ANALISI DELLA POTENZA DELL ATLETA: LA VALUTAZIONE FUNZIONALE

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1 ANALISI DELLA POTENZA DELL ATLETA: LA VALUTAZIONE FUNZIONALE

2 Significato, scopi e vie della valutazione funzionale La prestazione viene influenzata e condizionata, quindi determinata, da una serie di fattori che intervengono in maniere quantitativamente diversa in relazione alla particolare attività sportiva presa in considerazione. Si tratta di fattori anagrafici (età), antropometrici (statura, peso, biotipo: fibre bianche o rosse), psicologici (attitudine, motivazione), ambientali (temperatura, umidità, altitudine, visibilità), coordinativi, organico-funzionali (caratteristiche meccanico-muscolari di forza e velocità, caratteristiche metaboliche) e di fattori specifici di ogni sport (attrezzi da gara, mezzi di gara, tattica di gara). L intervento di questi differenti fattori, e il ruolo da essi svolto, può essere sintetizzato in un unica formula: Prestazione = Potenza / Costo Energetico La Potenza è la diretta espressione delle qualità organico-funzionali, nonché delle caratteristiche anagrafiche, antropometriche e motivazionali. La Potenza rappresenta l elemento che condiziona la prestazione in modo più o meno positivo, nel senso che tanto maggiore è la potenza che un atleta è in grado di sviluppare, tanto migliore sarà il risultato, mentre il costo energetico rappresenta l elemento che condiziona la prestazione in modo più o meno negativo, nel senso che tanto maggiore è il suo valore tanto peggio sarà il risultato. Il Costo energetico è infatti l espressione di tutti quei fattori che si oppongono alla prestazione, condizionando il rendimento (percentuale dell energia sviluppata che viene realmente utilizzata per la produzione di un lavoro meccanico). Questi fattori, oltre che da quelli ambientali, sono essenzialmente rappresentati, a seconda dell attività considerata: dalle capacità coordinative, che si esprimono nell acquisizione di una perfetta tecnica nell esecuzione del gesto specifico. Il miglioramento della prestazione si può ottenere sia con un aumento della potenza sia con una riduzione del costo energetico, quindi: Massima performance = massima potenza erogabile / minimo costo energetico ottenibile. La Valutazione dei diversi fattori predisponenti deve sempre avvenire nei periodi che precedono le gare, rappresentando, in tal modo, uno dei presupposti fondamentali per l ottimizzazione della prestazioni sportive. La valutazione funzionale dell atleta Si occupa, per l appunto, di fornire indicazioni relativamente allo stato e all evoluzione del fattore organico-funzionale.

3 La finalità che si propone questa moderna disciplina scientifica è, ovviamente, l ottimizzazione della performance sia nello sport di alto livello che nello sport amatoriale o nell attività ludicoscolastica. Il ruolo e l importanza che una corretta programmazione dell allenamento ha nello sviluppo delle capacità funzionali rimangono immutati. Il livello delle prestazioni, infatti, ha determinato un miglioramento e una trasformazione delle tecniche di allenamento che, in generale, hanno riguardato, negli ultimi anni, sia la quantità che l intensità del carico. A ciò si deve aggiungere il costante tentativo da parte dell allenatore di ottimizzare ulteriormente l allenamento attraverso l individualizzazione del carico, adeguando questo alle caratteristiche funzionali dell atleta (in particolare per ciò che concerne le capacità di risposta di quest ultimo, sia in termini di recupero che di adattamento organico). Pertanto, l allenamento rappresenta il fattore fondamentale per ottenere elevate prestazioni! Principi dell allenamento L allenamento sportivo è un processo pedagogico multilaterale, diretto all educazione globale dell atleta, all assimilazione di un ampio spettro di conoscenze, abilità e capacità, all aumento delle capacità del lavoro muscolare dell organismo, all assimilazione della tecnica degli esercizi sportivi e dell arte di gareggiare. Un carico sportivo multilaterale precoce agevola la maturazione nervosa e lo sviluppo della muscolatura, predispone ad una maggiore capacità di carico per la costruzione a lungo termine della prestazione nello sport ad alto livello. MODELLO FUNZIONALE DELL ALLENAMENTO Una volta definito il cosa si deve allenare, cioè l obiettivo da seguire, assume una fondamentale importanza il come ciò deve avvenire: in altri termini quali sono i mezzi ei metodi più idonei a raggiungere gli obiettivi prefissati.

