Aggiornamenti Fiscali Enti Pubblici n. 7/12 Novembre 2012

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1 Aggiornamenti Fiscali Enti Pubblici n. 7/12 Novembre 2012 ARGOMENTI TRATTATI: CESSIONE DI PRODOTTI AGRICOLI E ALIMENTARI PAG. 1 COMUNI-AZIENDE SPECIALI E ISTITUZIONI: ASSOGGETTAMENTO AL PATTO DI STABILITÀ INTERNO DELLE AZIENDE SPECIALI E DELLE ISTITUZIONI AI SENSI DELL ARTICOLO 25, COMMA 2, DEL DECRETO LEGGE 24 GENNAIO 2012, N.1, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, CON LEGGE 24 MARZO 2012, N. 27. PAG. 12 CESSIONE DI PRODOTTI AGRICOLI E ALIMENTARI PREMESSA L art. 62 del DL n. 1, convertito nella L n. 27, ha previsto importanti novità in relazione alla disciplina dei contratti di cessione dei prodotti agricoli e alimentari, al fine di garantire maggiore trasparenza e prevedere meccanismi di tutela dei rapporti commerciali. In particolare: è stato introdotto l obbligo della forma scritta del contratto; è stato previsto un contenuto minimo obbligatorio del contratto; sono stati fissati termini inderogabili di pagamento, allo scadere di quali decorrono i previsti interessi di mora; sono state definite una serie di pratiche commerciali sleali vietate. Premesso che la Pubblica Amministrazione non è stata esonerata dall applicazione di questa normativa, è importante elencare ed esemplificare quali potrebbero essere le principali attività interessate a questa modifica. Si procede, pertanto, ad inquadrare prioritariamente le principali modifiche normative per poi calarle nella specifica realtà degli enti pubblici. Provvedimento attuativo Con il DM , il Ministero delle Politiche agricole, di concerto con il Ministero dello Sviluppo economico, ha dato attuazione alla nuova disciplina. Abrogazione della precedente disciplina Per effetto della nuova disciplina, vengono espressamente abrogate le precedenti disposizioni in materia, contenute: nell art. 4 co. 3-4 del DLgs n. 231, di recepimento delle direttive comunitarie relative alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali; nel DM , in relazione all individuazione dei prodotti alimentari deteriorabili. 1

2 DECORRENZA E REGIME TRANSITORIO Studio Legale Tributario Le disposizioni in esame, previste per le cessioni di prodotti agricoli e alimentari, si applicano a decorrere dai contratti stipulati dal (sette mesi dal , data di pubblicazione sulla G.U. della suddetta L. 27/2012). ADEGUAMENTO DEI CONTRATTI GIÀ STIPULATI AL I contratti di cessione di prodotti agricoli e alimentari, già in essere alla data del , devono essere adeguati all obbligo della forma scritta e al contenuto minimo, previsto dalla nuova disciplina: entro il ; ovvero, in relazione ai contratti stipulati in presenza di norme comunitarie da cui discendono termini per la stipula dei contratti stessi, per la campagna agricola successiva. APPLICAZIONE AUTOMATICA DELLE NUOVE DISPOSIZIONI AI CONTRATTI GIÀ STIPULATI AL Anche in assenza di adeguamenti contrattuali alla disciplina in esame, le nuove disposizioni di legge si applicano automaticamente a tutti i contratti: in relazione: ai previsti termini di pagamento; al divieto di pratiche commerciali sleali; a partire dal AMBITO DI APPLICAZIONE AMBITO TERRITORIALE La nuova disciplina si applica alle cessioni di prodotti agricoli e alimentari la cui consegna avviene nel territorio italiano. Sono, dunque, soggetti alle nuove regole anche: le importazioni; gli acquisti intracomunitari. AMBITO OGGETTIVO Ai fini della disciplina in esame sono definiti: prodotti agricoli, i prodotti di cui all art. 38 co. 3 e all allegato I del Trattato sul funzionamento dell Unione europea; si tratta, in sostanza, di tutti i prodotti del suolo, dell allevamento e della pesca (es. ortaggi, frutta, legumi, cereali, foraggi, fiori, piante, semi, carne, latte, uova, animali vivi, pesci, crostacei e molluschi, fibre tessili, ecc.); prodotti alimentari, i prodotti di cui all art. 2 del regolamento CE n. 178; si tratta di ogni sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito. Le nuove disposizioni riguardano le cessioni di prodotti agricoli o alimentari, rimanendo quindi escluse le prestazioni di servizi. AMBITO SOGGETTIVO Salve le previste esclusioni, la disciplina in esame si applica alle cessioni di prodotti agricoli o alimentari effettuate nei confronti di qualsiasi acquirente, comprese le pubbliche amministrazioni. CESSIONI ESCLUSE Sono però previste alcune ipotesi di cessioni di prodotti agricoli o alimentari alle quali non si applicano, in tutto o in parte, le nuove disposizioni in esame. 2

