Bilancio Consolidato Annual Report

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1 RIVA FORNI ELETTRICI Bilancio Consolidato Annual Report 2013

2 Carica cesta rottame in forno - Stabilimento di Siviglia / Steel scrap basket charged into the furnace - Sevilla Plant Indice Contents Ricordo di Emilio Riva Relazione sulla gestione Profilo del Gruppo I dati significativi Bilancio consolidato Nota illustrativa Relazione della Società di Revisione e del Collegio Sindacale In memory of Emilio Riva Business Report Group Profile Highlights Consolidated financial statements Notes to Consolidated financial statements Auditors report

3 I principali prodotti Main products Semiprodotti (da colata continua) Blumi Billette Semiproducts (continuous casting) Blooms Billets Laminati a caldo Vergella Tondo cemento armato Barre Hot rolled products Wire rod Concrete reinforcing bars Bars Laminati a freddo Rete elettrosaldata Filo trafilato Trafilati Pelati Rettificati Cold rolled products Welded mesh Drawn wire Drawn products Peeled bars Ground bars

4 RIVA FORNI ELETTRICI 100% 100% 90% 75% 25% Riva Energia Holding Riva Acciaio 10% Muzzana Trasporti 12,44% Immobiliare Siderurgica 87,56% 100% Siderurgica Sevillana 100% Thy Marcinelle 100% A.S.I. 100% Trefileries de Fontaine L Eveque 100% Parsider 99,12% Centre Coord. Sid. 0,88% 100% Riva Aciér 75% Riva Stahl 25% 100% Acor 94% H.E.S. 6% 90% Holding 10% 98,13% SAM 1,87% 94% B.E.S. 6% 100% Iton Seine 100% Betonstahl Lampertheim 100% SAM Montereau 100% Alpa Gruppo RIVA FORNI ELETTRICI - al RIVA FORNI ELETTRICI Group - as at

5 Ricordo di Emilio Riva Mentre si stava chiudendo il primo bilancio consolidato del Gruppo Riva Forni Elettrici, il 29 aprile 2014 è scomparso Emilio Riva, fondatore, nel 1954, della prima società da cui ha preso vita l attuale Gruppo. Pur senza voler cedere alla retorica, non si può dunque non ricordare qui la figura dell Ingegner Riva, il cui impegno professionale e la cui lungimiranza imprenditoriale hanno svolto un ruolo determinante nella crescita e nello sviluppo di uno dei principali gruppi siderurgici italiani, europei e mondiali. Emilio Riva è nato il 21 giugno del 1926 a Milano, e ha iniziato la sua carriera imprenditoriale costituendo, insieme al fratello Adriano, nel 1954, a 28 anni, la Riva&C, una società che commercializzava rottami ferrosi destinati alle acciaierie del bresciano. Tre anni dopo aveva realizzato la prima acciaieria, con forno elettrico, a Caronno Pertusella in provincia di Varese dove, nel 1964, installò per primo al mondo - la macchina a colata continua Danieli, che ancora oggi costituisce una tecnologia imprescindibile per tutti i siti produttivi del mondo, e che, nel 2001, valse a Emilio Riva la Laurea Honoris Causa in ingegneria meccanica del Politecnico di Milano. Da quella colata continua, e da quel forno elettrico, iniziano l inarrestabile avventura di successo di Emilio Riva e di crescita del Gruppo che diventerà, in pochi decenni, uno dei primi dieci produttori mondiali del settore, e le cui tappe di espansione si possono così sintetizzare; acquisizione delle Acciaierie del Tanaro, nel cuneese (1966); acquisizione della S.E.E.I, nel bresciano (1970); ingresso nella Siderurgica Sevillana in Spagna (1971); nella Iton Seine in Francia (1976). Fino alla metà degli anni 70, il Gruppo gestisce anche un acciaieria ad Addis Abeba e altri impianti di verticalizzazione di prodotti siderurgici in Etiopia, attività che favoriscono lo sviluppo economico della nazione africana e che varranno per questo a Emilio Riva gli encomi dell allora imperatore Hailé Selassié. Nel 1981 viene quindi acquistata la Officine e Fonderie Galtarossa di Verona. Emilio Riva è stato poi pioniere e grande protagonista (nonché apripista) della stagione delle privatizzazioni della siderurgia europea degli anni 80, processo fortemente caldeggiato, all epoca, dal visconte Étienne Davignon che, in qualità di Commissario europeo agli affari industriali, promosse una drastica ristrutturazione del sistema siderurgico del Vecchio Continente, sistema attanagliato da una crisi che sembrava allora irreversibile. Investita da una pesantissima crisi congiunturale, oltreché soggetta a distorsioni competitive del mercato, indotte dal dominante controllo pubblico, la siderurgia europea trovò, proprio grazie alla cura Davignon, la via della ripresa. Le privatizzazioni ne rappresentarono, in tal senso, la principale leva, ma il processo non fu semplice e lineare, - 3 -

