ASSOCIAZIONE ITALIANA DI GROSSISTI DI ENERGIA E TRADER

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1 MEMORIA DELL AUDIZIONE PRESSO L AUTORITA PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Signor Presidente, Signori Commissari, Roma, 19 Settembre 2012 ancora una volta riteniamo come prima cosa doveroso ringraziare l'autorità e tutti i Membri del Collegio per l impegno profuso nell opera di regolazione e monitoraggio dei mercati energetici, nonché per l attenzione ad essi sempre dedicata al fine di fornire risposte tempestive ed efficienti alle molteplici istanze che si sono presentate nel corso dell anno passato. Desideriamo inoltre manifestare tutto il nostro apprezzamento per l alta considerazione e disponibilità al dialogo che l Autorità, anche per mezzo delle proprie specifiche Direzioni, ha dimostrato anche nei confronti nostri e delle istanze di cui ci siamo fatti promotori. Come sapete siamo l unica associazione che si occupa contemporaneamente di gas, di energia elettrica e di fonti rinnovabili, seppur per i soli aspetti inerenti il mercato. Oggi rappresentiamo una quarantina di aziende che commercializzano più del 60% del gas e dell energia all ingrosso (al netto delle quota degli incumbent) sul mercato italiano. Ed è per questo che ci è sempre più evidente il fatto che i mercati dell elettricità, del gas e dell ambiente siano di giorno in giorno più armonizzati, e che di conseguenza ogni decisone su di un settore si ripercuote immediatamente sugli altri. Nel corso della nostra presentazione dell anno scorso avevamo espresso la forte necessità che fosse definita una road map per l energia nel nostro paese. Il progetto di Strategia Energetica Nazionale redatto dal Governo e che a breve sarà sottoposto all esame degli stakeholder ha finalmente accolto un esigenza improrogabile affinché il sistema energetico non solo non costituisca un peso nel corso di questa perdurante crisi economica, istituzionale e sociale, bensì rappresenti un punto di stabilità e appoggio da cui l intero sistema economico nazionale possa trarre nuovo slancio. Ciò detto, le principali riflessioni che vogliamo oggi sottoporre in Audizione sono le seguenti : Settore del gas naturale La principale criticità che deve essere assolutamente risolta è, secondo noi, quella della morosità e del connesso rischio del credito, sia per quanto riguarda le forniture al cliente finale, sia per quanto riguarda le forniture all ingrosso. Per quanto riguarda le forniture al dettaglio apprezziamo che l Autorità abbia, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, esteso l insieme dei clienti aventi diritto al fornitore di ultima istanza, includendo anche la tipologia di clienti morosi non disalimentabili. In un contesto economico in cui i tassi di insolvenza sono in forte crescita, il non poter disporre di uno strumento rapido, efficace e certo di distacco delle forniture dei clienti finali morosi può compromettere irreparabilmente anche l equilibrio finanziario delle aziende che operano nel

2 segmento midstream, aziende che devono, giustamente, rispettare vincoli e scadenze sempre più stringenti. Chiediamo pertanto che, alla luce delle norme in essere, l Autorità svolga un attento monitoraggio affinché senza indugio i distributori eseguano tempestivamente l interruzione delle forniture in tutti i casi in cui ciò sia previsto. A maggior ragione l impossibilità per un grossista di sospendere la fornitura, ovvero di staccare dalla filiera, un proprio cliente moroso espone i grossisti a rischi sempre più elevati. Qui la soluzione, alla luce anche dell ampliamento della categoria dei clienti che ha diritto al FUI, volendo ci sarebbe, e sarebbe di facile attuazione. Suggeriamo infatti di dare la possibilità ai grossisti di chiedere al MSE la revoca dell autorizzazione alla vendita alle società di vendita che si rendono inadempienti per più di tre mesi di fornitura. Come noto infatti uno dei prerequisiti per l ottenimento ed il mantenimento dell Autorizzazione alla vendita è il possedere una capacità finanziaria pari almeno a 3 mesi di fornitura. Se i grossisti potessero, ovviamente sotto la propria responsabilità, certificare l insolvenza per 3 mesi di fornitura dei propri clienti, il MSE potrebbe revocare l autorizzazione alla vendita ai clienti morosi e quindi la società di vendita si vedrebbe risolto di diritto il contratto di vettoriamento da parte della società di distribuzione, perdendo i propri clienti finali, che potrebbero essere forniti dal FUI ovvero dal grossista. Di