3 1 Cessioni a consumatori finali Studio Legale Tributario Le nuove disposizioni non si applicano ai contratti conclusi con il consumatore finale, cioè la persona fisica che acquista prodotti agricoli e/o alimentari per scopi estranei alla propria attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. 2 Conferimenti tra imprenditori Non costituiscono inoltre cessioni rilevanti ai sensi della disciplina in esame: i conferimenti di prodotti agricoli e alimentari operati dagli imprenditori alle cooperative di cui all art. 1 co. 2 del DLgs n. 228 (cooperative di imprenditori agricoli e loro consorzi), se gli imprenditori sono soci delle cooperative stesse; i conferimenti di prodotti agricoli e alimentari operati dagli imprenditori alle organizzazioni di produttori di cui al DLgs n. 102, se gli imprenditori risultano soci delle organizza-zioni stesse; i conferimenti di prodotti ittici operati tra imprenditori ittici, di cui all art. 4 del DLgs n Cessioni istantanee Con riferimento al requisito della forma scritta, al contenuto minimo del contratto e ai termini di pagamento, non rientrano nel campo di applicazione delle disposizioni in esame le cessioni istantanee, cioè quelle con contestuale consegna e pagamento del prezzo pattuito. FORMA E CONTENUTO DEI CONTRATTI DI CESSIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI E ALIMENTARI I contratti relativi alle cessioni di prodotti agricoli e alimentari, rientranti nell ambito di applicazione della disciplina in esame, sono soggetti a particolari vincoli di forma e di contenuto. FORMA SCRITTA DEL CONTRATTO I contratti aventi ad oggetto la cessione di prodotti agricoli e alimentari devono essere stipulati in forma scritta. Come precisato dal DM , per forma scritta si intende qualsiasi forma di comunicazione scritta, anche trasmessa in forma elettronica o a mezzo telefax, avente la funzione di manifestare la volontà delle parti di costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale avente ad oggetto la cessione di prodotti agricoli e alimentari. PRINCIPI DA OSSERVARE NELLA REDAZIONE DEI CONTRATTI I contratti di cessione dei prodotti agricoli e alimentari, con riferimento ai beni forniti, devono fondarsi su principi di: trasparenza; correttezza; proporzionalità; reciproca corrispettività delle prestazioni. CONTENUTO OBBLIGATORIO DEL CONTRATTO A pena di nullità (rilevabile anche d ufficio da parte del giudice), il contratto in forma scritta di cessione dei prodotti agricoli e alimentari deve contenere i seguenti elementi essenziali: la durata; le quantità e le caratteristiche del prodotto venduto; il prezzo; le modalità di consegna; le modalità di pagamento. 3

