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1 Simbolo Simboli di rischio chimico Definizione e Consigli di Prudenza Cosa indica Molto tossico per gli organismi acquauci con effet di lunga durata Tossico per gli organismi acquauci con effet di lunga durata. Dove è possibile trovarlo PesUcidi, biocidi, benzina, tremenuna Consigli di prudenza Non disperdere nell'ambiente Raccogliere il materiale fuoriuscito Simboli che saranno

2 Per esempio. Etichetta di pericolo Composizione Non disperdere nell ambiente Frasi R Materiale idoneo per l imballo Frasi S

3 Frasi di rischio e consigli di prudenza

4 Movimentazione manuale dei carichi D. Lgs. 81/08 Titolo VI - Allegato XXXIII Per MMC si intende non solo alzare, caricare un carico, ma anche spingerlo o Urarlo

5 Movimentazione manuale dei carichi Esaminando la colonna vertebrale durante un estensione, possiamo osservare che: È una leva di 1 genere (sono interposte le arucolazioni, che fanno da fulcro) Si traqa di una leva svantaggiosa (a causa della breve distanza della potenza, cosutuita dalla muscolatura posteriore spinale) Lo sforzo da compiere (e di conseguenza la sollecitazione meccanica da sopportare) è tanto maggiore, quanto più la resistenza, cosutuita dal peso da sollevare, è lontana dal fulcro. Condizione di equilibrio con pesi e bracci uguali Condizione di equilibrio con pesi e bracci diversi

6 Movimentazione manuale dei carichi Possibili rischi: Cervicalgie, Lombalgie, DiscopaUe, Sindrome del Tunnel Carpale

7 LA POSIZIONE CORRETTA 90 Tronco: posizione eretta, fra 90 e 110 per evitare dannose compressioni pelvico-addominali, appoggio del tratto lombare della schiena alla spalliera della sedia. Gambe: a circa 90 per ridurre l affaticamento e facilitare la circolazione. Piedi ben poggiati a terra o sul poggia-piedi.

8 LA POSIZIONE CORRETTA cm Braccia piegate a circa 90. Avambracci appoggiati nello spazio fra bordo tavolo e tastiera (15-20 cm) Occhi: Distanza fra gli occhi ed il bordo superiore del monitor compresa fra 50 e 70 cm. Schermo inclinato ortogonale rispetto agli occhi

9 ILLUMINAZIONE POSIZIONE SBAGLIATA

10 ILLUMINAZIONE POSIZIONE SBAGLIATA

11 ILLUMINAZIONE POSIZIONE CORRETTA

12 I.CO.TE.A. C.A.T. S.r.l. Istituto di COnsulenza TEcnica Aziendale Autoriz. D. A. 3638/5s Accredit. HLA001_01 DDG Reg. Trib. Modica 2033 CCIAA P. IVA Servizi concernenti le Norme in Materia di Sicurezza e di Mediazione Prot. n. AOODGPER del 19/09/12 Cod. Iscr GHF

13 RISCHIO ELETTRICO

14 Per proteggersi occorre realizzare il collegamento di MESSA A TERRA sia del quadro elettrico sia di tutte le masse/attrezzature metalliche e installare l interruttore differenziale e magnetotermico. n Gli INTERRUTTORI DIFFERENZIALI sono una misura di protezione addizionale (che non dispensa dall applicazione dell impianto di messa a terra) possono essere utilizzati ad alta sensibilità (salvavita). n Questi non evitano la scossa elettrica, ma hanno unicamente la funzione di limitare nel tempo il passaggio della corrente elettrica attraverso il corpo umano. n Il collegamento a terra provoca, in caso di guasto, una circolazione di corrente dall oggetto verso terra. Questa corrente viene avvertita dall interruttore differenziale (salvavita), che scatta. Ricordarsi che è opportuno verificare periodicamente (almeno 1 volta al mese) la funzionalità di tali dispositivi agendo sull apposito pulsantino di prova (T).

