AUSL RAVENNA. Rassegna stampa del 27/4/2011

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1 AUSL RAVENNA Rassegna stampa del 27/4/2011 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.

2 INDICE AUSL RAVENNA 27/04/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Perde la casa e tenta il suicidio 27/04/2011 QN - Il Resto del Carlino - Imola «E' una malattia cronica che ti fa vivere nella menzogna» 27/04/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Gli fu amputata la gamba destra Ora sta meglio 27/04/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Tenta il suicidio per lo sfratto, salvata 27/04/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Quell'ascensore non aiuta i disabili 27/04/2011 La Voce di Romagna - Ravenna "Quell'ascensore è una vergogna" 27/04/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Venti famiglie fuori di casa «E' uno degli effetti della crisi» 27/04/2011 La Voce di Romagna - Ravenna A pagina 13 RAVENNA - Correre,... 27/04/2011 La Voce di Romagna - Forli Salti mortali sul tetto dell' ospedale 27/04/2011 Corriere di Bologna - BOLOGNA La ricetta della Regione: «Renderemo pubblici i tempi per gli interventi» SANITÀ NAZIONALE 27/04/2011 Corriere della Sera - NAZIONALE Don Verzè e il San Raffaele spazio ai nuovi manager 27/04/2011 Il Sole 24 Ore L'indennità non passa dall'inps 27/04/2011 La Repubblica - Bologna Burocrazia e salute, l'sos degli iscritti stranieri

3 27/04/2011 La Repubblica - Napoli La puerpera deceduta a Scafati il pm interrogherà il ginecologo 27/04/2011 La Repubblica - Bari Bufera sulle case di cura private i carabinieri acquisiscono gli atti 27/04/2011 La Repubblica - Bari Dalla Regione 28 milioni a quattro ospedali priorità all'oncologico 27/04/2011 Il Messaggero - UMBRIA Sos bilancia, un umbro su nove è obeso 27/04/2011 Il Giornale - Milano L'esame del sangue senza fare code in trecento farmacie 27/04/2011 Avvenire - Nazionale Diagnosi difficile? «Il medico può sbagliare» 27/04/2011 ItaliaOggi Infermieri e fisioterapisti si trovano anche in farmacia 27/04/2011 ItaliaOggi Sanità, regione senza veli per i laboratori privati 27/04/2011 ItaliaOggi Una gestione aeroportuale per riorganizzare la sanità 24/04/2011 Liberazione Dieci domande a cui i vivisettori non rispondono 27/04/2011 L'Informazione di Bologna «Sofia morì per un errore medico» 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' L'Alpi blocca l'attività interna 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Ostetriche, le sfide da cogliere 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' «Non siamo professionisti qualsiasi» 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' «A rischio la spesa sul territorio» 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' «Contratti nazionali da tutelare» 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Cure a casa col numero verde

4 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Così «Lean» taglia gli sprechi 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Lesioni midollari, cure e letti solo al Nord 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Scompenso, patto con i Mmg 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Stroke unit al S. Carlo 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Se Narciso esce dal manuale di diagnosi psichiatriche 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' La Toscana spariglia il mazzo 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Off patent verso l'allineamento 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' «La legge serve, ma questo testo fa solo danni» 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' «La governance peggiora i problemi» 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' «Teaching hospital»: in Europa ognuno per sé 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Atenei-Ssn, alleanza difficile 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Regioni: via libera al riparto 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Trapianti in pazienti Hiv, le linee guida 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Contabilità analitica in asfissia 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' «Serve un salto di paradigma tra i manager» 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Conti doc, missione impossibile 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Obiettivo omogeneità, ma ogni sistema fa per sé

5 26/04/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' «I contratti siano nazionali» 26/04/2011 ADN Kronos 06:41 Farmaci: allarme Usa, boom overdose accidentali da antidolorifici 26/04/2011 ADN Kronos 11:13 Sanita': liste attesa, 50% siti web Regioni e Asl riporta dati su tempi 26/04/2011 AGI 14:28 SANITA': BAMBIN GESU' CENTRO ITALIANO PER PACEMAKER VESCICALI 26/04/2011 AGI 14:13 EPATITE C: NUOVE SPERANZE PER FARMACI PIU' EFFICACI 26/04/2011 Marketpress FVG: VERSO SERVIZIO SANITARIO PIÙ COERENTE CON ASPETTATIVE PAZIENTI 26/04/2011 Marketpress SANITA IN SICILIA: ACQUISTO DI MATERIALE CHIRURGICO, RISPARMIATI 15 MILIONI 26/04/2011 Marketpress SANITÀ IN ABRUZZO: LA CENTRALITÀ DEL CITTADINO IN UN SISTEMA DI QUALITÀ 26/04/2011 Marketpress SANITA': INAUGURATA NUOVA EMODIALISI OSPEDALE DI DOLO (VE). SERVIZIO MODERNO E ATTENTO A PERSONE CON PATOLOGIA IMPATTANTE 27/04/2011 L'Informazione - MODENA Cardiologia, medico denuncia collega

