Indagine sulla percezione soggettiva e sui vissuti indotti dalla terapia di gruppo in pazienti affetti da Morbo di Parkinson

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1 Giovanni Albertini Bachelor Indagine sulla percezione soggettiva e sui vissuti indotti dalla terapia di gruppo in pazienti affetti da Morbo di Parkinson Docente relatore: Francesco Micheloni Il lavoro ha preso avvio dal seguente quesito: Qual è la percezione soggettiva e i vissuti dei pazienti con Morbo di Parkinson in Ticino nei confronti della terapia di gruppo? L elaborato poggia su un iniziale quadro teorico di riferimento centrato sulla patologia in questione e sulla valenza dell utilità della riabilitazione in pazienti con Mordo di Parkinson. La fattibilità dello svolgimento del lavoro nel contesto ticinese è stata verificata tramite l invio di un formulario di raccolta dati presso i Gruppi Parkinson attivi nel cantone. I dati raccolti hanno permesso di identificare il gruppo bersaglio sulla base dei seguenti criteri di inclusione: - appartenenza ai Gruppi Parkinson-Ticino (uomini e donne); - età minore di 7 anni; - grado e di radiazione secondo Hoen e Yahr (97); - esordio della patologia da meno di 0 anni; - nessuna comorbilità presente; - assenza di disturbi cognitivi. Per la raccolta dati è stato messo a punto e utilizzato un questionario strutturato con domande chiuse e aperte. Un approccio sia di tipo qualitativo che quantitativo ha permesso l analisi di quanto raccolto. I risultati emersi dai questionari evidenziano che i pazienti partecipanti alla terapia di gruppo in Ticino sono soddisfatti da questo tipo di approccio e percepiscono dei benefici che si ripercuotono in positivo sul loro stato di salute generale. Dall analisi della percezione soggettiva si evidenzia, infatti, che la terapia di gruppo oltre ad essere una terapia coinvolgente dal punto di vista sociale, risulta essere di grande aiuto per mantenere il proprio stato di salute e migliorare la mobilità. Principali tappe metodologiche. Raccolta e analisi dei dati. Costruzione di una tabella a doppia entrata e relativa suddivisione delle risposte pervenute dai questionari in macrocategorie.

2 Racha Al Tahan Bachelor Functional Restoration Program: quali evidenze? Docente relatore: Francesco Micheloni Il trattamento Functional Restoration Program (FRP) sembra inteso ad affrontare più le problematiche di disabilità dei pazienti soggetti a lombalgie croniche che il dolore provocato da questa patologia. Scopo primario di questo trattamento, attraverso la multidisciplinarità, ovvero la collaborazione tra diversi specialisti (fisioterapista, ergoterapista, psicologo, medico generico), è quello di riuscire a reintegrare i pazienti nel mondo lavorativo, limitando successive recidive e quindi assenze dal lavoro. Il lavoro si propone di verificare la validità di questo approccio terapeutico attraverso una revisione della letteratura. Il percorso di revisione della letteratura riguardo il FRP è stato svolto in diverse tappe. Sulla base degli articoli ricavati da una ricerca effettuata su PubMed e dopo aver delimitato il campo di indagine, ho analizzato e ricavato le conclusioni seguenti. Emerge con certezza la validità di questo approccio terapeutico. È possibile affermare che attuando il FRP vi è sempre stato un notevole miglioramento delle condizioni fisiche dei pazienti e una migliore gestione del dolore. In tutti i casi trattati, il dato più significativo che ne consegue è un massiccio ritorno al lavoro. Sebbene si possa asserire di aver raccolto sufficienti dati che permettono di dimostrare l efficacia del FRP, non è ancora chiaro quanto fattori come: il territorio; la relativa sicurezza sociale; le credenze del paziente; l economia del paese; l appartenenza socio-culturale, influiscano sui risultati ottenuti. Ulteriori studi e approfondimenti in questa direzione sarebbero auspicabili per meglio comprendere la tematica in questione. Principali tappe del processo metodologico