4 1. Scambi di comunicazioni e ordini Studio Legale Tributario Tali elementi essenziali possono anche essere contenuti negli scambi di comunicazioni e di ordini, antecedenti alla consegna dei prodotti. 2. Riferimento a contratti e accordi quadro I suddetti elementi essenziali possono essere contenuti anche: in un contratto quadro, accordo quadro o accordo di base: si tratta di accordi, conclusi anche a livello di centrali di acquisto, aventi ad oggetto la disciplina dei conseguenti contratti di cessione dei prodotti agricoli e alimentari, tra cui le condizioni di compravendita, le caratteristiche dei prodotti, il listino prezzi, le prestazioni di servizi e le loro eventuali rideterminazioni; con riferimento ai prezzi, il contratto quadro potrà individuare le modalità di determinazione del prezzo applicabile al momento dell emissione del singolo ordine, prevedendo che si faccia riferimento al listino. Nei contratti quadro conclusi con le centrali di acquisto dovranno essere indicati in allegato i nominativi degli associati che ne fanno parte che hanno conferito il mandato; in accordi interprofessionali conclusi tra gli organismi maggiormente rappresentativi a livello nazionale nei settori della produzione, della trasformazione, del commercio e della distribuzione dei prodotti agricoli e agroalimentari; nei conseguenti documenti di seguito elencati, a condizione che riportino gli estremi ed il riferimento ai corrispondenti contratti o accordi: contratti di cessione dei prodotti; documenti di trasporto o di consegna, ovvero la fattura, purché recanti la seguente dicitura: Assolve agli obblighi di cui all art. 62 del DL n. 1, convertito, con modificazioni, dalla L n. 27 ; ordini di acquisto con i quali l acquirente commissiona la consegna dei prodotti. 3. Sottoscrizione La sottoscrizione può essere considerata superflua solo in presenza di situazioni qualificabili equipollenti all apposizione della firma, idonee a dimostrare in modo inequivoco la riferibilità del documento scritto ad un determinato soggetto. CONTRATTAZIONI NELL AMBITO DELLE BORSE MERCI In relazione agli scambi di comunicazioni e alle contrattazioni effettuati nell ambito della Borsa Merci Telematica Italiana o nell ambito di altre Borse merci riconosciute dalla legge, gli obblighi di forma scritta e di contenuto del contratto sono assolti quando sono eseguiti su basi contrattuali previste dalla regolamentazione vigente in tali Borse e contengono i suddetti elementi essenziali. PAGAMENTO DELLE CESSIONI DI PRODOTTI AGRICOLI E ALIMENTARI I contratti relativi alle cessioni di prodotti agricoli e alimentari, rientranti nell ambito di applicazione della disciplina in esame, sono altresì soggetti a specifici termini di pagamento e ad un particolare regime degli interessi di mora. TERMINI DI PAGAMENTO Il termine legale entro il quale devono essere effettuati i pagamenti per le cessioni di prodotti agricoli e alimentari è fissato inderogabilmente in: 30 giorni, per i prodotti deteriorabili; 60 giorni, per tutti gli altri prodotti. In entrambi i casi, il termine decorre dall ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura. Le modalità di emissione della fattura sono regolamentate dalla vigente disciplina fiscale. 4

5 Esempio Studio Legale Tributario Una fattura, avente ad oggetto la cessione di prodotti alimentari deteriorabili, che è stata emessa, spedita e ricevuta nel mese di novembre 2012, ha come termine di pagamento il (30 giorni, a partire dal 30 novembre compreso). Se, invece, ha per oggetto prodotti alimentari non deteriorabili, il termine scade il (60 giorni, a partire dal 30 novembre compreso). 1. Prodotti deteriorabili Ai fini in esame, sono considerati deteriorabili : tutti i prodotti preconfezionati che riportano una data di scadenza o un termine minimo di conservazione non superiore a 60 giorni; tutti i prodotti sfusi, anche se posti in involucro protettivo o refrigerati, non sottoposti a trattamenti atti a prolungare la durabilità degli stessi per un periodo superiore a 60 giorni; prodotti a base di carne, che presentino le seguenti caratteristiche fisico-chimiche: aw superiore a 0,95 e ph superiore a 5,2; oppure aw superiore a 0,91; oppure ph uguale o superiore a 4,5; L aw misura la presenza di acqua libera, che favorisce la crescita dei microorganismi. Il ph, invece, misura l acidità/basicità di una soluzione; anche una bassa acidità, infatti, favorisce una rapida crescita batterica; tutti i tipi di latte. La suddetta elencazione dei prodotti deteriorabili riprende quanto era già stato previsto nel citato DM , applicabile in relazione alla precedente disciplina. La durabilità del prodotto (superiore o inferiore a 60 giorni) si riferisce alla durata complessiva del prodotto, stabilita dal produttore. 2. Modalità di fatturazione Qualora vengano effettuate cessioni di prodotti soggetti a differenti termini di pagamento (cioè prodotti deteriorabili e prodotti non deteriorabili ), il cedente deve emettere fatture separate per le diverse tipologie di prodotti. 3. Data di ricevimento della fattura Al fine di determinare il termine vincolante per il pagamento, la data di ricevimento della fattura è validamente certificata solo nel caso in cui la fattura sia stata consegnata: a mano, con l accortezza di raccogliere la sottoscrizione per ricevuta; mediante raccomandata A.R.; mediante posta elettronica certificata (PEC); attraverso l impiego del sistema EDI (Electronic Data Interchange) o altro mezzo equivalente. In mancanza di certezza circa la data di ricevimento della fattura, ai fini della determinazione del termine di pagamento, si assume, salvo prova contraria, che essa sia stata ricevuta alla data di consegna dei prodotti (l ultima nel caso di più consegne). INTERESSI LEGALI DI MORA In caso di mancato rispetto dei suddetti termini di pagamento, dal giorno successivo alla scadenza del termine decorrono automaticamente i previsti interessi legali di mora. 1. Misura degli interessi Gli interessi legali di mora in esame sono pari: 5