6 AUSL RAVENNA 10 articoli

7 27/04/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 26 (diffusione:30000) Perde la casa e tenta il suicidio Cinquantenne salvata in extremis dai carabinieri LUGO - Proprio ieri pomeriggio avrebbe dovuto essere sfrattata dalla casa che aveva occupato per tanti anni coi suoi due inseparabili cani. E' probabilmente per questo che aveva deciso di farla finita, e poco prima dell'arrivo dell'ufficiale giudiziario ha ingoiato una serie di pastiglie. Due interi flaconi di medicinali, prima di stendersi sul letto di quell'appartamento di Lugo che dopo poche ore avrebbe dovuto abbandonare. E' lì che l'hanno trovata i carabinieri, riuscendo a salvare in extremis una cinquantenne seguita dai servizi sociali, con un passato difficile, fatto di problemi economici. La donna, che rimane ricoverata in prognosi riservata nel reparto della Medicina d'urgenza dell'ospedale di Lugo, dovrebbe cavarsela. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato un vicino di casa che ha notato, nel primo pomeriggio di ieri, le chiavi di casa appese all'esterno della porta dell'appartamento. Dopo aver bussato ripetutamente senza ottenere risposta, ha allertato i carabinieri. La pattuglia al momento in servizio è accorsa sul posto immediatamente ed è riuscita ad entrare nella casa della donna, dopo aver con difficoltà rinchiuso i due cani, che si mostravano piuttosto aggressivi, in una stanza dell'appartamento.trovata la signora riversa nel letto senza che si riuscisse in alcun modo a svegliarla, i carabinieri hanno chiamato i soccorsi facendo intervenire il 118 che ha trasferito la 50enne all'ospedale, dove rimane ricoverata nel Reparto di medicina d'urgenza. L'intervento tempestivo dei militari è stato determinante e l'anziana non è al momento in pericolo di vita. Ad avvalorare l'ipotesi del tentato suicidio sono stati rinvenuti due flaconi di medicinali vuoti sul comodino adiacente il letto e una lettera in cui la signora esprimeva l'intenzione di affidare gli adorati cani al canile municipale di Bizzuno. AUSL RAVENNA 7

8 27/04/2011 QN - Il Resto del Carlino - Imola Pag. 4 (diffusione:165207, tiratura:206221) ALCOLISTI ANONIMI LA TESTIMONIANZA DI UN OPERAIO IMOLESE «E' una malattia cronica che ti fa vivere nella menzogna» UNA MALATTIA cronica, dall'esito anche fatale, in cui scivoli di giorno in giorno senza neanche rendertene conto. Lo raccontano con coraggio i membri degli Alcolisti anonimi, con la serenità di chi ha passato la tempesta, ma la consapevolezza di dover tenere sempre alta la guardia. Il gruppo di auto aiuto, ramificato in 43 sezioni in tutta l'emilia-romagna, non ha ancora, però, messo le sue radici a Imola. Ancora per poco, sembra, vista la volontà da parte di molti di avviare il percorso anche sulla rive del Santerno. Nel frattempo, sono circa quattro i partecipanti a quello di Faenza. Fra loro c'è anche un operaio imolese, 38 anni, di cui 35 vissuti nel capoluogo, che racconta la sua storia, per fortuna, a lieto fine. «GRAZIE al gruppo, sono riuscito a uscire dal problema circa tre anni fa». Problema che era iniziato molto tempo prima: «Ero solo un adolescente, avrò avuto quindici anni. Bevevo fuori con gli amici il sabato sera, poi si è aggiunto anche il venerdì e così via, fino a quando non ho cominciato a bere tutti i giorni». Un cammino progressivo, di cui è difficile essere consapevoli: «Se ne erano accorti tutti tranne me. Ricorrevo all'alcol per sentirmi più disinibito, o per non pensare a un problema. Alla fine è diventa una vera e propria malattia che ti porta continuamente alla menzogna. Menti per nasconderti». In questa spirale spesso finisce anche la famiglia: «Ho dovuto allontanarmi da mia mia moglie e dai miei figli. È stata lei a spingermi a chiedere aiuto. C'è voluto circa un anno per prendere coscienza del problema; all'inizio sono stato costretto a rivolgermi al Sert o a psicologi e al gruppo degli Alcolisti anonimi. All'inizio si fanno tanti tentativi che falliscono subito». Poi, la luce fuori dal tunnel. «Per fortuna sono riuscito a mantenere il mio lavoro, un miracolo, e e sono anche tornato a casa da mia moglie e dai miei figli. Insomma, ho ripreso in mano la mia vita». Se grande è stata la forza d'animo di questa donna, va ricordato che anche i familiari di chi soffre di questo tipo di dipendenza possono rivolgersi a un gruppo d'appoggio, Alanon. Per chi ha passato tutto questo, le nuove generazioni, sono davvero a rischio? «Sì, se ti droghi tutti sanno che è sbagliato, mentre per l'alcol è diverso, nessuno ti dice niente. La colpa è anche della tv e della pubblicità che continuamente propone immagini di alcolici e happy hour. L'alcol scorre come se fosse acqua». Letizia Gamberini AUSL RAVENNA 8

