Il sistema di consulenza aziendale e il nuovo PSR

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1 Il sistema di consulenza aziendale e il nuovo PSR Bari, 24 ottobre 2006 Massimiliano Schiralli

2 Premessa Dalla riforma di medio termine della PAC al regolamento per lo sviluppo rurale approvato il 20 settembre 2005, l Unione Europea ha dato un deciso segnale di considerare i servizi per l agricoltura uno strumento utile per l attuazione degli obiettivi di politica. Entro il 1 gennaio 2007 ogni Stato membro dovrà istituire un sistema di consulenza aziendale avente la mission di sostenere gli agricoltori nell applicazione della condizionalità. Con il FEASR il ricorso alla consulenza aziendale è previsto nell ambito dell Asse I, che ha come obiettivo la promozione della competitività del settore agricolo e forestale e accorda un sostegno agli imprenditori agricoli e forestali relativo alle spese di consulenza. La consulenza fornita deve vertere come minimo all applicazione della condizionalità e ai requisiti di sicurezza sul lavoro. Allo stato attuale non sono definiti compiutamente i contenuti e i beneficiari dei servizi di consulenza oggetto di sostegno né tanto meno sono individuate normativamente le caratteristiche giuridiche e strutturali degli enti erogatori dei i futuri servizi.

3 I Gruppi di lavoro LE FINALITA Valutare i fattori, positivi e negativi, che caratterizzano l attuale sistema di consulenza regionale Analizzare tutti gli aspetti connessi alla definizione del ruolo, delle prospettive, delle criticità e delle potenzialità attribuite alla figura del consulente aziendale nella nuova programmazione Arricchire il dibattito avviato a livello nazionale su questi temi strategici I TEMI I I contenuti della consulenza I beneficiari della consulenza Gli enti erogatori

4 I contenuti della consulenza Spunto di riflessione per il gruppo di lavoro L art. 24 del REG. (CE) 1698/2005 definisce l ambito operativo dell attività di consulenza individuando la finalità generale del miglioramento globale. Le Regioni nel prossimo periodo di programmazione potranno affidare ai Servizi il compito di accompagnare le imprese verso una sempre maggiore adesione al principio di legalità ( consulenza per l ottemperanza ) con particolare riferimento alla normativa sulla condizionalità e sulla sicurezza del lavoro o potranno decidere di affidare ai servizi anche il ruolo di supporto nelle scelte gestionali e produttive con l obiettivo della qualità e dell innovazione organizzativa e tecnologica ( consulenza per lo sviluppo ).

5 I contenuti della consulenza La consulenza è percepita come un servizio assai composito e multidimensionale Finalità fornire un supporto alle scelte dell imprenditore in particolare riguardo al cosa fare e come farlo consulenza per CGO e BCAA consulenza per la ottemperanza bisogno percepito da agricoltori, ma esigenza meno presente rispetto a consulenza per l ottemperanza può aprire le porte dell azienda ai tecnici Domanda presupposto per l azienda per l accesso agli aiuti rischio fenomeno di free riding (attività vuota ) consulenza per la competitività

6 La consulenza per la competitività servizi per la qualificazione del prodotto servizi di marketing servizi per facilitare i rapporti con la pubblica amministrazione come vendere ESIGENZE AGRICOLTORE come reperire finanziamenti per gli investimenti servizi per l innovazione di processo come produrre servizi di natura tecnica servizi di consulenza finanziaria servizi di consulenza contabile

7 La consulenza per la competitività Tipologie di servizi Servizi per la qualificazione del prodotto Servizi di marketing Servizi per l innovazione di processo Finalità e contenuti attività Elevare gli standard di qualità del prodotto aziendale: ad es. consulenza per aderire a standard promossi da consorzi pubblici o privati, a disciplinari DOC, DOP, biologico, tipo Eurep-Gap, Brc,... Orientare l agricoltore rispetto a cosa produrre, come vendere, dove vendere. Elemento di criticità per il tecnico: conoscenza quadro di riferimento strategico e informativo preciso che provenga dalla Regione o da altro Ente di programmazione strategica di area vasta, da Associazioni o Organizzazioni di produttori, da analisi e studi di mercato disponibili e realmente utilizzabili. Riqualificare il processo produttivo dell azienda, considerato sia in termini immateriali (organizzazione e modo di lavorare) sia in termini fisici (innovazione reificata all interno di macchine e attrezzature strumentali) [1]

