Scuola di Harvard (paradigma struttura-condotta-performance) SCUOLE DI PENSIERO e POLITICHE ANTITRUST

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Scuola di Harvard (paradigma struttura-condotta-performance) SCUOLE DI PENSIERO e POLITICHE ANTITRUST"

Transcript

1 SCUOLE DI PENSIERO e POLITICHE ANTITRUST Le legislazioni Antitrust contemplano 4 punti: 1. Divieto di abuso di posizione dominante 2. Divieto di intesa 3. Controllo delle concentrazioni 4. Istituzione di un organismo indipendente per l applicazione della normativa L interpretazione della legislazione e le priorità della politica della concorrenza variano a seconda delle impostazioni teoriche Scuola di Harvard (paradigma struttura-condotta-performance) Legame causale Struttura Comportamento Performance (vedi tab. 2.1) Questa impostazione ha avuto una profonda influenza sulla legislazione antitrust. Il grado di concentrazione industriale ha un ruolo cruciale: Poche grandi imprese possibili comportamenti collusivi Una grande impresa e altre di piccole dimensioni - possibilità di abuso di posizione dominante Lo Stato può influenzare la performance intervenendo sulla struttura di mercato e/o sul comportamento delle imprese Es. proibire le fusioni o le intese Il controllo delle concentrazioni consente di contrastare i comportamenti anticompetitivi 1 2

2 Scuola di Chicago [Bork, Posner, Demsetz, Stigler] Grande fiducia nelle forze di mercato. La fonte principale di monopolio e` l intervento normativo dello Stato: le barriere amministrative, le licenze, la regolamentazione Ogni posizione dominante è transitoria oppure è il prodotto di una performance superiore, ad es. manager più capaci, più elevato grado di innovazione (IBM, GM ) Efficiency hypothesis: Efficienza più elevata profitti maggiori posizione dominante Si ribalta il legame causale tra struttura e performance. Non esistono barriere all entrata di carattere strutturale o strategico in grado di proteggere una posizione di monopolio inefficiente. Implicazioni di politica antitrust E` sbagliato contrastare le concentrazioni Abbattere le barriere all entrata amministrative Deregolamentazione Nuova Economia Industriale [NEI] SCP ma con effetti di ritorno tra le variabili Meno enfasi alla struttura Piu enfasi al comportamento delle imprese e alla sua natura strategica La concentrazione non e` sempre un buon indicatore del tipo di concorrenza prevalente es. Duopolio di Bertrand Viene meno la rilevanza del controllo sulla concentrazione industriale. Implicazioni per la politica antitrust L azione antitrust deve guardare alle variabili di comportamento piuttosto che a quelle strutturali, in particolare al comportamento strategico 3 4

3 Sherman Act (1890) Politica antitrust negli USA Due disposizioni fondamentali che mirano a combattere due tipi di comportamento anticoncorrenziale: Art. 1. Vieta le intese gli accordi che limitano gli scambi sono illegali Art. 2. Vieta l abuso di posizione dominante Clayton Act (1914) Art. 2: proibisce la pratica di discriminazione del prezzo di vendita Art. 3: vieta i contratti di vendita esclusiva e i contratti per l intero fabbisogno, che legano il cliente ad un certo fornitore. Art. 7: restrizioni a fusioni e acquisizioni di imprese. NB: queste pratiche non vengono proibite per sé, ma solo se riducono significativamente la concorrenza o generano un monopolio. Federal Trade Commission Act (1914) La Federal Trade Commission [FTC], agenzia governativa incaricata di investigare e applicare le norme antitrust. 5 commissari, nominati dal Presidente e confermati dal Senato, in carica per 7 anni Questa istituzione affianca l Antitrust Division del Department of Justice, creata nel Le istruttorie antitrust possono essere avviate: per iniziativa dell Antitrust Division per iniziativa della FTC per iniziativa del procuratore generale di uno Stato (dal 1976) su denuncia di parte (90% delle istruttorie) (risarcimento triplo ) 5 6

4 Emendamenti Robinson-Patman Act (1936) Celler-Kefauver Act (1950) Obiettivi della politica antitrust degli USA Motivazioni dello Sherman Act Preoccupazioni di carattere distributivo Obiettivi non economici: Mantenimento delle opportunità per tutti i concorrenti, anche le piccole imprese Concorrenza in base al merito: se conduce al monopolio va bene. Obiettivo politico. Impedire l accumulazione privata di potere e proteggere così il governo democratico Obiettivi sociali. Il funzionamento del mercato in cui il potere economico e` diffuso da` esiti piu` equi e socialmente accettabili. Normativa europea antitrust Trattato di Roma (1957) Art. 2: promuovere lo sviluppo attraverso la rimozione degli ostacoli alla libera concorrenza. Art. 85: Vieta le intese che limitano la concorrenza, es. accordi di prezzo, territoriali Deroghe: Se si promuove il progresso tecnico Se i benefici sono condivisi anche dai consumatori Se le imprese hanno poco potere di mercato Art. 86: Vieta l'abuso di posizione dominante. NB: non la posizione dominante in sé, ma l'abuso. Attuazione (Regolamento n. 17 del 1962) Direzione generale per la concorrenza (DG IV) Iniziativa autonoma o denuncia di parte Sanzioni Appello presso la Corte Europea di Giustizia 7 8

5 Fusioni e concentrazioni. Solo recentemente Regolamento n.89 (1989) Obiettivi della politica per la concorrenza europea: efficienza economica + benessere del consumatore ++ integrazione economica ++ fusioni + (occorre favorire l integrazione) La tutela della concorrenza in Italia Legge n. 287 del 1990 Si ispira ed è complementare a quella comunitaria (Art. 1) Art. 2: vieta le intese restrittive della libertà di concorrenza Deroghe al divieto di intesa (Art. 4) Art. 3: vieta l abuso di posizione dominante La posizione dominante va bene se è il frutto di crescita interna e di maggiore efficienza Art. 6: divieto delle operazioni di concentrazione che costituiscono o rafforzano una posizione dominante Obbligo di comunicazione (Art. 16 e 19) Art. 10: Istituzione dell Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) Organo collegiale: Presidente e quattro membri, nominati dai Presidenti della Camera e del Senato. In carica per sette anni. Non rinnovabili Art. 12: potere di indagine Art. 21 e 22: poteri consultivi e di segnalazione 9 10