15 Rischio elettrico: le prese elettriche Le spine tedesche (Schuko) non devono essere inserite nelle prese ad alveoli allineati se non tramite appositi adattatori che trasformano la spina rotonda in spina di tipo domestico, senza l uso degli adattatori l apparecchio elettrico funzionerebbe ugualmente, ma sarebbe privo del collegamento a terra con grave pericolo per l operatore. Gli alberi di Natale degli adaqatori di prese eleqriche sono pericolosi per le sollecitazioni a flessione sugli alveoli delle prese, tale albero di Natale può provocare sovrariscaldamenu localizzau, con pericolo di incendio e pericolo di contaqo direqo. Può essere uulizzata in suo luogo una ciabasa.

16 Rischio elettrico: le prese elettriche Può essere uulizzata quando è richiesto l uso simultaneo di più apparecchi eleqrici che non consumano molto. L uso indiscriminato di quesu disposiuvi può comportare surriscaldamento dei cavi di alimentazione a causa di sovraccarichi di corrente e conseguenu pericoli d incendio.

17 RISCHIO ELETTRICO

18 RISCHIO ELETTRICO NO

19 RISCHIO ELETTRICO

20 Ambiente di lavoro: pavimenu e pareu Ø I pavimen= e le vie di circolazione devono essere mantenuu puliu e liberi dal materiale; Ø Le superfici dei pavimen= devono essere mantenute asciuqe, in uno stato tale da evitare qualsiasi infortunio e privi di disconunuità o buche; Ø Le pare= dovranno essere Unteggiate se possibile, con colori chiari; Ø Le pare= traslucide ed in parucolare le vetrate posizionate vicine ai posu di lavoro o alle vie di circolazione devono essere segnalate e costruite con materiali di sicurezza.

21 Le scale a gradini fissi Le scale devono essere agevoli al passaggio, con gradini ben livellau e, qualora necessario, provviste di strisce anusdrucciolo. Sui lau aperu devono essere munite di parapeqo normale o altra difesa equipollente (1 m), le rampe delimitate da due pareu devono essere munite di almeno un corrimano.

22 h< 1 m Scale a gradini fissi

23 Le Taglierine da tavolo a mannaia devono essere dotate di schermo salvamani, infrangibile, resistente agli uru e di spessore minimo di mm. 4, la lama deve essere traqenuta da una molla in posizione sollevata, tale da non chiudersi per gravità; se ad azionamento eleqrico debbono avere un sistema di protezione a fotocellula e un avviamento a doppio consenso.

24 Scaffali - Gli scaffali fissi, caricabili a mano, per i quali l altezza dell ultimo piano in alto superi di oltre cinque volte la profondità degli stessi (H>5P), devono essere fissati a muro o equivalente. - Prima di ogni installazione accertare l adeguata consistenza dei solai o dei pavimenti. Regole generali â Non arrampicarsi sugli scaffali, su cataste di documenti o sedie ma utilizzare scale a norma. â Verificare il buono stato di ancoraggi e la stabilità degli scaffali (in caso di anomalie richiedere l'intervento tecnico). â Non sovraccaricare gli scaffali con oggetti troppo pesanti e/o posizionati in modo instabile.

25 Cos è la comunicazione? Semplice trasferimento di dati e informazioni attraverso un determinato canale?... (Shannon e Weaver, 1949) o un processo dinamico e continuo tra due interlocutori che si influenzano reciprocamente? ELEMENTI: Fonte, messaggio, canale, ricevente, effetto

26 La responsabilità del successo Generalmente, gli interlocutori si ripartiscono equamente la responsabilità del buon esito della comunicazione In alcuni casi, uno dei due interlocutori aumenta la propria partecipazione per massimizzare il risultato della comunicazione

27 Cosa rimane della comunicazione: Comunicando succede che: VOGLIAMO DIRE DICIAMO L INTERLOCUTORE ASCOLTA L INTERLOCUTORE COMPRENDE

