LAVORO CON L AUTISMO: MODALITA DI INTERVENTO. Cinzia Carminati Laura Palamini Milena Pezzoli Luigi Lorenzi

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1 LAVORO CON L AUTISMO: MODALITA DI INTERVENTO Cinzia Carminati Laura Palamini Milena Pezzoli Luigi Lorenzi

2 Il servizio Home Autismo basa il suo intervento sui principi e approcci educativi del programma T.E.A.C.C.H. TRATTAMENTO ED EDUCAZIONE DI BAMBINI AUTISTICI E CON HANDICAP NELLA COMUNICAZIONE

3 QUALI SONO I PRINCIPI SU CUI SI BASA IL PROGRAMMA TEACCH CULTURA DELL AUTISMO: - Comprendere i deficit sociali, comunicativi e cognitiva della persona con autismo, è importante per poter creare un intervento che offra i significati che da solo il bambino non è in grado di organizzare. - Il fatto che il disturbo, pur migliorando persiste tutta la vita, richiede un offerta di servizi per il ciclo di vita. Educare il bambino di oggi alle necessità dell uomo di domani - Riconoscere e rispettare la personalità, i punti di forza e gli interessi della persona

4 INDIVIDUALIZZAZIONE Individualizzare Obiettivi Settings Servizi Lavorare sulla base dei punti di forza e degli interessi degli individui Un accurata valutazione è essenziale per l individualizzazione

5 I GENITORI SONO CENTRALI IN OGNI TRATTAMENTO I valori e le priorità della famiglia devono essere identificati I genitori sono i migliori esperti del loro bambino I genitori sono promotori determinati per lo sviluppo e la scoperta di nuovi servizi

6 ATTIVITA DOMESTICHE IGIENE PERSONALE CONOSCENZA DELLA CITTA AMICIZIE MANTENIMENTO DELLE ABILITA SOCIALI ESIGENZE DELLA FAMIGLIA ABILITA SOCIALI USO DEI SOLDI USO DEI MEZZI PUBBLICI.

7 FONDAMENTALE LA COLLABORAZIONE FRA: GENITORI: MIGLIORI ESPERTI DEL LORO BAMBINO OPERATORI: ESPERTI DI BAMBINI IN GENERALE, DI AUTISMO E DI TRATTAMENTO

8 OBIETTIVO PRIMARIO E QUELLO DI PROMUOVERE L INDIPENDENZA NELL ARCO DELLA VITA: Insegnare l Indipendenza richiede l insegnamento di: Abilità Problem solving attraverso l uso della struttura Se la persona con autismo non sa come essere indipendente, ciò limita la sua capacità di partecipare alla vita di comunità

9 PERCHE E IMPORTANTE L INDIPENDENZA: QUANDO CRESCONO AVRANNO MENO POSSIBILITA DI ESSERE SUPERVISIONATI E SUPPORTATI SE SI ABITUA LA PERSONA AD ESSERE SEMPRE AIUTATI DAGLI ALTRI VORRANNO MANTENERE QUESTA ABITUDINE L INDIPENDENZA AMPLIA LA POSSIBILITA DI LAVORARE E DI VIVERE IN UN AMBIENTE DIVERSO È PREZIOSA PER LE PERSONE CON PROBLEMI DI COMUNICAZIONE PORTA ALLA SODDISFAZIONE PERSONALE DELLA PERSONA CON AUTISMO

10 CARATTERISTICHE DELL AUTISMO Comprendere le caratteristiche dell autismo dovrebbe essere fondamentale in ogni approccio di trattamento: La nostra comprensione delle caratteristiche cognitive dell autismo giustifica l enfasi sull istruzione visiva - Nell Educazione Strutturata.

11 CARATTERISTICHE DIAGNOSTICHE Menomazioni sociali Deficit nella Comunicazione Repertori comportamentali ripetitivi e rigidi

12 CARATTERISTICHE COGNITIVE DELL AUTISMO Abilità visuali>abilità verbali Eccessiva attenzione ai dettagli Difficoltà a generalizzare Difficoltà nel combinare o integrare idee Difficoltà nell organizzazione e la sequenzializzazione Distraibilità e facilmente sovrastimolato

13 INSEGNAMENTO STRUTTURATO OFFRIRE PREVEDIBILITA NELLO SPAZIO E NEL TEMPO SVILUPPARE LE AUTONOMIE RELATIVE A CAPACITA FUNZIONALI AMPLIARE E SUPPORTARE LA COMUNICAZIONE ATTRAVERSO UN ADATTAMENTO DELL AMBIENTE

14 NELLO SPAZIO: cosa posso fare in questo luogo? Per ogni attività è necessario individuare aree distinte per le diverse funzioni, dove poter creare un ambiente prevedibile.