6 Attivazione Denuncia di Parte Iniziativa autonoma Procedimento Indagine preliminare Avvio istruttoria Audizione finale Sanzioni pecuniarie (non penali) Ricorso al TAR Lazio e Consiglio di Stato MERCATO RILEVANTE Posizione dominante, concentrazione. Rispetto a quale mercato? Esempio: Mercato delle bevande analcoliche Mercato delle cole Coca Cola e Pepsi Cola Decreto legislativo 74 del 1992 Tutela dalla pubblicità ingannevole. Condizioni di liceità della pubblicità comparativa. Maggiore l estensione del mercato rilevante, minore la quota di mercato Su Mercato Rilevante si vedano i lucidi della Dott.ssa Lara Magnani 11 12

7 MISURE DELLA CONCENTRAZIONE Rapporto di concentrazione (CR m ): somma delle quote di mercato delle m imprese più grandi. Esempio: CR 4 = Σ s i s i = quota di mercato dell'impresa i-esima Il valore dell'indice varia da valori prossimi a 0 (minima concentrazione) fino a 1 (massima concentrazione). Problemi. Esempio: un indice di concentrazione delle prime 4 imprese uguale al 60% può significare: 1 impresa con il 54% e 3 imprese con 2% ciascuna (impresa dominante) 4 imprese con il 15% ciascuna Alcune proprietà desiderate dell indice di concentrazione: 1. il trasferimento di parte di un impresa verso una più grande aumenta la concentrazione 2. un aumento della quota cumulata della i- esima impresa, implica un aumento della concentrazione 3. la concentrazione è minima quando le imprese hanno la stessa quota di mercato 4. le fusioni aumentano la concentrazione 5. se il mercato composto da imprese di uguale dimensione, la concentrazione diminuisce quando aumenta il numero di imprese 13 14

8 Indice di Herfindahl: H = Σ s i 2 Somma dei quadrati delle quote di mercato delle imprese del settore (media ponderata delle quote di mercato con pesi uguali alle quote stesse). Tanto maggiore è il valore dell'indice, tanto minore è il numero di imprese che compongono il settore. Informazioni sulle quote di mercato di tutte le imprese e non solo di quelle più grandi. Non è necessario misurare le quote di ogni impresa, le piccole contribuiscono poco. N imprese di pari dimensioni: H = 1/N Reciproco di H. 1/H e` il numero di imprese con uguali quote di mercato che genererebbe lo stesso valore di H Merger Guidelines: H moltiplicato per STRUTTURA E POTERE DI MERCATO Che relazione c è tra numerosità e dimensioni delle imprese e il potere di mercato? Caso di concorrenza alla Cournot Come varia il potere di mercato al crescere del numero di imprese, n Imprese identiche Impresa 1, q 1 Q -1 q* 1 (Q -1) Equilibrio funzione di risposta ottima q 1 = q i per ogni i, q 1 = Q -1/(n-1) La quantita` diminuisce al crescere del numero delle imprese Vedi grafico 15 16

9 Andamento dell output dell industria per n=1,2, q 1 + Q -1 = Q retta di isoproduzione (vedi grafico) In oligopolio alla Cournot l output di totale e` compreso tra quello di monopolio e quello di concorrenza perfetta Un mercato in cui molte imprese competono alla Cournot funziona approssimativamente come un mercato perfettamente concorrenziale (numero `soddisfacente di imprese?) Se ipotizziamo un comportamento concorrenziale alla Cournot c è una relazione stretta tra struttura e potere di mercato Indice di Lerner dell impresa i L i = (P MC i )/P Dalla max dei profitti si ha L i = s i /ε Potere di mercato dell industria: indice di Lerner ponderato Si ricava la relazione L = s i L i L = H /ε dove H è l indice di Herfindahl ed ε è l elasticità della domanda al prezzo C è una relazione positiva tra concentrazione e potere di mercato Es. Due mercati identici in cui le imprese competono alla Cournot Mercato 1: 2 imprese 50% e 50% Mercato 2: 3 imprese 70% 15% e 15% In quale mercato c è maggiore potere di mercato? Calcola H 17 18

10 Fusioni Orizzontali Fusioni Verticali FUSIONI E ACQUISIZIONI Possono avere obiettivi anti-competitivi e/o di efficienza Effetti di una fusione Caso di n oligopolisti alla Cournot (identici) Fusione: rimangono n-1 imprese, aumenta il prezzo e si riduce il benessere sociale Le imprese che si fondono riducono i profitti?! No, guadagni in termini di riduzioni di costo Es. Mercedes-Chrysler Le fusioni solitamente comportano un aumento del prezzo e una riduzione dei costi Se non vi sono riduzioni di costo, la nuova impresa ha incentivo a ridurre la produzione In equilibrio ogni impresa i P - MC = - P q i Dopo la fusione la nuova impresa riduce la quantità perde P-MC guadagna (q i + q j ) P > P-MC Le altre imprese traggono vantaggio dalla riduzione della quantità perché aumenta il prezzo P* - MC > - P q i Quindi aumentano la quantita` e i profitti Al contrario, se la fusione comporta una rilevante riduzione dei costi, la quantità si espande

11 Le altre imprese riducono le quote di mercato e i profitti Una fusione può aumentare o ridurre i profitti della altre imprese. Il risultato dipende dall ampiezza della riduzione dei costi FUSIONI E POLITICA ANTITRUST 3 categorie di soggetti coinvolti: -Consumatori -Imprese che si fondono -Altre imprese Le autorità considerano l effetto complessivo, cioe` i guadagni e le perdite dei vari soggetti valutati eventualmente con pesi differenti Le autorità si possono ispirare a 3 criteri 1. Maggiore è l aumento del prezzo, più è probabile un effetto complessivo negativo (-surplus + profitti) Due effetti sui prezzi Effetto diretto concentrazione Effetto indiretto collusione 2. Più sono piccole le dimensioni delle imprese che si fondono maggiore è la probabilità che la fusione abbia un effetto positivo. Limitato effetto diretto Maggiori riduzioni di costo 3. Se l entrata nel mercato è facile si può essere più tolleranti verso le fusioni 21 22

