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1 Università degli Studi di Parma Corso di Risk management e creazione di valore Basilea 3 Prof.ssa Paola Schwizer Anno accademico

2 La crisi finanziaria del Prima della crisi Tassi di interesse molto bassi Crescita economica sostenuta (soprattutto Cina e India) Tassi di insolvenza (obbligazioni e prestiti) ai minimi storici e in ribasso Spread creditizi molto ridotti e inferiori ai valori medi storici ELEMENTI DI FRAGILITA un elevato livello di leva finanziaria di imprese e individui un inadeguata valutazione del rischio dei prestiti successivamente ceduti sul mercato una scarsa attenzione al rischio di credito dei titoli risultanti da operazioni di securitisation (e inseriti nei trading book) affidamento su rating esterni un elevato grado di leva dei processi di titolarizzazione Cambiamenti macroeconomici dal 2006 Aumento prezzi delle materie prime: inflazione e aumento tassi Crisi mercato immobiliare (garanzie sotto il valore dei debiti) Crollo del valore dei titoli cartolarizzati (riduzione attivi delle banche con questi titoli in portafoglio) Banche centrali (FED) aumentano l offerta di liquidità per salvare le banche Lehman Brothers (autunno 2008) Drenaggio di risorse pubbliche per salvare le banche Costo elevato per contribuenti 2

3 Le cause della crisi Comitato di Basilea: One of the main reasons the economic and financial crisis became so severe was that the banking sectors of many countries had built up excessive on- and off-balance sheet leverage. This was accompanied by a gradual erosion of the level and quality of the capital base. At the same time, many banks were holding insufficient liquidity buffers. The banking system therefore was not able to absorb the resulting systemic trading and credit losses nor could it cope with the reintermediation of large off-balance sheet exposures that had built up in the shadow banking system. The crisis was further amplified by a procyclical deleveraging process and by the interconnectedness of systemic institutions through an array of complex transactions 3

4 I punti critici di Basilea 2 alla luce della crisi Qualità e livello del capitale: Tier 1 a fine 2006 in media pari all 8% (minimo regolamentare 4%), ma composto in larga misura da strumenti ibridi (non Core Tier 1). Prociclicità: i requisiti patrimoniali fondati sui rating tendono a diminuire nelle fasi di crescita economica e ad aumentare in recessione. L aumento dei requisiti costringe le banche a reagire contraendo l offerta di credito o vendendo titoli, accentuando così la fase negativa del ciclo. Leverage: numerose grandi banche internazionali si caratterizzavano, nel periodo immediatamente precedente la crisi, per livelli di leva finanziaria molto aggressivi. Liquidità: molte grandi istituzioni, abituate a contare sull elevata liquidità del mercato interbancario, sono riuscite a superare la crisi solo grazie all ampia liquidità offerta a basso costo dalle banche centrali. Banche sistemiche: il problema di interconnessione di alcune grandi istituzioni finanziarie favorisce la trasmissione degli shock e rappresenta uno dei principali fattori di preoccupazione per la vigilanza. Rischi di mercato sul trading book: le attività del trading book devono essere riportate in bilancio al fair value, dunque hanno risentito appieno del crollo dei mercati. Le misure di Basilea 2 si sono rivelate insufficienti. 4

5 La filosofia di fondo di Basilea 3 Obiettivo finale Banche da transmitter of risk a shock absorber 5

6 Qualità e livello del capitale, prociclicità B2 B3 Common equity (o core tier 1) Tier 1 Capitale (Tier 1+Tier 2) Macro-prudential Min 2% 4,5% Conservation buffer 0-2,5% Totale 7% Min 4% 6% Totale 6% 8,5% Min 8% 8% Totale 8% 10,5% Counter-cyclical Buffer 0-2,5% SIFIs da determinare 6

