N 73 - SETTEMBRE Periodico quadrimestrale Spedizione in A.P. - art.2 comma 20/c L. 662/96 - Siena

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1 N 73 - SETTEMBRE Periodico quadrimestrale Spedizione in A.P. - art.2 comma 20/c L. 662/96 - Siena

2 in questo NUMERO 3 il nostro capitano 4 il nostro oratorio 7 Giraffanews 8 in Società 9 cronoscalata 10 gruppo giovani 12 piccoli giraffini 14 riflessioni BiancoRosso il giornale dell'imperiale Contrada della Giraffa Decr. Trib. di Siena N 391 del Direzione: Via delle Vergini, 18 - Siena Direttore: Michele Montixi Direttore Responsabile: Raffaello Ginanneschi Hanno collaborato: Pietro Bazzani, Laura Dinelli, Giuditta Agnesoni, Claudia Nenci, Gaia Grandi, Franco Fontani, Flavia Galletti, Jacopo e Tommaso Carapelli, Elisa Casini, Francesca Moffa, Narcisa Fargnoli, Federica Buonocore, Mauro Isolani. Foto: Fabio Lensini, Ennio Petreni, Romina Meixner, Andrea Migliorini. Stampa: Grafiche Pistolesi - Siena 2

3 Il nostro CAPITANO Si è chiuso, con il Palio del 16 Agosto, anche quest anno Paliesco, che non ci ha fatto assaporare, purtroppo, il gusto e la gioia della Vittoria. E stato un 2003 dalle due facce: la prima, e mi riferisco al Palio del 2 Luglio, ci ha riservato, inutile negarlo, una cocente delusione; le aspettative erano tante e sono andate disattese. Nessun rammarico comunque per le scelte compiute e per la strada intrapresa che, allo stato dei fatti, era senza dubbio alcuno quella più logica e lineare. Nessuno di noi ha cercato giustificazioni particolari, anche se, permettetemi ora di dirlo, alcune corse effettuate tra i due Palii, e soprattutto la pre - visita veterinaria di Agosto con l elenco dei cavalli ammessi, in qualche modo, almeno a livello personale, hanno dato una risposta ai tanti interrogativi che mi stavano attanagliando. La seconda faccia è quella del Palio del 16 Agosto dove sinceramente penso che non avremmo potuto fare più di quello che è stato fatto. Ci siamo trovati a controbattere, passatemi l eufemismo, una formula 1 che disponeva di più cavalli e soprattutto di più carburante della nostra. Abbiamo dimostrato di aver voluto lottare per essere protagonisti, e protagonisti lo siamo stati. Indiscutibilmente. Desidero poi ringraziare tutti Voi Giraffini per il comportamento tenuto durante i due Palii, per come siamo stati capaci di organizzarci in tutte le occasioni; abbiamo una volta di più dimostrato la nostra grandezza. Permettetemi inoltre tra queste brevi righe un ringraziamento particolare ai miei collaboratori ed a tutto lo staff che, seppur in parte rinnovato, ha dato dimostrazione di competenza, serietà ed affiatamento unico. Adesso chiudiamo il baule degli eventi del 2003 ed incominciamo a preparare con coscienza e determinazione l anno 2004, che anche se attualmente non ci vede presenti sul Campo, sono straconvinto che ci possa riservare delle soddisfazioni ad oggi inaspettate; la fortuna dovrà prima o poi ricordarsi di noi. Non attenderemo certo che sia lei a venirci incontro, saremo noi che andremo a cercarla e state pur certi che alla fine la nostra forza di volontà, il nostro impegno ed il nostro testardo desiderio di riuscire avranno sicuramente la meglio. Un grande abbraccio, Pietro 3

4 Il nostro Oratorio Il giorno 21 agosto nell Oratorio del Suffragio è stato ufficializzato, alla presenza, tra gli altri, della autorità cittadine, dei rappresentanti delle Consorelle, e del presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena, il restauro delle sei tele raffiguranti immagini sacre site appunto nella nostra chiesa. Il lavoro trae spunto, oltrechè dalla necessità, anche da una idea promossa già a suo tempo da Franco Semboloni, e che per i più svariati motivi non si era potuta realizzare fino ad oggi. Abbiamo colto ora l occasione approfittando dell iniziativa promossa, a suo tempo, dal Monte dei Paschi con la quale la Banca si impegnava a finanziare le Contrade nell ambito di progetti finalizzati al recupero del patrimonio artistico e culturale della Contrade medesime. Adesso le tele, sottoposte ad un restauro ben concepito e meglio realizzato fanno bella mostra di sé nel nostro Oratorio contribuendo ad impreziosire un ambiente già di per sé ricco di storia e di cultura. L Imperiale Contrada della Giraffa vuole ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto a partire da Franco Semboloni che ha partorito l idea, il Dottor Bruno Santi e la Dottoressa Narcisa Fargnoli che l hanno sostenuta e seguita nella sua realizzazione, la Signora Anita Kidalova che l ha materialmente eseguita e la Banca Monte dei Paschi di Siena per averla finanziata. Nel 1824 la Giraffa, di cui nel corso dei secoli sono documentate almeno cinque sedi diverse, si insediò stabilmente in questo oratorio posto sotto la Collegiata della Madonna di Provenzano, costruita fra il 1594 e il 1604 in onore di un effige miracolosa della Madonna. Durante la costruzione della nuova chiesa, fu necessario aumentare la profondità delle fondamenta, a causa delle condizioni di instabilità del terreno: fu così che sotto l edificio principale fu ricavato un vasto spazio cruciforme che fino al 1785 fu adoprato dalla Compagnia del Suffragio, a cui con alterne vicende si appoggiarono anche gli uomini della Contrada per le loro cerimonie e la conservazione dei palii. Soltanto dal 1824, a seguito della soppressione della Compagnia, i locali passarono definitivamente alla Giraffa. Proprio per questo motivo, l Archivio della Contrada conserva solo documenti recenti, a partire dal 1870: probabilmente il materiale più antico è andato disperso a causa della mancanza di una sede fissa e del conseguente uso di conservare i documenti presso i notabili causandone nel tempo la dispersione. L Oratorio come lo vediamo oggi è il risultato di una risistemazione consistente della precedente Compagnia del Suffragio: la chiesa attuale è stata infatti ottenuta ruotando di 90 gradi quella originale, in ma-niera che gli altari laterali di quella corrispondono ora all altare maggiore e all incorniciatura dell ingresso. I due altari laterali furono costruiti ex novo, così come la cantorie ai lati dell ingresso. E quindi senz altro successivamente al 1824 e alla ristrutturazione della chiesa che le sei tele oggetto del nostro restauro entrarono a far parte dell arredo. Le tele, tutte centinate e più o meno delle stesse dimensioni, circa 160 x 60 cm, furono alloggiate nelle cornici a stucco appositamente costruite, ai lati dell altare maggiore e dei due altari laterali. La loro origine è tuttora sconosciuta, e si deve supporre che lo fosse anche ai contemporanei che per primi le videro qui collocate, dato che anche il Romagnoli nel 1832 le descrive senza precisarne la provenienza. Poiché almeno quattro di esse recano in basso al centro uno stemma nobiliare si può presupporre che ornassero cappelle nobiliari private, e che siano state donate alla contrada per contribuire all abbellimento del nuovo oratorio. D altra parte come testimonia più volte lo stesso Ettore Romagnoli, la soppressione della compagnie avvenuta nel 1785 causò la dispersione e la ridistribuzione del relativo patrimonio, rendendo difficile in molti casi seguire le vicende delle singole opere d arte, alcune delle quali l erudito senese vide vendere in piazza E perciò possibile dato che la Giraffa usufruì proprio di un Oratorio resosi libero in seguito alle soppressioni, che le sia pervenuto, come del resto a molte altre contrade, anche parte del patrimonio mobile di altri enti religiosi soppressi. L unica opera che sappiamo infatti legata per certo alla storia della contrada è la Madonna del Fosso, un affresco di scuola senese del XVI secolo raff. La Vergine con il bambino, Santa Caterina e San Bernardino, immagine sacra ritenuta miracolosa che da secoli era oggetto di grande venerazione e che fu finalmente possibile collocare sull altare maggiore del nuovo Oratorio. Le tele, tutte di ottima qualità, sono ascrivibili a scuola senese del pieno 600 e sono probabilmente frutto di un lavoro d equipe, frequente in quegli anni, che vedeva attivi in uno stesso ciclo decorativo pittori come Raffaello Vanni, Bernardino Mei, Deifebo Burba- 4

