRI METABOLICI ANAEROBICI LATTACIDI La misura della funzionalità del metabolismo anaerobico lattacido prevede il rilievo di parametri direttamente correlati con la glicolisi anaerobica, quali il lattato, e altri a essa indirettamente correlati, alcuni di tipo fisiologico, quali il deficit e il debito di ossigeno, e altri di tipo fisico, quali il lavoro, la potenza o il tempo. Lattato Lo studio dei parametri legati al metabolismo anaerobico lattacido dovrebbe riguardare sia i fattori che determinano la velocità di produzione di energia (potenza) che quelli che ne limitano la massima quantità producibile (capacità). Tra i primi possono essere considerati essenzialmente gli enzimi della glicolisi anaerobica, tra i secondi i sistemi atti a ridurre gli effetti dell aumento dell acidità sui processi enzimatici e sulla funzionalità miocellulare in genere (per esempio i sistemi tampone). Così come per il metabolismo aerobico risulta più conveniente misurare il risultato finale di un processo metabolico cellulare (cioè il consumo di O2 e la produzione di CO2 alla bocca), così per il metabolismo glicolitico anaerobico risulta più conveniente, data la tecnologia attuale, misurare il prodotto finale della glicolisi, cioè il lattato, e considerarlo come espressione della rapidità del

9 processo (quando espresso in funzione del tempo) o della sua capacità (quando espresso in valore assoluto). Stechiometria della glicolisi Glucosio + 2ADP + 2P i + 2NAD + 2 piruvato + 2ATP + 2NADH + 2H + + 2H 2 O Risulta evidente che la misura potrà essere precisa solo quando effettuata a livello dei muscoli effettivamente impegnati nella prestazione. Tuttavia, le problematiche legate all esecuzione della biopsia muscolare e l osservazione che comunque il lattato muscolare diffonde nei liquidi corporei, quindi anche nel sangue, ha esaltato l utilità della misura del lattato ematico come metodo della valutazione del metabolismo glicolitico anaerobico (nel muscolo a riposo vi è una concentrazione di lattato di 1 1,5mmol/kg di muscolo, mentre, dopo sforzo, sono state rilevate concentrazioni anche maggiori a 40mmol/kg). Debito di ossigeno Indica la quantità di O2 consumata in eccesso rispetto al valore basale di riposo e necessaria a metabolizzare nel post esercizio il lattato accumulato. I fattori responsabili di questo consumo possono essere ricondotti: Alla rifosforilazione della creatina e dell ADP (rappresenta il 10% del volume totale); All utilizzazione del lattato per la resintesi del glicogeno, ma anche all elevata concentrazione della catecolamine che eleverebbero il VO2 mitocondriale; All intervento degli ormoni glicocorticoidi e della tiroxina, che aumentando l attività della pompa sodio-potassio richiederebbero un incremento della produzione di ATP e quindi del relativo VO ; Alla lipolisi e al rilascio degli acidi grassi durante l esercizio fisico, che determinerebbero un aumento del VO dopo l esercizio; Agli ioni calcio consumati dal muscolo cardiaco e dalla muscolatura scheletrica, che possono influenzare il VO2 post esercizio sempre attraverso un aumento degli enzimi mitocondriali: All innalzamento della temperatura corporea; tale fenomeno sembra essere il fattore di maggior peso (60-70%) della componente lenta del debito di O2 in cui si raggiunga il 50-80% del VO2 max.

10 Deficit di ossigeno Per conoscere il contributo energetico di provenienza anaerobica durante il lavoro muscolare si è fatto ricorso anche alla misura del deficit di O2. Con questo termine si è soliti definire la differenza tra il volume di ossigeno effettivamente consumato dall inizio dell esercizio fino al momento in cui si raggiunge la stabilizzazione di VO2 e il volume di O2 che verrebbe consumato in un tempo uguale se la prova raggiungesse nell istante iniziale lo stato stazionario. Si tratta di calcolare, in altre parole, il volume di ossigeno mancante nella prova reale rispetto all ipotesi teorica. Quindi il deficit di O2 rappresenta la misura della quantità di energia che viene fornita da fonti energetiche differenti da quella aerobica per sintetizzare l ATP necessario a compiere il lavoro muscolare. Da un punto di vista metabolico dipende essenzialmente: Dalle riserve di ATO e PC, Dalle riserve di O2 dell organismo (O2 contenuto nei polmoni, legato all emoglobina del sangue venoso e quello legato alla mioglobina dei muscoli); Dalla produzione di lattato. Parametri meccanici La valutazione delle caratteristiche metaboliche anaerobiche lattacide mediante il rilievo di parametri fisici indiretti quali il lavoro e la potenza si basa sui medesimi principi esposti per il meccanismo alattacido. Durante sforzi brevi e intensi, il metabolismo lattacido, pur venendo attivato fin dall inizio di un attività massimale, nei primissimi secondi contribuisce percentualmente in maniera di gran lunga inferiore al metabolismo alattacido. Con il passare del tempo, invece, la quota di energia erogata dalla via lattacida diviene percentualmente sempre maggiore. Pertanto la valutazione indiretta di questo metabolismo presuppone l utilizzo di prove massimali di durata superiore ai 15 secondi e tali da non sconfinare in uno sforzo a prevalente impegno aerobico. Un altro parametro fisico da considerare in questo tipo di valutazione, quando si utilizzano prove a carico costante e superiori a quelle corrispondenti al VO2 max, è la misura del tempo di esaurimento (durata della prova). Questo indicatore oltre che fornire una stima della capacità del sistema anaeorbico, dà anche indicazioni sulla capacità dell organismo di sopportare elevati livelli di lattato nei tessuti. PARAMETRI METABOLICI AEROBICI Massima potenza aerobica (V O2max) o massimo consumo d ossigeno Il consumo massimale di ossigeno (V O2max) è la misura obiettiva della catena aerobica, che comprende le funzioni respiratorie, cardiovascolare e metaboliche.