12 Regole o Linee Guida In Europa e in Italia una fusione può essere bloccata quando costituisce o rafforza una posizione dominante Posizione dominante?! Si confrontano le quote di mercato, es. 3 imprese: 50%, 45%, 5% NO 6 imprese: 50%, 5 imprese con 10% SI Caso Nestlè Perrier (1992) : Perrier 35,9% BSN 23% Nestlè 17,1% altre 24% Fusione Nestlè Perrier : 53% Nestlè propose di trasferire marchio Volcic a BSN: Perrier 38% BSN 38% altre 24% La Commissione europea ha autorizzato questa operazione Quale situazione è più competitiva? oppure 38-38? Effetto diretto Effetto collusivo Orientamento autorità USA (Merger Guidelines) Basato su indice Herfindahl H<1000 si autorizza 1000<H<1800 e H <100 si autorizza H>1800 e H <50 si autorizza Negli altri casi si valuta la facilità di entrata nel mercato e i guadagni di efficienza Nel Caso Nestlè H passa da 2200 a 2900 (3300) Difficilmente le autorità Usa avrebbero autorizzato la fusione 23 24

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2. Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.it) Relazioni verticali Introduzione Vantaggi e svantaggi dell integrazione

Dettagli

RELAZIONI VERTICALI. Le restrizioni verticali limitano la concorrenza, ma possono avere anche effetti positivi su efficienza e benessere

RELAZIONI VERTICALI. Le restrizioni verticali limitano la concorrenza, ma possono avere anche effetti positivi su efficienza e benessere RELAZIONI VERTICALI Relazione tra un impresa a monte (produttore) e un impresa a valle (rivenditore). Produttore Rivenditore Consumatore Relazione tra imprese. Le restrizioni verticali limitano la concorrenza,

Dettagli

Economia Industriale Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale. Antitrust e collusione. Sorge negli US come reazione alla formazione di trusts

Economia Industriale Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale. Antitrust e collusione. Sorge negli US come reazione alla formazione di trusts UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Economia Industriale Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale Antitrust e collusione Anno Accademico 2005/2006 Prof. Gianmaria Martini Prospettiva storica Sorge negli

Dettagli

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg. Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.it) Introduzione Stabilità di un accordo collusivo Fattori

Dettagli

Liberalizzazione e promozione della concorrenza nei settori dei servizi:un analisi dei provvedimenti contenuti nel decreto Bersani

Liberalizzazione e promozione della concorrenza nei settori dei servizi:un analisi dei provvedimenti contenuti nel decreto Bersani Liberalizzazione e promozione della concorrenza nei settori dei servizi:un analisi dei provvedimenti contenuti nel decreto Bersani Corso di Economia Industriale 2 Davide Arduini Facoltà di Economia - Università

Dettagli

Politica della concorrenza: storia, obiettivi e normativa

Politica della concorrenza: storia, obiettivi e normativa Politica della concorrenza: storia, obiettivi e normativa Corso di Economia Industriale 2 Davide Arduini Facoltà di Economia - Università degli Studi di Urbino 1. Introduzione (1) Una prima definizione

Dettagli

MONOPOLIO, MONOPOLISTA

MONOPOLIO, MONOPOLISTA Barbara Martini OBIETTIVI IL SIGNIFICATO DI MONOPOLIO, IN CUI UN SINGOLO MONOPOLISTA È L UNICO PRODUTTORE DI UN BENE COME UN MONOPOLISTA DETERMINA L OUTPUT ED IL PREZZO CHE MASSIMIZZANO IL PROFITTO LA

Dettagli

Oligopolio. G. Degli Antoni 26/2/2014 (Economia Applicata/Industriale)

Oligopolio. G. Degli Antoni 26/2/2014 (Economia Applicata/Industriale) Oligopolio G. Degli Antoni 26/2/2014 (Economia Applicata/Industriale) Oligopolio In Oligopolio le imprese possono produrre beni sostanzialmente omogenei, oppure differenziati (automobili, bibite, giornali)

Dettagli

Restrizioni verticali e integrazione verticale

Restrizioni verticali e integrazione verticale Restrizioni verticali e integrazione verticale Spesso le imprese operanti in diversi stadi della filiera produttiva (es. produttore-distributore) sottoscrivono contratti finalizzati a 1. ridurre i costi

Dettagli

Esercitazione relativa al capitolo 14 I MONOPOLI E LA CONCORRENZA IMPERFETTA

Esercitazione relativa al capitolo 14 I MONOPOLI E LA CONCORRENZA IMPERFETTA Esercitazione relativa al capitolo 14 I MONOPOLI E LA CONCORRENZA IMPERFETTA Esistono quattro principali tipi di strutture di mercato: concorrenza perfetta, monopolio, concorrenza monopolistica e oligopolio.

Dettagli

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2. Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.it) Monopolio e regolamentazione Introduzione Regola dell elasticità Inefficienza

Dettagli

CENNI SULLA LEGISLAZIONE ANTITRUST AUSTRIACA. I. Diritto antitrust in generale

CENNI SULLA LEGISLAZIONE ANTITRUST AUSTRIACA. I. Diritto antitrust in generale CENNI SULLA LEGISLAZIONE ANTITRUST AUSTRIACA Sommario: I. Diritto antitrust in generale - II. Intese (Kartelle) - 1. Intese vietate in Austria - 2. Alcune differenze con l Italia - 3. Alcune differenze

Dettagli

Economia, Corso di L.M. in Ing. Elettrotecnica, A.A. 2013-2014. Prof. R. Sestini SCHEMA DELLE LEZIONI DELLA DECIMA SETTIMANA

