Comprendere il movimento

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1 Pier Luigi Del Nista June Parker Andrea Tasselli Premessa di Maurizia Cacciatori Comprendere il movimento Nuovo Praticamente Sport Casa editrice G. D Anna Messina-Firenze

2 Pier Luigi Del Nista June Parker Andrea Tasselli Premessa di Maurizia Cacciatori Comprendere il movimento Casa editrice G. D Anna Messina-Firenze

3 Prima edizione Ristampa Progetto grafico e copertina Fotografie in copertina e nelle aperture di sezione Redazione e coordinamento editoriale Videoimpaginazione Contributi scientifico-didattici Disegni Stampa Legatura Coordinamento delle fasi di stampa e confezione Si ringraziano gli enti e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del libro; in particolare: Elementi di Educazione stradale Il Sistema Qualità della G. DʼAnna Casa editrice S.p.A. è certificato, secondo le norme UNI EN ISO 9001, da Cermet (n. 1791). Avvertenze Comprendere il movimento Copyright 2003 G. D Anna Casa editrice S.p.A. via Dante da Castiglione, Firenze tel fax internet Commessa 1319 Proprietà letteraria riservata febbraio Ruth Kroeber, Alberto Baragli Foto Mariani - Firenze Nicoletta Monteforte Bianchi, Red & Graph - Firenze Federica Giovannini, Massimo Vallese Paolo Barsotti, Claudio De Boni, Roberta Giommi, Serena Nacci, Nazzarena Barbieri, Maria Grazia Papi, Giorgio Sacchettoni Gianna Pascarelli, Giovanni Bernardi Tipolitografia STIAV S.r.l. - Calenzano (Fi) Legatoria industriale S.r.l. - Calenzano (Fi) Cristina Bonciani ADMO - Associazione Donatori Midollo Osseo (sede di Firenze), ASSA - Associazione Speranza e Solidarietà Aids (sede di Firenze), AVIS - Associazione Volontari Italiani Sangue, Loreta Abenante, Alessandro Badii, Lucia Bartoli, Giada Baragli, Monica Borghesi, Cristiano Carugati, Centro Studi e Documentazione ASSI Giglio Rosso (Firenze), Davide Cucini, Giulio D Anna, Direzione Nazionale UISP - Unione Italiana Sport per tutti, Davide Fiori, Baldassarre Grano, Graziano Mondani, Gustavo Pallicca, Gabriele Panelli, Romina Pendenza (Ministero della Salute - Dip. Prevenzione), Michele Piscardi, Anna Romani, Donatella Quadri, Fiamma Stilci Alessandro Pericoli (testi), Linda Giuntini (redazione), Monica Marmugi (videoimpaginazione), Gianna Pascarelli, Patrizio Spadoni (disegni) Eventuali variazioni ai regolamenti di gioco inerenti le discipline trattate che dovessero intervenire successivamente alla stampa di questo libro, saranno registrate nel sito eventuali modifiche intervenute nel Codice della Strada saranno pubblicate sul sito internet Gli aggiornamenti saranno poi inclusi nel volume in occasione della prossima ristampa. In alcune immagini di questo volume sono visibili i nomi di sponsor dello sport e/o i marchi di case produttrici di articoli sportivi. La presenza di tali illustrazioni (o la menzione, nel testo, di società attualmente operanti sul mercato) risponde ovviamente a un esigenza didattica e non è, in nessun caso, da interpretarsi come una scelta di merito della Casa editrice né, tantomeno, come un invito al consumo di determinati prodotti. La G. D Anna Casa editrice S.p.A., esperite le pratiche per acquisire i diritti di riproduzione delle illustrazioni prescelte, rimane a disposizione di quanti avessero comunque a vantare ragioni in proposito. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n Le riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, Corso di Porta Romana n. 108, Milano, sito web I marchi riportati in forma editoriale sono di proprietà delle rispettive società, anche quando non sono seguiti dal simbolo.

4 premessa... Non aver paura di cadere! Perché rialzarsi significa credere, migliorarsi, crescere. Perché avere la forza di rialzarsi significa vincere. La pallavolo mi ha insegnato a desiderare di raggiungere obiettivi sempre piú importanti, a conoscere i miei limiti e le mie potenzialità e soprattutto a credere in me e nel prossimo. Confrontarsi con i compagni di squadra, condividere con loro i sacrifici, le soddisfazioni e le sconfitte significa entrare a far parte di una dimensione corale, acquisire un modo di sentire di cui risentono positivamente tutti i rapporti umani che il quotidiano ti propone. Lo sport ti insegna che se hai impegnato tutta te stessa in un impresa, verrai premiata comunque, anche in quella che al momento ti appare una sconfitta. «Sport e Vita»: retorica? No, semplicemente una grande verità.

5 STRUTTURA DEL LIBRO Il libro è costituito da 5 parti, ciascuna attinente ad uno specifico campo di trattazione della materia. Ogni parte è contraddistinta da un colore diverso e presenta, ad apertura, un discorso introduttivo e l elencazione dei Prerequisiti e degli Obiettivi (generali e specifici). Le parti, a loro volta, sono divise in capitoli, e questi in paragrafi e sottoparagrafi. Il tutto, poi, è illustrato con dovizia sia per rendere il tuo lavoro piacevole, sia per aiutarti a fissare in maniera piú vivida e duratura i contenuti della trattazione. IV

6 Frequenti sono le rubriche nelle quali si affrontano con maggiore completezza alcuni aspetti significativi inerenti all argomento sviluppato nel testo. Le individuerai immediatamente perché sono caratterizzate da particolari espedienti grafici. Alla fine di ciascuna delle cinque parti trovi le Verifiche. Anch esse sono di due tipi; quelle che presentano questionari a risposta singola o multipla, ti aiutano a stabilire se hai compreso e assimilato quanto esposto nel testo; quelle che propongono domande o argomenti secondo le modalità previste per la terza prova. Il Glossario contempla le espressioni e i termini tecnici utilizzati nella trattazione, oppure le parole di uso non frequente sul cui significato potrebbe nascere in te qualche perplessità. Ovviamente ti fornisce le definizioni in modo chiaro, essenziale e nello stesso tempo scientificamente esatto. V

