CONOSCENZA DEL TERRITORIO E ANALISI DEL RISCHIO SANITARIO AMBIENTALE SORVEGLIANZA ATTIVA E PASSIVA

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CONOSCENZA DEL TERRITORIO E ANALISI DEL RISCHIO SANITARIO AMBIENTALE SORVEGLIANZA ATTIVA E PASSIVA"

Transcript

1 CORSO DI FORMAZIONE FAUNA SELVATICA IN ITALIA: DALLA CONOSCENZA DELLE PATOLOGIE ALLA LORO GESTIONE SANITARIA II Edizione Società Italiana di Medicina Preventiva Facoltà di Medicina Veterinaria Università degli Studi di Padova 13 Ottobre 2009 CONOSCENZA DEL TERRITORIO E ANALISI DEL RISCHIO SANITARIO AMBIENTALE SORVEGLIANZA ATTIVA E PASSIVA Riccardo Orusa STRUTTURA COMPLESSA VALLE D AOSTA CON ANNESSO Ce.R.M.A.S

2 ASL NAZIONALI Regioni d Italia

3 Corpo Forestale e Servizio Tecnico Faunistico Regione Enti e Figure Coinvolte Parchi naturali Associazioni venatorie Veterinari territoriali

4 Parco nazionale Gran Paradiso Territori al di fuori del Parco limitata sopravvivenza dei capretti dell anno preoccupante regressione della specie (da 5000 capi negli anni 90 a 2600 attuali) popolazione stabile con classi giovanili ben rappresentate ( capi) CAUSE????

5 Raggiungimento della capacità portante del Parco naturale declino per il raggiungimento di nuove condizioni di equilibrio con l ambiente ESCLUSA

6 Aumento delle temperature variazione della dinamica di ripresa vegetativa in zona alpina diminuzione del tenore energetico del pascolo non garantisce il fabbisogno di mantenimento e di lattazione delle madri

7 Studio sui parametri biometrici, uso dello spazio, dinamica di popolazione corredo e variabilità genetici Valutazione stato di salute degli animali

8 CONOSCENZA DEL TERRITORIO ANALISI DEL RISCHIO

9 Commercio legale / illegale Aspetti igienici Animale domestico Animale selvatico Abitudini alimentari Uomo Aspetti ecologici Aspetti climatici Urbanizzazione differenziata Animale sinantropo Industrializzazione Aspetti comportamentali

10 RISCHIO: la probabilità che si verifichi un evento avverso, pericoloso o dannoso tenendo conto del suo potenziale impatto nel momento in cui accade RISCHIO SANITARIO: ha come obiettivo d indagine gli effetti sulla salute umana e animale

11 Stima quantitativa dei fattori di rischio che intervengono in uno scenario di esposizione

12 1. Valutazione del rischio 2. Gestione del rischio 3. Comunicazione del rischio

13

14 Rischi connessi alla fauna selvatica Rischio zoonosico da - alimenti di origine animale, - vettori che vedono negli animali i serbatoi - contatto diretto con animali ammalati o infetti. Rischio di trasmissione di malattie alle specie domestiche Rischio di perdita di biodiversità

15 Fattori predisponenti al rischio sanitario AGENTI PATOGENI POPOLAZIONI OSPITE Virulenza Consistenza Diffusibilità Densità Facilità di trasformazione patrimonio genetico Caratteristiche biologiche

16 Fattori predisponenti al rischio sanitario Approccio ecopatologico analisi rapporto parassita-ospite-ambiente - meccanismi di diffusione - peculiarità epidemiologiche singole aree - a livello di biocenosi popolazione/popolazioni recettive Anderson Populations and infectious diseases: ecology or epidemiology? J. of Animal Ecology, 1991, 60: 1-50

17 Fattori predisponenti al rischio sanitario Attività umane: - disturbo antropico delle popolazioni di selvatici - aumento dei viaggi internazionali - circolazione globale di animali e alimenti Fattori ambientali/climatici cambiamenti climatici

18 Fonte: IPCC

19 Fonte: IPCC

20 Fonte: IPCC

21 Probabilità che il riscaldamento antropogenico degli ultimi 30 anni abbia avuto un influenza riconoscibile su molti sistemi biologici e fisici. Cambiamento nella tempistica di migrazione Cambiamenti nella distribuzione territoriale delle specie e nella dimensione delle popolazioni Cambiamenti nella morfologia, riproduzione e genetica Aumento di frequenza e intensità di esplosione delle epidemie

22 Stima dei mutamenti nei sistemi fisici e biologici Fonte: IPCC

23 +1-2 C : impatti negativi su alcune cenosi (sbiancamento dei coralli, fauna e flora endemica in S Africa, sistemi polari) +2-3 C : principali cambiamenti dei biomi (mortalità dei coralli, % perdita delle foreste pluviali equatoriali, estinzioni globali del % delle specie) > +3 C : impatti pesanti sui biomi, significative estinzioni globali Fonte: IPCC

24 Probabili esiti: E noto che le malattie da vettori sono sensibili al clima e hanno andamento stagionale - cambiamenti nei vettori - cambiamenti nei patogeni ospitati da vettori - cambiamenti negli esiti di malattie trasmesse da vettore

25 Gubler DJ et al Climate Variability and Change in the United States: Potential Impacts on Vectorand Rodent-Borne Diseases Environmental Health Perspectives, , Suppl 2:

26 Vettore Effetti della temperatura + sopravvivenza + T > sopravvivenza a > latitudini e altitudini + suscettibilità ad alcuni patogeni Varia il tasso di crescita delle popolazioni Varia il tasso di alimentazione e il contatto con l ospite Varia la stagionalità delle popolazioni Effetti dei cambiamenti nelle precipitazioni + piogge, + habitat larvale, + dimensione della popolazione larvale piogge eccessive - habitat a causa delle inondazione popolazione vettore siccità + habitat per il prosciugamento dei corsi d acqua - piogge + accumulo di acqua in container + riproduzione di alcuni vettori + piogge + sincronizzare la ricerca dell ospite da parte dei vettori + trasmissione virale + umidità + sopravvivenza dei vettori Gubler DJ et al Climate Variability and Change in the United States: Potential Impacts on Vectorand Rodent-Borne Diseases Environmental Health Perspectives, , Suppl 2:

