UNIVERSITA DEGLI STUDI DI L AQUILA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA

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1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI L AQUILA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia Dipartimento MISP Cattedra di Medicina del Lavoro TESI DI LAUREA STRESS LAVORO CORRELATO: EVIDENZE IN CAMPO VALUTATIVO Relatore Prof. Antonio Paoletti Laureanda Giorgia Murri Anno Accademico 2009 / 200

2 STRESS LAVORO CORRELATO: EVIDENZE IN CAMPO VALUTATIVO Indice Premessa... pag. 3 Introduzione... pag. 5 Capitolo - Il concetto di stress lavoro correlato Introduzione... pag. 7. Lo stress... pag..2 Il concetto di rischio da stress lavoro correlato... pag. 5.3 Stress strain, bournout e mobbing... pag. 8 Capitolo 2- Esempi di alcune categorie lavorative sottoposte maggiormente a stress 2. Gli Operatori sanitari... pag I Lavoratori a turni... pag I Lavoratori atipici e gli impiegati nei call center... pag Gli Insegnanti... pag Le Forze dell ordine... pag. 40 Capitolo 3 - Esempi di alcune patologie correlate allo stress lavorativo 3. Cardiopatie... pag Disordini gastrointestinali... pag Disordini muscoloscheletrici... pag Disordini psichici... pag Disordini neuroimmunitari... pag Disturbi del sonno... pag. 56 2

3 Capitolo 4 - Valutazione dello stress nei luoghi di lavoro 4. Valutazione oggettiva... pag Valutazione soggettiva... pag Aspetti da considerare nella somministrazione di interviste/questionari... pag Misura degli effetti dello stress negli ambienti lavorativi 4.3. Misure di performance... pag Misure fisiologiche... pag Studio epidemiologico... pag. 99 Capitolo 5 - Esperienza personale: confronti fra metodi applicati in differenti realtà operative 5. Criteri alla base della valutazione preliminare... pag Iter del processo valutativo c/o la società di telecomunicazioni... pag Valutazione delle mansioni nell azienda di telecomunicazioni... pag. 5.4 Valutazione delle mansioni nell azienda farmaceutica presa a confronto... pag Evidenze dello studio comparato aziendale... pag Azioni già intraprese nelle aziende per il contenimento dello stress... pag. 8 Capitolo 6 - Correzione e prevenzione dello stress 6. La normativa europea... pag La normativa italiana: il nuovo Testo Unico... pag Sorveglianza del lavoratore e idoneità al lavoro... pag. 26 Conclusioni... pag. 32 Allegati... pag. 36 Bibliografia 3

4 Premessa Il presente lavoro di studio sullo stress lavoro correlato si compone di tre parti, la prima di tipo descrittivo, la seconda di tipo sperimentale e l ultima parte a conclusione del lavoro. Nella parte descrittiva è introdotto il tema di studio ed il concetto di rischio da stress con un particolare approfondimento sui temi del mobbing e del burnout. Quest ultime sono condizioni sempre più frequenti in virtù dei cambiamenti socio-economici ed organizzativi del mondo industrializzato che hanno contribuito a modificare lo scenario del lavoro e creato le premesse per lo sviluppo di condizioni di logorio psicofisico favorendo così il verificarsi di questi fenomeni. Nella prima parte inoltre sono esaminate anche le patologie che più frequentemente si correlano allo stress e le categorie lavorative che sono maggiormente esposte a rischio. Nella parte sperimentale invece, viene studiata la metodologia da applicare nel processo di valutazione dello stress, grazie anche allo studio degli ultimi documenti pubblicati a riguardo dall ISPESL e dal Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro. La metodologia valutativa è applicata ad un caso concreto, ovvero allo studio della realtà aziendale operante nel campo delle telecomunicazioni satellitari, questo anche grazie al confronto con i risultati ottenuti, applicando il medesimo metodo sperimentale, dall analisi del rischio stress effettuato in un altra realtà aziendale diversa sul piano produttivo. Pertanto lo scopo della sperimentazione è quello di studiare, mediante il raffronto pratico con la realtà aziendale, quali siano le metodologie migliori utilizzabili nella valutazione del rischio stress, visto che questo è un tema ancora molto dibattuto anche per via dei numerosi rinvii 4