7 INDICE VI Premessa Struttura del libro Introduzione l attivita fisica ieri e oggi 1 L archeologia del movimento III IV IX 1.1 L età antica 4 Le civiltà mesopotamiche e orientali 4 I Greci 5 Gli Etruschi 9 I Romani Il Medioevo Dall Umanesimo al XVIII secolo 13 Il Calcio storico di Firenze 13 Gli Europei scoprono i giochi delle civiltà dell antico Messico 14 Il Seicento e il Settecento in Europa L organizzazione dell educazione fisica nel XIX secolo 15 L indirizzo tedesco 15 L indirizzo svedese 16 L indirizzo francese 16 L indirizzo inglese 16 De Coubertin L educazione fisica in Italia 18 L Ottocento 18 Il periodo fascista 19 Il dopoguerra 19 Verifica quanto appreso 20 2 Lo sport contemporaneo 2.1 Lo sport come divertimento e spettacolo 21 Il pubblico dello sport: scommettitori e spettatori appassionati 22 Lo sport e i mezzi di comunicazione di massa La funzione educativa e sociale dello sport 23 Autodisciplina, allenamento e valvola di sfogo 23 Lo sport come fattore dei processi di identificazione Sport, etica sportiva e relazioni internazionali 26 Dilettantismo e professionismo degli atleti olimpici 26 Il significato politico delle Olimpiadi Sport, industria, sponsor e pubblicità 28 Le pressioni derivanti dall industria dello spettacolo 29 Fra rischi e potenzialità 29 Verifica quanto appreso 29 il corpo umano: strutture e funzioni 3 Apparati e sistemi 3.1 La cellula I tessuti Organi, apparati, sistemi 33 Verifica quanto appreso 36 4 Il sistema nervoso 4.1 Meglio di un computer Elementi costitutivi del sistema nervoso Il sistema nervoso centrale 39 L encefalo 39 Il midollo spinale 43 Vie della motricità volontaria e involontaria Il sistema nervoso periferico Il sistema nervoso autonomo 45 Effetti del movimento sul sistema nervoso 46 Alterazioni e traumi del sistema nervoso 46 Verifica quanto appreso 47 5 L apparato scheletrico 5.1 Ossa lunghe, corte e piatte La struttura delle ossa 49 Il tessuto osseo 49 La cartilagine 50 Il midollo osseo Com è fatto lo scheletro 51 Ossa della testa 51 Ossa del tronco 51 La colonna vertebrale 53 Ossa degli arti superiori 55 Ossa degli arti inferiori Paramorfismi e dismorfismi 56

8 Atteggiamenti scoliotici e scoliosi 57 Iperlordosi e ipercifosi 57 Scapole alate 57 Piede piatto 59 Ginocchio valgo 59 Alterazioni e traumi dell apparato scheletrico 59 Verifica quanto appreso 60 6 L apparato articolare 6.1 Articolazioni fisse, semimobili e mobili Struttura delle articolazioni mobili Le articolazioni mobili e i movimenti 64 Classificazione delle articolazioni mobili 65 Alterazioni e traumi dell apparato articolare 66 Verifica quanto appreso 68 7 Organi e apparati che permettono l attività fisica 7.1 L apparato cardiocircolatorio 69 Il sangue 69 La circolazione sanguigna 70 Il cuore 71 La milza 73 Che cosa succede nell apparato circolatorio durante l attività fisica L apparato respiratorio 75 Come si svolge la respirazione e che cosa accade durante l attività fisica 77 Primo soccorso all arresto dell apparato cardiorespiratorio 78 Il massaggio cardiaco Gli organi di escrezione 80 I reni L apparato digerente 82 Il fegato 82 Il pancreas 83 Verifica quanto appreso 84 8 Il sistema muscolare 8.1 Le proprietà del muscolo 86 Muscoli striati, muscoli lisci e muscolo cardiaco La struttura dei muscoli scheletrici 87 I tendini 90 Il ventre 90 Il fenomeno della contrazione e l impulso nervoso 91 Caratteristiche delle fibre muscolari L energia muscolare 93 Meccanismo anaerobico alattacido 94 Meccanismo anaerobico lattacido 94 Meccanismo aerobico Muscoli e movimento: un sistema di leve 97 La forma dei muscoli Le azioni muscolari 98 Muscoli tonici e muscoli fasici 98 Muscoli flessori, estensori, adduttori, abduttori e rotatori 99 Muscoli agonisti, antagonisti e sinergici I tipi di contrazione muscolare 100 Contrazione isotonica dinamica concentrica 100 Contrazione isotonica dinamica eccentrica o cedente 100 Contrazione isometrica statica 101 Contrazione pliometrica Movimenti volontari, riflessi, automatici 102 Movimento volontario 102 Movimento riflesso 102 Movimento automatico 102 Alterazioni e traumi del sistema muscolare 103 Verifica quanto appreso 105 anatomia del movimento 9 La meccanica del movimento 9.1 La terminologia: parti, linee, piani e movimenti, posizioni 108 Le parti del corpo 108 Linee, piani e movimenti 109 Posizioni, atteggiamenti, attitudini La biomeccanica 112 La forza 112 I tre principi della dinamica 113 La gravità 113 Le leve 114 Verifica quanto appreso Cinesiologia muscolare 10.1 I movimenti del busto Movimento del busto in avanti: flessione Flessione del busto in avanti-alto da supini: addominali 122 Movimento del busto all indietro: estensione 124 Estensione del busto indietro-alto da proni: dorsali 125 Movimenti del busto da un lato: flessione laterale 126 Movimenti di rotazione del busto I movimenti dell arto superiore Movimenti della spalla sul torace Movimento in avanti dell arto superiore: antepulsione 133 Movimento indietro dell arto superiore: retropulsione 134 Movimento in fuori dell arto superiore: abduzione 135 Movimento in dentro dell arto superiore: adduzione 136 Movimento di rotazione dell arto superiore verso l interno e verso l esterno: pronazione e supinazione 137 Movimento in alto dell arto superiore: elevazione 138 Movimenti di flessione ed estensione dell avambraccio sul braccio I movimenti dell arto inferiore 140 Movimento in avanti dell arto inferiore: flessione 142 Movimento indietro dell arto inferiore: estensione 143 Movimento di slancio in fuori dell arto inferiore: abduzione 144 VII