27 Effetti della temperatura Effetti dei cambiamenti nelle precipitazioni Patogeno - periodo di incubazione del patogeno nel vettore a temperature + elevate Varia la stagione di trasmissibilità Varia la distribuzione - replicazione virale Gubler DJ et al Climate Variability and Change in the United States: Potential Impacts on Vectorand Rodent-Borne Diseases Environmental Health Perspectives, , Suppl 2:

28 Effetti della temperatura Effetti dei cambiamenti nelle precipitazioni Ospite vertebrato + pioggia, + vegetazione, + cibo, + dimensione delle popolazioni + alluvioni, - dimensione delle popolazioni, + contatto con l uomo - piogge, cibo, - dimensione delle popolazioni Gubler DJ et al Climate Variability and Change in the United States: Potential Impacts on Vectorand Rodent-Borne Diseases Environmental Health Perspectives, , Suppl 2:

29 I cambiamenti climatici incidono dunque sull ecologia degli agenti di zoonosi Zoonosi Emergenti Zoonosi Ri-emergenti

30 Nuove introduzioni nel territorio Introduzione in popolazioni precedentemente non colpite Di recente scoperta Cause alla base dell insorgenza Nuove condizioni ambientali Evoluzione dei patogeni Cambiamenti nell ecologia ospite-patogeno

31 Ricomparsa di zoonosi presunte eradicate Diffusione di quelle già presenti e talvolta sottostimate.

32 Obiettivi Scoprire le cause della malattia Identificare i fattori di rischio Malattie di cui si vogliono chiarire le caratteristiche epidemiologiche Scoprire le specie reservoirs Scoprire la diffusione sul territorio Scoprire se il ciclo coinvolge l uomo o specie domestiche Haydon et al. (2002). Emerging Infectious Diseases, 8:

33 1. Valutazione del rischio 2. Gestione del rischio 3. Comunicazione del rischio

34 Prevenzione misure adottate per prevenire l immissione di un patogeno non presente abitualmente sul territorio Controllo azioni atte a ridurre la prevalenza dell infezione o almeno a limitarne gli effetti entro livelli accettabili - Manipolazione della dimensione della popolazione ospite - Immunizzazione - Interventi diretti sul patogeno Eradicazione eliminazione totale di un patogeno

35 Sorveglianza Status Scopo Nasce dalla necessità di conoscere la situazione sanitaria: Prevalenza e incidenza Assenza/presenza di malattia Emergenza di nuove patologie Controllo Prevenzione

36 Piani sanitari di controllo già programmati ed attivati su animali domestici Movimentazione animali selvatici entro o fuori dal territorio regionale o provinciale Possibili rischi sanitari connessi all abbattimento e consumo di selvaggina

37 Sorveglianza sugli animali selvatici per la tutela della salute umana e dell equilibrio tra uomo, animale e ambiente MONITORAGGIO ANIMALI VIVI - selvatici come BIOINDICATORI indicatori stato di salute degli ecosistemi (malattie degli animali, zoonosi, inquinamento ambientale, ) MONITORAGGIO ANIMALI MORTI - su carcasse ed organi di animali selvatici)

38 Modalità di sorveglianza epidemiologica SORVEGLIANZA ATTIVA effettuata attraverso specifici campionamenti, dimensionati su base statistica e probabilistica per fornire indicazioni attendibili sulla presenza e/o sull entità di determinate patologie che si intendono indagare. SORVEGLIANZA PASSIVA osservazione occasionale di anomalie di comportamento o di lesioni che inducano il sospetto di presenza di malattia, su animali abbattuti sia su animali rinvenuti morti.

39 SORVEGLIANZA ATTIVA ANIMALI VIVI O CACCIATI campionamento sangue-siero siero-tamponi SORVEGLIANZA PASSIVA ANIMALI RINVENUTI MORTI campionamento carcasse-organi

40 Le Nazioni che effettuano una sorveglianza delle malattie dei selvatici comprendono meglio la epizootiologia delle infezioni e delle zoonosi e sono meglio preparate a proteggere fauna selvatica, uomo e animali domestici

41 1. Valutazione del rischio 2. Gestione del rischio 3. Comunicazione del rischio

42 Processo interattivo di scambio di informazioni ed opinioni Tra individui, gruppi e istituzioni, che implica messaggi multipli sulla natura del rischio ed alle disposizioni legali ed istituzionali di gestione del rischio. (National Research Council,, 1989)

43 Scambio di informazioni con addetti ai lavori approfondimento delle conoscenze reciproche Informazione e formazione delle persone implicate nella gestione della fauna selvatica (cacciatori, guardie forestali ecc.) supporto alla sorveglianza attiva Informazione, allerta dell opinione pubblica diffusione della consapevolezza del rischio reale che si basa su evidenze scientifiche, diverso dal rischio percepito soggettivamente

44 Ruolo del Ce.R.M.A.S. Valutazione del rischio Attività di ricerca scientifica Gestione del rischio Diagnosi Epidemiosorveglianza Organizzazione di corsi, Comunicazione del congressi, rischio Pubblicazioni scientifiche Informazione all opinione pubblica

45 This document was created with Win2PDF available at The unregistered version of Win2PDF is for evaluation or non-commercial use only.

Zoonosi e emergenze epidemiche: cosa cambia quando c è di mezzo un vettore

Zoonosi e emergenze epidemiche: cosa cambia quando c è di mezzo un vettore Zoonosi e emergenze epidemiche: cosa cambia quando c è di mezzo un vettore Stefano Marangon Gioia Capelli Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie Definizione di infezione (re)-emergente E un

Dettagli

This document was created with Win2PDF available at http://www.win2pdf.com. The unregistered version of Win2PDF is for evaluation or non-commercial use only. This page will not be added after purchasing

Dettagli

Le nuove tecnologie nel soccorso dei grandi eventi

Le nuove tecnologie nel soccorso dei grandi eventi Le nuove tecnologie nel soccorso dei grandi eventi _NICOLA COMODO Dipartimento di Sanità Pubblica Università degli Studi di Firenze L IL RUOLO DELLA SANITA PUBBLICA NELLE GRAVI EMERGENZE LA SORVEGLIANZA

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA PREVENZIONE E DELLA COMUNICAZIONE DIREZIONE GENERALE DELLA SANITA' PUBBLICA VETERINARIA E DEGLI ALIMENTI UFFICI VIII Ordinanza del Ministro della Salute Misure

