Tecnostress in azienda

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1 E n z o D i F r e n n a Tecnostress in azienda e sicurezza sul lavoro ai sensi dell art. 28 del T.U. 81/2008 e art. 6 del DL 109 del 2009 LA NUOVA MALATTIA PROFESSIONALE CHE METTE A RISCHIO LA SALUTE DI LAVORATORI E DIRIGENTI edizioninetdipendenzaonlus

2 ANTEPRIMA lettura on line L A P R I M A R I C E R C A TECNOSTRESS & MOBIL LIFE MANAGEMENT I risultati del 1 studio condotto da Netdipendenza Onlus in collaborazione con Wireless e Asseprim Mi occupo da molti anni di Tecnostress. Per chi usa spesso la tecnologia dell informazione è un passaggio obbligato, per cui nel 2002, quando fondai Netdipendenza.it, cominciai a trattare l argomento in conferenze e dibattiti. Nel 2003 organizzai la prima vacanza per tecnostressati, che suscitò l attenzione dei principali media (Ansa, Panorama, Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo). Portai un gruppo di dipendenti sulle colline del Sasso (Bracciano), ma a cavallo. Si divertirono molto: uno dei partecipanti fu spinto da un cavallo in un abbeveratoio e rise di gusto. Alla fine erano stanchi, allegri, e più rilassati. Negli anni successivi ho pubblicato diverse inchieste giornalistiche, ma di recente mi sono accorto che il tema è sempre più ricorrente. Avevo dunque archiviato appunti, note, interventi, articoli. Poi ho pensato a un libro che facesse il punto della situazione in Italia. Ho iniziato a scrivere i primi capitoli, ma i troppi impegni mi hanno fatto desistere. Il 28 maggio 2007 sono stato poi invitato come relatore a un meeting di manager dell information e communication technology, organizzato a Milano dalla società milanese Wireless, di cui è amministratore Gianluigi Ferri. Il mio intervento era focalizzato sul Tecnostress e l impatto sulla redditività in azienda. La platea ascoltò con attenzione e riscontrai un vivo inte- 17

3 resse nei dirigenti d azienda presenti all evento, con cui mi intrattenevo nei brevi coffee break. In particolare mi colpì il racconto di Vincenzo Finazzi, direttore del personale della compagnia di assicurazione Zurich Italia. Mi spiegò che aveva promosso una ricerca sul tecnostress nella sua azienda partendo dal presupposto che lui stesso conduceva una vita troppo carica di impegni: scrivere, leggere, spedire e mail, report da consegnare, telefonate, fax, lo smarthphone sempre a portata di mano. La sua passione per la pesca l aveva ormai abbandonata da anni e ricordava quanto gli faceva bene stare su una barchetta con qualche amico. Sentiva di aver perso qualcosa di importante, che lo ricaricava di energia. Così cominciò a porre alcune domande ai suoi quadri aziendali e nacque una ricerca interna alla Zurich. I risultati furono molti interessanti e lo indussero ad avviare un corso di formazione per la gestione del tecnostress e l uso consapevole delle nuove tecnologie, orientato a gruppi di dodici dirigenti per volta. Questo racconto mi fece riflettere sulla notevole diffusione del problema, ma della scarsa consapevolezza che c è nei soggetti colpiti da questo tecnodisturbo. La maggior parte dei manager non si accorge di essere tecnostressato. Corre, scrive, telefona, naviga in internet, partecipa a videoconferenze, scarica documenti, fissa appuntamenti, usa in modo massiccio la posta elettronica, e lo fa per moltissime ore al giorno. Non si accorge che qualcosa non va mentre usa troppa tecnologia dell informazione. Sente il disagio, avverte un malessere, è stanco, trascura le relazioni personali, la famiglia, ma non associa questi effetti alla causa: cioè i troppi impegni e la troppa tecnologia. Così mi sono ritagliato dei tempi per concludere il libro che avevo inziato a scrivere, convinto che avrebbe favorito una possibile presa di coscienza del problema. I manager vivono il tecnostress ma spesso non ne sono consapevoli La collaborazione con Ferri intanto proseguiva. Il 26 e27 settembre 2007 sono stato invitato alla fiera-evento Roma Caput Media, dove partecipavano oltre 650 operatori della comunicazione mobile e video on the net. In quella occasione la mia associazione, Netdipendenza Onlus, ha curato una ricerca sul campo, intervistando 224 operatori dell Ict sul tema del tecnostress e la mobil work life. I dati sarebbero stati poi presentati ad un successivo meeting a Milano, promosso da Asseprim e organizzato da Wireless. Ma mentre intervistavo i manager sono rimasto colpito dalla scarsa consa- 18

