Disciplinare di produzione della FARRO DEL MOLISE UNIONE REGIONALE DELLE CAMERE DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DEL MOLISE

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1 UNIONE REGIONALE DELLE CAMERE DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DEL MOLISE FARRO del Molise FARRO del Molise Modalità di ottenimento della licenza d uso del marchio collettivo PIACERE MOLISE Approvato con delibera nr. 8 della Giunta di Unioncamere Molise del 14/12/2012 1

2 1 Disposizioni generali Il presente disciplinare riporta le norme e le procedure necessarie per l ottenimento della licenza d uso del marchio collettivo Piacere Molise da parte di aziende che producono e commerciano il. Il marchio collettivo "PIACERE MOLISE", finalizzato alla tutela delle tipicità agroalimentari molisane, è di proprietà della Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura del Molise, che sorveglia sul corretto uso dello stesso direttamente o avvalendosi delle verifiche di un Organismo di controllo terzo secondo quando riportato sul REGOLAMENTO D USO DEL MARCHIO COLLETTIVO PIACERE MOLISE. 2 Descrizione del disciplinare di produzione 2.1 Nome. 2.2 Le varietà La denominazione FARRO del Molise è riservata alla granella prodotta dalla varietà locale della specie Triticum dicoccum (Schubler). 2.3 Descrizione del prodotto Il "Farro del Molise " è un cereale tipico della regione e presenta un genotipo che si è ben adattato al clima ed ai terreni locali. Le principali caratteristiche morfo-biologiche sono le seguenti: - Altezza pianta (in centimetri) dai 110 ai 170; - Spighe aristate, mutiche o mucronate; - Peso ettolitrico del seme vestito (minimo 40,0 kg); - Peso ettolitrico del seme nudo brillato (minimo 70,0 kg); - Caratteristiche dell'endosperma: prevalente struttura farinosa, con evidenti striature biancastre a seguito della brillatura; - Spiccata autunnalità, ovvero un ciclo che per compiersi adeguatamente deve partire da un semina autunnale fino alla raccolta nell'estate successiva. 2

3 Le condizioni ambientali e di coltura del "Farro del Molise" devono essere quelle tradizionali della zona, e comunque atte a conferire al prodotto le caratteristiche specifiche di tipicità. Sono pertanto da considerarsi idonei i terreni ubicati dai 300 ai 1000 metri s.l.m. con giacitura ed esposizione adatti. La semina, previa adeguata lavorazione del terreno e nel rispetto delle tradizionali rotazioni, deve effettuarsi con seme vestito derivante dalla popolazione locale con quantità che vanno dai 100 ai 150 kg per ettaro. È escluso l'impiego di concimi chimici, di fitofarmaci e di diserbanti. È ammesso l'uso di concimi organici. La produzione massima di granella vestita per ettaro non dovrà superare 25 quintali. Il Farro del Molise viene immesso al consumo nelle seguenti tipologie: Farro integrale: si presenta in chicchi allungati e ricurvi di colore marrone chiaro ambrato, spogliato della pula. Al palato risulta consistente e asciutto; Farro semiperlato: differisce da quello integrale solo per una leggera graffiatura (molatura) della superficie della cariosside che resta intera. Visivamente risulta più chiaro del farro integrale e al palato più morbido. Pertanto è il più indicato per minestre ed insalate di farro; Farro spezzato: è ottenuto dai chicchi di farro integrale cioè semplicemente svestiti della pula spezzando ogni chicco in più parti (3 o 4 parti) e successivamente vagliato nel calibro attraverso una macchina vagliatrice. Visivamente presenta una colorazione marrone chiaro ambrato ed un aspetto caratterizzato da scaglie vitree; Semolino di farro: è ottenuto per molitura del farro integrale, si presenta come tritello più fine dello spezzato, ma non polveroso per la sua caratteristica vitrea. Al palato si dissolve con una sensazione di pastosità. Il colorito è marrone molto chiaro. 2.4 Rintracciabilità e norme generali Ai fini della coltivazione e commercializzazione della FARRO del Molise si dovrà provvedere a quanto segue: 1. Iscrizione degli impianti idonei alla produzione della FARRO del Molise in un apposito registro predisposto da parte dell'organismo di controllo autorizzato; 2. Iscrizione dei soggetti che intendano produrre e/o commercializzare la FARRO del Molise ; 3. Denuncia annuale all'organismo di controllo dei quantitativi prodotti; 4. Annotazione cronologica da parte dei produttori/condizionatori negli appositi registri, preventivamente vidimati dall'organismo di controllo, dei quantitativi delle partite di prodotto nelle varie fasi della filiera produttiva; 3