5 rini e altri, tutti appartenenti a quella generazione che in una città ormai arresasi alla più forte rivale, Firenze, in campo artistico non mancò di aggiornarsi sulle novità del barocco romano e fu attivissima nella decorazione di oratori, chiese e edifici pubblici per tutto il secolo XVII. Al momento dello smontaggio si trovavano tutte in pessime condizioni, scurite e inaridite dalla sporcizia depositatasi nel tempo, in alcune parti quasi rese illeggibili da ridipinture e ripassature eseguite alla buona in epoche imprecisabili. Tutte le tele, allentate e in qualche caso lacerate, hanno avuto bisogno della foderatura e di un nuovo telaio a espansione che ne garantisse il corretto tensionamento. La pulitura e la reintegrazione pittorica, eseguita sempre con tecniche che consentano l individuazione delle lacune a una distanza ravvicinata, hanno restituto godibilità e facilità di lettura ai sei soggetti che raffigurano rispettivamente la Vergine Annunciata, l Arcangelo Gabriele, San Sebastiano, San Giovanni Battista, Sant Ansano, San Bernardino: dal punto di vista iconografico è interessante notare la presenza di santi fortemente legati alla storia della città come S.Ansano e San Bernardino. Sono soggetti iconografici assai diffusi, legati sia alla devozione mariana, sia al culto più propriamente senese: i sei dipinti sono probabilmente dovuti a mani diverse individuabili nell impostazione maggiormente classicistica di alcuni, come Ansano e Bernardino, nell accentuazione del carattere patetico e enfatico di altri, come il Battista e San Sebastiano. Tutti dimostrano tuttavia una grande perizia esecutiva tipica di quella generazione di artisti locali che, continuando a ispirarsi alla grande tradizione cinquecentesca e alle suggestioni del caravaggismo di Rutilio Manetti, seppero tuttavia guardare al grande esempio del barocco romano, aggiornando e arricchendo il proprio linguaggio di una spigliatezza e di un intensità di affetti che li rende compiutamente moderni. La bellissima Vergine Annunciata, avvolta in un movimento quasi danzante, appare già appesantita dall incipiente maternità, al cui annuncio tuttavia si ritrae chinando la testa sotto lo splendido velo diafano. E un opera di pieno 600 tuttavia curiosamente ancora memore di suggestioni neocinquecentesche alla Beccafumi: è anche purtroppo il dipinto che ha presentato maggiori problemi di restauro. Innanzitutto gli indispensabili interventi sul supporto, cioè la foderatura della vecchia tela che presentava lacune e cedimenti in più punti e il tensionamento su un nuovo telaio centinato appositamente costruito. Si è quindi affrontato il restauro più propriamente pittorico: la superficie del quadro risultava coperta da uno spesso strato di vernice, che soprattutto nella zona del manto, nascondeva totalmente i colori originale. Il manto presentava uno stato di alterazione irreversibile: del blu originale erano rimaste poche tracce di pigmento ossidato ed è stato perciò particolarmente difficile scegliere una linea di reintegrazione che restituisse leggibilità al tutto senza discostarsi troppo dalla cromia seicentesca. Ci sembra tuttavia che il risultato ottenuto per successive approssimazioni riunificando con infinita cautela la superficie estremamente lacunosa del dipinto, sia particolarmente gradevole e contribuisca a esaltare la notevole qualità di questa Annunciata, il cui splendore era stato completamente offuscato dall alterazione dei colori. Le fa da pendant l Arcangelo Gabriele annunciante: l angelo ha le vesti ancora scomposte dal volo che l ha portato fin lì con un movimento non ancora del tutto arrestato. Il forte chiaroscuro che lascia volutamente alcune parti in ombra, è memore di un caravaggismo ormai pienamente assimilato in forme più mature. Anche per questo quadro, dopo la foderatura e il tensionamento nel nuovo telaio, operazioni si è detto che sono state necessarie per ciascuno dei sei dipinti, e stato rimosso lo strato di vernice non originale pigmentata e ulteriormente imbrunita, stesa in epoca imprecisata per nascondere eventuali disarmonie causate dai danni del tempo, recuperando così la cromia originale. Il San Sebastiano martire risponde perfettamente al cliché un po melodrammatico che caratterizza la maggior parte delle raffigurazioni di questo santo: il braccio destro sollevato proietta infatti un ombra decisa sul resto del corpo, addirittura su volto, facendone risaltare la parte in luce, lo sguardo, con una ricerca di effetto che ben corrisponde all iconografia diffusissima che lo vuole ritratto come un giovane ignudo legato a un albero o a una colonna trafitto dalle frecce. La peculiarità del suo martirio ha offerto infatti dal medioevo in poi a innumerevoli artisti la possibilità di esercitarsi nel virtuosismo anatomico, nella trattazione del nudo, ispirandosi spesso al classicismo greco o romano, che in epoca barocca, come in questo caso, si tinge di maggiore patetismo. L elmo piumato, sul quale è riconoscibile uno stemma con leone rampante, è un dettaglio iconografico che allude alla vicenda di San Sebastiano, martire dei primi secoli del Cristianesimo, che fu guardia pretoriana condannato a morte, mediante il supplizio delle frecce, per le sue opere di carità e di propaganda cristiana. Protettore degli arcieri e degli archibugieri e terzo patrono di Roma con Pietro e Paolo, è stato oggetto dal medioevo in poi di un grandissimo culto legato soprattutto alla protezione contro la peste, in antico flagello usuale che periodicamente si ripresentava affliggendo le popolazioni: le frecce sarebbero infatti allusive ai dardi divini che infliggono le piaghe del morbo. Nel San Giovanni Battista notiamo la stessa sofisticata attenzione per il gioco di luci e ombre: la posa enfatica, quasi declamatoria ma sempre elegantissima qualifica anche questa tela come opera pienamenta barocca, con sfumature di classicismo emiliano, a dimostrazione, come si è accennato, che i pittori senesi, sulla scia di Raffaello Vanni, avevano scelto la strada dell aggiornamento non tanto verso la vicina, odiata dominatrice Firenze, ma verso Roma, vera capitale artistica, dove dal 1655 al 1666 era sul soglio di Pietro il senese Alessandro VII e dove trovavano espressione le più importanti novità stilistiche e i maggiori cantieri dell epoca. Sant Ansano è raffigurato con la palma del martirio e con lo stendardo su cui spicca il monogramma Senatus populusque Senensis: infatti Ansano, di origine romana, per sfuggire alle persecuzioni, si rifugiò a Siena, convertendo e battezzando gli abitanti. La leggenda vuole che sia stato ucciso presso il fiume Arbia e le sue spoglie siano state traslate a Siena nel Oggetto di grandissimo culto fin dalle origini della città medioevale, si trova raffigurato per la prima volta nella vetrata del Duomo di Duccio del 1288; lo stesso pittore poi lo raffigurò di nuovo nella Maestà nel E questo il quadro che stilisticamente più di tutti ricorda i modi di Deifebo Burbarini, attribuzione inizialmente estesa dal Romagnoli anche alle altre tele, ma poi accolta con incertezza dalle fonti successive, forse per la evidente mancanza di omogeneità fra i diversi soggetti. Deifebo Burbarini ( ) attivo nella decorazione di chiese, oratori e dello stesso Palazzo Pubblico, esperto di quadraturismo, divenne a Siena il più accreditato creatore di complessi decorativi barocchi. Ritenuto alla metà del secolo, con Raffaello Vanni, il miglior pittore della città, Burbarini si distingue soprattutto per la sua impostazione classicistica evidente anche nel dipinto della Giraffa. Il confronto più convincente è con le tele conservate al Carmine raffiguranti 5