4 Per capire come si deve operare si necessitano informazioni sempre più precise sui fenomeni fisiologici (acuti e cronici) che si verificano in risposta allo stimolo allenante. Spetta al fisiologo fornire tali informazioni. L allenamento è regolato dal principio del sovraccarico secondo il quale, stressando con continuità e intensità progressivamente crescente un sistema biologico, si determina in questo una risposta acuta prima e un adattamento dopo: l allenamento, pertanto, segue la sindrome generale di adattamento di Hans Seyle (1950). Questo Autore spiegava la Risposta fisiologica e l adattamento allo stress in 3 fasi: 1. Reazione di allarme (aggiustamento); 2. Resistenza (adattamento o supercompensazione); 3. Esaurimento (superallenamento). La reazione di allarme è la risposta iniziale e transitoria allo stimolo stressante che mobilita diversi sistemi funzionali, in particolare attraverso l azione di numerosi ormoni, al fine di permettere all organismo di combattere o scappare. In ambito sportivo, questa si traduce in tutta quella serie di risposte, note sotto il nome di aggiustamenti 8per esempio l incremento della frequenza cardiaca) che durante la gara o la seduta di allenamento, forniscono all organismo la possibilità di produrre l energia (ATP) che permette ai muscoli di contrarsi, sviluppando la forza e la velocità richieste per tutto il tempo necessario. Lo sviluppo della resistenza consiste nella realizzazione di tutta quella serie di modifiche stabili, sia morfologiche che funzionali, cui va incontro l organismo per opporsi alle ulteriori applicazioni degli stimoli stressanti. Si tratta delle risposte note con il nome di adattamenti (per esempio il cuore d atleta) che, specifiche per ogni tipo di stress, quindi di disciplina sportiva, sono l obiettivo finale di ogni allenatore. È proprio sugli adattamenti che si basano le possibilità dell atleta di ottenere più elevate performance agonistiche. L esaurimento consiste nella sopravvenuta incapacità dell organismo di sopportare gli stimoli stressanti, nel caso specifico i carichi allenanti, con conseguente mancato adattamento ad essi. Ne consegue, in ambito sportivo, l assenza di ulteriori miglioramenti della prestazione o, nel peggiore dei casi, un peggioramento della stessa con sviluppo di una vera e propria sindrome patologica nota come superallenamento. Con tale termine si vuole indicare una condizione di squilibrio tra l allenamento e il recupero, tra lo sforzo e la capacità di sopportazione dello sforzo, tra lo stress e la tolleranza allo stress. Sta alla bravura dell allenatore far compiere la quantità e l intensità ottimale di lavoro senza oltrepassare né la possibilità di tolleranza all esercizio proprie dell atleta, né le sue capacità di recupero; ciò al fine di ottenere gli adattamenti (supercompensazione) e di evitare l esaurimento (superallenamento). Nella stesura di un programma di allenamento è quindi necessario fare sempre in modo che i carichi di lavoro somministrati siano effettivamente in grado di determinare la reazione biologica

5 acuta (aggiustamenti) ricercata, in modo tale che si instaurino gli adattamenti voluti senza condurre l atleta in uno stato di superallenamento.