9 27/04/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 19 (diffusione:30000) Gli fu amputata la gamba destra Ora sta meglio FAENZA - Sta meglio l'operaio agricolo italiano di 42 anni, A.R. residente a Solarolo, al quale era stata amputata con un intervento chirurgico la gamba destra sopra al ginocchio, dopo che questa era rimasta presa nelle lame di un frangizolle. L'incidente era avvenuto nella mattinata dello scorso 16 aprile in un'azienda agricola in via Alberazzo 1215 a Castel Bolognese. Dopo l'operazione all'ospedale "Santa Maria delle Croci" di Ravenna, l'uomo era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione in condizioni gravissime: ne è uscito prima di Pasqua e ora si trova in Ortopedia. E' invece sempre ricoverato in prognosi riservata nel reparto Rianimazione dell'ospedale "Bufalini" di Cesena il 55enne C.C. di Brisighella, caduto il 7 aprile dall'alto di una scala sopra a un forno in uno degli stabilimenti della Cooperativa Ceramica d'imola in via Pana 64 a Faenza. Da allora l'operaio non si è più ripreso. AUSL RAVENNA 9

10 27/04/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 17 (diffusione:165207, tiratura:206221) Tenta il suicidio per lo sfratto, salvata Tragedia evitata per una cinquantenne in centro a Lugo, grazie ai carabinieri LUIGI SCARDOVI di LUIGI SCARDOVI A MINUTI sarebbe arrivato l'ufficiale giudiziario per lo sfratto. Una situazione che per una signora 50enne di Lugo si è trasformata in un vero e proprio incubo. La donna, assillata per non riuscire a racimolare la somma necessaria per pagare il canone d'affitto, ieri pomeriggio aveva infatti deciso di farla finita ingerendo due flaconi di farmaci. Un dramma della disperazione che però, grazie al senso civico di un vicino di casa e al tempestivo intervento dei carabinieri, non si è per fortuna concluso in modo tragico. Proprio ieri la donna, seguita dai servizi sociali e alle prese con seri problemi economici, doveva essere sfrattata dalla sua abitazione, pare per morosità. Alcune mattine fa l'ufficiale giudiziario si era recato a casa sua, stabilendo però che lo sgombero vero e proprio dell'abitazione si sarebbe dovuto effettuare proprio ieri pomeriggio. ERA DA DIVERSI anni che la donna risiedeva in quell'appartamento assieme a suoi due inseparabili amici a quattro zampe. Due cani di taglia media che, come vedremo, l'hanno protetta fino all'ultimo dalle intrusioni di estranei. Ad insospettire un vicino di casa della 50enne sono state le chiavi lasciate all'esterno della toppa della porta dell'appartamento. L'uomo, dopo avere più volte bussato e suonato il campanello senza ottenere risposta, ha deciso di richiedere l'intervento del '112'. Erano circa le e la pattuglia al momento in servizio è accorsa immediatamente sul posto. A quel punto si è presentato un problema, perchè i due cani della signora si mostravano piuttosto aggressivi e impedendo a chiunque di avvicinarsi. Non senza fatica il personale del Nucleo Operativo Radiomobile è riuscito ad entrare nell'appartamento dopo aver rinchiuso i due animali in una stanza. ENTRATI nella camera da letto i carabinieri hanno rinvenuto la 50enne distesa sul letto e priva di coscienza. Resisi conto che in effetti la donna non dormiva, i militari hanno richiesto l'intervento del personale del '118'. Riversa nel letto senza che si riuscisse in alcun modo a svegliarla, i carabinieri hanno chiamato i soccorsi facendo intervenire il 118. Dopo le prime cure prestate sul posto la signora è stata trasportata all'ospedale di Lugo in uno stato di coma dovuto all'assunzione di farmaci e poi ricoverata nel reparto di Medicina d'urgenza. Le sue condizioni in serata sono migliorate e per fortuna non correrebbe pericolo di vita. L'intervento tempestivo dei carabinieri si è rivelato determinante. Ad avvalorare l'ipotesi del tentato suicidio sono stati rinvenuti due flaconi di medicinali vuoti sul comodino adiacente il letto e una lettera in cui la signora affidava gli adorati cani al canile municipale di Bizzuno. AUSL RAVENNA 10