6 una Santa Caterina d Alessandria e una Santa Maria Maddalena, ma opere del Burbarini, i monocromi raffiguranti la Visione di san Giovanni evangelista e Gedeone e il miracolo del vello, sono presenti anche nella soprastante Collegiata di Provenzano, tutte databili al sesto decennio del 600, periodo cui si può pertanto riferire anche il Sant Ansano, prima che il pittore compisse un ulteriore aggiornamento romano su Pietro da Cortona, complicando e movimentando ulteriormente le sue composizioni figurative. E interessante ricordare che nel 1645 il nostro pittore fu Signore della Festa di Provenzano, succedendo al precedente depositario in carica, anch egli pittore, Bernardino Mei. Così ricorda il Romagnoli: fu signore della festa di Provenzano... nominato... dal cav.mei. Nell anno seguente nominò il nostro artista Domenico Volpi Signore della citata Festa di Provenzano e in tal maniera con nobile gara l un l altro impegnava a concorrere a decorare quel solenne giorno, che l opulenza della collegiata ha finalmente reso tutta di sua proprietà con straordinaria magnificenza. Nella vita di G.B. Ramacciotti ( ) Romagnoli ricorda che costui fu l ultimo, nel 1650, dei pittori nominati signori della festa di Provenzano, dopo del quale, dice, quel peso fu assunto da più bassi personaggi. Come è noto fu proprio la festa in onore della Madonna di Provenzano che si svolgeva nella ricorrenza della Visitazione il 2 luglio, che nel 1656 si cominciò a correre il Palio cosidetto alla tonda, formula che poi si estese anche ai festeggiamenti dell Assunta del 16 Agosto. Infine l ultimo quadro raffigura un altro importantissimo nume tutelare senese, San Bernardino, che, dopo San Francesco è uno dei santi più rappresentati in Italia e anche in Europa. Nato a Massa Marittima nel 1380, dopo il noviziato compiuto nei frati minori a Seggiano fondò a Siena, sul colle della Capriola, il convento dell Osservanza. Fu vicario generale degli Osservanti e morì all Aquila nel Canonizzato nel 1450, gli fu riconosciuto il titolo di Dottore della chiesa. E raffigurato, come sempre, in età matura, a piedi nudi, con indosso un rozzo saio francescano, magro e consunto dai digiuni e dalle penitenze: la sua fisionomia è infatti piuttosto codificata perché i contemporanei, come Sano di Pietro e il Vecchietta, lo dipinsero ispirandosi alla maschera funeraria in cera, ricavata direttamente dal cadavere. Suo attributo costante il monogramma di Gesù JHS inciso in una tavoletta e contornato da raggi fiammeggianti che allude alla sua predicazione nel SS. Nome di Gesù. Le tre Mitrie deposte ai suoi piedi sono invece simbolo del rifiuto che oppose all offerta dei tre vescovadi di Siena, Ferrara e Urbino. Dott.ssa Narcisa Fargnoli Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici - Siena Riferimenti bibliografici E.Romagnoli, Biografia Cronologica de Bellartisti senesi, voll.13, ms. ante 1835, ed.stereotipa Firenze 1976, vol.xi, p E.Romagnoli, Cenni storico artistici di Siena e suoi suburbii, Siena Bernardino Mei e la pittura barocca a Siena, a cura di Fabio Bisogni e Marco Ciampolini, Siena L immagine del Palio. Storia cultura e rappresentazione del rito di Siena, a cura di Maria A. Ceppari Ridolfi, Marco Ciampolini, Patrizia Turrini, Prato D.Ceccherini, Gli oratori delle contrade di Siena, Siena

7 Giraffa News AVVISO Ancora una volta la Contrada ha ricevuto comunicazione di un versamento sul conto corrente postale, relativo al pagamento di un protettorato per l anno 2003, per il quale l interessato non ha scritto cognome e nome sul bollettino. Si tratta di un versamento di Euro 55 eseguito l 8 aprile u.s. presso l ufficio postale di Via di Città. Si invita pertanto l interessato a prendere contatti con la Segreteria della Contrada telefonando al n preferibilmente fra le ore 11 e le ore 12 di un giorno feriale. Gruppo Donne Consiglio Direttivo del Gruppo Donne dell Imperiale Contrada della Giraffa triennio 2003/2005 PRESIDENTE: Annalisa Pasquini Santillo VICE PRESIDENTE: Marta Bartoli SEGRETARIA: Marta Fabbrini CONSIGLIERI: Giuditta Agnesoni Pulcinelli, Adele Boriosi Pratesi, Lucia Casacci Albizzi, Anna Maria Gagliardi Tambani, Letizia Giani Rossi, Antonella Liberati Anichini, Stefania Liberati, Nicoletta Senesi Rossi, Lena Tanganelli Regoli, Sandra Vanni Fabbrini ROBUR E iniziato il tanto atteso campionato di serie A dove la nostra Robur dovrà vedersela con le grandi del calcio. Sarà da sicuro un annata da non perdere e da ricordare, come del resto lo è stata anche quella passata che ha lasciato tanti bei momenti impressi nella nostra memoria. Non dimentichiamoci infatti che nella loro corsa verso la serie A i giocatori dell A.C. Siena sono passati anche dalla Giraffa dove sono stati accolti fra applausi e complimenti di grandi e piccini. La nostra contrada per una sera si è spogliata del bianco e rosso e si è rivestita di bianconero: cori da stadio hanno infiammato il salone durante la cena e sostenuto il Presidente De Luca nel suo discorso, mentre le nostre donne hanno dato il loro contributo offrendo ai giocatori una enorme torta con sopra raffigurata una giraffa in maglia bianconera che gioca a pallone. Dopo cena, poi, i più piccoli hanno convinto Fortin, Tiribocchi e Farelli a fare una partita nel loro campo da calcio preferito Piazzetta!! Così le performance dei cittini si sono unite a quelle dei campioni in uno spettacolo davvero divertente al grido di W la Giraffa, W l A.C. Siena!! 7