11 La massima quantità di ossigeno che può essere utilizzata nell unità di tempo da una persona, durante un lavoro di intensità massimale, è direttamente collegata alla capacità massimale del cuore di fare affluire sangue ai muscoli. La quantità di O2 che l organismo deve assumere è regolata dal livello metabolico cellulare. La quantità minima necessaria a soddisfare le esigenze vitali è definita metabolismo basale. Il consumo di O2 (V O2) aumenta man mano che aumenta il fabbisogno cellulare e, in caso di lavoro muscolare, via via che aumenta l intensità di questo. Esiste peraltro un limite massimo, individuale, che rappresenta la massima potenza che la macchina umana può esprimere sulla base dei processi metabolici ossidativi. Questo valore massimo viene indicato come massimo consumo di ossigeno (V O2max). Il V O2max rappresenta il fattore limitante fondamentale per le specialità sportive che necessitano di una preponderante produzione di energia attraverso il metabolismo aerobico; in questo senso la misura del V O2max rappresenta un indice selettivo insostituibile. In soggetti normalmente sedentari, che iniziano una pratica sportiva, il V O2max può essere certamente considerato un indice di adattamento muscolare e organico in generale. L andamento del V O2max è fortemente influenzato dall età; aumenta progressivamente dalla nascita in poi, fino a raggiungere i valori assoluti più elevati tra i 15 e i 20 anni, sia nei maschi che nelle femmine. Il V O2max risulta circa del 30% inferiore nel sesso femminile, nell età adulta, rispetto ai soggetti maschi di pari età. Parametri funzionali derivati dal V O2 Oltre ai succitati parametri, per quantizzare il livello del metabolismo aerobico di un atleta sono normalmente utilizzati in fisiologia anche altri indici da essi derivati: equivalente ventilatorio per l ossigeno (V E/V O2), Polso di ossigeno, Tempo limite.

12 Metodi di valutazione funzionale: i test Come si è visto, compito della valutazione funzionale è misurare i comportamenti funzionali dell atleta, sia per quanto concerne le sue qualità fisiologiche (studio delle caratteristiche e delle loro modificazioni in conseguenza degli allenamenti), sia per quanto riguarda il loro comportamento sul campo (studio degli aggiustamenti in gara e in allenamento). In sede di valutazione funzionale per rilevare uno o più indicatori di una determinata qualità o quando possibile direttamente le qualità oggetto di studio, si utilizzano i test. I test sono esercizi che l atleta deve compiere e che vengono utilizzati per misurare una caratteristica (test diretti) o un suo indicatore (test indiretti).

13 Metodi di valutazione funzionale: i test per i fattori metabolici aerobici TEST DIRETTI: CONSUMO DI OSSIGENO ALLA BOCCA Calcolo dei parametri di base Nella valutazione diretta del consumo di ossigeno (V O2) ci si deve avvalere di apparati in grado di misurare sia la ventilazione polmonare (V ) che la percentuale di ossigeno e di anidride carbonica presenti nell aria espirata (FeO2 e FeCO2). Il prodotto di questi valori, corretto da appositi indici, fornisce la misura della quantità di ossigeno mancante e di anidride carbonica in eccesso per ogni unità di aria ventilata e quindi, in altri termini, del V O2 e della produzione di anidride carbonica (V CO2). Consumo di ossigeno La misura del V O2 si realizza sottraendo dall ossigeno presente nell aria inspirata (ventilazione inspiratoria = V i) quello presente nell aria espirata (ventilazione espiratoria = V e) Produzione di anidride carbonica Il calcolo della CO2 prodotta dal metabolismo ed eliminata attraverso l aria espirata è molto più semplice in quanto questo gas nell aria ambiente è costante e praticamente assente (0,04%). Non si determina quindi l esigenza di valutare anche la V i. Tecnica di esecuzione del test: il locale, gli operatori tecnici e l atleta Il locale dove si deve eseguire il test deve essere spazioso, luminoso e ben aerato; La temperatura della stanza deve essere mantenuta in un range fra i 17 e 1 20 C Umidità del 40-50% tale da permettere una buona evaporazione; È di fondamentale importanza che l atleta familiarizzi con l ergometro e con il test. Ciò può essere ottenuto sia con un esauriente spiegazione del protocollo che delle finalità della prova; Warm-up della durata di almeno 15 min. L atleta deve osservare: Riposo completo il giorno precedente il test; 8 ore di riposo tranquillo; Astensione alcool, caffeina, tabacco, farmaci Intervallo dall ultimo pasto di 3 ore.

14 Test sottomassimali La maggior parte dei test sottomassimali, che sembra avere un margine dio errore anche superiore a quelli massimali (20% nei primi rispetto al 6% dei secondi), prende in considerazione la Fc registrata durante carichi standard sottomassimali come parametro indice indiretto del V O2. Il presupposto teorico su cui si basano questi test è che, in condizioni normali, esiste per ogni individuo una relazione grosso modo lineare fra il V O2 e la gittata cardiaca La pendenza della retta Fc/V O2 varia con lo stato di allenamento e con la condizione fisica. Si fanno eseguire uno o più carichi sottomassimali e si disegna, su un grafico che mette in relazione la Fc con il V O2 o l intensità dell esercizio, una linea retta che passa per i punti individuati; estrapolando tale linea fino alla Fc max per quel soggetto si può risalire al suo V O2 max. Normalmente, la Fc di un individuo raggiunge il valore massimo all incirca alla stessa intensità di esercizio che produce il V O2max. Gli ergometri normalmente utilizzati per le indagini sono il cicloergometro e il nastro trasportatore. Volume espiratorio forzato (FEV1) Volume d aria espirata forzatamente dopo inspirazione massimale, nel primo secondo. L indice più noto ed utilizzato dai medici è il volume espiratorio forzato o massimo, che nel soggetto normale corrisponde circa al 70-80% della CVF.

METABOLISMO E SISTEMI ENERGETICI

METABOLISMO E SISTEMI ENERGETICI METABOLISMO E SISTEMI ENERGETICI 1 Obiettivi della lezione 1) Capire come l organismo converta il cibo che ingeriamo in ATP per fornire ai muscoli l energia che essi necessitano per contrarsi. 2) Esaminare

Dettagli

. Massimo Consumo di Ossigeno (VO 2 max) INTENSITA DELL ESERCIZIO E CONSUMO DI OSSIGENO. Fattori limitanti il Massimo Consumo di Ossigeno

. Massimo Consumo di Ossigeno (VO 2 max) INTENSITA DELL ESERCIZIO E CONSUMO DI OSSIGENO. Fattori limitanti il Massimo Consumo di Ossigeno Massimo Consumo di Ossigeno (VO 2 max) Limite più elevato nell abilità di una persona di aumentare il consumo di ossigeno Buon indicatore della resistenza cardiorespiratoria e della fitness aerobica Può

Dettagli

Lezione di oggi (Lunedì 19 Novembre)

Lezione di oggi (Lunedì 19 Novembre) Lezione di oggi (Lunedì 19 Novembre) ADATTAMENTI METABOLICI INDOTTI DALL ALLENAMENTO Obiettivi della lezione Scoprire come l allenamento possa ottimizzare il rendimento dei sistemi energetici e sviluppare

Dettagli

SISTEMI ENERGETICI. L ATP privato di uno dei suoi 3 radicali fosforici diventa ADP (adenosindifosfato).