Economia, Corso di L.M. in Ing. Elettrotecnica, A.A. 2013-2014. Prof. R. Sestini SCHEMA DELLE LEZIONI DELLA DECIMA SETTIMANA Economia, Corso di L.M. in Ing. Elettrotecnica, A.A. 203-204. Prof. R. Sestini SCHEMA DELLE LEZIONI DELLA DECIMA SETTIMANA Cenni sulla regolamentazione del mercato elettrico in Italia Il processo di liberalizzazione

Dettagli

Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali

Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali ECONOMIA MODULO TEORIA A.A. 2013/2014 IL O Fabio Clementi E-mail: fabio.clementi@unimc.it

Dettagli

Come affrontare i monopoli naturali

Come affrontare i monopoli naturali Come affrontare i monopoli naturali Il problema del monopolio naturale è che se anche l impresa volesse fissare il prezzo a un livello pari al costo marginale (efficienza sociale), produrrebbe in perdita

Dettagli

12.4 Risposte alle domande di ripasso

12.4 Risposte alle domande di ripasso Il monopolio 81 12.4 Risposte alle domande di ripasso 1. Controllo su input fondamentali; economie di scala; brevetti; economie di rete; licenze governative. Nel lungo periodo il controllo sugli input

Dettagli

Struttura di mercato e potere di mercato

Struttura di mercato e potere di mercato Struttura di mercato e potere di mercato Valutazione del potere di mercato Potere di mercato dal punto di vista teorico: P>Cma Come valutare il potere di mercato in concreto? Prima problema cosa intendiamo

Dettagli

Le altre forme di mercato

Le altre forme di mercato CL Medicina Veterinaria Anno Accademico 2014-15 Le altre forme di mercato 1 Critiche alla forma di mercato della concorrenza perfetta La forma di mercato della concorrenza perfetta (che è alla base di

Dettagli

Una tassonomia dei mercati

Una tassonomia dei mercati Monopolio capitolo 15 Una tassonomia dei mercati concorrenza perfetta monopolio oligopolio concorrenza monopolistica 1 Concorrenza perfetta tanti venditori, tanti compratori bene omogeneo (identico o perfettamente

Dettagli

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it 0776/994353 X LEZIONE 6/0/0 Esercizio 9.7 Due imprese, A e B, decidono simultaneamente l output da produrre, tenendo conto che la domanda

Dettagli

Il mercato di monopolio

Il mercato di monopolio Il monopolio Il mercato di monopolio Il monopolio è una struttura di mercato caratterizzata da 1. Un unico venditore di un prodotto non sostituibile. Non ci sono altre imprese che possano competere con

Dettagli

Capitolo 12 Il monopolio. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl

Capitolo 12 Il monopolio. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl Capitolo 12 Il monopolio IL MONOPOLIO Il monopolio è una forma di mercato in cui un unico venditore offre un bene che non ha stretti sostituti, ad una moltitudine di consumatori La differenza fondamentale

Dettagli

Antonella Laino Il monopolio naturale

Antonella Laino Il monopolio naturale A13 477 Antonella Laino Il monopolio naturale Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A B 00173 Roma (06) 93781065 ISBN 978-88-548-4809-2

Dettagli

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2. Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.it) Pubblicità (Forma di investimento strategico) Introduzione L intensità

Dettagli

Capitolo 6. Offerta in concorrenza perfetta: il lato dei costi

Capitolo 6. Offerta in concorrenza perfetta: il lato dei costi Capitolo 6 Offerta in concorrenza perfetta: il lato dei costi Costo opportunità Adalberto può guadagnare 6 all ora come cameriere; in alternativa può effettuare raccolta per riciclaggio al prezzo di 2

Dettagli

La pubblicità. La pubblicità. La pubblicità. La pubblicità

La pubblicità. La pubblicità. La pubblicità. La pubblicità La La rappresenta il canale principale attraverso il quale i consumatori ottengono informazioni sui prodotti. Nel 2006, le spese pubblicitarie in USA sono state pari al 2,2% 2% del PIL. In Italia, nel

Dettagli

Università degli Studi dell Aquila

Università degli Studi dell Aquila Università degli Studi dell Aquila Esame di Microeconomia 9 crediti 3 settembre 2014 Docente: Giuseppe Pace ISTRUZIONI Riempire i campi relativi a nome, cognome (IN STAMPATELLO) e matricola sulla griglia.

Dettagli

Corso di Analisi Strategiche. Analisi di Settore. Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N.

Corso di Analisi Strategiche. Analisi di Settore. Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N. Analisi di Settore Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N. Il settore è il luogo economico delle imprese che esercitano reciprocamente la concorrenza (Guido, 2000). Il confine settoriale è definito

Dettagli

INDICI PER LA VALUTAZIONE DEL POTERE DI MERCATO

INDICI PER LA VALUTAZIONE DEL POTERE DI MERCATO Metodi e modelli per l'analisi degli equilibri strategici nei mercati elettrici competitivi INDICI PER LA VALUTAZIONE DEL POTERE DI MERCATO (Ettore Bompard, Elena Ragazzi, Roberto Levet) Prof. Elena RAGAZZI

Dettagli

Indice. Prefazione... XI. Ringraziamenti... XV

Indice. Prefazione... XI. Ringraziamenti... XV Prefazione.............................. XI Ringraziamenti............................ XV 1 Elementi di analisi delle scelte del consumatore (Andrea Marchini) 1.1 Introduzione............................

