Stress lavoro correlato

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1 Stress lavoro correlato a cura di arch. Paolo Garattoni Via dott. Luigi Comi Uboldo (VA)

2 Definizione di stress Hans Seley, 1975 Sindrome generale di adattamento (SGA), risposta aspecifica a qualsiasi richiesta proveniente dall ambiente che vede coinvolti i sistemi biologici (nervoso, cardiovascolare, immunitario..) Lo stress è una risposta fisiologica dell organismo ad un qualsiasi cambiamento operato da stressor (fattori interni o esterni), che possa turbare l equilibrio psicofisico dell individuo. 2

3 Eustress - distress Accanto ad una tensione positiva o eustress (dal greco eu = bene), ne esiste una negativa o distress (dal greco dis = suffisso che indica qualcosa di negativo e distruttivo) in quanto espressione di discrepanza tra richieste e risorse individuali. 3

4 Stress e lavoro Nella ricerca sullo stress correlato pubblicato dall Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute del lavoro nel 2000 si parla di circa il 28 % dei lavoratori interessati pari al 41,2 milioni di lavoratori. 4

5 Lo stress e il lavoro Lo stress dovuto al lavoro può essere definito come un insieme di reazioni fisiche e emotive dannose che si manifesta quando le richieste poste dal lavoro non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore. Lo stress connesso al lavoro può influire negativamente sulle condizioni di salute e provocare persino infortuni (NIOSH, Stress at work, 1999). 5

6 Valutazione del rischio La valutazione deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato correlato, secondo i contenuti dell accordo europeo dell 8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. 6

7 Accordo europeo stress lavoro correlato del 2004 * Stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali ed che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti * Recepito con l Accordo Interconfederale

8 Non tutti i luoghi di lavoro sono necessariamente interessati dallo stress Non tutte le manifestazioni di stress sono necessariamente negative Lo stress non è una malattia Non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro- correlato L individuazione dello stress può implicare analisi di fattori oggettivi e soggettivi 8

9 Il compito di stabilire le misure per prevenire, eliminare o ridurre lo stress spetta al datore di lavoro e le misure sono adottate con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti La gestione dei problemi di stress può essere condotta sulla scorta del generale processo di valutazione dei rischi Laddove nel luogo di lavoro non siano presenti professionalità adeguate possono essere chiamati esperti esterni 9

10 Effetti dello stress

11 Effetti immediati dello stress Effetti sulla persona mal di testa Tachicardie - aritmie aumento PA tensione muscolare dolori al petto mancanza di concentrazione smemoratezza riduzione delle capacità percettive riflessi imprecisi irritabilità, insoddisfazione sudare senza fare sforzi fisici Effetti sull azienda Diminuzione della produttività Lavorare in modo frenetico precipitoso, febbrile aumento degli errori e infortuni 11

12 Effetti sul medio e lungo periodo Effetti sulla persona mal di testa nervosismo insonnia disturbi gastrici disturbi cardio-circolatori (infarto) depressione problemi osteoarticolari maggior consumo di sostanze psicoattive (nicotina, alcol, farmaci, hashish) repentini sbalzi di umore non essere più in grado di "staccare la spina" iperattività sentirsi privo di energie la stima di sé va diminuendo calo della creatività e dell entusiasmo 12

13 Effetti sul medio e lungo periodo Effetti sull azienda Calo della qualità e delle prestazioni cattivo clima di lavoro controllo di qualità scarso rischio d infortunio costantemente elevato elevata percentuale di assenteismo elevata rotazione del personale difficoltà nelle relazioni aziendali vertenze sindacali scioperi 13

14 Fattori di rischio

15 Situazioni organizzative critiche Troppo o troppo poco da fare Estrema rigidità e/o ambiguità dei compiti Responsabilità nulla o eccessiva, specialmente verso terzi Ripetitività e monotonia nelle attività Necessità di elevato livello di vigilanza / attenzione Elevato carico psicofisiologico (turni, rumore, sforzo fisico, pericolo) 15

16 Categorie considerate più esposte al rischio stress Secondo un documento della Società Italiana di Medicina del Lavoro del 2005 risultano a maggior rischio di stress per il tipo di attività le seguenti categorie: Controllo traffico aereo Guida autobus Lavoro a turni Lavoratori della Sanità Insegnanti Forze di polizia Lavori atipici e call center 16

17 Contesto del lavoro Organizzazione del lavoro (comunicazione, risoluzione dei problemi, obiettivi) Ruolo nell ambito dell organizzazione (conflitti di ruolo, responsabilità) Carriera (incertezza, precarietà, retribuzione) Controllo / libertà decisionale (partecipazione, decisioni) Rapporti interpersonali sul lavoro (rapporti con colleghi e superiori) Interfaccia casa lavoro (richieste contrastanti) 17

18 Contenuto del lavoro Ambiente e attrezzature di lavoro (rumore, illuminazione, rischio chimico, vibrazioni, ) Disegno del compito lavorativo (monotonia, cicli di lavoro, frammentato, ) Carico di lavoro / ritmo di lavoro (eccessivo o ridotto - tempo) Orario di lavoro (lavoro e turni, con particolare attenzione a turni notturni e alla loro modulazione) 18

19 Lavoratore FATTORI LAVORATIVI variabili ambientali ed organizzative strutturate relazioni informali attese economiche e di carriera motivazione autonomia decisionale creatività comunicazione precarietà FATTORI EXTRALAVORATIVI tratti caratteriali stato di salute autostima vita affettiva condizione sociale agiatezza economica relazioni familiari... non direttamente correlati al lavoro, ma interferenti con il rapporto azienda/lavoratore.. 19