utilizzato Quali evidenze ha il Functional Restoration Program? Tappa : obiettivo, focalizzazione dell oggetto (lettura di revisioni sul FRP e work hardening ) DOMANDE DI BACK-GROUND che cos è il functional restoration program e/o work hardening? A cosa serve? functional restoration OR work hardening OR work conditioning OR Tappa : obiettivo, realizzazione della striscia di ricerca (lettura di abstract)... physical conditioning low back pain clinical trial OR random* clinical trial* return to work OR work reentry OR work resumption NOT animal NOT surgery Tappa : obiettivo, delimitare il campo secondo l acronimo PICO articoli DOMANDE DI FORE-GROUND P: Population I: Intervent C: Comparison O: Outcome articoli (lettura degli abstract) 0 articoli (lettura degli articoli) articoli Tappa : Principali tappe del processo metodologico utilizzato

3 Benjamin Rogger Bachelor L efficacia del trattamento fisioterapico in pazienti sportivi affetti da pubalgia Docente relatrice: Martina Erni Breve descrizione La fisioterapia assume un ruolo molto importante per risolvere i problemi riguardanti la pubalgia negli sportivi. Essa aiuta, tramite esercizi riabilitativi, a recuperare la funzionalità del cingolo pelvico durante la statica, la deambulazione e soprattutto le attività sportive. Spesso ne sono affetti gli sportivi che praticano sport come il calcio, l hockey su ghiaccio e il football americano. Queste attività richiedono movimenti ripetuti (come la corsa e il pattinaggio) ad alta intensità che causano un sovraccarico nella zona pubica. I risultati che ne scaturiscono sono dolori a livello inguinale, addominale e pubico. Con il passare del tempo questi possono divenire cronici recando molto disagio allo sportivo in quanto deve abbandonare il campo da gioco. Oltre al dolore, questa patologia può creare forti problemi a livello intrarticolare e muscolare causando forti rigidità ed ipostenie severe. L obiettivo del lavoro è quello di verificare il ruolo che la fisioterapia ha nella riabilitazione in pazienti affetti da pubalgia e di dimostrarne l efficacia, e non da ultimo, di creare un protocollo preventivo in modo tale che tutti gli sportivi possano evitare questa problematica e proseguire nella loro attività senza fermarsi per lunghi periodi. Metodo Per dimostrare l efficacia del trattamento fisioterapico in sportivi affetti da pubalgia è stata effettuata una revisione della letteratura. La ricerca degli articoli è avvenuta tramite i seguenti motori di ricerca: google, PubMed, Pedro, SPORTmed, Cochrane e Science Direct. Le seguenti parole chiave sono state utilizzate: ( groin pain OR groin injury OR ostetis pubis OR Pubalgia OR adductor tendinitis ) AND ( treatment OR physical therapy OR physiotherapy ) AND ( athletes OR sportsmen OR soccer OR hockey ) AND ( Controlled Clinical Trial [Publication Type] OR Clinical Trials as Topic. Con questo procedimento articoli sono stati selezionati; tuttavia quelli che possedevano un evidenza scientifica alta erano solamente. Risultati Tutti gli studi mostrano una certa efficacia dell applicazione ai pazienti affetti da pubalgia di esercizi di rinforzo muscolare a livello del tronco e degli adduttori. Ogni autore però ha modalità e metodi di approccio differenti, senza contare la tempistica di intervento, l intensità degli esercizi e della posologia. Inoltre, alcuni autori hanno focalizzato l attenzione sull importanza della prevenzione in quanto diminuirebbe drasticamente la percentuale di sportivi con pubalgia. In questo contesto infatti alcune ricerche mostrano degli ottimi risultati. Purtroppo, in questo campo non sono state eseguite sufficienti ricerche per affermare con maggiore precisione la validità d intervento. È necessario quindi approfondire questo tema, in modo da valorizzare con più sicurezza l efficacia del rinforzo muscolare, senza dimenticare l importanza e l efficacia della prevenzione. Rinforzo adduttori addominali. Macchina rinforzo adduttori. Stretching adduttori.