11 27/04/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 7 GAZEBO FLI Quell'ascensore non aiuta i disabili RAVENNA. Gianluca Palazzetti e gli altri candidati del Fli hanno organizzato ieri un gazebo di fronte alla sede dell'asp per sensibilizzare la cittadinanza sullo "scandalo del Consorzio" d is tr ibuendo materiale informativo. In tale occasione sono anche state scattate delle foto dell'ascensore che porta all'interno della sede dell'asp, per dimostrare che la larghezza non è sufficiente per fare entrare una persona disabile. «Il fatto che la sede dell'asp non tenga conto di questa situazione la dice lunga sulla sensibilità che l'amministrazione ed i dirigenti stessi nei confronti dei disabili», commenta Palazzetti. AUSL RAVENNA 11

12 27/04/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 16 (diffusione:30000) Gazebo Fli davanti all' Asp : "E' questa la sensibilità del Comune?" "Quell'ascensore è una vergogna" RAVENNA - Ieri mattina, il candidato Sindaco di Futuro e Libertà Gianluca Palazzetti, il candidato Presidente della Provincia Guido Baldrati, il Capolista in Consiglio Comunale Alberto Ferrero ed i candidati Caterina Basevi, Vittorio Domina e Stefano Cortesi Siboni, assieme ad altri amici, hanno incontrato i cittadini al gazebo organizzato di fronte alla sede dell'asp in Piazza dei Caduti, per sensibilizzare la cittadinanza "sullo scandalo del Consorzio distribuendo materiale informativo". In tale occasione sono anche state scattare delle foto dell'ascensore che porta all'interno della sede dell'asp, "per dimostrare - si legge in una nota - che la larghezza non è sufficiente per fare entrare una persona disabile. Il fatto che la sede dell'asp non tenga conto di questa situazione - spiega Palazzetti - la dice lunga sulla sensibilità che l'amministrazione ed i dirigenti stessi dell'asp hanno nei confronti dei disabili". prattutto perché non era richiesto un grosso servizio ferroviario per le merci in arrivo. Con Evergreen, compagnia al quarto posto mondiale per numero di container trasportati, che ha navi capaci di trasportare oltre teu alla volta, il problema si è posto eccome. La prima porta per il sistema retroportuale, insomma, sembra proprio questa. AUSL RAVENNA 12

13 27/04/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 15 (diffusione:165207, tiratura:206221) Venti famiglie fuori di casa «E' uno degli effetti della crisi» Sfrattate perchè non riescono più a pagare gli affitti. Il ruolo del Comune NELLE ULTIMISSIME settimane, almeno venti famiglie si sono rivolte ai Servizi sociali perchè colpite da sfratto esecutivo: dovranno lasciare la casa in media entro tre mesi. Lo sfratto è stato loro notificato per morosità: per una serie di cause, la famiglia non riusciva più a pagare il canone mensile e i proprietari degli immobili si sono visti costretti a ricorrere alla carta bollata. Di queste venti famiglie, sedici sono straniere e quattro italiane. Il problema principale per loro è la carenza o la mancanza totale di lavoro. Lo hanno spiegato a chiare lettere agli operatori dei Servizi sociali e anche all'amministrazione comunale, ai quali hanno domandato una mano per riuscire a restare a Faenza. Una mano che si può tradurre solo in un modo: avere un'altra casa dal Comune. La situazione, già difficile, è però resa ancora più ingarbugliata dalla situazione contingente faentina, che è questa: Comune e Acer stanno pian piano svuotando gli immobili Erp di via Fornarina, dove abitano tuttora 32 nuclei familiari, per poter avviare in tempi veloci la necessaria ristrutturazione per la quale il Comune ha ricevuto tre milioni e 200mila euro di contributi pubblici. Le famiglie che lasciano via Fornarina vengono inserite in altri alloggi Erp, e il loro inserimento si interseca con il normale flusso di famiglie destinataria di alloggi Erp. Traducendo: al momento non ci sono case popolari per chi la chiede sotto sfratto, anche ipotizzando di fare ricorso a quel piccolo nucleo di alloggi Erp riservati all'emergenza. Questi alloggi sono in sostanza già occupati. «E' UNA PRIMA ondata di sfratti per morosità - osserva l'assessore ai Servizi sociali Antonio Bandini - E' uno degli effetti visibili della crisi economica: le famiglie straniere sono state le prime espulse dal mondo del lavoro per effetto della crisi e sono state le prime a non riuscire a pagare gli affitti. Ma la ripartizione tra stranieri e italiani cambierà: lo sappiamo e lo sa già anche la Prefettura. Presto ci saranno molte più famiglie italiane sotto sfratto». CHE FARE dunque? «Stiamo creando l'agenzia per gli affitti - risponde l'assessore Bandini - Un punto di incontro tra privato e pubblico. Non è una 'costruzione' semplice. Purtroppo abbiamo a che fare con un mercato degli affitti a Faenza caratterizzato da canoni alti: da 600 ad 800 euro al mese, quando con quasi tutti potrebbero farcela a pagare. Ci stiamo occupando comunque del problema da tempo, e giovedì in Comune avremo un incontro con tutti i soggetti interessati: noi, Acer, l'asp, la Caritas, le Fondazioni. Faremo il punto». IL PATRIMONIO di alloggi pubblici a Faenza consta di 860 alloggi, da 28 a 105 metri quadrati con canoni di affitto che vanno da 30 a un massimo (teorico) di 650 euro al mese. L'assegnazione delle case popolari avviene attraverso una graduatoria chiusa, che vale due anni (in questo caso da settembre 2009 al settembre 2011). Gli sfratti notificati da Acer per morosità sono pochissimi, perchè in genere si cerca di mediare con piani di rientro 'morbidi'. Al momento, ci sono ben 611 domande ammesse in graduatoria per avere una casa Erp. «Chi chiede una casa Erp lo fa soprattutto per motivi economici - spiegano all'ufficio casa del Comune - Sono famiglie con molti figli, o hanno problemi economici legati alla presenza di anziani o disabili». In linea teorica, una casa del Comune dovrebbe essere una 'piazzola' di sosta da cui ripartire per riuscire nel tempo ad acquistare una casa propria. Per molti diventa però la soluzione definitiva. m.m. Image: /foto/4290.jpg AUSL RAVENNA 13