4 5. Raccolta e codifica in maniera anonima dei campioni e successiva analisi chimico-fisica e sensoriale da parte dell'organismo di controllo; 6. Certificazione da parte dell'organismo di controllo di tutte le partite di prodotto confezionato ed etichettato prima della commercializzazione ai fini dell'immissione al consumo. 3 Metodo di ottenimento Lavorazioni del terreno La lavorazione del terreno viene eseguita in ottobre-novembre per permettere ai semi delle erbe infestanti di germinare ed insediarsi dopo le piogge di fine estate. La tecnica colturale adottata è quella tradizionale, in uso da centinaia di anni: le lavorazioni principali del terreno, quali aratura e rippatura, sono autunnali o primaverili. La profondità di aratura è di cm con rovesciamento completo della zolla; il terreno così lavorato viene lasciato maturare per tutto l inverno. Prima della semina viene effettuata l erpicatura. Semina La semina deve effettuarsi con seme vestito derivante dalla popolazione locale con quantità che vanno dai 100 ai 150 kg per ettaro. La produzione massima consentita di granella vestita di Farro del Molise è fissata in 3,0 tonnellate per ettaro. Il Farro del Molise viene seminato a primavera, dal 1 febbraio fino al 10 maggio. La semina è fatta meccanicamente a file o a spaglio. Concimazione e diserbo Al Farro del Molise vengono somministrate concimazioni in copertura soltanto nei terreni meno fertili e nelle situazioni di avvicendamento più sfavorevoli. Questa consuetudine è legata sia alle abitudini dell agricoltura locale che, a causa delle scarse potenzialità produttive dell ambiente, fa poco uso di prodotti chimici, sia alla grande suscettibilità all allettamento del farro, se coltivato su terreni troppo fertili. Sui terreni più poveri, o in successione a cereali ripetuti per diversi anni, al farro vengono praticate letamazioni nell autunno precedente la semina. Il Farro del Molise non viene mai diserbato chimicamente. La concimazione all impianto è esclusivamente organica, letamica, o di derivazione letamica. Raccolta 4

5 La raccolta avviene nei mesi di luglio, agosto, settembre. La raccolta è eseguita per mietitrebbiatura. Le produzioni sono comprese tra 0,6 e 3,0 tonnellate per ettaro di granella vestita. Fasi successive alla raccolta La filiera tecnologica prevede, dopo la raccolta, anche una serie di altre operazioni, diverse a seconda della tipologia da ottenere: Farro integrale: è il farro solamente decorticato ovvero viene tolta soltanto la pula esterna, si tratta della tipologia di farro lavorato che subisce meno interventi tra quelle immesse nel commercio; Farro semiperlato: è il farro intero molito esternamente con una leggera molatura della cariosside attraverso l utilizzo di una macchina molitrice, per portare ad una riduzione dei tempi di cottura; Farro spezzato: consiste nella spezzatura, molto grossa, del farro decorticato, ottenendo come risultato una grana tradizionalmente usata per ridurre i tempi di cottura di zuppe e minestre; Semolino di farro: consiste nella molitura del farro al fine di ottenere un semolino piuttosto grezzo, con un tritello più grande della farina, ma più fine del farro spezzato. Conservazione Il prodotto viene immagazzinato, come da tradizione, nelle seguenti modalità: - in sacchi o balloni, - in silos. 3.1 Confezionamento Il Farro del Molise viene immesso al consumo in sacchetti di plastica garantiti per l inalterabilità delle caratteristiche organolettiche e di salubrità del prodotto, del peso di ½ kg e di 1 kg e in sacchi di carta o di nylon del peso di 25 kg. Il prodotto confezionato in sacchetti di plastica viene commercializzato con la tecnica del sottovuoto, utilizzata per tutte le tipologie di prodotto, ovvero per farro integrale, semiperlato, spezzato e semolino. 4 Struttura di controllo Il controllo e la vigilanza sul possesso e mantenimento dei requisiti aziendali e di prodotto per il farro del Molise, nonché sulla corretta applicazione delle disposizioni del presente disciplinare di produzione, sulla corretta applicazione dell immagine del marchio collettivo PIACERE MOLISE, sono demandati al Comitato del Marchio il quale potrà, all occorrenza, delegare un 5

6 organismo di controllo terzo per l effettuazione delle ispezioni ai sensi dell aricolo 7 del REGOLAMENTO D USO DEL MARCHIO COLLETTIVO PIACERE MOLISE. La tipologia e la frequenza dei controlli atti a verificare la conformità ai requisiti sopra descritti sono riportati nel Dispositivo per il controllo di conformità FARRO del Molise. 5 Etichettatura Per quanto concerne l etichetta da apporre sulle confezioni, le denominazioni FARRO del Molise e PIACERE MOLISE devono figurare in caratteri chiari ed indelebili. 6 Garanzie del soggetto Licenziatario Il soggetto al quale viene rilasciata la licenza d uso del marchio (licenziatario) deve dimostrare che il farro oggetto della contrassegnazione con il marchio PIACERE MOLISE, siano distinguibili dagli eventuali altri prodotti similari presenti in azienda, non oggetto del presente disciplinare. Tutta la documentazione e le prove sopra indicate dovranno essere conservate in azienda, a cura del licenziatario, per almeno due anni dal momento della loro emissione. Il licenziatario si impegna a migliorare le prestazioni aziendali nei confronti dell ambiente con iniziative che prevedono nel tempo una riduzione, dei potenziali inquinanti emessi nel corso dei processi produttivi. 7 Osservazioni Ove non indicato espressamente nel presente disciplinare valgono tutte le disposizioni previste dalla legislazione vigente in materia. Inoltre, l inosservanza del presente disciplinare è punita secondo l attuale legislazione in materia di dichiarazioni ingannevoli e delle frodi alimentari. 6

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