6 Parametri della valutazione funzionale PARAMETRI MECCANICO-MUSCOLARI La finalità del sistema neuromuscolare è quella di produrre una tensione (forza) che serve a far muovere a una determinata velocità il corpo o un oggetto oppure, al contrario, a stabilizzare gli stessi contro delle forze opponenti. Da un punto di vista meccanico i parametri che esprimono le caratteristiche muscolari sono essenzialmente la forza prodotta dal muscolo e la velocità con la quale questo si accorcia. Peraltro queste qualità sono espressione di specifiche caratteristiche neuromuscolari quali il tipo di neurone motore (e quindi la fibra), la modalità di stimolazione muscolare, la dimensione del muscolo ecc. I Parametri che possono essere studiati al fine di valutare le caratteristiche muscolari concernono, anche direttamente, il sistema neuromuscolare e, indirettamente, l espressione esterna del suo funzionamento. Tra i parametri diretti vi sono: L attività elettrica del muscolo, rilevabile mediante elettromiografia, analizzata sia nella sua globalità; (elettromiografia integrata) che nelle sue varie componenti (ampiezza e potenza del segnale, spettro di frequenza); La tipologia istologica, biochimica o meccanica, delle fibre muscolari, rilevabile mediante biopsia muscolare; Le dimensioni della massa muscolare, nonché le sue caratteristiche biochimiche, rilevabili mediante RM e spettroscopia in RM. Questi parametri non sono di pratica e diffusa utilizzazione nella valutazione funzionale per le difficoltà tecniche che comporta il loro rilievo. Al contrario di ampio impiego sono i test che analizzano i parametri indiretti: la forza (nelle sue varie espressioni) e la rapidità. La Forza, che in fisica si definisce come il prodotto di una massa per un accelerazione, in fisiologia si può identificare come la capacità di vincere una resistenza o di opporsi ad essa attraverso la contrazione della muscolatura. Possiamo distinguere 3 forme fondamentali della forza: forza massimale, forza veloce, forza resistente. La Rapidità può essere definita come la capacità di eseguire un azione motoria in un tempo minimo. Una qualsivoglia azione presuppone il coinvolgimento integrato del sistema neuromuscolare e prevede differenti tappe rappresentate da:

7 1. Eccitazione del recettore da parte di uno stimolo esterno; 2. Passaggio dello stimolo nella rete nervosa afferente; 3. Registrazione ed elaborazione dello stimolo in entrata in corrispondenza delle aree cerebrali proposte (aree postcentrali e/o arre sensitive specifiche); 4. Elaborazione della risposta o dell azione motoria spontanea in corrispondenza delle aree cerebrali preposte (circonvoluzioni precentrali); 5. Passaggio del segnale nella rete nervosa efferente, centrale e, successivamente, periferica; 6. Trasmissione del segnale dalla rete nervosa al muscolo; 7. Attivazione del muscolo e produzione di energia meccanica. Le prime tre fasi possono non considerarsi obbligatorie nel senso che l elaborazione di un azione motoria non rappresenta, necessariamente, la risposta ad uno stimolo esterno, potendo costituire un semplice atto spontaneo. Velocità e Rapidità: A differenza della velocità, che appare come un parametro essenzialmente espressivo della tipologia delle unità motorie nonché della loro modalità di attivazione (in altri termini, delle caratteristiche temporali del segnale efferente e della risposta del muscolo), la rapidità è un parametro maggiormente indicativo dell efficienza temporale globale del sistema neuromuscolare. Tale parametro esprime anche la velocità di risposta ad uno stimolo esterno o, più semplicemente nel caso di un azione motoria spontanea, la velocità di conduzione tra elaborazione del programma motorio e la sua effettuazione. Vi sono discipline nelle quali le caratteristiche di rapidità appaiono come un fattore determinante la prestazione. Tali caratteristiche, peraltro legate prevalentemente a doti naturali di tipo psicomotorio sono in piccola parte suscettibili di miglioramento con l allenamento, tendono a esprimersi compiutamente esclusivamente durante la gara. Ciò è probabilmente legato al fatto che solo l impegno agonistico garantisce quella tensione psicofisica in grado di sollecitare la massima espressione di queste qualità. Tale parametro, pertanto, appare di difficile misura e in questo campo l indagine scientifica si dimostra spesso insufficiente. PARAMETRI METABOLICI ANAEROBICI ALATTACIDI La funzione del metabolismo anaerobico alattacido è quella di produrre grande quantità di energia in tempi brevissimi. Ne risulta che i parametri normalmente utilizzati per studiare tale entità consistono essenzialmente nel rilievo, diretto, della capacità del muscolo di produrre energia chimica utilizzando fonti energetiche immediate e in quello, indiretto, della capacità di produrre una potenza meccanica di alto grado. La seconda è ovviamente correlata alla prima attraverso la mediazione del rendimento meccanico del muscolo. I Parametri diretti consistono essenzialmente nella misura di: Capacità ATPasica e CPasica della fibra muscolare, attraverso biopsia muscolare; Entità dei depositi di ATP e CP endomuscolare e spettroscopia in RM;