14 27/04/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 1 (diffusione:30000) A pagina 13 RAVENNA - Correre,... A pagina 13 RAVENNA - Correre, saltare, superare le barriere. Capriole, arrampicate, balzi, salti mortali lungo le mura. Lo chiamano 'Parkour' ed è una disciplina urbana che si è sviluppata molto in Italia nell'ultimo lustro. Un movimento diffusissimo in Francia, dove è nato ed è stato consacrato da un film di Luc Besso, ma che sta facendo proseliti anche alle nostre latitutidini e Ravenna non fa eccezione. Anche se nei forum la città non viene indicata come particolarmente indicata per il Parkour, un trio di giovanissimi mostra in rete le proprie imprese. Su Youtube, digitando "Shine Advance motion" si può vedere un video lungo quasi sette minuti caricato sul web un paio di mesi fa in cui i ragazzi saltellano (termine assai riduttivo) nella zona dell' ospedale. Tetti, barriere, muri vengono superati a furia di balzi e di arrampicate al limite della pericolosità. Tra l'altro ai tre giovani "l'allenamento" è costato anche qualche ramanzina dagli addetti ai lavori che gli hanno rimproverati della pratica in un posto, il Santa Maria delle Croci, non proprio consono alla ginnastica urbana. AUSL RAVENNA 14

15 27/04/2011 La Voce di Romagna - Forli Pag. 29 (diffusione:30000) La disciplina metropolitana nata in Francia ha adepti anche a Ravenna Salti mortali sul tetto dell' ospedale Il Parkour si diffonde in città: le imprese di tre ragazzi RAVENNA - Correre, saltare, superare le barriere. Capriole, arrampicate, balzi, salti mortali lungo le mura. Lo chiamano 'Parkour' ed è una disciplina urbana che si è sviluppata molto in Italia nell'ultimo lustro. Un movimento diffusissimo in Francia, dove è nato ed è stato consacrato da un film di Luc Besson (Banlieue 13, ha come protagonista proprio il fondatore della disciplina, David Belle) ma che sta facendo proseliti anche alle nostre latitutidini e Ravenna non fa eccezione. Anche se nei forum la città non viene indicata come particolarmente indicata per il Parkour, un trio di giovanissimi (il gruppo si chiama Shine) mostra in rete le proprie imprese. Su Youtube, digitando "Shine Advance motion" si può vedere un video lungo quasi sette minuti caricato sul web un paio di mesi fa in cui i ragazzi saltellano (termine assai riduttivo) nella zona dell' ospedale. Tetti, barriere, muri vengono superati a furia di balzi e di arrampicate al limite della pericolosità. Tra l'altro ai tre giovani "l'allenamento" è costato anche qualche ramanzina dagli addetti ai lavori che gli hanno rimproverati della pratica in un posto, il Santa Maria delle Croci, non proprio consono alla ginnastica urbana. Tant'è: il video mostra anche gli allenamenti che la crew Shine compie per evitare di farsi male dato che la disciplina non è proprio delle meno pericolose. Ci si esercita dalla palestra ai parchi pubblici, dove gli attrezzi per l'arrampicata paiono fatti apposta per migliorare le proprie prestazioni. In rete anche una compilation dei 'fail', i tentativi non riusciti, con tanto di camminata su una ringhiera finita con una caduta piuttosto dolorosa, specie se si è uomini. Tutto viene filmato e riversato in rete: internet ha un ruolo fondamentale per la diffusione del Parkour. Youtube ha preso, in sostanza, il posto del passaparola con il quale si era sviluppato inizialmente. La disciplina consiste nel superare ogni genere di ostacolo all'interno di un percorso adattando il proprio corpo alle circostanze. Fu sviluppata negli anni '90 da David Belle e Hubert Koundé che ne sono i fondatori e ne hanno mututato la filosofia dai percorsi di guerra. I praticanti si chiamano 'traceurs'. L'allenamento del Parkour è graduale, secondo il "metodo naturale di Herbert". Un po' come gli skaters, i traceurs una volta entrati dentro la disciplina vedono ogni punto come un possibile appoggio. (su il video del Parkour a Ravenna) Pillole di Parkour in zona ospedale. Alcuni fotogrammi del video su Youtube AUSL RAVENNA 15