5 dell entrata in vigore del D.Lgs n 8/08, attualmente rinviata al 3/2/200. Nella parte ultima di conclusione sono commentati i risultati ottenuti con lo studio empirico sperimentale, evidenziandone le problematiche e la necessità di approfondire, oltre allo studio oggettivo del problema, quello soggettivo che è in via di sperimentazione e sarà effettuato durante il corso dell anno. In ultimo si tracceranno le prospettive future in tema di valutazione del rischio stress lavoro correlato, con l auspicio che negli anni avvenire si facciano passi in avanti su questo tema che è in veloce evoluzione ed è sempre più attuale. 5

6 Introduzione La nozione di salute da proteggere sul lavoro, i rischi che essa corre nell'ambiente di lavoro e la valutazione di questi ultimi sono tre temi che hanno ricevuto, nel decreto legislativo n. 8/2008 come rivisto dal decreto n. 06/2009, una significativa rivisitazione, dando a tutti i datori di lavoro qualche certezza in più sulla sicurezza ma imponendo anche nuove azioni da progettare e da realizzare. L'ampia nozione di salute (stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia o d'infermità ) formalmente assunta nel nostro sistema normativo per la prima volta attraverso il decreto n. 06 (art. 4, co., lett. o), richiede, implicitamente, al datore di lavoro pubblico ed al suo staff (in particolare al Servizio di prevenzione) e a tutta la restante organizzazione, di orientare attività, competenze e strumenti per la sicurezza sul lavoro in modo innovativo. L approvazione del D.Lgs. 8/08 in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, introduce l obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato in tutte le aziende secondo i contenuti dell Accordo Interconfederale per il recepimento dell accordo quadro europeo sullo stress lavoro-correlato concluso l 8 ottobre 2004 tra UNICE/UEAPME, CEEP E CES 9 giugno Di conseguenza, il problema dello stress lavoro-correlato richiede, secondo l accordo, un'analisi sull'eventuale inadeguatezza nella gestione dell'organizzazione e dei processi di lavoro (in particolare: disciplina dell'orario di lavoro, grado d autonomia, corrispondenza tra le competenze dei lavoratori ed i requisiti professionali richiesti, carichi di lavoro), delle condizioni di lavoro e ambientali (esposizione a comportamenti illeciti, rumore, calore, sostanze pericolose ecc.), della comunicazione (ad esempio, incertezza in ordine alle prestazioni richieste, alle prospettive di impiego o ai possibili cambiamenti) e dei 6

7 fattori soggettivi (come tensioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alla situazione, percezione di mancanza di attenzione nei propri confronti). L'Accordo fornisce, così, parecchie idee per affrontare, anche in ambito pubblico, una problematica che, al di là di banalizzazioni spesso affioranti quando si discute di questi temi, rappresenta un fenomeno sociale di vaste dimensioni sociali visto che l'european Foundation for the Improvement of Living & Working Conditions, già nel 2007, segnalava che la fenomenologia in esame è da considerare tra le cause più comuni di malattia per oltre 40 milioni di lavoratori con particolari punte in talune amministrazioni pubbliche europee. Hans-Horst Konkolewsky, direttore dell Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha dichiarato: Nell UE, lo stress legato all attività lavorativa è il secondo problema di salute più diffuso sul posto di lavoro, dopo il mal di schiena, che colpisce quasi un terzo dei lavoratori dell UE con un costo introduzione annuale di almeno 20 miliardi di euro. Esistono però delle soluzioni. L obiettivo è di aumentare la conoscenza delle dimensioni del problema e delle sue cause e soprattutto, di indicare le possibili soluzioni. European Agency for Safety and Health at Work,