SISTEMI ENERGETICI. L ATP privato di uno dei suoi 3 radicali fosforici diventa ADP (adenosindifosfato). SISTEMI ENERGETICI LE FONTI ENERGETICHE MUSCOLARI I movimenti sono resi possibili, dal punto di vista energetico, grazie alla trasformazione, da parte dei muscoli, dell energia chimica ( trasformazione

Dettagli

LE CAPACITA CONDIZIONALI E L ALLENAMENTO NEI GIOVANI

LE CAPACITA CONDIZIONALI E L ALLENAMENTO NEI GIOVANI LE CAPACITA CONDIZIONALI E L ALLENAMENTO NEI GIOVANI CORSO CONI PER FEDERAZIONE ORIENTEERING 24.04.2010 Ivan Zadro, PhD PRIMA PARTE Le capacità condizionali LE CAPACITÀ CONDIZIONALI LA FORZA FORZA RAPIDA

Dettagli

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO 1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO Sono molte le definizioni di allenamento: Definizione generale: E un processo che produce nell organismo un cambiamento di stato che può essere fisico, motorio, psicologico.

Dettagli

COSTO ENERGETICO NEGLI ISTRUTTORI

COSTO ENERGETICO NEGLI ISTRUTTORI COSTO ENERGETICO NEGLI ISTRUTTORI La ginnastica aerobica è praticata da soggetti di età e caratteristiche fisiche differenti, in prevalenza di sesso femminile, sia a scopo esclusivamente ludico sia per

Dettagli

Corso integrato: Monitoraggio e valutazione III Dott.ssa Silvia Pogliaghi

Corso integrato: Monitoraggio e valutazione III Dott.ssa Silvia Pogliaghi Corso integrato: Monitoraggio e valutazione III Dott.ssa Silvia Pogliaghi Contenuti formativi L obiettivo del corso è l acquisizione di conoscenze e competenze di misura, monitoraggio e valutazione degli

Dettagli

L'ATP E I MECCANISMI ENERGETICI

L'ATP E I MECCANISMI ENERGETICI L'ATP E I MECCANISMI ENERGETICI Il nostro corpo, per poter compiere una qualsiasi attività, ha bisogno di energia. Questo bisogno energetico viene soddisfatto all'interno del nostro organismo grazie al

Dettagli

http://sds.coniliguria.it 1

http://sds.coniliguria.it 1 Aspetti metabolici dell esercizio fisico Genova 22 gennaio 2011 A cura di Attilio TRAVERSO http://sds.coniliguria.it 1 L allenamento produce modificazioni fisiologiche (adattamenti) in quasi tutti i sistemi

Dettagli

APPUNTI SINTETICI DI TEORIA

APPUNTI SINTETICI DI TEORIA APPUNTI SINTETICI DI TEORIA In ogni attività fisica o sportiva vi sono varie modalità per produrre l energia necessaria alla contrazione muscolare; inoltre, a seconda del tipo di gesto compiuto, variano

Dettagli

Bioenergetica e fisiologia dell esercizio 8. Risposte all allenamento: adattamenti biochimici e effetti sulla resistenza

Bioenergetica e fisiologia dell esercizio 8. Risposte all allenamento: adattamenti biochimici e effetti sulla resistenza Bioenergetica e fisiologia dell esercizio 8. Risposte all allenamento: adattamenti biochimici e effetti sulla resistenza Prof. Carlo Capelli, Fisiologia Generale e dell Esercizio, Facoltà di Scienze Motorie,

Dettagli

LA CORSA Test e mezzi di allenamento

LA CORSA Test e mezzi di allenamento LA CORSA Test e mezzi di allenamento Tecnico FITri Raimondo Mantese 1 Introduzione Intraprendere uno sport multiforme quale il triathlon comporta la necessaria conoscenza delle proprie capacità fisiche.

Dettagli

I MECCANISMI ENERGETICI A LIVELLO MUSCOLARE BREVE TRATTAZIONE A SCOPO DIVULGATIVO

I MECCANISMI ENERGETICI A LIVELLO MUSCOLARE BREVE TRATTAZIONE A SCOPO DIVULGATIVO I MECCANISMI ENERGETICI A LIVELLO MUSCOLARE BREVE TRATTAZIONE A SCOPO DIVULGATIVO Il nostro organismo è in grado di produrre energia soprattutto in virtù del sistema muscolare, che può essere considerato

Dettagli

ENERGIA MOVIMENTO VELOCITA. Antonio De Pascale

ENERGIA MOVIMENTO VELOCITA. Antonio De Pascale ENERGIA MOVIMENTO VELOCITA Antonio De Pascale I meccanismi energetici del motore umano Meccanismi energetici Meccanismi energetici Meccanismi energetici Meccanismi energetici Meccanismi energetici umani

Dettagli

Tecnica. Capacità di Prestazione del Giocatore di pallacanestro. Condizione. Forza Velocità Resistenza Mobilità articolare

Tecnica. Capacità di Prestazione del Giocatore di pallacanestro. Condizione. Forza Velocità Resistenza Mobilità articolare 1 Le forme principali di sollecitazione motoria rappresentate dalla forza, velocità, resistenza, mobilità articolare e dalle capacità coordinative costituiscono i presupposti fondamentali per l apprendimento

Dettagli

Campobasso, 22 maggio 2015

Campobasso, 22 maggio 2015 Campobasso, 22 maggio 2015 LE CAPACITA CONDIZIONALI Forza Rapidita Resistenza Flessibilità LE CAPACITA CONDIZIONALI Forza Rapidita Resistenza Flessibilità Massima Rapida Resistente di reazione Ciclica/aciclica

Dettagli

ALLENARE LA POTENZA AEROBICA IN SPAZI STRETTI. Prof. A.Di Musciano

ALLENARE LA POTENZA AEROBICA IN SPAZI STRETTI. Prof. A.Di Musciano ALLENARE LA POTENZA AEROBICA IN SPAZI STRETTI Prof. A.Di Musciano PREMESSA IL CALCIO E UN ATTIVITA INTERMITTENTE CASUALE, NEL CORSO DEL QUALE SI ALTERNANO FASI AD ALTA INTENSITA ED ALTRE DI IMPEGNO MINORE

Dettagli

Principi dell allenamento nella patologia cronica FtR Giuseppe Gaudiello

Principi dell allenamento nella patologia cronica FtR Giuseppe Gaudiello Giornata ARIR Falsi miti in Riabilitazione Respiratoria 25 ottobre 2014 Principi dell allenamento nella patologia cronica FtR Giuseppe Gaudiello Il 31% della popolazione conduce una vita sedentaria L'inattività