6 tanto che nell impossibilità di trovare all interno del proprio Paese soggetti adeguati a supportare e gestire il programma di privatizzazione diversi Governi, da quello francese a quello belga a quello tedesco dovettero ricorrere a imprese e imprenditori stranieri. Emilio Riva fu il primo di questi imprenditori: nel volgere di poco più di un decennio realizzò, acquisendone il controllo, la privatizzazione di ALPA Aciéries et Laminoirs de Paris (Francia), di THY Marcinelle - Charleroi (Belgio) e di Brandenburger Elektrostahlwerke e Hennigsdorfer Elektrostahlwerke, creando un vero e proprio modello e come si direbbe oggi un benchmark di riferimento per tutte le successive privatizzazioni europee. Cosa che permise a Emilio Riva di raccogliere numerosi onori e onorificenze internazionali, dalla Gran Croce al merito conferitagli dal re del Belgio nel 2000 a quella conferitagli dal presidente della Repubblica federale tedesca nel 2002 alla Legion d onore francese del 2005, e che portò Étienne Davignon a dichiarare che se la siderurgia non è un industria come le altre, il Gruppo Riva non è un gruppo siderurgico come gli altri [ ] e a definire Emilio Riva e la sua famiglia come veri e propri profeti di una visione dinamica e ottimista dell impresa privata. L ingegner Riva fu pioniere anche in Italia: nel 1988, infatti, diventando azionista di maggioranza della società Acciaierie di Cornigliano, con quote di minoranza affidate all Ilva (già Italsider), diede vita alla prima società mista a partecipazione statale. L acquisizione dell Acciaieria di Cornigliano fu, di fatto, la prima privatizzazione di una fabbrica a ciclo integrale e richiese interventi massicci a livello di gestione aziendale per rimediare a una situazione economica critica. La produzione del Gruppo Riva ampliava così la gamma di prodotti, estendendosi alle bramme (semilavorati destinati alla laminazione in prodotti piatti). Nell aprile del 1995, il Gruppo Riva acquistò dall IRI la società Ilva Laminati Piani, nella quale erano confluite molte imprese controllate dall Ilva, con stabilimenti produttivi a Taranto, Novi Ligure, Genova-Cornigliano e Torino. L operazione comportò numerosi interventi, e quindi cospicui investimenti, per il rifacimento dei diversi impianti, per migliorare la loro efficienza e la loro sostenibilità ambientale, per le innovazioni tecnologiche. Solo a Taranto, il Gruppo investì, dal 1995 al 2011, 4,5 miliardi di euro (più degli utili totali del Gruppo intero negli stessi anni), di cui oltre 1,2 miliardi per interventi ambientali, per la conversione e la valorizzazione del sito, altrimenti destinato a un inesorabile declino. Il risultato fu che, in soli 12 anni, il Gruppo poté decuplicare il valore dell investimento, facendo diventare lo stabilimento pugliese uno dei - 4 -