8 Tipo di fibre muscolari, attraverso biopsia muscolare; Capacità di attivazione delle Miochinasi (2ADP = ATP + AMP) e dell adenilato deaminasi. Tale capacità viene valutata attraverso il rilievo, nel sangue, dell ammoniaca e delle xantine. I parametri indiretti meccanici Più utile per una valutazione routinaria delle caratteristiche metaboliche anaerobiche alattacide è sicuramente il rilievo di parametri indiretti di tipo meccanico quali il lavoro, espresso generalmente in Joules, e la potenza, espressa in Joules per secondo, cioè Watt. Il presupposto sulla base del quale si utilizzano tali indicatori è che l energia metabolica prodotta dal muscolo si converte in energia meccanica. I parametri meccanici sono di estesa utilizzazione sia perché di pratico rilievo, sia perché comunque efficaci in una valutazione longitudinale (cioè nello stesso soggetto nel tempo), sia perché, per finire, essi costituiscono il reale ed effettivo risultato dell energia metabolica consumata. Essi, cioè, indicano la vera capacità dell atleta di effettuare una prestazione utilizzando le fonti energetiche coinvolte. Normalmente la misura viene effettuata in Test della durata di 5 o 10 secondi, tale cioè da coinvolgere in misura principale, anche se non esclusiva, il metabolismo anaerobico alattacido. PARAMETRI METABOLICI ANAEROBICI LATTACIDI La misura della funzionalità del metabolismo anaerobico lattacido prevede il rilievo di parametri direttamente correlati con la glicolisi anaerobica, quali il lattato, e altri a essa indirettamente correlati, alcuni di tipo fisiologico, quali il deficit e il debito di ossigeno, e altri di tipo fisico, quali il lavoro, la potenza o il tempo. Lattato Lo studio dei parametri legati al metabolismo anaerobico lattacido dovrebbe riguardare sia i fattori che determinano la velocità di produzione di energia (potenza) che quelli che ne limitano la massima quantità producibile (capacità). Tra i primi possono essere considerati essenzialmente gli enzimi della glicolisi anaerobica, tra i secondi i sistemi atti a ridurre gli effetti dell aumento dell acidità sui processi enzimatici e sulla funzionalità miocellulare in genere (per esempio i sistemi tampone). Così come per il metabolismo aerobico risulta più conveniente misurare il risultato finale di un processo metabolico cellulare (cioè il consumo di O2 e la produzione di CO2 alla bocca), così per il metabolismo glicolitico anaerobico risulta più conveniente, data la tecnologia attuale, misurare il prodotto finale della glicolisi, cioè il lattato, e considerarlo come espressione della rapidità del

9 processo (quando espresso in funzione del tempo) o della sua capacità (quando espresso in valore assoluto). Stechiometria della glicolisi Glucosio + 2ADP + 2P i + 2NAD + 2 piruvato + 2ATP + 2NADH + 2H + + 2H 2 O Risulta evidente che la misura potrà essere precisa solo quando effettuata a livello dei muscoli effettivamente impegnati nella prestazione. Tuttavia, le problematiche legate all esecuzione della biopsia muscolare e l osservazione che comunque il lattato muscolare diffonde nei liquidi corporei, quindi anche nel sangue, ha esaltato l utilità della misura del lattato ematico come metodo della valutazione del metabolismo glicolitico anaerobico (nel muscolo a riposo vi è una concentrazione di lattato di 1 1,5mmol/kg di muscolo, mentre, dopo sforzo, sono state rilevate concentrazioni anche maggiori a 40mmol/kg). Debito di ossigeno Indica la quantità di O2 consumata in eccesso rispetto al valore basale di riposo e necessaria a metabolizzare nel post esercizio il lattato accumulato. I fattori responsabili di questo consumo possono essere ricondotti: Alla rifosforilazione della creatina e dell ADP (rappresenta il 10% del volume totale); All utilizzazione del lattato per la resintesi del glicogeno, ma anche all elevata concentrazione della catecolamine che eleverebbero il VO2 mitocondriale; All intervento degli ormoni glicocorticoidi e della tiroxina, che aumentando l attività della pompa sodio-potassio richiederebbero un incremento della produzione di ATP e quindi del relativo VO ; Alla lipolisi e al rilascio degli acidi grassi durante l esercizio fisico, che determinerebbero un aumento del VO dopo l esercizio; Agli ioni calcio consumati dal muscolo cardiaco e dalla muscolatura scheletrica, che possono influenzare il VO2 post esercizio sempre attraverso un aumento degli enzimi mitocondriali: All innalzamento della temperatura corporea; tale fenomeno sembra essere il fattore di maggior peso (60-70%) della componente lenta del debito di O2 in cui si raggiunga il 50-80% del VO2 max.