Dettagli

CICLISMO: PRINCIPI DI METODOLOGIA DI ALLENAMENTO

CICLISMO: PRINCIPI DI METODOLOGIA DI ALLENAMENTO Allenamento ciclismo CICLISMO: PRINCIPI DI METODOLOGIA DI ALLENAMENTO Le basi della supercompensazione nel ciclista Il carico di allenamento (o sollecitazione) di un ciclista tende a sfruttare la propria

Dettagli

GLI EFFETTI DELL ESERCIZIO IN ACQUA. Le risposte fisiologiche dell immersione

GLI EFFETTI DELL ESERCIZIO IN ACQUA. Le risposte fisiologiche dell immersione GLI EFFETTI DELL ESERCIZIO IN ACQUA Le risposte fisiologiche dell immersione L acqua È importante che chi si occupa dell attività in acqua sappia che cosa essa provoca nell organismo EFFETTI DELL IMMERSIONE

Dettagli

Corso Preparatori Atletici Professionisti 2007. Adattamento aerobico. Simone Germano

Corso Preparatori Atletici Professionisti 2007. Adattamento aerobico. Simone Germano Corso Preparatori Atletici Professionisti 2007 Adattamento aerobico Simone Germano Adattamento aerobico Alcune precisazioni. Capacità aerobica: E la capacità di sopportare il più a lungo possibile uno

Dettagli

SPORT di SQUADRA OVER 40:

SPORT di SQUADRA OVER 40: SPORT di SQUADRA OVER 40: Tempi e metodi Relatore: prof. MODESTO BONAN Sabato 3 dicembre 2011 Centro Congressi Belluno - Sala Teatro Centro Giovanni XXIII Componenti esterni Struttura delle componenti

Dettagli

FOTO FONDO NATURALE DA ACQUISTARE A 300 DPI > regìa. MEdIcIna DeLLO SPORT & CHinesiTerapia

FOTO FONDO NATURALE DA ACQUISTARE A 300 DPI > regìa. MEdIcIna DeLLO SPORT & CHinesiTerapia FOTO FONDO NATURALE DA ACQUISTARE A 300 DPI > regìa MEdIcIna DeLLO SPORT & CHinesiTerapia FOTO MF_regìa 300 DPI NB.LE FOTO DELLO STUDIO CFSPORT SONO REALIZZATE DA MONICA F. VALUTATE SE MANTENERLE... centro

Dettagli

Che cosa è l allenamento?

Che cosa è l allenamento? Che cosa è l allenamento? Appunti, pensieri e spunti sull argomento di Francesco Perondi e liberamente tratti dal relativo capitolo del libro L Allenamento Fisico nel Calcio, concetti e principi metodologici

Dettagli

4 - LE FONTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA. Le fibre muscolari

4 - LE FONTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA. Le fibre muscolari 40 4 - LE FONTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA Le fibre muscolari È noto che la qualità della contrazione di un muscolo dipende, essenzialmente dalla percentuale del tipo di fibre che lo compongono. La dotazione

Dettagli

La nutrizione e il metabolismo

La nutrizione e il metabolismo La nutrizione e il metabolismo 1. Le sostanze nutritive, o nutrienti 2. Definizione di metabolismo 3. Il metabolismo dei carboidrati 4. Il metabolismo dei lipidi 1 L apparato respiratorio 5. Il metabolismo

Dettagli

Bioenergetica e fisiologia dell

Bioenergetica e fisiologia dell Bioenergetica e fisiologia dell esercizio 3. Metabolismo lattacido ed esercizio severo (sovra massimale), equivalente energetico del lattato, potenza e capacità lattacida Prof. Carlo Capelli, Facoltà di

Dettagli

Lecco, 16 maggio 2015

Lecco, 16 maggio 2015 Silvano DANZI Lo sviluppo delle componenti aerobiche Lecco, 16 maggio 2015 RESISTENZA 2 La resistenza è la capacità di resistere alla fatica in esercitazioni di durata e di opporsi all affaticamento affaticamento

Dettagli

La Velocità. Terzo incontro P.O.M.S. Relatore Averoldi Michele. Venerdi 24 Ottobre 2014

La Velocità. Terzo incontro P.O.M.S. Relatore Averoldi Michele. Venerdi 24 Ottobre 2014 La Velocità Terzo incontro P.O.M.S. Relatore Averoldi Michele La velocità Definizione e funzionamento Velocità (1) La velocità è la capacità di compiere movimenti di una certa ampiezza in un tempo limitato.

Dettagli

Il Minibasket e la preparazione atletica: obiettivi comuni per il miglioramento delle capacità del bambino

Il Minibasket e la preparazione atletica: obiettivi comuni per il miglioramento delle capacità del bambino Il Minibasket e la preparazione atletica: obiettivi comuni per il miglioramento delle capacità del bambino Il ruolo dell istruttore nel Minibasket è di fondamentale importanza in quanto deve migliorare

Dettagli

I test di valutazione funzionale. www.fisiokinesiterapia.biz

I test di valutazione funzionale. www.fisiokinesiterapia.biz I test di valutazione funzionale www.fisiokinesiterapia.biz LA PRESTAZIONE Fattori che la determinano: Anagrafici (età) Antropometrici (statura, peso, biotipo) Psicologici (attitudine, motivazione) Ambientali

Dettagli

Presupposti anatomo - fisiologici in età evolutiva. Luca FERRARIS

Presupposti anatomo - fisiologici in età evolutiva. Luca FERRARIS Presupposti anatomo - fisiologici in età evolutiva Luca FERRARIS Bambino e sport Benefici: contrasta il sedentarismo precoce malattia ipocinetica («subhealth») dilagante nei paesi sviluppati ( prevenzione

Dettagli

1) FIBRE ROSSE A CONTRAZIONE LENTA (Tipo I) 2) FIBRE BIANCHE INTERMEDIE (Tipo IIa) 3) FIBRE BIANCHE A CONTRAZIONE RAPIDA (Tipo IIb)

1) FIBRE ROSSE A CONTRAZIONE LENTA (Tipo I) 2) FIBRE BIANCHE INTERMEDIE (Tipo IIa) 3) FIBRE BIANCHE A CONTRAZIONE RAPIDA (Tipo IIb) LE FIBRE MUSCOLARI La fibra muscolare è considerata l' unità funzionale del muscolo scheletrico o, più semplicemente, una delle tante cellule che lo compongono. Ogni muscolo è infatti formato da un certo

Dettagli

Il ciclo nutrizione / digiuno

Il ciclo nutrizione / digiuno Il ciclo nutrizione / digiuno Aspetti generali La fase di assorbimento è il periodo che va dalle 2 alle 4 ore successive all assunzione di un pasto. Durante questo intervallo si verifica un transitorio