7 maggiori centri europei di produzione dell acciaio, vitale per molti settori dell industria nazionale, quello dell auto in primis. E proprio da Taranto si snoda la vicenda giudiziaria che ha segnato gli ultimi anni di vita di Emilio Riva, giustamente orgoglioso di aver sempre aperto e comprato fabbriche e mai chiusa una, e colpito profondamente oltreché il cuore del Gruppo siderurgico, l intero comparto siderurgico italiano, considerando che l Ilva (e le imprese a essa collegate) rappresenta il maggior polo produttivo del Paese, unico, per dimensioni e qualità, a poter competere con i colossi internazionali del settore. Emilio Riva se n è andato con il rammarico di non potersi difendere dalle accuse infondate che gli venivano contestate, ma, come confidava alle persone a lui più vicine, anche con la certezza che la giustizia avrebbe fatto il proprio corso, restituendo a lui e al Gruppo la piena onorabilità. Ma tutti coloro che hanno avuto la fortuna e il privilegio di lavorare al fianco di Emilio Riva e di crescere professionalmente sotto la sua guida non dovranno attendere i tempi della giustizia: perché per loro questa onorabilità non è mai venuta meno

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9 Parco billette - Stabilimento di Siviglia / Billets storage yard - Sevilla Plant Relazione sulla gestione Business report

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11 Profilo del Gruppo Il Gruppo Riva Forni Elettrici (nel prosieguo anche Gruppo RFE ) opera nel campo delle produzioni siderurgiche e delle attività a esse collegate, e specificatamente nel settore dei prodotti lunghi. Il Gruppo ha iniziato a operare, con effetto giuridico dal 1 gennaio 2013, a seguito della scissione parziale effettuata da Riva Fire S.p.A. Tale scissione è stata realizzata allo scopo di: - procedere alla separazione delle attività relative alla produzione e commercializzazione dei prodotti lunghi da quelle delle attività relative alla produzione e commercializzazione dei prodotti piani ; - attribuire alla Società Beneficiaria (RFE) tutte le componenti del Gruppo relative al settore dei prodotti lunghi, separando - nel contempo - le strutture societarie relative al settore dei prodotti piani. Dal punto di vista industriale, la Scissione era basata sui seguenti presupposti: - il settore di attività relativo ai prodotti lunghi presenta caratteristiche sostanzialmente differenti da quelle che contraddistinguono i prodotti piani, sia in termini di processo produttivo e di caratteristiche dei prodotti finiti, sia in termini di risorse per ricerca e sviluppo; - la separazione dei prodotti piani dai prodotti lunghi, nell ambito dell attuale contesto economico generale e competitivo del settore, consente a ciascun settore l ottimizzazione delle scelte, nonché delle possibili sinergie realizzabili in conseguenza di eventuali acquisizioni e/o accordi con partner industriali, commerciali e finanziari (lo sviluppo per vie esterne e le partnership potranno infatti realizzarsi più semplicemente laddove si sia in presenza di settori autonomi e separati, con distinte strutture di controllo). La Scissione, pertanto, era finalizzata a: - creare due Gruppi operanti nei distinti settori; - consentire a ciascun settore di perseguire le migliori scelte strategiche, anche in termini di acquisizioni e alleanze; - potenziare le opportunità di crescita di ciascun settore; - svilupparne l autonomia e l efficienza, nonché le potenzialità sui singoli mercati di riferimento. Per una più ampia disamina dell operazione di scissione sopra descritta e dei suoi aspetti giuridici e contabili, si rinvia a quanto riportato nel Progetto di scissione e nella documentazione a esso annessa. Dal punto di vista operativo, il business siderurgico dei prodotti lunghi è dunque rappresentato: - da Riva Acciaio S.p.A.; - dalle controllate facenti capo alla Società di diritto lussemburghese Stahlbeteiligungen Holding S.A., operanti principalmente - sui mercati UE, oltre ad altre più modeste partecipazioni in alcune attività complementari a quelle oggetto della Scissione