8 Società A sette mesi dall insediamento è alquanto prematuro fare un bilancio, anche se talvolta ritrovarsi intorno ad un tavolo, prendere carta e penna e buttare giù dei dati è motivo di riflessione e la riflessione induce a vedere le cose sotto varie angolazioni. Vengono fuori le lacune, quello che si poteva fare o fare meglio, quello che è stato fatto bene, si rivivono quei momenti e l entusiasmo per migliorarsi cresce. Gli impegni sono stati molteplici: VI Rassegna della Canzone Senese, la Festa Titolare, ben due Palii corsi, otto serate a tema (Cena Amici del Palio, A.C. Siena, Cena con S.E. Mons. Buoncristiani, Carnevale ecc) ed a seguire le solite cene e le altre attività istituzionali. Oltre ad essere stati punto d aggregazione, indubbiamente uno dei nostri scopi principali, non abbiamo trascurato il lato economico che è positivo ed è in piena linea con quanto pianificato all inizio del mandato. Ogni impegno superato è stato di stimolo per quello successivo ed innumerevoli sono i programmi che stiamo sviluppando per i prossimi mesi. Ma quello che maggiormente ci sta a cuore è il trasferimento della Società dalla sua Sede Storica ai locali avuti in prestito d uso dall Università: è nostra intenzione riuscire a portare a termine tale trasferimento in tempi brevi, compatibilmente con i permessi, e con l inizio dei lavori nell attuale Sede, tanto che pensiamo di allestire la cena degli auguri nella nuova destinazione. Nelle varie attività che svolgeremo vorremo coinvolgere più Giraffini possibili, non tanto come fruitori o spettatori, quanto come protagonisti dell attività della loro Società; pertanto tutti i consigli e suggerimenti che riceveremo saranno estremamente graditi, molto di più se seguiti da un aiuto tangibile: un turno al bar o in cucina è un modo per vivere la Società dall interno e serve anche capire i problemi della sua gestione quotidiana. La nuova sede ha tutti i presupposti per svolgervi qualsiasi tipo di attività, con ampi spazi sia all interno che all esterno e di facile congiungimento con quel gioiello che è il nostro parco di vigna. Potremo sfruttare la risalita meccanica di San Francesco, basterà trovare con la Società di gestione un accordo per l orario di chiusura e sulle modalità di rendere il parcheggio gratuito ai Giraffini, richieste più che legittime anche in vista dei lavori che il Comune intende svolgere per il restauro di Piazza San Francesco dove gli stessi residenti verranno privati degli attuali posti auto con tutti i problemi che ne conseguiranno. La nuova Società sarà un valore aggiunto per tutta la Contrada, non una conquista di pochi. E la nostra casa comune che si ingrandisce e si adegua ai tempi e alle esigenze di tutta la comunità biancorossa. Chi gestisce la Società e la Contrada è sempre qualcuno che pro-tempore è stato indicato dal popolo ad avere maggiori responsabilità. Il lavoro quotidiano deve vedere queste persone in prima fila, sempre, ma allo stesso tempo, vista anche la gran mole di lavoro che si presenta, è necessario che tutti facciano un piccolo sforzo in più, nella forma e nei modi che riterranno più idonei. Non sottovalutiamo mai il fatto che anche il più piccolo granello di sabbia, moltiplicato per tutti i giraffini può diventare una montagna e far crescere sotto tutti i punti di vista la nostra Contrada. La Società è la casa comune di tutti i contradaioli ed è proprio per questo che quest inverno sarà fondamentale l aiuto di tutti, il supporto, sia manuale che intellettuale, che chi ha la giusta volontà di dare il proprio apporto, senza timidezza, senza il timore a dire la propria, senza il timore a dire: Avete bisogno di un turno al bar? Di un turno in cucina? Sarebbe un regalo immenso alla Giraffa, questo non scordiamocelo mai. Anche quest anno l Imperiale Contrada della Giraffa ha organizzato la rassegna della canzone senese. La manifestazione arrivata alla sesta edizione ha coinvolto la maggior parte delle consorelle. I gruppi canori hanno vivacizzato le due giornate in programma (28 e 29 Maggio) intonando ciascuno tre canzoni. Come ogni anno in Piazza Provenzano l affluenza di pubblico è stata massiccia e si è respirata un atmosfera particolarmente affascinante. L appuntamento ovviamente è rinnovato ancora una volta tra due anni. 8

9 CRONOSCALATA L e l l o Se vi chiedessero.. quando volete andare a fare una bella girata in bicicletta? Semplice, sabato 20 giugno alle quattro del pomeriggio in punto. Ritrovo Piazza del Campo, temperatura 40 gradi all ombra, obiettivo dichiarato: l assalto al Giuggiolo! Ma chi sono questi folli? Una truppa fantastica di giraffini: Chiara e Flavia, classe 1992, Raffaele, 12 anni, guidati da Lello, 35 anni, grasso pentito e atleta improbabile. In poche parole sembrerebbe la trama dell ultimo tragico Fantozzi, ma più semplicemente è il preambolo della cronoscalata Elveno Petreni organizzata dalla Chiocciola per i piccoli delle contrade e che ha visto al canape anche la Giraffa. Obiettivo primario divertirsi, obiettivo secondario non arrivare ultimi. Risultati incredibilmente centrati in pieno. L intoppo numero uno è stato affrontato prima dell uscita dall Entrone, quando Raffaele pensava di essere un fantino in groppa al destriero che di li a poco avrebbe dovuto riportare il Palio in Provenzano. Nulla di strano né di ingestibile, se un vigile urbano non si fosse messo fuori dall Entrone, in attesa dello sventolio della bandiera bianca, in posa e pronto per dare i nerbi, anche lui vittima del caldo e preda di questa splendida vigilia paliesca! Ci sono voluto quindici minuti di ritardo per convincere Raffaele e anche Lello (preso anche lui dal caldo e dalla febbre del Palio) che non erano fantini e che quel giorno non era il due luglio ma semplicemente il venti giugno. C è voluta tutta la diplomazia di Flavia e Chiara per convincere i due. Vistosi alle male parate.. anche l accompagnatore Stefano Rossi si era messo in tenuta antisommossa, forte degli insegnamenti del suo lavoro. L unica calma era Nicoletta, sua consorte, ormai rassegnata alla tragica figura che l indomani sarebbe finita sulle cronache cittadine. Alle cinque, dopo un paio di gavettoni refrigeranti, è stato dato il via e tutta la truppa è partita alla volta del Giuggiolo. All altezza del Duomo gli ultimi ritocchi di doping con Epo, Kit Kat, Fish and Crock e Coca Cola e poi via con negli occhi la cavalcata di Quarnero.. verso le falde del Giuggiolo. Lello è stato il primo a partire voleva fare un Palio di rimonta, partendo piano, ma poi si è ritrovato ad arrivare piano, nonostante gli incitamenti del pubblico presente. La svolta del successo biancorosso è arrivata al momento del ricongiungimento con i tre bambini, mai scoraggiati nonostante vedessero arrivare Lello piano come i goal della domenica visti alla moviola di Carlo Sassi. Ma non perdiamoci in chiacchere, dicevamo della svolta arrivata al momento del cambio con il treno biancorosso che è subito partito, con Raffaele che si è portato in testa al gruppo, con Flavia e Chiara che si sono alternate con precisione nei cambi, facendo così volare anche Lellino, che, commosso, si è sentito come nel 97 Pes Beppino ed è tornato veloce come un ragazzino. Affiancati ai difensori dei colori giraffini.. il prode Stefano Rossi, che con 40 gradi di temperatura si è fatto tutto il Giuggiolo di corsa, passando da potenziale tenente Sheridan nell Entrone ad un più terreno Dorando Pietri durante la salita, tagliando il traguardo commosso e stremato fra le braccia di Nicoletta che ha accolto con bottigliette di champagne, acqua (fresca, liscia, gassata e di colonia) tutto il gruppo dei quattro giraffini che hanno tenuto alto l onore del popolo glorioso di Provenzano, proseguendo poi i festeggiamenti la sera a banchetto nei locali della Società San Marco, dove all applauso virtuale di tutto il popolo della Giraffa, si è unito quello reale delle altre contrade. E stato così che nelle orecchie e nella mente di tutti sono risuonate fragorose le parole mitiche di Silvio Gigli, quelle in cui in un tripudio di bandiere e di colori, Siena trionfa ancora immortale!. 9