Dettagli

RESOCONTO MONITORAGGIO 2004 SULLA CHERATOCONGIUNTIVITE DEI BOVIDI SELVATICI ALPINI IN VALLE PO E IN VALLE VARAITA

RESOCONTO MONITORAGGIO 2004 SULLA CHERATOCONGIUNTIVITE DEI BOVIDI SELVATICI ALPINI IN VALLE PO E IN VALLE VARAITA RESOCONTO MONITORAGGIO 2004 SULLA CHERATOCONGIUNTIVITE DEI BOVIDI SELVATICI ALPINI IN VALLE E IN VALLE VARAITA 1 Introduzione Nell ambito della gestione e della conservazione del patrimonio faunistico

Dettagli

La catena Epidemiologica

La catena Epidemiologica La catena Epidemiologica STORIA NATURALE DELLE MALATTIE esposizione al/ai fattori di rischio insorgenza della malattia esito guarigione cronicizzazione decesso Principali differenze tra malattie infettive

Dettagli

L epatite E nei suini domestici e selvatici in Italia

L epatite E nei suini domestici e selvatici in Italia ZOONOSI EMERGENTI E RIEMERGENTI: tra vecchie conoscenze e nuove realtà Torino, 26 febbraio 2013 L epatite E nei suini domestici e selvatici in Italia Fabio Ostanello Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie

Dettagli

IGIENE. disciplina che studia i mezzi e definisce le norme atte a conservare la salute fisica e mentale dell individuo e della collettività

IGIENE. disciplina che studia i mezzi e definisce le norme atte a conservare la salute fisica e mentale dell individuo e della collettività IGIENE branca della medicina che ha lo scopo di promuovere e mantenere lo stato di salute della popolazione disciplina che studia i mezzi e definisce le norme atte a conservare la salute fisica e mentale

Dettagli

GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza

GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza ECOLOGIA I 9 marzo 2013 Mariella Nicastro Parco Regionale della Valle del Lambro CHE COS E L ECOLOGIA Se lo chiedete a tre professori,

Dettagli

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA LA DIVERSITÀ BIOLOGICA Partiamo da noi Cosa conosco di questo argomento? Cosa si intende con biodiversità? Ma quante sono le specie viventi sul pianeta? ancora domande Come mai esistono tante diverse specie

Dettagli

Veterinario Ufficiale presso l ULSS 22 dal 05/10/2015 ad oggi

Veterinario Ufficiale presso l ULSS 22 dal 05/10/2015 ad oggi CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome Zago Luigi Data di nascita 11 ottobre 1960 Qualifica Dirigente Veterinario Amministrazione ULSS 22 Incarico attuale Servizi territoriali Comuni Mozzecane Nogarole

Dettagli

L ambiente è costituito da: una componente abiotica - (aria, acqua, terra, rocce, ecc.)

L ambiente è costituito da: una componente abiotica - (aria, acqua, terra, rocce, ecc.) L ambiente è costituito da: una componente abiotica - (aria, acqua, terra, rocce, ecc.) una componente biotica (esseri viventi) - (batteri, funghi, piante, animali, ecc.) ECOLOGIA (Häckel 1866) Scienza

Dettagli

igiene Scienza della salute che si propone il compito di promuovere, conservare e potenziare lo stato di salute di una comunità

igiene Scienza della salute che si propone il compito di promuovere, conservare e potenziare lo stato di salute di una comunità igiene Scienza della salute che si propone il compito di promuovere, conservare e potenziare lo stato di salute di una comunità salute Art. 32 della Costituzione Italiana: la Repubblica tutela la salute

Dettagli

Rabbia. Conoscere per prevenire

Rabbia. Conoscere per prevenire Rabbia Conoscere per prevenire Campagna informativa sulla rabbia promossa dal Ministero della Salute Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti Direzione

Dettagli

Il monitoraggio del fiume Serio: Inquadramento delle criticità ambientali

Il monitoraggio del fiume Serio: Inquadramento delle criticità ambientali UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO-BICOCCA Dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio Il monitoraggio del fiume Serio: Inquadramento delle criticità ambientali Relatore: SERGIO CANOBBIO Seriate,,

Dettagli

Cambiamenti climatici ed eventi estremi: rischi per la salute in Italia

Cambiamenti climatici ed eventi estremi: rischi per la salute in Italia Cambiamenti climatici ed eventi estremi: rischi per la salute in Italia Tanja Wolf WHO Regional Office for Europe Centre for Health and Environment, Roma Struttura della presentazione Clima e salute Eventi

Dettagli

PATOLOGIE EMERGENTI E RIEMERGENTI

PATOLOGIE EMERGENTI E RIEMERGENTI PATOLOGIE EMERGENTI E RIEMERGENTI Globalizzazione, Migrazione, Salute e Vaccini Giovedì 6 novembre 2008, ore 08.30 16.30 CAMERA DEI DEPUTATI Palazzo Marini - Sala delle Conferenze Via del Pozzetto, 158

Dettagli

Cenni di Legislazione sanitaria della selvaggina. Valerio Giaccone

Cenni di Legislazione sanitaria della selvaggina. Valerio Giaccone Cenni di Legislazione sanitaria della selvaggina Valerio Giaccone Dipartimento di Sanità pubblica, Patologia comparata e Igiene veterinaria, Università Padova Le regole contenute nel Regolamento CE 853

Dettagli

Oggetto: relazione attività anno 2014 -consuntivo malattie trasmesse con gli alimenti (MDA).

Oggetto: relazione attività anno 2014 -consuntivo malattie trasmesse con gli alimenti (MDA). Oggetto: relazione attività anno 2014 -consuntivo malattie trasmesse con gli alimenti (MDA). Le malattie veicolate da alimenti continuano ad essere anche nei paesi industrializzati un rilevante problema

Dettagli

ISPEZIONE E CONTROLLO SELVAGGINA CACCIATA E ALLEVATA. Cenni di legislazione venatoria relativa agli aspetti sanitari

ISPEZIONE E CONTROLLO SELVAGGINA CACCIATA E ALLEVATA. Cenni di legislazione venatoria relativa agli aspetti sanitari ISPEZIONE E CONTROLLO SELVAGGINA CACCIATA E ALLEVATA Cenni di legislazione venatoria relativa agli aspetti sanitari Legge 11 febbraio 1992, n. 157 Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma

Dettagli

Piano per l organizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive

Piano per l organizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive ALLEGATO 1 Direzione Sanità Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità Piano per l organizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive INDICE INTRODUZIONE...3 REQUISITI E STRUTTURA DEL

Dettagli

PROGRAMMAZIONE 2015 UNITA OPERATIVA IGIENE DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE

PROGRAMMAZIONE 2015 UNITA OPERATIVA IGIENE DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE PROGRAMMAZIONE 2015 UNITA OPERATIVA IGIENE DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE CRITERI DI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO Competenza su: alimenti di origine animale. La pianificazione annuale dell attività dell

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO. ne immagina e ne verifica le cause; ricerca accorgendosi dei loro cambiamenti.

SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO. ne immagina e ne verifica le cause; ricerca accorgendosi dei loro cambiamenti. Scienze Competenze TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO - Osserva con attenzione il suo corpo, L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità

Dettagli

LA/IL TECNICO FAUNISTICO

LA/IL TECNICO FAUNISTICO LA/IL TECNICO FAUNISTICO 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 3. DOVE LAVORA... 4 4. CONDIZIONI DI LAVORO... 6 5. COMPETENZE... 7 Quali competenze sono necessarie?... 7 Conoscenze... 8 Abilità... 9 Comportamenti lavorativi...

Dettagli

RISCHI DA AGENTI BIOLOGICI

RISCHI DA AGENTI BIOLOGICI RISCHI DA AGENTI BIOLOGICI definizione Rischio da agenti biologici Si sviluppa in seguito all esposizione a microorganismi: BATTERI VIRUS PARASSITI .Le malattie infettive Il rapporto che l agente infettivo

Dettagli

REPORT WEST NILE DISEASE (WND) Anno 2014. Aprile 2014

REPORT WEST NILE DISEASE (WND) Anno 2014. Aprile 2014 REPORT WEST NILE DISEASE (WND) Anno 2014 Aprile 2014 1 Sorveglianza West Nile Disease Anno 2014 Il presente report ha l obiettivo di fornire un aggiornamento dei risultati della sorveglianza integrata

Dettagli

BIODIVERSITÀ DEI SUOLI ITALIANI: IL CONTRIBUTO DEGLI ACARI ORIBATEI

BIODIVERSITÀ DEI SUOLI ITALIANI: IL CONTRIBUTO DEGLI ACARI ORIBATEI Università degli Studi di Siena Dipartimento di Biologia Evolutiva BIODIVERSITÀ DEI SUOLI ITALIANI: IL CONTRIBUTO DEGLI ACARI ORIBATEI Massimo MIGLIORINI, Fabio BERNINI Gli Acari sono un gruppo di aracnidi

Dettagli

L influenza. stagionale

L influenza. stagionale Questo opuscolo vuole fornire alcune informazioni pratiche per avere una visione corretta ed equilibrata di un fenomeno, quello dell influenza aviaria, che al momento attuale sta determinando un inutile

Dettagli

Regione Lombardia D.G. Qualità dell Ambiente U.O. Pianificazione Ambientale e Gestione Parchi

Regione Lombardia D.G. Qualità dell Ambiente U.O. Pianificazione Ambientale e Gestione Parchi Regione Lombardia D.G. Qualità dell Ambiente U.O. Pianificazione Ambientale e Gestione Parchi Protocollo di attività per gli interventi di reintroduzione Umberto Bressan Protocolli di attività per gli

Dettagli

IL PIANO PANDEMICO REGIONALE

IL PIANO PANDEMICO REGIONALE REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI SETTORE, IGIENE E SANITA PUBBLICA IL PIANO PANDEMICO REGIONALE dr.ssa Paola Oreste - dr. Roberto Carloni - dr.ssa Ilaria Cremonesi Misure Misure adottate

Dettagli

RILEVAMENTI ED ANALISI DEI DATI FAUNISTICI ED AMBIENTALI

RILEVAMENTI ED ANALISI DEI DATI FAUNISTICI ED AMBIENTALI RILEVAMENTI ED ANALISI DEI DATI FAUNISTICI ED AMBIENTALI Riferimenti normativi e tecnici. Gli INDIRIZZI REGIONALI PER LA PIANIFICAZIONE FAUNISTICO VENATORIA PROVINCIALE (allegato 6 INDIRIZZI PER LA GESTIONE

Dettagli

VISTO il Regio Decreto n. 1265 del 27 Luglio 1934, e s.m.i.: Testo unico delle leggi sanitarie ;

VISTO il Regio Decreto n. 1265 del 27 Luglio 1934, e s.m.i.: Testo unico delle leggi sanitarie ; VISTO il Regio Decreto n. 1265 del 27 Luglio 1934, e s.m.i.: Testo unico delle leggi sanitarie ; VISTO l art. 32 della Costituzione; VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica n. 320 del 8 Febbraio

Dettagli

I METALLI PESANTI NEL LATTE

I METALLI PESANTI NEL LATTE I METALLI PESANTI NEL LATTE di Serraino Andrea Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale - Facoltà Medicina Veterinaria - Università di Bologna - Alma Mater Studiorum. I metalli sono

Dettagli

Ecologia e conservazione della Lepre in Italia

Ecologia e conservazione della Lepre in Italia Ecologia e conservazione della Lepre in Italia Alberto Meriggi e Francesca Meriggi Dipartimento di Scienze della Terra e dell Ambiente Università di Pavia Premessa Declino generale della lepre in tutta

Dettagli

Sorveglianza della West Nile Disease in Emilia-Romagna Bollettino n. 2 del 22/07/2015

Sorveglianza della West Nile Disease in Emilia-Romagna Bollettino n. 2 del 22/07/2015 ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL'EMILIA ROMAGNA BRUNO UBERTINI (ENTE SANITARIO DI DIRITTO PUBBLICO) ------------------------------------- Sede Legale: Via Bianchi, 9 25124 Brescia

Dettagli

E.N.D.A.S. Taranto Socialpoint Sava

E.N.D.A.S. Taranto Socialpoint Sava E.N.D.A.S. Taranto Socialpoint Sava La Guardia Ecologica Volontaria La L.R. n. 10/2003 Istituzione del servizio volontario di vigilanza ecologica riconosce la funzione del volontariato ambientale e ne

Dettagli

Cap. 1. Cap. 1.1 La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici nei processi decisionali

Cap. 1. Cap. 1.1 La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici nei processi decisionali Cap. 1 Cap. 1.1 La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici nei processi decisionali 1.1.1 Quadro di riferimento: la valutazione del rischio ambientale e l analisi del rischio Il rapido