12 Al termine del processo di scissione sopra illustrato nei suoi tratti strategici e operativi, Riva Forni Elettrici S.p.A. detiene il ramo di azienda relativo alla produzione e commercializzazione dei prodotti lunghi, costituito principalmente da società operanti in Italia (Riva Acciaio), in Germania (Riva Stahl e sue controllate), in Francia (Riva Acier e sue controllate), in Belgio (Thy Marcinelle), in Spagna (Siderurgica Sevillana) e in Canada (ASI). Va poi ricordato che il primo esercizio post scissione del Gruppo RFE è stato influenzato da alcune vicende esogene di carattere giudiziario, peraltro sviluppatesi in concomitanza di un già difficile contesto congiunturale del mercato di riferimento, soprattutto italiano, che hanno profondamente inciso sull andamento e sulla gestione della capogruppo Riva Forni Elettrici S.p.A. e di alcune sue controllate (in particolar modo Riva Acciaio S.p.A e Muzzana Trasporti S.r.l.). Tali vicende prendono le mosse dai provvedimenti di sequestro di denaro, saldi attivi di conti correnti, rapporti e/o disponibilità finanziari di qualunque tipo, partecipazioni, beni immobili e mobili, impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali, ecc., disposti dalla Magistratura di Taranto, nel maggio 2013, nei confronti di Ilva S.p.A. e della sua controllante Riva Fire S.p.A. nell ambito dell indagine cosiddetta Ambiente svenduto, e successivamente estesi (22/23 maggio 2013) nei confronti di RFE e, quindi (9 settembre 2013), nei confronti di tutte le controllate di quest ultima, tra cui Riva Acciaio. L osservanza di questi provvedimenti che hanno sottoposto tutti i beni e i cespiti aziendali delle suddette Società a vincolo di indisponibilità, nonché determinato il blocco del funzionamento del servizio di tesoreria accentrata del Gruppo RFE, generando effetti pregiudizievoli anche sulle controllate - ha quindi comportato il blocco forzato di ogni attività d impresa di tutte le controllate di RFE. RFE e le sue controllate hanno tempestivamente impugnato i citati provvedimenti, ma solo il 20 dicembre 2013 la Corte di Cassazione ha finalmente annullato senza rinvio l ordinanza impugnata, dichiarando abnorme e illegittimo il provvedimento, e disponendo così la cessazione della misura cautelare reale e la restituzione di quanto sequestrato agli aventi diritto (mentre il dispositivo della citata decisione è stato notifi cato alle società interessate il 27 dicembre 2013 dalla Guardia di Finanza). Ciò ha comportato che per almeno quattro mesi, dal settembre al dicembre 2013, il Gruppo RFE si è trovato nella forzata totale inattività. Sono ancora in fase di consuntivazione definitiva gli effetti dei sequestri citati; le società interessate si sono riservate di promuovere idonee azioni legali nelle Sedi opportune, posto che i sequestri hanno prodotto effetti pregiudizievoli legati, a titolo esemplificativo e non esaustivo: - al blocco dei conti correnti bancari e al sequestro delle somme in giacenza;

13 - all inasprimento dei tassi d interesse applicati dagli istituti di credito e dalle società di factoring (maggiorati rispetto a una normale attività di gestione industriale); - all impossibilità di accedere a nuove linee di finanziamento; - all impossibilità, in particolare a fronte del sequestro delle rimanenze di prodotti su Riva Acciaio S.p.A., di effettuare spedizioni di materiale già ordinato e pronto a terra, con impatti negativi nei rapporti con la clientela e con inevitabili ripercussioni anche nei confronti dei clienti di questi ultimi; - alla modifica delle condizioni di pagamento applicate dai fornitori, arrivando, in alcuni casi, alla richiesta di pagamenti anticipati prima di effettuare la consegna della merce; - alla revoca degli affidamenti concessi, da parte delle compagnie di assicurazione creditizia, ai fornitori del Gruppo, con l effetto di forniture notevolmente ridotte rispetto alla normalità; - al blocco della produzione degli impianti italiani del Gruppo, con inevitabili ripercussioni sulle parti sociali coinvolte che hanno anche portato a una perdita di competitività, di mercato e di clientela. - all assunzione di esborsi considerevoli legati all attività dei legali chiamati alla difesa del Gruppo