6 al tasso di riferimento determinato ai sensi dall art. 5 del DLgs n. 231, in materia di lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali; si tratta del tasso di riferimento della Banca centrale europea (BCE), reso noto ogni sei mesi dal Ministero dell Economia e delle Finanze; tale tasso di riferimento: per il primo semestre dell anno cui si riferisce il ritardo, è quello in vigore il 1 gennaio di quell anno; per il secondo semestre dell anno cui si riferisce il ritardo, è quello in vigore il 1 luglio di quell anno; maggiorato di 7 punti percentuali, come previsto per i ritardi di pagamento in generale (che diventeranno 8 a decorrere dalle transazioni commerciali concluse dall ); maggiorato di ulteriori 2 punti percentuali, come specificatamente previsto per i beni agricoli e alimentari. Esempio Poiché il tasso BCE per il periodo dall al è pari all 1%, gli interessi moratori in esame, per il secondo semestre 2012, sono pari al 10% (1% + 7% + 2%). 2. Inderogabilità Gli interessi di mora previsti dalle disposizioni in esame sono inderogabili. CONTESTAZIONI RELATIVE ALLA FORNITURA A fronte di contestazioni solo parziali relative all adempimento della fornitura, è vietato negare il pagamento dell intero importo pattuito. CESSIONE DI PRODOTTI ALCOLICI In relazione alle cessioni di birra, vino, bevande fermentate diverse dal vino e dalla birra, di prodotti alcolici intermedi e dell alcole etilico, a soggetti autorizzati ad immetterli in consumo, resta ferma la specifica disciplina la quale prevede che: i corrispettivi devono essere versati entro 60 giorni dal momento della consegna o ritiro dei beni; in caso di mancato rispetto del termine di pagamento, il cessionario, senza bisogno di costituzione in mora, è tenuto al pagamento di interessi corrispondenti al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5 punti percentuali, salva pattuizione tra le parti di interessi moratori in misura superiore e salva la prova del danno ulteriore. DIVIETO DI PRATICHE COMMERCIALI SLEALI La norma definisce condotta commerciale sleale il mancato rispetto dei principi di buona prassi nonché le pratiche sleali identificate dalla Commissione Europea. Con riferimento alle cessioni di prodotti agricoli e alimentari, è fatto divieto, da parte dei contraenti, di: adottare qualsiasi pratica commerciale sleale che risulti tale anche tenendo conto del complesso delle relazioni commerciali che caratterizzano le condizioni di approvvigionamento ; adottare qualsiasi comportamento in base al quale, abusando della propria maggiore forza contrattuale, vengano imposte condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose. Di seguito, in forma tabellare, si riepilogano le condotte commerciali espressamente vietate. DIVIETI APPLICABILI AI CONTRATTI DI CESSIONE DI PRODOTTI AGRICOLI E ALIMENTARI Art. 62 co. 2 del DL 1/2012 Imposizione, anche indiretta, di condizioni di acquisto, di vendita o di altre condizioni ingiustamente gravose. Imposizione di condizioni extracontrattuali e/o retroattive. Applicazione di condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti. Vincolare la conclusione, l esecuzione dei contratti, nonché la continuità e la regolarità delle medesime relazioni commerciali, all esecuzione di prestazioni che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessione con l oggetto dei contratti o delle relazioni commerciali. 6