4 Michel Rozzi Bachelor Studio della zona di innervazione muscolare tramite elettromiografia di superficie Docente relatore: Marco Barbero L elettromiografia di superficie è una tecnica non invasiva che permette lo studio dell attività elettrica nella muscolatura scheletrica. L elettromiografo amplifica e registra infatti il potenziale elettrico generato durante la contrazione grazie all applicazione sulla cute di appositi elettrodi. L interesse verso l elettromiografia di superficie è in aumento; questa tendenza è dimostrata dalle applicazioni cliniche in vari ambiti della medicina quali: - la neurologia, con lo studio delle alterazioni neuromuscolari e delle malattie neurologiche; - la medicina riabilitativa e dello sport, con studi di valutazione dell analisi del movimento e delle manifestazioni mioelettriche di fatica; - l ergonomia, nella prevenzione delle patologie causate da posture scorrette; - l anatomia e la fisiologia. Nonostante ciò, non sono disponibili attualmente procedure standardizzate per l utilizzo delle apparecchiature ed in particolare indicazioni utili al corretto posizionamento degli elettrodi bipolari, requisito necessario per ottenere una buona qualità del segnale elettromiografico. L obiettivo dello studio è quello di identificare la posizione migliore per il rilevamento del segnale elettromiografico nei seguenti muscoli: bicipite brachiale capo breve, bicipite brachiale capo lungo, grande romboideo, piccolo romboideo, trapezio medio e trapezio inferiore. Sulla base di un campione di 0 soggetti sani, per ogni singolo muscolo è stato identificato l intervallo in cui è situata la zona di innervazione rispetto ad un sistema di riferimento anatomico. In questa zona l acquisizione del segnale elettromiografico è controindicata. Sono stati ottenuti buoni risultati per i muscoli bicipite brachiale capo breve, bicipite brachiale capo lungo e trapezio medio, mentre per i muscoli trapezio inferiore, grande romboideo e piccolo romboideo sono necessari ulteriori studi per confermare le indicazioni ottenute nello studio effettuato. Si auspica inoltre la creazione in futuro di un atlante nel quale siano riportate indicazioni riguardanti il corretto posizionamento degli elettrodi bipolari. Tale atlante sarebbe un supporto utile per ricercatori e clinici. Elettromiografo utilizzato nello studio Amplificatore per segnale elettromiografico di superficie (EMG-USB) fabbricato dalla OT Bioelettronica. Schiera lineare asciutta di sedici elettrodi utilizzata in questo studio per la rilevazione del segnale elettromiografico La schiera è costituita da barre in argento ( mm x mm) con una distanza interelettrodica di mm. Schiera prodotta dalla OT Bioelettronica. La zona di innervazione muscolare (ZI). Acquisizione del segnale elettromiografico sul muscolo trapezio medio. Segnale elettromiografico del muscolo trapezio medio Localizzazione della zona di innervazione nel muscolo trapezio medio. Localizzazione della zona di innervazione nel muscolo trapezio medio.

5 Sara Risi Bachelor Riabilitazione respiratoria: toilette bronchiale nei bambini / adolescenti affetti da fibrosi cistica Revisione della letteratura sui vari approcci terapeutici e sulla loro efficacia Docente relatrice: Brigitte Erdmann La fibrosi cistica è una patologia molto diffusa, soprattutto nell Europa Occidentale, e una delle sue peculiarità è la cronicità. Proprio per questo, si è posto il quesito di come si possa adempiere in maniera ottimale a questa problematica che va ad incidere in modo importante sulla qualità di vita di chi ne è affetto. Il fisioterapista si occupa di più aspetti congiunti a questa patologia, al fine di offrire al paziente, con il suo accordo, un trattamento ottimale, concepito in conformità: prevenzione, cura e riabilitazione, formazione, ricerca e gestione. L obiettivo del lavoro, perseguito mediante una revisione della letteratura, prevede l identificazione e l efficacia di tecniche attualmente in uso inerenti alla toilette bronchiale in bambini e adolescenti con fibrosi cistica stabile e lo scopo è quello di elaborare una sorta di linea guida che comprenda le tecniche più conosciute e trattate proposte dalla letteratura scientifica negli ultimi 0 anni (più precisamente dal 998 al 008). Particolare attenzione si era posta alla funzionalità respiratoria e all espettorazione del muco. Al fine di comprendere adeguatamente il contesto, è importante cogliere le peculiarità anatomo patologiche della fibrosi cistica, correlandole con