28 Il feedback È lo specchio dell efficacia della comunicazione e implica circuiti di retroazione: CONFERMA: comunica l accettazione della comunicazione RIFIUTO: nega la comunicazione pur presupponendo l esistenza dell altro DISCONFERMA: nega l esistenza stessa dell interlocutore

29 Filtri culturali e modelli mentali Nessuno di noi può portarsi nella testa un organizzazione, una famiglia o una comunità. Quello che ci portiamo nella testa sono immagini, ipotesi, storie. Immagini interne profondamente radicate del modo in cui il mondo funziona, immagini che ci limitano a modi familiari di pensare e di agire Peter M. Senge Non esiste mappa giusta o sbagliata: Ci sono mappe più o meno adeguate per affrontare la realtà

30 STILI DI COMUNICAZIONE Le caratteristiche della nostra comunicazione

31 Relazioni con l altro nella comunicazione AGGRESSIVITÀ DOVERE SUPERIORITÀ PASSIVITÀ SENSAZIONI INFERIORITÀ ASSERTIVITÀ REALISMO ADULTO

32 Comunicazione Aggressiva RICORDATI SEMPRE... NON FARE MAI... BISOGNA ESSERE... NON SI DEVE... SEI RIDICOLO... ASSURDO... COME TI PERMETTI?...

33 Le cause del comportamento aggressivo â SENTIMENTO DI VULNERABILITA' E DI DEBOLEZZA CHE SPINGE AD ANTICIPARE L'ATTACCO TEMUTO â IPERVALUTAZIONE DI SÉ E SOTTOVALUTAZIONE DEGLI ALTRI â ECCESSIVAMENTE AUTOCENTRATO

34 Comunicazione Passiva MI SCUSI, NON VOLEVO... MI DISPIACE... SE MI PERMETTE, VORREI... MI PIACEREBBE... NON SO SE FACCIO O DICO BENE, MA...

35 Le cause del comportamento passivo â PAURA DI OFFENDERE â SCAMBIARE LA PASSIVITA' PER GENTILEZZA E CORTESIA â DIFFICOLTÀ A RICONOSCERE I PROPRI DIRITTI â TIMORE DELLA PERDITA DELLA APPROVAZIONE DEGLI ALTRI â CARENZA DI ABILITÀ COMPORTAMENTALI

36 Comunicazione Assertiva IO PENSO O CREDO CHE... HO L'IMPRESSIONE CHE... SECONDO ME... IN CHE MISURA... IN CHE MODO, PERCHÉ?... ESAMINANDO OBIETTIVAMENTE LA QUESTIONE... E' PROBABILE CHE... VALUTIAMO INSIEME SE...

37 Il comportamento assertivo È UN TIPO DI COMPORTAMENTO SOCIALE IN GRADO DI FACILITARE IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI PREFISSATI MEDIANTE L UTILIZZO DI UN ELEVATO LIVELLO DI ABILITA' SOCIALE E ORGANIZZATIVA.

38 I RISCHI PSICOLOGICI art. 28 del D. Lgs. 81/08 Ø mobbing Ø molesue sessuali Ø Stress da ritmi di lavoro non adeguau (lavori in solitudine, lavori a contaqo con più utenu, lavori che prevedono frequenu spostamenu)

39 Il mobbing Ø è una forma di pressione psicologica, caraqerizzata dalla ripeuzione protraqa nel tempo, che viene esercitata sul posto di lavoro, ad opera di un superiore o di colleghi di lavoro singoli o in gruppo, con lo scopo di escludere dal contesto lavorauvo una persona ritenuta scomoda Ø ART.6 del CCNL ISTITUZI0NE COMMISSIONE PARITETICA SUL FENOMENO DEL MOBBING forma di violenza morale e psichica in occasione di lavoro

40 Tipi di mobbing Mobbing alto: quando la violenza psicologica viene posta in essere nei confronu della vitma da un superiore (nella terminologia anglosassone questa forma viene anche definita bossing o bullying ); a volte si traqa di una strategia aziendale di riduzione, ringiovanimento o razionalizzazione degli organici (deqo anche mobbing pianificato/strategico); Mobbing orizzontale: quando l'azione discriminatoria è messa in aqo dai colleghi nei confronu del soggeqo colpito. Mobbing collefvo/doppio: quando colpiu da at discriminatori sono gruppi di lavoratori Mobbing dal basso sia individuale che colletvo: quando viene messa in discussione l'autorità di un superiore.