7 Art. 4 co. 1 del DM Art. 4 co. 2 del DM Art. 4 co. 3 del DM Conseguimento di indebite prestazioni unilaterali, non giustificate dalla natura o dal contenuto delle relazioni commerciali. Mancato rispetto dei principi di buone prassi o presenza di pratiche sleali definite dalla Commissione Europea e dai rappresentanti della filiera agroalimentare a livello comunitario, nell ambito del Forum di alto livello per un migliore funzionamento della filiera alimentare, il cui elenco è allegato al DM in esame. Imposizione, a carico di una parte, di servizi e/o di prestazioni accessorie rispetto all oggetto principale della fornitura (anche qualora siano rese da soggetti terzi), che non abbiano alcuna connessione oggettiva, diretta e logica con la cessione del prodotto oggetto del contratto. Esclusione dell applicazione degli interessi di mora a danno del creditore. Esclusione del risarcimento delle spese di recupero dei crediti. Imposizione di prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione medi dei prodotti oggetto di cessione. Utilizzo di clausole contrattuali che impongano al venditore, successivamente alla consegna dei prodotti, un termine minimo prima di poter emettere la fattura. È fatta salva la possibilità, nel caso di consegna dei prodotti in più quote nello stesso mese, di emettere la fattura successivamente all ultima consegna del mese. REGIME SANZIONATORIO I co. 5-8 dell art. 62 del DL 1/2012 stabiliscono le sanzioni applicabili alle violazioni riguardanti le nuove disposizioni in materia di cessioni di prodotti agricoli e alimentari. VIOLAZIONE DEL REQUISITO DELLA FORMA SCRITTA E DEL CONTENUTO OBBLIGATORIO DEL CONTRATTO Salvo che il fatto costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 516,00 a ,00 euro il contraente, ad eccezione del consumatore finale, che contravviene agli obblighi di: forma scritta del contratto; contenuto essenziale minimo obbligatorio del contratto. L entità della sanzione è determinata facendo riferimento al valore dei beni oggetto di cessione. VIOLAZIONE DEL TERMINE DI PAGAMENTO Salvo che il fatto costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 a ,00 euro il mancato rispetto, da parte del debitore, dei termini di pagamento stabiliti dalle disposizioni in esame. L entità della sanzione è determinata in ragione del fatturato dell azienda, della ricorrenza e della misura dei ritardi. VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI PRATICHE COMMERCIALI SLEALI Salvo che il fatto costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 516,00 a 3.000,00 euro il contraente, ad eccezione del consumatore finale, che contravviene al divieto di pratiche commerciali sleali. La misura della sanzione è determinata facendo riferimento al beneficio ricevuto dal soggetto che non ha rispettato i previsti divieti. VIGILANZA E APPLICAZIONE DELLE SANZIONI Il compito di vigilare sull applicazione della nuova disciplina e di irrogare le previste sanzioni è attribuito all Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato. A tal fine, l Autorità può avvalersi del supporto operativo della Guardia di Finanza, fermo restando quanto previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria. All accertamento delle violazioni in esame l Autorità provvede d ufficio o su segnalazione di qualunque soggetto interessato. 7

8 ATTIVITÀ DEGLI ENTI PUBBLICI INTERESSATE Chiarito che l Ente Pubblico non è tra i soggetti esonerati e che l ambito oggettivo fa riferimento all acquisto o alla vendita di prodotti agricoli o alimentari, indipendentemente dalla sfera istituzionale o commerciale in cui opera, si elencano a titolo esemplificativo e non esaustivo le principali attività interessate: Mensa scolastica; SAD; Pasti a domicilio; Farmacia; Vendita fiori nei servizi cimiteriali. Essendo queste attività principalmente svolte a favore di consumatori finali, cioè persone fisiche che acquistano prodotti agricoli e/o alimentari per scopi estranei alle proprie attività imprenditoriali o professionali eventualmente svolte, la normativa interessa principalmente e quasi esclusivamente le operazioni passive di acquisto. Entriamo nel merito dei singoli servizi. I servizi mensa scolastica, sad e pasti a domicilio rientrano nell applicazione della Legge n.27 del 24/03/2012 solamente quando sono gestiti direttamente dall Ente. La loro esternalizzazione a fronte di un canone di concessione, invece, non rientra, trattandosi ovviamente di una prestazione di servizio e non di una cessione di beni. Sintetizzando, se l Ente acquista solo ed esclusivamente pasti o alimenti, senza chiedere servizi aggiuntivi (es. servizio di erogazione del pasto), allora deve adempiere a questi nuovi obblighi. Se, invece, l operazione principale è un servizio ed il pasto è solo accessorio, allora non c è alcun adempimento aggiuntivo. Un altra attività che potrebbe essere interessata è quella della farmacia. La bozza del DM attuativo, infatti, considera come prodotti alimentari quelli di cui all art. 2 del Reg. CE 178/2002 ossia ogni sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito. Da ciò consegue, ad esempio, che anche gli integratori alimentari sono considerati come alimenti, mentre sono esclusi i medicinali e i cosmetici, ai sensi delle direttive del Consiglio 65/65/CEE e 92/73/CEE per i primi e della direttiva 76/768/CEE del Consiglio per i secondi. A titolo esemplificativo, i prodotti venduti dalle farmacie oggetto della normativa suddetta sono: Integratori alimentari; Alimenti biologici; Prodotti da banco (chewing-gum, caramelle, ecc.); Prodotti alimentari per l infanzia (latte, omogeneizzati; ecc); Prodotti per particolari regimi alimentari. Si informa che Federfarma, con una propria nota trasmessa al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero della Salute, ha già provveduto a chiedere formalmente di prevedere, nell emanando decreto attuativo del citato art. 62, alcune eccezioni alla definizione di prodotto alimentare. 8