Dettagli

DAI CURRICOLI DISCIPLINARI AI PERCORSI DI APPRENDIMENTO TRASVERSALI

DAI CURRICOLI DISCIPLINARI AI PERCORSI DI APPRENDIMENTO TRASVERSALI 67 DAI CURRICOLI DISCIPLINARI AI PERCORSI DI APPRENDIMENTO TRASVERSALI PER EDUCARE I BAMBINI AD AMARE, RISPETTARE E CONSERVARE IL MONDO E LA NATURA. Elaborazione della figura strumentale per il curricolo

Dettagli

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali SCIENZE CLASSE 1 a TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO INDICATORI DI VALUTAZIONE (Stabiliti dal Collegio Docenti) AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA AL TERMINE DELLA CLASSE

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA SCIENZE COMPETENZE

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA SCIENZE COMPETENZE CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA SCIENZE COMPETENZE - L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere. - Esplora i

Dettagli

Sorveglianza delle malattie da vettori e Sanità Pubblica Veterinaria (SPV)

Sorveglianza delle malattie da vettori e Sanità Pubblica Veterinaria (SPV) Sorveglianza delle malattie da vettori e Sanità Pubblica Veterinaria (SPV) Stefano Gavaudan Centro Riferimento Malattie da Vettori Isitituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria-Marche Il Cambiamento climatico:

Dettagli

AREA SANITÁ PUBBLICA VETERINARIA DIPARTIMENTO SANITÁ PUBBLICA

AREA SANITÁ PUBBLICA VETERINARIA DIPARTIMENTO SANITÁ PUBBLICA AREA SANITÁ PUBBLICA VETERINARIA DIPARTIMENTO SANITÁ PUBBLICA 1/7 Premessa Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell Azienda USL di Bologna ha la finalità di prevenire le malattie, promuovere, proteggere

Dettagli

Qualità dell ambiente e del patrimonio arboreo: il caso Milano e l esperienza di Nantes, Capitale verde d Europa 2013

Qualità dell ambiente e del patrimonio arboreo: il caso Milano e l esperienza di Nantes, Capitale verde d Europa 2013 Consiglio dell Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali Qualità dell ambiente e del patrimonio arboreo: il caso Milano e l esperienza di Nantes, Capitale verde d Europa 2013 3 dicembre

Dettagli

IL RISCHIO BIOLOGICO

IL RISCHIO BIOLOGICO LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA IL RISCHIO BIOLOGICO protocollo d intesa 5 febbraio 2015 ASL Brescia ASL Vallecamonica Sebino - Direzione Territoriale del Lavoro Ufficio Scolastico

Dettagli

Zoonosi e sanità pubblica

Zoonosi e sanità pubblica Zoonosi e sanità pubblica Elvira Matassa Zoonosi e sanità pubblica Un approccio interdisciplinare per un problema emergente con la collaborazione di Federico Canavesi ABC ELVIRA MATASSA Medico veterinario.

Dettagli

2012/156. Scheda Progetto AFRICA

2012/156. Scheda Progetto AFRICA Scheda Progetto AFRICA 2012/156 La situazione alimentare e sanitaria del comprensorio di Nedialpoun (divisa tra i comuni di Koudougou e Reo), grazie al piano di intervento effettuato negli anni dal centro

Dettagli

AN ATOCISMO BAN CARIO

AN ATOCISMO BAN CARIO AN ATOCISMO BAN CARIO Illegittimità della pattuizione ed applicazione della capitalizzazione trimestrale dell interesse composto _ *** *** *** *** ma forse sarebbe meglio definirli abusi ndr commissione

Dettagli

EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SULLA BIODIVERSITÀ E SULL AGROECOSISTEMA BOSCHI-BRIANTI-MELEGA CONSEGUENZE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SULLA BIODIVERSITA Molti studi affermano che i cambiamenti climatici

Dettagli

BOSCHI E BIODIVERSITÀ. Rete Natura 2000

BOSCHI E BIODIVERSITÀ. Rete Natura 2000 BOSCHI E BIODIVERSITÀ Introduzione I boschi sono un patrimonio di tutti. Li vediamo, li attraversiamo, li ammiriamo e li utilizziamo. Ma vanno anche tutelati: sono ecosistemi complessi dove molte forme

Dettagli

EMERGENZE IN SICUREZZA ALIMENTARE: PROCEDURE E GESTIONE II Edizione

EMERGENZE IN SICUREZZA ALIMENTARE: PROCEDURE E GESTIONE II Edizione EMERGENZE IN SICUREZZA ALIMENTARE: PROCEDURE E GESTIONE II Edizione Dr. Silvio Borrello Direttore Generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione Ministero della Salute 1 II Edizione 2 Perchè

Dettagli

IL MINISTRO DELLA SALUTE

IL MINISTRO DELLA SALUTE D.M. 9 gennaio 2006. Istituzione dell'unità centrale di crisi per l'influenza aviaria. (pubbl in Gazz. Uff. n. 18 del 23 gennaio 2006). IL MINISTRO DELLA SALUTE Visto il regolamento di Polizia veterinaria

Dettagli

LEPRE Il modello di gestione in uso in Emilia-Romagna: presente e prospettive Criticità, elementi di conflitto, fattori limitanti

LEPRE Il modello di gestione in uso in Emilia-Romagna: presente e prospettive Criticità, elementi di conflitto, fattori limitanti LEPRE Il modello di gestione in uso in Emilia-Romagna: presente e prospettive Criticità, elementi di conflitto, fattori limitanti Le ultime due stagioni Il modello gestionale in uso LEPRE E ZRC Provenienza

Dettagli

Igiene. Dott. Pamela Di Giovanni. Definizione

Igiene. Dott. Pamela Di Giovanni. Definizione Igiene Dott. Pamela Di Giovanni Definizione Disciplina medica che ha come obiettivo la tutela e la promozione della salute umana, intendendo per salute umana un completo stato di benessere psichico, fisico

Dettagli

Clima e malattie trasmesse da vettori (VBD) in Italia

Clima e malattie trasmesse da vettori (VBD) in Italia Clima e malattie trasmesse da vettori (VBD) in Italia Perché l Italia è considerata tra i Paesi maggiormente «a rischio» di introduzione di nuovi vettori e VBD emergenti L Italia si estende in lunghezza