8 Capitolo - Il concetto di stress lavoro correlato Introduzione L attenzione del mondo scientifico sullo stress in ambito lavorativo risale agli anni 60 e, in diversi Paesi per lo più anglosassoni, da lungo tempo questo problema è oggetto di attenzione da parte soprattutto delle grandi aziende. Ciononostante in Italia, lo stress sul lavoro è stato considerato da molti, fino a poco tempo fa, un "rischio emergente", anche se, in effetti, di "emergente" c è solo il fatto che attualmente è preso in considerazione alla stregua degli altri rischi. In realtà, questo tipo di rischio c è sempre stato, in quanto è insito in ogni relazione uomo-lavoro, ma non era preso in considerazione come un problema di salute dei lavoratori, né era considerato come un problema dell organizzazione lavorativa. Negli ultimi anni fortunatamente anche in Italia sono stati fatti passi avanti rispetto al riconoscimento "ufficiale" delle problematiche connesse a questo fattore. Infatti, il Piano Sanitario Nazionale (PSN) ha riconosciuto, accanto alle patologie da rischi noti, le patologie da rischi emergenti tra le quali si rilevano le " patologie da fattori psico-sociali associate a stress " e gli " effetti sulla salute dei fattori organizzativi del lavoro ". In ultimo, in Italia il D.Lgs. n. 8/ la cui entrata in vigore dopo alcune proroghe è prevista per il 3 dicembre 200, in sostituzione al precedente Testo Unico sulla sicurezza, ha definitivamente sancito la regolamentazione della sicurezza sul lavoro includendo anche quella relativa allo stress lavoro-correlato. 2 Per Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (noto anche come TUSL, acronimo con cui per brevità viene spesso citata la normativa) si intende, nell'ambito del diritto italiano, l'insieme di norme contenute nel Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 8 che - in attuazione dell'articolo della Legge 3 agosto 2007, n ha riformato, riunito ed armonizzato, abrogandole, le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro succedutesi nell'arco di quasi sessant'anni, al fine di adeguare il corpus normativo all'evolversi della tecnica e del sistema di organizzazione del lavoro. 8

9 Il problema dello stress occupazionale ha assunto perciò una crescente importanza nell ultimo decennio, incrementando così l attenzione di ricercatori e studiosi appartenenti a diverse discipline in particolare medicina, psicologia, ergonomia, sociologia e organizzazione del lavoro. Esso nei più recenti studi effettuati dalla Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Vita e di Lavoro 3 è risultato al primo posto, con quelli muscolo-scheletrici, tra i problemi denunciati dai lavoratori. Le maggiori organizzazioni internazionali quali WHO, ILO, NIOSH, EURUF, HSE, OSHA-EU 4, hanno pubblicato numerosi articoli e linee guida da cui si evince l importanza di questo problema. Si è evidenziato infatti come lo stress lavoro-correlato interessi quasi un lavoratore europeo su quattro, in Europa cioè oltre 40 milioni di persone soffrono di stress sul lavoro, mentre il costo finanziario dei problemi correlati allo stress lavorativo nella Unione Europea ammonta a circa 20 miliardi di euro l anno. Basti pensare al semplice fatto che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress. Sono sempre più numerose le persone colpite da problemi di stress sul luogo di lavoro. Il fenomeno infatti è incrementato molto negli ultimi anni per vari motivi quali: innovazioni apportate alla progettazione, all organizzazione e alla gestione del lavoro; precarietà del lavoro; 3 La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro è un organo tripartitico dell'unione che è stato istituito nel 975 allo scopo di contribuire alla pianificazione e alla messa in atto di migliori condizioni di vita e di lavoro in Europa. Più concretamente, essa valuta e analizza le condizioni di vita e di lavoro; fornisce pareri autorizzati e consigli ai responsabili e principali attori della politica sociale; contribuisce al miglioramento della qualità di vita; tiene conto delle evoluzioni e tendenze, in particolare quelle che determinano cambiamenti sociali. 4 World Health Organization, International Labour Organization, The National Institute for Occupationl Safety and Health, European Union Road Federation, Health Service Executive, Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute. 9

10 aumento del carico di lavoro e del ritmo di lavoro; elevate pressioni emotive esercitate sui lavoratori; violenza e molestie di natura psicologica (mobbing); scarso equilibrio tra lavoro e vita privata. Per questi motivi, lavoratori predisposti che non abbiano sviluppato i necessari processi adattativi alle situazioni stressanti possono andare incontro a stress. Lo stress sul lavoro può colpire chiunque a qualsiasi livello, è indipendente dalla tipologia di contratto o di rapporto di lavoro, e interessa lavoratori d aziende d ogni dimensione, oltre che liberi professionisti e impiegati statali. Questo non significa però che tutti i luoghi di lavoro e tutti i lavoratori ne sono necessariamente interessati, dunque è necessario tener conto delle varie caratteristiche dei lavoratori. Bisogna inoltre sottolineare il fatto che non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato ma che, di contro, lo stress che ha origine fuori dall ambito di lavoro può condurre a cambiamenti nel comportamento e ad una ridotta efficienza sul lavoro. Possiamo comunque affermare con sicurezza che lo stress sia onnipresente e insopprimibile nella moderna società industriale, salvo ovviamente l attuazione di programmi di prevenzione e di sostegno a favore del lavoratore. Le conoscenze scientifiche espongono con chiarezza che lo stress può costituire una condizione di rischio per la salute del lavoratore, qualora l individuo non sia in grado o non sia messo nelle condizioni di farvi fronte adeguatamente. La letteratura documenta che lo stress è implicato, mediante diversi meccanismi fisio-patologici e psico-relazionali, nella patogenesi di numerosissime disfunzioni e patologie acute e croniche. Gli apparati maggiormente colpiti sono quello cardiovascolare, 0