8 La consulenza per la competitività Servizi di natura tecnica Servizi per facilitare i rapporti con la P.A. Servizi di consulenz a contabile Servizi di consulenza finanziaria interventi a diretto contatto con l impresa per fornire consigli e soluzioni a problemi tecnici (di tipo fitosanitario, agronomico, etc.) serie di servizi informativi e consulenziali tesi ad orientare l azienda rispetto al cosa fare e al come farlo per potersi meglio relazionare con le politiche regionali e, nello specifico, rispetto alle forme di incentivazione programmate dalla pubblica amministrazione non solo la mera contabilità a fini fiscali ma soprattutto un servizio reale a supporto della conduzione economica dell impresa. In particolare, si pensa che esista una reale esigenza da parte dell imprenditore agricolo di essere dotato di veri e propri strumenti per il controllo di gestione supportare l agricoltore riguardo alle scelte di indebitamento. [2]

9 I beneficiari Spunto di riflessione per il gruppo di lavoro Secondo i regolamenti comunitari, i beneficiari del servizio di consulenza devono essere gli agricoltori (reg. CE 1782/03 art. 13 e 14; reg. CE 1257 art. 21 bis e quinques) e/o gli imprenditori agricoli e forestali (nuovo reg. sviluppo rurale art. 20 e 24). Il nuovo regolamento sullo sviluppo rurale non fa alcun riferimento a criteri di priorità nella scelta dei beneficiari della consulenza. Inoltre, si ritiene poco probabile che i fondi a disposizione per le misure sui servizi siano in grado di rispondere alle esigenze di tutte le imprese agricole.

10 I beneficiari Criteri di scelta Tipologia conduzione Età conduttori Caratteristiche territorio Reddito aziende Sostegno Comunitario Tipologia di conduzione Caratteristiche territorio Forme di aggregazione Tipologie di beneficiari esclusivamente imprenditori agricoli professionali (a titolo principale) priorità per i giovani imprenditori (stimolo al ricambio generazionale) priorità per aziende in aree protette, SIC e ZPS priorità alle aziende di determinate dimensioni economiche (escludendo piccole e grandi) priorità alle aziende con un livello di sostegno superiore a determinati valori, individuati in modo differenziato a seconda della particolare tipologia colturale di riferimento priorità ad aziende condotte da donne o presenti in aree svantaggiate o presenti in forma aggregata Non accettati

11 Gli enti erogatori Spunto di riflessione per il gruppo di lavoro Nel nuovo regolamento sullo sviluppo rurale non ci sono indicazioni in merito ai soggetti che dovranno/potranno erogare i servizi di consulenza. I regolamenti precedenti individuavano una o più autorità designate o enti privati (reg. CE 1782 art. 13) selezionati per la fornitura di servizi di consulenza agricola che dovevano disporre di risorse adeguate in termini di personale qualificato e di infrastrutture amministrative e tecniche, nonché di esperienza e affidabilità specifiche (reg. CE 817/04 art.12). In funzione del prossimo periodo di programmazione ogni Stato membro definisce la procedura di selezione (reg.ce 1257 All.II, punto 9, VI.2).

12 Gli enti erogatori Aspetti qualificanti Competenze Forma giuridica Organizzazione Multidisciplinarietà Capacità di collegarsi alle istanze territoriali Svolgere attività formative per gli agricoltori Trasmettere loro celermente delle informazioni Aggiornarsi continuamente Competere sul libero mercato figure dotate di un alto livello di specializzate in diverse discipline Competenze aziendalistiche, conoscenza delle dinamiche dei mercati di riferimento, della normativa specifica, del territorio e delle singole aziende Società (quasi unanimità) o Associazione tra professionisti (pochi consensi) Ente certificato, organizzazione decentrata e capillare sul territorio, con adeguate risorse finanziarie e presenza di determinate figure professionali, facilmente controllabile dalla PA.

13 Gli enti erogatori comuni a tutto il territorio nazionale principi da garantire terzietà e imparzialità condizioni di incompatibilità evitare situazioni di conflitto d interesse in grado di accrescere quanto più possibile la concorrenza mediante un offerta articolata Procedure per l accreditamento degli Enti partecipazione degli agricoltori alla definizione criteri di scelta Enti requisiti richiesti conoscenza da parte dell Ente del mercato, delle aziende e del contesto locale, prossimità dell ente agli agricoltori (ipotizzata ammissibilità solo di organizzazioni con sede nella regione) capacità dei candidati di fornire adeguate garanzie ed assicurazioni agli utenti competenze professionali capacità dell ente di garantire la formazione e l aggiornamento continuo del personale

14 Gli animatori dei gruppi I tre Gruppi di lavoro sono stati coordinati e animati da Gianluca Nardone, professore ordinario dell Università degli Studi di Foggia (Gruppo i Contenuti della consulenza ), da Massimiliano Schiralli, ricercatore dell INEA (Gruppo i beneficiari ) e Monica Caggiano, ricercatrice dell INEA (Gruppo Gli enti erogatori ). La traccia per la conduzione dei gruppi è stata predisposta da Massimiliano Schiralli dell INEA e da Annamaria Cilardi e Luigi Trotta della Regione Puglia.

15 GRAZIE

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