la sintomatologia. In letteratura c è molto materiale a riguardo, sia negli studi primari (RCT) che in quelli secondari (Review e Linee Guida), ma la maggior parte di questo materiale tratta la problematica in modo globale e non è selettivo per un unica e precisa fascia d età. Oggi si trovano molteplici tecniche proponibili ad un paziente, ma non vi è una miglior tecnica di toilette bronchiale che prevale in modo evidente e che sia sostenuta da evidenze importanti riportate in letteratura. Al contrario, viene molto sottolineata l importanza della presa a carico del singolo paziente, con rispettivo adattamento dei singoli trattamenti. È rilevante quindi la conoscenza appropriata delle singole tecniche in modo da proporre al paziente un menu completo del possibile approccio al fine di ottenere il miglior risultato. Gli organi e gli apparati più colpiti dalla fibrosi cistica sono: polmoni, pancreas, intestino, apparato epatobiliare e riproduttivo. Lo stetoscopio è uno strumento fondamentale per il fisioterapista che lavora nella respiratoria. Le radiografie del torace permettono di visualizzare le possibili atelectasie polmonari. (fonte: Acapella e coach (per bambini). PEP (pressione espiratoria positiva) Mask. (fonte:

6 Maria Teresa Fico Bachelor Colpo di frusta: correlazione tra dolore, disabilità e deficit dei flessori profondi Docente relatore: Marco Barbero L obiettivo del lavoro è quello di verificare la relazione tra dolore, disabilità e deficit dei muscoli profondi del collo in pazienti che hanno subìto colpo di frusta. Il colpo di frusta è una patologia a forte impatto sociale a cui conseguono diversi sintomi clinici. Questo studio è strutturato sull analisi di pazienti con distorsione cervicale a cui sono stati sottoposti il Cranio Cervical Flexion test (CCF) per la valutazione del deficit dei muscoli profondi, e la scala del dolore e della disabilità cervicale per valutare dolore e disabilità. I dati ricavati dall applicazione di questi due strumenti sono stati analizzati attraverso istogrammi e grafici a dispersione, al fine di rappresentare le relazioni tra le variabili in esame (dolore, disabilità e deficit dei muscoli profondi). I risultati emersi dall analisi dei grafici hanno mostrato la negatività del test in un solo paziente su. I pazienti risultati positivi al test hanno valori di dolore e disabilità nettamente maggiori rispetto a chi è risultato negativo al test stesso. I valori delle disabilità, determinate dalla scala, hanno denotato, in media, la tendenza ad aumentare proporzionalmente alla riduzione della performance nel CCF. Un risultato interessante è rappresentato dalla presenza di valori medi di disabilità maggiori rispetto a quelli relativi al dolore nei pazienti che non hanno raggiunto la pressione di mmhg nel CCF, mentre una situazione opposta è presente in quelli che sono riusciti a raggiungere o superare tale pressione. L analisi dei risultati ottenuti ha portato a considerare che effettivamente il colpo di frusta risulta essere una patologia a cui conseguono postumi che influiscono negativamente sulle condizioni fisiche del paziente, questo pur tenendo conto del numero ridotto dei soggetti interessati allo studio. La presenza infatti di un solo paziente su risultato negativo al test e degli elevati valori medi di disabilità e dolore, relativi ai pazienti risultati positivi al test, portano a supporre quanto appena detto. Il rapporto tra i valori medi di dolore rispetto a quelli relativi alla disabilità precedentemente descritti ha portato ad un importante conclusione: a differenza di come comunemente si tende a pensare, il deficit cervicale, e di conseguenza la scarsa performance della muscolatura cervicale, sembra essere associato più alla presenza di disabilità che alla presenza di dolore. Questo lascia supporre che sia l approccio che il trattamento di un paziente che ha subito un colpo di frusta, non debbano essere incentrati unicamente sulla cura del dolore ma che questa debba invece essere integrata dalla valutazione e dal trattamento delle disabilità. Brusca iperestensione seguita da una violenta iperflessione. Spostamento in avanti del tronco con conseguente compressione e rotazione verso l alto della cervicale e della testa. Movimento della cervicale inferiore attorno all asse di rotazione (iar). Deformazione sigmoidale della colonna cervicale causata da un eccessiva rotazione del tratto cervicale inferiore. Posizione iniziale del cranio-cervical flexion test. Esecuzione del CCF.