16 27/04/2011 Corriere di Bologna - Bologna Pag. 3 (diffusione:11265) L'intervista Il responsabile dei presidi ospedalieri Di Ruscio La ricetta della Regione: «Renderemo pubblici i tempi per gli interventi» Entro fine anno gli elenchi saranno on line Raccogliere i tempi d'attesa degli interventi programmati e renderli pubblici. La Regione ci sta lavorando attraverso il progetto Sigla, così da ottenere qualcosa di analogo all'elenco delle attese per esami e visite monitorato periodicamente e pubblicato sul sito di Cup «Contiamo di arrivarci tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo», assicura Eugenio Di Ruscio, responsabile del servizio Presidi ospedalieri della Regione, «ma le difficoltà sono numerose, legate principalmente alla omogenità dei dati che vengono immessi che devono essere affidabili e rappresentativi della realtà». Per questo motivo i dati che ci sono stati forniti dalla Regione vanno presi con cautela, «ci sono una serie di cautele da avere per una corretta lettura», dichiara Di Ruscio. Lei parla di omogeneità dei dati. Da che punto di vista? «Bisogna mettersi d'accordo da quando si misura l'attesa del paziente. Quando viene messo in lista è già pronto per l'operazione oppure ha solo una diagnosi in base alla quale è indicato l'intervento ma deve ancora fare tutti gli esami? È chiaro che se lo si inserisce prima il dato peggiora». È l'unica difficoltà? «Non siamo ancora in grado di eliminare dalla lista i pazienti che preferiscono restare in attesa perché vogliono essere operati in quella struttura, oppure da quel medico. Questa è una loro scelta, ma la conseguenza non deve cadere sull'allungamento della lista. Ci sono poi i pazienti che, chiamati, preferiscono rimandare perché hanno problemi di lavoro o di altra natura». Ma ci sono anche diversi stadi di attesa? «Ce ne sono quattro: entro 30 giorni, entro 60, 180 e 365. Nel nostro sistema di rilevazione abbiamo solo la data di immissione in lista senza lo stadio. Può capitare così che un paziente abbia aspettato sei mesi in quarta categoria e poi, aggravandosi, è passato in prima e ha aspettato un mese. Quanto ha aspettato alla fine? Per noi sette mesi, in realtà il dato va distinto». Perché non fornite le attese massime per tipo di patolgia e struttura? «Perché possiamo anche aver avuto un paziente che ha aspettato tre anni per un intervento, ma quell'uno è meno rappresentativo del 50%di pazienti che è stato fatto entro un certo limite di tempo». Negli ospedali della provincia si aspetta di meno, in genere. «Ricordiamoci che gli ospedali della città hanno la vocazione alle urgenze, alle patologie oncologiche, ai grandi traumi, alla chirurgia d'elezione. Quindi gli altri interventi hanno attese più lunghe. Il Rizzoli poi è un caso particolare: vengono da tutta Italia per andare lì». Il paziente alla fine è disorientato. Se non ha qualche conoscenza o qualche assicurazione privata grazie alla quale può farsi operare privatamente aspetta un tempo indefinito. Capita pure che si aggravi, dal pronto soccorso azzera le attese. «Rendere pubblici i tempi d'attesa fa parte di una strategia della Regione. Come è successo per le prestazioni ambulatoriali la semplice publicizzazione delle attese ha fatto migliorare le liste. Però i dati devono essere trattati bene, altrimenti si rischia di dare giudizi non appropriati». M. Ama. RIPRODUZIONE RISERVATA AUSL RAVENNA 16