14 L organigramma societario del Gruppo al 31 dicembre 2013 è presentato nel pieghevole esposto precedentemente. I siti produttivi e le società commerciali del Gruppo, alla stessa data, sono così localizzati: Paesi Siti produttivi e di trasformazione Italia 7 Francia 7 Germania 3 Belgio 2 Spagna 1 Canada 1 21 ===== Nel 2013 Il Gruppo RFE ha realizzato un fatturato consolidato di Euro milioni, con una produzione di acciaio di 7,6 milioni di tonnellate e con l impiego di addetti. I dati comparativi per l esercizio 2012 non sono stati esposti in considerazione del fatto che il Gruppo Riva Forni Elettrici si è costituito solo nel 2013 a seguito dell operazione di scissione, le cui caratteristiche sono state sopra descritte; inoltre, trattandosi di un operazione di aggregazioni aziendali a cui partecipano entità o attività aziendali sotto controllo comune, la suddetta operazione di scissione risulta esclusa dall ambito di applicazione dell IFRS 3 e dell IFRIC

15 Treno sbozzatore laminazione 1 - Stabilimento di Siviglia / Roughing rolling mill no.1 - Sevilla Plant I dati significativi Highlights

16 Quote produttive del Gruppo sul totale europeo U.E. (U.E. a 28) Group Production shares over total Europe E.U. (E.U - 28) Quote Shares (%) (Stime Estimates ) Acciaio Crude steel 6,1 6,3 6,4 Laminati lunghi a caldo Long hot-rolled products 10,8 11,9 12,2

17 I siti produttivi e di trasformazione Production and transformation plants Italia Italy Riva Acciaio - Annone Brianza (LC) Riva Acciaio - Caronno Pertusella (VA) Riva Acciaio - Cerveno (BS) Riva Acciaio - Lesegno (CN) Riva Acciaio - Malegno (BS) Riva Acciaio - Sellero (BS) Riva Acciaio - Verona Estero Foreign Acor - Creil (F) Acor - Vauvert (F) Acor - St. Just St. Rambert (F) Alpa - Gargenville (F) ASI - Montreal (CAN) BES - Brandenburg (D) HES - Hennigsdorf (D) Iton Seine - Bonnieres Sur Seine (F) Riva Stahl - Lampertheim (D) SAM - Neuves Maisons (F) SAM - Montereau (F) Siderurgica Sevillana - Siviglia (E) Trefileries de Fontaine l Eveque - Fontaine l Eveque (B) Thy Marcinelle - Charleroi (B) Betonstahl Lampertheim - Lampertheim (D) USA e Canada Società Commerciali Trading Companies Estero Foreign Riva Acciaio - Milano (I) Riva Aciér - Creil (F) Riva Stahl - Hennigsdorf (D) Siderurgica Sevillana - Siviglia (E) Thy Marcinelle - Charleroi (B) RIVA FORNI ELETTRICI S.p.A. Milano

18 I dati significativi (In milioni di euro) 2013 Dati gestionali Fatturato netto 3.694,5 Margine operativo (45,5) Risultato dell esercizio di Gruppo (60,3) Struttura patrimoniale Patrimonio netto di Gruppo 1.104,9 Debiti finanziari a lungo termine - Posizione finanziaria netta (254,3) Immobili, impianti e macchinari 734,3 Altri dati Cash flow operativo 134,1 Ammortamenti 134,8 Proventi / (Oneri) finanziari netti (13,6) Investimenti in immobili, impianti e macchinari 84,4 Dati statistici Dipendenti a fine anno n Tonnellate prodotte (in migliaia): - acciaio t vergella t tondo per cemento armato t barre - billette laminate t. 913 Fatturato per dipendente (in migliaia di Euro)

19 La produzione d acciaio e di laminati Steel and rolled production Migliaia di tonnellate Thousands of Tons Produzione d acciaio Produzione di laminati a caldo Steel production Rolled products