9 Si ricorda, infine, che i contratti e gli appalti già in essere alla data del 24 ottobre 2012, devono essere adeguati non oltre la data del 31 dicembre 2012 in relazione ai soli requisiti di cui al comma 1 dell art. 62 DL 1/2012. ALLEGATO I ELENCO PREVISTO DALL'ARTICOLO 38 DEL TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL'UNIONE EUROPEA Numeri della nomenclatura di Bruxelles Denominazione dei prodotti Capitolo 1 Capitolo 2 Capitolo 3 Capitolo 4 Animali vivi Carni e frattaglie commestibili Pesci, crostacei e molluschi Latte e derivati del latte; uova di volatili; miele naturale Capitolo Budella, vesciche e stomachi di animali, interi o in pezzi, esclusi quelli di pesci Prodotti di origine animale, non nominati né compresi altrove; animali morti dei capitoli 1 o 3, non atti all'alimentazione umana Capitolo 6 Capitolo 7 Capitolo 8 Piante vive e prodotti della floricoltura Legumi, ortaggi, piante, radici e tuberi, mangerecci Frutta commestibile; scorze di agrumi e di meloni Capitolo 9 Caffè, tè e spezie, escluso il matè (voce n. 0903) Capitolo 10 Capitolo 11 Capitolo 12 Cereali Prodotti della macinazione; malto; amidi e fecole; glutine; inulina Semi e frutti oleosi; semi, sementi e frutti diversi; piante industriali e medicinali; paglie e foraggi Capitolo 13 ex Pectina Capitolo Strutto ed altri grassi di maiale pressati o fusi; grasso di volatili pressato o fuso Sevi (della specie bovina, ovina e caprina) greggi o fusi, compresi i sevi detti "primo sugo" Stearina solare; oleo-stearina; olio di strutto e oleomargarina non emulsionata, non mescolati né altrimenti preparati 9

10 15.04 Grassi e oli di pesci e di mammiferi marini, anche raffinati Oli vegetali fissi, fluidi o concreti, greggi, depurati o raffinati Grassi e oli animali o vegetali idrogenati anche raffinati, ma non preparati Margarina, imitazioni dello strutto e altri grassi alimentari preparati Residui provenienti dalla lavorazione delle sostanze grasse, o delle cere animali o vegetali Capitolo 16 Preparazioni di carni, di pesci, di crostacei e di molluschi Capitolo Zucchero di barbabietola e di canna, allo stato solido Altri zuccheri; sciroppi; succedanei del miele, anche misti con miele naturale; zuccheri e melassi, caramellati Melassi, anche decolorati Zuccheri, sciroppi e melassi aromatizzati o coloriti (compreso lo zucchero vanigliato, alla vaniglia o alla vaniglina), esclusi i succhi di frutta addizionati di zucchero in qualsiasi proporzione Capitolo Cacao in grani anche infranto, greggio o torrefatto Gusci, bucce, pellicole e cascami di cacao Capitolo 20 Preparazioni di ortaggi, di piante mangerecce, di frutti e di altre piante o parti di piante Capitolo Mosti di uva parzialmente fermentati anche mutizzati con metodi diversi dall'aggiunta di alcole Vini di uve fresche; mosti di uve fresche mutizzati con l'alcole (mistelle) Sidro, sidro di pere, idromele ed altre bevande fermentate ex Alcole etilico, denaturato o no, di qualsiasi gradazione, ottenuto a partire da prodotti agricoli compresi nell'allegato I, ad esclusione di acquaviti, liquori ed altre bevande alcoliche, preparazioni alcoliche composte (dette estratti concentrati) per la fabbricazione di bevande ex Aceti commestibili e loro succedanei commestibili Capitolo 23 Residui e cascami delle industrie alimentari; alimenti preparati per gli animali Capitolo Tabacchi greggi o non lavorati; cascami di tabacco Capitolo Sughero naturale greggio e cascami di sughero; sughero frantumato, granulato o polverizzato 10