4 pevolezza del problema. Alla fine dell intervista-questionario molti di loro prendevano però coscienza di essere tecnostressati! Mi colpì in particolare una giovane dirigente di una società produttrice di software per la telefonia voip: dopo aver risposto alle domande, alzò gli occhi azzurri e rimase un attimo in silenzio a guardarmi. Poi disse: «Caspita! Non mi ero mica accorto di essere una tecnostressata! In effetti ho un rapporto morboso soprattutto con il cellulare...». L altro elemento che mi ha colpito è il fatto che la quasi totalità degli intervistati ritiene che il tecnostress sarà un problema sempre più diffuso in azienda. Hanno cioè la percezione che lo sviluppo capillare della tecnologia digitale possa determinare un impatto notevole sulla qualità della loro vita, personale e lavorativa. Ma, allo stesso tempo, non si rendono conto dell impatto che può avere sulla loro salute. E neppure immaginano in che misura tutto ciò potrebbe influenzare in negativo le loro performance in azienda. Insomma, percepiscono il problema ma non riescono a quantificare l impatto su loro stessi. Questo perchè il tecnostress, come le altre tecnopatologie, è subdolo. S insinua lentamente. Giorno dopo giorno. Ho potuto riscontrare, dai colloqui che ho avuto con vari psicologi e psicoterapeuti, che le nuove dipendenze digitali sono droghe che si innestano nell organismo - soprattutto sul piano psichico - e il soggetto colpito non se ne rende conto, almeno fino a quando non emerge chiaramente un sintomo fisico. E anche i colleghi di lavoro e i familiari faticano a rintracciare nel tecnosstress la causa di alcuni disturbi psicofisici e comportamentali. La sostanza chiamata informazione è molto maneggiata dai manager Spesso ripeto nelle mie conferenze che la sostanza informazione te la regalano. La trovi ovunque. Il sistema economico in cui viviamo ti spinge a ingerirla ogni giorno e per molte ore. La videodipendenza, ad esempio, non è dipendenza dal mezzo - perchè non si può essere dipendente da una scatola con un vetro e dei chip - ma è dipendenza verso la sostanza informazione veicolata in continuazione dai video. In realtà dovremmo parlare di info-dipendenza. E le info sono fatte di testi, immagini, video, suoni. Quando il nostro cervello ne incamera una quantità considerevole, si innesca lo stesso effetto che, in altre dipendenze, si chiama overdose. L overdose di infomazioni è dunque all origine del tecnostress. Ma questo concetto lo approfondirò più avanti, quando parlerò del funzionamento del 19

5 Tutti i numeri di Roma Caput Media edizione settembre aziende partecipanti (espositori, sponsor, partner) operatori Ict e Comunicazione Mobile visitatori relatori (Conference & Forum - in apertura un intervento 1 16 Paesi coinvolti del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni) FONTE: Wireless srl cervello e della programmazione neurolinguistica. Torniamo alla ricerca effettuata al Roma Caput Media. Abbiamo distribuito un questionario agli operatori Ict e di comunicazione mobile. e in tanti sono stati intervistati di persona. Il tema era Il Tecnostress nella Mobil Work Life Management. Devo dire che ho riscontrato un certo interesse verso l argomento. Nonostante gli intervistati fossero per la maggior parte distratti dagli impegni, dalle telefonate, dai computer portatili, si soffermavano volentieri a rispondere alle domande, e in generale ho riscontrato una reazione divertita, a volte quasi un sorriso che sembrava sottolineare il fatto che lo stress in ambito manageriale è un problema piuttosto scontato. Dai dati elaborati è emerso un quadro interessante e credo rappresenti la prima ricerca sul Tecnostress in Italia vista con gli occhi degli operatori Ict e di comunicazione mobile. I risultati della prima ricerca sul Tecnostress in Italia Il totale degli intervistati è di 224 operatori. Così suddivisi: 233 uomini e 21 donne. L età media è compresa tra i 30 e i 45 anni. Il primo dato rilevante che salta fuori è che la maggior parte degli operatori intervistati trascorre con lo schermo, ogni giorno, fino a 9-12 ore. C è anche chi arriva a punte di ore, come il caso di due operatori (età 22 e 25 anni) che svolgono, tra le altre cose, un lavoro di programmazione e 20