Dettagli

&RPLWDWR3URYLQFLDOH0HVVLQD FRQVLGHUD]LRQLSHULOPH]]RIRQGRYHORFH

&RPLWDWR3URYLQFLDOH0HVVLQD FRQVLGHUD]LRQLSHULOPH]]RIRQGRYHORFH &RPLWDWR3URYLQFLDOH0HVVLQD 0$66,02&216802',266,*(12 (0$66,0$9(/2&,7$ 9(/2&,7$ $(52%,&$ *(1(5$/,7$ (,1',&$=,21,3(5,//25269,/8332 FRQVLGHUD]LRQLSHULOPH]]RIRQGRYHORFH 6DOYDWRUH/D)DXFLDXFL up}lyzp{h GGklnspGz{

Dettagli

Considerazioni energetiche sull attività motoria

Considerazioni energetiche sull attività motoria Considerazioni energetiche sull attività motoria [La maggior parte dei dati, figure e tabelle riportati nel seguito sono tratti da: R. Margaria, Fisiologia muscolare e meccanica del movimento, Mondadori,

Dettagli

Risposte fisiologiche in diversi sport ciclici

Risposte fisiologiche in diversi sport ciclici Risposte fisiologiche in diversi sport ciclici Fisiologia della prestazione sportiva Università degli Studi di Verona Scienze Motorie aa 2012-1013 1 Le caratteristiche fisiologiche non sono le uniche

Dettagli

ENZIMI CINETICA ENZIMATICA

ENZIMI CINETICA ENZIMATICA ENZIMI PERCHE UNA REAZIONE AVVENGA, SI DEVONO SODDISFARE TRE CONDIZIONI I SUBSTRATI DEVONO ENTRARE IN COLLISIONE LA COLLISIONE DEVE AVVENIRE CON ORIENTAMENTO CORRETTO I REAGENTI DEVONO AVERE ENERGIA SUFFICIENTE

Dettagli

Appunti di Allenamento Alessandro Cividani

Appunti di Allenamento Alessandro Cividani Appunti di Allenamento Alessandro Cividani Il fabbisogno idrico e i rischi della disidratazione Particolarmente importante per l atleta e lo sportivo è l aspetto che riguarda l acqua. La sudorazione implicita

Dettagli

GLICOGENOLISI & GLICOGENOSINTESI

GLICOGENOLISI & GLICOGENOSINTESI GLICOGENOLISI & GLICOGENOSINTESI ALIMENTARE Glucosio GLUCONEOGENESI GLICOGENOLISI (epatica) Glicemia: 70-90 mg/100ml ~ 5 mm GLICOGENO Nel fegato fino al 6-10% della massa epatica (~100 grammi) Nel muscolo

Dettagli

Mezzofondo Femminile: stesse metodologie di allenamento? Endrizzi Pietro

Mezzofondo Femminile: stesse metodologie di allenamento? Endrizzi Pietro Mezzofondo Femminile: stesse metodologie di allenamento? Endrizzi Pietro Convegno Tecnico Villalagarina, 11 gennaio 2014 Esistono differenze di genere? Le donne devono allenarsi più dei maschi Sfatare

Dettagli

L educazione alimentare

L educazione alimentare L educazione alimentare Educazione alimentare: alimenti e nutrienti Sono ALIMENTI tutte le sostanze che l organismo può utilizzare per l accrescimento, il mantenimento e il funzionamento delle strutture

Dettagli

COSA C E DI NUOVO A PROPOSITO DI VELOCITA GENOVA, 6 MAGGIO 20014. M.d.S. CARLO VIVIO Preparatore atletico squadre nazionali 1996-2003

COSA C E DI NUOVO A PROPOSITO DI VELOCITA GENOVA, 6 MAGGIO 20014. M.d.S. CARLO VIVIO Preparatore atletico squadre nazionali 1996-2003 COSA C E DI NUOVO A PROPOSITO DI VELOCITA GENOVA, 6 MAGGIO 20014 M.d.S. CARLO VIVIO Preparatore atletico squadre nazionali 1996-2003 L allenamento della velocità pura nel nuoto Riflessioni e applicazioni

Dettagli

Modello fisiologico dei giochi di squadra

Modello fisiologico dei giochi di squadra Teoria dell allenamento Enrico Arcelli Facoltà di Scienze Motorie Università degli Studi di Milano: Modello fisiologico dei giochi di squadra Modello fisiologico dei 10.000 m Nei 10.000 m o nella maratona

Dettagli

Il fabbisogno di energia di un individuo dipende dal suo dispendio energetico totale

Il fabbisogno di energia di un individuo dipende dal suo dispendio energetico totale Il fabbisogno di energia di un individuo dipende dal suo dispendio energetico totale L energia introdotta con gli alimenti è utilizzata dall organismo e restituita all ambiente sotto forma di calore (soprattutto)

Dettagli

Effetti dell attivita fisica. Dott. Pietro Palermo

Effetti dell attivita fisica. Dott. Pietro Palermo Effetti dell attivita fisica Dott. Pietro Palermo Perché fare attività fisica? Ad ognuno il proprio spazio Fare attività fisica non vuol dire solo evitare di ingrassare! Determinanti della Capacità di

Dettagli

Niccolò Taddei Biochimica

Niccolò Taddei Biochimica Niccolò Taddei Biochimica VERSO L UNIVERSITÀ Le domande sono tratte dalle prove di ammissione emesse annualmente dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (MIUR) e le soluzioni sono

Dettagli

CONTROLLO DELL ALLENAMENTO NELLA PALLACANESTRO MODERNA

CONTROLLO DELL ALLENAMENTO NELLA PALLACANESTRO MODERNA CONTROLLO DELL ALLENAMENTO NELLA PALLACANESTRO MODERNA QUALE CARICO? COME ALLENARE? Per definire il modello di allenamento è necessario conoscere i fenomeni fisiologici che si verificano in risposta allo

Dettagli

MODULO INFORMATIVO RELATIVO AL PROGETTO MARCIALONGA SCIENCE

MODULO INFORMATIVO RELATIVO AL PROGETTO MARCIALONGA SCIENCE MODULO INFORMATIVO RELATIVO AL PROGETTO MARCIALONGA SCIENCE Soggetto promotore: Responsabile progetto: Obiettivi dello studio: Protocollo del test: Utilizzo dei dati raccolti: Diritti dei soggetti partecipanti:

Dettagli

I PRINCIPI GENERALI DELL ALLENAMENTO

I PRINCIPI GENERALI DELL ALLENAMENTO Appunti per: Corso sulla preparazione fisica di 1 livello I PRINCIPI GENERALI DELL ALLENAMENTO Prof. G.UGO FOSCOLO Genova, 17 ottobre 2013 1 DEFINIZIONE DI ALLENAMENTO Prof. Carlo Vittori È un processo