questi temi inerenti il rischio credito del mercato, purtroppo non si parla. Ci si è invece concentrati ultimamente su una altro tipo di rischio e sulla tutela e sul recupero del credito di Snam, dopo che però, ahinoi, si è già creato un enorme buco. Senza entrare nel merito di come si è gestito l avvio del mercato del bilanciamento in relazione alle garanzie (tema sul quale come noto ci siamo più volte pronunciati, chiedendo un avvio del mercato del bilanciamento solo dopo che erano state approvate le relative garanzie) desideriamo manifestare la nostra forte disapprovazione per le modalità di intervento previste con le Delibere 351/2012/R/gas Disposizioni in merito al corrispettivo CVBL, di cui alla deliberazione ARG/gas 155/11 e 313/2012/R/gas Approvazione dei corrispettivi d impresa e determinazione dei corrispettivi unici per il servizio di stoccaggio e del corrispettivo transitorio per l attività di misura, relativi all anno 2013 Come noto, le due delibere prevedono il riconoscimento ai gestori del servizio di bilanciamento, trasporto e di stoccaggio di contributi compensativi in previsione dei ricavi fatturati e non riscossi nell anno solare 2013 e dei crediti non riscossi, relativi alle partite economiche del bilanciamento insorte nel periodo 1 dicembre maggio A fronte di una tale impostazione, opaca e deresponsabilizzante, riterremmo invece innanzitutto opportuno incentivare la riscossione delle somme dovute, concedendo l eventuale ristoro relativo alle somme non recuperate solo a fronte della dimostrazione dell effettiva impossibilità di riscossione. Trasferire il costo di tali buchi di sistema nelle tariffe risulterebbe infatti deresponsabilizzante nei confronti dei soggetti adibiti al recupero, e graverebbe sull operato degli operatori virtuosi (ed in ultima istanza degli stessi clienti finali). Si rende quindi necessario far luce sulle anomale dinamiche che si sono verificate per la creazione del cosiddetto buco, nonché impedire la concorrenza sleale da parte degli operatori che hanno abusato della situazione di stallo che si è venuta a creare.

3 Purtroppo già l anno scorso nella determinazione delle tariffe di stoccaggio erano stati socializzati gli oneri derivanti dal mancato incasso da parte di Stogit di alcuni suoi crediti. Ma l anno scorso si parlava di una deroga e l importo era molto più limitato. Adesso invece segnaliamo con preoccupazione il ripetersi di questi interventi di socializzazione delle perdite sui crediti che non vorremmo diventassero una prassi. La maggiore trasparenza nelle dinamiche di determinazione delle tariffe e degli interventi regolatori volti a preservare l integrità del sistema è un presupposto propedeutico affinché gli operatori attivi sia sul mercato regolato sia su quello libero possano intraprendere strategie di ottimizzazione delle risorse disponibili con ponderazione. Ciò ovviamente a vantaggio dell efficienza sull intera filiera, trasferendone i relativi benefici al cliente finale. Ed è anche per questo che chiediamo che il mercato sia informato in tempo praticamente reale delle decisioni che vengono assunte, come ad esempio degli esiti degli incontri istituzionali con gli operatori delle infrastrutture, ovvero delle reiterate (e più o meno fondate) dichiarazioni di emergenza gas. Settore elettrico In ambito elettrico desideriamo in particolare focalizzare il nostro intervento sulla Delibera n. 342/2012 di inizio agosto scorso, con cui sono state introdotte misure urgenti, secondo noi a danno del lato domanda del mercato elettrico (grossisti e grandi consumatori), definendo taluni servizi da loro svolti come speculativi, indebiti, frutto di posizioni parassitarie e generanti persino costi e rischi per il sistema elettrico. Tale intervento apparirebbe contraddire completamente quanto dalla stessa Autorità affermato in provvedimenti precedenti ed in incontri pubblici e istituzionali, nonché ingiustificatamente lesivo degli interessi del lato domanda elettrica e del sistema elettrico nel suo complesso. Come noto, perché il servizio elettrico funzioni è necessario che le immissioni (produzione) ed i prelievi (consumi) di energia elettrica sulla rete siano in costante equilibrio. Tale equilibrio è garantito in tempo reale da Terna, con l attività di bilanciamento svolta attraverso il cosiddetto Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD). La domanda è obbligata a comunicare a Terna, con un determinato preavviso rispetto al momento del consumo reale, quanto prevede di consumare, dimostrando