11 gastrointestinale, neuropsichico, cutaneo, endocrino, metabolico e immunologico. Lo stress promuove anche la degenerazione neoplastica cellulare oltre ad avere conseguenze negative sulle relazioni familiari e sociali. Pertanto lo stress influisce sulle condizioni di salute del lavoratore, su quelle dell azienda e quindi sull economia in generale. Le ripercussioni dello stress personale a livello aziendale genereranno: assenteismo; frequente avvicendamento del personale; problemi disciplinari; violenza e molestie di natura psicologica; riduzione della produttività; errori e infortuni; aumento dei costi d indennizzo o delle spese mediche; Tutto questo rende evidente come il problema dello stress lavoro correlato sia importante non solo per la tutela della salute e della sicurezza del lavoratore, ma anche per la tutela dell azienda., assumendo così una grande rilevanza soprattutto in questo periodo di crisi dei mercati mondiali.

12 . Lo stress Un ostacolo alla corretta comprensione del fenomeno stress lavoro correlato e dei problemi organizzativi, relazionali ed individuali associati è rappresentato dal termine stesso e dal modo con cui molti lo intendono (o fraintendono). Nel linguaggio comune il termine stress infatti, è spesso utilizzato per indicare sia la causa del malessere sia il suo effetto, ossia il malessere stesso. Per questo motivo, per evitare equivoci si è cercato di definire il concetto di stress come: Una reazione aspecifica dell organismo a quasi ogni tipo di esposizione, stimolo e sollecitazione 5. Reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifestano quando le richieste lavorative non sono commisurate alle capacità risorse o esigenze del lavoratore 6 Uno stato psicologico che, oltre ad esserne parte, riflette un processo più ampio di interazione tra le persone ed il loro ambiente di lavoro. Ne consegue che la misurazione dello stress si deve basare essenzialmente su misure soggettive che si concentrano sul processo di valutazione, sull esperienza emotiva e sull interazione persona-ambiente " 7 5 Hans Selye endocrinologo canadese che per primo elaborò la teoria della sindrome da stress o sindrome di adattamento, traendo ispirazione da un esperimento che prevedeva l inoculazione di vari estratti d organo in gruppi di topi. Il fisiologo canadese, osservando le reazioni che si verificavano nel primo gruppo di topi, ritenne di aver scoperto un nuovo ormone, ma successivamente si accorse che ogni gruppo presentava gli stessi sintomi (iperplasia ed ipertrofia del timo, atrofia della corticale del surrene, ulcere gastriche e duodenali). Da ciò dedusse che non era la sostanza in sé a determinare il corteo sintomatologico, ma l azione di inoculo e le frequenti manipolazioni cui i topi erano sottoposti; aveva così introdotto il concetto di stress, che inizialmente non possedeva un accezione negativa, stando a rappresentare semplicemente la risposta dell organismo davanti ad un evento. 6 National Institute for Occupational Safety and Health, NIOSH Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute OSHA-EU. 2

13 L esperienza d eventi spiacevoli o la percezione di distress e di cambiamenti negativi che si accompagnano ad una incapacità di affrontarli 8 Lo Stress è quindi una delle funzioni di cui l organismo umano dispone per fare fronte alle "pressioni" e alle "minacce" esterne e per adattarsi alle condizioni dell ambiente di vita, perciò è da intendersi come una componente essenziale del vivere. Tuttavia in determinate condizioni, le sollecitazioni che generano stress possono divenire eccessive fino al punto di non essere più sopportabili dalla persona, con conseguenze negative anche assai gravi per la salute dell individuo. Pertanto, se da un lato non è possibile evitare lo stress, è però anche indispensabile, in particolare sul lavoro, cercare, ogni volta che è possibile, di fare in modo che le condizioni di lavoro non presentino fattori stressanti importanti. Lo stress perciò si manifesta quando l organismo deve rispondere a stimoli esterni. Questa risposta consiste in un attivazione di sistemi biologici (psico-neuro-endocrini) che permettono di affrontare e risolvere la situazione in modo tale da evitare possibili conseguenze negative e permettere l adattamento nel caso in cui non sia possibile risolvere la situazione stressante. Distinguiamo pertanto uno stress positivo chiamato eustress, che ci rende capaci di adattarci positivamente alle situazioni, e uno stress negativo, chiamato distress quando la situazione stressante richiede uno sforzo di adattamento superiore alle nostre possibilità instaurando così un logorio progressivo che porta al deterioramento delle nostre difese psicofisiche. 8 S.Cohen et al. Psychological stress and antibody response to immunization- a critical review of the human literature. Psycosomatic medicine