6 dunque vivono con il computer e lo smartphone sempre a portata di mano. In assoluto il computer e il cellulare multifunzione sono gli oggetti più utilizzati, ultimo la tv (in media vista 1-2 ore al giorno). Molto usata anche la posta elettronica: da postazione fissa e mobile. La maggior parte usa l da 1 a 5 ore ore (142 risposte), ma una buona percentuale dichiara di usarla anche oltre le 6 ore (79 risposte). Spesso l uso del computer e della posta elettronica è percepito come due mezzi diversi, mentre in realtà si usa un unico apparecchio, il personal computer. Per cui c è chi ha risposto che usa 9 ore il computer e 3 ore la posta elettronica. Per molti operatori intervistati l è fonte di tecnostress: spesso sono troppe, bisogna leggerne la maggior parte, e bisogna rispondere. Ciò può portare Alcuni momenti della ricerca Tecnostress e Mobil Work Life Management all event Ict Roma Caput Media Enzo Di Frenna (pres. Netdipendenza Onlus) e Gianluigi Ferri (ceo di Wireless) intervistatrici a colloquio con gli operatori di comunicazione mobile Di Frenna con un operatore Ict Il tavolo dei questionari 21

7 via tempo e si ingenera la sensazione di perdere tempo o di deviare dagli impegni principali stabiliti in precedenza. Molti operatori della comunicazione mobile rivelano di preferire la web-tv on demand, cioè piccoli programmi su temi specifici, oppure brevi format aziendali che descrivono prodotti, ricerche, trend. Il loro modello di riferimento è You Tube, il sito americano su cui utenti privati, aziende, enti pubblici scaricano i loro video e progetti multimediali. Sono convinti che la nuova frontiera televisiva sia su internet, per cui guardano poco la tv tradizionale. Molti intervistati, alla domanda quanto tempo dedica ad altra tecnologia (ad esempio la tv) rispondevano: «E chi ha il tempo per guardare la televisone!». Oppure: «A volte la sera, se non sono stremato dalla giornata di lavoro, la guardo per un oretta..». In generale, gli operatori di comunicazione mobile sembrano preferire l informazione via web, per cui il trend sembra far pensare ad un tempo maggiore che verrà dedicato alla web-tv nei prossimi anni. Una televisione che passa sempre di più dal computer e percepita più democratica e veritiera. Ma che farà lievitare il numero delle ore trascorse con lo schermo digitale. IL FATTORE TEMPO E L USO MULTIPLO DI TECNOLOGIA. Da questi primi dati emerge che il fattore tempo è dunque determinante nell insorgere del tecnostress. È evidente che chi lavora con le tecnologie dell informazione mobile trascorre, in media, più tempo con tali apparecchi rispetto ad altre professioni. Ma chi, oggi, non è coinvolto in larga misura nel sistema della rete informativa? Una così prolungata esposizione alle tecnologie digitali (e stiamo parlando di un calcolo medio, cioè senza considerare i casi di manager e dirigenti che trascorrono oltre le 9 ore al giorno) può favorire l insorgere del tecnostress nella vita degli imprenditori e nei loro quadri. L uomo infatti, fino a pochi anni fa, non era invaso in modo così massiccio dalla tecnologia e dunque lo stress in ambito lavorativo era correlato agli impegni e alle preoccupazioni per i risultati. Oggi, accanto a tutto ciò, si aggiunge il tecnostress dovuto all uso massiccio, multiplo, ripetuto di tecnologie digitali. E l organo più esposto è la psiche (come vedremo dalle altre risposte fornite nella nostra ricerca) e a seguire, il corpo fisico. Abbiamo chiesto se capita spesso di utilizzare tecnologia videomobile contemporaneamente e la maggior parte ha risposto di sì (132 lo fa abitualmente, 62 a volte). Poi abbiamo chiesto: questa tendenza può ridurre il livello di concentrazione? e anche in questo la maggior parte ha risposto di sì. Ma non è tutto: un numero consistente di operatori ritiene di 22