altresì di aver contemporaneamente acquistato per l immissione in rete un corrispondente quantitativo di energia. Come è intuibile, ad eventuali maggiori movimentazioni degli impianti produttivi, conseguenti agli errori di previsione della domanda, corrispondono maggiori costi per coloro che li hanno causati. Gli acquisti di Terna su MSD, sulla base delle differenze fra i consumi effettivi e le relative previsioni, determinano il segno in ciascuna delle 6 zone elettriche in cui è articolato il sistema elettrico italiano, determinano cioè se la zona, nel suo complesso, ha uno sbilanciamento positivo (lungo ovvero immette in rete più energia di quella consumata in quanto le previsioni erano sbagliate per eccesso) oppure ha uno sbilanciamento negativo (corto in quanto immette in rete meno energia di quella consumata a fronte di previsioni sbagliate per difetto). È possibile tuttavia che alcuni operatori della domanda siano in controtendenza rispetto al segno finale della zona, aiutando quindi in sostanza Terna nel diminuire la quantità di energia a salire che essa avrebbe dovuto acquistare nel MSD.

4 In un tale contesto l Autorità ha introdotto con l avvio del mercato, tramite la Delibera n. 111/06 e successive, una disciplina degli sbilanciamenti fondata sul principio del cost reflective, che consiste nel ribaltare sul singolo operatore della domanda le conseguenze che il suo comportamento determina. Perciò nell esempio precedente, se gli operatori della domanda cui ci si riferiva hanno evitato costi aggiuntivi per Terna poiché hanno ridotto la quantità di energia da acquistare nel MSD, tale beneficio, nella misura del costo evitato, è ribaltato su di loro. Risulta come contropartita evidente che questo beneficio a favore della domanda si traduce in un minor ricavo per i produttori che operano nel MSD. Il sofisticato meccanismo sopra riportato è stato introdotto dall Autorità proprio per indurre i consumatori a comportamenti, financo opportunistici, tali da rendere il sistema elettrico nel suo complesso più bilanciato e quindi meno costoso. Nella Delibera n. 111/06 l Autorità si spinge infatti fino a sancire il diritto per l operatore della domanda a effettuare sbilanciamenti, assumendosi evidentemente tutti i costi o i ricavi derivanti. Lo sbilanciamento ha infatti rappresentato finora una modalità con cui la domanda può avere un ruolo attivo nel mercato elettrico, svolgendo una funzione concorrenziale a quella dei produttori, come la UE sollecita al nostro paese con numerose raccomandazioni. Rivoluzionare questo sistema, peraltro più volte pubblicamente rappresentato dalla stessa Autorità come il migliore possibile, come accade a seguito della citata Delibera di inizio agosto, avrebbe come conseguenza una riduzione della concorrenza e un passo indietro sulla via della liberalizzazione. Pertanto riteniamo non opportune le determinazioni della Delibera in oggetto per almeno due motivi: Non condividiamo l impostazione secondo cui si vuole attribuire ad un comportamento attivo della domanda una finalità parassitaria o che aumenti gli oneri complessivi per il sistema elettrico; La tematica della revisione del MSD è di assoluto interesse e, in assenza di maggiori oneri per il sistema, nonché in assenza di rischi per la sicurezza del sistema, dovrebbe più correttamente essere affrontata attraverso la consultazione degli operatori. In sintesi non si ravvisa il carattere di urgenza che ha portato all emanazione della Delibera in oggetto, e sarebbe quindi auspicabile una sospensione della stessa, affrontando successivamente anche con il contributo delle associazioni come AIGET la revisione dei servizi di bilanciamento. Settore delle energie rinnovabili Accogliamo positivamente le linee tracciate nelle primissime bozze della SEN che, a fronte dell imponente crescita delle fonti rinnovabili e del conseguente rapido avvicinamento ai connessi traguardi UE, parrebbe aver opportunamente colto le criticità inerenti l onerosità degli incentivi, la sicurezza della rete e l impellente necessità di realizzare nuove infrastrutture di rete, ridisegnando l attuale sistema incentivante in modo da renderlo più equo ed equilibrato tra le varie fonti (e, perché no, con un lungimirante occhio di riguardo nei confronti di quei settori in grado di contribuire più direttamente alla ripresa della crescita nazionale e della promozione del Made in Italy ). La sicurezza della rete rappresenta l altra attuale criticità legata alla crescita degli impianti da fonte rinnovabile intermittente.