14 Dal momento in cui il nostro organismo viene stimolato e deve rispondere a questa sollecitazione, esso mette in moto alcuni meccanismi specifici che stanno alla base dello stress, più precisamente in questa risposta si individua: a) una coppia stimolo-risposta ; b) uno sforzo di adattamento per rispondere in modo adeguato ed efficace allo stimolo; c) un alto consumo energetico (psichico e fisico) per realizzare questo sforzo di adattamento; In base alle modalità con cui gli stimoli esterni si presentano all individuo, il nostro organismo risponderà in modo diverso e più precisamente attraverso due modalità distinte in: Stress acuto: quando gli eventi stressanti si presentano in modo acuto e la risposta dell organismo si gioca e/o si esaurisce nel giro di pochi minuti o di ore (ad esempio una notizia luttuosa). Stress cronico: Quando gli eventi stressanti si protraggono per giorni, settimane, mesi e la risposta dell organismo si protrae nel tempo (ad esempio un rapporto di lavoro problematico). Hans Selye fu il primo a studiare il concetto di stress mediante ricerche sui meccanismi fisiologici e biologici riguardanti la sua genesi. Egli dopo quarant anni d attività, nel 976 pubblicò, sulla rivista Nature, un articolo intitolato Una sindrome prodotta da diversi agenti nocivi nel quale prendeva in considerazione 0000 articoli fino ad ora pubblicati 4

15 sul cosiddetto concetto di stress. Selye nei suoi studi sottolineò, non senza polemiche nel mondo scientifico d allora, l importanza dell asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA axis), come effettore delle risposte del corpo allo stress dopo stimolazione da parte di un larghissimo spettro di stressor. Questo quasi in contemporanea con gli studi di C. Bernard e W. Cannon che posero in rilievo l importanza dell omeostasi e il ruolo dell adrenalina nella genesi dello stress. Secondo le teorie di Selye, la reazione ad uno stimolo stressante è da suddividere in tre fasi:. una prima fase di allarme ; 2. una seconda fase di resistenza ; 3. una terza fase di esaurimento funzionale; Dopo una prima fase d allarme, cioè di aumentata attenzione e tensione, l organismo cerca di contrastare la situazione stressante, acuta o cronica che sia, opponendo una resistenza agli effetti che questa situazione produce sul proprio equilibrio. Il tentativo ripetuto di contrastare la situazione stressante causa l esaurimento dell organismo poiché il costo della resistenza al distress è più forte delle capacità di reazione ad esso, facendo così emergere gli effetti negativi dello stress. Secondo Selye la risposta neurovegetativa e corticosurrenale allo stimolo stressante era finalizzata a mobilitazioni muscolari riassunte nell atteggiamento di lotta/fuga ( fight/flight ) dipendenti dalla capacità dell individuo di saper affrontare o meno lo stimolo stesso. I risultati dannosi dello stress erano attribuiti all impossibilità di intraprendere un comportamento di lotta-fuga con conseguente accumulo tossico di adrenalina, cortisone e soprattutto conseguenze fisiologiche e metaboliche quali per esempio: aumento della vigilanza, della pressione arteriosa, dei grassi nel sangue, 5