9 VIII Movimento dell arto inferiore proteso in dentro: adduzione 145 Movimento di flessione ed estensione della gamba sulla coscia 146 Movimenti di rotazione interna ed esterna dell arto inferiore 147 Verifica quanto appreso 149 muoversi 11 La motricità e lo sviluppo psicomotorio 11.1 Le fasi dello sviluppo psicomotorio 152 Dai 3 ai 5 anni di età 152 Dai 5 agli 11 anni di età 153 Dagli 11 ai 18 anni di età Lo sviluppo somatico Le mutazioni fisiologiche Le capacità senso-percettive Lo schema corporeo La strutturazione della lateralità L organizzazione spazio-temporale La coordinazione oculo-manuale 161 Verifica quanto appreso Le qualità motorie Le qualità del movimento La forza 164 I fattori che condizionano la forza 164 Come si sviluppa la forza 165 Le forme fondamentali della forza 165 Verifica la tua forza 166 Per allenare la forza La resistenza 175 Verifica la tua resistenza 177 Per allenare la resistenza La velocità o rapidità 181 Le componenti della velocità 182 Verifica la tua velocità 183 Per allenare la velocità La mobilità 185 I fattori che influenzano la mobilità 185 Verifica la tua mobilità 186 Per allenare la mobilità La coordinazione 191 Verifica la tua coordinazione 193 Per allenare la coordinazione L equilibrio 200 Equilibrio statico, dinamico, in volo 201 Verifica il tuo equilibrio 201 Per allenare l equilibrio 203 Verifica quanto appreso Comunicare con il corpo 13.1 Il linguaggio non verbale nella comunicazione 206 Vicinanza/lontananza 208 La postura 208 La voce 209 La gestualità e lo sguardo 209 Le espressioni del volto Il corpo dello sport e il corpo dell arte Sapere per comunicare meglio Verifica quanto appreso 211 educazione alla salute 14 Salute, solidarietà e prevenzione 14.1 La salute: un concetto dinamico Educazione alla salute e alla solidarietà 215 Donare il sangue 215 La donazione di midollo osseo 216 La donazione di organi Al femminile: uno spazio speciale dedicato alle ragazze 218 L esame ginecologico 218 Il ciclo mestruale Informazione e prevenzione 219 L Aids 220 Epatite B e C 221 Altre malattie a trasmissione sessuale 222 Verifica quanto appreso L alimentazione 15.1 I principi nutritivi 223 Proteine 224 Glucidi (zuccheri) 224 Lipidi (o grassi) 225 Vitamine 225 Acqua 225 Minerali Il fabbisogno energetico 229 Il metabolismo basale Il peso corporeo 230 Eccesso di peso e obesità L alimentazione corretta 232 La dieta dimagrante 233 I disturbi dell alimentazione 234 Alimentazione e sport 234 Verifica quanto appreso Le sostanze stupefacenti e il doping 16.1 Che cosa sono le droghe Perché è pericoloso l uso delle droghe? Il tabacco Il fumo passivo L alcol 238 Alcol e guida 239 Alcol e sport Il doping e le sostanze dopanti Anabolizzanti Gli integratori 243 Verifica quanto appreso 245 Glossario 246 Elementi di educazione stradale 249 Bibliografia 264

