Quali regole per il sistema bancario dopo la crisi?

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1 Quali regole per il sistema bancario dopo la crisi? Andrea Enria Banca d Italia Milano, 26 novembre 2009

2 Schema della presentazione Lezioni della crisi e riforma della regolamentazione Perimetro ampio della vigilanza: nessun sistema bancario ombra Maggiore e migliore qualità del capitale, minor debito Affrontare la ciclicità della finanza Il rischio di liquidità Maggiore e migliore trasparenza, equi incentivi per i dirigenti Il trattamento delle banche sistemicamente rilevanti ma le regole non sono la sola cosa da sistemare: Vigilanza: convergenza verso modelli più efficaci Cooperazione: dallo scambio di informazioni alle valutazioni e decisioni congiunte Gestione e risoluzione delle crisi: rivedere e armonizzare gli strumenti Quali lezioni per l Italia? 2

3 La riforma della regolamentazione I buchi nella rete della vigilanza L approccio Greenspan: let s things happen per sostenere l innovazione finanziaria e l instabilità Il sistema bancario ombra (e il ruolo delle agenzie di rating) Le highly leveraged institutions Ampliare il perimetro della vigilanza Monitoraggio e individuazione di istituzioni finanziarie che generano rischio sistemico, da regolamentare Il consolidamento degli SPV Gli hedge funds Le agenzie di rating 3

4 La riforma della regolamentazione Più elevata qualità del capitale Strumenti ibridi e concorrenza normativa I ratios regolamentari hanno perso credibilità durante la crisi Una definizione più semplice e rigorosa: enfasi sul common equity, deduzioni severe, poco spazio all innovazione Maggiore quantità di capitale Requisiti più elevati per il trading book Requisiti minimi e buffers patrimoniali più elevati Limiti alla leva finanziaria Rischio di modello ed errori nei fattori di ponderazione per il rischio indebitamento eccessivo Introduzione di un backstop: semplice leverage ratio, ma con attività fuori bilancio 4

5 La riforma della regolamentazione Ciclicità della finanza, prociclicità delle regole Mispricing del rischio, dinamiche boom-bust Standard contabili: mark-to-market e accantonamenti solo a fronte di perdite realizzate La prociclicità di Basilea II Un nuovo set di strumenti anticiclici Attenuazione della ciclicità del minimo: la proposta del CEBS Un buffer macroprudenziale per contrastare il ciclo creditizio Accantonamenti forward looking (IASB e regole spagnole) 5

6 La riforma della regolamentazione Il capitale non è tutto, la liquidità è altrettanto importante Eccessiva fiducia nell abbondante liquidità del mercato Sottovalutazione del funding risk e della rischio di liquidità del mercato Verso nuove regole sulla liquidità Liquidity buffers che assicurino la sopravvivenza per un determinato periodo di stress Un requisito strutturale che un bilanciamento delle scadenze di attivo e passivo, in una prospettiva di lungo periodo 6

7 La riforma della regolamentazione Intervenire sull opacità della finanza strutturata Miglior trasparenza, maggiore comprensione della redistribuzione dei rischi Maggior comparabilità Correggere gli incentivi all assunzione del rischio Governance e sistema di remunerazione interni: ruolo degli azionisti nelle politiche di remunerazione, retribuzioni collegate al rischio, prospettiva di lungo periodo, sostanziale componente variabile, con differimento e claw back 7

8 La riforma della regolamentazione Banche sistemiche: come risolvere il problema del too big to fail? Ridurre la probabilità e l impatto di un insolvenza Requisiti più stringenti (capitale, liquidità, concentrazione del rischio, counterparty credit risk ), vigilanza più intensa Dibattito su limiti alla dimensione e alle linee di business narrow bank, Glass-Steagall, proprietary trading Migliorare la capacità del sistema finanziario di reggere al fallimento di un istituzione sistemica Migliore (e credibile) capacità di gestione delle crisi, con uscita dal mercato: contingency, derisking and resolution plans Più forti infrastrutture di mercato per ridurre il rischio di contagio 8