7 Kabiria Donati, Massimo Majocchi Bachelor Test diagnostico-funzionali non strumentali per l instabilità della caviglia. Una revisione della letteratura Docente relatore: Luca Scascighini Background / Obiettivi Una considerevole percentuale di persone che hanno subìto una distorsione acuta della caviglia, sviluppa successivamente un instabilità. Altre cause d insufficienze funzionali e/o meccaniche, pongono la problematica dell instabilità quale tema rilevante nella nostra società. Nella letteratura una definizione unanime d instabilità funzionale della caviglia non viene riportata. Resta dunque un entità difficile da diagnosticare e valutare. Scaturisce quindi la necessità di conoscere i migliori test valutativi sull instabilità, che rendano possibile un accurata valutazione ed esame clinico. L obiettivo dello studio è quello di ricercare i test diagnostico-funzionali non strumentali che valutano l instabilità della caviglia, richiamando le validità diagnostiche e le basi teorico-pratiche. Design Revisione della letteratura Fonte dei dati Consultazione del database PubMed dal 98 fino al febbraio 009, utilizzando i seguenti termini: ankle, test, instability e sprain. Selezione degli studi Sono stati inclusi nell analisi gli studi che rispettavano i seguenti criteri: presenza delle tematiche sull instabilità funzionale della caviglia (FAI), instabilità cronica della caviglia (CAI), e/o distorsione laterale della caviglia (LAS); presenza di un test clinico-funzionale; assenza di trattamenti, questionari, fratture e patologie degenerative; studi cross-sectional, epidemiologici, longitudinali. Risultati Il principale risultato ottenuto tramite la revisione sistematica, produce un esame delle attuali evidenze disponibili sull efficacia di test funzionali: lo Star Excursion Balance Test (SEBT), il Balance Error Scoring System (BESS) e le varianti degli Hop-Tests. Tuttavia, non è stato ancora definito un protocollo standard per l esecuzione dei test, come anche nelle fasi di preparazione dei partecipanti. Conclusioni / Raccomandazioni I test funzionali possono fornire valutazioni alternative rispetto ai test strumentali. Il SEBT sembra essere il test diagnostico-funzionale non strumentale più adatto ai clinici per valutazioni d instabilità della caviglia. Caratteristiche comuni ai test analizzati sono la facile e rapida esecuzione ed interpretazione, ed uno scarso bisogno di equipaggiamento e risorse economiche. I test funzionali hanno il vantaggio di analizzare la funzionalità a livello globale, ma non consentono di detettare anormalità specifiche, ponendo difficoltà nella valutazione in soggetti che risentono di problematiche ad altre articolazioni non in esame ma coinvolte nei test. Parole chiave caviglia, test funzionale, instabilità, distorsione, controllo posturale dinamico, ankle, functional test, instability, sprain, dynamic postural control Diagramma di flusso (flow chart) sulla procedura della selezione degli articoli e dei test inclusi nella revisione della letteratura. Tre tipologie principali di valutazioni funzionali sono state identificate per le problematiche dell instabilità della caviglia: lo Star Excursion Balance Test (SEBT), le diverse variazioni degli Hop test (test con balzi); il Balance Error Scoring System (BESS). Star Excursion Balance Test (SEBT): test funzionale che coinvolge un arto inferiore in carico al centro di una griglia con 8 diagonali, cercando di massimizzare la distanza raggiunta tramite l arto controlaterale. Il SEBT si è dimostrato adatto nella valutazione dell instabilità cronica di caviglia, soprattutto in popolazioni di giovani-sportivi, poiché é un affidabile test che sfida i limiti individuali della stabilità, quantificando la capacità di controllo posturale dinamico personale. Multiple Hop Test: test affidabile che dimostra i deficit di performance funzionale nei pazienti con instabilità cronica della caviglia (CAI) rispetto a soggetti sani. Le caratteristiche che lo differenziano sono la presenza delle fasi di spinta, volo e atterraggio che richiedono un diverso pattern d attivazione nella stabilizzazione della caviglia ed un confronto col tentativo di cercare una stabilità nel minor tempo possibile dopo ognuno dei 0 salti. A. Figure-of-8 Hop; B. Side Hop; C. Up-Down Hop; D. Single Hop for Distance. Questi test sono stati utilizzati poiché includono movimenti sia sul piano frontale che sagittale, trovando che sussiste una relazione tra sensazioni soggettive d instabilità e i deficit di performance nel Figureof-8 Hop test e nel Side-Hop test, ma nessuna relazione è presente durante le attività sul piano sagittale (C e D). Single-limb Hopping Test: il test presenta un circuito su piattaforma a basi piane ed inclinate, sul quale è richiesto un percorso a salti ed una stabilizzazione più rapidamente possibile. Confrontando i risultati con la percezione soggettiva d instabilità, i soggetti che hanno riferito sensazioni d instabilità hanno avuto deficit di performance riscontrabili nel Single-limb Hopping Test. Balance Error Scoring System (BESS): questa batteria di test consiste in differenti condizioni da effettuare a occhi chiusi: su superficie stabile e su superficie instabile; entrambe le situazioni in diverse posizioni (bipodalica a piedi uniti, monopodalica, tandem). Il BESS é stato dimostrato come metodo valido, affidabile e alternativo rispetto a l utilizzo di una pedana di forza, nel valutare la stabilità posturale, con risultati coerenti con quelli ottenuti precedentemente con il SEBT.

8 Kabiria Donati, Massimo Majocchi Bachelor Valutazione funzionale degli arti inferiori con lo Star Excursion Balance Test (SEBT) in soggetti con una distorsione della caviglia e soggetti sani Un analisi Cross-sectional Docente relatore: Luca Scascighini Background / Obiettivi Diversi sono i metodi presenti nella letteratura per l analisi dell instabilità della caviglia. Tuttavia viene raccomandato l utilizzo delle valutazioni non strumentali, come ad esempio lo Star Excursion Balance Test (SEBT). Lo SEBT è un test funzionale affidabile che sfida i limiti individuali della stabilità, quantificando la capacità di controllo posturale dinamico personale, dimostratosi adatto nella valutazione dell instabilità cronica di caviglia, soprattutto in popolazioni di giovani sportivi. Tuttavia, non è ancora nota la correlazione tra distorsione e instabilità, e tra sensazione soggettiva d instabilità (rilevata mediante il questionario Ankle Instability Instrument AII) e SEBT. Gli obiettivi dello studio sono: paragonare attraverso il SEBT il gruppo avente una storia di almeno una distorsione con il gruppo di controllo sano; valutare la possibile correlazione tra AII e SEBT; ricercare l influenza di altri parametri e le relazioni che potrebbero avere con il test. Design Studio comparativo, trasversale. Materiali e metodi Quarantadue studenti (n=) universitari, docenti e collaboratori (n=7 maschi, n= femmine;. ±.7 anni; 7.7 ± 8.0 cm altezza; 89. ±. lunghezza arto inferiore) provenienti dalla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), con età compresa tra i e i 0 anni, sono stati arruolati per questo studio. Il livello di attività sportiva, l arto dominante, gli errori effettuati nelle 8 direzioni e l età, sono stati studiati e comparati. Risultati La correlazione tra distorsione e SEBT non ha mostrato nessuna rilevanza statisticamente significativa. Le analisi tra SEBT e: soggetti sportivi, arto dominate, e caviglie stabili e instabili (selezionate tramite l AII), sono risultate tutte estremamente significative (p =.000). Conclusioni / Raccomandazioni Non esiste una stretta relazione tra una storia di distorsione/i, e l esecuzione del SEBT, dimostrando dunque che, siccome una distorsione non è una conditio sine qua non per sviluppare un instabilità della caviglia, altri fattori sono responsabili della riduzione di controllo posturale e quindi dell instabilità. In ambiti riabilitativi ed in analisi trasversali si consiglia una differenziazione tra soggetti sportivi e non, e tra arto dominante destro o sinistro. Ulteriori risultati suggeriscono che il questionario AII potrebbe potenzialmente entrare nella pratica clinica accanto alla valutazione del SEBT, disponendo così di due parametri oggettivi rivalutabili sui quali fare affidamento. Parole chiave Caviglia, instabilità, distorsione, controllo posturale dinamico, ankle, instability, sprain, dynamic postural control, SEBTs Star Excursion Balance Test (SEBT): PM direzione postero-mediale. Esempio di mancato appoggio sul nastro adesivo dell arto in allungamento, considerato come errore. Tracciante marker utilizzato come riscontro visivo del risultato raggiunto nella precedente rilevazione (esecuzione della seconda o terza misurazione nella direzione M). Livello di significatività nella correlazione tra una storia di distorsione e l esecuzione del SEBT. La variabile index è definita come la media delle tre esecuzioni per ognuna delle otto direzioni, normalizzata con la lunghezza dell arto inferiore. Questo scatterplot dimostra l associazione tra SEBT (sinistra) e variabile sport, evidenziando una performance mediamente migliore eseguita dal soggetto sportivo, indipendentemente dalla variabile instabilità. Differenze d esecuzione del SEBT nel gruppo caviglie instabili e nel gruppo caviglie stabili.