10 introduzione La scienza del movimento Il significato e il valore delle attività motorie educative si sono continuamente trasformati nel corso del tempo, adeguandosi alle esigenze sociali e culturali della comunità umana. Il frenetico sviluppo tecnologico degli ultimi cinquant anni ha cambiato in modo radicale il nostro sistema di vita, e con esso la gestione del nostro corpo che, dal punto di vista motorio, si è dovuta conformare a nuove abitudini. Il rapido cambiamento ci ha spesso trovati impreparati, e si è certo moltiplicata la necessità di attività motorie commisurate a bisogni e aspirazioni impensabili pochi decenni fa. Nei secoli passati, si dava molta importanza allo sviluppo della mente umana, mentre l espressione motoria del corpo veniva spesso trascurata. Nel 1814, Thomas Jefferson scriveva: «La piú grande soddisfazione dell uomo sta nel conoscere il proprio corpo, le sue parti, le loro funzioni e attività»; si trattava però di un precursore illuminato, giacché all epoca si prestava poca attenzione all espressione motoria, e non ci si soffermava minimamente sulla preziosità di questo dono della natura. Oggi la situazione si è quasi ribaltata: cultura e costume propongono modelli che esaltano l esibizione del corpo e si concretizzano in espressioni di bellezza e di forza fini a se stesse, o, peggio, evidenziano la prestanza fisica quale strumento di autostima, se non di prevaricazione nei confronti del nostro prossimo, trasformando l espressione motoria in agonismo esasperato. In realtà, l educazione del corpo non può prescindere da quella della mente: il movimento deve farsi tramite fra l uno e l altra, liberando la vitalità interiore che ci consente di conoscere meglio noi stessi, dal punto di vista fisico e psichico, e di raggiungere una condizione ottimale di equilibrio. Equilibrio significa benessere, ed è noto che il benessere, nella sua interezza, è riconducibile a fattori di natura non soltanto fisica e psichica, ma anche sociale ed ambientale: la salute dell uomo si realizza, ad ogni età, in un armonico e costante rapporto con tutti gli ambiti della sua esistenza. Che cos è l educazione fisica? È la disciplina educativa che è finalizzata alla crescita, allo sviluppo e al mantenimento delle funzioni motorie, in un rapporto interattivo con l evoluzione delle capacità emotive e cognitive. L attività sportiva nella scuola può diventare un esperienza costruttiva dando a tutti la possibilità non soltanto di divertirsi, ma di imparare a confrontarsi e a collaborare con gli altri, di acquisire competenze, di trovare un equilibrio interiore, di rendersi conto dei propri limiti e delle proprie potenzialità. Ma, all atto pratico, come possono essere utilizzate al meglio le poche ore che la scuola riserva all educazione fisica? Forse sono da rivedere i criteri e le modalità per i quali tali ore sono state spesso sottovalutate e ridotte a momenti di semplice svago. In effetti, è possibile dare a queste ore una valenza altamente proficua e costruttiva, anche senza un eccessivo sacrificio e pur mantenendone le componenti che le rendono piú divertenti e appaganti di altre. L ora di educazione fisica non deve essere una vetrina in cui i ragazzi mettono in mostra le proprie qualità fisiche, e certo sarebbe assurdo pensare che cosí poco tempo possa essere sufficiente per sviluppare appropriatamente la loro condizione fisica; dalla scuola è invece giusto pretendere i criteri di base di questa scienza, in modo che l insegnante possa dedicarsi a una programmazione finalizzata all approfondimento dei suoi contenuti, e sia in grado di tracciare un percorso formativo, in virtú del quale le abitudini salutari, gli hobbies, gli sport e qualsiasi attività extrascolastica concorrano a sviluppare un sano stile di vita. La scuola può diventare l ambiente che permette anche ai meno dotati di esprimersi liberamente, senza ansie da prestazione: ai ragazzi si deve poter insegnare che le verifiche e i confronti importanti sono quelli che si fanno con se stessi, non con gli altri. È importante che i «piú bravi» imparino a condividere le proprie capacità e competenze con chi lo è di meno, divenendo in tal modo esempi da emulare e compagni a cui ricorrere per aiuto e consiglio, in maniera non diversa da quanto si verifica nell apprendimento delle altre discipline scolastiche. Il gioco è una cosa seria L educazione fisica è una delle materie piú amate perché può agevolmente dare spazio al gioco, una delle espressioni piú naturali dei ragazzi che, svolgendolo, appagano le loro esigenze di divertimento, di svago, di sfogo della fantasia e della creatività. Il gioco, in quanto espressione di creatività, rappresenta una prestazione culturale sia individuale che collettiva; esso inoltre crea un identità, frutto di una crescita interna, sia personale che interpersonale. Ogni gioco ha le sue regole che, indipendentemente dal fatto che siano codificate o stabilite liberamente in base alle esigenze del momento, devono essere comunque note a tutti e rispettate. Dal rispetto di queste regole e dalla necessità di orientarsi e di interagire in un contesto di cui fanno parte sia compagni di squadra sia avversari, i ragazzi imparano a «fare» in modo coordinato e a proporsi come individui nel contesto sociale che li attende. Una materia interdisciplinare L educazione fisica ha la prerogativa di legarsi a tutte le discipline che studiano l uomo nella sua struttura anatomofunzionale e relazionale. Se è vero che anatomia, biologia, fisiologia, neurologia, cinesiologia, igiene e traumatologia possono condividere sperimentazioni, linguaggio e contenuti dell educazione fisica, per quanto attiene all analisi del movimento dal punto di vista biomeccanico e funzionale, è anche vero che filosofia, letteratura, storia, geografia, pedagogia, psicologia, storia dell arte e sociologia ne condividono i principi etici e culturali, oltre a fornirle gli strumenti con cui agire nell ambito dell apprendimento e dell insegnamento. Le indicazioni ministeriali, cui quest opera si attiene, richiamano piú volte l attenzione dell insegnante sull importanza di contestualizzare in senso interdisciplinare questa disciplina, in modo che essa si ponga sia come verifica vissuta di nozioni apprese sia come stimolo al chiarimento di concetti relativi a discipline diverse. IX

11 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI La storia dell attività fisica comincia praticamente con quella del genere umano. Fin dalla comparsa delle prime civiltà, dagli Egizi, ai Greci ai lontani popoli delle Americhe precolombiane, le attività ginniche e sportive hanno sempre avuto un ruolo di primo piano. In epoca moderna lo sport ha assunto valenza culturale e sociale ancora maggiore. L educazione fisica detiene i caratteri di una vera scienza e lo sport è diventato fenomeno di massa, con rilevanti conseguenze in campo economico, sociale ed educativo.

12 Obiettivi generali Delineare le dinamiche evolutive riguardanti le attività ginniche, ludiche, atletiche e sportive nel corso dei secoli. Riflettere sul ruolo dello sport nella cultura contemporanea. Prerequisiti Conoscenza basilare della storia antica e moderna. Comprensione delle trasformazioni culturali nell evolversi delle civiltà. Conoscenza delle attività ginniche e sportive piú diffuse. Obiettivi specifici Conoscere le attività ginniche e sportive delle civiltà antiche. Conoscere le modalità di svolgimento dei giochi ellenici. Conoscere le modalità di svolgimento dei ludi romani. Riflettere sulle finalità che motivavano le principali attività ginniche, ludiche e sportive nelle civiltà antiche. Conoscere le diverse modalità di sviluppo delle attività ginniche, ludiche e sportive nelle epoche medievali e moderne. Conoscere i diversi indirizzi dell educazione fisica moderna. Conoscere le metodiche ginniche, ludiche e sportive introdotte nella cultura occidentale. Riflettere sul ruolo dello sport nel tempo libero. Riflettere sul ruolo educativo dello sport. Riflettere sugli aspetti sociali, etici ed economici connessi allo sport. Riflettere sul ruolo dello sport nella comunicazione di massa.