8 provare la sensazione di essere sopraffatti dalle informazioni che provengono dai vari apparecchi di tecnologia videomobile e la reazione che provano in assoluto è stress e stanchezza mentale e fisica. Inoltre una buona parte ritiene che l uso massiccio di tecnologia mobile possa anche ridurre il livello di efficacia in ambito decisionale, mentre la maggior parte degli intervistati non ritiene che possa influire negativamente sul livello di redditività dell azienda. IL TECNOSTRESS E PERCEPITO COME UN PROBLEMA IN CRESCITA. Abbiamo chiesto infine: Ritiene che il Tecnostress sia un problema diffuso oggi in azienda? e la maggior parte ha risposto di sì (122 risposte). Ma il dato più interessante è la percezione del problema rispetto al futuro. Alla domanda Le tecnologie video e mobili sono in notevole aumento in ambiente di lavoro. Ritiene che il Tecnostress sarà un problema sempre più diffuso?, 183 operatori hanno risposto di sì. Cioè la maggior parte degli intervistati. Gli imprenditori e i manager devono dunque includere nel rischio d impresa l impatto che il tecnostress ha sull equilibrio mentale e la salute fisica. E devono poter spalmare questo rischio sui prossimi venti o trenta anni di attività d impresa, considerando cioè il logoramento del proprio corpo in una prospettiva più ampia. Sentiamo cosa dice l amministratore di una importante società pubblicitaria, operativa a livello internazionale, a proposito di tendenze del mercato: «I lovemarks si possono trovare ovunque, ma nell epoca dell attraction economy due sono i luoghi che contano: sullo schermo e in negozio. Nel XXI secolo il numero di schermi nelle nostre vite continua a crescere: cellulari, computer, cartelloni pubblicitari digitali e televisori ovunque. In questo mondo di schermi i consumatori si possono collegare subito on line o dal cellulare e interagire coi prodotti cui sono interessati» Kevin Roberts amministratore delegato Saatchi & Saatchi 25 ottobre 2007 (Fonte: L Espresso) 23

9 Il fatto determinante, che emerge dalla nostra ricerca, è che il tecnostress colpisce soprattutto i quadri aziendali, i top manager, gli imprenditori della new e old economy. Il sistema economico moderno prevede l utilizzo scontato della tecnologia digitale e mobile. Comunicare significa usare il computer e il videotelefono. Vendere e comprare include l utilizzo di questi mezzi. E tutto il processo produttivo - fornitori, dipendenti, clienti, prevede l uso quotidiano di tali tecnologie, e spesso in modo massiccio. Abbiamo chiesto agli operatori di Ict: Ritiene che l uso massiccio di tecnologia videomobile alteri la qualità della sua vita? e anche in questo caso la maggior parte ha risposto di sì (141 risposte), mentre una percentuale minore (73) ha risposto a volte. Ma sommando le due risposte ci rendiamo conto che la quasi totalità degli intervistati percepisce il tecnostress come un problema serio rispetto alla qualità della propria vita. E per un manager, un dirigente, vivere male significa rendere di meno sul lavoro. Con tutte le conseguenze che comporta. Tecnostress, ritmi accelerati della Mobil Life e overdose di informazioni Un altro elemento importante emerso dalla nostra ricerca è il problema dell accelerazione dei ritmi di lavoro e il rischio di overdose di informazioni. Sono entrambi collegati al fattore tecnostress. Infatti, abbiamo chiesto agli intervistati di dare una loro definizione della tecnopatologia e la maggior parte la associa ad una nuova forma di stress collegato all uso eccessivo e ripetuto delle nuove tecnologie digitali, che producono, sostanzialmente, un affollamento informazioni nella mente. Ecco alcune delle risposte fornite: «Stress causato dall uso massiccio di tecnologie» (questionario 19) «Stress prodotto dall uso di apparecchiature elettroniche» (questionario 22) «Stress dovuto all uso attivo o passivo di tecnologie informatiche e di telecomunicazione» (questionario 23) «Stress legato all uso di strumenti tecno» (questionario 30) «Chi, a causa di difficoltà di utilizzo, si sente stressato» (questionario 42) «Stress da utilizzo di tecnologia informatica» (questionario 43) «Stress psico-fisico causato dall uso costante e continuo di mezzi tecnologici» (questionario 101) «Stress dovuto all esigenza d informazioni sempre aggiornate» (questionario 113) «Stress da tecnicismo» (questionario 117) «Stress da cattivo utilizzo delle tecnologie» (questionario 119) 24

