SINTESI 8 RAPPORTO SULL IMMIGRAZIONE STRANIERA IN VENETO

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1 SINTESI

2 SINTESI 8 RAPPORTO SULL IMMIGRAZIONE STRANIERA IN VENETO Il Rapporto 2011 sull immigrazione straniera in Veneto propone: un ampio aggiornamento dell analisi del fenomeno in Veneto (nella prima parte, con tre capitoli dedicati all esame dei principali trend), alcuni importanti approfondimenti (nei quattro capitoli della seconda parte) su aspetti specifici. Sintetizziamo le principali evidenze emergenti da ciascuno dei sette capitoli di cui si compone il Rapporto DINAMICHE DEMOGRAFICHE: GLI STRANIERI RESIDENTI HANNO SUPERATO IL MEZZO MILIONE; GLI STRANIERI PRESENTI SONO CIRCA Alla fine del 2010 gli stranieri residenti in Veneto hanno superato il mezzo milione di abitanti. Considerando anche gli stranieri presenti regolarmente ma non residenti nonché gli irregolari, si può stimare una presenza effettiva complessiva attorno alle persone. Nel 2010 gli stranieri residenti sono aumentati di circa unità. Questo incremento emerge dal sommarsi di diverse dinamiche: a. i nati da entrambi i genitori stranieri sono stati oltre (22% del totale dei nati; ci si avvicina al 30% considerando i nati da almeno un genitore straniero). Si consideri inoltre che nel 21% dei matrimoni celebrati in Veneto almeno uno sposo è straniero (nel 2001 tale quota era inferiore al 10%); b. il saldo netto dei nuovi residenti risulta pari a unità: in parte questo incremento è da attribuire agli esiti della regolarizzazione di colf-badanti avviata nel 2009 oltre che ai flussi di ricongiungimenti familiari (che, come motivazione del rilascio del permesso di soggiorno, hanno superato il lavoro); c. più di stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana: si tratta di meno del 2% degli stranieri residenti. Nonostante questo travaso, la popolazione di cittadinanza italiana nel 2010 è diminuita. L incidenza della popolazione straniera sul totale della popolazione residente è pari a poco più del 10%: questo valore tende a zero per le classi di età più elevate ma supera il 20% per i giovani attorno ai 30 anni come pure per i bambini con meno di 5 anni. I principali Paesi di origine degli stranieri residenti in Veneto rimangono la Romania, il Marocco, l Albania, la Moldova e la Cina. 2. IL LAVORO. OCCUPATI E DISOCCUPATI. DINAMICHE GENERALI La popolazione straniera costituisce una componente rilevante del mercato del lavoro regionale. Con riferimento al 2010: - gli occupati risultano (dato medio) e rappresentano l 11% dell occupazione complessiva regionale (oltre il 12% se consideriamo solo i dipendenti); - le persone in cerca di occupazione sono poco meno di L incidenza degli stranieri tra i disoccupati è particolarmente elevata: oltre il 20% nel 2010 (e ben il 27% nel 2009). La crisi economica ha provocato una decisa flessione della domanda di lavoro complessiva in Veneto, particolarmente marcata nel corso del Le assunzioni (italiani + stranieri) sono diminuite del 21% sul 2008; nel 2010 hanno recuperato il 6% sul Il medesimo trend si è registrato in riferimento ai lavoratori stranieri, con un recupero più accentuato nel corso del 2010