13 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO In età preistorica, quando i nostri antenati vivevano in prevalenza di caccia, l attività fisica era strettamente legata alla sopravvivenza e gli uomini dovevano essere scattanti, efficienti, pronti e atletici. Anche le danze rituali contribuivano a mantenere allenato e in esercizio il corpo. Testimonianze si trovano nelle grotte di Altamira (Spagna) e in quella di Font de Gaume (Francia), dove si trovano delle pitture realizzate non solo per amore dell arte ma con scopo rituale. Queste dipinti, che rappresentano figure in movimento, si trovano nelle parti piú interne delle caverne, difficilmente raggiungibili: qui, guidati dallo stregone, si radunavano i cacciatori per compiere riti di carattere magico e propiziatorio. Sul suolo argilloso delle grotte sono state trovate anche impronte di adolescenti probabilmente dovute a danze collegate con cerimonie di iniziazione che, una volta superate, permettevano ai giovani di essere considerati adulti e quindi buoni cacciatori. 1.1 L età antica Nel momento in cui si affermarono le grandi civiltà e l uomo risolse le primordiali esigenze di sopravvivenza, si diffuse l uso di diverse pratiche motorie che si modificarono nel tempo parallelamente all evolversi della società. Le civiltà mesopotamiche e orientali 4 Sopra, figure umane, particolare di graffito rupestre; tardo paleolitico, circa a.c. Grotta di Addaura (Palermo). Presso le civiltà che a partire dal IV millennio a.c. si svilupparono in Mesopotamia l attività fisica era legata ad espressioni di forza e di destrezza: il nuoto, l equitazione, la lotta erano discipline apprese per poi venir usate con profitto in guerra. Va detto però che solo la classe governante si dedicava alla pratica fisica per tenere in esercizio il corpo: un esibizione in piú della propria supremazia. In Egitto, dove dal 3000 a.c. si svilupparono in modo straordinario le scienze, la cultura e l arte, la nobiltà praticava discipline ricercate e raffinate in cui contava piú la perfezione del gesto piuttosto che la performance nella competizione.

14 Raffigurazione di fasi di lotta nell antico Egitto. Beni Hassan, tomba di Baket (medio regno). 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Anche in Oriente venne data molta importanza alle danze e ai giochi, che erano spesso legati a cerimoniali religiosi fatti per propiziare la fertilità e l abbondanza. Nacque cosí in India il tiro alla fune, eseguito tra due squadre, disposte sulle opposte rive di un fiume, che cercavano di trascinare gli avversari nell acqua. Il gioco aveva una simbologia di purificazione; il gioco dell altalena, invece, col suo movimento che avvicina la terra al cielo e il cielo alla terra, rappresentava l unione di aspetti materiali e spirituali. In tutto il continente asiatico il corpo e lo spirito non sono mai stati considerati come due entità distinte, ma un tutt uno, per cui filosofia, religione e pratica sportiva sono state sempre legate. Lo Yoga, che significa «unione», aspira alla congiunzione mistica con la divinità (o Essere Supremo), realizzabile anche attraverso esercizi fisici o particolari posizioni del corpo, che va addestrato affinché possa mantenere la sua elasticità e armonia. Originariamente le posizioni Yoga erano poche, non piú di 20, e comportavano allungamenti, flessioni e torsioni utili per sciogliere le tensioni che impediscono di far scorrere l energia dell Universo attraverso il corpo. Col tempo se ne sono aggiunte molte altre, ma nessuna ha modificato l impostazione originale. In Cina già nel IV secolo a.c. nel Chuang-Tzy, famoso testo classico del Taoismo, una dottrina che mira al miglioramento della propria esistenza e ad evitare ogni ingiuria alla propria persona, si parla di esercizi per il prolungamento della vita conosciuti come «stimolazione dell energia». Una delle figure piú importanti nella storia della filosofia taoista, un medico della dinastia Han, elaborò un popolare sistema di esercizi chiamato «il gioco dei 5 animali» in cui il praticante eseguiva movimenti stilizzati che imitavano quelli della tigre, del cervo, della scimmia, dell orso, della gru. Gli esercizi per la salute e la longevità hanno permeato la cultura della civiltà cinese piú di altri aspetti del Taoismo e continuano ancora oggi ad influenzare le moderne tecniche sportive della Cina. Ha origini piuttosto antiche, anche se successive alle civiltà precedenti, una speciale tecnica di lotta tipica del Giappone: il Sumo, praticato dai nobili nipponici già dal IV secolo d.c. I lottatori, che si affrontano corpo a corpo, raggiungevano anche allora stazze considerevoli per avere il vantaggio di una maggiore stabilità. Questi incontri di lotta risultano anche oggi molto spettacolari. Ogni incontro era ed è preceduto da riti di purificazione per allontanare gli spiriti maligni. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI I Greci Presso i Greci, popolo la cui civiltà cominciò a fiorire a partire dall VIII secolo a.c., l armonia, la forza e la bellezza del corpo erano qualità molto apprezzate e davano prestigio quanto l intelligenza e la generosità d animo. È per questo motivo che tutti gli eroi greci vengono descritti come «belli e buoni», che i vincitori delle gare sportive godono della stessa fama di un trionfatore in battaglia, e che il mitico Achille, per onorare degnamente la morte dell amico Patroclo, ordina che vengano celebrate delle gare atletiche. Questi esempi sono utili per capire quanto l attività fisica fosse parte integrante della tradizione greca e quanto fosse grande il rispetto con cui i Greci si avvicinavano ad essa. Il filosofo Platone (428/7-348 a.c.) riconosce alla ginnastica un ruolo fondamenta- 5