7 Qualità del capitale La definizione di patrimonio di vigilanza (regulatory capital) diviene più restrittiva. ruolo prevalente al capitale di maggiore qualità (common equity), composto unicamente dal capitale azionario versato e dalle riserve di utili; viene meno il limite superiore del 50% all incidenza del patrimonio supplementare (Tier 2) sul patrimonio complessivo della banca; sono ora previsti requisiti minimi espliciti per common equity (4,5% degli attivi ponderati per il rischio) e Tier1 (6% degli attivi ponderati per il rischio); eliminato il Tier 3. Nell insieme, Tier 1 e Tier 2 devono raggiungere almeno l 8% degli attivi ponderati per il rischio. 7

8 Nuovo regulatory capital Tier 1: going concern capital (letteralmente: capitale di un azienda in esercizio ). Si compone di: common equity altri strumenti di Tier 1 ( additional going concern capital ), che devono rispettare alcuni importanti criteri, fra i quali la subordinazione rispetto ai restanti creditori della banca (inclusi i depositanti e i creditori subordinati), la mancanza di un obbligo di distribuire dividendi, l assenza di garanzie da parte della banca o di meccanismi di step up, la durata perpetua. Tier 2: gone concern capital Comprende un unica categoria di strumenti, subordinati rispetto ai depositanti e agli altri creditori della banca, caratterizzati da una scadenza originale di almeno cinque anni. 8

9 Qualità del capitale La nuova regolamentazione introduce inoltre un meccanismo detto bail in, che prevede che tutti gli strumenti validi come capitale regolamentare (inclusi i semplici prestiti subordinati presenti nel Tier 2) debbano essere convertiti in azioni ordinarie (e verosimilmente svalutati per perdite) in occasione di aiuti pubblici. Si vuole così evitare che lo Stato sia costretto a versare capitali per salvare una banca mentre i detentori di strumenti ibridi e subordinati non perdono nulla di quanto hanno investito. Più precisamente, è previsto che tutte le emissioni di Tier 1 e di Tier 2 a partire dal gennaio 2013 includano una clausola in base alla quale i titoli verranno svalutati e/o convertiti in capitale ordinario al verificarsi di un trigger event. Quest ultimo è costituito dalla prima, in ordine di tempo, tra i seguenti due circostanze: i) una svalutazione del capitale della banca per perdite determinata dall intervento dell autorità e necessaria per mantenere in vita la banca; ii) la decisione di garantire un supporto finanziario pubblico alla banca. In questo modo si è certi che, prima che i governi versino nuovamente fondi pubblici, i possessori di titoli riconosciuti come capitale regolamentare sopporteranno i costi della ristrutturazione della banca in cui hanno investito (visto che i loro titoli verranno convertiti in azioni ordinarie e abbattuti per perdite). 9

10 Prociclicità: Capital conservation buffer B2 B3 Common equity (o core tier 1) Tier 1 Capitale (Tier 1+Tier 2) Macro-prudential Min 2% 4,5% Conservation buffer 0-2,5% Totale 7% Min 4% 6% Totale 6% 8,5% Min 8% 8% Totale 8% 10,5% Counter-cyclical Buffer 0-2,5% SIFIs da determinare Le banche sono autorizzate ad attingere al conservation buffer durante i periodi di stress, ma più il loro coefficiente patrimoniale si avvicina al requisito minimo, più crescono i vincoli alla distribuzione degli utili 10

11 Prociclicità: Capital conservation buffer 7% 6,375% 5,75% 5,125% 4,5% Nessun obbligo Obbligo di trattenere il 40% Obbligo di trattenere il 60% Obbligo di trattenere l'80% Obbligo di trattenere il 100% Common equity minimo Funzionamento del capital conservation buffer (sull asse verticale è riportato il livello del common equity) 11

12 Prociclicità: Counter-cyclical buffer Counter-cyclical Buffer se le economie si surriscaldano, i prestiti ai residenti saranno soggetti a un requisito addizionale fino al 2,5% Prestiti / PIL Valore corrente Trend di lungo periodo il divario tra il quoziente prestiti/pil e il suo trend farà da guida alle Autorità nazionali le banche riceveranno un preavviso di 12 mesi Tempo Le autorità decidono in modo discrezionale se applicarlo o no 12