10 «Stress da eccessivo uso di mezzi tecnologici» (questionario 154 ) «Stress che si aggiunge a stress!» (questionario 172) «È l evoluzione moderna dello stress...» (questionario 185) «Stress che colpisce chi usa troppa tecnologia per lavoro» (questionario 207) «Beh, siamo un pò tutti tecnostressati oggi. C è troppa tecnologia!» (questionario 223) Come potete notare la maggior parte degli intervistati percepisce il tecnostress come l evoluzione dello stress tradizionale, grazie all introduzione nelle nostre vite della tecnologia digitale-mobile. Un operatore l ha addirittuta definita senza dubbio come l evoluzione moderna dello stress. Poi c è il problema dell information overload (sovraccarico di informazioni) già studiato dal ricercatore americano Saul Wurman, insegnante presso il prestigioso Mit (Massachusetts Institute of Technology). Anche questo elemento è associato al tecnostress. Vediamo alcune risposte date dagli operatori intervistati al Roma Caput Media. Il tecnostress è... «L obbligo di essere attenti a più informazioni nello stesso istante» (questionario 18) «Troppe informazioni che generano stress» (questionario 46) «Desiderio di fare sempre più attività contemporaneamente» (questionario 45) «Ansia da uso eccessivo di tecnologia dell informazione» (questionario 81) «Quando hai la mente piena di input provenienti dalla tecnologia» (questionario 92) «Bombardamento quotidiano da mass media e tecnologie varie malgestite» (questionario 120) «Un malesse diffuso nell era dell informazione» (questionario 181) «Quando rispondo a telefono, mi chiama il capo, scrivo e mail...» (questionario 183) «Trascorrere troppe ore con internet e il telefono» (questionario 198) L informazione, dunque, è il vero colpevole. Questo aspetto lo vedremo più in dettaglio nei prossimi capitoli. E siccome l informazione è in continuo e costante aumento, se ne deduce che anche il tecnostress sarà un problema più diffuso. Forse fino al punto da ammalare il mondo delle imprese e dei consumi? Concludendo questo primo capitolo, voglio dire che questa ricerca non è esaustiva, ma solo un primo contributo per far luce su una problematica che investe in primo luogo gli imprenditori e i lavoratori. Mi riprometto di approfondire ulteriormente l argomento, con altri studi e ricerche, per offrire nuove edizioni del libro, aggiornate e corrette. Enzo Di Frenna presidente Netdipendenza Onlus - (ottobre 2007) 25

11 DOMANDE effettuate all event Ict Roma Caput Media su Tecnostress e Mobil Work Life Management Il questionario è stato distribuito al Roma Caput Media, l annuale fiera-evento internazionale di operatori dell Ict e comunicazione mobile, svoltosi per la prima volta a Roma il 26 e 27 settembre Sono stati intervistati 224 operatori e i risultati sono stati presentati per la prima volta a Milano durante i lavori del Mobile Work Life Forum (29 novembre 2007) organizzato dalla società Wireless e promosso da Asseprim (Associazione Servizi Professionali per le Imprese). DOMANDE - (barrare una casella) età o meno di 25 o tra 25 e 30 o tra 30 e 35 o tra 35 e 40 o tra 40 e 45 o oltre 45 sesso o maschio o femmina Per quante ore ritiene in media di utilizzare... o smartphone.(ore al giorno...) o computer (ore al giorno...) o blackbarry (ore al giorno...) o e mail (ore al giorno...) o altra tecnologia (ore al giorno...) Le capita di usare tecnologia videomobile contemporaneamente? o si.o a volte o quasi mai Ritiene che l uso eccessivo di tecnologia videomobile riduca il suo livello di CONCENTRAZIONE? o si o a volte o quasi mai Ritiene che l uso eccessivo di tecnologia video e mobile riduca il suo livello di EFFICACIA in ambito decisionale? 26