41 Indicatori del mobbing Ø Marginalizzazione dalla aavità lavora=va Ø Svuotamento delle mansioni Ø Mancata assegnazione dei compi= lavora=vi, con inaavità forzata Ø Mancata assegnazione degli strumen= di lavoro Ø Ripetu= trasferimen= ingius=fica= Ø Prolungata a8ribuzione di compi= dequalifican= rispe8o alla professionalità posseduta Ø Prolungata a8ribuzione di compi= esorbitan= o eccessivi Ø Impedimento sistema=co e stru8urale all accesso a no=zie Ø Esclusione reiterata del lavoratore rispe8o ad inizia=ve forma=ve, di riqualificazione e aggiornamento professionale Ø Esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo.

42 Lo STRESS sui luoghi di lavoro

43 Una definizione storica di stress STRESS Degenerazione arteriosa derivante dalle preoccupazioni e dalla pressione della vita moderna, con la conseguenza di far lavorare la macchina biologica al massimo delle capacità Sir William Osler, 1897 Visibile fin da subito il collegamento con fattori psicosociali e culturali, sebbene estremamente difficile individuare un chiaro nesso causale fra questi fattori e l insorgere di un eventuale malattia stress correlata

44 Gli stressors: Sono le cause della condizione di disturbo/tensione Fisici/metabolici Psicologici Sociali Shock elettrico, esposizione al freddo, al caldo, Alterazione livelli glicemici, Esame, prova, incidente, insicurezza personale, Lutto, separazione, nuova attività, nuovo capo, Diverso grado di prevedibilità ed evitabilità Risposta attivata in base alla soglia di reattività di ciascuno FILTRO = condizione soggettiva, sentimento di adeguatezza, vulnerabilità, senso sfida, sentimento del potere, attribuzione di responsabilità, tendenza al cambiamento, età, cultura, ecc,

45 Tensione positiva vs Stress Earle, 1974; Antonovsky, 1987 Lavorare sotto una certa pressione può migliorare le prestazioni e dare soddisfazione quando si raggiungono obiettivi impegnativi. Al contrario, quando le richieste (in ambito lavorativo e non) e la pressione diventano eccessive, possono causare stress cronico. e quindi!

46 Earle, 1974; Antonovsky, 1987 Stress acuto o eustress: " Grado ottimale di tensione e sollecitazione esterna, che si risolve raggiunto l obiettivo " Difesa dalla monotonia e attivazione di risorse " Affinamento delle capacità di attenzione e concentrazione " Stimolo all apprendimento e alla memoria " Facilitatore nella risoluzione creativa dei problemi Stress cronico o distress: " Continua esposizione a stimoli esterni " Attivazione fisiologica e psichica eccessiva " Sforzo dell organismo esagerato e innaturale " Processo prolungato di sopportazione e resistenza " Periodo di logorio ed esaurimento

47 Modello di Karasek (1979): Lo stress sul posto di lavoro può dipendere da: Meccanismo DOMANDA/CONTROLLO Carico di lavoro che richiede impegno fisico e psicologico Capacità di svolgere la richiesta/compito e discrezionalità (influenza, capacità decisionale)

48 Stress e disagio come fenomeni percettivi Lo stress è un fenomeno percettivo individuale, legato alla percezione del singolo individuo (Cox e Mackay, 1976) Non esistono situazioni stressogene, ma solo situazioni potenzialmente stressogene per una certa popolazione/target/individuo (stato soggettivo + ambiente) Lo stress deriva da una situazione percepita come minacciosa, a causa di una richiesta dell ambiente percepita come eccessiva, rispetto alla percezione della propria capacità di fronteggiarla.