10 Gruppo Giovani IN CAMPEGGIO Dovete sapere che nella vicina campagna in provincia di Arezzo esiste un piccolo, anzi minuscolo paesino che si chiama Palazzuolo. In questo paesino ci saranno ad occhio e croce dieci case, abitate da persone più o meno anziane che conducono un esistenza con ritmi alquanto tranquilli. Il 13 Giugno 2003 le loro vite hanno subito inconsapevolmente una smossa. Vi state chiedendo perché??? Ve lo spiego subito. Proprio quel 13 Giugno 2003 partirono dal parcheggio dei due ponti con un pulmino preistorico, ma ancora funzionante, una spedizione di giovani giraffini scalmanati, guidati dal mitico presidente Fabio Fanetti. Al volante del pulmino il vulcanico Don Tito, che certo non poteva mancare. Dopo un viaggio leggermente travagliato siamo arrivati a destinazione. Per gli abitanti di quel luogo si stavano avvicinando 5 giorni ma soprattutto 4 notti da paura NATURALMENTE SCHERZO, sapete quanto siamo calmi e silenziosi noi simpatici fanciulli giraffini. Ad attenderci a quell enorme casa tutta per noi c erano due straordinari accompagnatori che durante i cinque giorni hanno aiutato Fabino nell organizzazione del campus: Marta Fabbrini e Giacomo Tanganelli (Miero). La casa, anzi direi la villa, era disposta su tre piani e avevamo a disposizione un campo da pallavolo e uno di calcetto. Prima che il divertimento e la confusione prendessero il sopravvento Fabino ci ha fatto presenti alcune regole da rispettare, poche ma necessarie per la sopravvivenza: 1 - Organizzarci in turni per la pulizia della casa. 2 - Aiutare in cucina Nello, il favoloso chef giraffino dal quale abbiamo appreso segretissime ricette. 3 - Non rovinare assolutamente niente di ciò che appartiene alla casa. 4 - Sveglia alle ore 9 e colazione alle ore 9: Partecipare ai colloqui con Don Tito. 6 - Nessun limite di orario. 7 - Divertirsi sempre. Dopo questi avvertimenti ci siamo scelti le camere, chiaramente le femminucce da una parte e i maschietti da un altra! Non c è voluto molto per ambientarsi anzi, tempo 10 minuti che lo stereo era già acceso con la musica a palla e i palloni già pronti per una bella partitella a calcio. Prima di pranzo c è stato il colloquio con Don Tito, il quale ha provato a spiegarci la nascita del mondo e ci ha dato una spiegazione riguardo l esistenza di Dio. Su quest ultimo punto il Ragnatela (Emanuele Capotorti) non si è trovato molto d accordo con l opinione del nostro caro Don Tito e la discussione è andata per le lunghe. Ore 14:30 del pomeriggio: il caldo cominciava a farsi sentire molto, anche troppo. Come porre rimedio a questo pasticcio? No problem, ha pensato a tutto Marco Cinaglia insieme a qualche altro geniaccio; basta un recipiente pieno d acqua e voilà, diamo il via alla prima acquata di una lunga serie. La sera, dopo una buona dose di nascondino e dopo i vari FIASCHIIIII urlati dalla sottoscritta (Elisa Casini) ci siamo ritrovati a parlare tutti insieme sul prato, anche con la presenza di Alessandro Lorenzini che è giunto tra noi ad animare la serata. Ad un certo punto spuntano dal buio Cirio (Simone Sforza ) e il Ragnatela, i quali erano stati a visitare un cimitero lì vicino. L avessero mai fatto! Da quell episodio è nato il tormentone del campeggio: SATANA PRENDI ME, RISPARMIA LUI.FIDATI DI ME OH SATANA.IL DEMONIO E QUI.SIAMO TUTTI FIGLI DELLA LUCE!!!!!!!!!! Finisce così questa prima e devastante giornata. 14 Giugno 2003 Ore 9:00 : BUM BAN TIC TOC, non vi preoccupate non sono impazzita tutto insieme ; cerco solo di riprodurre il suono delle pentole sbattute tra loro che hanno fatto da sveglia a noi femminucce la mattina del 14 Giugno. Che strazio! La mattinata è andata avanti a giochi e acquate davvero splendide. Non ricordo chi iniziato ma Sara Giuliani (Giugina) e fratelli, ovvero Otto (Matteo Giuliani) e Giugia (Giacomo Giuliani) erano molto scatenati e facevano gli agguati a tutti; che gnoranti! Boh, sarà una caratteristica di famiglia!! Molto sveglio era anche Niccolò Zucca il quale era sì il più piccolo ma anche il più dispettoso! Dopo pranzo è arrivato il grande Gnomo (Edoardo Giomi) con altri ragazzi più grandi, i quali ci hanno aiutato a realizzare lo ZELIG BIANCO- ROSSO. Quelli che sono rimasti fino a tarda notte hanno collaborato nell organizzazione dello spettacolo dandoci man forte per inventare le battute. Quella notte abbiamo trascorso, a parer mio, una delle più belle serate in assoluto del campeggio, passando dei momenti 10

11 intensi e significativi. Non sentivamo differenza di età, i ragazzi di trent anni parlavano e discutevano sullo spettacolo senza alcun tipo di problema con ragazzi di diciassette e quindici anni; c era un aria serena e potevamo fidarci l un dell altro come fratelli. La serata è stata molto movimentata, ragazzi più piccoli come Santal, Cirio, Otto e i due fratelli Contri (Scontrini) hanno dato il meglio di loro e si sono fatti conoscere molto bene da tutto il gruppo giovani. Penso che serate come queste insegnino e facciano capire i veri valori che una contrada può offrire! (Come sono poetica!). La sera stessa sono venuti a trovarci i dirigenti della nostra contrada: il Priore, i Vicari e il Presidente di società. Questo colloquio è stato molto importante per conoscere meglio i vari ruoli dirigenziali.e per capire quanto lavoro c è dietro una contrada e una Società. 15 Giugno 2003 Grille e grilli ascoltatemi: oggi arriveranno a pranzo i vostri genitori, dobbiamo quindi dimostrare che siamo ragazzi organizzati, ordinati ma soprattutto puliti, perciò a lavoro!!!!! Questa fu la comunicazione di Fabino di prima mattinata. Dovevamo rimettere tutto a posto per l arrivo dei genitori. CHE SCHIFO E CHE SPORCIZIA in camera delle citte! I simpaticoni dei ragazzi, tipo il Sistina (Luca Da Frassini), Giugia, il Cinaglia e co., la notte precedente ci avevano infarinato tutta la cameretta. I letti più colpiti dall assalto furono, stranamente, il mio e quello della Giugina. Costanza Neri ( Costi perché non sei solo un conto ) e Olimpia Reale (Imperia) e Federica Bonocore (Feffe) furono quelle scampate all aggressione. ARGHHH, che G A R D A L A N D! rabbia!!!!!! A pranzo dunque sono arrivati i genitori i quali dopo aver gustato un sublime cibo, hanno assistito divertiti il nostro spettacolo: un vero e proprio SUCCESSO. Dopo tutto il lavoro di quella mattina mancava una sola cosa..acquate!!!!!!!! Poveri genitori, anche loro sono stati colpiti. Quella sera abbiamo fatto amicizia con alcuni cittadini di Palazzuolo, in particolare con il barista e la barista del bar davanti alla nostra casa. Così simpatici che siamo andati a trovarli anche il giorno seguente. 16 Giugno 2003 La mattina del 16 Giugno era dedicata all istruzione e siamo andati a fare un escursione a Monte San Savino accompagnati dall immancabile Don Tito e Fabino. Che sonno quel giorno, eravamo un po provati dalla sera precedente! Ci ha fatto da guida un signore del posto che sapeva un mucchio di cose interessanti e ha reso la gita davvero interessante. La sera del 16, a cena un altro bellissimo incontro: Staff Palio, con Capitano e Mangini. E la notte.fiesta!!!!!!!!!! Era l ultima notte di libertà, che splendore. 17 Giugno 2003 Purtroppo è arrivato il giorno del ritorno, ma ricorderemo questo campeggio con il sorriso sulle labbra. Sistemata tutta la casa e ritorno verso Siena. Arrivederci Palazzuolo. W LA GIRAFFA Tutto cominciò la mattina all alba del 6 agosto quando ben 27 sonnambuli provenienti da ogni parte di Siena si sono ritrovati alle 6.15 all ex campino di S.Prospero per aspettare l arrivo del tanto desiderato mega pullman da 54 posti (due sedili per uno perché noi giraffini siamo abituati male...) che in qualche ora ci avrebbe portato verso l ambita meta di Gardaland questi 27 coraggiosi e speranzosi credevano erroneamente di poter riuscire un po a riposare durante il viaggio, ma non avevano messo in conto la presenza del nostro Presidente che, ogni qual volta vedeva qualcuno abbassare le palpebre per più di due secondi, andava gridando e battendo le mani anche in maniera alquanto irritante e fastidiosa per allontanare e cancellare del tutto ogni pensiero di riposo e di rilassamento Comunque sia, siamo riusciti tranquillamente ad arrivare e nonostante tutto è stato un viaggio gradevole e divertente Arrivati al parcheggio del parco giochi c è stata una vera e propria caccia all uomo attuata dai due Federichi più grandi: il Firmati e il Neri: questo simpatico gioco consisteva nel trovare nel parcheggio 3 turisti disposti ad entrare nel Parco giochi insieme a noi così saremmo arrivati a quota 30 persone e all ingresso ci avrebbero fatto pagare meno grazie allo sconto comitive. Il primo gioco è riuscito con successo e siamo finalmente entrati a Gardaland trionfanti!! E stata una giornata veramente divertente: abbiamo fatto giochi pericolossissimi, abbiamo mangiato, bevuto (acqua, che pensavate!!!) e poi abbiamo sudato tanto!..era un caldo torrido ma noi ci sa la pelle dura e siamo riusciti a sopportarlo nonostante le ore passate in fila per fare i giochini più divertenti,...ma per un brivido di paura questo ed altro!!! E stata una giornata faticosa per tutti e se Dio vuole anche il nostro mitico Presidente del Gruppo Giovani alla fine è crollato come un bambino nei suoi due seggiolini a disposizione. il resto della comitiva ne ha prontamente approfittato per riposare un po!! Grazie Fabino! E grazie anche di averci fatto passare una splendida giornata in allegria!! 11