20 Misure di prevenzione e protezione

21 Misure generali Chiarire gli obiettivi dell impresa ed il ruolo di ciascun lavoratore Migliorare l organizzazione ed i processi di lavorativi, le condizioni e l ambiente di lavoro Formare dirigenti e lavoratori per aumentare la consapevolezza e la comprensione dello stress, le sue possibili cause e il modo per affrontarlo e/o adattarsi al cambiamento Dare informazioni e consultare i lavoratori e/o i loro rappresentanti secondo la legislazione dell UE e nazionale, le pratiche e gli accordi collettivi. 21

22 Organizzazione del lavoro Presenza e diffusione di procedure aziendali periodicamente aggiornate Comunicazione buona tra le persone Collaborazione all interno del personale Gestione adeguata delle scadenze Ottimizzazione dei sistemi di gestione Controllo di gestione Politiche di Responsabilità Sociale Comunicazione/diffusione dei valori aziendali Partecipazione del personale e dei loro rappresentanti 22

23 Ambiente di lavoro Ambiente adeguato e confortevole Rispetto dei parametri microclimatici Segnaletica di sicurezza Servizi di sicurezza (docce di emergenza, lavaocchi, note di intervento di primo soccorso per le sostanze adoperate) Attrezzature e documentazione adeguata Ambienti, impianti e macchinari di comandi, pannelli di controllo ed altro, dotati di istruzioni di facile comprensione, ed inequivocabili (deve essere chiara la funzione, la posizione e corrispondenza tra comandi e segnali) 23

24 Pianificazione e carico di lavoro Organizzazione preventiva del lavoro Formalizzazione/ottimizzazione delle competenze di ruolo (p.e.: mappatura di competenze) Revisione/creazione mansionari e organigramma Introduzione/miglioramento di piani di sviluppo e dei piani retributivi Alternanza di mansioni che richiedono elevati livelli d attenzione con mansioni che richiedono minor livello, opportune pause Alternanza di mansioni ripetitive con altre o con pause adeguate Possibilità di consultare i dati su documenti scritti 24

25 Orario di lavoro Orari di lavoro flessibili e adeguate pause Orari di lavoro pianificati in anticipo Orari di lavoro non protratti 25

26 Supporto al personale Interventi di integrazione culturale Interventi sullo sviluppo delle capacità di leadership Introduzione di programmi di promozione del benessere individuale Counseling individuale Coaching di gruppo Coaching individuale Consulenza al ruolo Servizi di supporto personale/familiare (p.e. nidi aziendali) Sistemi incentivanti (non necessariamente di carattere economico) Bilancio di competenze 26

27 La valutazione del rischio stress lavoro correlato

28 Fasi della valutazione Valutazione preliminare (OGGETTIVA), da effettuare sempre Valutazione eventuale (SOGGETTIVA), da effettuare solo nel caso in cui la valutazione preliminare riveli rischi da stress lavoro-correlato e le misure correttive adottate a seguito della stessa di rivelino inefficaci 28

29 Iter della «Valutazione oggettiva» Informazione del personale circa le disposizioni legislative in materia di stress lavoro-correlato (art. 36 del D. Lgs. n. 81/08 e s.m.i.) Individuazione dei gruppi omogenei di lavoratori Raccolta dei dati verificabili in azienda (eventi sentinella, fattori di contenuto e contesto del lavoro) con il coinvolgimento del Medico Competente (ove nominato) e del RLS o RLST, oltre che del Datore di lavoro e del RSPP Analisi dei dati e stima del rischio Eventuale piano di azioni correttive e di miglioramento conseguente alla valutazione Redazione della valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato da inserire nel documento generale di valutazione dei rischi 29

30 Iter della «Valutazione soggettiva» Se la valutazione preliminare ha rivelato un rischio da stress lavorocorrelato «Non basso» e/o le misure adottare a seguito della stessa si sono rivelate inefficaci è necessario procedere a: Valutazione approfondita della percezione soggettiva attraverso differenti strumenti di valutazione (es. questionari, focus group, interviste semi-strutturate, ecc.) Piano delle azioni correttive di miglioramento conseguenti alla valutazione approfondita della percezione soggettiva Redazione della valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato da inserire nel documento generale di valutazione dei rischi Formazione dei lavoratori (art. 37 del D. Lgs. n. 81/08 e s.m.i.) 30

31 Scadenze (Riferimento: Lettera circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 18 Novembre 2010) La data del 31 Dicembre 2010 è da intendersi come data entro la quale deve essere avviata la valutazione ai sensi delle indicazioni metodologiche contenute nella Lett. Circ. 18/11/2010 La programmazione temporale di tutte le attività di valutazione e l indicazione del termine finale di espletamento delle stesse devono essere riportate nel documento di valutazione dei rischi N.B.: gli organi di Vigilanza, ai fini dell adozione dei provvedimenti di propria competenza, terranno conto della decorrenza e della programmazione temporale di cui ai precedenti punti 31

32 Esempio di valutazione

33 INDICATORI AZIENDALI CONTESTO DEL LAVORO CONTENUTO DEL LAVORO Infortuni Assenza per malattia Assenteismo Ferie non godute Funzione e cultura organizzativa Ruolo nell ambito dell organizzazione Ambiente di lavoro ed attrezzature di lavoro Pianificazione dei compiti Rotazione del personale Evoluzione della carriera Carico di lavoro ritmo di lavoro Turnover Procedimenti/ Sanzioni disciplinari Richieste visite straordinarie Segnalazioni stress lavoro Istanze giudiziarie Autonomia decisionale controllo del lavoro Rapporti interpersonali sul lavoro Interfaccia casa lavoro conciliazione vita/lavoro* Orario di lavoro 33

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