Dettagli

Economia Politica. Il monopolio. Cap 15. Appunti delle lezioni Fabiano Schivardi

Economia Politica. Il monopolio. Cap 15. Appunti delle lezioni Fabiano Schivardi Economia Politica Appunti delle lezioni Fabiano Schivardi testo di riferimento: Mankiw, Principi di economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Cap 15 Il monopolio Inquadramento generale In questa sezione prenderemo

Dettagli

Il monopolio (Frank, Capitolo 12)

Il monopolio (Frank, Capitolo 12) Il monopolio (Frank, Capitolo 12) IL MONOPOLIO Il monopolio è una forma di mercato in cui un unico venditore offre un bene che non ha stretti sostituti, ad una moltitudine di consumatori La differenza

Dettagli

Lezione 8. (BAG cap. 7) IL MEDIO PERIODO Il mercato del lavoro. Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia IL MEDIO PERIODO

Lezione 8. (BAG cap. 7) IL MEDIO PERIODO Il mercato del lavoro. Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia IL MEDIO PERIODO Lezione 8 (BAG cap. 7) IL MEDIO PERIODO Il mercato del lavoro Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia IL MEDIO PERIODO 2 1 Nel breve periodo la domanda determina la produzione =>

Dettagli

Lezione XI: Relazioni verticali

Lezione XI: Relazioni verticali Lezione XI: Relazioni verticali In molti casi i clienti delle imprese non sono consumatori finali ma altre imprese (intermediarie o di trasformazione): si pen- si alla catena produttore/grossista/dettagliante

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Parte Prima LO SCENARIO DEL DIRITTO DELLA CONCORRENZA CAPITOLO PRIMO L ESPERIENZA AMERICANA E QUELLA EUROPEA

INDICE SOMMARIO. Parte Prima LO SCENARIO DEL DIRITTO DELLA CONCORRENZA CAPITOLO PRIMO L ESPERIENZA AMERICANA E QUELLA EUROPEA Elenco delle principali abbreviazioni... Premessa... XIII XV Parte Prima LO SCENARIO DEL DIRITTO DELLA CONCORRENZA CAPITOLO PRIMO L ESPERIENZA AMERICANA E QUELLA EUROPEA Guida Bibliografica... 5 1. Introduzione...

Dettagli

Stefano Micossi Adam Smith Society Regulatory Lecture Milano 22 novembre 2004

Stefano Micossi Adam Smith Society Regulatory Lecture Milano 22 novembre 2004 I compiti dell Autorità garante della concorrenza e del mercato: quale evoluzione? Stefano Micossi Adam Smith Society Regulatory Lecture Milano 22 novembre 2004 1 Novità del 2004 Con la legge 22 luglio

Dettagli

I : tasso di inflazione indicatore della variazione. X : incremento della produttività. Y : particolari variazioni dei costi

I : tasso di inflazione indicatore della variazione. X : incremento della produttività. Y : particolari variazioni dei costi MECCANISMI DI REGOLAMENTAZIONE TARIFFARIA Due meccanismi principali Tasso di rendimento del capitale investito (RB-ROR) Tetto ai prezzi (Price Cap) Il meccanismo del tasso di rendimento (RB-ROR) Meccanismo

Dettagli

PRODUZIONE E CRESCITA

PRODUZIONE E CRESCITA Università degli studi di MACERATA ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2012/2013 PRODUZIONE E CRESCITA Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@unimc.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi

Dettagli

Economia Pubblica il Monopolio Naturale

Economia Pubblica il Monopolio Naturale Economia Pubblica il Monopolio Naturale Giuseppe De Feo Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Secondo Semestre 2011-12 Outline il Monopolio Naturale Il problema del Monopolio Naturale

Dettagli

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Economia e Organizzazione Aziendale Modulo 3 - La strategia aziendale Unità didattica 1 - Strategia: contenuti, oggetti, finalità Antonio Dallara Caratteristiche

Dettagli

INTERAZIONE STRATEGICA: LA COMPETIZIONE DI PREZZO E IL PARADOSSO DI BERTRAND

INTERAZIONE STRATEGICA: LA COMPETIZIONE DI PREZZO E IL PARADOSSO DI BERTRAND INTERAZIONE STRATEGICA: LA COMPETIZIONE DI PREZZO E IL PARADOSSO DI BERTRAND ECONOMIA INDUSTRIALE UNIVERSITA Bicocca Christian Garavaglia - Maggio 2006 Caso Britannica-Encarta Fino ad inizi anni 90, i

Dettagli

Schema 11 La Privatizzazione

Schema 11 La Privatizzazione Schema 11 La Privatizzazione La fornitura di beni e servizi da parte del settore pubblico può assumere la forma di diversi mix di finanziamento (pubblico/pri vato) e produzione (pubblica/privata) cfr.

Dettagli

9 a Esercitazione: soluzioni

9 a Esercitazione: soluzioni 9 a Esercitazione: soluzioni Corso di Microeconomia K, a.a. 009 00 Monica Bonacina (monica.bonacina@unibocconi.it) Corso di Microeconomia L Z, a.a. 009 00 Stefania Migliavacca (stefania.migliavacca@enicorporateuniversity.eni.it)

Dettagli

LA POLITICA MICROECONOMICA I

LA POLITICA MICROECONOMICA I capitolo 6-1 LA POLITICA MICROECONOMICA I LA POLITICA MICROECONOMICA MIRA A REALIZZARE OBIETTIVI DI EFFICIENZA ED EQUITA OPERANDO (A SECONDA DEI CASI) PER: ASSICURARE ESISTENZA E FUNZIONAMENTO DEI MERCATI

Dettagli

Capitolo 8. Struttura della presentazione. Tipi di dazio. Gli strumenti della politica commerciale

Capitolo 8. Struttura della presentazione. Tipi di dazio. Gli strumenti della politica commerciale Capitolo 8 Gli strumenti della politica commerciale preparato da Thomas Bishop (adattamento italiano di Rosario Crinò) 1 Struttura della presentazione Analisi dei dazi in equilibrio parziale: offerta,

Dettagli

Capitolo 8. Il monopolio e la concorrenza imperfetta

Capitolo 8. Il monopolio e la concorrenza imperfetta Capitolo 8 Il monopolio e la concorrenza imperfetta In alcuni casi, è ragionevole pensare che le imprese possano influenzare il prezzo Oppure, in alcuni casi è ragionevole aspettarsi che le imprese prendano

Dettagli

La politica commerciale

La politica commerciale La politica commerciale Arcangelis 2005 1 Introduzione Se la Cina impone un dazio sulle importazioni dall UE e dagli USA, che cosa accade? E se sussidia le proprie esportazioni? Qual è stato l effetto