Dettagli

Medicina sociale. Prof. Giovanna Tassoni Istituto di Medicina legale Università degli Studi di Macerata

Medicina sociale. Prof. Giovanna Tassoni Istituto di Medicina legale Università degli Studi di Macerata Medicina sociale Prof. Giovanna Tassoni Istituto di Medicina legale Università degli Studi di Macerata Concetto di salute Concetto di salute dell Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) uno stato di

Dettagli

La memoria delle terre alte. a colloquio con. www.gyp-monitoring.com/index.php; www.grand-paradis.it

La memoria delle terre alte. a colloquio con. www.gyp-monitoring.com/index.php; www.grand-paradis.it FOCUS ORIZZONTI La memoria delle terre alte Museo del gipeto a Rhême Notre-Dame a colloquio con Luisa Vuillermoz www.gyp-monitoring.com/index.php; www.grand-paradis.it A sinistra, Luisa Vuillermoz, Direttore

Dettagli

FAQ DOMANDE SULLA WND

FAQ DOMANDE SULLA WND FAQ DOMANDE SULLA WND MALATTIA 1. Che cos è la West Nile Disease (WND)? La WND è una zoonosi ad eziologia virale, trasmessa da zanzare, che causa forme di meningo-encefalite negli uccelli, sia selvatici

Dettagli

Le avversità delle piante ornamentali

Le avversità delle piante ornamentali Seminario Grottammare (AP) Le avversità delle piante ornamentali La gestione delle avversità in ambito urbano Luigi Delloste Per avversità ambientale si intende qualsiasi evento, sia di origine climatica

Dettagli

La gestione sanitaria a garanzia della sicurezza del prodotto

La gestione sanitaria a garanzia della sicurezza del prodotto La gestione sanitaria a garanzia della sicurezza del prodotto Alfonso Zecconi Università degli Studi di Milano Dipartimento Patologia Animale Le tossinfezioni alimentari Problema comune a tutti gli alimenti

Dettagli

EPIDEMIOLOGIA DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA

EPIDEMIOLOGIA DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA EPIDEMIOLOGIA DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA 1 INTRODUZIONE 2 Le infezioni correlate all assistenza (ICA) rappresentano una complicanza frequente. In media il 5-10% dei pazienti ricoverati in

Dettagli

A.N.P.A.N.A. O.N.L.U.S. Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente PROTEZIONE CIVILE E AMBIENTALE GUARDIE ECOZOOFILE

A.N.P.A.N.A. O.N.L.U.S. Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente PROTEZIONE CIVILE E AMBIENTALE GUARDIE ECOZOOFILE A.N.P.A.N.A. O.N.L.U.S. Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente PROTEZIONE CIVILE E AMBIENTALE GUARDIE ECOZOOFILE Sezione Territoriale Provinciale di Padova L A.N.P.A.N.A., Associazione

Dettagli

5. La sicurezza alimentare e la sanità veterinaria

5. La sicurezza alimentare e la sanità veterinaria 5. La sicurezza alimentare e la sanità veterinaria L impatto della globalizzazione dei mercati sia sulla sicurezza degli alimenti sia sulla salute delle popolazioni animali è stato considerevole. Il sistema

Dettagli

La conservazione del biocorridoio Alpi-Appennini Un approccio ecoregionale WWF

La conservazione del biocorridoio Alpi-Appennini Un approccio ecoregionale WWF La conservazione del biocorridoio Alpi-Appennini Un approccio ecoregionale WWF Mauro Belardi, Dario Ottonello e Giorgio Baldizzone Convegno Internazionale La gestione di rete Natura 2000: esperienze a

Dettagli

SORVEGLIANZA E PREVENZIONE DELLE MALATTIE DA ARTROPODI VETTORI (il caso della leishmaniosi) Ezio Ferroglio

SORVEGLIANZA E PREVENZIONE DELLE MALATTIE DA ARTROPODI VETTORI (il caso della leishmaniosi) Ezio Ferroglio Facoltà di Medicina Veterinaria Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia Via L. DA Vinci, 44 10095 Grugliasco (TO) 011/6709002 ezio.ferroglio@unito.it SORVEGLIANZA E PREVENZIONE DELLE

Dettagli

R e g i o n e L a z i

R e g i o n e L a z i o R e g i o n e L a z i Titolo del Progetto o del programma: E possibile rendere sicure le sostanze pericolose Identificativo della Linea o delle Linee di intervento generale/i : Prevenzione degli eventi

Dettagli

Scienze della natura Biologia, chimica, fisica

Scienze della natura Biologia, chimica, fisica Scienze della natura Biologia, chimica, fisica Obiettivi L insegnamento delle scienze naturali vuole essere un apporto alla comprensione della natura. Esso introduce agli svariati fenomeni e alle leggi

Dettagli

Università degli Studi di Sassari. Corso di formazione. Oristano Chiostro del Carmine 4 11 18 25 novembre 2005

Università degli Studi di Sassari. Corso di formazione. Oristano Chiostro del Carmine 4 11 18 25 novembre 2005 Università degli Studi di Sassari La siicurezza e lla sallute nelllle aziiende agriicolle Corso di formazione Oristano Chiostro del Carmine 4 11 18 25 novembre 2005 Sassari Surigheddu (Olmedo) 2 9 16 23

Dettagli

ONCOLOGIA OGGI Animali e Uomo Alleati Contro i Tumori

ONCOLOGIA OGGI Animali e Uomo Alleati Contro i Tumori ONCOLOGIA OGGI Animali e Uomo Alleati Contro i Tumori Venerdì 12 giugno 2009 ore 08.30 14.00 COMUNE DI ROMA Palazzo Senatorio- Aula Giulio Cesare P.zza del Campidoglio - Roma IL REGISTRO TUMORI ANIMALI:

Dettagli

Sorveglianza West Nile Disease

Sorveglianza West Nile Disease Report 2013 Sorveglianza West Nile Disease Il presente report ha l obiettivo di fornire un aggiornamento dei risultati della sorveglianza integrata su WND nell anno 2013. La sorveglianza è condotta in

Dettagli

I Livelli Essenziali di Assistenza per la Prevenzione e la Sanità Pubblica. Renato Pizzuti SANIT Roma, 25 giugno 2008

I Livelli Essenziali di Assistenza per la Prevenzione e la Sanità Pubblica. Renato Pizzuti SANIT Roma, 25 giugno 2008 I Livelli Essenziali di Assistenza per la Prevenzione e la Sanità Pubblica Renato Pizzuti SANIT Roma, 25 giugno 2008 1 Questa presentazione Informazioni sui LEA Processo di revisione Risultati Punti di