10 Deficit di ossigeno Per conoscere il contributo energetico di provenienza anaerobica durante il lavoro muscolare si è fatto ricorso anche alla misura del deficit di O2. Con questo termine si è soliti definire la differenza tra il volume di ossigeno effettivamente consumato dall inizio dell esercizio fino al momento in cui si raggiunge la stabilizzazione di VO2 e il volume di O2 che verrebbe consumato in un tempo uguale se la prova raggiungesse nell istante iniziale lo stato stazionario. Si tratta di calcolare, in altre parole, il volume di ossigeno mancante nella prova reale rispetto all ipotesi teorica. Quindi il deficit di O2 rappresenta la misura della quantità di energia che viene fornita da fonti energetiche differenti da quella aerobica per sintetizzare l ATP necessario a compiere il lavoro muscolare. Da un punto di vista metabolico dipende essenzialmente: Dalle riserve di ATO e PC, Dalle riserve di O2 dell organismo (O2 contenuto nei polmoni, legato all emoglobina del sangue venoso e quello legato alla mioglobina dei muscoli); Dalla produzione di lattato. Parametri meccanici La valutazione delle caratteristiche metaboliche anaerobiche lattacide mediante il rilievo di parametri fisici indiretti quali il lavoro e la potenza si basa sui medesimi principi esposti per il meccanismo alattacido. Durante sforzi brevi e intensi, il metabolismo lattacido, pur venendo attivato fin dall inizio di un attività massimale, nei primissimi secondi contribuisce percentualmente in maniera di gran lunga inferiore al metabolismo alattacido. Con il passare del tempo, invece, la quota di energia erogata dalla via lattacida diviene percentualmente sempre maggiore. Pertanto la valutazione indiretta di questo metabolismo presuppone l utilizzo di prove massimali di durata superiore ai 15 secondi e tali da non sconfinare in uno sforzo a prevalente impegno aerobico. Un altro parametro fisico da considerare in questo tipo di valutazione, quando si utilizzano prove a carico costante e superiori a quelle corrispondenti al VO2 max, è la misura del tempo di esaurimento (durata della prova). Questo indicatore oltre che fornire una stima della capacità del sistema anaeorbico, dà anche indicazioni sulla capacità dell organismo di sopportare elevati livelli di lattato nei tessuti. PARAMETRI METABOLICI AEROBICI Massima potenza aerobica (V O2max) o massimo consumo d ossigeno Il consumo massimale di ossigeno (V O2max) è la misura obiettiva della catena aerobica, che comprende le funzioni respiratorie, cardiovascolare e metaboliche.

11 La massima quantità di ossigeno che può essere utilizzata nell unità di tempo da una persona, durante un lavoro di intensità massimale, è direttamente collegata alla capacità massimale del cuore di fare affluire sangue ai muscoli. La quantità di O2 che l organismo deve assumere è regolata dal livello metabolico cellulare. La quantità minima necessaria a soddisfare le esigenze vitali è definita metabolismo basale. Il consumo di O2 (V O2) aumenta man mano che aumenta il fabbisogno cellulare e, in caso di lavoro muscolare, via via che aumenta l intensità di questo. Esiste peraltro un limite massimo, individuale, che rappresenta la massima potenza che la macchina umana può esprimere sulla base dei processi metabolici ossidativi. Questo valore massimo viene indicato come massimo consumo di ossigeno (V O2max). Il V O2max rappresenta il fattore limitante fondamentale per le specialità sportive che necessitano di una preponderante produzione di energia attraverso il metabolismo aerobico; in questo senso la misura del V O2max rappresenta un indice selettivo insostituibile. In soggetti normalmente sedentari, che iniziano una pratica sportiva, il V O2max può essere certamente considerato un indice di adattamento muscolare e organico in generale. L andamento del V O2max è fortemente influenzato dall età; aumenta progressivamente dalla nascita in poi, fino a raggiungere i valori assoluti più elevati tra i 15 e i 20 anni, sia nei maschi che nelle femmine. Il V O2max risulta circa del 30% inferiore nel sesso femminile, nell età adulta, rispetto ai soggetti maschi di pari età. Parametri funzionali derivati dal V O2 Oltre ai succitati parametri, per quantizzare il livello del metabolismo aerobico di un atleta sono normalmente utilizzati in fisiologia anche altri indici da essi derivati: equivalente ventilatorio per l ossigeno (V E/V O2), Polso di ossigeno, Tempo limite.