3 (+9%). Le assunzioni sono passate da circa 200mila del 2008 a poco più di nell ultimo anno; esse rappresentano oltre un quarto della domanda attivata in regione. La forte flessione dei flussi in ingresso (assunzioni) - associata ad una modesta variazione delle uscite (cessazioni) - ha determinato la contrazione dello stock di occupati: il saldo delle posizioni lavorative (posti di lavoro attivi) è risultato pari in complesso a circa unità nel 2009 (di cui per gli stranieri) e a -15mila nel 2010, con gli stranieri che hanno segnato in controtendenza una leggerissima crescita (meno di unità). Possiamo stimare che gli stranieri, rispetto al livello pre-crisi (2008), abbiano perso circa il 5% dei posti di lavoro dipendente, mentre il valore corrispondente per gli italiani è stato pari a circa il 3%. In valori relativi, dunque, la crisi ha pesato di più sui lavoratori stranieri come conseguenza della loro specifica collocazione nel mercato del lavoro veneto: essi sono più presenti tra gli occupati nei settori che sono stati più esposti alla crisi, manifatturiero e costruzioni in primis. Inoltre essi rappresentano la parte più mobile dell offerta di lavoro (ad esempio sono destinatari di circa il 30% delle assunzioni con contratto di lavoro di somministrazione), quella che ha risentito maggiormente della flessione complessiva della domanda di lavoro. Come e più che per gli italiani i lavoratori stranieri sono stati coinvolti nell espansione delle forme di impiego ai margini del lavoro dipendente: ad essi sono è stato rivolto nel 2010 il 13% delle attivazioni di contratti di lavoro parasubordinato (collaborazioni a progetto) nonché il 21% delle assunzioni con contratto di lavoro a chiamata (job on call). A personale straniero, infine, si riferisce la quota prevalente (nel 2009 oltre l 80% degli occupati regolari) degli occupati nel comparto del lavoro domestico e di assistenza presso le famiglie. Anche i lavoratori stranieri sono stati interessati in misura importante dall intervento degli ammortizzatori sociali: nel 2010 risultava di origine straniera il 17% dei lavoratori coinvolti nelle procedure di cig in deroga e oltre il 20% dei lavoratori inseriti nelle liste di mobilità (gli stranieri sono rilevanti soprattutto a seguito tra i licenziati delle piccole imprese, mentre incidono meno tra i licenziati con procedura collettiva presso le imprese maggiori). 3. GIOVANI STRANIERI E DOMANDA DI ISTRUZIONE Nell anno scolastico 2009/10 circa stranieri risultavano iscritti nelle scuole del Veneto, Università incluse. Rappresentavano poco più del 10% del totale degli studenti. L incremento osservato rispetto all anno precedente è stato ancora significativo, pari a più del 4%. La provincia veneta con l incidenza di stranieri iscritti più elevata è Treviso (oltre il 13%). Sulla scuola dell infanzia e sul primo ciclo di istruzione scolastica: - nella scuola dell infanzia gli stranieri sono circa , pari al 12%; - la loro incidenza è ancora più elevata nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado (13%); nel primo ciclo dell istruzione gli studenti stranieri sono quasi ; - ormai prevalgono, tra gli alunni stranieri, i nati in Italia: 85% nella scuola dell infanzia, 55% nella primaria. La quota scende al 20% nella secondaria di primo grado; - più contenuta rispetto agli anni precedenti risulta l incidenza degli inserimenti dovuti ai nuovi arrivi (11% nella primaria, 8% nella secondaria di primo grado); - significativa è la quota di alunni stranieri (soprattutto tra gli arrivati dall estero) con percorsi scolastici irregolari: circa il 20% tra gli alunni stranieri nella scuola primaria e oltre il 50% tra gli alunni stranieri della scuola secondaria di primo grado (a.s ); - i gruppi nazionali più numerosi sono quelli dei rumeni (prevalgono nella scuola dell infanzia) e dei marocchini (prevalgono nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado). Seguono albanesi, serbo-montenegrini, cinesi e moldavi. Da segnalare che nel 2009/2010 per alcune cittadinanze (bengalesi nella scuola dell infanzia; cinesi e marocchini