15 Area di lavoro

16 Area di gioco

17 Area pranzo

18 Area relax

19 IMPORTANTE ORGANIZZARE, CATEGORIZZARE E STRUTTURARE IL MATERIALE PER LE ATTIVITA E I GIOCHI AL FINE DI RENDERE L AMBIENTE PREVEDIBILE PERCHE FORNISCE SICUREZZA AL RAGAZZO

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22 NEL TEMPO: un soggetto sa cosa succederà durante la giornata, quando e per quanto tempo? LO SCHEMA GIORNALIERO rende prevedibile lo svolgimento delle varie attività ed informa il ragazzo su: Attività giornaliere regolari Attività giornaliere straordinarie Mancato svolgimento di qualche attività Cambiamento di programma giornaliero Successione degli eventi Momento in cui finisce un attività e ne inizia un altra

23 Come si crea uno schema? 1. Dividere la giornata in segmenti 2. Dare un nome ad un segmento 3. Scegliere un sistema di rappresentazione 4. Scegliere dove collocarlo e le dimensioni in base al destinatario 5. Stabilire chi dovrà compilarlo all inizio della giornata 6. Decidere come sarà usato nell arco della giornata - cancellare o evidenziare ciò che si è concluso - rigirare l immagine dal cartellone - identificare l attività successiva - trasferire l immagine in un altro ambiente o tutto lo schema - modificare in caso di cambiamenti - passare le informazioni da un ambiente all altro

24 Importante è individualizzare lo schema Nella FORMA - oggetto - carta/oggetto

25 - foto

26 - pittogrammi/simoboli

27 - parola scritta

28 Nella DURATA: - tutta la giornata - una parte della giornata - una sessione - due momenti

29 IMPORTANTE!! LO SCHEMA DEVE ESSERE INDIVIDUALIZZATO E PUO ESSERE MODIFICATO NEL TEMPO, SEGUENDO LE CARATTERISTICHE DEL RAGAZZO.

30 Con il tempo si cerca di portare il ragazzo ad una maggiore flessibilità nei confronti delle attività elencate nello schema Aggiungere al momento eventuali attività giornaliere straordinarie Accettare il mancato svolgimento di qualche attività Cambiare il programma

31 AUTONOMIE CHE COSA E L AUTONOMIA? È la capacità di un individuo di essere indipendente ed autosufficiente. Una buona qualità della vita deve comprendere la possibilità di assolvere ai propri bisogni, senza doversi sempre servire dell aiuto degli altri.

32 Quali autonomie? AUTONOMIE PERSONALI: igiene personale, vestirsi/svestirsi, fare la spesa, uso di oggetti di vita quotidiana, muoversi in autonomia nello spazio e sul territorio AUTONOMIE SOCIALI: sviluppare quelle capacità di intraprendere e mantenere relazioni con diverse persone in diversi contesti e di avere comportamenti socialmente accettabili e adeguati

33 AUTONOMIE DOMESTICHE: capacità di essere autosufficienti nelle attività quotidiane che si svolgono in casa propria, la capacità di partecipare attivamente alla cura e al mantenimento della propria abitazione. AUTONOMIE LAVORATIVE O SCOLASTICHE: comprende la capacità di svolgere attività socio-occupazionali, tenendo ben presente che tutti i nostri ragazzi diventano adulti

34 Prima di impostare qualsiasi progetto di autonomia è indispensabile conoscere il soggetto e il suo metodo o livello di apprendimento.

35 Importante strutturare in modo chiaro e prevedibile l attività, facilitando il compito: Preparare il compito in modo che esso sia presenti di adeguata complessità per la persona Variare gradualmente questa organizzazione affinché il soggetto possa affrontare in modo indipendente la variazione stessa Organizzare il compito in modo che il ragazzo riceva motivazione ed istruzione di esecuzione del compito stesso

36 Per facilitate un compito: 1. Task Analysis (analisi del compito). Analizza la sequenza che compone un azione, nell ordine logico per la corretta esecuzione di questa. Dà una visione chiara dell attività e permette di far emergere e osservare quali sono le difficoltà. La Task Analysis serve: - Per avere una visione chiara dell attività - Per creare obiettivi d apprendimento - Per valutare le facilitazioni - Per fornire linee guida agli educatori - Per valutare difficoltà e quali livelli di aiuto mettere in campo - Per facilitare la generalizzazione

37 IMPORTANTE!! COGLIERE L AIUTO DALL AMBIENTE E NON DALL OPERATORE Dare la possibilità di cogliere l aiuto dall ambiente, l obiettivo è togliere le facilitazioni artificiali gradualmente, in modo che aderiscano il più possibile agli stimoli naturali.