5 Il fondamentale ruolo di back up svolto dalle fonti tradizionali non deve essere trascurato, al fine di evitare che tali fonti possano essere spiazzate occorre invece valorizzarle in un nuovo modello di mercato che remuneri adeguatamente la capacità ed i servizi e non solo l energia. Ancora una volta emerge l importanza della definizione di un quadro regolatorio relativo ai servizi di dispacciamento efficace ed in cui società preposte all esercizio di funzioni di natura pubblicistica e regolamentare non inizino a svolgere attività che viceversa dovrebbero rimanere legate a logiche di mercato. Al fine di garantire la corretta integrazione delle fonti rinnovabili (intermittenti e/o non programmabili), in una prospettiva di lungo termine, si ritiene auspicabile il passaggio dall attuale sistema passivo ad uno attivo ed intelligente (Smart Grid), da realizzarsi anche grazie all introduzione di adeguati meccanismi premianti per chi compie gli investimenti. In tutti questi settori occorre proseguire sulla strada della liberalizzazione, completando le infrastrutture necessarie e fornendo agli operatori certezze riguardo alle regole e dati operativi. Occorre inoltre mantenere un controllo attivo, definendo per gli attori istituzionali un ruolo di garanzia, tutela e informazione verso i clienti finali. Occorre favorire la concorrenza (soprattutto nel gas), promuovere la crescita organica dei mercati a termine dell energia, rendere più efficienti i rapporti tra operatori lungo le diverse fasi della filiera e in particolare i servizi resi dai soggetti regolati. Insistere nel perseguimento della maggiore trasparenza ed apertura dei mercati è l unico modo per attirare investimenti e sviluppare dinamiche competitive da tradurre in un efficienza sistematica e crescente. Come conclusione desideriamo inoltre sottoporre all Autorità due specifiche richieste/provocazioni : - di dedicarsi, magari grazie all istituzione di un apposita task force, alla semplificazione delle delibere oggi in vigore, in modo che vi possano essere meno delibere spot (siamo ormai arrivati a 365 delibere in 8 mesi e mezzo ) e più testi integrati, che tutti possano più agevolmente consultare e comprendere. Tra delibere, ricorsi, istruttorie oggi anche gli addetti ai lavori si perdono nei meandri della cosiddetta microregolazione, e ciò comporta incertezza e timori che si riflettono inevitabilmente su costi ed aggravi per i consumatori finali. - di aprire un confronto riguardo alle modalità di determinazione del contributo di funzionamento dell Autorità. Riteniamo infatti che, considerando anche il periodo di crisi, nonché alla luce del neoistituito parallelo contributo di funzionamento all AGCM ed il progressivo aumento delle transazioni sui mercati wholesale rispetto alla dimensione del mercato finale, sia giunto il tempo di aprire un dibattito sulle modalità di calcolo del contributo, anche per dare un segno concreto da parte di tutti allo sviluppo del mercato. Non ci resta infine che auspicare che l attività dell Autorità per l energia elettrica e il gas prosegua confermando la predilezione del dialogo e del coinvolgimento degli operatori e delle relative associazioni di categoria.

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