20 La siderurgia internazionale Nel corso del 2013, l economia mondiale si è espansa del 3,0 % (stime FMI) a fronte di una crescita del 3,3% nel Il contributo maggiore alla crescita è venuto dalle economie emergenti che, pur in rallentamento rispetto al 2012, sono cresciute complessivamente a un tasso del 4,7%. A sostenere l andamento economico dei Paesi emergenti è stata sostanzialmente la crescita della domanda delle economie avanzate e della Cina. Tuttavia, la domanda domestica rimane debole, e considerata la diminuzione degli investimenti esterni e le incertezze sul piano politico, ci si aspetta una stabilizzazione della crescita, in particolare in Russia e Brasile. In Cina, l economia è cresciuta a un tasso del 7,7%, con un sensibile spunto nel secondo semestre, dovuto principalmente a un accelerazione degli investimenti. L accelerazione dell economia in India è dovuta principalmente a una stagione fortunatamente risparmiata dalla violenza dei monsoni, e da un aumento delle esportazioni. L adozione di nuovi stimoli sui nuovi investimenti dovrebbe portare a un rafforzamento della crescita. Nei Paesi avanzati, che a livello complessivo registrano una crescita del 1,3%, i tratti dominanti sono stati l incertezza e la sfiducia, tradottesi in rinvii delle decisioni di spesa da parte delle famiglie e delle imprese. Il tasso di crescita di queste economie è stato frenato dal dato dell Area Euro che, dopo un primo trimestre piatto segna una contrazione per tre trimestri consecutivi e chiude l anno con un -0,4%. A incidere negativamente sull andamento economico dell area è stata una molteplicità di fattori quali la riduzione della leva finanziaria, il risanamento dei conti pubblici e la persistente difficoltà in cui versano il settore dell edilizia e gli elevati livelli di disoccupazione. Si prevede di rafforzare la crescita a +1% nel 2014 e +1,4% nel Lo spunto di crescita sarà generalmente più modesto nei Paesi europei che hanno dovuto affrontare vari gradi di tensione finanziaria (Grecia, Spagna, Cipro, Italia e Portogallo), dove l aumento delle esportazioni aiuterebbe a sostenere la crescita, mentre l elevato debito, sia pubblico che privato, e la frammentazione finanziaria continueranno a frenare la domanda interna. Negli Stati Uniti il Prodotto Interno Lordo è cresciuto del 1,9%. La crescita dovrebbe essere pari al 2,8% nel Questa accelerazione è in parte dovuta a una politica fiscale meno restrittiva, conseguenza del recente accordo budgetario. L economia giapponese, infine, è cresciuta nel corso del 2013 a un tasso del 1,7% e dovrebbe rallentare gradualmente nei prossimi due anni