Dettagli

Principi base dell allenamento

Principi base dell allenamento ALLENAMENTO DELLA FORZA (ACSM Resource Manual) A cura di: dr Luciano Bissolotti Definizione: rottura della fisiologica omeostasi dell organismo cui consegue un recupero ed un incremento delle capacità

Dettagli

Riabilitazione Respiratoria. Linee guida American Thoracic Society Luglio 07

Riabilitazione Respiratoria. Linee guida American Thoracic Society Luglio 07 Riabilitazione Respiratoria Linee guida American Thoracic Society Luglio 07 Definizione (American Thoracic Society) La riabilitazione polmonare è attività terapeutica multidisciplinare basata EBM, rivolta

Dettagli

ISTITUTO SUPERIORE DI EDUCAZIONE FISICA PAREGGIATO DI BOLOGNA SEDE DI VERONA

ISTITUTO SUPERIORE DI EDUCAZIONE FISICA PAREGGIATO DI BOLOGNA SEDE DI VERONA ISTITUTO SUPERIORE DI EDUCAZIONE FISICA PAREGGIATO DI BOLOGNA SEDE DI VERONA TESI DI DIPLOMA IL CARDIOFREQUENZIMETRO NELL ANALISI DELLA PRESTAZIONE FISICA: PRECISIONE E REGOLARITÀ DI FUNZIONAMENTO Relatore:

Dettagli

Allenarsi con la frequenza cardiaca (prima parte di 3)

Allenarsi con la frequenza cardiaca (prima parte di 3) Allenarsi con la frequenza cardiaca (prima parte di 3) Huber Rossi. Marathon Sport Medical Center www.marathoncenter.it Prima di porsi la domanda come utilizzare la frequenza cardiaca in allenamento? bisogna

Dettagli

IL MUSCOLO SCHELETRICO

IL MUSCOLO SCHELETRICO APPARATO MUSCOLARE Il movimento umano è assicurato dall'apparato muscolare, costituito questo dall'insieme dei muscoli. La contrazione dei muscoli inseriti sulle ossa, unite tra loro mediante articolazioni

Dettagli

Fisiologia della Nutrizione e Metabolismo Energetico

Fisiologia della Nutrizione e Metabolismo Energetico Fisiologia della Nutrizione e Metabolismo Energetico Processo di Organicazione del Carbonio Il metabolismo cellulare e corporeo Processo di rinnovamento e ricambio della materia vivente. Insieme di tutte

Dettagli

PROGRAMMA SPORT E SALUTE STAGIONE 2015-2016

PROGRAMMA SPORT E SALUTE STAGIONE 2015-2016 PROGRAMMA SPORT E SALUTE STAGIONE 2015-2016 Professional test propone un contributo concreto alle società sportive, attraverso un controllo ed un monitoraggio certificato. Un valore aggiunto per le società

Dettagli

GLI INTEGRATORI ALIMENTARI NELLA PRATICA SPORTIVA

GLI INTEGRATORI ALIMENTARI NELLA PRATICA SPORTIVA GLI INTEGRATORI ALIMENTARI NELLA PRATICA SPORTIVA INTRODUZIONE Un corretto regime alimentare è in grado di soddisfare il fabbisogno nutrizionale di un individuo sano. Esistono casi in cui è necessario

Dettagli

Regolazione del metabolismo del glucosio

Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione coordinata di glicolisi e gluconeogenesi Glicolisi e gluconeogenesi sono regolate in modo reciproco La regolazione è a livello dei punti di deviazione

Dettagli

2 CONVEGNO INTERREGIONALE LA MONTAGNA PER TUTTI. Allenamento e preparazione fisica: bambini e anziani in montagna

2 CONVEGNO INTERREGIONALE LA MONTAGNA PER TUTTI. Allenamento e preparazione fisica: bambini e anziani in montagna Commissione Interregionale Medica Veneto Friulana - Giuliana 2 CONVEGNO INTERREGIONALE LA MONTAGNA PER TUTTI Passo Pordoi, 9 10 ottobre 2004 Allenamento e preparazione fisica: bambini e anziani in montagna

Dettagli

SECREZIONE DI INSULINA:

SECREZIONE DI INSULINA: SECREZIONE DI INSULINA: O Ca ++ VGCC K-ATP GLUT2 Ca ++ K + O Ca ++ HK I P GK ATP O ADP piruvato acidi grassi corpi chetonici aminoacidi secretina glucagone incretine: colecistochinina (CCK) peptide inibitore

Dettagli

MODULO 2 NUTRIZIONE UMANA LEZIONE 2 CALCOLO DEL DISPENDIO ENERGETICO GIORNALIERO

MODULO 2 NUTRIZIONE UMANA LEZIONE 2 CALCOLO DEL DISPENDIO ENERGETICO GIORNALIERO MODULO 2 NUTRIZIONE UMANA LEZIONE 2 CALCOLO DEL DISPENDIO ENERGETICO GIORNALIERO FABBISOGNO ENERGETICO Apporto di energia, di origine alimentare, necessario a compensare il dispendio energetico di individui

Dettagli

Alimentazione e sport

Alimentazione e sport Dietista Silvia Bernardi Trento, 5 Marzo 2010 Il movimento spontaneo e l attività fisica, se iniziati precocemente, rappresentano la misura più efficace di terapia e prevenzione delle patologie del benessere.

Dettagli

STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE

STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE Dott. ssa Annalisa Caravaggi Biologo Nutrizionista sabato 15 febbraio 14 STRESS: Forma di adattamento dell organismo a stimoli chiamati STRESSOR.

Dettagli

MEZZOFONDO VELOCE : Mezzi di Allenamento. - Esercitazioni tecniche della Corsa :

MEZZOFONDO VELOCE : Mezzi di Allenamento. - Esercitazioni tecniche della Corsa : MEZZOFONDO VELOCE : Mezzi di Allenamento - Esercitazioni tecniche della Corsa : Queste rappresentano il mezzo più specifico per l apprendimento di un corretto utilizzo della corsa. Questa, infatti, dovrebbe

Dettagli

Composizione, Dose, Modo e Tempo di somministrazione E un Medicinale: seguire attentamente le avvertenze..

Composizione, Dose, Modo e Tempo di somministrazione E un Medicinale: seguire attentamente le avvertenze.. Prof. Patrizio Ripari Centro Universitario di Medicina dello Sport-Facoltà di Scienze dell Educazione Motoria- Dip. Scienze Biomediche p.ripari@unich.it Composizione, Dose, Modo e Tempo di somministrazione

Dettagli

GC = F x Gs. Gli aumenti di GC sono possibili grazie ad aumenti della frequenza cardiaca e della gittata sistolica.