Dettagli

LEZIONE 19: Esempi. Calzature in cuoio prodotte in Cina e Vietnam Vedi sito WTO

LEZIONE 19: Esempi. Calzature in cuoio prodotte in Cina e Vietnam Vedi sito WTO LEZIONE 19: Dumping e Misure antidumping Definizione Persistente, predatorio, sporadico Regolamentazione delle misure anti-dumping Esempi Ruolo del Dispute Settlement Body del WTO Esempi Calzature in cuoio

Dettagli

Le leggi e la politica antitrust

Le leggi e la politica antitrust Organizzazione Aziendale 2ed Le leggi e la politica antitrust 18 Il governo degli Stati Uniti utilizza le leggi antitrust per limitare il potere di mercato esercitato dalle imprese e per controllarne il

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Corso di Politica Economica Lezione 11: Potere di Mercato David Bartolini Università Politecnica delle Marche (Sede di S.Benedetto del Tronto) d.bartolini@univpm.it (email) http://utenti.dea.univpm.it/politica

Dettagli

La Responsabilità Oggettiva della Condotta Antitrust

La Responsabilità Oggettiva della Condotta Antitrust Master in Consulente Legale d Impresa Prospettive Nazionali e Internazionali La Responsabilità Oggettiva della Condotta Antitrust a cura di: Dott.ssa Stefania Palumbo Pagina 1 La responsabilità oggettiva

Dettagli

Indice generale. Presentazione dell edizione italiana XIII Presentazione della terza edizione XV Prefazione XVII Ringraziamenti XXI

Indice generale. Presentazione dell edizione italiana XIII Presentazione della terza edizione XV Prefazione XVII Ringraziamenti XXI Pagine di apertura VII XXII 26-05-2003 14:45 Pagina VII Presentazione dell edizione italiana XIII Presentazione della terza edizione XV Prefazione XVII Ringraziamenti XXI Capitolo 1 L economia di mercato

Dettagli

Politica della Concorrenza e Antitrust

Politica della Concorrenza e Antitrust Competizione, Mercati e Politica Economica Politica della Concorrenza e Antitrust Prof. Matteo Maria Galizzi, MSc, PhD Dipartimento di Economia, LIUC DSE, Università di Brescia Lezione 14: Relazioni verticali

Dettagli

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.)

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Presentazione del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Roma, 18 luglio 2002 Il Forum delle imprese regolate, che oggi viene inaugurato, vuole essere un luogo permanente di consultazione e scambio

Dettagli

Esercitazione 23 maggio 2016

Esercitazione 23 maggio 2016 Esercitazione 5 maggio 016 Esercitazione 3 maggio 016 In questa esercitazione, nei primi tre esercizi, analizzeremo il problema del moral hazard nel mercato. In questo caso prenderemo in considerazione

Dettagli

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg. Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.it) Introduzione Tipologie di discriminazione Prezzi non

Dettagli

ECONOMIA INTERNAZIONALE LEZIONE POLITICA COMMERCIALE. Diverse misure di politica commerciale

ECONOMIA INTERNAZIONALE LEZIONE POLITICA COMMERCIALE. Diverse misure di politica commerciale ECONOMIA INTERNAZIONALE LEZIONE POLITICA COMMERCIALE Diverse misure di politica commerciale Dazi Effetti di un dazio su: Consumatori Imprese Volume del commercio Effetti complessivi di un dazio sul benessere

Dettagli

ANALISI DI SETTORE. Robert M. Grant

ANALISI DI SETTORE. Robert M. Grant ANALISI DI SETTORE Robert M. Grant Prof. T. Pencarelli Spagnoletti Massimo indice 1. Analisi ambientale e settoriale 2. Analisi dell attrattività del settore 3. Previsione della redditività settoriale

Dettagli

La Massimizzazione del profitto

La Massimizzazione del profitto La Massimizzazione del profitto Studio del comportamento dell impresa, soggetto a vincoli quando si compiono scelte. Ora vedremo un modello per analizzare le scelte di quantità prodotta e come produrla.

Dettagli

PREZZI E MERCATI INTERNAZIONALI

PREZZI E MERCATI INTERNAZIONALI PREZZI E MERCATI INTERNAZIONALI Fare i prezzi sui mercati internazionali è una delle attività più complesse - elevata quantità di informazioni interne ed esterne all impresa - molte variabili da considerare

Dettagli

CODICE&ETICO& Versione(2.0(( Approvato(dal(CdA(del(21(luglio(2014(

CODICE&ETICO& Versione(2.0(( Approvato(dal(CdA(del(21(luglio(2014( CODICEETICO Versione2.0 ApprovatodalCdAdel21luglio2014 LETTERA AI COLLABORATORI WSWebScienceSrl)credecheipropriVALORIAZIENDALIdebbanoesserdaguidaedispirazionenellavita professionalequotidianadiognicollaboratore.

Dettagli

Microeconomia Settima edizione

Microeconomia Settima edizione Robert S. Pindyck Daniel L. Rubinfeld Microeconomia Settima edizione Edizione italiana a cura di Emanuele Bacchiega Sommario breve PARTE I Introduzione: mercati e prezzi Capitolo 1 Concetti di base 3 Capitolo

Dettagli

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica Capitolo 17 I mercati con informazione asimmetrica Introduzione L incertezza sulla qualità e il mercato dei bidoni I segnali di mercato Il rischio morale Il problema agente-principale L informazione asimmetrica

Dettagli

Fallimenti del mercato: Il monopolio

Fallimenti del mercato: Il monopolio Corso di Scienza Economica (Economia Politica) prof. G. Di Bartolomeo Fallimenti del mercato: Il monopolio Facoltà di Scienze della Comunicazione Università di Teramo Concorrenza imperfetta La concorrenza

Dettagli

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla delibera n. 380/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a) l ambito dell intervento regolamentare proposto, con particolare

Dettagli

La Concorrenza Monopolistica

La Concorrenza Monopolistica La Concorrenza Monopolistica Caratteristiche Molteplicità di imprese Libertà di entrata (entreranno imprese finché vi sarà possibilità di profitti positivi). L entrata di nuove imprese favorisce i consumatori