Dettagli

INCONTRI CON IL MARE

INCONTRI CON IL MARE INCONTRI CON IL MARE Progetti didattici per le scuole 2011-2012 2012 Fondazione Cetacea Onlus Centro di Educazione Ambientale Via Torino 7/A- 47838 Riccione Tel.0541/691557-fax 0541/475830 www.fondazionecetacea.org

Dettagli

Ecolezione : a cura di Matteo Franco e Andrea Bortolotto classe 2 c IPAA G. Corazzin, ISISS Cerletti

Ecolezione : a cura di Matteo Franco e Andrea Bortolotto classe 2 c IPAA G. Corazzin, ISISS Cerletti Ecolezione : a cura di Matteo Franco e Andrea Bortolotto classe 2 c IPAA G. Corazzin, ISISS Cerletti Cos è la biodiversità? Il termine biodiversità è stato coniato nel 1988 dall'entomologo americano Edward

Dettagli

Direzione Ambiente. Guida tecnica

Direzione Ambiente. Guida tecnica Direzione Ambiente Guida tecnica Procedimento di verifica di assoggettabilita alla VAS dei Programmi di interventi di sistemazione idrogeologica e manutenzione montana (PISIMM) ( art. 12 d. lgs. 152/2006

Dettagli

SERVIZIO VETERINARIO SERVIZIO VETERINARIO AREA "A"

SERVIZIO VETERINARIO SERVIZIO VETERINARIO AREA A SERVIZIO VETERINARIO Il Servizio Veterinario è costituito da una Area di Coordinamento e da tre Aree Funzionali: > AREA A: sanità animale; > AREA B: igiene della produzione, trasformazione e trasporto

Dettagli

Sviluppo di un tumore

Sviluppo di un tumore TUMORI I tumori Si tratta di diversi tipi di malattie, che hanno cause diverse e che colpiscono organi e tessuti differenti Caratteristica di tutti i tumori è la proliferazione incontrollata di cellule

Dettagli

PREVENZIONE IN AGRICOLTURA --- 000 ---

PREVENZIONE IN AGRICOLTURA --- 000 --- Allegato n.1 PREVENZIONE IN AGRICOLTURA --- 000 --- DI RICERCA IN MATERIA DI PREVENZIONE IN AGRICOLTURA DENOMINATO Rilevazione Delle Malattie Professionali nelle aree Del Fucino e Valle Peligna ALLEGATO

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. CASTELLI PAOLO Data di nascita 30/04/1958. Dirigente ASL I fascia - UFFICIO CONTROLLO RANDAGISMO

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. CASTELLI PAOLO Data di nascita 30/04/1958. Dirigente ASL I fascia - UFFICIO CONTROLLO RANDAGISMO INFORMAZIONI PERSONALI Nome CASTELLI PAOLO Data di nascita 30/04/1958 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio I Fascia ASL DELLA PROVINCIA DI BERGAMO Dirigente ASL I fascia

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute ALLEGATO 1 N. Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA PREVENZIONE E DELLA COMUNICAZIONE DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA Ufficio V - Malattie Infettive e Profilassi Internazionale DGPREV.V/19262/P/I.4.c.a.9

Dettagli

Il mal di schiena nell ambito della popolazione degli operatori sanitari, indagine sugli strumenti di prevenzione ritenuti efficaci.

Il mal di schiena nell ambito della popolazione degli operatori sanitari, indagine sugli strumenti di prevenzione ritenuti efficaci. Il mal di schiena nell ambito della popolazione degli operatori sanitari, indagine sugli strumenti di prevenzione ritenuti efficaci. Giorgio Bellan Obiettivi della ricerca: Indagare lo stato dell arte

Dettagli

Siccità, Acqua e Coste. Studio Pilota. L impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione idroelettrica in Trentino, Italia

Siccità, Acqua e Coste. Studio Pilota. L impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione idroelettrica in Trentino, Italia C E N T R O T E M AT I C O l Siccità, Acqua e Coste Studio Pilota L impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione idroelettrica in Trentino, Italia Il Centro Tematico Siccità, Acqua e Coste del progetto

Dettagli

Il quadrilatero di Teobald Smith

Il quadrilatero di Teobald Smith L EPIDEMIOLOGIA E LA SOCIOSOCIO-ECONOMIA VETERINARIA NEL PENSIERO E NELLE AZIONI DI ADRIANO MANTOVANI Giorgio Battelli GIORNATA DI STUDIO SULLA SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA Adriano Mantovani e la Sanità

Dettagli

La relazione causale. Tipi di relazione causale

La relazione causale. Tipi di relazione causale La relazione causale In epidemiologia gi studi sono rivolti a determinare il nesso di causalità La valutazione dei risultati presenta come obiettivo principale l esclusione o la conferma (quali/quantitativa)

Dettagli

Ricerca Corrente anno finanziario 2007

Ricerca Corrente anno finanziario 2007 Ricerca Corrente anno finanziario 2007 Gestione del rischio biologico nell allevamento equino: elaborazione di linee guida per la prevenzione ed il controllo delle infezioni diffusive Responsabile Scientifico:

Dettagli

Il rischio cancerogeno e mutageno

Il rischio cancerogeno e mutageno Il rischio cancerogeno e mutageno Le sostanze cancerogene Un cancerogeno è un agente capace di provocare l insorgenza del cancro o di aumentarne la frequenza in una popolazione esposta. Il cancro è caratterizzato

Dettagli

infosalute Provincia Autonoma di Trento Assessorato alla Salute e Solidarietà sociale 2015/2018 Piano provinciale della prevenzione Sintesi

infosalute Provincia Autonoma di Trento Assessorato alla Salute e Solidarietà sociale 2015/2018 Piano provinciale della prevenzione Sintesi infosalute Provincia Autonoma di Trento Assessorato alla Salute e Solidarietà sociale 2015/2018 Piano provinciale della prevenzione Sintesi Giugno 2015 Indice Sintesi introduttiva del Piano provinciale

Dettagli

SCHEDA FERGUSON. L evoluzione degli allevamenti di vacche da latte in senso produttivo negli ultimi anni ha