21 Mercato siderurgico Il 2013 si chiude con un nuovo record per la produzione mondiale che, con milioni di tonnellate, supera del 3,9% circa il precedente picco del 2012 (dati Worldsteel). La crescita è venuta soprattutto dall Asia, dal Medio Oriente e dall Africa, mentre la produzione di acciaio in tutte le altre regioni è calata nel 2013 rispetto al La produzione annuale dell Asia, con circa milioni di tonnellate di acciaio, migliora del 6,0% il risultato dell anno precedente. La quota del continente è leggermente aumentata, dal 64,6% nel 2012 al 65,9% nel La produzione di acciaio in Cina ha segnato un nuovo record nel 2013 con 779 milioni di tonnellate e un incremento del 7,5% rispetto al La Cina, nel 2013, ha prodotto poco più della metà dell acciaio mondiale, con un incremento della quota di produzione dal 46,9% nel 2012 al 50,4% nel Il Giappone ha prodotto circa 111 milioni di tonnellate nel 2013, con un incremento del 3,2% dal 2012, mentre la Corea del Sud risulta in contrazione a circa 66 milioni di tonnellate (-4,4%). Risultano in contrazione anche i Paesi CSI (-1,9%), con un calo della Russia (-1,5%) e dell Ucraina (-0,5%) dovuto alla flessione della domanda dei principali mercati di sbocco. In flessione anche Sud America e Nord America (decrescita pari allo -0,8% e -1,9% rispettivamente). Il Brasile ha prodotto circa 34 milioni di tonnellate nel 2013, in calo del 1% rispetto al 2012, mentre gli Stati Uniti hanno prodotto circa 87milioni di tonnellate (-1,9% rispetto al 2012). Diversamente, l Africa e il Medio Oriente migliorano del 5,8% raggiungendo circa 42 milioni di tonnellate, trainate dall Iran (circa 15 milioni di tonnellate, +6,6%) e dall Egitto (circa 7 milioni di tonnellate, +1,9%), mentre rallenta la Turchia (circa 35 milioni di tonnellate, -3,3%). L UE ha registrato una diminuzione del -1,8% rispetto al 2012, con una produzione di circa 166 milioni di tonnellate nel La Germania ha prodotto circa 43 milioni di tonnellate di acciaio nel 2013, con un livello produttivo vicino a quello del L Italia evidenzia un calo significativo (-11,7%), con una produzione di circa 24 milioni di tonnellate, mentre le produzioni francesi e spagnole rimangono sostanzialmente ferme sui livelli del 2012, con incrementi di 0,5% e 0,7% rispettivamente. Unica eccezione il Regno Unito che consolida una crescita del 23,8%, raggiungendo circa 12 milioni di tonnellate e diventando il 5 principale produttore europeo

22 La classifica dei principali produttori degli ultimi due anni evidenzia come l Italia abbia registrato la contrazione maggiore (-3,2 milioni di tonnellate), seguita dalla Corea del Sud (-3,1 milioni di tonnellate) e dagli Stati Uniti (-1,7 milioni di tonnellate). Diversamente, gli aumenti maggiori sono stati registrati da Cina (+54,3 milioni di tonnellate), India (+3,9 milioni di tonnellate) e Giappone (+3,4 milioni di tonnellate). L utilizzo medio della capacità nel 2013 è stato del 78,1%, in leggero aumento rispetto al 2012 (76,2%). Consumo di prodotti finiti I dati più aggiornati al momento disponibili (fonte Worldsteel) indicano un consumo mondiale di prodotti finiti attestato di milioni di tonnellate, con un aumento complessivo del 3,6% rispetto al 2012, dopo l 1,9% dell esercizio precedente. Secondo Worldsteel si prevede una crescita contenuta pari al 3% in UE28 per 2014 e Per quanto riguarda i singoli Paesi, tutti avranno un tasso positivo, compreso tra l 1% (Austria, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito) e il 7% (Finlandia). Per il mercato italiano si prevedono tassi di crescita pari al 2,6% (2014) e 4,1% (2015). Molto positivo l andamento del mercato nordafricano, in crescita del 7% per il 2014 (Marocco, Algeria, Egitto). Anche la Turchia beneficia di una favorevole congiuntura economica ed evidenzia un tasso di crescita pari al 4%

