Qualche dato sulla magistratura onoraria

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1 Lo stato dell arte Da un punto di vista definitorio i giudici onorari sono soggetti abilitati alla giurisdizione non appartenenti all ordine dei giudici professionali. La loro esistenza nel nostro ordinamento è direttamente prevista del secondo comma dell articolo 106 della Costituzione ( La legge sull ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli ). La peculiarità dei magistrati onorari, rispetto ai giudici di professione, risiede innanzitutto nel sistema di reclutamento. Mentre per i primi, infatti, il comma primo dello stesso articolo 106 della Costituzione prescrive la selezione mediante concorso pubblico, i secondi possono essere nominati o eletti. Attualmente le figure più significative della magistratura onoraria italiana sono tre: giudici di pace (GdP), giudici onorari di tribunale (GOT) e Vice Procuratori Onorari (VPO). I primi sono stati introdotti dalla legge 341 del 91, peraltro entrando effettivamente in servizio soltanto 4 anni dopo, il 2 giugno del L istituzione di GOT e VPO è invece datata 19 febbraio 1998, con l entrata in vigore del decreto legislativo n. 51, che ha introdotto nella legge sull ordinamento giudiziario una serie di disposizioni, disciplinanti, appunto, le due figure di magistrato onorario menzionate. I Giudici di Pace rappresentano l ufficio giudiziario più vicino ai cittadini, hanno competenza sia in campo civile che in campo penale, con una serie di attribuzioni peraltro cresciuta nel corso degli anni, soprattutto nel primo campo. Essi si occupino di faccende di minore importanza, controversie di minore valore economico e reati di tipo bagatellare, con l aggiunta, dall anno scorso, della competenza a conoscere il reato d immigrazione clandestina. Sono nominati per titoli, a seguito di un tirocinio di 6 mesi, e durano in carica quattro anni, con la possibilità di essere confermati per ulteriori due mandati quadriennali. I GdP tengono autonomamente il ruolo dei processi, e ciò rappresenta il loro tratto distintivo rispetto a GOT e VPO. I Giudici Onorari di Tribunale sono invece giudici onorari cui la legge impedisce di tenere udienza se non nei casi di impedimento o di mancanza dei giudici ordinari, e che svolgono il lavoro loro assegnato dal presidente del Tribunale o dal presidente di una sezione di Tribunale. Ai Vice Procuratori Onorari le funzioni devono invece essere attribuite dal Procuratore della Repubblica. Sono quindi magistrati che esercitano una funzione ausiliaria, suppletiva, rispetto ai togati di

2 professione. Entrambi sono nominati per titoli e durano in carica tre anni, rinnovabili una sola volta. GOT e VPO, almeno stando alle intenzioni originarie del legislatore, sarebbero dovuti nascere già morti. Il decreto delegato che li introdusse, infatti, avrebbe dovuto avere efficacia limitata nel tempo, fino all emanazione della riforma organica della magistratura e comunque non oltre cinque anni dalla sua entrata in vigore. Previsioni temporali contraddistinte da un eccesso di ottimismo, dal momento che la riforma organica non si è ancora fatta, la vigenza di quelle disposizioni è stata prima aumentata di 4 anni, poi, nel 2008, anno in cui era stata fissata la nuova deadline, per i giudici onorari in servizio è stata disposta una proroga nelle funzioni fino al 31 dicembre 2009, termine a sua volta prorogato fino al 31 dicembre 2010 con decreto legge 193 del 2009, in corso di conversione al Senato. Qualche dato sulla magistratura onoraria Il ruolo organico dei GdP prevede magistrati, di cui solo (pari al 58 %) sono attualmente in servizio, mentre quello dei GOT ne prevede con in servizio (pari al 73% del totale), e i VPO sono 1642 sui 1968 a suo tempo ritenuti necessari (per una percentuale dell 83,3%). Nel disastro del sistema giudiziario italiano, i GdP si distinguono dal resto per una certa celerità ed efficienza nella conduzione dei procedimenti. Dai dati del Ministero della Giustizia relativi ai processi definiti e a quelli pendenti in materia civile tra il 2004 e il 2007, emerge che i GdP hanno costantemente definito, per ciascuno degli anni presi in considerazione, più procedimenti di quelli pendenti al 31 dicembre dell anno precedente. Nel 2007, tanto per fare un esempio, i giudici di pace hanno chiuso procedimenti, a fronte del procedimenti pendenti al 31 dicembre del 2006 e del pendenti al 31 dicembre Il dato è significativo se si considera che, ad esempio, i Tribunali Ordinari in Primo Grado non sono mai riusciti a definire, nello stesso periodo di tempo, un numero di procedimenti maggiore di quelli lasciati pendenti. Ovviamente tali dati vanno letti tenendo in conto la minore complessità delle controversie di competenza dei giudici di pace e il fatto che questi ultimi esistono da meno tempo dei Tribunali Ordinari, che hanno accumulato negli anni una mole considerevole di arretrati.