12 Gruppo Piccoli L a u r a D i n e l l i Dall inizio di quest anno sono state molte le attività che hanno impegnato i nostri Piccoli Giraffini, che con entusiasmo hanno partecipato a tutte le occasioni di incontro proposte e che, con la vitalità che li contraddistingue, sono riusciti a rallegrare la vita del nostro rione e dei nostri locali. Hanno sempre dimostrato un grande apprezzamento per tutto quello che insieme abbiamo organizzato e i più grandi ci hanno spesso dato un aiuto concreto nelle varie cene organizzate in diverse occasioni come la Festa del Babbo e la Festa della Mamma, facendo egregiamente servizio ai tavoli prima e dopo le cene! Tutto questo a dimostrazione che in contrada ci si può divertire e sentirsi importanti anche lavorando. L entusiasmo e la spontaneità che hanno nel fare le cose dovrebbe servirci da esempio e rappresentare uno stile che dovrebbe appartenere a tutti. Gli appuntamenti che ci hanno visto fuori dei nostri confini si sono susseguiti a ritmi veramente incalzanti, uno dei primi che ha coinvolto 20 dei nostri bambini è stato Siena in gioco. L iniziativa, alla quale hanno partecipato tutte le contrade, ci ha visti come collaboratori nell organizzazione ed è stata un buon collaudo per tutto il gruppo di addetti del Gruppo Piccoli della Giraffa. Questa giornata, vissuta intensamente per le strade, le piazze ed i giardini della nostra città, è stata un buon trampolino di lancio per tutti coloro che con grande passione portano avanti quest importante compito. Siamo riusciti ad organizzare ed attivare un sistema di rotazioni che, con gruppi di cinque persone ciascuno, ha fatto sì che tutti potessero dare il meglio nel dedicare il loro tempo ai piccoli partecipanti nella speranza che proprio i bambini potessero conservare un bel ricordo di questa particolare giornata, risultata un grande trionfo per tutta la città e per tutte le contrade. Quindi la Corsa co sacchi nel Drago, la Pasta di sale nel Leocorno, la Cronoscalata nella Chiocciola e poi, cosa dire del giro di quest anno? Un vero successo, un impulso importante all entusiasmo dei piccoli giraffini a partecipare attivamente a tutta la vita contradaiola. Tutto si è svolto come da programma e, per quello che riguarda il Gruppo Piccoli, i lavori sono iniziati già dal primo pomeriggio di venerdì 30 Maggio con l ormai tradizionale Estemporanea Luciano Cafarelli. Un momento cui teniamo moltissimo e che ci permette di tenere sempre vivo il ricordo di un grande contradaiolo per il quale i bambini ed i ragazzi erano il bene più grande ed importante della Contrada; Luciano, guai a chi glieli toccava, era sempre con loro, vigile e pronto a rispondere a qualunque esigenza avessero, anche se rischiava di viziarli un po troppo. La Giraffa era rappresentata per questa manifestazione da Isotta Carapelli e Giada Pratesi, due veri talenti della pittura, che sono state bravissime e all altezza dell impegno preso. La piacevole serata, che ci ha visti ospitare anche tutte le consorelle ad eccezione delle Contrade del Drago e dell Oca, che per motivi interni non hanno potuto partecipare, si è conclusa con una squisita cena, che ha visto in prima linea Flora, Letizia e Cecilia, coadiuvate da Alessandro, Franco e Stefano. L organizzazione è stata perfetta, anche se in cucina, quella sera, di traffico ce n era in abbondanza anche in considerazione del fatto che il Gruppo Giovani si stava preparando per la grande serata alla Taverna, un altro grande successo di questo giro. Archiviata la Festa Titolare il lavoro non è certo diminuito, gli incontri si sono susseguiti a ritmi incalzanti nell attesa del Palio e così la domenica successiva, e più precisamente il 15 giugno, una bella ed interessante visita al Museo dei Bambini organizzata da Lisa Cresti che ci ha gentilmente procurato questo contatto, si è rivelata una positiva esperienza da vivere tutti insieme con divertimento. Insomma sono state tante fino ad oggi le occasioni di ritrovo e a conclusione di questo intervento vorrei fare con tutti voi una gradita considerazione: tutti gli appuntamenti, tradizionali o nuovi che siano, voluti ed organizzati con determinazione insieme a tutti i collaboratori del Gruppo Piccoli ci hanno portato ad un importante risultato che in pratica consiste nel fatto che il numero dei bambini partecipanti è andato sempre aumentando! Questo ci ha fatto un immenso piacere, ci ha gratificati e sicuramente ci ha stimolati a fare sempre di più, per creare nuove e divertenti occasioni di incontro ed averli sempre più assiduamente in contrada felici tra noi. Nell occasione vi abbraccio tutti calorosamente, bambini, collaboratori e genitori, perché mi date una grande soddisfazione. Ciao a tutti, Laura. 12

