IL QUADRO MACROECONOMICO E I RIFLESSI A LIVELLO MICRO Le difficoltà delle Economie Locali di fronte alla Crisi Globale

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1 GIUSEPPE GAROFALO (Prof. Ordinario di Economia politica - Facoltà di Economia Università della Tuscia) IL QUADRO MACROECONOMICO E I RIFLESSI A LIVELLO MICRO Le difficoltà delle Economie Locali di fronte alla Crisi Globale

2 Cause FINANZIARIE della crisi Innovazione finanziaria: - processo di cartolarizzazione - modello di intermediazione: Buy-and-hold vs Originateto-distribute - sviluppo incontrollato dei derivati (options, futures) Anno 2000: 100 trilioni di $ fine 2007: 600 trilioni di $ [11 volte il Pil mondiale] Deregolamentazione selvaggia : Gramm-Leach-Bliley Act (1999) Accanto agli operatori tradizionali nuovi global player: hedge fund, private equity, fondi sovrani Ricorso al leverage Acquisti di attività con un investimento minimo [l indebitamento finanziario netto è un multiplo - fino a volte! - del patrimonio netto]

3 Cause REALI della crisi Gli squilibri dell economia globale (USA dal 1970) Crescita indotta dall indebitamento di: settore pubblico Debito pubblico imprese e famiglie Debito privato dell economia vs resto del mondo (Cina) Debito estero

4 Cause REALI della crisi Gli squilibri dell economia globale (CINA nell era Greenspan e ad inizio millennio ) Crescita indotta dal surplus commerciale: Crescita export-led Alto risparmio e forte accumulazione di capitale Deflusso di capitali di natura finanziaria vs resto del mondo (Usa)

5 Le colpe degli ( di alcuni) economisti Approccio mainstream (dominante da 30 anni) REH (Rational Expectations Hypothesis) [estensione dell ipotesi tradizionale dell homo oeconomicus]: i mercati fissano naturalmente i prezzi al loro vero valore fondamentale; i soli shock che possono farli divergere da questo equilibrio sono di tipo esogeno [la crisi attuale, chiaramente endogena, rimane inspiegata!!]. Applicato alla finanza, il Reh misura il rischio dei titoli su valori standard di volatilità dei prezzi, legati a deviazioni piccole più o meno prevedibili (VaR, Value at Risk) [si ignorano gli effetti-rischio delle forti oscillazioni di lungo periodo!!] FIT (Flexible Inflation Targeting): la politica monetaria persegue la stabilità dei prezzi, mentre la stabilità del prodotto è un obiettivo secondario; applicazione della regola di Taylor che si concretizza nella manovra del tasso d interesse

6 Un approccio eterodosso rimasto inascoltato IKE (Imperfect Knowledge Economics) Hayek, Knight, Keynes, Phelps, Kahneman, Frydman&Goldberg - L economia è una scienza sociale, in gran parte interpretativa: gli economisti possono fare previsioni, in certi campi, solo di tipo qualitativo - I prezzi possono oscillare in modo molto forte e prolungato: ciò comporta rischi sistemici, da controllare. In quest ottica, i comportamenti degli operatori che passano da una fase di euforia ad una di disincanto non è irrazionale

7 Fuori dalla crisi globale Tentare di far ripartire il vecchio modello o avviare cambiamenti profondi? Ritornare al vecchio modello è velleitario: gli squilibri prima o poi vanno affrontati. Gli stessi mercati, per quanto malati di shortermismo, se ne rendono conto. Il rischio è che l economia globale riparta, magari sviluppando una nuova bolla speculativa, per poi ribloccarsi. * In Italia sappiamo cos è il redde rationem! Crisi finanziaria e valutaria del 1992

8 EUROPA ITALIA Viterbo Apparente minore esposizione ai venti della crisi In diverso grado ma da parecchi decenni, patiscono di ridotti livelli di produttività insufficiente innovazione (di processo e di prodotto) e, nel caso dell economia viterbese, sostanziale chiusura nei confronti del resto del mondo (nonostante sforzi individuali di proiezione sui mercati internazionali)