15 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO le per il benessere dell uomo, inteso come un tutt uno formato da anima e corpo. Poiché l equilibrio tra queste due componenti è alla base della salute dell uomo è necessario che ognuno la conservi attraverso le cure igieniche, la ginnastica, la pratica della musica e della cultura di ogni genere. L educazione fisica, dunque, per i greci ha pari dignità di tutte le altre materie di studio. Per Platone, inoltre, è possibile curare adeguatamente il corpo solo se si cura l anima: il controllo del corpo con la sola ginnastica farebbe diventare duri, ma il controllo dell anima, senza ginnastica, farebbe diventare deboli. Mirone, Discobolo, a.c. Copia romana. Roma, Museo Nazionale Romano. I Giochi Panellenici La grande considerazione che i Greci avevano dell attività sportiva trovava la massima espressione nei Giochi Panellenici che, nati come celebrazione di riti religiosi in onore degli dèi, successivamente avevano assunto un particolare valore sociale e civile. Prevaleva in essi l esaltazione della forza come ideale da raggiungere con costanti esercizi fisici: infatti gli atleti si sottoponevano a duri allenamenti e a rigide diete. Durante il gioco tutti i partecipanti dovevano sottostare a precise regole, veniva esaltato il senso di lealtà e lo spirito agonistico. Col passare del tempo, però, questi ideali sportivi entrarono in crisi e cominciarono ad affermarsi atleti professionisti che si allenavano a tempo pieno dietro pagamento di ingaggi altissimi. Vennero meno gli ideali di lealtà e il fine educativo che era alla base delle gare panelleniche. Infine nel 393 d.c., dopo 11 secoli e 293 edizioni, l imperatore Teodosio con un editto, sotto la pressione del vescovo di Milano Ambrogio, mise fine ai giochi in quanto rappresentazione di riti pagani. Il Cristianesimo, a quel tempo, proponendosi la salvezza dell uomo e della sua anima, espresse un giudizio negativo su tutte le attività del corpo, ponendo scarsa attenzione all alto valore morale e formativo che l attività sportiva e, in particolare, i Giochi Panellenici avevano per i Greci. Le grandi feste panelleniche erano quattro: i Giochi Pitici, che si svolgevano a Delfi ogni quattro anni in onore del dio Apollo, quelli Nemei, celebrati vicino a Corinto in onore di Zeus ogni due anni, quelli Istmici, disputati sull Istmo di Corinto ogni due anni in onore di Poseidone, e le gare olimpiche in onore di Zeus. 6 Tomba del tuffatore, raffigurazione del coperchio; circa 480 a.c.; affresco. Paestum (Salerno), Museo archeologico.

16 Scena di pugilato in un affresco degli scavi di Thera (capitale minoica di Santorino); ragazzi muniti di guantone tirano di boxe. 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Queste ultime erano la piú importante manifestazione agonistica nell antica Grecia e si svolgevano ad Olimpia, città sacra del Peloponneso, dove si trovavano piú di 80 templi e un monumento, scolpito magistralmente da Fidia, raffigurante Zeus, alto piú di 12 metri, seduto su un trono d ebano. Ogni quattro anni, nel plenilunio fra luglio e agosto, si svolgevano i giochi, durante i quali si instaurava la «tregua sacra»: nessun nuovo conflitto poteva iniziare e le battaglie in corso venivano sospese in modo che gli atleti potessero gareggiare. Dalla prima Olimpiade, stabilita nel 776 a.c., alla diciottesima, le gare furono costituite esclusivamente dalla corsa a piedi: si trattava di una gara di velocità, su una distanza di 192,27 m, detta stadio perché equivaleva alla lunghezza della pista dello stadio. Nel 724 a.c. venne inserita anche una corsa di 384,54 m, cioè il doppio dello stadio, che si svolgeva coprendo la stessa distanza andata e ritorno. Nelle Olimpiadi successive vennero introdotte altre specialità quali il Pentathlon (costituito da cinque prove), il Pancrazio (misto di lotta e pugilato) e le gare ippiche. Inoltre il programma prevedeva la corsa con le armi, durante la quale i partecipanti, indossando scudo, elmo e schinieri, si misuravano su distanze varie. Nella trentasettesima Olimpiade fu inserita una gara di corsa anche per i giovani (12-18 anni) sulla distanza di 96 m (mezzo stadio). Gli atleti che partecipavano alle Olimpiadi si radunavano per allenarsi un mese prima nella valle dell Alfeo, nei pressi di Olimpia, per verificare la loro competitività ed essere scelti dai dieci giudici di gara che decidevano in piena autonomia sulle ammissioni. Durante questa fase i partecipanti potevano ritirarsi, senza che ciò costituisse motivo di vergogna. Gli atleti avevano a disposizione palestre, quadrati per la lotta, piste per la corsa e alloggiavano in camere provviste di bagni; con loro c era un folto seguito di allenatori e massaggiatori. Il recinto dei giochi era accanto al tempio di Zeus e includeva lo stadio, la cui lunghezza era m; all interno di esso erano scavati nella collina tre gradoni che poteva ospitare persone. La pista aveva la forma di un rettangolo, il fondo era coperto di sabbia e vi potevano gareggiare al massimo 20 atleti alla volta. Nei pressi c era l ippodromo, grande m, con il suolo in terra battuta. Ai giochi non potevano assolutamente partecipare le donne sposate, neanche come spettatrici; esse venivano messe a morte se trasgredivano e buttate di sotto da una rupe. Si narra che Callipatira, madre dell atleta Posidoro, si fosse travestita da allenatore per stargli vicino, ma, dopo la vittoria di questo, correndogli incontro, perse le vesti e si tradí. La donna fu graziata in virtú della vittoria olimpica del figlio, dei fratelli e del padre, anch egli vincitore nelle precedenti edizioni, ma da quel momento in poi anche gli allenatori furono costretti a presentarsi nudi come gli atleti. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI Coppa con raffigurazione della fase finale del salto eseguito con i pesi (halteres). Si nota nella scena il giudice di gara. Fine del VI sec. a.c. Boston, Museum of Fine Arts. 7