12 o si o a volte o quasi mai Ritiene che l uso eccessivo di tecnologia videomobile possa influire negativemente sul livello di REDDITIVITÀ dell azienda in cui lavora? o si o a volte o quasi mai Ritiene che l uso eccessivo di tecnologia videomobile possa alterare la qualità della sua vita?? o si o a volte o quasi mai Ha la sensazione di essere a volte sopraffatto dalle informazioni che provengono dai vari apparecchi di tecnologia video? o si o a volte o quasi mai *Qual è la sua reazione in caso di sopraffazione? SE LA REAZIONE È MULTIPLA, BARRI PIÙ CASELLE o stress o rabbia o ansia o senso di confusione o stanchezza mentale e fisica o amnesie momentanee o altra reazione... Ha mai sentito parlare di Tecnostress? o si.o a volte o no Provi a darne una sua definizione... Ritiene che il Tecnostress sia un problema diffuso in azienda? o abbastanza o poco o per niente Le tecnologie videomobili sono in notevole aumento in ambiente di lavoro. Ritiene che il Tecnostress sarà un problema sempre più diffuso? o si o poco o per niente Ha mai sentito di colleghi che si lamentano di Tecnostress derivante da uso massivo di tecnologie videomobili? o si o a volte o per niente 27

13 RISULTATI - QUADRO 01 età media degli intervistati o meno di 25 6 o tra 25 e o tra 30 e o tra 35 e o tra 40 e o oltre TOTALE 224 sesso o maschio 203 o femmina 21 RISULTATI - QUADRO 02 per quante ore ritiene in media di utilizzare... o smartphone - DA 0 A 5 ORE 186 risposte DA 5 A 10 ORE 36 risposte DA 10 A 15 ORE 2 risposte DA 15 A 20 ORE 0 risposte o computer - DA 0 A 5 ORE 29 risposte DA 5 A 10 ORE 165 risposte DA 10 A 15 ORE 28 risposte DA 15 A 20 ORE 2 risposte 28

14 o blackberry - DA 0 A 5 ORE 26 risposte DA 5 A 10 ORE 8 risposte DA 10 A 15 ORE 0 risposte DA 15 A 20 ORE 0 risposte o e mail - DA 0 A 5 ORE 142 risposte DA 5 A 10 ORE 79 risposte DA 10 A 15 ORE 3 risposte DA 15 A 20 ORE 0 risposte o altra tecnologia TV DA 0 A 1 ORE 184* risposte *12 persone hanno dichiarato di non guardare la tv DA 1 A 2 ORE 23 risposte DA 2 A 3 ORE 5 risposte o TOTALE TEMPO TRASCORSO OGNI GIORNO CON UNO SCHERMO smartphone computer blackbarry e mail altra tecnologia MINIMO MEDIO MASSIMO 9 ORE 12 ORE 18 ORE RISULTATI - QUADRO 03 Le capita di usare tecnologia videomobile contemporaneamente? o si 133 risposte o a volte 62 risposte o quasi mai 29 risposte 29

15 RISULTATI - QUADRO 04 Ritiene che l uso eccessivo di tecnologia videomobile riduca il suo livello di CONCENTRAZIONE? o si 64 risposte o a volte 132 risposte o quasi mai 28 risposte RISULTATI - QUADRO 05 Ritiene che l uso eccessivo di tecnologia video e mobile riduca il suo livello di EFFICACIA in ambito decisionale? o si 22 risposte o a volte 118 risposte o quasi mai 84 risposte RISULTATI - QUADRO 06 Ritiene che l uso eccessivo di tecnologia videomobile possa influire negativemente sul livello di REDDITIVITÀ dell azienda in cui lavora? o si 27 risposte o a volte 82 risposte o quasi mai 115 risposte 30

16 RISULTATI - QUADRO 07 Ritiene che l uso eccessivo di tecnologia videomobile possa alterare la qualità della sua vita?? o si 141 risposte o a volte 73 risposte o quasi mai 10 risposte RISULTATI - QUADRO 08 Ha la sensazione di essere a volte sopraffatto dalle informazioni che provengono dai vari apparecchi di tecnologia videomobile? o si 48 risposte o a volte 128 risposte o quasi mai 81 risposte RISULTATI - QUADRO 09 *Qual è la sua reazione in caso di sopraffazione dalle informazioni? *GLI INTERVISTATI, IN ALCUNI CASI, HANNO BARRATO PIÙ CASELLE. o stress 172 risposte o rabbia 18 risposte 31