4 nella scuola primaria; rumeni, macedoni e bosniaci nella scuola secondaria di primo grado) si è registrata una diminuzione del numero di iscritti. Sulla scuola secondaria di secondo grado: - nell a.s. 2009/2010 gli alunni stranieri iscritti alla scuola secondaria di II grado erano quasi , pari al 7,5% del totale degli iscritti; i nati in Italia sono meno del 10%; i nuovi arrivi sono stati il 7%; - solo un alunno straniero su 4 è in regola nella classe frequentata rispetto all età (64% per i nati in Italia); si scende a 1 su 5 con riferimento agli istituti professionali; - gli alunni stranieri che frequentano le scuole superiori provengono soprattutto dall Est: rumeni, moldavi, albanesi. I marocchini sono solo al quarto posto; - la distribuzione degli stranieri per tipo di istituto è fortemente diversa da quella degli italiani: il 44% frequenta un istituto professionale (italiani 22%), il 41% un istituto tecnico (italiani 37%), il 15% un istituto liceale (italiani 41%). Sull università: - gli studenti stranieri sono pochi: circa gli iscritti (4,2% sul totale), meno di gli immatricolati (5%) e poco più di 500 i laureati (meno del 3%); - gli iscritti sono soprattutto albanesi; a distanza seguono rumeni, moldavi e cinesi; - le facoltà con il maggior numero di iscritti stranieri sono Economia, Lingue straniere, Medicina, Scienze Politiche. 4. RIPERCURSIONI SOCIALI E LAVORATIVE DELLA CRISI ECONOMICA ( ) TRA GLI IMMIGRATI Per approfondire le ripercussioni della crisi economica internazionale sui progetti migratori e sulla situazione sociale e lavorativa dei stranieri presenti in Veneto è stata realizzata un indagine specifica - di cui nel Rapporto si anticipano i primi risultati - prendendo in considerazione due gruppi di stranieri con riferimento a due contesti locali a forte base manifatturiera (marocchini a Montebelluna e rumeni a Camposampiero). Con riferimento ai disoccupati disponibili (762 individui) registrati presso i Cpi ad ottobre 2010 è stata condotta dapprima un indagine telefonica (che ha ottenuto un ottimo tasso di risposta, pari al 57%) e, per quanti disponibili (171 soggetti), è stata realizzata un intervista diretta in profondità. Tra i principali risultati emersi possiamo richiamare: - la situazione emersa si presenta più fluida di quanto atteso: gran parte dei migranti disponibili ha ri-trovato lavoro o comunque ha lavorato nel corso del periodo analizzato, pur scontando una notevole instabilità occupazionale: la perdita del posto fisso è stata sostituita con contratti a termine e lavori di breve durata, delineando complessivamente un evidente crescita delle condizioni di precarietà e di sottoccupazione; - i ritorni definitivi nei Paesi d origine sono stati esigui, come pure gli spostamenti in altre aree del Paese o all estero; piuttosto sono state messe in campo strategie temporanee di rientro che hanno interessato frequentemente gli eventuali familiari presenti in Italia; le strategie messe in campo indicano la solidità del progetto migratorio e la propensione ad attuare strategie di contenimento del costo della vita pur di evitare il rientro definitivo nel proprio paese di origine, vissuto come un fallimento; - i comportamenti variano significativamente sia in funzione delle due diverse comunità nazionali (con un maggiore ruolo della solidarietà di tipo comunitario per i marocchini ed invece un approccio più individualistico per i rumeni) sia in relazione alle caratteristiche socio-familiari dei soggetti (età, presenza e tipologia del nucleo familiare ); non mancano inoltre occasioni di sostegno messo in campo dalla comunità locale, a partire dai datori di lavoro fino ai proprietari delle abitazioni.