13 Leverage Dal 1 gennaio 2013 al 1 gennaio 2017 sperimentazione parallela di un coefficiente Tier 1 leverage del 3% Dal 1 gennaio 2018 nuova normativa Pillar 1 (requisiti patrimoniali minimi obbligatori) basata su analisi e calibrature appropriate Due principali obiettivi: (i) contenere l accumulazione di leva finanziaria e attenuare i burschi processi di deleveraging verificatisi nel corso della crisi; (ii) limitare i possibili errori di misurazione connessi all attuale sistema di calcolo degli attivi ponderati COME SI CALCOLA IL PLAIN LEVERAGE RATIO Equity + Reserves Intangible assets = Tier 1 capital Total assets Intangible assets = Adjusted assets Tier 1 capital / Adjusted capital = Leverage ratio a simple leverage ratio that provides a backstop to the riskbased regime 13

14 Liquidità Liquidity coverage ratio a 30 gg Le banche devono avere liquidità sufficiente a fronteggiare una possibile crisi molto acuta della durata di un mese La riserva di liquidità potrà essere costituita solo da asset molto liquidi La riserva dovrà coprire i deflussi monetari netti calcolati in ipotesi di uscite di carattere straordinario (massicci prelievi da retail o corporate, forte riduzione delle passività a vista da società finanziarie, sensibile aumento delle linee di credito) stock of high quality liquid assets net cash outflows over a 30 day time period >= 100% 14

15 Liquidità Net stable funding ratio a 360 gg Fonti di funding stabile dovranno finanziare le attività meno liquide, e si dovrà incrementare il funding a medio e lungo termine funding netto stabile attività non liquidabili >= 100% 15

16 Banche sistemiche (SIFIs) Le banche importanti per la tenuta del sistema devono avere una capacità di assorbimento delle perdite superiore ai parametri Il Comitato di Basilea e il Financial Stability Board stanno elaborando un approccio integrato agli istituti di credito importanti per la tenuta del sistema, che potrebbe includere una combinazione di requisiti patrimoniali più elevati, capitale «eventuale» (contingent capital, ossia capitale di debito che si trasforma automaticamente in capitale azionario nel momento in cui la dotazione patrimoniale della banca dovesse scendere sotto una certa soglia prestabilita) e debito bail-in (forme di titoli di debito convertiti automaticamente in azioni in caso di deterioramento dei conti) 16

17 Arbitraggio regolamentare Introduzione, già nel 2011, di due requisiti supplementari sui rischi di mercato (per chi usa i modelli interni) Incremental risk charge (Irc) relativo al rischio specifico delle posizioni del trading book, volto a considerare adeguatamente la liquidità delle singole posizioni Stressed VaR, volto a coprire il rischio di perdite in periodi di forte stress Inasprimento dei requisiti per chi usa l approccio standard (maggiori ponderazioni per titoli azionari e per titoli cartolarizzati) Nuovo requisito sul rischio di controparte a fronte di operazioni in derivati OTC 17

18 Asset correlation Per le banche che adottano i rating interni: aumento del 25% del coefficiente di asset correlation utilizzato nel calcolo del capitale regolamentare, per le esposizioni verso istituzioni finanziarie con totale attivo superiore ai 100 miliardi di dollari. 18

19 Valutazione di impatto Comitato di Basilea/FSB: Macroeconomic Assessment Group (MAG) MAG (agosto 2010): i nuovi standard sono destinati ad avere un impatto modesto sulla crescita economica nel periodo di transizione (primi 4,5 anni) decremento della crescita di 0,19% per ogni punto % di aumento dei requisiti patrimoniali riduzione della crescita annua di 0,04% per aumento degli spread creditizi e contrazione dell offerta di credito MAG (dicembre 2010): nel lungo termine (dopo i primi 5 anni) i costi del nuovo regime saranno superati dai benefici economici associati con i maggiori livelli dei requisiti di capitale e liquidità, in termini di minore profilo di rischio delle banche, maggiore fiducia del mercato, minore probabilità di eventi di crisi un entrata in vigore graduale di B3 consente di limitare l impatto negativo sulla crescita economica 19

20 Iter di introduzione 20

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