17 SANITÀ NAZIONALE 47 articoli

18 27/04/2011 Corriere della Sera - Ed. Nazionale Pag. 22 (diffusione:619980, tiratura:779916) Sanità Resterà la guida spirituale dell'ospedale modello dopo l'allarme debito Don Verzè e il San Raffaele spazio ai nuovi manager Il passo indietro. Venerdì il consiglio d'amministrazione Mario Gerevini MILANO - Don Luigi Verzè resterà di sicuro la bandiera dell'ospedale San Raffaele, ma nella stanza dei bottoni sono destinati a subentrare altri manager. D'ora in avanti il prete, da 42 anni alla guida di un impero che alla sanità ha affiancato i business più disparati, avrà soprattutto un ruolo di indirizzo spirituale. Dopodomani è previsto il consiglio di amministrazione della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, l'ente al vertice del polo scientifico-sanitario da posti letto, per 57 mila ricoveri l'anno e oltre 8 milioni di prestazioni ambulatoriali: al centro della riunione ci sarà l'esame del piano di ristrutturazione e rilancio necessario per fare fronte al pesante indebitamento con cui il San Raffaele deve fare i conti soprattutto a partire dal I debiti sono di quasi un miliardo di euro. Da settimane il sacerdote va ripetendo: «È una realtà di cui io non sono proprietario, ma solo ispiratore e padre. È una proprietà del Paese Italia che produce salute, scoperte scientifiche, amore per i sofferenti». Ma adesso le parole, affidate anche al settimanale Panorama lo scorso 14 marzo in occasione del suo 91 compleanno, assumono un significato più che mai concreto. La definizione della riorganizzazione societaria fa apparire ormai prossima l'uscita di scena di don Verzè dal ruolo esecutivo. È sicuro che il San Raffaele aprirà all'azionariato. E già dall'incontro di dopodomani sono possibili indicazioni sul nuovo assetto gestionale e su una redistribuzione dei poteri decisionali. Il punto lo farà Carlo Salvatori, banchiere di lungo corso, presidente di Lazard Italia, da oltre un anno nel consiglio di amministrazione della Fondazione San Raffaele e ora incaricato di coordinare il progetto di rilancio. Le linee guida anti crac al vaglio del prossimo Cda sono molteplici. In gioco c'è la cessione delle attività non strettamente collegate all'attività sanitaria (hotel, jet, coltivazioni di mango e meloni in Brasile, terreni per la produzione di vino, residence): il piano di dismissioni è fondamentale per fare cassa. Ma i riflettori sono puntati anche sulla rinegoziazione del debito con le banche (300 milioni, tutto sommato gestibili) e la messa in sicurezza dell'esposizione con i fornitori: 480 milioni che rappresentano la voce più preoccupante. Il tutto per sfociare nella creazione di una società per azioni con funzioni di holding aperta a nuovi soci. È probabile che alla riunione di venerdì segua un'ulteriore convocazione in tempi stretti del Cda per l'approvazione definitiva del piano di ristrutturazione. Per salvarsi dai debiti il San Raffaele sarà costretto a cambiare pelle. E la Fondazione, da sempre composta dai fedelissimi di don Verzè, dovrà fare un passo indietro per avere un ruolo di coordinamento e non più operativo. Il prete manager, con ogni probabilità, sarà costretto a fare altrettanto: non sarà più l'onnipresente deus ex machina ma, per così dire, un deus senza machina. Certo rimarrà lui l'anima del San Raffaele, la bandiera che ha portato il polo sanitario a sviluppare ai massimi livelli scienza, ricerca e cura. Ma il sacerdote lascerà ad altri manager, non più necessariamente suoi fedelissimi, le decisioni operative. Le banche lo chiedono e qui sta la vera svolta. E di questo, ora, anche don Verzè sembra essersi convinto. Lo dimostrano le confidenze riportate da chi gli è stato vicino durante la Via Crucis del Venerdì Santo al San Raffaele. Il suo saluto, al termine della cerimonia, per molti, ha assunto il sapore di un commiato. Simona Ravizza RIPRODUZIONE RISERVATA La scheda Il cda Dopodomani è previsto il consiglio di amministrazione della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, l'ente al vertice del polo sanitario-scientifico da posti letto, per 57 mila ricoveri l'anno e oltre 8 milioni di prestazioni ambulatoriali SANITÀ NAZIONALE 18