17 o ansia 9 risposte o senso di confusione 43 risposte o stanchezza mentale e fisica 167 risposte o amnesie momentanee 2 risposte o altra reazione senso di impotenza (3) frustrazione (5) senso di dispersione (12) RISULTATI - QUADRO 10 Ha mai sentito parlare di Tecnostress? o si 61 risposte o a volte 75 risposte o quasi mai 88 risposte *Provi a darne una sua definizione... * ECCO ALCUNE RISPOSTE FORNITE DAGLI INTERVISTATI. «Stress causato dall uso eccessivo di tecnologia» (questionario 01) «L obbligo di essere attenti a più informazioni nello stesso istante» (questionario 18) «Stanchezza da utilizzo di nuove tecnologie» (questionario 20) «Affaticamento da uso eccessivo di apparati tecnologici» (questionario 21) «Stress prodotto dall uso di apparecchiature elettroniche» (questionario 22) «Stress dovuto all uso attivo o passivo di tecnologie informatiche e di telecomunicazione» (questionario 23) «Stress causato dall uso massiccio di tecnologie» (questionario 27) «Stress legato all uso di strumenti tecno» (questionario 30) «Stress legato all utilizzo dei moderni mezzi di comunicazione» (questionario 38) «L affollamento di sempre nuove tecnologie che causa stress» (questionario 39) 32

18 «Chi, a causa di difficoltà di utilizzo, si sente stressato» (questionario 42) «Stress da utilizzo di tecnologia informatica» (questionario 43) «Desiderio di fare sempre più attività contemporaneamente» (questionario 45) «Troppe informazioni che generano stress» (questionario 46) «Troppe ore in ufficio usando la tecnologia» (questionario 47) «Nuova patologia dell era digitale» (questionario 48) «Non so... ne ho sentito parlare dai giornali» (questionario 49) «Usare troppa tecnologia durante la giornata» (questionario 51) «Una giornata trascorsa usando troppa tecnologia!» (questionario 64) «Un utilizzo non razionale delle tecnologie che causa la non efficienza psicofisica» (questionario 79) «Uso poco attento delle tecnologie moderne» (questionario 80) «Ansia da uso eccessivo di tecnologia dell informazione» (questionario 81) «Nuova malattia professionale» (questionario 90) «Quando hai la mente piena di input provenienti dalla tecnologia» (questionario 92) «Un problema attuale, ma non saprei dire di più...» (questionario 97) «Stress psico-fisico causato dall uso costante e continuo di mezzi tecnologici» (questionario 101) «Stress dovuto all esigenza d informazioni sempre aggiornate» (questionario 113) «Stress da tecnicismo» (questionario 117) «Stress da un cattivo utilizzo delle tecnologie» (questionario 119) «Bombardamento quotidiano da mass media e tecnologie varie malgestite» (questionario 120) «Abuso dell uso di sistemi tecnologici con mancata motivazione» (questionario 126) «Una nuova forma di stress nel lavoro» (questionario 144) «Un problema molto attuale in azienda» (questionario 146) «Stress da eccessivo uso di mezzi tecnologici» (questionario 154 ) «Un problema che credo sarà sempre più diffuso nelle imprese» (questionario 156 ) «Stress che si aggiunge a stress!» (questionario 172) «Ne so ancora poco, ma credo che riguardi l uso di tecnologia» (questionario 177) «Un malesse diffuso nell era dell informazione» (questionario 181) «È quando rispondo a telefono, mi chiama il capo, scrivo e mail...» (questionario 183) «È l evoluzione moderna dello stress...» (questionario 185) «Trascorrere troppe ore con internet e il telefono» (questionario 198) «Uso sconsiderato delle tecnologie moderne» (questionario 202) «Stress che colpisce chi usa troppa tecnologia per lavoro» (questionario 207) «Quando mi accorgo che esagero, spengo tutto...» (questionario 216) «Beh, siamo un pò tutti tecnostressati oggi. C è troppa tecnologia!» (questionario 223) 33

19 RISULTATI - QUADRO 11 Ritiene che il Tecnostress sia un problema diffuso in azienda? o abbastanza 122 risposte o poco 53 risposte o per niente 12 risposte RISULTATI - QUADRO 12 Le tecnologie videomobili sono in notevole aumento in ambiente di lavoro. Ritiene che il Tecnostress sarà un problema sempre più diffuso? o si 183 risposte o poco 22 risposte o per niente 9 risposte RISULTATI - QUADRO 13 Ha mai sentito di colleghi che si lamentano di Tecnostress derivante da uso massivo di tecnologie videomobili? o si 85 risposte o a volte 114 risposte o per niente 25 risposte 34