16 della glicemia, dei processi infiammatori, ossidativi, coagulativi, eccetera. In realtà si è riconosciuto che oltre alla risposta attiva prevista da Selye, è possibile una risposta passiva che è stata osservata in studi sperimentali sugli animali. Questo tipo di risposta passiva si esprime come giocare a fare il morto ( playing dead reaction ). Nel corso di questo atteggiamento si osservano blocco motorio, vasocostrizione, ipertono vagale e aumentata produzione di testosterone. E inoltre da sottolineare come il meccanismo con cui l organismo reagisce a uno stressor (vedi sopra) in qualsiasi modo esso sia percepito e valutato, è uguale in tutti gli individui. La stessa cosa, tuttavia, non vale per il modo con cui le persone reagiscono emotivamente a questa sollecitazione. In pratica, una medesima situazione di lavoro o uno stesso evento, in qualcuno può suscitare stress, mentre altri soggetti sottoposti allo stesso fenomeno rimangono del tutto indifferenti. Questo perché lo stress è un fenomeno tipicamente soggettivo, che non insorge in seguito alla sola presenza di situazioni o di eventi potenzialmente stressanti, gli stressor, ma in seguito al modo in cui il soggetto vive emotivamente l evento o la situazione. Pertanto, per poter riconoscere e valutare l esistenza di un problema di potenziale stress è indispensabile adottare un approccio che consenta di rilevare e di valutare, su un piano obiettivo, le reazioni soggettive prodotte dallo stressor, con riferimento al contesto in cui esse si situano..2 Il Concetto di rischio da stress lavoro correlato Lo stress lavorativo deriva dall interazione tra fattori inerenti l organizzazione del lavoro (tipologia, ambiente, carichi, orari, ruolo, 6

17 responsabilità, sicurezza, relazioni interpersonali e gerarchiche), dalle caratteristiche psico-fisiche del lavoratore (personalità, attitudini, competenze, motivazioni, comportamenti, salute) e socio-demografiche (condizioni economiche, relazioni, situazione familiare, integrazione sociale). Quando l interazione tra questi fattori risulta squilibrata, si genera una condizione di strain 9, ovvero il lavoratore stressato non ce la fa più a svolgere adeguatamente il proprio lavoro con conseguenze che si ripercuotono non solo sull azienda per la quale il soggetto lavora, ma anche e soprattutto sul lavoratore stesso, che diviene più esposto all insorgenza di patologie di varia natura. Pertanto possiamo dire che entrano a far parte del concetto di rischio stress lavoro correlato, elementi di natura soggettiva, ovvero relativi a come il soggetto reagisce alle situazioni stressanti; elementi oggettivi relativi cioè alla mansione specifica che il lavoratore svolge ed infine elementi relativi al clima aziendale. In quest ultimo aspetto è compreso anche il problema dell unemployment, ovvero della perdita del lavoro e quello della precarietà dello stesso, problema non poco rilevante vista la crisi economica mondiale e fonte di notevole stress per il lavoratore. L analisi del rischio si basa sulla rilevazione dei diversi elementi e indicatori in grado di fornire informazioni utili sui diversi aspetti del problema. E importante perciò un attenta analisi delle condizioni di lavoro, per la quale si possono utilizzare tecniche di job analysis e check list basate su modelli osservazionali e su riscontri oggettivi (ad es. organigramma e funzionigramma, orari, carichi di lavoro, procedure operative, condizioni ambientali, contesto esterno, gestione del personale, ecc.). E altrettanto importante rilevare la percezione soggettiva dei lavoratori, mediante interviste strutturate o semistrutturate e compilazione di questionari 9 Il significato inglese di strain è aggravio, fatica. 7

18 standardizzati o laddove possibile compilati ad hoc. E necessario altresì analizzare lo strain della persona, che si può manifestare in diversi modi variamente associati tra loro cioè con sintomi e segni fisici (ad esempio cefalea, insonnia, disturbi digestivi e cardiocircolatori, stanchezza cronica, ecc.), mentali ( difficoltà a concentrarsi, a memorizzare, facilità a compiere errori, ecc.), emozionali (per esempio tristezza, depressione, ansia, nervosismo, perdita di entusiasmo, di fiducia e di autostima, ridotta motivazione e insoddisfazione lavorativa) e comportamentali (aumento di alcool e fumo, scarsa cura di sé, bassa produttività, assenze frequenti, conflitti familiari, ecc.). Alcuni di questi aspetti possono essere studiati valutando parametri fisiologici che si alterano in condizioni di stress ad esempio: escrezione di catecolammine, cortisolo, frequenza cardiaca, pressione arteriosa, livelli di vigilanza, sonno, ecc. Perciò un attento esame della morbilità e del relativo assenteismo aziendale a causa delle varie patologie insorte in relazione allo stress lavoro correlato, può essere un valido aiuto nello studio dello stress. L analisi dell assenteismo è suggerita pertanto, come un utile indicatore di disagio stress-correlato. E opportuno però tenere in considerazione che quest aspetto può essere anche fuorviante se non opportunamente contestualizzato. Pertanto sarà utile, ai fini dello studio del problema, valutare attentamente il presenteismo, cioè il numero delle persone che si presentano al lavoro pur essendo in condizioni di stress psico-fisico. Di fondamentale importanza è anche distinguere la valutazione nei riguardi del gruppo di lavoro e della singola persona. Sia per la notevole variabilità inter ed intra individuale, sia ai fini terapeutici e di gestione del problema. A livello di gruppo, che sia azienda, reparto o semplice gruppo di lavoro è necessario stimare quale sia la rilevanza epidemiologica del problema e quale sia la percentuale di casi patologici effettivamente attribuibili allo stress lavoro correlato, con conseguenti 8