38 2. Organizzare il compito in modo che sia auto-evidente 3. Tenere conto delle capacità di autoorganizzazione del soggetto 4. Controllo dei comportamenti problema

39 La facilitazione di un compito può essere supportata da uno schema che indica le diverse sequenze dell azione

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44 Un momento importante legato all autonomia è la GESTIONE DEL TEMPO LIBERO. Saper gestire il proprio tempo libero comporta: - Intraprendere e mantenere alcune attività divertenti e piacevoli - Sapersi organizzare in modo piacevole e socialmente adeguato - Interesse relazionale

45 Si insegna ai ragazzi, partendo sempre dai loro interessi, alcuni giochi (individuali, di coppia o di gruppo) e altre attività occupazionali.

46 AUTONOMIA SOCIALE: che cosa? Aiutare le persone a comprendere le situazioni sociali - gruppi di abilità sociali (video, role planyning, cirle-time ) - integrazione della persona in giochi o gruppi strutturati Aiutare le persone a gestire meglio le situazioni sociali e le relazioni sociali - storie sociali - regole scritte -..

47 STORIE SOCIALI sono uno strumento che aiuta a comprendere il mondo sociale e le sue regole brevi racconti scritti, usate per insegnare cosa sta accadendo in una particolare situazione sociale e qual è il comportamento corretto da adottare. Le storie sociali considerano: dove e quando si verifica una determinata situazione, chi è coinvolto, cosa accade e il perché utilizzando un linguaggio molto semplice.

48 Ogni storia prende spunto da situazioni di vita reale e viene scritta in modo individuale, cioè, in base ai bisogni e alle capacità della persona.

49 caratteristiche devono essere chiare, contenere frasi minime scritte con un linguaggio il più possibile vicino a quello sviluppato dal ragazzo possono essere accompagnate anche da immagini/disegni/pcs sono rivolte direttamente al ragazzo e devono rappresentare una situazione realmente e frequentemente incontrata dal ragazzo stesso le storie sociali, proprio perché specifiche per quel ragazzo, si differenziano molto l una dall altra per aspetto, contenuto e modalità di presentazione

50 Quando usare le storie sociali? Descrivere una situazione sociale (risposte adeguate). Insegnare routine o insegnare ad adattarsi ai cambiamenti di una routine. Descrivere un evento futuro. Capire concetti astratti. Affrontare un comportamento problematico proponendo una soluzione comportamentale adeguata. Comprendere cosa succede in momenti confusivi (ad esempio durante la merenda a scuola). Descrivere comportamenti (aggressivo, ossessivo, timoroso).

51 Regole sociali sono un ulteriore strumento utilizzato per insegnare determinati comportamenti sociali. Attraverso le regole sociali cerchiamo di spiegare perché un comportamento non è corretto,forniamo le giusta alternativa e la spiegazione.

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53 CIRCLE-TIME Sperimentato per un periodo di qualche mese con un piccolo gruppo composto da tre ragazzi. Questo strumento ci ha permesso,attraverso la libera espressione di ognuno in percorsi semi-strutturati(già impostati da noi operatori e guidati attraverso domande fatte al gruppo) di poter conoscere il punto di vista dei ragazzi riguardo a temi importanti quali l amore, l amicizia,le regole,la famiglia e lo sport. Per un ragazzo le domande sono state fatte utilizzando CAA.

54 LA COMUNICAZIONE:che cosa? QUALUNQUE AZIONE ATTRAVERSO LA QUALE UNA PERSONA DA O RICEVE INFORMAZIONI DA UN ALTRA PERSONA SUI SUOI BISOGNI, DESIDERI, PERCEZIONI, CONOSCENZE O STATI AFFETTIVI

55 Spesso una persona autistica, anche se dotata di buone capacità linguistiche, incontra grosse difficoltà a capire l importanza e lo scopo della comunicazione. NON E UNA QUESTIONE DI PAROLE MA DI COMPRENDERE A COSA SERVA LA COMUNICAZIONE.

56 Difficoltà nella comunicazione recettiva - parlare chiaramente e lentamente - fornire indicazioni scritte tutte le volte che è possibile - anticipare gli argomenti di conversazione - non dare per scontato che le persone comprendano tutto

57 Difficoltà nella comunicazione espressiva - dare tempo alle persone di reperire le parole giuste - fornire indizi per la pragmatica della comunicazione

58 MOLTO IMPORTANTE E UTILIZZARE GLI STRUMENTI ADEGUATI AD OGNI SINGOLO RAGAZZO

59 TABELLE: Permettono di: o chiedere le cose in modo più comprensibile o allargare le possibilità delle scelte che si possono fare o migliorare l efficacia della comunicazione o segnalare che qualcosa non è disponibile o ridurre le richieste idiosincratiche e i comportamenti inaccettabili

60 DELLE SCELTE

61 A TEMA

62 COMUNICATIVA

63 IMPORTANTE E COSTRUIRE, CONDIVIDERE E AGGIORNARE AUSILI PERSONALI DI COMUNICAZIONE PARTENDO DA SPECIFICHE PREFERENZE E INTERESSI DEL SINGOLO INDIVIDUO

64 Eccone alcuni esempi:

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67 PER CONCLUDERE.

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