3 La proposta di riforma organica e la posizione dei Giudici di Pace La bozza ufficiosa di disegno di legge di riforma organica che il Governo dovrebbe presentare alle Camere ridisegna la conformazione della magistratura onoraria italiana intorno ad uno statuto unico sia per i Giudici di Pace che per GOT e VPO, prevedendo gli stessi criteri e requisiti di accesso, la stessa durata del mandato (4 anni rinnovabili una sola volta per eguale durata), la ridefinizione delle attribuzioni dei magistrati onorari di tribunale e la razionalizzazione degli uffici dei giudici di pace. Gli appunti sollevati da questi ultimi riguardano proprio questi profili, che, a parer loro, minerebbero la professionalità degli appartenenti alla categoria, titolare di un proprio ruolo a differenza degli altri magistrati onorari, diminuendo la durata dei mandati (un mandato di quattro anni rinnovabile una sola volta in luogo delle due dell assetto vigente), prevedendo requisiti di accesso meno vincolanti (la mera laurea in giurisprudenza sarebbe in teoria sufficiente a presentare domanda di ammissione al tirocinio, mentre oggi i giudici di pace devono essere almeno abilitati all esercizio della professione forense). Se i GdP, da un lato, chiedono al Governo una stabilizzazione più o meno ufficiale della loro posizione, adducendo ragioni di tutela e riconoscimento della loro acquisita professionalità, da l altro lato il Governo motiva la sostanziale apertura dell accesso con l obiettivo di incentivare i migliori giovani laureati in giurisprudenza a cui nelle more del definitivo inserimento nel mondo lavorativo attraverso il superamento di un concorso pubblico o il consolidamento della propria attività professionale lo Stato offre la possibilità di svolgere una preziosa esperienza professionale previo un adeguato periodo di formazione mirata all esercizio delle funzioni giudiziarie onorarie (Relazione allegata allo schema di ddl in discussione). il Governo risponde ad una pretesa di ordine ordinistico utilizzando la retorica e lo strumentario delle liberalizzazioni. Ciò dimostra due cose: la prima, è che anche questo governo sa che la liberalizzazione dell accesso ad una categoria professionale finora sostanzialmente protetta dal perenne stato di eccezione in cui è vissuta la sua normativa di riferimento costituisce un opportunità e un eventualità da non temere; la seconda, che il Governo applica il principio della liberalizzazione mostrandosi forte con i deboli e debole con i forti. E evidente che i GdP hanno una forza di attrito e di resistenza scarsa rispetto al decisore pubblico. Ma cosa sarebbe accaduto se lo stesso principio di apertura fosse stato non dico applicato ma solo annunciato per

4 una categoria ben più protetta, corporativa e rilevante come, ad esempio, quella degli avvocati? Ve lo dico io: che il Consiglio Nazionale Forense, muovendo le leve di cui dispone tra i banchi parlamentari, avrebbe fatto passare una proposta di riforma della professione che sbarra l accesso ai giovani e accresce i propri poteri di controllo e sanzione. Con buona pace dei Giudici di Pace. Per la prima volta 15 giorni di sciopero dei giudici di pace: dal 17 gennaio 2011 Il Direttivo Nazionale dell UNAGIPA, convocato d urgenza a Roma il 2 dicembre u.s., ha esaminato il testo di un disegno di legge che il Ministro Alfano ed il Sottosegretario Caliendo hanno posto all ordine del giorno della seduta del Consiglio dei Ministri programmata per martedì scorso e rinviata solo poche ore prima. Il Ministero di via Arenula, in persona del Sottosegretario Caliendo, smentendo ancora una volta i reiterati impegni del Ministro Alfano a favore della stabilizzazione della magistratura di pace, ha riproposto un disegno di legge già ritenuto inaccettabile un anno fa dalla categoria e contrastato con cinque settimane di sciopero. Il progetto Caliendo appiattisce verso il basso figure di magistrati onorari radicalmente incompatibili fra loro (GdP, GoT e Vpo) e peggiora la condizione giuridica, già deleteria, dei giudici di pace, nulla disponendo sui miglioramenti, pur assicurati dal Ministro Alfano, in materia di rinnovabilità dei mandati, tutela previdenziale, garanzie ordinamentali e rivalutazione del trattamento economico. La figura del giudice di pace, da un lato regredisce nelle modalità di reclutamento dei nuovi giudici (è richiesto il solo requisito della laurea in legge per l accesso), dall altro viene intaccato gravemente nei principi costituzionali di buon andamento degli uffici e di indipendenza del giudice, mediante la soppressione degli attuali Coordinatori giudici di pace, sostituiti dal Presidente del Tribunale, con potere di direzione e di vigilanza (per la prima volta nella storia giudiziaria il capo di un ufficio si trova a giudicare su sé medesimo), mediante la compromissione dell attuale rappresentanza dei giudici di pace nei Consigli Giudiziari, e mediante la sanzione della revoca del mandato mascherata in mero ammonimento (non rinnovabilità dell incarico del giudice di pace destinatario anche di un solo ammonimento).

5 La bozza di progetto, pur non essendo stata cambiata in dodici mesi, è stata presentata come il tentativo di unificare la disciplina di una presunta e fantomatica categoria di magistrati onorari, laddove, al contrario, nell accorpare figure radicalmente incompatibili fra di loro (le funzioni giurisdizionali del giudice di pace addirittura con le funzioni requirenti di pubblico ministero del vice procuratore onorario), i giudici di pace si sono premurati di tenere fuori dalla disciplina comune altre figure di magistrati c.d. onorari (cioè i giudici tributari) ai quali appartiene il Sottosegretario Caliendo, ed i giudici laici presso i Tribunali per i Minorenni, tutti già titolari per legge di un incarico continuativo a tempo indeterminato, senza nessun tipo di verifica periodica di professionalità. Cosa hanno deliberato i giudici di pace? a) proclamare uno sciopero nella misura massima consentita e per il primo periodo utile sulla base della normativa vigente (che vieta scioperi durante ed a ridosso delle festivita natalizie e del voto di fiducia del governo), di preciso uno sciopero di quindici giorni a partire dal 17 gennaio 2011, b) promuovere immediatamente le piu efficaci azioni di contestazione e protesta, c) interessare le istituzioni, il governo, le forze politiche, l anm, l avvocatura, affinche ciascuno assuma una posizione chiara e definitiva sui contenuti della riforma della giustizia di pace, d) confrontarsi con le altre rappresentanze dei giudici non togati e di pace per una auspicata e necessaria azione unitaria.

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