19 interventi di carattere preventivo e correttivo. Mentre per quanto riguarda l individuo occorre valutare la plausibilità che i sintomi/ segni patologici siano effettivamente correlabili allo stress lavoro correlato e quanto incida la condizione di salute sull attività lavorativa e in generale sulla qualità della vita del soggetto. Tutto questo allo scopo di stabilire una prognosi e degli interventi di carattere terapeutico, valutando sempre il rapporto rischio/beneficio degli stessi. E chiaro che non potranno esserci delle regole generali e valide per ogni caso ma ogni contesto lavorativo e ogni persona ha caratteristiche sue proprie, pertanto l intervento del medico non potrà che adeguarsi alla tipologia di persona e di azienda. Il medico dovrà mantenere un rapporto di fiducia col lavoratore e con la direzione del personale che svolge funzioni di gestione delle risorse umane. Importante è far comprendere a questi ultimi come la corretta gestione del problema dello stress lavoro correlato sia importante sia per l economia che per l immagine dell azienda..3 Stress Strain, Burnout e Mobbing Il medico competente in materia di lavoro può trovarsi di fronte a diverse tipologie di problemi stress correlati. Queste tipologie sono sostanzialmente tre, differenti per gravità e per il corrispettivo impegno che il medico del lavoro deve dedicare a questo tipo di paziente. Esse sono: il disagio stress correlato (ovvero lo stress strain); il burnout; il mobbing. Lo stress strain, come si è detto nel precedente paragrafo, è caratterizzato dal fatto che il soggetto non ce la fa più a svolgere la propria attività lavorativa ed ha difficoltà a svolgere gli impegni 9

20 quotidiani. Il soggetto è consapevole di ciò, cioè che la situazione gli sta sfuggendo di mano, e proprio questa sua consapevolezza aumenta la sua insofferenza e aggrava la situazione giungendo così in poco tempo ad una condizione di isolamento dall ambiente lavorativo e familiare. Questo paziente avrà disturbi emotivi, psicofisici e comportamentali con frequente ansia anticipatoria quando si troverà a dover svolgere la sua attività lavorativa. Il termine burnout invece è indica un soggetto bruciato, fuso. 0 Esso vuole intendere in generale una condizione d esaurimento emotivo causato dallo stress dovuto alle condizioni di lavoro ma anche ad aspetti della vita personale, ed è tipico di tutte quelle professioni ad elevato coinvolgimento relazionale. Medici, infermieri, assistenti sociali, insegnanti, forze dell ordine ed altre professioni possono facilmente incorrere in questa condizione d esaurimento emotivo che inevitabilmente porta ad una diminuzione del rendimento professionale. Lo stress deriva proprio dall interazione tra operatore e destinatario dell aiuto, si verifica quando il coinvolgimento emotivo è molto forte, va avanti per periodi prolungati impegnando così l operatore non solo sul piano professionale ma anche e soprattutto su quello umano. La sindrome del burnout può manifestarsi con diversa gravità cosicché anche le conseguenze di questo fenomeno potranno essere più o meno gravi, spaziando da brevi periodi d assenteismo all abbandono volontario del posto di lavoro o alla richiesta di trasferimento. I sintomi che hanno i soggetti affetti da burnout sono complessi e possono riguardare diversi ambiti. Senz altro il primo coinvolgimento riguarda la sfera emotiva. Il paziente 0 Il termine burnout è stato coniato per la prima volta nel 974 da Herbert Freudenberger che lo indica come un quadro di esaurimento mentale ed emotivo che affligge operatori in rapporto diretto con un utenza disagiata. 20

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