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it 0776/2994353 XIII LEZIONE 23/10/2012 Collusione in duopolio alla Bertrand 2 Deviazione Collusione 1 Deviazione 0, 0 π M ε, 0 Collusione

Dettagli

C 188/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 11.8.2009

C 188/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 11.8.2009 C 188/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 11.8.2009 Comunicazione della Commissione Criteri per l'analisi della compatibilità degli aiuti di stato a favore dei lavoratori svantaggiati e disabili soggetti

Dettagli

Economia e gestione delle imprese

Economia e gestione delle imprese Economia e gestione delle imprese La gestione della safety: l evoluzione del quadro normativo dott. Matteo Rossi Benevento, 26 febbraio 2008 La sicurezza sul lavoro: fra sicurezza sociale e obiettivo aziendale

Dettagli

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg. Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.it) Introduzione Struttura di mercato e incentivi a investire

Dettagli

Economia Politica Lezioni 12-16. Le forme di mercato

Economia Politica Lezioni 12-16. Le forme di mercato Economia Politica Lezioni 12-16 Le forme di mercato Frank: Capitolo 11 (par. 1-9) Capitolo 12 (par. 1-9) Capitolo 13 (par 1-3; Appendice 13.2) Per esercitarsi: Capitolo 11: Domande 1,2,4,7-10, 12; Problemi

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

Translation by courtesy of. Linee Guida per il rispetto del Diritto della Concorrenza

Translation by courtesy of. Linee Guida per il rispetto del Diritto della Concorrenza Translation by courtesy of Linee Guida per il rispetto del Diritto della Concorrenza La nostra associazione commerciale riunisce i fornitori e gli altri soggetti che operano nel settore medico a livello

Dettagli

LEZIONE 23 : Dumping e misure antidumping (Protezione amministrata)

LEZIONE 23 : Dumping e misure antidumping (Protezione amministrata) LEZIONE 23 : Dumping e misure antidumping (Protezione amministrata) In alcuni casi il protezionismo assume delle forme poco trasparenti ed è difficile stabilire se una misura abbia o meno natura protezionistica

Dettagli

Lezione 4. Offerta, domanda e analisi di politica economica

Lezione 4. Offerta, domanda e analisi di politica economica Lezione 4. Offerta, domanda e analisi di politica economica Lo Stato può modificare l esito di mercato in due modi fondamentali: regolamentandone l attività (prezzi o quantità massimi o minimi) imponendo

Dettagli

Cdl Economia Aziendale. Tesina di Economia Industriale ANTITRUST

Cdl Economia Aziendale. Tesina di Economia Industriale ANTITRUST Cdl Economia Aziendale Tesina di Economia Industriale ANTITRUST Devito Elisabetta Di Spirito Jessica Mazzullo Cristina Pisani Cristina 1 Introduzione... 3 Antitrust... 4 1. Le origini dell Antitrust (tutela

Dettagli

La concorrenza perfetta

La concorrenza perfetta La concorrenza perfetta Caratteristiche POLVERIZZAZIONE DEL MERCATO: molti piccoli acquirenti e produttori, incapaci di influire sul prezzo di mercato OMOGENEITÀ DI PRODOTTO : le imprese producono beni

Dettagli

Cap. 12: INTEGRAZIONE VERTICALE

Cap. 12: INTEGRAZIONE VERTICALE : INTEGRAZIONE VERTICALE Facciamo un passo indietro INTEGRAZIONE VERTICALE ORIZZONTALE Si ha integrazione orizzontale quando l impresa espande l attività a prodotti, processi e know-how affini alla filiera

Dettagli

Microeconomia A-K, Prof Giorgio Rampa a.a. 2011-2012. Svolgimento della prova scritta di Microeconomia AK del 19 settembre 2012

Microeconomia A-K, Prof Giorgio Rampa a.a. 2011-2012. Svolgimento della prova scritta di Microeconomia AK del 19 settembre 2012 Svolgimento della prova scritta di Microeconomia AK del 19 settembre 2012 A DEFINIZIONI - Si definiscano sinteticamente i termini anche con l ausilio, qualora necessario, di formule e grafici. 1. Beni

Dettagli

DOCUMENTO DI LAVORO DELLA COMMISSIONE. collegato alla COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE

DOCUMENTO DI LAVORO DELLA COMMISSIONE. collegato alla COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE Bruxelles, 22.07.2009 SEC(2009) 1053 DOCUMENTO DI LAVORO DELLA COMMISSIONE collegato alla COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE Il futuro quadro normativo di concorrenza applicabile al settore automobilistico

Dettagli

Indice. 1. Il marketing -----------------------------------------------------------------------------------------------3

Indice. 1. Il marketing -----------------------------------------------------------------------------------------------3 LEZIONE GESTIONE STRATEGICA DEGLI ACQUISTI DOTT.SSA ROSAMARIA D AMORE Indice 1. Il marketing -----------------------------------------------------------------------------------------------3 1.1. Prima

Dettagli

Liberare le energie positive di Milano: un Manifesto per le privatizzazioni.

Liberare le energie positive di Milano: un Manifesto per le privatizzazioni. Liberare le energie positive di Milano: un Manifesto per le privatizzazioni. Milano vive un momento cruciale: nei prossimi anni la città muterà in parte il suo volto fisico grazie alle grandi operazioni

Dettagli

L impresa. a) Cosa è un impresa? b) Comportamento. c) La diversità delle imprese. a1) confini dell impresa a2) contratti

L impresa. a) Cosa è un impresa? b) Comportamento. c) La diversità delle imprese. a1) confini dell impresa a2) contratti L impresa a) Cosa è un impresa? a1) confini dell impresa a2) contratti b) Comportamento c) La diversità delle imprese (a) Impresa e costi di transazione Contrapposizione impresa-mercato (Coase): se i mercati

Dettagli

Lezione 23. Discriminazione dei prezzi. Discriminazione dei prezzi. Discriminazione di primo grado. Discriminazione di primo grado

Lezione 23. Discriminazione dei prezzi. Discriminazione dei prezzi. Discriminazione di primo grado. Discriminazione di primo grado Lezione 3 omportamento monopolistico ome dovrebbe fissare il prezzo un monopolista? Fino ad ora abbiamo pensato al monopolio come ad un impresa che deve vendere il suo prodotto allo stesso prezzo per ogni

Dettagli

Documento riservato ad uso esclusivo dei destinatari autorizzati. Vietata la diffusione

Documento riservato ad uso esclusivo dei destinatari autorizzati. Vietata la diffusione Documento riservato ad uso esclusivo dei destinatari autorizzati. Vietata la diffusione BNPP L1 Equity Best Selection Euro/Europe: il tuo passaporto per il mondo 2 EUROPEAN LARGE CAP EQUITY SELECT - UNA

Dettagli

Un salto nel passato delle politiche del lavoro?