5 5. FLUSSI DI INGRESSO, DECRETI FLUSSO, REGOLARIZZAZIONI: LE DINAMICHE RECENTI I regimi di regolazione degli ingressi degli stranieri variano a seconda del Paese di origine (comunitario o non comunitario; con accordi specifici con l Italia o meno), della motivazione (lavoro oppure ricongiungimento familiare etc.) e dell occasione ( normali flussi annui oppure regolarizzazioni straordinarie). Ciò obbliga ad articolare la lettura del fenomeno migratorio in funzione anche dei regimi di ingresso. Le strategie adottate dagli stranieri per entrare e soggiornare regolarmente in Italia si sono adattate a questa normativa complessa ed articolata, divenuta per alcuni soggetti particolarmente restrittiva, per altri rimasta, nella sostanza, aperta. La tipologia di domande presentate in occasione delle domande presentate a gennaio-febbraio del 2011 a valere sull ultimo decreto flussi evidenzia il tentativo dei cittadini extracomunitari di superare i vincoli restrittivi imposti da alcuni anni agli ingressi per lavoro. Il transito per il settore domestico, con le (notevoli) quote ad esso riservate, è divenuto un frequentato canale secondario di accesso regolare in Italia. Evidenze a proposito sono rintracciabili: - nella distribuzione delle domande presentate in tale occasione (oltre presentate in Veneto nei due click day di inizio anno, l 85% ha riguardato richieste di colf e badanti ed una quota consistente dei datori di lavoro è risultata straniera); - nell analisi dei percorsi occupazionali dei lavoratori stranieri assunti nel settore domestico con la regolarizzazione del 2002 e nelle prime evidenze disponibili per i lavoratori emersi a seguito della sanatoria del Queste analisi hanno confermato il passaggio (in alcuni casi veloce) dal lavoro domestico ad altre forme occupazionali. Per gli uomini in particolare le evidenze emerse fanno presupporre l esistenza di strategie volte alla costruzione di un rapporto di lavoro fittizio, spesso con l aiuto di un connazionale, finalizzato alla regolarizzazione della presenza. 6. IMMIGRATI E SERVIZI ALLA PERSONA Il lavoro domestico rappresenta uno degli ambiti occupazionali a maggior incidenza di stranieri. In Veneto (come anche in Italia), a seguito di regolarizzazioni e previsioni dei decreti flusso, negli ultimi anni la presenza regolare di immigrati nel lavoro domestico è risultata in continuo aumento. Nel 2008 (dati Inps) nel lavoro domestico in Veneto sono stati impiegati oltre lavoratori stranieri (su un totale di ). Nel biennio i nuovi rapporti di lavoro attivati (anche a seguito del procedimento di emersione del 2009) sono stati circa 63mila (40mila nel 2009 e 23mila nel 2010). Lo stock di lavoratori stranieri impiegati nel settore domestico è stimato a fine 2010 attorno ad un valore massimo pari a unità. I dati raccolti dai Centri per l impiego della Regione e dagli sportelli della rete Euriclea consentono di osservare un trend di crescita dei lavoratori disposti a svolgere lavoro come assistenti familiari, nel 2010 fortemente aumentati rispetto al Si tratta in larga misura di donne, dai 31 ai 50 anni, provenienti soprattutto da Romania, Moldova ed Ucraina. Le famiglie, d altro canto, ricercano soprattutto personale (in convivenza) per un periodo di assistenza di lungo periodo, relativamente economico e che comprenda sia attività di cura che di gestione domestica. In Italia, si sono moltiplicate, nel corso degli ultimi anni, le iniziative volte a supportare il mercato del lavoro domestico; di alcune di esse il Rapporto dà conto specificamente. A livello

6 europeo merita attenzione l iniziativa francese che vede nell introduzione del CESU (Assegno per l impiego per il servizio universale) un valido sistema di sostegno alle famiglie. La programmazione della Regione Veneto ha riguardato iniziative volte da un lato all accompagnamento delle famiglie nella ricerca del lavoratore, dall altro all emersione di un offerta qualificata nel territorio. E stato sviluppato un sistema di servizi che riunisce operatori pubblici e privati. Tra questi: gli sportelli OSP (Occupazione e servizi alla persona) attivati presso i Cpi e l istituzione del Registro pubblico regionale degli assistenti familiari. 7. IL RIENTRO DEI MIGRANTI Per assistere il rientro dei migranti, nel quadro anche delle politiche europee per la migrazione circolare, sono operativi in Veneto due strumenti: lo Sportello Informativo Rientro (Sir), attivato dalla Regione Veneto nel 2006: presta informazioni e assistenza a migranti che progettano il rientro volontario nel loro Paese, spesso con l obiettivo di intraprendere un lavoro autonomo, e che perciò necessitano di informazioni di tipo legale ed economico. Nel 2010 circa 200 migranti, di 14 nazionalità diverse, hanno contattato il SIR, che si propone come soggetto consulenziale e di accompagnamento nell elaborazione di un progetto anche di lungo periodo - di rientro nel Paese di origine; la rete NIRVA: dispone di antenne territoriali anche in Veneto e fa riferimento ai progetti del Ministero degli Interni gestiti attraverso l Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. La rete NIRVA si rivolge a categorie specifiche di migranti: richiedenti asilo, vittime di tratta e casi assimilabili che optano per il rimpatrio volontario, cittadini di paesi terzi che beneficiano di forme di protezione internazionale anche temporanee, titolari di permessi di soggiorno per motivi umanitari. E previsto anche un supporto finanziario di prima reintegrazione (fino a euro).

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