9 Fuori dalla crisi italiana, provinciale Occorre: un recupero sostanziale di competitività maggiori garanzie sul fronte dell uso trasparente delle risorse finanziarie e di quelle pubbliche una migliore finalizzazione del modello tradizionale, che non è da buttar via in toto, ma va rivisitato nel profondo

10 Gli interventi su scala locale Quattro azioni per superare i vizi di fondo del modello di sviluppo della Tuscia viterbese

11 I azione Puntare su settori nei quali vi è una domanda potenziale elevata; tra questi turismo termale e culturale per un verso, low cost [B&B, agriturismo] per un altro biocarburanti ed energia solare agroalimentare

12 II azione Stimolare la creazione di reti di imprese (una soluzione imprescindibile, quando il quadro è dominato da piccole e medie imprese, per raggiungere economie di scala)

13 III azione Favorire il posizionamento competitivo delle imprese elevando la dotazione di capitale umano

14 IV azione Sostenere finanziariamente le iniziative puntando su banche locali, microcredito e microfinanza

15 Filosofia dell intervento Iniziative su piccola scala (per questo non si è detto di interventi infrastrutturali importanti come il miglioramento dei collegamenti ferroviari con Roma e/o l aeroporto): non mega progetti, ma iniziative dal basso, vicine ai bisogni della comunità ed alla portata delle piccole realtà produttive, a patto, però, che queste ultime riscoprano la voglia di intrapresa

16 Quello che occorre, però, in questa azione è una governance, una regia dei processi per concentrare gli sforzi su obiettivi ben specificati e attivare gli strumenti in modo coordinato e non episodico: questo è il ruolo delle istituzioni locali (enti pubblici territoriali, associazioni di categoria, università, ecc.) che debbono.. fare sistema

17 Conclusioni Pensare in grande, ma agire nel piccolo con due declinazioni: Occorre riscoprire la finalizzazione dell agire economico al benessere dei cittadini e, nell ambito di questo, il ruolo sussidiario della finanza per un verso, dell intervento pubblico per un altro Il territorio deve sapersi rivitalizzare, tenendo conto dei processi che si svolgono nell economia globale, ma facendo riferimento alle proprie specificità (quelle nobili, però, come, nel caso della Tuscia, la cultura degli Etruschi)

18 Possibilità economiche per i nostri nipoti (J.M.Keynes, 1930) Ci troviamo a soffrire di una forma virulenta di pessimismo economico. E opinione comune che il progresso economico sia finito per sempre: che il miglioramento del tenore di vita abbia imboccato una parabola discendente: che per il prossimo decennio ci si debba aspettare un declino della prosperità Dobbiamo tornare a porre i fini avanti ai mezzi, ad anteporre il buono all utile. Dobbiamo onorare chi può insegnarci a cogliere meglio l ora e il giorno, quelle deliziose persone capaci di apprezzare le cose fino in fondo L utopia appare oggi l unica possibilità economica che i nostri nipoti possano, essendone capaci, sfruttare L'economia deve rimanere una materia per specialisti, come l'odontoiatria. Sarebbe davvero magnifico se gli economisti riuscissero a pensarsi come una categoria di persone utili e competenti: come i dentisti, appunto.

19 Recuperare la fiducia La crisi attuale è, al fondo, di sfiducia; l uscita dalla crisi presuppone un. recupero, articolato, di fiducia

20 Trust and Confidence Fiducia vs. fornitori Creare reti di cooperazione tra imprese Fiducia vs. clienti Garantire la qualità dei prodotti e la professionalità delle prestazioni Fiducia vs. il futuro Porre obiettivi alti, che implichino sforzo ma garantiscano miglioramenti sostanziali Fiducia vs. istituzioni (in senso lato) Assicurare la credibilità delle istituzioni

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