19 27/04/2011 Corriere della Sera - Ed. Nazionale Pag. 22 (diffusione:619980, tiratura:779916) Il debito Al centro della riunione ci sarà l'analisi dell'avanzamento del piano di ristrutturazione e rilancio necessario per fare fronte a un debito di quasi un miliardo di euro. Farà il punto Carlo Salvatori, il banchiere-manager nel cda da un anno per il rilancio Foto: Progetti Don Verzè nel 2004 con il plastico dei lavori al San Raffaele SANITÀ NAZIONALE 19

20 27/04/2011 Il Sole 24 Ore Pag. 38 (diffusione:334076, tiratura:405061) Malattia. Le modalità per usufruire della nuova possibilità introdotta dal contratto del commercio L'indennità non passa dall'inps Le aziende devono comunicare all'istituto il pagamento diretto Cristina Casadei Confcommercio corrisponderà direttamente il trattamento economico di malattia. Come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, siglato definitivamente il 6 aprile, le imprese del terziario chiederanno all'inps il nuovo regime «per riequilibrare gli effetti distorsivi derivanti dalla differenza di aliquote contributive tra i vari settori economici (si veda la tabella a fianco) e dal rapporto sbilanciato tra contributi incassati dall'inps e prestazioni erogate», spiegano le aziende. Confcommercio dice basta a quelle che, in una nota, definisce «solidarietà improprie» e accelera la via verso il nuovo regime. Le aziende che vorranno seguire questa strada dovranno comunicarlo all'ente di previdenza e, per chiarire le ragioni storiche che nell'ultimo rinnovo del Ccnl hanno portato a condividere con il sindacato questa decisione, Confcommercio chiede un confronto urgente con il Governo e l'inps per individuare soluzioni efficaci e tempestive nel rispetto degli accordi sottoscritti. Nel capitolo malattia del contratto collettivo nazionale del terziario, a firma separata (Filcams Cgil non ha siglato l'intesa), si legge che «in attuazione dell'articolo 20 del Dl 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, le Parti convengono che i datori di lavoro potranno avvalersi della facoltà di corrispondere direttamente, in sostituzione dell'inps, il trattamento economico di malattia nelle misure e con le modalità previste dall'articolo, con conseguente esonero dal versamento del relativo contributo all'inps». Il contratto quindi prevede la possibilità per le aziende di farsi carico direttamente del pagamento dell'indennità di malattia al lavoratore (si veda anche «Il Sole 24 Ore» del 4 marzo), con l'esonero dal versamento dei contributi assicurativi all'inps e di uscire dalla cosiddetta «copertura indiretta» come, peraltro, già avviene per alcune fasce di lavoratori per altri settori (si veda la tabella a lato). Il nuovo regime significa che ai lavoratori verranno corrisposte le stesse somme per il trattamento economico di malattia, ma nelle casse dell'inps non finiranno più i contributi delle imprese per prestazioni non erogate. Il direttore generale di Confcommercio, Francesco Rivolta, spiega che le imprese ritengono di «dover perseguire con determinazione il rispetto di quanto previsto dall'accordo contrattuale per rendere più moderno, innovativo e trasparente il sistema di erogazione dell'indennità economica di malattia dei lavoratori dipendenti». Molto critica, a questo proposito, la Filcams Cgil. Per il segretario generale Franco Martini così si indebolisce «uno strumento di tutela universale dei diritti, quale è l'inps creando una divisione tra le categorie forti e quelle più deboli. La Cgil dice che non è in discussione l'esigenza delle aziende di individuare forme di risparmio, di riduzione dei costi, anche attraverso la perequazione delle aliquote contributive tra i settori, ma farlo per questa via comporta l'indebolimento degli strumenti di solidarietà». Dal punto di vista dell'impresa, però, l'innovazione consentirebbe «una migliore e più efficiente gestione delle risorse economiche delle imprese», si legge nella nota di Confcommercio. I numeri possono aiutare a comprendere meglio. Secondo gli ultimi dati disponibili, «nel 2008 l'inps ha incassato oltre 4,5 miliardi di euro di contributi a fronte di poco meno di 2 miliardi di spesa per prestazioni». Il terziario risulta «il maggior "finanziatore" in un meccanismo che, oltre ad essere anacronistico, di fatto, genera una vera e propria sperequazione rispetto ad altri settori economici che beneficiano di livelli contributivi più bassi o, addirittura, di una totale esenzione dall'obbligo contributivo», spiega ancora Confcommercio. Peraltro la validità della disposizione contrattuale è stata certificata da una recente sentenza della Corte Costituzionale che non può essere disconosciuta anche per evitare il rischio di contenziosi con la pubblica amministrazione. E il contratto del commercio è il primo a chiedere il nuovo regime dopo la sentenza. RIPRODUZIONE RISERVATA Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Inps Aliquote contributive per settore Terziario maggiore finanziatore Settore Aliquota contributiva Lavoratori esclusi Industria 2,22% SANITÀ NAZIONALE 20

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