9 Laura Foletti Bachelor Che metodi esistono per quantificare oggettivamente un edema? Una revisione della letteratura Docente relatore: Luca Scascighini Nell ambito fisioterapico ci si trova spesso a confronto con pazienti che presentano edemi, dovuti ad episodi traumatici, post-operatorio, radioterapia, infezioni, congeniti o altre cause. Il primo passo che l operatore deve compiere consiste nell identificare il tipo d edema attraverso l osservazione. Una volta che l origine o la causa dell edema sono stati identificati (tipo linfatico, venoso, arterioso o lipido) si può agire in modo adeguato per risolvere il problema. Per confermare l efficace dell intervento sull edema bisogna avere un indicatore d efficacia che permetta di dare una valutazione dell andamento del trattamento e quindi del gonfiore. Questo indicatore d efficacia è per esempio la misurazione in centimetri della circonferenza del volume dell arto edematoso. Purtroppo il metodo non è molto preciso per vari motivi. Molte volte il nastro viene stretto troppo o i punti reperiti non sono più gli stessi e la misurazione risulta poco veritiera. Da queste considerazioni è scaturita la domanda di ricerca che prevede l identificazione di altri metodi oggettivabili per misurare un edema linfatico, venoso o arterioso e l individuazione della tecnica più attendibile e valida per misurarli. Per rispondere a questi obiettivi è stata svolta una revisione della letteratura, utilizzando PubMed come banca dati. In letteratura è evidente che, oltre alla misurazione in centimetri, altri quattro metodi sono utulizzati: - leg-o-meter - tronco di cono e disco modello - figura dell otto - misurazione con acqua-spostamento e le sue varianti Il Leg-o-Meter ha come caratteristica peculiare che il nastro utilizzato viene sempre posizionato alla stessa altezza: cm dal pavimento. Inseguito si misura la circonferenza della caviglia e si ottiene il volume dell arto, immettendo i dati in una formula matematica. Il Tronco di Cono e il Disco Modello si basano su delle formule che misurano il volume dell arto. La Figura dell Otto utilizza la misurazione in centimetri con un nastro che passa su dei punti predefiniti e standard della superficie dorsale dove il gonfiore é più concentrato, disegnando un otto. La Misurazione con l Acqua-Spostamento utilizza un serbatoio pieno d acqua dove l arto viene lentamente messo all interno. L acqua che aumenta e si innalza sopra il rubinetto viene poi misurata. Tutti questi test descritti precedentemente presentano dei vantaggi e degli svantaggi, non sono sempre applicabili e la letteratura in questo campo presenta delle contraddizioni. Di conseguenza, non è stato possibile affermare l attendibilità e la validità dell una o dell altra tecnica per la misurazione di un edema. L elemento importante rilevato è comunque che l operatore deve conoscere i vari metodi ed essere in grado di valutare quale tecnica sia più adeguata nella situazione sotto osservazione. Foto figura dell otto per la mano. Foto figura dell otto per il piede. Foto figura dell otto per la mano.

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