9 La vigilanza Ma la crisi è un fallimento di modelli di vigilanza, più che un fallimento delle norme Standard comuni internazionali, ma ampio spazio per la concorrenza normativa e di vigilanza nell interpretazione, applicazione ed enforcement Modelli di vigilanza molto diversi, con risultati altrettanto diversi La tassonomia della rassegna Turner: light touch, intensive and inspector-based supervision Approcci rules-based vs principles-based Necessità di un dibattito aperto sulle lezioni da trarre dalla crisi e sugli stili di vigilanza verso cui convergere L anello mancante fra prospettive micro e macroprudenziali Le Financial Stability Reviews delle banche centrali: prediche inutili di Mervyn King, ma anche analisi non collegate a strumenti di policy 9

10 La vigilanza La riforma dell architettura istituzionale UE La vigilanza macroprudenziale dell ESRB: un possibile strumento per l individuazione delle priorità per i controlli microprudenziali Le autorità di vigilanza europee, EBA, ESMA ed EIOPA: Single rulebook: standard tecnici uniformi, decisi a livello europeo Ruolo nei collegi dei supervisori: coordinamento e parità di trattamento Interventi su regole non in linea con gli standard europei, peer review, risoluzione delle controversie e poteri in situazioni di emergenza Un occasione per la convergenza verso un modello di vigilanza rigoroso 10

11 Cooperazione Necessità di rafforzare gli strumenti per la cooperazione e il coordinamento fra le autorità nazionali Molti sforzi per sviluppare organismi di vigilanza e MoUs, ma scarsa efficacia di fronte alla crisi Necessità di passare dallo scambio di informazioni alla valutazione congiunta del rischio, allo SREP coordinato e a decisioni comuni Cooperazione attraverso gli organismi a livello europeo: database comuni, peer group analysis, stress testing 11

12 Gestione e soluzione delle crisi Una crisi di mercati integrati e istituzioni cross-border, con soluzioni nazionali Misure di sostegno nazionali e sistemi di garanzia dei depositi differenziati: crollo evitato, ma enormi distorsioni Gruppi operanti in più paesi scomposti lungo linee nazionali e salvati separatamente, mettendo in discussione il modello di business e la stessa integrazione del Mercato unico Necessità di strumenti armonizzati per gestire le crisi Capacità delle autorità di vigilanza di intervenire tempestivamente Regimi speciali per la gestione e la risoluzione delle crisi Sistemi di garanzia dei depositi che sostengano veramente la fiducia del pubblico e abbiano capacità di intervento 12

13 La vigilanza in Italia I punti di forza del nostro approccio di vigilanza Perimetro della vigilanza molto ampio Norme che danno indicazioni chiare Rigido controllo delle innovazioni finanziarie e delle nuove pratiche di mercato Vigilanza intensa, a distanza e ispettiva e le aree in cui stiamo mettendo a punto il nostro modello L analisi macroprudenziale quale strumento per stabilire le priorità per la controlli a distanza e ispettivi L integrazione fra controlli a distanza e ispettivi Una nuova graduazione dell intensità della vigilanza sugli intermediari non bancari, in relazione ai rischi per la stabilità finanziaria L applicazione del principio di proporzionalità 13

14 Conclusioni La riforma normativa è ben avviata e produrrà un panorama finanziario profondamente diverso ma abbiamo bisogno di integrare questi cambiamenti con una revisione dei modelli di vigilanza, definendo chiari punti di riferimento per la convergenza Il modello di vigilanza italiano ha dei punti di forza che dovrebbero essere ripresi nella cultura e negli approcci delle nuove autorità europee 14

15 Grazie! Andrea Enria Capo del Servizio Normativa e politiche di vigilanza Banca d Italia 15

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