13 P I C C O L I N E W S Tutti insieme in palco di Giuditta Agnesoni giorni antecedenti il Palio di Luglio hanno visto il Gruppo I Piccoli impegnato in due intensissime giornate di Campo solare che, anche se hanno rischiato di atterrare i poco allenati accompagnatori, hanno invece divertito molto i ragazzi che hanno così potuto conoscere parti del nostro territorio e scoprire aspetti fondamentali della nostra Festa. Infatti la visita che indubbiamente li ha interessati di più è stata quella in Comune dove è stato illustrato loro il meccanismo che attribuisce l ordine delle Contrade alla Mossa per il Palio e dove, grazie all ospitalità del Sindaco, hanno potuto ammirare da vicino ed in anteprima il Drappellone. Dal Comune il passo è stato veramente breve ed anche la visita al Carroccio, custodito nel Casato, li ha incuriositi prima ed estasiati dopo. Inoltre hanno potuto visitare la Pinacoteca, la Fonte delle Monache e l Orto Botanico. Si è trattato, come detto, di programmi impegnativi che hanno visto l alternarsi degli accompagnatori in turni e l aiuto di persone che hanno dato il loro contributo in cucina per la preparazione dei pranzi o per far trascorrere ai ragazzi le ore più calde del pomeriggio. Si è dunque trovato un modo per far stare assieme i nostri Piccoli Giraffini, per farli conoscere meglio tra di loro, cercando di creare un gruppo affiatato, insegnandogli ad apprezzare la propria Contrada prendendo confidenza con l ambiente per vivere meglio il proprio territorio durante le giornate di Palio. Per il Palio di Agosto invece, complice anche il grande caldo, è stata organizzata una mattinata alla piscina di Colle Val d Elsa, dove i più grandi e temerari si sono cimentati in un susseguirsi ininterrotto di tuffi dal trampolino di 5 metri. I più piccoli, emulando i grandi, si tuffavano (sotto gli occhi ansiosi e vigili degli accompagnatori) da bordo piscina e scorrazzavano da una vasca all altra instancabilmente. Le bambine invece, eccetto le più ardite (modello Alice) che si alternavano dal solito affollato trampolino dei 5 metri, hanno serenamente goduto del refrigerio offerto dalla bellissima acqua della piscina di Colle finendo poi la giornata con una lezione di aerobica in acqua accompagnata da una simpatica musica. E stato sicuramente un modo simpatico per trascorrere una giornata afosa e soprattutto per ritrovarsi poi tutti insieme alla Processione del Cero del 14 pomeriggio. Ma quello che ci ha di più inorgoglito ed è risultato il culmine di tutte queste attività risultando l immagine più bella di un annata decisamente poco fortunata per la nostra Contrada, è stato il palco dei cittini per le prove. Vedere tanti ragazzini insieme sventolare continuamente il fazzoletto cantando a squarciagola è stato sinceramente un bello spettacolo ed un conforto per tutti i Giraffini. EL MERENDEROOO!! di Claudia Nenci Anche quest anno la Contrada della Tartuca ha invitato i cittini di tutte le Contrade al consueto Merendero, che si svolge nella splendida cornice dei Giardini del Tolomei. Il pomeriggio si è svolto allegramente fra partite di pallavolo e calcio dove anche i nostri Michele e Rocco si sono rivelati piccoli campioni in erba; naturalmente non poteva mancare la pista dei barberi, che riesce a divertire ed accendere della sana rivalità ormai da generazioni tutti i contradaioli. Oltre ai giochi più classici gli addetti ai piccoli Tartuchini, hanno pensato di far cimentare i ragazzi con un po di manualità. Hanno riscosso molto successo i disegni in bianco e nero da colorare con i pennarelli e gli intramontabili scubidoo da intrecciare con del filo di cotone e realizzati con i colori della propria Contrada ma anche con il bianco-nero della grande Robur. Le piccole giraffine, Giada e Gaia, hanno dimostrato capacità creative disegnando con fantasia e realizzando scubidoo che hanno poi attaccato al fazzoletto della propria contrada. Ad essere sinceri hanno anche saputo affondare molto bene e ripetutamente il loro cucchiaino nelle coppette di gelato offerte nell ora della merenda insieme a panini e bibite di vario genere. Così, pensando a quanto è bello essere bambini a Siena, il pomeriggio è trascorso, il sole è tramontato e come al solito i ragazzi non volevano andare via a dire il vero nemmeno io, ma non diciamolo a nessuno! LA CORSA CO SACCHI di Gaia Grandi Si è svolta nella Contrada del Drago la consueta Corsa co sacchi : protagonisti di questa simpatica iniziativa due bambini per ogni Gruppo Piccoli. Per la nostra contrada di allegria e di soddisfazione ce n è stata veramente tanta durante la serata, infatti le nostre due piccole gazzelle, hanno sbaragliato il campo. Ma veniamo alla cronaca della corsa: spinta dal tifo un tantino esagerato delle addette al Gruppo Piccoli Margherita, incaricata di percorrere la prima metà di Piazza Matteotti, è partita subito in testa e, velocissima, ha raggiunto la sua compagna Alice che ha completato l altra metà del giro senza dar modo agli altri bambini di raggiungerla. E stato un vero trionfo: partiti ed arrivati sempre primi! Le due bambine hanno quindi ricevuto una targa offerta dalla Contrada del Drago in ricordo della loro meritata vittoria. Complimenti ancora da tutta la Giraffa a Margherita e Alice, le nostre due piccole Gazzelle bianco rosse!!! 13

14 Un bel giorno di luglio all indirizzo della nostra contrada è arrivato questo racconto QUANDO SI CORRE... T ristezza, angoscia, solitudine, senso di sradicamento.. chi più ne ha più ne metta! Mettetela come vi pare, conditela con il migliore dei buonsensi, intrigatela con la capacità di raziocinio e noncuranza accumulata ormai in quasi 5 anni di vagabondaggio.. il Palio per i senesi trapiantati all`estero QUANDO SI CORRE fa veramente schifo!! Mai e poi mai mi ero ritrovata via.. correndo! Mi sentivo spavalda: vedrai... le scelte so scelte..tanto lo sapevi.. un si puo`mica torna` a tutti i palii... prima o poi doveva succedere! DA MILANO Ciao a tutti. Già nostra madre aveva scritto un articolo del genere sulla vita di un Giraffino a Milano per la vittoria dell 86 e adesso tocca a noi. Beh che dire... per noi la distanza non è niente perchè il nostro cuore batterà sempre per la Giraffa durante tutto l anno e soprattutto nei giorni palieschi! Purtroppo ci sono state delle occasioni in cui non abbiamo potuto raggiungere la contrada, perchè Milano è una macchina da lavoro e i nostri genitori non sempre riescono ad avere le ferie in quei giorni. Nonostante questo abbiamo esposto con orgoglio e onore nella speranza di una vittoria la bandiera della Giraffa in via Meda tra il grande stupore dei passanti che si chiedevano a quale strana squadra appartenesse una bandiera così insolita. Speriamo di poter presto venire a vivere a Siena e partecipare così all vita di contrada. Con questa augurio vi salutiamo tutti W LA GIRAFFA 14 Jacopo e Tommaso Carapelli Sicchè... ma si... ma tanto che gli fa... oh via giù... vorrà di... oh.. andrò a fà una girata.. massì.. guarda... tanto quando sò qui a lavoro.. nemmeno me n`accorgo mira.. vedrai vedrai... Vedrai una miseria!!! Preciso come un orologio svizzero il magone è cominciato con la presentazione del Palio.. manco a farlo apposta il cervello ti si sincronizza su frequenze abbandonate. Ma io dico.. sarà un ritmo biologico, una sindrome genetica.. io non capisco: ero li che lavoravo, manco ci pensavo.. tutta presa con uno dei miei traders che aveva fatto un casino feroce mi spuntavo i lotti di MIB30 a mano, modello ragionier Fantozzi.. Tutto d`un tratto.. Tac! il Palio... ora voi mi dite.. sì meglio.. e invece proprio così..mi piace pensare che lo strizzone di pancia m`è cominciato al primo squillo di chiarine, ma ovviamente non sarà stato cosi. Cominci a sudare freddo, scartabelli Internet in lungo e largo... ricerca.. palio...siena... cencio... accidenti a voi.. me lo fate vedere o noooooooooooooooo!!!!!! E da li comincia il calvario. Ma che ho fatto di male? ma perché? Ma se ero nata a Trequanda?? E poi si dice, si pensa... siamo ganzi.. ci si evolve.. ma si dai.. in fondo in fondo.. In fondo in fondo UN CORNO!.. sto scaricando on line le foto del palco! All`improvviso ti manca tutto, ti senti come se ti avessero sbarbato e buttato in un angolo. Come un pesce pescato e buttato sul fondo di una barca! Il bello è che, come nel migliore dei pasticci, in fondo a quella barca senz acqua ti ci sei buttato da solo.. e come nella migliore delle tradizioni ti stramaledici e ti lamenti ma chi me l`ha fatto fare, ma perché, ho sbagliato.. ho sbagliato!!! Castelli di certezze ti abbandonano in un baleno. Scelte fatte e ponderate negli anni rimesse tutte in discussione. Consapevolezze che ti lasciano e non ti resta altro che... isolarti. Sì è vero che le scelte sono li fuori per essere fatte e poi ognuno è responsabile delle sua. Ed è vero anche che ne sarai sempre convinto al massimo al 70% (che è pure tanto!!!). Però resta il fatto che quel 30% di affetti, emozioni, amicizie, esperienze... quello asseconda le tue scelte solo fino ad un certo punto.