SCHEDA FERGUSON. L evoluzione degli allevamenti di vacche da latte in senso produttivo negli ultimi anni ha SCHEDA FERGUSON L evoluzione degli allevamenti di vacche da latte in senso produttivo negli ultimi anni ha comportato un adeguamento degli strumenti utili a valutare l efficienza e la redditività delle

Dettagli

SCIENZE - CLASSE PRIMA

SCIENZE - CLASSE PRIMA ELABORATO DAI DOCENTI DELLA SCUOLA PRIMARIA DIREZIONE DIDATTICA 5 CIRCOLO anno scolastico 2012-2013 SCIENZE - CLASSE PRIMA TRAGUARDI DI COMPETENZA DA SVILUPPARE AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA Utilizza i

Dettagli

D.G. Prevenzione Sanitaria Ufficio Malattie Infettive e Profilassi Internazionale

D.G. Prevenzione Sanitaria Ufficio Malattie Infettive e Profilassi Internazionale I PAPILLOMAVIRUS Sono virus Ne esistono oltre 120 tipi che infettano la specie umana Circa 40 tipi infettano le mucose genitali e di essi circa 15 sono definiti a rischio oncogeno HPV che infettano la

Dettagli

ORDINANZA CONTINGIBILE ED URGENTE RIGUARDANTE LO SMALTIMENTO DELLE CARCASSE DI ANIMALI MORTI NELLE AZIENDE ZOOTECNICHE. IL SINDACO

ORDINANZA CONTINGIBILE ED URGENTE RIGUARDANTE LO SMALTIMENTO DELLE CARCASSE DI ANIMALI MORTI NELLE AZIENDE ZOOTECNICHE. IL SINDACO COMUNE DI BALLAO Piazza E. Lussu n.3 ~ 09040 Ballao (Cagliari) ~ Tel.070/957319 ~ Fax 070/957187 C.F. n.80001950924 ~ P.IVA n.00540180924 ~ c/c p. n.16649097 Ordinanza n.18 del 27/08/2013 OGGETTO: ORDINANZA

Dettagli

INCONTRO CON LA CITTADINANZA

INCONTRO CON LA CITTADINANZA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE SERVIZIO IGIENE E SANITA' PUBBLICA Via Borgo Ruga, 30 32032 Feltre 0439-883835 / 883872 FAX: 0439-883832 INCONTRO CON LA CITTADINANZA Diffusione delle ZECCHE nel nostro territorio.

Dettagli

FONTI DEI DATI IN EPIDEMIOLOGIA

FONTI DEI DATI IN EPIDEMIOLOGIA FONTI DEI DATI IN EPIDEMIOLOGIA Nazionali (ISTAT: sociodemografici, mortalità) Locali (Regioni, Asl, altro: ricoveri, farmaci, esenzione ticket, anagrafe, registri di patologia) Informatizzazione e possibilità

Dettagli

Lettura critica dei Piani Pandemici di alcune ASL lombarde

Lettura critica dei Piani Pandemici di alcune ASL lombarde Lettura critica dei Piani Pandemici di alcune ASL lombarde Dott. Marco Gaietta Specializzando in Igiene e Medicina Preventiva Università degli Studi di Milano Obiettivo dello studio Valutare la corrispondenza

Dettagli

DETERMINAZIONE N. 245 del 7/4/2015

DETERMINAZIONE N. 245 del 7/4/2015 Direzione Generale della Sanità DETERMINAZIONE N. 245 del 7/4/2015 Oggetto: Piano regionale integrato per la sorveglianza della West Nile Disease 2015-2018. Lo Statuto Speciale della Regione Autonoma della

Dettagli

Igiene nelle Scienze motorie

Igiene nelle Scienze motorie Igiene nelle Scienze motorie Cause di malattia e fattori di rischio per la salute Misurare l incidenza di malattia equivale a valutare la probabilità (ossia il rischio) di avere nuovi casi di malattia

Dettagli

Esposizione ad agenti biologici

Esposizione ad agenti biologici Esposizione ad agenti biologici Il Titolo X corrisponde al Titolo VIII del D.Lgs. 626/94 di attuazione della direttiva 90/679/CEE, relativa alla protezione di lavoratori contro i rischi derivanti dall

Dettagli

APPLICAZIONI DEGLI STUDI DI ECOPATOLOGIA NELLA GESTIONE DELL'ORSO BRUNO

APPLICAZIONI DEGLI STUDI DI ECOPATOLOGIA NELLA GESTIONE DELL'ORSO BRUNO APPLICAZIONI DEGLI STUDI DI ECOPATOLOGIA NELLA GESTIONE DELL'ORSO BRUNO Ernesto Pascotto, Elisa Peressin, Paola Beraldo Sezione di Biologia e Patologia Animale Dipartimento di Scienze Animali FACOLTÀ DI

Dettagli

Vengono di seguito riportati per ciascuna specie i campioni richiesti, il materiale distribuito e le modalità di conferimento.

Vengono di seguito riportati per ciascuna specie i campioni richiesti, il materiale distribuito e le modalità di conferimento. Gestione integrata delle specie di interesse faunistico venatorio: linee guida e applicazione di piani di monitoraggio sanitario in provincia di Brescia Negli ultimi decenni l espansione delle attività

Dettagli

Capitolo 5. Gli Impatti

Capitolo 5. Gli Impatti Relazione sullo Stato dell Ambiente 2004 della Provincia di Pistoia Capitolo 5 Gli Impatti Legenda Con il termine impatto si fa riferimento all effetto dello stato ambientale sulla salute umana e sulla

Dettagli

Indagine per stimare l incidenza relativa di mesotelioma e cancro del polmone nella Regione Friuli Venezia Giulia. Fabio Barbone

Indagine per stimare l incidenza relativa di mesotelioma e cancro del polmone nella Regione Friuli Venezia Giulia. Fabio Barbone Indagine per stimare l incidenza relativa di mesotelioma e cancro del polmone nella Regione Friuli Venezia Giulia Fabio Barbone Dip. di Scienze Mediche e Biologiche Università di Udine SOC Igiene ed Epidemiologia

Dettagli

INTRODUZIONE. Cosa rende speciali i nostri corsi

INTRODUZIONE. Cosa rende speciali i nostri corsi SICUREZZA INTRODUZIONE Cosa rende speciali i nostri corsi Formazione e informazione sono gli elementi chiave per prendere consapevolezza dei rischi presenti nel proprio ambiente di lavoro e per predisporre

Dettagli