17 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Come si svolgevano i Giochi Olimpici I Giochi Olimpici si svolgevano nell arco di cinque giorni. Il primo giorno era dedicato al giuramento solenne che ogni atleta faceva sotto la statua di Giove alla presenza dei sacerdoti che pregavano e sacrificavano tori in onore del dio. Nel giuramento si dichiarava di mantenere un comportamento leale nelle competizioni, di essere in possesso dei requisiti necessari e non avere guai con la legge. Il nome di colui che si disonorava violando questo giuramento, veniva riportato, insieme a quello della città dove era nato, su delle statue poste all entrata dello stadio. Il secondo giorno era dedicato alla corsa con la gara di velocità di 192,27 m e quella di 384,54 m e la gara di resistenza di 4600 m. Il segnale di partenza veniva dato con uno squillo di tromba. Coloro che anticipavano la partenza venivano puniti con frustate e bastonate dai giudici di gara. Dal momento che nonostante questo deterrente le false partenze continuavano, il via veniva dato abbassando una pertica o una corda che si poneva come uno sbarramento davanti agli atleti. I corridori si cimentavano su una pista di sabbia morbida, completamente nudi e con il corpo unto di olio. Il terzo giorno era dedicato alla lotta: gli incontri si svolgevano su un terreno recintato e ricoperto di sabbia per attutire le cadute. All inizio si disputavano combattimenti solo in piedi, ma successivamente furono ammessi anche quelli a terra, e ciò cambiò le regole: vinceva il lottatore che dopo aver gettato a terra l avversario riusciva a fargli toccare le spalle al suolo. Il pugilato allora era molto diverso da quello attuale. I guantoni erano formati da un intreccio di strisce di cuoio che lasciavano libere le dita, ma ricoprivano il polso e quasi tutto l avambraccio, terminando con un bracciale di pelle di montone. I pugili potevano colpire il busto, le tempie, le orecchie, le guance, il naso, il mento, la bocca; questi erano infatti i bersagli piú facili per via del tipo di «guardia» che prevedeva un ampiezza delle braccia molto piú ampia rispetto a quella di oggi. C era poi il pancrazio, un misto di lotta e pugilato, che era la gara piú violenta e brutale che si conoscesse. Il corpo del pancraziasta era facilmente riconoscibile: naso deformato dai colpi, orecchie strappate, cicatrici lungo tutto il corpo. Nel combattimento era lecito usare qualsiasi mezzo e tecnica: lotta in piedi e al suolo, pugilato, La corsa nella decorazione di un vaso attico (Atene, Museo Nazionale). calci nello stomaco, al ventre, morsi e torsione delle dita delle mani, presa della gola. Gli unici colpi che erano vietati erano l introduzione violenta delle dita negli occhi e negli altri orifizi del viso dell avversario. Il quarto giorno era dedicato alle corse dei cavalli che si svolgevano all ippodromo, nelle immediate vicinanze dello stadio, con carri trainati da 2, 3 o 4 cavalli, sulla distanza di 12 giri. Il battere delle ali di un aquila meccanica posta su un altare decretava il segnale di partenza. Erano gare solitamente riservate ai ricchi, poiché prevedevano il possesso di un cavallo di razza e l assunzione dietro pagamento del fantino; in caso di vittoria il premio andava al proprietario. Il quinto giorno si disputavano le gare di pentathlon che comprendevano cinque prove: corsa veloce, salto in lungo, lancio del giavellotto, lancio del disco, lotta. I giudici di gara davano un punteggio per ogni prova: se per esempio gareggiavano cinque atleti, al vincitore si assegnavano 5 punti, al secondo 4, al terzo 3, al quarto 2 e al quinto 1. Al termine si sommavano i punteggi ottenuti da ciascuno e si stilava la classifica generale. La proclamazione del vincitore nel pentathlon chiudeva di fatto i Giochi. Il giorno successivo si effettuava la cerimonia finale: i vincitori venivano incoronati dai sacerdoti con rametti di olivo selvatico nel tempio di Zeus. Per l occasione venivano sacrificati agli dèi 100 buoi e al crepuscolo aveva luogo un banchetto. 8 Bassorilievo raffigurante una scena di lotta tra atleti, proveniente dall Acropoli di Atene (Atene, Museo Nazionale).

18 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Sparta A Sparta, situata nella parte meridionale del Peloponneso, veniva data grande importanza alla forza militare e i suoi cittadini erano tenuti a una cieca obbedienza verso le leggi dello stato. I bambini, fin dalla piú tenera età, venivano educati secondo regole militari e dovevano sopportare la fatica, tollerare il dolore, superare ostacoli senza dimostrare di essere provati. A differenza di quanto accadeva nelle altre città greche, a Sparta anche le donne si dedicavano allo sport. La prova piú importante era la corsa, ma praticavano anche la lotta e il lancio del giavellotto e del disco. Esse, inoltre, vantavano un importante presenza nelle gare ippiche, in cui ottennero vittorie anche ad Olimpia con Cinisca, la quale, pur non potendo guidare personalmente in gara i cavalli della sua scuderia, li fece correre nei giochi olimpici, l unica forma di partecipazione concessa alle donne. L abitudine di praticare sport rese le Spartane paragonabili alle mitiche Amazzoni, tanto che un tentativo di rapimento da parte di soldati nemici si rivelò un fallimento totale e si concluse con la ritirata a rotta di collo degli assalitori. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI Fanciulla in corsa. A Sparta anche le donne si dedicavano all atletica. Gli Etruschi Narra lo storico greco Diodoro che nel 540 a.c. l oracolo di Delfi consigliò agli Etruschi, una civiltà di navigatori e commercianti fiorita nell Italia centrale a partire dal VII secolo a.c., di celebrare sacrifici, giochi ginnici ed equestri in onore del popolo dei Focesi che avevano appena distrutto. A questo episodio risalirebbe dunque l uso etrusco di offrire gare ai defunti, nella convinzione che ad assistere ai giochi ci fossero anche le persone morte. Le attività sportive si svolgevano nelle campagne o in aree sacre a ridosso delle città e costituivano un forte richiamo per uomini e donne di ogni classe sociale. Gli atleti si cimentavano nelle specialità piú conosciute come il lancio del giavellotto, il lancio del disco effettuato con la variante, rispetto ai giochi olimpici, della rincorsa, il salto in lungo, la corsa, il pugilato e le gare ippiche. Secondo un antica tradizione gli Etruschi furono anche gli inventori di uno degli spettacoli destinati ad essere piú popolari a Roma: i giochi dei gladiatori, che si concludevano con la morte dell atleta perdente. Possiamo farci un idea abbastanza precisa di come dovevano essere le gare sportive presso questo popolo anche grazie alle raffigurazioni rinvenute nelle tombe scoperte nei maggiori centri etruschi. Atleta in una pittura murale della tomba delle Olimpiadi (VI-V sec. a.c., Tarquinia). 9