49 Il coping MECCANISMO DI FRONTEGGIAMENTO E CONTROLLO DELLE POTENZIALI FONTI DI STRESS " Insieme dei processi cognitivi che attivano un adattamento/cambiamento dell ambiente da parte dell individuo " Concatenazione dinamica di tentativi e successi Da non confondere con i comportamenti automatici di adattamento né con i risultati potenzialmente raggiungibili!

50 Effetti a lungo termine dello stress e disagio lavorativo 1/2 INAIL, 2000 MODIFICAZIONE DELLA PERFORMANCE LAVORATIVA Di munizione del rendimento e Aumentato numero di errori incapacità a completare il lavoro e a rispettare i termini di consegna ATTEGGIAMENTO DI FUGA DAL LAVORO Aumento dell assenteismo, ritardo cronico, permessi, pause prolungate Richiesta di cambiamento della mansione o del posto del di lavoro MODIFICAZIONI SUL PIANO COGNITIVO Diminuzione della percezione degli eventi Incapacità di concentrazione incapacità decisionale e riduzione della capacità creativa

51 Effetti a lungo termine dello stress e disagio lavorativo 2/2 INAIL, 2000 MANIFESTAZIONI PSICOLOGICHE/EMOTIVE Ipocondria, irritabilità, apatia Depressione Ansietà, fobie e Attacchi di panico MODIFICAZIONI COMPORTAMENTALI Atteggiamenti aggressivi verso altri o se stessi Abuso di alcol, tabacco e farmaci Assunzioni di rischi eccessivi Ricorso alla droga MANIFESTAZIONI PATOLOGICHE Disordini psicosomatici Comparsa di sintomatologie soggettive Comparsa di: affezioni gastroenteriche, affezioni cardiovascolari, affezioni neuroendocrine, sindrome della stanchezza cronica.

52 Le reazioni individuali Riassumendo, le reazioni individuali allo stress possono delineare tre tipi di risposta: 1. - comportamentali 2. - psico-fisiologiche 3. - biologiche

53 Patologie stress-correlate Patologie a componente autoimmune Patologie associate a riduzione della risposta immunitaria Altre patologie su base ormonale Patologia cutanea Patologie muscolo-scheletriche Patologia gastrointestinale Patologie cardiovascolari Patologie della funzione sessuale Patologie oculistiche Patologie psichiche Cefalea

54 Il rischio da stress Lo stress non è una malattia ma un esposizione prolungata ad esso può ridurre l efficienza sul lavoro e causare malattie INAIL, 2005 Definire situazioni di rischio da stress significa capire dove come e quando i meccanismi biologici, aspecifici e di adattamento all ambiente esterno diventano pericolosi e possono condurre ad uno stato patologico di malattia. (Documento di consenso linee guida SIMLII, 2005 Intervento delle figure preposte alla prevenzione della salute e sicurezza sul lavoro

55 Disagio del singolo Lo stress sul posto di lavoro può essere una forma di disagio tanto del singolo lavoratore quanto di gruppi più estesi. Le modalità con cui il singolo comunica una condizione di disagio sul lavoro possono essere: Ú dirette (durante la visita periodica, richiedendo colloquio ad hoc, lamentele formali, ecc.) Ú indirette (a seguito di indagini interne con altri fini, abuso di farmaci, assenze per malattia, inefficienza sul lavoro, infortuni, ecc.)

56 Disagio del gruppo Le modalità con cui il gruppo manifesta e agisce il proprio disagio possono essere: Ú Dirette: scioperi frequenti, richiesta di assemblee/ riunioni non previste, dichiarazione di scontento generalizzato Ú Indirette: assenze prolungate in particolari attività, incidenti e infortuni ripetuti, turnover elevato Le reazioni a situazioni critiche o di disagio a livello di gruppo sono più visibili e manifeste rispetto a quelle del singolo lavoratore, per le caratteristiche stesse del gruppo: numerosità ed effetto contagio, forte senso di identità e spalleggiamento, responsabilità diffusa, esposizione limitata, ecc..