20 L A S E C O N D A R I C E R C A LE PROFESSIONI PIU TECNOSTRESSANTI I risultati del 2 studio condotto da Netdipendenza Onlus in collaborazione con Assoexpo, Wireless e Pierre Communication Dopo lo studio pubblicato a novembre 2007 (pag. 26) in cui avevamo evidenziato il diffuso livello di tecnostress tra gli operatori Ict (information and communication technology), abbiamo esteso la ricerca ad altre professioni ad alto impatto hi-tech. Siaòo partiti dal fatto che molti operatori intervistati dichiaravano di soffrire di ipertensione, uno dei principali fattori a rischio per il cuore. Abiamo dunque individuato le attività in cui l informazione e l uso delle nuove tecnologie è parte integrante del ciclo lavorativo. Stavolta, però, abbiamo anche chiesto quale fosse l attività più rigenerante, cioè in grado di scaricare le tensioni accumulate a causa del tecnostress. Abbiamo indicato due opzioni: 1) attività fisica 2) attività olistica. La nuova ricerca è stata condotta su un campione di 200 operatori impiegati nelle 10 professioni ad alto tasso tecnostress (20 interviste per 10 categorie). Infine, abbiamo chiesto ai migliori cardiologi italiani se il tecnostress fa male al cuore. Ne è emerso un quadro allarmante. Molti tra gli intervistati hanno manifestato la preoccupazione di poter subire un esaurimento nervoso o problemi cardiocircolatori (a causa dell eccessivo stress collegato ai ritmi di lavoro da cardiopalmo ). In effetti, il rischio è reale come vedremo più avanti. Ma andiamo per ordine. 35

21 Le professioni prese in considerazione sono le seguenti: operatori Ict, giornalisti, analisti finanziari, informatici, top manager, ip manager, sviluppatori web, pubblicitari, analisti contabili, operatori call center. Abbiamo dunque chiesto in media quante ore trascorrono con il pc e il telefonino di nuova generazione (che consente di effettuare un numero considerevole di operazioni). Poi abbiamo chiesto di dare un punteggio in merito a tre fattori che causano il tecnostress: 1) gestione troppe informazioni 2) uso eccessivo degli apparecchi 3 fretta di esecuzione operazioni Il fattore principale che abbiamo preso in considerazione è comunque il tempo trascorso con computer e smartphone. Questo perchè il punteggio fornito è un parametro di opinione, non tanto un elemento a rischio. In altre parole, se ritengo ad esempio che la fretta di esecuzione delle operazioni sia un notevole fattore di rischio, ma poi in realtà trascorro un numero di ore accettabile con i videoschermi, non sono necessariamente esposto al rischio tecnostress. La seconda precisazione da fare è la seguente: la ricerca da per scontato che gli operatori intervistati non siano necessariamente tecnostressati, ma indica un potenziale rischio. Ossia, trascorre 13 ore con i videoschermi e gestire tante informazioni per un lungo periodo è certamente un elemento che può favorire l insorgere del tecnostress. La ricerca sulle professioni tecnostressanti ha messo in risalto un principale dato: la maggior parte degli intervistati (soprattutto le prime 6 professioni) trascorre con i videoterminali dalle 9 alle 12,5 ore al giorno. Al primo posto troviamo la categoria degli operatori Ict (information and communication technology), tra le categorie più esposte al tecnostress. La maggior di loro vive con la tecnologia digitale. La utilizza tantissimo, gestisce un gran numero di informazioni e spesso lo fa a ritmo veloce. «L essere sempre connessi in realtà sta diventando un problema diffuso e lo stress provocato dal dover rispondere in tempo reale sta aumentando, insieme all ansia di controllare se è arrivata una nuova mail o rispondere al telefono. Nel nostro settore, l Ict, in effetti i ritmi sono incalzanti ed anche il numero delle ore che trascorriamo con la tecnologia dell informazione è elevato», spiega Gianluigi Ferri di Wireless. Al secondo posto i giornalisti. Abbiamo preso in considerazione soprattutto i giornalisti web e quelli che lavorano in agenzie d informazione (scrivere per un settimanale, infatti, significa trascorrere parecchie ore con pc e smarthpone, ma il ritmo in molti casi è più accettabile). Anche in questo caso è emerso un grande fattore di rischio: sono tante le ore trascorse alla 36

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