GC = F x Gs. Gli aumenti di GC sono possibili grazie ad aumenti della frequenza cardiaca e della gittata sistolica. Volume di sangue espulso dal cuore in un minuto. Dipende dalle esigenze metaboliche dell organismo e quindi dal consumo di O 2 Consumo O 2 medio in condizioni basali 250 ml/min GC = 5 l/min Consumo O 2

Dettagli

FEDERAZIONE ITALIANA HOCKEY E PATTINAGGIO LE CAPACITA CONDIZIONALI

FEDERAZIONE ITALIANA HOCKEY E PATTINAGGIO LE CAPACITA CONDIZIONALI FEDERAZIONE ITALIANA HOCKEY E PATTINAGGIO LE CAPACITA CONDIZIONALI Di Ilaria Barbieri SCUOLA ITALIANA PATTINAGGIO EDIZIONE 2009 a cura di Lucio Ronci 1 INTRODUZIONE Questa dispensa voluta dalla SCUOLA

Dettagli

indice PARTE PRIMA LA FISIOLOGIA DELL ESERCIZIO Sezione 1 Nutrizione: le basi della prestazione fisica Sezione 2 Energia per l attività fisica

indice PARTE PRIMA LA FISIOLOGIA DELL ESERCIZIO Sezione 1 Nutrizione: le basi della prestazione fisica Sezione 2 Energia per l attività fisica indice Introduzione Uno sguardo al passato Le radici storiche della fisiologia dell esercizio, XXIII Intervista al Dr. Charles Tipton PARTE PRIMA LA FISIOLOGIA DELL ESERCIZIO Sezione 1 Nutrizione: le basi

Dettagli

Alimentazione ed integrazione nello sportivo

Alimentazione ed integrazione nello sportivo Alimentazione ed integrazione nello sportivo ITALO GUIDO RICAGNI Società Italiana di Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita OBIETTIVI GENERALI Fornire competenze al MMG: a) Fabbisogni alimentari

Dettagli

Da dove prendono energia le cellule animali?

Da dove prendono energia le cellule animali? Da dove prendono energia le cellule animali? La cellula trae energia dai legami chimici contenuti nelle molecole nutritive Probabilmente le più importanti sono gli zuccheri, che le piante sintetizzano

Dettagli

GIULIO SERGIO ROI INTRODUZIONE...11 IL CARDIOFITNESS...12. Cenni di anatomia e fisiologia degli appartai respiratorio e cardiocircolatorio...

GIULIO SERGIO ROI INTRODUZIONE...11 IL CARDIOFITNESS...12. Cenni di anatomia e fisiologia degli appartai respiratorio e cardiocircolatorio... INDICE CAPITOLO I INTRODUZIONE...11 IL CARDIOFITNESS...12 CAPITOLO II Cenni di anatomia e fisiologia degli appartai respiratorio e cardiocircolatorio...15 Il polmone e li vie aeree...15 Il cuore e l apparato

Dettagli

L'ALLENAMENTO, IL RISCALDAMENTO, LO STRETCHING

L'ALLENAMENTO, IL RISCALDAMENTO, LO STRETCHING L'ALLENAMENTO, IL RISCALDAMENTO, LO STRETCHING 1 - ALLENAMENTO FISICO O TRAINING L ALLENAMENTO consente di raggiungere e mantenere l organismo e/o le varie prestazioni a ben definiti livelli ottimali di

Dettagli

(A cura di: A. Claudia Cartoni - Cinzia Delisi - Francesca Gardini)

(A cura di: A. Claudia Cartoni - Cinzia Delisi - Francesca Gardini) (A cura di: A. Claudia Cartoni - Cinzia Delisi - Francesca Gardini) LA PREPARAZIONE FISICA DI BASE L obiettivo di chi pratica la ginnastica aerobica è quello di ottenere il raggiungimento e successivamente

Dettagli

ALCOL? NO, GRAZIE IO GIOCO A CALCIO!

ALCOL? NO, GRAZIE IO GIOCO A CALCIO! ALCOL? NO, GRAZIE IO GIOCO A CALCIO! L'alcol è uno dei principali fattori di rischio per la salute. Bere è una libera scelta individuale e familiare, ma è necessario essere consapevoli che rappresenta

Dettagli

CONInforma Sport e corretti stili di vita

CONInforma Sport e corretti stili di vita Numero 2 del 17 febbraio 2014 A cura del Dott. Sergio Zita Responsabile sportello CONInforma ATTIVITA FISICA E SPORT IN ETA EVOLUTIVA L età di avviamento dei bambini alla pratica sportiva preoccupa non

Dettagli

forme diabetiche Diabete di tipo I o magro o giovanile (IDDM): carenza primaria di insulina, più frequente nei giovani e nei bambini. Il deficit insulinico consegue (per predisposizione ereditaria o per

Dettagli

LE CAPACITÀ MUSCOLARI

LE CAPACITÀ MUSCOLARI UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI PAVIA CORSO DI LAUREA IN EDUCAZIONE FISICA E TECNICA SPORTIVA LE CAPACITÀ MUSCOLARI Seconda parte prof. GIAN PIERO GRASSI gianpiero.grassi@unimi.it gianpiero.grassi@unipv.it DEFINIZIONE

Dettagli

MASSIMO CONSUMO D OSSIGENO E SOGLIA ANAEROBICA. COSTO ENERGETICO SU DIVERSI TIPI DI ERGOMETRI. dott.ssa Elisa Dussin OBIETTIVO PREREQUISITI

MASSIMO CONSUMO D OSSIGENO E SOGLIA ANAEROBICA. COSTO ENERGETICO SU DIVERSI TIPI DI ERGOMETRI. dott.ssa Elisa Dussin OBIETTIVO PREREQUISITI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE MOTORIE Laboratorio di Fisiologia dello Sport A.A. 2005-2006 MASSIMO CONSUMO D OSSIGENO E SOGLIA ANAEROBICA. COSTO ENERGETICO SU DIVERSI TIPI

Dettagli

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Corso di Laurea in Scienze Motorie e dello Sport La formazione e lo sviluppo delle capacità e delle abilità motorie Prof. Maurizio Mondoni LE CAPACITA MOTORIE

Dettagli

La valutazione funzionale nella pallavolo

La valutazione funzionale nella pallavolo La valutazione funzionale nella pallavolo Antonio Gianfelici La pallavolo nell ambito della classificazione fisiologica delle attività sportive è definita quale attività ad impegno aerobico-anaerobico