57 Situazioni organizzative critiche : " Troppo o troppo poco da fare " Estrema rigidità e/o ambiguità dei compiti " Assenza o esasperazione dei conflitti di ruolo " Responsabilità nulla o eccessiva, specialmente verso terzi " Ripetitività e monotonia nelle attività " Necessità di elevato livello di vigilanza " Elevato carico psicofisiologico (turni, rumore, sforzo fisico, pericolo..) (Documento di consenso linee guida SIMLII, 2005) La presenza di una o più di queste situazioni va considerata come manifestazione di una condizione di rischio che deve essere approfondita e indagata nelle sue cause

58 Prevenzione del rischio stress Gli interventi di gestione dello stress in ottica preventiva possono agire su due livelli:! INDIVIDUO! GRUPPO/ORGANIZZAZIONE (Documento di consenso linee guida SIMLII, 2005)

59 Interventi di gestione dello stress a livello individuale OBIETTIVI : TIPOLOGIA: â rafforzare le capacità del singolo lavoratore di affrontare le criticità sul posto di lavoro e gestire lo stress; â ridurre il livello di stress in persone che già ne hanno i sintomi rafforzando la capacità di risposta individuale. (Documento di consenso linee guida SIMLII, 2005) â Programmi di formazione, informazione (focus su concetto di stress, capacità di gestione del cambiamento, negoziazione e conflitto organizzativo, ) â Piani di coaching (affiancamento) e counselling (colloqui individuali con figure professionali certificate)

60 Interventi di gestione dello stress a livello individuale ASPETTI POSITIVI: â Non necessaria interruzione attività lavorative â Risultati rapidi e visibili â Modulabili in base alle esigenze del singolo e dell organizzazione â Costo contenuto ASPETTI NEGATIVI: â Non eliminano le cause profonde dello stress â Intervengono solo sulla strategia di coping del singolo â Risultati che si dissolvono nel breve periodo (Documento di consenso linee guida SIMLII, 2005, da Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro, 2002; Murphy, 1984; Cooper 1992 et al.)

61 Interventi di gestione dello stress a livello organizzativo OBIETTIVI : TIPOLOGIA: â Intervenire in modo strutturale sulle cause organizzative che possono generare stress e disagio; â Effettuare cambiamenti radicali nell organizzazione in ottica preventiva (Documento di consenso linee guida SIMLII, 2005) â Programma di change management su ruoli e responsabilità organizzative â Interventi ergonomici (sull ambiente fisico e sugli artefatti cognitivi) â Riprogettazione processi/ attività critiche (ripetitive, pericolose, complesse, ) â Istituzione di consultorio interno

62 Interventi di gestione dello stress a livello organizzativo ASPETTI POSITIVI: â Risultati più significativi e stabili nel tempo â Rimuovono le cause (organizzative) di stress alla radice â Fortemente coinvolgenti e responsabilizzanti (Documento di consenso linee guida SIMLII, 2005 da NIOSH, 2004; Jackson, 1983; MacLennan, 1992 et al.) ASPETTI NEGATIVI: â Interventi intrusivi, costosi e di lungo periodo â Necessario forte commitment del vertice manageriale e grande coinvolgimento dei lavoratori â Spesso incontrano diffidenza interna da parte di lavoratori e manager

63 Le attività lavorative più esposte al rischio stress " Controllo traffico aereo " Guida autobus " Lavoro a turni (Documento di consenso linee guida SIMLII, 2005) " Lavoratori della Sanità " Insegnanti " Forze di polizia " Lavori atipici e call center

64 I.CO.TE.A. C.A.T. S.r.l. Istituto di COnsulenza TEcnica Aziendale Autoriz. D. A. 3638/5s Accredit. HLA001_01 DDG Reg. Trib. Modica 2033 CCIAA P. IVA Grazie per l attenzione concessa BUON LAVORO PS Se vi siamo piaciu= ditelo agli altri, se non vi siamo piaciu= ditelo a noi per migliorarci

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