15 RICORDO... Franco Fontani Ci sono e saranno sempre momenti, giornate, sensazioni, eventi che ti si ritorceranno contro e ti urleranno in faccia Non mi sta bene! Non mi sta bene un corno! ma come ti permetti cervello!? come ti permetti!? di cosa vivi? cosa fai?. E intanto tu vivi, ti muovi, ti sposti in un ambiente che in fondo in fondo non è nemmeno così ostile ed estraneo: è il tuo ambiente, la tua vita, i tuoi amici, il tuo ragazzo, le tue amiche con cui esci, vivi, vai a cena, vai a ballare, fai la tua vita, ti fai due risate.. tutte quelle persone che sono li quando ti svegli e non è giornata, quando sei contenta e loro lo vedono... il tuo bollitore per l`acqua, la caldaia con la cornamusa scozzese che se la pigi suona, le finestre che scorrono all`incontrario e la moquette color crema ovunque.. pure le pareti celesti della camera da letto sono incredibilmente parte di te... ma la realtà è...che mica sono sangue.. Non sono storia, non sono infanzia, non sono adolescenza, non sono tradizione, non sono i tuoi nonni che ti cantavano cavallino arri arro... non sono rumore di tamburi nella sera, non sono passeggiate e risate col rumore delle pietre che rimbomba di notte o tanti mille ricordi tutti dolci. Ma perché non si può avere tutto? non c`è verso.. il bicchiere è sempre mezzo pieno o mezzo vuoto.. e se è mezzo vuol comunque dire che non è pieno: scommetto però che me lo fate pagare a prezzo intero! La vita da emigrante, si fa per dire.. io mica c`ho mai pensato a fare l`emigrante!? Io ho sempre e solo seguito l`istinto, il bisogno, la curiosità.. come quello che fa un passo avanti e un passo dopo l altro si ritrova in alto mare e dice o un ero a riva?. Pazienza... vivrò anche sto palio da emigrante... Per mercoledì mi sono organizzata: c`e` un barrino in Charlotte Street che si chiama Italia Uno vicino alla BT tower (per chi conosce Londra). Ci sono passata sabato per fare du chiacchiere coi proprietari. Sono due trucidi con pochi capelli in testa e quelli tutti unti. Hanno un barrino di quelli con le mattonelle di graniglia, quel tipo che trovi per la strada per andare verso Follonica.. di quelli che se ci passi di primo pomeriggio c`è la televisione a tutto volume col Gran Premio e il tipo dietro il banco con tutti gli affettati con le mosche intorno che.. Neeeellllaaaaa che glielo fai un panino col buristo al signore?. Ecco.. trapiantatelo modello Londra.. Pare che per 5 sterline mi diano panino, birra e 5 televisori sintonizzati a dovere sulla RAI. Loro se lo guardano tutti gli anni il Palio: sono degli appassionati...pare che l`unica cliente che si unisce a loro sia una donnina del Bruco sulla settantina, emigrata ormai da una trentina d`anni... Non se ne perde uno!.. oh... m`è venuto un sospetto... Lo saprà che un siamo più nemici?!?!? Giuro.. vi racconto tutto poi.. se sopravvivo allo choc emotivo. Io così brava a dividere il mondo a compartimenti stagni, io che non mi appendo in casa nemmeno una foto di Siena (così non mi manca!).. tutto sdoppiato.. si patisce meno! Io si che ce l`ho la ricetta per il benvivere..ma che vuoi che sia.. basta non pensarci!!!! Ma quante storie!!!!.. e poi ti svegli la notte, in queste notti che è arrivato il caldo anche a Londra.. e tutta sudata salti sul letto.. non c`ho nemmeno il fazzoletto!!!! Oddio nemmeno il fazzoletto!! e come fo` se si vince!?!?!? Come se poi andassi in giro per Londra col fazzoletto.. ve la immaginate una beota che frigna come una scema con un fazzoletto bianco e rosso? Polizia? aiuto presto.. un`altra squilibrata da aiutare.. no niente signorina.. venga venga... c`e` la macchina con le lucine... Vabbè... scusate per il delirio eh! Du` foto di piazzetta... me le mandate?...un Palio gestito dalle Contrade e non dai fantini, dove cioè questi ultimi erano si una parte determinante del tutto ma con un ruolo decisamente più ristretto. Quando arrivava il fantino, che difficilmente era lo stesso, in Contrada era veramente visto come il mercenario di turno e lui stesso prendeva confidenza solo con gli addetti e poco più. Ricordo di aver fatto la guardia a fantini come il Bazza, che poteva essere mio padre, ed averli trattati come dei sequestrati che non dovevano avere rapporti con l esterno....il rispetto per la dirigenza di Contrada. I dirigenti della Contrada, soprattutto Priore e Capitano erano visti come persone più che rispettabili, alle quali approcciarsi con il massimo rispetto, nella buona e nella cattiva sorte. Questo rapporto valeva soprattutto per i più giovani; ricordo le difficoltà incontrate per poter far presente, in assemblea, la voglia di costituire il gruppo giovani e l emozione provata quando Pietro Bazzani e Lido Saccocci, rispettivamente Priore e Capitano, mi consentirono di avere un colloquio per esporgli il problema suddetto....il rispetto delle tradizioni, sotto tutti gli aspetti: durante il Palio, se si passava da un altra Contrada, ci si toglieva il fazzoletto e, soprattutto, non succedeva mai di portarlo quando era finita la Festa Titolare ed il Palio. Chi lo avesse portato di più, sarebbe stato sicuramente preso in giro o visto come un gazzilloro....quello che succedeva dopo corso il Palio e cioè poche persone per ciascuna Contrada, autorizzate a scendere il fantino, ed il popolo festante insieme ai monturati delle altre Consorelle. Ricorderò sempre la squalifica, per alcuni Palii, comminata dal Comune a due monturati della mia Contrada, rei di essere scesi dal palco delle comparse, con la Contrada prima....le feste titolari con l albero della cuccagna, ognuno nel proprio rione (tanto non c era bisogno di andare a conoscere gli altri) e soprattutto ricordo le feste delle vittorie, semplici ma belle, fatte dai contradaioli con settimane e settimane di lavoro, pochi soldi e tanta familiarità....soprattutto un clima diverso in generale: fatto di tensione (in certi momenti), di gioia, di emozioni semplici, di toni meno esasperati e continui come oggi....ma la cosa che più mi manca è il dispiacere della sera del Palio, quando finiva tutto; oggi, spesso, si tira un sospiro di sollievo! Dimenticavo..chi scrive è del 51, 1900 chiaramente! 15

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