19 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 10 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Particolare del mosaico della villa romana di Piazza Armerina (Enna) con due ragazze che giocano a palla. IV sec. d.c. Duello di gladiatori in un mosaico proveniente da Tusculum, III sec. d.c., Roma, Museo Borghese. I Romani A Roma l attività fisica era concepita diversamente rispetto a come la intendevano i Greci. Per questi ultimi infatti l attività sportiva fu sempre considerata essenziale per lo sviluppo pieno ed armonico della personalità individuale, i Romani invece avevano una concezione diversa e che cambiò nel tempo. Finché Roma fu in una fase di conquista, lo sport rimase una componente fondamentale nella formazione morale e fisica dei soldati. Gli allenamenti effettuati dai giovani romani al Campo Marzio comprendevano l equitazione, il tiro con l arco, la lotta, il lancio del giavellotto, la scherma, la corsa con le armi e finti combattimenti che avevano essenzialmente lo scopo di formare il futuro guerriero. Quando, però, dal I secolo d.c., le nuove condizioni politiche e sociali favorirono una vita fondata sull ozio e sul divertimento, l educazione fisica non fu piú considerata come una preparazione alla guerra, ma come un mezzo per rilassarsi e rendere piú bello e forte il corpo. I Romani facevano esercizi ginnici non solo per mantenersi in forma, ma anche come piacevole passatempo, perché le palestre erano annesse alle terme, dove, oltre a fare attività fisica, era possibile rilassarsi, fare massaggi e incontrare uomini politici o letterati. In linea generale, tuttavia, i Romani amavano lo sport piú come spettatori che come protagonisti, preferendo assistere ai vari spettacoli dell anfiteatro e del circo piú che parteciparvi attivamente, come era invece costume del popolo greco. È per questo motivo che gli «agoni», cioè i giochi competitivi dei Greci, nella cultura romana diventano «ludi», cioè giochi di spettacolo. I Ludi romani I Ludi romani, nati come celebrazioni in onore degli dèi, divennero grandi occasioni di massa, nelle quali il popolo aveva l opportunità di sfogare emozioni e impulsi violenti. Ecco che queste occasioni venivano utilizzate dai governanti per controllare gli umori della gente e per aumentare il proprio prestigio. Questa politica viene sintetizzata da Giovenale nel celebre motto «Panem et circenses» (pane e spettacoli circensi). I Ludi erano di tre tipi: quelli Scenici, che si svolgevano in teatro, quelli Gladiatori e quelli Circensi. Questi ultimi, comprendenti anche spettacoli di cavalieri che si esibivano acrobaticamente su cavalli lanciati al galoppo e finti combattimenti equestri, erano noti per le corse delle bighe, trighe, quadrighe, chiamate

20 I lottatori, gruppo in marmo da originale greco in bronzo della prima metà del III sec. a.c. Firenze, Galleria degli Uffizi. 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO cosí a seconda del numero dei cavalli impegnati. La sede piú importante in cui si svolgevano era il Circo Massimo. I giochi dei gladiatori si svolgevano in anfiteatri, il piú famoso dei quali è quello Flavio, detto Colosseo; questo fu completato nell 80 d.c. e poteva contenere spettatori. Tali giochi, nati come riti religiosi, si erano ben presto trasformati in occasioni di mero divertimento. Sull esaltazione che tali spettacoli destavano fra il popolo, alcuni politici avevano costruito il proprio potere. I candidati alle cariche pubbliche organizzavano a proprie spese spettacoli di combattimento fra gladiatori per rendersi popolari e ottenere l elezione. I gladiatori, perlopiú prigionieri di guerra, criminali e condannati a morte, iniziavano gli allenamenti sotto l esperta guida di ex-gladiatori. All inizio si esercitavano con un manichino, poi incrementavano l intensità e la difficoltà dell allenamento fino ad arrivare al momento in cui erano pronti per entrare nell arena. Quando un gladiatore sconfitto si era ben comportato poteva essere graziato dall imperatore che alzava il pollice verso l alto; se invece si era mostrato vile, il pollice veniva voltato verso il basso e il vincitore lo uccideva tra gli applausi deliranti della folla. Le ricompense erano alte e qualche volta veniva concessa al vincitore una spada di legno, simbolo del fatto che tornava ad essere un uomo libero e poteva vivere di rendita. Un altro spettacolo molto gradito al pubblico erano le venationes, che prevedevano la presenza di animali esotici impiegati per esibizioni o veri e propri combattimenti: si ricreava, con uno scenario, l ambiente naturale per l animale feroce, che veniva affrontata dal gladiatore. Le gare di atletica, chiamate dai Romani «certamina Graeca» (giochi di tipo greco), iniziarono già nel 186 a.c., ma si affermarono definitivamente con Domiziano nell 86 d.c. Si disputavano ogni cinque anni in onore di Giove Capitolino e, come i giochi di Olimpia, venivano accompagnate da gare di poesia, di canto, di flauto, danze e da spettacoli teatrali. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI Come si svolgevano i Giochi Circensi I giochi si aprivano sempre con una cerimonia religiosa in onore degli dèi che prevedeva la «pompa», cioè un corteo preceduto dal magistrato e dai sacerdoti, con il seguito di musicanti, danzatori, satiri e da raffigurazioni degli dèi e degli imperatori defunti. Dopo questo cerimoniale si effettuavano le corse con i cavalli, la vera passione di una folla di circa persone che si agitavano nervosamente e scommettevano febbrilmente sulle varie fazioni. Le quattro squadre, gli azzurri che rappresentavano il senato e l aristocrazia, i verdi l imperatore, i bianchi il popolo e infine i rossi, probabilmente alfieri dell opposizione, si davano aperta contesa non solo per l attribuzione della vittoria, ma anche per affermare la simbolica superiorità politica di una fazione sull altra. Vi era anche un costante riferimento all astrologia, cui l ambiente delle corse era legato. Le 12 costellazioni dello zodiaco erano simbolicamente rappresentate dalle 12 porte dalle quali sarebbero partite le quadrighe. Uscendo da una di queste porte, l auriga (sole), abbigliato con i colori di una delle quattro stagioni (autunno-azzurro, inverno-bianco, primavera-verde, estate-rosso) intraprendeva il suo itinerario intorno alla Terra (pista) e al mare (fossato in difesa del pubblico), seguendo l orbita dei sette pianeti (i sette giri della corsa). 11

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