11 Capitolo Lino greggio, macerato, stigliato, pettinato o altrimenti preparato, ma non filato; stoppa e cascami (compresi gli sfilacciati) Capitolo Canapa (Cannabis sativa) greggia, macerata, stigliata, pettinata o altrimenti preparata, ma non filata; stoppa e cascami (compresi gli sfilacciati) Articolo 2 Reg. CE 178/2002 Definizione di «alimento» Ai fini del presente regolamento si intende per «alimento» (o «prodotto alimentare», o «derrata alimentare») qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito, da esseri umani. Sono comprese le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza, compresa l'acqua, intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento. Esso include l'acqua nei punti in cui i valori devono essere rispettati come stabilito all'articolo 6 della direttiva 98/83/CEe fatti salvi i requisiti delle direttive 80/778/CEE e 98/83/CE. Non sono compresi: a) i mangimi; b) gli animali vivi, a meno che siano preparati per l'immissione sul mercato ai fini del consumo umano; c) i vegetali prima della raccolta; d) i medicinali ai sensi delle direttive del Consiglio 65/65/CEE e 92/73/CEE; e) i cosmetici ai sensi della direttiva 76/768/CEE del Consiglio; f) il tabacco e i prodotti del tabacco ai sensi della direttiva 89/622/CEE del Consiglio; g) le sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi della convenzione unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961 e della convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971; h) residui e contaminanti. 11

12 COMUNI AZIENDE SPECIALI E ISTITUZIONI: ASSOGGETTAMENTO AL PATTO DI STABILITÀ DELLE AZIENDE SPECIALI E DELLE ISTITUZIONI Al fine di dare attuazione all articolo 25, comma 2, del decreto legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito con modificazioni, con legge 24 marzo 2012, n. 27, che introduce il comma 5 bis all articolo 114 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 200, n. 267, si pubblica la nota prot. N del 19 novembre 2012 della Ragioneria generale dello Stato, con la quale gli enti locali sono chiamati a vigilare sugli adempimenti posti a carico delle aziende speciali e delle istituzioni dalla norma appena citata. Giova ricordare che le aziende speciali e le istituzioni sono sottoposte al patto di stabilità interno, secondo le modalità da definirsi con decreto del Ministro dell economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell interno e per gli affari regionali il turismo e lo sport, sentita la Conferenza Stato - città ed autonomie locali. A tal fine la norma introduce l obbligo, a carico di tali enti, di iscriversi e depositare i propri bilanci al registro delle imprese o nel repertorio delle notizie economico-amministrative delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura del proprio territorio, entro il 31 maggio di ciascun anno e per l Unioncamere l obbligo di trasmettere al Ministero dell Economia e delle Finanze, entro il 30 giugno, l elenco delle citate aziende speciali e istituzioni ed i relativi dati di bilancio. Gli Enti Locali sono espressamente chiamati a vigilare sull osservanza degli obblighi sanciti dalla norma e, pertanto, con la nota prot. N del 19 novembre 2012 sono invitati a sollecitare gli adempimenti richiesti nei confronti dei loro enti ed organismi strumentali, in quanto destinatari delle disposizioni in parola Entro il 30 novembre 2012 devono fornire alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura del proprio territorio comunicazione dell avvenuto adempimento, fornendo adeguata motivazione circa la mancata registrazione e il mancato deposito dei bilanci. Giova altresì ricordare che sono escluse dalla applicazione della norma le aziende speciali e le istituzioni che gestisco servizi socio-sanitari ed educativi, culturali e farmacie. 12

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