12 Metodi di valutazione funzionale: i test Come si è visto, compito della valutazione funzionale è misurare i comportamenti funzionali dell atleta, sia per quanto concerne le sue qualità fisiologiche (studio delle caratteristiche e delle loro modificazioni in conseguenza degli allenamenti), sia per quanto riguarda il loro comportamento sul campo (studio degli aggiustamenti in gara e in allenamento). In sede di valutazione funzionale per rilevare uno o più indicatori di una determinata qualità o quando possibile direttamente le qualità oggetto di studio, si utilizzano i test. I test sono esercizi che l atleta deve compiere e che vengono utilizzati per misurare una caratteristica (test diretti) o un suo indicatore (test indiretti).

13 Metodi di valutazione funzionale: i test per i fattori metabolici aerobici TEST DIRETTI: CONSUMO DI OSSIGENO ALLA BOCCA Calcolo dei parametri di base Nella valutazione diretta del consumo di ossigeno (V O2) ci si deve avvalere di apparati in grado di misurare sia la ventilazione polmonare (V ) che la percentuale di ossigeno e di anidride carbonica presenti nell aria espirata (FeO2 e FeCO2). Il prodotto di questi valori, corretto da appositi indici, fornisce la misura della quantità di ossigeno mancante e di anidride carbonica in eccesso per ogni unità di aria ventilata e quindi, in altri termini, del V O2 e della produzione di anidride carbonica (V CO2). Consumo di ossigeno La misura del V O2 si realizza sottraendo dall ossigeno presente nell aria inspirata (ventilazione inspiratoria = V i) quello presente nell aria espirata (ventilazione espiratoria = V e) Produzione di anidride carbonica Il calcolo della CO2 prodotta dal metabolismo ed eliminata attraverso l aria espirata è molto più semplice in quanto questo gas nell aria ambiente è costante e praticamente assente (0,04%). Non si determina quindi l esigenza di valutare anche la V i. Tecnica di esecuzione del test: il locale, gli operatori tecnici e l atleta Il locale dove si deve eseguire il test deve essere spazioso, luminoso e ben aerato; La temperatura della stanza deve essere mantenuta in un range fra i 17 e 1 20 C Umidità del 40-50% tale da permettere una buona evaporazione; È di fondamentale importanza che l atleta familiarizzi con l ergometro e con il test. Ciò può essere ottenuto sia con un esauriente spiegazione del protocollo che delle finalità della prova; Warm-up della durata di almeno 15 min. L atleta deve osservare: Riposo completo il giorno precedente il test; 8 ore di riposo tranquillo; Astensione alcool, caffeina, tabacco, farmaci Intervallo dall ultimo pasto di 3 ore.

14 Test sottomassimali La maggior parte dei test sottomassimali, che sembra avere un margine dio errore anche superiore a quelli massimali (20% nei primi rispetto al 6% dei secondi), prende in considerazione la Fc registrata durante carichi standard sottomassimali come parametro indice indiretto del V O2. Il presupposto teorico su cui si basano questi test è che, in condizioni normali, esiste per ogni individuo una relazione grosso modo lineare fra il V O2 e la gittata cardiaca La pendenza della retta Fc/V O2 varia con lo stato di allenamento e con la condizione fisica. Si fanno eseguire uno o più carichi sottomassimali e si disegna, su un grafico che mette in relazione la Fc con il V O2 o l intensità dell esercizio, una linea retta che passa per i punti individuati; estrapolando tale linea fino alla Fc max per quel soggetto si può risalire al suo V O2 max. Normalmente, la Fc di un individuo raggiunge il valore massimo all incirca alla stessa intensità di esercizio che produce il V O2max. Gli ergometri normalmente utilizzati per le indagini sono il cicloergometro e il nastro trasportatore. Volume espiratorio forzato (FEV1) Volume d aria espirata forzatamente dopo inspirazione massimale, nel primo secondo. L indice più noto ed utilizzato dai medici è il volume espiratorio forzato o massimo, che nel soggetto normale corrisponde circa al 70-80% della CVF.

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