Dettagli

FITWALKING: 10000 PASSI PER LA SALUTE Testo e disegni di Stelvio Beraldo

FITWALKING: 10000 PASSI PER LA SALUTE Testo e disegni di Stelvio Beraldo FITWALKING: 10000 PASSI PER LA SALUTE Testo e disegni di Stelvio Beraldo - WALKING E FITWALKING - 10000 passi al giorno e risposta dell'apparato cardiocircolatorio e respiratorio - 10000 passi al giorno

Dettagli

ALIMENTAZIONE E SPORT I nutrienti giusti nei tempi giusti e perché! CORTISOLO (Abstract della presentazione alla scuola di allenatori. Riccione 2010. Relatore Prof. Angelo Pulcini) ---------------------------------------------

Dettagli

Regolazioni cardiocircolatorie

Regolazioni cardiocircolatorie Regolazioni cardiocircolatorie Due finalismi Regolazioni omeostatiche Mantenere costante la pressione e la perfusione dei tessuti (cuore e cervello in primis) Regolazioni allostatiche o adattative Aumentare

Dettagli

Che cosa e l allenamento

Che cosa e l allenamento Che cosa e l allenamento teoria Definizione comportamento idoneo a modificare la capacità di prestazione motoria, fisica o psichica (cognitiva) fisiologia eccezione alla regola generale dell omeostasi

Dettagli

APPUNTI SUGLI ARGOMENTI DI TEORIA

APPUNTI SUGLI ARGOMENTI DI TEORIA APPUNTI SUGLI ARGOMENTI DI TEORIA IL SISTEMA MUSCOLARE (Le basi tecnico-scientifiche dell E.F.: pp 180-185; PraticaMente Sport pp 69-72) I muscoli striati, o scheletrici, sono detti volontari, in quanto

Dettagli

Medicus si trova in: Via delle Scienze 100. 33100 Udine. Tel: 0432 548991 FAX: 0432 425729. e-mail: info@centromedicus.it. www.centromedicus.

Medicus si trova in: Via delle Scienze 100. 33100 Udine. Tel: 0432 548991 FAX: 0432 425729. e-mail: info@centromedicus.it. www.centromedicus. Medicus si trova in: Via delle Scienze 100 33100 Udine Tel: 0432 548991 FAX: 0432 425729 e-mail: info@centromedicus.it www.centromedicus.it Medicus nasce dal progetto di creare un centro d eccellenza dove

Dettagli

COME RICONOSCERE LO STRESS E PRENDERSI CURA DI SE

COME RICONOSCERE LO STRESS E PRENDERSI CURA DI SE I venerdì della salute COME RICONOSCERE LO STRESS E PRENDERSI CURA DI SE Letizia Martinengo, PhD Biblioteca di Gressan 9 aprile 2010 COSA SAPPIAMO DELLO STRESS PERCHE PARLARE DI STRESS PROBLEMI DI SALUTE

Dettagli

ALIMENTAZIONE E SPORT. Dott. MAURIZIO VIGANO Spec. in Medicina dello Sport

ALIMENTAZIONE E SPORT. Dott. MAURIZIO VIGANO Spec. in Medicina dello Sport ALIMENTAZIONE E SPORT Dott. MAURIZIO VIGANO Spec. in Medicina dello Sport Argomenti: 1) Il fabbisogno energetico 2) Gli alimenti 3) L acqua 4) Vitamine, sali minerali, integratori 5) La dieta dello sportivo

Dettagli

N 13 FISIOLOGIA DEL SISTEMA MUSCOLARE

N 13 FISIOLOGIA DEL SISTEMA MUSCOLARE N 13 FISIOLOGIA DEL SISTEMA MUSCOLARE I muscoli sono organi che, in seguito ad uno stimolo nervoso, si contraggono provocando il movimento delle ossa a cui sono collegati; i muscoli, in questo modo, riducono

Dettagli

unità C2. Le trasformazioni energetiche nelle cellule

unità C2. Le trasformazioni energetiche nelle cellule unità 2. Le trasformazioni energetiche nelle cellule Il trasporto nelle cellule avviene senza consumo di energia con consumo di energia trasporto passivo trasporto attivo attraverso il doppio strato fosfolipidico

Dettagli

Respirazione cellulare

Respirazione cellulare Respirazione cellulare L equazione generale della respirazione C 6 H 12 O 6 + 6 O 2! 6 CO 2 + 6 H 2 O + 36 ATP 1 molec zucchero 6 molec ossigeno 6 molec anidride carbonica 6 molec acqua + = + + 36 molecole

Dettagli

Il Metabolismo Energetico 1. Bilancio Quantitativo tra Apporto di Energia e Dispendio Energetico

Il Metabolismo Energetico 1. Bilancio Quantitativo tra Apporto di Energia e Dispendio Energetico Il Metabolismo Energetico 1. Bilancio Quantitativo tra Apporto di Energia e Dispendio Energetico Prof. Carlo Capelli Fisiologia Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi Verona Obiettivi Energia

Dettagli

LE CAPACITÀ FISICHE: DEFINIZIONE E LORO SVILUPPO. Tecnico Nazionale Maurizio Castagna

LE CAPACITÀ FISICHE: DEFINIZIONE E LORO SVILUPPO. Tecnico Nazionale Maurizio Castagna LE CAPACITÀ FISICHE: DEFINIZIONE E LORO SVILUPPO Tecnico Nazionale Maurizio Castagna CAPACITÀ FISICHE E SVILUPPO LE CAPACITÀ FISICHE SONO: FORZA, RESISTENZA, RAPIDITÀ. La mobilità articolare è una capacità

Dettagli

ALIMENTAZIONE E PERFORMANCE SPORTIVA AMATORIALE E PROFESSIONISTICA Prof. IVO PULCINI Prof. ANGELO PULCINI PREMESSA Una dieta sana ed equilibrata spesso non basta a soddisfare le richieste nutrizionali

Dettagli

Gli Alimenti Classificazione degli alimenti Alimenti semplici o principi alimentari o principi nutritivi o nutrienti inorganici organici

Gli Alimenti Classificazione degli alimenti Alimenti semplici o principi alimentari o principi nutritivi o nutrienti inorganici organici Prof. Carlo Carrisi Gli Alimenti Classificazione degli alimenti Alimenti semplici o principi alimentari o principi nutritivi o nutrienti: servono a nutrire l organismo, derivano dalla digestione, vengono

Dettagli

Valutazione ed allenamento delle qualità fisiche nella pallavolo

Valutazione ed allenamento delle qualità fisiche nella pallavolo Autore J. C. De Lellis originale Sunto della Tre Giorni dal titolo La preparazione fisica nella pallavolo tre scienza e realtà tenutasi ad Ancona il 28 29 30/11/1997 1. Introduzione E il quinto set di

Dettagli