23 La siderurgia in Italia Quadro economico Nel 2013, l economia italiana si è contratta del 1,8%. Il PIL, sostenuto dalle esportazioni e dalla variazione delle scorte, ha interrotto la propria caduta solo nel terzo trimestre del L attività industriale, diminuita quasi senza interruzione dall estate del 2011, è tornata ad aumentare negli ultimi mesi dello scorso anno. Sulla base dei sondaggi e dell andamento della produzione industriale, la crescita del prodotto sarebbe stata appena positiva nel quarto trimestre, traducendo una fragile ripresa nell Area Euro. Gli indici di fiducia delle imprese sono ancora migliorati in dicembre, collocandosi sui livelli osservati all inizio del A pesare sulla ripresa sono state anche le manovre correttive di finanza pubblica che continuano a incidere negativamente su consumi e investimenti. Il quadro congiunturale appare molto diverso a seconda delle categorie di imprese e della loro localizzazione geografica. Al miglioramento delle prospettive delle imprese industriali di maggiore dimensione e di quelle più orientate verso i mercati esteri, si contrappone un quadro ancora sfavorevole per le aziende più piccole, per quelle del settore dei servizi. Nonostante i primi segnali di stabilizzazione dell occupazione, le condizioni del mercato del lavoro restano difficili. Il tasso di disoccupazione, che normalmente segue con ritardo l andamento del ciclo economico, supera quota 12% nel Di conseguenza, i consumi delle famiglie nel corso dell anno sono calati del 3,0%. Nel terzo trimestre del 2013 si è attenuata la flessione dei consumi delle famiglie; che restano però frenati dalla debolezza del reddito disponibile e dalle difficili condizioni del mercato del lavoro. Si è interrotto nel quarto trimestre il recupero della fiducia in atto dall inizio del Nell ultima parte dell anno sono emersi segnali di stabilizzazione della spesa delle famiglie. Gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 5,2% (rispetto all 8,2% del 2012); il calo degli investimenti in costruzioni è stato superiore al 5%, mentre gli investimenti in macchinari e attrezzature sono arretrati di circa l 1%. Positivo il contributo alla crescita del PIL fornito dalla domanda estera netta. Il saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti è tornato positivo nel 2013; l avanzo dovrebbe ancora aumentare, pur in presenza di un incremento delle importazioni indotto dal previsto graduale rafforzamento dell attività economica. Il miglioramento del saldo tra il 2010 e il 2013 non ha risentito solo della flessione delle importazioni indotta dalla recessione, ma anche dell incremento delle esportazioni

24 Le esportazioni sono cresciute dello 0,5% (stima), un tasso simile a quello del 2012, mentre le importazioni sono fortemente aumentate, dopo una flessione durata dieci trimestri consecutivi. Mercato siderurgico italiano Nel 2013, la produzione di acciaio in Italia è stata pari a circa 24 milioni di tonnellate, in flessione del 11,7% sul 2012 e del 24% rispetto al picco pre-crisi del Il profilo ciclico della produzione segnala una lieve inversione di tendenza all inizio del I prodotti lunghi, che continuano a essere penalizzati dal declino del settore delle costruzioni, subiscono un nuovo arretramento. Nel 2013, la produzione dei laminati lunghi, pari a 11,4 milioni di tonnellate, è diminuita del 3,1% rispetto al Il tondo per cemento armato (in calo mediamente del 7%) è il prodotto più penalizzato; la vergella perde il 2,7%, dopo essere già scivolata l anno precedente, mentre la produzione di laminati mercantili conclude l anno in leggero aumento (+0,6%). Il consumo apparente di prodotti siderurgici nel 2013 è stato pari a circa 22 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,4% rispetto al Nel 2013, i prodotti lunghi, con circa 9,0 milioni di tonnellate, registrano una flessione del 5,8%, pressoché determinata dalla caduta del tondo per cemento armato (1,6 milioni di tonnellate, -27%) che, rispetto al picco del 2006, perde più del 65%. L attività delle imprese nazionali ha segnato un rallentamento nel 2013 (produzione di circa 24 milioni di tonnellate, -11,4%), mentre le importazioni sono aumentate del 12,4% raggiungendo 15,6 milioni di tonnellate, privilegiando quelle europee (8,8 milioni di tonnellate, +9,2%) su quelle extra-europee (6,9 milioni di tonnellate, +16,5%). Alla flessione della domanda nazionale, si aggiunge quella della domanda estera, con le esportazioni, che scendono del 7,4% su base annua, trascinate dal calo sia di quelle extra-europee (5,3 milioni di tonnellate, -6,4%) che europee (11,4 milioni di tonnellate, -7,9%). Il profilo ciclico delle componenti di mercato segnala un ulteriore indebolimento della domanda nazionale, con un aumento del gap tra la domanda e l offerta. Il 2013 è stato un anno molto difficile per la siderurgia italiana. Le proiezioni sull economia italiana per il prossimo biennio pubblicate dalla Banca d Italia confermano il punto di svolta dell attività avvenuto alla fine del Nel 2014 si registrerebbe una moderata ripresa

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