Un salto nel passato delle politiche del lavoro? Un salto nel passato delle politiche del lavoro? L. 29 aprile 1949 n. 264 Provvedimenti in materia di avviamento al lavoro e di assistenza dei lavoratori involontariamente disoccupati Dopo periodo corporativo

Dettagli

Capitolo 10 Potere di mercato: Monopolio e Monopsonio

Capitolo 10 Potere di mercato: Monopolio e Monopsonio Temi da discutere Capitolo 10 Potere di mercato: e Monopsonio Potere di monopolio Fonti del potere monopolistico Il costo sociale del potere monopolistico Temi da discutere Concorrenza perfetta Monopsonio

Dettagli

Dividendi e valore delle azioni

Dividendi e valore delle azioni Dividendi e valore delle azioni La teoria economica sostiene che in ultima analisi il valore delle azioni dipende esclusivamente dal flusso scontato di dividendi attesi. Formalmente: V = E t=0 1 ( ) t

Dettagli

Il presente testo è la traduzione di un documento in lingua inglese e viene fornito esclusivamente per agevolare la consultazione. Diritti e obblighi

Il presente testo è la traduzione di un documento in lingua inglese e viene fornito esclusivamente per agevolare la consultazione. Diritti e obblighi Il presente testo è la traduzione di un documento in lingua inglese e viene fornito esclusivamente per agevolare la consultazione. Diritti e obblighi dovranno conformarsi sotto tutti gli aspetti al testo

Dettagli

L analisi d impatto della regolazione sulla concorrenza (AIRC). Il caso AGCM

L analisi d impatto della regolazione sulla concorrenza (AIRC). Il caso AGCM L analisi d impatto della regolazione sulla concorrenza (AIRC). Il caso AGCM Panel dell LUMSA, 23 giugno 2011 Gabriele Mazzantini ARGOMENTI TRATTATI Rapporto concorrenza / regolazione (cenni) Linee guida

Dettagli

Il monopolio. Concetti chiave. Massimizzazione del profitto Confronto tra monopolio e c.p. Perdita netta di monopolio Discriminazione di prezzo

Il monopolio. Concetti chiave. Massimizzazione del profitto Confronto tra monopolio e c.p. Perdita netta di monopolio Discriminazione di prezzo Il monopolio Concetti chiave Massimizzazione del profitto Confronto tra monopolio e c.p. Perdita netta di monopolio Discriminazione di prezzo 1 Ipotesi di base in un modello di Struttura di mercato Massimizzazione

Dettagli

LA PROPRIETA INTELLETTUALE

LA PROPRIETA INTELLETTUALE ECONOMIA POLITICA (corso avanzato) CdL in Giurisprudenza Università della Calabria Docente : Marianna Succurro LA PROPRIETA INTELLETTUALE [tratto da Franzoni L.A., Marchesi D.(2006), Economia e politica

Dettagli

L azzardo morale e il modello principale-agente

L azzardo morale e il modello principale-agente L azzardo morale e il modello principale-agente L azzardo morale e il problema principale agente Il modello principale agente è uno strumento fondamentale per analizzare le relazioni economiche caratterizzate

Dettagli

PROGETTO DISTRIBUZIONE SELETTIVA. Accordi verticali e pratiche concordate

PROGETTO DISTRIBUZIONE SELETTIVA. Accordi verticali e pratiche concordate PROGETTO DISTRIBUZIONE SELETTIVA Accordi verticali e pratiche concordate SVILUPPO PROGETTO DISTRIBUZIONE SELETTIVA Il progetto nasce da una valutazione strategica circa l esigenza di approfondire la tematica

Dettagli

Lezione 16 2 Teorema economia benessere. Surplus produttore e consumatore. Esternalità e Beni pubblici

Lezione 16 2 Teorema economia benessere. Surplus produttore e consumatore. Esternalità e Beni pubblici Corso di Economia Politica prof. S. Papa Lezione 16 2 Teorema economia benessere. Surplus produttore e consumatore. Esternalità e Beni pubblici Facoltà di Economia Università di Roma La Sapienza Economia

Dettagli

Lezione Investimenti Diretti Esteri (IDE) e Imprese Multinazionali. Effetti del IDE sul paese d origine

Lezione Investimenti Diretti Esteri (IDE) e Imprese Multinazionali. Effetti del IDE sul paese d origine Lezione Investimenti Diretti Esteri (IDE) e Imprese Multinazionali Effetti del IDE sul paese d origine Effetti del IDE sul paese ospitante: il ruolo della capacità di assorbimento delle imprese locali

Dettagli

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.

Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2. Seconda Università di Napoli AA. 2012/2013 Facoltà di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Roberto Basile (roberto.basile@unina2.it) Introduzione Discriminazione di prezzo Tipologie di discriminazione Prezzi

Dettagli

L analisi Competitiva

L analisi Competitiva L analisi Alessandro De Nisco Università del Sannio COSA E L ANALISI COMPETITIVA? Affinchè l impresa possa svolgere con successo la propria attività, è fondamentale che essa svolga un monitoraggio costante

Dettagli

IL CASO: Hewlett-Packard

IL CASO: Hewlett-Packard IL CASO: Hewlett-Packard Proposta acquisizione Compaq con duplice finalità (Fiorina): 1) conseguimento economie di scala; 2) ingresso nel mercato dei servizi. Pareri sfavorevoli alla fusione (Hewlett e

Dettagli